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Addio Arjuna, addio Poeta fantastico e creativo... che la terra ti sia lieve.
"Sai cosa scrivere? Allora posta! Non sai cosa scrivere? Allora spamma!"


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[1] Scenario: La colonia

Last Update: 5/18/2003 11:44 AM
10/5/2002 3:04 PM
 
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Non mi sono mai piaciute queste cose non ragionate, ma sembra giunto il momento fdell'azione. Seguo giusto tenendo gli occhi ben aperti e soprattutto con la spada in mano.
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La stanza é solamente una nebbia uniforme alla vista di Falco: i suoi fedeli soldati lo hanno svestito dell'armatura, fatto allotanare i curiosi della caserma che sono subito arrivati e si sono messi a guardia della porta della stanza.
Dopo alcuni minuti, in cui una guardia é stata mandata da Marco Bellero a chiamare con urgenza Giusto, arriva nella stanza un sacerdote del tempio di Apollo, Romeo Detamargus, un uomo sulla trentina, piuttosto anonimo e con occhi e capelli scuri, quasi quanto la sua pelle annerita dal sole.
Il suo latino é fluente, ma risente della sua zona d'origine, evidentemente orientale: in breve il pretoriano Marco gli spiega cosa é successo e costui, dopo aver visto che Falco non é in pericolo di vita e rassicurato i presenti, cura le ferite delle altre persone [chi é ferito torna al massimo, ma deve osservare 2 giorni di riposo] ed infine dice:
"Così dite che é bastato solamente lo sguardo di questo straniero a rendere così quest'uomo?"
Aracus, fedele compagno di ventura di Falco, sente nel tono di voce del sacerdote una nota di scherno e sta per ribattere, quando Falco, finalmente riesce a dire poche parole:
"Sto.. benne.. voi?"
La sua voce é lenta, misurata e le parole di Falco sembrano comportargli un dolore enorme.
I presenti nella stanza guardano preoccupati Falco, quando fuori dalla porta si sente un pò di trambusto ed irrompono come due fulmini nella stanza Giusto e Caio, armi ancora in pugno.
Falco sembra muovere gli occhi verso i due nuovi venuti, mentre il sacerdote di Apollo si fa in disparte, alla vista dei due.

[Modificato da Gornova 06/10/2002 18:51]

10/6/2002 8:23 PM
 
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Alle parole del sacerdote sto per sbottare, ma mi trattengo e mi limito a lanciargli un'occhiata di fuoco. Adesso non ho certo il tempo per occuparmi delle sue futili insinuazioni; "Falco, noi stiamo bene, guarda è arrivato Giusto..." dico con tono sicuro prima di salutare Giusto e l'altro uomo con un cenno del capo...
10/6/2002 11:29 PM
 
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Giusto
L'orrore si dipinge sulgi occhi di Giusto, ed egli, con un rapido cenno in risposta al saluto dei soldati di dirige verso il capizzale del giaciglio del centurio Falco e gli rivolge queste poche parole:
"Nobile centurione, che vi è successo? chi è stato a ridurci un questo stato?"

Ripresa poi la calma, Giusto si rende conto di due cose, e cioè che il cnturio Falco è a malapena in grado di tenere gli occhi aperti e che nonostante possa essere stato giusticabile, egli è stato estremamente sgarbato verso gli altri presenti.

"Valoroso Falco, non sofrzatevi di darmi una risposta per ora, pensate solo a riposare, e perdonate se potete la mia irruenza"

Poi rivolge un deciooso saluto al sacerdote di Apollo, ad Aracus ed a Marco Bellero......

"Pretoriano Bellero, Soldato Aracus, vi presento il mio vecchio amico Gaio Valerio Massimo, di Roma. Egli è la persona cui avrei voluto introdurvi stasera mangiando...ma evidentemente la sorte ci è avversa... e non a caso voi soldati siete stati presi di mira a mio avviso, è perciò prudente non intrattenersi oltre e lasciare che Falco riposi, guardato a vista dai suoi fidati compagni"

Poi rivolto a Romeo Detamargus: "Ci ave te reso un grande servigio egregio sacerdote..mi occuperò personalmente di far pervenire al tempio di Apollo un giusto tributo alla lucente divinità.
Sono però desolato, in quanto ora vi devo chiedere di lasciarci soli...sempre che il centurio Falco non necessisti di ulteriori cure...."




