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ADV e caos normativo: le regole x viaggiare

Last Update: 7/30/2021 12:00 AM
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7/29/2021 4:38 PM
 
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ADV e caos normativo: le regole x viaggiare

Cosa vuol dire viaggiare sicuri oggi ed essere assicurati? Quando una adv vende un viaggio dovrebbe immaginare anche le eventuali criticità che possono sopraggiungere durante il viaggio stesso e, ovviamente conoscerne la soluzione, ma anche quali sono le responsabilità collegate. Deve chiedersi cosa voglia dire gestire al meglio il cliente, se gli sta proponendo la migliore soluzione, non solo sul fronte commerciale, ma anche di tutela dei rischi che può correre. “Da un lato l’adv deve conoscere cosa vuol dire valutare un rischio e conoscere la soluzione per dare risposte adeguate e avere una assistenza che prosegue durante il viaggio. In questi giorni – fa presente Gabriele Milani, direttore nazionale Fto – stiamo avendo le prime risposte concrete di rischi mai affrontati prima d’ora. Per esempio cosa succede se il nostro cliente fa un tampone che poi risulta positivo una volta partito? Se succede a lui o a un membro della famiglia…”, esemplifica Milani. Oggi le adv si trovano a dover fare i conti “con rischi fino ad ora mai affrontati, ci sono una serie di situazioni nuove che emergono causa pandemia con cui fare i conti, a cui dare risposte concrete ed immediate e con cui ora le adv prendono confidenza tra tamponi, regole per andare all’estero, per tornare in Italia, burocrazia, assistenza, quarantene e costi straordinari da sostenere, cosa è stato fatto in termini di copertura assicurativa”, fa presente Milani, che invita le adv a “studiare la normativa per dare le risposte giuste ai clienti”. Certo, “la gestione del rischio l’abbiamo sempre affrontata, ma la parte Covid è nuova e in qualità di organizzatori abbiamo anche una serie di esposizioni”. Da qui anche la nuova campagna di comunicazione che Fto ha lanciato #Prenotainagenzia. Una campagna che vale per il mercato, “abbiamo ritenuto utile partire con un discorso di comunicazione che porti nuovi clienti nelle adv in una fase dove non è facile conoscere tutte le normative”.

Il caos normativo

Partiamo da un presupposto e cioè che “il Codice del turismo non è nato per affrontare una situazione di crisi del turismo mondiale di pandemia – specifica l’avvocato Camilla Monese, consulente legale Fto -, quella che stiamo vivendo è una incognita per tutti, una fase delicata, con tante incertezze, nonostante sia passato un anno e mezzo ci aspettavamo un’estate diversa, che vede anche una scadenza di regole a fine luglio con il Dpcm 2 marzo valido fino al 31 luglio 2021. Certamente tutte queste polemiche sul Green pass non aiutano il settore”, fa presente Monese e a suo dire “sarà difficile avere delle certezze per l’autunno, essendo tutto in divenire”. Come esempio pratico cita due Paesi che prende a riferimento, cioè Regno Unito e Israele che vede “40 giorni avanti a noi” e come esempio di come potranno evolvere le cose.
L’intento cui aspira Monese è quello di poter dare alle adv “un po’ di serenità nelle vendite e qualche certezza in più in questo caos normativo con le regole che sono in fase di revisione – specifica la consulente di Fto -, ci sarà conseguentemente una circolare di Fto di aggiornamento in merito”.

Le regole per i viaggi in Italia

Quanto alle regole per i viaggi in Italia, si fa riferimento al Dpcm del 2 marzo 2021 in scadenza a fine luglio, “vedremo se sarà prorogato o se ce ne sarà uno nuovo riscritto”. I riferimenti vedono anche il Decreto riaperture Dl 52 del 22 aprile 2021, con gli allentamenti Dl 65 18 maggio. Sul sito del governo si trovano tutte le informazioni”. Il consiglio che Monese dà più volte alle adv è quello di verificare “le diverse ordinanze regionali e delle Province di Trento e Bolzano” e consiglia anche di “invitare i clienti a ricontrollare se ci sono novità prima della partenza”. Inoltre, sono in fase di revisione i parametri per classificare le regioni in bianca, gialla, verde, rossa, dando più importanza ai ricoveri che ai contagiati.

Sul fronte dei viaggi e degli spostamenti in Italia, tra le varie regole in vigore Monese ricorda che non è necessario il Green pass o il vaccino o il test per muoversi nel nostro Paese, anche se in aereo, se si viaggia tra zone bianche, salvo se previsto da ordinanze regionali. La certificazione verde serve per spostarsi tra regioni arancioni e rosse o in altre occasioni quali matrimoni, eventi pubblici, Rsa, ma non solo. Inoltre, si è in attesa della modifica della validità a partire dalla seconda dose e non più dalla prima come all’inizio. Dal 1° luglio è valida come Eu digital Covid certificate e potrà essere usata per facilitare gli spostamenti nella Ue e nell’Area Schengen, “sarà disponibile in formato digitale e cartaceo, con QR code per autentificarne la veridicità, sarà rilasciato gratuitamente. Il regolamento europeo 953 disciplina il certificato, dal 1° luglio al 12 agosto si può usare anche solo la versione cartacea di avvenuta vaccinazione per spostarsi. Dopo il 12 agosto saranno necessari il Qr e il Green pass per viaggiare all’estero”.

Chi controlla il Green pass?

