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Morto l'uomo che arresto' Oswald

Last Update: 1/29/2005 6:26 PM
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1/29/2005 6:00 PM
 
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Dalla Repubblica di oggi :
Maurice McDonald, poliziotto entrato nella storia, aveva sempre negato il complotto

Dallas perde un altro testimone muore l´uomo che prese Oswald

Arrestò in un cinema il presunto assassino di Jfk


Il poliziotto era stato messo in allarme dal messaggio diffuso per radio: "Abbiamo una persona sospetta nel Texas Theatre"
Quando l´indiziato premette il grilletto, l´agente ebbe la presenza di spirito di bloccare il cane della pistola e riuscì a salvarsi
Dopo l´agguato al presidente, lo sparatore era stato individuato in un cinema

Alle 1 e 45 p.m. la radio della polizia gracchiò: «Abbiamo informazioni su una persona sospetta che è appena entrata nel Texas Theatre sulla West Jefferson». E´ il 22 novembre del 1963, il giorno stampato nella memoria di ogni cittadino americano, perché anche a quaranta anni di distanza tutti si ricordano ancora cosa stessero facendo in quel pomeriggio d´autunno.
Di quel giorno - in cui con l´uccisione di John Fitzgerald Kennedy l´America perse la sua innocenza - uno che aveva da raccontare più degli altri è un oscuro poliziotto nato in Arkansas e che a Dallas era quel giorno di pattuglia: Maurice, detto "Nick", McDonald. Ieri all´età di 76 anni Nick è morto nel piccolo ospedale di Hot Spring, nel suo Stato nativo dove era tornato a godersi la vecchiaia. Portandosi nella tomba gli ultimi ricordi e i segreti (se ne aveva) del giorno in cui divenne un "eroe americano" catturando in un cinema l´uomo che secondo le "verità" ufficiali uccise Jfk, Lee Oswald.
Dopo l´allarme della radio alcune volanti con «almeno 15 poliziotti fecero rotta verso il cinema Texas, alcuni entrando dall´ingresso principale e facendo irruzione nella galleria, altri dalla porta situata nel retro del palazzo». Nick McDonald entrò dall´ingresso secondario insieme ai colleghi R. Hawkins, T. A. Hutson e C. T. Walker, nomi che gli faranno buona compagnia nella quarantennale storia di cronache e polemiche sull´omicidio del popolare Jfk, l´uomo più potente del pianeta.
Ma le luci della ribalta furono tutte per Nick, perché fu lui l´uomo a trovarsi di fronte Lee Oswald, l´ex marine che aveva vissuto nell´Urss, che tutte le ricostruzioni ufficiali hanno riconosciuto come l´unico assassino del presidente della "nuova frontiera". Il poliziotto era arrivato su Dealey Plaza pochi minuti dopo che il presidente - che stava transitando per Dallas a bordo di un´auto scoperta insieme alla moglie Jacqueline - era stato colpito dal mortale proiettile alla testa. E fu proprio Mc Donald, che non sapeva ancora nulla di quanto accaduto, il primo a rintracciare l´uomo che «era stato visto uscire dal deposito dei libri dal quale era partito il colpo che aveva raggiunto il presidente e rifugiarsi all´interno di un cinema».
Un tipo che lavorava nella sala indicò ai poliziotti l´uomo che era «entrato nel cinema senza pagare» e che se ne stava seduto in una fila in fondo alla platea vicino al corridoio centrale di destra. In tutto il cinema ci saranno state altre sette o otto persone in platea e altrettante in galleria. Come andarono le cose è lo stesso Nick a raccontarlo (negli atti ufficiali della commissione Warren): «Non appena mi recai nella fila dove il sospetto era seduto, mi fermai improvvisamente, mi voltai e rivolgendomi a lui gli dissi di stendersi a terra. Lui si alzò di scatto alzando le mani portando la mano sinistra sopra la spalla e la mano destra al petto destra e dicendo: "bene, ora è tutto finito". Mentre diceva queste parole io presi il suo polso con la mia mano sinistra e lui con l´altra mano mi colpì in mezzo agli occhi, proprio sul naso. Risposi colpendolo a mia volta sulla faccia, non so bene esattamente dove e a quel punto vidi che la sua mano destra impugnava la pistola».
Nella colluttazione che ne segue i due finiscono sulle poltrone del cinema con Lee Oswald che tenta di sparare mentre Nick grida ai suoi colleghi «l´ho preso!». Altri due poliziotti prendono Oswald alle spalle ed è in quel momento che il «patrolman Maurice "Nick" McDonald» capisce cosa sta succedendo: «Ho sentito il cane della pistola che scattava e che mi trafiggeva la carne della mano, tra il pollice e l´indice. Ho aspettato che il proiettile mi trapassasse il petto, ma la pistola non sparò».
Una vera fortuna per il poliziotto Nick, che così entrò a buon diritto prima nelle cronache giudiziarie, poi nelle polemiche e infine nella storia. Di quello che successe in seguito non ha mai voluto parlare molto, neanche del fatto che Lee Oswald venisse assassinato due giorni dopo mentre veniva trasportato ammanettato dai poliziotti in un corridoio dal proprietario di un night, Jack Ruby, che a sua volta morì anni dopo senza aver mai rivelato a nessuno il suo segreto.
Per lui, ragazzo di paese, come amava definirsi, nato nel 1928 nell´America del "profondo sud", a Camden in Arkansas, e che dopo essersi arruolato in marina aveva combattuto la guerra di Corea per poi diventare sergente nel Dallas Police Department, sulla vicenda non esisteva alcun mistero.
E´ da quel giorno del 1963 che infuriano le polemiche sull´omicidio di Dallas, con le decine di volumi ufficiali e ufficiosi, le centinaia di ricostruzioni, gli sceneggiati e i film. Ed è da allora che l´America è divisa tra i "complottisti" (quelli che sono «assolutamente certi» che Jfk venne ucciso da un complotto della mafia con la Cia, se non addirittura in combutta con il potente capo del Fbi Edgar J. Hoover), e quelli che hanno accettato le conclusioni definitive della commissione Warren: Lee Oswald agì da solo.
Le perplessità restano, e sono tante. I "complottisti" ancora dubitano, non senza qualche fondamento, di quella incredibile sequenza di colpi, ravvicinati e precisissimi, che hanno colpito il presidente. E tuttavia, è difficile immaginare che in un posto come l´America - dove anche le malefatte di un presidente o dei più potenti finanzieri prima o poi vengono alla luce - decine di persone (stando alla tesi del complotto) implicate nell´omicidio di Jfk si siano portate nella tomba il terribile segreto.
Maurice "Nick" McDonald - piccolo poliziotto in servizio a Dallas ed eroe nazionale suo malgrado - non era certo tra quelli che potessero essere accusati di complotto o di avere nascosto prove decisive. Dopo essere tornato nel suo amato Arkansas non aveva più avuto molta voglia di parlare della vicenda, ma secondo la moglie era convinto - in linea con le conclusioni di Earl Warren - che Oswald avesse fatto tutto da solo: «Non ci fu alcun complotto: Nick sapeva troppo del caso. Parlare di quanto successo a Dallas per lui era quasi un peso, ma ha occupato il suo posto nella storia con onore e dignità».
articolo di ALBERTO FLORES D´ARCAIS

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Registered in: 11/18/2002
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1/29/2005 6:26 PM
 
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Grazie per l'articolo, caro Biagio. Ho provveduto ad acquistare il quotidiano. Cordiali saluti a Lei e ai Suoi cari. DV
Diego Verdegiglio
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