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Riscatto

Last Update: 9/16/2019 10:26 PM
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9/11/2019 6:02 PM
 
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un mio parere è che

parlare di prezzo nel caso di Adamo è improprio perché lui ha ricevuto in dono la vita. lui ha pagato per il peccato volontario commesso

e più esatto dire che ha perso la vita,

Lui ha perso ciò che Geova e Gesù gli avevano donato

quante volte abbiamo sentito la frase

quell’ incidente gli è costato la vita

perché nessuno poteva al pari di Gesù pagare il prezzo di quanto perduto col peccato?

Adamo è caduto nella morte per sua scelta

Solo Gesù che ha in se Spirito Vivificante poteva pagare un prezzo per guadagnare quelle vite della progenie di Adamo in quanto lui stesso ne è stato creatore vicino al Padre delle creature sulla terra “facciamo l’uomo a nostra immagine”



nessun poteva sostituire (neppure un angelo perfetto) il Figlio di Dio in quest’opera risanatoria profetizzata da Geova in Ge.3:15

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Caro barnabino

[SM=g28002]

Il riscatto ha relazione con il goel oppure il ricompratore. Se si in che senso?
9/11/2019 10:32 PM
 
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Il riscatto ha relazione con il goel oppure il ricompratore. Se si in che senso?



Ci può stare.

In Israele il vendicatore del sangue era il parente consanguineo più prossimo della vittima. Per vendicare tutti quelli uccisi sulla terra e specialmente i servitori di Geova uccisi, l’odierno Vendicatore del sangue dev’essere imparentato con tutta l’umanità. Questo ruolo è ricoperto da Gesù Cristo. Nacque come uomo perfetto. Morì cedendo la sua vita immacolata come sacrificio di riscatto, e dopo la risurrezione andò in cielo e ne presentò il valore a Dio a beneficio dei peccaminosi e morituri discendenti di Adamo. Così Cristo divenne il Redentore del genere umano, il nostro parente più prossimo, il legittimo Vendicatore del sangue. (Romani 5:12; 6:23; Ebrei 10:12) Gesù viene chiamato fratello dei suoi unti seguaci. (Matteo 25:40, 45; Ebrei 2:11-17) Come Re celeste diviene il “Padre eterno” di coloro che si avvalgono del suo sacrificio in qualità di sudditi terreni. Questi vivranno per sempre. (Isaia 9:6, 7) Perciò Geova ha appropriatamente costituito questo Parente del genere umano quale Vendicatore del sangue

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9/12/2019 9:52 AM
 
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Caro barnabino

Quando l'omicida volontario gli si chiedeva la propria anima dato che ne aveva uccisa una, questo era un riscatto corrispondente oppure per parlare di riscatto occorre necessariamente una liberazione di qualcosa?

Se non era un riscatto, di cosa si trattava, una misura disciplinare?
9/12/2019 11:05 AM
 
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Re:
barnabino, 11/09/2019 22.32:


Il riscatto ha relazione con il goel oppure il ricompratore. Se si in che senso?



Ci può stare.

In Israele il vendicatore del sangue era il parente consanguineo più prossimo della vittima. Per vendicare tutti quelli uccisi sulla terra e specialmente i servitori di Geova uccisi, l’odierno Vendicatore del sangue dev’essere imparentato con tutta l’umanità. Questo ruolo è ricoperto da Gesù Cristo. Nacque come uomo perfetto. Morì cedendo la sua vita immacolata come sacrificio di riscatto, e dopo la risurrezione andò in cielo e ne presentò il valore a Dio a beneficio dei peccaminosi e morituri discendenti di Adamo. Così Cristo divenne il Redentore del genere umano, il nostro parente più prossimo, il legittimo Vendicatore del sangue. (Romani 5:12; 6:23; Ebrei 10:12) Gesù viene chiamato fratello dei suoi unti seguaci. (Matteo 25:40, 45; Ebrei 2:11-17) Come Re celeste diviene il “Padre eterno” di coloro che si avvalgono del suo sacrificio in qualità di sudditi terreni. Questi vivranno per sempre. (Isaia 9:6, 7) Perciò Geova ha appropriatamente costituito questo Parente del genere umano quale Vendicatore del sangue

w95 15/11





quindi in buona sostanza il concetto da me espresso ha un fondamento scritturale
frida18, 11/09/2019 18.02:



un mio parere è che

parlare di prezzo nel caso di Adamo è improprio perché lui ha ricevuto in dono la vita. lui ha pagato per il peccato volontario commesso

e più esatto dire che ha perso la vita,

Lui ha perso ciò che Geova e Gesù gli avevano donato

quante volte abbiamo sentito la frase

quell’ incidente gli è costato la vita

perché nessuno poteva al pari di Gesù pagare il prezzo di quanto perduto col peccato?

