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[fanfiction e originali] L'enigma dell'Uroboro

Last Update: 2/21/2020 11:30 AM
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Giudice*****
2/16/2020 12:55 PM
 
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Re:

Ognuno può esprimere il proprio parere come vuole, giusto?
Quindi basta dire "per me" e "secondo me" e si è salvi e perfetti, intoccabili!
Se io vado da una persona e le dico "secondo me dovresti morire", la mia è SOLO un'opinione, non un isulto, perché ho usato "per me".
Cavoli, ecco dov'era l'inghippo, sai che non ci avevo pensato?
Grazie per avermi illuminato.



Ma chi ha mai detto questo? Sul serio, vuoi mettere le cose a paragone? Io non ho parole.


mi dispiace davvero di aver partecipato e di aver dato la mia storia in pasto a una persona che vorrebbe che io non l'avessi mai pubblicata perché "fa piangere" o che la riscrivessi da capo in base alle sue precise idee e al suo modo di vedere.



Chi l'ha mai detto, parte 2...


e la mia storia ti è indigesta, nessuno può discutere, ma bastava esprimerlo in un altro modo.

Parli tanto di sensibilità, di persone che potrebbero rimanere profondamente ferite dal mio racconto irrealistico, ma la tua valutazione manca totalmente di tatto e, per riprendere proprio le tue parole, non è un robot che ti scrive. Ogni persona mette impegno in ciò che scrive, partecipa ai contest per mettersi in gioco e ricevere dei pareri, così come un giudice fa il giudice per svago e passione, almeno credo.
Quindi se una storia non piace o ha delle cose che al giudice non vanno giù, questo lo deve dire, ma sempre ricordandosi che l'altra persona è una PERSONA, che scrive perché ha passione, ha ispirazione e ha voglia di farlo.



Stiamo dicendo la stessa, anche io non sono un robot e — lo ripeto — non sono infallibile, come tu sei rimasta male a leggere il mio giudizio io sono rimasta male a leggere la tua storia!



Il padre è uno stereotipo? Magari fosse come dici tu... tutto ciò che dice e fa quest'essere è tratto dalla vita vera di persone che conosco e mi stanno attorno.
Quando scrivo mi lascio sempre ispirare dalla realtà, e mi rendo conto che spesso la realtà è proprio così, non come ci si aspetta che venga raccontata in delle storie o delle fanfiction.



So bene che la realtà è diversa, a me non è sembrato realistico come ne hai parlato nella storia sulla base delle mie percezioni della stessa. Punto.


Detto questo, a me va bene la tua accuratezza, mi va bene che tu abbia un punto di vista diverso dal mio, mi va bene che la storia non ti sia piaciuta e tutto il resto.
Io, personalmente, l'avrei espresso in maniera diversa.
E non mi permetterei mai di dire a una persona che non dovrebbe proporre una sua storia a un contest o a un pubblico in generale, perché EFP serve proprio per confrontarsi. Io leggo moltissimo sul sito e trovo autori che spesso sono scoraggiati o che a mio parere hanno delle migliorie da fare, ma glielo faccio notare con educazione e li sprono a continuare a mettersi in gioco, a non arrendersi e a continuare a migliorare se lo desiderano.



Sul serio, stiamo parlando di maleducazione?



Ma forse il mio parere non conta perché io non sono una giudice, vero?
Però GiuniaPalma lo è, ed è intervenuta perché sa esattamente cosa significa. Ha sempre detto le cose con sincerità nei suoi giudizi, ma non ha mai usato il modo che hai usato tu con me.
E questo certamente non fa di lei una giudice falsa o incapace di esprimere giudizi costruttivi e accurati.



Chi l'ha mai detto, parte 3.


Comunque, niente, chiudiamola qua perché a me discutere per queste cose non piace affatto.



Ah, è comodissimo dire la propria e poi tanti saluti. Comunque sono d'accordo perché tanto parliamo due lingue diverse ed è inutile insistere. Avrei anche altro da fare durante il giorno.


