Legacy of Magic - Forum di Gioco
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Candidatura per razza Mutaforma - Eyres

Last Update: 10/18/2019 3:05 PM
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10/10/2019 2:28 PM
 
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Ciao a tutti!
Finalmente mi sono decisa a porre qui la mia candidatura per accedere alla razza Mutaforma, ma mi sono accorta che ricopiando il tutto sul Forum questo ha perso l’impaginatura >_< non sono molto abile nel suo utilizzo!

Incrocio le dita quindi!!!
Grazie in anticipo per l’attenzione e buona lettura!

1- Una breve storia iniziale del personaggio; cosa sta facendo, come vive, come si colloca all'interno della società.

{ Nota: Vorrei precisare che il BG è volutamente in forma colloquiale perché rappresenta (nei punti non in corsivo) quello che potrebbe essere il racconto in una taverna, rispecchiando quindi il solo punto di vista di Eyres e come lei ha vissuto quel momento. Per ogni domanda ovviamente sono a disposizione.}

<< Eyres piccola mia, svegliati è ora di andare>>
<<mmh? >> gli occhi si aprono lentamente mentre il mondo prende forma macchiato dai raggi leggeri di una giornata che si appresta a nascere. << ancora cinque minuti mamma>> mugugna con la bocca ancora impastata tirando a sé la pesante coperta di lana oltrepassando il capo.
<<giunge il falco a prender la lince..>> zampettano le dita di sua madre sul suo corpo minuto, le può sentire mentre si insinuano tra le costole dandole solletico.
<< daaaai! Maaaammaaa! >> quasi uno strillo disperato. La madre insiste e quel gioco, iniziato per svegliarla, esordisce il suo effetto << va bene, va bene! Basta! Hai vinto! >> ridacchia mentre le mani tirano via le coperte scoprendo il corpo già pronto per una nuova battuta di caccia.


Mi ha sempre chiamato così mia madre, “la sua Lince”, ed è buffo pensare come questo animale mi stia inseguendo lungo il mio cammino, come se fosse la chiave di lettura di ogni cosa, quel filo conduttore per comprendere chi sono o meglio cosa sono.
Tutto parte in un villaggio lontano dalle grandi città, immersa nel verde delle Colline Ventose. Era una mattina dei primi giorni di primavera, i raggi del sole infiammavano i vetri delle case del villaggio quando all'improvviso, dalle mura di una di queste, esplosero delle grida seguiti da un pianto di una bambina.
La prima volta che mi chiamarono Lince fu quel giorno. Quando sono nata ero una bambina piccola, mia madre mi raccontava che mi teneva nel cesto del pane, ma io ho sempre pensato che mentisse a riguardo. Ad ogni modo, quando sono nata avevo quattro ciuffi biondi in testa e orecchie appuntite cosi grandi rispetto al cranio che a stento si poteva comprendere che in realtà nel mio sangue non c’era purezza.
Fu questa la mia fortuna, almeno per un po'.

Come ogni sangue misto che si rispetti sono nata e cresciuta con gli insegnamenti elfici, tutte quelle belle parole sulla natura, il rispetto per ogni essere vivente e di come bisogna diffidare dagli umani. Sia mai che il sangue possa in un qualche modo venir mischiato.
Io ascoltavo le loro parole e dentro di me, silenziosamente ridevo.
Stolti.
I problemi sono giunti quando il mio corpo ha iniziato a crescere di più rispetto alle mie orecchie e il mio viso ad invecchiare più velocemente rispetto ai miei coetanei. Anche nelle prove fisiche si notava la differenza, differenza che venne messe in risalto nel peggiore dei modi dai miei dolci e teneri compagni di giochi.
Non mi importava all'epoca, ma di tanto in tanto la lince tirava fuori gli artigli e questo non piaceva mai a nessuno.

Incompresa, ecco il titolo perfetto per quel periodo.

Non ho molti ricordi di quell'epoca e quei pochi che rimangono sono scritti nelle pagine di diario di una bambina curiosa e temeraria che spesso si cacciava nei guai e ancor più spesso questi erano creati da lei.

Mia madre mi insegnava tanto, era una donna estremamente intelligente e dal temperamento cosi quieto che penso di non averla mai sentita alzar la voce. Tutti l’adoravano, tutti venivano da lei a chiedere consiglio per un medicamento, per un’erba o semplicemente per parlare. Forse è per questo che nel villaggio si chiudeva un occhio quando la lince selvatica prendeva a pugni qualcuno o quando accidentalmente il coniglio bianco di miss Fil fini arrostito e servito alla padrona per aver rosicchiato le frecce dell’arco sbagliato.

Mentre gli altri studiavano sui tomi le storie e le leggende dell’Aengard io andavo a caccia con mio padre lontano dagli occhi indiscreti. Con lui potevo essere me stessa, con lui potevo togliere la maschera e mostrar al mondo chi ero. Lui sembrava essere l’unico a comprendere, l’unico a capire.
Mi piaceva andare a caccia: l’attenzione che bisogna mettere ad ogni passo, l’attesa quando si trova la propria preda e poi quel momento, quella manciata di secondi, in cui detieni nelle tue mani la vita dell’altro. Mi faceva stare bene, mi faceva sentire forte in un mondo in cui mi sentivo tremendamente fragile.
Forse è per questo che crescendo la caccia è divenuta una costante.

La Morte

In lontananza il suono dei corni è tra le poche cose che ricordo. Non so perché quella sera di luna piena mio padre decise di unirsi alla caccia, non so perché mi costrinse a stare in casa a sistemare le mie cose.
L’unica cosa che so è che quella fu l’ultima volta in cui io vidi mio padre.
Quando i suoi compagni giunsero al nostro capezzale non riuscivo a capire, non li conoscevo e non comprendevo il motivo per cui quattro uomini ed una donna silenziosa si fossero presentati lì prima del sorgere del sole. Avrei dovuto guardare meglio lo sguardo cupo di mia madre, lei li conosceva. Quando li vide sembrava preoccupata e, guardandosi attorno per assicurarsi che nessuno li vedesse, li fece entrare.
Puzzavano di terra e di sangue, i loro visi erano sporchi esattamente come le loro vesti scure tutte uguali. Alcuni avevano dei segni, delle lettere incise sul petto, altri il nero del cuoio indurito. Alcuni si sorreggevano il braccio o un'altra parte del corpo ferita, altri erano semplicemente stanchi; dovevano aver combattuto da poco.
L’uomo, apparentemente più maturo, aprì la bocca e la sua lunga barba rossa si mosse. Lo trovai buffo sul momento, ma il mio sorriso si spense quando mia madre mi allontanò dalla stanza. Sbuffai, mi ribellai ma obbedii. Uscii dalla stanza ma la curiosità prese il sopravvento: tesi le orecchie, mi accostai alla porta chiusa e la verità mi piombò sulle spalle come un macigno insostenibile.
<< è morto >> sentii.
Da quel momento tutto si fa buio.
In seguito mia madre mi disse ciò che già sapevo: << è stato attaccato da un animale feroce, mi dispiace piccola Lince. Vedrai che ce la faremo..>>
Passarono diverse stagioni da quella notizia e tutto piano piano ritornò alla normalità.

Il vecchio ed il nuovo.

Crescendo imparai a controllare il mio carattere irrequieto, a “contare fino a dieci” come mi ripeteva sempre mia madre.
Eppure delle volte sentivo che non bastava.