Adamo è caduto nella morte per sua scelta

Solo Gesù che ha in se Spirito Vivificante poteva pagare un prezzo per guadagnare quelle vite della progenie di Adamo in quanto lui stesso ne è stato creatore vicino al Padre delle creature sulla terra “facciamo l’uomo a nostra immagine”



nessun poteva sostituire (neppure un angelo perfetto) il Figlio di Dio in quest’opera risanatoria profetizzata da Geova in Ge.3:15



Ovvero Gesù é come se da parente più prossimo (in quanto Co-creatore ha esercitato il diritto di ricompra per la progenie di Adamo che non avrebbe mai potuto venire alla vita (la vera vita)

(e pensare che qualcuno in altra discussione aveva criticato questa disposizione che rimase parte delle leggi in israele)

E quindi posso azzardare un’altra opinione che risponde ad una domanda che mi sono sempre posta… Perché Gesù aveva bisogno di una Sposa ....che senso aveva un matrimonio.
E gli effetti della vera vita per la famiglia umana li avremo quando avverrà questo Santo Matrimonio
[Edited by frida18 9/12/2019 11:24 AM]

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9/12/2019 1:33 PM
 
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Il goel aveva piu di una funzione e nel temoo rimase solo quella di redentore

Lumanità é servita agli angeli per conoscere meglio laspetto femminile di Dio e mediante cui Cristo stesso come uomo poté perfezionarsi divenendo esatta immagine morale umana di Dio
9/12/2019 1:43 PM
 
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Dimenticavo che qualsiasi angelo poteva affrontare come incorrotto la prova per riscattare gli uomini dalla punizione, cosa non proprio simile al goel, che é piu un vendicatore che una vittima sacrificale, ma Cristo come primogenito parente prossimo di ogni angelo e promogenito di maria secondo i redenti, poteva rappresentare tutti i redenti, essendo come primogemito il maggiore rappresentante dei minimi fratelli
9/12/2019 2:52 PM
 
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Lumanità é servita agli angeli per conoscere meglio laspetto femminile di Dio




Filosofia buddista?

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9/12/2019 4:28 PM
 
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oppure per parlare di riscatto occorre necessariamente una liberazione di qualcosa?



Leggendo Perspicacia mi pare che il ricatto abbia più a che fare con una liberazione, diciamo che tutte queste erano "figurazioni" che poi in qualche modo prefiguravano vari aspetti del sacrificio di Gesù, o almeno i cristiani ci videro quello...

Shalom
[Edited by barnabino 9/12/2019 4:30 PM]
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9/12/2019 5:49 PM
 
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Re:
barnabino, 12/09/2019 16.28:


oppure per parlare di riscatto occorre necessariamente una liberazione di qualcosa?



Leggendo Perspicacia mi pare che il ricatto abbia più a che fare con una liberazione, diciamo che tutte queste erano "figurazioni" che poi in qualche modo prefiguravano vari aspetti del sacrificio di Gesù, o almeno i cristiani ci videro quello...

Shalom




Riscatto :la liberazione di una punizione, basata sul rovesciamento di quanto fatto in eden dal primo adamo,.

la legge non ammetteva pietà, poichè non cera un fondamento per poter esercitare misericordia verso l'uomo dandogli un credito che aveva perduto davanti agli angeli accusatori e non accusatori

Non è la liberazione della morte naturale ma dalla condanna di morte della legge. per lapidazione o altro mezzo

quel positivamente morrai, non è determinato da una condanna diretta altrimenti sarebbe stata immediata.

MI spiego, una cosa è condannare qualcuno alla fucilazione, altra è quello di abbandonarlo alla sua sorte...ossia è come abbandonare qualcuno nel deserto , fino a quando gli dureranno i viveri, anche se è stato lui ad aver abbandonato noi

Sicuramente Dio non aveva più motivo di fidarsi di tutte le creature, o di sperare ogni cosa di bene...questo giustifica la scelta posta davanti a Adamo

La sopravvivenza dei demoni era legata alla storia dell'uomo, salvando l'umo si è condannato gli angeli ribelli o per meglio dire la ribellione di tutti, angeli e uomini ribelli.

