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[fanfiction e originali] My beloved villain

Last Update: 1/16/2020 11:07 AM
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12/21/2019 2:06 PM
 
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Dark Sider, 21/12/2019 12.59:


La dicitura non può essere in grassetto, per il resto è tutto ok ❤

Corretta!

Per il resto ci sono altre inesattezze? 😁
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Post: 678
Giudice*****
12/21/2019 2:22 PM
 
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DamadiSangue, 21/12/2019 14.06:

Corretta!

Per il resto ci sono altre inesattezze? 😁


Tutto in ordine, grazie 🙃
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Post: 291
12/21/2019 6:03 PM
 
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Buonasera giudice, scusami se passo così tardi, ma purtroppo mi devo ritirare. Buona fortuna a tutti i partecipanti.
Nina
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Post: 244
Giudice*
12/21/2019 8:15 PM
 
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Mi dispiace ma devo ritirarmi, il lavoro ha deciso di rendermi la vita difficile
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Post: 678
Giudice*****
12/21/2019 9:21 PM
 
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Nina Ninetta, 21/12/2019 18.03:

Buonasera giudice, scusami se passo così tardi, ma purtroppo mi devo ritirare. Buona fortuna a tutti i partecipanti.
Nina


Nessun problema, grazie per aver avvisato
A una prossima occasione 😄
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Post: 678
Giudice*****
12/21/2019 9:22 PM
 
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Lady Red Moon, 21/12/2019 20.15:

Mi dispiace ma devo ritirarmi, il lavoro ha deciso di rendermi la vita difficile


Grazie per essere passata ad avvisare. Alla prossima 🙃
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Post: 349
Giudice****
12/22/2019 1:40 AM
 
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In strasupermega ritardo purtroppo mi ritiro 😔😔
12/22/2019 2:00 AM
 
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Ed eccomi finalmente, all'alba delle due di notte a consegnare XD
Ti ho appena inviato la mail, spero sia tutto a posto ^^
Sarebbe un problema se pubblicassi domani pomeriggio, dopo pranzo (invece che alle 11)?
Non so se mi sara' possibile prima, ma cerchero' un rimedio se non si potesse ^^

Grazie di tutto ❤
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Post: 265
12/22/2019 11:03 AM
 
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Re:
Sabriel_Little Storm, 22/12/2019 02.00:

Ed eccomi finalmente, all'alba delle due di notte a consegnare XD
Ti ho appena inviato la mail, spero sia tutto a posto ^^
Sarebbe un problema se pubblicassi domani pomeriggio, dopo pranzo (invece che alle 11)?
Non so se mi sara' possibile prima, ma cerchero' un rimedio se non si potesse ^^

Grazie di tutto ❤



Non vorrei essere puntigliosa, ma non si doveva consegnare entro la mezzanotte del 21?

12/22/2019 11:13 AM
 
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Re: Re:
ladyhawke1983, 22/12/2019 11.03:



Non vorrei essere puntigliosa, ma non si doveva consegnare entro la mezzanotte del 21?


Aveva concesso qualche ora in più, fino alle 11 di oggi ^^
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Post: 678
Giudice*****
12/22/2019 1:43 PM
 
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Re:
Ile_W, 22/12/2019 01.40:

In strasupermega ritardo purtroppo mi ritiro 😔😔




Grazie per aver avvisato, alla prossima :)
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Post: 678
Giudice*****
12/22/2019 1:44 PM
 
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Re: Re:
ladyhawke1983, 22/12/2019 11.03:



Non vorrei essere puntigliosa, ma non si doveva consegnare entro la mezzanotte del 21?





Avevo lasciato un avviso in discussione l'altro giorno in cui avvisavo che avrei concesso fino alle 11 di oggi. Di solito do sempre qualche ora in più nei miei contest 😃
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Post: 678
Giudice*****
12/22/2019 1:45 PM
 
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Re:
Sabriel_Little Storm, 22/12/2019 02.00:

Ed eccomi finalmente, all'alba delle due di notte a consegnare XD
Ti ho appena inviato la mail, spero sia tutto a posto ^^
Sarebbe un problema se pubblicassi domani pomeriggio, dopo pranzo (invece che alle 11)?
Non so se mi sara' possibile prima, ma cerchero' un rimedio se non si potesse ^^

Grazie di tutto ❤




Grazie a te per la consegna. Tutto in ordine, pubblica pure quando riesci ❤
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Post: 678
Giudice*****
12/22/2019 1:52 PM
 
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Cari partecipanti, dichiaro il contest ufficialmente concluso.
Innanzitutto, vi ringrazio per aver partecipato ❤
Per quanto riguarda l'andamento delle valutazioni, tenete d'occhio il bando, che aggiornerò man a mano che proseguo.
Per qualunque domanda/dubbio/chiarimento, rimango a vostra disposizione :)
12/22/2019 3:00 PM
 
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FINALMENTE sono riuscita a pubblicare!
Ecco a te il link: efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3877372&i=1
Se dovessero esserci problemi con l'immagine, dato che non sono pratica, ti prego di farmelo sapere ^^
Grazie ancora per la splendida opportunita'! ❤
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Post: 678
Giudice*****
12/22/2019 3:19 PM
 
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Re:
Sabriel_Little Storm, 22/12/2019 15.00:

FINALMENTE sono riuscita a pubblicare!
Ecco a te il link: efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3877372&i=1
Se dovessero esserci problemi con l'immagine, dato che non sono pratica, ti prego di farmelo sapere ^^
Grazie ancora per la splendida opportunita'! ❤




Grazie, aggiungo subito ❤
Per l'immagine, è tutto ok: rispetta sia limiti di peso che di dimensione :)
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Post: 4,413
Giudice*****
12/22/2019 4:00 PM
 
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buon lavoro, cara!**
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Post: 678
Giudice*****
12/23/2019 11:11 PM
 
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Re:
Setsy, 22/12/2019 16.00:

buon lavoro, cara!**




Grazie cara ❤
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Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 6:45 PM
 
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Discorso pre-risultati

Cari partecipanti, non pensavo di riuscire a concludere oggi le valutazioni delle storie e a ricontrollare i miei logorroici giudizi, e invece ce l'ho fatta, pertanto eccomi qui a pubblicare i risultati.

Innanzitutto, inizio con la mia solita, doverosa solfa sulla grammatica: non considero errore le d eufoniche, quelli che sono chiaramente refusi e le ripetizioni, qualora siano sporadiche nel testo; ovviamente, refusi e ripetizioni presenti in grande quantità sono andati a incidere sul punteggio dello stile.

Come sempre, ci tengo a dire che ho cercato di redigere delle valutazioni il più oggettive e accurate possibile, ma io non sono una critica letteraria e il mio giudizio non è verità assoluta, pertanto prendetelo per quello che è, ovvero l'opinione di una persona come voi. In particolare, se ci sono dei punti sui quali non siete d'accordo, v'invito a farmelo presente, così da discuterne insieme.

Infine, voglio ringraziarvi perché tutti mi avete presentato delle storie davvero di ottima qualità, indipendentemente dalla posizione in classifica: alcuni punteggi sono davvero molto vicini tra loro, e spesso la differenza è stata fatta da quanti elementi del pacchetto avete deciso di usare; inoltre, ogni storia ha avuto un qualcosa, un aspetto che me l'ha fatta apprezzare e rimanere impressa, come potrete voi stessi notare dai punteggi della voce "gradimento personale", che sono tutti alti (cosa non scontata, dato che sono una megera).

Vi lascio (finalmente) ai risultati e vi chiedo gentilmente di intervenire in discussione solo dopo che avrò postato la classifica riepilogativa.
[Edited by Dark Sider 1/13/2020 7:23 PM]
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Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 6:47 PM
 
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Decima classificata

”Lupo bianco, lupo nero” di Ladyhawke 1983


Grammatica e stile:
6,8/10 (3,3 grammatica + 3,5 stile)

In generale, hai la tendenza a separare i soggetti dai rispettivi verbi con una virgola, mentre il verbo e il soggetto al quale si riferisce non devono mai essere separati da un segno d’interpunzione, a meno che non vi sia un inciso a separarli. Di seguito, riporto a casi riscontrati nel testo. (-0,5 per via del fatto che l’errore sia ripetuto lungo tutto il testo)

”Quando l’operato meschino e truce del Vescovo, si venne a sapere, Sua Grazia per poco non venne scomunicato” ---> La frase avrebbe dovuto essere: ”Quando l’operato meschino e truce del Vescovo si venne a sapere, Sua Grazia per poco non venne scomunicato”.

”Sul finire del giorno Sua Grazia, si era comodamente sistemato nelle più grandi stanze del castello signorile” ---> La frase avrebbe dovuto essere: ” Sul finire del giorno Sua Grazia si era comodamente sistemato nelle più grandi stanze del castello signorile”.

”Essere tra i favoriti del Vescovo di Aguillon, significava mettersi al riparo da spiacevoli conseguenze” ---> La frase avrebbe dovuto essere: ”Essere tra i favoriti del Vescovo di Aguillon significava mettersi al riparo da spiacevoli conseguenze”.

lei e Navarre, avevano smesso di usare la formalità del “voi”, per parlarsi” ---> La frase avrebbe dovuto essere: “”lei e Navarre avevano smesso di usare la formalità del “voi”, per parlarsi”.

Di seguito riporto i refusi e gli errori grammaticali riscontrati, con il relativo punteggio detratto.

”Sua Grazia non credeva in una simile fandonia, anime destinate a incontrarsi, ma che si possono riconoscere grazie ad un segno, un disegno nascosto, celato ai più, ma non alla persona predestinata ---> Manca il punto alla fine della frase, refuso.

” “No, Sua Grazia, dovremmo quasi esserci. Rispose lugubre Imperius, guardando fuori da quella sgangherata carrozza in cui viaggiavano.” ---> Mancano le virgolette a chiusura del discorso diretto, refuso.

” “Spero almeno che abbiamo predisposto una degna sistemazione...” “ ---> ”che abbiano”, refuso.

”Peccato che Anna ormai fosse viva solo nei suoi ricordi e che, di lei e del bambino che portava in grembo, non restasse altro che terra e fiori, là dove l’aveva seppellita.” ---> Il verbo si riferisce a più soggetti uniti da congiunzione copulativa, pertanto deve essere al plurale, perciò ”restassero”. (-0,2)

” “Aguillon vi da’ il benvenuto” “ ---> La grafia corretta per la terza persona singolare del verbo dare è , con l’accento. (-0,2)

”L’uomo dallo sguardo glaciale sfogliava alcuni fogli, in realtà scarti di pergamena, su cui scritti e poi cancellati parecchi nomi.” ---> ”su cui erano stati scritti e cancellati”, refuso.

” La prima conteneva un elenco piuttosto ampio delle persone uccise, incarcerate o minacciate e le relative “anime gemelle” da trovare, uccidere o “convertire ---> Mancano le virgolette a chiusura di ”convertire”, refuso.

” Questo il Vescovo pensava tra sé, mentre rileggeva i conti, maneggiando nervosamente con le dita l’anello col rubato che portava alla mano destra.” ---> ”col rubino”, refuso.

”E quello l’uomo era appena giunto da terra straniera” ---> ”quell’uomo”, refuso.

”Ammise senza peli sulla lingua Marquet, storcendo la bocca in un’ Espressione sprezzante.” ---> ”un’espressione”, refuso.

”e un sogno alquanto strano persino per i canini di Sua Grazia” ---> ”per i canoni”, refuso.

”ora mancava solo da trovare l’altro pezzo” ---> ”mancava solo di trovare”. (-0,1)

”di cui potesse averne un qualche bisogno che andasse oltre alle primarie necessità” ---> ”di cui potesse avere”. (-0,1)

” “Come stanno andando gli addestramenti, Marquet? Lo straniero si comporta bene?”. La voce di Sua Grazia…” ---> ” “Lo straniero si comporta bene?” La voce di Sua Grazia…” Quando c’è già un segno d’interpunzione nel discorso diretto, non occorre metterne un altro anche fuori. (-0,1)

”Al Vescovo non sfuggì affatto la nota di disprezzo e di sarcasmo nella voce di Marquet, solo che decise di ignorarla.provava una malsana soddisfazione a mettere gli uomini gli uni contro gli altri” ---> ”ignorarla. Provava”, refuso.

”Di tutti i segni, i marchi possibili, perché proprio un falco e perché sia lui, che Navarre, condividevano lo stesso simbolo?” ---> ”un lupo”, che poco sopra si dice essere il segno. Refuso.

”e sua sorella minore era stata mandata in un concento.” ---> ”convento”, refuso.

”sempre che suo zio le avrebbe permesso di sposarsi per amore” ---> ”le avesse permesso”. (-0,3)

”Isabeau dovette sbattere le ciglia più volte per esser sicura che quello che stava vedendo non fosse altro un’abbaglio del sole.” ---> ”non fosse altro che un abbaglio del sole”, refuso.

”E tu sei come una meravigliosa Alba m dopo una notte priva di stelle e di speranze” ---> ”una meravigliosa alba dopo una notte”, refuso.

”Rispose Navarre e sospirò scorgendo in lontananza il borgo di Aguillon, incendiato dalle ultime luci del sole che su riflettevano sui muri e sulle case della città.” ---> ”che si riflettevano”, refuso.

”invece con a Isabeau tutto era andato storto.” ---> ”con Isabeau”, refuso.

”e decise che avrebbe fatto qualsiasi cosa in suo potere per separarli, non importa dove sarebbero fuggiti, la sua collera li avrebbe raggiunti e puniti.” ---> ”non importava”. Dato che la frase è al passato, tutti i tempi verbali devono esserlo. (-0,2)

”Francesco andò incontro altro trafelato e con il volto stravolto dall’angoscia.” ---> ”incontro all’altro”, refuso.

Per quanto riguarda lo stile, hai un modo di scrivere semplice e lineare, pulito e che predilige periodi non eccessivamente lunghi, caratteristica che consente di donare immediatezza alla tua storia. hai un uso abbastanza buono e variegato dei termini, anche se a volte utilizzi espressioni del linguaggio comune, che causano delle “cadute di stile” rispetto alla globalità del componimento. Ottimo l’equilibro tra parte narrata e dialoghi, che non risultano mai eccessivi, ridondanti o artefatti. Per quanto riguarda la punteggiatura, tendi a prediligere il punto fermo e, soprattutto, le virgole: ciò causa un non sempre corretto utilizzo della punteggiatura; spesso, laddove hai usato delle virgole, esse potevano essere sostituite da altro segno d’interpunzione, quale il punto e virgola o i due punti, che sarebbe stato corretto utilizzare, per la natura e la struttura della frase. Questo, unitamente ai numerosi refusi riscontrati nel testo, ha reso la lettura poco scorrevole in alcuni punti, sebbene le frasi non siano mai risultate confuse o costruite male dal punto di vista strutturale.
Per quanto riguarda le descrizioni, esse sono ridotte al minimo nel tuo componimento: ci fornisci pochissimi dettagli dei luoghi e della azioni dei personaggi, limitandoti a esporre il minimo indispensabile: questo ti consente di non creare confusione nel lettore, che non si sente disorientato nel muoversi all’interno della storia, ma non ti permette di rendere il racconto molto immersivo, propria a causa della carenza di qualche dettaglio in più, che avrebbe aiutato a immedesimarsi maggiormente negli eventi e nei fatti, potendoseli figurare più vividamente. Maggiore, invece, l’attenzione all’introspezione, che è ampiamente presente all’interno della storia, ma comunque molto ben equilibrata rispetto al resto.

