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[fanfiction] Il Citazionista 3

Last Update: 10/18/2020 12:13 PM
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Post: 59
9/17/2020 10:08 AM
 
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fantaysytrash, 16/09/2020 15:17:

Cari partecipanti, passo per avvisarvi che venerdì 18, indicativamente verso le 21.00/21.30, posterò le valutazioni!
Grazie ancora per avermi accettata come giudice sostitutivo; a prestissimo!



Grazie ancora a te per aver preso in mano questo contest e per la celerità nel valutare tutte le storie, a venerdì!
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Post: 1,029
Giudice****
9/17/2020 10:22 AM
 
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Carissimi, ho appena notato che - essendo passati alla pagina n. 10 del contest - è sempre alla nona che rimane il problema della visualizzazione. Credo quindi che sarete in grado di vedere i risultati anche da cellulare/ipad, ma comunque oggi pomeriggio quando ho il pc sottomano provo a contattare l’amministrazione per vedere se può fare qualcosa a riguardo.
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Post: 43
9/17/2020 10:40 AM
 
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Re:
fantaysytrash, 16/09/2020 15:17:

Cari partecipanti, passo per avvisarvi che venerdì 18, indicativamente verso le 21.00/21.30, posterò le valutazioni!
Grazie ancora per avermi accettata come giudice sostitutivo; a prestissimo!




Grazie mille a te per esserti occupata di questo contest e per tutto quello che hai fatto per noi!
A domani❤
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Post: 751
9/17/2020 11:37 AM
 
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Re:
fantaysytrash, 16/09/2020 15:17:

Cari partecipanti, passo per avvisarvi che venerdì 18, indicativamente verso le 21.00/21.30, posterò le valutazioni!
Grazie ancora per avermi accettata come giudice sostitutivo; a prestissimo!


Grazie a te! Sei stata un fulmine! A domani! ^^

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Post: 2,048
Giudice*****
9/17/2020 12:06 PM
 
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Wow, che velocità! Grazie mille per il tuo lavoro Fantaysy, aspetto con ansia domani - anche se so già che arriverò ultima AHAHAH
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Post: 1,029
Giudice****
9/17/2020 12:23 PM
 
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Ulteriori notizie positive!
suinogiallo ha risolto il nostro problema, e ora anche la pagina 9 è visibile senza alcun problema!
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Post: 143
Giudice*
9/17/2020 12:27 PM
 
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Re:
fantaysytrash, 16/09/2020 15:17:

Cari partecipanti, passo per avvisarvi che venerdì 18, indicativamente verso le 21.00/21.30, posterò le valutazioni!
Grazie ancora per avermi accettata come giudice sostitutivo; a prestissimo!



Che bella notizia! *__*
Grazie mille fantaysy per averci aiutato col contest e per la tua estrema velocità! *_*

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Post: 993
9/17/2020 11:08 PM
 
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fantaysytrash, 17/09/2020 12:23:

Ulteriori notizie positive!
suinogiallo ha risolto il nostro problema, e ora anche la pagina 9 è visibile senza alcun problema!

🙏🏻 Grazieeee finalmente leggo 😍
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Post: 105
9/18/2020 2:32 AM
 
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Aggiungo i miei ringraziamenti, non solo per aver deciso di farci da giudice in questo contest, ma anche per aver preso in mano la situazione e aver contattato l'amministrazione che ha risolto il problema.
Siamo stati fortunati alla fine. 😊

Aspettiamo i risultati allora!
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Post: 1,029
Giudice****
9/18/2020 8:48 PM
 
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Discorso pre-risultati:

Eccomi finalmente con i vostri risultati!

Prima di lasciarvi alla classifica, ci tengo a fare una doverosa premessa. Com’è naturale che sia, alcune storie mi sono piaciute di più, altre di meno, un paio sono addirittura state inserite tra le preferite/ricordate perché le ho veramente adorate. In generale, però, indipendentemente dal punteggio numerico, ognuna delle vostre storie mi ha trasmesso qualcosa di significativo e mi ha fatto molto piacere leggerle e valutarle; ritengo quindi che possiate essere soddisfatti dei vostri lavori.

Ricordo inoltre che i giudizi che seguono sono il mio personale parere che spero sì di avere espresso nel migliore dei modi – e il più oggettivamente possibile –, ma che non voglio assolutamente imporvi come verità assoluta; in caso lo riteniate errato o non in sintonia con la vostra opinione siete ovviamente esortati a farvi avanti in modo da discuterne insieme. In linea ultima le vostre fanfiction devono innanzitutto convincere voi stessi, e se almeno parte delle mie parole vi saranno d’aiuto in qualsiasi modo, io posso ritenermi soddisfatta.


Un’ultima precisazione per quanto riguarda i parametri di valutazione;

- per quanto non costituisca un vero e proprio parametro – e quindi non comporti un’aggiunta o una detrazione punti – nel parametro della Grammatica ho inserito anche un commento sullo stile, che mi sembrava fosse doveroso per completezza

- nel parametro Trama e originalità, ho preso in considerazione la coesione dei fatti narrati, il filo logico del racconto, eventuali riferimenti al canon e una minima caratterizzazione dei personaggi; tutti questi aspetti hanno avuto un peso ben maggiore rispetto all’originalità in sé, da cui ho sottratto punti solo in caso di riferimenti/particolari veramente visti e rivisti


Detto ciò, ringrazio ancora tutti per avermi accettata come giudice sostitutivo, spero di avere svolto un lavoro adeguato.

Vi chiedo per favore di non commentare finché non avrò postato tutti i risultati (portate pazienza dato che con l’editor ci metto qualche minuto in più rispetto al semplice copia-incolla) e il commento finale con il riepilogo della classifica e dei premi. Fatemi inoltre sapere se gradireste la valutazione come recensione alla storia.

Grazie!


[Edited by fantaysytrash 9/18/2020 8:48 PM]
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Post: 1,029
Giudice****
9/18/2020 8:56 PM
 
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X POSTO

“La Casa d’Erba”, Nina Ninetta – 27,3/37

Grammatica: 6,05/10

A parte qualche errorino di battitura, l’unico aspetto significativo che ho da segnalare è stato l’uso spesso impreciso della punteggiatura, e in particolare:

- Prima e/o dopo appellativi manca spesso la virgola (-0,15 per ventuno volte -> -3,15 -> punteggio cumulativo sottratto: -1,00)

- Prima dei discorsi diretti, a meno che non ci sia la presenza dei cosiddetti verbi dichiarativi, le frasi non devono finire con i due punti, ma con il punto fermo (-0,15 per sette volte -> -1,05 -> punteggio cumulativo sottratto: -0,50)

- In alcuni casi hai inserito la maiuscola dopo il discorso diretto, quando la frase andava invece a completare – esempio: “«Non prendermi in giro, Granger!» Urlò Draco balzando in piedi e lanciando una scarica di magia […]” (-0,15 per ventiquattro volte -> -3,60 -> punteggio cumulativo sottratto: -1,00)

Per quanto riguarda i vari refusi, invece:

“Mclaggen” -> “McLaggen”

“Già, Ginny, perché diamine non le aveva chiesto di accompagnarla, avrebbe acconsentito di sicuro.” -> qui ci vuole il punto di domanda, con conseguente separazione della frase in due periodi distinti (-0,15)

“Tiger e Goyle si posizionarono al suo canto, simili a guardie del corpo.” -> “fianco”

“[…] li minacciò di farli espellere dalla scuola, il preside, la McGranitt - per fino Piton - li avrebbero sbattuti fuori.” -> “perfino”

“sé stessa” -> “se stessa”

“babbana/o” -> “Babbana/o” (quando usato come sostantivo)

“Anche questa non era mutata di una virgola, se si esclude il fatto che non c’erano più i quadri degli ex presidi di Hogwarts appesi al muro.” -> “escludeva” (-1,00)

“«Andate» disse solo il predise.” -> “preside”

“«Ma Severus, forse dovremmo accettarci che non si tratti di un incantesimo o una pozione Polisucco» consigliò Nott.” -> “accertarci”

“Quando risollevo le palpebre si ritrovò a fissare i suoi stessi occhi castano/verde, l’altra sé le detergeva la fronte con un panno umido.” -> “risollevò”

“«S-si» la giovane Hermione si mise seduta, osservò l’altra di soppiatto, imbarazzata.” -> “S-sì”

“Draco Malfoy esaminò la ragazza seduta al suo canto.” -> “fianco” o “accanto”

“Anche ora, che si era ritrovata catapultata in un mondo con una futuro triste e inimmaginabile […]” -> “un futuro”

“Lui tiene in mano ha una ciotola di legno […]” -> c’è un “ha” di troppo

“Da l’impressione che possa andare in frantumi da un momento all’altro.” -> “Dà” (-0,15)

“Hermione di dimena, calde lacrime le bagnano il viso e il collo.” -> “si dimena”

“La Casa d’Erba è in balia della tempesta, da l’impressione che possa essere spazzata via da un momento all’altro.” -> “dà” (-0,15)

“«Si» sospirò la maga.” -> “Sì”

“Si…” -> “Sì”

Lo stile, invece, è molto ricco e scorrevole, e manda avanti una narrazione che con uno stile più elevato sarebbe potuta risultare pesante. Mi è piaciuto il cambio di tono e di persona quando ci addentriamo nei ricordi di Hermione, dove il ritmo accelera e vediamo una sequenza di scene che passa rapida, proprio come se fossimo noi a essere immersi nel Pensatoio.

Sebbene le scene siano parecchie in numero e molto spesso il dialogo è un aspetto fondamentale per comprendere appieno ciò che sta succedendo e le rivelazioni che i due personaggi scoprono man mano, non c’è mai un rallentamento eccessivo della narrazione, tutto è narrato in modo tale da mantenere viva l’attenzione e l’interesse del lettore, e questa è – a mio parere – una grande qualità.


Trama e originalità: 7,5/10

La tua storia ha una struttura interessante e compatta e, sebbene ci siano viaggi nel tempo e stravolgimenti rispetto al canon, tutto è comprensibile e – soprattutto – credibile.

Inizialmente avevo paura che la fic partisse con la Dramione già consolidata, e non sai quanto ho apprezzato che non fosse così. Ciò che i protagonisti vedono e il modo in cui (re)agiscono di conseguenza plasma in parte il loro rapporto, e da nemici si trasformano in una sorta di alleati e, successivamente, in amanti. Il fatto che nel futuro alternativo i due stiano insieme più per necessità e per circostanza risulta molto più plausibile di un improvviso colpo di fulmine; Draco che viene quasi “costretto” da Piton a prendersi cura di Hermione è un bel cambiamento rispetto tutte quelle storie in cui diventa improvvisamente buono d’animo e comprensibile delle situazioni altrui.

Il legame che unisce Draco ed Hermione – sia nel presente che nel futuro – viene mostrato gradualmente in modo che, alla fine, il lettore abbia l’impressione che anche una coppia così lontana dal canon possa effettivamente avere senso.

Da questo punto di vista, non posso che farti i complimenti per l’IC di entrambi i personaggi, una delle sfide maggiori quando si tratta di scrivere di una coppia del genere. Sia Hermione che Draco sono ben caratterizzati e possiedono le caratteristiche canoniche che conosciamo, non vengono mai stravolti per farli rientrare a forza in ruoli prestabiliti o spingendoli l’uno nelle braccia dell’altra in modo innaturale e stonante.

L’unica piccola pecca in questo campo è che non mi è molto chiaro come i due siano effettivamente arrivati a essere amanti; questo passaggio abbastanza fondamentale avviene fuori scena, tra i vari momenti in cui i due trascorrono insieme alla Casa d’Erba, e mi sarebbe piaciuto magari vedere più approfondito il momento di questo cambiamento significativo nel loro rapporto.

Il vero punto dolente della trama – e il principale motivo della detrazione punti – è tuttavia legato alle premesse stesse della storia. In particolare:

- Se ci troviamo al sesto anno – citi la festa di Lumacorno e McLaggen, quindi il contesto generale è quello – com’è possibile che Hermione possa aver chiesto alla McGranitt di riavere la GiraTempo quando questa è stata distrutta insieme a tutte le altre esistenti l’estate precedente durante la Battaglia all’Ufficio Misteri? Se si tratta di un what if – quindi si parte dall’ipotesi che una sia rimasta utilizzabile – bisogna farlo presente nella storia o nelle note, altrimenti si dà per scontato l’andamento canonico.

- Qual è il ragionamento dietro la scelta di Draco di usare una GiraTempo per accertarsi di star facendo la cosa giusta nell’allearsi con Voldemort? Non mi è risultato chiaro perché, molto banalmente, lui non ha scelta in merito. Se anche dovesse scoprire di stare sbagliando all’ennesima potenza, Voldemort ha una presa ferrea sulla sua famiglia, suo padre è ad Azkaban, sua madre è pressoché senza difese. Tra l’altro, viene anche citato il suo compito di uccidere Silente quindi ciò vuol dire che ha già il Marchio Nero. Cosa potrebbe fare, dunque, per cambiare le sue sorti? Durante il suo viaggio scopre altre questioni – quali, appunto, come salvare Harry e le sorti del Mondo Magico –, ma non era questa la sua intenzione iniziale, che invece ho trovato un po’ lasciata in disparte. Chiede a Piton se ha fatto la scelta giusta, ma invece che rispondere effettivamente alla sua domanda circa l’affiliazione a Voldemort, gli rivela ben altro che, dal mio punto di vista, non era quello che Draco stava cercando (e a cui ancora non ha risposta).

Altri piccoli quesiti che mi sono chiesta durante la lettura sono stati; perché Draco non utilizza subito l’incantesimo Accio all’inizio della storia? Oppure, quando ritornano alla linea temporale di partenza, non dovrebbero riapparire anche Tiger e Goyle – dato che di fatto Hermione e Draco non hanno alterato niente e quindi non hanno ancora creato una linea temporale diversa?

Si tratta forse di sottigliezze, anche considerando poi l’andamento successivo del racconto più che soddisfacente, ma mi hanno confusa leggermente perché proprio non sono riuscita a trovare delle risposte.

Tornando agli aspetti invece positivi, ho apprezzato moltissimo il finale, la scena canonica che si fonde con la tua rivisitazione; l’alternanza tra il presente attuale a King’s Cross e un futuro irraggiungibile nella Casa d’Erba è stata ben trattata e simboleggia quello che Draco ed Hermione si sono lasciati alle spalle. L’ultimissima frase, poi, urla “sequel!”, cosa che onestamente non mi sarei mai aspettata di dire circa una delle mie coppie più odiate, but here we are.


Utilizzo della citazione: 4,75/5

La prima citazione – “Se solo potessimo vedere l’infinita catena di conseguenze derivanti da ogni nostro singolo gesto” – è stata sicuramente esplorata in maniera completa, in quanto costituisce il vero nucleo del racconto ed è quasi la premessa su cui si basa l’intera storia. Le conseguenze citate vengono senz’altro esplorate abbondantemente, per cui da questo punto di vista non ho ulteriori commenti.

La seconda frase – “Io non sono una bestia che si trasformerà magicamente in un bel principe quando l’incantesimo finirà. Io sono solo... un mostro” – ha invece un ruolo assai minore, ma ha comunque il suo perché; vediamo Draco che è terrorizzato dal suo stesso destino, ha già i suoi dubbi riguardo l’essere un mostro e pare che il futuro che lo attende confermi queste insicurezze, stravolgendo le sue già scarse e traballanti certezze.

Questo è però un contorno al vero sviluppo della storia, e tra l’altro vediamo che l’affermazione di Draco non è neanche vera, in quanto compirà delle azioni che mostrano senza ombra di dubbio come non sia affatto un mostro, ma abbia diverse qualità da non sottovalutare.

Non me la sono sentita di penalizzarti maggiormente perché comunque una citazione è stata sviscerata alla perfezione, ma avendone scelta una seconda mi è sembrato appropriato menzionare come non sia esattamente accurata o sviluppata nella sua interezza.


Titolo: 2/2

Il titolo ha catturato subito la mia intenzione per la sua peculiarità e, dopo aver approfondito il suo significato durante il corso della lettura, confermo che è effettivamente molto azzeccato per la tua storia.

La Casa d’Erba ha una presenza ben chiara all’interno del racconto e possiamo dire che è uno dei cardini della narrazione; è infatti proprio intorno a questo luogo magico che vengono rivelate le informazioni più importanti e le rivelazioni utili a cambiare le sorti dell’intero mondo.

È il luogo sicuro dell’Hermione del futuro e uno dei più grandi rimpianti di quella del presente, e mi è molto piaciuto questo dualismo tra il lasciare ciò che si conosce per il bene comune e il non sapere cosa ci aspetta alle fine dell’altra strada intrapresa. Anche il finale ricalca questa considerazione, con entrambi i protagonisti che si domandano se abbiano fatto la scelta giusta nel separarsi o se avessero dovuto lasciare che la storia facesse il suo corso senza interferirvi.

Non so per quale motivo, ma questa parte mi ha ricordato la scena di Game of Thrones in cui Ygritte dice a Jon “We should have stayed in that cave”; ho avuto un po’ la stessa sensazione, anche se con toni decisamente meno drammatici.


Gradimento personale: 7/10

Credo che tu ti meriti un premio solo per aver mantenuto vivo il mio interesse, nonostante la scelta di una delle mie NOTP più giurate.

In realtà questa storia mi è piaciuta molto di più di quanto avessi previsto inizialmente nel vedere appunto i personaggi trattati, quindi mea culpa per aver fatto supposizioni senza basi solide. L’andamento della narrazione, la successione di attimi ben descritti e posti con cognizione logica hanno aiutato nella lettura in modo significativo, e tutte le sfumature che hai dato ai caratteri dei due protagonisti hanno fatto sì che risultassero credibili e non delle storpiature neanche lontanamente vicini al canon.

