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Dicembre 2019

Last Update: 12/30/2019 2:09 PM
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1 dicembre 2019 - I DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s'innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
3Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Is 2,2-3


Come vivere questa Parola?

E’ tempo d’Avvento, cioè una possibilità offerta da questo periodo liturgico a prepararci serenamente, ma davvero impegnati, per la venuta del Signore Gesù.
Si, Avvento vuol dire che sta per giungere la solennità del Natale e Isaia, il grande profeta, lontano nel tempo ma attualissimo perché ispirato dall’Alto, desta in noi il desiderio di una vera preparazione spirituale alla solennità: la venuta del Verbo nel mondo, dentro la realtà umana di un Bambino.
L’invito della Parola profetica anche oggi è molto importante. In una società spesso dimentica dei valori spirituali, Isaia ci incoraggia profetizzando quel che, già avvenuto, avrà pieno compimento.
Si, una parziale vittoria sul male si è già avverata, realizzando la profezia con la venuta di Gesù, l’Onnipotente Figlio del Padre fatto Uomo per la nostra salvezza.
Non sappiamo quando la vittoria piena del bene sul male avrà il suo compimento. Siamo dunque invitati a vivere l’attesa compiendo giorno dopo giorno la volontà di Dio che ci ha creati per amore e per amore ci desidera salvi.
Signore, grazie per la voce dei Profeti tuoi luminosi servitori, grazie per quello che oggi ci vien detto dal profeta Isaia. Donaci un cuore in ascolto e attento a realizzare quel che Tu ci hai comunicato: la Parola di salvezza.

La voce di uno scrittore francese
“Gesù sta al centro di tutto, assume tutto e si fa carico di tutto, tutto soffre. E’ impossibile colpire oggi un qualunque essere senza colpire lui, è impossibile umiliare qualcuno o annientarlo, senza umiliare lui, maledire o assassinare uno qualsiasi, senza maledire o uccidere Lui”
(Leon Bloy)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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12/2/2019 9:28 PM
 
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Martedì 3 dicembre 2019 - S. Francesco Saverio, sacerdote – memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Il lupo dimorerà insieme con l'agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
7La mucca e l'orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
8Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
9Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare»
Is 11,6-9


Come vivere questa Parola?

Come è bello Signore credere in questa visione profetica di Isaia! Sì, la forza della tua Parola ci convince che il tempo in cui il male insidia il bene è tempo di prova per noi figli di Dio! Passerà lasciando che trionfi il bene; non più per qualche tempo ma ormai per sempre, nel sole dell’eternità
Grazie, Signore Gesù! in Speranza, fidandomi pienamente di Te, io già intravedo la letizia che durerà in continua novità di amore per sempre.

La voce di un Dottore della Chiesa

“Le orme sono le impronte che lascia uno che cammina per strada; le opere di Dio invece vengono chiamate le sue strade. […] le orme di Dio sono dunque determinate impronte che si trovano nelle creature, e da esse si può, in una certa misura, risalire a conoscere Dio”.
(S.Tommaso d’Aquino)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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12/3/2019 1:44 PM
 
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Mercoledì 4 dicembre 2019 - I Settimana di Avvento

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
2 Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
3 Rinfranca l'anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome»

Salmo 22/23, 1-3


Come vivere questa Parola?

In un’epoca in cui la pastorizia era una occupazione molto praticata in Palestina come in altre località medio orientali, è significativo quel che dice il salmo. La figura del pastore diventa efficace immagine del Signore! Quella dei pascoli erbosi allude al sollievo di soste riposanti. Come un bravo e forte pastore percorre buone vie per accedere con le sue pecore a luoghi di ubertoso pascolo, così il Signore, in forza della sua potenza, valendosi anche di strumenti utilissimi come il bastone e il vincastro, guida le pecore al loro sano nutrimento: l’erba dei prati circostanti.
ecco, se la metafora del pastore e delle pecore è molto appropriata a quei tempi, ci rendiamo conto però che è immagine efficace anche oggi.

