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Concittadino morto presso ospedale C.R.I. n. 51

Last Update: 2/11/2021 6:22 PM
12/11/2020 3:22 PM
 
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Concittadino morto presso ospedale C.R.I. n. 51
Salve,
to cercando il luogo di sepoltura di

PANCHETTI DANTE
di David e di Rosa Bertini
Nato il 25-10-1898 a San Miniato
Morto il 23-09-1918 all’ospedale di guerra n. 51 (della C.R.I) per malattia
Soldato 2° Reggimento di Artiglieria da montagna (matricola 10108),

Mi risulta sia stato sepolto da prima a Breganze (sul documento scritto Bregame).
In un documento si dice che morì all’ospedale di Vicenza.
Invece in altri documenti ancora ho trovato che morì all'ospedale di guerra n. 51 della C.R. che nel 1918 si trovava a Breganze (già Calcinara).
Qualcuno mi ha detto che potrebbe essere stato inumato presso il Sacrario di Bassano del Grappa tra gli Ignoti, perché i morti di quella zona furono da prima portati al cimitero di Posina e in seguito a Bassano.
In realtà ho visto che molti dei morti di Breganze (zone limitrofe) e inumati nei cimiteri intorno a queste località, furono traslati ad Arsiero e anche, credo, ad Asiago.
Secondo voi dove potrebbe essere inumato il mio concittadino?
Grazie
Manuela




12/14/2020 7:39 PM
 
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Al Sacrario di Asiago è sepolto PANCHETTI Guido 2° Artiglieria da Montagna, morto a Breganze l'8.12.1919
Certo le coincidenze ci sono.
Paolo
12/15/2020 9:51 AM
 
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Invece in altri documenti ancora ho trovato che morì all'ospedale di guerra n. 51 della C.R. che nel 1918 si trovava a Breganze



Dal nostro sito sulla sanità che riporta gli elenchi ufficiali degli strutture sanitarie si conferma che l'ospedale di guerra n. 51 della C.R.I nel settembre del 1918 si trovava a Breganze
-----------------------------------------
"Sarai mondo..se monderai lo mondo!"
12/26/2020 10:51 AM
 
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Buongiorno Manuela,

premetto che non ho notizie circa il luogo di inumazione del suo concittadino.

Tuttavia vorrei sottoporle una breve riflessione frutto di alcune ricerche condotte in redazione:

Nell'Albo d'Oro dei Caduti abbiamo rinvenuto 78 nominativi di militari deceduti all'Ospedale Militare n. 51 della C.R.I. durante il 1918.

Dei 78 caduti, 45 sono stati traslati al sacrario di Asiago e ne abbiamo trovato riscontro nell'elenco.
Dei rimanenti 33 non abbiamo trovato il luogo di sepoltura né ad Asiago né negli elenchi dei tumulati nel Campo Militare del cimitero di Arsiero, nel Sacrario Militare di Schio e nel Tempio Ossario di Bassano (in realtà abbiamo rinvenuto due caduti, uno tumulato a Schio e l'altro a Bassano, che coinciderebbero con i nominativi indicati come deceduti al 51 di Breganze).

È interessante notare che la maggioranza dei militari ritrovati ad Asiago sono deceduti tra settembre ed ottobre 1918 e per malattia (in quel periodo imperversava la "Spagnola").

Una precisazione in merito al soldato d'artiglieria PANCHETTI GUIDO tumulato ad Asiago:
egli nacque a Montelupo Fiorentino il 20 luglio 1898 e morì l'8 dicembre 1919 all'ospedale da campo 206.
Presumo che lei abbia già verificato questi dati.

Un'ultima considerazione che scaturisce da una recente ricerca sui caduti di Forte Verena del 12 giugno 1915.
Abbiamo rilevato che almeno uno di quei caduti, inizialmente sepolto ad "Asiago Militare", fu esumato e traslato nel cimitero del paese d'origine.
Questo tipo di traslazione ha contribuito ad aumentare il numero dei caduti per i quali il Commissariato (OnorCaduti) non ha potuto recuperare informazioni sul luogo della sepoltura. Questa evenienza, antecedente all'istituzione dei grandi Sacrari e al trasferimento delle salme dei caduti dai vari cimiteri di guerra, comunque, nulla toglie all'enorme numero dei dispersi senza nome.

Mi scuso per essermi dilungato e spero che, nel frattempo, sia riuscita ad ottenere le informazioni che stava cercando.

Un cordiale saluto.

Silvano

"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
12/28/2020 8:57 AM
 
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Buongiorno,
la ringrazio per le notizie che mi ha dato, mi aiutano molto a capire come "funzionavano" le inumazioni. E le indicazioni che mi ha dato mi sono utili per verificare anche le sepolture in base alle notizie che ho io
A tal proposito ho ancora molti, a molti dubbi, su diversi miei caduti.
Ad esempio:
- un caduto di nome Agi Oreste, morto a Mossa il 6-04-1916, penso sia stato sepolto a Oslavia o Redipuglia tra gli ignoti, ma non so di preciso quale dei due Sacrari
- un altro caduto Emilio Agrestini morto il 21-11-1917, sul monte Fontanasecca dove potrebbe essere sepolto? A Monte Grappa o a Asiago?
- I caduti sul Vertoiba nell'agosto 1916 dove sono stati inumati?
- un altro caduto di nome Ugo Antonini morto il 13-11-1915 risulta morto sulle Pendici Orlando, dove potrebbe essere stato inumato?
Insomma i dubbi sono tanti.
Secondo la vostra esperienza e conoscenza quali potrebbero essere i Sacrari dove sono i resti di questi miei concittadini?
Grazie
Manuela

1/6/2021 12:48 AM
 
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Buonasera Manuela,
rispondiamo, per quanto possibile, alle sue domande.

Per Agi Oreste, se deceduto a Mossa, supponiamo la inumazione al sacrario di Oslavia.
Motivo di questa supposizione deriva dal numero di traslazioni fatte da Mossa a Oslavia (oltre un migliaio) ben superiori alle poche unità traslate a Redipuglia.
Tra i deceduti a Mossa e ritrovati a Oslavia ci sono pure diversi fanti dell'11° Reggimento fanteria.
Tuttavia non abbiamo informazioni certe circa la gestione delle salme ignote da parte della Commissione Nazionale per le Onoranze ai Militari d'Italia.
Segnaliamo, ma penso l'abbia già notato, che nell'Albo d'Oro dei caduti, il soldato Agi Oreste risulta deceduto presso la 12^ Sezione di Sanità che in quel momento si trovava a Cormons (7 km a ovest di Mossa).
In questo caso dovremmo invece supporre una traslazione a Redipuglia (dal cimitero "Cormons Militare" furono traslate circa 3000 salme contro le poche verso Oslavia).

Per l'alpino Agrestini Emilio, caduto sul Monte Grappa (il Fontana Secca è sulla dorsale del massiccio in direzione nord-est e attraversato dall'Alta Via degli Eroi)
pur non avendo trovato il suo nominativo tra i tumulati nel Sacrario, crediamo che sia uno degli oltre ventimila ignoti lì riuniti.
Abbiamo, solo per rigorosa verifica, vagliato l'ipotesi di una tumulazione ad Asiago ma, oltre a non aver ritrovato il nominativo di Agrestini, pensiamo sia davvero improbabile che si possa trovare tra gli ignoti di quel Sacrario.
Una remota possibilità esisterebbe solo se Agrestini non fosse deceduto in combattimento ma presso uno degli ospedali in pianura (soprattutto quelli dell'area veneziana: Mestre, Stra, Zelarino...). I deceduti presso questi ospedali sono stati tumulati ad Asiago come tutti i caduti dell'Altopiano.

