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Togliersi la vita è prerogativa di Dio o una libertà dell'uomo?

Last Update: 11/30/2007 11:59 AM
7/22/2005 4:26 AM
 
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Re: Re: Re: Ma...

Scritto da: Sihaya.b16247 18/07/2005 23.00
Per favore non vi suicidate!





Fantastico!

Sarebbe un titolo splendito!

Ancora meglio in inglese: Please, don't kill yourself
7/22/2005 12:36 PM
 
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Re:

Scritto da: kika82 21/07/2005 22.06
Eh già...non è egoismo...un bambino di 6 anni adesso crescerà senza un padre!



Qui sicuramente il discorso è diverso. Però la massima parte di quelli che si suicidano sono persone sole e un padre di famiglia non lo farebbe perchè avrebbe la responsabilità dei figli. Che già è un motivo per vivere-
_________________________________
"Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella tua filosofia"
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7/22/2005 1:07 PM
 
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???
Sarà anche come dici tu, ma non escluderei a prori la possibilità: tempo fa sono stata ad un funerale della madre di una mia compagnia di scuola...sarà come dici tu, ma una mattina ha aperto la finestra e si è buttata di sotto (lascia tre figli di cui 2 erano minorenni), a Viareggio un paio di anni fa si uccise un cameriere dal balcone dell'Hotel Palace, si è buttato una mattina (e lo abbiamo visto tutti) e si è sfracellato al suolo (ha lasciato un bambino di pochi mesi ).....si suicidano ragazzini e adolescenti, ma lo fanno anche gli adulti...io credo che si sia fatta strada una sorta di mancanza di responsabilità difronte alle sofferenze che ci possono capitare, che non siamo capaci di affrontare seriamente la vita.
Per il discorso dell'eutanasia posso capire che non vuoi dare dolore ma solo alleviare il dolore, ma io la vedo così....la vita non puoi togliertela da solo....è un suicidio concordato...se vuoi alleviare il dolore, si può alleviarlo anche con altri farmaci...non puoi togliere dal mondo una persona....[SM=g27829] [SM=g27829] [SM=g27829] [SM=g27829] [SM=g27829]
7/22/2005 3:15 PM
 
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Secondo me il buonismo imperante ha fatto dimenticare che IL SUICIDIO È UN ATTO GRAVISSIMO, paragonabile all'omicidio. Un tempo la Chiesa Cattolica negava ai suicidi il funerale religioso e la sepoltura in terra consacrata. Bisognerebbe ripristinare quel divieto.
"Nonostante la loro tendenza a costruire Morti Nere, mi sono sempre considerato un tipo da Impero" - Sheldon Cooper, da The Big Bang Theory
7/22/2005 3:29 PM
 
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....bhè...
La Chiesa negava la sepoltura in terra consacrata proprio per il motivo detto sopra, e cioè che l'uomo non ha il diritto di prendersi una vita che non è sua (o perlomeno il buon cristiano)...ma questo, come sempre è uno dei punti del cristianesimo su cui fa molto comodo sorvolare....[SM=g27818] [SM=g27818]
7/22/2005 10:03 PM
 
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Re: ???

Scritto da: Ratzigirl 22/07/2005 13.07
Sarà anche come dici tu, ma non escluderei a prori la possibilità: tempo fa sono stata ad un funerale della madre di una mia compagnia di scuola...sarà come dici tu, ma una mattina ha aperto la finestra e si è buttata di sotto (lascia tre figli di cui 2 erano minorenni), a Viareggio un paio di anni fa si uccise un cameriere dal balcone dell'Hotel Palace, si è buttato una mattina (e lo abbiamo visto tutti) e si è sfracellato al suolo (ha lasciato un bambino di pochi mesi ).



Anche la madre di due ragazze che conosceo, affetta da depressione grave, di è tolta la vita cospargendosi di benzina e poi "incendiandosi"...Purtroppo la depressione grave che conduce al suicidio(vedi le mamme che si lanciano nel vuoto con i bimbi) poò solo farci provare una profonda compassione. leggevo poco tempo fa su una rivista, che molti pscicofarmaci e addirittura antidepressivi sono accusati di indurre al suicidio o addirittura all'omicidio. Chiedo a Staib, che è studente in medicina: è un'ipotesi plausibile?
7/22/2005 11:00 PM
 
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Quelli che sanno davvero la sofferenza che cos'è, quelli che lottano ogni giorno per sopravvivere, non si uccidono mai.
Perché?
Forse in molti casi il suicidio è un capriccio di una civiltà troppo opulenta, così avvezza al benessere e ad un'apparente felicità da ritenere la morte di una persona cara o il tradimento del proprio coniuge una ragione sufficiente per togliersi la vita.
In realtà, anche le sofferenze più grandi, i dolori che appaiono insormontabili, in rapporto alla totalità, cioè all'insieme di cose buone e cattive che compongono la vita propria ed altrui, non sono altro che piccolezze.