Tipo quella volta…
Stavo rientrando dalla caccia quando mi accorsi che un fumo scuro giungeva dal campo vicino a casa. Iniziai a correre fino a sentire i polmoni bruciare, fino a sentire il fumo invadermi le narici. Lo spaventapasseri che avevamo fatto io e mia madre con gli abiti vecchi di mio padre stava bruciando.
Sentii le orecchie bruciare, la rabbia crescere dentro al corpo e scorrere nelle mie vene come se fosse una nuova energia, oscura ed allettante. Vidi quei delinquenti. Stavano correndo come cervi nei boschi quando giunge il cacciatore, l’avevo visto un milione di volte e quella non doveva essere diversa dalle altre. Afferrai l’arco, incoccai una freccia e mirai. Non dovevano fuggirmi.
Uno di loro cadde a terra, posso ancora sentire le sue grida unite a quelle di mia madre che implorava di fermarmi. Erano solo bambinate diceva, ma ai bambini ogni tanto serve una lezione ed io ero lì per dargliela.
Lo raggiunsi. Si teneva la gamba e imprecava mentre un rigolo di sangue macchiava le sue braghe e poi la terra. Non ricordo esattamente le parole che mi disse, non che mi importassero in quel momento, la memoria di mio padre era stata infangata, il campo bruciato, lui doveva solo pagare.
Lasciai andare l’arco e mi scagliai contro di lui. Sentivo le mani dolere, le braccia bruciare mentre il suo viso si contorceva dal dolore, gridava, mi colpiva i fianchi ma rimasi su di lui. Rigori di sangue iniziavano a macchiarli il volto uscendo prima dal labbro e poi dal naso che si ruppe con un sonoro crack. Il mio corpo si muoveva come se non fossi io a muoverlo realmente ed un attimo dopo mi avvinghiai al suo collo come se stessi per cadere in un burrone e quella fosse l’unica corda disponibile. Mi sentivo bene, mi sentivo forte esattamente come quando da piccola andavo a caccia con mio padre.
Poi ad un tratto sentii le braccia di mia madre cingermi la vita e tirarmi verso l’alto mi fermai << Ti prego, lascialo andare >> mi disse in lacrime. Rimasi congelata a cavalcioni del malcapitato ancora ringhiante, ancora accecata da quella rabbia che mi avrebbe portato sicuramente ad ammazzarlo se lei non fosse intervenuta. Mi spostai, la spintonai via ringhiando e lei cadde a terra.
Non ricordo cosa le dissi, ricordo però che non sono state belle parole.
Qualche giorno dopo le lasciai un biglietto sul tavolo della cucina accanto ad un mazzo di fiori, i suoi preferiti.

“ Vado verso Nord,
mi dispiace.
Per sempre tua.
La tua Lince ”.


Non la vidi più.

La nuova vita, i nuovi amori.

Non fu facile all'inizio ricominciare. Non è mai facile quando porti un retaggio a metà, quando non sei né umano né elfo in bilico su due mondi che comunque non ti appartengono totalmente.
Mi spostai per diverso tempo da un villaggio all'altro, da una cittadina ad una più grande senza una meta, senza uno scopo se non la pura curiosità.
Stavo cacciando da sola quando incontrai Xart per la prima volta. Era chino su di un fiore con carboncino e taccuino in mano intento a disegnare la pianta con cura mentre la studiava. La conversazione che ne segui mi portò a seguirlo fino al villaggio che, qualche tempo dopo e per un lungo periodo, divenne la mia casa.

<< Mai vista una timida?>> domandai saccente
<< Niente affatto, la conosco bene >> rispose lui con quella calma che ne caratterizzava il fare << Ma ne rimango tutte le volte affascinato >> spiega senza guardarmi negli occhi << è una pianta così forte ed astuta che ha imparato a prender vita all'occorrenza. Splende sempre ma quando vi è una minaccia si ritrae silenziosa resistendo anche alle più forti delle tempeste semplicemente attendendo l’arrivo del sole >> fece una pausa, che io reputai eccessiva. << Sono Xart, del Clan della Lince >>. Sogghignai.


Il Clan della Lince


Non era molto grande il villaggio, ma aveva tutto ciò che mi serviva: una locanda dove poter brindare, un mercato dove poter vendere ciò che cacciavo e amici con cui condividere i pensieri, i sogni e i progetti. Sembrava tutto perfetto. Avevo venticinque anni, amici, una casa, ma soprattutto avevo lui con cui poter condividere tutto questo.
Qui non ero Eyres, qui potevo essere la Lince: quella bambina che giocava in solitaria ai limitari del bosco, quella ragazzina dal carattere un po' irrequieto ed infine quella donna più matura spinta dalla voglia di ricominciare. Qui potevo essere come la Timida e mostrare il mio splendore resistendo alle intemperie.
Lo feci, ricominciai, almeno fino a che il passato non tornò a bussare alla porta.

Lo storpio e la notte di sangue.

Ricordate il giovane del campo? A quanto pare avevo ragione io, avrei dovuto ammazzarlo.
Forse la mia storia sarebbe stata diversa se non avessi ascoltato mia madre, forse ora sarei ancora al fianco di Xart circondata da mocciosi e persone a cui volevo bene. Scelsi di obbedirle e quel giorno segnai il mio destino. Lo lasciai libero, storpio ma vivo e lui mi diede la caccia fino a che non mi trovò. Si faceva chiamare il Lupo.
Arrivò nella notte come giunge una tempesta, sguainò le lame e in pochi secondi fu il caos.
Se ti devo dire cosa successe esattamente quella notte nemmeno io ne ho memoria, solo delle immagini di tanto in tanto prendono vita davanti ai miei occhi.
Stavamo dormendo io e Xart affiancati l’uno all'altra come tante sere prima di quella. All'improvviso sentimmo delle urla, grida di donna, ci siamo alzati veloci, siamo corsi verso la porta ma lui era già li. Era cresciuto in altezza, le sue orecchie appuntite, i suoi lineamenti, i suoi occhi verdi e il naso storto ed appiattito dal nostro ultimo incontro, non mentivano. Lo avrei riconosciuto ovunque <<Vieni qui lince, il lupo ti vuole >>
Xart si mise in mezzo, mi intimò di scappare mentre prese il pugnale. Non è mai stato bravo ad utilizzarlo e questo sia io che lui lo sapevamo. Xart era più un tipo da studi non da lame.
Ancora una volta feci la mia scelta, ancora una volta decisi di obbedire.
Loro iniziarono a combattere, sentivo il rumore delle lame dietro alle mie spalle e poi il suo grido.

Se chiudo gli occhi posso ancora sentire l’odore del sangue che macchia la neve.
Se chiudo gli occhi lo posso ancora vedere mentre viene infilzato dall'uomo che avrei dovuto uccidere molti anni prima.
Se chiudo gli occhi posso ancora sentire le sue grida e i suoi occhi che mi cercano nella notte.
Se chiudo gli occhi ora, il suo sorriso è sfumato.
__________________________________________________________________

Come un segugio arrivò il Lupo dalla Lince, la ripagò con la stessa violenza fisica e carnale che aveva per anni premeditato, lasciandola infine sulla nuda terra con un pugnale a impoverire il non più fertile ventre.
Perse tutto quella notte, ma non la vita.
Del Clan della lince non rimane che una canzone, un canto di vendetta per chi quel giorno non ha trovato l’eterno riposo.

(// qui andrebbe la foto della pagina di diari che ho attualmente nelle note del personaggio. Non è altro che il testo della canzone elemento fondamentale per il capitolo successivo. )
( www.youtube.com/watch?v=mBF0RnqhOJc)
__________________________________________________________________

Narvick
Diverse sono le cose successe dopo quel giorno poiché Eyres non è morta, questo è vero, ma la Lince sì ed è seppellita accanto ai suoi fratelli. Vagai per molto tempo, senza una meta, senza uno scopo, tormentata da incubi che credevo sarebbero divenuti reali da un momento all’altro.
Poi giunsi a Narvick in un giorno di pioggia come tanti, sfinita, assetata, affamata, privata di ogni cosa se non delle vesti che avevo indosso. Credevo di morire su quella spiaggia, credevo di essere arrivata alla fine del mio racconto, di esserci riuscita.
Tuttavia, ciò che ignoravo, è che quello sarebbe stato solo l’inizio della mia nuova vita.

2- Una concisa ma chiara presentazione del genitore demone che possa donare un'idea della genesi; le ragioni che hanno spinto il demone a concepire.

