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Togliersi la vita è prerogativa di Dio o una libertà dell'uomo?

Last Update: 11/30/2007 11:59 AM
9/29/2005 1:05 AM
 
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Eccomi a riprendere il filo del nostro discorso [SM=g27823] J.

E' passato più tempo del previsto. Sono stata via per un po', molto occupata poi … e dopo non funzionava bene il mio computer! Adesso però sono pronta a commentare le tue riflessioni:

- dunque entrambi convergiamo ad un pensiero centrale rispetto al tema del suicidio... NESSUNO SA COSA C'E DOPO LA MORTE...


> sì, se lo intendi in senso "scientifico". Comunque tu prosegui così …

- …ma giust'appunto un fedele dovrebbe quanto mai immaginarlo.... con la morte ci si ricongiunge al propio aldila... quindi al propio Dio... c'e una suppposta garanzia... insomma si sa che dall'altra parte c'e qualcosa ma non si sa bene definirlo... per un credente il salto quindi dovrebbe risultare piu facile.... ecco perche sempre logico il dettame biblico per cui chi si suicida va direttamente all'inferno.... piu che altro sembra un qualcosa di scritto ad DOC per la situzione cosi da evitare stupidi suicidi di massa o eventuali sacrifici....
ma per un non credente.... e si ritorna al punto di partenza....
spesso ci si suicida anche per sfuggire alla banalita della vita.... quindi non c'e sempre una causale grave.... ma capita anche che la causale sia la gretta e ripetitiva monotonia di una vita sempre piu affogata dal grigiore quotidiano...
quindi non e una questione di e giusto lottare contro le insidie della vita... perche in questi casi di insidie non ve ne sono.... anzi sembra propio che sia la mancanza di esse che con i loro stimoli causi una lenta deressione fino al baratro
.... quindi come spieghi questo?...a mio parere in tal caso non c'e un male minore da scegliere ma solo una plausibile alternativa....


> Penso che sia il motivo più stupido per suicidarsi. Per sfuggire al grigiore e alla banalità della vita basta cambiarla. Bisogna però anche essere disposto a metterci dell'impegno e coraggio ed essere deciso a non farsi soprafare dalla situazione. Se guardiamo alla gente che è piena di vita, scopriamo sempre persone pronte a dedicarsi a qualcosa in cui credono e per cui sono pronte ad assumersi dei rischi … invece di rischiare la vita in cose insensate. Tuttavia penso che siano poche le persone che si uccidano a causa del "grigiore" della propria vita, ma spesso - e con ogni probabilità senza essere consapevole di questo - uccidono lentamente il loro corpo e la loro anima cercando di compensare quel vuoto della vita quotidiana con degli eccessi vari come troppo cibo, alcol e altre droghe, sfogandosi con il sesso, cercando litigi eccetera, o rischiando - come già detto - la vita in imprese pazzesche e pericolose.

Se però tu parli della depressione come malattia, questa va curata e si può pure venirne fuori.

- citi il nazismo e giusto appunto la piu terribile conseguenza del nazismo i lager..... ebbene di gente che dentro i lager si suicidava c'e ne stata eccome... e comuque i lager stesso era pensato per uccidere lentamente con un lavoro massacrante i propi deportati... quindi credo che il suicidio di quest'ultimi nei lager non sia stata poi una cosi grande gioia da parte di quei nazisiti che li avevano imprigionati....come dici tu le banche e le grandi imprese dell'epoca avevano un grande guadagno dal lavoro forzato nei lager quindi il suicidio di un buon lavoratore minava gli introiti di quegli aguzzini …

> Stiamo parlando dei lager di sterminio! I nazisti hanno studiato vari modi per uccidere tutta questa gente. Hanno persino inventato docce dai quali, invece d'acqua usciva del gas letale. Per cui …
Penso che certamente ci siano stati dei suicidi nei lager, ma stranamente non ne ho mai letto da nessuna parte. Tuttavia, la stragrande maggioranza degli internati ha scelto di resistere all'orrore, anche se purtroppo erano in tanti a morire.