IC/Caratterizzazione personaggi: 8,5/10

Il personaggio principale della tua vicenda è senza dubbio il vescovo di Aguillon, ma importanza viene data anche a Navarre e Isabeau, e ci sono svariati personaggi secondari che fanno da contorno alla vicenda.
Per quanto riguarda il vescovo di Aguillon, hai fatto davvero un ottimo lavoro di caratterizzazione: l’ho trovato molto fedele all’originale e reputo che tu non lo abbia snaturato nel suo modo di comportarsi. Hai motivato alla perfezione la sua crociata contro le anime gemelle, i motivi che lo spingono a intraprenderla ed essi risultano realistici e pertinenti con il tipo di personaggio di cui si sta parlando. Quello che ci presenti è un uomo malvagio, a cui piacciono il controllo e il dominio, e che è pronto a ottenerli in ogni modo. Egli è una persona ipocrita, che condanna i gemellati, ma poi nasconde il fatto che anche su di lui compaia il segno, quando accade: la sua reazione a questa novità è davvero molto ben descritta e, anche qui, sei stata molto brava a non snaturare il personaggio. La sete di potere e di controllo, di supremazia di quest’uomo è talmente forte, che alla fine egli arriva anche a scagliare una maledizione ai due innamorati, perché se non può avere lui Isabeau, allora nessuno potrà: la degna e coerente reazione di un uomo che di buono e onesto non ha proprio nulla, e che ha avuto grandemente modo di dimostrarlo nella tua vicenda. Le introspezioni del vescovo sono ben fatte e analizzate: ci fai entrare nella sua mente corrotta, ne esamini i tormenti, i pensieri, le reazioni con pertinenza e senza renderlo caricaturale. Lo hai investito di quella compostezza che lo caratterizza, pur senza lasciare indietro l’analisi del suo lato marcio e crudele, che nasconde dietro la religione e ciò che rappresenta. L’unica cosa che ho da dire è che l’aspetto dell’ossessione per Isabeau è stato forse lasciato un po’ più sullo sfondo, rispetto al resto, mentre mi sarebbe piaciuto leggere un’analisi più approfondita a riguardo, essendo il tema del pacchetto: si comprende quanto il vescovo fosse realmente ossessionato da Isabeau solo alla fine, quando scaglia la maledizione, mentre fino a quel momento non si era posto molto l’accento su quanto quest’innamoramento fosse malato. Per il resto, hai fatto davvero un ottimo lavoro.
Per quanto riguarda Isabeau e Navarre, essi compaiono ampiamente nella vicenda e sono il fulcro che fa muovere gli eventi. Li hai caratterizzati e delineati quel tanto che basta per farli riconoscere come loro: non sono fuori dai personaggi e li ho trovati molto somiglianti agli originali, soprattutto Navarre. Tuttavia, per quanto riguarda loro due, non c’è un approfondimento sulla loro psicologia o interiorità: i loro timori e paure vengono disvelati attraverso i gesti e le parole, ma non viene approfondita quasi per nulla l’emotività. Ovviamente, essendo il protagonista della vicenda il conte di Aguillon, non occorreva che loro due fossero approfonditi allo stesso modo, ma dire qualcosa in più avrebbe aiutato a renderli meno evanescenti e più d’impatto.
Per quanto riguarda i personaggi secondari, li hai gestiti bene e, anche qui, li hai delineati quel tanto che basta per farci comprendere i tratti salienti del loro carattere: hai fatto un ottimo lavoro, a tal proposito, soprattutto con Marquet. Non sono personaggi che riescono a farsi ricordare, ma essendo più funzionali alla trama che altro, questo non è un aspetto che infastidisce durante la lettura.

Trama e originalità: 9,5/10

Per quanto riguarda la trama, ne hai costruita una lineare, che presenta gli eventi senza particolari intrecci, ma che è ben strutturata e sviluppata. Il mondo che c’è dietro il tuo racconto è davvero ben fatto e il modo in cui lo presenti, disvelandolo a poco a poco attraverso i pensieri del vescovo, lo ha reso ancor più interessante. Hai fatto un ottimo lavoro nel presentare questo soulmate!AU, dove le anime gemelle non hanno per nulla vita facile, a causa dell’epurazione che viene compiuta nei loro confronti. A tal proposito, hai presentato il lavoro svolto dal vescovo in maniera precisa e dettagliata, nonché coerente, e lo hai sfruttato per spiegare il motivo del suo trasferimento ad Aguillon: persino Roma non appoggia il suo operato e tenta di scoraggiarlo. Gli eventi si susseguono in maniera fluida e non ho riscontrato “buchi di trama” o forzature e questo ha reso la tua storia solida e convincente. Unico appunto è che alcune parti sono state gestite un po’ frettolosamente e avrebbero richiesto un approfondimento maggiore: mi riferisco, come già detto, all’ossessione del vescovo per Isabeau, ma anche ai pensieri di quest’ultimo riguardo Navarre, quando scopre che è lui l’altra anima gemella di Isabeau; in quest’ultimo caso, si sarebbe potuto porre un po’ di più l’accento sulla sua rabbia, sulla sua profonda collera, per giustificare in maniera ottimale gli eventi che si sono poi svolti. Tolto questo, hai costruito una trama davvero ben fatta.
Per quanto riguarda l’originalità, non ci sono dubbi sul fatto che la tua storia ne abbia in abbondanza, a cominciare, come già detto, all’universo da te creato. Molto originale è stato anche il fatto di aver destinato due persone a Isabeau: solitamente, nei soulmate, le persone hanno una sola anima gemella, quindi il fatto che la donna ne abbia, invece, due ha rappresentato un elemento di grande novità. Inoltre, è senza dubbio molto interessante il modo in cui hai rielaborato gli eventi che portano alla maledizione, presentandocene una rilettura davvero innovativa e ben fatta. Avresti potuto sfruttare il soulmate per rimanere nel canone del film, senza aggiungere nulla di davvero originale, e invece tu hai deciso di rielaborare ciò che accade prima, e questo ti ha permesso di creare una storia davvero interessante e innovativa.

Sviluppo del pacchetto: 4/5

Nel pacchetto da te scelto, era previsto che il villain desiderasse ossessivamente qualcosa/qualcuno. All’inizio, non ho avvertito appieno questa condizione nella tua storia: è vero che il vescovo risulta attratto da Isabeau, che le invia continuamente lettere e poesie, che cerca di avvicinarla, ma in lui si percepisce più una profonda attrazione che una malata ossessione. Alla fine della storia, però, emerge prepotentemente la vera natura del sentimento del vescovo, l’aspetto malato del suo desiderio, talmente profondo e radicato da spingerlo a lanciare una maledizione sulla donna amata, perché se non può averla lui, nessun altro l’avrà. La condizione, dunque, nella globalità della storia, è stata rispettata e ben sviluppata. (+2)
L’oggetto da utilizzare era l’anello e tu l’hai saputo inserire sapientemente all’interno del racconto: esso, come da canone, è il segno distintivo del vescovo, ciò che l’uomo sfoggia con boria, a ricordare a tutti la sua posizione di potere e superiorità, ma è anche l’oggetto con cui irretisce Imperius, costringendolo a dire la verità, e una delle parti richieste per scagliare la sua terribile maledizione su Navarre e Isabeau. (+1)
La stagione durante la quale doveva essere ambientata la tua storia era la Primavera e, anche qui, hai usato molto bene l’elemento, in quanto, tolta la parte iniziale, la maggior parte della storia si svolge proprio in questa stagione. (+1)
La frase non è stata utilizzata, quindi non è stato assegnato il relativo punto bonus.

Gradimento personale: 4/5

La tua storia mi è piaciuta. Come già detto, ho trovato molto ben fatta e costruita questa rivisitazione in chiave soulmate che hanno portato alla maledizione che affliggerà Navarre e Isabeau durante il film. Il mondo che hai costruito dietro alla tua storia mi è piaciuto molto, così come il fatto che il soulmate sia una cosa appurata e assodata, ma non benvista dal vescovo, che cerca di epurarla, perché la vede come un ostacolo al suo controllo degli uomini. Questa visione cupa che hai dato alla condizione di anime gemelle mi ha fatto gradire davvero moltissimo la tua storia, perché le ha donato quelle tinte fosche che tanto amo. Come illustrato nella voce “grammatica e stile” non ho potuto godere appieno della storia a causa dei numerosi errori e refusi, ma tolto questo hai presentato davvero una storia gradevole e piacevole nei contenuti, e molto interessante.

Punteggio totale: 32,8/40
OFFLINE
Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 6:53 PM
 
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Nona classificata

”La regina delle catene” di milla4


Grammatica e stile:
7,7/10 (3,9 grammatica + 3,8 stile)

Riporto, di seguito, i refusi e gli errori grammaticali riscontrati, con il relativo punteggio detratto.

In generale, ho riscontrato un uso scorretto della punteggiatura associata al discorso diretto: spesso, infatti, manca il punto a chiusura di un discorso diretto che termina anche il periodo, così come manca al termine di una frase che precede un discorso diretto, benché anche questa chiuda il periodo. (-0,3, per il fatto che l’errore sia ripetuto lungo tutto il testo)

Capitolo I

”per le vie di Approdo del re l’odore dei fiori lasciati a marcire sui banchi del mercato cittadino si mescolava con la fragranza del pane appena sfornato e le interiora di pesce eviscerati ---> ”e le interiora di pesce eviscerate”, refuso.

” Ma da quando il re aveva fatto il suo dovere e l’aveva resa portatrice del legittimo erede dei Sette regni aveva imparato che era meglio fare a meno delle pietanze a base di cavolo e stranamente anche a quelli con il miele” ---> ”e stranamente anche a quelle con il miele”, refuso.

”Marito Rmio ti chiedo scusa, sono molto stanca” ---> ”Marito mio”, refuso.

”strinse le mani intorno, occhi nei occhi” ---> occhi negli occhi, refuso.

”nessuno poteva lasciare quegli occhi, erano qualcosa di intenso e di magnetico, c’era malizia, intelligenza, ingenuità” ---> Poiché ci sono più soggetti singolari collegati da asindeto, il verbo va al plurale. (-0,2)

”E tu sei un re e un re deve fare tutto ciò può fare per la sua famiglia e il suo popolo” ---> ”tutto ciò che può fare”, refuso.

”Il re di discostò appena dal volto di sua moglie” ---> ”si discostò”, refuso.

Capitolo II

”Aveva dimenticato come fosse il caldo di Approdo del re, era un caldo mite ma al contempo appiccicoso e snervante i lunghi abiti non facevano filtrare nulla, si sentiva soffocare” ---> Manca un segno di punteggiatura tra ”snervante” e ”i lunghi abiti”. (-0,1)

”nei giorni era nata la sensazione che potuto renderla ancora felice, amarla” ---> ”che avrebbe potuto renderla ancora felice”, refuso.

Capitolo III

”la sua ancella notato che mentre versava da bere svuotava una fiala” ---> ”La sua ancella ha notato”, refuso.

”eppure ogni suo senso era in all’erta per captare ciò che stava succedendo accanto a sua nipote” ---> ”in allerta”. (-0,1)

”Margaery con molta difficoltà riuscì a alzarsi e a mettersi seduta” ---> ”ad alzarsi”: la d eufonica è obbligatoria, dato che la parola che segue la preposizione inizia con la stessa vocale. (-0,2)

”Myrcella aveva ragione è a servizio della regina Cersei” ---> Manca un segno di punteggiatura tra ”ragione” ed ”è”. (-0,1)

”non aveva altro da dire era tutto nelle mani del piccolo uomo che le avevano dato come marito” ---> Manca un segno di punteggiatura tra ”dire” ed ”era”. (-0,1)

Rimarà comunque un omicidio e non voglio che lo dimentichiamo, mai” ---> ”Rimarrà”, refuso.

Capitolo IV

”sfuggiva dalle spire della sua septa e si gettava in meno al cortile” ---> ”in mezzo”, refuso.

”ora che il suo Primo cavaliere era andato al Nord per capire se le voci su Sansa fossero vero l’unica persona che sentiva sua alleata tra quegli avvoltoi era suo zio Kevan” ---> ”fossero vere”, refuso.

”Così cominciò la fine di Cerseri Lannister” ---> ”Cersei”, refuso.

”sapevi di essere una moglie trofeo, ma a te importava soltanto dei tupi figli ---> ”dei tuoi figli”, refuso.

”aveva rifiutato il cambio che Jena le aveva portato su ordine della regina prima dell’incontro incontro che aveva provato a evitare” ---> ”prima dell’incontro”, refuso.

” La sicurezza è la prima cosa che se va quando si cade così in basso” ---> ”che se ne va”, refuso.

” farebbe meglio a morire e avvizzire prima di vedere che razza di madre che gli sia capitata ---> ”che razza di madre gli sia capitata”, refuso.

Dal punto di vista stilistico, hai un modo di scrivere semplice e lineare, con periodi brevi e con poche subordinate. I termini che utilizzi sono ricercati, variegati e appropriati al contesto della storia: riesci a creare delle immagini vivide nella mente di chi legge, talvolta dirette e crude, ricalcando l’atmosfera che permea la situazione e il contesto che stai descrivendo, donando realismo alla narrazione. Hai saputo riprendere molto bene le atmosfere della serie e la cruda spietatezza dei suoi personaggi, che hai saputo rendere e trasmettere alla perfezione attraverso la scelta dei termini. Per quanto riguarda la punteggiatura, non sempre ne fai un uso preciso e puntuale: in particolare, prediligi la virgola rispetto a tutti gli altri segni d’interpunzione; rari sono i punti e virgola, mentre del tutto assenti i due punti. Spesso, si sarebbe potuta sostituire la virgola con altro segno d’interpunzione, rendendo meno faticosa e più fluida la lettura. Inoltre, tendi a utilizzare poco la punteggiatura, andando a comporre frasi, anche lunghe, che ne sono prive o carenti, anche laddove sarebbe stato coretto inserire un segno d’interpunzione, che fosse una virgola o altro: ciò ha reso, a volte, i periodi poco chiari, poiché non scanditi dalle giuste pause. Questa mancanza di pause intermedie ha anche dato la sensazione di arrivare a fine frase “senza fiato”. In generale, questo utilizzo non sempre puntuale della punteggiatura, unitamente alla presenza di numerosi refusi e qualche ripetizione, ha reso la lettura poco scorrevole. Le frasi sono comunque costruite in maniera ottimale, quindi si tratta di aspetti che possono essere tranquillamente sistemati con un’attenta rilettura del testo.
Per quanto riguarda le descrizioni, ne fai di essenziali e mai ridondanti o eccessive e ho molto apprezzato il modo in cui le hai inserite nel testo, alternandole in maniera equilibrata ai discorsi diretti e dosandole in maniera ottimale. Riesci, con poche pennellate, a creare delle immagini d’impatto e a immergere il lettore nel contesto, rendendogli semplice e immediato immaginare i luoghi, i personaggi e le loro azioni.

IC/Caratterizzazione personaggi: 9/10

La tua storia è principalmente incentrata su due personaggi, Margaery e Tommen, tuttavia sono presenti anche altre personaggi a fare da contorno alla vicenda, e ho trovato che tu abbia tratteggiato e caratterizzato anche loro con la dovuta attenzione.
Cominciando da Margaery, ella è sicuramente il personaggio meglio caratterizzato, anche a livello introspettivo. Sei riuscita a dipingerla coerentemente con il personaggio della serie e, soprattutto, sei riuscita a far emergere e passare chiaramente il dualismo e l’ambiguità che l’hanno sempre caratterizzata. Hai presentato una regina determinata e dal pugno di ferro, che si prende gioco di chi la circonda mostrandosi, in un certo senso, fragile e debole, a tratti ingenua. Sa come manipolare suo marito, sa dove fare leva per ottenere ciò che vuole e piegarlo alla sua volontà: è un’ottima oratrice, una persona arguta e posata, che sa qual è il suo obiettivo e vuole perseguirlo a ogni costo. Mi è piaciuta anche la contrapposizione che hai creato circa le ragioni che la spingono a volere Cersei morta: da una parte, ci sono il suo odio e la sua rivalità con la donna, il suo vederla come un ostacolo e un pericolo al raggiungimento dei suoi obiettivi; dall’altro, abbiamo un aspetto più umano di Margaery, ovvero il suo essere madre e, quindi, il suo voler proteggere suo figlio da un pericolo che è concreto e reale e che potrebbe portarlo alla morte. Ancora, sei stata brava a far emergere anche qui il carattere conflittuale e contraddittorio di questo personaggio, amalgamando gradevolmente le sue luci e le sue ombre senza snaturare quelli che sono gli aspetti salienti della sua personalità. Hai saputo rendere molto bene quello che, a mio avviso, è un personaggio molto complesso.
Per quanto riguarda Tommen, anche con lui hai fatto un buon lavoro d’introspezione, lasciando emergere, nel corso della storia, i suoi pensieri e i suoi tormenti dovuti al sentirsi diviso tra l’amore per Margaery e quello per una madre che, pur riconoscendo come figura negativa, gli ha dato la vita e una parvenza di affetto. Tommen è un personaggio fragile, insicuro, incapace di autonomia e che ha sempre avuto necessità di appoggiarsi a qualcuno, di avere una guida a cui affidarsi: è ingenuo e puro d’animo, e questa purezza è anche il suo punto debole, ciò su cui fare leva per poter essere manipolato. Lui è stato anche, però, il personaggio che mi ha convinta meno riguardo L’IC: a tratti l’ho trovato fuori da quello che è il personaggio originale, per taluni suoi atteggiamenti e modi di porsi e di fare. Ovviamente, non mi riferisco a quelle prese di coscienza e di posizione riguardo la madre che hai giustificato brillantemente attraverso gli eventi e l’introspezione e che hanno il loro motivo d’essere, ma piuttosto ai suoi atteggiamenti come regnante e ai suoi pensieri riguardo il suo essere re, che a volte mi sono sembrati dissonanti con come il personaggio è stato sempre presentato nella serie. Tolto questo, mi è davvero piaciuto come hai reso questo personaggio e, in linea di massima, hai dipinto molto bene il suo carattere e la sua interiorità, mantenendolo realistico e non caricaturale, cosa non facile da fare data la situazione di cui hai deciso di scrivere.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, ti devo fare i complimenti per come hai tratteggiato, con poche e sapienti righe, sia Cersei che Olenna: loro sono due dei miei personaggi preferiti della serie, e tu hai saputo rendere giustizia a entrambe, mantenendole perfettamente nel personaggio e facendo adottare loro comportamenti e atteggiamenti pertinenti col loro modo di essere e con la loro personalità. Leggendo di loro due, avevo l’impressione di avere dinanzi agli occhi i personaggi così come sono nella serie. Buona anche l’introspezione di Cersei, con cui hai sottolineato molto bene la sua invitta fierezza, il suo orgoglio e il suo profondo odio verso Margaery. Per quanto riguarda Myrcella e Dickon, mi è piaciuto il modo in cui hai presentato la coppia, seppur in un breve passaggio; hai caratterizzato bene Myrcella, anche grazie al fatto che compare in altre parti del testo, mentre Dickon rimane più in ombra, seppur ciò che dici è sufficiente a far comprendere l’attitudine del personaggio. L’unico appunto che ho da fare è che avresti potuto approfondire un po’ di più la coppia: ovviamente si tratta di un contorno alla vicenda principale, ma dato che hai comunque deciso di inserire un episodio che riguarda loro due insieme, mi sarebbe piaciuto che vi avessi posto una maggiore attenzione, perché, presentata così, si mostra e rimane più come un episodio slegato dal resto della vicenda e senza il quale la storia avrebbe funzionato benissimo ugualmente. Tolto questo, hai fatto davvero un ottimo lavoro. Complimenti!