Starà a me evitare di iscrivermi a prossimi contest organizzati da te, anche se ancora sono curiosa di vedere come andrà "Scritto tra le note"!
Tutto questo non toglie niente al rispetto e alla stima che ho di te come autrice, ma purtroppo non riesco ad apprezzarti come giudice.



Nessuno te lo vieta, sopravviverò, tranquilla. Curioso però che nel contest su Anime e Manga, dove non avevo espresso molte critiche alla tua storia, mi avevi apprezzata come giudice.




yonoi., 16/02/2020 12.00:


Freya, il senso del mio messaggio è: se una valutazione come quella che hai proposto a Kim fosse stata formulata su uno dei tuoi scritti, tu come ti sentiresti?
Certo, in un secondo momento può subentrare la riflessione, lo sguardo critico, ma l'effetto immediato, lì per lì, è di un sonoro schiaffone.
Scusate l'intromissione, ma anch'io non potevo far finta di non aver visto e voltarmi dall'altra parte.



Mi prenderei lo schiaffo in ogni caso. Lo condivido? Bene, ne faccio tesoro. Non lo condivido? Lo esprimo al giudice, ma me ne faccio una ragione se non ci troviamo d'accordo. Tanto so che dall'altra parte c'è soltanto una persona che legge/scrive esattamente come me e che ha le sue opinioni. Che senso ha invelenirsi così? Amen.
Sul serio, fossi in Kim, visto che è fiera della sua storia me ne fregherei del giudizio di _ Freya Crescent _
Io boh. Basita.





Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita
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Giudice*****
2/16/2020 12:59 PM
 
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Re:
inzaghina.EFP, 16/02/2020 10.49:

Ciao Freya, ti ringrazio tanto per la valutazione bella e dettagliata che gradirei ricevere come recensione.
Non ti nascondo di essere molto soddisfatta del giudizio, considerando che la storia non era stata scritta appositamente per questo contest.
Ciò che mi fa più piacere è sapere che ti è piaciuta la mia Astoria: ho sempre pensato che ci sarebbe voluta una persona al tempo stesso forte e dolce per stare accanto a un giovane uomo che usciva distrutto dalla guerra - Draco è più che altro distrutto a livello emotivo e ci vorrà del tempo prima che possa diventare l’uomo che immagino sarà da esempio per Scorpius. Ho riso come una scema alla menzione di Ron, ahah! Dai, non è così male in fondo, no?
Sono anche d’accordo con te sulla caratterizzazione di Draco, forse ho accelerato un po’ troppo i tempi riguardo ai suoi ringraziamenti.
La frase riguardante il giardino di casa Greengrass è stata riscritta mille volte e la stravolgerò nuovamente appena sarà possibile.
Riguardo allo stile, ci sto lavorando... pian piano divento più soddisfatta dei miei scritti, ma mi fa piacere che per intanto sia al tempo stesso lineare e contenuto.
Complimenti ai podisti!



Ciao inzaghina, mi ero persa il tuo messaggio. Ron, te se ama 😂 Mi fa piacere che i tuoi scritti ti soddisfino sempre di più! Ti lascio il giudizio e grazie per la partecipazione!






Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita
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2/16/2020 1:13 PM
 
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Re:
_ Freya Crescent _, 14/02/2020 17.53:


