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I VECCHI TRAM DI ROMA

Ultimo Aggiornamento: 16/10/2018 16.51
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09/02/2005 23.59
 
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maestro tranviere
La lana e la seta ...

Scritto da: Roberto Amori 09/02/2005 23.11
(...) Dietro di lui una signora col vestito leggero un po' lungo e dinanzi una vespa come quella di Vacanze Romane (...)

Tu quoque, Roberto!

A me parrebbe una Lambretta (una 125 o una 150 D, azzarderei), non una Vespa ...

Domanda su una profezia biblicaTestimoni di Geova Online...52 pt.15/12/2018 20.28 by dom@
Il Domi di GabboHonda Dominator35 pt.15/12/2018 22.17 by Donato.79
Francesca Mandelli (Rsi.ch)TELEGIORNALISTE FANS FORU...28 pt.15/12/2018 18.42 by ponytail
10/02/2005 00.04
 
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tranviere veterano
non saprei

Ci avevo un poco ragionato a dire il vero, sapendo anche della tua passione, ma sinceramente non so proprio distinguerle, non è il mio campo.
Ho optato per la Vespa prima per via del film poi perchè inconsciamente forse colloco la Lambretta ad habitat più settentrionali.
10/02/2005 21.29
 
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tranviere senior
Anch'io negli anni '50?
Scusate il titolo un po' egocentrico del messaggio, cari amici.
Potrei essere io il ragazzino della foto? E chi lo sa, potrebbe pure essere, anche se ricordo di avere sempre odiato l'abbinamento sandali e calzini corti, quasi un obbligo per i bambini dell'epoca!
Di certo all'epoca andavo spesso con la famiglia a Roma, dove abitavano le mie due zie, con una tribù di cani (dei carlini, per la precisione), la fedelissima cameriera e lo zio, ingegnere ed appassionato di trasporti (aveva pure brevettato, in tempi di autarchia, un avveniristico motore a gas). Bene, tutti e tre abitavano in Corso Trieste 155, all'angolo con Piazza Istria, allora capolinea tranviario in piena attività: vi si attestavano il 5 ed il 6, quest'ultimo sostituito dopo il 1960 dal 7. Che piacere, in quelle belle mattinate di giugno, conclusi con successo gli impegni scolastici e lasciata la mia città, passare qualche ora in giro per le strade di Roma, scorrazzando allegramente sulle MRS, sulle due assi e sulle allora nuovissime Stanga: salivo sul 5, scendevo a Termini e da lì avevo solo l'imbarazzo della scelta: il 7 per Piazza Zama, il 16 per Piazza Ragusa, la breve circolare 10, ancora il 5 per la Garbatella... Tornare in tempo per il pranzo costituiva l'unica preoccupazione, ma, a dispetto delle distanze di Roma, enormi rispetto a quelle fiorentine, mi sembra di esserci sempre riuscito. Il traffico era già abbastanza intenso ma la marcia dei tram era facilitata dai numerosi tratti in sede propria e dai cosiddetti "marciatrams", più tardi scriteriatamente eliminati, che garantivano tempi di percorrenza molto migliori di quelli degli autobus. Che errore è stato smantellare una così grande parte del sistema tranviario, che avrebbe potuto contribuire meglio che in molte altre città alla tanto sospirata qualità della vita.
Un caro saluto da
Paolo




11/02/2005 19.16
 
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tranviere veterano
Sandali e tram
Lo dicevo io che Paolo certo era passato sui binari delle strade intorno S.Giovanni. Invidia. Pensate avere fatto delle fotografie di quei trafficatissimi incroci tranviari...che reperti sarebbero oggi.
Io ho 9 anni meno di te Paolo ma sono tantissimi per le italiche vicende tranviarie, a Roma della vecchia rete di cui tu parli ho fatto a tempo a vedere i tram a S.Giovanni sul 7, l' 11 al Portonaccio, la circolare sul Lungotevere, Capannelle, Cinecittà, Fiuggi e stop. Oltre ad una impressionante quantità, ovunque,in Kilometri di linee tranviarie ancora integre e raccordate ma già soppresse da anni. Si vociferava che su talune di tanto in tanto, in attesa di decisioni definitive, passasse la notte l'antica smerigliatrice. Un giorno, ho diverse foto, il Graf nel 1979 affittò una MRS che si ritrovò dopo anni a ripassare in Via Cavour, dinanzi la Basilica di S.Maria Maggiore e in Via Merulana appunto su quei binari di cui parlavamo prima.
Ho fatto a tempo anche a vedere gli ultimi anni del servizio filoviario.
Non sono scampato però alla dorata stagione dei sandaletti, quelli con gli occhi che sorridono come da reperto qui sotto allegato:


