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[fanfiction e originali] Kids everywhere!

Last Update: 9/4/2020 7:29 PM
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Giudice****
7/28/2020 5:18 PM
 
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Ciao! Visto che sono rimasta tra le riserve passo per ritirarmi, non so se serve ma se all'ultimo qualcuno si ritira e scorro automaticamente tra i concorrenti rischio di non consegnare in tempo. Grazie comunque 😄
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Giudice*****
7/28/2020 5:54 PM
 
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Re:
Artnifa, 7/28/2020 5:18 PM:

Ciao! Visto che sono rimasta tra le riserve passo per ritirarmi, non so se serve ma se all'ultimo qualcuno si ritira e scorro automaticamente tra i concorrenti rischio di non consegnare in tempo. Grazie comunque 😄



Figurati, grazie a te per aver avvisato! ^^

«Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo può ridersi anche della morte. Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più!»
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8/1/2020 1:17 AM
 
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Ciao Mari, a malincuore passo a ritirarmi 💔
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8/1/2020 11:46 PM
 
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ARRIVO IN SCIVOLATA ALLO SCADERE DEL 1 AGOSTO con il mio lavoro efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3926007&i=1 chiedo scusa per il ritardo ma ho cambiato piani all'ultimo come un cretino, rip
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8/1/2020 11:48 PM
 
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Scusate, arrivo un po' al limite, però dovrei essere ancora in tempo. Purtroppo mi ritiro. Non sono riuscita a cavare un ragno dal buco, mi dispiace! Sarà per la prossima!
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Giudice*****
8/2/2020 12:44 AM
 
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Il contest si è ufficialmente concluso!

Ringrazio tutti i partecipanti che hanno consegnato in tempo e anche chi ha comunicato il proprio ritiro.

Diversamente che per le consegne, per i ritiri non sono estremamente fiscale: chiederò all'amministrazione di spostare il contest domani mattina, quindi se per allora Filosofa Pagana dovesse passare ad annunciare il ritiro lo riterrò valido. Altrimenti, come da regolamento, dovrò segnalarla.

Mi fa piacere che nessuna riserva sia rimasta esclusa alla fine; grazie ancora a tutti, potrete seguire l'andamento delle valutazioni sul bando!💗

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Giudice*****
8/4/2020 11:02 AM
 
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Comunicazione per @Mozaik: dovresti rimuovere il grassetto dall'intro della tua storia (si può utilizzare solo per segnalare spoiler o primi posti ai contest).
Ti chiedo scusa, quando ho controllato mi era proprio sfuggito.

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Giudice*****
8/10/2020 9:09 PM
 
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non ho detto: buon lavoro!😱 sono proprio cotta...
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Giudice*****
8/10/2020 10:28 PM
 
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Re:
Setsy, 8/10/2020 9:09 PM:

non ho detto: buon lavoro!😱 sono proprio cotta...



Grazie, Setsy! 💙

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Giudice*****
8/11/2020 1:22 PM
 
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stai andando velocissimaaaaaaa😻😻😻
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Giudice*****
8/12/2020 6:52 PM
 
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Buonasera cari partecipanti!
Come potete vedere dal bando sono decisamente a buon punto con le valutazioni.
Potrei terminare di stendere l'ultima entro stasera, in ogni caso non andrò molto oltre.
Quindi, quasi sicuramente avrete domani i risultati.

Stay tuned!

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Giudice*****
8/12/2020 6:59 PM
 
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Non nutro grandi speranze per la schifezzuola che ti ho consegnato, ma attendo comunque con ansia ♥
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Giudice*****
8/12/2020 11:11 PM
 
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Confermo che domani avrete una chilometrica premessa e le valutazioni.
Penso più o meno per le 10, casomai voleste seguire i risultati in diretta (?), vedremo! 👀

«Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo può ridersi anche della morte. Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più!»
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8/13/2020 6:17 AM
 
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Oh no ora ho l'ansia 😂
Beh, buona fortuna a tutti i partecipanti!
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Giudice*****
8/13/2020 9:58 AM
 
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Bene, ci siamo!

Vorrei dire due parole – o qualcosa di più – prima di lasciarvi ai risultati.

Innanzitutto, una nota tecnica: come da bando, non ho contato i refusi per la grammatica, ma questo è valso solo nei casi in cui si trattava inequivocabilmente di un refuso.

In un paio di casi una lettera mancante o in più ha comportato un errore di concordanza articolo/sostantivo; io conosco la maggior parte di voi partecipanti e sono personalmente certa che si tratti di mere sviste, ma per giustizia (se avessi trovato questo tipo di errore nel testo di un autore che non conosco non avrei potuto dirmi certa allo stesso modo) non le ho considerate tali e ho sottratto qualcosa (poco). Ci tenevo a spiegare questa scelta (che comunque riguarda solo due occorrenze, in due storie diverse).

Tolto questo, per scontato che sia tengo a ricordare e sottolineare che i seguenti giudizi rappresentano fondamentalmente un mio soggettivo parere sui vostri lavori, e vi esorto a prenderlo come tale.

Ho fatto del mio meglio, ma è possibile e comprensibile che non siate d’accordo con alcune parti della vostra valutazione. Se questo fosse il caso, vi invito a farmi presenti i vostri dubbi, sono assolutamente aperta al dialogo. Magari non cambierò la mia idea, ma probabilmente comprenderò meglio il vostro punto di vista e già questo mi farebbe piacere.

Mi rendo conto di essere molto pignola, specialmente sulla forma e a maggior ragione quando assumo il ruolo di “giudice”. Forse (probabilmente?) è superfluo ribadirlo, ma il fatto di giudicare le vostre storie e indicarvene gli “errori” non mi rende certo superiore, anzi. Sicuramente anche voi nelle mie storie trovereste chissà quanti errori – e questo vale soprattutto per il titolo, che fa quasi ridere se valutato da me dato che io per prima ho sempre mille problemi a trovarne di adatti per le mie storie. Ho cercato di evidenziare le parti che secondo me non funzionano e dare alcuni consigli, ma ecco, probabilmente ho compiuto/compio gli stessi errori. È più semplice essere oggettivi con le storie degli altri.

E giusto per chiarirlo, tolti gli errori di grammatica/ortografia di cui sono fondamentalmente certa, non pretendo di farvi cambiare idea. Se, per esempio, vi dico che un titolo non mi convince o che vedo un determinato personaggio in modo diverso, non significa che dobbiate necessariamente essere d’accordo.

Questo può anche valere per lo stile, in verità: mi rendo sempre più conto di come si tratti di un parametro molto soggettivo, pesantemente influenzato dalla percezione e dal gusto di chi legge. Mi sono trovata a dare voti “bassi” qui (in realtà si parla comunque di 3/5), e ho giustificato le mie motivazioni, ma quest’esperienza mi ha convinta che questo sia il parametro più soggettivo di tutti (tenendo anche conto che non ho inserito il gradimento personale).

Qualsiasi critica possa avervi mosso, chiarisco che non ho nessuna intenzione di offendervi. Vi sono grata per aver partecipato al mio contest e per avermi affidato le vostre storie.

 

Fatta questa chilometrica premessa, tento di rassicurarvi (?) dicendo che comunque i punteggi sono buoni, nessuna storia ha totalizzato meno di 18, quindi forse non sono neanche così cattiva come sembro.

Qualcuno è naturalmente arrivato ultimo, non si può essere tutti sul podio, ma sappiate che non è un numero – tantomeno uno assegnato da me – a rappresentare il valore della vostra storia. Spero piuttosto che, a prescindere dal punteggio, le mie considerazioni possano soddisfarvi e magari aiutarvi.

Vi ricordo di non rispondere finché non avrò pubblicato, oltre a tutti i risultati, lo specchietto riassuntivo.
Dopodiché sarei molto contenta di sentire le vostre impressioni! Spero che, a prescindere da tutto, questo contest sia stato per voi una bella esperienza!
[Edited by Lita_EFP 8/13/2020 10:21 AM]

«Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo può ridersi anche della morte. Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più!»
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Giudice*****
8/13/2020 10:01 AM
 
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Settimo posto

Strawberry jam and penaut butter di Nao Yoshikawa

Titolo: 1/2


“Penaut” è scorretto, la grafia corretta è peanut. Devo per forza considerarlo, perché l’errore si ripete sia nel titolo di EFP sia in quello interno al testo. Non lo conto nel parametro grammatica, ma qui ti fa perdere mezzo punto perché, a mio parere, il titolo (seguito dall’intro) è il biglietto d’invito ad aprire una storia: notare errori già nella presentazione scoraggia molto, o almeno lo fa con me.


Per il resto, il titolo credo funzioni abbastanza; riprende un elemento importante della storia, dato che la condivisione del sandwich da parte di Harry è un po’ la chiave per sbloccare Draco. Non comprendo però perché la scelta dell’inglese: se da una parte potrebbe andar bene con il fandom data la sua ambientazione, in questo caso non credo che l’utilizzo di questa lingua aggiunga nulla, anzi.



Grammatica e stile: 7,4/10 [4,4+3]

“alla sua mica Hermione”: amica (refuso)

In più di un’occasione ho notato che hai inserito uno spazio di troppo: ti segnalo alcuni dei punti.

“ora  gli” “marmellata  alle” “capendo.  Harry” “bambino.  Sapeva”

Te l’ho segnalato per completezza, ma dato che non valuto l’impaginazione e non ritengo che la spaziatura rientri nella grammatica ho scelto di non sottrarre nulla.