Per identificare quale fosse la genesi del demone sono dovuta andare a ritroso nel tempo e scavare nel passato. Non so se ho risposto pienamente al quesito o se son andata altre. Nel caso chiedo scusa.
Tutti lo chiamavano Orkaha nel mio villaggio ed è il demone dell’ira e dal sadismo. Orkaha è un demone che ama lasciarsi andare al suo istinto, distruggendo e traendo piacere dalle conseguenze delle sue azioni e nel dolore provocato agli altri, sia fisico che mentale. Nella sua scia di distruzione molti anni prima Orkaha incontrò Naevar, il padre di quella che sarebbe poi divenuta la sua vittima. Naevar cercò di cacciare il demone ma questo troppo forte lo respinse. Non ritenendo la morte una punizione sufficiente per l'affronto subito, Orkaha pianificò la sua vendetta. Attese con impazienza il giorno in cui la figlia dell'uomo fu abbastanza grande, assunse umane formi, fece in modo che la donna si innamorasse di lui e poi le diede un erede. Una bambina. Dopo la nascita Orkaha si rivelò a Naevar raccontandogli l’accaduto e questo fu preso dalla stessa emozione di cui il demone è portatore. Il cacciatore divenne preda. Naevar cercò invano di far comprendere la situazione alla figlia, ma agli occhi di tutti quell'uomo aveva perso la ragione e voleva solo togliere la bambina dalla propria madre, in quanto frutto di un amore impuro. Fu cacciato, costretto alla solitudine e con il rancore e rabbia nel cuore morì anni dopo.

3- Una descrizione di cosa è (per il candidato) un Mutaforma e quali dovrebbero essere i tratti distintivi del suo comportarsi.

I Mutaforma sono il frutto dell’unione tra una creatura umanoide e un demone, il risultato di un piano ben più alto rispetto alla semplice procreazione. Questo fa sì che il loro mondo interiore sia equiparabile ad un funambolo sulla fune: a metà tra due mondi. Tuttavia, in questo perenne squilibrio sono anche la forma più stabile dell’unione tra ciò che è terreno e ciò che non lo è (una stabilità fisica, che li porta quindi geneticamente a sopravvivere, e una stabilità mentale, che invece va guadagnata). Questo è il motivo per cui credo che non ci siano dei veri tratti distintivi, ma che questi dipendano dal singolo Mutaforma , dal demone genitore e da come il burattinaio vorrà farlo reagire. Mi posso aspettare che il personaggio tenda a cedere e voler compensare il suo “lato demoniaco” traendone piacere ( può quindi divenire anche il suo tratto distintivo) oppure, se questo lato molto in contrasto con il suo sé umano, volerne scappare. Credo che sia proprio questa libera scelta e la possibilità di esplorare la parte più introspettiva del PG a rendere questa razza estremamente affascinante. Ovviamente senza nulla togliere alla caratteristica unica di poter mutare in qualcos'altro.

4- Motivo per cui si ritiene il pg proposto adatto a far parte
della razza Mutaforma.


Credo che Eyres sia adatta per accedere a questa razza proprio per il tipo di carattere ambiguo che la caratterizza e che si presta ad essere “giustificato” tramite la genetica. Mi sono sempre immaginata Eyres come un personaggio apparentemente docile, amichevole, sicuramente curioso ed ingenuo, ma che nasconde in sé un lato più oscuro, manipolatorio che attende solo di emergere. Essere mutaforma mi permetterebbe di sfruttare a pieno questo “bipolarismo” aiutandomi a sviluppare ulteriormente il gioco personale in tal senso.

5- Prospettive di sviluppi di gioco in seguito ad un eventuale cambio razza, cosa cambierebbe del suo stato attuale e cosa comporterà per la psiche del Personaggio.

A livello di gioco personale credo che la scoperta del nuovo sé avrà un ruolo centrale. Il gioco attuale di Eyres la vede spesso spinta a guardarsi dentro a capire chi è e questo potrebbe essere reso ancora più divertente da questa nuova situazione. Non mi aspetto che l’eventuale cambio razza vada a modificare di punto in bianco il mio personaggio, non sarebbe né divertente né coerente dal mio punto di vista. Me l’aspetto proprio come una cosa graduale, una scoperta giornaliera e perché no magari anche guidata da altri mutaforma come lei. Mi è sempre piaciuta l’idea di muovere un personaggio con punti saldi ma che si faccia anche influenzare dal gioco altrui e con questo spirito ho mosso Eyres fino ad ora. Accanto all'introspezione psicologica ci sarà sicuramente anche una parte dedicata alla mutazione (quando la scoprirà), talento che potrà far combaciare con il suo attuale ruolo di spia.

Candidatura Hersatzcandidatura10/11/2019 2:57 PM by Rael Elessedil
Marla e l'Amore per la PatriaAnkie & Friends - L&#...per10/11/2019 10:25 PM by anklelock89
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Buongiorno.

Intanto accolgo la tua candidatura e ti ringrazio per l'interesse mostrato a questa razza.

Mi scuso anticipatamente se alcune domande ti sembreranno scontate, ma prima di oggi non avevo mai letto una tua giocata e cose che magari emergono in gioco mi sfuggono, quindi ti troverò a chiederti cose che ti sembreranno assodate e ti invito ad essere paziente in tal senso.

Sul BG c'è poco da chiedere, lo storico del personaggio è curato, approfondito e la forma è stata di piacevole lettura per cui ti faccio i miei complimenti al riguardo.
Cerco di andare punto per punto con le domande che mi sono sorte leggendo anche se qualcosa verrà mischiato negli argomenti rispetto alla forma stilata.

Il genitore
Ci sono cose che non mi sono chiare
1) Che consapevolezza ha chi sulla natura demoniaca del genitore? Lo sanno il nonno di Eyres, la mdre? Eyres?
2) Dei demoni ad ora non esiste una vera e propria bibbia, il che ha piacevolmente consentito molta fantasia nel giocare questa razza, e spunti sempre nuovi. Tuttavia se penso ad un demone dell'Ira lo immagino molto più istintivo, aggressivo, mentre la descrizione di Orkaha fatta da te mi sembra più in linea al sadismo inteso come vendetta più che rabbia. Tenendo conto che stai scegliendo un tratto "potente" con l'ira (e te lo dico per esperienza personale), visto che mi sembra una figura molto più subdola e mitigata, sei sicura di non voler ritoccare un pochino questa definizione?
2Bis) Più che per il demone in sè mi riferisco agli istinti che il tuo PG come figlio ne eredita quasi reconditamente. Quali pensi siano queste tendenze? L'una o l'altra genesi tende a creare una forte influenza caratteriale sul Mutaforma e per questo cito una tua stessa frase

Mi posso aspettare che il personaggio tenda a cedere e voler compensare il suo “lato demoniaco” traendone piacere ( può quindi divenire anche il suo tratto distintivo) oppure, se questo lato molto in contrasto con il suo sé umano, volerne scappare


che è grossomodo quel che che mi interessa capire meglio.

3)Mi sembra di aver capito che Eyres abbia patito nella sua vita la natura mezzelfica (e anche lì mi riconosco molto in quando ero giovine), come pensi reagirebbe SE scoprisse di essere figlia diretta di un demone? Pensi che nella visione di sè possa cambiare radicalmente qualcosa?

4)Cosa sa Eyres dei Mutaforma? Ne concepisce l'esistenza? Qualora fosse come pensi reagirebbe a sapere che non solo lo è ma che ne esistono altri in giro?
Cosa sa in generale di esseri dalla natura differente e più celata?



Per ora mi fermo qui che sto già abbondando. Se non me la sono persa per la via credo manchi l'informazione sul marchio (immagine e punto).

Vado incontro ad un periodo un po' agitato ma ti prometto che cercherò di essere quanto più rapida ed efficiente possibile evitandoti attese ammorbanti




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Buona sera,

Non è assolutamente un problema rispondere a qualche domanda. Comprendo perfettamente.

Vado intanto a rispondere a quelle poste nel post precedente.