[Modificato da umanista89 22/07/2005 23.01]

7/23/2005 12:47 AM
 
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Quoto
Perfettamente d'accordo con umanista che ha centrato in pieno il mio pensiero!
7/23/2005 4:27 AM
 
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Re:

Scritto da: umanista89 22/07/2005 23.00
Quelli che sanno davvero la sofferenza che cos'è, quelli che lottano ogni giorno per sopravvivere, non si uccidono mai.
Perché?
Forse in molti casi il suicidio è un capriccio di una civiltà troppo opulenta, così avvezza al benessere e ad un'apparente felicità da ritenere la morte di una persona cara o il tradimento del proprio coniuge una ragione sufficiente per togliersi la vita.



Si, in un certo senso può anche essere così. Però non un capriccio inteso come una bizza, ma come un risultato. Ogni uomo vive all'interno di un ambiente che lo condiziona in un certo modo. Avete forse visto il film "Matrix"? Senza spiegare tutta la trama per chi non l'ha visto posso dire che venivano "coltivati" esseri umani che vivevano in una "realtà virtuale". Gli esseri che coltivavano gli uomini diedero loro una realtà virtuale perfetta, senza problemi, e allora le colture iniziarono a morire senza spiegazione. Ad un certo punto capirono che la causa della morte era nella perfezione e crearono un mondo uguale a quello in cui viviamo.
A parte questa breve digressione è abbastanza semplice capire i motivi per cui nella società odierna a volte i suicidi sembrano stupidi, "capricci" per l'appunto. L'uomo che vive nella nostra società risente di problemi che non sono quelli di altri tempi.
Ma oltretutto quelli che a voi possono sembrare cose insignificanti per altri sono pesanti. Forse semplicemente non le capite! Una persona che non capisce qual'è il suo posto nel mondo può suidarsi. Una persona che vive in piena solitudine può suicidarsi. Una persona che fa qualcosa di cui si vergogna molto può suicidarsi (anche per una sorta di autopunizione).
Quello che io vi chiedo è di non condannare senza cercare di mettersi nei panni degli altri. MAI!

Volendo esporre chiaramente il mio pensiero sulla materia del suicidio io affermo che non voglio condannare nè denigrare nè disprezzare chi sceglie di suicidarsi per il semplice fatto che io NON CONOSCO quello che prova, e se anche lo conoscessi non tutte le persone sono forti abbastanza per accettare la vita. Comprendete l'altro, è la prima forma di rispetto e credo che da cristiani dovreste anelare al rispetto altrui come se fosse un comandamento.
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7/24/2005 11:12 PM
 
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Distinzione
Io voglio distinguere la parte del suicidio (la mia opinione l'ho già data) da quella dell'eutanasia.
io credo che ognuno abbia una sua idea, a me non piacerebbe sinceramente parlando da vegetale e ho già lasciato scritto (non si sa mai) che preferirei la morte in questo caso, semplicemtne perché quella da vegetale non è la mia vita. Tra l'altro mi domando anche una cosa di solito le persone in stato appunto vegetativo, sono tenute in vita dalle macchine, no? Ma una volta le macchine non esistevano e quindi morivano subito. Dal punto di vista cattolico (ho fatto parecchi anni di catechismo ma ricordo poco) non è trattenere sulla terra qualcuno che sarebbe dovuto già essere morto? Non si ci mette in fondo un po' contro il volere di dio?
Aspetto risposte
7/24/2005 11:40 PM
 
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Re: Distinzione

Scritto da: Angel883 24/07/2005 23.12
Io voglio distinguere la parte del suicidio (la mia opinione l'ho già data) da quella dell'eutanasia.
io credo che ognuno abbia una sua idea, a me non piacerebbe sinceramente parlando da vegetale e ho già lasciato scritto (non si sa mai) che preferirei la morte in questo caso, semplicemtne perché quella da vegetale non è la mia vita. Tra l'altro mi domando anche una cosa di solito le persone in stato appunto vegetativo, sono tenute in vita dalle macchine, no? Ma una volta le macchine non esistevano e quindi morivano subito. Dal punto di vista cattolico (ho fatto parecchi anni di catechismo ma ricordo poco) non è trattenere sulla terra qualcuno che sarebbe dovuto già essere morto? Non si ci mette in fondo un po' contro il volere di dio?
Aspetto risposte