Adamo aveva la vita ma non gli era confermata eterna. Cristo è soltanto il tutore che ci conduce nello stato di Adamo, Cristo è solo il mezzo, che opera per noi, per arrivare noi nella condizione personale di essere iscritti nel libro della vita . Il sacrificio è il mezzo per sostenerci in vita lungo questo processo, ma alla fine la responsabilità sarà unicamente nostra.

Troppo comodo avere la vita eterna basandosi unicamente sul sacrificio di Cristo, il riscatto dalla punizione non dura per sempre..una volta reso moralmente perfetto non varrà più, poichè ha raggiunto lo scopo, e solo a quel punto avremmo la vita eterna, prima no.






9/12/2019 6:15 PM
 
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se l'albero rappresenta la indipendenza morale da Dio proprio come sembra, non sarebbe stato possibile concedere di mangiarne in nessun tempo, ma quello concesso di mangiare sarebbe stato del frutto dell albero della vita eterna,, vita che Adama non aveva confermata.

Il riscatto di Cristo serve soltanto a riportarci in questa condizione di non conferma venendo successivamente provati come lo fu Eva essendo in uno stato non condannato da Dio, ma puro
9/12/2019 6:51 PM
 
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Geremia cosa diresti tu? Una risposta secca


Quando l'omicida volontario gli si chiedeva la propria anima dato che ne aveva uccisa una, questo era un riscatto corrispondente oppure per parlare di riscatto occorre necessariamente una liberazione di qualcosa?

9/12/2019 7:28 PM
 
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Secondo me occorre anche parlare di liberazione, Perspicacia dice:

Redenzione, o liberazione. Il verbo ebraico padhàh significa “redimere”, e il sostantivo affine pidhyòhn significa “prezzo di redenzione”. (Eso 21:30) Questi termini danno evidentemente risalto alla liberazione ottenuta mediante il prezzo di redenzione, mentre kafàr pone l’accento sulla qualità o sul contenuto del prezzo stesso e sulla sua efficacia per equilibrare la bilancia della giustizia. Si può ottenere liberazione o redenzione (padhàh) dalla schiavitù (Le 19:20; De 7:8), da altre condizioni penose o di oppressione (2Sa 4:9; Gb 6:23; Sl 55:18), oppure dalla morte e dalla tomba. (Gb 33:28; Sl 49:15)

Shalom
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9/12/2019 7:47 PM
 
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Cosa sarebbe quindi anima per anima come nel caso dell'omicida volontario ?
9/12/2019 8:11 PM
 
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Nel caso dell'omicidio la vita tolta andava pagata con la propria vita, ma questo è ovvio, tu che cosa chiedi?

Shalom
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9/12/2019 8:52 PM
 
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Voglio dire se non è riscatto un termine appropriato dato che occorre una liberazione, cosa sarebbe? Tu la chiameresti una misura disciplinare questa disposizione?
9/12/2019 9:39 PM
 
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Secondo me è un principio etico, morale, universale. Una specie di legge della termodinamica, se la goffaggine dell'esempio può rendere l'idea.

Shalom
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9/12/2019 9:47 PM
 
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Re:
barnabino, 09/09/2019 22.49:


Perché possiamo dire che il riscatto rispetta le esigenze di Giustizia?

Non è per questo che Dio ha dovuto sacrificare suo figlio?




Paolo fa questo ragionamento: "Eppure la morte ... costituiti giusti"

Romani 5,14-19



Concordo con Barnabino..la risposta al quesito iniziale di Erev sta nel capitolo 5 di Romani

Al riguardo posto una spiegazione mediante la quale possiamo gustare meglio il significato di questi versetti in particolare i v. 13-15

“Infatti il peccato esisteva nel mondo prima della Legge”
Cioè prima della Legge di Mosè c'era già il peccato nel mondo. Questo a motivo dell'ereditarietà. Infatti la Legge servì solo a rendere manifesto tale peccato.
“ma quando non c'è legge il peccato non può essere imputato a nessuno”
Prima della legge di Mosè, Geova non poteva incolpare i suoi servitori di non aver osservato delle norme che non erano ancora state decretate. Quindi non poteva attribuire la mancata osservanza di norme ancora inesistenti.
Dal canto loro gli uomini, prima della legge di Mosè, potevano aver l'impressione di essere a posto con Dio, non riuscendo a capire pienamente che l'imperfezione e il peccato non permettevano loro di avere una relazione pura con il loro Creatore.
Infatti, le leggi che Geova aveva dato fino alla stesura della legge di Mosè, grazie alle quali si poteva avere l'approvazione, non richiedevano la perfezione.
Erano delle leggi, come per esempio “Non mangiare il sangue, essere circoncisi, non uccidere, e moltiplicarsi”, che non richiedevano la perfezione. Pertanto, fino alla stesura della Legge l'uomo che temeva Dio, non poteva capire pienamente fino a che punto l'imperfezione e il peccato, gli avrebbero impedito di soddisfare alla perfezione la norma di Geova.

