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<b>GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE</b>

Last Update: 11/25/2006 10:42 PM
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11/18/2006 3:54 PM
 
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25 NOVEMBRE 2006
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE


46 anni fa Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, eroine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana dal dittatore Trujillo, vennero violentate e uccise a Santo Domingo per avere fatto visita a dei prigionieri politici. Oggi sono il simbolo internazionale della battaglia contro la violenza alle donne. L’Onu ha reso indelebile il loro ricordo nel 1998, proclamando il 25 novembre, anniversario della loro morte, la giornata internazionale contro la violenza alle donne.

In ogni parte d’Italia si svolgeranno manifestazioni per ricordare che la violenza contro le donne è un delitto che non può rimanere impunito, contribuite anche voi con la vostra presenza e la voce della denuncia a sostenere con forza i valori e la dignità delle donne.


IL SILENZIO CHE NON VALE

Nel silenzio del proprio dolore si da forza a quella forza che destabilizza la vita e il cuore di molte donne.

Rompere questo tragico silenzio, che non è ricerca interiore, ma lesione della persona, significa dissestare positivamente un concetto di rapporto fatto di prevaricazione e maschilismo.

La famiglia dovrebbe essere un luogo in cui ritrovare se stessi e la propria identità, ma a volte quest'identità viene spazzata via e ci si ritrova soli, colpevoli di un dramma di cui non si ha colpa, e immersi in un silenzio tormentato che pian piano distrugge anche la propria dignità di donna.

Se da una parte il dolore annichilisce il presente, dall'altro diventa un ombra, che se non allontanata in tempo, ci può seguire per tutta la vita...

Allora infrangere questo tabù significa in primis, liberarsi di colpe che non si hanno, riprendere in mano la propria vita, e sconfiggere la cultura della prepotenza.

Pertanto date valore al vostro ruolo, di vitale importanza, e spezzate i legami con il passato.

Chi ha subito un trauma del genere mette in atto delle strategie per difendersi dal dolore, tra cui il silenzio, l'oblio, la minimizzazione, però anche se apparentemente efficaci in un primo momento, queste modalità di risposta alla sofferenza possono in seguito divenire dei veri e propri disagi esistenziali.

Fate sentire la vostra voce…

“Affinché il vostro grido di libertà incateni quel silenzio che uccide”



[Modificato da FidelisAdmin 18/11/2006 15.57]

[Modificato da Cobite 21/11/2006 10.45]


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Non posso che concordare tutto ciò che hai scritto [SM=x142873] [SM=x142873]
Ammetto di non conoscere la storia di queste tre donne e tantomeno il fatto che il 25 novembre si manifesti in tutto il mondo contro la violenza sulle donne, quindi ti ringrazio per l'informazione e sicuramente mi andrò ad informare. Tale manifestazione è importantissima, soprattutto ora che la violenza sessuale sembra dilagarsi in modo esponenziale soprattutto tra i giovani. Credo che tale violenza oggi sia ancora poco considerata dallo stato che non tutela le donne e soprattutto non dà pene severe a i loro aggressori [SM=g27826]
spero che le cose cambino, e spero in fretta.
Grazie ancora per l'informazione


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All the love you put out will return to you...ama ragazza, e se ti dicono che è peccato, ama il peccato e sarai pura
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11/19/2006 9:26 AM
 
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Gentilissimi amici, nel forum amico di Aiuto Donne In Difficoltà (A.D.I.D) si possono trovare persone specializzate a sostegno delle donne che desiderano liberarsi dalla schiavitù e dal martirio dovuto ad uomini crudeli e/o malati che umiliano e seviziano il loro corpo, la loro anima e la loro vita.
Vi invito a portare la vostra solidarietà per la giornata del 25 novembre ma soprattutto la vostra testimonianza a questa associazione che merita tutto il nostro appoggio.


DONNE che vivete nella sofferenza e nell'incertezza non abbiate timore: registratevi al forum di A.D.I.D. con uno Username! (che è uno pseudonimo, come tutti noi) e sfogatevi!
Troverete chi vi ascolterà e saprà consigliarvi la strada giusta per uscire dalla situazione.
In forum troverete anche il modo per comunicare con gli assistenti senza apparire. E se è vero che molte cose non si possono mostrare in forum per la riservatezza delle donne che hanno avuto fiducia nell'associazione, personalmente vi assicuro che molto è stato fatto e moltissimo ancora si farà.

Vi invito a cliccare Qui e portate la vostra solidarietà in A.D.I.D.

A presto (anche di là)
[SM=x142944]
[SM=x142815] Giancarlo cobite



[Modificato da Cobite 19/11/2006 10.45]


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- Quando le parole hanno la musica dentro e la strofa è canto, allora il pensiero è diventato poesia.-
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11/19/2006 11:09 PM
 
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Ogni giorno, giornali e tv, nel loro bollettino di guerra,ci portano a conoscenza di violenze perpetrate da vili a donne,violenze che lasciano devastazioni nell'animo umano,ma ancora oggi il silenzio piu' pericoloso, quello che non si dice mai, avviene nel "focolaio domestico "fra quattro mura personaggi di una crudelta'ingiustificata si eleggono a padroni della vita d'altri,e con il terrore e minaccie, impongono il silenzio.
Ma le Vostre silenziose urla, le vostre notti in bianco, gli occhi pieni di pianto , le umiliazioni impongono che la vostra dignita' sia difesa, protetta, e le vostre parole ascoltate, da chi con un cuore generoso e sapiente, sapra aiutarvi nel giusto equilibrio delle parti.
Io ho conosciuto loro , A.D.I.D - e devo guardare oltre le nuvole, per ringraziare al dono d'averli seguiti.a Voi [SM=x142887] Lucimaest.“Affinché il vostro grido di libertà incateni quel silenzio che uccide


...