Trama e originalità: 8,5/10

Per quanto riguarda la trama, essa è abbastanza lineare, ma sottende comunque gli intrecci che sono tipici della serie e ne restituisce un quadro molto fedele, realistico e verosimile. La storia si alterna su vari punti di vista, altro aspetto tipico della serie e che ho apprezzato tu abbia riproposto, anche perché contribuisce a calare il lettore nella vicenda e a consentirgli di dare una lettura più precisa di ciò che sta accadendo, poiché ce ne vengono fornite diverse versioni. Ogni evento è spiegato e giustificato e nulla è confuso o lasciato al caso: in particolare, ho molto gradito il modo in cui hai architettato il tentato avvelenamento di Margaery da parte della serva di Cersei, plausibile e ben ragionato. Come già detto nella voce precedente, alcuni avvenimenti potevano essere un po’ più approfonditi (come il rapporto tra Myrcella e Dickon, oppure il confronto tra Cersei e Margaery che conclude la storia), perché avrebbero reso il racconto più completo e alcune parti meno “sbrigative”, ma tolto questo ho trovato la trama ben strutturata e sviluppata coerentemente.
Per quanto riguarda l’originalità, ho trovato la tua storia piuttosto originale, in quanto hai ripreso gli eventi che accadono nella serie e li hai modificati e sviluppati in modo che si adattassero al what if che hai presentato e lo hai fatto, come già detto, in modo fluido e realistico: non ci sono state forzature nella tua storia, nulla che facesse pensare che gli eventi si fossero svolti così perché eri tu a volerlo o perché così avevi pensato. Hai saputo amalgamare e sviluppare ogni singolo aspetto in modo che tutto s’intrecciasse armoniosamente e avesse senso. Hai dato una rilettura molto interessante della vicenda e la conclusione è giunta come conseguenza naturale di ciò che hai presentato. Il tormento di Tommen, le manipolazioni di Mrgaery, l’orgoglio di Cersei, tutti questi elementi hanno contribuito a decretare la fine della Regina Madre e tu sei stata molto abile a gestirli, creando un quadro coerente con se stesso e realistico, che riprende molto degli aspetti e delle atmosfere della serie, catapultando il lettore nella tua storia e nei suoi intrighi.

Sviluppo del pacchetto: 4/5

Nel pacchetto da te scelto, la condizione prevedeva che il villain inducesse il “buono” a compiere un’azione efferata. Valutare questo punto è stata davvero un’ardua impresa per via della particolarità della vicenda da te presentata: Margaery non può essere considerata un vero e proprio villain, ma neppure un personaggio positivo ed è indubbio che, agli occhi di Cersei, ella sia un ostacolo ai suoi piani, una minaccia per i suoi figli e questo la rende, per la Regina Madre, certamente un personaggio negativo. È pur vero che Cersei ha cercato veramente di uccidere più e più volte Margaery - e conseguentemente suo figlio - pertanto la richiesta di Margaery appare legittima, anche se è indubbio che sia una scusa e una giustificazione per togliere di mezzo una rivale. Dopo averci riflettuto, ho deciso comunque di assegnarti punteggio pieno nella voce, perché hai saputo cogliere un aspetto molto interessante di quella che è la concezione di bene e male: essi non sono assoluti, ma variano a seconda di chi è a valutarli. Per Cersei, Margaery è senza alcun dubbio il “villain” della vicenda, una donna meschina che manipola suo figlio, una minaccia da eliminare per proteggerlo e che lo ha plagiato a tal punto da spingerlo a uccidere sua madre, la donna che gli ha donato la vita e amore. Da questo punto di vista, la condizione richiesta è stata rispettata in pieno. [+2)
Per quanto riguarda la stagione, la tua storia è ambientata in Estate, fatto che ogni tanto non manchi di richiamare e rimarcare, inserendolo in maniera fluida e naturale nella narrazione. (+1)
La frase è stata utilizzata in maniera ottimale e mi è piaciuto molto il modo e il discorso in cui hai deciso di utilizzarla: non si aveva l’impressione che fosse una forzatura, ma era parte integrante del discorso in cui compare e assolutamente pertinente al contesto e alla situazione. (+1)
Per quanto riguarda l’oggetto, non ho trovato un uso effettivo dello stesso, né un punto in cui avesse una qualche rilevanza, seppur blanda e seppur solo accennandolo, pertanto non ho assegnato il punto.

Gradimento personale: 4/5

La tua storia mi è piaciuta, soprattutto per il modo in cui hai saputo ricreare le atmosfere della serie e per come hai caratterizzato i personaggi. Come già detto, ho in particolar modo apprezzato come hai reso Cersei e Olenna, due personaggi che amo e di cui ho gradito molto leggere. Mi è piaciuto anche il fatto che la storia fosse incentrata su Margaery e Tommen e sul loro rapporto: come coppia, nella serie vengono poco approfonditi, così come le dinamiche che intercorrono tra i due, pertanto ho davvero apprezzato il fatto che tu abbia deciso di indagare più a fondo il loro legame e gli eventi che hanno ruotato intorno ai due, che poi qui si sono conclusi con la morte della Regina Madre. Ho gradito moltissimo il modo in cui hai gestito e costruito la storia ed è stata una lettura davvero molto piacevole. Complimenti!

Punteggio totale: 33,2/40
OFFLINE
Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 6:55 PM
 
Quote

Ottava classificata

”Le profondità di un abisso” di Marika Ciarrocchi


Grammatica e stile:
9,3/10 (4,8 grammatica + 4,5 stile)

Di seguito, riporto i refusi e gli errori riscontrati, con il relativo punteggio detratto.

Lungo tutto il testo, hai sempre scritto Devy Jones in luogo di Davy Jones, refuso.

Infondo era questo, ciò che lui faceva, portava sventura e morte a chiunque incrociasse le sue acque.” ---> ”In fondo”, refuso.

”Ma il Capitano era intelligente, conosceva sé stesso e la sua indole, e infondo sapeva che il separarsi dal suo cuore pulsante non l’aveva davvero reso meno incline alle emozioni.” ---> ”in fondo”, refuso.

” Sotto gli occhi spalancati a forza di Jack Sparrow lui gli avrebbe chiesto se fosse davvero così, di riflettere bene a ciò che dicevano.” ---> ”di riflettere bene su ciò che dicevano”. (-0,2)

Dal punto di vista stilistico hai un modo di scrivere semplice e lineare, che predilige frasi brevi e poche subordinate. Ciò rende il tuo stile chiaro e immediato, anche se non molto ricercato. Hai una tendenza a prediligere il punto fermo, rispetto a tutti gli altri segni d’interpunzione: ciò dona alla tua storia un ritmo lento e disteso, che ben s’addice al genere introspettivo da te scelto, tuttavia questa scelta si associa a un, a volte, non puntuale utilizzo della punteggiatura; spesso, si sarebbero potuti sostituire al punto fermo altri segni d’interpunzione, che sarebbe stato più corretto utilizzare. Attenzione, inoltre, all’utilizzo del “ma” per iniziare una frase: in narrativa, è una cosa che è concesso fare, tuttavia in alcuni casi, per logica di costruzione della frase, è più corretto utilizzare l’avversativa come prosecuzione della stessa, piuttosto che per iniziare un nuovo periodo; nel tuo testo, ho riscontrato un paio di casi in cui sarebbe stato più corretto usare il “ma” nella stessa frase, piuttosto che inserirlo come apertura di una nuova.
Per quanto riguarda le descrizioni, a parte quella di apertura del testo, esse sono del tutto assenti, ma ciò non inficia in alcun modo il testo, data la sua natura introspettiva e, anzi, inserire delle descrizioni avrebbe spostato il focus dai sentimenti e dall’interiorità del protagonista al mondo esterno, cosa che avrebbe reso certamente meno intensa e coinvolgente la lettura. Ho trovato molto suggestiva la descrizione che hai fatto all’inizio, così come la scelta dei termini utilizzati, che si sposano alla perfezione con l’atmosfera agghiacciante che hai voluto ricreare nella storia.

IC/Caratterizzazione personaggi: 9/10

Il protagonista indiscusso della vicenda è Davy Jones, di cui restituisci un’immagine puntuale e ben caratterizzata, sia negli atteggiamenti che nei pensieri. Hai deciso di parlare di un villain complesso e pieno di sfaccettature, che non è semplice rendere, e lo hai fatto destreggiandoti molto bene e dando di lui un’immagine molto simile a quella dell’originale. Hai saputo ricreare un’atmosfera agghiacciante e cupa, che fa da sottofondo alla figura immobile del capitano e che è uno specchio della sua arida interiorità. Hai trasmesso bene il reverenziale terrore che la sua ciurma nutre nei suoi confronti, il silenzio che attornia Davy Jones perché nessuno osa fargli domande, osa avvicinarglisi e disturbarlo. Il clima sull’Olandese è pesante, carico di sofferenza e timore e questo passa molto bene in ogni riga della tua storia.
Il livello d’introspezione è altissimo e mi è piaciuto molto il modo in cui hai gestito i pensieri del capitano. Hai toccato ognuno di quelli che sono gli aspetti salienti della sua personalità e le persone per lui più significative e su ognuno di loro hai mostrato i pensieri di Davy Jones, il suo modo cinico e spietato di vedere le cose. l’hai reso estremamente IC nella sua visione dell’amore, nella sua rabbia mai sopita verso Calipso, nella delusione che lei gli ha causato e che l’ha portato a essere ciò che è. Allo stesso modo, hai mostrato il suo sadismo, nel sottolineare come goda e si diverta a tormentare Will e a farlo seviziare dal padre; lampante, è anche il suo odio verso Jack Sparrow, nei confronti del quale nutre desiderio di vendetta. La spietatezza del capitano raggiunge il culmine quando premedita e progetta come uccidere coloro che odia e che gli sono di ostacolo e prepotente emerge il compiacimento della creatura nell’immaginare la morte dell’uno e dell’altro, il modo in cui lo pregheranno di risparmiarlo e come lui rimarrà sordo alle loro richieste. Indubbiamente, hai dipinto un Davy Jones davvero somigliante all’originale e che gli rende giustizia, ugualmente spaventoso, spietato e pieno di rabbia, rammarico e dolore.
Unico appunto che ho da fare è che avrei preferito un approfondimento maggiore riguardo i suoi pensieri e sentimenti verso Jack Sparrow, suo acerrimo nemico e nemesi: la maggior parte della storia si incentra sui pensieri di Davy Jones riguardo Calipso e Will Turner, mentre Jack Sparrow rimane più sullo sfondo e accennato su un paio di passaggi: essendo esso l’avversario primo del capitano, avrei gradito leggere qualcosa in più dei suoi sentimenti e pensieri verso di lui che, sebbene siano più che noti, mi aspettavo avessero uno spazio maggiore. Tolto questo, hai fatto davvero un ottimo lavoro.

Trama e originalità: 8/10

Per quanto riguarda la trama, data la natura introspettiva della storia, essa è ovviamente del tutto assente. Ci presenti un Davy Jones immobile sul ponte della sua nave, che sta avanzando con fatica tra i ghiacci dell’Antartide. La creatura ha modo di riflettere su tutto ciò che, nella sua vita, l’ha portata a essere ciò che è, e il viaggio che ci descrivi non è più dunque solo fisico, ma anche e soprattutto interiore. Davy Jones ricorda il libro che ha ripescato in mare e che gli ha rammentato la donna che ha amato e che lo ha distrutto; ha come prigioniero Will Turner, la persona che più di tutti gli ricorda lui, quando credeva che l’amore fosse importante, la salvezza e il centro di tutto, per poi rimanerne schiacciato: è per questo che lo odia, soprattutto, perché lui ama e Davy Jones non può sopportarlo, non può sopportare la tenacia di Will nel preservare il suo amore nonostante tutto. E poi c’è Jack Sparrow, che cerca di rifuggire un patto che ha stretto con lui anni prima. A vederla così, viene quasi da provare empatia per questa creatura malvagia, con la quale riesci a farci entrare in sintonia, motivando la sua rabbia e il suo cinismo: non ha poi tutti i torti a volersi vendicare, e viene da dire che sia colpa degli altri, se è diventato ciò che è. Come già detto, a livello introspettivo hai fatto davvero un lavoro egregio e hai creato una storia che si tiene in piedi da sola, grazie alla sapiente caratterizzazione che hai fatto di questo personaggio. Gli eventi e l’azione diventano secondari, dinanzi al mondo interiore di Davy Jones, che ci disveli in tutta la sua terribile crudeltà.
Per quanto riguarda l’originalità, la tua storia ne pecca un po’ per via del fatto che non aggiungi nulla di nuovo o di diverso rispetto agli eventi originali della saga. Ci presenti il villain della vicenda così com’è nella storia, senza aggiungere nulla di più. Ovviamente, la natura introspettiva della storia non ha permesso di poter descrivere degli eventi o rielaborare dei fatti e di certo non mi aspettavo che fosse così, proprio per via del fatto che siamo di fronte a un’analisi psicologica del personaggio, piuttosto che ad altro. Rimane indubbio, comunque, che ho grandemente apprezzato il lavoro che hai fatto e il modo impeccabile in cui hai presentato un personaggio davvero complesso.

Sviluppo del pacchetto: 4,5/5

Nel pacchetto che hai scelto, la condizione prevedeva che il villain cercasse di uccidere a tutti i costi il buono della storia e tu l’hai rispettata in peno, anzi: ho davvero apprezzato il fatto che tu non abbia presentato il fatto compiuto, ma solo le intenzioni, per poi lasciar intendere infine che il capitano parte per attuare ciò che ha progettato. È stato certamente un modo molto originale di utilizzare la condizione. (+2)
Hai utilizzato la stagione in maniera molto furba, ambientando la storia in un luogo in cui è sempre Inverno ed è stata una trovata davvero intelligente, dato che nei Caraibi sarebbe stato impossibile inserire la stagione del pacchetto. (+1)
Il libro, nonostante non abbia un’importanza centrale per la vicenda, è inserito ed è molto originale il ruolo che hai deciso di fargli rivestire, ovvero riportare alla mente di Davy Jones Calipso, facendo riemergere la rabbia nei suoi confronti. (+0,5)
La frase è ben inserita e integrata nella storia e, anche qui, ne fai fatto un utilizzo davvero ottimo, inoltre trovo che si sposi alla perfezione che il personaggio a cui hai deciso di farla pronunciare. Non potevi davvero scegliere villain più adatto per questa frase. (+1)

Gradimento personale: 4,2/5

Il genere introspettivo è un genere che gradisco molto, pertanto ho letto la tua storia con piacere, soprattutto per il fatto che le introspezioni siano ben curate e che rispecchino molto bene il personaggio originale. Il focus della tua storia è tutto sul villain, che ne è il protagonista assoluto: hai colto molto bene lo spirito del contest e l’hai saputo riproporre in maniera gradevole. Davy Jones è un cattivo complesso e di tutto rispetto, senza dubbio affascinante e con molte cose da dire, e tu hai deciso di analizzarne la psicologia, l’interiorità, facendone il centro assoluto della vicenda, e questo ha reso la tua storia coinvolgente e molto intensa. Ho apprezzato i riferimenti a Calipso e a Will che si trova prigioniero sull’Olandese. Come già detto, l’unico appunto che ho da fare è che potevi approfondire un po’ di più i pensieri circa Jack Sparrow e dare loro maggior spazio, ma tolto questo ho trovato la tua storia davvero molto interessante.