Sì, o Signore, Il rapporto che tu instauri con me è colmo di una tenerezza profonda e continua. I pascoli erbosi sono la Sacra Scrittura e gli insegnamenti della Chiesa, i momenti di riposo esprimono la realtà benefica che dà respiro coraggio e continuo rinnovamento di energia anzitutto all’anima ma anche alla mia realtà psichica sentimentale, orientata da te a scelte buone: veramente umane, autenticamente cristiane conosco la pace e spesso la gioia..

La voce di un teologo
“Un cristiano non può essere tranquillo perché salvo, mentre un fratello è perduto, egli condivide i sentimenti e la preoccupazione del Buon Pastore.”
(Hans Urs Von Balthasar)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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12/4/2019 8:32 PM
 
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Giovedì 5 dicembre 2019 - I settimana di Avvento

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel Regno dei Cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli»

Mt 7,21


Come vivere questa Parola?

Questa parola fortemente sapienziale di Gesù illumina il cammino dei credenti cristiani di ogni tempo. Effettivamente la tentazione di una certa religiosità “fumosa” è quella di sostituire alla preghiera un sacco di parole: sì, un sacco di espressioni forse anche altisonanti che accarezzano l’udito ma non illuminano nè alimentano il cuore.
Attenzione! la preghiera è indispensabile perché, oltre a lodare Dio, libera il credente da illusioni presuntuose e parolaie, conducendolo sulla vera strada del Signore: quella di chiedergli aiuto (preghiera) per compiere la sua volontà.

Signore, quando ero bambina mi era più facile dare la scalata a un albero in giardino, che mettermi a pregare. Crescendo, la tua Parola mi ha aiutato a capire e a unificare. Ti prego, aiutami a pregare sempre ma a trarne forza per quello che più conta: compiere ciò che piace a Te. Di grande conforto mi è la certezza che quel che tu vuoi per me coincide con ciò che mi salva dal male e mi conduce a realizzarmi nel bene.

La voce della Bibbia
“E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!”
(1Gv1,17)

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12/6/2019 7:44 AM
 
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Venerdì 6 dicembre 2019 - S. Nicola, Vescovo – Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». 28Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».»
Mt 9,27-28


Come vivere questa Parola?

La Parola quest’oggi mette a fuoco l’incontro di Gesù con due ciechi. La loro richiesta di acquistare la vista attira la nostra attenzione sul comportamento di Gesù nei loro confronti.
Non solo nei nostri tempi, ma da sempre, il fatto che qualcuno grida nella strada, ha suscitato reazioni negative piuttosto che ascolto compassionevole.
Il disturbo alle orecchie di chi cammina nello stesso tragitto ha più peso che il dolore continuo di chi non può vedere niente e nessuno. Per Gesù è semplicemente l’opposto: Egli ascolta, agisce e risolve il loro grave guaio con una positiva risposta concreta.
Anche questa paginetta del Vangelo ci offre la conoscenza di Cristo Gesù non solo osannato Maestro ma Vero Uomo, con una ricca sensibilità in un cuore vivo e partecipe.
Qui Gesù è tutt’altro che indifferente. Vuole però rafforzare in questi poveretti una fiducia piena nella sua persona umano-divina. La risposta affermativa dei ciechi a una così categorica domanda: “Credete che io possa fare questo?” diventa per noi oggi qualcosa che ci interroga sul senso di una fede autentica, profonda, fuori da tentennamenti. La domanda che la Parola ci pone é questa: E voi, oggi, credete realmente a Gesù? Lui l’Unigenito Figlio del Padre che ha creato il mondo, è Signore della vita che a differenza dei ciechi voi potete godere nei suoi ricchi aspetti positivi.
Signore, non posso negare di essere cieca nei confronti di quello che mi fa comodo non vedere: il bene da compiere, il male da evitare, il dolore da lenire nella vita non solo dei miei cari ma dei poveri nel mondo. Fa o Signore che io veda e creda e tu guarisci la mia cecità.

La voce uno scrittore russo
“La fede è la forza della vita. Se l’uomo vive, significa che in qualcosa crede. Se non credesse che bisogna vivere per qualche cosa, egli non vivrebbe. Se non vede e non capisce l’illusorietà del finito, egli crede in questo finito; se capisce l’illusorietà del finito, egli deve credere nell’infinito. Senza la fede non si può vivere”.
Lev Tolstoj

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12/6/2019 8:45 PM
 
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Sabato 7 dicembre 2019 - S. Ambrogio, Vescovo e Dottore Della Chiesa – Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«I tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te:
«Questa è la strada, percorretela».»
Is 30,21


Come vivere questa Parola?