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11/20/2006 3:28 PM
 
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Neanche io ero a conoscenza di questa giornata che mi sembra dovuta ed è importantissimo informare. Quindi chiedo se posso quotare il tutto e trasferirlo sul mio blog in modo tale che sia ancora più visibile, riportando ank contatti( siti, email, n telefonici e quanto sia utile).

Tersy89 [SM=x142892]

[Modificato da tersy89 20/11/2006 17.16]


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Io sono l'apoteosi di tutto ciò che è mio.
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11/20/2006 5:17 PM
 
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Certo cara Tersy... il lavoro di rete in rete [SM=g27822] è importantissimo...

Grazie per tutto e a tutti [SM=g27811]
Gae


...

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11/20/2006 6:14 PM
 
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siete speciali grazie di esistere

coriandoli d'ombre


Spezzati
coriandoli
monocromatici
di pagine strappate
confondono ancora
i tuoi pensieri scritti
sui fogli di juta.

Mani nude
dalle nodose nocche
macchiate di blu
timidamente
celano frasi sognate
in silenzio di suoni
verità inconfessate
sparpagliate
dal soffio del vento


Idee
scivolate
su lucidi pavimenti
d'attesa
stremante.

e... ti convinci d'aver scritto per tenerti compagnia.

Solitaria sorte
essere assorti
a contemplare
un vuoto colmo
di disarmonie
di suoni.

Ombre lucenti
dietro vetrate
di mosaici
si specchiano
immergendosi
nella lastra azzurra del lago.

Possano donare refrigerio all'anima bollente di odio e di paure

Chiusa
da pomeriggi estenuanti
scrivi ancora
attendi,
sperando
che dal coriandolo
germogli il sorriso.

S'attarda la sera
a metter radici
e strappi ancora
insensatamente
lettere amare
che mai saranno lette.


...

Angela_ariadipoesia
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11/20/2006 10:11 PM
 
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Grazie Angela,
la tua poesia, sentita nel profondo del cuore, spero aiuti qualche anima in difficoltà a cercare attorno a se le ali protettive di qualche angelo.

Un abbraccio
[SM=x142887] [SM=x142887] [SM=x142887]
[SM=x142838] Giancarlo


...

- Quando le parole hanno la musica dentro e la strofa è canto, allora il pensiero è diventato poesia.-
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11/20/2006 10:15 PM
 
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Grazie Angela anche da parte mia...
Leggo nella tua poesia una grande profondità d'animo che spero sia di sostegno per chi ha bisogno di amore...

[SM=x142887]

Un caro saluto
Gae
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11/20/2006 10:28 PM
 
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Ho lasciato il mio commento sul sito, lo inserisco anche qui

Ho imparato ad essere combattiva perchè ho visto donne a me care
soggiacere alla violenza maschile, fisica e psicologica.
Mi fa molto piacere che questo post abbia un promotore e una compresenza maschile massiccia, mi dà una speranza concreta di un cambiamento culturale, perchè è dalla mente che parte ogni rivoluzione ed ogni cambiamento.
Quando il substrato socio-culturale appoggia una modifica sosanziale dei costumi, nel tempo, anche se con lentezza, si acquisiscono nuove modalità di comportamento e ciò che prima poteva sembrare leggittimato dalla consuetudine, diventa abominio.

Forse non siamo più il "sesso debole" ma ancora c'è tanta strada da fare e iniziative come questa sono mattoni per il cammino.

Da donna, vi dico grazie


...

Peccato essersi invano consumati
e col capo chino alla falce del cielo, essere polvere
solo dolori e rimpianti per il tempo di uno sguardo
e senza mai arrivare allo scopo, svanimmo (Omar Khayyam)
11/20/2006 10:47 PM
 
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prego
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11/21/2006 9:18 AM
 
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Nemmeno io conoscevo l'istituzione di questa opportuna ricorrenza, ben più importante e significativa di tante scadenze che hanno acquisito un sapore di commercio...

Mi schiero con le donne maltrattate in ogni sede: famiglia, posto di lavoro, gruppi sociali di vario tipo. Approvo la loro tutela in ogni campo e concordo a tutto tondo con le finalità di questa iniziativa.

Un grazie e un abbraccio a chi ci ha pensato! [SM=x142857]


...

Sagitta

"Quando incontrate l'amico....lasciate che sia lo spirito in voi a muovervi le labbra e a dirigervi la lingua. ...Poichè la sua anima serberà la verità del vostro cuore, come si ricorda il gusto del vino." Kahlil Gibran, "il Profeta"

11/21/2006 2:10 PM
 
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Violenza alle Donne. Ferita planetaria

La violenza contro le donne è un ferita planetaria: in ogni angolo della terra una donna su tre subisce almeno una volta nella vita abusi da parte degli uomini. Questo è quanto emerge dal recente rapporto dell’Onu sulla “violenza di genere”, che ha denunciato fra l’altro la totale assenza di leggi punitive per violenti e stupratori in ben 192 stati del mondo.


