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Biglietti per tutti i gusti...

Ultimo Aggiornamento: 29/05/2011 18.55
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29/05/2005 00.30
 
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tranviere junior
A proposito dei tram cagliaritani e in particolare della linea del Poetto, si può ricordare la complessità tariffaria di questa tranvia. Per il percorso intero si pagavano (già nel 1971) 100 lire (biglietti color arancio) perché la linea era considerata extraurbana. Da Piazza Matteotti a San Bartolomeo 50 lire (biglietti bianchi). Dallo Stadio al Poetto e viceversa 50 lire (biglietti color arancio, poi verdi da 1973, con la differenza che al ritorno dal Poetto già da San Bartolomeo erano dati biglietti bianchi). Vi erano anche "biglietti di corrispondenza" da 100 lire, detti comunemente coincidenze: erano di colore viola con un tagliando staccabile e permettevano di prendere un'altra linea, il bigliettaio della quale doveva staccare il tagliando (le coincidenze più gettonate erano il filobus 5 allo Stadio e l'autobus 1). Infine c'era il tesserino da 14 corse a 1000 lire, molto conveniente, che veniva forato dal bigliettaio ad ogni corsa, ma quelli più pigri facevano una crocetta con la penna...
Se si tiene conto del fatto che il bigliettaio manovrava la porta centrale sulle vetture a 3 porte, che poteva manovrare anche quella posteriore (e fino alla fine degli anni 60 addirittura l'anteriore, cosa veramente assurda), che qualcuno di loro si occupava pure di cacciare i ragazzini attaccati dietro al tram, si può concludere che tra tariffe complicate e pazzeschi comandi delle porte un turno estivo sulla linea del Poetto era abbastanza impegnativo...
Quando d'estate di mattina c'era particolare affollamento, vi era inoltre un bigliettaio a terra allo Stadio Amsicora, che muniva di biglietto i passeggeri in attesa del tram e poi li faceva salire di mezzo, davanti e dovunque ci fosse un po' di posto. La linea era efficiente, ma non frequentissima. Nel 1973 nei feriali estivi, sulla tratta FS - Poetto c'erano massimo 7 vetture di mattina e 5 di pomeriggio. Nel 1972 nel pomeriggio erano addirittura solo 4; di mattina giravano 2 vetture di rinforzo tra lo Stadio e il Poetto, c'era un anello poco oltre l'Amsicora verso S. Elia, ma non era molto comodo raggiungerlo a piedi.
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30/05/2005 03.26
 
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tranviere veterano
I biglietti dell'ACT
Ciao a tutti, anche se devo dire che a parlare di tram a Cagliari siamo pochini (ma buoni).
Io ho tutta la serie di biglietti cui fa riferimento 324, il problema è ricordarmi dove li ho nascosti!
Devo dire che molte volte non usavo i biglietti per scorrazzare sul tram del Poetto, bensì taroccavo la tessera scolastica ritagliando i famosi quadratini e sostituendoli con altri intatti, presi da parti di vecchie tessere vergini nello stesso punto.
Non biasimatemi per questa spudorata confessione, ma una corsa su quel tram lungo la spiaggia (che dopo pochi anni sarebbe scomparso) valeva pure un piccolo peccatuccio!
Salutoni!

30/05/2005 13.14
 
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tranviere junior
Eh... Scopriamo gli altarini... io ero specializzato nell'impadronirmi delle matrici dei blocchetti esauriti, proprio sulla 324 ne razziai 6 in una botta sola. La cosa malinconica fu nell'estate 1974, quando mi recai due volte in visita al deposito (avevo conosciuto un capotecnico molto gentile e competente). I tram erano ancora tutti lì, anzi 6 vetture (in testa la 325, in coda la 324) erano sotto un capannone. All'interno, per terra, c'erano ancora i biglietti usati e alcuni blocchetti esauriti. Mi dissero che la 324 (la mia preferita), essendo l'ultima della fila, era probabilmente l'ultimo tram ad avere circolato. La cosa mi lasciò perplesso e anche un po' inca.... Ero andato apposta a Cagliari la prima settimana di novembre 1973 (due settimane prima della fine) e non uscirono mai né la 323, né la 324...
30/05/2005 22.38
 
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CRUDELE!
Beh, a proposito degli altarini, non mi sono mai pentito del trucchetto della tessera...in fondo tante altre volte tornavo a piedi da scuola per risparmiare le fatidiche 50 lire (prima che comprassi gli abbonamenti...) per riciclarle sul "P"!