Punteggio totale: 35/40
OFFLINE
Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 6:56 PM
 
Quote

Settima classificata

”Il Mostro Bianco” di Sabriel_Little Storm


Grammatica e stile:
8,6/10 (4,1 grammatica + 4,5 stile)

Di seguito, riporto i refusi e gli errori grammaticali riscontrati, con il relativo punteggio detratto.

Hai la tendenza a inserire il punto fermo dopo un discorso diretto anche quando questo viene chiuso da un altro segno d’interpunzione (punto di domanda, punto esclamativo); in questo caso, non è necessario inserire il punto fermo fuori dal discorso diretto, in quanto c’è già un altro segno d’interpunzione a chiusura della frase all’interno. (-0,5, per il fatto che l’errore sia ripetuto lungo tutto il testo).

”Arrendendosi ai pesanti anelli che le brandivano i polsi, poggiò la testa contro la parete bagnata” ---> ”brandire” ha il significato molto specifico di “impugnare con forza ed energia un’arma o altro oggetto alzandolo o agitandolo in atto di minaccia o di offesa” o, in senso figurato, di “vibrare, tremare, scuotersi”: non è, quindi, adeguato al contesto in cui è utilizzato. Sarebbe stato più corretto usare ”ghermivano”, o un sinonimo. (-0,1)

”Temeva che le persone che amava avessero spirato dinanzi ai suoi occhi, senza che lei potesse impedirlo.” ---> ”avrebbero spirato”. (-0,2)

”Doveva essere ormai giorno quando un fragoroso frastuono la svegliò, simile al rumore di una porta che viene improvvisamente sprangata.” ---> ”sprangare” ha il significato di “chiudere”, mentre qui si voleva esprimere il concetto opposto, quindi sarebbe stato più corretto utilizzare “spalancata”. (-0,1)

”Pianse come, da bambina, lo stesso uomo la spinse a terra e abusò delle sue viscere, con tutta la veemenza che possedeva.” ---> come quando, refuso.

Dal punto di vista stilistico, hai un modo di scrivere pulito e lineare, con frasi brevi e scorrevoli. Prediligi periodi corti, senza troppe subordinate e hai un modo di scrivere asciutto e immediato che ben s’addice ai toni della storia che hai deciso di presentare. Hai una buona padronanza del lessico: utilizzi termini ricercati e variegati, e il loro sapiente accostamento con gli aggettivi crea delle immagini d’impatto e incisive; tuttavia, non sempre quest’utilizzo del lessico è appropriato: come segnalato sopra, alcune volte usi dei termini che non sono corretti per il contesto in cui li inserisci, e questo tende a rendere la lettura un po’ confusa. Queste imprecisioni, tuttavia, sono molto rare, quindi in linea generale hai un modo di scrivere pulito ed elegante, che risulta, nell’insieme, molto piacevole. Hai un buon uso della punteggiatura, che predilige punto fermo e virgole, mentre rari sono gli altri segni d’interpunzione, che tuttavia sono utilizzati in maniera corretta, dimostrando che padroneggi bene la punteggiatura e ne conosci l’utilizzo. La scelta di prediligere frasi brevi e punto fermo ha donato alla narrazione un ritmo serrato che ben s’addice alla tensione e al senso d’oppressione che la vicenda crea. L’equilibrio tra discorso diretto e parte narrata è ottimo e gestito molto bene, con dialoghi realistici e ben costruiti.
Per quanto riguarda le descrizioni, esse sono approfondite quanto basta per avere un’immagine chiara dei luoghi e degli avvenimenti. Il lettore riesce a immaginare senza alcuna fatica ciò che sta accadendo, grazie alle scelte lessicali e all’immediatezza del tuo stile di scrittura. Le descrizioni sono poche, rapide, veloci, e questo contribuisce a non rallentare il ritmo della narrazione, ma anzi a sostenerlo, mantenendo alta la tensione, senza far perdere l’attenzione sugli eventi principali.

IC/Caratterizzazione personaggi: 8,5/10

Nella tua vicenda ci sono vari personaggi, più o meno importanti: Sindy, la protagonista assoluta, Rickard, il Mostro Bianco e Derek.
Per quanto riguarda Sindy, lei è certamente il personaggio più caratterizzato dell’intero racconto. Come mi hai fatto notare, questa storia s’inserisce in una serie, pertanto poteva essere difficile inquadrare bene tutti gli avvenimenti e il lettore poteva rischiare di rimanere confuso. Non ho riscontrato questo problema: sei stata brava a contestualizzare e a presentare quelli che sono gli eventi significativi della vita di Sindy, per far comprendere a chi legge cosa sta accadendo e perché. Chiaramente, si sente che dietro c’è dell’altro, del non detto, tuttavia ciò che hai spiegato è sufficiente per avere una comprensione chiara e completa della vicenda che si sta leggendo e lascia anche la curiosità di voler approfondire quello che sembra un personaggio molto interessante. Sindy ha avuto una vita difficile: orfana, abusata, ha dovuto rinunciare al suo sogno di diventare una pattinatrice professionista, ha infine deciso di diventare poliziotta, proprio per combattere tutte quelle ingiustizie che l’hanno sempre vista protagonista. L’inserimento del flashback, in cui ci viene descritto il suo primo intervento sul campo, è significativo a tal proposito: Sindy da una parte rigetta il suo ruolo, perché il pensiero di dover sparare la disgusta, d’altro canto però la sua sete di giustizia, di aiutare il prossimo a non subire come lei ha dovuto fare è talmente forte da spingerla ad accettare la promozione. Quello di Sindy è un personaggio estremamente complesso, sfaccettato e dinamico: è una donna forte, determinata, con salde convinzioni che cerca a tutti i costi di portare avanti, ma è anche una creatura fragile, martoriata da tutto ciò che ha dovuto subire durante la sua dura e difficile infanzia, e questa sua fragilità emerge prepotentemente a tratti, anche se lei cerca in tutti i modi di seppellirla, di vincerla. Questo l’ha resa un personaggio umano, realistico e soprattutto credibile: con i traumi subiti nel passato, sarebbe stato inverosimile che lei avesse un carattere duro e inattaccabile, senza considerare che nessuno di noi è esente da punti deboli. Trovarsi faccia a faccia con l’uomo che ha abusato di lei l’ha resa fragile, ha fatto uscire fuori quei demoni con cui cerca sempre di combattere e l’ha fatta sragionare. L’ha resa, insomma, umana e di spessore. La sua introspezione è davvero ben fatta e ben gestita: si entra con facilità nella sua mente tormentata e altrettanto facilmente si riesce a provare empatia per un personaggio che si sente vicino, perché non è stereotipato né caricaturale.
Anche Derek è ben caratterizzato e ci mostri lui e il suo rapporto con Sindy attraverso un flashback che ha anche il compito di mostrarci dove, quando e come la donna abbia già incontrato il suo rapitore, nonché rappresentare un momento importante per la sua crescita personale e professionale. Hai delineato molto bene il rapporto tra Derek e Sindy, il loro volersi bene e prendersi in giro in maniera ironica e scherzosa (mi hanno ricordato un po’ Penelope e Derek di Criminal Minds). Derek è un poliziotto con più esperienza di Sindy e si pone un po’ come la sua guida, il suo maestro, seppure a volte dimostra dei modi “scorretti” di agire, come quando la manda sola nella foresta. L’uomo ha preso la donna sotto la sua ala protettrice e questo aspetto, unitamente all’affetto per lei, emerge quando le mente sulle condizioni di Rickard e quando le dice di andare via da quel luogo che per lei è carico di ricordi dolorosi.
Per quanto riguarda Rickard, lo delinei quel tanto che basta per farsi un’idea superficiale del suo carattere. Sembra un ragazzo normale, che ha reazioni altrettanto normali e naturali a una situazione di pericolo. Di lui, tuttavia, non ci viene detto abbastanza per renderlo un personaggio di spicco nella vicenda: è più funzionale alle riflessioni di Sindy e alla sua rabbia e dolore successivi, piuttosto che avere una propria autonomia.
Per quanto riguarda il Mostro Bianco, anche qui lo hai delineato quel tanto che basta per far comprendere in linea di massima la sua personalità, ma non hai scavato a fondo nella sua personalità e rimane un personaggio piuttosto di sfondo. Si comprende che abbia un legame molto profondo con Sindy e che sia stato e continui a essere la sua persecuzione più grande, ma non si pone una grande attenzione su di lui. Essendo il contest incentrato sui villain, avrei preferito leggere qualcosa di più su di lui, sui suoi pensieri nei riguardi di Sindy, sulle ragioni che lo hanno spinto ad agire, sulle sue sensazioni. L’introspezione, per quanto riguarda questo personaggio, è praticamente assente, mentre avrei preferito che ti concentrassi di più anche su di lui, proprio perché è il villain e doveva, dunque, essere centrale nella narrazione. Con questo, non voglio assolutamente dire che dovevi sacrificare il punto di vista di Sindy, o la sua centralità, ma solo che avresti dovuto rivestire di maggiore importanza anche il Mostro Bianco, che invece così rimane piuttosto piatto e sfumato.

Trama e originalità: 9,5/10

Per quanto riguarda la trama, hai creato una storia davvero interessante e avvincente, che senza dubbio riesce a tenere il lettore incollato alle righe della tua storia, smanioso di conoscere come si evolveranno i fatti, come si concluderà la vicenda. Non ho riscontrato incoerenze o “buchi di trama” e la storia si sviluppa in maniera lineare e fluida. A rompere in maniera apprezzabile questa linearità c’è il flashback: esso è inserito nel momento opportuno, interrompendo la narrazione dove ha senso farlo, e lasciando il lettore con molte domande e la curiosità di continuare a leggere, mantenendo alta la sua attenzione. Il salto temporale non ha solo il compito, come già detto, di spiegare un momento cardine della vita di Sindy, ma anche di mostrare dove lei abbia già visto il suo aggressore, pur senza disvelare troppi dettagli, lasciando quel doveroso alone di mistero necessario per non far calare la tensione e per donare dinamicità al racconto. Altro momento di tensione si ha quando il Mostro Bianco spara a Rickard e Sindy scappa: il lettore è a chiedersi con lei quali siano le sorti del suo amico, se riuscirà a salvarlo oppure no, se il Mostro Bianco ha nel frattempo infierito su di lui. Sei riuscita a creare una vicenda carica di tensione dalla prima all’ultima riga e che si conclude con un finale dolceamaro: Sindy si è salvata, ma il suo migliore amico probabilmente no, e il Mostro Bianco è riuscito a fuggire. L’unico appunto che ho da fare è che alcune parti sono risultate piuttosto sbrigative o poco approfondite (come l’introspezione del Mostro Bianco, come già detto): alcuni passaggi, se trattati maggiormente, avrebbero contribuito a rendere più completa la vicenda, mentre così alcune parti e taluni accadimenti risultano trattati troppo rapidamente, lasciando un senso di “non detto”.
Per quanto riguarda l’originalità, la tua storia è particolare, sia per via delle tematiche trattate, che per il modo in cui sono state sviluppate. Un rapimento, in sé per sé, è un cliché dei polizieschi, ma il modo in cui lo hai gestito non lo ha reso per nulla scontato, soprattutto per via del fatto che una delle vittime sia una poliziotta e il rapitore una persona che ha con lei un legame molto stretto: il Mostro Bianco è una persecuzione, qualcosa che risveglia la fragilità della protagonista ed è capace di farla crollare, di renderla debole, in netto contrasto con ciò che di solito è e che il suo lavoro le impone. Questo, unitamente a una trama ben costruita e adrenalinica, ha contribuito a rendere la vicenda davvero molto interessante.

Sviluppo del pacchetto: 4,5/5

Nel pacchetto da te scelto, il villain deve avere una malattia psichiatrica e nella tua storia è stata rispettata questa condizione, dato che il rapitore ha chiaramente una psicosi di qualche tipo. Egli ha una chiara ossessione per Sindy, un’ossessione che lo porta a compiere delle azioni efferate nel corso della vita. È, inoltre, un pedofilo, e il disturbo pedofilico rientra nelle parafilie ed è, dunque, un disturbo psichiatrico. (+2)
L’oggetto da utilizzare era l’accetta: tu l’hai inserita nella tua storia, ma essa non ha rivestito alcun ruolo centrale o particolare. All’inizio, la prima volta che Sindy e Rickard vedono il loro rapitore, egli ha con sé un’accetta e, in seguito, Sindy immagina di voler usare quello stesso oggetto per uccidere il suo rapitore, ma l’accetta in sé non ha un ruolo attivo nella narrazione, quindi il suo utilizzo è parziale. (+0,5)
La stagione da utilizzare era l’Inverno, e tu lo hai fatto in maniera ottimale. L’intera vicenda è ambientata in questa stagione, a eccezione del flashback, e in chiusura della storia l’Inverno diviene anche allegoria dello stato d’animo di Sindy, che si congela e raffredda a seguito dell’esperienza vissuta, che le ha fatto probabilmente perdere il suo migliore amico e ha risvegliato in lei dolorosi ricordi del passato. (+1)
La frase è stata inserita in maniera ottimale nella storia ed è stata integrata perfettamente. Essa si adatta molto bene alla personalità della persona che la pronuncia, che nella sua ottica malata non farebbe mai del male a Sindy, ma anzi cercherebbe di aiutarla. (+1)

Gradimento personale: 4,5/5

Ho trovato la tua storia molto gradevole e piacevole. Ho una grande passione per le malattie psichiatriche, quindi il fatto che uno dei protagonisti della vicenda da te presentata fosse proprio uno psichiatrico ti ha certamente avvantaggiata. Hai inoltre creato una vicenda davvero interessante e accattivante dal punto di vista della trama: ero mossa dalla curiosità di sapere cosa fosse accaduto a Sindy e Rickard, chi li avesse rapiti e come (e se) sarebbero riusciti a tirarsi fuori dalla spinosa situazione in cui si trovavano. Ho molto apprezzato anche il finale non del tutto positivo (e anche qui, sono un’amante dei finali negativi o non totalmente positivi, quindi hai incontrato in pieno i miei gusti), in cui Rickard presumibilmente perderà la vita e il rapitore è scappato: ha contribuito a donare realismo alla vicenda e a renderla drammatica, nonostante Sindy sia riuscita a dormire. Realistico e apprezzabile anche il fatto che la poliziotta, vinta dai demoni del suo passato, abbia accantonato la sua professionalità e sia fuggita, come avrebbe fatto qualsiasi persona “normale” al suo posto. Come già detto, avrei preferito leggere qualcosa di più del villain e avrei preferito che alcune parti fossero più approfondite, ma tolto questo hai fatto davvero un ottimo lavoro.

Punteggio totale: 35,6/40
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Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 6:58 PM
 
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Sesta classificata

”I'll vanquish any foe because you're mine” di Kim Winternight


Grammatica e stile:
9,3/10 (4,8 grammatica + 4,5 stile)

Di seguito, riporto i refusi e gli errori grammaticali riscontrati, con il relativo punteggio detratto.

” In mezzo a quel paesaggio luminescente e profumato, era una figura cupa e scura, rannicchiata sulla panchina del palco come se volesse proteggersi dall’attacco di un’invisibile belva feroce.” ---> ”del parco”, refuso.

”L’alieno sollevò le mano in segno di resa e sospirò.” ---> ”le mani”, refuso.

”forse aveva aspettato troppo per chiarire i canoni del loro rapporto con la rossa ---> Per come hai costruito la frase, sembra che Minto voglia chiarire i canoni del rapporto che ha con la rossa (e, in questo caso, “loro” sarebbe scorretto, e bisognerebbe usare “suo”). Per esprimere il concetto che Minto abbia aspettato troppo per chiarire con Ichigo, la frase sarebbe dovuta essere così: ” forse aveva aspettato troppo per chiarire con la rossa i canoni del loro rapporto”. (-0,1)

”«Ecco, portala via, oggi è più rompiscatole del solito!». ---> Quando c’è già un segno d’interpunzione all’interno del discorso diretto, non è necessario segnalare la terminazione della frase anche con il punto fermo all’esterno. (-0,1)

Dal punto di vista stilistico, hai un modo di scrivere molto piacevole e immediato, che predilige frasi brevi e incisive, d’impatto. Presenti gli eventi in maniera diretta, chiara e concisa, dipingendo subito nella mente del lettore ciò che sta accadendo e presentandogli immediatamente le scene, con poche e sapienti pennellate. Sei stata molto abile ad adottare i punti di vista dei tre protagonisti e ad alternarli sapientemente lungo la narrazione, mostrando al lettore i pensieri di Ichigo, Minto e Kisshu, passando dall’uno all’altro senza che si creasse confusione. Il lessico è ricercato e appropriato al genere di storia che hai presentato; l’accostamento dei termini crea frasi ben strutturate e piacevoli da leggere, denotando un’ottima padronanza della lingua. L’unico appunto che ho da fare è che ci sono varie ripetizioni lungo il testo, che hanno reso la lettura meno fluida e scorrevole, ma nulla che non si possa sistemare con un’attenta rilettura.
Le descrizioni sono poche, brevi e incisive, ma non per questo hanno reso il contesto confuso o poco delineato. Quello che hai deciso di presentare, con poche ed efficaci parole, è stato sufficiente per far delineare nelle mente del lettore immagini, scene e agito. C’è un ottimo equilibrio tra parte narrata e dialoghi e, per quanto riguarda questi ultimi, ti faccio i complimenti per il modo in cui li hai gestiti, rendendoli fluidi e realistici, mai forzati o artefatti. In generale, hai creato un testo davvero godibile da leggere e curato nella forma.