Ostra ( AN ) Agosto 1966

Per finire visto che hai nominato l'elegante P.zza Istria vi invio una veduta, che forse qualcuno conosce, del capolinea che era alloggiato in quella piazza. Davanti ai tram Via di S.Costanza, più avanti P.zza Bologna ove si trovava il capolinea del 7 e dove abitava Aldo Fabrizi in una casa, raccontano le cronache, grandissima e con una enorme cucina in cui lui, cuoco eccellentissimo, preparava famose cene per i suoi più cari amici: Rossellini, Totò, Anna Magnani...non dico altro.


La foto è databile tra il 1954, anno in cui appunto uscì la AR 54 che si vede a sinistra e il 1963 anno in cui fu soppresso il 6 che si vede sul binario di destra. Il 5 che vediamo sul tronchetto resistette fino al 1966 anno in cui fu sbaraccato tutto.

P.S. prego astenersi da facili commenti su magrezza e capigliatura... [SM=x346224]
11/02/2005 23.41
 
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tranviere senior
Piazza Istria - Nostalgia e ricordi non solo tranviari
La tua foto, caro Roberto, è stata ripresa proprio dal palazzo di Corso Trieste 155 dove abitavano i miei zii, ma certamente non dal loro appartamento, situato al settimo piano. In realtà dovrei dire prozii, si trattava, infatti, delle due sorelle e del cognato di mia nonna, Margherita, Clementina ed Ubaldo, bei nomi di desueta risonanza; se hai visto il commovente "La famiglia" di Ettore Scola puoi immaginare quale fosse l'atmosfera: non mancava neppure la pecora nerissima, d'obbligo in ogni buona famiglia, appunto la zia Clementina, considerata tale per esser fuggita giovanissima negli Stati Uniti per amore di un avventuriero italo-americano, che a New York ebbe qualche momento di gloria come pugile, prima di finire in miseria totale. La relazione durò comunque molti anni e lei tornò in Italia quando era già anziana, dopo la morte dell'italo-americano, che aveva testardamente voluto sposare e poi mantenere, con una pensione che, essendo pagata in dollari, a noi sembrava principesca ed una coppia di piccoli carlini, cani allora molto rari, che avrebbero in pochi anni dato origine ad una numerosa progenie. Le mura degli edifici dell'elegante quartiere Trieste celavano spesso storie come questa.
Mi sono lasciato andare ai ricordi, ma torno subito alla foto. Ti posso dire con certezza che questa non può essere più recente del 1960: infatti nell'immagine si scorge chiaramente il marciatram di Via Santa Costanza, che venne eliminato proprio nell'estate di quell'anno. Personalmente sarei propenso a farla risalire a qualche anno prima, diciamo al 1954-1956 o al massimo 1957, visto che vi compaiono solo pochissime auto, sia in corsa che parcheggiate; all'epoca delle Olimpiadi il traffico era già piuttosto intenso, e in Piazza Istria e nelle strade limitrofe i veicoli in sosta erano sempre numerosi.
Qualche osservazione: la linea 6 venne abolita proprio nel 1960, insieme a numerose altre linee (in un successivo messaggio vedrò di sistemare l'argomento linee tranviarie romane secondo criteri di corretta cronologia) e contestualmente il 7 venne prolungato a Piazza Istria. Dallo stesso anno, scomparsi i classici convogli a due elementi, il 5 venne esercitato esclusivamente con le MRS, mentre sul 7 di regola prestavano servizio le articolate Stanga. Il traffico ormai intenso rendeva proibitiva la manovra a marcia indietro, ed il tronchino di ricovero venne di fatto abbandonato: al capolinea le motrici delle due linee semplicemente si accodavano l'una all'altra.
Nell'immagine si distingue chiaramente un bifilare: è quello della linea 58, rimasta in servizio fino al 1963. Fu proprio per sopperire all'impossibilità di far marciare i filobus per assoluta mancanza di pneumatici, che nel 1944 venne costruita con binari di recupero la tratta Via Nomentana - Piazza Istria, rimasta purtroppo in servizio per soli ventidue anni. Tutto questo incredibilmente avveniva nel periodo peggiore del secondo conflitto mondiale, quando Roma, solo formalmente città aperta, viveva i giorni tremendi dell'occupazione tedesca.
Mi è d'obbligo, a questo punto, suggerire a chi ancora non lo conoscesse, la visione del capolavoro di Rossellini "Roma città aperta", interpretato da Aldo Fabrizi e Anna Magnani: grandissimo ed attualissimo cinema.
La tua fotografia, come vedi, mi ha offerto lo spunto per un lungo messaggio, nonché per tornare con la mente all'epoca lontana della mia infanzia, e di questo ti ringrazio.
Per oggi basta, torniamo al presente!
Ti invio un cordialissimo saluto, alla prossima volta
Paolo