Guarda ora la foto che allego, tratta da Tutto Quotidiano del 12.4.1976:
il tuo 324 era in fondo a questa fila, vero?!


[Modificato da BLINKY73 30/05/2005 22.52]


31/05/2005 01.31
 
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Blinky, mi hai fatto venire un colpo! Questo ricordo visivo mi "perseguita" da 31 anni! Nell'ordine, mi pare che fossero 325, 305, 318, 321, 307 e 324! Mi è già capitato di sognarmi la 307 e la 320, di avere un incubo sognando la 318 pitturata in arancione. Chissà che mi sognerò stanotte... Grazie comunque, non ti riterrò responsabile di strane avventure oniriche o di incubi policromi tranviari!
07/06/2005 00.50
 
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...prima delle Playstation
...ci si divertiva in tanti modi, anche andando a fare un giro in tram poi, tornati a casa, si disegnava...
Beh, lo specchietto è dalla parte sbagliata, lo scambio è di pura fantasia...ma il numero è rimasto ben impresso in mente!
Giuro, non l'ho ritoccato...è proprio un disegno del '72, ed il biglietto è proprio di quel viaggetto! [SM=x346236]

[Modificato da BLINKY73 07/06/2005 0.56]


07/06/2005 11.45
 
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Bello! (Però manca il fischio...!). Dal biglietto della mitica serie "uL", ricavo che non avevi fatto il percorso intero, ma solo la tratta urbana FS / S. Bartolomeo. Per vedere un tram simile, ormai bisogna rivolgersi all'ATM di Milano, con la sua 5137.
07/06/2005 23.07
 
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I GIOCATTOLI PREFERITI...
In effetti manca il fischio, le frecce, il manovratore...ma sai, a 12 anni non si badava troppo ai dettagli, nonostante le innumerevoli volte che li vidi dall'alto...(da bambino abitavo al quarto piano, ed ero letteralmente affascinato dal via vai di vetture: Tallero per la linea M, padovane per la 1 e le n°43 o 143 per i lavori).
Ho anche un altro disegno praticamente uguale (che non invio per decenza...), con la sola differenza che riporta il n° 320!
Ho scoperto solo ultimamente che i numeri dei disegni erano reali tramite l'ineguagliabile Mondo Tram e il forum che ci ospita, infatti non li ricordavo assolutamente!
Per quel che riguarda gli altri biglietti, nonostante la casa sia piccola, non li ho ancora trovati...tra l'altro ho notato che quelli bianchi venivano stampati a Bologna, chissà se erano uguali pure lì!

08/06/2005 00.27
 
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Vabbè, a Roma per secoli i biglietti furono stampati da Massarani di Torino (vi erano però delle forniture Abete, credo di Roma).
Negli ultimi anni 60, ricordo una visita in deposito in cui mi furono regalati dei biglietti bianchi cone quello da te inserito nel disegno, ancora privi di numeri di serie e progressivo. In quella stessa occasione, l'ingegnere che ci accompagnava ci fece fare un giro dentro il deposito con un filobus serie 551 - 561 (fece delle inchiodate pazzesche) e con il tram 308.
In quell'occasione mi divertii parecchio con i comandi delle porte: una volta azionato l'interruttore generale dal posto di guida, le tre porte si manovravano da quello del bigliettaio. Mai visto un sistema più assurdo (da quello che potei arguire anni dopo, comune alle 301 - 304). Come avevo già accennato, fu modificato negli ultimi anni del servizio tranviario, lasciando al solo conducente la manovra della porta anteriore: il relativo comando lasciò il banco del bigliettaio e fu portato alla sinistra del posto di guida, dietro l'interuttore "generale" già presente, che a quel punto serviva per dare il consenso alle altre due porte. Come retaggio, la 325 su questo interruttore portava una targhetta "comando porte", mentre la 305 ne aveva una "porta ant." sopra il relativo comando.
A me le porte pneumatiche mi hanno sempre affascinato...
08/06/2005 00.39
 
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MEMORIA DIGITALE
Aho' 324,...e meno male che avevi dato fondo ai ricordi!
Ho anche dei disegni del posto guida, ma tutti questi dettagli non ci sono...sei veramente il tenente Colombo dei tram di Cagliari!
Forse io ero, e sono, più sognatore...e mi gustavo di più l'attimo fuggente!