Quello a cui ti riferisci tu è il cosidetto accanimento terapeutico, anch'esso condannato dalla Chiesa, la quale, in merito all'eutanasia, si dice contraria soprattutto nei casi in cui il malato dipende dalle macchine non per sopravvivere, ma solo per il cibo, che non è in grado di procurarsi da solo, come nell'ultimo, famoso caso, quello di Terri Schiavo, che ha suscitato non poche polemiche.
7/25/2005 1:21 PM
 
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Re:

Scritto da: umanista89 22/07/2005 23.00
Quelli che sanno davvero la sofferenza che cos'è, quelli che lottano ogni giorno per sopravvivere, non si uccidono mai.
Perché?
Forse in molti casi il suicidio è un capriccio di una civiltà troppo opulenta, così avvezza al benessere e ad un'apparente felicità da ritenere la morte di una persona cara o il tradimento del proprio coniuge una ragione sufficiente per togliersi la vita.
In realtà, anche le sofferenze più grandi, i dolori che appaiono insormontabili, in rapporto alla totalità, cioè all'insieme di cose buone e cattive che compongono la vita propria ed altrui, non sono altro che piccolezze.

[Modificato da umanista89 22/07/2005 23.01]



quoto pienamente con te!


7/25/2005 4:39 PM
 
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Il suicidio, se riesce, è l'ultimo atto irrevocabile di una persona. Tornare indietro non si può. Tra coloro che hanno tentato il suicidio e sono stati salvati sono molti ad affermare di aver sbagliato. Ci sono però anche quelli che ci ritentano ancora e ancora finché non ci riescono definitivamente.
Mi chiedo quanto desiderio di morire c'è effettivamente nell'atto del suicidio, cioè quanto volontà di annientarsi, di non esistere più e quante volte invece si tratta solamente di voler smettere di soffrire. Poi c'è anche chi vuole punire altri con questo gesto. C'è poi il caso patologico della depressione, ma mi chiedo quanto possa essere considerata puramente malattia a livello organico (cioè del cervello) curabile o almeno controllabile con medicamenti, o se non è sempre e comunque la psiche ad essere malata.

Credo che ci siano tante le persone che pensano più o meno seriamente alla possibilità di togliersi la vita: chi solo per un attimo rendendosi subito conto che si tratta di un atto sconsiderato, chi invece riesce a stento a sopportare la vita ed e sempre ad un passo da quel gesto, forse anche senza rendersene conto fino in fondo, rischiando la vita in vicende pericolose.
Nessuno ha chiesto di nascere. La vita ci è stata data, almeno per quanto ne so io, senza un nostro intervento, mettendoci in costellazioni non scelte da noi. Questo però ci dà il diritto di togliercela? La vita è "nostra" e ne possiamo disporre a piacere?
Ammetto di far parte delle persone per le quali la vita non è fatta per la pazza allegria, per buttarsi nei godimenti fini a se stessi. Ho avuto problemi non facili, di cui non sono ancora riuscita a liberarmi completamente e che mi hanno costretto di guardare alla vita in modo diverso che con gaia esuberanza. Guardandomi intorno ho visto che il mondo è pieno di sofferenza e molte volte, vedendo le sopportazioni altrui, mi sono chiesto cosa fa desiderare certa gente a vivere ancora! Non sempre però i dolori altrui sono evidenti. C'è chi tiene per se la propria disperazione. A volte qualcuno si toglie la vita e non si capisce perché. Altre volte qualcuno muore in un incidente "stupido". Ero arrivata anch'io diverse volte a chiedermi: ma chi te lo fa fare a vivere in questo mondo schifoso?

Se sono ancora qui le ragioni sono queste: non volevo fare soffrire chi mi voleva bene. Questo è il motivo principale. Non ho il diritto di far soffrire qualcuno a causa mia. Non capirò mai una madre che lascia nella disperazione i propri figli togliendosi la vita. Considero inoltre estremamente vile suicidarsi (o minacciare di farlo) per punire e far soffrire qualcuno.
La seconda era: non ero affatto sicura di risolvere il mio problema suicidandomi! Non che avevo paura di morire, ma non ero sicura di cosa mi potesse aspettare dopo! Poteva esserci anche qualcos'altro del niente. E poi?