Per Antonini Ugo non abbiamo trovato riscontro per il luogo indicato come "Pendici Orlando".
Nell'Albo d'Oro dei Caduti, Antonini risulta disperso in combattimento ad Oslavia.
Il luogo è coerente con la zona di operazioni del 73° Reggimento Fanteria che, dal 17 agosto al 3 dicembre 1915, si trovava nel settore Sabotino-Oslavia.
È ragionevole credere che purtroppo non ci sia un luogo di sepoltura per un corpo rimasto esposto agli scempi della guerra che, in quella zona, continuarono per parecchi mesi.
Eventuali poveri resti sarebbero stati sicuramente inumati a Oslavia.

Per quanto riguarda i soldati deceduti a Vertoiba abbiamo informazioni certe, derivanti dalla ricerca fatta sugli elenchi dei tumulati nei sacrari Friulani, che i caduti di quella zona sono stati traslati a Oslavia.

Siamo rammaricati di non aver potuto fornire informazioni certe sui caduti per i quali sta svolgendo ricerche.
Sappiamo quanto sia sconfortante non riuscire a trovare risposte. Troppe volte abbiamo vissuto questa frustrazione durante le nostre ricerche.
"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."

Un saluto cordiale

Silvano e Paola (La Guerra all'Orizzonte)

"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
1/7/2021 3:02 PM
 
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Tante incertezze sulle sepolture
Buonasera Paola e Silvano,
grazie per le vostre riflessioni e suggerimenti.
Vorrei chiedervi se anche voi concordate con me, o se avete delle osservazioni da fare "sull'individuazione" di queste altre sepolture.
Ho fatto le seguenti supposizioni basandomi su: data decesso, luogo (se c'era), posizione del Reggimento:

ANZINI (ANSINI) CESARE
nato il 18-11-1894 a San Miniato
Morto il 21-11-1915.
Dichiarato disperso in combattimento sul medio Isonzo forse nel tentativo di conquistare la cima dello Javoreck e della Colletta del Golabar
Sepolto probabilmente al Sacrario di Caporetto tra gli Ignoti
Soldato 11° Reggimento Bersaglieri Ciclisti

BAGGIANI OTTAVIO di Paolino e di Emilia Parrini.
Nato l’8-07-1893 nel comune di Montopoli in Valdarno.
Morto il 14-12-1915 sul settore Tolmino per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto probabilmente a Caporetto tra gli Ignoti.
Soldato 90° Reggimento

BENINSEGNI OSMAN di Giuseppe e di Caterina Giomi.
Nato il 21-09-1899 a San Miniato.
Morto il 15-06-1918 sul Piave.
Dichiarato disperso dopo il combattimento, forse nella battaglia che fu chiamata “del Solstizio”.
Sepolto probabilmente presso il Sacrario Militare di Fagarè San Biagio di Callalta (TV) tra gli Ignoti.
Soldato 202° Reggimento di Fanteria.

BERNI ANGIOLO di Giovacchino e di Palmira Pertici.
Nato il 28-09-1886 a San Miniato.
Morto il 3-07-1916.
Dichiarato disperso sul Carso in combattimento.
Sepolto probabilmente presso il Sacrario Redipuglia tra gli Ignoti.
Soldato 21° Reggimento di Fanteria.

BERTINI GIOVANNI di Cammillo e di Anna Bartoli.
Nato il 13-05-1893 a San Miniato.
Morto il 24-10-1917 sul Carso per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto probabilmente nel Sacrario di Oslavia tra gli Ignoti.
Soldato 266° Reggimento di Fanteria.

PRIORI EMILIO di Lorenzo.
Nato il 29-03-1886 a San Miniato.
Morto il 22-09-1916 sul medio Isonzo per le ferite riportate in combattimento
Sepolto probabilmente da prima all’Ossario di Castagnevizza poi presso il Sacrario di Redipuglia tra gli Ignoti.
Caporal Maggiore 11° Reggimento Fanteria.
La Brigata Casale (11° e 12° Reggimento) in quel momento si trovava praticamente bloccata nelle posizioni assegnate e prese parte alla settima battaglia dell’Isonzo schierandosi tra Vertoiba e Merna. Ho pensato che Emilio fosse sepolto a Redipuglia per questo (non collocandolo a Oslavia, ma forse ho sbagliato)

Mi conforta molto di potermi confrontare con voi che siete molto più esperti di me e avete una conoscenza più approfondita dei luoghi dove si sono svolte le battaglie
Se mi fate sapere cosa ne pensate, mi sarebbe davvero di conforto.
Grazie mille
Manuela


1/14/2021 1:47 PM
 
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Buongiorno Manuela...
non c'eravamo scordati di....

Anzini Cesare.
L'annotazione dell'appartenenza all' 11° Reggimento Bersaglieri ciclisti ci aveva un po' sviato dal momento che l'11° ciclisti, nel periodo dal 7 novembre al 17 dicembre 1915, si trovava in zona di riposo nell'area Fogliano - Mossano - Camino di Codroipo - Muzzana del Turgnano.
Poi, dal 18 dicembre 1915 e per quasi tutto il 1916, operò in linea, a parte ovviamente i periodi di riposo, nella zona di Vermegliano.
Vermegliano, Selz e Soleschiano sono le tre frazioni che compongono oggi il comune di Ronchi dei legionari.
Le trincee di Vermegliano si trovavano a est dell'Isonzo a metà strada, circa, tra il fiume e la linea di Doberdò quindi a più di 15 km a sud-est di Gorizia che segnava il limite di quell'area denominata Medio Isonzo
che comprendeva le Prealpi Giulie, i territori tra Tolmino (escluso) e Gorizia (compresa) interessando il Kolovrat, le Valli dello Judrio, del Natisone e del Torre, il Collio, la Bainsizza e l’altopiano di Ternova.

Nell'Albo d'Oro dei Caduti, però, Anzini Cesare risulta appartenere all'11° Reggimento Bersaglieri che, dal 18 al 28 novembre, con i battaglioni XXVII e XXXIX, fu impegnato nel tentativo di conquistare lo Javorcek (Javorscek) e, superando Sella Golobar, raggiungere lo sperone Nord Ovest del Vrsic.
Questo scenario è coerente con le sue supposizioni che crediamo corrette anche circa il luogo di tumulazione anche se, considerato il teatro bellico e gli eventi che si sono lì susseguiti, temiamo che, come in moltissimi altri casi, non sia stato possibile ritrovare i resti del caduto.
I feriti, poi deceduti, in quell'area affluivano a Dresenza (oggi Dreznica) e, soprattutto a Caporetto dove, solamente a novembre del 1915, erano attivi 1 ospedale da campo da 100 letti, 3 ospedaletti da 50 letti e 1 sezione di sanità con reparto carreggiato e someggiato.
Tutti i deceduti furono traslati al Sacrario di Caporetto dove furono tumulati anche più di 1.700 ignoti.


Baggiani Ottavio (Ottaviano)
90° Reggimento fanteria,
con l'89° costituiva la Brigata Salerno che passò tutto il 1915 di guerra in ripetuti, sanguinosi e infruttuosi assalti al famigerato Mrzli.

Mrzli, Merzli, Mrzlwrick, Smerli, nome storpiato nelle cronache, evocato quasi come una maledizione, divenne sinonimo di posizione impossibile, tanto da gettare nello sconforto anche ufficiali esperti, come un capitano della brigata Salerno che, prima di far ritorno in linea perde il controllo e di fronte ai suoi uomini:

"... urla ad un tratto, rosso e congestionato come un forsennato: non voglio esserci sullo Smerli, non ho voglia di morire senza scopo senza ottener nulla; perché lo Smerli non si prende: son sei mesi che siamo a battere e battere su questo chiodo di ferro e di morte. Più in là non si va: la vetta non si piglia."

