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Fine del mondo - I Testimoni di Geova hanno sbagliato?

Last Update: 11/18/2019 4:22 AM
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11/7/2019 3:40 PM
 
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Re: Re: Re:
Angelo Serafino53, 07/11/2019 14.48:




il ladro non chiese ma prese atto dell l’iscrizione
sul capo che stava scritto
“Gesù il Nazareno, il re dei giudei”

e probabilmente quello che sentiva dire dalla gente circostante
e disse:
(Luca 23:42) ... “Gesù, ricordati di me quando sarai entrato nel tuo Regno...




difficile da una scritta del genere comprendere di una seconda venuta, tanto più che stava per morire insieme a lui, credo piuttosto che tale ladro lo conoscesse , o lo avesse sentito predicare, o udito dalla gente, in precedenza quando si trovava ancora libero

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Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
johnny01, 07/11/2019 14.24:

E quindi? Gli angeli potevano solo dedurlo, ma non lo avrebbero saputo con certezza comunque.




E quindi lo SFS ha mancato di perspicacia, non ha riflettuto abbastanza, cercando di determinare l’inizio del settimo millennio basandosi sul calcolo dei seimila anni dell’esistenza umana. Se era così semplice gli Angeli avrebbero potuto saperlo molto prima e come anche Gesù che non avrebbe potuto dire “nessuno lo sa....”



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La vita è piacevole. La morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi.

Isaac Asimov
11/7/2019 4:31 PM
 
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E quindi lo SFS ha mancato di perspicacia, non ha riflettuto abbastanza, cercando di determinare l’inizio del settimo millennio basandosi sul calcolo dei seimila anni dell’esistenza umana. Se era così semplice gli Angeli avrebbero potuto saperlo molto prima e come anche Gesù che non avrebbe potuto dire “nessuno lo sa....”



Per la verità era un ragionamento che facevano i fratelli a quell'epoca, io me lo ricordo bene... sul 1975 forse ci sarebbe da dire che non era detto così chiaramente, come oggi nel racconto degli apostati gli apostati, che sarebbe venuta la fine. Le aspettative erano molte e spesso dovute più alle speculazioni dei fratelli che quello che scrivevano le pubblicazioni, alcuni erano più cauti per i motivo sopra, altri più entusiasti anche all'eccesso.

Il punto è sempre lo stesso... accelerare la fine è mancanza di perspicacia o è quello che un cristiano dovrebbe fare continuamente? CI sono due tipi di cristianesimi, quello apocalittico e quello integrato. Se si decide di appartenere al primo non deve stupire che i fratelli sperino nell'apocalisse, al di là di quello che diceva lo SFS erano i fratelli a spingere per quella data e forse anche lo spirito santo tenendo conto dei grossi cambiamenti negli anni 80.

Shalom
[Edited by barnabino 11/7/2019 4:34 PM]
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11/7/2019 4:43 PM
 
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Re:
geremia60(2019), 07/11/2019 12.59:


Noi viventi" è messo in contrasto con i "dormienti in Cristo".
Il fatto che Paolo si metta tra i viventi non significa che sarebbe andato in cielo senza mai morire: no, sarebbe morto come Pietro e come Gesù stesso e poi risorto con un corpo spirituale, di questa trasformazione Paolo parla non qui ma in 1 Corinti 15:42-54!



non è affatto così, noi viventi che sopravvivremmo fa distinzione tra chi muore e chi no; poi è un altro discorso dire che "tutti dobbiamo morire" 1 corinti 15; come uomini, altrimenti la frase, "noi che sopravvivremmo" non avrebbe avuto senso. E ovvio che Paolo sottintenda la mutazione , si rifà al discorso di 1 corinti 15; altrimenti non avrebbe avuto senso la distinzione di essere trovati viventi, secondo la classe, sapendo che lui non sarebbe stato tra i viventi , ciò giustificando la sua sofferenza.




No, sbagli!
Paolo non si rifà affatto a 1 Corinti 15:42-54.
Essere tra i viventi alla parousìa significa essere viventi quando Cristo si sarebbe insediato come Re messianico, perché gli apostoli conoscevano bene il significa del sostantivo parousìa all' epoca e Gesù aveva già parlato loro della sua dipartita per ricevere il Regno e tornare come Re (Luca 19:11-12).
Giovanni poi parlerà successivamente dell' insediamento di Cristo come Re messianico (Apocalisse 11:15-17 ; 12:7-10). Attenzione: non della venuta istantanea di Cristo come re messianico ma del suo insediamento come re messianico celeste, quindi invisibile agli occhi umani e percepibile invece con gli occhi della fede!