“un smorfia” (-0,2)

“«E… e io non sapevo come chiederlo! E poi mio padre mi ha detto di farmi rispettare»”

Manca la punteggiatura finale (punto fermo), che secondo il criterio che hai applicato in tutta la storia sarebbe dovuto andare all’interno delle caporali. Lo considero un refuso.

“Ahm” – per scrupolo l’ho cercata su google, trovandola effettivamente come onomatopea ma riferita a quando ci si fa imboccare. Dunque in questo contesto è sbagliata, sarebbe meglio un normale “Ehm” (o “Uhm”, se preferisci). (-0,4)


Il tuo stile è scorrevole, e questo per me è un pregio di per sé.

Ritengo tuttavia che gioverebbe molto da un utilizzo più variato della punteggiatura: al di fuori dai discorsi diretti ti servi praticamente solo di virgole. Il che va bene, finché si tratta di frasi brevi e quasi di contorno ai dialoghi, ma può diventare un problema quando i periodi si allungano. L’ho infatti notato in particolare relativamente a questo brano:

“Sapeva che era ricco, l’aveva sentito dire a sua zia Petunia una volta, la famiglia Malfoy era ricca e importante, chissà quanti giocattoli possedeva lui. Non aveva torto, in effetti, Draco era figlio unico e viziato, suo padre era severo, sua madre era di temperamento più dolce e aveva deciso di iscrivere suo figlio ad un asilo pubblico affinché imparasse a legare con la gente di ceti sociali diversi. Questo a suo marito non aveva fatto piacere e Draco si era ritrovato in quel luogo in cui l’unico modo per attirare l’attenzione era comportarsi da discolo.”

Trovo che tutte queste frasi filerebbero molto meglio modificandone i rapporti.

Ad esempio, nella prima starebbero bene i due punti dopo la prima affermazione: “Sapeva che era ricco”, dato che poi illustri come fa a saperlo.

Nella frase seguente non è ben chiaro il nesso: si passa dalla descrizione della situazione di Draco alla decisione di Narcissa, ma è tutto messo sullo stesso piano.

Anche per il terzo, più breve, periodo trovo che la coordinazione tra le due frasi sia dubbia: a Lucius non ha fatto piacere, ma qual è il nesso tra questo e il fatto che Draco si sia ritrovato in quel luogo? Messa così sembra che mandare Draco in quell’asilo sia una ripicca di Lucius, ma dubito che sia ciò che intendevi esprimere, non avrebbe molto senso.

Per finire, due parole sul narratore (ritengo che rientri nello stile): non sono eccessivamente contraria a un focus alternato, in passato l’ho utilizzato anch’io, ma mi è sembrato che in questa storia fosse un po’ ambiguo. Oltre a muoversi tra Draco e Harry, a tratti sembra divenire onnisciente. Forse unificare il punto di vista avrebbe aiutato a dare maggiore coerenza al testo (mi sarei tenuta su quello di Harry), ma d’altra parte capisco le esitazioni a sacrificare un punto di vista. Forse però allora l’avrei sviluppato in modo più organico, tipo metà storia vicina a Harry e l’altra metà a Draco.


IC: 8,5/10

Allora. Parto dai personaggi di contorno, ovvero Lucius e Narcissa. Ho deciso di attribuire loro un punto (metà a testa), i restanti nove sono tutti per Draco e Harry.

Lucius è sicuramente severo e certo non approverebbe che suo figlio si mischi a ceti sociali inferiori: anche la raccomandazione di “farsi rispettare” è decisamente IC. L’unica cosa che potrebbe stupirmi è che si limiti a dispiacersi, dato che alla fine Draco finisce per frequentare effettivamente l’asilo pubblico. Ma è un’inezia.

Narcissa invece mi convince meno: nei libri la vediamo poco e il suo tratto che più risalta è certamente l’immenso affetto per suo figlio, ma non c’è solo questo. Narcissa genitore “dolce” e molto diverso da Lucius è una caratterizzazione in cui mi sono imbattuta spesso nel fandom, sembra quasi un headcanon, ma. Penso all’incontro con lei (e Draco) da Madama McClan nel sesto libro e mi è impossibile immaginarla così dolce, onestamente. O meglio, dolce può anche esserlo seguendo il punto di vista di Draco: a stonarmi è che sia così poco altera, così disposta a mandare il figlio in un asilo pubblico per farlo legare con altri ceti sociali. Anche in un’AU, immagino Narcissa condividere la visione di Lucius. Ovviamente sottraggo pochissimo per questo!

Parto da Draco. Ammetto che lì per lì mi ha stupita sentire che stesse antipatico a tutti, perché, sebbene Draco sia (penso soprattutto al primo libro, ma varrebbe almeno fino al quinto) piuttosto detestabile, qualcuno intorno l’ha sempre avuto, fosse anche solo per la sua posizione. Però mi sono ricreduta andando avanti: un elemento chiave è stato il contesto, ovvero l’asilo pubblico per relazionarsi con ceti sociali diversi. Magari invece Tiger e Goyle sono stati mandati in qualche asilo prestigioso, o hanno un’istitutrice privata a casa. Comunque! È anche, in più, vero che Draco qui ha solo cinque anni.

Nel complesso l’ho trovato coerente con l’originale; forse un po’ troppo pronto ad aprirsi con Harry, ma appunto, ha cinque anni. Non è esattamente il Draco che conosciamo ed è giusto così. Il tirare i capelli a Hermione, poi, è una bella strizzata d’occhio al canon.

Su Harry ho qualche riserva, ma l’approfondirò nel parametro seguente. Mi è piaciuto che il primo aggettivo che utilizzi per descriverlo sia “discreto”: sì, crescere con i Dursley (anche se qui sono una versione un po’ addolcita, ma immagino non troppo) gli ha certamente insegnato a essere discreto.

Mi ha stonato che Harry liquidi la sua situazione familiare con “va bene così”. Certo, il fatto che non sia così estrema come nei libri aiuta.

Soprattutto però, pur tenendo conto che Harry ha cinque anni ed è in un’AU, l’ho trovato troppo dolce e troppo sensibile. Ho riletto i primi capitoli del libro per potermi immedesimare meglio, e in più mi viene in mente come reagisce al pianto di Cho: ha bisogno delle spiegazioni di Hermione, per capirci qualcosa. Durante il primo incontro con Draco, lo paragona quasi immediatamente a Dudley e desidera subito andarsene. Con tutto l’affetto per Harry, non lo vedo proprio ad allontanarsi dai suoi amici per seguire un bambino scontroso che fa i dispetti a lui e a Hermione, né a intuire che ci sia altro sotto e volergli dare una possibilità. Una volta con Draco, poi, si dimostra estremamente paziente e anche piuttosto comprensivo. Troppo, a mio parere.


Resa bambini: 2/3

Penso che Draco sia reso bene, come bambino (a prescindere dall’IC).

Harry, come ti accennavo, non mi convince allo stesso modo. L’ho trovato troppo sensibile per un bambino di cinque anni. C’è un bambino “antipatico” che gli ruba i giocatoli e tira i capelli a una sua amica, ma lui ha la maturità/saggezza – perché di questo si tratta – di capire che non è semplicemente cattivo. Ha la maturità di seguirlo, sacrificando una ricreazione, per cercare di comprenderlo e consolarlo.

“Perché le persone che piangono vanno consolate” è una frase che, per l’appunto, mi è sembrata troppo matura soprattutto considerando che Harry è cresciuto con Vernon e Petunia: se fosse cresciuto con Lily (e quindi dei genitori amorevoli) avrei già potuto immaginarmelo di più, sarebbe stato plausibile che gliel’avessero insegnato. Non riesco a immaginarlo imparare una simile lezione dai Dursley, invece. E, in ogni caso, mi riesce difficile immaginare un bambino di cinque anni così emotivamente maturo.

Questo si riflette leggermente anche nel suo lessico, che a tratti mi è sembrato un po’ troppo buono per un bambino di quell’età.

“Ma tu rubi loro sempre tutti i giocattoli e non li condividi mai con nessuno.”

Ora, a parte il verbo condividere che ricorre e non so quanto stia bene in bocca a cinquenni, soprattutto credo che stoni “rubi loro”. In condizioni normali farei i salti di gioia per quest’uso di loro (non sostituito da “gli”!), ma in bocca a un bimbo mi fa davvero strano.


Bonus: 0/2

Totale: 18,9/27


[Edited by Lita_EFP 8/13/2020 10:22 AM]

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8/13/2020 10:03 AM
 
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Sesto posto

Problemi di naso di AcquaSaponePaperella


Titolo: 1,8/2

Il titolo rappresenta bene la storia: tutti e tre i paragrafi che la compongono si aprono proprio con uno starnuto, e la riflessione di Elena verte proprio sul fatto che sia lei che Zick hanno ciò che potremmo definire un “problema di naso”: lei non apprezza la forma a patata del suo, Zick è allergico e starnutisce in continuazione. Ho sottratto qualcosina perché non lo trovo particolarmente invitante, ma tutto sommato mi sembra che funzioni.

Grammatica e stile: 7,5/10 [4,5+3]

“fazzoletti ammucchiati accanto, che”

Trovo che manchi qualcosa dopo accanto, messo così da solo sembra incompleto: “accanto a lei” mi suona più corretto.

Soprattutto, però, in italiano il relativo deve necessariamente seguire il sostantivo a cui si riferisce. Non dovrebbe quindi frapporsi nulla tra “fazzoletti” e “che”. (-0,3)

“di essere il mostro con il naso a patata, di quelli che vede Zick, ma non di quelli buoni, di quelli cattivi.”