1)Che consapevolezza ha chi sulla natura demoniaca del genitore? Lo sanno il nonno di Eyres, la madre? Eyres?

Sicuramente il nonno di Eyres sa la natura demoniaca del genitore in quanto questo, dopo la nascita di Eyres si è svelato nuovamente a lui. Eyres non sa assolutamente nulla, pensa che il genitore fosse un semplice umano morto in una battuta di caccia notturna. Per quanto riguarda la madre è una figura a metà: ha dei sospetti sorti grazie agli avvertimenti del padre, che vengono rafforzati nel tempo vedendo le reazioni della figlia. Non ha però l’assoluta certezza, il demone (il padre di Eyres quindi) non si è mai rivelato a lei come tale.

2) Dei demoni ad ora non esiste una vera e propria bibbia, il che ha piacevolmente consentito molta fantasia nel giocare questa razza, e spunti sempre nuovi. Tuttavia se penso ad un demone dell'Ira lo immagino molto più istintivo, aggressivo, mentre la descrizione di Orkaha fatta da te mi sembra più in linea al sadismo inteso come vendetta più che rabbia. Tenendo conto che stai scegliendo un tratto "potente" con l'ira (e te lo dico per esperienza personale), visto che mi sembra una figura molto più subdola e mitigata, sei sicura di non voler ritoccare un pochino questa definizione?

Se mi è concesso sì. Come hai giustamente detto il demone dell’ira dovrebbe essere puro istinto mentre nel demone descritto c’è del ragionamento, è machiavellico e subdolo. Dopo tutto attende anni per compiere la sua vendetta. Se per te va bene riformulerei il demone togliendo il dettaglio dell’ira e modificandone il nome che al suo interno conteneva proprio la parola elfica “Ira”.

Tutti lo chiamavano Ork nel mio villaggio ed è il demone tra i più sadici e vendicativi. Ork è un demone che ama lasciarsi andare al suo istinto, torturando e traendo piacere dalle conseguenze delle sue azioni e nel dolore provocato agli altri, sia fisico che mentale. Durante uno dei suoi macchiavellici piani, molti anni orsono, Ork incontrò Naevar, il padre di quella che sarebbe poi divenuta la sua vittima. Naevar riuscì quasi a rovinare i piani del demone che, offeso dall'oltraggio subito, iniziò a pianificare la sua vendetta. Non ritenendo la morte una punizione sufficiente, Ork studiò un piano ben più subdolo ed efficace, che perdurasse nel tempo. Attese con impazienza il giorno in cui la figlia dell'uomo fu abbastanza grande, assunse umane formi, fece in modo che la donna si innamorasse di lui e poi le diede un erede. Una bambina. Dopo la nascita Ork si rivelò a Naevar raccontandogli l’accaduto, il cacciatore divenne preda. Naevar cercò invano di far comprendere la situazione alla figlia, ma agli occhi di tutti quell'uomo aveva perso la ragione e voleva solo togliere la bambina dalla propria madre, in quanto frutto di un amore impuro. Fu cacciato, costretto alla solitudine e con il rancore e rabbia nel cuore morì anni dopo.

2Bis)Più che per il demone in sé mi riferisco agli istinti che il tuo PG come figlio ne eredita quasi reconditamente. Quali pensi siano queste tendenze? L'una o l'altra genesi tende a creare una forte influenza caratteriale sul Mutaforma e per questo cito una tua stessa frase.

Non so se ho ben inteso la domanda ma provo a rispondere per come l’ho interpretata.
Prendendo in considerazione il demone modificato descritto sopra, Eyres tenderà ad essere più vendicativa e subdola. Ad agire in maniera più calcolatoria e meno istintiva seminando piccole gocce per costruire qualcosa di più grande. Tenderà ad essere più sadica e quindi provare un forte piacere nel torturare le persone o più genericamente ad affliggergli dolore.

3)Mi sembra di aver capito che Eyres abbia patito nella sua vita la natura mezzelfica (e anche lì mi riconosco molto in quando ero giovine), come pensi reagirebbe SE scoprisse di essere figlia diretta di un demone? Pensi che nella visione di sè possa cambiare radicalmente qualcosa?

Si, Eyres ha patito molto la sua natura mezzelfica perché non riusciva a stare in nessuno dei due mondi, non si identifica come elfo ma non riesce contemporaneamente a identificarsi come umana. Quindi Sì, credo che in parte il suo sé possa cambiare. Lei non ha mai pensato di poter essere qualcos'altro, ha sempre cercato di rivedersi in uno o nell'altro modo senza pensare che forse è sempre stato lì l’errore. Non poteva riconoscersi in un’umana, né in un elfo perché di fatto non era né l’uno né l’altro. Era una creatura ancora diversa.
( è un po' come il brutto anatroccolo…ha sempre pensato di essere brutta anatra ma in realtà è un bellissimo cigno!)
Se dovesse scoprire di essere figlia diretta di un demone probabilmente la prima reazione sarebbe la confusione a cui seguirà una profonda curiosità di capire cosa significa, quale è il suo posto nel mondo. Non è una possessione e quindi non è il convivere con qualcosa che prima non c’era e ora c’è, è proprio un nuovo modo di percepire il mondo ( lei non sa che esistono queste creature), e il proprio sé, individuandone un lato più oscuro che è sempre stato presente.

4)Cosa sa Eyres dei Mutaforma? Ne concepisce l'esistenza? Qualora fosse come pensi reagirebbe a sapere che non solo lo è ma che ne esistono altri in giro? Cosa sa in generale di esseri dalla natura differente e più celata?

Eyres non conosce i Mutaforma né altri esseri dalla natura celata.


Il Marchio

Il marchio è presente sul costato sinistro


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Sinceramente se va bene per te (in fondo è il tuo BG) il ritocco sul demone mi sembra più calzante con quello che io ho inteso volessi far emergere nel BG. 🙂

Come ti ho detto l'idea di fondo è ben fatta e ben presentata, sul BG non avrei altro da ritoccare. Proseguo quindi con le domande.

1. Supponiamo che Eyres si risvegli come Mutaforma, sai come funziona? Come pensi che accadrà?

2. Dopo il risveglio scoprirà delle potenzialità per lei nuove, come le affronterà? Che tipo di rapporto assumerà con la sua natura verso gli altri? Credi che è qualcosa su cui cercherà confronto nel prossimo, qualcosa che sfoggerà o qualcosa di cui non parlerà magari volentieri? Tieni conto che non si scopre tutti i giorni una cosa del genere, può venirti voglia di decapitare il primo che passa per sfoggio di superiorità come averne tu stessa timore...Le sfaccettature sono molte e tutto ovviamente viene in gioco, ma qui, pour parler e per come inquadri il tuo PG, quale pensi che sarà di primo acchitto il suo modo di relazionare la sua riscoperta esistenza al resto del mondo?

3.Domanda standard, hai familiarità con la concentrazione? sai grossomodo definire differenze, bonus e malus tra concnetrazione arcana e razziale?


4. Mi sembra peraltro che il tuo PG sia di tipo fisico (ammetto di non aver indagato abbastanza. Ti mando la dicitura della skill "Frantumazione Cellulare" che mi sembra calzante (se non lo è ignora questa domanda e troveremo qualcos'altro). Vorrei che ne facessi uso in qualche post di prova, per farmi vedere come la lanceresti in gioco. Puoi ricreare tu il come, ovviamente in uno scontro o ha poco senso. L'unica guida che mi sento di darti è quella di contestualizzare il post a un momento ormai 'avanzato' del PG (almeno io ho fatto così ed è stato più semplice) in cui Eyres è conscia della sua capacità di mutare e lo ha fatto così tante volte da avere un rapporto abbastanza intimo con le anatomie umane ed animali.