Il grande profeta Isaia apre lo sguardo su un futuro in cui difficoltà e prove si alternano a eventi ispirati a grande fiducia: il vero bene, procurato da Dio al suo popolo, avrà il sopravvento.
Grazie Signore, aprimi sempre più gli occhi della Fede. Rendimi attenta alla Tua Parola perché io percorra veramente la tua strada che è quella del Vangelo e della Chiesa oggi, negli insegnamenti e nell’annuncio di Papa Francesco.

La voce del Vangelo
“Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza”
(Luca 8,15)


Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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12/6/2019 8:48 PM
 
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8 dicembre 2019 – IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA SOLENNITÀ

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». …Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei»
Luca 1,26-28.38


Come vivere questa Parola?

Maria è Immacolata non solo per dono di Dio che l’ha preservata da ogni macchia di peccato, ma anche per la sua scelta libera di fare la sua volontà: “Ecco la serva del Signore”.
E per questa risposta Maria è ricordata da tutte le genti e da tutti è amata e pregata.
E Maria, che giovanissima e piena di sogni sceglie di lasciare i suoi progetti per aderire pienamente a quello di Dio, diventa modello per tutti noi quando siamo chiamati a decisioni importanti; giovane donna che si mette in cammino per portare aiuto alla cugina Elisabetta, diventa modello di chi vive la vera carità nel dono gratuito; mamma attenta e affettuosa che fugge in Egitto con il suo sposo per proteggere il loro bambino, diventa modello di chi abbandona la propria casa e la propria famiglia per costruirsi una vita più sicura e serena in un altro paese; madre pienamente donata che segue il suo Figlio e a Cana lo spinge a dare il via alla sua missione, diventa modello di tutte le mamme che accompagnano, crescono, aspettano, amano i propri figli; donna sofferente che accompagna Gesù sul Calvario, assistendo in silenzio al suo supplizio e alla sua morte, diventa modello di tutte le persone che aiutano, si prendono cura, consolano chi è malato, infermo e moribondo.
Maria è modello per tutti noi perché ha vissuto le nostre stesse esperienze.
Vieni Signore Gesù e donami come Madre Maria, la tua Mamma; sia Lei il modello da imitare, l’esempio da seguire, la testimone da guardare.

La voce di Papa Francesco
“Prendici per mano, Maria. Aggrappati a te supereremo i tornanti più angusti della storia. Portaci per mano a riscoprire i legami che ci uniscono. Radunaci insieme sotto il tuo manto, nella tenerezza dell’amore vero, dove si ricostituisce la famiglia umana: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio”.
(Omelia Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio)

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12/8/2019 10:20 PM
 
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Lunedì 9 dicembre 2019 - II Settimana di Avvento

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Ma Gesù, (…) disse al paralitico: alzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».»
Luca 5,25-26


Come vivere questa Parola?

Il paralitico si alza, prende il suo lettuccio e se ne torna a casa glorificando Dio. Che grande miracolo, quanto è potente il nostro Dio, Egli è veramente il Signore del cielo e della terra.
E davanti ad un prodigio del genere, un paralitico che cammina, non si può rimanere zitti e si può solo lodare Dio. Beati quelli che hanno visto queste cose! E noi?
Anche noi abbiamo visto e vediamo ogni giorno miriadi di “cose prodigiose”: il sole brillante del mattino e il tramonto della sera, i gesti di gentilezza e di rispetto verso chi è anziano, la cura di un genitore per il suo bambino, il sorriso e la gioia di chi ci cammina accanto.
Tutte queste cose sono “cose prodigiose” perché dicono l’amore di Dio per ogni uomo, il suo prendersi cura di tutti, ma noi siamo troppo abituati a vederle, a darle per scontate, a crederle dovute, e non vediamo, non capiamo e aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo sempre un miracolo di Dio per noi!
Vieni Signore Gesù e rendi il mio cuore capace di stupirsi dei piccoli miracoli di ogni giorno, vieni e aiutami a riconoscere i doni di cui riempi la mia vita e i prodigi che quotidianamente fai per me, vieni Signore e insegnami a ringraziarti, sempre.