(tratto dal libro: "Da Tolmino a Caporetto lungo i percorsi della grande guerra tra Italia e Slovenia" di Marco Mantini)


I fanti della Brigata Salerno caduti sul Mrzli furono traslati al Sacrario di Caporetto come pure eventuali ignoti caduti su quelle pendici.


Beninsegni Osman
202° Reggimento fanteria,
con il 201° costituiva la Brigata Sesia.
Il 15 giugno 1918, al momento dell’attacco austriaco, San Biagio si trova sotto il controllo dell’XI corpo d’armata e, in particolare, della 45a Divisione di fanteria, che con le brigate Sesia e Cosenza, controllava la linea del fronte Candelù - Salgareda. Le due brigate si batterono strenuamente per contenere il primo impeto austroungarico che, dopo il passaggio del Piave, aveva prodotto una penetrazione estesa anche se poco profonda.
Molino della Sega, C. Pasqualin, C. Pastori, erano i perni della difesa intorno ai quali infuriò maggiormente la battaglia.
La sera del 15 giugno, Fagarè, la località La Fossa, il Molino della Sega e il caposaldo di casa Pasqualini (nella frazione di Rovarè, loc. San Francesco), furono riconquistati.
Nella prima fase della Seconda battaglia del Piave (chiamata "del Solstizio" da D'Annunzio) dal 15 al 17 di giugno i due reggimenti della Brigata Sesia subirono la perdita di quasi 3500 uomini tra caduti e dispersi.
Dai primi luoghi di sepoltura a ridosso della prima linea (Candelù e La Fossa) i caduti di quella battaglia furono traslati al Sacrario di Fagarè della Battaglia come, verosimilmente eventuali resti di soldati ignoti ritrovati nella zona.



Berni Angiolo
21° Reggimento fanteria,
con il 22° costituiva la Brigata Cremona.
Agli inizi di luglio 1916 si trovava nella zona a nord est di Monfalcone impegnata negli assalti per la conquista delle Quote 85 e 121.
Nella giornata del 3 luglio il 21° Reggimento conquista Quota 85 dove resisterà con notevoli perdite anche al contrattacco austriaco della sera.
Ancora una volta dobbiamo considerare lo scenario bellico più volte devastato dalle battaglie successive.
Data la vicinanza alla zona dove verrà successivamente eretto il Sacrario di Redipuglia crediamo non ci siano dubbi circa il luogo di tumulazione dei caduti, noti e ignoti, di quelle battaglie.


Bertini Giovanni
266° Reggimento fanteria,
con il 265° costituiva la Brigata Lecce che, dal 23 al 27 ottobre 1917, ricevette l'incarico di coprire la ritirata della 31a Divisione attestandosi tra il Veliki Kribac e il Nad Logem.
L'area si trova a circa 8 km sud-ovest di Gorizia.
Vane sono state le nostre ricerche sui caduti dei due reggimenti durante quelle terribili giornate.
Era in corso il grande ripiegamento al Piave con tutte le considerazioni che possiamo fare in merito alla possibilità che i nostri caduti abbiano ricevuto adeguata sepoltura. Più probabilmente frettolose fosse comuni hanno accolto le loro spoglie.
È possibile che, in termini geografici, gli eventuali resti dei nostri caduti siano stati traslati a Redipuglia ma, ripetiamo, è un'indicazione derivante dalla maggior vicinanza dei luoghi di combattimento di quel periodo al sito dove fu eretto il Sacrario di Redipuglia.

Infine, per Priori Emilio...
per fortuna o per tenacia abbiamo individuato notevoli congruenze con i dati del soldato:

PINORI EMILIO DI LORENZO
Albo d'Oro: Toscana I - (Vol XXIII) (23)
Province: AR-FI-PT-SI(p)-FO(p)
Pagina: 660
Sub in Pagina: 7
Comune nascita: San Miniato
Provincia nascita: Firenze
Regione nascita: Toscana
Data nascita: 29 Marzo 1886
Grado in Albo: Caporale Maggiore
Reparto in Albo: 11 Reggimento Fanteria
Arruolamento: Distretto Militare Di Pistoia
Data Morte: 22 novembre 1916
Luogo Morte: Medio Isonzo
Causa Morte in Albo: Ferite Riportate In Combattimento

Noterà che, oltre al diverso cognome, anche il mese relativo al decesso non sono corrispondenti.
Tuttavia, come lei ben avrà avuto modo di constatare, anche l'Albo d'Oro dei Caduti non è privo di errori.
Questa evenienza l'abbiamo verificata più volte durante le nostre pluriennali ricerche.

Con il cognome "PINORI" abbiamo avviato un nuovo percorso di ricerca e alla fine.....
... al Sacrario di Redipuglia abbiamo ritrovato:

Caporal maggiore PINORI EMILIO
appartenente all' 11° Reggimento fanteria
esumato da Redipuglia dalla 91a tomba, della 12a fila nel 3° settore
data di morte incompleta e assegnata probabilmente d'ufficio (tale 00/11/1915) senza conferma.
Tumulato del Sacrario di Redipuglia
Nella tomba 29290 del 16° Gradone
come evidente a pagina 243/244 del registro - progressivo 54572.

Nella commossa speranza che i due nominativi altri non siano se non la stessa persona le consegniamo il risultato di questa ricerca nell'auspicio che possa servirle per i suoi studi e le sue ricerche.

Con i nostri migliori saluti.

Paola e Silvano
"La Guerra all'Orizzonte"

"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
1/18/2021 10:11 AM
 
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Buongiorno Paola e Silvano,
vi ringrazio di cuore.
Senza la vostra pronta osservazione avrei fatto la scheda di un cauto inesistente.
Infatti avevo trovato una foto con il nome di Priori Emilio, ma come da voi osservato le date corrispondevano tutte o quasi al caduto Pinori Emilio. Evidentemente chi ha fatto la foto ha poi messo un cognome sbagliato. Anche sull'Albo d'oro non esiste Priori bensì Pinori, ma dato che sull'Albo vi sono numerosi errori mi sono fidata della foto e di quello che riportava.
Dunque grazie ancora.
A questo punto continuo ad approfittarmi delle vostre conoscenze e ad inviarvi ancora alcuni dubbi che ho su altre sepolture.
Anche per queste mi sono orientata sul reggimento di appartenenza dei caduti, sulla data della morte, sull'ospedale dove erano morti, ecc.
Mi conforta potermi confrontare con qualcuno che ne sa molto più di me.
In questo caso i caduti dei quali ho supposto la sepoltura sono:

BUTI PRIMO
Nato il 21-08-1883 nel comune di Montopoli in Valdarno.
Morto il 12-04-1918 in prigionia per malattia all’ospedale di Naggstrarcas. Sepolto presso il cimitero centrale del lager.
Soldato 48° Reggimento Fanteria.
(DOVE SI TROVAVA QUESTO LAGER?).

CALVANI SABATINO
Nato il 28-05-1888 a San Miniato.
Morto l’8-11-1915 sul medio Isonzo.
Sepolto da prima sul Monte Plava, sul pendio di Quota 383, poi probabilmente traslato al Sacrario di Redipuglia tra gli Ignoti.
Soldato 126° Reggimento di Fanteria.

FONTANELLI GIUSEPPE
Nato il 10-09-1889 a San Miniato.
Morto il 16-11-1915 all’ospedaletto da campo n. 15 per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto probabilmente da prima al cimitero di Corsié poi forse traslato al Sacrario di Caporetto o a Udine.
Soldato 126° Reggimento di Fanteria.