Buon lavoro 🙂

NB. Questa è anche sede per dubbi e domande, se la skill, che non so tu abbia potuto o meno vedere prima è ostica non esitare a chiedere prima di lanciarti
[Edited by Koko_ 10/11/2019 10:48 AM]

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10/11/2019 3:40 PM
 
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1.Supponiamo che Eyres si risvegli come Mutaforma, sai come funziona? Come pensi che accadrà?

Non so esattamente come funziona nel dettaglio ma suppongo che la prima cosa su cui si scontrerà sono i nuovi bonus e malus associati alla nuova razza. Per come ho sempre giocato Eyres lei fa tanto affidamento ai suoi sensi ciò significa che improvvisamente, nonostante fisicamente tutto sembra essere normale, inizierà a sentire meno. Con ogni probabilità all’inizio non assocerà la cosa alla sua vera natura. Le giornate di sole che lei ama tanto inizieranno a diventare una fonte di fastidio immenso, quindi (se la prima giocata dopo la mutazione sarà di giorno e magari con un bel sole limpido fuori) le bruceranno gli occhi, sarà fotosensibile e tenderà a voler chiudersi in stanza al ricercare l’oscurità. Ma anche qui credo che, la sua ingenuità, possa ricollegarla ad un momentaneo stato di malessere (come quando bevi un po' troppo e il giorno dopo vorresti solo soffocare sotto alle coperte). Sarà alla sera il momento cruciale quando gli occhi vedranno meglio e con maggior nitidità senza il bisogno di una fonte luminosa.

2. Dopo il risveglio scoprirà delle potenzialità per lei nuove, come le affronterà? Che tipo di rapporto assumerà con la sua natura verso gli altri? Credi che è qualcosa su cui cercherà confronto nel prossimo, qualcosa che sfoggerà o qualcosa di cui non parlerà magari volentieri? Tieni conto che non si scopre tutti i giorni una cosa del genere, può venirti voglia di decapitare il primo che passa per sfoggio di superiorità come averne tu stessa timore...Le sfaccettature sono molte e tutto ovviamente viene in gioco, ma qui, pour parler e per come inquadri il tuo PG, quale pensi che sarà di primo acchitto il suo modo di relazionare la sua riscoperta esistenza al resto del mondo?

Con la prima domanda ho risposto forse in parte anche al primo quesito, come detto all’inizio non le assocerà subito alla mutazione in sé ma a un momentaneo stato di malessere. Solo successivamente, e non parlo di settimane ma qualche giorno, realizzerà che in realtà è così che avrebbe dovuto da sempre vedere il mondo. Non credo che farà sfoggio della sua esistenza all’inizio. Sarà confusa, magari intimorita ma nello stesso momento incuriosita. Eyres è sempre stato un personaggio molto curioso nella sua ingenuità. Superato il primo momento di perdita del sé ( e quindi quella confusione accennata prima) probabilmente cercherà le risposte sulla sua vera natura, cercherà di comprendere tutte quelle cose che ad oggi le sono all’oscuro e quindi probabilmente cercherà confronto nel prossimo. Insomma, cercherà di ricostruirsi. In questa fase credo che un ruolo centrale l’avranno anche le persone che la circondano, le cose che scoprirà, gli imprevisti (comunque gli eventi continueranno ad andare avanti e lei sarà tenuta a confrontarsi da subito con il mondo.) Es: se trova un mutaforma che le fa vedere subito che può mutare parte del corpo in qualcosa, la sua reazione sarà positiva. Vedrà questo nuovo modo di essere con stupore e ammirazione. Si potrà sentire anche forte in questo, sicura. Se al contrario incontra il vecchio del villaggio che racconta cose orribili su cose fatte da questa razza, magari potrebbe arrivare anche a temere sé stessa.

3. Domanda standard, hai familiarità con la concentrazione? sai grossomodo definire differenze, bonus e malus tra concentrazione arcana e razziale?

Non ho particolare famigliarità con la concentrazione, da poco ho iniziato ad usare quella arcana e le volte si contano sulle dita di una mano.
Da quello che ho capito tuttavia la concentrazione Arcana la vedo come una concentrazione più di testa, di mente; mentre quella razziale è come una concentrazione più intima. Nella concentrazione dell’Ars si vanno a muovere le corde di questa energia presente in ogni persona mentre nella concentrazione razziale ci si sofferma più su di sé, sul proprio corpo e su come questo è formato ( organi, vasi, muscoli ect) in modo da risvegliare le proprie cellule dal loro torpore.
Una differenza sostanziale è come questa viene percepita dagli altri giocatori: la concentrazione magica viene percepita dai giocatori in grado di poterlo fare ( Es: con la skill percezione magica) perché vai a smuovere le trame. E’ come se il mondo fosse collegato da migliaia di fili e tu, quando voi accedere ad un oggetto, devi muoverli. Chi vede i fili vede anche che stai pensando di prenderlo. Questo NON accade per la concentrazione di razza in quanto NON si accede a l’ars ma alle proprie cellule. Tuttavia se per l’Ars ci sono skill che permettono di diminuire i turni di concentrazione per quanto riguarda la razza no, almeno che non sia specificato e nel caso viene pagato con un prezzo molto caro ( Es: sottrazione di molti punti forza, punti salute ect).

4. Mi sembra peraltro che il tuo PG sia di tipo fisico (ammetto di non aver indagato abbastanza. Ti mando la dicitura della skill "Frantumazione Cellulare" che mi sembra calzante (se non lo è ignora questa domanda e troveremo qualcos'altro). Vorrei che ne facessi uso in qualche post di prova, per farmi vedere come la lanceresti in gioco. Puoi ricreare tu il come, ovviamente in uno scontro o ha poco senso. L'unica guida che mi sento di darti è quella di contestualizzare il post a un momento ormai 'avanzato' del PG (almeno io ho fatto così ed è stato più semplice) in cui Eyres è conscia della sua capacità di mutare e lo ha fatto così tante volte da avere un rapporto abbastanza intimo con le anatomie umane ed animali.

Eyres nasce da BG come tipo fisico ma piano piano si avvicina all’ars grazie alle conoscenze fatte in gioco. Attualmente preferisce la distanza, come detto la caccia è una costante nella sua vita, ma gradualmente si sta avvicinando anche agli scontri più ravvicinati. Non è mia idea farla diventare un guerriero vero e proprio, non combatterà mai in prima linea bracciando uno spadone a due mani ma la vedo più nell'ombra a farti agguati o come adesso in esplorazione. Facendo agguati però può capitare uno scontro e quindi direi che come skill può sempre essere utile.

[Corridoio]Anche questa volta è stata beccata, deve imparare a non far cadere a terra così rumorosamente le sue vittime. Gli occhi per un secondo si soffermano sul cadavere al suolo con il suo pugnale da lancio infilzato nel collo e il sangue che esce ancora a fiotti dalla carotide recisa. Un ghigno compiaciuto è ben visibile sul viso affilato. Gli occhi saettano famelici verso il compagno del morto:è arrabbiato ed imbraccia una spada con forza. Hanno detto che deve fare un lavoro pulito e così sarà, ma nessuno le impedisce di giocare un po' prima di ripulire. Vede l’uomo partire, alza la pesante arma e con un movimento esterno cerca dall'alto verso il basso di colpirne la propria spalla destra. Prevedibile. Ghigna mentre mantiene il contatto visivo su di lui. Respira mentre si concentra sul proprio corpo isolando per un attimo i restanti dei sensi. Il respiro è il primo ad essere modulato, sente l’aria entrare nei polmoni uscirne riscaldata mentre ricerca il controllo assoluto su quelle cellule svegliandole dal loro torpore. Dall'atto respiratorio la concentrazione passa sulle braccia, la destra in particolar modo, può percorrere mentalmente ogni struttura anatomica presente in quel tratto: vasi, muscoli, tendini, ossa ogni cosa viene risvegliata mentre quel sangue oscuro viene fatto convogliare in quella direzione. Il marchio pizzica sul costato, qualcosa si è svegliato. Cerca quindi di indurire la cute della spalla mirata dall'uomo. Può quasi sentire le cellule epiteliali ammassarsi e farsi vicine le une alle altre creando una superficie più rigida e resistente come il carapace di una tartaruga, le cellule nervose vengono staccate, inibite proprio come il guscio protettivo delle testuggini. Non è la prima volta che attinge ad elementi di quell’animale. Sotto alle vesti scure la pelle dovrebbe iniziare a raggrinzirsi uniformemente segno di questa naturale barriera atta a proteggere le strutture sottostanti. Non si muove nemmeno di un millimetro dalla sua posizione.