1 Tess, 4:15 è a mio parere "il versetto chiave" per comprendere il tutto:

15) Touto gar humin legomen en logoi kuriou, hoti hemeis hoi zontes hoi perileipomenoi eis ten parousian tou kuriou ou me fthasomen tous koimethentas;


Alla lettera, significa questo:

“questo infatti a voi diciamo nella parola del Signore, che noi, i viventi, i rimanenti alla parousìa del Signore non andremo affatto innanzi ai dormienti “.


Qui troviamo il verbo greco perileipomai che, secondo il Dizionario Esegetico del Nuovo Testamento (vol. II, pag. 898), significa “rimanere”.
“noi, i viventi, i rimanenti (fino alla parousìa dei Signore)”, scrive lo stesso Dizionario.

In sostanza, Paolo sta dicendo che i viventi, cioè coloro che rimangono fino alla parousìa del Signore, non precederanno i dormienti.

1 Tess. 4:17

17) epeita hemeis hoi zontes hoi perileipomenoi hama sun autois harpagesometha en nefelais eis apantesin tou kuriou eis aera; kai houtos pantote sun kurioi esometha.

Alla lettera

poi noi, i viventi, i rimanenti, insieme con loro saremo rapiti sulle nuvole incontro al Signore nell’ aria e così sempre col Signore saremo “.

Qui Paolo sta dicendo che, dopo che i dormienti saranno risorti per primi, i viventi, i rimanenti, cioè coloro che rimangono fino alla parousìa di Cristo, saranno rapiti insieme con i dormienti sulle nuvole.

Il contrasto, secondo il testo greco (e quello che dobbiamo vedere) è tra i viventi e i dormienti alla parousìa, cioè tra coloro che sopravvivranno fino alla parousìa e coloro che alla parousìa medesima saranno dormienti, cioè addormentati nel "sonno" della morte. "Viventi" non indica che costoro passeranno al cielo da vivi, ma che costoro sono "viventi" perchè sopravvivono - al contrario dei dormienti - fino alla parousìa.
Lo testimonia il doppio uso del verbo perileipomai, sia nel versetto 15 che nel versetto 17.

Essere rapiti sulle nuvole non significa come ti ho detto non morire, ma passare al cielo da vivi.

Anche Cristo sparì coperto da una nube, ma Cristo morì e risorse e ascese al cielo in quel modo (Atti 1:9).

Paolo parla espressamente di farsi conforme alla sua morte (di Cristo) per pervenire, in qualche modo, alla risurrezione dei morti (Filip. 3:10-11). Non potrebbe scrivere questo se avesse saputo o sperato che non sarebbe morto, ma sarebbe passato al cielo senza mai morire.

Anche l’ angelo dice a Giovanni:
Scrivi: Felici i morti che da ora in poi muoiono unitamente al Signore. Sì, dice lo spirito , si riposino dalle loro fatiche, poiché le cose che fecero vanno direttamente con loro”. [“ta gar erga auton akolouthei met' auton”, alla lettera “infatti le opere loro seguono con loro”, è una specificazione che sta ad indicare che le loro opere li seguono direttamente.
Infatti, proprio per questo viene detto “da ora in poi”!

Perché siamo nel Giorno del Signore (Apoc. 1:10) e durante la parousìa di Cristo, che è già stato intronizzato nei cieli (Apoc. 12:7-12), quindi la risurrezione è istantanea senza attendere nel "sonno" della morte (1 Cor. 15:23, 51-52 ; 1 Tess. 4:15-17).

Quindi, questa promessa è in piena armonia con la profezia di Paolo riguardante la parousìa di Gesù di 1 Tess. 4:15-17, che stiamo esaminando.

Dopo l’espulsione di Satana dal cielo, quelli morti in Cristo sorsero per primi (Confronta Apoc. 6:9-11). In seguito, ai coeredi di Cristo che muoiono durante il Giorno del Signore è promesso uno speciale privilegio. La loro risurrezione alla vita spirituale in cielo è istantanea, “in un batter d’occhio” (1 Cor. 15:52) E le loro giuste opere continuano ininterrotte nel reame celeste.





geremia60(2019), 07/11/2019 12.59:





Rispondo a un obiezione di prima..