08/06/2005 12.17
 
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Più che altro, cercavo di riconoscere le vetture da dettagli e piccole differenze. Per esempio, la 321 aveva l'alzata dei gradini di colore rosso, la 305 era l'unica con la spia delle porte che funzionava, la 318 aveva il pomello del combinatore di legno tornito anziché di plastica nera, la 320 il vetro dietro il posto di guida tutto graffitato sulla pittura blu (con qualche insulto), la 325 i comandi porte del conducente sistemati in modo diverso, la 307, disaccantonata dopo un anno e mezzo per l'estate 1973 (uscì in prova il 23 luglio e il 24 fece la prima uscita sulla tabella 1, notai gli orari per poterla prendere al ritorno), faceva sfoggio di qualche ragnatela non rimossa e appariva un po' più fiacca delle altre...
08/06/2005 12.21
 
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Ah... circa i ricordi, meno male che c'è Blinky 73 che mi aiuta a ripescarli! Abbiamo scritto parecchie cosine su questi amati e sfortunati tram.
09/06/2005 00.01
 
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Falsa partenza...

[Modificato da BLINKY73 09/06/2005 0.21]


09/06/2005 00.04
 
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Nostalgia, ma non troppo...
Certo 324, che è stato un vero peccato (o un'infinita miopìa...), da parte dell'ACT e del CTM, non aver conservato almeno le vetture in condizioni migliori e l'anello interno al deposito.
Mi ha fatto pena, alcuni giorni fa, vedere i turisti salire (...pure a caro prezzo!) nel quartiere Castello a bordo di un ridicolo trenino gommato, quando tutti i libri fotografici su Cagliari tracimano immagini con protagonisti i famosi tram bianchi che si arrampicavano fin sotto la torre di San Pancrazio e la cattedrale!
Secondo me non sarebbe stata assolutamente un'operazione nostalgica riportare il tram nel centro della città, anzi...aver avuto oggi alcune vetture storiche anche su un percorso ridotto, avrebbe ridato a Cagliari il fascino di un tempo.
Comunque non voglio polemizzare oltre (come nell'altra discussione...) e continuare il discorso sui tram.
Parlando di "padovane" che ricordi hai in merito?
Io solo un gran fragore di vetri! Poverine, di rimetterle i feltrini antirumore manco a parlarne...e poi il predellino rettratile, il secondo posto guida vuoto col sedile ribaltabile...e nonostante i loro cinquant'anni si difenedevano bene anche come velocità. Mi ricordo che, sempre dalla finestra di camera mia, l'enorme pantografo sembrava sfiorare il balcone del primo piano!
Da piccolo credevo fossero due, il concetto di vettura bidirezionale era ancora da capire...! [SM=x346232]

[Modificato da BLINKY73 09/06/2005 0.20]


09/06/2005 00.31
 
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Le padovane le ricordo sull'1 (dove dal 1967 al 1968 non vidi mai le "Tallero"), poi passarono a coprire i buchi delle "Tallero", soprattutto sulla M e soprattutto d'estate. La M tranviaria aveva 6 vetture e tempo di giro di un'ora (ma d'inverno la mattina c'erano un paio di vetture in più): quando d'estate la linea del Poetto aveva il "servizio completo", le 12 "Tallero" (divenute 11 già dal 1970, per la immatura radiazione della 322) non bastavano. D'inverno era difficile vedere pèadovane in giro, dato che la P rimaneva con sole 3 vetture. D'estate i rinforzi della P erano svolti in primis dalle giardiniere, solo fino al 1971 ricordo di aver visto anche qualche padovana. Sicuramente sparirono tutte quando la M divenne autobus. Erano decisamente più lente, più dure di sospensioni e rumorose; dotate di avviamento manuale, avevano sul controller le tacche della frenatura elettrica (che peraltro non ricordo di aver visto usare).
Mi faceva notare l'appassionato modellista cagliaritano, che erano usate normalmente con la cabina più lontana dal pantografo rivolta a marcia avanti. Forse questo dipendeva dall'uniformità con le altre vetture, il cui archetto era posto molto indietro. A Cagliari, differentemente da Milano, le slitte di comando erano lontane dagli scambi.
Tuttavia (a parte una foto in cui mi si fece notare una padovana che procedeva con la cabina più vicina al pantografo), quando verso il 1969 - come ricordavo tempo fa - la P fu per qualche tempo limitata al tratto Poetto - Via Bottego per lavori in V.le Bonaria (capolinea su unico binario, senza anello d'inversione), le padovane impiegate dovevano per forza di cose fare un giro col pantografo "davanti" e l'altro col pantografo "dietro". All'arrivo a Via Bottego, il conducente smontava la maniglia del controller, quella dell'invertitore, quella del freno e quella della porta posteriore e le portava all'altro banco. Alla partenza, il bigliettaio chiudeva la porta che in arrivo era l'anteriore destra e che in partenza diventava "posteriore sinistra" e portava la maniglia al conducente... Nel 1974 erano sparse qua e là per il deposito, in condizioni piuttosto precarie.
09/06/2005 01.15
 