IC/Caratterizzazione personaggi: 9,5/10

I protagonisti principali della vicenda sono tre: Ichigo, Minto e Kisshu, e in generale hai fatto un ottimo lavoro di caratterizzazione con tutti loro.
Per quanto riguarda Ichigo, trovo che tu sia stata molto brava a far trasparire la sua sensibilità, ma anche la sua fragilità. La ragazza si trova divisa e confusa per tutta la vicenda, dilaniata tra l’amore che crede di provare per Minto e quello che non vuole ammettere di nutrire per Kisshu, e in questo non l’ho trovata snaturata rispetto all’originale. Inoltre, l’esuberante spontaneità della ragazza, così come la sua dolcezza, emerge sia nel suo modo di abbigliarsi (il pigiama con i gatti multicolore), sia nel suo rapporto con Minto, improntato alla tenerezza. Inoltre, ho trovato molto realistici e pertinenti i sensi di colpa di Ichigo, che alla fine della storia cerca un confronto con l’amica, mostrandosi anche qui schietta e spontanea, e ancora una volta perfettamente in linea con il personaggio dell’anime. Il lavoro di introspezione che hai fatto su di lei è stato davvero ottimo: tutta la vicenda ruota intorno al triangolo che hai presentato, ma soprattutto intorno ai dubbi e ai tentennamenti di Ichigo, che non vuole ammettere di aver commesso un errore e fatica a prendere atto che i suoi reali sentimenti siano rivolti al nemico; tu hai reso tutto questo magnificamente, facendo emergere prepotentemente questa disperata confusione lungo tutto il racconto. Anche la risoluzione finale, in cui Ichigo prende finalmente atto dei suoi sentimenti e li accetta, è ben resa, analizzata e non affrettata. L’unica cosa che ho da dire riguardo la resa di questo personaggio è che avrei preferito un approfondimento sui motivi per i quali si sia infine innamorato di Kisshu: il motivo per cui Ichigo passi dall’odio all’amore non è chiaro, non viene mostrato o descritto; il suo avvicinamento all’alieno sembra inevitabile, come se un’alchimia e un’attrazione impossibili da contrastare l’avessero attirata verso di lui, tuttavia ci deve essere stato un momento, un episodio in cui lei ha cominciato a guardare Kisshu con occhi diversi e di questo mi sarebbe piaciuto leggere, per avere un quadro più chiaro della situazione.
Per quanto riguarda Minto, anche qui non ho nulla da eccepire. Hai saputo tratteggiarla rispettando l’originale, ponendo l’accento sul suo modo di essere posato, rigoroso e chiuso. Ho molto apprezzato la sua reazione non esagerata quando ha assistito al bacio tra Ichigo e Kisshu, a cui ha reagito con un pietrificato silenzio, per poi invitare i due a lasciare la sua casa: in questo, hai rispettato in pieno il personaggio originale, perché lo hai fatto comportare esattamente come ci si sarebbe aspettati. Una reazione più esplosiva e meno composta sarebbe stata decisamente fuori luogo, trattandosi di Minto. Anche nel modo in cui la ragazza prende atto della verità circa i sentimenti di Ichigo sei stata molto rispettosa dell’IC: vive tutto con compostezza, con la sua forza e la sua risolutezza, con una combattività silenziosa, ma ferrea. All’inizio c’è dolore, che poi viene seppellito nel vuoto, nel non sentire più nulla. Ottimo anche il modo in cui l’hai fatta reagire al confronto finale con Ichigo, in cui non perde la sua compostezza, la sua risposta sempre pronta, e in cui si mantiene schietta e dignitosa: dice addio a Ichigo senza risultare pietosa. Anche con lei, hai fatto uno spettacolare lavoro di introspezione e ha reso benissimo la sua delusione e il suo dolore verso la compagna che non ricambia realmente i suoi sentimenti.
Per quanto riguarda Kisshu, ho trovato anche lui abbastanza fedele all’originale, anche se forse nella tua storia è meno sopra le righe di come appare nell’anime, tuttavia, per come hai presentato gli eventi, il suo comportamento più cauto e misurato non mi è sembrato fuori luogo. Per il resto, hai sottolineato molto bene quelli che sono gli aspetti salienti del suo carattere, ovvero la testardaggine, l’insistenza, la possessività e il suo essere pronto a tutto pur di ottenere ciò che vuole. Lui è il personaggio meno approfondito, dal punto di vista introspettivo, tra i protagonisti. Con questo non voglio dire che tu l’abbia curato poco o non l’abbia reso bene, anzi, voglio solo intendere che è più marginale rispetto a Ichigo e Minto, che sono invece i due personaggi su cui l’attenzione è più focalizzata. È indubbio che tu abbia comunque reso molto bene questo personaggio, anche se mi sarebbe piaciuto che fossero stati approfonditi un po’ di più i suoi pensieri, che emergono maggiormente con ciò che dice, piuttosto che con un’analisi introspettiva. Tolto questo, hai fatto in generale un ottimo lavoro.
Ho trovato anche i personaggi che fanno da contorno alla vicenda ben caratterizzati e resi: i tratti salienti della loro personalità si colgono senza sforzo, grazie al modo sapiente in cui li hai tratteggiati in poche righe.

Trama e originalità: 9,8/10

Per quanto riguarda la trama, hai presentato una vicenda lineare, in cui il perno è questo triangolo amoroso e la confusione di Ichigo circa la posizione che vuole assumere. La trama, dunque, in sé non presenta un intreccio complesso, ma non per questo risulta meno interessante o poco curata. L’espediente di alternare i punti di vista ha senza dubbio donato spessore alla narrazione e l’ha resa più dinamica e interessante, perché ha permesso al lettore di poter osservare la vicenda da prospettive completamente differenti tra loro, potendone così cogliere ogni dettaglio e ogni sfumatura. Se ti fossi concentrata su un solo punto di vista, certamente la trama sarebbe risultata più piatta e noiosa, invece, con questo espediente, hai saputo mantenere alta l’attenzione del lettore e hai saputo rendere completo il quadro di una situazione che, altrimenti, di per sé, sarebbe potuta risultare banale. Hai saputo costruire il tutto in maniera coerente, in modo che ogni evento s’incastrasse con l’altro, a creare un insieme armonioso e davvero ben fatto.
Per quanto riguarda l’originalità, il tema di un triangolo amoroso non è nuovissimo, ma il modo in cui hai deciso di presentarlo è senza dubbio innovativo. Innanzitutto, ti sei concentrata su una coppia crack, che è quella rappresentata da Ichigo e Minto, e hai saputo farla funzionare e renderla credibile, nonostante le profonde differenze che intercorrono tra i due personaggi, e già per questo la tua storia presenta degli spunti molto interessanti e una situazione insolita. Inoltre, ho molto apprezzato il modo in cui hai inserito Kisshu e il ruolo che gli hai fatto ricoprire: lui s’insinua prepotentemente nella relazione tra Ichigo e Minto, per romperne gli equilibri, per avvicinare la ragazza, che è innamorata di lui senza essersene ancora resa conto, senza volerlo ammettere. Ho molto apprezzato il modo in cui hai presentato un triangolo che, poi, è un triangolo solo in apparenza, poiché i sentimenti di Ichigo sono sempre stati rivolti solo a Kisshu (e questo è un altro elemento che rende la tua storia diversa da molte altre), e in cui hai gestito il rapporto tra i tre personaggi. Il confronto tra Kisshu e Minto, poi, è davvero gestito alla perfezione e reso molto bene, e ha contribuito a rendere la storia interessante.

Sviluppo del pacchetto: 3/5

Nel pacchetto da te scelto, era richiesto che il villain desiderasse ossessivamente qualcosa/qualcuno e tu ha rispettato perfettamente questa condizione, in quanto il desiderio cocente di Kisshu di avere per sé Ichigo è espresso e reso benissimo e sei stata molto chiara nel far comprendere quanto lui fosse attratto da lei, sia fisicamente che psicologicamente, tanto da arrivare a fronteggiare Minto, a rompere il suo equilibrio con Ichigo, ad aprirsi totalmente a quest’ultima e ad andare persino contro la sua missione, per lei. (+2)
Ho apprezzato molto il modo in cui la frase è stata inserita all’interno del testo: l’hai integrata alla perfezione nel discorso che si stava svolgendo, rendendola parte integrante e naturale di esso. (+1)
L’oggetto e la stagione non sono stati utilizzati, pertanto non sono stati assegnati i relativi punti.

Gradimento personale: 4,5/5

La tua storia mi è piaciuta molto: è stata una lettura che ho trovato davvero piacevole e interessante. Non sono una grande amante delle storie d’amore o fortemente romantiche, ma il modo realistico e senza fronzoli con cui hai trattato le relazioni tra i personaggi mi ha fatto davvero piacere la tua storia, che ho divorato velocemente. Mi hai presentato un racconto che è decisamente fuori dalle mie usuali corde, e sei riuscita a farmelo apprezzare, e per questo non posso che farti tanti complimenti. Anche il modo in cui hai presentato i vari personaggi mi ha reso gradita la lettura: li hai caratterizzati davvero alla perfezione e non ho potuto che apprezzarlo. Mi dispiace che il punteggio nell’utilizzo del pacchetto ti abbia penalizzata per il fatto di non aver utilizzato tutti gli elementi, perché questa è davvero un’ottima storia.

Punteggio totale: 36,1/40
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Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 7:01 PM
 
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Quinta classificata

”Per tutto.” di MaryLondon


Grammatica e stile:
8,3/10 (4,1 grammatica + 4,2 stile)

In generale, ho riscontrato alcuni errori riguardanti la consecutio temporum, che riporto qui di seguito. (-0,5, per via del fatto che l’errore sia ripetuto lungo il testo)

”esordisce, senza che io gli avessi chiesto nulla.” ---> Essendo il verbo principale della frase al presente, essa avrebbe dovuto essere: ”esordisce, senza che io gli abbia chiesto nulla”.

”Finché potevo tenerli sott’occhio, mi andava bene tutto, anche fingere di essere qualcuno che non sarò mai: un suo amico.” ---> La frase avrebbe dovuto essere: ”Finché potevo tenerli sott’occhio, mi andava bene tutto, anche fingere di essere qualcuno che non sarei mai stato: un suo amico.”

”dovevo mandarlo al cospetto del padre eterno perché Lidia è di mia proprietà.” ---> Dato che si sta parlando al passato, tutti i verbi devono esserlo. La frase, quindi, avrebbe dovuto essere: ”dovevo mandarlo al cospetto del padre eterno perché Lidia era di mia proprietà”.

Di seguito, riporto i refusi e gli errori grammaticali riscontrati, con il relativo punteggio detratto.

”Una guardia penitenziaria passa e spassa nel lungo corridoio costeggiato da innumerevoli celle di pochi metri quadri.” ---> Credo volessi dire ”passa e ripassa”, comunque lo considero un refuso.

”Mi metto sull’attenti all’udire della voce di una guardia penitenziaria” ---> ”all’udire la voce di una guardia penitenziaria”. (-0,2)

”Chiaramente, voleva che distogliessi lo sguardo dal romanzo e avere gli occhi fissi sulla sua figura possente e muscolosa.” ---> ”e avessi gli occhi fissi…”. (-0,1)

” “Ma perché mi parla della sua vita? Chi gliel’ha chiesto?” Mi domandai” ---> ” “Chi gliel’ha chiesto?” mi domandai”: il “mi” va con la lettera minuscola, dato che non inizia una nuova frase, ma è una prosecuzione del discorso diretto. Lo considero refuso.

”«Per tutto» ---> Manca un punto alla fine della frase, refuso.

Dal punto di vista stilistico, globalmente hai un modo di scrivere molto gradevole e scorrevole, che non risulta mai troppo pesante o eccessivo. Hai una buona padronanza del lessico, che si evince dalla scelta accurata dei termini e dalla loro varietà. L’atmosfera e il tono che hai impresso alla storia si sposano alla perfezione con il genere da te scelto, e vanno a creare quel senso di melanconia e cupezza che s’addice decisamente al protagonista delle tue vicende. L’appunto che ho da fare è sull’uso della punteggiatura, non sempre puntuale e preciso: in particolare, spesso ci s’imbatte in delle virgole mancanti, o che sono inserite dove non sarebbe coretto; questo rende la lettura meno scorrevole e godibile in alcuni punti. Per quanto riguarda la scelta dei termini, hai alternato parole di uso comune e quotidiano a termini più ricercati e desueti, accostandoli alla stessa persona: hai deciso di scrivere la storia in prima persona, dal punto di vista di Dimitrij, che hai dotato di un lessico che oscilla tra termini di uso quotidiano e forbiti, risultando quindi disomogeneo. Ciò causa delle “cadute di stile” non giustificate dall’estrazione sociale del personaggio, che appare anche in grado di destreggiarsi con un linguaggio altolocato. Questa disomogeneità contribuisce a rendere il testo meno godibile.
Dal punto di vista delle descrizioni, ne fai di davvero vivide ed efficaci: dipingi in maniera davvero suggestiva a coinvolgente i luoghi in cui si svolge la vicenda, catapultando il lettore nella tua storia, facendogli sentire il freddo della fetida cella e facendogli rimirare il sole che sorge su San Pietroburgo, o il sofisticato salotto di Igor. Hai un modo di descrivere davvero d’impatto, che riesce a imporsi con intensità sul lettore e a fargli immaginare senza alcuno sforzo ciò che sta accadendo e come.

IC/Caratterizzazione personaggi: 9,5/10

Il protagonista principale della vicenda è Dimitrij, accompagnato da altri due personaggi più marginali, ma comunque importanti per l’economia del racconto: Igor e Lidia.
Per quanto riguarda Dimitrij, hai fatto un lavoro di caratterizzazione e introspezione davvero spettacolare. La decisione di descrivere la vicenda in prima persona e dal suo punto di vista ha sicuramente aiutato a calare il lettore nella torbida e fosca mente di questo personaggio e ad analizzarne i pensieri e la personalità da vicino. Dimitrij riflette, a distanza di tempo, in maniera lucida su ciò che ha commesso e sul perché, e questo consente a chi legge di poter dare una lettura obiettiva dei fatti, pur filtrandoli attraverso gli occhi del protagonista. Quello che ci presenti all’inizio è un personaggio tranquillo, amante della lettura, che non è violento, ma rimane pacatamente al suo posto quando la cella viene aperta e non inveisce contro la guardia, come invece fa il suo nuovo compagno, quasi che reputasse egli stesso di trovarsi dove merita. Sorge, dunque, curiosità nel lettore, curiosità di sapere che cosa ci faccia quell’uomo apparentemente così pacato in una prigione: ovviamente, la condizione del pacchetto me ne svelava già la ragione, ma non per questo tu non hai fatto un ottimo lavoro nel far sorgere domande al lettore. Inizia poi un flashback, scaturito dalla domanda di Georgi, che gli chiede perché si trovi in prigione: Dimitrij si trova così costretto a ripercorrere i dolorosi eventi che lo hanno condotto dove si trova, e che cerca di rifuggire, poiché lo fanno soffrire. Il modo in cui descrive ciò che è accaduto è quello distaccato e rassegnato di chi ha ormai affrontato quei demoni milioni di volte, eppure nel ricordo emergono ancora prepotentemente quelli che sono i sentimenti che l’uomo ha provato all’epoca: la rabbia nel vedere Lidia con Igor, il tentativo di mantenere il controllo e fingersi amichevole solo per poterli controllare, e lo scatto di rabbia che lo ha portato a tentare di compiere un omicidio e di effettuarne uno non voluto. Attraverso delle introspezioni davvero ben fatte e ottimamente curate, emerge quella che è una personalità disturbata, vinta da quell’amore che è diventato per lui ossessione, malattia, ma che Dimitrij vede anche come salvezza e nutrimento. Hai deciso di presentare un personaggio realistico e vivido, vero, che è in grado di riflettere su ciò che ha compiuto e di rammaricarsene: questo non lo rende totalmente irrazionale, ma gli concede di mantenere quel minimo di raziocinio che consente al lettore di riconoscerlo ancora come umano. Hai saputo tratteggiare e delineare un protagonista davvero interessante, di spessore e ben caratterizzato, con cui non è difficile entrare in empatia.
Per quanto riguarda Igor e Lidia, essi rimangono più sullo sfondo come personaggi. Ovviamente, il fulcro del racconto sono Dimitrij e i passi che lo hanno condotto in carcere, ma comunque questi due personaggi risultano piuttosto piatti rispetto a lui. Li hai tratteggiati e delineati nei loro aspetti essenziali, ma questi non sono comunque sufficienti per farsi un’idea ben precisa di questi due personaggi, che rimangono piuttosto anonimi. Soprattutto per quanto concerne Lidia, avrei preferito un approfondimento maggiore sulla sua figura, dato che è il centro dell’ossessione di Dimitrij. Tolto questo, come già detto, l’introspezione e la caratterizzazione del protagonista sono davvero impeccabili.