La voce di Papa Francesco
“Saper ringraziare, saper lodare per quanto il Signore fa per noi, quanto è importante! E allora possiamo domandarci: siamo capaci di dire grazie? Quante volte ci diciamo grazie in famiglia, in comunità, nella Chiesa? Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, a chi ci è vicino, a chi ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio.”
Omelia del 9 ottobre 2016 – Giubileo mariano


Commento di suor Sandra Bona FMA
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12/9/2019 9:40 PM
 
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Martedì 10 dicembre 2019 – II Settimana Di Avvento

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Gesù disse ai suoi discepoli:
«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite».
Matteo 18,12-13

Come vivere questa Parola?

Che strano modo di ragionare: è meglio rischiare di perdere le novantanove pecore che mi sono rimaste, lasciandole sui monti, o ritrovare l’unica pecora che ho perduto?
Gesù non ha dubbi e decide, ed usa non la logica del mondo, la logica del guadagno e dell’economia, ma la logica dell’amore, la logica di chi vuole bene a tutti indistintamente e non vuole perdere nessuno, perché ai suoi occhi ognuno è prezioso, importante, caro, perché per ciascuno ha dato la vita, per tutti, anche per chi è misero, peccatore, cattivo: Dio ama ognuno di un amore infinito, per ognuno si è fatto uomo e per ognuno è morto in croce.
Come possiamo noi, allora, buttare via la nostra esistenza per stupidaggini, per superficialità, per un po’ di piacere?
La nostra vita è un dono grande, serio, un dono che vale la vita stessa del nostro Redentore.
Vieni Signore Gesù e insegnami ad amare ogni istante della mia esistenza, a vivere ogni momento, anche triste o doloroso, con intensità e pienezza, vieni e aiutami a non sprecare mai un solo minuto del mio tempo.

La voce di una giovane santa
“L’importante è fare la volontà di Dio. Io magari avevo dei piani su di me, ma Dio ha pensato a questo. La malattia mi è arrivata al momento giusto… Avverto che Dio mi chiede qualcosa di più, di più grande. Forse potrei restare su questo letto per anni…, non lo so. A me interessa solo la volontà di Dio, fare bene quella, nell’attimo presente: stare al gioco di Dio.”
(Chiara Luce Badano)

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12/10/2019 10:15 PM
 
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Mercoledì 11 dicembre 2019 – II Settimana di Avvento

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Matteo 11,28-30

Come vivere questa Parola?

Ma quanto pesano certi gioghi? Quanto pesa il giogo di tutte quelle persone uccise da chi diceva di amarle e quindi colpite due volte, nel corpo e nel cuore?
Quanto pesa il giogo di tutti i profughi morti nel Mediterraneo, di quella mamma affogata con il suo passaporto e quelli delle sue due figlie, ben custoditi nella giacca, di quell’adolescente di 14 anni morto in mare con la pagella cucita in tasca?
Quanto pesa il giogo di chi abita nei paesi in guerra e vive tra continue violenze, paure, bombe e morte e forse non sa cosa sia la pace?
Quanto pesa il giogo di quei bimbi scappati dalla guerra e finiti in campi profughi fatiscenti, non sicuri e senza l’essenziale per vivere in maniera dignitosa?
Tutti i gioghi sono pesanti e tutti fanno soffrire, ma Gesù ci assicura che se lasciamo che sia Lui a portarlo con noi, se gli chiediamo di non lasciarci soli nelle nostre sofferenze e nel nostro dolore, se amiamo le nostre fatiche, allora il nostro giogo diventa dolce e il nostro carico leggero.
Vieni Signore Gesù e aiutami a portare le mie fatiche e le mie sofferenze; vieni Signore e non lasciarmi schiacciare dal dolore; vieni Signore Gesù e rendi il mio giogo leggero perché vissuto con Te nell’amore.