Matteo 24
Il discorso profetico di Gesù, 24-25
Distruzione di Gerusalemme e venuta del Figlio dell'uomo
=(Mr 13:1-13; Lu 21:5-19)
1 Mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si avvicinarono per fargli osservare gli edifici del tempio. 2 Ma egli rispose loro: «Vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata».
3 Mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte, dicendo: «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente?»

Con questa domanda gli apostoli dimostrarono che sapevano che se ne sarebbe dovuto andare, la cosa singolare è che gli chiedono il segno del suo ritorno, in quanto non avrebbe senso chiedere un segno della presenza,, poichè la cosa più scontata che si chiede in questo frangente è il ritorno, dato che in quel momento era presente.





Ma benedetto uomo! Devi tenere conto del fatto che prima della Pentecoste gli apostoli credevano ancora che Cristo avrebbe restaurato il Regno di Israele (Atti 1:6), quindi è ovvio che non avevano una chiara cognizione di cosa fosse esattamente la parousìa.
Ma come ti ho detto parousìa all' epoca designava la visita di un principe, di un re o di una persona altolocata, inoltre ti rammento che gli apostoli avevano già sentito parlare della fine dell' età o era presente nelle parabole del Regno di Matteo 13:39-40,49 e inoltre la domanda apostolica viene dopo quello che Gesù aveva detto in Matteo 23:39 riguardo alla sua venuta come re messianico, per cui gli apostoli - non ancora in grado di comprendere nella pienezza che cosa fosse la parousìa, usa quel termine che indica sempre non l' avvicinarsi, ma l' esserci, "essere presso", para+ eimi!
Poi Gesù fornisce il segno della parousìa e l' uso biblico del sostantivo non solo nel testo matteano ma anche in 2 Tessalonicesi 2:8-12 rende evidente che il sostantivo, che può essere tradotto sia con presenza che con venuta (anche se il significato letterale è "essere presso", quindi la traduzione "presenza" è più corretta) non si riferisce a una venuta istantanea ma ad una presenza duratura..


geremia60(2019), 07/11/2019 12.59:



SE una persona va via; io non gli chiedo il segno della sua presenza come se sapessi che doveva venire in due fasi , una invisibile e una altra concreta, (capirai se gli apostoli potevano supponere una tal cosa) ; ma gli chiedono il segno del suo ritorno, poichè voglio sapere dove sarà, quando sarà a prescindere se sarò vivo oppure no.




spiegato sopra. Gli apostoli credevano ancora che il Cristo dovesse restaurare il regno d Israele per cui ti ho detto che al momento non potevano avere l' esatta comprensione della parousìa.

occorre vedere l' applicazione biblica del sostantivo, specie in riferimento a Cristo e mi pare che le ricorrenze di Mt. 24:37; 1 Tess. 3:13 (raffronta con 1 Tess. 4:14-17) e 2 Tess. 2:8 tolgano ogni dubbio circa una venuta istantanea o di qualcosa di istantaneo che si avvicina, al contrario le ricorrenze indicano innanzitutto, come detto, l'esserci, l' essere presso e non l' avvicinarsi, ma una presenza o venuta (la traduzione è indifferente, perchè si può tradurre legittimamente anche con venuta senza che cambi minimamente il senso della parousìa di Cristo, giacchè il sostantivo, in relazione alle applicazioni bibliche relativamente al Cristo che ti ho riportato sopra, denota l' esserci, l' essere presso ed ha il senso di venire inteso come venire per iniziare una presenza duratura, che contempla degli eventi - culminanti con l' erchomenon - non che la precedono ma che al contrario la contraddistinguono come parte integrante e ne costituiscono il segno che ci permette di identificarla...)"

Come ti ho già detto, almeno nelle sue applicazioni bibliche,il sostantivo parousìa non indica una presenza o venuta istantanea, piuttosto duratura.