Trama e originalità: 9/10

Per quanto riguarda la trama, ne hai presentata una davvero molto interessante e ben costruita. In particolare, è stata davvero ottima la scelta di far cominciare il flashback dopo la domanda posta da Georgi, in primo luogo perché è proprio quella domanda che, in parte, scatena i ricordi di Dimitrij; in secondo luogo, quella stessa domanda fa sorgere curiosità nel lettore, gli fa mantenere viva l’attenzione e lo spinge a voler continuare a leggere, sia per conoscere le vicende di Dimitrij, sia per sapere come egli risponderà a quella domanda. E la risposta al quesito arriva alla fine della storia e ne rappresenta la chiusura: hai scelto due parole che formano un’espressione di grande impatto, pregna di significato e che sottende molte sfumature. Hai saputo creare un finale d’impatto, che sa farsi ricordare. La struttura della storia è molto ben fatta e ne hai rotto la linearità con l’apprezzabile escamotage del flashback, che hai presentato non come una mera presentazione di eventi, ma piuttosto come un ricordo che si accende nella mente di Dimitrij a causa del suo confronto con Georgi e della vista di una foto di lui e Lidia. Sei stata molto furba a presentare, nel flashback, un rapporto già avviato e consolidato: Dimitrij e Lidia si conoscono sin da quando sono bambini, e questo spiega il loro legame e il motivo per cui sono tanto uniti, senza dover spendere intorno al loro rapporto troppe parole, per giustificarlo. Questa conoscenza lunga una vita spiega anche perché Igor abbia deciso d’invitare Dimitrij a casa sua, pur avendolo appena incontrato: probabilmente, Lidia gli ha parlato di lui e Igor ha voluto, anche in un moto di gentilezza, invitarlo. Anche qui, hai potuto permetterti di non dilungarti troppo in spiegazioni che avrebbero appesantito la lettura e fatto perdere il focus, senza però risultare sbrigativa o affrettata. Hai costruito una trama solida, ben curata e strutturata e realistica.
Quanto a originalità, la tua storia pecca un po’ su questo punto, perché i delitti d’amore, mossi da gelosia, sono un cliché nella letteratura, soprattutto nel thriller. Hai presentato un uomo completamente assorbito dal suo amore per una donna, che non ricambia, ne hai presentato in maniera ottimale l’introspezione e il suo tormento dovuto a questo amore torbido e malato; hai convolto il lettore nella sua gelosia, nella sua pazzia che esplode quando vede Lidia in compagnia di un altro uomo, quando la vede dirigere le sue attenzioni su qualcuno che non è Dimitrij. Ogni cosa è perfettamente giustificata e al suo posto, non risulta confusa ed è curata nei suoi dettagli, ma la storia presenta un tema classico per il genere, e per questo motivo il punteggio della voce non è pieno.

Sviluppo del pacchetto: 5/5

Ne pacchetto da te scelto, il villain deve cercare di uccidere in ogni modo il “buono” della storia. Nel tuo racconto, la condizione è rispettata in pieno, in quanto Dimitrij si avventa su Igor e cerca di ucciderlo prendendolo a pugni e sragionando, senza riflettere e perdendo qualsiasi tipo di lucidità: tutto ciò che vuole è uccidere Igor, in modo che non gli porti via Lidia. L’unica cosa che riesce a fermarlo è solo ed esclusivamente la consapevolezza di aver ucciso la donna che ama. (+2)
Hai inserito l’oggetto in maniera davvero originale nella storia. Il libro ha due funzioni: la prima è quella di rivelare una foto di Dimitrij e Lidia insieme, risvegliando nell’uomo ricordi dolorosi; la seconda funzione è quella di parallelismo tra la trama del libro che Dimitrij sta leggendo e la sua vicenda personale: ho trovato questa trovata davvero brillante e originale. (+1)
Hai utilizzato l’Inverno come stagione nella tua storia, ponendovi l’accento all’inizio, quando Dimitrij non riesce a scaldarsi nel freddo della sua cella. (+1)
La frase è inserita in maniera ottimale nel racconto, non come pronunciata da un personaggio, ma come parte integrante dei pensieri di Dimitrij. Ho molto apprezzato l’uso che ne hai fatto e il modo in cui hai deciso d’inserirla. (+1)

Gradimento personale: 4,5/5

La tua storia mi è piaciuta molto, sia per il genere, sia per come hai deciso di costruire la vicenda, sia per l’atmosfera che permea la storia. Inoltre, ho grandemente apprezzato l’introspezione di Dimitrij, il modo in cui hai analizzato i suoi pensieri e la sua psicologia, come hai disvelato pian piano la sua interiorità, facendo emergere a poco a poco una personalità disturbata e ossessionata, che non ho potuto non adorare: amo i personaggi foschi e tu qui ne sei riuscita a creare uno di tutto rispetto, un uomo marcio, perseguitato dai fantasmi della sua malvagità, dai sensi di colpa di cui non riuscirà mai a liberarsi. Mi è piaciuto moltissimo anche il modo in cui hai deciso di strutturare la storia e quella risposta - “per tutto” - che arriva solo alla fine, concludendo con forza e impatto una vicenda tetra e fosca, di quelle che piacciono a me. Complimenti!

Punteggio totale: 36,3/40
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Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 7:02 PM
 
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Quarta classificata

”Bury all your secrets in my skin” di XShade-Shinra


Grammatica e stile:
9,1/10 (4,3 grammatica + 4,8 stile)

Di seguito, riporto i refusi e gli errori grammaticali riscontrati, con il relativo punteggio detratto.

”Neil odiava qualunque debolezza che Billy – poco più che un bambino – avesse” ---> ”Neil odiava qualunque debolezza Billy – poco più che un bambino – avesse”. (-0,1)

“Max, devi imparare che ci sono alcune persone a questo mondo da cui devi stare alla larga
e quel ragazzino e uno di quelle.”
---> ”e quel ragazzino è uno di quelle”, refuso.

” Neil aveva comunque scoperto che sua moglie si incontrava spesso con quest’uomo ---> Sarebbe stato più corretto utilizzare ”quell’uomo”, dato che il tempo in cui si parla è il passato e quello esprime lontananza (in questo caso, nel tempo appunto). (-0,1)

”sarebbe bastata così poco per strappare anche Billy da quell’inferno di violenza domestica.” ---> ”sarebbe bastato così poco”, refuso.

”Neil aveva impiegato anni per passare oltre a quell’onta subita.” ---> ”per passare oltre quell’onta subita”. In questa frase, oltre non ha il significato di “in aggiunta a”, ma è preposizione con il senso di “di là da un luogo determinato”, pertanto regge il complemento oggetto. (-0,2)

”Se avesse potuto, non avrebbe mai lasciato quella Stato.” ---> ”quello Stato”, refuso.

”l’unica a cui tenesse davvero, l’unica persona con la quale avesse senso giustificarsi – o di chiedere aiuto.” ---> ”o chiedere aiuto”, dato che anche quest’espressione è retta da ”avesse senso”. (-0,1)

”Quel segno sarebbe rimasto indelebile sulla sua gota, nero come come il suo cuore.” ---> ”nero come il suo cuore”, refuso.

”Anche lei avrebbe potuto capitare dalla parte del Mind Flayer” ---> ”sarebbe potuta capitare”. (-0,2)

”bastò per prendere quel poco di tempo che permise a Joyce di chiudere il portale dimensionale per il Sottosopra.” ---> ”Jane”, refuso.

Per quanto riguarda lo stile, hai un modo di scrivere piacevole e scorrevole, incisivo e diretto. Preferisci frasi brevi e periodi non troppo complessi e questo ha contribuito a donare immediatezza al testo e un ritmo disteso che si è ben sposato con il carattere del racconto, che fa dell’introspezione il suo punto di forza. Hai una buona padronanza del lessico e utilizzi termini variegati e appropriati: qui, hai scelto di utilizzare, a volte, termini di uso più quotidiano e crudo, che si avvicinano molto al modo di esprimersi di Billy e questo ha contribuito a rendere la storia ancora più vicina al personaggio, proprio per il fatto che tu abbia deciso di adottare un tipo di linguaggio che lo caratterizza. Questa scelta, dunque, non ha creato fastidio, ma ha contribuito a far immergere ancor di più il lettore nel personaggio. Ottimo l’uso della punteggiatura, che è sempre corretto e puntuale: dimostri di saperti destreggiare tra i vari segni d’interpunzione e di saperli usare tutti correttamente. Utilizzi spesso incisi tra i trattini, per sottolineare specifiche parti della frase, ma lo fai in maniera opportuna, pertanto neppure questa scelta stilistica risulta fastidiosa o ridondante. C’è un ottimo equilibrio tra parte narrata e dialoghi, senza un’eccessiva preponderanza né dell’una né degli altri.
Per quanto riguarda le descrizioni, ce ne sono poche ed essenziali, atte a tratteggiare le situazioni, i luoghi e gli avvenimenti quel tanto che basta per non creare confusione nel lettore. Data la natura introspettiva del testo, questa è stata un’ottima scelta, dal momento che non ha spostato l’attenzione dall’analisi psicologica del personaggio, spezzando il ritmo o appesantendo eccessivamente la narrazione.

IC/Caratterizzazione personaggi: 10/10

Il personaggio principale della vicenda è Billy e con lui hai fatto un lavoro di caratterizzazione davvero strepitoso. Hai ripercorso tutta la sua vita, dalla sua infanzia fino alla sua morte e lo hai fatto mantenendo sempre un IC impeccabile e restituendo l’immagine di quello che è indubbiamente il Billy della serie. Non ho trovato nulla di snaturato in lui, né alcuna forzatura, neppure quando hai descritto la sua relazione con il suo compagno di scuola, che ha spinto la sua famiglia a trasferirsi, né quando hai indagato il suo rapporto con la madre, i suoi pensieri riguardo lei e il legame mai reciso che lo ha sempre tenuto unito alla donna. Hai scandagliato l’interiorità e i pensieri di Billy in ogni loro aspetto, senza tralasciare nulla. Hai posto grande attenzione soprattutto alla sua infanzia e questo è un fatto che ho molto apprezzato, perché ha permesso di capire appieno come e perché Billy sia diventato ciò che è: i traumi infantili subiti dal ragazzo sono quelli che lo hanno formato, plasmato, ne hanno costruito le convinzioni e i modi di porsi e tu sei riuscita a rendere tutto questo molto chiaramente nella tua storia. Evidente è anche l’importanza che la madre ha avuto per Billy, come lei fosse il centro del suo mondo, la sua scappatoia da una realtà domestica violenta e soffocante; Billy è contento per lei, quando la donna incontra un altro uomo, a tal punto da non farne parola con il padre, perché la vede felice e tanto gli basta. Ed è proprio la madre a essere la sua delusione più grande, perché lei lo abbandona, per costruirsi un’altra vita lontano da tutto ciò che le ha fatto del male; lo lascia consapevolmente nelle mani di un uomo aggressivo e violento, e questo Billy non riesce a perdonarglielo, anche se non può odiarla, non ci riesce e rimane aggrappato ai ricordi di lei, alle sue foto, alla sua collanina. Billy cresce soffocato in un ambiente repressivo, in cui non può mai essere davvero se stesso ed è dunque comprensibile come e perché abbia deciso d’indossare la maschera del bullo, del superficiale belloccio aggressivo: si tratta di uno scudo, una difesa, e al contempo di un modo per cercare di apparire adatto agli occhi del padre, forse anche per sfidarne tacitamente l’autorità. Ottimo anche il modo in cui hai analizzato il suo rapporto con Max, che pure non hai snaturato, nonostante ti sia addentrata, anche qui, nella psicologia del personaggio: Billy vuole in realtà bene a Max, al di là delle apparenze, e questa è una cosa che si apprende tardi nella serie, mentre nella tua storia, grazie alle sapienti introspezioni, è subito chiaro ed evidente l’affetto del ragazzo per la sorellastra. In particolare, Billy non vuole che lei subisca ciò che ha subito lui e fa di tutto per proteggerla dalla collera del padre, anche prendersi le colpe al posto suo. Dall’altro lato, Billy ammira invece Max, perché la vede forte, in grado di opporsi, la vede come lui non è mai stato in grado di essere. Nella parte finale, inoltre, hai fatto passare con prepotenza la sofferenza di Billy, il suo dolore interiore e il suo credersi debole, incapace di reagire, per poi scoprirsi invece in grado di farlo, di potersi riscattare, di poter morire come un uomo, con una dignità. Hai mostrato molto bene questo pensieri, questi sentimenti e questo sentire.
Quello che hai analizzato nella tua storia è un sofferente processo di crescita, una maturazione che giunge a compimento nel modo più tragico possibile, dopo aver affrontato e sopportato una vita altrettanto terribile. Sei riuscita a porre l’accento sull’umanità di Billy, a mostrare quanto, dietro la sua maschera di cattiveria, ci fosse invece un animo sensibile, ferito e bisognoso d’amore e accettazione. Hai trattato delle tematiche difficili con maturità e tatto e sei riuscita a rendere giustizia a un personaggio davvero complesso e difficile da rendere. Complimenti!

Trama e originalità: 8,5/10

Per quanto riguarda la trama, essa è lineare e non presenta particolari intrecci. Hai ripercorso gli eventi salienti di un personaggio della serie, seguendo un ordine cronologico che ti ha permesso di essere chiara e non creare confusione tra gli avvenimenti. Interessante il modo in cui hai deciso di gestire la storia, ponendo i dialoghi più importanti nella parte destra del testo, in modo che risaltassero: ciò non solo ha permesso di concentrarsi su di essi, comprendendo la loro importanza nella crescita e nella formazione del personaggio, ma ti hanno anche consentito di rompere leggermente la linearità della storia, donando dinamicità a un racconto che sarebbe altrimenti risultato piuttosto piatto, e mantenendo quindi alta l’attenzione del lettore. Il punto di forza della storia è, come già detto, l’introspezione, sapientemente gestita e resa: grazie a essa, hai potuto approfondire alcuni eventi della serie dal punto di vista di Billy, consentendo al lettore di poter indagare la sua complessa e sfaccettata personalità. Hai curato ogni dettaglio, mantenendo coerenza e realismo, costruendo una storia solida e piacevole. L’unico appunto che ho da fare è che la parte finale della storia risulta un po’ più sbrigativa rispetto al resto, soprattutto nel momento in cui Billy decide di sacrificarsi: questo è uno degli avvenimenti più importanti della sua vita, dove il ragazzo si mostra finalmente per ciò che è, si riappacifica con se stesso e decide di fare del bene, di usare la sua forza per proteggere sua sorella, di lasciar uscire quell’umanità che ha sempre tenuto nascosta, di essere se stesso. Questa parte, dunque, avrebbe richiesto un approfondimento un po’ maggiore, proprio per l’importanza che riveste per il personaggio l’evento descritto. Per il resto, era tutto perfetto.
Per quanto riguarda l’originalità, hai presentato la vita di Billy Hargrove così come la conosciamo nella serie (e nel libro), senza aggiungere nulla di nuovo o di diverso, a eccezione della natura omosessuale del ragazzo e della sua relazione con il compagno di scuola, che causa il trasferimento della famiglia. Questo ha rappresentato una novità nel quadro generale, che ha contribuito ad alzare il punteggio, in quanto l’ho trovato un elemento pertinente nel contesto, poiché rappresenta un’ulteriore causa di sofferenza per Billy: sua padre, omofobo, non può accettare l’omosessualità di suo figlio, non può permettergli di essere qualcosa che lui odia, tanto da prendere provvedimenti estremi; d’altro canto, Billy si trova di nuovo costretto a reprimere la sua vera natura, tanto che poi s’innamora di Steve, ma tiene questo sentimento per sé. Questo nuovo elemento di conflitto ha rappresentato, quindi, una novità in una storia che altrimenti non sarebbe stata molto originale.