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Due tram, due epoche

Insomma le "Tallero" erano proprio un'altra cosa, del resto ricordo ancora i commenti positivi di mio padre sul loro comfort, e, viceversa, quelli un po negativi su "quei tram di seconda mano di quella città..." (Padova!).
Ma tecnicamente, cosa si intendeva per avviamento manuale?
Era quel rotellone tipo "Singer" vicino alla porta anteriore?
Scusa l'ignoranza, ma sembra paradossale che un tram non avesse l'avviamento elettrico!
...'Notte![SM=x346241]

09/06/2005 01.34
 
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No, avviamento manuale significa che il conducente ad ogni tacca su cui sposta il controller esclude una resistenza del reostato, finché questo non è completamente escluso. Poi, dalla combinazione di "serie", si passa al "parallelo" e anche lì ci sono le tacche da fare... Avviamento automatico significa che il conducente pone il controller in serie o in parallelo, poi ci pensa un "avviatore". In parole povere, si tratta di un servomotore elettropneumatico a bassa tensione, di solito, che sposta un cilindro recante i contatti che a loro volta danno via via tensione alle elettrovalvole che azionano i contattori che, chiudendosi, escludono le varie resistenze. Tramite relé, si evita che la corrente superi i valori ammessi per i motori. Sempre l'avviatore provvede a passare da una combinazione dei motori all'altra.
Sulle padovane mi sembra ci fossero 8 tacche per la serie e 7 per il parallelo (più 6 o 7 di frenatura elettrica); sulle "Tallero" il controller aveva solo le posizioni 0, tacca di manovra (marcia con tutte le resistenze inserite), S (motori in serie), P1, P2 e P3 (motori collegati in parallelo, con 3 gradi crescenti di accelerazione, cioè con 3 velocità crescenti di esclusione delle resistenze).
Non sono un "elettromeccanico", spero di non essere stato troppo oscuro.
09/06/2005 01.36
 
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Ah, il rotellone "tipo Singer" è il freno a mano! Sulle 324 e 325 era più piccolo e pitturato di nero...
10/06/2005 00.39
 
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324, The Doctor...

Ho letto attentamente la tua disquisizione tecnica, ed anche se non l'ho "digerita" completamente, mi sembra di capire che, sostanzialmente, il manovratore aveva a disposizione una serie di combinazioni di resistenze tra le quali poter scegliere a seconda della pendenza, del carico o della velocità desiderata. Nella mia quasi assoluta ignoranza in materia (...se tu sapessi che lavoro ho fatto, ti verrebbe da ridere!), so che ad esempio due motori (o due lampadine) in parallelo girano più velocemente (o fanno più luce) di quanto non succeda se collegati in serie, perché mi pare vi sia un calo o un dimezzamento d'impedenza.
So che queste due possibilità venivano (o vengono) usate per comandare gli scambi (anche filoviari), ma queste diverse combinazioni portavano quindi ad un diverso valore di "coppia", insomma erano le "marce" del tram, no?

Che figuraccia invece sul rotellone...e si che ora che ci ripenso lo vidi usare diverse volte, ovviamente al capolinea, no?

E' proprio vero, i ricordi che sembrano dimenticati, con un pò di concentrazione pian piano vengono a galla...
Comunque è stupefacente l'abbondanza di dettagli dei tuoi ricordi, credo varrebbe la pena di aprire una rubrichetta sul neo-nato "Tram della Sera"!

Ma secondo te, in CTM avrebbero del materiale in proposito per arricchire queste discussioni? Vedendo il sito (che delusione!) c'é da pensare proprio di no...

Cambiando discorso, forse ho trovato una piccola pecca nella tua memoria tranviaria cagliaritana: in un post dai la 319 accantonata già alla chiusura della linea M...e quindi mi domandavo...come potevo esserci salito nel '72, all'epoca del famoso disegnino?

P.S. Ma tutte queste divagazioni non dovevano essere fatte nella sezione "I vecchi tram di Cagliari"?
Magari ci sgridano,...e intanto non trovo i biglietti...mannaggia!

10/06/2005 09.21
 
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Allora andiamo nell'altra sezione!
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