Invio skill tramite apposito tasto in chat.

[Corridoio] La pelle della spalla destra è tesa, dura e spessa. Non si è concentrata sul colore questa volta, non ha bisogno di essere scura come quella di una vera tartaruga, a lei interessa solo la protezione che quel pezzo anatomico dell’animale può darle in quel momento. Gli occhi rimangono sulla sua vittima, le labbra ancora schiuse in un ghigno che non preannuncia nulla di buono. Non si muove ancora rimanendo con le braccia lungo i fianchi e il pugnale da lancio ancora stretto nella mano. Sente lo spostamento d’aria vicino al suo orecchio, vede la lama battersi sulle sue carni e un tonfo sordo privo di dolore che ne fa seguito. La spada non riesce a penetrare nelle carne, non le scalfisce fermata da quella naturale barriera. Il ghigno si fa più intenso, le labbra scoperchiano i dentini bianchi [ è tutto qui quello che sai fare?] lo provoca. Gioca con lui come farebbe un gatto con il topo…


Spero di aver compreso, come dicevo prima non ho una grande famigliarità con la concentrazione razziale e questa è la prima volta che scrivo un azione richiamandola.

l'unico dubbio che non ti nascondo è sulle tempistiche. Quell' "istantaneamente" nella descrizione della skill mi ha messo un attimo dei dubbi per il richiamo della concentrazione razziale. Spero di aver fatto bene. :)
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10/15/2019 10:38 AM
 
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Eyres, 11/10/2019 15.40:

1.Supponiamo che Eyres si risvegli come Mutaforma, sai come funziona? Come pensi che accadrà?

Non so esattamente come funziona nel dettaglio ma suppongo che la prima cosa su cui si scontrerà sono i nuovi bonus e malus associati alla nuova razza. Per come ho sempre giocato Eyres lei fa tanto affidamento ai suoi sensi ciò significa che improvvisamente, nonostante fisicamente tutto sembra essere normale, inizierà a sentire meno. Con ogni probabilità all’inizio non assocerà la cosa alla sua vera natura. Le giornate di sole che lei ama tanto inizieranno a diventare una fonte di fastidio immenso, quindi (se la prima giocata dopo la mutazione sarà di giorno e magari con un bel sole limpido fuori) le bruceranno gli occhi, sarà fotosensibile e tenderà a voler chiudersi in stanza al ricercare l’oscurità. Ma anche qui credo che, la sua ingenuità, possa ricollegarla ad un momentaneo stato di malessere (come quando bevi un po' troppo e il giorno dopo vorresti solo soffocare sotto alle coperte). Sarà alla sera il momento cruciale quando gli occhi vedranno meglio e con maggior nitidità senza il bisogno di una fonte luminosa.

2. Dopo il risveglio scoprirà delle potenzialità per lei nuove, come le affronterà? Che tipo di rapporto assumerà con la sua natura verso gli altri? Credi che è qualcosa su cui cercherà confronto nel prossimo, qualcosa che sfoggerà o qualcosa di cui non parlerà magari volentieri? Tieni conto che non si scopre tutti i giorni una cosa del genere, può venirti voglia di decapitare il primo che passa per sfoggio di superiorità come averne tu stessa timore...Le sfaccettature sono molte e tutto ovviamente viene in gioco, ma qui, pour parler e per come inquadri il tuo PG, quale pensi che sarà di primo acchitto il suo modo di relazionare la sua riscoperta esistenza al resto del mondo?

Con la prima domanda ho risposto forse in parte anche al primo quesito, come detto all’inizio non le assocerà subito alla mutazione in sé ma a un momentaneo stato di malessere. Solo successivamente, e non parlo di settimane ma qualche giorno, realizzerà che in realtà è così che avrebbe dovuto da sempre vedere il mondo. Non credo che farà sfoggio della sua esistenza all’inizio. Sarà confusa, magari intimorita ma nello stesso momento incuriosita. Eyres è sempre stato un personaggio molto curioso nella sua ingenuità. Superato il primo momento di perdita del sé ( e quindi quella confusione accennata prima) probabilmente cercherà le risposte sulla sua vera natura, cercherà di comprendere tutte quelle cose che ad oggi le sono all’oscuro e quindi probabilmente cercherà confronto nel prossimo. Insomma, cercherà di ricostruirsi. In questa fase credo che un ruolo centrale l’avranno anche le persone che la circondano, le cose che scoprirà, gli imprevisti (comunque gli eventi continueranno ad andare avanti e lei sarà tenuta a confrontarsi da subito con il mondo.) Es: se trova un mutaforma che le fa vedere subito che può mutare parte del corpo in qualcosa, la sua reazione sarà positiva. Vedrà questo nuovo modo di essere con stupore e ammirazione. Si potrà sentire anche forte in questo, sicura. Se al contrario incontra il vecchio del villaggio che racconta cose orribili su cose fatte da questa razza, magari potrebbe arrivare anche a temere sé stessa.

3. Domanda standard, hai familiarità con la concentrazione? sai grossomodo definire differenze, bonus e malus tra concentrazione arcana e razziale?

Non ho particolare famigliarità con la concentrazione, da poco ho iniziato ad usare quella arcana e le volte si contano sulle dita di una mano.
Da quello che ho capito tuttavia la concentrazione Arcana la vedo come una concentrazione più di testa, di mente; mentre quella razziale è come una concentrazione più intima. Nella concentrazione dell’Ars si vanno a muovere le corde di questa energia presente in ogni persona mentre nella concentrazione razziale ci si sofferma più su di sé, sul proprio corpo e su come questo è formato ( organi, vasi, muscoli ect) in modo da risvegliare le proprie cellule dal loro torpore.
Una differenza sostanziale è come questa viene percepita dagli altri giocatori: la concentrazione magica viene percepita dai giocatori in grado di poterlo fare ( Es: con la skill percezione magica) perché vai a smuovere le trame. E’ come se il mondo fosse collegato da migliaia di fili e tu, quando voi accedere ad un oggetto, devi muoverli. Chi vede i fili vede anche che stai pensando di prenderlo. Questo NON accade per la concentrazione di razza in quanto NON si accede a l’ars ma alle proprie cellule. Tuttavia se per l’Ars ci sono skill che permettono di diminuire i turni di concentrazione per quanto riguarda la razza no, almeno che non sia specificato e nel caso viene pagato con un prezzo molto caro ( Es: sottrazione di molti punti forza, punti salute ect).

4. Mi sembra peraltro che il tuo PG sia di tipo fisico (ammetto di non aver indagato abbastanza. Ti mando la dicitura della skill "Frantumazione Cellulare" che mi sembra calzante (se non lo è ignora questa domanda e troveremo qualcos'altro). Vorrei che ne facessi uso in qualche post di prova, per farmi vedere come la lanceresti in gioco. Puoi ricreare tu il come, ovviamente in uno scontro o ha poco senso. L'unica guida che mi sento di darti è quella di contestualizzare il post a un momento ormai 'avanzato' del PG (almeno io ho fatto così ed è stato più semplice) in cui Eyres è conscia della sua capacità di mutare e lo ha fatto così tante volte da avere un rapporto abbastanza intimo con le anatomie umane ed animali.

Eyres nasce da BG come tipo fisico ma piano piano si avvicina all’ars grazie alle conoscenze fatte in gioco. Attualmente preferisce la distanza, come detto la caccia è una costante nella sua vita, ma gradualmente si sta avvicinando anche agli scontri più ravvicinati. Non è mia idea farla diventare un guerriero vero e proprio, non combatterà mai in prima linea bracciando uno spadone a due mani ma la vedo più nell'ombra a farti agguati o come adesso in esplorazione. Facendo agguati però può capitare uno scontro e quindi direi che come skill può sempre essere utile.