Nona classificata: Le paure di un figlio

di Shireith



Stile: 7/10
Lo stile è semplice, una scelta da un lato adatta a riflettere il punto di vista del ragazzino di undici anni che è Harry nella tua OS,  dall’altro fin troppo impersonale. Penso avresti fatto meglio a dare maggiore spazio all’introspezione, anziché limitarti a descrivere una serie di fatti e situazioni canonicamente avvenuti nella saga originale. Per esempio: 
<li>“Dumbledore, calmo e addirittura sorridente, gli aveva allora rivelato che quello era lo Specchio delle Emarb, poi gli aveva spiegato perché ci vedesse i suoi genitori, e, infine, il motivo per cui era meglio tenersi alla larga. Le persone, aveva detto, ci si smarrivano, consumate dalla smania di qualcosa che non potevano avere, e infine perdevano il senno. La sede di tanto male risiedeva nella loro stessa mente, perché quella, attraverso lo Specchio, mostrava loro i desideri più reconditi del proprio animo.”</li>
Dal punto di vista formale non c’è nulla che non va, però manca la parte emotiva. Quello che scrivi sembra più un resoconto di fatti già noti, che un racconto. Stesso discorso per “E fu proprio lui, James Potter, la prima figura che riconobbe una volta avvicinatosi allo specchio, mentre al suo fianco, il viso contornato da una folta chioma rossa, ecco apparire sua madre, gli occhi verdi che scintillavano come due piccoli smeraldi”. Purtroppo mi sa tutto di già letto e riletto. Avrei preferito una resa stilistica diversa, più improntata a mettere a nudo come Harry ha vissuto certi momenti e ricordi. Per esempio questa metafora “Tutta la felicità che si leggeva nel suo sguardo cadde come una foglia d’autunno” è invece carina, perché caratterizzata dal tocco personale di chi scrive. In linea generale scarseggia quel tocco di novità con cui un Missing Moment esige d’essere scritto — parlo sempre del “come”, non del “cosa”. Ho invece apprezzato l’uso del corsivo, degli incisi e dei capoversi, tutti in grado di mettere efficacemente in risalto i concetti a cui volevi dare rilevanza. Per esempio con “Mai, mai nessun adulto l’aveva fatto sentire amato” rafforzi la negazione, dandole un’impronta più decisa che l’assenza del corsivo avrebbe invece reso sbiadita.  Stesso discorso per “Protese una mano verso lo Specchio – verso di loro –[...]” in cui sia il corsivo che l’inciso nei trattini riescono a conferire un’importanza unica al concetto espresso. Il pregio più evidente è che la lettura è scorrevole, non ci sono periodi confusi o intricati.  In sintesi, lo stile è buono, ma necessita di più personalità per farsi ricordare. 



Titolo: 2.5/5
Ho un parere abbastanza neutrale, nel senso che non mi fa né caldo né freddo. Credo che “Le paure di un figlio” sia uno di quei titoli carini che però non lasciano il segno. Di solito una volta letta la storia apprezzo di più un titolo che a primo impatto non mi aveva trasmesso granché, ma in questo caso è successo il contrario. La OS ci mostra Harry alle prese con i genitori riflessi nello Specchio delle Brame e gli incubi che ne scaturiscono: per quanto adatto, questo titolo toglie quel minimo di effetto sorpresa che avrebbe potuto esserci. È lo stesso discorso che ho fatto nello stile, manca proprio un elemento nuovo in grado di incuriosire. 



IC: 12/15
La mancanza di spessore stilistico si riflette e condiziona un po’ il risultato di tutti gli aspetti di una storia — in questo caso infatti credo manchi proprio un approfondimento dei personaggi. Harry, Albus, James e Lily ci sono, sono loro, ma è un po’ scontato che ci siano. Nel senso che limitandosi a parlare di cose che già si sanno da Canon è impossibile sbagliarsi e presentare personaggi snaturati. 
<li>“Era fantastica, la vita ad Hogwarts, sicuramente migliore di quella che aveva condotto insieme ai Dursley per undici, lunghi anni. Eppure, ricongiungersi con la sua famiglia, quella vera, era il suo desiderio più grande. Voleva conoscere finalmente la madre e il padre, parlare a tutte le altre persone che vedeva riflesse nello specchio – i nonni, magari, o anche qualche amico di famiglia che conosceva i Potter. Che sapesse, ce n’era ancora qualcuno in vita? Forse sì, forse no. Non che avesse molta importanza, comunque [...].”</li>
Per quanto trovi Harry molto IC — nella sua umiltà, nel suo bruciante desiderio di riavere i genitori, nel suo rimuginare su quanto visto nello Specchio — mi è mancato quel “di più”, l’approfondimento introspettivo in grado di segnare il salto di qualità e fare la differenza. Al contrario ho trovato convincente e coinvolgente l’immagine di Harry che nell’incubo non si riconosce e si sente spettatore di se stesso: “Era come se ce ne fossero due e quello che stava prendendo a pugni lo Specchio fosse un altro, mentre lui osservava la scena in terza persona [...].” La parte della storia che ho preferito è difatti la seconda parte che inizia con l’incubo e finisce col risveglio di Harry — perché è quella che da Canon non conosciamo. Il fatto che Harry tenga per sé l’incubo, che al traumatico risveglio non cerchi il conforto di un amico, che decida in solitudine di dire per sempre addio allo Specchio delle Brame sono atteggiamenti proprio da lui, ne riflettono la tendenza a mascherare il proprio malessere per non pesare sugli altri e il desiderio di gestirlo in autonomia.