Ritengo quindi che tu abbia saputo trattare il tema e i personaggi nel migliore dei modi, ottenendo un risultato molto solido sia per i normali intenditori di questa ship sia per i lettori più occasionali, per cui – se anche non mi hai convertito alla coppia – non escludo di cercare in futuro ulteriori storie a riguardo di mia iniziativa, un traguardo non indifferente che difficilmente avrei creduto possibile.


Totale: 27,3/37
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Post: 1,029
Giudice****
9/18/2020 9:01 PM
 
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IX POSTO

“The best cure for all my pain will always be your bright smile”, Lily10 – 28,05/37

Grammatica: 7,05/10

Gli unici errori che ho trovato e che ti riporto sono prevalentemente sottigliezze, perciò mi congratulo per un testo perlopiù pulito e grammaticalmente corretto.

“Quest'ultime, di fronte al fievole riflesso solare, sembravano tante stelline appartententi a costellazioni diverse […]” -> “appartenenti”

“No Fred, così Ronnie lo viene a sapere e farà di sicuro da spia […]” -> manca una virgola prima di “Fred” (-0,15)

“«...Tu-Sai-Chi»” -> manca il punto alla fine della frase (-0,15)

“«Già... e non credo che riuscirò mai a credere, nonostante siano già passati ben cinque anni, che sia morto per davvero»” -> manca il punto alla fine della frase (-0,15)

“George guardò altrove dubbioso, affondando gli scarponcini sulla coltre di neve […]” -> “nella coltre di neve” (-0,15)

“[…] sebbene lui stesso era consapevole di non conoscere ancora per bene certe profonde inquietudini perché solo un quindicenne.” -> “sebbene lui stesso fosse consapevole” (-1,00)

“«E se torna, come dite voi... noi lo affronteremo senza paura, insieme»” -> manca il punto alla fine della frase (-0,15)

“Si fermò un attimo per cercare le parole adatte, poi concluse: «e voi due, poi, siete davvero così fortunati... perché potrete contare in particolar modo l'uno sull'altro, sempre».” -> dopo i due punti ci vuole la lettera maiuscola (-0,15)

“E se mai un giorno ci attacca di nuovo, come tanti anni fa...” -> “ci attaccasse”, lo segnalo per completezza, ma non tolgo punti in quanto credo fosse voluto, dato che a parlare è un Fred ancora piccolo.

“[…] sapendo in cuor suo di avere la vittoria in pugno contro qualcosa di più grande – di cui ahimè, forse per la sua giovane età, non aveva ancora realizzato a pieno la potenza.” -> manca una virgola prima di “ahimè” (-0,15)

“La coppia di altalene poco lontana da lui cigolò malinconica, arruginitasi con il trascorrere degli anni […]” -> “arrugginitasi”

“I colori del tramonto illuminarono i suoi occhi azzurri – ai quali di fatto non fu contagiata quella luce […]” -> “i quali di fatto non furono contagiati da quella luce” (-0,25)

“Pensandoci, era passato talmente tanto tempo che Voldemort era tornato per davvero, e avevano anche combattuto insieme i suoi seguaci...” -> “da che” o, ancora meglio, “da quando” (-0,15)

Inoltre dopo alcuni discorsi diretti hai inserito la lettera minuscola, quando invece iniziava un nuovo periodo – esempio: “«Certo, tesoro! E poi è tutto il giorno che studi, riposati un po'!» quell'anno infatti il maggiore dei Weasley doveva tenere i suoi G.U.F.O.” (-0,15 per dieci volte -> -1,50 -> punteggio cumulativo sottratto: -0,50)

Dal punto di vista dello stile, ho trovato il tuo modo di scrivere molto piacevole; hai un lessico forbito e una padronanza del linguaggio non indifferente che ti ha permesso di narrare i vari eventi spaziando tra due toni ben distanti l’uno dall’altro. La spensieratezza della gioventù accostata alla drammaticità della perdita di Fred ha rappresentato un contrasto netto e al tempo stesso strettamente collegato, davanti al quale è impossibile non rimanere colpiti emotivamente. Inoltre, ho apprezzato in particolar modo anche la presenza di numerose descrizioni, sempre vivide e prorompenti, con un uso costante di metafore efficaci e ben piazzate.

L’unica cosa che non mi ha fatto impazzire sono stati gli inserimenti occasionali di interiezioni (come “ahimè”) che hanno sia rallentato la narrazione sia creato una sorta di distanziamento tra il testo e il lettore. Nel bel mezzo di un discorso più ampio, infatti, hanno stonato perché sembravano quasi commenti dell’autore che, forse, sarebbe stato meglio evitare.

In ogni caso, lo stile curato ha fatto sì che il racconto scorresse veloce e in modo fluido, senza mai momenti morti o ripetitivi, creando un flusso di pensieri esaustivo e articolato che ha arricchito la storia di una componente introspettiva assai soddisfacente.


Trama e originalità: 8,5/10

La trama della storia è senz’altro ben costruita, con diversi passaggi che non solo provocano emozioni forti nel lettore ma che sono speculari nelle due diverse scene rappresentate.

Ci sono infatti molti elementi che sono presenti in entrambi i momenti descritti, il più evidente – e dall’impatto maggiore – costituito sicuramente dall’inquietudine di George e dal riferimento alle persone che “sono volate in cielo” che, se inizialmente era riferito a zii che a malapena conosceva, si sposta poi in relazione al fratello, in uno straziante incontro tra tragedia e inevitabilità.

Anche la presenza di Bill è ben inserita, rappresenta una sorta di figura che dovrebbe apparire rassicurante ma, così come da piccolo George faticava a credergli, ora che è adulto può trarre veramente pochissimo conforto dalla sua vicinanza, a causa degli eventi troppo tragici e da cui non è ancora in grado di riprendersi.

L’emotività – sia dei personaggi che quella che il lettore finisce inevitabilmente per provare – è quindi uno dei punti focali del racconto, ma ci sono state alcune pecche – a mio avviso – che hanno abbassato un po’ il punteggio complessivo.

Prima di tutto, mi sono trovata leggermente spaesata per quanto riguarda la cronologia degli eventi. La seconda scena descritta, infatti, per la sua posizione nel testo e la mancanza di segnali distintivi come l’utilizzo del corsivo, sembra collocarsi successivamente alla prima. Arrivati alla fine, però, si capisce che è in realtà un flashback che spiega le ragioni delle preoccupazioni di George che vengono poi esplorate nella prima e nella terza scena. Può sembrare una sottigliezza, ma ritengo che avere un’idea ben precisa di cosa stia accadendo in un testo sia fondamentale, specialmente perché non è una scena “criptica” che ha lo scopo di confondere per poi stupire, e quindi bisogna segnalare la sua antecedenza cronologica rispetto alla scena graficamente collocata precedentemente.

Oltre a questo, ho percepito inoltre un forte distacco tra la parte ambientata nel 1986 e quella del 1998, non tanto per i temi trattati – essi vengono invece ripresi bene, riportando alla mente di George gli attimi del passato – quanto piuttosto per l’interesse degli eventi in sé.

Mi rendo conto che questa possa essere un’affermazione alquanto soggettiva, ma i pensieri strazianti di George dopo la battaglia sono risultati molto più d’impatto e interessanti da leggere rispetto alla prima parte, principalmente perché – in una storia come la tua dove l’enfasi è senz’altro posta sul rapporto tra i gemelli e il futuro di solitudine che attende il sopravvissuto – il background ambientato durante l’infanzia non è strettamente necessario per comprendere fino in fondo il dolore di George.

Mi sarebbe piaciuto invece leggere qualcosa in più ambientato proprio nel “dopo”, vedere come George – e il resto della famiglia Weasley – cerca di andare avanti senza Fred, piuttosto che avere un momento dolceamaro del passato che è lungo il doppio del vero succo della questione.

Anche la stessa citazione da te scelta si basa su questo concetto, quindi gli avrei lasciato uno spazio più ampio, dato che è anche la parte che possiede maggiori spunti per quanto riguarda l’originalità; George che si dispera per la morte di Fred è un tema trattato in lungo e in largo, ma la forza che deve mostrare per continuare a vivere nonostante la terribile perdita è forse più inedita.

Nel complesso, comunque, c’è una coesione di base abbastanza forte e, anche se non ci sono stati apporti originalissimi o concetti nuovi esplorati a fondo, quelli presenti sono stati esposti in maniera pulita e perlopiù chiara.


Utilizzo della citazione: 4/5

Come accennato nel parametro precedente, la citazione è senz’altro ben inserita nel discorso, ma la parte strettamente collegata al concetto espresso è circa un terzo della storia totale.

La frase “Come pensi di poter scappare da ciò che è dentro la tua testa?” è perfetta per descrivere le sensazioni che prova George nel 1998, lo strazio che sente nel doversi adattare a un mondo in cui manca metà della sua anima, sapendo di dover continuare a vivere ma trovandosi bloccato sul come fare.

E questo, lo ripeto, è stato trattato veramente bene nella parte finale della fic, e proprio per questo avrei voluto che il discorso fosse ampliato ulteriormente, andando a sondare un terreno anche più fragile e delicato, mettendo in mostra ogni sfaccettatura del dolore di George.

Il senso arriva comunque a destinazione, è chiaro che la parte precedente costituisca un crescendo che va a corroborare il pensiero conclusivo – motivo per cui il punteggio è più che sufficiente – ma una spinta in più verso quella direzione più personale e introspettiva avrebbe comportato un risultato di maggiore efficacia.


Titolo: 1,5/2

Il titolo scelto è decisamente azzeccato, riprende una frase effettiva presente nel testo e quello che è il tema principale del racconto, ovvero come il sorriso di Fred fosse capace di rassicurare George e come ora non potrà essere mai più così.

A mio avviso, però, è un po’ troppo lungo e vago, non dà alcuna reale informazione sul tipo di storia che si potrebbe star per leggere, specialmente perché l’associazione gemelli Weasley/risata è talmente comune che il contenuto di un racconto con un simile titolo potrebbe veramente essere dei più disparati.

Ciononostante, è coerente e non troppo stravagante, per cui si addice alla tua storia in maniera molto naturale e senza fronzoli, una scelta che molto spesso risulta più efficace di titoli all’apparenza più innovativi ma privi di un reale senso compiuto.


Gradimento personale: 7/10

Come appunto finale, dico che questa storia ha avuto alti e bassi ma che complessivamente è stata una lettura gradevole e dal forte impatto emotivo. Il tuo stile descrittivo è stato uno dei punti di forza principali, che ha aiutato a creare un’immagine chiara della situazione e a seguire i personaggi nelle loro varie riflessioni.

Ritengo dunque assolutamente che sia una fic di cui tu possa andare fiera – ho letto nelle tue note autrice che questa è la tua prima storia nel fandom di Harry Potter, quindi tanto di cappello – e spero continuerai a produrne altre perché con il tuo stile preciso e completo e la tendenza allo svisceramento dei sentimenti e pensieri dei protagonisti sarai senz’altro in grado di illustrare altri tipi di dinamiche alla perfezione.

I gemelli Weasley non rientrano esattamente tra i miei personaggi preferiti, ma mi ha fatto molto piacere leggere qualcosa su di loro, specialmente perché sei riuscita a mostrare un lato di loro molto più serio e “sofisticato”, aspetto che spesso viene messo in disparte a favore di momenti scherzosi o divertenti; la copresenza di entrambi i toni – uno più leggero e uno più tragico – nella tua storia ha costituito un elemento intrigante e un quadro complessivo più equilibrato.


Totale: 28,05/37
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Post: 1,029
Giudice****
9/18/2020 9:04 PM
 
Quote

VIII POSTO

“Nec quod fuimusve sumusve, cras erimus”, matiscrivo – 28,75/37

Grammatica: 7,25/10

Non ho trovato errori grammaticali gravi, solamente un paio di imprecisioni:

“A malapena ansimava, giusto per far credere a quell’uomo che stava godendo, che stava facendo tutto correttamente e non c’era niente che non andava – ma niente stava andando per il verso giusto.” -> i verbi in questo periodo, dato che seguono “credere” (verbo che esprime opinione), dovrebbero essere al tempo congiuntivo, quindi le forme corrette sono “stesse godendo”, “stesse facendo”, “non ci fosse” e “non andasse”; data comunque la pseudo-accettazione dell’uso dell’indicativo – anche se più comunemente nel parlato e non nello scritto –, e il fatto che si tratta di una ripetizione coerente (ovvero tutti i verbi sono allo stesso tempo e non mischiati) ho deciso di sottrarre un punteggio cumulativo di -2,00 invece che -1,00 per ogni singolo verbo.

“Rose ma mi stai ascoltando? […]” -> manca una virgola dopo “Rose” (-0,15)

“È inutile che tiri fuori gli artigli, questa non sei tu” -> manca il punto alla fine della frase (-0,15)

“Il letto cigolava con un rumore inquietante […]” -> “stava cigolando” forse è più adatto, ma non costituisce motivo di errore.

“Salutali da parte mia Albus.” -> manca una virgola prima di “Albus” (-0,15)

“Se ti comporti come qualcuno che non sei, ben presto è ciò che diventerai” -> manca il punto alla fine della frase (-0,15)

“Albus non hai minimamente pensato che è proprio questo che voglio diventare?” -> manca una virgola dopo “Albus” (-0,15)

Per quanto riguarda lo stile, l’ho trovato molto consono alla tipologia di storia che hai scelto di trattare; i pensieri e le riflessioni di Rose vengono messe in risalto non soltanto dai ricordi di ciò che ha perduto, ma anche dallo svolgersi stesso degli eventi nel presente.

In ogni minimo dettaglio narrato, traspare sì la scena che si sta svolgendo ma anche una sorta di confronto con ciò che la protagonista aveva un tempo e che si sta impegnando con tutte le sue forze per dimenticare e sostituire.

Questo risulta in una flash con grande pathos, in cui Rose risulta un personaggio con cui è facile empatizzare, e viene quasi spontaneo fare il tifo affinché torni sulla giusta via e non si faccia cambiare in modo così drastico dal rifiuto di un ragazzo.

Considerando anche la lunghezza della storia, lo stile aiuta molto a stringere un legame con ciò che viene narrato, facendo sì che il momento non appaia fugace o di poca importanza ma sembra protrarsi più di quanto effettivamente faccia in realtà.


Trama e originalità: 8/10

La tua storia mi ha colta di sorpresa; pur essendo assai corta e per di più su un personaggio di cui si sa oggettivamente poco, sei riuscita a creare un quadro della situazione ben chiaro e preciso.

L’alternanza tra il presente di Rose e la conversazione passata con Albus è ben piazzata, non interrompe il flusso di pensieri della protagonista ma lo amplia, mostrando anche i retroscena che l’hanno portata a quel momento.

Mi sarebbe senz’altro piaciuto vedere i personaggi esplorati e analizzati più in profondità, specialmente il motivo per cui Scorpius ha lasciato Rose, dato che è un momento cardine del cambiamento di quest’ultima, ma nella storia risulta solo accennato brevemente.

Allo stesso modo, la presenza di Albus è certamente gradita, ma un approfondimento della vita famigliare dei due cugini avrebbe costituito uno spunto significativo e mostrato forse come le avventure notturne di Rose fossero anche un modo per rilasciare la tensione accumulata a casa.

Nel complesso, però, la storia fluisce velocemente senza intoppi e mi rendo conto che ciò che hai scelto di descrivere sia un attimo significativo dell’evoluzione di Rose, in cui i retroscena sono comunque accennati e intuibili, per cui il punteggio finale è relativamente alto in quanto non ho avuto alcuna difficoltà nell’inquadrare la scena o comprendere a fondo le sensazioni provate dai protagonisti – sia Rose, ovviamente, ma anche Albus il quale, seppur presente in maniera molto secondaria e con solamente un paio di battute, rende ben note le sue opinioni.


Utilizzo della citazione: 5/5

Non solo hai centrato in pieno il tema del contest, ma hai attribuito alla frase scelta una connotazione originale e particolare, per cui – almeno dal mio punto di vista – non sei ricaduta in trame ripetitive o significati ovvi.

Interessante anche come tu abbia attribuito alla citazione un collegamento con Ovidio, che certamente ha il suo perché, ma che fortunatamente non hai reso troppo marcato o invadente nella storia. Tra l’altro, non è improbabile pensare che Rose conosca effettivamente l’autore latino, dato che Hermione quasi sicuramente è interessata ai libri non solo del Mondo Magico, ma anche di quello Babbano.

Ottimo lavoro, quindi, da questo punto di vista; un 5/5 meritatissimo e con spunti davvero significativi!


Titolo: 1,5/2

Ammetto che ogni titolo in latino mi fa andare in brodo di giuggiole, per cui personalmente ho molto apprezzato non solo la presenza di un titolo innovativo e non banale, ma anche il modo in cui poi è stato analizzato all’interno della storia.

È azzeccato per descrivere il personaggio di Rose, che non solo è cambiata da quella che era un tempo, ma tutte le azioni che sta compiendo la porteranno inevitabilmente a mutare ancora di più in futuro.

Tuttavia, ritengo anche che un titolo debba catturare l’attenzione del potenziale lettore, dandogli almeno un’idea della storia che sta andando a leggere, e non tutti potrebbero capire subito da dove derivi il tuo titolo o cosa possa significare.

Per questo motivo non ti ho assegnato un punteggio pieno, ma è stata una boccata d’aria fresca rispetto ai soliti titoli ripetitivi che si trovano spesso in giro. Complimenti per l’idea!