Ho cercato ragioni per cui valesse la pena vivere. E ne ho trovate tante da tenere a bada il pensiero della morte. La decisione di continuare a vivere l'ho dovuto prendere io, ma so di essere stata aiutata, anche se mi ero allontanata dalla fede. In seguito quest'aiuto l'ho potuto sentire in modo molto concreto. Ora so che la vita è un dono. Dio ha voluto che io esistessi! Mi ha fatto sentire il suo amore in tante occasioni. Riesco di nuovo a vedere la bellezza della vita e, anche se non comprendo tutto il suo disegno per me, so che posso avere fiducia.

Sono convinta che chi si suicida ha anche tanta autocommiserazione. Invito a chi ha pensieri suicidi di smettere di focalizzare i propri problemi, ma di volgere lo sguardo ad altri che soffrono e di cercare di rendersi utile per qualcuno o qualcosa. C'è sempre per chi la vita è ancora più dura e chi ha bisogno di una mano e un cuore disponibile. Dare se stessi colma anche il vuoto nell'anima che è spesso all'origine di un aspro disprezzo della vita. Se non hai nessuno che ti ama, dai il tuo amore a chi ha bisogno e vedrai che ti torna.

Questo giudizio però non voglio allargare ai ragazzi che, purtroppo, figurano spesso tra i suicida. La loro fragilità nel confrontare situazioni dolorose chiede spesso un intervento da parte di chi li possa avvicinare. Pochi anni fa un'amica di mia figlia si è tolta la vita. Veniva da una famiglia disastrata, ma non avevo capito quanto la ragazza fosse infelice, anche perché l'avevo perso di vista quando, cambiando scuola, mia figlia e lei si vedevano solo raramente. La sua morte fu un duro colpo. Non avevamo pensato che sarebbe potuto arrivare a suicidarsi e sono ancora convinta che la ragazza non voleva morire ma semplicemente smettere di soffrire. Avrei dovuto essere più disponibile e prestare più attenzione ma ero convinta che c'era chi se ne prendeva cura. Ovviamente non era sufficiente e mi resta il rammarico di non aver fatto di più per lei.
************************************************************************************


BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE!

"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa"

Mt 16,18





La strada è lunga, ma non esiste che un mezzo per sapere dove può condurre, proseguire il cammino.
(don Tonino Bello)


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7/25/2005 4:46 PM
 
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Bè certo che il suicidio è per porre fine alle proprie sofferenze! Io sono convinto di questo e non vedo altri motivi. Voi che motivi potreste vedere?

Comunque accetto la posizione di chi dice che la vita è sacra perchè è un dono di Dio. Non la condivido, credo che l'uomo debba decidere per se stesso, ma accetto una posizione del genere, di una diversa cultura, di un diverso modo di pensare.

Quello che non accetto è il criticare chi sceglie in modo diverso da questo pensiero oppure chi vuole decidere per l'altro.
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7/25/2005 4:56 PM
 
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Re: il suicidio è per porre fine alle proprie sofferenze

Scritto da: Staib 25/07/2005 16.46
Bè certo che il suicidio è per porre fine alle proprie sofferenze! Io sono convinto di questo e non vedo altri motivi. Voi che motivi potreste vedere?

Comunque accetto la posizione di chi dice che la vita è sacra perchè è un dono di Dio. Non la condivido, credo che l'uomo debba decidere per se stesso, ma accetto una posizione del genere, di una diversa cultura, di un diverso modo di pensare.

Quello che non accetto è il criticare chi sceglie in modo diverso da questo pensiero oppure chi vuole decidere per l'altro.



Sì, quello che volevo dire però è che non sempre chi tenta il suicidio vuole veramente annientarsi, ma solo smettere di soffrire. Finita la sofferenza, la voglia di vivere torna! Questo è spesso il caso tra i giovani, quando il suicidio è dovuto a una delusione d'amore o per sottrarsi a una situazione difficile.

Per chi vuole morire per togliersi da una situazione disperata come di una malattia grave, chi per esempio dipende da un polmone d'acciaio, con la prospettiva di rimanere per anni e anni attaccato ad un apparecchio fino alla fine dei propri giorni, chi è un malato terminale con sofferenze ... non oso esprimermi. La Chiesa ha certamente le sue regole da seguire. Dio però è amore a misericordia.

