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Trump, decadenza o futuro radioso?

Last Update: 4/1/2024 7:55 PM
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Re: Re: Re:
thors (ethors), 05/01/2024 11:44:


Qui invece non ti seguo.
In Maine, non potrà candidarsi alle primarie del partito e quindi non gareggerà per nessuno dei 4 grandi elettori nelle elezioni generali.
Però, come facevo notare sopra, è da 30 anni che quei 4 grandi elettori (nelle elezioni generali del Maine) vengono assegnati ai democratici. Quindi Trump sta perdendo qualcosa che con buone probabilità avrebbe perso comunque.

Da quanto ho capito, ci sono delle cose complicate nelle elezioni americane, come i delegati, che possono avere un peso nella nomina del presidente. E credo che sia in queste altre cose astruse che Trump e i repubblicani saranno realmente danneggiati dall'esclusione.



Una cosa sono le elezioni presidenziali e un'altra le primarie. I grandi elettori sono quelli che alla fine eleggono il presidente, ma nelle primarie, i rappresentanti del partito dei singoli stati esprimono le loro preferenze per uno o un altro candidato del partito alle elezioni presidenziali. Quindi, nonostante che il Maine è prevalentemente uno stato vicino ai Democratici, nelle primarie del Partito Repubblicano possono comunque esprimere la loro preferenza per il candidato che poi dovrà concorrere.
Le primarie si svolgono in ognuno dei cinquanta stati dell'Unione, non solo in quelli a maggioranza di uno dei partiti.
Il non potere fare campagna per le primarie del proprio partito è un handicap, perché molti indecisi potrebbero cambiare idea durante i comizi.

I Grandi Elettori vengono espressi durante il voto delle elezioni presidenziali, non in quello delle primarie.


[Edited by rufusexc 1/5/2024 12:41 PM]



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rufusexc, 5/1/2024:


Una cosa sono le elezioni presidenziali e un'altra le primarie.


Chiaro, era solo che prima mi parevi aver fatto un po' di confusione.


rufusexc, 5/1/2024:


I grandi elettori sono quelli che alla fine eleggono il presidente, ma nelle primarie, i rappresentanti del partito dei singoli stati esprimono le loro preferenze per uno o un altro candidato del partito alle elezioni presidenziali. Quindi, nonostante che il Maine è prevalentemente uno stato vicino ai Democratici, nelle primarie del Partito Repubblicano possono comunque esprimere la loro preferenza per il candidato che poi dovrà concorrere.
Le primarie si svolgono in ognuno dei cinquanta stati dell'Unione, non solo in quelli a maggioranza di uno dei partiti.


Mai messo in discussione anche questo.


rufusexc, 5/1/2024:


Il non potere fare campagna per le primarie del proprio partito è un handicap, perché molti indecisi potrebbero cambiare idea durante i comizi.


Uhm... E' nel Maine (e in Colorado) che Trump (forse) non può tenere comizi. Negli altri stati, dove concorre legittimamente alla elezione a presidente, potrà invece fare quel che gli pare.

Quindi sono prevalentemente gli indecisi repubblicani del Maine (e del Colorado) a poter cambiare idea, ma presumo che (nelle elezioni generali) o si asterranno o voteranno comunque per un candidato repubblicano. Insomma, lo trovo difficile che un trumpiano voti un candidato dello schieramento opposto.

Detto questo, si torna ai 4 grandi elettori del Maine, e io non capisco cosa di rilevante dovrebbe cambiare, in Maine o in tutti gli USA.



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1/13/2024 3:11 PM
 
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Sono giorni difficili per il nostro eroe. Pare non esserci settimana in cui non gli capiti qualche nuovo guaio. L'ultimo è questo:


L'ex presidente è stato condannato a pagare al New York Times quasi 400.000 dollari in spese legali per una causa da 100 milioni persa dall'ex presidente.
[...]
Il tycoon aveva accusato il giornale e la nipote Mary Trump, di "complotto" al fine di ottenere i suoi documenti fiscali nel 2018 (per una serie di articoli che hanno vinto il premio Pulitzer).

In particolare la causa sosteneva che tre giornalisti avevano perseguitato incessantemente la nipote, con la quale l'ex presidente è in rotta da tempo, e l'avevano convinta a consegnare i documenti "per vendetta".
Il giudice democratico Robert Reed ha bocciato la causa, giudicando le argomentazioni non valide e riconoscendo "il diritto dei giornalisti a impegnarsi nel loro lavoro in virtù del primo emendamento della Costituzione".

(ANSA)



Siccome non si tratta dell'unico attacco al patrimonio di Trump, non credo sia una somma da cui si separerà tanto volentieri.
[Edited by thors 1/13/2024 3:12 PM]



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1/14/2024 8:55 AM
 
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Certo che ne capitato parecchie.

Ho letto che in una sua dichiarazione ha detto che vuole "graziare" quelli dell'assalto e uscire dalla Nato.



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1/21/2024 10:42 AM
 
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Ieri mi è giunta una notizia non recentissima ma molto preoccupante.