Solo 89 Paesi infatti dispongono di una legislazione mirata a punire le violenze sulle donne. Sono dati estremamente preoccupanti, tristemente confortati dai numerosi episodi di violenza sessuale accaduti nelle ultime settimane nella capitale, che hanno fatto gridare come ancora una volta all’emergenza. Quella che i media percepiscono come un’escalation di violenza, confrontata su scala planetaria e a ben vedere dai dati, è una condizione di assoluta normalità. I mezzi di comunicazione finiscono però per occuparsi di simili episodi solo dopo un loro prepotente exploit, la violenza è analizzata, commentata e sviscerata solo quando si ripete nell’arco di pochi giorni e si concentra in una determinata zona, finendo nel dimenticatoio con il passare del tempo. Sono però le violenze che non fanno notizia, quelle che non vengono portate allo scoperto dai media, a dare l’idea della reale dimensione di questo fenomeno. Si dovrebbe parlare infatti di “emergenza permanente”, visto che gli abusi sulle donne sono all’ordine del giorno, perpetrati nella maggioranza dei casi fra le mura domestiche per mano di familiari. Mariti e amanti sono i carnefici per eccellenza: il rapporto Onu sottolinea che il 40 –70 per cento delle donne muore per mano dei propri partner. Se esiste una violenza “contestuale”, legata cioè a pratiche religiose e atteggiamenti patriarcali propri di determinate culture, osservando il fenomeno nella sua globalità sembra che non lo si possa connotare geograficamente, socialmente o culturalmente. Sicuramente la mutilazione genitale, i matrimoni forzati, i delitti d’onore o quelli collegati alla dote sono crimini propri di certi paesi e culture del mondo, ma anche nel civilissimo occidente la donna subisce continuamente soprusi, basta pensare che un quarto degli stupri viene commesso proprio nei paesi industrializzati. Identificare lo stupratore di turno con un marginale, un incivile, un immigrato o una persona deviata forse è molto più rassicurante che chiedersi realmente il perché di tali gesti: consente infatti di addossare la colpa a qualcuno che riteniamo “diverso” da noi, consentendoci una rimozione delle responsabilità collettive e rendendo episodica e quindi “straordinaria” la violenza. Se invece pensiamo che il violentatore è un cittadino qualunque, magari di ceto medio, che agisce fra le pareti di casa, ecco che crollano tutte le nostre certezze. Per questo assumono enorme rilevanza i dati e le statistiche raccolti dall’Onu, perché permettono di smascherare i luoghi comuni, primo passo per reagire a questa spirale di violenza. Colpevolizzare le vittime, identificarle come persone fragili o compiacenti è un altro modo per non affrontare un problema che, indubbiamente, è sintomo del malessere profondo della società e dell’immaginario sessuale contemporaneo. La violenza nei confronti delle donne, che sia scatenata da gelosia o da possessione, implica una profonda riflessione sulle relazioni fra i due sessi, o meglio sull’assenza di rapporti, sulla visione, spesso strumentale, che gli uomini hanno del sesso femminile, e anche sulle responsabilità di una società che crea sempre più esclusioni. Nei paesi meno sviluppati, invece, gli abusi ai danni delle donne sono spesso così insiti negli usi e nei costumi, da non essere a volte neppure percepiti come tali dalle vittime. Nei contesti di guerra lo stupro finisce per essere un modo come tanti per fiaccare il nemico, tanto che nel ’98 il tribunale internazionale dell’Onu, chiamato a giudicare il genocidio dei Tutsi in Ruanda, lo ha riconosciuto un “crimine di guerra”. In Italia la pena per chi commette stupro è la reclusione dai 5 ai 10 anni, e dai 6 ai 12 anni con le aggravanti, ma le sentenze emesse nel tempo dalla Cassazione non sempre hanno tutelato le vittime, facendo infervorare spesso l’opinione pubblica. L’ultima, pronunciata qualche settimana fa, ribalta completamente le precedenti: stabilisce che l’intraprendenza sessuale di una minorenne non rende il reato di violenza carnale meno grave. E’ una sentenza importante, in controtendenza con le precedenti, quella dei jeans attillati, emessa nel ’98, che non riconosceva lo stupro nel caso in cui la vittima avesse indossato jeans stretti, difficili da sfilare senza l’aiuto della donna, quella dello scorso febbraio che ammetteva una minor gravità del reato se la ragazza aveva già avuto esperienze sessuali, e la penultima, pronunciata nell’estate, che non considerava stupro il rapporto sessuale iniziato con il consenso della ragazza ma non interrotto su sua richiesta. Anche se molti pensavano fosse scontato, la Cassazione ha chiarito che nessun atteggiamento provocante, ancor di più quella di una minorenne, giustifica la violenza carnale. Decisamente un passo avanti.

Linda Fineschi
23 ottobre 2006

Citazione da: www.7magazine.it/news2006/n008/societa-violenzadonna.asp

[Modificato da Cobite 21/11/2006 14.28]

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11/21/2006 6:14 PM
 
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Scusate dove posso trovare informazioni più precise su tale manifestazione? cioè in quali città italiane si manifesterà? in che modo si svolgerà la manifestazione? ed ecc... grazie a chiunque risponderà


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All the love you put out will return to you...ama ragazza, e se ti dicono che è peccato, ama il peccato e sarai pura
11/22/2006 1:08 PM
 
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www.rcdc.it/audio/anna%20pramstraller.ram

link per ascoltare uno speciale di 6 minuti realizzato a Bologna da Radio Città del Capo in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne.