GABBRIELLI GABBRIELLO
Nato il 19-11-1895 a San Miniato.
Morto l’11-09-1916 sul Monte Pasubio per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto sul campo (secondo l’atto di morte) ma forse traslato nell’Ossario del Pasubio o Arsiero tra gli Ignoti.
Soldato 71° Reggimento di Fanteria.

GINI CARLO
Nato il 12-12-1890 nel comune di Montopoli in Valdarno.
Morto il 5-03-1918 in prigionia per malattia.
Sepolto nel cimitero del lager (forse Gefangen).
Soldato 267° Reggimento Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIV 326.
Rintracciata una cartolina indirizzata alla moglie tramite la Croce Rossa.
Era internato forse a Gefangen n. 5484 Stammlager Atengrabon.
Secondo l’albo morì il 5-03, invece nell’atto di morte è riportato il 15-03-1918.
Qui si dice che morì di polmonite e che morì nel “Comando italiano X a Le Brule”. Compare nelle schede della Croce Rossa di Ginevra inerenti i prigionieri di guerra, ma risulterebbe prigioniero a Misurata.
DOVE SI PUO’ COLLOCARE?

LANDI ROBERTO
Nato il 5-07-1896 a San Miniato.
Morto il 12-06-1916 in prigionia per malattia.
Morì nel Lazzeretto di riserva di Rattaretz Zalense.
Soldato 2° Reggimento Artiglieria da montagna 44a Batteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 442.
Secondo l’atto di morte morì presso il Lazzaretto di Rattawtz – Zalenze (o Zalense) e fu sepolto il 15-06-1916.
Presso l’Archivio della Misericordia si trova un libretto di un prigioniero Landi Roberto, ma non tornerebbero le date.
In una rubrica della Croce Rossa sanminiatese il nome di Roberto, di Santi, ricompare e si trova riportato: “n.p. 58436 Mauthausen – Ponte a Egola colono di Carranza Prigioniero 26 Giugno 17”.

LATINI PIETRO
Nato il 10-01-1882 a San Miniato.
Morto il 2-06-1917 all’ospedaletto da campo n. 45 per le ferite riportate in combattimento nella decima battaglia dell’Isonzo.
Sepolto probabilmente al Sacrario di Redipuglia o in quello di Udine tra gli Ignoti.
Soldato 352ᵃ Compagnia Mitraglieri..
Il decesso fu a causa delle ferite da pallottola, presso l’ospedaletto che si trovava a San Valentino e fu sepolto nel cimitero del comune di Fiuminello (UD).

MARMUGI GAETANO
Nato il 23-01-1882 a San Miniato.
Morto il 20-09-1918 sul Piave in combattimento.
Sepolto probabilmente al Sacrario di Militare di Fagarè nel comune di San Biagio di Callalta (TV). Soldato 7° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 504.
Secondo i Ruoli Matricolari (matricola 270 bis), si dice che era “Disperso per fatto d’Armi sul Piave. Rilasciata dichiarazione d’irreperibilità”.
Il 7° Reggimento, dove era inquadrato Gaetano (Brigata Cuneo), dal 5-09 al 2-10-1918 si trovava in linea Settore di Cornuda in Veneto (il comune è in provincia di Treviso). Il territorio di Cornuda, si estende alla destra del Piave. Si pensa che Gaetano sia sepolto a Fagaré

MONTANELLI RODOLFO
Nato il 5-10-1897 a San Miniato.
Morto l’8-11-1917 sul Piave in combattimento.
Sepolto probabilmente in uno dei Sacrari del Trentino, forse presso il Sacrario Militare di Fagarè - San Biagio di Callalta (TV) tra gli Ignoti.
Soldato 760a Compagnia Mitraglieri.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 556.

NACCI ANTONIO
Nato il 19-12-1894 a San Miniato.
Morto il 13-04-1916 sul Monte Civaron per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto da prima sul campo, poi inumato probabilmente nel Sacrario di Castel Dante di Rovereto o a quello di Trento tra gli Ignoti.
Soldato 83° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 572.
Morì per le ferite riportate alla testa. Fu lasciato sul campo perché il corpo “non si potè trasportare”. In una cartolina ricordo fatta stampare dalla famiglia è scritto che caddé a “eroicamente in combattimento” a Novaledo (Trento), Valsugana. Il Civaron, dove morì Antonio, si trova vicino a Borgo Val Sugana, sotto il Monte Ortigara.. All’interno del cimitero di Trento, si trova l’Ossario in cui riposano le spoglie di soldati Italiani e Austriaci; le salme furono qui trasportate nei vari anni del dopoguerra, esumate da ex-cimiteri militari o altri cimiteri civili come Paneveggio, Cles, Borgo Valsugana, Trento, Vigo, Pian dei Casoni, Canazei, ecc , ma Antonio non compare.

Non so se le mie supposizioni sono giuste...inoltre, come avete visto ho anche dei seri dubbi su alcuni soldati morti in prigionia...
Fatemi sapere cosa ne pensate
Grazie ancora
Manuela
1/19/2021 7:48 PM
 
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Buonasera Manuela,

le inviamo un primo risultato delle ricerche:


Buti Primo.
Non abbiamo riscontrato un campo di prigionia con quel nome. Le ricerche sui campi noti della Prima guerra mondiale nel nostro archivio ci hanno dato solo un'indicazione relativa alla presenza di altri campi con iniziale "Nag..." presenti in Ungheria e attuale Slovacchia.
Un altro campo con nome similare (privo del suffisso "Nag") "Stargard" era presente in Polonia (Pomerania) che poi, nella Seconda guerra mondiale, divenne lager nazista con il nome di Stalag II-D.
Ulteriori ricerche per assonanza non hanno prodotto risultati.

Calvani Sabatino.
Il 126° fanteria agli inizi di novembre 1915 fu protagonista di alcune azioni attorno al settore di Plava (soprattutto Globna).
Nel periodo novembre-dicembre 1915 i soldati italiani feriti nei combattimenti della zona affluivano a Dolegna (presso l'ospedale dal campo n. 017 della 2a compagnia sanità).
I deceduti, sepolti a Dolegna e nei cimiteri limitrofi (Cursò, Prelli) furono traslati a Oslavia che, anche dal punto di vista geografico è più vicino alla citata zona dei combattimenti (nord di Plava).
È verosimile supporre che le spoglie dei caduti sul campo, e lì sepolti, siano state tumulate nel Sacrario di Oslavia tra gli ignoti.

Fontanelli Giuseppe.
come per Calvani Sabatino, appartenente allo stesso reggimento di fanteria, l'area operativa si trovava, in quel periodo, nei dintorni di Plava.
L'indicazione della morte avvenuta presso l'Ospedaletto da campo n. 15 conferma quanto sopra. Quell'ospedaletto, nel novembre del 1915 si trovava a San Lorenzo di Nebola distante poco più di un chilometro dal cimitero di Cursò. Tutti i caduti lì sepolti furono traslati a Oslavia.
Purtroppo, diversi tentativi di rintracciare Fontanelli tra i tumulati nel Sacrario non ci hanno dato riscontro.

Gabbrielli Gabbriello.
A settembre del 1916 il 71° Fanteria della Brigata Puglia, era schierato con compiti difensivi nelle linee attorno a Matassone - Foxi con azioni di disturbo fino a Foppiano.
L'Ossario di Castel Dante di Rovereto (TN) dista circa 4 chilometri in linea d'aria dalla zona dove operava il 71° Fanteria.
È presumibile che i caduti sepolti sul campo siano stati successivamente traslati in quel Sacrario.
Purtroppo, non disponiamo dell'elenco dei tumulati di Castel Dante e, per il momento, non possiamo approfondire la ricerca.