Gradimento personale: 7/10

Sebbene il personaggio di Rose non rientri tra i miei preferiti, è stato interessante vederla sotto questa luce. Di lei – così come della maggior parte dei personaggi della Nuova Generazione – sappiamo in generale davvero poco, quindi è sempre interessante vedere come i vari autori interpretano personaggi del genere, dandogli una propria storia e relazionandoli con gli altri protagonisti in scena.

Anche la coppia Scorpius/Rose è innovativa di per sé e, nonostante io shippi Scorpius e Albus fino al midollo, la tua idea mi ha intrigata non poco, per cui non è improbabile che in futuro vada a spulciare altre fic proprio su questo pairing – se tu stessa ne hai scritte altre, sarei felice di leggerle per scoprire da dove sia nato il tuo interesse.

Grazie quindi per averla proposta perché io sicuramente sono stata super felice di leggerla!


Totale:
28,75/37
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9/18/2020 9:06 PM
 
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VII POSTO

“Soulless mate”, Lady.Palma – 30/37

Grammatica: 10/10

Non ho riscontrato alcun errore grammaticale; complimenti! (Ci sono solo due sviste nella parte delle note autore – “perchè” invece di “perché” e “dovrebe” invece di “dovrebbe”; non mi falciare per queste sottigliezze, le riporto solo per completezza!)

Lo stile è diretto, molto d’impatto, e mi è piaciuto come in ogni parte della storia vai a riprendere certe frasi e meccanismi narrativi che si ripetono per enfatizzare i cambiamenti del rapporto tra Dolores e Alastor. Come ripoterò anche in seguito nel parametro della trama, questo modo di narrare tiene coesi gli eventi, facendo sì che le varie drabble non risultino sconnesse, ma abilmente e strettamente collegate le une con le altre.

Ci sono un paio di frasi che, per mantenere appunto la struttura delle precedenti in una serie di ripetizioni volute, stonano un pochino, come ad esempio “Lui con lei un po’ si controlla. Lei con lui un po’ il controllo lo perde”, che ho trovato un po’ arzigogolate, almeno durante la primissima lettura. Sono grammaticalmente corrette, ma hanno leggermente frenato la narrazione in quanto meno scorrevoli rispetto al resto.

Capisco però che si tratti di scelte stilistiche e narrative personali, che anzi vanno a caratterizzare lo stile proprio di un determinato autore, per cui alla fine non ha né intaccato il gradimento complessivo della storia né costituisce motivo di detrazione punti.


Trama e originalità: 7/10

Ci sono stati diversi aspetti, per quanto riguarda la struttura della trama, che hanno contribuito a creare una narrazione svelta e scorrevole. Innanzitutto, come ti anticipavo, ho trovato la ripetizione precisa e accurata di specifici temi o delle strutture frasali molto azzeccata, in quanto fa immediatamente saltare all’occhio il passare del tempo e il conseguente mutamento della relazione che lega i due protagonisti.

Anche il modo in cui gli stessi Dolores e Alastor vengono descritti, prima in contrapposizione l’uno con l’altra, poi mettendo in evidenza le similitudini, per infine terminare nella lontananza più abissale a causa degli schieramenti presi durante la guerra, è stata una scelta ben riuscita. Attraverso una serie di momenti ben piazzati, si riesce a percepire il progressivo allontanamento tra i due con il passare del tempo, le cui principali – uniche? – interazioni vertono sempre sul tema unificante delle anime gemelle, un filo che li tiene legati ma che è destinato a spezzarsi.

Il problema principale che ho però riscontrato è il fatto che questa storia sembri quasi una sorta di missing moment di un headcanon. Mi spiego meglio; trattandosi di una coppia estremamente crack, per di più due personaggi che nel canon non abbiamo mai visto nemmeno interagire, sarebbe stato utile vedere un background sul come siano arrivati anche solo a conoscersi. Ciò avviene ad Hogwarts, ovviamente, ma cosa spinge i due a parlare la prima volta, dato che sono in Casate differenti? Cosa li attira l’uno dell’altra e li spinge a proseguire quest’improbabile amicizia che poi si trasforma in qualcosa di ben più significativo?

I personaggi di per sé sono molto IC, ma non ho visto alcuna complicità tra i due e soprattutto non mi è risultato per niente chiaro come siano potuti diventare una coppia o anche solo affezionarsi l’uno all’altra. È un po’ come se dessi per scontato una base che di fatto non esiste e su cui dovrebbe basarsi l’intera storia, come se questa flash sia solo una parte di una serie più ampia e articolata.

So che hai scritto molte storie su questi due personaggi, ma io ovviamente mi devo attenere al testo in questione, senza basarmi su input provenienti da altre parti. E questa breve flash non mi è sembrata abbastanza completa per sviluppare e descrivere un rapporto che si conclude con i due protagonisti che – scherzando o meno – si definiscono anime gemelle.

Specialmente alla fine, quando l’appellativo non è più uno scherzo ma un’affermazione seria e decisa, mi mancano gli elementi per emozionarmi del cambiamento di tono, dell’evoluzione dei personaggi, o per straziarmi dinnanzi al fatto che i due siano ormai separati per sempre senza possibilità alcuna di riunirsi.

Credo che un tipo di trama di questo genere – costituita da attimi, con un ritmo calzante e di lunghezza relativamente breve – sia adatta a coppie già note che uno scritto come il tuo può andare ad ampliare, mostrando uno spaccato di vita senza enfatizzare ogni minimo dettaglio. Per una coppia crack come questa ritengo invece che sarebbe stato più opportuno dilungarsi un po’ di più per mostrare i retroscena, in quanto non traspare come esattamente siamo arrivati alla situazione da te descritta.

Nonostante questi appunti, ci sono stati senz’altro elementi di merito, primo fra tutti l’originalità del racconto, non soltanto dovuta alla coppia inusuale, ma anche alla scelta di dividere la fic in maniera così netta, pur riuscendo a mantenere un filo logico comune e una linearità che spesso, con una struttura simile, è più facile perdere di vista.

Di rilievo è stato anche vedere inserito l’unico legame canonico tra i due – l’occhio di Moody nell’ufficio di Dolores – attribuendogli un significato totalmente opposto; è stato un tocco finale che è riuscito nel suo intento di ricollegare, anche alla larga, la fanfiction alla storia di partenza che conosciamo.

In conclusione, quindi, sebbene ritenga che questa fic sarebbe stata più efficace con un po’ più di materiale contenutistico alle spalle, costituisce ugualmente un buon racconto, scorrevole e interessante, che ho divorato in pochissimo tempo e che mi ha lasciata con la voglia di approfondire la faccenda per scoprire le sfaccettature più nascoste di questa coppia insolita.


Utilizzo della citazione: 4/5

La citazione scelta è stata ben sviluppata; il tema delle anime gemelle è sicuramente il tema preponderante della storia e il concetto viene esplorato attraverso i quattro momenti da te descritti.

Tuttavia mi è parso mancasse il momento di svolta, ovvero la causa scatenante che rompe definitivamente il rapporto già precario tra i due protagonisti; una frase del genere innesca infatti una curiosità – almeno così è stato per me – nello scoprire cosa sia andato storto nella relazione, cosa sia cambiato per dire “una volta eri la mia anima gemella, ma ora…” E mi è piaciuto il momento in cui le cose sono state stravolte nell’ultima conversazione tra Alastor e Dolores, in una sorta di ultimo confronto prima di allontanarsi per sempre… però non mi è ben chiaro cosa esattamente sia successo per giustificare un simile cambio di toni. Si tratta del ruolo che Dolores ha nella seconda guerra magica? I cambiamenti che apporta quando lavora a Hogwarts? Qualcos’altro di ancora più personale che non riguarda nessun’altro a parte i due protagonisti?

Questa parte non mi è dunque risultata chiarissima. È forse ipotizzabile dagli avvenimenti canonici che li riguardano, ma un riferimento più chiaro e diretto avrebbe senz’altro aiutato ad avere una comprensione più completa.


Titolo: 2/2

Partendo dal presupposto che adoro tantissimo i giochi di parole, questo titolo non ha potuto fare altro che convincermi fin dal primo momento. Non soltanto infatti è accattivante e ti sprona quindi a leggere la storia per comprenderne il significato, ma si adatta anche molto bene al personaggio a cui si riferisce, ovvero Dolores.

Senz’anima è un attributo facilmente riconducibile a lei, considerate le sue azioni nella saga, e questa storia può quasi essere considerata un antefatto, un breve resoconto di come è diventata il personaggio tanto odiato da tutti.

Punteggio dunque pieno per questo titolo innovativo e molto originale, creato su misura da te senza l’influenza da altri mezzi; bell’idea, complimenti!


Gradimento personale: 7/10

Ammetto che, rispetto alle molte altre storie scritte da te che ho letto, questa mi è piaciuta un pochino meno. Ci tengo a precisare comunque che il mio gradimento non è stato intaccato dalla coppia in sé, ma dal fatto che non abbia riscontrato elementi che me l’hanno argomentata a sufficienza.

Proprio perché si tratta di una coppia non convenzionale serve qualche riferimento e spiegazione in più per far appassionare il lettore a ciò che stai descrivendo, tutte quelle sfaccettature che in una coppia canon o fanon sono presenti in modo sottointeso e spontaneo perché già presenti in partenza tra le conoscenze di chi legge.

Nel complesso, comunque, la tua storia mi ha sicuramente intrigata e non mi dispiacerebbe affatto leggere altre tue fic sulla Dolastor, magari proprio quelle un po’ più corpose in modo da comprendere meglio anche il tuo punto di vista e la tua passione per questa coppia a te cara.

Sono contenta di avere avuto un piccolo assaggio sia di Dolores che di Alastor, personaggi su cui non credo di aver letto mai niente di realmente significativo, ma che vale la pena esplorare più a fondo.


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9/18/2020 9:09 PM
 
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VI POSTO (PARIMERITO)

“Pure love as a painkiller”, Soul_Shine – 31/37

Grammatica: 10/10

Non ho trovato errori grammaticali, perciò ti faccio i miei complimenti!

L’unica piccolissima imprecisione che ho riscontrato – ma che non ha influenzato minimamente questo giudizio – è la seguente:

“Per tanti anni ha finto che non fosse così, ha finto che la mia assenza gli stesse indifferente, ma adesso non c’è più nulla da nascondere, non c’è orgoglio che tenga.” -> “gli fosse” sarebbe stato meglio.

Lo stile si è adattato bene alla narrazione, diretto e pulito, un flusso di pensieri che fuoriescono quasi involontari da Steven il quale viene bombardato da una serie di sensazioni e ricordi alla vista di Slash in quelle condizioni pietose. Ne risulta quindi un racconto molto “onesto”, in cui si percepisce in modo marcato la disperazione e l’urgenza che trasuda in ogni secondo che passa.

Confesso che a tratti l’ho trovato un po’ troppo sdolcinato, ma capisco che tutta la storia sia fortemente basata sul rapporto che lega Slash e Steven e che un po’ di sentimentalismo sia quasi d’obbligo per una storia d’amore tanto intricata e travolgente.


Trama e originalità: 7,5/10

La tua storia gioca molto sulle emozioni che tutti i pensieri e le riflessioni di Steven provocano nel lettore. La trama in sé non è complicatissima o ricchissima di dettagli, ma serve principalmente a mettere in risalto il tipo di relazione presente tra i due protagonisti e a mostrare come siano arrivati al punto attuale, con alcuni dei retroscena rivisitati tramite i ricordi di Steven.

Ammetto che mi sarebbe piaciuto avere qualche informazione in più sull’universo delle anime gemelle, che nel testo vero e proprio sono solo accennate, ma mi rendo conto che non fosse quello lo scopo del racconto. Tuttavia, almeno per quanto riguarda appunto la creazione del mondo – aldilà dei personaggi noti o delle situazioni alterate dalla realtà – ritengo che i meccanismi dovrebbero essere comprensibili nella loro totalità senza l’utilizzo di note, e che dunque sarebbero dovuti essere leggermente ampliati e approfonditi meglio.

Ad esempio, so che i due personaggi hanno un numero tredici tatuato sul corpo, ma è solo tramite le note che scopro essere l’età a cui si sono incontrati. Dal testo si evince solamente che al momento dell’incontro tale tatuaggio abbia cambiato colore, ma non c’è alcun riferimento all’effettivo significato. Perché quindi non inserire – anche solo con una frase – questo dettaglio nel testo? Non so se dipenda dal fatto che esista un’altra fic da te scritta a riguardo, e quindi la tua intenzione era anche quella di non risultare ripetitiva, oppure semplicemente sono io che non ho capito bene, ma qualche piccolo retroscena pratico e non solo sentimentale sarebbe stato gradito per avere una visione d’insieme più ampia.

Un’altra parte che mi ha fatto storcere un po’ il naso è stato il momento del risveglio di Slash, perché la scena dell’amato che si sveglia quando il compagno arriva al suo capezzale è stato usato talmente tante volte in una quantità spropositata di film e libri che ormai non riesco più a reggerla. Tuttavia, nella tua storia c’è l’attenuante del Soulmate!AU e quindi questa dinamica acquisisce un po’ più di senso.

Un discorso simile è per la promessa di Steven di “guarire” i problemi di Slash con il suo amore che – per quanto sia un pensiero dettato anche dalle forti emozioni e, di nuovo, sostenuto dal modo in cui il rapporto tra i due soulmate funziona – non mi ha convinta del tutto, anche dato il percorso dei due personaggi che abbiamo visto precedentemente a questo momento. L’amore di Steven non ha salvato Slash in passato, cos’è cambiato ora da renderlo così sicuro della sua affermazione?

In generale, comunque, la trama è scorrevole e per la maggior parte comprensibile, anche se non sempre del tutto lineare, in quanto portata avanti dal flusso di sentimenti e sensazioni di Steven invece che veri e propri eventi.

Mi è piaciuto il modo in cui hai rivisitato la storia reale dei due, il ricovero e la diagnosi di Slash, il risveglio con Steven al posto della moglie, il piccolo accenno al loro futuro insieme… sono tutti particolari che hanno contribuito a un mio apprezzamento complessivo – che c’è stato, spero risulterà chiaro anche dal resto della valutazione – e che hanno delineato i protagonisti nelle loro caratteristiche principali.

Sebbene infatti la storia non sia lunghissima, mi è parso di avere una visione d’insieme di Steven e Slash non indifferente, specialmente considerando anche come tu abbia sviluppato lo scritto dando per scontato che il pubblico fosse già a conoscenza di alcune dinamiche di base.

In conclusione, quindi, ho riscontrato una trama compatta e chiara, anche se non sempre completa per quanto riguarda il mondo all’infuori dei protagonisti in sé – per cui, invece, i rapporti interpersonali sono stati esplorati fino in fondo in modo più che soddisfacente.


Utilizzo della citazione: 5/5

La citazione scelta è stata inserita molto bene, ha un ruolo rilevante e si colloca alla fine di un discorso più articolato che inizia fin dalla scena d’apertura della storia e si protrae in una lunga serie di considerazioni che delineano la relazione complessa che è di fatto il fulcro del racconto.

Inoltre, dopo aver appreso le varie dinamiche e situazioni passate in cui i due personaggi si sono ritrovati, è chiaro come sia una frase molto azzeccata da far dire a Slash, il quale si rende conto che le sue azioni non sono state del tutto corrette nei confronti di Steven e che si stupisce anche solo della sua presenza nella stanza d’ospedale.

Dall’altra parte, abbiamo la risposta di Steven che è a metà tra l’amore e la disperazione, perché forse è anche vero che Slash non si merita un suo ritorno, ma allo stesso tempo è un qualcosa di inevitabile che non può che accadere, è al di fuori della sua volontà, quasi fosse – appunto – il loro destino.

L’ho trovata quindi l’apice di un discorso ampio e profondo che non mi dispiacerebbe approfondire nell’altra tua storia scritta a riguardo – che sicuramente troverò il tempo di leggere nelle prossime settimane perché sia il tuo stile che gli avvenimenti descritti hanno stuzzicato la mia curiosità.


Titolo: 1,5/2

Il titolo si addice molto alla storia, in cui il significato viene ampiamente spiegato verso la fine quando Steven si ripromette di utilizzare il suo amore per curare Slash – meglio di quanto un farmaco possa fare. Da questo punto di vista, dunque, è pertinente e ha un ruolo non secondario all’interno della fic.

Inizialmente non l’avevo trovato molto accattivante, specialmente perché mi sembrava di averlo visto diverse volte nei contesti più svariati, ma a storia conclusa ha sicuramente il suo perché e la spiegazione che viene data – questo desiderio quasi spasmodico di voler poter essere in grado di curare le persone care solamente con il proprio amore – è sicuramente uno spunto interessante e degno di essere discusso.


Gradimento personale: 7/10

Per essere una storia su due personaggi reali dei quali non so assolutamente niente, la fic mi è piaciuta e ha mantenuto vivo il mio interesse per tutta la lettura.

I due personaggi trattati sono sicuramente pieni di sfaccettature e risultano nel complesso delle persone piene di difetti ma che stanno cercando di fare del proprio meglio, anche considerando il lavoro che svolgono – e la fama che ne consegue.

Come ho detto precedentemente, sono assolutamente interessata a leggere altre storie su di loro, sia per comprendere meglio le loro dinamiche in generale sia per poter osservare più da vicino tutte le interpretazioni apportate da te, le alterazioni rispetto alla realtà che mantengono però una verità e un’autenticità di sottofondo che rendono più credibili le vicende e appassionano maggiormente i fan della band.