12/02/2005 11.34
 
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tranviere veterano
Binari e pellicole


Scrive Paolo:
la linea 6 venne abolita proprio nel 1960, insieme a numerose altre linee e contestualmente il 7 venne prolungato a Piazza Istria. Dallo stesso anno, scomparsi i classici convogli a due elementi, il 5 venne esercitato esclusivamente con le MRS, mentre sul 7 di regola prestavano servizio le articolate Stanga. Il traffico ormai intenso rendeva proibitiva la manovra a marcia indietro, ed il tronchino di ricovero venne di fatto abbandonato: al capolinea le motrici delle due linee semplicemente si accodavano l'una all'altra.



I tuoi ricordi sono proprio esatti: ecco difatti Piazza Istria nel suo ultimo anno di vita tranviaria con una MRS sul 5 e la Stanga 7047 sul 7 in coda. Alla loro sinistra si scorge il tronchino di servizio ormai inutilizzato.





Un'altra veduta degli ultimissimi tempi dei tram in Piazza Istria: Una MRS sul 7 sta uscendo da Via S.Costanza per entrare nella piazza, alla sua sinistra lo scambio a regresso del solito tronchino. Il cartello di linea in quegli anni per qualche tempo, poco per fortuna, venne spostato al muso sopra il fanale.




I tuoi ricordi Paolo sono stati davvero interessanti, in ogni casa si racchiudono bellissime storie di cui io da sempre sono affascinato, certo che la storia della zia col pugile è davvero bella.
Anche io sono un appassionato cinefilo, assieme alla fotografia e ai trasporti coltivo questa passione fin da ragazzo: un autore amatissimo è appunto Ettore Scola. Nel 1977 al cinema rimasi fulminato dalla Giornata Particolare che considero un po' il mio film, un altro film eccezionale del regista è, a mio avviso, Brutti sporchi e cattivi del 1976, toccante e ruvido al contempo parla anche praticamente del mio lavoro. Anni fa con due cari amici prendemmo l'impegno piacevolissimo ogni settimana di affittare, presso una nota videoteca di Bologna, un film di Ettore Scola che sono ormai più di 30. Così prima cenavamo e quindi a seguire la proiezione, ne prendemmo così all'incirca una dozzina prima di passare ad altri autori del nostro sconfinato italico mare di altissima qualità cinematografica.
P.S Alla Giornata Particolare, come sapete, ha collaborato alla sceneggiatura Maurizio Costanzo così come pure ai primi bellissimi film di Pupi Avati...mi chiedo come abbia potuto regredire così... anzianità? denaro?
12/02/2005 12.57
 
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maestro tranviere
Tram e Cinema
Un altro film bellissimo di Scola (del quale dobbiamo accontentarci ormai solo delle vecchie opere, visto che le ultime cose sono state veramente scadenti) è "C'Eravamo Tanto Amati", con Gassman, Manfredi, la Sandrelli e Stefano Satta Flores. L'ho rivisto proprio qualche giorno fa, e giurerei anche di aver visto un tram, sia pure di sfuggita, in una delle inquadrature "d'epoca".