«Project 2025», il piano di Trump che minaccia la svolta autoritaria: funzionari cacciati e vendette giudiziarie

In poche parole, nel precedente mandato, Trump ha avuto grossi problemi nell'imporre le proprie idee "radicali", perché altri repubblicani in posizioni di rilievo gli si sono opposti. Questo girò, però, si è preparato a dovere: qualunque figura che sia nominabile dalla Casa Bianca verrà rimpiazzata con una persona fedele all'America First (si parla di 4.000 posti, tra governo e agenzie federali), e stessa sorte toccherà a chiunque non sia un fedelissimo e possa essere licenziato (e questi sono qualcosa come 50 mila funzionari con incarichi amministrativi).
Non è finita, perché Trump ha il dente avvelenato con la giustizia, e le ragioni sono ben evidenti, perciò ne intende "militarizzare" il ministero, rimaneggiando anche qui l'organico.

Se vince, questa volta distruggerà la NATO per davvero e farà un gran casino nella società statunitense.
Le possibilità migliore per scongiurarlo sembra essere questa: che i democratici vadano in massa alle primarie repubblicane e votino per Nikki Haley. C'è davvero da aver paura.




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1/21/2024 5:16 PM
 
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Il suo modo di comportarsi è assurdo, è un egocentrico narcisista.
Purtroppo, ci sono molti Americani che gli danno retta, non capendo che invece di unire, lui sta dividendo il Paese. Rischia di fare scoppiare una seconda guerra civile negli USA.
Storicamente, è dimostrato che non puoi chiuderti in te stesso come nazione, prima o poi devi fare i conti con il resto del mondo.
Basterebbe che alle elezioni presidenziali andassero tutti a votare, non solo tutti i democratici, ma anche tutte le "minoranze etniche" contro Trump, visto che lui è più vicino, sia per origini della famiglia che per via dell'attuale moglie, alle posizioni dei suprematisti bianchi.

Certo è assurdo, noi ci lamentiamo del nostro sistema giudiziario, ma in quattro anni ancora non sono riusciti a fargli il processo per quello che è avvenuto a Capitol Hill...



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1/26/2024 9:08 AM
 
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Un corposo aggiornamento offerto dall'ANSA:


Donald Trump non è riuscito a chiudere la partita per la nomination in New Hampshire.

E ora punta tutto sulla South Carolina, lo stato di cui la rivale Nikki Haley era governatrice, cercando nel frattempo di infliggere un colpo anche a Joe Biden. Ma prima sale sul banco dei testimoni nel processo per diffamazione della scrittrice E. Jean Carroll: la sua testimonianza dura pochi minuti ed è vincolata dai rigidi paletti imposti dal giudice Lewis Kaplan. Limiti che ha criticato a voce alta - "non la conosco, non so chi sia" - ed è stato ripreso dal giudice.

Sul banco dei testimoni, l'ex presidente ha giurato poi si è messo seduto e ha risposto a tre domande del suo avvocato. "Volevo solo difendermi, difendere la mia famiglia e, francamente, la presidenza", ha risposto al legale che gli chiedeva se avesse mai voluto danneggiare Carroll. Trump ha quindi confermato al "100%" la sua precedente testimonianza sul caso: la scrittrice infatti a suo avviso aveva detto cose che riteneva "accuse false". Poi si è alzato e la corte si è aggiornata a venerdì per le arringhe finali. Lasciando l'aula insieme al suo avvocato l'ex presidente è stato sentito lamentarsi apertamente per la sua impossibilità di esprimersi: "Questa non è l'America".

La sua apparizione in tribunale è stata una parentesi nello scontro con Haley, nei confronti della quale ha intensifica gli attacchi, arrivando a minacciare chi la finanzi. "Chiunque da questo momento in poi contribuirà a 'Birdbrain'", il soprannome che ha Trump ha affibbiato a Haley, "sarà in modo permanente escluso da Maga. Non vi vogliamo, non vi accetteremo perché noi mettiamo l'America First", ha scritto l'ex presidente sul suo social Truth, facendo trapelare tutta la sua frustrazione per il mancato ritiro dalla corsa alla Casa Bianca dell'ex governatrice della South Carolina. Difficilmente comunque Trump riuscirà a dar seguito alla sua minaccia visto che - è il parere degli osservatori - la sua campagna elettorale ha bisogno di finanziamenti e non sarà nella posizione di dire no, considerate anche le spese legali dell'ex presidente.

All'intimidazione di Trump, Haley ha risposto con ironia: "Se è così allora continuate a effettuare donazioni nei miei confronti", ha replicato su X osservando come la sua campagna elettorale nelle ultime 24 ore ha raccolto un milione di dollari. Fra lo staff e i finanziatori dell'ex ambasciatrice all'Onu c'è ottimismo: i risultati di Iowa e New Hampshire hanno portato alla luce le debolezze di Trump e aperto un pertugio per la rivale. Una strada accidentata e in salita che Haley non intende mollare, pur consapevole che il South Carolina per lei è difficile da conquistare. Proprio per questo è già impegnata in una girandola di appuntamenti e incontri nel suo stato per convincere gli elettori di essere l'alternativa migliore nonostante Trump la descriva come un "impostore".