Chissà che un giorno – magari proprio grazie alle tue fic – io non arrivi a entusiasmarmi e a seguire anche solo in parte i Guns N’ Roses...


Totale: 31/37
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Giudice****
9/18/2020 9:12 PM
 
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VI POSTO (PARIMERITO)

“Smiling Ramen Bowl”, fabri94 – 31/37

Grammatica: 10/10

Non ho trovato alcun errore grammaticale; complimenti!

L’unica imprecisione che ho riscontrato e che ti faccio notare – ma che non costituisce un errore vero e proprio – è che quando una frase finisce con un inciso inserito tra i trattini lunghi, non c’è bisogno di inserire anche il secondo segno. Ad esempio, nella frase “Anzi, non proprio rossa, ma arancione – era molto vecchia e scolorita –.” questo secondo trattino è superfluo, puoi semplicemente scrivere “Anzi, non proprio rossa, ma arancione – era molto vecchia e scolorita.”

A parte questa sottigliezza, tuttavia, la narrazione fluisce veloce e una nota di merito va sicuramente allo stile; sebbene la tua storia sia dai toni leggeri e comprenda un genere che può classificarsi a tutti gli effetti nella commedia – e a tratti anche nel comico –, il testo non risulta mai ridicolo o eccessivamente infantile. Mantenendo uno stile semplice e diretto sei riuscita a farmi sorridere in più di un’occasione, mostrando un tenero momento di vita quotidiana senza colpi di scena o particolari imprevisti, ma che mi ha scaldato il cuore ed è riuscito nel suo intento narrativo.

Non la reputo una cosa da poco, dato che con questo genere è facile degenerare o cercare di essere troppo divertenti, sortendo invece l’effetto opposto, per cui il tuo stile moderato ma frizzante ha fatto sì che la storia procedesse spedita, intervallata da momenti divertenti, senza perdere di vista il filo del discorso.


Trama e originalità: 8,5/10

Sicuramente si tratta di un episodio che si potrebbe collocare in qualsiasi momento post-anime – dal punto in cui Sana e Akito si mettono insieme ufficialmente, insomma – e che non presenta chissà quali svolte rivoluzionarie o idee completamente innovative.

Ciononostante, la trama è consistente, segue un filo logico e temporale, e ogni scena concorre a formare una visione d’insieme che culmina nel finale. Come Akito, anche noi lettori siamo spinti a ragionare su come risolvere il problema di Sana, e in tutto il racconto ho riscontrato una coesione degli eventi e dei pensieri del protagonista, che seguiamo in una linea pulita, senza sfarzi ma anche senza alcuna imprecisione linguistica o stilistica che interrompe la lettura.

Forse avresti potuto osare un po’ di più per quanto riguarda gli eventi narrati, ma nel complesso hai prodotto un testo coeso, con personaggi IC fino al midollo e che è riuscito ad appassionarmi sebbene il fandom non sia tra quelli in cui bazzico di solito.

Complimenti dunque per essere riuscita a sviluppare una trama in apparenza molto semplice, ma che in realtà racchiude sfaccettature non indifferenti, quali una padronanza del linguaggio per non sfociare in ripetizioni durante le varie conversazioni tra Sana e Akito – che vertono di fatto sempre sullo stesso argomento – e la creazione di una struttura narrativa che ha saputo mantenere vivo l’interesse del lettore (perlomeno il mio) anche senza colpi di scena travolgenti, ma con il puro atto narrante.


Utilizzo della citazione: 3,5/5

Qui non ho dato un punteggio pieno perché – fermo restando che la citazione sia stata inserita e abbia avuto una sua spiegazione verso la fine della storia – mi è sembrato mancasse una vera motivazione per quel “non merito tutto ciò che fai per me”.

Ovvero, perché mai Sana non si dovrebbe meritare quella felpa? Hai spiegato che è in preda all’emozione e realizza di aver forse disturbato eccessivamente Akito, ma comunque il fulcro del discorso è legato ai sentimenti di quest’ultimo – tanto che la storia è raccontata dal suo punto di vista –, mentre il significato della frase in sé è esplorato solo in maniera secondaria.

Forse è anche colpa mia che inconsciamente e istintivamente ho pensato che una citazione del genere presupponesse angst e dolore, ma per quanto anche la tua versione si incastri nella narrazione, non ha un ruolo preponderante ma più di contorno.


Titolo: 1,5/2

Confesso che inizialmente il titolo non mi aveva entusiasmata più di tanto, perché non l’avevo trovato particolarmente invitante o contenente, almeno di primo acchito, qualche indizio circa il contenuto della fic.

Tuttavia, dopo la lettura, ho cambiato parere perché non solo riprende un elemento presente nella storia stessa, ma quella ciotola di ramen sorridente è proprio il fulcro della questione, ciò che ossessiona Sana e che fa andare fuori di testa Akito, e che torna un’ultima volta nel finale – seppure storta e fatta a mano – per simboleggiare un dono sincero e anche una sorta di cambiamento delle dinamiche tra i due, il momento in cui lasciano da parte certe sottigliezze come una felpa nuova e capiscono che ciò che conta veramente è ben altro.

Quindi nel complesso mi sembra azzeccato per la tua fic, anche se non del tutto d’impatto fin dal primo momento.


Gradimento personale: 7,5/10

La tua storia è stata molto graziosa e dolce, davvero perfetta da leggere in questo periodo un po’ cupo, e in più sono felice di sapere che si tratti di un lavoro iniziato tempo fa e che sei riuscita a portare a termine con un pizzico di ispirazione.

Un aspetto che mi è molto piaciuto è stato il fatto che, anche in un momento più spensierato come quello da te descritto, sia presente anche una certa morale velata, ovvero che un gesto d’amore apparentemente “più economico” abbia un valore affettivo maggiore, tanto da rendere la protagonista assai più felice di un oggetto pre-fatto e uguale a migliaia di altri prodotti.

Forse sono io che leggo troppo tra le righe, ma mi è sembrato un bel tocco finale aggiuntivo che non solo mette in evidenza quanto i due protagonisti tengano l’uno all’altra, mostrando un lato più affettuoso rispetto alle dinamiche sempre vivaci e scherzose che vediamo nel canon, ma anche una piccola lezione di vita che sicuramente male non fa.


Totale: 31/37
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Giudice****
9/18/2020 9:17 PM
 
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V POSTO

“A Musashi sta piovendo”, meli_mao – 31,4/37

Grammatica: 7,9/10

Ti riporto di seguito le imprecisioni grammaticali rilevate che, a eccezione di un tempo verbale scorretto, riguardano perlopiù errori di battitura o di distrazione.

“Se c’era una cosa che Rin aveva imparato in tutti quegli anni era quanto si può raccontare con un rigoroso silenzio.” -> “si potesse raccontare” o “si poteva raccontare” (-1,00)

“In modo gentile, ermetico e personale, indispettito dalla potenza di un sentimento che aveva sempre disprezzato e impotente di fronte ad un forza che andava ben oltre a quella bruta da lui conosciuta.” -> “una forza”

“La verità era che vedeva lo sguardo di Rin ogni volta la lasciava per la notte senza la promessa di tornare all’alba” -> “ogni volta che la lasciava”

“Aveva osservato il pallore del gioiello riflesso sul volto di lui e aveva aperto le labbra in un “Oh” di sorpresa misto spavento.” -> “misto a spavento” è più corretto

“L’immagine di padron Sesshomaru con un altra donna la torturava nell’anima […]” -> “un’altra” (-0,15)

“[…] dove la Luna faceva capolino a mala pena, inondando il paesaggio con luce fioca.” -> “malapena”

“Un sorgente termale” -> “Una sorgente termale”

“[…] il ghiaccio del suo cuore aveva cominciato a creparsi e mentre la guardava lo sentiva sciogliesi senza sosta.” -> “sciogliersi”

“Portava i capelli lunghi che si muovevano sinuosi attorno a lei come un’aureola, una frangia sogli occhi, incollata alla fronte umida.” -> “sugli occhi”

“La vecchia Kaede l’aveva rimproverato, in una delle sua visite, rammentandogli che la vita di Rin non avrebbe potuto ruotare attorno al suo egoismo per sempre.” -> “delle sue visite”

“Compagnia? Spiegati Rin” -> manca una virgola prima di “Rin” (-0,15)

“Non ho avuto amanti all’incirca da quanto incontrai te.” -> “da quando”

““Non potrei immaginarmi nessuno al vostro posto, padron Sesshomaru” le parole sussurrate passarono dalle labbra di lei a quelle di lui ancora vicine, in una confusione di respiri che la fecero sembrare una frase immaginata.” -> qui ci vuole il punto fermo dopo il discorso diretto, con conseguente separazione della frase in due periodi distinti (-0,15)

“Si godevano l’uno il contatto dell’altra, senza riuscire ad allontanarsi né a scontrasi di nuovo, restando immobili a pochi centimetri, sfiorandosi con attenzione e passione.” -> “scontrarsi”

““Non ho bisogno di nessun pegno o promessa. Resterò qui ad aspettarvi ogni volta che tornate… per sempre…” le piccole mani salirono insicure lungo il petto di lui, accarezzando il kimono raffinato.” -> qui ci vuole il punto fermo dopo il discorso diretto, con conseguente separazione della frase in due periodi distinti (-0,15)

“Non gli importava dover attraversare altri duecento anni senza di lei, purché il ricordo del suo sorriso e della sua pelle d’oca sotto le sue mani sarebbero stati li ad accompagnarlo.” -> “lì”

“Ne scorgeva le nubi grige e gonfie e indirizzava le bambine verso casa […]” -> “grigie”

“E così era.Tornavano indietro tenendosi per mano quando il cielo si riapriva sopra di loro.” -> manca uno spazio prima di “Tornavano”

In diversi passaggi manca inoltre il punto fermo alla fine di una frase (-0,15 per sei volte -> -0,90 -> punteggio cumulativo sottratto: -0,50)

Ti segnalo infine che in alcuni casi il testo è andato a capo nel mezzo della frase; credo potrebbe essere un errore del sito o un qualche bug – per cui non tolgo nessun punteggio – ma lo faccio presente in modo che tu possa sistemare.

Per quanto riguarda invece lo stile, mi è piaciuto davvero molto. Le descrizioni dettagliate, l’atmosfera che trasuda in ogni riga e che è spesso intervallata anche in mezzo ai dialoghi stessi, le sensazioni che sei riuscita a evocare – in me, che non conosco minimamenti questi personaggi, quindi figurati nei veri fan incalliti – sono state qualcosa di veramente stupendo.

Sebbene la storia non sia affatto corta, avrei senz’altro continuare a leggere con entusiasmo, tanto era intrigante il contenuto; i due personaggi hanno sicuramente tante potenzialità e il tuo modo di scrivere diretto e pulito ha fatto sì che mi affezionassi alle vicende narrate in un modo che, lo ammetto apertamente, mi ha sorpreso.


Trama e originalità: 9/10

Ammetto di aver trovato la primissima parte della storia un po’ confusionaria, in quanto si salta da un argomento all’altro nel giro di pochi paragrafi. Probabilmente ciò è dovuto anche alla mia totale non conoscenza né dei personaggi né dell’ambiente entro cui si muovono, ma ho dovuto rileggere quella parte diverse volte per riuscire ad afferrare la corretta cronologia degli eventi, e in che punto l’arrivo di Sesshomaru effettivamente si colloca.

Superato però questo smarrimento iniziale – che, ripeto, non è dovuto a una qualche tua mancanza ma a uno spaesamento personale causato dall’essere stata catapultata in un mondo pseudo-sconosciuto – la trama procede spedita e risulta complessa e articolata.

L’inserimento del flashback tra una scena e l’altra è ben piazzato, non solo introduce un nuovo elemento nella storia – la gelosia di Keiji e le insicurezze di Rin – ma costituisce anche un momento di stacco dagli eventi che stanno avendo luogo. In questo modo, quindi, non siamo bombardati solamente dai pensieri e dalle considerazioni di Rin, ma vediamo effettivamente quello che è successo; questo alleggerisce la narrazione, che nella maggior parte della storia è ben bilanciata tra introspezione e interazioni tra i due protagonisti.

La trama è dunque ben organizzata, e mostra nel dettaglio sia il complesso rapporto tra Rin e Sesshomaru sia le reazioni degli altri personaggi verso il demone (e, di conseguenza, su un’ipotetica relazione tra i due). Molto interessante è stata la figura di Keiji, assai secondaria – tanto che non ce n’è menzione nemmeno nelle note che mi hai inviato per la comprensione del fandom – e che esiste quasi esclusivamente in funzione della coppia protagonista; ciononostante l’ho trovato non meramente di contorno, ma con effettivi pensieri e ambizioni.

Sebbene infatti compaia per poche righe e di lui venga detto veramente poco, è lampante quanto costituisca una sorta di “avversario” – per quanto non abbia una realtà possibilità di vittoria – per Sesshomaru e ho adorato leggere dell’atteggiamento di quest’ultimo nei suoi confronti. Sarà che per qualche strano motivo adoro quando uno dei protagonisti super cazzuti mette al proprio posto il nuovo arrivato, e anche qui non è stato diverso. Sesshomaru è un demone, un guerriero e in generale un’anima forte e risoluta, e le sue reazioni di fronte a situazioni non ideali non possono che essere dirompenti come il suo carattere.

Questo punto si aggancia inoltre a uno degli elementi migliori della tua storia, ovvero la caratterizzazione. Per ovvi motivi non posso sbilanciarmi sull’IC, ma posso senz’altro affermare che entrambi i personaggi sono risultati complessi, veri e quasi tangibili.

Non solo Sesshomaru, ma anche Rin è apparsa ben definita; è una ragazza dall’animo gentile, lo si nota fin da subito, che non vuole ferire nessuno, ma al tempo stesso non può che sperare nel risvolto desiderato. Il modo in cui si approccia a Sesshomaru è in apparenza formale – si rivolge a lui come “padron” e gli dà del “voi” – ma continuando a leggere si nota invece come sia probabilmente la persona più in confidenza con il demone. I loro dialoghi e il loro modo di interagire mi sono piaciuti molto, mi è sembrato quasi che fosse presente una sfaccettatura più criptica, che rivalessero informazioni importanti senza però dirle apertamente, ma con sguardi significativi e parole celate.

Infine, ho apprezzato molto l’importanza attribuita al tema della pioggia – la quale apre il racconto e lo termina, quasi a formare un cerchio per concludere la storia in modo parallelo a com’era iniziata. L’utilizzo che ne hai fatto è stato efficace e significativo, ed è sicuramente una scelta ponderata dato che il concetto viene ripreso anche nel titolo.

Ho trovato quindi questa storia assai intrigante per cui, sebbene temessi di non comprendere appieno quello che era tua intenzione comunicare, mi sono invece immedesimata nell’universo proposto e ho sicuramente colto i punti fondamentali del racconto.


Utilizzo della citazione: 4,5/5

La citazione scelta è stata inserita in modo molto azzeccato e coerente con il discorso in cui si colloca. Inizialmente non mi aveva convinta la scelta di tradurre “soulmate” con “compagno”, ma leggendo i paragrafi successivi è chiaro come “anima gemella” sia effettivamente il significato attribuito al termine da entrambi i protagonisti, concetto ripreso anche verso il finale, quando Sesshomaru considera Rin come l’altra metà della sua anima.

Ho decurtato un piccolo mezzo punto perché questo concetto compare solamente verso la fine della storia, e il tema preponderante – e quello che crederei il prompt se dovessi indovinare – è più l’apparente impossibilità di stare insieme, il continuo doversi separare e l’accettare questa condizione per godersi invece i momenti di felicità.

In ogni caso, comunque, il pensiero è ben sviluppato e senz’altro presente in più di un accenno, pertanto ritengo che abbia svolto la sua funzione adeguatamente e abbia un ruolo rilevante all’interno della storia.


Titolo: 2/2

Il titolo mi ha intrigato molto fin dal principio; è d’effetto e accattivante, invita il lettore a leggere la storia per scoprire come possa ricollegarsi agli eventi narrati – che è, a tutti gli effetti, lo scopo principale di un titolo.

Il significato che ne hai dato tu mi ha convinta ancora di più; mi è piaciuto questo paragone tra ciò che le due città – quella della tua storia e quella di Cent’anni di solitudine, che peraltro è un libro che adoro – rappresentano per i personaggi che si soffermano a guardarle.

Bello anche come sia una frase ricorrente che lega Rin a Sesshomaru, quasi a volerlo informare di ogni volta che la pioggia bagna il villaggio, proprio come la prima volta che sono stati insieme.

Ha avuto quindi non solo una correlazione tangibile con la storia, ma un’accezione quasi poetica che ho trovato originale e ben sviluppata.


Gradimento personale: 8/10

Ammetto di essere stata sorpresa dalla tua storia, non perché credessi di odiarla, ma con un fandom sconosciuto non è sempre facile immergersi appieno in una fanfiction e ricavarne comunque qualcosa di significativo. Sono molto felice quindi di affermare che non è stato questo il caso.

In realtà, già dal piccolo riassunto che mi hai mandato per comprendere la trama generale al meglio, sono stata intrigata da Sesshomaru e Rin e – per quanto le mie abilità me l’abbiano concesso – ho ritrovato nel tuo scritto quei temi fondamentali che sono presenti nella loro storia. La dinamica è inoltre molto incentrata sui personaggi, più che su effettivi eventi canonici, e questo ha aiutato molto la mia comprensione e il mio apprezzamento generale.

In conclusione, ho avuto un’esperienza di lettura piacevole e sono stata molto contenta di aver letto questa storia, che mi ha intrigata talmente tanto da farmi venire voglia di guardare almeno l’anime di Inuyasha per vedere se rientra tra le mie corde.