La voce un Padre della Chiesa
“Ecco perché ciò rende soave il giogo e leggero il peso. E anche se esso è difficile da portare per i pochi che lo scelgono, è facile per tutti quelli che amano. Dice il Salmista: A causa delle parole delle tue labbra ho battuto vie faticose. Ma le cose che sono aspre per coloro che provano affanno, si addolciscono per quelli che amano.”
(Sant’Agostino)

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12/11/2019 1:35 PM
 
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Giovedì 12 dicembre 2019 –II Settimana di Avvento

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti tengo per la destra
e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto».
Non temere, vermiciattolo di Giacobbe,
larva d’Israele;
io vengo in tuo aiuto – oràcolo del Signore –,
tuo redentore è il Santo d’Israele»
Isaìa 41,13-14

Come vivere questa Parola?

In soli due versetti è ripetuta per ben due volte la frase: “non temere”.
Abbiamo sempre tante paure e da soli non siamo capaci di darci sicurezze, abbiamo veramente bisogno di chi, prendendoci per mano, con affetto, ci dice: “Non temere, Io sono con te, Io non ti lascio solo, Io ti sto vicino”. Abbiamo bisogno di non sentirci soli davanti alla grandezza e difficoltà della vita.
E per questo Dio, in Gesù, si fa uomo e viene ad abitare in mezzo a noi; e per questo Dio, in Gesù, è con noi e non ci abbandona, si prende cura di ognuno, ci ama di un amore totale e disinteressato: questa è l’unica certezza che possiamo e dobbiamo avere, ed è anche l’unica fede su cui basare la nostra esistenza, l’unica speranza che dà senso alla nostra vita, Dio è con noi perché ci ama!
Vieni Signore Gesù e non farmi mai sentire solo e abbandonato, aiutami a trovarti nella mia vita, nelle mie scelte, nelle mie decisioni. Vieni Signore e fammi sentire la tua presenza quando vivo la solitudine, l’abbandono, il tradimento, vieni nelle mie difficoltà e nelle mie sofferenze e allora non temerò più nulla.

La voce di Papa Francesco
“Ma in mezzo a tale frastuono si ode un sussurro: ‘Non temere, perché sono con te.’ Nel suo Figlio, Dio si è reso solidale con ogni situazione umana e ha rivelato che non siamo soli, perché abbiamo un Padre che non dimentica i propri figli. Chi vive unito a Cristo, scopre che anche le tenebre e la morte diventano, per chiunque lo voglia, luogo di comunione con la Luce e la Vita.”
(Giornata della comunicazione sociale 2016)


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12/12/2019 9:07 PM
 
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Venerdì 13 dicembre 2019 – Santa Lucia, Vergine E Martire – Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.
È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene»

Salmo 1

Come vivere questa Parola?

Lucia nacque a Siracusa verso la fine del III secolo, da una nobile famiglia cristiana. Sin da fanciulla si consacrò segretamente a Dio con voto di perpetua verginità ma, secondo le consuetudini dell’epoca, venne promessa in sposa a un uomo che, quando Lucia rivelò il suo proposito, si vendicò denunciandola al tribunale dell’Impero Romano come “cristianissima”. Lucia venne imprigionata e, dopo numerosi supplizi, venne uccisa il 13 dicembre del 304.
E’ certamente di lei, e delle persone come lei, che parla il salmo; è Lucia colei che nella legge del Signore trova la sua gioia, è lei l’albero che dà frutto e le sue foglie non appassiscono, è di lei che il salmista dice “tutto quello che fa, riesce bene”.
Oggi Santa Lucia dà a tutti una forte e chiara testimonianza di come la Parola si può incarnare in noi quando siamo capaci di ascoltarla con il cuore puro e disponibile: allora Essa diviene veramente “Lampada per i miei passi, luce sul mio cammino”.
Vieni Signore Gesù e aiutami ad ascoltare la tua Parola perché diventi luce per il mio cammino, mi guidi nelle mie scelte, sia il criterio delle decisioni fondamentali della mia vita.