Il partitivo mal si collega all’articolo determinativo: o metti “un mostro con il naso a patata, di quelli…”, o aggiungi un “uno” prima di “di quelli”: “il mostro…, uno di quelli…”. (-0,2)

“tastandosi il suo naso a patata”

Non è propriamente un errore, ma “suo” è superfluo data la presenza del riflessivo.

“Galateo”

Non è un vero e proprio errore, ma ritengo superflua la maiuscola: “galateo” andrebbe benissimo. Cercando su internet, comunque, l’ho trovato scritto anche con la maiuscola (sebbene più con la minuscola), pertanto non sottraggo nulla.

“Simpatico Zick” sarebbe più corretto inserire una virgola prima del vocativo (Zick), e così anche in “Scusami Elena”.


Hai adottato uno stile perlopiù pulito, molto semplice, direi essenziale. Non mi ha colpita particolarmente, in tutta onestà – è corretto, ma non impressiona, anche perché la storia è costruita quasi esclusivamente su botta e risposta tra Zick ed Elena, solo nel paragrafo centrale c’è una parte non dialogica abbastanza consistente.

Penso che il tuo stile potrebbe giovare già solo da un uso più variato della punteggiatura: ho notato che abbondi di virgole, utilizzi praticamente solo quelle – non che ce ne sia una davvero fuori posto, ma uno stacco diverso (due punti, punti e virgola o perché no, lineetta) renderebbe il tutto più dinamico e potenzialmente anche più fluido.


IC: 9/10

Sull’IC dei tuoi personaggi non ho nulla da ridire, soprattutto su Elena: è avventurosa, desiderosa di conoscere il mondo di mostri di cui le parla Zick, a lei (ancora) celato. È attiva, prende praticamente sempre lei l’iniziativa nelle interazioni con Zick.

Zick è più passivo, il che è coerente con il personaggio originale, ma trovo che in questa storia sia caratterizzato troppo poco per assegnarti il punteggio massimo in questo parametro.


Resa bambini: 3/3

Questo di fatto è il parametro che valuta l’aderenza al contest, e ho valutato se sottrarti o meno qualcosa: mi hai presentato una storia con dei protagonisti bambini, ma in pratica hai mantenuto le età della serie. Avrei preferito – in genere è questo che si intende con kid!fic – che trattassi di Elena e Zick con qualche anno di meno, che li mostrassi più “bambini” rispetto alla serie.

Ho scelto di non sottrarre nulla perché non ho inserito questa specifica nel bando, limitandomi a richiedere “storie con protagonisti bambini”, quindi non mi sembra corretto penalizzarti per questo. Tenevo però a farti presente questa sfumatura della nota kid!fic.

Detto questo, ho trovato i tuoi Elena e Zick coerenti con gli originali e pertanto convincenti. Il lessico utilizzato nei dialoghi mi è parso adeguato alla loro età, con un unico dubbio su un dialogo leggermente più elaborato di Zick (anche se non me l'avevano detto che sarebbero venuti al parco.) ma che trovo comunque possibile.


Bonus: 0/2

Non avevo indicato nessun personaggio bonus per Monster Allergy: nel bando avevo specificato che se mi fosse stato richiesto un fandom specifico avrei segnalato dei personaggi che garantissero il bonus, ma dal momento che mi hai comunicato il fandom solo alla consegna questo non è stato possibile. (Sceglierli dopo che avevi già consegnato mi sarebbe parso scorretto).

Totale: 21,3/27


[Edited by Lita_EFP 8/13/2020 10:24 AM]

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8/13/2020 10:05 AM
 
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Quinto posto parimerito

Ne parle pas aux inconnus di Mozaik

Titolo: 1/2

Mi dispiace, ma non mi sento di assegnare di più a questo titolo: “Non parlare con gli sconosciuti” è senz’altro calzante per la storia, ma – forse è un mio limite – non riesco proprio a comprendere il perché del francese. Non è legato al fandom in sé, né al personaggio che pronuncia la raccomandazione (Petunia). Non credo sia un’espressione particolarmente diffusa in questa lingua, almeno non che io sappia.


Grammatica e stile: 8,3/10 [4,3+4]

“ad Harry” davanti ai nomi (inglesi) inizianti per H non va utilizzata la d eufonica. (-0,2)

“"Perché?" Chiese,”

“Chiese” regge, seppur posposto, il discorso diretto, quindi andrebbe con la minuscola. Così anche altri verbi più avanti (due “chiese”, un “esclamò”). Ho deciso di assegnare una “penalità generale” di -0,3 punti.

Non mi trovo poi d’accordo con le maiuscole di “Signor” (Black) e Zia (Petunia), soprattutto non con quest’ultima; ho deciso di considerarla una scelta stilistica e minimizzare la penalità. (-0,2)


Ho apprezzato lo stile che hai adottato in questa storia: il tuo narratore segue da vicino Harry, un bambino di sei anni, e rende molto bene il mondo attraverso i suoi occhi. Il lessico è abbastanza semplice – con poche eccezioni che comunque vanno bene dato che non sono riconducibili direttamente a Harry –, com’è giusto che sia in un racconto di questo tipo.

Ti segnalo solo un segmento che secondo me non funziona molto bene:

“nella stessa maniera sia a Dudley che ad Harry” trovo un po’ ridondante l’uso di “nella stessa maniera” accompagnato da “sia … sia”. Opterei per l’uno o l’altro (nello specifico mi limiterei ai “sia”, ma non è l’unica opzione).

E una ripetizione; nulla di grave, ma penso che la seconda occorrenza sia evitabile (togliendo anche ciò che la regge, naturalmente):

“penzolavano dal soffitto o il rischio di sbattere la testa contro il soffitto”.

Inoltre, anche se non concerne strettamente lo stile, tengo a dire che ho molto apprezzato la struttura quasi circolare della shot: si apre su una raccomandazione data, si chiude con una non data.


IC: 10/10

Partiamo dal protagonista, Harry: penso che tu abbia colto davvero bene l’essenza di questo bambino cresciuto da due zii tutto fuorché amorevoli e un cugino il cui passatempo preferito è prenderlo a pugni, senza alcuna reale notizia dei suoi genitori salvo quella di un molto generico incidente stradale.

Ho molto apprezzato i dettagli che hai inserito, rendendo la caratterizzazione più vivida e realistica: Harry, cresciuto nel sottoscala, quando gli viene proposto di trasferirsi pensa che non sarebbe male vivere in un sottoscala un po’ più grande; chiede se dovrà cucinare.

E alla fine si spezza, perché sì, il trattamento dei Dursley è veramente troppo, soprattutto per un bambino di sei anni. Voler fuggire da tutto ciò – nell’attimo in cui gliene viene offerta la possibilità – è solo naturale.

Mi piace anche che, sebbene la giovane età e la naturale fragilità, Harry mostri i germi del suo atteggiamento “ribelle”: ha presente la raccomandazione di Petunia, ma la trova stupida. E non perde l’occasione di contestarla anche nel finale.

Passando a Regulus, altro protagonista di questa storia, lui è praticamente un OC. Sì, sappiamo qualcosa di lui nei libri, ma di fatto poco o nulla. Sappiamo che dopo essersi unito ai Mangiamorte – la motivazione implicita è un errore di gioventù, ma chissà – non solo si rende conto dello sbaglio, complice il coinvolgimento di Kreacher, ma decide anche di redimersi a costo della vita.

Non lo vediamo mai però agire direttamente, dobbiamo accontentarci di un bigliettino e di racconti e ricostruzioni altrui. Quindi, con lui avevi quasi carta bianca; la tua caratterizzazione mi ha convinta.

Trovo molto dolce che questo Regulus sopravvissuto decida di infischiarsene dell’opinione di Silente e vada da Harry, perché lui dovrebbe stare con i suoi genitori o con Sirius e la situazione attuale semplicemente non è giusta. Ed è vero, pur comprendendo le motivazioni di Albus non è proprio giusto che un bambino debba vivere in quelle condizioni. Ma non divaghiamo.

Sappi che ho amato la sua frecciatina su “com’è cresciuto Sirius”, è stupenda.

Anche Kreacher, nella sua unica battuta, è decisamente IC, così come ogni riferimento ai Dursley è assolutamente calzante.


Resa bambini: 3/3

La tua resa di Harry bambino è a mio parere assolutamente perfetta. Trovo il suo approccio alla realtà assolutamente realistico per un bimbo di sei anni (uno magico, comunque).

In particolare ho molto apprezzato i riferimenti al “nome lungo e strano come nei libri” di Regulus (e il conseguente riferirsi a lui semplicemente come signor Black) e alle “parole che Harry non aveva ancora imparato a scuola”. Sembrano dettagli, ma sono proprio tocchi del genere a garantire realismo e permettere al lettore di entrare in sintonia con il narratore. Davvero un ottimo lavoro!


Bonus: 0/2

Totale: 22,3/27


[Edited by Lita_EFP 8/13/2020 10:27 AM]

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8/13/2020 10:06 AM
 
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Quinto posto parimerito

L'uomo di neve e la bambina di Sabriel_Little Storm

Titolo: 1,5/2


È un titolo che va bene per la storia, riprende temi sviluppati all’interno di essa.


Non lo trovo particolarmente originale né troppo intrigante (scorrendo non mi fa dire “devo leggerla!”), per cui sottraggo qualcosa, ma tutto sommato è un buon titolo.


Grammatica e stile: 9/10 [5+4]


Allora, veri e propri “errori” non ne ho trovati.


Ci sono però un paio di frasi che mi hanno confusa, diciamo; una in particolare, le altre sono più che altro sottigliezze.


“Le loro iridi rifletterono come uno specchio: se la neve accoglieva ogni suo fiocco, doveva essere compito dei pupazzi di neve raccontare loro delle fiabe per farli addormentare.”