Ti ringrazio, dunque, di aver allargato i miei orizzonti con uno scritto ben organizzato, coerente e dai temi interessanti, testimonianza di come le storie ben fatte sono apprezzabili e hanno un loro valore anche per chi non è conoscitore del fandom in questione; bel lavoro!


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9/18/2020 9:21 PM
 
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IV POSTO

“Chi sono io quando sono con te”, Asmodeus EFP – 32,1/37

Grammatica: 9,6/10

Non ho trovato praticamente nessun errore rilevante, ma solamente un paio di battitura/distrazione che ti riporto per completezza ma che hanno costituito una detrazione punti minima (o, in alcuni casi, nulla).

“Il sapore aspro di marmellata d’arance gli solleticava ancora la lingua, nonostante quella di Draco così come le sue labbra fossero ormai fuori portata.” -> qui inizialmente non avevo ben compreso cosa intendessi perché c’è qualcosa nella struttura della frase che non quadra. Correggimi se sbaglio, ma dopo varie letture quello che ho capito è che Draco ha baciato Harry e gli ha lasciato in bocca il sapore della marmellata d’arance. Quindi la forma corretta dovrebbe essere “Il sapore aspro di marmellata d’arance gli solleticava ancora la lingua, nonostante quella di Draco, così come le sue labbra, fosse ormai fuori portata.” (-0,15)

“Dopotutto ne andava la stessa felicità e libertà dell’altro” -> “ne andava della stessa felicità e libertà dell’altro” (-0,25)

“Poi sventolò la bacchetta e con un sonoro schioccò svanì dalla sua cucina, lasciandolo solo coi suoi pensieri” -> “schiocco”

“sé stesso” -> “se stesso”

“[…] lui mi avrebbe riavuto per sè” -> “sé”

“[…] amarti mi rende un persona sempre felice e migliore” -> “una persona”

Per quanto riguarda lo stile, invece, l’ho trovato molto scorrevole e in generale piacevole da leggere, con termini precisi e descrizioni ampiamente soddisfacenti. Credo che tu sia stato in grado di mostrare la sfera psicologica di entrambi i protagonisti molto bene, evidenziando le loro preoccupazioni senza però perdere di vista il contesto generale o il vero scopo del racconto – ovvero mostrare le conseguenze che un outing del genere provoca nel rapporto di coppia e le decisioni prese per superare la situazione.

Ci sono state un paio di espressioni – come “la frittata era fatta ormai” o “era in ballo, tanto valeva ballare” – che non mi hanno entusiasmata perché le ho trovate stonanti con il resto dello stile, più sofisticato e preciso.

Ho riscontrato inoltre una piccola imprecisione che ti segnalo qui – e non nella parte pertinente la grammatica perché, di fatto, non costituisce alcun errore –, ovvero nella frase “Non era cambiato molto altro nel loro rapporto, e quello scoglio sembrava diventato una montagna insormontabile”, credo che la congiunzione “ma” – o una qualunque altra avversativa – vada meglio di una semplice “e”, per appunto mostrare come quel piccolo dettaglio sia andato a scalfire, inaspettatamente e nonostante la risoluzione dello scontro, il rapporto tra Harry e Draco.

Si tratta tuttavia di sottigliezze che non hanno infastidito in alcun modo lo scorrere degli eventi, e il risultato è stata un’esperienza di lettura fluida e interessante, con anche diversi spunti riflessivi non indifferenti.


Trama e originalità: 9/10

La parola che mi viene in mente per descrivere la trama della tua storia è solida. Dall’inizio alla fine c’è una struttura interna definita; cominciando con una rivelazione così sorprendente – sia per il lettore che ancora non sa il contesto in cui si trova, sia per Harry che viene scioccato da un simile articolo – catturi immediatamente l’attenzione del lettore che si domanda come si è arrivati a quel punto e come il personaggio agirà per superare l’ostacolo.

Ci sono state alcune parti – quando, ad esempio, si ha il passaggio dalla terrazza ai giardini – che ho trovato un po’ lente rispetto al resto, ma straordinariamente questo ha giocato a tuo favore; come Harry, anche io non aspettavo altro che Draco iniziasse a parlare e a dire ciò che pensasse davvero, e questo ha creato una connessione ancora più forte con il personaggio e, di conseguenza, con la trama.

E quando poi Malfoy rompe il silenzio con “È stato papà a far pubblicare quell’articolo” ho letteralmente pensato “plot twist” perché proprio non me l’aspettavo, e questo elemento di sorpresa non accade spesso – almeno per quanto mi riguarda – nelle fanfiction, dove giustamente la narrazione è più calma e self-serving di quanto accada invece in un romanzo.

Anche i vari riferimenti al canon sono stati precisi e usati con parsimonia, il necessario per fornire il contesto, ma senza risultare troppo preponderanti. Ammetto che inizialmente mi ero leggermente preoccupata perché non avevo capito bene la cronologia degli eventi, specialmente in relazione alla fotografia incriminata – se sono passati due anni da quando Harry è stato catturato dai Ghermidori, ciò vuol dire che Harry e Draco hanno terminato gli studi –, ma fortunatamente verso il finale è stato chiarito che si trovavano a Hogwarts per l’anniversario della battaglia, cosa che rende credibile anche la presenza di eventuali giornalisti in un ambiente che normalmente sarebbe inoppugnabile da persone esterne all’ambiente scolastico.

Azzeccatissimo e preciso è stato inoltre il contrasto tra i due protagonisti, evidente non soltanto in base a come gestiscono la situazione improvvisa entro cui si sono ritrovati, ma anche nei dettagli più piccoli: il modo di vestirsi, di camminare, di parlare, di comprendere appieno le opinioni del resto del mondo… solo il fatto che a Harry non venga in mente di essere speciale e facile da “adescare” è un aspetto molto IC, che ovviamente non può che andare a consolidare la trama e aumentare il gradimento del lettore.

Un’altra cosa – assai più soggettiva – che ho apprezzato è come Draco si riferisca a Lucius come “papà” e non “padre”. Diciamo che io ho questo headcanon – lo definisco così perché la Rowling si diverte sempre a smontare i sogni di noi Serpeverde – per cui i Malfoy siano in realtà una famiglia dal nucleo compatto che sì, hanno ideologie poco accettabili, ma la cui priorità è la sopravvivenza reciproca. Mi ha fatto piacere insomma vedere di non essere l’unica a vederli in questa luce un po’ più positiva di come sono solitamente descritti.

Gli unici due particolari che mancano – secondo il mio modesto parere – per rendere la trama della storia davvero ineccepibile sono: 1. un minimo accenno alla reazione di Narcissa, perché credo che sarebbe stata l’equivalente di Hermione per Harry, una presenza amichevole più propensa a sostenere il figlio e che, viceversa, Draco avrebbe voluto rendere anche lei partecipe della questione, e 2. una breve spiegazione sul come Harry e Draco siano diventati una coppia. Quest’ultimo aspetto è accennato nell’ultima parte del racconto e non è poi così rilevante dato che il focus della questione è altro, ma avrebbe senz’altro aggiunto quell’elemento in più per avere un quadro completo.

Nel complesso, comunque, è una storia molto ben riuscita, dalla trama intrigante e dai personaggi realistici e plausibili e, come detto in precedenza, scritta quasi in modo perfetto.

Inoltre il finale fa presagire a un potenziale seguito che, lo dico già, sarei più che felice di leggere perché vedere Lucius Malfoy in scena avrebbe il suo perché e una sua ipotetica interazione con Harry sarebbe di certo molto interessante.


Utilizzo della citazione: 3,5/5

La citazione è senz’altro inserita e ha un peso non indifferente, tuttavia ritengo che non sia propriamente al centro della trama e dello sviluppo della tua storia – come invece ho notato essere il caso della frase scelta per l’altro contest, ben più evidente e significativa.

Il flashback in cui compare non ha un collegamento fortissimo con il resto degli eventi narrati; può forse essere considerato la spinta che ha dato inizio a una serie di avvenimenti – ovvero Draco che finalmente si decide a fare coming out con il padre – ma rispetto alle altre scene descritte è un po’ lasciato in disparte.

Ciononostante, ha il suo ruolo all’interno della fic e appare in uno dei momenti di maggiore agitazione per Draco, per cui non è difficile cogliere la sua presenza, anche se non è preponderante come invece il contest prevedeva.


Titolo: 1/2

Il titolo, se posso permettermi, non mi ha fatto impazzire. Riprende sì un discorso più ampio presente all’interno della storia – e anche analizzato molto bene – ma l’ho trovato un po’ troppo generale e privo di quell’elemento intrigante che ti spinge a scegliere una fic invece che un’altra. La frase in sé è anche molto smielata e, sebbene nella storia effettiva tu l’abbia saputa gestire nel migliore dei modi, inserendola in un contesto credibile e ben sviluppato, dal titolo in sé – che è la categoria che devo valutare in questo parametro – non risulta accattivante o particolarmente originale, dato che è proprio ricavato da uno dei prompt utilizzati.


Gradimento personale: 9/10

Questa è una delle più belle Drarry che io abbia mai letto, specialmente tra quelle in lingua italiana. In primo luogo perché ho trovato dei personaggi non solo caratterizzati benissimo all’interno del racconto, ma IC in un modo che non sempre si vede – io stessa temo sempre di renderli estremamente OOC ogni volta che mi cimento in una storia a riguardo.

Qui invece mantengono le loro caratteristiche fondamentali, pur avendo ugualmente lo spazio per crescere e migliorarsi. Draco è maturato dopo la fine della guerra, ma ha sempre quell’aura di nobiltà e a tratti superiorità che non riesce a scrollarsi di dosso.

Anche il momento in cui si lascia andare e racconta a Harry delle sue preoccupazioni e paure, in quello che è a tutti gli effetti un momento molto vulnerabile, Draco è trattato con la massima cura, non risulta ridicolo o snaturato in base al personaggio canonico, ma è percepibile la sua evoluzione e quanto gli costi ammettere di essere ancora troppo legato al suo stile di vita passato.

Tra l’altro, non so se l’avevi notato prima di questo momento ma in realtà io avevo già letto la tua storia in quanto partecipava a un altro contest a cui all’epoca ero iscritta, e l’avevo subito inserita tra le preferite. Mi aveva conquistata fin dal primo momento, insomma, e mi ha fatto piacere rivisitarla una seconda volta per questo concorso.

Ti rinnovo quindi i miei complimenti perché, per quanto io apprezzi anche le Drarry leggermente OOC, è molto più soddisfacente vederne una con una caratterizzazione dei personaggi magistrale e parti sentimentali trattate con la giusta dignità. Bravo!


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9/18/2020 9:25 PM
 
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III POSTO

“Il buio degli spiriti”, Legar – 34,5/37

Grammatica: 10/10

La tua storia non presenta alcun tipo di errore, nemmeno una piccola sbavatura di distrazione, per cui non posso che farti i miei complimenti!

Anche lo stile mi è piaciuto moltissimo, alto e sofisticato, perfetto per un punto di vista come quello del Barone Sanguinario, che si mantiene costante per tutto il racconto. I termini ricercati, la struttura delle frasi spesso complessa e la lunghezza non indifferente dei periodi hanno contribuito a creare un clima tipico del periodo in cui i due protagonisti sono vissuti, formando un’aurea che pare circondarli e isolarli dal resto del mondo.

È stata una scelta molto azzeccata, che in un’altra situazione sarebbe risultata fuori luogo, ma che qui si adatta perfettamente ai toni cupi degli eventi narrati e contribuisce a distanziare ancora di più i due personaggi dal contesto più ampio in cui si trovano – ovvero la battaglia di Hogwarts – creando una bolla a sé in cui poter discutere di eventi d’altri tempi.


Trama e originalità: 9,5/10

La trama è molto ben costruita; come accennavo alla fine del parametro precedente, la sensazione che ho avuto leggendo è stata proprio quella di trovarsi in una cupola di vetro, che isola i due protagonisti dal resto del mondo, in una sorta di limbo in cui siamo riportati indietro nel tempo. I modi di parlare, di rivolgersi l’uno all’altra, i pensieri che mostrano sono assai distanti da quelli moderni, ed è stata una scelta stilistica e narrativa che ha senz’altro dato i suoi frutti in quanto l’essenza stessa dei due protagonisti è diversa dalla maggior parte dei personaggi circostanti che non vediamo fisicamente ma sappiamo essere presenti.

È stato molto interessante essere resi partecipi dei pensieri del Barone Sanguinario, personaggio dalle mille sfaccettature ma di cui canonicamente conosciamo poco. In particolar modo ho adorato come ammettesse apertamente di non interessarsi minimamente al mondo degli uomini, ma unicamente alle conseguenze che interagire con esso provoca in Helena. Mantiene quindi il suo carattere burbero e riservato, anche in presenza della donna amata, ed è proprio la scena in cui i due si incontrano e iniziano a parlare che costituisce il punto forte della storia, mostrando gli atteggiamenti che, anche dopo centinaia di anni, rimangono per certi aspetti inalterati. (Poi hai anche inserito la frase ispirata da Cime Tempestose – una delle più belle e significative a parer mio –, quindi quella parte della storia è diventata automaticamente la mia preferita.)

Ma in generale tutta la struttura stessa della trama è lineare e priva di inutili fronzoli; si parte con il Barone che osserva e ascolta i suoni della battaglia, per poi proseguire con pensieri che un tale ambiente sembra provocare quasi automaticamente e, apparentemente chiamata dal suo rimembrare, arriva Helena a confidarsi e rinvangare il passato. Questo andamento chiaro e preciso aiuta a delineare un contesto completo e a fornire un pensiero ampio di quello che il Barone e successivamente anche Helena sentono circa gli eventi che hanno stravolto la loro esistenza.

Anche il momento scelto per descrivere questo loro incontro è significativo; dopo aver rivelato a Harry la posizione del Diadema di Corvonero, Helena viene riportata al passato, sia quando ha rubato tale oggetto alla madre sia al momento in cui ingenuamente l’ha rivelato a Voldemort, e ha il bisogno di parlare con qualcuno. Significativo che l’unico che possa comprenderla sia anche colui che, nonostante tutto, non riuscirà mai a perdonare davvero per l’atrocità delle sue azioni.

Ti ringrazio inoltre per le note presenti a fine testo, che sono state molto utili a rispolverare le mie conoscenze su questi personaggi non esattamente secondari, ma presenti in maniera marginale nel canon.

Piccolo mezzo punto sottratto per l’originalità del tema trattato, ma come specificato all’inizio credo che la coesione della trama e personaggi ben caratterizzati siano assai più significativi quando si tratta di valutare una storia. Pertanto la tua fic si separa da molte altre scritte sul medesimo argomento per tutti i motivi sopraelencati (e quelli ancora a venire…)


Utilizzo della citazione: 5/5

Leggendo la storia ero molto curiosa di vedere come avresti utilizzato la citazione, e devo dire di non essere stata delusa per niente, anzi!

I due spiriti sono entrambi altamente imperfetti, macchiati da crimini per il resto dell’eternità, ma riescono a trovare un po’ di conforto – per quanto sottile e temporaneo – l’uno con l’altra, perché si conoscono meglio di chiunque altro. Il loro rapporto è lontano dal poter essere considerato anche solo vagamente sano – per motivi più che ovvi – ma ciò non toglie che il Barone sia forse l’unica persona – fantasma? – con cui Helena può interagire senza dover alzare barriere o nascondere parte della propria personalità.

La parte finale della storia, dove compare la citazione, è molto ben sviluppata; sei andata a toccare i punti salienti dei due personaggi e le loro interazioni sono state realistiche e per niente addolcite; è chiaro che, per quanto spiriti affini, il loro rapporto sia irrecuperabile. Ciononostante, è emblematico per entrambi come, anche solo per un momento, siano riusciti a parlare e a capirsi quanto bastava.

Questo dualismo tra “non merito di stare avendo questa conversazione proprio con te” e “forse mi merito un attimo di pace in questa vita travagliata” risalta in primo piano per tutta la storia, per poi giungere alla sua più completa conclusione con le ultime parole che i due si scambiano. La frase “Una scintilla brillò per un istante nello sguardo della donna, ma era troppo debole perché accendesse un fuoco che riscaldasse la sua gelida afflizione, e si spense con la stessa rapidità con cui era comparsa, non lasciando neanche del fumo al suo posto a testimoniare che era esistita” è stata una delle mie preferite, perché mette in evidenza proprio come Helena non può fare a meno di sentirsi sollevata di fronte alle parole del Barone, ma al tempo stesso si è ormai rassegnata a scontare la sua pena senza agevolazioni e si allontana nuovamente per proseguire un’esistenza senza gioia o assoluzione.

Il risultato finale che ne deriva è quindi quello di racconto ben formato su un tema molto interessante e con diversi spunti di conversazione; brava!


Titolo: 2/2

Ho trovato il titolo veramente intrigante fin dal primo momento, e diviene ancora più significativo una volta letta effettivamente la storia.

L’idea del buio è riconducibile a diversi aspetti; la notte della battaglia, le anime dei fantasmi, i pensieri non solo rivolti verso un mondo che non ha più nulla da offrire ma anche verso l’opinione che il Barone ed Helena hanno di se stessi. Sono consapevoli di essere macchiati di peccati che rendono le loro anime ben lontane dall’essere candide, e accettano almeno in parte questa loro condizione, senza cercare di giungere a una salvezza o poter scorgere di nuovo la luce.

Tra l’altro, ho notato che questa storia ha partecipato a un altro concorso in cui il punto di partenza era proprio il titolo, e devo dire che hai fatto un lavoro davvero magistrale nel trovare una trama e un tema idoneo e azzeccato come questo.