serve real player

11/22/2006 6:44 PM
 
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25 NOVEMBRE 2006- Giornata mondiale contro la violenza alle donne. Nessuno può dire non mi riguarda
Il 25 novembre è la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" secondo quanto deciso dall'Onu. La violenza contro le donne ha molte facce: uccisioni e stupri sono gli aspetti più drammatici delle violenze dentro e fuori le mura domestiche, nei luoghi di lavoro, per le strade. È sofferenza e umiliazione. È la prima causa di morte tra le donne nel mondo. Certamente è l’azione di singoli uomini, le cui individuali responsabilità vanno accertate, perseguite e condannate. Ma è soprattutto lo specchio di una società civile che, negando la dignità di un soggetto, sminuisce e nega la propria cultura.
Nessuno può dire: non mi riguarda. Non basta la consapevolezza femminile a fermare le mani maschili che violano la mente e il corpo delle donne fino ad ucciderlo. È indispensabile che assieme alle donne anche gli uomini, singolarmente e collettivamente, si assumano la responsabilità del cambiamento, con contributi di riflessione e azione. Le istituzioni, la magistratura, i servizi, le strutture educative, le forze dell’ordine, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, i mass-media, tutti si devono sentire coinvolti in un’unica forza di cambiamento. Le grandi conquiste di civiltà partono sempre dal piccolo passo di ognuno di noi.
Conosciamo la difficoltà che esiste a sfatare gli stereotipi sulla violenza alle donne, come quello che vuole la violenza legata prevalentemente all’immigrazione: sappiamo che non è vero. La prima causa di morte delle donne fra i 16 e i 44 anni è la violenza subita in famiglia, tra le mura di casa. Riconosciamo, tuttavia, le profonde differenze portate da culture tradizionali e tradizionaliste, che negano la donna come soggetto. Senza il riconoscimento della libertà e della dignità della donna non è possibile la convivenza.
Noi donne camminiamo con la testa alta. Prendiamoci questa giornata. Andiamo nelle piazze, riempiamole e facciamola diventare una giornata di mobilitazione locale e nazionale dell’intera società di donne e di uomini, per affermare che senza il riconoscimento della libertà e della dignità delle donne nessuna convivenza è possibile. Per chiedere con forza al Parlamento di dare precedenza al tema della violenza contro le donne con uno specifico piano d’azione che permetta una piena realizzazione dei diritti delle donne e delle loro scelte di vita. L’amministrazione comunale – che è impegnata nella realizzazione del progetto di una città vivibile anche per le donne – è consapevole che l’eliminazione della violenza contro le donne deve essere assunta come priorità e che le iniziative per contrastarla, per essere efficaci, devono avere continuità e durata perché sono profonde le radici che la generano. Devono saper coinvolgere l’intera città, donne e uomini; saper includere le donne immigrate e le loro aggregazioni. Dire “basta” non è sufficiente, ma è importante.

Cgil Bergamo
Comune di Bergamo
Usciamo dal silenzio di Bergamo
Aderiscono: le donne del Centro delle Culture di Bergamo, le donne dei Democratici di Sinistra di Bg, le donne della Federazione dei Verdi, le donne del Partito dei Comunisti Italiani, le donne di Rifondazione Comunista, le donne della Sinistra giovanile

Bergamo, 25 novembre 2006

www.bergamoblog.it/modules.php?name=IndyNews&file=article&sid=6390&mode=&order=0...

11/22/2006 7:10 PM
 
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per chi interessa è un manifesto sulla giornata contro la violenza sulle donne

www.pianetatorino.it/contro_violenza_donne.htm
11/22/2006 7:43 PM
 
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25 novembre: giornata contro la violenza sulle donne

La violenza sulle donne lede i diritti umani e ciò indipendentemente dal fatto che si consumi in uno spazio pubblico o privato. E' questo il messaggio che si vuol far emergere dalla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Le donne dello Spi Cgil che iniziano il percorso verso l'Assemblea nazionale , affrontano nei documenti preparatori il tema della violenza e intendono formulare proposte contro ogni tipo di violenza,per la sicurezza.

Vanno combattute tutte le forme di violenza - e le culture che ne favoriscono il terreno - che si esprimono in particolare verso le donne, e sono spesso una combinazione di violenza fisica, sessuale, psicologica ed economica. Esistono forme specifiche di violenza verso gli anziani e sulle donne in particolare, anche nell'ambito della famiglia, come dimostrano, fra le altre, le indagini Istat e Dafne.
I problemi della sicurezza, così importanti sulla qualità della vita degli anziani, e in particolare delle donne anziane, non possono essere affrontati solo sul piano della repressione, ma investono ancora una volta la vivibilità e la socializzazione nelle città (la città sicura è quella abitata dai suoi cittadini, non quella di cittadini "blindati").


www.spi.cgil.it/15/697/4581/schedabase.asp
11/22/2006 7:56 PM
 
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questa cosa e concludo promesso


servellu.forumfree.net/?t=11955738&st=15#lastpost

diffondete il verbo, salvate la giornata contro la violenza, dal ignoranza del uomo
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11/23/2006 1:40 AM
 
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Re:

Scritto da: -Dark lady- 21/11/2006 18.14
Scusate dove posso trovare informazioni più precise su tale manifestazione? cioè in quali città italiane si manifesterà? in che modo si svolgerà la manifestazione? ed ecc... grazie a chiunque risponderà



Da una brevissima ricerca con google:

A Milano l'assemblea di Usciamo dal Silenzio, promuove una manifestazione dalle ore 20,30 alla Stazione Centrale dal titolo "Usciamo.la notte", una serata di festa, di lotta, di socialità, di musica e di teatro invitando le donne ad uscire dalle case per riprendersi la notte, la vita, la città.

A BOLOGNA
Ore 15 – Concentramento in Piazza XX settembre
Ore 15:30 – PARTENZA CORTEO
Ore 16:30 – Parole e musica in Piazza Nettuno
Ore 18 – Termina la manifestazione, inizia…
LA NOTTE DELLE DONNE: RIPRENDIAMOCI LA NOTTE!


Brescia - "DIVERSE DA CHI?"
ore 15 in Piazza della Loggia

TORINO
la Consigliera di Parità Provinciale si è unita in collaborazione con la Città di Torino, la Provincia e Amnesty International Sezione Piemonte, insieme al Coordinamento Cittadino Contro la Violenza alle Donne, per promuovere un’iniziativa volta alla sensibilizzazione della cittadinanza rispetto al fenomeno della violenza di genere.
L’appuntamento è presso il cinema Fratelli Marx, Sala Groucho, C.so Belgio 53, Torino, alle ore 21.00. L’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti.