Le ricerche continuano per gli altri soldati....

Cordiali saluti.
Paola e Silvano

"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
1/20/2021 2:53 PM
 
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Buongiorno Manuela,

abbiamo un aggiornamento, purtroppo infruttuoso, riguardante Gabbrielli Gabbriello.
Seguendo la nostra ipotesi abbiamo contattato telefonicamente il responsabile dell'archivio del Sacrario di Castel Dante di Rovereto.
Il Sig. Francesco si è immediatamente e gentilmente attivato per la ricerca ma, purtroppo, non ha trovato riscontro né con il cognome richiesto né con possibili similitudini dovute ad eventuali errori di trascrizione.
Anche il sig. Francesco condivide le nostre supposizioni ma, in definitiva, non abbiamo la conferma che speravamo di trovare.
Probabilmente il Caduto Gabbriello potrebbe trovarsi tra gli ignoti tumulati al Sacrario di Castel Dante a Rovereto.

Ai prossimi aggiornamenti....

Cordiali saluti.
Paola e Silvano


"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
1/20/2021 7:07 PM
 
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Le ricerche continuano....

Nacci Antonio:
i fanti dell'83° Reggimento caduti nelle azioni tra Monte Civerone, Novaledo, comprendendo quelle del 13 aprile su Spigolo Fratasecca e Malga Broi, sono stati inizialmente sepolti nei cimiteri attorno a Borgo Valsugana. Tutti i riesumati sono stati poi trasferiti all'Ossario di Trento. Come sempre, è possibile che qualche caduto sia stato inizialmente sepolto in piccoli cimiteri civili della zona privi di indicazioni registrate. Questa evenienza si verificò varie volte durante il conflitto.

Montanelli Rodolfo:
Non siamo, attualmente, in grado di "tracciare" i movimenti della 760^ Compagnia mitraglieri e, ignorandone l'assegnazione ad un reparto specifico di fanteria, non possiamo collocarlo con precisione lungo il fronte del Piave.
I due Sacrari che raccolgono i caduti di quel fronte sono, entrambi in provincia di Treviso, a Nervesa della Battaglia e a Fagarè della Battaglia.

Marmugi Gaetano:
Il 7° Reggimento fanteria, nel periodo marzo-ottobre 1918 fu impiegato principalmente in azioni di disturbo operando nel settore vicino a Cornuda.
Abbiamo riscontrato che i feriti in combattimento di quel periodo furono inizialmente sepolti nei cimiteri tra Pederobba, Fanzolo e Altivole e, successivamente, traslati al Sacrario di Nervesa della Battaglia (Montello).
Presumiamo che salme non riconosciute siano state traslate tra gli ignoti in quel Sacrario.

Latini Pietro:
Sepolto inizialmente alla tomba n. 816 del cimitero militare di Fiumicello (UD) che comprende anche il territorio dove operava l'ospedaletto da campo 45 di San Valentino.
Il caduto è stato traslato al Sacrario di Redipuglia alla tomba n. 200155 - 10° Gradone come si evince dalle pagg. 37-38 del registro - progressivo 45430.

Per i caduti Gini e Landi è necessaria una ricerca collegata ai campi di prigionia. Abbiamo esperienza di notevoli difficoltà nel reperire dati sufficienti.

La ricerca continua....

Cordiali saluti,
Paola e Silvano

"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
1/22/2021 9:48 PM
 
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Per GINI CARLO
abbiamo cercato ogni possibile percorso che potesse legare le diverse località ad un unico destino.
Il 267° Fanteria, con il 268° formava la Brigata Caserta che era stata costituita il 20 maggio 1917 con i veterani del Carso e del Trentino, provenienti dalle brigate Aosta, Venezia, Campania, Piemonte, Perugia e Arno e inviata agli inizi di luglio sulle trincee davanti all'Hermada sul fronte carsico.
È possibile che già durante questo primo impiego in prima linea Gini Carlo sia stato "gefangen" cioè catturato dagli austro-tedeschi e portato al campo di prigionia di Altengrabow sito nei pressi di Dornitz a circa novanta chilometri a sud ovest di Berlino.
Non possiamo escludere che da quel campo sia stato trasferito, per i lavori forzati, a Misurata dove i tedeschi stavano rinforzando le difese della città per il suo ruolo strategico.
La scheda della Croce Rossa riferentesi a Gini Carlo appare coerente con alcuni elementi:
la data di invio della lettera, 1° agosto 1917, spedita da Misurata (Libia) e il destinatario, la madre Gini Lara a Castelfranco (Firenze).
Ulteriori ricerche ci hanno dato suffragio circa la presenza di soldati italiani catturati sul fronte carsico/isontino e morti in prigionia a Misurata.
Tuttavia, non siamo riusciti a comprendere il significato di:
"Comando italiano X a Le Brule".
Non abbiamo trovato località che corrispondano a "Le Brule".
Teorizzare su "Decima armata" (X) piuttosto che "Piton Brule" (che era sul fronte macedone) ci confonde oltremodo.
Le ricordiamo che i caduti italiani in Libia dal 1911 al 1939 e dal 1940 al 1943 sono stati traslati al Sacrario dei Caduti d'Oltremare a Bari.

Un saluti cordiale,
Paola e Silvano.

"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
1/23/2021 12:01 AM
 
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Per LANDI ROBERTO
le difficoltà sono molteplici perché mancano informazioni univoche che lei ha già rilevato.
Si aggiunge l'informazione della data di morte che nell'Albo d'Oro è del 12 giugno 1918.
Inoltre, non abbiamo possibilità di individuare un ipotetico fronte dove fu fatto prigioniero.
Diversamente dalla fanteria, l'Artiglieria da Montagna impiegava i suoi gruppi, appartenenti ai diversi reggimenti, in più fronti anche contemporaneamente.
Inoltre, la citata 44a batteria non apparterrebbe al 2° Reggimento bensì al 1°.
Circa il campo di prigionia abbiamo la sensazione che si tratti di ZELL AM SEE che si trovava nell'omonima città austriaca e questo fa supporre un luogo di cattura lungo il fronte alpino dove erano schierate alcune batterie di artiglieria da montagna.
Abbiamo, seguendo le ultime annotazioni, controllato anche la lista dei prigionieri deceduti a Mauthausen per un doveroso tentativo senza, peraltro, ottenere riscontri.

Per MONTANELLI RODOLFO aggiungiamo una precisazione che scaturisce dalla verifica degli spostamenti della 760^ Compagnia mitraglieri.
Alla data della morte quella compagnia era assegnata al 3° Battaglione del 2° Reggimento Granatieri di Sardegna che furono impegnati in sanguinosi scontri con il nemico durante la fase di ripiegamento. L'8 novembre erano impegnati nel settore sulla destra del Piavon, nel tratto Frassene-Chiarano in provincia di Treviso mentre si dirigevano verso Ponte di Piave.
La zona si trova leggermente a sud di Fagarè dove, successivamente, fu eretto il sacrario che accolse le spoglie dei soldati caduti in quella zona durante le battaglie del Piave.

Cordialmente,
Paola e Silvano.

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1/28/2021 6:45 PM
 
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Buonasera Paola e Silvano,
dopo una stop forzato, ho ripreso le mie ricerche.
Vi allego anche il certificato di morte del caduto Landi Roberto perché vediate se le notizie che ho trovato sul lager (si legge un po’ sfocato).
Vorrei avere un confronto anche riguardo questi altri caduti e per la presunta sepoltura che ho cercato di individuare basandomi sulla data di morte, il luogo e il Reggimento di appartenenza.
Mi sarebbe di conforto il vostro parere.
Grazie
Manuela


NANNETTI DANTE di Pietro e di Anna Toni.
Nato il 26-02-1893 a San Miniato.
Morto il 22-11-1915 sul Monte San Michele in combattimento, durante la quarta battaglia dell’Isonzo.
Sepolto probabilmente al sacrario Redipuglia tra gli Ignoti.
Soldato 132° Reggimento di Fanteria.
Morì a Peteano per “fatto d’armi” e che ne venne dichiarata l’irreperibilità (non trovarono più il corpo) dal 18-12-1916.