10/7/2002 8:01 AM
 
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FALCO

Quei due occhi... Quegli occhi malvagi sono spariti e sono riuscito a raggiungere la superficie...
E' stato come svegliarsi da un incubo, fin troppo reale...
E' successo tutto in un attimo. Aracus e il pretoriano Bellero si sono scagliati sullo straniero, poi quel grido.
Io ancora a terra, incapace di muovermi e di parlare.
Aracus chino su di me...

Quando Giusto finisce di parlare, con un grande sforzo tento di mettermi seduto, quasi a sottolineare che la presenza del sacerdote non è più necessaria.

Quindi mi rivolgo ai presenti.
"Grazie Giusto, sto bene... Non preoccupatevi, ho soltanto bisogno di riposare..."

Il mio sguardo si muove cercando quello di Aracus, mio fidato compagno. Un tacito sguardo che per noi significa più di mille parole.
Quando Aracus è al mio capezzale gli rivolgo la parola, anche se il mio tono di voce è flebile e stanco.

"Gradirei restare solo con voi due", dico indicando lui e Giusto.

Quando siamo soli mi rivolgo ai miei due compagni.
"Ah ah ah..." (risata ironica) "Ma guardatemi... Io, Falco, nobile Centurione di Roma, ridotto in un letto da due occhi...
Non ho idea di chi o cosa fosse quell'uomo, ma di certo ha poteri che vanno ben oltre la mia comprensione.
E' bastato un suo sguardo per farmi cadere in un oceano blu...
Più provavo a risalire, più affondavo e sprofondavo verso il fondo.
Quegli occhi... Mi osservavano, mi schiacciavano come macigni, inesorabilmente..."

Prendo un attimo di pausa per raccogliere le forze che, visto lo sforzo, mi stanno abbandonando.

"Ho visto i miei genitori sai Aracus? Mia madre che mi sorrideva e mi tendeva la mano. Mio padre..."
Mi sovviene il ricordo della dura espressione di mio padre, della sua tacita vergogna...
Un'espressione triste appare sul mio volto.
"Mio padre si è vergognato di me, Aracus... Di me, suo figlio...
Cosa posso fare dunque? Ho provato ad affrontare quello sguardo, ma era qualcosa di più forte di me, non potevo fare a meno di cedergli..."

Mi torna alla mente il ricordo di quegli occhi profondi...
Scaccio rapidamente la visione dalla mia mente.

"Possibile che quello che credevo di essere fosse soltanto un'illusione? Possibile che io non sia degno di portare Ex-Lvce?"

"Un attimo! Ex-Lvce, dov'è???"
Il mio sguardo percorre rapidamente la stanza alla ricerca della lama magica...

"La fantasia è più importante della conoscenza..."

[Modificato da lark 07/10/2002 09:04]

10/7/2002 12:23 PM
 
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Ripongo immediatamente nel fodero la spada e attendo che mi si presenti. Fatte le dovute presentazioni resto per il momento nell'ombra ad osservare e scrutare sia i presenti sia l'uomo infortunato.

poi mi rivolgo a bassa voce al pretoriano Bellero: "Dite, se non sono indiscreto, cosa è successo precisamente a costui che lo ha ridotto in tale stato?" la mia voce è sempre piatta e senza espressività, la quintessenza della calma.
10/7/2002 7:08 PM
 
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Il pretoriano per nulla scomposto dal suo aspetto marziale si rivolge a Caio.. << Sono entrato e gia' il combattimento era in atto.. spada contro spada.. ho unito la mia arma contro quell'uomo... poi l'uomo ha pronunciato alcune parole e Falco e' svenuto.. abbiamo ingaggiato una breve battaglia.. e poi sembra essere scappato, sentendo il vostro arrivo >> sposta il suo sguardo riportandolo su Falco
10/7/2002 9:13 PM
 
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Mormoro: "Magia, dunque. Il mistero si infittisce ..." poi penso: meglio attendere per fare altre domande, anche se poi potrebbe essere troppo tardi. Quindi aggiungo: "Perchè non lasciamo riposare il ferito e ci accomodiamo fuori?"
10/7/2002 10:17 PM
 
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Giusto
"Avete ragione Gaio, è il caso di lasciar riposare il cenrturio Falco.."

Detto questo giusto si dirige verso la spada del centurione, la coglie e gliela porge...assieme a queste parole sussurrate:

"Come, vedete la vostra lama è ancora qui con noi, ma forse avrete capito ch'essa verga chiunque gli si pari davanti, dipende solo da chi la impugna..."