Questa è la frase con cui ho avuto maggiori difficoltà.


Principalmente non mi convince quel “rifletterono”: credo tu lo intenda riflessivo, con le iridi che si specchiano le une nelle altre, ma secondo me scritta così non è proprio chiara la frase – sicuramente non è immediata, almeno non per me.


“«Perché tu sei il mio uomo di neve» sorrise.”


Questa è più che altro un’imprecisione a livello di logica: il senso è chiarissimo, ma in questa forma tecnicamente “sorrise” regge la battuta. Naturalmente questo non è possibile. Potresti o mettere un punto dopo il dialogo e la maiuscola a sorrise, o aggiungere un verbo, tipo “disse e sorrise”, “disse sorridendo”.


“Vide l'uomo rimboccarle le coperte, scoccandole un bacio sulla fronte.”


Non mi convince del tutto, perché il gerundio suggerisce contemporaneità, ma se Jan si china per baciarla in fronte lei come vede che le rimbocca le coperte? (Ovviamente se ne accorge, ma il verbo usato è vedere). Non è un errore, assolutamente, ma lì per lì mi ha stonato; secondo me la frase filerebbe meglio differenziando le azioni, “Vide… e scoccarle…”. Ma è un suggerimento che puoi benissimo ignorare, ne riconosco la soggettività.


Lo stile nel complesso mi è piaciuto, nella sua semplicità e scorrevolezza.


La punteggiatura non mi ha del tutto convinta nella frase che ti ho riportato sopra con “rifletterono”; ho dei dubbi sui due punti, perché la frase sui pupazzi di neve non mi sembra una conseguenza immediata o una specificazione della precedente. Avrei optato per un punto e virgola.


“ma una lezione più importante era stata impartita a entrambi: Jan non aveva potuto crescere sua figlia Anja, ma forse la vita lo aveva finalmente ripagato della perdita subita.


Forse un dono era piombato dal cielo dritto tra le sue mani, come un fiocco di neve.”


Visto l’inizio sulla lezione impartita a entrambi, mi sarebbe piaciuto che ti concentrassi anche su Sindy e non solo su Jan. Certo, il punto di vista di Sindy domina la maggior parte della storia e ovviamente quale sia la lezione che ha ricevuto è intuibile, ma troverei la frase più completa se lo includesse, così mi sembra quasi “spezzata”. La frase finale, comunque, è molto bella.


Caratterizzazione: 8,8/10


Naturalmente per la tua storia devo valutare la caratterizzazione e non l’IC. Devo inoltre fare uno “sforzo”, perché sebbene io conosca già (anche se non moltissimo) i tuoi personaggi, ai fini del contest devo cercare di basarmi esclusivamente sulle informazioni che dai in questa storia.


Racconti una scena molto familiare, il rito della buonanotte tra Sindy e Jan.


Sindy si mostra come una bambina timida e insicura, che però si sente a suo agio con Jan, almeno abbastanza da osare porgli la domanda “che cos’è un papà?”, nonostante l’imbarazzo e un certo istintivo timore. L’idea in sé mi ha toccata molto, devo dire, è davvero straziante immaginare questa povera bambina che si chiede cosa sia un papà. Giustifichi la sua “ignoranza” in merito accennando al suo essere stata in orfanotrofio, oltre che alla sua certezza di non aver mai avuto né padre né madre. Così, tra l’altro, chiarisci anche a un lettore che si approccia per la prima volta ai tuoi personaggi che Jan non è, come si sarebbe potuto pensare all’inizio, il padre di Sindy. Non quello biologico, comunque.


Lui, invece, l’ho trovato un po’ meno approfondito. Scopriamo alla fine che non ha potuto crescere sua figlia, per qualche motivo, e – come si intuiva già lungo tutta la storia – che tiene moltissimo a Sindy. Oltre all’affetto e preoccupazione per Sindy, e all’imbarazzo per la domanda posta dalla bambina, però, non vediamo praticamente nulla di lui.


Non lo considero un difetto, visto il contesto della storia e le poche parole a disposizione, ma non posso nemmeno considerarla una caratterizzazione del tutto completa. In ogni caso hai fatto un ottimo lavoro!


Hai saputo trattare una tematica decisamente difficile con estrema delicatezza.


Resa bambini: 3/3


Niente da dire sulla resa di Sindy: ammetto che lì per lì l’idea che a dieci anni non sapesse cosa sia un papà, pur avendo più o meno intuito cosa sia una mamma, mi ha spiazzata, ma ci ho pensato e lo trovo assolutamente credibile visto il passato in orfanotrofio e la relazione che si intuisce non proprio ideale con gli altri bambini. Non avevo mai pensato a una simile possibilità, ma perché in questo senso sono privilegiata.


I suoi pensieri e i suoi dialoghi li hai resi bene, anche l’associazione neve-fiocchi-pupazzi di neve che leggono le fiabe la trovo convincente.


Bonus: 0/2


Totale: 22,3/27



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8/13/2020 10:08 AM
 
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Quarto posto
He ain't heavy, he's my brother
di Setsy

Titolo: 1,5/2

L’uso dell’inglese è giustificato, oltre che dall’ambientazione, dal suo riprendere una canzone (sebbene, non te lo nascondo, avrei preferito trovarlo tradotto in italiano). Non mi convince però del tutto quanto a rappresentazione ideale della storia: sicuramente si percepisce come a Mycroft, nonostante la facciata, spendere del tempo con Sherlock non pesi, ma non trovo che sia il tema fondante della storia, o comunque non è ripreso in modo troppo diretto. Insomma – e te lo dico da persona negata a dar titoli –, avrei preferito qualcosa di più rappresentativo della storia.

Grammatica e stile: 6,5/10 [3,5+3]

“Erano esattamente sei giorni e cinque ore che stava tartassando i genitori con la stessa richiesta, reiterata a cadenza regolare; il che significava a ogni pasto della giornata.”

Non sono proprio sicurissima, ma credo che sarebbe più corretto “tartassava”. “Stava tartassando” mi dà l’idea di un’azione continua, come se Sherlock non avesse smesso un secondo di chiedere – inoltre, trovo che l’imperfetto renda la frase più fluida. Dato che non sono certa al 100% che si tratti di un errore, ho deciso di non togliere nulla in grammatica, ma ne terrò conto per lo stile (e in ogni caso mi sembrava corretto segnalartelo!).

“La frase stava ancora risuonando verso quello che ormai era un posto vuoto, che il bambino stava bussando insistentemente alla porta del maggiore.”

Anche qui, trovo che la frase fili molto meglio sostituendo “stava bussando” con l’imperfetto semplice “bussava”, meglio se accompagnato da “già”.

“Aveva perso altro mezzo chilo” manca “un” (-0,2)

“blu navy” L’ho cercato per accertarmene: questa forma mista è considerabile un errore, per il colore o mantieni l’inglese (e quindi blue navy) o traduci tutto: blu marino. (-0,2)

“La voce del maggiore era bonaria, ma con un retrogusto vischioso.”

Non riesco davvero a capire in che senso una voce possa avere un retrogusto “vischioso”; ho controllato i significati dell’aggettivo (accertando che in realtà ce n’è solo uno, riassumibile in “appiccicoso”) e ci ho riflettuto molto, ma non riesco proprio a comprendere cosa intendessi. Mi trovo a doverlo considerare come un utilizzo improprio di un vocabolo, dato che il significato apparentemente non ha senso in questo contesto e dunque la comprensione della frase è compromessa. (-0,5)

“Io non mi spavento di niente!”

Sono abbastanza certa che spaventarsi non regga di ma per: “Io non mi spavento per niente!”, o “Niente mi spaventa!”. (-0,3)

“Vederti ancora farti male per colpa mia, mi spezzerebbe il cuore.” Mi è venuto il dubbio che si tratti di una scelta stilistica, ma la virgola qui è tra soggetto (Vederti) e verbo e pertanto devo considerarlo errore. (-0,3)

 

Hai scelto di adottare uno stile medio-alto per questa storia; se in generale in un racconto incentrato sui bambini la scelta potrebbe non convincermi, i fratelli Holmes sono una cosiddetta eccezione che conferma la regola: per loro può andar bene, ha senso, adottare uno stile un po’ più alto.

Ci sono però comunque alcune soluzioni che non sono riuscita ad apprezzare, le ho trovate eccessive.

È il caso di “sopracciglia muliebri” e del pronome personale “egli”, per esempio.

Ho riscontrato anche alcuni problemi con la punteggiatura:

“un discorso di tre pagine, ― diretto a lui personalmente ― e uno sguardo di ghiaccio”

Non mi convince la virgola messa lì: l’inciso racchiuso tra i trattini si riferisce al discorso da tre pagine, quindi semmai la virgola andrebbe dopo, direttamente prima della “e”.

“Sherlock valutò rapidamente la pila di testi voluminosi ― tentare di saltare tre anni di scuola non era uno scherzo, ma suo fratello poteva farcela ― la giacca dell’uniforme che finalmente si allacciava, lo spuntino a base di frutta e yogurt.”

Qui al contrario una virgola manca, sempre dopo il trattino che chiude l’inciso (provando a leggere come se l’inciso non ci fosse, la mancanza di un nesso tra i due oggetti si avverte con forza). Soprattutto perché la virgola interposta tra la giacca e lo spuntino nega la possibilità di un asindeto.

“Dopo due minuti erano in giardino, egli col suo classico montgomery blu navy, e l’entusiasta ciclista con un piumino dello stesso colore.”