- e poi da come ne scrivi sembra che anche tu giustifichi quei suicidi n quella determinata situazione....
> Non li giustifico, li comprendo.

- e poi anche tu come me sei del parere che morire per chi si ama sia un sacrificio giusto e non un atto di egoismo....
> Morire per salvare qualcuno è un sacrificio d'amore. Suicidarsi perché è morta una persona amata è comprensivo, tuttavia è sbagliato.

- quindi anche qui sembra che le nostre idee convergano...
> mah? [SM=g27835]

- ma come e giusto sacrificarsi per salvarela vita di chi si ama e giusto anche sacrificarsi per salvare cio che piu si ama....come il rapporto pre-esistente che ci poteva essere tra un uomo e una donna.... in fondo continuare a vivere il resto della propia vita come vegetali pensando a cio che sarebbe potuto essere non e una sorta di suicidio??...

> E se la vita avesse riservato per te ancora altri piani? Anche riguardo all'amore? La morte rende tutto diverso. Quale sicurezza c'è di ritrovare la persona amata suicidandosi? E se la trovi - che il rapporto sia quello di prima? In che modo si salva quest'amore … finendo sui giornali strappalacrime come storia tristemente romantica e commovente?

- e infine mi citi i folli fondamentalisti che si suicidano per la loro causa.... ma su questo livello possiamo mettere anche tutti coloro che credono in una causa fino alla morte
> sì, fino a un certo punto, poi bisogna distinguere

- .... un soldato ad esempio che parte per la guerra per difendere la propia patria sapendo benissimo che potra essere amazzato durante il conflitto non e in fondo un suicida?..... cosi come un martire....e il nostro calendario e pieno di martiri santificati....che pur di non dare il contentito a un pretore romano si sono fatti azzannare dai leoni....ben sapendo la fine che avrebbero fatto.... non e forse ancvhe questo una sorta di suicidio?.... potevano scegliere di vivere continuando a pregare di nascosto( come avevano sempre fatto) il loro Dio oppure andare incontro a morte certa contro dei feroci leoni dentro un colosseo.... spesso la storia ci presenta uomini che sacrificarono la loro vita per un ideale in cui credevano.... quando avrebbero potuto benissimo abbassare oggi il capo per rialzarlo domani MA per questione di puro PRINCIPIO non l'hanno fatto.... si sono fatti ammazzare per PRINCIPIO.... non piu per la loro idea.... ma per il principio che quella loro idea valesse il loro sacrificio.... beh.... non sono anche questi in fondo suicidi?

> Riguardo al soldato: in caso d'invasione protegge la sua patria a costo della propria vita. Difende tuttavia una sua causa. Invece i soldati che invadono le patrie altrui? Spesso non hanno scelta e sono costretti. Eppure, molti soldati vanno oltre al dovuto e a quanto basta per difendere la propria patria o causa e diventano macellai, stupratori e così via... Considerare un soldato suicida non mi sembra l'espressione giusta. Tuttavia in guerra ci sono certamente anche dei casi di eroismo da parte di soldati che rischiano la vita per salvare altri.
I poveri suicidi integralisti deviati che si fanno saltare in aria uccidendo gente innocente credono anche loro nella loro causa, di fare il bene del proprio popolo e magari anche la volontà di Allah. Li comprendo fino ad un certo punto, ma certamente non li giustifico.
I santi invece non si tolgono la vita, ma scelgono di farsi ammazzare piuttosto di rinnegare Dio. Se farsi ammazzare per una causa fosse considerato un suicidio … anche Gesù Cristo sarebbe un suicida.