Le ultime parole di Giusto sono ferme e profonde, e vengono accompagnate da uno sguardo profondo, per mascherare quanto meglio gli è possibile la scarsa convinzione che le accompagna...

"Non vergognatevi Falco!" Giusto d'improvviso " forse questa non è che l'avvisaglia di ciò che ci aspetta, e che queste diffcoltà vi temprino per resistere in futuro, lo spero nel più profondo del cuore..."

10/8/2002 7:30 AM
 
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FALCO

Tendo la mano, raccogliendo l'arma che Gaio mi porge.
"Grazie, cercherò di ricordarmene...", dico con voce stanca, ma non mancando di sottolinerare con un filo di sarcasmo la frase.

Poggio l'arma sullo sgabello al mio fianco, riflettendo sulle parole dell'uomo.
Che io non sia pronto per utilizzare Ex-Lvce? No, non è questione di abilità, è questione di convinzione.
Non è la lama che ha il potere, bensì chi la adopera, come ha detto Giusto.
Devo imparare a credere in me stesso, a ritrovare la fiducia nelle mie capacità, soltanto così potrò essere in grado di affrontare nuovamente quegli occhi e non lasciarmi stregare...

Aracus, avvicinandosi al letto, interrompe i miei pensieri.
Lo guardo con aria stanca, ma con una nuova determinazione in me.
"Vai pure, mio buon amico, riposati anche tu. Lo scontro è stato duro, seppur breve.
E poi ora anche io desidero riposare. Prima di andartene, però, devo chiederti un ultimo favore.
Metti di guardia alcuni uomini fuori dalla porta, non sarei in grado di affrontare un nuovo scontro adesso."

Con queste ultime parole chiudo finalmente gli occhi e piombo rapidamente in un sonno agitato.
Rivivo quegli attimi di terrore, rivedo quegli occhi profondi su di me... Stranamente non mi fanno più paura, o meglio, riesco a sostenerne lo sguardo.
Li vedo, quegli occhi blu non mi sembrano più malvagi, bensì tristi. Una tristezza neanche paragonabile alla mia, una tristezza molto più profonda.
Ecco cos'era quell'oceano. Non sprofondavo nell'acqua, bensì sprofondavo nei suoi occhi, in quella immensa tristezza senza fine.
Sogno nuovamente i miei genitori, nuovamente quello sguardo di mio padre. Brividi percorrono le mie stanche membra.
Li vedo allontanarsi sempre di più finchè Morfeo mi accoglie nel suo regno e tutto sbiadisce, diventando sempre più scuro, sempre più nero...
10/8/2002 5:18 PM
 
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Falco

Il sonno di Falco é tranquillo come quello di un bambino in fasce. Dopo che tutti sono usciti dalla stanza e due fedeli soldati piantonano il suo ingresso, Falco può dormire tranquillo.

[Non puoi postare, capito? Stai dormendo!]

Giusto, Caio, Aracus, Marco Bellero

Tutti escono dalla stanza di Falco, e lo vedono addormentarsi: per alcuni istanti il suo sonnno sembra essere scosso da incubi senza nome, ma poi, mentre stringe la Ex-Lvce, i suoi sogni si fanno via via più tranquilli.
La porta é chiusa da Aracus, e subito due soldati, armi spianate, vi si parano davanti.
Alcuni soldati rimangono davanti alla porta senza un preciso ordine e i presenti, lentamente e senza dire una parola, camminano sino all'atrio del palazzo dove é ospitata la centuria.
Romeo Detamargus per primo spezza l'opprimente silenzio della stanza dicendo:
"Il centurio Falco, come avete visto non é ferito: quello che é successo é certamente strano, ma a Cartagine, negli ultimi tempi, ne sono successe di cose strane."
L'uomo poi, quasi parlando con se stesso, dice in una lingua a voi sconosciuta:
"Kilos J'ha Nagh"
I presenti lo guardano curiosi, e un pò intimoriti:
"Scusate, nella mia lingua, vuol dire "Che gi dei ci proteggano" ed é quello che spero faranno, ora é tardi e visto che qui non servo più a molto... sarà meglio che torni al tempio "
Il sacerdote se ne va, mentre gli altri si accomodano sulle scomode sedie militari della stanza, per parlare un attimo, mentre Falco riposa un pò...
10/9/2002 3:23 PM
 
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Giusto
Non appena il sacerdote gira l'angolo, Giusto si sente più sollevato.