Posso farti l' esempio di un re che siede sul trono, ma solo ad un certo punto del tempo, non istantaneamente, egli agisce in battaglia per venire in soccorso di qualcuno, la stessa cosa può dirsi dell' erchomai di Cristo, che avviene in un determinato momento della sua parousìa e questo ci è suggerito anche da 2 Tessalonicesi 2:8, laddove la parousìa di Cristo ha una sua epiphaneia, cioè ha una sua manifestazione ad un certo punto del tempo.
Sono cose che ovviamente gli apostoli avrebbero compreso nel tempo, ma l' uso del sostantivo con il suo uso biblico e con il suo significato a quell' epoca non lascia dubbi!







geremia60(2019), 07/11/2019 12.59:



Inoltre non sapevano neppure della età futura, ma della età presente. E Cristo gli risponde sia per la distruzione di Gerusalemme, aggiungendovi di suo quella della fine del mondo.( età futura)

Per altro la cosa straordinaria è che perfino il ladro sul Golgota, è consapevole che sarebbe ritornato venuto nel suo regno nel futuro.
Lo sapevano pure gli apostoli, ma la pressione emotiva a volte acceca, essi essendosi smarriti persi di animo quando è morto. So per esperienza che anche se preconosci quello che succederà nel futuro, quando lo vivi reagisci come se non lo sapevi



sono d' accordo con te che gli apostoli conoscevano solo la fine dell' età presente e che poi Cristo, con il segno che fornisce, intreccerà due prospettive, quella della fine del mondo giudaico e quella della fine del mondo.

Ma come ti ho detto, anche se gli apostoli al momento non avevano una chiara comprensione di cosa fosse la parousìa e, sempre come ti ho detto, anche se il sostantivo può essere tradotto sia con presenza che con venuta, il significato del sostantivo sia all' epoca che in termini grammaticali e biblici è chiaro: non indica l' avvicinarsi (per cui il greco usa altri termini) ma l' esserci, una visita di un re o di una persona preminente e inoltre l' uso biblico del sostantivo mostra che si tratta non di una venuta istantanea ma di una presenza di un Re, nel caso di Cristo, che ha una sua manifestazione.
Gli apostolo lo avrebbero compreso, ovviamente non subito, ma successivamente.

Ciao


[Edited by Aquila-58 11/7/2019 4:59 PM]
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"Perciò, siccome abbiamo questo ministero secondo la misericordia che ci è stata mostrata, non veniamo meno; 2 ma abbiamo rinunciato alle cose subdole di cui c’è da vergognarsi, non camminando con astuzia, né adulterando la parola di Dio, ma rendendo la verità manifesta, raccomandandoci ad ogni coscienza umana dinanzi a Dio" (2 Cor. 4:1-2)

 TESTIMONI DI GEOVA ONLINE FORUM 
11/7/2019 6:36 PM
 
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Angelo Serafino

il ladro non chiese ma prese atto dell l’iscrizione
sul capo che stava scritto
“Gesù il Nazareno, il re dei giudei

e probabilmente quello che sentiva dire dalla gente circostante
e disse:
(Luca 23:42) ... “Gesù, ricordati di me quando sarai entrato nel tuo Regno...

geremia60(2019), 07/11/2019 15.40:




difficile da una scritta del genere comprendere di una seconda venuta, tanto più che stava per morire insieme a lui, credo piuttosto che tale ladro lo conoscesse , o lo avesse sentito predicare, o udito dalla gente, in precedenza quando si trovava ancora libero




Angelo Serafino

ipotesi non dimostrabile,

poi è assurdo pensare che il "buon ladrone" pensasse addirittura alla "seconda venuta" quando persino gli apostoli l'idea non era consolidata, vedi l'incredulo Apostolo Tommaso alcuni discepoli LUCA 24:15-25
le attese tra apostoli e discepoli non erano chiare Atti 1:6

anzi perfino i studiosi moderni non condividono tutti, questo termine "seconda venuta"
[Edited by Angelo Serafino53 11/7/2019 6:41 PM]
11/7/2019 6:42 PM
 
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Re:
verderame.1958, 07/11/2019 16:10:




E quindi lo SFS ha mancato di perspicacia, non ha riflettuto abbastanza, cercando di determinare l’inizio del settimo millennio basandosi sul calcolo dei seimila anni dell’esistenza umana. Se era così semplice gli Angeli avrebbero potuto saperlo molto prima e come anche Gesù che non avrebbe potuto dire “nessuno lo sa....”



Indubbiamente è cosi', ma anche l'equazione che definisce il rapporto tra energia e massa o l'equazione di Schrödinger che descrive l'onda di probabilità delle particelle non sono tanto complicate, dopo che altri le hanno scoperte... è molto piu' facile parlare dopo i fatti e reinterpretarli, che non viverli.

Detto questo, evidentemente qualcosa ci fu, visto il numero di fratelli che lasciarono l'organizzazione in quegli anni.