“Eppure, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano commesso un peccato simile alla trasgressione commessa da Adamo...”
Cioè, è come se dicesse:
“Eppure, da Adamo fino a Mosè, la morte ha sempre dominato gli uomini, anche quelli che non avevano disubbidito come Adamo a un ordine di Dio.”
Quindi, prima della Legge di Mosè, anche coloro che seguivano tutte le leggi che Dio aveva emanato, erano comunque soggetti alla morte.(Come abbiamo visto non ci voleva la perfezione per seguire le leggi divine allora esistenti). Nel loro caso la morte non dipendeva dunque dal non aver osservato certe leggi divine, come nel caso di Adamo.
La loro morte dipendeva dall'aver ricevuto il peccato a motivo dell'ereditarietà.

Cosa cambiò dunque con la stesura della legge di Mosè?
Abbiamo visto che l'uomo già prima della Legge era sotto il peccato, a motivo dell'ereditarietà.
Solo che adesso chi si sforzava di seguire la Legge si accorgeva subito di non essere in grado di seguirla pienamente nonostante gli sforzi. (A differenza di prima che per seguire i decreti di Geova non ci voleva la perfezione). Per cui si accorgeva pienamente che non poteva avere una pura relazione con Geova, perché non riusciva ad essergli completamente ubbidiente. Di conseguenza non poteva ottenere la vita eterna, dato che la vita era messa in relazione con l'osservanza completa della Legge (Levitico 18:5).
Si sentiva con la coscienza macchiata. Solo adesso si sentiva spinto a chiedersi: “Come posso riconciliarmi con Dio? Dato che sono peccatore, e proprio per questo muoio, e quindi non posso guadagnarmi la vita eterna con la mia osservanza della Legge, esiste una soluzione? Cioè, per l'umanità ci sarà mai una speranza di riottenere la vita eterna? Geova provvederà mai il mezzo per redimere l'umanità dato che noi da soli non possiamo redimerci e ottenere così la vita eterna, dato che non siamo capaci di osservare la Legge pienamente?


“Ma il dono non è come la colpa”

Che differenza c'era tra il dono e il fallo?
A causa del fallo di Adamo, egli fu punito meritatamente con la morte, proprio come Geova aveva dichiarato (Gen. 2:17).
Di conseguenza Adamo essendo peccatore non poteva più avere il privilegio di produrre una progenie perfetta, ne poteva riuscire in questo dato che la legge dell'ereditarietà impone il trasmettere ai discendenti anche la vecchiaia e la morte, se presenti.
Pertanto nascendo come discendenti di Adamo e quindi peccatori, anche noi meritiamo la morte. Non potrebbe essere diversamente dato che la vita eterna dipende dall'osservare tutte le leggi di Dio pienamente (e questo è per noi impossibile). D'altro canto la morte è il risultato inevitabile dei peccatori, cioè tutti noi (Romani 6:23).
Quindi, sintetizzando:
La punizione della morte è anche per noi meritata, dato che siamo peccatori.
Il dono, cioè essere dichiarati giusti agli occhi di Dio nonostante siamo peccatori (Rom. 5:16) è per l'appunto un dono, quindi non meritato. E' un dono gratuito ed immeritato. (Efes. 2:8). Sforzarsi con tutto se stessi di essere ubbidienti non è quindi il mezzo mediante cui ricevere o guadagnarsi la vita eterna.
Essere riconciliati con Dio e ottenere quindi la vita è un dono, e che tale dono è reso possibile solo grazie al sacrificio di Cristo. Riflettere su questo spingerà, di conseguenza, tutte le persone che cercano Dio a manifestare la propria gratitudine con l'ubbidienza che è il mezzo che rivela se siamo davvero grati al sacrificio di Cristo.


"Infatti se per la colpa di un solo uomo molti sono morti, tanto più l’immeritata bontà di Dio e il dono che ha fatto mediante l’immeritata bontà di un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati in abbondanza su molti."