La voce di Papa Francesco
“Sappiamo che la parola del Signore è un aiuto indispensabile per non smarrirci, come ben riconosce il Salmista che, rivolto al Signore, confessa: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino». Come potremmo affrontare il nostro pellegrinaggio terreno, con le sue fatiche e le sue prove, senza essere regolarmente nutriti e illuminati dalla Parola di Dio che risuona nella liturgia?”
(Udienza Generale del 31 gennaio 2018)

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Sabato 14 dicembre 2019 S. Giovanni della Croce, Sacerdote e Dottore della Chiesa Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Tu, pastore d’Israele, ascolta.
Seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci»

Salmo 79

Come vivere questa Parola?

Da chi cerchiamo l’aiuto nei momenti di sconforto e di paura? Da chi vogliamo essere salvati quando la notte è più buia? Il salmista ci ricorda che solo il Signore è la nostra salvezza, solo Lui dà luce alla nostra esistenza, solo Lui illumina i nostri passi, è in Lui che troviamo la pace e la serenità.
Lo sapeva bene San Giovanni della Croce (1540-1591) che fu, insieme a santa Teresa d’Avila uno dei riformatori dell’ordine carmelitano e che per la profondità dei suoi scritti mistici e poetici verrà dichiarato Dottore della Chiesa.
Per Giovanni l’uomo è essenzialmente un essere in perenne ricerca di Dio, in un cammino che Lui immagina come la salita al Monte Carmelo: per arrivare alla meta l’uomo deve passare attraverso la notte dei sensi e dello spirito, un passaggio doloroso, che può durare tutta la vita, un morire per rinascere in Cristo, il muoversi dal buio alla luce.
Ma per Giovanni nulla ci deve arrestare nel nostro slancio verso Dio, non i fallimenti, ma neanche i successi, perché Dio è più grande di tutto e nulla ci deve distrarre da Lui, Lui solo è la luce che illumina il nostro cammino.
Vieni Signore Gesù nella nostra notte, illuminala con la tua luce e rendila luminosa e bella perché abitata da Te.

La voce di San Giovanni della Croce
“Per giungere dove non sei, devi passare per dove non sei. Per giungere a possedere tutto, non volere possedere niente. Per giungere ad essere tutto, non volere che essere niente”.

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15 dicembre 2019 - III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; si canti con gioia e con giubilo»
Isaia 35,1

«Giovanni che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?»
Mt 11,2-3

Come vivere questa Parola?

Sento dei passi avvicinarsi. E’ proprio Dio colui che deve venire? Nella prigione, Giovanni avverte un grande interrogativo. Quell’uomo di cui si parla sarà davvero il Messia? La posizione del Battista è dura, Erode gli sta facendo pagare il coraggio di un rimprovero sulla sua cattiva condotta, ma lui è interessato soltanto, al di là del suo amaro destino, a conoscere la verità. E la risposta alla sua domanda è grandiosa, vitale. Ai suoi discepoli che sono andati a interrogare il misterioso Maestro, si apre uno scenario di salvezza, di misericordia: “ i ciechi ci vedono, gli storpi camminano…” E’ la primavera della vita che fa riecheggiare le parole di Isaia” Si rallegrino il deserto e la terra arida…si canti con gioia e con giubilo”. Tutto è nuovo, la speranza è diventata certezza, il dubbio sparisce. E l’apostolo Giacomo aggiunge: “rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina”.
“Mia forza e mio canto è il Signore!” è il grido di giubilo che canta nel cuore in questo tempo di attesa.

La voce di un monaco
“Tu sei il Dio che spera. Sei il mendicante sconosciuto che attende la fiducia degli uomini, l’amore degli uomini. Poiché tutto ci hai donato. Ci hai donato la voce del tuo Figlio, e i suoi occhi e le sue mani, per risvegliare la terra , per riscaldare i cuori, per spezzare le catene del vecchio mondo. E tu, Signore, sei entrato nel tempo dell’attesa. Sei entrato, Signore, nel tempo dell’avvento”.
J-Y. Quellec

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12/15/2019 10:10 PM
 
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Lunedì 16 dicembre 2019 - III SETTIMANA DI AVVENTO

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: «Dal cielo», ci risponderà: «Perché allora non gli avete creduto?».
Se diciamo: «Dagli uomini», abbiamo paura della folla,
perché tutti considerano Giovanni un profeta»
Mt 21,25-26

Come vivere questa Parola?