la Consulta delle Elette della Provincia di Torino ha proposto di affrontare il tema della violenza domestica.
L’appuntamento è fissato per venerdì 25 novembre dalle ore 15 alle 17,30, presso la Sala Consiliare del Comune di Ciriè, corso Martiri della Libertà 33.
ROMA
Ore 12.00
Manifestazione - Sit in delle donne di Roma a Largo Argentina
Ore 16.00
Dibattito pubblico - Casa internazionale delle donne, ingresso da via S. Francesco di Sales, 1 B
a partire dal mensile Diario "Stupro" (ottobre 2006)
e dagli inserti Queer del quotidiano Liberazione
ore 19
Incontro internazionale - Casa internazionale delle donne - via della Lungara 19
Le donne della Casa incontrano: Nawal El Sadawi - Aida Touma - Paola Manduca
FIRENZE
ore 9-12.30
Convegno "Uomini, con le donne, contro la violenza alle donne: un impegno per cambaire il futuro", organizzato dall'associazione Artemisia e dall'Assessorato alla Pubblica istruzione del comune di Firenze - salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio
interviene Michael Kaufman: L'impegno degli uomini contro la violenza alle donne
PALERMO
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

PRESIDIO IN PIAZZA A PALERMO
PIAZZA POLITEAMA ORE 17,00


-----------------------


Ma basta cercare con google inserendo: manifestazioni violenza donna nomecittà

Ciao

Giancarlo

[Modificato da Cobite 23/11/2006 1.43]

[Modificato da Cobite 23/11/2006 8.13]


...

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11/23/2006 10:53 AM
 
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www.liberacittadinanza.it/menunew/donneuomini/gazzetta61104

Violenza donne-Inchiesta
di: Laura Frugoni-Gazzetta di Parma 04/11/2006

Inchiesta: Rapporti brutali. La maggior parte degli episodi resta legata alla famiglia. E troppi casi non vengono denunciati




Ogni giorno una donna presa a botte
Violenze Nel 2005 al Pronto soccorso 436 ingressi femminili per lesioni subite da uomini

C´ è quella che arriva con gli occhi semichiusi dai pugni. Quella che, appena le scosti la camicetta, scopri i segni del manico di scopa sulla schiena. Quella che... Tante. Troppe ­ anche a Parma le donne violate, brutalizzate da uomini che sono quasi sempre « di famiglia. »
I compagni che dormono al loro fianco ogni notte. I padri dei loro figli. Gli ex che non si rassegnano a scomparire. Quante sono, queste donne? Difficile dirlo, ma dal pronto soccorso del Maggiore esce un numero secco, che impensierisce: 436 ingressi nel corso del 2005 di donne che presentavano « lesioni ad opera terzi » . Cioé picchiate, come minimo. Il 69% era di casa nostra, il resto straniere.

« Mi rendo conto che è una cifra ridicola. se pensiamo al nostro bacino d´utenza di 420mila pazienti riflette Francesco Scioscioli, medico del Ps che da anni collabora con il Centro antiviolenza queste sono solo le donne che hanno denunciato di aver subito percosse. La punta dell´iceberg, ce ne sono molte altre » . Il confronto con il 2006 non si può fare: « Aspettiamo i dati. A naso, tuttavia, posso dire che un aumento c´è. Tenga presente che all´interno di quei 436 casi alcuni sono associati a lesioni a sfondo sessuale, soprattutto in situazioni di violenza in famiglia. Ma anche qui non siamo in grado di dare una casistica: sono talmente pochi quelli denunciati... » .

Ricordi, anche freschi, dei drammi femminili passati da qui: la prostituta dell´est « conciata malissimo » ; la ragazza neanche maggiorenne ricoverata in medicina d´urgenza, « quasi di nascosto » e poi sistemata dal Centro antiviolenza in un posto dove il suo aguzzino non potesse trovarla. La mamma africana che per sfuggire al suo inferno domestico s´è fatta ricoverare tenendo con sè i due bambini. Un giorno all´ospedale s´è presentato il marito e l´ha convinta a tornare a casa. Perché il nodo è quasi sempre qui: le donne spesso non denunciano, si pentono, ritrattano. A volte arrivano al triage spiega il primario del Pronto soccorso Gianfranco Cervellin e si sfogano: « mio marito mi ha picchiata». Poi, quando approdano in ambulatorio e il medico chiede se può scrivere sul referto quello che hanno dichiarato poco prima, indugiano: « mah, ci penso...». Una grossa percentuale fa retromarcia ». C´è la vergogna. La paura. Magari anche l´amore che non si spegne, nonostante le botte.

Ma quando si trova davanti una donna ostinata a non scoperchiare l´inferno ( sono caduta dalle scale, ho picchiato contro lo spigolo della porta), cosa fa il medico? « Se sono lesioni lievi non siamo tenuti alla comunicazione d´ufficio all´autorità giudiziaria, se sono gravi si ».
Cervellin non dimentica « il caso di violenza più brutale visto da noi negli ultimi due anni »,la donna aggredita due estati fa nel parco comunale di Pontetaro da un marocchino di 28 anni. Si sofferma anche sui casi di simulazione: bisogna tener conto anche di quelli. Una paziente che giurava di essere stata accoltellata: « Ma le ferite erano incisioni superficiali, tutte uguali, chiaramente autoinferte. Per noi non è sempre facile distinguere ». E nemmeno abbattere il muro di silenzio.

Ma dal pronto soccorso arriva una dichiarazione d´impegno, ancora maggiore. Già adesso, quando si presenta una donna con segni di violenza, si cerca di non farla rimanere nella babele dei pazienti in attesa, si crea per lei un percorso privilegiato ( per la sospetta violenza sessuale si avverte subito la ginecologia).
La collaborazione con il Centro antiviolenza non è ancora ufficiale « ma ufficiosa » , specifica Cervellin. Ora nelle sale del Ps trovi i manifesti e i depliant multilingue con informazioni e numeri di telefono. Per il futuro c´è l´idea dei questionari anonimi, diffusi negli ospedali dei paesi anglosassoni: dieci domande dirette che permettano di individuare i casi occulti o a rischio. Fermo restando che l´approccio resti il più soft possibile: « Noi non possiamo forzarle. Cerchiamo di trovare almeno un ritaglio di tempo che ci permetta di dialogare con queste donne » . E, finalmente, aprire una breccia nel muro.