Simon
11/7/2019 6:51 PM
 
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Ma precisamente quanti furono a lasciare? Io non ricordo defezioni di massa, per la verità che quell'anno passò senza grandi drammi, forse alcuni rimasero un po' delusi ma tutto qui, negli anni successivi almeno in Italia invece ci fu un grande aumento.

Shalom
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Se hanno lasciato l'organizzazione perché vivevano per una data ci abbiamo solo guadagnato.
11/7/2019 7:12 PM
 
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Per quanto ricordo non si era comunque creato un clima di isteriemo o spesmodica attenzione e attesa di quella data, nella maggioranza dei casi i fratelli erano comunque consapevoli che "quel giorno e ora" lo conosceva solo Dio e quelle erano ipotesi basati sulla cronologia, ma pur sempre solo ipotesi. Il punto è sempre lo stesso: su quella data si basava la fede dei 2 milioni di cristiani di quell'epoca? Non credo perché il 1976 la maggioranza continuò a predicare con più ardore e attendere Cristo...

Shalom
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Re:
johnny01, 07/11/2019 18.57:

Se hanno lasciato l'organizzazione perché vivevano per una data ci abbiamo solo guadagnato.




Non solo.
Anche perché é venuta meno la fiducia. Per alcuni hanno lasciato una organizzazione, non per forza hanno abbandonato Dio.

Ne ho conosciuti nella mia cerchia famigliare.

Il rischio é che quando ci sono troppe aspettative che vanno a vuoto, poi di conseguenza il dubbio affiora.



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Isaac Asimov
11/7/2019 7:24 PM
 
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Re: Re:
verderame.1958, 07/11/2019 19.17:




Non solo.
Anche perché é venuta meno la fiducia. Per alcuni hanno lasciato una organizzazione, non per forza hanno abbandonato Dio.

Ne ho conosciuti nella mia cerchia famigliare.

Il rischio é che quando ci sono troppe aspettative che vanno a vuoto, poi di conseguenza il dubbio affiora.

È venuta meno la Parola di Dio?
È vero che qualcuno è rimasto deluso. Ma la domanda è "Da chi ce ne andremo?"
Non mi sembra ci siano alternative migliori.
11/7/2019 7:25 PM
 
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Re: Re:
(SimonLeBon), 07/11/2019 18.42:



Indubbiamente è cosi', ma anche l'equazione che definisce il rapporto tra energia e massa o l'equazione di Schrödinger che descrive l'onda di probabilità delle particelle non sono tanto complicate, dopo che altri le hanno scoperte... è molto piu' facile parlare dopo i fatti e reinterpretarli, che non viverli.

Detto questo, evidentemente qualcosa ci fu, visto il numero di fratelli che lasciarono l'organizzazione in quegli anni.

Simon




Il paragone non regge, lo SFS non era alle prime armi. Che gli angeli conoscessero il giorno in cui Adamo e Eva furono creati non era un segreto per nessuno.



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Isaac Asimov
11/7/2019 7:46 PM
 
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Re: Re: Re:
verderame.1958, 07/11/2019 19.25:




Il paragone non regge, lo SFS non era alle prime armi. Che gli angeli conoscessero il giorno in cui Adamo e Eva furono creati non era un segreto per nessuno.

Si, ma non c'entra. Gesù può tranquillamente dire che gli angeli non conoscono il giorno, ma questo non significa che non possano fare speculazioni al riguardo.
[Edited by johnny01 11/7/2019 7:47 PM]
11/7/2019 7:50 PM
 
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Caro Verderame,

Però c'è da dire che l'allora SFS non avea detto esplicitamente che sarebbe arrivato Armaghedon, il ragionamento sugli angeli lo faceva lo stesso SFS stesso per attenuare le aspettative su quella data che comunque erano alte, per molte ragioni, ma come torno a ripetere non ricordo un clima "isterico" su quella data o un'attesa spasmodica. Però la fede è una questione personale e attribuire ad altri l'aver perso fiducia nelle Scritture a me pare scorretto... anche perché francamente, quanti in quel periodo "persero la fiducia"? Come mai rispetto alla stessa identica circostanza una minoranza (stiamo parlando di quanti di fratelli su due milioni?) perse la fiducia mentre una maggioranza continuò a servire con rinnovato zelo? Forse chi perse la fiducia non aveva considerato prima quel ragionamento o aveva tappato le orecchie?