Il Maestro insegna nel Tempio. Le sue parole sono spirito e vita. Eppure non riescono a superare quel muro d’ombra e di sospetto di chi gli sta attorno e non ha cuore limpido. “ Con che autorità fai questo?”. La domanda sa di cattivo. Si vuol far cadere Gesù in una trappola. Ma la Sapienza che abita nel Cristo trova la risposta adatta e destabilizzante. E’ addirittura una domanda: “Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?”. A questo punto i sommi sacerdoti e gli anziani non hanno più parole. Le loro menti, annebbiate dal potere, sono chiuse di fronte all’annuncio di salvezza. Non hanno via d’uscita.Con abile strategia, il Maestro ha evitato così di rivelare apertamente l’origine della sua attività a uomini che per partito preso si rifiutano di riconoscerlo.
Nella preghiera di oggi ricorderò una delle beatitudini: “Beati i puri di cuore, perché vedono Dio” e chiederò a Gesù di donarmi un cuore puro e occhi puliti di fronte alla sua Parola.

La voce della preghiera evangelica
Signore Gesù, tu hai chiuso la bocca a coloro che rifiutavano a priori di riconoscere la tua autorità. Donaci un cuore aperto ad accogliere il messaggio dei profeti autentici che oggi, come ieri, il tuo Spirito può suscitare

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12/16/2019 8:47 PM
 
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Martedì 17 dicembre 2019 - feria propria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo (…) Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo»
Mt 1,1. 16

Come vivere questa Parola?

Una storia infinita che trae le sue radici da Abramo, nostro Padre nella fede. Una storia che trasuda umanità, peccato e grazia, come la vita di ogni uomo e ogni donna. Una storia che non esclude la colpa, la caduta, la miseria, il mistero. Gesù, il Messia, non costruisce per sé un albero genealogico senza macchia. Viene ad abitare con noi. E’ il Dio con noi che assume le ombre della nostra stessa umanità e si china a guardare con misericordia chi sente il peso della propria vita. La lunga filiera di chi ha camminato prima, nei secoli passati, si apre, alla fine, in una speranza radiosa. C’è una donna che,pur facendo parte della schiera in cammino verso il futuro, si stacca e genera Cristo, il Salvatore.
Oggi mi rivolgerò a Maria invocandola con il titolo supremo e indicibile: Madre di Dio, sii madre nostra!

La voce di un biblista
“La storia è un inno alla vita, trasmessa da padre in figlio. Per noi questa interminabile lista di nomi può risultare arida. Ma ogni persona è un volto unico e irripetibile , un gioco di passioni e azioni, con uno strano destino di libertà. Con Gesù la storia umana diventa storia di salvezza”
Silvano Fausti

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12/17/2019 8:49 PM
 
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Mercoledì 18 dicembre 2019 – Feria propria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele,
che significa Dio con noi»
Mt 1,22-23

Come vivere questa Parola?

Dopo la confessione di Maria, che dichiara la sua misteriosa maternità, Giuseppe è spaesato, non ha termini di confronto, punti di riferimento di fronte all’inenarrabile evento dell’Incarnazione. Deve venire dal cielo una risposta. Giuseppe sogna. Un angelo del Signore lo rincuora: “ Non temere di prendere con te Maria”. Il grande annunzio, che attraversa i secoli, è deposto come un seme nel cuore di un uomo del Signore che saprà essere “ l’ombra del Padre” vicino a Gesù. E sarà il dolce e saggio custode dell’Emmanuele, il Dio con noi. Questo Dio che si è fatto povero, che ha voluto abitare nella nostra tenda, che ha detto: “ Sarò con voi sempre, fino alla fine dei tempi”.
Oggi nella preghiera chiederò a S. Giuseppe di regalarmi il suo sguardo buono sulle cose e il suo silenzio fedele.

La voce di Madre Teresa
“E’ Natale ogni volta che sorridi ad un fratello, e gli tendi la mano. E’ Natale ogni volta che consenti al Signore di amare attraverso di te”


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12/18/2019 2:51 PM
 
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Giovedì 19 dicembre 2019 – Feria propria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni»
Lc 1,11-13

Come vivere questa Parola?