Sviluppo del pacchetto: 4/5

Nel pacchetto da te scelto, il villain doveva venire sfregiato per qualche motivo durante la storia, e tu hai rispettato questa condizione in pieno, in quanto Billy viene sfregiato al sopracciglio dal padre, durante una delle sue violenze, e inseguito sulla guancia da Lukas, quando questo lo colpisce con la fionda. (+2)
Per quanto riguarda la stagione, ne hai fatto un uso davvero ottimale, in quanto è in Autunno che accadono tutti gli eventi terribili della vita di Billy. L’Autunno è la stagione in cui sua madre lo ha abbandonato e quella in cui suo padre obbliga la famiglia a trasferirsi, dopo la scoperta dell’omosessualità del figlio. Hai associato la stagione in cui la natura muore a un decadimento interiore del personaggio, cosa che ho molto apprezzato. (+1)
La frase è inserita in maniera ottimale all’interno della storia. L’hai inserita come discorso diretto, l’hai spezzata e ne hai cambiato l’ordine, ma l’hai resa comunque riconoscibile e non ne hai alterato il senso; l’hai inserita in una parte del testo che si concentrava sull’introspezione di Billy e ve l’hai collegata coerentemente, integrandola alla perfezione. (+1)
Non hai utilizzato l’oggetto, pertanto non è stato assegnato il relativo punteggio.

Gradimento personale: 4,8/5

La tua storia mi è piaciuta. Ho davvero apprezzato il fatto che tu abbia deciso di parlare di un personaggio interessante come Billy. Anche io, la prima volta che l’ho visto nella serie, ho avuto la tua stessa impressione: mi sembrava il solito bulletto belloccio, il classico cliché messo lì perché è un classico di certi film. Quando, invece, si è iniziato a indagare sulla vita e sull’introspezione di questo personaggio, ho cominciato a trovarlo davvero interessante e profondo, complesso, e ho cominciato ad apprezzarlo: la su evoluzione è davvero ben fatta e credo che sia uno dei personaggi meglio riusciti di tutta la serie. Ho quindi molto apprezzato il fatto che tu abbia deciso di dedicargli una storia, ripercorrendo i momenti dolorosi e salienti della sua vita, scandagliando la sua interiorità per mostrare perché Billy sia quello che è, cosa l’ha portato ad adottare determinati comportamenti e modi di fare. In questo, hai colto appieno lo spirito del contest, poiché hai analizzato un personaggio negativo, motivando però la sua negatività che, in questo caso, non può che muovere a compassione chi legge. Mi è piaciuto il modo in cui hai sondato la psicologia di questo personaggio, e come tu abbia presentato con delicatezza un passato e una vita difficile. L’unico appunto che ho da fare è, come già detto, che avrei preferito un maggior approfondimento della parte finale, che è l’avvenimento chiave della vita di Billy, del suo mostrarsi finalmente com’è, del suo disseppellire tutto ciò che ha sempre tentato di reprimere. Per il resto, la tua storia mi è piaciuta davvero molto.

Punteggio totale: 36,4/40
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Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 7:03 PM
 
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Terza classificata

”The Winter of our discontent” di Setsy


Grammatica e stile:
10/10 (5 grammatica + 5 stile)

Non ho riscontrato alcun errore grammaticale: complimenti per la cura che hai messo nel testo.

Dal punto di vista stilistico, la tua storia è davvero impeccabile e non ho nulla da eccepire. Hai coraggiosamente utilizzato lo stile elisabettiano, non facile da gestire, e lo hai fatto magnificamente: ho trovato omogeneità nel tuo testo e non ci sono “cadute di stile” o termini più colloquiali, che stonano. Hai voluto ricreare quelle che sono le atmosfere dei componimenti shakespeariani e, anche qui, ci sei riuscita in pieno e trovo che questo stile e queste atmosfere che hai voluto rievocare si adattino alla perfezione alla storia da te presentata. I termini da te utilizzati sono ricercati e aulici, come lo stile richiedeva, e l’accostamento che ne hai fatto con gli aggettivi è appropriato e ben riuscito: sei riuscita a dotare il testo di una potenza narrativa pazzesca, creando immagini evocative e suggestive. Il componimento è pieno di allegorie e similitudini, che ben s’adattano al contesto e alla situazione. Hai dotato la storia di un alone quasi evanescente, come se stessi parlando di un sogno, una visione, una realtà altra e distante e ho amato questo clima poetico e disteso che sei riuscita a evocare, e ancor di più perché accostato a un proposito tanto losco, come quello di un assassinio. Ho trovato l’uso che hai fatto della punteggiatura particolare, ma appropriato, considerato lo stile e ciò che volevi trasmettere: hai saputo alternare i vari segni d’interpunzione in modo da imprimere il giusto ritmo alla storia.
Dal punto di vista delle descrizioni, non credo che ci siano dubbi sul fatto che tu abbia fatto un lavoro splendido. Non ci presenti luoghi concreti, ma rendi palpabili sentimenti e stati d’animo, pensieri e propositi: ogni sensazione, ogni idea prende vita, diventa qualcosa che non è più astratto e che trova un corrispettivo nella natura, per lo più. I pensieri di Ramsay si fanno immagini, si fanno realtà, come se stessero già accadendo, come se non fossero più mera immaginazione, ma si potessero toccare.

IC/Caratterizzazione personaggi: 10/10

Il protagonista assoluto della tua storia è Ramsay e non potevo che dare punteggio pieno in questa voce, perché il lavoro di caratterizzazione e introspezione che hai fatto è davvero impeccabile.
Quello su cui hai deciso di scrivere è, a mio avviso, uno dei villain meglio riusciti della serie, ma anche uno dei più complessi e articolati dal punto di vista della personalità; non è semplice rendere un personaggio come Ramsay senza rischiare di scadere nell’esagerato o nel caricaturale. Non è stato questo il tuo caso: hai restituito l’immagine di un personaggio che è, sì, pazzo - e questo lo si coglie davvero molto bene nel tuo scritto - ma che non è così fuori dalle righe da sembrare artefatto: il tuo villain ha una sua logica, un suo perché; dietro i suoi pensieri malsani, dietro il suo sadismo sconsiderato, si nascondono della ragioni che lo rendono realistico. Non si ha l’impressione di leggere di una personalità esagerata a tal punto da essere irreale. Non hai, insomma, snaturato il personaggio, mantenendolo assolutamente fedele all’originale, pur essendo in grado di far emergere quelli che sono gli aspetti più oscuri e sadici del suo essere. Le intenzioni di Ramsay ci vengono svelate senza mezzi termini e il suo odio per Jon Snow è palpabile a ogni riga: ogni pensiero di Ramsay è un augurio di morte per Jon e un’esaltazione della propria pomposità, di una grandezza presunta e creduta, di un’elevazione al di sopra di tutto e tutti, che lo rendono orgoglioso, tracotante e troppo sicuro di sé. Non ci sono rimorsi o esitazioni in questo personaggio, nulla che sottenda una sua possibile bontà, una sua possibilità di redenzione. Quello che abbiamo di fronte è un pazzo sadico, crudele fin nel midollo, eppure con una sua razionalità e una sua logica, con delle sue convinzioni e ideali che è disposto a portare fino in fondo. Jon Snow deve morire, in un modo o nell’altro.
Il livello d’introspezione è altissimo. Ogni evento, passato o futuro, è visto e filtrato attraverso gli occhi di Ramsay, attraverso lo sguardo di questo cinico, sadico, freddo uomo che gode nel far del male al prossimo e nel raggiungere i suoi obiettivi nel modo più efferato possibile. Ogni riga trasuda malvagità e godimento nel ricordare e pensare azioni ignobili, violente, malvage. Sei stata davvero molto abile a far entrare il lettore nella mente del protagonista, a farlo viaggiare nella sua marcia, corrotta e oscura personalità, a fargli leggere i suoi contorti pensieri e a dar loro una logica, e tutto questo mantenendo sempre un IC impeccabile. Quello che si ha di fronte mentre si legge è senza ombra di dubbio Ramsay Bolton, nella sua più assoluta e spietata crudeltà. Complimenti!

Trama e originalità: 9,5/10

La tua storia, essendo prettamente di carattere introspettivo, non presenta una vera e propria trama, ovviamente, né io mi aspettavo che ci fosse, proprio per la natura del componimento. Il tuo è un viaggio nella mente di Ramsay ed è un viaggio che, tuttavia, appare ricco e articolato: il villain ripercorre momenti passati, intrecciandoli alla condizione attuale e a propositi futuri, creando un quadro di ciò che è accaduto e di ciò che sarà molto chiaro. Il rischio che si corre, con storie a carattere profondamente introspettivo come la tua, è quello di perdere il filo del discorso, di ingarbugliare il flusso di pensieri talmente tanto da lasciare il lettore disorientato e perso, ma nel tuo caso non ho riscontrato questo difetto, anzi: nonostante lo stile aulico e le innumerevoli figure retoriche, non si fa alcuna fatica a seguire i pensieri di Ramsay e a comprenderli. Hai saputo rendere molto bene il suo punto di vista, esponendo il suo pensiero senza però perdere di vista il contesto. Ogni cosa è filtrata attraverso il giudizio del protagonista, ma non per questo appare poco chiara o priva di spessore. Sei stata molto brava a dare consistenza a quello che è, fondamentalmente, il delirio di grandezza di un pazzo: gli hai dato concretezza, lo hai fatto poggiare su solide fondamenta, creando una storia coerente con se stessa, fluida e realistica, nonché vivida e d’impatto.
Per quanto riguarda l’originalità, il tuo componimento non si discosta in alcun modo da quelli che sono gli eventi della serie, né vi aggiunge nulla di più. Piuttosto, riprende un momento ben specifico della saga e lo analizza attraverso gli occhi di uno dei personaggi. Questo, avrebbe potuto penalizzarti parecchio, invece il modo in cui hai deciso di presentare il tutto ti ha garantito comunque un punteggio molto alto nella voce. Questa rivisitazione di Ramsay in chiave shakespeariana è davvero ben fatta e originale e rende interessante quella che altrimenti sarebbe stata solamente la riscrittura di eventi ben noti. La tua personalissima rilettura di questo villain ha reso, invece, questo testo davvero godibile e per nulla scontato, anche grazie allo stile che hai deciso di adottare: sei riuscita a mantenere il personaggio perfettamente IC, pur facendolo tuo, e questo è un grande pregio, che ha donato alla tua vicenda tridimensionalità. Hai deciso di adottare un punto di vista inusuale e per nulla semplice, e lo hai gestito con maestria, maturità e spessore, creando, in definitiva, una storia davvero ben fatta, e le ha donato freschezza e novità, anche se, come già detto, tratta di argomenti ben noti.

Sviluppo del pacchetto: 3/5

Nel pacchetto che hai scelto, il villain cerca a ogni costo di uccidere il buono della storia e tu hai decisamente rispettato questa condizione. Nel tuo testo, non è presentato il tentativo materiale di porre fine alla vita di Jon da parte di Ramsay, ma solo i pensieri di quest’ultimo a riguardo e un accenno al fatto che si stia già muovendo in tal senso; la volontà del bastardo dei Bolton di voler uccidere quello degli Stark, dunque, non rimane palesemente solo nelle intenzioni, ma è un obiettivo che il villain vuole a tutti i costi portare a termine. (+2)
La stagione da utilizzare era l’Inverno, ed è indubbio l’utilizzo sublime che tu ne abbia fatto nella storia. È Inverno come stagione ed è anche inverno come allegoria di ciò che aspetta Jon Snow, della miserabile, fredda e triste fine che, secondo Ramsay, si compirà per sua stessa mano, o per quella del suo esercito. (+1)
L’oggetto e la frase non sono stati utilizzati, pertanto non sono stati attribuiti punti per questi due elementi.

Gradimento personale: 5/5

La tua storia mi è piaciuta davvero moltissimo e il fatto che questo voce abbia punteggio pieno, cosa difficilissima da strapparmi, dovrebbe suggerirti quanto. Il tuo scritto mi ha davvero incantata e catturata, tanto che, dopo averlo terminato, l’ho riletto solo per il piacere di immergermici ancora: mi sono soffermata su tutte le splendide allegorie che hai inserito nella storia, sulle figure che hai creato, sulle atmosfere che hai evocato. Hai presentato una storia di altissima qualità sotto tutti i punti di vista, con un’introspezione coinvolgente e impeccabile e io non ho potuto non lasciarmi trascinare nella delirante follia del protagonista. Sei stata davvero molto brava e mi hai letteralmente stregata. Mi dispiace davvero molto che la tua storia sia stata penalizzata dal non totale utilizzo del pacchetto, perché è davvero incantevole.

Punteggio totale: 37,5/40
OFFLINE
Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 7:05 PM
 
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Seconda classificata

”Forever is not for everyone” di Damadisangue


Grammatica e stile:
9,9/10 (4,9 grammatica + 5 stile)

Di seguito, riporto i refusi e l’unico, lieve errore grammaticale riscontrato, con il relativo punteggio detratto.

”comprende oscuramente che c'è qualcosa di sproporzionato nel modo in cui la testa di allontana dal collo.” ---> ”si allontana”, refuso.

”Gli occhi le si spostano istintivamente sul lenzuolo sformato ed allora che piega le labbra in una smorfia” ---> ”ed è allora”, refuso.

”È un uomo nervoso quello si presenta nel suo ufficio, invecchiato di colpo.” ---> ”quello che si presenta”, refuso.

”Wesker si aggrappa un'ultima volta alla sua coscienza - ai fianchi di Excella, al tintinnio dei bicchieri che gli si riverbera nelle orecchie, tra le costole.” ---> ”che gli riverbera”. (-0,1)

”bolle giallastre hanno già iniziato a eruttare dai corpi nerastri dei morti, piccolo vesciche luminescenti e pulsanti.” ---> ”piccole vesciche”, refuso.

Per quanto riguarda il tuo stile, hai un modo di scrivere molto particolare, ma davvero godibile. Hai un’ottima padronanza della lingua italiana, deducibile non solo dal modo in cui costruisci e giostri le frasi, ma anche dalla scelta accurata e variegata dei termini e dal modo in cui riesci a utilizzarli e accostarli per trasmettere con forza e musicalità concetti e avvenimenti. Lo stile che hai scelto di adottare si adatta molto bene al testo da te presentato, che è prettamente introspettivo e quindi ben si presta a questo modo di scrivere, volto a creare un’atmosfera quasi onirica e di sospensione, capace di catturare e rapire il lettore. Solitamente, l’uso del grassetto, del barrato e del corsivo sono sconsigliati in un testo, o comunque si consiglia di limitarne l’uso il più possibile, ma nel tuo racconto questi espedienti non hanno dato fastidio e, anzi, hanno supportato il forte impatto che hanno le frasi, andandone a sottolineare quelle parti che dovevano essere messe in risalto, e che lo avrebbero fatto comunque, per il modo in cui hai sapientemente gestito i periodi. Prediligi frasi brevi e il punto fermo, ma dimostri di saper padroneggiare anche gli altri segni d’interpunzione. La scelta di periodi brevi ha aiutato a donare immediatezza al racconto e a renderlo diretto e brutale, come la vicenda che narri.
Per quanto riguarda le descrizioni, anche in questo caso ne fai di brevi e incisive, ma davvero evocative e d’impatto. Riesci, in poche parole, a dire efficacemente tutto ciò che occorre per far immaginare al lettore cosa sta accadendo e come, senza confusione e senza che nessun dettaglio sia lasciato al caso. Tutto è funzionale alla narrazione, nulla è superfluo, neppure il modo in cui Albert è vestito al ricevimento, né la marca di champagne che sta bevendo. Ogni cosa s’incastra armoniosamente a creare uno scritto davvero godibile e coinvolgente.