Gradimento personale: 8/10

La storia mi è piaciuta molto, sia per l’insieme di tutta una serie di elementi ben piazzati – stile curato, niente errori grammaticali, citazione ben piazzata – che hanno contribuito a una lettura piacevole e scorrevole, sia per i personaggi scelti che per me personalmente costituiscono un po’ una novità, almeno nell’accezione che gli hai attribuito tu.

Sono ora ancor più curiosa di leggere altre tue fic in merito, perché credo si tratti di una coppia di protagonisti su cui si possa speculare parecchio, e tu sei certamente in grado di gestire dinamiche e situazioni in modo sublime.

Ancora tantissimi complimenti!


Totale: 34,5/37
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9/18/2020 9:30 PM
 
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II POSTO

“Dove non possono ferirci”, BessieB – 35,05/37

Grammatica: 9,05/10

In tutta la storia ho riscontrato solamente un paio di errorini, cosa per cui non posso che congratularti, specialmente vista la lunghezza non indifferente dello scritto.

Di seguito ti riporto i vari refusi:

[Capitolo 2]

“Lei penso che, di tutte le cose che Luke avesse mai detto, o fatto, questa era la più strana e innaturale: Annabeth non aveva dimenticato, le notti passate a temere per la sua vita, sapendolo soggetto a Crono.” -> “pensò” (errore di battitura) e c’è una virgola di troppo tra “dimenticato” e “le notti” (-0,15)

[Capitolo 3]

“Annabeth ricordava vagamente, il giorno in cui Luke era ritornato al Campo Mezzosangue con il viso decorato di polvere e sangue, e un taglio che gli sfigurava i lineamenti.” -> c’è una virgola di troppo tra “vagamente” e “il giorno” (-0,15)

“Puoi forzare qualcuno a fare qualcosa che aspetta da tutta una vita, si domandò Annabeth, guardandolo negli occhi.” -> manca il punto di domanda (-0,15)

“«Volevo farvi alcune piccole, ma essenziali rassicurazioni» disse Afrodite, con aria serie.” -> “seria”

“Annabeth si era adeguata con sollievo a quel suo mutismo, lieta che non le domandasse niente sulla rassicurazione che al Dea le aveva offerto, come un’elemosina schifata.” -> “la Dea”

“Lei annuì ma, dentro di sé, avvertire come un’ombra che macchiava quel bellissimo sogno che Luke stava cercando di mostrarle.” -> “avvertì” oppure “poté avvertire” (-0,50)

[Capitolo 4]

“Più Annabeth s’aggrappava alla mano di Luke, più ne era convinca: era quello, il loro mondo possibile, doveva essere quello.” -> “convinta”
“Per una manciata di giorni, che adesso avevano la consistenza di coriandoli colorati in un mare di carta bianca, aveva creduto per davvero che fosse quello, in futuro in cui nessuno li avrebbe più potuti feriti.” -> “potuti ferire”

“«E ti sono grado anche solamente per aver voluto tentare, ma adesso…»” -> “grato”

[Capitolo 5]

“Annabeth chinò il capo, un fiume di lacrime le scavarono il viso […]” -> “le scavò”

Altre piccole imprecisioni che ho notato sono state l’espressione “sé stesso” – la cui forma più comunemente accettata in italiano è “se stesso” – e “S. Francisco” – che solitamente viene lasciato scritto per intero, ovvero “San Francisco”.

Si tratta di sottigliezze minime, e specialmente in una mini-long è ben altro ciò che conta, ma mi è sembrato giusto riportare tutto.

Per quanto riguarda lo stile, invece, l’ho trovato molto sofisticato e ricercato, con diversi periodi ipotattici che ben si addicono al flusso di pensieri di Annabeth e alla narrazione di eventi intricati. Ho notato qualche virgola di troppo qua e là, ma nulla che disturbasse troppo la lettura. Nel complesso, in realtà, la tua storia è scivolata via senza intoppi e molto più rapidamente di quanto avessi previsto, tanto che l’ho divorata in un colpo solo, nonostante la lunghezza.


Trama e originalità: 10/10

La struttura della trama è certamente ben organizzata, si nota subito come tu abbia disposto le varie scene per formare un quadro complesso e articolato, che parte da un semplice what if e si trasforma in qualcosa di molto più grande.

Questo loop temporale per cui Annabeth continua ad andare indietro nel tempo sperando in un risultato finale differente inizialmente dona speranza al lettore tanto quanto alla protagonista, e si è trascinati subito nel vivo dell’azione, per cui risulta davvero impossibile non ritrovarsi a tifare per un risvolto positivo. Ma presto si percepisce anche l’inevitabilità del destino, e proprio come accade anche per Annabeth si passa da ostinazione a paura a rassegnazione.

Utile anche l’idea di aprire e chiudere ogni capitolo con una citazione di uno dei precedenti – anche se leggermente alterata – in modo da collegare in modo chiaro le scene, e capire da che punto della storia si sta alterando la cronologia degli eventi e creando un nuovo percorso.

Confesso che speravo in un happy ending, ma il modo in cui ha terminato la faccenda ha decisamente più senso, ed enfatizza ancora di più tutto ciò che è accaduto prima, mettendo però in chiaro che il passato è da lasciare stare. Il modo in cui hai ricollegato il finale all’episodio canonico, riprendendo certi temi ma allo stesso tempo stravolgendoli, è stato magistrale, una degna conclusione a questa storia travagliata.

Anche per quanto riguarda i protagonisti in scena c’è tanto da dire. Innanzitutto, mi è piaciuta l’unione tra il Tempo come divinità greca – che può essere anche ricondotto a Crono stesso – e l’attributo offerto da Eraclito, ha creato una nuova immagine che ritorna sottile per tutta la fic, il rumore dei dadi che man mano che si procede sembra quasi farsi beffe dei giocatori.

I personaggi umani sono stati tutti caratterizzati ancor più egregiamente. In primo luogo abbiamo Annabeth, protagonista assoluta e colei di cui vediamo ogni minimo pensiero, speranza e preoccupazione. Ogni parte di lei che trasuda da questa storia è perfettamente in linea con il suo personaggio; la determinazione, la testardaggine, il suo prendersela non solo con i responsabili della situazione – Crono e gli Dei – ma anche con Luke stesso quando la tratta da bambina o non propriamente come suo pari… Mi è sembrato davvero di vedere la Annabeth dei libri, pronta a tutto per le persone che ama e sempre con un piano per mettere in moto gli eventi.

Dall’altra parte abbiamo poi Luke, straziato per le scelte e gli sbagli commessi, ma che non può fare a meno di essere egoista e cercare di scappare insieme alla ragazza che ama. Vederlo ripetutamente ucciso (ma anche scoraggiato, frustrato, geloso di Percy) ha riportato alla mente diversi momenti che vediamo nei libri e, così come allora, non ho potuto fare a meno di illudermi che avesse almeno una chance di rivalsa. Le emozioni che il suo personaggio ha suscitato in me per tutto il corso della lettura sono state veramente molte, e credo che questo sia sempre un buon segno per quanto riguarda sia la trama in sé – portata avanti appunto dalle interazioni interessanti e stimolanti tra Luke e Annabeth – sia per l’aspetto più emotivo che sei senz’altro riuscita a trasmettere.

Come se tutto ciò non bastasse, anche in ogni personaggio secondario, per quanto avente una presenza davvero marginale, sono stati riconoscibili certe caratteristiche fondamentali, anche dal più piccolo dei gesti.

Primo tra tutti Ermes; ciò che più è risaltato di lui è l’amore per il figlio e il suo credere in lui anche andando contro il parere di tutti gli altri. Mi è dispiaciuto non vedere interagire di più i due, ma anche questa mancanza è IC – Luke non può fare a meno di provare risentimento nei confronti del padre che, purtroppo anche qui come nel canon, arriva troppo tardi per fare una vera differenza.

Ma anche gli altri Dei e persino gli accenni a Percy hanno contribuito a formare un quadro d’insieme molto più dettagliato e che ho decisamente apprezzato.

La mia preferita comunque rimane Afrodite che, come se fosse la cosa più naturale del mondo, se ne esce con frasi tipo “Mi stavo divertendo a guardarvi, prima che tu riscoprissi di avere una coscienza e una morale” o “Tu e Percy Jackson… sai che smacco, per tua madre. Ma hai deciso autonomamente, rovinando tutto. E meno male! Ora è tutto immensamente più divertente” – quella scena è stata una delle mie preferite, leggera ma anche potente!

Anche il tema del fantomatico bacio che Annabeth continua a volere da parte di Luke ma che decide infine di prendersi da sola è stato significativo, come se fosse un simbolo del loro stesso percorso; se prima non hanno fatto altro che scappare e sperare per il meglio, ora prendono in mano le loro vite e scelgono un destino forse più drastico ma che possono in qualche modo controllare.

Insomma, credo che potrei continuare all’infinito e raggiungere la lunghezza della storia stessa, ma credo di aver fatto arrivare il messaggio: trama complessa e interessante, personaggi caratterizzati e stimolanti e uno stile elevato e di grande impatto narrativo. Praticamente un lavoro perfetto!


Utilizzo della citazione: 5/5

La citazione è stata usata e sviluppata in modo più che soddisfacente, e costituisce a tutti gli effetti il fulcro del racconto. L’intera storia si basa sul voler vedere “l’altra strada”, quella non intrapresa, e non si tratta solo di domandarsi circa le conseguenze delle proprie azioni, ma vediamo proprio in prima persona quali queste conseguenze siano.

E il fatto che, nonostante tutti gli sforzi e i destini apparentemente alterati, si sia giunti praticamente al punto di partenza, con la medesima consapevolezza, prova davvero come non si possa mai essere certi di come le nostre azioni possano influenzare il mondo circonstante; allo stesso tempo, tuttavia, il percorso intrapreso per arrivarci è stato importante e significativo, e fa parte esso stesso di ciò che non si può controllare a priori, ma solo vivendolo e sperimentando via via che si prosegue.


Titolo: 2/2

Il titolo mi è parso fin dal principio molto intrigante, ma non appena è apparso nel quarto capitolo e ne ho compreso il vero significato mi si è stretto il cuore in una maniera che non avevo anticipato. Non dico di aver pianto, ma poco ci mancava.

L’idea per cui tutto quello che Annabeth voleva veramente era un posto sicuro – e che fosse disposta a ricercarlo anche “dalla parte sbagliata” – è stato heart-warming e heart-shattering al tempo stesso. Io generalmente apprezzo sempre quando c’è un momento preciso in cui il titolo di un libro o film viene reso noto, quindi anche nella tua fic mi ha fatto piacere scoprirlo.

Un altro dettaglio che ha la mia più alta approvazione è come il titolo sia “Dove non possono ferirci” invece di “Dove non possiamo essere feriti” perché di fatto è proprio per colpa del menefreghismo degli Dei che si è scatenata una guerra, tema che viene ripreso anche verso il finale quando Annabeth dice “Mi fidavo di voi”. Ho trovato che quindi costituisse una chiusura del cerchio completa, riagganciando le considerazioni finali alla premessa iniziale.


Gradimento personale: 9/10

La tua storia mi è piaciuta veramente molto – come suppongo sia risultato chiaro anche dai miei commenti precedenti – e sebbene io sia una ferma shippatrice della Thaluke, Annabeth e Luke hanno certamente il loro fascino, e mi è capito più di una volta di amare alla follia fic con loro protagonisti.

Anche questa tua storia rientra in questa categoria e finisce dritta tra le ricordate perché non è improbabile che io ritorni a leggerla di tanto in tanto; devo dire inoltre che mi ha addirittura ispirata per riprendere a scrivere su questo fandom, per cui non solo ti faccio i miei complimenti più sentiti ma ti ringrazio anche per questo input involontario.

Onestamente non so cos’altro aggiungere che io non abbia già detto, sappi solo che tutti gli aspetti della tua storia mi hanno convinta al massimo e da oggi in poi sonderò un po’ il tuo profilo alla ricerca di altre storie perché questa mi ha davvero conquistata!


Totale: 35,05/37
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9/18/2020 9:35 PM
 
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I POSTO

“Stars can’t Shine without Darkness”, XShade-Shinra – 35,15/37

Grammatica: 8,65/10

Non ho trovato nessun errore grave, e le imprecisioni riscontrate sono perlopiù minime, anche se non esattamente rare. Considerando la lunghezza corposa della storia, tuttavia, il loro impatto sulla lettura è stato relativamente basso.

“Regulus ebbe bisogno di parecchi minuti per potersi riprendere abbastanza da poter lasciare finalmente il petto di Corvus.” -> c’è una ripetizione superflua del verbo “potere”, nel secondo caso può essere omesso

“Lei invece è Americana” -> “americana”

“Era Corvus, con il suo fare gentile a farlo sentire a proprio agio.” -> qui o aggiungi un’altra virgola dopo “gentile” rendendolo un inciso oppure rimuovi quella precedente dopo “Corvus”, altrimenti una sola in questo modo non ha molto senso (-0,15)

“Per un attimo, durato un’intera notte, Corvus aveva sperato che RAB non fosse il suo vero nome e che quel sentimento che provava per lui fosse il realtà il bozzolo che racchiudeva qualcosa di molto più grande.” -> “in realtà”

“crepe” -> “crêpes”

“Voleva che mangiasse qualcosa preparata da lui, anche se semplice.” -> “qualcosa preparato da lui”

“babbani” -> “Babbani” (quando usato come sostantivo)

“[…] c’è stato uno scambio di bambini nella culla: Irma, mia sorellastra e un altro bimbo si sono salvati […]” -> “la mia sorellastra”

“Da quanto ne so è una magia molto complicata, che gli elfi possono effetuare solo un quantitativo esiguo di volte […]” -> “effettuare”

“Intanto, c’erano davvero troppe informazioni, cose da apprendere e da mettere al posto giusto, come tasselli di un gigantesco un puzzle.” -> c’è un “un” di troppo

“pensatoio” -> “Pensatoio”

“Il problema di una richiesta del genere, è che non esiste un modo per porgerla in maniera gentile […]” -> la virgola è superflua

“Sì esatto” -> manca una virgola dopo “Sì” (-0,15)

“Corvus aveva conosciuto solo il mondo al’interno del quadro.” -> “all’interno”

“Regulus andò nel camerino senza guardarsi mai le spalle e si sdraiò sul letto ancora sfatto, fissando il soffitto bianco sopra di sé.” -> “guardarsi alle spalle”, dato che non intendi stare all’erta da nemici, ma letteralmente che Regulus non si è voltato indietro (-0,15)

“[…] al contrario di ogni buon Black che si rispettasse, Slytherin da generazione.” -> “generazioni”

“mezzosangue” -> “Mezzosangue”

“La famiglia era certa che sarebbe stato uno non si sangue puro […]” - > “di”

“magonò” -> “Magonò”

“Regulus non sapeva che il destino era stato burlone con loro, non permettendo a nessuno dei due di poter chiaramente il proprio nome su quello dell’altro.” -> manca un verbo, come “vedere” o “leggere” (-0,50)

“Regulus aveva sbagliato i propri calcoli, offrendo al fratello la libertà che aveva sempre voluto, e facendo ricadere su se stesso il peso di essere l’erede dei Black.” -> c’è uno spazio di troppo tra “sempre” e “voluto”

“«Oui, mon roudoudou», sussurrò piano,dandogli un bacio tra i capelli.” -> manca uno spazio prima di “dandogli”

“[…] come per fargli capire che c’era già un legame tra loro e che se ci fossero stati davvero dei problemi Regulus sarebbe comunque rimasto.” c’è uno spazio di troppo tra “Regulus” e “sarebbe”

“No, Corvus, non è uno dei miei soliti regali per la festa di Yule: È qualcosa di diverso.” -> qui o metti il punto fermo oppure ci vuole la lettera minuscola (-0,15)

“Il Black sentì il cuore rimbombargli nelle orecchie, con una strana sensazione addosso. «Hai visto il mio tatuaggio prima che lo coprisse il Marchio Nero», capì, trattenendo il fiato.” -> c’è uno spazio di troppo tra le due frasi

“L’immagine di quei puntini li balenò alla mente.” -> “gli balenò” (-0,25)

“Qualcosa del mio cognome è rimasta in me, nonostante qui abbiano fatto di tutto per farmi crescere come una persona migliore.” -> “Qualcosa […] è rimasto”

Dal punto di vista dello stile, invece, il tuo modo di scrivere mi è piaciuto moltissimo, è stato scorrevole e costante nel suo registro. Ciò è dovuto anche alla decisione di omettere certi particolari, riservando le rilevazioni a proposito per momenti successivi, incitando quindi il lettore a proseguire per scoprire tutte le sfaccettature della vicenda.

Pur essendo una storia abbastanza lunga, l’ho letta tutta d’un fiato, senza fermarmi, e non c’è stato nessun punto del racconto in cui abbia desiderato che fosse uno scritto più corto, anzi; sarei andata avanti a leggere di questi due interessantissimi personaggi a oltranza, per una lunga serie di motivi che spero di riuscire a esporre nei parametri successivi.


Trama e originalità: 10/10

Prima di tutto, ci tengo a renderti partecipe del fatto che, durante la lettura, ho letteralmente preso appunti per non scordarmi niente di questa fic, tanto ho trovato la trama complessa e intrigante ai massimi livelli.

La cosa più straordinaria che mi è saltata all’occhio è come, inaspettatamente e ingegnosamente, tutta questa storia potrebbe essere inserita perfettamente nell’universo canonico. Creando una sorta di mondo alternativo, un limbo in cui è possibile continuare una parvenza di “vita”, non sei andata a intaccare le conoscenze di base, ma hai avanzato ipotesi un ipotetico futuro lontano da Londra e che quindi non modifica in alcun modo gli eventi dei libri.