12/02/2005 13.01
 
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maestro tranviere
Via G. B. Morgagni
Mi sembra giusto riproporre anche nella sezione dei vecchi tram di Roma una bella foto d'epoca che l'ottimo Stefagin ha correttamente indicato essere stata ripresa in Via G. B. Morgagni, oltre l'incrocio con viale Regina Margherita, in direzione periferia.

Il tram sulla destra era in servizio sulla linea 8 (Via della Giuliana-Portonaccio, se la foto è stata scattata dopo il 1947. Prima la linea 8 effettuava il percorso Staz. Termini-P.za Bologna).




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12/02/2005 13.21
 
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tranviere veterano
Roma ed il cinema
Rischiando di andare in OT, volevo suggerire a Roberto ed a Paolo, e a quanti altri fossero interessati, il seguente libro:
Flaminio Biagi IL CINEMA A ROMA guida alla storia ed ai luoghi del cinema nella capitale
Palombi Editori Euro 14
Non è il massimo di ciò che ci si poteva attendere, ma è molto interessante.
Cito a caso "GARBATELLA zona che purtroppo i turisti non visitano, questa borgata-giardino costruita negli anni venti fatta di strade a villini, casette modello e grandi alberghi suburbani, è luogo cinematografico qualificato. Un film per tutti I SOLITI IGNOTI di Monicelli che inizia con l'albergo rosso di piazza Baffi e finisce con Peppe er Pantera (Gassman) che attraversa la strada per andare a lavorare. In C'ERAVAMO TANTO AMATI la lunga e notturna scena finale è ambientata davanti alla scuola di piazza Damiano Sauli, all'epoca in cui non c'erano aule sufficienti. Ma è stato CARO DIARIO che ne ha rivalutato in pieno le qualità scenografiche quando Nanni Moretti la percorre in Vespa in lungo ed in largo e finisce per entrare in una delle casette con l'incredibile scusa di voler girare un "
12/02/2005 13.25
 
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tranviere veterano
Roma ed il cinema
musical trotzkista su un pasticciere degli anni 50" Non mancano, è ovvio, le citazioni di film indimenticabili come: ROMA CITTA' APERTA, LADRI DI BICICLETTE, LA DOLCE VITA, GUARDIA-GUARDIA SCELTA ecc.
13/02/2005 03.35
 
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tranviere veterano
Garbatella



Filobustiere cita:
Cito a caso "GARBATELLA zona che purtroppo i turisti non visitano, questa borgata-giardino costruita negli anni venti fatta di strade a villini, casette modello e grandi alberghi suburbani, è luogo cinematografico qualificato.



Il libro ha torto e ragione: torto perchè pur essendo un luogo grazioso non può essere meta turistica da parte di chi magari viene da migliaia di Kilometri di distanza e ha i giorni contati in una città in cui io in sette anni non ho nemmeno fatto a tempo a vedere tutto. Ragione perchè è certo un punto ideale per allestire un set, il che come sappiamo è stato fatto più volte.
Anche io come Nanni Moretti condivido l'idea che siano strade piacevolissime da percorrere a primavera in Vespa ma io condivido, non è un mistero, ogni cosa di Nanni Moretti che fra l'altro ho avuto anche il piacere di incontrare un paio di volte qui a Bologna in occasione di incontri alla Cineteca.
Io, avendo avuto più tempo dei turisti, ho girato bene la Garbatella e ne ho apprezzato le strade verdi e silenziose, i bei villini e la razionalità urbanistica. La prima volta che vi andai era il 1979 e feci a piedi l'intero tragitto degli ex tram 5 e 11 soppressi il primo nel 1972 e il secondo nel 1973. Tutto il percorso era perfettamente integro con tanto di rete aerea, solo erano stati tagliati gli scambi alla Piramide per permettere la deviazione della nuova, allora, linea 30/. Lungo la Portuense c'erano ancora gli scambi che separavano le linee della Garbatella dal 23 e 18 per la Basilica di S.Paolo, la prima soppressa già nel 1960 e la seconda nel 1964.

Qui sotto due immagini, di cui purtroppo non conosco gli autori, degli ultimissimi giorni, Novembre 1973, di transiti tranviari alla Garbatella.