Commento del Centro Antiviolenza

Sascia Cassinari: « Le leggi non proteggono »
Che Sascia appartenga alla categoria delle donne « toste » lo si coglie anche da certi dettagli. Come la minigonna di jeans che porta con la scanzonata disinvoltura di eterna ragazza. O gli aneddoti privati che butta l« sorridendo: « Quando torno a casa in bicicletta anche la sera tardi attraverso il parco tal dei tali... » .
Sascia Cassinari sta al fianco delle donne da vent´anni, da quando ha fondato il Centro antiviolenza. Ma adesso: a che punto siamo? Ha ragione chi parla di recrudescenza? « Io credo sia un errore parlare di allarme sociale. Affrontare il problema perché legato a una recrudescenza significherebbe poi metterlo da parte. Invece bisognerebbe affrontarlo con un protocollo organico che oggi non c´è, che coinvolga tutte le componenti politiche, professionali, sociali. La politica italiana non ha ancora elaborato un piano d´azione. Le leggi non proteggono le donne, la polizia interviene quando è troppo tardi, non si fa educazione nelle scuole, non esistono interventi mirati sui maltrattatori. E manca un impegno nella ricerca scientifica: non ci sono statistiche » .

Però adesso se ne parla quasi ogni giorno: la violenza sulle donne è un argomento che sui media « tira » . Non è positivo, almeno questo? « Sono state le donne a dargli visibilità. Ma ora è arrivato il momento di dire agli uomini: impegnatevi su questo fronte » . E´ una violenza diversa, rispetto a ieri? « No, è sempre la stessa. I nostri dati sono molto brutti, e parlano chiaro: nel 62% dei casi i colpevoli sono mariti.
Rarissimamente si tratta di sconosciuti. La fascia sociale è quasi sempre medio alta. Quando ci troviamo davanti una vittima di maltrattamenti, nel primo colloquio l´atteggiamento è sempre autoaccusatorio: « forse sono stata io a sbagliare, potevo essere più gentile, comprensiva...» ».
La violenza arriva a uccidere.

Parma ha assistito con orrore al martirio di due ragazze: Virginia e Silvia.
« Due morti che hanno fatto riflettere la città. Ma non basta. Se esistesse un protocollo forse non avremmo assistito a tragedie annunciate come queste. »

Quanto c´entra la droga? « Nei casi che trattiamo noi, non entra mai. Gli aguzzini delle donne sono mariti ideali, al di sopra di ogni sospetto: papà che portano i figli al cinema la domenica. Che dopo le botte, portano la moglie a cena fuori, le regalano i fiori. La violenza non è mai quotidiana, ma intervallata da momenti di bonaccia. Ci sono donne « reci ­ dive» che tornano a subire e donne che trovano la forza di venire dopo anni di maltrattamenti.
Ne vengono di più o di meno rispetto al passato? « Se l´anno scorso abbiamo visto cento donne, quest´anno siamo già arrivate a 150. Le donne adesso parlano. Ma resta sempre molto più difficile denunciare il tuo compagno che ti ha riempito di botte, rispetto allo sconosciuto che ti ha messo le mani addosso in un parco » .

Costola fondamentale del Centro antiviolenza è il Cavs ( centro assistenza violenza sessuale, numero vere: 800 090 258) nel padiglione Rasori. Si prende carico dei casi più pesanti: stupri o maltrattamenti gravi ( donne accoltellate, scaraventate dalle scale). Il Cavs è aperto da due anni: ha già curato le ferite quelle che si vedono e quelle invisibili di quaranta donne.

Incontri anche a Parma
Uomini: gruppi per mettersi in discussione
« Penso che oggi si debba riflettere soprattutto sull´aumento di quelli che vengono chiamati delitti « di coppia»»
. Nell´ultimo quadriennio nel nostro Paese sono praticamente raddoppiati, annota Marco Deriu, sociologo dell´Università di Parma. La miccia è quasi sempre l´abbandono: lei che lascia e lui che non lo accetta e « dà di matto » ,a volte fino all´epilogo estremo: l´eliminazione fisica. « Spesso sono situazioni che si trascinano per anni », riflette Deriu. E non si può non pensare a Silvia Mantovani uccisa dal fidanzatino di tanti anni prima, Aldo Cagna. « Mentre lo stupro è sempre stata una forma del dominio maschile sulla donna, questo tipo di delitto è ancora più efferato e radicale: è l´eliminazione fisica della partner. Un fenomeno sociale nuovo. Molto più che in passato le donne rivendicano la libertà di scegliere se continuare o no una relazione. E questo può anche spiazzare gli uomini che non sono in grado di interiorizzare la libertà, l´autonomia femminile, e nemmeno l´autonomia di se stessi. Tant´è che spesso dopo aver ucciso, si tolgono la vita o ci provano ».

Questi, però, sono gli esempi più radicali. « Si, ma sono episodi sintomatici di una relazione uomo donna che ha cambiato i suoi equilibri, per cui riguarda tutti. Da una parte c´è la donna che non si considera più l´appendice del desiderio maschile, dall´altra c´è una situazione di fragilità, di sfasamento dell´uomo, la sua incapacità di adeguarsi a una situazione di cambiamento.»
Deriu è uno dei referenti parmigiani dei gruppi di autocoscienza maschile che stanno nascendo in varie città ( a Parma c´è un gruppo misto). « Non esiste ancora un´associazione strutturata, ma un´organizzazione di rete. Per la prima volta sul tema della violenza si esprimono gli uomini, riflettendo su di sé ».
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11/23/2006 12:48 PM
 
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Dal lavoro che facciamo nel territorio nella nostra provincia emerge chiaramente un fatto direi preoccupante... Come per altre questioni legate alla criminalità, mafia, camorra ed altre organizzazioni malavitose, anche nella violenza si nota una sorta di omertà nel far presente alle autorità competenti violenze che avvengono o in ambito familiare (parenti prossimi) o semplicemente a casa del proprio vicino... La gente sa ma non parla... Si potrebbe ricondurre tutto ad una sorta di "privacy" familiare che non va, per correttezza, alterata...
Eventi del genere sono riconducibili tutti sotto una parola, criminalità umana, questa va perseguita sempre e comunque!
Direi per chi subisce è comprensibile il suo stato d'animo di donna che ha paura a denunciare, ma coloro che la vivono indirettamente si diano da fare, basta davvero poco per aprire uno spiraglio di speranza.