-..... sono anche io dell'idea che l'opulenza consumistica di questa societa abbia portato tanti poveri decelebrati figli di papa a "civettare" di morte.... e che la cultura stessa della morte stia aumentando a dismisura portando la vita umana e il valore che essa possiede di diritto a meno di zero.... ma ritorno al primo pensiero di questo post.....e sse stessero semplicemente sfuggendo dalla banalita di una vita mondana ed edonistica?... insomma pur restando un vero e propio crimine il voler bruciare la propia vita con simili "cazzate" (scusate il francesismo) e pur sempre una loro scelta.... e in fondo il rigetto di una societa impostata nel modo sbagliato....quando si ha troppo si tendo a desiderare il nulla.... ma cio accade ancvhe in natura.... i lemming dei piccoli roditori della steppa quando sono in numero spropositato compiono dei veri e propi suicidi di massa.... e non perche la steppa non possa fornire loro tutto il cibo che gli serve...al contrario e dimostrato che potrebbero sopravvivere comunque....anzi...propio perche in numero maggiore sono piu forti difronte ai predatori....o almeno hanno piu possibilita di sopravvivere sperando che il rapace di turno prenda il vicino piuttosto che se stessi... quindi uscendo dalla logica entrano in una specie di isteria di massa e si suicidano..... un po come capita alle locuste... che alla fine muoiono per l'aver troppo consumato il cibo che le circondava.... quindi penso che sia strattamente fisiologico il tentare di fuoriuscuire dallla banalita o da un certo ordine stabilito entrando cosi in uno stato di frenesia totale....

> Allora, secondo te, non siamo altro che piccoli animali?

- riguardo alla prima parte invece che e quella che mi ha colpito di piu posso rispondere a:

la vita è prima un dono e poi una scelta. La scelta risulta facile finché tutto va bene. Ma la vita va anche guadagnata, talvolta con il dolore, per viverla in tutta la sua profondità. Anche il dolore ha il suo valore che rende la vita di una persona più ricca.

al contrario a mio parere pensandola come un dono si ha la netta impressione che ci sia dovuto qualcosa...e che quindi siamo messi al mondo non perche lo vogliamo o perche desideriamo combattere giorno dopo giorno...ma perche e capitato a noi... non e assolutamente vero che la scelta dura solo finche tutto va bene... chi ha una giusta considerazione di se stesso sa che che ogni scelta implichera qualcosa di positivo e qualcosa di negativo... per la legge della causa e dell'effetto.... ma che siccome HA DECISO di continuare a vivere prendera cio che e di buono e cio che e di cattivo..... a mio parere vivendola come dono si viene portati a crede che cio che c'e di buono e parte del dono e cio che ci sia di cattivo vada accettato come parte del dono se non addirittura come suo arricchimento.... a mio parere e errato... cio che non ci va bene dobbiamo lottare per cambiarlo...dobbiamo fare di tutto per cambiare il nostro dolore in qualcosa di positivo... accettare il dolore come dici tu e una pazzia... ma accettarlo come parte un inizio di cambiamento in positivo e a mio avviso l'unica cosa accettabile....altrimenti che ci stiamo a fare su questo mondo se non ci diamo da fare per migliorarlo... al seguito di un motto proverbiale meglio fare del bene che non fare nulla di male

- E' questo che ha fatto Gesù Cristo: ha cambiato il dolore, il male, in qualcosa di positivo: l'ha trasformato nella nostra salvezza! Vedi che abbiamo tante idee in comune: Il dolore va accettato per cambiarlo in qualcosa di positivo. Vuol dire reagire, cambiare soprattutto se stessi in positivo, andare oltre la leggerezza, il superficiale, l'apatia! Questo ci fa crescere e rende la nostra vita più profonda, più ricca e più ... viva. Essere costretti a confrontare situazioni difficili e superarli ci rende più forti e allo stesso tempo più sensibili, più attenti, più comprensivi, dà nuove dimensioni all'anima e fa comprendere il vero valore della vita, rendenoci più grati e più gioiosi i momenti felici!
Chi si uccide ci rinuncia.

[Modificato da rosa22253 29/09/2005 1.27]

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BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE!

"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa"

Mt 16,18





La strada è lunga, ma non esiste che un mezzo per sapere dove può condurre, proseguire il cammino.
(don Tonino Bello)


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