Tutti gli uomini muoiono conseguentemente al peccato. Nessuno potrebbe dire a Geova:
“Io muoio al posto di qualcun altro”. Perché ognuno di noi essendo peccatori, morendo riusciamo a pagare solo i nostri peccati.

Gesù invece nacque come uomo perfetto e quindi non doveva pagare il prezzo della morte.
Per cui poteva dire:”Io muoio lo stesso anche se non lo merito, e muoio al posto di tutti gli altri”.
Dunque, Gesù con la sua morte immeritata riuscì ad acquistare tutti noi e a redimerci dal peccato.
Come aggiunge Ebrei 2:9b: "Per l’immeritata bontà di Dio ha gustato la morte per tutti."




9/12/2019 10:20 PM
 
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“Ma il dono non è come la colpa”

Che differenza c'era tra il dono e il fallo?
A causa del fallo di Adamo, egli fu punito meritatamente con la morte, proprio come Geova aveva dichiarato (Gen. 2:17).
Di conseguenza Adamo essendo peccatore non poteva più avere il privilegio di produrre una progenie perfetta, ne poteva riuscire in questo dato che la legge dell'ereditarietà impone il trasmettere ai discendenti anche la vecchiaia e la morte, se presenti.
Pertanto nascendo come discendenti di Adamo e quindi peccatori, anche noi meritiamo la morte. Non potrebbe essere diversamente dato che la vita eterna dipende dall'osservare tutte le leggi di Dio pienamente (e questo è per noi impossibile). D'altro canto la morte è il risultato inevitabile dei peccatori, cioè tutti noi (Romani 6:23).
Quindi, sintetizzando:
La punizione della morte è anche per noi meritata, dato che siamo peccatori.
Il dono, cioè essere dichiarati giusti agli occhi di Dio nonostante siamo peccatori (Rom. 5:16) è per l'appunto un dono, quindi non meritato. E' un dono gratuito ed immeritato. (Efes. 2:8). Sforzarsi con tutto se stessi di essere ubbidienti non è quindi il mezzo mediante cui ricevere o guadagnarsi la vita eterna.
Essere riconciliati con Dio e ottenere quindi la vita è un dono, e che tale dono è reso possibile solo grazie al sacrificio di Cristo. Riflettere su questo spingerà, di conseguenza, tutte le persone che cercano Dio a manifestare la propria gratitudine con l'ubbidienza che è il mezzo che rivela se siamo davvero grati al sacrificio di Cristo.



cè qualcosa che non funziona nel tuo ragionamento

Il peccato è qualcosa di astratto che non può influenzare la vita o la morte, altrimenti tutti i demoni sarebbero morti

Per avere la vita eterna Dio mi deve mantenere in vita...vuoi biologicamente o operando sulle casualità delle mia esistenza di trovarmi dove non dovrei essere , e non sono Dio per poterlo sapere o prevedere. Adamo non poteva avere la vita eterna senza Dio, senza di lui era inevitabilmente mortale con o senza peccati.

Quello di Adamo fu un abbandono come punizione, abbandono a se stesso, agli imprevisti della vita, vuoi biologici o ambientali E diverso di quando trasgredisci una legge che hai accettato pattuito

Ma Adamo non aveva pattuito nulla, quel comando di non mangiarne non era propriamente una legge . MI spiego, è come quando tu in strada vedi un cartello che ti avverte di un pericolo.. se scegli di andare a sinistra positivamente morirai, se scegli di andare a destra vivrai, Sarebbe stato un contro senso di Dio mettere davanti quella scelta e sopprimere l'uomo o l'umanità nell'immediato , quasi avesse cercato un pretesto per metterlo a morte che senso avrebbe avuto?

Questo ti spiega la differenza di quando trasgredisci una legge e vieni lapidato perchè non ti è stato posta come scelta la possibilità di agire diversamente




9/12/2019 10:51 PM
 
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Re:
erevnitis, 12/09/2019 18.51:

Geremia cosa diresti tu? Una risposta secca


Quando l'omicida volontario gli si chiedeva la propria anima dato che ne aveva uccisa una, questo era un riscatto corrispondente oppure per parlare di riscatto occorre necessariamente una liberazione di qualcosa?




Nel primo caso non vedo di come possiamo discutere di riscatto

Solo Nel secondo caso possiamo discutere di riscatto

Possiamo discutere di riscatto solamente se la punizione la paga qualcun altro. Allora si che possiamo discutere di liberazione dalla pena .

Ma chi muore per te è perchè crede in te..allora avrebbe un senso tale riscatto


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