“non l’avrebbe ammesso, stava crescendo, e sentiva di doversi concentrare sulle relazioni adulte.”

In entrambi questi due casi trovo che la seconda virgola, ovvero quella prima della congiunzione, sia assolutamente evitabile: mettendola lo stacco risulta troppo forte. Nel primo caso soprattutto.

IC: 10/10

Sulle caratterizzazioni non ho proprio nulla da ridire: preso atto della non-esistenza di Eurus (meno male si può dire?) le trovo assolutamente credibili.

Il piccolo Sherlock testardo, che sfida la madre, che si sente superiore ai suoi coetanei perché è più avanti con lo sviluppo cognitivo e legge paroloni importanti nei libri. Ed è un bravo osservatore, già così giovane, come si vede mentre studia – valuta, usando un verbo che hai molto sfruttato in questa OS – Mycroft e la sua situazione. È stato anche molto tenero vederlo tenere così al fratello maggiore, contare su di lui e dare importanza alla sua opinione, vedere il suo desiderio di dimostrargli qualcosa.

Allo stesso modo è stato tenero vedere Mycroft che, sebbene restio a palesarlo in modo eclatante, tiene a suo fratello al punto di investire i suoi guadagni per regalargli una bicicletta. È una nota IC molto apprezzata anche l’inciso sul suo bearsi del rancore dei ragazzi più grandi a cui dà ripetizioni, così come la gratificazione che ricava dall’ammirazione del piccolo Sherlock.

Anche i genitori, per quel poco che si vedono qui e soprattutto per quel poco che sappiamo di loro dalla serie, mi hanno convinta.

Ho trovato i dialoghi, in ogni singola battuta, molto calzanti con i personaggi. Molto bella anche la citazione di Mycroft in chiusura.

Resa bambini: 3/3

Ritengo che tu abbia fatto un buon lavoro dal punto di vista della resa psicologica dei bambini – o meglio, di questi specifici bambini, che non possono certo essere considerati “normali”. Come lo stesso Sherlock ci fa presente all’interno dell’OS, il suo sviluppo cognitivo è più avanti rispetto a quello dei suoi coetanei. Inutile specificare come ciò sia anche più vero per Mycroft, che può riuscire a saltare tre anni di scuola e che dà ripetizioni a bambini più grandi di lui.

Nonostante ciò, ci mostri anche lati più tipicamente “da bambini”, come Sherlock che ricerca l’approvazione e il supporto del fratello maggiore e Mycroft che, sebbene brontoli, si presta senza neanche farsi troppo pregare. Molto interessante anche il dettaglio di Mycroft che sta crescendo e inizia a sentire di doversi concentrare sulle relazioni adulte, iniziando in un certo senso un processo di distanziamento – apparente – dal fratello minore.

L’episodio stesso che hai scelto di raccontare è perfetto per una kid!fic: un bambino che vuole imparare ad andare in bici senza rotelle e si fa aiutare dal fratello maggiore, sebbene naturalmente la tua storia rappresenti ben più di questa cornice.

Bonus: 2/2

Ho indicato sia Sherlock sia Mycroft come personaggi per il bonus, ed entrambi sono protagonisti dell’OS, quindi non ho il minimo dubbio sull’assegnazione dei due punti extra.

Totale: 23/27



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8/13/2020 10:10 AM
 
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Terzo posto

Dove non ci sono i lupi cattivi di Soul Shine

Titolo: 2/2

Lo trovo adatto alla storia. Dove non ci sono i lupi cattivi è a casa, che Aelita definisce “sua unica ancora di salvezza”. Ma è anche, e soprattutto, il posto speciale di cui parla Waldo nella seconda parte della storia.


Oltre a rispecchiare la storia, credo che possa incuriosire un eventuale lettore – agli amanti della serie fornisce anche un indizio in più, dato il collegamento abbastanza evidente con Aelita.


Non mi fa impazzire il font che hai scelto, ma questo è secondario.


Grammatica e stile: 7,5/10 [4,5+3]


“la illudevano di suoni”


Non mi risulta che il verbo illudere regga “di”, ma “su” e “con”. Nel caso specifico, la forma corretta è “la illudevano con suoni”. (-0,3)


“le lasciò una carezza tra i capelli scompigliati.”


Ho verificato i significati di “lasciare” sulla Treccani e ho cercato proprio l’espressione “lasciare una carezza”, ma non ho trovato nulla. Non sottraggo molto dal momento che il senso della frase è chiaro, ma mi sembra un uso improprio del termine: opterei per un più diretto “le carezzò i capelli…”, ma le possibilità sono varie. (-0,2)


 


In tutta onestà non sono riuscita ad apprezzare molto lo stile elaborato che hai adottato in questa storia: considerando il contenuto e soprattutto la protagonista, avrei preferito delle scelte un po’ più semplici. Non che non si possa cercare uno stile alto per una storia di bambini, ma questo – a meno che non ci sia una ragione specifica dipendente dai personaggi scelti – comporta un certo effetto. In questo caso, alcune scelte mi sono sembrate troppo, suscitandomi un effetto straniante.


Alcuni esempi sono: “guance arrossate dal tepore del pomeriggio primaverile” (tra l’altro, tepore non è la parola giusta per esprimere caldo, se era questa la tua intenzione: è un vocabolo associato a un’idea di ristoro, sa di confortevole) e “aria pregna di polline”, ma più che a singoli vocaboli mi riferisco un po’ in generale al tono della storia, soprattutto nella prima parte.


Un’altra scelta che ho trovato un po’ straniante, ma per motivi in un certo senso opposti, è la seguente: “col muso sporco di crema”. “Muso” si può, sì, usare per indicare il volto umano, ma in contesti generalmente spregianti o scherzosi. Me l’aspetterei magari in una storia comica, ma non è questo il caso.


Ho trovato invece l’uso della punteggiatura perlopiù corretto e anche un po’ variato. Non sono del tutto d’accordo giusto con i seguenti esempi:


“sembrava dimenticarsi della sua esistenza. Ma lei non si arrabbiava mai.” Un punto fermo mi sembra una pausa un po’ troppo forte, in questo caso.


“Lui ricambiò la stretta. “Sarà pieno di musica e pianoforti ovunque, te lo prometto.”


Ma Aelita, presa dalla sua improvvisa gioia da bambina, era troppo impegnata a perdere lo sguardo nella primavera che esplodeva fuori dalla finestra per accorgersi del lampo di dolore che attraversò gli occhi di suo padre.”


Qui in realtà non è tanto la punteggiatura il problema, ma quel ma iniziale: in generale non è consigliatissimo iniziare una frase con un’avversativa, ma non è questo il problema. Semplicemente, mi sembra che non c’entri molto; non vedo un legame che giustifichi un “ma” tra queste due frasi. Il padre di Aelita le rivolge una frase rassicurante, ma viene attraversato da un lampo di dolore che la figlia non scorge. Va benissimo, ma hai ribaltato l’ordine della frase: se avessi fatto prima presente il lampo di dolore e poi che Aelita non se ne avvede, mi sarebbe andato benissimo. Messo così invece, il valore avversativo del “ma” sembra più rivolto all’affermazione di Waldo Schaeffer.


Per me potresti o modificare più “drasticamente” l’ordine della frase, tipo: “Ma mentre lo diceva, un lampo di dolore attraversò i suoi occhi; Aelita, presa dalla sua improvvisa […]”.


Oppure, più semplicemente, sostituire il “ma” con una congiunzione copulativa: “E Aelita, […]”.


IC: 9,5/10


Ho trovato i tuoi personaggi molto convincenti, per lo più coerenti con gli originali.


C’è solo un aspetto che mi ha un po’ stonato, ovvero il fatto – su cui insisti abbastanza – di Waldo che a volte “si dimentica dell’esistenza” di Aelita. È vero che di lui sappiamo poco, ed evidentemente ne abbiamo una percezione diversa, ma mi sembra che uno dei pochissimi tratti canonici d questo personaggio sia proprio l’immenso amore per la figlia – non credo che potrebbe mai “dimenticare la sua esistenza” (o darne l’impressione), soprattutto non dopo aver perso la moglie.


C’è inoltre una piccolissima imprecisione riguardo ad Aelita, stando almeno a quanto ho trovato: fai riferimento al suo andare a scuola, ma lei non la frequentava, studiava da autodidatta (con suo padre, immagino). Questo ovviamente è un dettaglio che non conta ai fini della valutazione, ma mi sembrava corretto fartelo presente.


Per il resto, l’IC è rispettato: ho apprezzato molto i vari riferimenti alla serie (ho appositamente riguardato alcuni episodi), a partire dall’approfondimento dell’associazione lupi cattivi/uomini in nero arrivando a Waldo che suona il piano e talvolta le insegna (Ascolta, Aelita, la musica è matematica…). Davvero, l’idea stessa della storia – ovvero l’origine dei “lupi cattivi” che (in un primo momento) popoleranno le visioni di Aelita al posto degli uomini in nero – è stata davvero interessante, e così anche l’idea di legare musica e lupi (in opposizione), due elementi molto importanti per Aelita.


Il riferimento al fatto che Aelita da grande voglia fare la pianista, per quanto legato più che altro al fatto che suo padre suona il piano, è interessante pensando all’interesse che dimostra per la musica più avanti nella serie, sebbene lì questo prenda una piega ben diversa.


Resa bambini: 3/3


La resa della piccola Aelita, con il timore infantile (ma non poi così tanto, come sappiamo) dei lupi cattivi nel bosco e la passione per il gelato, mi ha convinta. I dialoghi sono ottimi, “semplici” al punto giusto.