NANNETTI SISTO di Cesare e di Assunta Lisi.
Nato il 18-03-1884 a San Miniato.
Morto il 1-11-1916 sul Carso per le ferite riportate in combattimento (Quota 144).
Sepolto probabilmente al Sacrario di Redipuglia tra gli Ignoti.
Sergente maggiore 146° Reggimento di Fanteria.
Da militare gli fu assegnato il compito di “Telefonista”.
Compare nei fascicoli riguardanti i caduti della Prima Guerra da cui si vedono le date dei passaggi per la pensione data agli eredi e da cui si ricava che morì a Quota 144 (e vi fu sepolto) e che apparteneva alla 2ᵃ Compagnia. Morì a causa delle ferite per lo scoppio di una granata austriaca. Anche nei fascicoli dell’ACVSM è riportato che morì in seguito allo scoppio di una granata.

NAZZI GUERRINO di Agostino e di Agostina Badalassi.
Nato il 27-04-1892 a San Miniato.
Morto il 15-09-1916 sul Carso per le ferite riportate in combattimento durante la settima battaglia dell’Isonzo.
Sepolto probabilmente presso il Sacrario di Redipuglia tra gli Ignoti.
Soldato 48° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 580.
Morì all’età di 24 anni per “Ferita d’artiglieria nel comune di Oppacchiasella”.

NAZZI RIZIERI di Vittorio e di Serafina Romagnoli.
Nato il 3-03-1884 a San Miniato.
Morto il 3-02-1916 sul medio Isonzo per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto probabilmente al Sacrario di Oslavia tra gli Ignoti.
Soldato 115° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 580.

NIGI GIOVANNI di Ferdinando e di Maria Simoncini.
Nato il 31-01-1887 nel comune di Montaione.
Morto il 10-11-1915 sul Podgora per le ferite riportate in combattimento nella quarta battaglia dell’Isonzo.
Sepolto al sacrario di Oslavia tra gli Ignoti.
Soldato 36° Reggimento di Fanteria
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 590.

PANNINI MARIO di Angelo e di Paolina Bianchi.
Nato il 4-07-1887 a San Miniato.
Morto il 15-10-1916 sul Carso per le ferite riportate in combattimento dopo l’ottava battaglia dell’Isonzo.
Sepolto probabilmente da prima all’Ossario di Castagnevizza, poi presso il Sacrario di Redipuglia tra gli Ignoti. Ma potrebbe essere anche a Oslavia.
Soldato 11° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 617.

PARENTINI RICCARDO di Luigi e di Maria Mercurini.
Nato il 31-03-1884 a San Miniato.
Morto il 19-08-1917 sul Carso per le ferite riportate in combattimento durante l’undicesima battaglia dell’Isonzo.
Sepolto probabilmente al Sacrario di Redipuglia tra gli Ignoti.
Caporale 1° Reggimento Granatieri. Era di San Romano.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 627.
Ruoli Matricolari (matricola 10067
Fu ucciso dallo scoppio di una granata durante l’undicesima battaglia dell’Isonzo.
Compare nei fascicoli riguardanti i caduti della Prima Guerra, da cui si vedono le date dei passaggi per la pensione data agli eredi. Dentro il fascicolo una lettera per il sollecito del rientro della salma datata 1921. Ma non abbiamo altri atti circa il rientro della salma.


PONZANELLI NELLO di Abner e di Olga Conforti.
Nato il 13-03-1886 nel comune di Norcia.
Morto l’11-12-1915 all’ospedaletto someggiato n. 58, presso Pian di Salesei per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto probabilmente nel Sacrario Militare di Pian di Salesei tra gli Ignoti.
Capitano 92° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro – XXV 227.
Si era arruolato volontario nel 1905. Era stato inquadrato nel 33° Reggimento di Fanteria come allievo ufficiale per poi passare al 9° Reggimento.
Morì dopo il combattimento avvenuto il 29-10-1915 per le ferite riportate. Decorato con la Medaglia d’Argento al V.M. con la seguente motivazione: “Esempio di audacia alla propria compagnia (…) si lanciava all’assalto del fortilizio nemico. Ritentava l’azione più volte (…), finché, gravemente colpito, dovette abbandonare la lotta - Monte Sief. 28-29 ottobre 1915”. In
I dati circa la morte di Nello sono riportati anche nei “ Riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918” pubblicati dal Ministero, dove si dice che “il capitano Ponzanelli N. n. a Norcia morì all’ospedaletto da campo n. 58, Pian di Salesei 11-12-1915”. Questo ospedaletto era gestito dalla 9ᵃ Compagnia Sanità – Roma.


POZZOLINI RONDISTA di Giovanbattista e da Giulia Benvenuti.
Nato il 2-11-1891 a San Miniato.
Morto il 21-10-1915 sul Carso per le ferite riportate in combattimento nella terza battaglia dell’Isonzo.
Sepolto probabilmente al Sacrario di Redipugliatra gli Ignoti.
Caporal Maggiore 3° Reggimento di Bersaglieri (Matricola 33483).
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 673.
Alla data della morte di Rondista il Battaglione Ciclisti del 3° Reggimento Bersaglieri era operativo nella zona di Cave di Selz – Quota 65. Fu insignito della medaglia di bronzo con la seguente motivazione: “Fu tra i primi a slanciarsi all’assalto, dando esempio di grande slancio e coraggio. Cadde sulla posizione avversaria, colpito a morte. - Cave di Selz, 21 ottobre 1915”.


PRALATI (PRALANTI) PRIMO
Nato il 10-07-1894 a Livorno.
Morto il 21-05-1916.
Disperso in guerra sull’Altopiano dei Sette Comuni.
Sepolto probabilmente presso il Sacrario di Asiago tra gli Ignoti.
Caporale 205° Reggimento Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro – XXIV 564
Si trova nei Ruoli Matricolari con il cognome di Pralanti

PROFETI SANTI di Pasquale e di Carolina Conti.
Nato il 1-11-1885 a San Miniato.
Morto il 27-06-1917.
Disperso sul Monte Ortigara in combattimento durante la cosiddetta “battaglia di Asiago”.
Sepolto presso il Sacrario di Asiago tra gli Ignoti. Soldato 1° Reggimento Genio. Era di Corniano. Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 677.
Ruoli Matricolari (matricola 173 bis)
Apparteneva al 1° Reggimento Genio zappatori con sede a Pavia.

QUAGLI GUIDO di Agostino- Sabatino e di Cesira Zappolini.
Nato il 6-07-1895 a San Miniato.
Morto il 20-12-1915 sul Carso per le ferite riportate in combattimento successivamente alla quarta battaglia dell’Isonzo.
Sepolto probabilmente nel sacrario Redipuglia tra gli Ignoti.
Soldato 121° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 682.

RABAI GINO di Luigi e di Rosa Sardi.
Nato il 3-06-1894 a San Miniato.
Morto il 24-09-1915 all’ospedaletto da campo n. 30 per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto probabilmente al Sacrario di Caporetto tra gli Ignoti.
Soldato 26° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 684.
Secondo i dati ministeriali l’ospedaletto da campo n. 30, dove morì Gino, nel settembre del 1915 era gestito dalla 4a Compagnia Sanità ed operava a Podravne (Podravna Valle Judrio). Secondo il registro dello stato civile risulterebbe sepolto a Podravna (Podravne), Valle dello Judrio.


