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Le radici del wrestling web italiano

Last Update: 7/28/2020 10:26 PM
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7/23/2020 4:04 PM
 
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Riflessione
Non c’è una cultura del wrestling in Italia.
Questo non significa negare la presenza di praticanti, appassionati e studiosi. C’è una nicchia variegata, un seguito sostanzioso, una moda ricorrente, ma dire che appartenga al bagaglio nazionalpopolare è pura fantasia.

Al netto di alcuni nomi storici – che valgono più per l’estero come Bruno Sammartino – il wrestling in Italia è un fenomeno prettamente televisivo e d’importazione. Uno dei tanti prodotti arrivati qui grazie all’etere libero degli anni ‘80. Nessuno in Italia ha mia prodotto del wrestling locale di impatto sulla società, con diffusione televisiva capillare. Senza citare le solite nazioni, in Brasile negli anni ‘60-’70 c’era il Telecatch. Mai vista una cosa del genere in Italia.

Non è un caso che qui da noi le figure fondamentali e fondanti siano i commentatori: si parla del catch di Fusaro e del wrestling di Dan Peterson.
Il secondo è una leggenda del basket in Italia, che per fare due lire in più commentava qualcosa che nemmeno gli piace (le testimonianza sono varie), l’altro un personaggio sul limite del cialtrone, che commentava nastri ottenuti chissà come.

Con questi presupposti, il wrestling web italiano cosa poteva essere?
7/23/2020 4:57 PM
 
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Trattato sempre da americanata, quando si è provato con mezzi cialtroneschi (Posa e Franchini con le spranghe di legno a intervistare Bret Hart, per esempio), i risultati sono stati disastrosi.

Valenti e Recalcati hanno fatto solo danni, ma perlomeno erano il commento perfetto per quello che l'italiano medio associa al wrestling.
7/23/2020 4:59 PM
 
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Sono l'italiano medio perfetto per commentare questo buono spunto di riflessione.

In Italia non ci sta una cultura del wrestling perché siamo consapevoli che trattasi di spazzatura. Forse più che una cultura del wrestling manca un senso del trash ai livelli di altri paesi, pur non difettandone
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Colosso
7/23/2020 5:11 PM
 
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Non è un caso che il wrestling sia stato rispettato solo quando aveva commentatori che lo trattavano seriamente.
Il problema sta nel come viene presentato il prodotto. Valenti ha impedito la formazione di una nuova generazione di fan perchè le sue telecronache idiote e demenziali spingevano a deridere ciò che si vedeva, non a formare l'appassionato e fidelizzarlo.
7/23/2020 5:23 PM
 
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In quanto a trash ed esterofilia non siamo secondi a nessuno.
Anche quando si parla di work possiamo dire la nostra, uno dei maggiori programmi televisivi italiani è “Forum”, ed è bookato alla perfezione. A quanto pare anche un programma cult come “Mai Dire Tv” era predeterminato, preconfezionato da Italia 1 per dare alla nazione un’immagine distopica delle televisioni locali.

Mettiamo da parte la cultura assente, e badiamo alla nicchia wrestling web.
Il problema maggiore è che gran parte dei personaggi ragionava in una certa maniera: “ho una passione da sfigato, ma posso riscattarmi facendoci dei soldi”.
Il sogno mostruosamente proibito era diventare commentatore – per qualcuno arrivare in tv era solo uno step per arrivare al dorato mondo del calcio – in seguito qualcuno si accontentava di fare libri e riviste (di dubbia utilità, con contenuti non dissimili dai siti internet gratis).

Messe da parte queste figure, guardando dentro il “deep wrestling web”, cosa c’è?
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7/23/2020 5:50 PM
 
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Seguo con interesse. Da ex appassionato (e da piccino vero e proprio fan) non ho la preparazione per dire la mia, solo pensieri sparsi: credo che il Wrestling in Italia (tradotto, solo la ex WWF/WWE fondamentalmente) resti un prodotto importato e che non ha una vera e propria cultura sul territorio. Ergo, viene recepito in base a come viene proposto, nel nostro caso bambinesco-trash ecc. E lo é, perché dobbiamo offenderci?
Il peccato é che non é solo questo ma ha mille sfaccettature che lo zoccolo duro riesce a comprendere più del fan occasionale.
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Colosso
7/23/2020 6:37 PM
 
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Re:
Young.Istrione, 23/07/2020 17:23:



Mettiamo da parte la cultura assente, e badiamo alla nicchia wrestling web.
Il problema maggiore è che gran parte dei personaggi ragionava in una certa maniera: “ho una passione da sfigato, ma posso riscattarmi facendoci dei soldi”.
Il sogno mostruosamente proibito era diventare commentatore – per qualcuno arrivare in tv era solo uno step per arrivare al dorato mondo del calcio – in seguito qualcuno si accontentava di fare libri e riviste (di dubbia utilità, con contenuti non dissimili dai siti internet gratis).