Sviluppo del tema: 2/5
Ci mostri Harry alle prese con i Potter riflessi nello Specchio delle Brame, inizialmente incapace di sbarazzarsi di quelle illusioni, poi deciso — nel finale — a chiudere per sempre quel capitolo della sua vita e a ricercare il cambiamento. Sono tutti eventi che si verificano nella saga principale: non c’è alcun approfondimento della tematica, non c’è alcun elemento di novità. Il simbolo dell’Uroboro così risulta semplicemente preso e adattato agli eventi che si verificano nel Canon, senza uno sviluppo personale e soggettivo. Non mi ha convinta.




Gradimento personale: 5.5/10
Lo spunto di partenza è anche carino, però il modo in cui è raccontato mi ha annoiata, mi spiace. Ammetto che se mi fossi imbattuta in questa storia al di fuori del contest non avrei finito di leggerla, nonostante la sua brevità. Non è scritta male, però sa tutto di già letto e visto per poter essere realmente apprezzato e mantenere vivo l’interesse del lettore. Se posso darti un consiglio, io al tuo posto mi concentrerei sulla resa emotiva, approfondendo le descrizioni dei personaggi e dei ricordi rappresentati. Purtroppo non mi sono emozionata. 



Totale: 29/45



Ti ringrazio per la valutazione minuziosa e dettagliata, mi ha fatto piacere leggerla!
La classifica non mi stupisce: pur non avendo letto nessuna delle altre storie partecipanti al contest, non mi aspettavo granché. Non sono molto d’accordo sulle osservazioni fatte sul titolo, che a me piace, ma comprendo bene le perplessità sul contenuto, che sì, è poco originale. Forse – e qui parlo a livello personale – l’errore è stato, al di là della storia in sé, decidere di farla partecipare al contest. Ripensando al tema dell’Uroboro, mi rendo conto che avrei potuto dare – e osare – di più.
Quanto allo stile, un 7 su 10 non è poi così male. Tu parli di introspezione, e io qui mi mangio le mani perché, di nuovo, sento che avrei potuto dare di più – è assurdo, perché generalmente l’introspezione è tra gli aspetti focali di molte delle mie storie.


Non è scritta male, però sa tutto di già letto e visto per poter essere realmente apprezzato e mantenere vivo l’interesse del lettore.


Ecco, questo riassume abbastanza bene il concetto.
Comunque, quello che è fatto è fatto. Ti ringrazio ancora per la valutazione e sì, mi piacerebbe riceverla come recensione.


2/16/2020 3:17 PM
 
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Re:
_ Freya Crescent _, 14/02/2020 18.01:


Sesta classificata: Prigionieri

di DorotheaBrooke


Stile: 7.5/10
Lo stile non mi è dispiaciuto, ci sono delle scelte che trovo molto interessanti, altre che mi hanno convinta di meno. In linea generale penso che gli servisse quel graffio in più, soprattutto in relazione ai personaggi scelti. Partirò dagli aspetti che non mi sono piaciuti.“I ricordi sono demonietti maliziosi che si trastullano con la sua sofferenza” è la frase che mi è piaciuta di meno di tutta la OS. A proposito di scelte lessicali in questo caso avrei preferito qualcosa di diverso, perché “demonietti” e “trastullano” spogliano il testo di tutto il suo dramma, conferendogli un tono giocoso che stona con l’atmosfera generale. In questo caso trovo più appropriati un semplice “demoni” e “si compiacciono della sua sofferenza”, giusto per fare un esempio. Non mi ha entusiasmata nemmeno l’inversione soggetto-verbo (“Lo ripeteva ossessivamente Albus”) che compare più volte nel testo, stesso discorso per quella sostantivo-aggettivo (“Spettrali i raggi della luna calano[...]”). Per gusto personale apprezzo questo tipo d’impostazione solo in casi rari, ad esempio in un contesto poetico o comunque in storie con un registro aulico-solenne che si mantiene per tutta la narrazione. L’aspetto che mi ha convinta meno di tutti è l’omissione del verbo a inizio frase. “Una volta rideva, ma non del riso di adesso. Una maschera scherzosa indossata accortamente per rasserenare gli animi innocenti e inconsapevoli dei suoi allievi.”Sempre per gusto personale non vado matta per questa scelta stilistica, credo renda meno fluida la lettura e che, se usata di frequente — come in questo caso — spogli il testo della sua naturalezza, rendendolo troppo impostato. In alcuni casi manca proprio l’incisività. Per esempio “Che me ne faccio dell’amore se non posso darlo a te?” la trovo una chiusa d’effetto dal punto di vista concettuale, debole per resa stilistica: “Che me ne faccio” è più indicato per un registro basso, non ha quel graffio capace di rappresentare tutta la disperazione condensata in questo pensiero, inoltre non lo trovo un modo d’esprimersi minimamente adatto per Gellert Grindelwald. Un aspetto che invece ho amato molto è la coesione interna del testo. È suddiviso in paragrafi in cui il punto di vista si alterna di continuo, eppure ogni volta che si passa da Albus a Gellert — o viceversa — c’è sempre una ripresa dei concetti espressi in precedenza (“Una volta qualcuno camminava al suo fianco e rideva” → fine paragrafo di Albus; “Una volta rideva, ma non del riso di adesso” → inizio paragrafo di Gellert). Rende l’idea di due persone indissolubilmente e perennemente unite anche nel pensiero, malgrado la distanza fisica (per questo penso tu abbia fatto bene a mantenere tutta l’impaginazione a sinistra). In particolare ho preferito il climax che si crea con “Dove sei?” e “Chi di noi è stato?”; sei riuscita a ripetere entrambe le domande quattro volte senza rendere la lettura disturbante — non è da poco! —, anzi: assieme alle parole hai saputo far rimbombare l’eco dell’angoscia di Albus e Gellert nella mente di chi legge. Davvero d’effetto!“Il suo sguardo era un cielo straziato” è una metafora che mi è piaciuta da matti, una di quelle che graffiano davvero l’immaginazione e fanno salire il pathos alle stelle — è questo il graffio che secondo me serve e che avrei voluto trovare di più nel testo. Un altro aspetto che mi è piaciuto è il ritmo altalenante del testo, a tratti lento e quasi meccanico, in altri punti più rapido e scattante. Mi hai permesso di immedesimarmi nella mente di chi vede i propri pensieri esplodere uno dopo l’altro nella testa, incontenibili, senza ordine e spietatamente dolorosi — una scelta perfetta per Albus e Gellert che, se fosse stata affiancata da un maggior repertorio di immagini incisive, avrebbe conferito alla OS un fascino notevole. In sintesi credo servissero immagini più graffianti, ma ho comunque apprezzato il risultato complessivo. 



Titolo: 3.5/5
“Prigionieri” è un titolo essenziale, molto generico. Non brilla per originalità, ma secondo me in questo caso funziona piuttosto bene senza il bisogno di un’ulteriore aggiunta, perché è costituito da un sostantivo dotato di grande forza espressiva. Pertinente è pertinente, visto che la tua OS è un flusso introspettivo in cui viene posto al centro il sentirsi prigioniero, sia per Albus che per Gellert, del passato, dei ricordi e dei rimpianti. Non mi ha fatto dire “wow”, ma mi è piaciuto!