Nel mondo di Aelita ci sono i lupi cattivi contro cui combatte il padre e c’è la musica per tenerli lontani; nel momento in cui il padre le dice che la porterà in un posto speciale dove vivranno per sempre, la sua prima preoccupazione è per la presenza dei gelati. Sì, questa resa mi è proprio piaciuta; peccato per il tono alto della narrazione che un po’ stride con tutto ciò.


Bonus: 2/2


Per Code Lyoko avevo specificato un solo personaggio, Aelita, e l’ho decisamente avuta.


Totale: 24/27



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8/13/2020 10:12 AM
 
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Secondo posto

Alla più bella di LadyPalma


Titolo: 2/2

Il titolo che hai scelto è a dir poco calzante. Rappresenta bene la storia, la cui trama potrebbe essere riassunta proprio con la scelta della più bella a cui dare la mela; al contempo è un chiaro richiamo al mito di Paride, mito la cui presenza nella flash è evidente. Non riesco davvero a immaginare un titolo più giusto per questa storia.

Grammatica e stile: 9,3/10 [4,8+4,5]

“il capelli lunghi” (-0,2)

Questo è l’unico vero e proprio errore (probabile svista) che ho trovato.

C’è però una costruzione – tra l’altro ripetuta – che non mi ha convinta; non so se definirla un errore, comunque ti spiego i miei dubbi:

“È la saggezza – la prudenza di chi tenta di aggirare gli ostacoli e che nei giochi riesce sempre a vincere alla fine.

È l'amore – la pazienza di chi sa aspettare e che torna a casa appagata già solo dal fatto di aver visto gli altri giocare.”

La relativa messa così non mi convince: qual è il suo riferimento? La prudenza nella prima frase e la pazienza nella seconda, o il “colei (che)” sostituito dal chi?

Penso che sarebbe più corretto o ripetendo un “chi” al posto del “che” o, meglio ancora, eliminandolo e basta (che è ciò che hai fatto nella prima frase del parallelo, quella sulla forza).

A parte questo, ho molto apprezzato il tuo stile. Il lessico è semplice ma non banale, la punteggiatura è varia e usata ottimamente. Il narratore accompagna i pensieri di Lucius, mostrandoli al lettore e talora commentando (la descrizione in chiave mitica delle sorelle, principalmente), arricchendo il testo. Ho anche apprezzato la disposizione grafica, con la frase finale discosta dal resto.

Sei riuscita a trasmettere molto con poco, e questo è un grande pregio.

IC: 9,5/10

Parto dalle tre sorelle Black: Bellatrix e Andromeda sono tratteggiate con una frase a testa e risultano, per quel poco, proprio loro. Ce la vedo Andromeda in disparte, tanto da Lucius – magari sospetta anche il motivo della sua presenza – quanto da Bella. Bella è irruenta, si diverte senza interessarsi alle conseguenze (rovinare il vestito costoso). Narcissa si vede un po’ di più, e non ho nulla da ridire su come l’hai caratterizzata.

Approfitto di questo parametro anche per dire che ho apprezzato il parallelo costruito tra loro tre e forza, saggezza e amore. Era, Atena e Afrodite, le dee tra cui Paride deve scegliere la più bella. Anche l’immagine di Lucius/Paride è divertente, e che dire, “ci sta”.

Arriviamo ora a Lucius: ovviamente non sappiamo davvero nulla di come fosse a dieci anni, anche se possiamo ragionevolmente supporre i suoi tratti fondamentali.

Penso che tu l’abbia reso bene, tra egocentrismo (il più bello sono io, tu mi somigli quindi devi essere la più bella!) e insicurezza perché si parla comunque di un bambino di dieci anni a cui è stato chiesto di scegliere la propria futura sposa, quando probabilmente a quest’età davvero poco gli interessa di decidere quale tra le tre bambine sia la più bella. È stato buffo leggere di Lucius spaventato da due sorelle su tre, ma non vedo perché no, soprattutto se la paura più che per loro è per l’idea di doversi relazionare con loro e un giorno passarci la vita.

Ti starai chiedendo il perché della piccola sottrazione di punteggio: ci arrivo subito.

“perché proprio un frutto, non sarebbe stato più carino regalare una cioccorana?”

Mi rendo conto che sia più che altro una mia impressione soggettiva, ma non riesco proprio a immaginarmi Lucius – per piccolo che sia – a maneggiare una cioccorana, soprattutto non a considerarla un regalo adeguato per una ragazza. Non lo so, un cioccolatino a forma di rana pronto a saltare via mi sembra così poco dignitoso, troppo plebeo per il nostro piccolo Lucius Malfoy. Posso capire che metta in dubbio il frutto, ma mi sarei aspettato un altro termine di paragone: non so, un fiore o magari sempre un dolcetto ma un po’ più “raffinato”.

Resa bambini: 3/3

Assolutamente nulla da ridire sulla resa dei tuoi bambini. Bellatrix gioca, Andromeda si nasconde, Narcissa e Lucius si guardano curiosi. I pensieri di Lucius li trovo realistici per un bambino di dieci anni, come accennavo nella valutazione dell’IC mi sembra naturale che alla sua età poco gli interessi delle ragazze e di chi sia la più bella, che possa piuttosto provarne paura.

A conquistarlo è la risata di Narcissa, un dettaglio molto dolce e secondo me adatto (e tra l’altro la specifica sulla boccuccia sdentata della bambina è un tocco di realismo assolutamente apprezzato!).

Bonus: 2/2

Una delle possibilità di ottenere il bonus prevedeva un’interazione “Casa Malfoy/Casa Black”, condizione che la tua storia rispetta pienamente.

Totale: 25,8/27



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8/13/2020 10:13 AM
 
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Primo posto
Girasole
di Shireith 

Titolo: 1,4/2

I titoli semplici non mi dispiacciono, questo però è forse un po’ troppo semplice. Il girasole è sicuramente un elemento importante della storia, in questo senso va bene, però così da solo non trasmette molto, almeno non prima di aver letto la storia.

Grammatica e stile: 9,6/10 [4,7+4,9]

“Gli occhi di Aoko sfavillarono «Sei un mago!»”

Manca il punto dopo “sfavillarono”. (refuso)

"Procedette a passo serrato, snodandosi nei corridoi affollati da tanti altri bambini"

Un bambino (una persona) non può snodarsi, è un uso improprio. Per la sottrazione in questi casi mi baso sulla comprensione della frase: nonostante tutto, cosa intendessi si capisce, quindi non tolgo troppo. (-0,3)

“Uscirono quasi tutti, maestra compresa, e per la prima volta nell’arco della giornata, Kaito rimase da solo con Aoko.”

Così c’è un problema, perché la virgola dopo giornata separa la congiunzione da quella che è effettivamente la coordinata: puoi o aggiungere un’altra virgola subito dopo la e, racchiudendo così per la prima volta nell’arco della giornata in un inciso, oppure rimuovere quella già presente.

Questo è l’unico punto in cui il tuo uso della punteggiatura non mi ha convinta: per il resto hai fatto un ottimo lavoro, sfruttando i vari segni a tua disposizione per rendere il testo più fluido e dinamico.

Ho amato il tuo stile: prima di tutto è scorrevole, si lascia leggere piacevolmente. Il lessico è adeguato alla materia, con qualche scelta leggermente più “alta” che però nel contesto non stona affatto. Il tuo narratore segue da vicino prima Kaito e poi Aoko, portando il lettore a immedesimarsi naturalmente con loro.

IC: 10/10

Aoko e Kaito sono proprio loro. Kaito a sei anni vanesio e super-fiero del suo disegno, capolavoro, mi ha fatta ridere, è così lui! Così come non sarebbe lui se non fosse già in grado di svolgere un trucco semplice (relativamente, io non sarei in grado neanche ora) come far apparire un girasole.

“«Ma certo, mademoiselle!»”

Sì, ce lo vedo decisamente. E, tra l’altro, immaginarlo così ancora (genuinamente) spensierato è stato dolcissimo.

Anche Aoko è ben descritta, con la sua personalità attiva, la sua schiettezza e il suo grande affetto per il padre.

Ma soprattutto hai reso benissimo il loro rapporto: bisticciano e si chiamano a vicenda con epiteti poco carini (e come dimenticare Bakaito?), eppure ci sono sempre l’uno per l’altra. Non affrontano direttamente il problema, ma ci sono. Si comprendono e trovo davvero bellissimo come tu abbia scelto di sottolineare il loro “punto comune”, la perdita di un genitore. Non servono molte parole, per tirarsi su a vicenda. Interessante la scelta del girasole, sarebbe stato più semplice – banale, in un certo senso – immaginare Kaito che fa apparire rose come nel canon, ma in questo contesto avrei trovato la rosa quasi fuori luogo.

È un bel tocco anche il fatto che Kaito, appena sparito il padre, abbia con sé delle carte da poker.

Resa bambini: 3/3

Anche in questo punto hai fatto davvero un buon lavoro, lasciando trasparire nella narrazione alcune caratteristiche tipiche dei bambini, dei dettagli che danno un tocco in più alla storia, come le gambe troppo corte di Kaito o il fatto che, seppur sia un bravo osservatore, non riesca a distinguere l’espressione mutata della maestra, sa solo che è diversa. Renderlo troppo perspicace sarebbe stato un po’ eccessivo, nonostante sia Kaito. Kaito che, quando Aoko finalmente non lo ignora più, invece di mostrarsi contento finge un broncio. Una reazione infantile, dunque perfetta.

“«Non importa, però, perché il mio papà è la miglior mamma del mondo!»”