Mentre Haley e Trump sono presi a darsi battaglia, Joe Biden spinge sull'acceleratore della sua campagna elettorale, consapevole che l'ex presidente sta già lavorando dietro le quinte contro di lui. Trump infatti sta facendo pressione sui senatori repubblicani affinché boccino qualsiasi accordo sull'immigrazione, al quale sono legati anche gli aiuti all'Ucraina e Israele. Mitch McConnell, il leader dei conservatori in Senato sostenitore degli aiuti all'Ucraina, ha ammesso in un incontro a porte chiuse come la situazione rappresenti un "dilemma" e sta ora valutando le alternative, fra le quali scomporre il pacchetto in modo da svincolare i migranti e il confine con i fondi all'Ucraina. Il pressing di Trump, motivato dal non voler concedere a Biden alcuna vittoria, non è comunque ben recepito dai senatori perché ritengono che il blocco di un'intesa sarebbe dannoso per il Paese.

Una manovra lontano dai riflettori che non macchia la buona giornata di Biden in Wisconsin per regalarsi un 'giro della vittoria' dopo i dati sul Pil americano del quarto trimestre e del 2023, che hanno mostrato un'economia in corsa, più resiliente delle attese. Un dato che è un'iniezione di fiducia per Biden, convinto da tempo che la sua 'Bidenomics' non sia mai stata adeguatamente apprezzata.



Io non ci credo più di tanto, però spero nella Haley. Trent'anni in meno di Trump e Biden, un atteggiamento relativamente moderato. Sì, mi pare il miglior candidato ancora in corsa per la presidenza.



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1/27/2024 8:55 AM
 
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Una giuria di Ny ha condannato Donald Trump a pagare 83,3 milioni di dollari di risarcimento per aver diffamato la scrittrice Jean Carroll negando nel 2019 - quando era presidente - una aggressione sessuale di quasi 30 anni fa in un lussuoso grande magazzino della Grande Mela.
Carroll aveva chiesto 24 milioni.

(ANSA)



Bene, uno dei novanta procedimenti in corso pare essersi concluso con una condanna. Chissà se i 60 milioni che dovrà sborsare in più del previsto sono frutto dei suoi modi strafottenti...



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Re:
thors (ethors), 27/01/2024 08:55:


Una giuria di Ny ha condannato Donald Trump a pagare 83,3 milioni di dollari di risarcimento per aver diffamato la scrittrice Jean Carroll negando nel 2019 - quando era presidente - una aggressione sessuale di quasi 30 anni fa in un lussuoso grande magazzino della Grande Mela.
Carroll aveva chiesto 24 milioni.

(ANSA)



Bene, uno dei novanta procedimenti in corso pare essersi concluso con una condanna. Chissà se i 60 milioni che dovrà sborsare in più del previsto sono frutto dei suoi modi strafottenti...



Probabile, anche se da quando è partito il movimento "MeToo" sulle molestie sessuali sono diventati più rigidi e severi.





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Re:
thors (ethors), 26/01/2024 09:08:

Un corposo aggiornamento offerto dall'ANSA:


Donald Trump non è riuscito a chiudere la partita per la nomination in New Hampshire.
...
Mentre Haley e Trump sono presi a darsi battaglia, Joe Biden spinge sull'acceleratore della sua campagna elettorale, consapevole che l'ex presidente sta già lavorando dietro le quinte contro di lui. Trump infatti sta facendo pressione sui senatori repubblicani affinché boccino qualsiasi accordo sull'immigrazione, al quale sono legati anche gli aiuti all'Ucraina e Israele. Mitch McConnell, il leader dei conservatori in Senato sostenitore degli aiuti all'Ucraina, ha ammesso in un incontro a porte chiuse come la situazione rappresenti un "dilemma" e sta ora valutando le alternative, fra le quali scomporre il pacchetto in modo da svincolare i migranti e il confine con i fondi all'Ucraina. Il pressing di Trump, motivato dal non voler concedere a Biden alcuna vittoria, non è comunque ben recepito dai senatori perché ritengono che il blocco di un'intesa sarebbe dannoso per il Paese.

Una manovra lontano dai riflettori che non macchia la buona giornata di Biden in Wisconsin per regalarsi un 'giro della vittoria' dopo i dati sul Pil americano del quarto trimestre e del 2023, che hanno mostrato un'economia in corsa, più resiliente delle attese. Un dato che è un'iniezione di fiducia per Biden, convinto da tempo che la sua 'Bidenomics' non sia mai stata adeguatamente apprezzata.



Io non ci credo più di tanto, però spero nella Haley. Trent'anni in meno di Trump e Biden, un atteggiamento relativamente moderato. Sì, mi pare il miglior candidato ancora in corsa per la presidenza.




Non so quanto sia credibile che Trump chieda ai senatori repubblicani di "bocciare" gli aiuti a Israele, perché facendo così si inimicherebbe tutta la comunità ebraica americana e, visto che in mano loro c'è tra le altre cose la finanza, sarebbe come suicidarsi.






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