Io sono l'unica figura del wrestling web che non ha mai guadagnato un soldo dalla propria passione. Anzi, ci ho speso migliaia di euro. Sono il personaggio più autorevole di tutti in quanto completamente disinteressato, ne parlo perchè mi piace e senza secondi fini.
7/23/2020 7:07 PM
 
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Re: Re:
Colossus, 23/07/2020 18:37:

Young.Istrione, 23/07/2020 17:23:



Mettiamo da parte la cultura assente, e badiamo alla nicchia wrestling web.
Il problema maggiore è che gran parte dei personaggi ragionava in una certa maniera: “ho una passione da sfigato, ma posso riscattarmi facendoci dei soldi”.
Il sogno mostruosamente proibito era diventare commentatore – per qualcuno arrivare in tv era solo uno step per arrivare al dorato mondo del calcio – in seguito qualcuno si accontentava di fare libri e riviste (di dubbia utilità, con contenuti non dissimili dai siti internet gratis).



Io sono l'unica figura del wrestling web che non ha mai guadagnato un soldo dalla propria passione. Anzi, ci ho speso migliaia di euro. Sono il personaggio più autorevole di tutti in quanto completamente disinteressato, ne parlo perchè mi piace e senza secondi fini.

Perché, gli altri in che modo sono riusciti a guadagnare?
[Edited by The real charisma 7/23/2020 7:08 PM]
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Colosso
7/23/2020 7:23 PM
 
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Parlo di quelle figure istituzionali che sono in attività da 20 anni o più. Certi hanno aperto siti e guadagnano con la pubblicità, altri sono diventati commentatori televisivi, altri ancora hanno pubblicato libri.
Tutti loro però hanno perso la propria passione dopo che essa è diventata un lavoro. Con me questo non succederà mai.
[Edited by Colossus 7/24/2020 12:32 AM]
7/23/2020 7:40 PM
 
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Dato per assodato che non c'è "cultura italiana del wrestling", un fondamento deve esserci comunque dietro ogni movimento.
Essendo in Italia, l'unica vera cultura sportiva nazionalpopolare è quella del calcio.

Non si può negare che l'aspetto calcistico sia fondamentale nella costruzione del wrestling web italiano, sia da un punto di vista negativo (i pensieri ultras, le divisioni assolute ecc.) che positivo (il modo di raccontare la passione per la disciplina).
Ecco, il problema è che quasi tutti pensano di essere dei piccoli Gianni Brera del desktop, ma con i presupposti già citati di cialtronaggine diffusa, l'effetto è la nascita di tanti piccoli Maurizio Mosca.

Meta-figure, personaggi per la comunità più significativi e a loro modo interessanti della stessa materia che intendono trattare. Polemisti auto-alimentati.

La domanda è: il wrestling come passione auto-isolante è la via da percorrere?

Detto questo, se permettete vado a comprarmi 400mila lire di cocaina in piazza Aspromonte.
7/23/2020 9:26 PM
 
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Il wrestling è un passatempo per ragazzini e bifolchi. E i vari media italiani non perdono occasione per denigrarlo e giudicarlo negativamente. Cosa ci si può aspettare nel wrestling web italiano? Utenti bifolchi e che ragionano come ragazzini [SM=x5890716] . Torna tutto [SM=x5897701]
7/23/2020 11:01 PM
 
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Magari sarebbe troppo facile.
Anche perché ci sono argomenti che generano ambienti peggiori. Io letto gente che si masturba ed insulta in maniera compulsiva su Dragon Ball.

Il wrestling rovina la gente, ma anche il contrario (semi-cit.)

Ribadisco la domanda: la passione come spunto verso l'eremitaggio web è la via da percorrere? Voler condividere la propria passione è un conto, diventare un personaggio un altro.

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7/24/2020 8:36 AM
 
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Il wrestling web italico è uguale al comic web italico, al movie web italico e via dicendo.

Ognuno pensa di essere il migliore, che quello per cui tifa sia il meglio e che chi tifa altro sia uno sfigato.

La autoproclamata "vecchia guardia" non è altro che una serie di personaggi che da 20 anni parlano e continuano ad essere sempre gli stessi, non cercano di condividere o spargere la propria passione ma solo di ottenere visualizzazioni per loro stessi.
E questo ovviamente coltivandosi SOLO come personaggi, la maggioranza delle volte poi come penosi per non dire raccapriccianti.
Vorrebbero solo tornare indietro nel tempo a quando si sentivano qualcuno, ovviamente l'unico modo che hanno di farlo è usando ancora nel 2020 i forum o imbarazzanti gruppi facebook (quando non usano addirittura twitch o youtube, con esiti disastrosi)

La nuova guardia è arrogante oltre misura, ha scoperto la NJPW (il peggior prodotto di puroresu possibile) conosce due federazioni Europee che tifa come fossero la propria squadretta di calcio dell'oratorio ma alla fine vivono solo ed appieno la wwe ed i propri sottoprodotti.
Dimostrano inoltre l'assoluto fallimento della "vecchia guardia" visto che nessuno di loro ha idea chi siano i personaggi (o casi umani che dir si voglia) che un tempo pensavano di dominare il web.

In sostanza il wrestling web Italiano è un riflesso in piccolo di un popolo che guarda i reality e ancora parla delle vittorie sul campo di 11 miliardari dicendo "abbiamo vinto!!!"
7/28/2020 10:26 PM
 
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Ma oltre il de profundis del wrestling web italico, qualcosa di positivo c'è? Suvvia gente.
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