Saluti
Gae

[Modificato da FidelisAdmin 23/11/2006 12.50]


...

11/23/2006 2:58 PM
 
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UNA DONNA UCCISA
E CENTO CHE RISCHIANO DI MORIRE LENTAMENTE


APPELLO RIVOLTO A TUTTI I PARLAMENTARI

UNA DONNA UCCISA E CENTO CHE RISCHIANO
DI MORIRE LENTAMENTE

Da una ricerca Eures, un omicidio su quattro in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche (187 nel 2004) . Una persona ogni due giorni ed il 70% delle vittime sono donne, soprattutto uccise quasi unicamente per ragioni passionali o durante un litigio da partner abituali, passati o pretesi tali, da familiari maschi o da clienti e sfruttatori.
Senza contare che gli omicidi sono solo la punta dell’ iceberg della violenza di genere. Per ogni donna uccisa ce ne sono tante che subiscono ogni giorno umiliazioni e vessazioni, che rischiano di morire lentamente.
Troppo spesso gli omicidi di donne vengono giustificati e letti dalla nostra società, dalla nostra cultura e dai mass media, come gesti di uomini disperati che non sono riusciti a sopportare il dolore e il peso della separazione, per troppo amore, per troppo attaccamento. Non è vero. Si tratta piuttosto di manifestazioni derivate da profondo egoismo e dalla incapacità di alcuni uomini di slegarsi da una visione della donna arcaica e non più riproponibile al giorno d’oggi.
Nel nostro Paese i reati per i quali le donne sono vittime di violenze ed uccisioni sono in preoccupante aumento: prioritaria deve essere dunque la presa in carico da parte del governo del problema e la conseguente iscrizione nella agenda politica delle azioni urgenti e concrete per ridimensionare questa emergenza.
Le donne e gli uomini che sottoscrivono questo appello richiamano fortemente l’attenzione sulla necessità di:

? Fornire aiuti alle vittime a tutti i livelli (giuridico, sanitario, psi¬cologico, professionale e finanziario)
? Creare sezioni specializzate presso i Tribunali con competenze civili e penali dedicati alla lotta contro la violenza di genere
? Implementare un sistema che consenta meccanismi facilitati per il ritiro di pubblicità sessi¬ste e discriminatorie
? Progettare interventi formativi di sensibilizzazione all’uguaglianza e contro la violenza di genere nei programmi scolastici e sui luoghi di lavoro pubblici e privati
? Finanziare e potenziare i Centri Antiviolenza in Italia

Invitiamo dunque le elette e gli eletti, le ministre e i ministri a farsi carico di questa istanza, perché siamo nella convinzione che la complessità del problema della violenza sulle donne, così come documentano gli studi di genere, è il nodo centrale di ogni politica che voglia garantire uno sviluppo sociale ed economico e pari dignità.

Promosso da:
Daniela De Pietri, Cinzia Principi, Stefania Gasparini, Francesca Cocozza, Eola Papazzoni Consigliere Comunale Ds-Ulivo di Carpi, Lorena Borsari Consigliera Comunale Gruppo consigliare indipendente Carpi

www.noidonne.org/index.php?op=articolo&id=743
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11/23/2006 8:08 PM
 
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Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999 l'ONU ha designato il 25 novembre come la «Giornata internazionale contro la violenza sulle donne».
In questa occasione i governi nazionali e locali sono invitati ad organizzare attività per sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere la consapevolezza su questo problema che non fa "discriminazioni" geografiche, di razza e di età.

Anche in Italia sono molti gli appuntamenti e le manifestazioni organizzate da associazioni, enti e amministrazioni pubbliche.

Bologna:

- RETE delle DONNE (LINK)
- La violenza illustrata (LINK)

Milano:

- Usciamo dal silenzio (LINK)

Torino:

- Telefono Rosa (LINK)

- Comune di Torino (LINK)

Roma:

- Fuori dalla famiglia (LINK)

Napoli:

- Pari Opportunità Campania (LINK)

Catania:

- Associazione Penelope (LINK)

Tremestieri Etneo (CT):

- Convegno (LINK)

Cagliari:

- La violenza sulle donne in Sardegna, come intervenire? (LINK)



FONTE: DIPARTIMENTO PER I DIRITTI E LE PARI OPPORTUNITÀ

[Modificato da Geneshys 23/11/2006 20.09]

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11/23/2006 10:02 PM
 
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Re: Re:

Scritto da: Cobite 23/11/2006 1.40


Da una brevissima ricerca con google:

A Milano l'assemblea di Usciamo dal Silenzio, promuove una manifestazione dalle ore 20,30 alla Stazione Centrale dal titolo "Usciamo.la notte", una serata di festa, di lotta, di socialità, di musica e di teatro invitando le donne ad uscire dalle case per riprendersi la notte, la vita, la città.

A BOLOGNA
Ore 15 – Concentramento in Piazza XX settembre
Ore 15:30 – PARTENZA CORTEO
Ore 16:30 – Parole e musica in Piazza Nettuno
Ore 18 – Termina la manifestazione, inizia…
LA NOTTE DELLE DONNE: RIPRENDIAMOCI LA NOTTE!