18/02/2005 20.58
 
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maestro tranviere
Via Nomentana
Stamane sono stato a Roma... rispetto a settembre sono stato più attento a scovare vestigia tramviarie +/- recenti... appunto in via Nomentana, molto prima di arrivare a Porta Pia ho notato quella che doveva essere una sede tramviaria riservata (il cordolo di separazione dalla corsia di marcia è molto alto e spesso ci sono i classici paletti ad "U" rovesciata) che si spingeva molto in periferia; si curamente ci passava il filobus in epoca relativamente recente, poiché i trasversali sono ancora al loro posto! Ho anche notato che la palificazione, nonostante sia in disuso, è perfettamente tenuta e riverniciata di grigio non da molto tempo.
Roberto magari tira fuori qualche cosa dal magico cilindro...:Sm13: :Sm13:

www.novaconcentusvocalis.it
"Where no man has gone before"
19/02/2005 03.06
 
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tranviere veterano
Per Francesco
Dunque, qui a casa mia a portata di mouse ho una veduta di Porta Pia, da te citata, con l'inizio della Via Nomentana.


In questa veduta vediamo un tram a due assi 7 finestrini dirigersi verso Piazza Fiume e da lì il Muro Torto e P.le Flaminio, si vedono anche alcuni filobus ed autobus a tre assi.
La Nomentana, in questa sua prima parte, è stata da poco liberata dagli impianti tranviari che riprenderanno molto più avanti per permettere ai tram di raggiungere Monte Sacro. E' risaputo che il tram venne soppresso, appunto nella prima parte della Nomentana, a causa del Duce che presa la residenza a Villa Torlonia diceva di sentirsi disturbato dallo sferragliare dei tram davanti alle proprie finestre. E' anche risaputo che Mussolini non amasse i tram e che nutrisse invece interesse per i filobus, nei quali scorgeva un italico futuro autarchico.
Scelta del tutto sbagliata, come sappiamo purtroppo bene non certo l'unica o la più grave, in quanto proprio in tempo di autarchia vennero in seguito a mancare del tutto proprio una delle cose basilari del filobus: i pneumatici.
Tornando a noi, ricordo bene vi fossero tracce di antichi passaggi tranviari ma quelle traverse e i pali che hai visto, Francesco, sono i nuovi impianti fissi, che testimoniano a te in anteprima e a gran parte di noi per ora, il ritorno del filobus a Roma dopo 37 anni. Infatti qui passeranno i Trollini Solaris della linea 90 express che già lontano da qui, a Piazza Labia, stanno facendo le prime corse di prova:

archivio Formigari

19/02/2005 09.00
 
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maestro tranviere
X ROberto
Ah però!

Quindi più che una mia disattenzione, probabilmente nel settembre scorso (quando andai per la prima volta sulla Nomentana) quei bifilari e la palificazione proprio non c'erano!
Mi resta solo il dubbio che quella sede di cui parlavo al post precedente (che, per inciso, termina all'incrocio di Viale Regina Margherita, dove tuttora insiste il tram, venendo dalla periferia) mi sembra proprio ex tramviaria...
fra l'altro ero a conoscenza del fatto che Mussolini non gradisse il tram, però non so dove sia ubicata esattamente Villa Torlonia... mah!