[Corridoio]Anche questa volta è stata beccata, deve imparare a non far cadere a terra così rumorosamente le sue vittime. Gli occhi per un secondo si soffermano sul cadavere al suolo con il suo pugnale da lancio infilzato nel collo e il sangue che esce ancora a fiotti dalla carotide recisa. Un ghigno compiaciuto è ben visibile sul viso affilato. Gli occhi saettano famelici verso il compagno del morto:è arrabbiato ed imbraccia una spada con forza. Hanno detto che deve fare un lavoro pulito e così sarà, ma nessuno le impedisce di giocare un po' prima di ripulire. Vede l’uomo partire, alza la pesante arma e con un movimento esterno cerca dall'alto verso il basso di colpirne la propria spalla destra. Prevedibile. Ghigna mentre mantiene il contatto visivo su di lui. Respira mentre si concentra sul proprio corpo isolando per un attimo i restanti dei sensi. Il respiro è il primo ad essere modulato, sente l’aria entrare nei polmoni uscirne riscaldata mentre ricerca il controllo assoluto su quelle cellule svegliandole dal loro torpore. Dall'atto respiratorio la concentrazione passa sulle braccia, la destra in particolar modo, può percorrere mentalmente ogni struttura anatomica presente in quel tratto: vasi, muscoli, tendini, ossa ogni cosa viene risvegliata mentre quel sangue oscuro viene fatto convogliare in quella direzione. Il marchio pizzica sul costato, qualcosa si è svegliato. Cerca quindi di indurire la cute della spalla mirata dall'uomo. Può quasi sentire le cellule epiteliali ammassarsi e farsi vicine le une alle altre creando una superficie più rigida e resistente come il carapace di una tartaruga, le cellule nervose vengono staccate, inibite proprio come il guscio protettivo delle testuggini. Non è la prima volta che attinge ad elementi di quell’animale. Sotto alle vesti scure la pelle dovrebbe iniziare a raggrinzirsi uniformemente segno di questa naturale barriera atta a proteggere le strutture sottostanti. Non si muove nemmeno di un millimetro dalla sua posizione.

Invio skill tramite apposito tasto in chat.

[Corridoio] La pelle della spalla destra è tesa, dura e spessa. Non si è concentrata sul colore questa volta, non ha bisogno di essere scura come quella di una vera tartaruga, a lei interessa solo la protezione che quel pezzo anatomico dell’animale può darle in quel momento. Gli occhi rimangono sulla sua vittima, le labbra ancora schiuse in un ghigno che non preannuncia nulla di buono. Non si muove ancora rimanendo con le braccia lungo i fianchi e il pugnale da lancio ancora stretto nella mano. Sente lo spostamento d’aria vicino al suo orecchio, vede la lama battersi sulle sue carni e un tonfo sordo privo di dolore che ne fa seguito. La spada non riesce a penetrare nelle carne, non le scalfisce fermata da quella naturale barriera. Il ghigno si fa più intenso, le labbra scoperchiano i dentini bianchi [ è tutto qui quello che sai fare?] lo provoca. Gioca con lui come farebbe un gatto con il topo…


Spero di aver compreso, come dicevo prima non ho una grande famigliarità con la concentrazione razziale e questa è la prima volta che scrivo un azione richiamandola.

l'unico dubbio che non ti nascondo è sulle tempistiche. Quell' "istantaneamente" nella descrizione della skill mi ha messo un attimo dei dubbi per il richiamo della concentrazione razziale. Spero di aver fatto bene. :)

Chiedo scusa per i refusi ma sono in viaggio in questi giorni e riesco a rispondere solo dal cellulare.

1. A proposito di percezione magica e non. Il mutaforma è percepibile? Se si da chi? Come, quando?

Sulla skill invece comprendo che sia fuorviante ma essendo una localizzazione parziale non si tratta di concentrazione, per questo hai smarrito il pezzo che riguarda la stessa. È una abilità arcana che in realtà rispecchia una abilità fisica del Mutaforma in cui l'alto livello e la mente necessaria sono conseguenza on di allenamento e tempra dedicata alla concentrazione. Nel complesso però l'interpretazione è positiva, ti ho messo di fronte ad una skill difficile e tra le meno conosciute,non mi aspettavo un pratico privo di incertezze.

2. Passo oltre e senza indugio chiedendoti un altro pratico importante, un tentativo di mutazione parziale a tua scelta. Sentiti libera di usare il numero di post che desideri. Collocata come una mutazione di studio per una forma che ancora non conosci quindi usando due turni di concentrazione. Non mi serve l'esito per forza.

3. Scelta la mutazione sai dirmi i suoi limiti e quali sono in generale i limiti da regolamento?



*~*~*~*
Kaderin
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Non ti preoccupare, comprendo perfettamente =)

Ti ringrazio per la spiegazione della skill, non avevo pensato che potesse essere un abilità arcana ma appunto ritrovandomela come abilità fisica ho pensato che potesse essere qualcosa legata a quello. Ne approfitto per togliermi ogni dubbio a riguardo poichè non so se ho compreso bene la spiegazione :In questo caso visto che è un abilità arcana l'inter corretto sarebbe stato quello di richiamare l'ars? o comunque va bene la concentrazione razziale?
Ti ringrazio in anticipo per la delucidazione.

Vado intanto a rispondere alle tue domande:

1. A proposito di percezione magica e non. Il Mutaforma è percepibile? Se si da chi? Come, quando?

Il Mutaforma non è una razza magica, ma frutto di ereditarietà genetica e come tale NON viene percepito magicamente.
Il Mutaforma può essere riconosciuto unicamente da un altro Mutaforma tramite l’abilità innata passiva Richiamo della discrepanza (non magica). In ON questo si traduce in un pizzichio proveniente dal marchio che si presenta nel momento in cui il Mutaforma si trova ad una distanza inferiore o uguale a 10 mt da un suo corrazziale, indipendentemente dalla presenza di eventuali ostacoli fisici a dividerli.

2. Passo oltre e senza indugio chiedendoti un altro pratico importante, un tentativo di mutazione parziale a tua scelta. Sentiti libera di usare il numero di post che desideri. Collocata come una mutazione di studio per una forma che ancora non conosci quindi usando due turni di concentrazione. Non mi serve l'esito per forza.

[Stanza Eyres] È seduta a gambe incrociate sul freddo pavimento della sua stanza, la porta è stata chiusa con una mandata e la chiave è ancora incastrata nella serratura impedendo a chiunque di poterne inserire un'altra dall'altra parte. Questa notte vuole sperimentare e non ha certo bisogno di occhi indiscreti e distrazioni. È vestita con abiti semplici: una camicia e un paio di braghe, ma la manica destra è stata arrotolata fin oltre il gomito in modo da mostrare la nuda pelle chiara. Perfino le lunghe dita questa sera sono prive di anelli, i quali giacciono sul pavimento poco più in là. Sulle gambe tiene un libro aperto dalla copertina rigida tra le cui pagine si trovano diversi fogli di pergamena segnati da inchiostro raffiguranti disegni di artigli di un grande felino. Particolari note sono riservate al meccanismo di retrazione, la loro resistenza e la loro forma. Ogni dettaglio, probabilmente preso dal libro sottostante, è stato sviscerato in appunti schematici e meticolosamente approfonditi. Gli occhi azzurrini passano tra le parole e sui disegni in un ultimo ripasso, vuole avere tutto in mente prima di incominciare. I muscoli delle spalle sono tesi, l’espressione sul viso seria. Un miagolio attira la sua attenzione, la sua fonte di ispirazione la sta fissando con un occhio aperto ed uno chiuso. Sorride verso la sua direzione prima di spostare libro e fogli oltre le proprie gambe portando la sua mano destra dinnanzi a sé. Il gomito è appoggiato sul ginocchio destro, la mano aperta con il palmo verso il pavimento, al centro del suo campo visivo. Le spalle si alzano e il petto le segue, in quella profonda inspirazione a cui segue il lungo atto espiratorio. Gli occhi vengono chiusi...