Ormai Zaccaria ha perso la speranza di un figlio. Lui ed Elisabetta, sua sposa, sono vecchi per dare vita ad una discendenza. Ma continuano a lodare Dio con la vita di ogni giorno. E proprio durante il servizio sacerdotale, a cui era stato chiamato, Zaccaria accoglie l’annunzio tanto desiderato, ma ormai insperato. Viene un angelo di Dio che, di fronte al suo tremare, lo rassicura: “Non temere”. “La paura sterminata di tale incontro è controbilanciata da una rassicurazione illimitata: la grandezza di Dio non è contro di noi, ma per noi”. Anche questa volta , l’annuncio è quello di una maternità e paternità impossibili. Ma è proprio dell’Onnipotente generare nella sterilità. Niente, infatti, è impossibile a Dio. Quando mancano gli elementi basilari perché si compia un evento è allora che ciò che avviene è opera solo del Signore.
Chiediamo a Dio di essere fecondi affinchè il suo Regno si compia

La voce di un religioso scienziato
“Ciò che veramente conta, è aderire all’azione divina, rintracciata ovunque e tanto più degna di adorazione quanto più il nostro destino è sottratto alla nostra previsione e al nostro controllo”
Teihlard de Chardin

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12/19/2019 1:10 PM
 
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Venerdì 20 dicembre 2019 – Feria propria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola».
E l'angelo si allontanò da lei»
Lc 1,38

Come vivere questa Parola?

L’evento dell’Annunciazione è il racconto della Scrittura più noto e ripetuto. Dipinto dagli artisti, cantato dalla musica sacra, pregato almeno tre volte al giorno nella tradizione cristiana, fa parte abituale dell’immaginario e della vita di ogni credente. Ogni epoca storica ha rivestito la piccola fanciulla di Nazareth con i tratti della propria semplice quotidianità e ne ha tramandato lo stupore, la meraviglia, la completa adesione a Dio, atteso come Messia e Salvatore. Il miracolo di una risposta totale alla volontà del Creatore viene dalla Galilea. Una voce fanciulla affida il suo sì all’Onnipotente, che vuole creare un’alleanza con l’umanità. Il patto viene stabilito nella casa di Nazareth, nel quotidiano, ed è figura per tutti noi che, come Maria, nella fedeltà di ogni momento vissuto in amore, possiamo generare il Verbo.
Signore Gesù, accetta il mio piccolo sì quotidiano di vivere il momento e viverlo in amore.

La voce della preghiera
O Dio, che ci hai dato nel Figlio della Vergine il segno definitivo della tua tenerezza, apri tutto il nostro essere alla tua venuta, in modo che modellando la nostra vita sulla tua parola, portiamo frutti di giustizia e di amore.

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12/20/2019 1:39 PM
 
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Sabato 21 dicembre 2019 – Feria propria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».»
Lc 1, 42-45

Come vivere questa Parola?

Due donne s’incontrano. Due donne abitate dalla vita che sta per venire alla luce. Tra loro lo Spirito, che le mette in relazione rivelando il grande annuncio dell’Incarnazione: “ Benedetta tu tra le donne!”. Il Messia sta nel grembo di una fanciulla, è entrato nella casa di Elisabetta. Il piccolo Giovanni, destinato ad essere il suo testimone, benchè ancora avvolto nel seno della madre, esulta di gioia. E’ un incontro di esultanza e di gaudio che raggiungerà non solo le colline intorno, ma riempirà di stupore i secoli a venire perché un Dio ha preso casa nell’umanità. E allora viene proclamata “ beata colei che ha creduto” al grande e miracoloso prodigio. L’Emmanuele, il Dio con noi, ha mantenuto fede alla sua promessa.
Nella preghiera, chiederò a Gesù di farmi la grazia di poterlo portare con me ad ogni incontro in modo da poter regalare a tutti la sua gioia.

La voce di un Padre della Chiesa
“Ecco ciò che vi è di straordinario in questo mistero. Non è ancora nato (Giovanni) e parla sussultando nel grembo di sua madre…Non può sopportare di rimanere rinchiuso quando viene il Signore. Non è ancora venuto alla luce e indica il sole”
(San Giovanni Crisostomo)

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