RAFFAELLI LORENZO di Emilio e di Maria Marianelli.
Nato il 19-12-1890 a San Miniato.
Morto il 9-08-1916 sul Carso per le ferite riportate in combattimento nella sesta battaglia dell’Isonzo.
Morì presso la Brigata “Ridotta Regina”.
Sepolto probabilmente presso il Sacrario Redipuglia tra gli Ignoti.
Caporal Maggiore 9° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 686.


RICCI LIVIO di Luigi e di Anna Salvadori.
Nato il 15-03-1897 a San Miniato.
Morto il 14-06-1918 sul Piave per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto probabilmente presso il Sacrario Militare di Fagarè San Biagio di Callalta (TV) tra gli Ignoti o in altro dei sacrari della linea del Piave.
Soldato 225° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 697.
RINALDI FERDINANDO di Niccola e di Serafina Polidori.
Nato il 28-02-1882 a San Miniato.
Morto il 15-06-1917 sul Monte Ortigara per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto probabilmente a Sacrario di Asiago tra gli Ignoti.
Soldato 1° Reggimento Genio (Zappatori).
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 701. Ruoli Matricolari (matricola 7797) Sul Ruolo è scritto “Morto in combattimento a quota 2101 (Monte Ortigara) …ferita d’arma in pieno (…)”. Morì per le schegge di granata a Quota 2.101 (Monte Ortigana) e fu sepolto da prima a “Passo dell’Agnella”. I dati della sepoltura sono quelli ufficiali del Ministero.

RINALDI GIOVANNI di Cosimo e di Maria Bacchi.
Nato il 12-06-1894 a San Miniato.
Morto il 21-08-1916 sul medio Isonzo per le ferite riportate in combattimento subito dopo la sesta battaglia dell’Isonzo.
Sepolto al Sacrario di Oslavia (al Sacrario vi è un Rrinaldi Giovanni non siamo sicuri di questa sepoltura o se è tra gli Ignoti).
Soldato 205° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 701.

RINALDI GIUSEPPE di Angiolo e di Assunta Boldrini.
Nato il 2-02-1887 a San Miniato.
Morto il 17-05-1917 sul medio Isonzo in località Plava, per le ferite riportate in combattimento nella decima battaglia dell’Isonzo.
Sepolto probabilmente ad Oslavia tra gli Ignoti.
Soldato 96° Reggimento di Fanteria. Era di Calenzano.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 702.
Compare nei fascicoli riguardanti i caduti della Prima Guerra, da cui si vedono le date dei passaggi per la pensione data agli eredi. Nel 1923 il padre fu interpellato al momento della “costruzione” del viale della Rimembranza a San Miniato. A quello scopo fu redatto l’elenco dei parenti e dei militari morti. Qui si conferma che morì a Plava in combattimento.

RINALDI PIETRO di Cosimo e di Maria Bacchi.
Nato il 28-02-1887 a San Miniato. Morto il 12-07-1916 sull’Altopiano di Asiago per le ferite riportate in combattimento (Monte Rasta).
Sepolto probabilmente al sacrario di Asiago tra gli Ignoti.
Soldato 126° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 702.
Ruoli Matricolari (matricola 16313)
Compare nei fascicoli riguardanti i caduti della Prima Guerra, da cui si ricava che morì sul Monte Rasta a causa dello scoppio di una granata.

ROFI GIUSEPPE di Angelo di Maria Biagioni.
Nato il 21-03-1887 a San Miniato
Morto il 30-05-1916 presso l’ospedale Mauriziano di Torino per le ferite riportate in combattimento.
Sepolto probabilmente presso il Sacrario Gran Madre di Torino (ma non si è rintracciata la sepoltura)
Soldato 70° Reggimento di Fanteria.
Compare nell’Albo d’Oro - XXIII 705.
Ricordato nei “Fogli di famiglia” dal parroco di San Miniato Basso come Roffi. Il parroco dice che morì nel giugno 1916.Non abbiamo certezze sulla sepoltura

Grazie per il vostro aiuto
Manuela
2/1/2021 6:32 PM
 
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Buonasera Manuela,

la ricerca continua...

le inviamo alcune considerazioni in merito ai seguenti nominativi:

NANNETTI DANTE
Abbiamo verificato che, con l'eccezione della temporanea assegnazione di due battaglioni del 131° fanteria nella zona di Monfalcone i cui caduti sono stati traslati a Redipuglia (luglio-settembre 1916), i caduti della Brigata (1915-1917) sono stati tumulati a Udine a prescindere dal primo luogo di sepoltura.
Nel caso di Nannetti, tuttavia, rimane determinante il fatto che sia stato dichiarato "Disperso".

NANNETTI SISTO
I movimenti del 146° Fanteria, cui apparteneva Nannetti Sisto, sono compatibili con il luogo di morte. Infatti, in quei giorni, il reggimento era impegnato in combattimenti tra Quota 144 e il Debeli.
I feriti, poi deceduti, nell'azione tra il 1° e il 6 novembre del 1916 furono sepolti al cimitero di guerra di Lago di Pietra Rossa e successivamente traslati a Redipuglia.
Non abbiamo, tuttavia, rintracciato il nominativo nell'elenco di quel Sacrario.

NAZZI GUERRINO
Il luogo del decesso è coerente con i movimenti del 48° Fanteria e condividiamo l'ipotesi che sia stato tumulato a Redipuglia tra gli ignoti.

NAZZI RIZZIERI
Abbiamo riscontrato che i feriti in combattimento, poi deceduti, del 115° e del 116° Fanteria impegnati nella linea del fronte Peuma - Oslavia affluivano a Cormons nei tre Ospedaletti da campo e i deceduti furono traslati a Redipuglia.
Questa annotazione vale per i feriti inviati agli ospedaletti. Eventuali caduti frettolosamente sepolti nei pressi dei campi di battaglia difficilmente hanno potuto essere successivamente riconosciuti durante la fase di esumazione per la traslazione ai grandi sacrari.

NIGI GIOVANNI
Per questo caduto abbiamo rilevato che nell'Albo d'Oro dei Caduti risulta essere deceduto il 1° novembre 1915 e non il 10 come da lei indicato.
Sappiamo che nell'Albo d'Oro le incongruenze sono quasi sempre dovute a errori di interpretazione dei vari carteggi.
Ad ogni modo che Nigi sia deceduto il 1° o il 10 di novembre sposta solamente il momento bellico (3^ Battaglia dell'Isonzo anziché 4^) ma non cambia lo scenario dal momento che quel reggimento rimase nella stessa linea durante entrambe le battaglie.
Per le ragioni già espresse precedentemente, condividiamo l'ipotesi che il caduto sia presente tra gli ignoti di Oslavia.

Al prossimo aggiornamento.

Cordiali saluti.

Paola e Silvano

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2/1/2021 6:42 PM
 
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Buonasera Manuela

non rispettando l'ordine alfabetico le inviamo alcune informazioni relative al soldato

RABAI GINO

Il 26° Fanteria, in quel periodo, era impegnato nel settore di santa Lucia di Tolmino.
I feriti affluivano all'Ospedaletto da Campo n. 30 dislocato a Podravne Judrio.
Rabai Gino fu sepolto ad Albana di Prepotto alla tomba n. 78 della settima fila.
Le sue spoglie, ora, si trovano nella Cripta Ossario del Tempio di San Nicolò a Udine alla tomba n. 6701 assieme agli altri ventimila caduti provenienti dai cimiteri di guerra tra Isonzo e Tagliamento.

Cordiali saluti.