IC e caratterizzazione personaggi: 15/15
Ho incluso “caratterizzazione” perché di Gellert non sappiamo molto. Non è facile gestire i personaggi che hai scelto. In linea generale Gellert mi è sembrato verosimile, Albus riconoscibile. Parlarne insieme mi sembra una scelta obbligata, visto che l’uno ci viene mostrato attraverso gli occhi dell’altro per tutta la OS. Hai dato voce ai demoni di entrambi in maniera realistica, mettendone in luce tormenti e rimpianti. L’Albus e il Gellert di cui ci parli sono sfioriti nella vecchiaia e disillusi come non mai. Significativo è il fatto che entrambi misurino — l’uno il proprio studio, l’altro la propria cella — “a passi stanchi e lenti”. “Solo conoscendo te, ho conosciuto me stesso” (qui la virgola diventa essenziale) è il pensiero che mi ha colpita di più, non solo lo trovo rappresentativo, ma anche molto IC. Se osserviamo Albus attraverso gli occhi dell’Harry bambino vediamo un difensore assoluto della giustizia, un uomo di una saggezza senza pari, incapace di sbagliare, imperturbabile, invincibile. Albus sembra una roccia incrollabile, un essere senza colpe e senza macchie, ma mano a mano che la saga prosegue scopriamo di più — vediamo le ombre, le imperfezioni, le paure e gli sbagli, perché Albus è anche un personaggio pieno di fragilità e contrasti. Gellert ha avuto un ruolo determinante nella sua vita e io sono convinta che, per quanto questi due personaggi possano sembrare diversi per temperamento, hanno in realtà molto in comune a livello interiore (e qui parlerei per ore!). L’idea di Albus che ha imparato a conoscere se stesso osservando Gellert la trovo perfetta, complimenti! Hai inserito tue interpretazioni personali dei fatti che trovo davvero convincenti. Il Gellert che ci mostri, ad esempio, si è abbandonato alla prigionia per sua scelta. “Se non fosse per gli incantesimi che egli stesso ha imposto sulla prigione, con la sua furia potrebbe sbriciolare le mura come granelli di sabbia” è un’ammissione che non reputo affatto lontana dal canon, espressione di quell’espiazione che l’ho sempre immaginato cercare in età avanzata, mi è piaciuta tanto! Non posso non citare anche “I vecchi amano la compagnia dei bambini perché essi non ne immaginano le colpe”: un tentativo di Gellert di spiegare come mai Albus ha scelto di fare il Preside di Hogwarts, un pensiero carico di allusioni e sottintesi dietro il quale vedo tanta verità. Per tutta la storia sia Albus che Gellert non fanno che cercarsi e biasimare l’uno l’altro e poi se stessi. Sono prigionieri dei ricordi, la mente sempre rivolta a quel lontano passato che li ha segnati indelebilmente. Li ho rivisti in tutto questo. P.S. Su di loro ho un head-canon in cui non esiste il fatto che si chiamino “amico”, ma dato che si tratta di una mia visione personale non ho abbassato il punteggio. 



Sviluppo del tema: 4/5
“Albus vaga nello studio come se fosse su una giostra che rigira su stessa senza mai giungere da nessuna parte. La sua vita ha smesso di procedere in linea retta [...]” la dice lunga sulla trattazione della tematica, che è senz’altro presente per tutta la OS e ben centrata. C’è un però. Legare Albus e Gellert al simbolo dell’Uroboro è una scelta “facile”, nel senso che questi personaggi si prestano bene per parlare di prigionia (quando ho indetto il contest per HP ho subito pensato proprio a loro e a Sirius Black). Per questo motivo mi sarei aspettata qualcosa in più al posto del solito scenario. Mi è mancato l’effetto sorpresa, un valore aggiunto. 