"Sapete, sono piuttosto scosso. Quell'uomo mi inquieta un po', nonostante egli sia un sacerdote di Apollo, il suo aspetto ed il suo linguaggio mi mettono agitazione..."

....

"Ad ogni modo ha curato voi, pretoriano Bellero ed anche Aracus, perciò Apollo merita la nostra rincoscenza, e me ne occuperò io....Tousil, fai in modo che domani a mezzogiorno al tempio di Apollo vengano portai in dono due pani speziati un cesto di frutta secca e due bisacce del nostro vino."

Poi rivolto ai due soldati: "Avete per caso idea di chi possa essere colui che vi ha aggredito? Vi conosceva per caso, o forse conosceva i vostri nomi? Avete notato qualcosa di particolare nel suo aspetto o nel suo modo di parlare?
Sono sicuro che per poter afforntare da solo tre soldati dell'esercito Romano doveva essere molto abile, e sono convinto che non siano molte le persone in grado di fare ciò, anche senza quella che il mio amico Gaio ha definito magia..."

[Modificato da pkrcel 09/10/2002 16:26]

10/9/2002 7:27 PM
 
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Esco dalla stanza in silenzio e chiudo la porta lentamente per non disturbare Falco; "è davvero stravolto", penso "non l'avevo mai visto così, spero si riprenda...". Chiusa la porta mi avvicino ai due soldati: "dovete prestare la massima attenzione! non possiamo permettere che il nostro centurione venga nuovamente attaccato e per di più mentre sta riposando; ne va della sua vita e del nostro onore, quindi sospettate di ogni minimo rumore e ogni quarto d'ora aprite silenziosamente la porta e accertatevi che Falco stia bene. Se, Giove ce ne scampi, qualcosa dovesse andare male avvertitemi immediatamente, lascerò anche Livio qui con voi" dico facendo avvicinare il giovane soldato "Livio, al minimo segno di pericolo vieni a chiamarmi immediatamente capito?".
Accertatomi che tutte le istruzioni siano chiare, mi avvio verso la sala con gli altri e dopo essermi seduto rispondo a Giusto:"Non so chi fosse quell'uomo, ma lui sapeva chi fossimo noi, o almeno conosceva i nostri nomi. E' comparso dall'ombra e in egual modo si è volatilizzato; ormai lo riconoscerei fra mille quegli occhi sono impossibili da scordare..."

[Modificato da Badrel 13/10/2002 21:26]

10/13/2002 12:36 PM
 
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Falco si sveglia di soprassalto.
La Ex-Lvce, vicino a lui, cade a terra: per il rumore alcune delle guardie fuori dalla porta escono subito e ispezionano a fondo la stanza in cerca di un'altro assalitore.
Due singoli occhi.
Gli occhi sono ancora lì, davanti agli occhi di Falco, ma sono solamente nella sua mente.
Falco, ora completamente sveglio, guarda Cassio, uno dei suo soldati, che gli dice:
"Come sta centurio? Di sotto la stanno aspettando con ansia"
I soldati, sull'attenti, aspettano istruzioni da parte di Falco.

Giusto, Caio, Aracus, Marco Bellero

Vi scambiate poche battute, quando un lungo silenzio scende su di voi.
Tutti sembrano essere pensierosi, e la situazione sempre più confusa.
Passano alcuni minuti, in cui dei servitori porgono delle caraffe di vino ai presenti nella stanza.
Poi, due soldati si avvicinano a Aracus e gli dicono:
"Il centurio Falco é sveglio"
10/13/2002 8:32 PM
 
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Alle parole dei due soldati scatto in piedi e ripeto ad alta voce:"Falco è sveglio" e senza aspettare gli altri mi dirigo verso la stanza del mio fidato amico.
10/14/2002 8:50 AM
 
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FALCO

Quei due occhi profondi mi tormentano, non riesco a cacciarli fuori dalla mia mente.
Mi osservano, mi spiano come fossero dentro di me e potessero scavare nella mia mente, nei miei ricordi, sempre più in fondo risvegliando cose che avevo da tempo dimenticato, accantonato negli angoli più reconditi del mio cervello...

Mi sveglio di soprassalto, facendo cadere Ex-Lvce, attirando così l'attenzione dei due soldati posti di guardia alla mia stanza.

"Grazie Cassio, non preoccuparti, sto bene...", dico cercando di mascherare l'ansia e i fremiti.
"Sto bene..."