Interessante è stato l’inserimento del prompt per la challenge come nome del luogo in viene catapultato Regulus, appropriato per il significato e le connotazioni che gli hai attribuito, unendo la magia a una parola effettivamente esistente. E quando si è poi scoperto che in realtà erano tutti morti sono rimasta abbastanza scioccata (nonostante dovrebbe essere un aspetto canonicamente accettato), perché onestamente non me l’aspettavo.

L’idea del quadro, degli elfi domestici che vi mandano i padroni a cui sono affezionati… non solo è originalissimo ma anche ben costruito e – almeno per quanto mi riguarda – mi ha scaldato il cuore. Troppo spesso vediamo Kreacher dipinto in maniera negativa – e non totalmente senza ragioni – e scoprire il lato più umano che aveva con Regulus è stato un bel cambiamento.

D’effetto è stato inoltre il modo in cui hai collegato i due personaggi, mettendo in evidenza i pochi elementi che hanno in comune – come l’essere morti affogati o avere un elfo domestico che teneva a loro in modo sincero – e che hanno costituito la matrice iniziale che li ha fatti incontrare.

In generale, gli elementi innovativi non mancano di certo e fin da subito ho notato alcune accezioni apportati al mondo dei soulmate che sono state più che benaccette. Non solo il tatuaggio rivelatore appare per tutti nello stesso posto, ma è anche una delle “debolezze” sfruttate da Voldemort; il concetto per cui il Marchio Nero va a coprire il segno del soulmate come a simboleggiare che la persona appartenga appunto solo a Voldemort e non a qualcun altro è stato molto intrigante, e caratterizza indirettamente anche il Signore Oscuro, che sfrutta ogni “debolezza” a suo vantaggio.

Altra novità apprezzata è stato il fatto che i tatuaggi delle due anime gemelle non siano uguali ma fatti su misura, sono quasi un rebus da decifrare per scoprire il vero significato nascosto che permette di identificare il soulmate; geniale!

(E tra le righe abbiamo anche un cameo di Sirius e Remus – e le spiegazioni bomba dei rispettivi tatuaggi – quindi tanto di cappello per averli inclusi e avermeli fatti amare, nonostante non fossero il centro del discorso.)

Ci sono state anche parti che mi hanno fatto sorridere, frasi come “Voleva risposte anche lui, non dovergli tenere la testa mentre vomitava nel water” che hanno costituito piccoli attimi di humor in mezzo a pensieri spesso pesanti o dal grande impatto emotivo. La mia parte umoristica preferita però è stata quando Regulus dice “So due parole in croce” – l’idea che i Black abbiano il loro motto in francese senza effettivamente saperlo parlare mi diverte probabilmente più di quanto dovrebbe, ed è stato un tocco aggiuntivo che ho apprezzato.

Ulteriore pezzo forte sono stati i personaggi. Corvus è quel mix perfetto di furbizia Serpeverde, che manipola la gente come meccanismo di difesa, e gentilezza innata, la quale non sparisce proprio perché non è mai stato in contatto con il tipico ambiente delle famiglie Purosangue. L’ho trovato molto equilibrato in questo senso, una persona perlopiù per bene, ma con certe caratteristiche di fondo riconoscibili facilmente come aspetti di ogni serpe che si rispetti (anche se è morto da bambino, è stato interessante come certe predisposizioni le abbia mantenute nella non-vita).

Regulus mantiene anch’egli le sue principali connotazioni, e specialmente verso l’inizio della storia ho empatizzato molto con lui, i suoi pensieri riguardo gli ultimi attimi della sua vita sono stati a dir poco strazianti, e non mi era mai capitato di leggere un racconto a riguardo (forse perché, come me, anche molti altri autori preferiscono concentrarsi sui momenti felici di questo personaggio).

E il fatto stesso di non conoscere la storia di Corvus – almeno finché non è proprio lui a rivelarla – mi sono immedesimata ancora di più in Regulus; come lui, anche io cercavo di capire chi potessero essere i genitori di Corvus e, sebbene sapessi il suo cognome, è apparso comunque interessante vedere la sua connessione con gli esponenti dei Lestrange che invece conosciamo bene.

In più, sempre dal punto di vista dell’intrattenimento, il modo in cui il misterioso tatuaggio di Regulus viene pian piano rivelato e ancor più lentamente gli viene attribuito un significato ben particolare ha aiutato a mantenere il mio livello d’interesse alto per tutto il racconto.

Infine, Joulupukki è essenzialmente il Silente che anche i Serpeverde si meritavano, e non credo serva aggiungere altro in merito.

Probabilmente potrei continuare a elogiare ogni singolo dettaglio della storia, che ho trovato ben sviluppata e organizzata in scene secondo un filo logico coerente e compatto. Come avevi anticipato anche tu, il tutto è risultato comprensibilissimo anche per chi non ha mai visto Animali Fantastici, per cui alla fine non ho minimamente sentito il distacco dovuto alla non-conoscenza del fandom.

La coppia originale, la creazione di un universo talmente particolare da risultare assai diverso da quello canonico, le dinamiche narrate e descritte alla perfezione e i personaggi caratterizzati nel migliore dei modi hanno quindi fatto sì che mi godessi appieno questa fic, per la cui ideazione e sviluppo non posso che farti i miei più sentiti complimenti.


Utilizzo della citazione: 5/5

Sebbene la frase da te scelta venga effettivamente citata solo verso la fine, l’intero racconto – e, in realtà, tutto il personaggio di Regulus – è intriso di questo concetto fin dal primo paragrafo.

Credo che in realtà sia quasi attribuibile a tutti i Serpeverde provenienti da famiglie Purosangue, questo continuo scontro tra il proprio passato e ciò che gli è stato insegnato e la visione e la speranza di un futuro migliore.

In merito ho quindi veramente poco da riportare, se non che credo meriti punteggio pieno per aver saputo creare intorno a questa citazione una storia ampia e dai diversi significati e insegnamenti.


Titolo: 2/2

Ammetto che a prima vista non avevo trovato il titolo particolarmente innovativo, ma ho poi notato come invece si adatti alla perfezione al tema trattato e vada di pari passo con la citazione scelta. La morale della storia pare quasi essere che è proprio grazie al proprio passato e all’oscurità presente in tutti noi che si riesce a splendere ancora di più e costruire un futuro che possa renderci fieri.

Le sfaccettature date a questo dualismo buio/luce – con anche l’accenno alle stelle, le quali compaiono fisicamente anche nella narrazione – sono più complesse e profonde di quanto mi sarei aspettata, e vanno a consolidare il lungo discorso scritto a riguardo.

In sostanza, quindi, è un titolo che ho apprezzato più a fine storia, ma non per questo meno efficace o appropriato!


Gradimento personale: 9,5/10

Credo che, tra tutte le storie lette e valutate per questo contest, la tua sia stata l’unica che mi abbia fatta davvero emozionare; in più punti del racconto mi si è stretto il cuore per Regulus, in altri ho quasi pianto, in altri ancora mi si è proprio stampata in faccia un’espressione ebete nel vedere la risoluzione finale degli eventi.

Ritengo dunque che tu sia riuscita a creare un racconto complesso e intricato che, parola dopo parola, ha suscitato in me diverse sensazioni e facendomi amare ogni singolo dettaglio presente.

Per tutti questi motivi sopraelencati, la storia è stata inserita tra le ricordate; mi ha convinta veramente molto, e se mai scriverai altre storie su questi personaggi, io sarò senz’altro in prima linea per leggerle!


Totale: 35,15/37
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9/18/2020 9:38 PM
 
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Riepilogo:

X. “La Casa d’Erba”, Nina Ninetta – 27,3/37

IX. “The best cure for all my pain will always be your bright smile”, Lily10 – 28,05/37

VIII. “Nec quod fuimusve sumusve, cras erimus”, matiscrivo – 28,75/37

VII. “Soulless mate”, Lady.Palma – 30/37

VI. “Pure love as a painkiller”, Soul_Shine – 31/37

VI. “Smiling Ramen Bowl”, fabri94 – 31/37

V. “A Musashi sta piovendo”, meli_mao – 31,4/37

IV. “Chi sono io quanto sono con te”, Asmodeus EFP – 32,1/37

III. “Il buio degli spiriti”, Legar – 34,5/37

II. “Dove non possono ferirci”, BessieB – 35,05/37

I. “Stars can’t Shine without Darkness”, XShade-Shinra – 35,15/37



Recensioni premio:

XShade-Shinra – 3/3

BessieB – 2/2

Legar – 1/1


Se fosse possibile, preferirei esplorare i vostri profili e scegliere da me le storie da recensire; in caso aveste però qualche particolare richiesta potete comunque proporre una fic e vedrò di fare del mio meglio per accontentarvi.

Inoltre avviso già ora che non sarò in grado di iniziare le recensioni prima di ottobre, causa vari impegni universitari, quindi non preoccupatevi se non mi vedete arrivare subito, non è perché mi sono dimenticata di voi.
[Edited by fantaysytrash 10/18/2020 12:13 PM]
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9/18/2020 9:58 PM
 
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Ciao cara, ti ringrazio ancora in senso generale per esserti presa questo incarico e poi per aver letto attentamente le nostre storie.
La valutazione è accurata e puntuale, come già hai fatto in altri contest dove sei stata giudice. Non sono d'accordo su alcuni punti, ma rispetto assolutamente la tua opinione.
Non vorrei la valutazione come recensione se possibile, ma nonostante questo tengo a ringraziarti ancora per il lavoro.
Al prossimo contest^^
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9/18/2020 11:11 PM
 
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Re:
fantaysytrash, 18/09/2020 21:30:

II POSTO

“Dove non possono ferirci”, BessieB – 35,05/37

Grammatica: 9,05/10

In tutta la storia ho riscontrato solamente un paio di errorini, cosa per cui non posso che congratularti, specialmente vista la lunghezza non indifferente dello scritto.

Di seguito ti riporto i vari refusi:

[Capitolo 2]

“Lei penso che, di tutte le cose che Luke avesse mai detto, o fatto, questa era la più strana e innaturale: Annabeth non aveva dimenticato, le notti passate a temere per la sua vita, sapendolo soggetto a Crono.” -> “pensò” (errore di battitura) e c’è una virgola di troppo tra “dimenticato” e “le notti” (-0,15)

[Capitolo 3]

“Annabeth ricordava vagamente, il giorno in cui Luke era ritornato al Campo Mezzosangue con il viso decorato di polvere e sangue, e un taglio che gli sfigurava i lineamenti.” -> c’è una virgola di troppo tra “vagamente” e “il giorno” (-0,15)

“Puoi forzare qualcuno a fare qualcosa che aspetta da tutta una vita, si domandò Annabeth, guardandolo negli occhi.” -> manca il punto di domanda (-0,15)

“«Volevo farvi alcune piccole, ma essenziali rassicurazioni» disse Afrodite, con aria serie.” -> “seria”

“Annabeth si era adeguata con sollievo a quel suo mutismo, lieta che non le domandasse niente sulla rassicurazione che al Dea le aveva offerto, come un’elemosina schifata.” -> “la Dea”

“Lei annuì ma, dentro di sé, avvertire come un’ombra che macchiava quel bellissimo sogno che Luke stava cercando di mostrarle.” -> “avvertì” oppure “poté avvertire” (-0,50)

[Capitolo 4]

“Più Annabeth s’aggrappava alla mano di Luke, più ne era convinca: era quello, il loro mondo possibile, doveva essere quello.” -> “convinta”
“Per una manciata di giorni, che adesso avevano la consistenza di coriandoli colorati in un mare di carta bianca, aveva creduto per davvero che fosse quello, in futuro in cui nessuno li avrebbe più potuti feriti.” -> “potuti ferire”

“«E ti sono grado anche solamente per aver voluto tentare, ma adesso…»” -> “grato”

[Capitolo 5]

“Annabeth chinò il capo, un fiume di lacrime le scavarono il viso […]” -> “le scavò”

Altre piccole imprecisioni che ho notato sono state l’espressione “sé stesso” – la cui forma più comunemente accettata in italiano è “se stesso” – e “S. Francisco” – che solitamente viene lasciato scritto per intero, ovvero “San Francisco”.

Si tratta di sottigliezze minime, e specialmente in una mini-long è ben altro ciò che conta, ma mi è sembrato giusto riportare tutto.

Per quanto riguarda lo stile, invece, l’ho trovato molto sofisticato e ricercato, con diversi periodi ipotattici che ben si addicono al flusso di pensieri di Annabeth e alla narrazione di eventi intricati. Ho notato qualche virgola di troppo qua e là, ma nulla che disturbasse troppo la lettura. Nel complesso, in realtà, la tua storia è scivolata via senza intoppi e molto più rapidamente di quanto avessi previsto, tanto che l’ho divorata in un colpo solo, nonostante la lunghezza.


Trama e originalità: 10/10

La struttura della trama è certamente ben organizzata, si nota subito come tu abbia disposto le varie scene per formare un quadro complesso e articolato, che parte da un semplice what if e si trasforma in qualcosa di molto più grande.

Questo loop temporale per cui Annabeth continua ad andare indietro nel tempo sperando in un risultato finale differente inizialmente dona speranza al lettore tanto quanto alla protagonista, e si è trascinati subito nel vivo dell’azione, per cui risulta davvero impossibile non ritrovarsi a tifare per un risvolto positivo. Ma presto si percepisce anche l’inevitabilità del destino, e proprio come accade anche per Annabeth si passa da ostinazione a paura a rassegnazione.

Utile anche l’idea di aprire e chiudere ogni capitolo con una citazione di uno dei precedenti – anche se leggermente alterata – in modo da collegare in modo chiaro le scene, e capire da che punto della storia si sta alterando la cronologia degli eventi e creando un nuovo percorso.

Confesso che speravo in un happy ending, ma il modo in cui ha terminato la faccenda ha decisamente più senso, ed enfatizza ancora di più tutto ciò che è accaduto prima, mettendo però in chiaro che il passato è da lasciare stare. Il modo in cui hai ricollegato il finale all’episodio canonico, riprendendo certi temi ma allo stesso tempo stravolgendoli, è stato magistrale, una degna conclusione a questa storia travagliata.

Anche per quanto riguarda i protagonisti in scena c’è tanto da dire. Innanzitutto, mi è piaciuta l’unione tra il Tempo come divinità greca – che può essere anche ricondotto a Crono stesso – e l’attributo offerto da Eraclito, ha creato una nuova immagine che ritorna sottile per tutta la fic, il rumore dei dadi che man mano che si procede sembra quasi farsi beffe dei giocatori.

I personaggi umani sono stati tutti caratterizzati ancor più egregiamente. In primo luogo abbiamo Annabeth, protagonista assoluta e colei di cui vediamo ogni minimo pensiero, speranza e preoccupazione. Ogni parte di lei che trasuda da questa storia è perfettamente in linea con il suo personaggio; la determinazione, la testardaggine, il suo prendersela non solo con i responsabili della situazione – Crono e gli Dei – ma anche con Luke stesso quando la tratta da bambina o non propriamente come suo pari… Mi è sembrato davvero di vedere la Annabeth dei libri, pronta a tutto per le persone che ama e sempre con un piano per mettere in moto gli eventi.

Dall’altra parte abbiamo poi Luke, straziato per le scelte e gli sbagli commessi, ma che non può fare a meno di essere egoista e cercare di scappare insieme alla ragazza che ama. Vederlo ripetutamente ucciso (ma anche scoraggiato, frustrato, geloso di Percy) ha riportato alla mente diversi momenti che vediamo nei libri e, così come allora, non ho potuto fare a meno di illudermi che avesse almeno una chance di rivalsa. Le emozioni che il suo personaggio ha suscitato in me per tutto il corso della lettura sono state veramente molte, e credo che questo sia sempre un buon segno per quanto riguarda sia la trama in sé – portata avanti appunto dalle interazioni interessanti e stimolanti tra Luke e Annabeth – sia per l’aspetto più emotivo che sei senz’altro riuscita a trasmettere.

Come se tutto ciò non bastasse, anche in ogni personaggio secondario, per quanto avente una presenza davvero marginale, sono stati riconoscibili certe caratteristiche fondamentali, anche dal più piccolo dei gesti.

Primo tra tutti Ermes; ciò che più è risaltato di lui è l’amore per il figlio e il suo credere in lui anche andando contro il parere di tutti gli altri. Mi è dispiaciuto non vedere interagire di più i due, ma anche questa mancanza è IC – Luke non può fare a meno di provare risentimento nei confronti del padre che, purtroppo anche qui come nel canon, arriva troppo tardi per fare una vera differenza.

Ma anche gli altri Dei e persino gli accenni a Percy hanno contribuito a formare un quadro d’insieme molto più dettagliato e che ho decisamente apprezzato.

La mia preferita comunque rimane Afrodite che, come se fosse la cosa più naturale del mondo, se ne esce con frasi tipo “Mi stavo divertendo a guardarvi, prima che tu riscoprissi di avere una coscienza e una morale” o “Tu e Percy Jackson… sai che smacco, per tua madre. Ma hai deciso autonomamente, rovinando tutto. E meno male! Ora è tutto immensamente più divertente” – quella scena è stata una delle mie preferite, leggera ma anche potente!

Anche il tema del fantomatico bacio che Annabeth continua a volere da parte di Luke ma che decide infine di prendersi da sola è stato significativo, come se fosse un simbolo del loro stesso percorso; se prima non hanno fatto altro che scappare e sperare per il meglio, ora prendono in mano le loro vite e scelgono un destino forse più drastico ma che possono in qualche modo controllare.