Tra le domande più frequenti poste dalle adv vi è se sono tenute a verificare se il cliente è o non è vaccinato e in possesso del Green pass. “Le adv non devono controllare la validità del Green pass – precisa Monese -. La verifica della certificazione verde prevede l’uso di una app di verifica nazionale che attesta autenticità e validità della certificazione, che funziona anche offline e non memorizza le informazioni”. Ovviamente non tutti possono verificare il Green pass, ma solo determinate figure che sono “pubblici ufficiali, strutture ricettive, personale addetto ai servizi di controllo di attività di intrattenimento e spettacoli aperti al pubblico, proprietari di locali e gestori di strutture Rsa”.
Si sa che le adv hanno degli obblighi informativi nel caso di vendita del pacchetto, nel caso di vendita di singolo servizio non c’è una normativa specifica che preveda l’obbligo, ma, fa presente Monese, “l’adv è il professionista a cui si rivolge il cliente pertanto vale sempre la pena comunicare l’informazione, anche se acquista solo un volo sarebbe bene informarlo in merito al suo viaggio”.

Viaggi all’estero

Per i viaggi all’estero si fa riferimento al Dpcm 2 marzo 2021 più l’ordinanza del ministero della Salute (14 maggio-18 giugno), regole che sono valide fino al 30 luglio. Gli Stati sono suddivisi in 5 elenchi dalla A alla E, anche se l’elenco B non esiste, quindi in realtà sono 4, “ a cui si applicano diverse misure. Alcuni Paesi sono sottoposti a misure speciali (Gran Bretagna, Bangladesh, Brasile, India, Sri Lanka da verificare sempre nella scheda Paese di Viaggiaresicuri)”.

La mappa Ecdc

Un suggerimento utile per le adv è la possibilità di consultare la mappa Ecdc, che dà “l’idea di cosa potrebbe avvenire nel prossimo futuro, in quanto il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie pubblica ogni settimana una mappa degli Stati con i dati sul tasso di notifica dei casi, dei test effettuati e del tasso di positività – spiega Monese -. C’è poi la mappa combinata che è molto utile da consultare”. Ci sono info sull’andamento delle varianti, quali sono, quali bloccate dai vaccini, ci sono le schede per ciascun Stato dei continenti.

Le doppie regole

Le regole sono doppie. In che senso? Nel senso che ci sono quelle di ingresso nello Stato di destinazione che sono da ricercare sul sito Viaggiaresicuri. A tal proposito è importante cliccare e leggere tutti i link segnalati dalla Farnesina, fa presente Monese. Poi ci sono le regole per rientrare in Italia (Plf e certificazione verde).
Monese si sofferma, tra i vari punti illustrati, sui minori che viaggiano “con almeno un genitore o con un accompagnatore che sia in possesso di una delle certificazioni previste non sono tenuti ad effettuare, laddove previsto, l’isolamento fiduciario. Ai fini dell’ingresso nel territorio nazionale i bambini con età inferiore ai 6 anni sono esentati dall’effettuazione del test molecolare o antigenico”.

Il Plf

Dplf, ossia Digital passenger locator form. Che cosa è? Dal 24 maggio 2021 “chiunque faccia ingresso in Italia, per una qualsiasi durata e tramite qualsiasi mezzo di trasporto, da Stati o territori esteri prima dell’ingresso in Italia si è tenuti a compilare il modulo per la localizzazione in formato digitale, Dplf”. In esso sono raccolte “le informazioni di contatto e le specifiche sull’indirizzo della permanenza dei viaggiatori in territorio nazionale, per permettere all’Autorità sanitaria italiana di contattarli tempestivamente, qualora esposti a una malattia infettiva diffusa. Nel caso di viaggio in aereo il vettore dovrà verificare l’avvenuta compilazione del Dplf prima dell’imbarco, la mancata compilazione comporta il diniego all’imbarco”.
“E’ una incombenza che deve fare il viaggiatore e non l’adv”, Monese lo precisa bene, l’adv deve informarlo, questo sì, ma non sta a lei compilarlo. Ogni Paese ha la sua piattaforma. L’invito è di controllare su Viaggiaresicuri che è costantemente aggiornato.

Ci sono due deroghe sul Plf, cioè due casi in cui non è richiesto. Come spiega Monese la compilazione non è richiesta “in caso di rientro nel territorio nazionale a seguito di permanenza di durata non superiore a 48 ore in località estere situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo di residenza, domicilio, abitazione, purchè lo spostamento sia con mezzo privato”. Il secondo caso è “per la permanenza di durata non superiore alle 48 ore in località del territorio nazionale situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo di residenza, domicilio, abitazione purchè lo spostamento sia con mezzo privato”.

Informative

Un’ultima menzione viene fatta su due informative. Una è quella che ha fatto tanto parlare di sé ed è quella della Farnesina. Ripresa da tanti organi di stampa, invitava a considerare che “qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio di carattere sanitario (…)”. Monese precisa che “uno sconsiglio soft esisteva da mesi nel sito esteri.it alla sezione Coronavirus si apriva l’informativa, pertanto in realtà non è nulla di nuovo, solo che ora è pubblicata in modo più visibile”.
Un’altra informativa è quella Covid, “che è opportuno che venga consegnata. Bisogna adempiere agli obblighi informativi, dare i riferimenti normativi ai viaggiatori”. Monese fa presente che è da utilizzare “insieme all’altra documentazione contrattuale”.


www.guidaviaggi.it/2021/07/28/adv-e-caos-normativo-le-regole-per-vi...
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7/29/2021 5:25 PM
 
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Non ci si capisce niente ..tutto e il contrario di tutto
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7/30/2021 12:00 AM
 
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mi è capitato di leggere tra i vari articoli sull'argomento che x spostamenti in aereo convoli nazionali oltre al green pass ci vuole anche autocertificazione
che assurdità
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