Dopo un profondo respiro per schiarirmi la vista, ancora appannata per il fresco risveglio, mi rivolgo ai miei sottoposti.
"Cassio, manda due uomini ad avvisare Aracus e gli altri che sono sveglio e li raggiungerò subito."

Detto ciò congedo i due uomini, raccolgo Ex-Lvce da terra ed inizio a cambiarmi, indossando il corpetto di cuoio e cingendo al mio fianco la spada.
Mentre la assicuro al mio fianco mi torna alla mente il ricordo dello scontro di poche ore prima.
Quegli occhi sono davanti ai miei occhi, non riesco a nascondermi alla loro vista, mi sento schiacciato dal loro peso...
Arretro di fronte a quegli occhi profondi, inciampando nel letto.
Mi ritrovo seduto sul giaciglio, solo... Gli occhi sono spariti.

Estraggo Ex-Lvce quel tanto che basta per vederne la lama. Il freddo metallo non emana alcuna luce, segno che oltre a me non c'è nessuno nella stanza e che quegli occhi sono soltanto nella mia mente.
Raccolgo tutte le forze e stancamente mi alzo dal letto, lentamente...

Dopo di che mi avvicino alla porta e la apro.
Con un ultimo sguardo alla stanza chiudo la porta alle mie spalle e mi volto, appena in tempo per vedere Aracus sopraggiungere di corsa...
10/14/2002 6:26 PM
 
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Aracus
Al mio arrivo vedo Falco che esce dalla stanza, "Com'è pallido" penso. Mi avvicino:"Falco, come stai? Sei sicuro di esserti riposato abbastanza??" dico con tono fermo. "Di la ci stanno aspettando gli altri, è giunto il momento che ci racconti cosa ti è successo prima".
10/15/2002 7:28 AM
 
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Poggio una mano sulla spalla di Aracus.
"Non preoccuparti, amico mio, sto bene. E' solo che sono stanco...", dico sforzandomi di sorridere per rassicurarlo.

Le sue parole calano un'ombra su di me, l'ombra del ricordo di quanto è accaduto poche ore prima.
Adesso tutto mi sembra un incubo, ma nel mio cuore so che non è così... Quegli occhi mi perseguitano, anche adesso che non li vedo, ma so che sono lì che mi osservano, mi spiano.

Cerco di scrollarmi di dosso questi pensieri.
"Sarà frutto della mia fantasia", penso. Ma un'angosciante certezza del contrario mi assale...

Mi rivolgo a Cassio, ancora di guardia davanti ai miei alloggi.
"Cassio, sarete ormai stanchi di montare la guardia davanti alla mia stanza. Chiama altri due uomini affinchè vi diano il cambio", dico sforzandomi di abbozzare un sorriso.

Mi volto quindi verso Aracus.
Al pensiero di dover nuovamente 'rivivere' gli attimi di qualche ora prima un'ombra di tristezza si dipinge sul mio volto.
"Va bene Aracus, è giunto il momento che vi racconti quanto mi è accaduto prima. Conducimi dagli altri..."

[Modificato da lark 15/10/2002 08:30]

10/15/2002 9:00 AM
 
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Giusto
"Non occorre che vi sforziate centurio Falco..."
dice Giusto entrando nella stanza assieme a Gaio e al pretoriano Bellero.

"Siamo qui, possiamo parlare nella vostra stanza...ma se lo preferite scegliremo un altro posto"

Dicendo questo Giusto si rallegra del ritorvato spirito del centurione, ed il pensiero volge subito al peggio...<[se fosse un uomo debole, ora non potrebbe più raccontare nulla...Giove misericordioso ha fatto sì che ciò non capitase a me!]>

[Modificato da pkrcel 15/10/2002 10:02]

10/16/2002 9:17 AM
 
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In effetti il posto più sicuro dove colloquiare sono le mie stanze, protetti dalla mia centuria.
Ma come ho potuto constatare poco prima nemmeno questo è bastato ad allontanare da noi la minaccia di quegli occhi...

Rifletto un attimo sulle varie possibilità.
"Giusto, visto che ormai siamo tutti qui riuniti tanto vale parlarne nelle mie stanze."

Così dicendo mi volto verso Aracus che, dopo un cenno d'intesa, si allontana per organizzare la sorveglianza.

Quindi mi rivolgo nuovamente a Giusto.
"Scusate signori, gli eventi di questa sera mi hanno stancato parecchio. Seguitemi dunque...", dico aprendo la pesante porta e guidando i miei ospiti fino ad una stanza che ha tutta l'aria di essere una sala da pranzo...
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