Insomma, credo che potrei continuare all’infinito e raggiungere la lunghezza della storia stessa, ma credo di aver fatto arrivare il messaggio: trama complessa e interessante, personaggi caratterizzati e stimolanti e uno stile elevato e di grande impatto narrativo. Praticamente un lavoro perfetto!


Utilizzo della citazione: 5/5

La citazione è stata usata e sviluppata in modo più che soddisfacente, e costituisce a tutti gli effetti il fulcro del racconto. L’intera storia si basa sul voler vedere “l’altra strada”, quella non intrapresa, e non si tratta solo di domandarsi circa le conseguenze delle proprie azioni, ma vediamo proprio in prima persona quali queste conseguenze siano.

E il fatto che, nonostante tutti gli sforzi e i destini apparentemente alterati, si sia giunti praticamente al punto di partenza, con la medesima consapevolezza, prova davvero come non si possa mai essere certi di come le nostre azioni possano influenzare il mondo circonstante; allo stesso tempo, tuttavia, il percorso intrapreso per arrivarci è stato importante e significativo, e fa parte esso stesso di ciò che non si può controllare a priori, ma solo vivendolo e sperimentando via via che si prosegue.


Titolo: 2/2

Il titolo mi è parso fin dal principio molto intrigante, ma non appena è apparso nel quarto capitolo e ne ho compreso il vero significato mi si è stretto il cuore in una maniera che non avevo anticipato. Non dico di aver pianto, ma poco ci mancava.

L’idea per cui tutto quello che Annabeth voleva veramente era un posto sicuro – e che fosse disposta a ricercarlo anche “dalla parte sbagliata” – è stato heart-warming e heart-shattering al tempo stesso. Io generalmente apprezzo sempre quando c’è un momento preciso in cui il titolo di un libro o film viene reso noto, quindi anche nella tua fic mi ha fatto piacere scoprirlo.

Un altro dettaglio che ha la mia più alta approvazione è come il titolo sia “Dove non possono ferirci” invece di “Dove non possiamo essere feriti” perché di fatto è proprio per colpa del menefreghismo degli Dei che si è scatenata una guerra, tema che viene ripreso anche verso il finale quando Annabeth dice “Mi fidavo di voi”. Ho trovato che quindi costituisse una chiusura del cerchio completa, riagganciando le considerazioni finali alla premessa iniziale.


Gradimento personale: 9/10

La tua storia mi è piaciuta veramente molto – come suppongo sia risultato chiaro anche dai miei commenti precedenti – e sebbene io sia una ferma shippatrice della Thaluke, Annabeth e Luke hanno certamente il loro fascino, e mi è capito più di una volta di amare alla follia fic con loro protagonisti.

Anche questa tua storia rientra in questa categoria e finisce dritta tra le ricordate perché non è improbabile che io ritorni a leggerla di tanto in tanto; devo dire inoltre che mi ha addirittura ispirata per riprendere a scrivere su questo fandom, per cui non solo ti faccio i miei complimenti più sentiti ma ti ringrazio anche per questo input involontario.

Onestamente non so cos’altro aggiungere che io non abbia già detto, sappi solo che tutti gli aspetti della tua storia mi hanno convinta al massimo e da oggi in poi sonderò un po’ il tuo profilo alla ricerca di altre storie perché questa mi ha davvero conquistata!


Totale: 35,05/37




Mi mangerei le mani per quegli errori, ma purtroppo l'avevo preventivato, essendo la storia abbastanza lunga. Però sono comunque molto contenta del giudizio (che vorrei come recensione). Mi fa piacere che tu abbia colto la vera intenzione (che non era salvare Luke, per quanto sia il mio pg preferito) di questa storia, dove peraltro ci sta un lungo lavoro dietro, sia per integrare i viaggi nel tempo nell'universo di PJ, sia per ricostruire il viaggio di Luke e Annabeth attraverso il Canada.
Per le due recensioni premio scegli pure liberamente ma, se puoi, non andare troppo indietro, nel mio profilo ci sono nove anni di esperimenti AHAHAH
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Post: 105
9/18/2020 11:44 PM
 
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Carissima, ti dirò, nonostante la mia posizione in classifica, sono felice!
Ho finalmente il giudizio che volevo, da cui posso trarre un insegnamento per migliorarmi. Ti ringrazio per essere stata così precisa nei vari punti e sono contenta che la mia storia sia risultata una piacevole lettura. Sapere di averti strappato qualche sorriso qua e là è un'enorme soddisfazione per me, anche perché quello era il mio intento, alla fine.
Non sapevo della questione del doppio trattino, e per questo ti ringrazio nuovamente per avermi insegnato qualcosa di nuovo! Farò tesoro di questa nuova nozione per i miei prossimi scritti.

In sostanza, grazie infinitamente, sia per averci fatto da giudice sia per averlo fatto in modo magistrale.
Alla prossima! 😉
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Giudice****
9/19/2020 10:16 AM
 
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Re:
Lady.Palma, 18/09/2020 21:58:

Ciao cara, ti ringrazio ancora in senso generale per esserti presa questo incarico e poi per aver letto attentamente le nostre storie.
La valutazione è accurata e puntuale, come già hai fatto in altri contest dove sei stata giudice. Non sono d'accordo su alcuni punti, ma rispetto assolutamente la tua opinione.
Non vorrei la valutazione come recensione se possibile, ma nonostante questo tengo a ringraziarti ancora per il lavoro.
Al prossimo contest^^




Ti ringrazio ancora di aver partecipato, alla prossima!
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Post: 1,029
Giudice****
9/19/2020 10:17 AM
 
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Re: Re:
BessieB, 18/09/2020 23:11:




Mi mangerei le mani per quegli errori, ma purtroppo l'avevo preventivato, essendo la storia abbastanza lunga. Però sono comunque molto contenta del giudizio (che vorrei come recensione). Mi fa piacere che tu abbia colto la vera intenzione (che non era salvare Luke, per quanto sia il mio pg preferito) di questa storia, dove peraltro ci sta un lungo lavoro dietro, sia per integrare i viaggi nel tempo nell'universo di PJ, sia per ricostruire il viaggio di Luke e Annabeth attraverso il Canada.
Per le due recensioni premio scegli pure liberamente ma, se puoi, non andare troppo indietro, nel mio profilo ci sono nove anni di esperimenti AHAHAH




Sono contenta che tu abbia apprezzato la valutazione, vado subito a rilasciarla come recensione!
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Post: 1,029
Giudice****
9/19/2020 10:18 AM
 
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Re:
fabri94, 18/09/2020 23:44:

Carissima, ti dirò, nonostante la mia posizione in classifica, sono felice!
Ho finalmente il giudizio che volevo, da cui posso trarre un insegnamento per migliorarmi. Ti ringrazio per essere stata così precisa nei vari punti e sono contenta che la mia storia sia risultata una piacevole lettura. Sapere di averti strappato qualche sorriso qua e là è un'enorme soddisfazione per me, anche perché quello era il mio intento, alla fine.
Non sapevo della questione del doppio trattino, e per questo ti ringrazio nuovamente per avermi insegnato qualcosa di nuovo! Farò tesoro di questa nuova nozione per i miei prossimi scritti.

In sostanza, grazie infinitamente, sia per averci fatto da giudice sia per averlo fatto in modo magistrale.
Alla prossima! 😉




Non posso che essere contenta di essere riuscita a trasmettere appunti e consigli validi ;)
Gradisci la valutazione come recensione?
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Post: 59
9/19/2020 11:04 AM
 
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fantaysytrash, 18/09/2020 21:25:

III POSTO

“Il buio degli spiriti”, Legar – 34,5/37

Grammatica: 10/10

La tua storia non presenta alcun tipo di errore, nemmeno una piccola sbavatura di distrazione, per cui non posso che farti i miei complimenti!

Anche lo stile mi è piaciuto moltissimo, alto e sofisticato, perfetto per un punto di vista come quello del Barone Sanguinario, che si mantiene costante per tutto il racconto. I termini ricercati, la struttura delle frasi spesso complessa e la lunghezza non indifferente dei periodi hanno contribuito a creare un clima tipico del periodo in cui i due protagonisti sono vissuti, formando un’aurea che pare circondarli e isolarli dal resto del mondo.

È stata una scelta molto azzeccata, che in un’altra situazione sarebbe risultata fuori luogo, ma che qui si adatta perfettamente ai toni cupi degli eventi narrati e contribuisce a distanziare ancora di più i due personaggi dal contesto più ampio in cui si trovano – ovvero la battaglia di Hogwarts – creando una bolla a sé in cui poter discutere di eventi d’altri tempi.


Trama e originalità: 9,5/10

La trama è molto ben costruita; come accennavo alla fine del parametro precedente, la sensazione che ho avuto leggendo è stata proprio quella di trovarsi in una cupola di vetro, che isola i due protagonisti dal resto del mondo, in una sorta di limbo in cui siamo riportati indietro nel tempo. I modi di parlare, di rivolgersi l’uno all’altra, i pensieri che mostrano sono assai distanti da quelli moderni, ed è stata una scelta stilistica e narrativa che ha senz’altro dato i suoi frutti in quanto l’essenza stessa dei due protagonisti è diversa dalla maggior parte dei personaggi circostanti che non vediamo fisicamente ma sappiamo essere presenti.

È stato molto interessante essere resi partecipi dei pensieri del Barone Sanguinario, personaggio dalle mille sfaccettature ma di cui canonicamente conosciamo poco. In particolar modo ho adorato come ammettesse apertamente di non interessarsi minimamente al mondo degli uomini, ma unicamente alle conseguenze che interagire con esso provoca in Helena. Mantiene quindi il suo carattere burbero e riservato, anche in presenza della donna amata, ed è proprio la scena in cui i due si incontrano e iniziano a parlare che costituisce il punto forte della storia, mostrando gli atteggiamenti che, anche dopo centinaia di anni, rimangono per certi aspetti inalterati. (Poi hai anche inserito la frase ispirata da Cime Tempestose – una delle più belle e significative a parer mio –, quindi quella parte della storia è diventata automaticamente la mia preferita.)

Ma in generale tutta la struttura stessa della trama è lineare e priva di inutili fronzoli; si parte con il Barone che osserva e ascolta i suoni della battaglia, per poi proseguire con pensieri che un tale ambiente sembra provocare quasi automaticamente e, apparentemente chiamata dal suo rimembrare, arriva Helena a confidarsi e rinvangare il passato. Questo andamento chiaro e preciso aiuta a delineare un contesto completo e a fornire un pensiero ampio di quello che il Barone e successivamente anche Helena sentono circa gli eventi che hanno stravolto la loro esistenza.

Anche il momento scelto per descrivere questo loro incontro è significativo; dopo aver rivelato a Harry la posizione del Diadema di Corvonero, Helena viene riportata al passato, sia quando ha rubato tale oggetto alla madre sia al momento in cui ingenuamente l’ha rivelato a Voldemort, e ha il bisogno di parlare con qualcuno. Significativo che l’unico che possa comprenderla sia anche colui che, nonostante tutto, non riuscirà mai a perdonare davvero per l’atrocità delle sue azioni.

Ti ringrazio inoltre per le note presenti a fine testo, che sono state molto utili a rispolverare le mie conoscenze su questi personaggi non esattamente secondari, ma presenti in maniera marginale nel canon.

Piccolo mezzo punto sottratto per l’originalità del tema trattato, ma come specificato all’inizio credo che la coesione della trama e personaggi ben caratterizzati siano assai più significativi quando si tratta di valutare una storia. Pertanto la tua fic si separa da molte altre scritte sul medesimo argomento per tutti i motivi sopraelencati (e quelli ancora a venire…)


Utilizzo della citazione: 5/5

Leggendo la storia ero molto curiosa di vedere come avresti utilizzato la citazione, e devo dire di non essere stata delusa per niente, anzi!

I due spiriti sono entrambi altamente imperfetti, macchiati da crimini per il resto dell’eternità, ma riescono a trovare un po’ di conforto – per quanto sottile e temporaneo – l’uno con l’altra, perché si conoscono meglio di chiunque altro. Il loro rapporto è lontano dal poter essere considerato anche solo vagamente sano – per motivi più che ovvi – ma ciò non toglie che il Barone sia forse l’unica persona – fantasma? – con cui Helena può interagire senza dover alzare barriere o nascondere parte della propria personalità.

La parte finale della storia, dove compare la citazione, è molto ben sviluppata; sei andata a toccare i punti salienti dei due personaggi e le loro interazioni sono state realistiche e per niente addolcite; è chiaro che, per quanto spiriti affini, il loro rapporto sia irrecuperabile. Ciononostante, è emblematico per entrambi come, anche solo per un momento, siano riusciti a parlare e a capirsi quanto bastava.

Questo dualismo tra “non merito di stare avendo questa conversazione proprio con te” e “forse mi merito un attimo di pace in questa vita travagliata” risalta in primo piano per tutta la storia, per poi giungere alla sua più completa conclusione con le ultime parole che i due si scambiano. La frase “Una scintilla brillò per un istante nello sguardo della donna, ma era troppo debole perché accendesse un fuoco che riscaldasse la sua gelida afflizione, e si spense con la stessa rapidità con cui era comparsa, non lasciando neanche del fumo al suo posto a testimoniare che era esistita” è stata una delle mie preferite, perché mette in evidenza proprio come Helena non può fare a meno di sentirsi sollevata di fronte alle parole del Barone, ma al tempo stesso si è ormai rassegnata a scontare la sua pena senza agevolazioni e si allontana nuovamente per proseguire un’esistenza senza gioia o assoluzione.

Il risultato finale che ne deriva è quindi quello di racconto ben formato su un tema molto interessante e con diversi spunti di conversazione; brava!


Titolo: 2/2

Ho trovato il titolo veramente intrigante fin dal primo momento, e diviene ancora più significativo una volta letta effettivamente la storia.

L’idea del buio è riconducibile a diversi aspetti; la notte della battaglia, le anime dei fantasmi, i pensieri non solo rivolti verso un mondo che non ha più nulla da offrire ma anche verso l’opinione che il Barone ed Helena hanno di se stessi. Sono consapevoli di essere macchiati di peccati che rendono le loro anime ben lontane dall’essere candide, e accettano almeno in parte questa loro condizione, senza cercare di giungere a una salvezza o poter scorgere di nuovo la luce.

Tra l’altro, ho notato che questa storia ha partecipato a un altro concorso in cui il punto di partenza era proprio il titolo, e devo dire che hai fatto un lavoro davvero magistrale nel trovare una trama e un tema idoneo e azzeccato come questo.


Gradimento personale: 8/10

La storia mi è piaciuta molto, sia per l’insieme di tutta una serie di elementi ben piazzati – stile curato, niente errori grammaticali, citazione ben piazzata – che hanno contribuito a una lettura piacevole e scorrevole, sia per i personaggi scelti che per me personalmente costituiscono un po’ una novità, almeno nell’accezione che gli hai attribuito tu.

Sono ora ancor più curiosa di leggere altre tue fic in merito, perché credo si tratti di una coppia di protagonisti su cui si possa speculare parecchio, e tu sei certamente in grado di gestire dinamiche e situazioni in modo sublime.

Ancora tantissimi complimenti!


Totale: 34,5/37




Grazie mille per questo giudizio, sono veramente contenta che la storia ti sia piaciuta. Senza dubbio vorrei riceverlo come recensione alla storia sul sito.
Volevo che si avesse l'impressione di un confronto tra i due isolato dal contesto della battaglia, come loro stessi sono distanti dal mondo umano, e volevo sottolineare in più modi il buio degli spiriti, appunto, intesi come fantasmi e come anime nel senso più ampio. Mi ha fatto piacere leggere che ciò ti sia sembrato efficace, come anche l'utilizzo della citazione nel tema del non meritarsi a vicenda e in generale nel non meritare una forma di redenzione.
In effetti ho scritto altre volte su questi due personaggi, negli anni, soprattutto prediligendo il punto di vista del Barone; se ti va puoi darci un'occhiata per la recensione premio. A questo proposito, in ogni caso, scegli liberamente dal mio profilo, ti chiedo solo di non arrivare a storie troppo vecchie. Sono iscritta a efp da dieci anni e non ho mai cancellato niente, sii comprensiva 🤣
Grazie ancora!
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Post: 1,029
Giudice****
9/19/2020 11:13 AM
 
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Re:
Legar, 19/09/2020 11:04:




Grazie mille per questo giudizio, sono veramente contenta che la storia ti sia piaciuta. Senza dubbio vorrei riceverlo come recensione alla storia sul sito.
Volevo che si avesse l'impressione di un confronto tra i due isolato dal contesto della battaglia, come loro stessi sono distanti dal mondo umano, e volevo sottolineare in più modi il buio degli spiriti, appunto, intesi come fantasmi e come anime nel senso più ampio. Mi ha fatto piacere leggere che ciò ti sia sembrato efficace, come anche l'utilizzo della citazione nel tema del non meritarsi a vicenda e in generale nel non meritare una forma di redenzione.
In effetti ho scritto altre volte su questi due personaggi, negli anni, soprattutto prediligendo il punto di vista del Barone; se ti va puoi darci un'occhiata per la recensione premio. A questo proposito, in ogni caso, scegli liberamente dal mio profilo, ti chiedo solo di non arrivare a storie troppo vecchie. Sono iscritta a efp da dieci anni e non ho mai cancellato niente, sii comprensiva 🤣
Grazie ancora!




Non preoccuparti, intendevo comunque concentrarmi sulle storie un po' più recenti 😅 Inserisco subito la valutazione come recensione alla storia, e ti ringrazio ancora per la tua partecipazione!
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