[Modificato da rosa22253 25/07/2005 17.03]

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7/25/2005 5:18 PM
 
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Re: Re: il suicidio è per porre fine alle proprie sofferenze

Scritto da: rosa22253 25/07/2005 16.56


Sì, quello che volevo dire però è che non sempre chi tenta il suicidio vuole veramente annientarsi, ma solo smettere di soffrire. Finita la sofferenza, la voglia di vivere torna! Questo è spesso il caso tra i giovani, quando il suicidio è dovuto a una delusione d'amore o per sottrarsi a una situazione difficile.



Ne sono sicuro. Il fatto è che alcuni non vedono via d'uscita, a torto o a ragione, da questo dolore. Però pensa ad un'altra cosa: se queste persone soffrono e giungono ad una tale decisione perchè nessuno le ferma? Tu mi diresti che la risposta è ovvia, non ci può essere sempre qualcuno a badare agl altri. Ma se qualcuno ha un problema e ha degli amici o delle persone vicine probabilmente ne parlerà. E queste persone sicuramente cercheranno di far desistere l'aspirante suicida dalle sue intenzioni, in tutti i modi. Quindi probabilmente le persone che si suicidano sono anche persone sole.

Per gli adolescenti il discorso è diverso. Lì spesso si tratta di fragilità, ed un momento di sconforto condito da un pò di malessere adolescenziale può essere fatale. Comunque ognuno deve essere responsabile di se stesso. Ogni decisione è personale.
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7/25/2005 8:14 PM
 
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Ma non è sempre così...
Per la maggior parte dei casi forse è vero che sono persone sole, ma ci sono anche coloro che non dànno il minimo sentore di uccidersi, vivono in famiglia, fanno quello che hanno sempre fatto...poi una mattina li trovi impiccati alla trave del solaio....come è capitato ad un parente di una mia amica...mi diceva appunto lei che nessuno avrebbe mai potuto credere che sarebbe successa una cosa simile, la sera prima scherzava e rideva, il giorno dopo non c'era più...[SM=g27818] [SM=g27818] [SM=g27818]
8/21/2005 12:05 AM
 
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E' libertà dell'uomo. Se esiste il libero arbitrio, allora esiste la possibilità di potersi suicidare.

Buonanotte
Un naufragio può rovinarti la giornata (Tucidide)

A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata
A Vivaldi l'uva passa che mi dà più calorie (F. Battiato)



(\__/)
(='.'=)Questo è un Bunny.Ho deciso di aiutarlo nella sua
(")_(") missione di conquista del mondo. COPIA E INCOLLA NELLA TUA FIRMA PER AIUTARLO NEL SUO INTENTO!!!!!!!!!!XDD

8/21/2005 1:07 AM
 
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Mi dispiace non poter rispondere bene, domani creo lo farò, ora devo fuggire. Lascio dietro di me solo questo laconico messaggio:

"Preghiera in Gennaio - Fabrizio De Andrè"
8/21/2005 1:43 PM
 
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Eccomi, adesso posso rispondere un po' meglio. Secondo me una persona deve poter scegliere cosa fare della sua vita liberamente; se è anche vero che ci sono obblighi ben precisi, bisogna ricordare che ognuno deve vivere la SUA vita e se non ce la fa credo abbia tutto il diritto di "arrendersi", come dicono molti, oppure di fare come dice De Andrè nella canzone di cui sopra:

"Signori benpensanti,
spero non vi dispiaccia
se in Cielo, in mezzo ai santi,
Dio, tra le sua braccia
soffocherà il singhiozzo di quelle braccia smorte,
che all'odio e all'ignoranza preferirono la morte"


[ricordo che De Andrè era ateo, nel caso sia necessario saperlo]

Insomma, c'è chi vede la cosa da un punto di vista solamente religioso e non si può controbattere al "è peccato"; c'è però chi la vede come una cosa ingiusta perchè arreca danno anche alle altre persone, ma non si può regalare totalmente la propria vita agli altri senza neanche poter decidere cosa fare con essa senza poi impazzire (tranne rari casi, ok, quelle persone che voi direste sante); c'è chi dice che è un modo di dimostrare che non si ha coraggio di andare avanti, ma a questo basta rispondere che

a)Da quando non si può avere paura?
b)Anche per spararsi un colpo in testa di coraggio ce ne vuole.


Bisognerebbe poi forse stabilire se morire è un bene o un male, ma su questo ci sarebbe troppo da dire e probabilmente non ho neanche le idee chiare. Ah, la canzone vi consiglio di scaricarla, è bella...
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