Paola e Silvano

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2/3/2021 7:48 PM
 
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Buonasera Manuela,

eccole un altro gruppo di nominativi per i quali abbiamo cercato, purtroppo senza riscontro, i luoghi della loro sepoltura:

PANNINI MARIO
Sull'Albo d'Oro risulta appartenente al 115° Fanteria.
Tuttavia, indipendentemente dal reggimento di appartenenza non cambia il luogo ove si svolsero i combattimenti di quel periodo che riguardavano il settore delle alture a est di Vertoiba fino a Castagnevizza.
Entrambe le brigate (Brigata Casale con 11° e 12° reggimento e Brigata Treviso con 115° e 116° reggimento) operavano in quel settore.
È possibile, a questo punto, che per le solite ragioni legate ai successivi e violenti eventi bellici le spoglie del caduto, se rinvenute, siano tumulate tra gli ignoti a Redipuglia.

PARENTINI RICCARDO
Durante le ricerche abbiamo trovato notizia di una lapide a ricordo della battaglia affrontata dal 1° Reggimento Granatieri di Sardegna posta a Selo.
I caduti di quella battaglia furono inizialmente traslati, dalle sepolture a ridosso del campo di battaglia, al Colle di Sant'Elia e, successivamente al Sacrario di Redipuglia.

PONZANELLI NELLO
I feriti, poi deceduti, all'ospedaletto da campo n. 58 sono stati tumulati a Pian di Salesei dove abbiamo effettivamente trovato, nell'elenco del sacrario, altri caduti nello stesso periodo e appartenenti allo stesso reggimento
(Per esempio:
Capitano Fratianni Giacomo di Francesco, Decorato di Medaglia d'Argento al V.M., 92° reggimento fanteria, nato il 27 giugno 1884 a Ferrazzano morto il 1° novembre 1915 nell'ospedaletto n. 58 per ferite riportate in combattimento;
Soldato Sella Alfonso di Paolo, Decorato di Medaglia d’Argento al V.M., 92° reggimento fanteria, nato il 2 aprile 1896 a Torino morto il 12 novembre 1915 nell’ospedaletto da campo n. 58 per ferite riportate in combattimento).

Ci sembra, quindi, molto strano che il decorato Ponzanelli non sia presente nel Sacrario.
Non si può escludere, a questo punto, che la salma sia stata reclamata dai familiari come abbiamo più e più volte riscontrato durante le nostre ricerche.

POZZOLINI RONDISTA
Nell'Albo d'Oro risulta appartenente al 3° Reggimento Bersaglieri che, in quel periodo si trovava in tutt'altro fronte.
Corretto, invece, il reparto dichiarato nell'archivio del Nastro Azzurro dei decorati al valor Militare dove Pozzolini è indicato come Pozzolin e appartenente al 3° Reggimento Bersaglieri Battaglione Ciclisti.
Morto sul campo a Cave di Selz possiamo supporre che, per le consuete ragioni, gli eventuali resti siano stati traslati a Redipuglia tra gli ignoti.

Al prossimo aggiornamento.

Cordiali saluti.

Paola e Silvano

"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
2/4/2021 7:34 PM
 
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Buonasera Manuela,
proseguiamo con un'altro gruppo di caduti:

PRALATI PRIMO
Ben poco abbiamo trovato di questo soldato appartenente al 205° Fanteria che, al momento della scomparsa di Pralati, operava nel settore Castelleto - Brutta Bisa (campo brutto) sull'Altopiano di Asiago.
I caduti del 205° fanteria furono sepolti inizialmente al cimitero di M. Magnaboschi e, successivamente, traslati al sacrario di Asiago.
Purtroppo, non abbiamo riscontrato questo nominativo, o simili, nell'elenco dei tumulati.

PROFETI SANTI
Per questo caduto, appartenuto al Genio Zappatori, la disponibilità di informazioni si limita a quanto trovato nell'Albo d'Oro. I movimenti del Genio sono più difficilmente tracciabili in mancanza del numero di compagnia. Ad ogni modo, il luogo dove fu disperso Profeti non lascia molti spazi alla speranza di ritrovarlo tra i tumulati dei Sacrari se non, probabilmente, in quello di Asiago tra gli ignoti.

RINALDI FERDINANDO
Per questo soldato valgono le considerazioni appena fatte per Profeti santi.

RINALDI PIETRO
Apparteneva al 126° fanteria che alla data del decesso era impegnato in azioni sul Monte Rasta.
Nemmeno di questo fante siamo riusciti a reperire informazioni circa il luogo di sepoltura.


Si può meglio comprendere la difficoltà di trovare informazioni dei caduti, inizialmente sepolti sui cimiteri a ridosso dei campi di battaglia e poi traslati sui sacrari, osservando le drammatiche immagini dei cimiteri di guerra al momento delle esumazioni dei primi anni Venti.
Un esempio, a nostro vedere, sconvolgente lo si può trovare a questa pagina:
CIMITERI MILITARI
dell'Associazione Nazionale Alpini di Asiago Sezione Monte Ortigara.

Al prossimo aggiornamento.

Paola e Silvano.


"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
2/4/2021 8:13 PM
 
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Buonasera Manuela,
aggiungiamo un ulteriore, anche se infruttuoso, aggiornamento:

QUAGLI GUIDO
Secondo quanto rilevato nell'Albo d'Oro, Quagli apparteneva al 121° Fanteria e morì il 20 dicembre 1915.
Sappiamo dai diari della Brigata Macerata (121° e 122° reggimento) che per tutta la durata della IV Battaglia dell'Isonzo (10 novembre - 5 dicembre 1915) condusse sanguinosi attacchi nel settore Castelnuovo del Carso e, soprattutto, verso Trincea dei Morti.
Il 14 di dicembre fu inviata a riposo tra Campolongo e Armellino dove rimase fino al 2 gennaio del 1916.
È lecito supporre che Quagli, deceduto il 20 dicembre, non sia caduto sul campo ma, per ferite, presso uno dei vari ospedali da campo a ridosso del fronte.
Mancandoci questa informazione non è possibile localizzare una ipotetica prima sepoltura.
Ad ogni modo, considerando i luoghi dell'azione, presumiamo che possa essere stato, se ritrovato, tumulato a Redipuglia tra gli ignoti.

RAFFAELLI LORENZO
Pur con date e luoghi diversi anche per questo caduto pensiamo sia possibile una tumulazione tra gli ignoti di Redipuglia.
Il 9° Reggimento di Fanteria della Brigata Regina (i cui soldati erano chiamati "I Bianchi Fanti") in quel periodo combatteva nel settore di Bosco Lancia nei pressi di quota 194 denominata "Ridotto Regina" a sud ovest di san Martino del Carso.

RICCI LIVIO
Apparteneva al 225° Fanteria che, in quel periodo, era schierato nella zona di Caposile in provincia di Venezia e a pochi chilometri a nord di quello che oggi è il paese di Jesolo.
Abbiamo riscontrati che diversi caduti di quel reggimento furono inizialmente sepolti nel cimitero militare di Ca' Gamba (oggi rinomata spiaggia di Jesolo) e poi traslati al Tempio Ossario del Lido di Venezia. Scorrendo le liste dei caduti lì tumulati non abbiamo, purtroppo, trovato riscontro.
Le segnaliamo che, durante altre nostre ricerche, molti dei soldati caduti in terra Veneta furono riportati, su richiesta dei familiari, ai loro paesi d'origine lasciando un vuoto di informazioni che oggi è difficilmente colmabile.

Cordiali saluti.

Paola e Silvano.
[Edited by Silvano.2020 2/4/2021 8:14 PM]

"...avremmo voluto scrivere di tutti. Ma di molti, poco sappiamo."
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