Brescia - "DIVERSE DA CHI?"
ore 15 in Piazza della Loggia

TORINO
la Consigliera di Parità Provinciale si è unita in collaborazione con la Città di Torino, la Provincia e Amnesty International Sezione Piemonte, insieme al Coordinamento Cittadino Contro la Violenza alle Donne, per promuovere un’iniziativa volta alla sensibilizzazione della cittadinanza rispetto al fenomeno della violenza di genere.
L’appuntamento è presso il cinema Fratelli Marx, Sala Groucho, C.so Belgio 53, Torino, alle ore 21.00. L’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti.

la Consulta delle Elette della Provincia di Torino ha proposto di affrontare il tema della violenza domestica.
L’appuntamento è fissato per venerdì 25 novembre dalle ore 15 alle 17,30, presso la Sala Consiliare del Comune di Ciriè, corso Martiri della Libertà 33.
ROMA
Ore 12.00
Manifestazione - Sit in delle donne di Roma a Largo Argentina
Ore 16.00
Dibattito pubblico - Casa internazionale delle donne, ingresso da via S. Francesco di Sales, 1 B
a partire dal mensile Diario "Stupro" (ottobre 2006)
e dagli inserti Queer del quotidiano Liberazione
ore 19
Incontro internazionale - Casa internazionale delle donne - via della Lungara 19
Le donne della Casa incontrano: Nawal El Sadawi - Aida Touma - Paola Manduca
FIRENZE
ore 9-12.30
Convegno "Uomini, con le donne, contro la violenza alle donne: un impegno per cambaire il futuro", organizzato dall'associazione Artemisia e dall'Assessorato alla Pubblica istruzione del comune di Firenze - salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio
interviene Michael Kaufman: L'impegno degli uomini contro la violenza alle donne
PALERMO
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

PRESIDIO IN PIAZZA A PALERMO
PIAZZA POLITEAMA ORE 17,00


-----------------------


Ma basta cercare con google inserendo: manifestazioni violenza donna nomecittà

Ciao

Giancarlo

[Modificato da Cobite 23/11/2006 1.43]

[Modificato da Cobite 23/11/2006 8.13]



Grazie cobite per aver risposto [SM=x142887] anch'io avevo cercato su google, ma avevo inserito "GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE" e mi erano uscite tutte pagine dedicate alla storia di questa menifestazione [SM=g27824] Comunque sono andata sul link messo da Geneshys, quello della città di Napoli, e lì vi è scritto che la mia città avrebbe partecipato...ma nella tua lista non vi è [SM=g27833] non è che Napoli si astiene???? spero di no, perchè ci terrei a partecipare. Ora cerco informazioni su ciò, se le trovo le inserisco. grazie ancora per l'aiuto [SM=g27817]


...

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Dark quella lista che ho inserito proviene dal Ministero per le pari opportunità, credo che sia abbastanza attendibile... Comunque chi è interessato alle manifestazioni della propria provincia può benissimo ricercale in internet mediante google.
Per quanto riguarda napoli basta informarsi con l'Assessorato alle pari opportunità del della provincia per sapere le iniziative intraprese...
Ma vorrei dare un consiglio, non affollate le piazze se poi queste rimangono solo un ricordo di un giorno qualunque... la lotta contro la violenza si fa concretamente sul campo aiutando ed assistendo, incoraggiando e denunciando, operando ognuno per quello che può... Non è, naturalente, una critica rivolta a te [SM=g27822]


Saluti
Gae

[Modificato da Geneshys 24/11/2006 1.34]

11/24/2006 12:52 PM
 
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Volevo segnalare un'iniziativa anche nella mia città:

Artefragile 2006
Mostra collettiva di arte contemporanea
Dal 25/11/2006 al 02/12/2006 - Associazione culturale Mammut, via San Lorenzo 20

L’associazione Penelope, da anni impegnata sul territorio catanese attraverso progetti di supporto, accoglienza di emergenza, assistenza legale e inserimento lavorativo a favore di donne italiane e immigrate vittime di violenza e maltrattamenti, vuole onorare tale ricorrenza coinvolgendo la società civile in una giornata di riflessione sulla condizione di oggettiva violenza in cui vivono tante donne del territorio vittime spesso dei propri compagni e della loro situazione di povertà ed esclusione sociale. Per questo invita gli artisti catanesi a cimentarsi in un’opera di rappresentazione della realtà e di trasfigurazione simbolica capace di evocare emozioni e smuovere gli animi verso l’urgenza di fare qualcosa per fermare questa violenza.

All’iniziativa hanno già dato la loro adesione artisti come Tano BRANCATO, Agata BULLA, Francesco INSINGA, Alessandro LA VERDE, Vittoria LITRICO, Lucia RAGUSA, Luca SCANDURRA, Vincenzo TOMASELLO, Chris MINOLDI, nonché gli istituti artistici della provincia di Catania.
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11/24/2006 2:02 PM
 
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Guidooooooooo!!!!!!!!!

Hai dimenticaro di dire qual è la tua città!!!


[SM=x142815] Giancarlo


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ho fatto una piccola ricerca e ho trovato dove si faranno manifestazioni nella mia città:
ore 10
Palazzo Spagnuolo, via dei Vergini: incontro pubblico con l'Assessore della Regione, della P
Provincia e del Comune di Napoli.
ore 11
Rifondazione comunista e Arcilesbica manifesteranno in Piazza Carità


per ora ho solo queste informazioni, se ne ho altre le inserisco.
per Geneshys: condivido pienamente ciò che hai scritto, partecipare a questa manifestazione è importante ma ancora di più è combattere la violenza sulle donne quotidianamente... hai fatto più che bene a precisarlo [SM=x142891]


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Re:

Scritto da: Cobite 24/11/2006 14.02


Guidooooooooo!!!!!!!!!

Hai dimenticaro di dire qual è la tua città!!!


[SM=x142815] Giancarlo



L'Associazione Penelope è di Catania quindi penso che lui provenga da li.

Saluti
Gae
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