www.novaconcentusvocalis.it
"Where no man has gone before"
19/02/2005 11.54
 
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tranviere veterano
Per Francesco, Villa Torlonia
Dunque, Villa Torlonia è abbastanza vicina a Porta Pia, ci si può andare tranquillamente a piedi se si ha un po' di tempo libero. Dal piazzale di Porta Pia ci si porta verso la periferia sulla via Nomentana, dopo poco si attraversa il Viale Regina Margherita, che hai già visto e dove facevi notare tuttora passano i tram delle linee 3 e 19, si prosegue sempre sulla Nomentana, altre due strade traverse e si arriva al grande incrocio con l'importante Corso Trieste. Sei arrivato, in quell'incrocio sulla destra inizia il parco della Villa Torlonia, che oggi dopo una buona risistemazione avvenuta negli anni ' 70 è aperta al pubblico e svolge una ottima funzione di area verde e giardino pubblico per gli abitanti della zona.
Villa Torlonia ha conosciuto un passato illustrississimo, nel suo grande parco vi sono una dozzina di edifici tutti di squisita fattura dove hanno lavorato i più importanti architetti dell'epoca come Valadier, innumerevoli opere d'arte arrichivano i viali dei giardini e la villa stessa era di una bellezza unica. Come tutti i nobili che si rispettano anche i Torlonia caddero in parte in disgrazia e la villa cadde in un abbandono totale durato 25 anni. Il fascismo la restaurò riportandola agli antichi splendori, Mussolini con la famiglia, ma donna Rachele non era tipo da farsi affascinare da qualche capitello, vi prese la sua residenza dando agli eredi Torlonia una caparra mensile di 1 Lira. Nel 1946 vi alloggiò il Comando Americano che in pochi mesi distrusse per incuria ed ignoranza tutto quello che c'era da distruggere. Quindi altri 30 di abbandono totale fino agli anni '70 e al restauro conservativo e all'apertura al pubblico di cui parlavamo prima.
Certo è una zona molto elegante, gli affitti non saranno popolari, nei pressi molte altre ville prestigiose come quella dei Blanc cui la contessina ora poverina si perde sulle isole dei famosi.
Comunque in tutta questa storia uno dei primi a rimetterci e a non tornare mai più fu il tram sulla Nomentana...
02/03/2005 07.47
 
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maestro tranviere
Palazzo Massimo alle Colonne
Palazzo Massimo alle Colonne fu ricostruito tra il 1532 ed il 1536 da Baldassarre Peruzzi. Al secondo piano c'è la cappella che fu la stanza dove S. Filippo Neri resuscitò, il 16 marzo 1583, il piccolo Paolo Massimo.

In questa foto, di molto successiva a tali mirabili eventi, si vede invece un bel tram romano dei tempi che furono, nella placida Roma degli inizi del secolo scorso.




PARTICOLARE


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06/03/2005 00.48
 
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apprendista tranviere
per Roberto Amori
La Stanga 7047, che conosciamo bene, in p.Istria nell'ottobre 1965.
31/03/2005 01.19
 
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VACANZE ROMANE (ricordi tranviarii)
Avevo una zia che abitava a Roma, al Tuscolano-Quadraro (vicino la fermata Numidio Quadrato della linea A), e per quasi 20 anni (finché se n'é andata) era ormai di rigore la visita mensile o bisettimanale nella capitale... tant'é che, pur essendo salernitano, l'accento romanesco mi é rimasto ed ogni tanto spunta fuori.
Ricordo il tram che percorreva via Tuscolana, parallelo alla metrò A; il cosiddetto tram di Cinecittà di cui oggi rimane una carrozza esposta alla stazione metroviiaria dell'Anagnina... E chissà in quanti film d'epoca sarà comparso.
Ricordo lungo i binari della Tuscolana, dove i tram già avevano chiuso bottega (primi anni 80), una vettura tranviaria sventrata, di cui rimanevano le ruote e la base... La chiamavo "il vagone letto", neanche ricordo perché.. Rimase li per anni, nei pressi di viale dei consoli. Ricordo una rotaia semisotterrata dall'asfalto, nei pressi della stazione M di PORTA FURBA, che dalla Tuscolana s'immetteva nella zona di viale dei consoli, forse per raggiungere l'ex aeroporto di Centocelle. Ricordo la pazienza di mia madre, nell'assecondarmi a fare spesso percorsi in tram dalla zona di S.Giovanni perché "prima o poi, le ferrovie di Roma, le devo percorrere tutte". Oggi il "vagone letto" non c'e' più, le rotaie del tram tuscolano sono sparite; prima é rimasto il sedime a testimone, adesso c'é un parcheggio a spina di pesce fin quasi agli studi di Cinecittà... E la capitale ancora immersa nel traffico ed in una rete ferroviaria urbana più sulla carta che nella realtà tangibile.
Scusate l'angolo "flashback" [SM=x346219] grazie per l'attenzione
31/03/2005 19.11
 
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maestro tranviere
tranviarii
Ué, a distanza di tutto questo tempo scrivi ancora tranviari con due "i"...[SM=x346233]

1Poggioreale Cimit. Staz.Centr. v. Marina
P. Vittoria Mergellina Fuorigrotta Bagnoli
31/03/2005 22.30
 
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precisando
ripeto il perché, a riguardo del plurale delle parole che finiscono con il suffisso -io. L'uso é desueto, ma corretto [SM=x346239]
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