Gradimento personale: 6.5/10
La storia è carina. Purtroppo però molto di quello che ho letto mi sa di già visto — a livello di trama, proprio — e in parte mi ha annoiata. Ne ho lette tante di storie di questo tipo basate su Albus e Gellert che si pensano a vicenda. Penso che più che concentrarti sul far rivivere ai personaggi il “cosa” avresti fatto meglio a concentrati sul “come” hanno vissuto certi momenti che nomini — incidente della morte di Ariana, duello, separazione, ecc… per dare un taglio inedito e più personale alla tua OS. Molto bello invece lo spunto di partenza, l’uso della citazione iniziale della Rowling è un ottimo mezzo per suggerire implicitamente il contesto in cui ci troviamo, inoltre è un’anticipazione perfetta per la storia!



Totale: 36.5/45







Buongiorno e buona domenica! Ho visto ora il risultato del contest e ne ho approfittato per rileggere la mia fanfiction alla luce delle tue impressioni.

Come ti avevo scritto iscrivendomi al contest, questa è stata un'occasione dopo un lungo periodo di inattività per buttare giù un'idea che avevo da tempo.
Ti ringrazio ancora una volta per l'occasione e ti ringrazio ancora di più per il tuo giudizio molto articolato e per le critiche fondate e intelligenti. Oltre a ciò che mi hai fatto notare, rivedendo il mio lavoro a distanza di tempo, mi è sembrato anche che fosse un po' debole dal punto di vista della sintassi... mi sembra che i passaggi dal presente al passato siano un po' forzati in certi punti, quindi forse in futuro mi dedicherò a riscrivere meglio la storia, perché, anche se mi era piaciuta al momento della pubblicazione, ora mi accorgo che si può fare di meglio.
Come mi hai fatto notare, in molti punti alcune scelte stilistiche rendono il testo meno scorrevole e innaturale. Si tratta di un difetto che purtroppo ho sempre avuto e che cercherò di correggere. L'unica cosa che volevo dirti è che in realtà l'immagine dei "demonietti che si trastullano" a me continua a piacere così come è proprio per il contrasto con i sentimenti di Gellert, però capisco perché a te non convinca e sicuramente hai diritto di criticarla.
Per quanto riguarda i titoli, ahimè, non ho mai avuto fantasia. Il fatto di non aver scritto "Albus e Gellert pensano cose" per la sottoscritta è già un traguardo. 😂

Per il resto sono contenta di ciò che mi hai fatto notare sia di positivo che di negativo. Hai messo veramente molta cura nella valutazione e te ne sono grata. Posso chiederti di postare con calma il giudizio come commento alla storia? Mi farebbe tanto piacere! 🤩
[Edited by DorotheaBrooke 2/16/2020 3:25 PM]

Io su efp





seconda classificata al contest "Shakespearian quotations contest [originali e multifandom]" indetto da _juliet con Fissa il tuo sguardo su di me

seconda classificata al contest "il lato oscuro della forza" indetto da petunietta con Opposti - Dies Irae

Vuoto
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Post: 416
2/16/2020 4:39 PM
 
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Re: Re: Re:
_ Freya Crescent _, 16/02/2020 10.37:





Nessun problema per le storie proposte. Grazie per i biscotti 😂




Perfetto, grazie mille! Spero si dimostrino anch'esse all'altezza!
A presto!

*raccoglie i biscotti in un sacchettino e prepara tutto* [SM=g27998]

OFFLINE
Post: 291
2/17/2020 10:30 PM
 
Quote

Ciao Freya, ho dimenticato di chiederti la valutazione come recensione alla storia ^^
Grazie,
Nina ^^
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Post: 2,162
Giudice*****
2/21/2020 11:30 AM
 
Quote

Re: Re:
Shireith, 16/02/2020 13.13:



Ti ringrazio per la valutazione minuziosa e dettagliata, mi ha fatto piacere leggerla!
La classifica non mi stupisce: pur non avendo letto nessuna delle altre storie partecipanti al contest, non mi aspettavo granché. Non sono molto d’accordo sulle osservazioni fatte sul titolo, che a me piace, ma comprendo bene le perplessità sul contenuto, che sì, è poco originale. Forse – e qui parlo a livello personale – l’errore è stato, al di là della storia in sé, decidere di farla partecipare al contest. Ripensando al tema dell’Uroboro, mi rendo conto che avrei potuto dare – e osare – di più.
Quanto allo stile, un 7 su 10 non è poi così male. Tu parli di introspezione, e io qui mi mangio le mani perché, di nuovo, sento che avrei potuto dare di più – è assurdo, perché generalmente l’introspezione è tra gli aspetti focali di molte delle mie storie.


Non è scritta male, però sa tutto di già letto e visto per poter essere realmente apprezzato e mantenere vivo l’interesse del lettore.


Ecco, questo riassume abbastanza bene il concetto.
Comunque, quello che è fatto è fatto. Ti ringrazio ancora per la valutazione e sì, mi piacerebbe riceverla come recensione.





Ciao Shireith! Non ti preoccupare per il tema dell'Uroboro, quello è un "in più" che conta solo in relazione al contest, non è l'elemento determinante per stabilire la qualità della tua storia. Per il titolo fai bene a lasciarlo se ti piace, devi esserne convinta prima di tutto tu! Non ho letto altro di tuo, quindi per quanto riguarda le mie osservazioni sull'introspezione non preoccuparti, perché sono relative esclusivamente a questa storia.
Grazie della partecipazione, ti lascio il giudizio!


DorotheaBrooke, 16/02/2020 15.17:


Buongiorno e buona domenica! Ho visto ora il risultato del contest e ne ho approfittato per rileggere la mia fanfiction alla luce delle tue impressioni.

Come ti avevo scritto iscrivendomi al contest, questa è stata un'occasione dopo un lungo periodo di inattività per buttare giù un'idea che avevo da tempo.
Ti ringrazio ancora una volta per l'occasione e ti ringrazio ancora di più per il tuo giudizio molto articolato e per le critiche fondate e intelligenti. Oltre a ciò che mi hai fatto notare, rivedendo il mio lavoro a distanza di tempo, mi è sembrato anche che fosse un po' debole dal punto di vista della sintassi... mi sembra che i passaggi dal presente al passato siano un po' forzati in certi punti, quindi forse in futuro mi dedicherò a riscrivere meglio la storia, perché, anche se mi era piaciuta al momento della pubblicazione, ora mi accorgo che si può fare di meglio.
Come mi hai fatto notare, in molti punti alcune scelte stilistiche rendono il testo meno scorrevole e innaturale. Si tratta di un difetto che purtroppo ho sempre avuto e che cercherò di correggere. L'unica cosa che volevo dirti è che in realtà l'immagine dei "demonietti che si trastullano" a me continua a piacere così come è proprio per il contrasto con i sentimenti di Gellert, però capisco perché a te non convinca e sicuramente hai diritto di criticarla.
Per quanto riguarda i titoli, ahimè, non ho mai avuto fantasia. Il fatto di non aver scritto "Albus e Gellert pensano cose" per la sottoscritta è già un traguardo. 😂

Per il resto sono contenta di ciò che mi hai fatto notare sia di positivo che di negativo. Hai messo veramente molta cura nella valutazione e te ne sono grata. Posso chiederti di postare con calma il giudizio come commento alla storia? Mi farebbe tanto piacere! 🤩



Ciao anche a te! Mi hai uccisa con "Albus e Gellert pensano cose", sappilo 😂 Mi fa piacere che tu abbia ripreso a scrivere e spero che questa si riveli un'occasione per continuare. Grazie della partecipazione e per il giudizio tranquilla, me ne approfitto adesso per postarlo!



Nina Ninetta, 17/02/2020 22.30:

Ciao Freya, ho dimenticato di chiederti la valutazione come recensione alla storia ^^
Grazie,
Nina ^^



Tranquilla, te l'avevo già lasciato!





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