[Stanza Eyres] Cerca così di concentrarsi iniziando dal proprio respiro che, da veloce e superficiale, inizia a farsi lento e costante; può sentire il cuore che prima batteva con prepotenza nel petto iniziare a rallentare mentre la giovane ricerca il controllo di sé. Lentamente i suoni si fanno ovattati, la pioggia che scroscia fuori dalla finestra un vago ricordo lontano. Non si muove, rimane ferma in quell'assoluta mobilità. Se non fosse per il lieve e monotono alzarsi di spalle e petto durante la respirazione la giovane potrebbe essere tranquillamente scambiata per una statua di cera. Scava nel suo animo cercando di risvegliare quella parte più oscura di sé, quella parte che fa fremere il suo sangue oscuro. Può sentire ogni parte del proprio corpo risvegliarsi: organi, vasi, tessuti, perfino le singole cellule vengono viste come una singola unità disposta equamente in uno spazio. Mentalmente percorre i vasi dal centro del proprio corpo alle zone più periferiche, fino a giungere alla punta delle dita scivolando tra le varie strutture anatomiche. Pizzica il marchio, lo sente animarsi sul costato sinistro mentre una sensazione di piacere e forza l’invade. Le piace. {Concentrazione razziale 1/2}

[Stanza Eyres] Ancora non si muove, il capo chino e gli occhi chiusi per mantenere alta quella concentrazione. Sospinge sempre più il sangue oscuro verso la propria mano destra, focalizzando in quel punto la sua più totale attenzione. Brividi di piacere l’avvolgono, lo sente scorrere come se fosse una nuova energia, un’energia dalle infinite potenzialità. Nella sua mente una chiara immagine viene richiamata: una zampa con artigli appuntiti. Cerca quindi di focalizzarsi su questo elemento, ha studiato molto come questa parte si attacchi alla zampa dell’animale, la sua conformazione e il suo meccanismo d’azione; ora è tempo di provare a ricreare le stesse condizioni su di lei. Cerca quindi di concentrarsi sulle sue unghie, sulle cellule che le compongono, in modo che queste possano riorganizzarsi lentamente per assomigliare il più possibile, sia morfologicamente che funzionalmente, agli artigli di un grande felino. Di una tigre per l’esattezza. {Concentrazione razziale 2/2}

3. Scelta la mutazione sai dirmi i suoi limiti e quali sono in generale i limiti da regolamento?

Il limite della mutazione scelta è la manipolazione (l’utilizzo delle mani per afferrare oggetti, spostare pesi, etc.), più gli artigli saranno lunghi più la manipolazione sarà limitata se non impossibile.
In linea generale i limiti per le mutazioni riguardano diversi aspetti: innanzitutto, per compatibilità cellulare, si può mutare solo in umanoidi e animali. Per quanto riguarda la prima categoria, da regolamento, si possono assumere le sembianze di qualunque essere umano compresi i PG esistenti, ma non è possibile accedere alle loro abilità o al loro odore. Per quanto riguarda le mutazioni animali invece i limiti sono legati alle dimensioni: si può mutare in creature terrestri e marine che vadano dalla taglia di uno scoiattolo a quella d'un orso o d'un cetaceo, mentre per i volatili le dimensioni accettabili sono tra quelle di una mosca e quella di un’aquila reale. Nel caso di trasformazioni in creature volanti, sono ammesse solo le creature contemplate dal Manuale. Le mutazioni parziali con ali, saranno prevalentemente scenografiche, permettendo brevi voli e privi di carico. Nella forma animale, ulteriori limitazioni sono l’impossibilità di accedere alle skill di gilda e la limitazione ad un solo cast a giocata (o quest). Inoltre è da specificare che le limitazioni in gioco dipendono anche dal tipo di animale scelto, infatti come si acquistano i suoi bonus si acquistano anche i suoi malus, come nell'esempio riportato all'inizio (ho gli artigli per poter colpire ma non posso tenere in mano oggetti per via degli stessi). Infine NON ci si può mutare in creature magiche o eteree.
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Appena posso ti rispondo in maniera decente intanto in questi giorni se fai qualche giocata che ritieni particolarmente rilevante postala pure qui, usando per favore il tasto spoiler. Appena riesco rispondo alle tue perplessità e intanto "mi ritiro per deliberare"
i.imgur.com/Zdm4Olr.jpg

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Ahahahah, va bene signor giudice!
Ti ringrazio intanto per la pazienza :)
E spero di non far casini con il tasto spoiler nel caso!

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Finalmente riesco a prendermi un attimo per rispondere. Ogni refuso cellulare causatio.

Riguardo alla skill si tratta di concentrazione razziale come hai ben inteso ma essendo immediata non è necessario venga esplicitata o richiamata quanto focalizzarsi sulla parte fisica in mutazione nell'azione di lancio, come hai fatto, quindi il modo in cui converge la manipolazione cellulare.

1. Riguardo alla percezione prenderai visione di come alcune skill principalmente arcane, avendo matrice demoniaca, siano percepibili come tali da chi distingue tale natura, così come il viceversa salvo specifiche del master consente il riconoscimento di qualcosa di demoniaco nell'area del marchio, non con il suo pizzicore quanto con la sensazione di presenza di qualcosa di familiare (frutto di recente domanda più volte quindi prima o poi mi deciderò a chiarire nella faq)

2. Ottima descrizione, si vede che hai sbirciato qualche convalida secondo me, ma è un più, vuol dire che ti sei interessata.

Ti specifico però una cosa importante. Mentre il piacere del marchio (corretto tra il primo e secondo turno di concentrazione) è percepito all'inizio, per le prime mutazioni in forme nuove tali tentativi sono inizialmente dolorosi, perché le cellule devono distorcersi ancora ed adattarsi a qualcosa di ignoto. Man mano che la forma viene confermata la fase di mutazione sarà sempre più piacevole fino ad abbandonare ogni forma di dolore.

3. Attenta anche a certe abilità non cast in forma animale. Non tutte hanno senso e coerenza. Dai per assodato che solo cose insite e legate al marchio permangono, quindi le skill innate, così come la capacità di osservare. Tutto a coerenza, per esempio la skill carisma la vedo dura.


----------------------
Mantengo questo post per le future specifiche. Se hai domande in questa prima fase che riguardano questo cambio razza ti consiglio di usare questo post per agevolare il master.


Ti comunico infatti che il tuo cambio razza viene APPROVATO.

Non pensare però che sia semplice così il tuo master di riferimento sarà Hersatz e da questo momento per poter analizzare il decorso di gioco fino alla conferma definitiva sei pregata di postare qui le tue giocate tenendo presente che nei prossimi giorni, da oggi il tuo PG sarà soggetto ai seguenti spunti di gioco:
-un crescente prurito nella zona del marchio (che sia esso evidente o che diventi gradualmente visibile in questo arco temporale) fino ad uno stato di prurito costante, non doloroso, ma assai fastidioso. (stabile dal giorno settimo)
-un crescente fastidio nei confronti della luce del sole e da fonti dirette. Fino al. Raggiungimento della fotosensibilità completa al giorno settimo.
-crescente definizione dei dettagli nel buio fino ad un primo accenno di visibilità sul differente infrarosso della scuro visione di un mutaforma (vedi dubbi e domande. Giorno decimo). La scuro visione sarà portata a completezza se e quando usati questi spunti avverrà la quest di cambio razza.
-graduale perdita dell'udito, con relativo malus di interazione al cambiamento, totalmente regredito ad un udito umano al terzo giorno. Abituarsi sarà cosa più lunga che spero di vedere nelle giocate che posterai.


In bocca al lupo e buon lavoro.
Complimenti per la fluidità e la cura dell'esame.

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