Quant’è perfetta questa frase? Così come il loro battibecco sul disegno, ma potrei dire lo stesso per tutti i loro dialoghi. Hai reso molto bene anche questo aspetto.

Bonus: 2/2

Bonus pienamente meritato, dato che avevo indicato Kaito e Aoko e hai utilizzato entrambi (e che l’hai fatto benissimo).

Totale: 26/27



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8/13/2020 10:19 AM
 
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1) “Girasole” di Shireith (due recensioni premio)


2) “Alla più bella” di LadyPalma


3) “Dove non ci sono i lupi cattivi” di Soul Shine


4) “He ain’t heavy, he’s my brother” di Setsy


5) “Ne parle pas aux inconnus” di Mozaik e “L’uomo di neve e la bambina” di Sabriel_Little Storm


6) “Problemi di naso” di AcquaSaponePaperella


7) “Strawberry jam and penaut butter” di Nao Yoshikawa



Recensioni premio consegnate: 0/2 a Shireith



Dalla mia parte è tutto. A voi la parola!



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Giudice*****
8/13/2020 11:01 AM
 
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Ciao Mari, grazie per la valutazione (sei stata velocissima!), la voglio come recensione!
Per quanto riguarda la grammatica, effettivamente ci ho riflettuto su quel "che" ma il soggetto doveva essere proprio la pazienza.
È la pazienza - di chi sa aspettare e che torna a casa.
Cioé è la pazienza che appartiene a chi sa aspettare e la quale torna a casa, come se le due frasi legate da paratassi dopo il trattino indipendente fossero attributi della pazienza: è di chi sa aspettare e torna a casa. Se non avessi messo quel "che" sembrava che chi tornasse a casa fosse la persona a cui appartiene la pazienza, invece è la pazienza stessa di cui Narcissa è personificazione.
Non era reso evidentemente molto bene ma la costruzione era pensata, ecco🤣

Per la cioccorana, ci sta, solo che pensando comunque a un bambino, temevo di averlo già caricato abbastanza con i vestiti e i capelli perfetti^^

Grazie ancora e alla prossima!
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8/13/2020 1:26 PM
 
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Lita_EFP, 13/08/2020 10:01:

<div style="text-align: center;"><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong>Settimo posto</strong></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong>Strawberry jam and penaut butter </strong>di <strong>Nao Yoshikawa</strong></span></div>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong>Titolo: 1/2</strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">&ldquo;Penaut&rdquo; &egrave; scorretto, la grafia corretta &egrave; <em>peanut</em>. Devo per forza considerarlo, perch&eacute; l&rsquo;errore si ripete sia nel titolo di EFP sia in quello interno al testo. Non lo conto nel parametro <em>grammatica</em>, ma qui ti fa perdere mezzo punto perch&eacute;, a mio parere, il titolo (seguito dall&rsquo;intro) &egrave; il biglietto d&rsquo;invito ad aprire una storia: notare errori gi&agrave; nella presentazione scoraggia molto, o almeno lo fa con me.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Per il resto, il titolo credo funzioni abbastanza; riprende un elemento importante della storia, dato che la condivisione del sandwich da parte di Harry &egrave; un po&rsquo; la chiave per sbloccare Draco. Non comprendo per&ograve; perch&eacute; la scelta dell&rsquo;inglese: se da una parte potrebbe andar bene con il fandom data la sua ambientazione, in questo caso non credo che l&rsquo;utilizzo di questa lingua aggiunga nulla, anzi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong><br class="cbrh" />Grammatica e stile: 7,4/10 [4,4+3]</strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">&ldquo;alla sua mica Hermione&rdquo;: amica (refuso)</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">In pi&ugrave; di un&rsquo;occasione ho notato che hai inserito uno spazio di troppo: ti segnalo alcuni dei punti.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">&ldquo;ora&nbsp; gli&rdquo; &ldquo;marmellata &nbsp;alle&rdquo; &ldquo;capendo.&nbsp; Harry&rdquo; &ldquo;bambino.&nbsp; Sapeva&rdquo;</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Te l&rsquo;ho segnalato per completezza, ma dato che non valuto l&rsquo;impaginazione e non ritengo che la spaziatura rientri nella <em>grammatica</em> ho scelto di non sottrarre nulla.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">&ldquo;un smorfia&rdquo; (-0,2)</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">&ldquo;&laquo;E&hellip; e io non sapevo come chiederlo! E poi mio padre mi ha detto di farmi rispettare&raquo;&rdquo;</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Manca la punteggiatura finale (punto fermo), che secondo il criterio che hai applicato in tutta la storia sarebbe dovuto andare all&rsquo;interno delle caporali. Lo considero un refuso.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">&ldquo;Ahm&rdquo; &ndash; per scrupolo l&rsquo;ho cercata su google, trovandola effettivamente come onomatopea ma riferita a quando ci si fa imboccare. Dunque in questo contesto &egrave; sbagliata, sarebbe meglio un normale &ldquo;Ehm&rdquo; (o &ldquo;Uhm&rdquo;, se preferisci). (-0,4)</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;"><br class="cbrh" />Il tuo stile &egrave; scorrevole, e questo per me &egrave; un pregio di per s&eacute;.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Ritengo tuttavia che gioverebbe molto da un utilizzo pi&ugrave; variato della punteggiatura: al di fuori dai discorsi diretti ti servi praticamente solo di virgole. Il che va bene, finch&eacute; si tratta di frasi brevi e quasi di contorno ai dialoghi, ma pu&ograve; diventare un problema quando i periodi si allungano. L&rsquo;ho infatti notato in particolare relativamente a questo brano:</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">&ldquo;Sapeva che era ricco, l&rsquo;aveva sentito dire a sua zia Petunia una volta, la famiglia Malfoy era ricca e importante, chiss&agrave; quanti giocattoli possedeva lui. Non aveva torto, in effetti, Draco era figlio unico e viziato, suo padre era severo, sua madre era di temperamento pi&ugrave; dolce e aveva deciso di iscrivere suo figlio ad un asilo pubblico affinch&eacute; imparasse a legare con la gente di ceti sociali diversi. Questo a suo marito non aveva fatto piacere e Draco si era ritrovato in quel luogo in cui l&rsquo;unico modo per attirare l&rsquo;attenzione era comportarsi da discolo.&rdquo;</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Trovo che tutte queste frasi filerebbero molto meglio modificandone i rapporti.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Ad esempio, nella prima starebbero bene i due punti dopo la prima affermazione: &ldquo;Sapeva che era ricco&rdquo;, dato che poi illustri come fa a saperlo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Nella frase seguente non &egrave; ben chiaro il nesso: si passa dalla descrizione della situazione di Draco alla decisione di Narcissa, ma &egrave; tutto messo sullo stesso piano.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Anche per il terzo, pi&ugrave; breve, periodo trovo che la coordinazione tra le due frasi sia dubbia: a Lucius non ha fatto piacere, ma qual &egrave; il nesso tra questo e il fatto che Draco si sia ritrovato in quel luogo? Messa cos&igrave; sembra che mandare Draco in quell&rsquo;asilo sia una ripicca di Lucius, ma dubito che sia ci&ograve; che intendevi esprimere, non avrebbe molto senso.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Per finire, due parole sul narratore (ritengo che rientri nello <em>stile</em>): non sono eccessivamente contraria a un focus alternato, in passato l&rsquo;ho utilizzato anch&rsquo;io, ma mi &egrave; sembrato che in questa storia fosse un po&rsquo; ambiguo. Oltre a muoversi tra Draco e Harry, a tratti sembra divenire onnisciente. Forse unificare il punto di vista avrebbe aiutato a dare maggiore coerenza al testo (mi sarei tenuta su quello di Harry), ma d&rsquo;altra parte capisco le esitazioni a sacrificare un punto di vista. Forse per&ograve; allora l&rsquo;avrei sviluppato in modo pi&ugrave; organico, tipo met&agrave; storia vicina a Harry e l&rsquo;altra met&agrave; a Draco.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong><br class="cbrh" />IC: 8,5/10</strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Allora. Parto dai personaggi di contorno, ovvero Lucius e Narcissa. Ho deciso di attribuire loro un punto (met&agrave; a testa), i restanti nove sono tutti per Draco e Harry.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Lucius &egrave; sicuramente severo e certo non approverebbe che suo figlio si mischi a ceti sociali inferiori: anche la raccomandazione di &ldquo;farsi rispettare&rdquo; &egrave; decisamente IC. L&rsquo;unica cosa che potrebbe stupirmi &egrave; che si limiti a <em>dispiacersi</em>, dato che alla fine Draco finisce per frequentare effettivamente l&rsquo;asilo pubblico. Ma &egrave; un&rsquo;inezia.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Narcissa invece mi convince meno: nei libri la vediamo poco e il suo tratto che pi&ugrave; risalta &egrave; certamente l&rsquo;immenso affetto per suo figlio, ma non c&rsquo;&egrave; solo questo. Narcissa genitore &ldquo;dolce&rdquo; e molto diverso da Lucius &egrave; una caratterizzazione in cui mi sono imbattuta spesso nel fandom, sembra quasi un headcanon, <em>ma.</em> Penso all&rsquo;incontro con lei (e Draco) da Madama McClan nel sesto libro e mi &egrave; impossibile immaginarla <em>cos&igrave;</em> dolce, onestamente. O meglio, dolce pu&ograve; anche esserlo seguendo il punto di vista di Draco: a stonarmi &egrave; che sia cos&igrave; poco altera, cos&igrave; disposta a mandare il figlio in un asilo pubblico per farlo legare con altri ceti sociali. Anche in un&rsquo;AU, immagino Narcissa condividere la visione di Lucius. Ovviamente sottraggo pochissimo per questo!</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Parto da Draco. Ammetto che l&igrave; per l&igrave; mi ha stupita sentire che stesse <em>antipatico a tutti</em>, perch&eacute;, sebbene Draco sia (penso soprattutto al primo libro, ma varrebbe almeno fino al quinto) piuttosto detestabile, qualcuno intorno l&rsquo;ha sempre avuto, fosse anche solo per la sua posizione. Per&ograve; mi sono ricreduta andando avanti: un elemento chiave &egrave; stato il contesto, ovvero l&rsquo;asilo pubblico <em>per relazionarsi con ceti sociali diversi</em>. Magari invece Tiger e Goyle sono stati mandati in qualche asilo prestigioso, o hanno un&rsquo;istitutrice privata a casa. <em>Comunque!</em> &Egrave; anche, in pi&ugrave;, vero che Draco qui ha solo cinque anni.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Nel complesso l&rsquo;ho trovato coerente con l&rsquo;originale; forse un po&rsquo; troppo pronto ad aprirsi con Harry, ma appunto, ha cinque anni. Non &egrave; esattamente il Draco che conosciamo ed &egrave; giusto cos&igrave;. Il tirare i capelli a Hermione, poi, &egrave; una bella strizzata d&rsquo;occhio al canon.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Su Harry ho qualche riserva, ma l&rsquo;approfondir&ograve; nel parametro seguente. Mi &egrave; piaciuto che il primo aggettivo che utilizzi per descriverlo sia &ldquo;discreto&rdquo;: s&igrave;, crescere con i Dursley (anche se qui sono una versione un po&rsquo; addolcita, ma immagino non troppo) gli ha certamente insegnato a essere discreto.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Mi ha stonato che Harry liquidi la sua situazione familiare con &ldquo;va bene cos&igrave;&rdquo;. Certo, il fatto che non sia cos&igrave; estrema come nei libri aiuta.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Soprattutto per&ograve;, pur tenendo conto che Harry ha cinque anni ed &egrave; in un&rsquo;AU, l&rsquo;ho trovato troppo dolce e troppo sensibile. Ho riletto i primi capitoli del libro per potermi immedesimare meglio, e in pi&ugrave; mi viene in mente come reagisce al pianto di Cho: ha bisogno delle spiegazioni di Hermione, per capirci qualcosa. Durante il primo incontro con Draco, lo paragona quasi immediatamente a Dudley e desidera subito andarsene. Con tutto l&rsquo;affetto per Harry, non lo vedo proprio ad allontanarsi dai suoi amici per seguire un bambino scontroso che fa i dispetti a lui e a Hermione, n&eacute; a intuire che ci sia altro sotto e volergli dare una possibilit&agrave;. Una volta con Draco, poi, si dimostra estremamente paziente e anche piuttosto comprensivo. Troppo, a mio parere.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong><br class="cbrh" />Resa bambini: 2/3</strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Penso che Draco sia reso bene, come bambino (a prescindere dall&rsquo;IC).</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Harry, come ti accennavo, non mi convince allo stesso modo. L&rsquo;ho trovato <em>troppo </em>sensibile per un bambino di cinque anni. C&rsquo;&egrave; un bambino &ldquo;antipatico&rdquo; che gli ruba i giocatoli e tira i capelli a una sua amica, ma lui ha la maturit&agrave;/saggezza &ndash; perch&eacute; di questo si tratta &ndash; di capire che non &egrave; semplicemente cattivo. Ha la maturit&agrave; di seguirlo, sacrificando una ricreazione, per cercare di comprenderlo e consolarlo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">&ldquo;Perch&eacute; le persone che piangono vanno consolate&rdquo; &egrave; una frase che, per l&rsquo;appunto, mi &egrave; sembrata troppo matura soprattutto considerando che Harry &egrave; cresciuto con Vernon e Petunia: se fosse cresciuto con Lily (e quindi dei genitori amorevoli) avrei gi&agrave; potuto immaginarmelo di pi&ugrave;, sarebbe stato plausibile che gliel&rsquo;avessero insegnato. Non riesco a immaginarlo imparare una simile lezione dai Dursley, invece. E, in ogni caso, mi riesce difficile immaginare un bambino di cinque anni cos&igrave; emotivamente maturo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Questo si riflette leggermente anche nel suo lessico, che a tratti mi &egrave; sembrato un po&rsquo; troppo buono per un bambino di quell&rsquo;et&agrave;.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">&ldquo;Ma tu rubi loro sempre tutti i giocattoli e non li condividi mai con nessuno.&rdquo;</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;">Ora, a parte il verbo condividere che ricorre e non so quanto stia bene in bocca a cinquenni, soprattutto credo che stoni &ldquo;rubi loro&rdquo;. In condizioni normali farei i salti di gioia per quest&rsquo;uso di loro (non sostituito da &ldquo;gli&rdquo;!), ma in bocca a un bimbo mi fa davvero strano.</span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong><br class="cbrh" />Bonus: 0/2</strong></span></p>
<p><span style="font-family: 'book antiqua', palatino, serif; font-size: 14pt;"><strong>Totale: 18,9/27</strong></span></p><br class="cbrh" />