Io vedo che lo SFS divanta un facile "bersaglio" di critiche, ma non altrettanto di apprezzamento. Nessuno pare vedere la sua azione nel complesso e nel contesto storico. Ripeto: una discussione interessante e di ampio significato teologico che ridotta a mera critica dello SFS diventa un gossip da quattro soldi.

Shalom
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11/7/2019 7:57 PM
 
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johnny01, 07/11/2019 18.57:

Se hanno lasciato l'organizzazione perché vivevano per una data ci abbiamo solo guadagnato.




No non è quello il motivo se hanno lasciato ma questo:

Deut 18: 20 “‘Se un profeta ha la presunzione di pronunciare nel mio nome una parola che io non gli ho comandato di pronunciare o parla nel nome di altri dèi, quel profeta deve morire.

21 Ma in cuor tuo potresti dire: “Come faremo a sapere che non è Geova ad aver pronunciato la parola?” 22 Quando il profeta parla nel nome di Geova e la parola non si adempie né si avvera, allora non è stato Geova a pronunciarla. Il profeta l’ha pronunciata con presunzione. Non devi avere paura di lui’.


11/7/2019 8:00 PM
 
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Re: Re:
Vostok1, 07/11/2019 19.57:




No non è quello il motivo se hanno lasciato ma questo:

Deut 18: 20 “‘Se un profeta ha la presunzione di pronunciare nel mio nome una parola che io non gli ho comandato di pronunciare o parla nel nome di altri dèi, quel profeta deve morire.

21 Ma in cuor tuo potresti dire: “Come faremo a sapere che non è Geova ad aver pronunciato la parola?” 22 Quando il profeta parla nel nome di Geova e la parola non si adempie né si avvera, allora non è stato Geova a pronunciarla. Il profeta l’ha pronunciata con presunzione. Non devi avere paura di lui’.



Mi arrendo...
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Re: Re: Re:
verderame.1958, 07/11/2019 19:25:




Il paragone non regge, lo SFS non era alle prime armi. Che gli angeli conoscessero il giorno in cui Adamo e Eva furono creati non era un segreto per nessuno.



Infatti la questione non è conoscere il "giorno e l'ora" della loro creazione, ma concludere che dovessero terminare i 7000 anni.
Poteva essere oppure anche no, e a posteriori sappiamo cos'è successo.

Simon
11/7/2019 8:03 PM
 
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No non è quello il motivo se hanno lasciato ma questo:

Deut 18: 20 “‘Se un profeta ha la presunzione di pronunciare nel mio nome una parola che io non gli ho comandato di pronunciare o parla nel nome di altri dèi, quel profeta deve morire.

21 Ma in cuor tuo potresti dire: “Come faremo a sapere che non è Geova ad aver pronunciato la parola?” 22 Quando il profeta parla nel nome di Geova e la parola non si adempie né si avvera, allora non è stato Geova a pronunciarla. Il profeta l’ha pronunciata con presunzione. Non devi avere paura di lui’



E come mai solo una minoranza (parliamo di quante persone poi?) lasciarono l'organizzazione mentre la stragrande maggiranza continuò a servire Dio con rinnovato zelo?

Il 1975 era una data biblica e non solo lo SFS vi aveva visto una data importante ma anche i singoli cristiani... lo SFS non fece profezie, disse solo che il 1975 rappresentava i 6000 anni dalla creazione di Adamo. Se fosse stato un "falso profeta" tutti lo avrebbero abbandonato, a meno che tu non prendi 2 milioni di persone per imbecilli, mentre la maggioranza continuò ad aspettere Cristo zelantemente. Come te lo spieghi? Tutti imbecilli, vero?

Shalom
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Re:
barnabino, 07/11/2019 20.03:




Il 1975 era una data biblica e non solo lo SFS vi aveva visto una data importante ma anche i singoli cristiani... lo SFS non fece profezie, disse solo che il 1975 rappresentava i 6000 anni dalla creazione di Adamo. Se fosse stato un "falso profeta" tutti lo avrebbero abbandonato, a meno che tu non prendi 2 milioni di persone per imbecilli, mentre la maggioranza continuò ad aspettere Cristo zelantemente. Come te lo spieghi? Tutti imbecilli, vero?

Shalom



Non tutti i studiosi di cronologia sono d'accordo che il 1975 equivale a 6000 anni dalla creazione di Adamo, qualcuno pensa perfino 20000 anni mi sembra di ricordare aver letto qualche parte.




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La vita è piacevole. La morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi.

Isaac Asimov
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