Ciao Mari, allora intanto grazie mille per il giudizio così approfondito e ti chiedo subito se posso averla come recensione.
Solo io potevo sbagliare il titolo, sono grande 🤣🤣🤣 comunque ho preso nota degli appunti allo stile, purtroppo con o vari errori di battitura ci ho tolto mano, nel senso che rileggendo anche 10 volte qualcuno mi sfugge sempre, poi quanto me ne rendo conto sono tipo 😱😱
Per l'Ic, ti dirò, forse il fatto è che mi sono fatta una certa idea su come sono Draco e Harry, idea che forse si allontana dal canone (almeno credo, in realtà nonnne sono certa) e che mi ha portato a fare determinate scelte.
Per la questione del narratore onnisciente ti do ragione, io ho un problema a mantenere un solo punto di vista (forse influenzata dal fatto che sono abituata a gestire tanti personaggi). Comunque spero tu possa aver apprezzato la storia, io sono contenta di aver partecipato eeej in caso al prossimo contest 😘
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Giudice*****
8/13/2020 3:14 PM
 
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Re:
Lady.Palma, 8/13/2020 11:01 AM:

Ciao Mari, grazie per la valutazione (sei stata velocissima!), la voglio come recensione!
Per quanto riguarda la grammatica, effettivamente ci ho riflettuto su quel "che" ma il soggetto doveva essere proprio la pazienza.
È la pazienza - di chi sa aspettare e che torna a casa.
Cioé è la pazienza che appartiene a chi sa aspettare e la quale torna a casa, come se le due frasi legate da paratassi dopo il trattino indipendente fossero attributi della pazienza: è di chi sa aspettare e torna a casa. Se non avessi messo quel "che" sembrava che chi tornasse a casa fosse la persona a cui appartiene la pazienza, invece è la pazienza stessa di cui Narcissa è personificazione.
Non era reso evidentemente molto bene ma la costruzione era pensata, ecco🤣

Per la cioccorana, ci sta, solo che pensando comunque a un bambino, temevo di averlo già caricato abbastanza con i vestiti e i capelli perfetti^^

Grazie ancora e alla prossima!



Ok, ora ho capito meglio 👀

Baby Lucius non è mai troppo carico! (Okay, mi eclisso🙈)

Grazie a te, alla prossima!

«Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo può ridersi anche della morte. Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più!»
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Giudice*****
8/13/2020 3:17 PM
 
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Re:
NaoYoshikawa, 8/13/2020 1:26 PM:

Ciao Mari, allora intanto grazie mille per il giudizio così approfondito e ti chiedo subito se posso averla come recensione. Solo io potevo sbagliare il titolo, sono grande 🤣🤣🤣 comunque ho preso nota degli appunti allo stile, purtroppo con o vari errori di battitura ci ho tolto mano, nel senso che rileggendo anche 10 volte qualcuno mi sfugge sempre, poi quanto me ne rendo conto sono tipo 😱😱 Per l'Ic, ti dirò, forse il fatto è che mi sono fatta una certa idea su come sono Draco e Harry, idea che forse si allontana dal canone (almeno credo, in realtà nonnne sono certa) e che mi ha portato a fare determinate scelte. Per la questione del narratore onnisciente ti do ragione, io ho un problema a mantenere un solo punto di vista (forse influenzata dal fatto che sono abituata a gestire tanti personaggi). Comunque spero tu possa aver apprezzato la storia, io sono contenta di aver partecipato eeej in caso al prossimo contest 😘



Ciao Nao! Sono felice che il giudizio sia stato apprezzato :)
Non preoccuparti per gli errori di battitura, capitano a tutti, e in ogni caso non erano molti!
Se i miei appunti su stile e narratore ti possono essere utili sono contenta!

Per l'IC, ci mancherebbe, mi rendo conto che quella su Harry sia una mia percezione che può differire un po' dalla tua. (Su Draco credo che siamo fondamentalmente d'accordo!)

Certo che ho apprezzato la storia, grazie ancora per aver partecipato! Al prossimo contest! 💙

«Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo può ridersi anche della morte. Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più!»
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Giudice*****
8/13/2020 3:18 PM
 
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(Passo subito a lasciare la valutazione come recensione a entrambe e chiedo anche agli altri di farmi sapere se desiderano riceverla!)

«Chi ha la ventura di nascere personaggio vivo può ridersi anche della morte. Morrà l'uomo, lo scrittore, strumento della creazione; la creatura non muore più!»
8/13/2020 3:53 PM
 
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Anche io vorrei il giudizio come recensione! :)
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