IC/Caratterizzazione personaggi: 10/10

Il protagonista indiscusso della vicenda è Albert, ma a lui si affiancano altri personaggi, più o meno rilevanti all’intero della vicenda; hai fatto davvero un ottimo lavoro di caratterizzazione e introspezione con ognuno di loro.
Per quanto riguarda Albert, il fatto che tu abbia deciso di adottare prettamente il suo punto di vista e di mostrare la vicenda attraverso i suoi occhi e le sue introspezioni ti hanno consentito di delinearlo in maniera impeccabile. Ho trovato il personaggio davvero IC e somigliante con l’originale: nonostante il what if[ che hai presentato e nonostante, quindi, alcuni eventi si distanzino dal canon, tu sei riuscita a non snaturare il personaggio e a mantenerlo perfettamente in linea con se stesso. Nulla di quello che ho letto mi ha fatto pensare che i comportamenti e i pensieri di Wesker fossero una forzatura, non c’era nulla fuori posto o che stonasse. Sei riuscita a trasmettere con forza i tratti salienti della sua personalità; ciò che lo contraddistingue s’intuisce facilmente tra le righe della tua storia. Sei stata davvero molto abile a dipingere questo personaggio, a delinearne la personalità e i motivi che lo spingono ad agire, il perché fa quello che fa. Altra nota di merito è senza dubbio l’introspezione, gestita in maniera impeccabile: hai scavato a fondo nella mente del personaggio, ne hai indagato l’oscurità e il malessere, il dolore che lo spinge, la disperazione che gli fa vedere il suo perduto amore ovunque. La sofferenza che Albert vive, a seguito della perdita di Alex, è sviscerata e analizzata in ogni suo punto e vista non solo dall’angolazione di Wesker, ma anche da quella delle persone che lo circondano. Il dolore per la perdita non è stereotipato, è disperazione ma non sconfitta: alimenta, anzi, tutto ciò che Albert farà dopo, tutti i risultati che otterrà e il modo in cui porterà il virus nel mondo. Il parallelismo tra la sua relazione con Alex, con ciò che era prima di perderla, e l’uomo che è diventato dopo la sua morte è stato molto efficace per segnare i suoi cambiamenti, le sue lotte interiori, il suo lento e logorante disfacimento. Hai presentato chiaramente la relazione di Albert con Alex, l’affetto che lo univa a lei, e lo hai fatto attraverso momenti, stralci di memoria che si presentano prepotentemente e che si ripropongono mutati e oscuri nel presente, dove Wesker continua a vedere Alex, in un meccanismo malato, che gli fa male ma del quale non può fare a meno. Lui ha bisogno di Alex e non può lasciarla andare, anche se è doloroso averla accanto, anche se la sua presenza, che non è reale, non fa che aumentare la sua oscurità. Hai presentato davvero un personaggio tridimensionale e di spicco, con una personalità ben delineata e un’introspezione impeccabile. Quello che hai proposto è un villain di tutto rispetto, un villain con solide convinzioni e motivazioni dietro, che sa cosa fa e perché. In questo, hai colto in pieno lo spirito del contest, perciò ti faccio tanti complimenti.
Per quanto riguarda Alex, lei è il perno intorno a cui ruota tutta la storia, il motore che spinge Wesker a fare tutto ciò che fa. Quando muore Alex, Albert perde in un certo senso ogni cosa, e da qui ha inizio la sua discesa nella follia, che porterà l’Uroboros ad assumere la fattezze di Alex stessa, pur di compiacere il suo “padrone”. Alex viene dipinta attraverso gli occhi di Albert: tutto ciò che sappiamo di lei leggendo è esattamente tutto ciò che Albert vedeva in lei e il modo in cui i due vivevano il loro rapporto. Anche qui, sei stata davvero molto brava a dipingere questo personaggio donandocene, sì, una visione soggettiva dell’uomo che lo ama, ma alternandola anche a dettagli oggettivi, a dati di fatto che ce l’hanno mostrato anche per com’è, scevro da qualsiasi personalistico giudizio. Anche qui, ho trovato il personaggio somigliante all’originale, pertanto hai rispettato l’IC e, ancora, i tratti salienti del suo carattere sono facilmente intuibili in ciò che scrivi e decidi di mostrare. Il rapporto che hai deciso di costruire tra Alex e Albert è davvero ben fatto, ben analizzato e realistico: è un sentimento maturo, lievemente sporcato dall’oscurità dei personaggi, da ciò che stanno cercando di fare, ma che è anche salvezza, un angolo di pace nel marasma. Alex rappresenta per Albert un’ancora, qualcosa a cui aggrapparsi, un insieme irrinunciabile di ragioni. Alex appare invece più indipendente da questo punto di vista: lei ama Wesker, ma è libera da quell’ossessione che invece ha lui. Ti faccio i complimenti per come sei riuscita a dipingere questo personaggio e per il modo in cui sei riuscita a far comprendere i suoi pensieri e le sue posizioni, pur non essendo lei la protagonista principale.
Per quanto riguarda Claire ed Excella, anche qui hai fatto un lavoro di caratterizzazione impeccabile; entrambi i personaggi compaiono in pochi e brevi passaggi, ma tu sei riuscita a tratteggiarli con abili pennellate, rendendoli subito vividi e reali, dando loro personalità, rendendoli immediatamente riconoscibilissimi. Non è da tutti riuscire a caratterizzare un personaggio in poche righe, ma tu ne sei stata capace, e il risultato è davvero ottimo.

Trama e originalità: 10/10

Per quanto riguarda la trama, ne hai creata una ben solida, senza “buchi” e senza incoerenze. La vicenda, in sé, è piuttosto semplice e non presenta intrecci complessi, ma il modo in cui hai deciso di presentarla la rende davvero molto interessante e contribuisce a mantenere alta l’attenzione del lettore. La scelta di alternare flashback al momento presente è stata davvero ottima e ti ha permesso di spezzare la linearità della storia, di donarle dinamicità, nonché di presentare gli eventi che hanno condotto al momento presente e all’attuale stato psicologico di Albert. Inoltre, interessante è stato anche il fatto che tu abbia adottato prettamente il punto di vista di Albert, ma in alcuni passaggi abbia invece spostato il POV anche su altri personaggi: ciò ha permesso al lettore di avere una visione d’insieme più chiara, di poter analizzare la vicenda da diversi angolazioni e attraverso altri punti di vista, alcuni più oggettivi, altri più soggettivi. Anche questa scelta ha spezzato la linearità della storia, e l’ha resa senza dubbio molto interessante. Ad arricchire il tutto ci sono le introspezioni, davvero ben fatte e assolutamente funzionali alla vicenda. Hai, dunque, presentato una trama solida, ben strutturata e gestita, e l’hai resa interessante e accattivante grazie alle scelte stilistiche e narrative che hai deciso di adottare. Una menzione speciale va all’accenno di metaletteratura che hai fatto verso la fine della storia, quando Alex dice ad Albert che ha indossato la lorica del viallin della storia: è stato un passaggio davvero piacevole da leggere, che ha donato ulteriore spessore alla vicenda.
Quanto all’originalità, ho trovato la tua storia piuttosto innovativa. Hai presentato un what if molto particolare, che in parte rispetta il canone e in parte no: Albert libera l’Uroboros, ma questo assume le sembianze e le fattezze di Alex. Tutto, dopo la morte di lei, diviene un delirio allucinatorio dell’uomo e ogni cosa che accade dopo prende le sembianze di una conseguenza della sua perdita, dell’incapacità di superarla e del dolore che ne è scaturito. La disperazione per la perdita di una persona amata è un cliché piuttosto diffuso, ma il modo in cui hai deciso di presentarlo è assolutamente originale. Wesker incanala tutto il suo dolore nel lavoro, nel portare a termine il suo obiettivo e in questo mette tutto il suo amore per Alex, tutta la sua disperazione, cosa che si traduce nell’Uroboros che prende le fattezze di Alex, tanto l’ossessione di Wesker è grande. Hai presentato un tema classico, ma lo hai rielaborato in maniera personalissima, rendendolo innovativo, supportato anche da un what if davvero ben costruito e da una trama impeccabile, come già detto.

Sviluppo del pacchetto: 3,3/5

Nel pacchetto da te scelto, il villain crede di vedere qualcuno che in realtà non esiste, e tu hai rispettato a pieno questa condizione: Albert, distrutto dalla morte di Alex e caduto preda di una sorta di delirio allucinatorio, la vede al suo fianco, ne sente la voce, il profumo, come se lei fosse ancora lì. Razionalmente, si rende conto che lei è solo frutto della sua immaginazione, che è morta, ma quella visione non sparisce e, anzi, persino l’Uroboros arriva ad assumere la forma della donna. Hai sviluppato la condizione del pacchetto in maniera davvero eccellente, rendendola il fulcro della vicenda. (+2)
L’oggetto che dovevi utilizzare era il veleno e tu lo hai fatto in maniera davvero ottima e peculiare: nella tua storia, non hai inteso il veleno come oggetto materiale, quanto piuttosto come una condizione, un’allegoria. È veleno il rimpianto, il rimpianto di Albert che lo porterà, insieme al resto, a tramutare i suoi propositi in vendetta; sono veleno i segreti, i segreti che Excella non vuole scoprire, perché preferisce non sapere, perché sapere è ciò che le serve. E il veleno del rimpianto e quello dei segreti non colti sono proprio ciò che condurranno alla disfatta dell’umanità. (+1)
Per quanto riguarda la frase, sono stata molto tentennante su quale punteggio assegnarti e se assegnartelo. Per ottenere il punto, occorreva inserire la frase nella storia così com’era, potendola eventualmente lievemente modificare per adattarla al contesto, mentre tu non l’hai riportata. Tuttavia, il senso della frase è ben presente nel tuo racconto, il concetto che essa esprime è centrale nella vicenda: Albert non riesce a lasciar andare Alex, anche se il ricordo di lei è una tortura e anche se l’Uroboros ne è una terribile e brutta copia, ed Excella non riesce a lasciar andare Albert, anche quando intuisce la sua malvagità, perché lo ama. Per questo motivo, alla fine, ho deciso di assegnarti comunque un punteggio per questa voce, anche se, ovviamente, non pieno. (+0,3)
La stagione che dovevi utilizzare era l’Estate: non ne ho trovata una menzione particolare o specifica nel racconto, qualcosa che facesse pensare che la maggior parte di esso, o una sua parte, fosse ambientato in questa stagione, pertanto non ho assegnato il punto bonus.

Gradimento personale: 5/5

La tua storia mi è piaciuta davvero molto: è stata intensa, coinvolgente, carica di emotività e pathos. Il tuo stile di scrittura ha supportato nel farmi entrare nella mente dei personaggi, nel dolore di Albert, nel rimpianto e nella malinconia di ciò che ha perduto, mi ha fatto provare empatia per lui e mi ha fatto arrivare alla fine del racconto senza che riuscissi a biasimarlo del tutto. In questo, hai colto alla perfezione lo spirito del contest: mi hai presentato un villain senza scrupoli, hai motivato bene il suo agito e me lo hai fatto piacere per ciò che ha fatto e per come lo ha fatto. La sua è un’azione senza alcun dubbio efferata, che però si riesce quasi ad accettare, alla luce del dolore che lo ha spinto nell’ultimo periodo in cui ha lavorato all’Uroboros; si è quasi contenti per la vittoria dolceamara che riporta Albert, perché, in un certo modo, può avere accanto a sé Alex in maniera più concreta rispetto ai suoi deliri, anche se si rende conto che non è davvero lei, che non le somiglia, e per questo il suo tormento non avrà mai davvero fine. Una storia struggente, forte e coinvolgente. Complimenti!

Punteggio totale: 38,2/40
OFFLINE
Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 7:06 PM
 
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Prima classificata

”Ogni volta che ci tocchiamo, qualcuno muore” di GiuniaPalma


Grammatica e stile:
9,6/10 (4,8 grammatica + 4,8 stile)

Di seguito, riposto i refusi e gli errori grammaticali riscontrati, con il relativo punteggio detratto.

1.

”e infine aveva perfino cercando goffamente di sedurla per generare una nuova ombra” ---> ”aveva perfino cercato”, refuso.

2.

” “Cosa hai sacrificato?”. La domanda gli sfuggì dalle labbra quasi prima che se ne rendesse conto.” ---> ” “Cosa hai sacrificato?” La domanda…”. Quando c’è già un segno d’interpunzione nel discorso diretto, non occorre metterne un altro anche fuori. (-0,1)

3.

““Sei stata tu a dire a Stannis di bruciare sua figlia come sacrificio al tuo folle dio! Shireen è dolce e buona, io la amo come una figlia e tu… Tu…”. Lasciò in sospeso la frase” ---> ” “e tu… Tu…” Lasciò in sospeso…”. Stesso discorso di sopra: quando c’è già un segno d’interpunzione nel discorso diretto, non occorre metterne un altro anche fuori. (-0,1)

Dal punto di vista stilistico, non ho nulla da eccepire. Hai un modo di scrivere pulito e lineare, chiaro e d’impatto, capace di coinvolgere il lettore e trascinarlo tra le righe della tua storia, di intrigare e di creare immagini suggestive, soprattutto grazie a frasi ben costruite e a una scelta oculata dei termini e del loro accostamento. Sei molto brava a racchiudere in poche parole un concetto, senza risultare troppo sbrigativa o sintetica e senza lasciare nulla di non detto o troppo confuso. C’è un ottimo equilibrio tra parte narrativa e dialogata e di quest’ultima è apprezzabile il realismo dei discorsi diretti, che appaiono naturali e ben congegnati, funzionali alla situazione, ma senza risultare artefatti.
Non ti dilunghi mai troppo nelle descrizioni, ma ciò che dici è più che sufficiente per immaginarsi i luoghi, le scene e le azioni dei personaggi; anche qui, sei molto abile a dar forma a ciò che vuoi dire con poche parole, rendendolo sufficiente a far comprendere con chiarezza ciò che sta accadendo. Nulla risulta confuso o poco approfondito. Metti sempre molta cura nei dettagli e nella forma del testo, e il risultato è un componimento assolutamente gradevole da leggere; l’unico, insignificante appunto che ho da fare è che ci sono varie ripetizioni sparse per il testo, ma nulla che non si possa sistemare con una rilettura. Come sempre, hai un modo di scrivere davvero di ottima qualità e non ti sei smentita neppure questa volta.

IC/Caratterizzazione personaggi: 10/10

I personaggi principali della vicenda sono Melisandre e Davos e con loro hai fatto davvero un ottimo lavoro di caratterizzazione. Stannis, invece, compare solo all’inizio ed essendo un personaggio di contorno è ovviamente rimasto più sullo sfondo, ma anche lui è stato ben caratterizzato.
Per quanto riguarda Melisandre, trovo che tu l’abbia resa perfettamente IC e in linea con quello che è il personaggio nella serie; hai posto l’accento sulla sua ambiguità, sul suo apparire e - in certa misura - essere malvagia, ma nel presentarsi anche come un mero strumento del Signore della Luce, come una pedina che sottostà al suo volere e che non ha possibilità di scelta, perché tutto ciò che ha deciso di fare e che può fare è servire il suo dio e seguirne le volontà senza porsi domande. Da questo punto di vista, sei riuscita a fare emergere l’umanità di un personaggio che altrimenti appare quasi distante e disumano: hai mostrato i sentimenti di una donna che immagina avrebbe potuto avere una vita, ma che ha deciso di rinunciarvi per la salvezza di molti; c’è quasi struggente malinconia mentre Melisandre rivela che forse avrebbe potuto avere un marito, dei figli, che non ha mai avuto amici o un amore, per poi asserire infine che lei non può scegliere, se non gli uomini con cui generare le sue ombre. E, in questo senso, è interessante che la prima scelta che compie in vita sua sia proprio verso Davos, che non è solo l’uomo con cui compie il volere del Signore della Luce, ma anche quello di cui s’innamora e con cui decide di fuggire, d’intrecciare il suo destino. Ho davvero apprezzato che la donna abbia asserito che ucciderebbe persino lui, se il Signore della Luce glielo chiedesse, a sottolineare e rimarcare come il cardine della sua vita sia sempre e solo lui e come la priorità sia sempre la sua volontà, al di là di tutto e per quanto doloroso possa essere.
Per quanto riguarda Davos, anche qui hai fatto un ottimo lavoro di caratterizzazione e hai saputo mantenere anche lui IC e apprezzo come tu ci riesca nonostante lo cali in una situazione desueta per il personaggio originale, ovvero innamorarsi della donna che lo repelle. Hai analizzato molto bene la sua diffidenza iniziale e il modo negativo in cui vede e giudica Melisandre: il dettaglio del vino, della sua titubanza nell’assaggiarlo ha contribuito a rafforzare ancora di più questi aspetti del suo carattere, restituendo al lettore un’immagine perfettamente in linea con il personaggio della serie. Nulla, in quello che ho letto, mi ha fatto pensare che Davos si sarebbe comportato diversamente da come l’hai descritto; grazie a un’ottima introspezione, hai saputo giustificare molto bene il suo avvicinamento a Melisandre, i cambiamenti interiori che lo hanno avvicinato a lei con tale profondità. Il fatto che sia stato un dialogo, un mettersi a nudo a far cambiare idea a Davos su Melisandre e a concederle di generare con lui un’ombra è stata una trovata intelligente e plausibile: due persone devono parlare, per conoscersi davvero, e soprattutto devono essere sincere tra loro, devono rivelarsi. E Melisandre, nei confronti di Davos, si è rivelata, si è mostrata senza veli, forse davvero per la prima volta nella sua vita, e gli ha concesso di vederla e di comprenderla davvero. Davos è rimasto affascinato da ciò che ha visto, anche se il suo diffidente timore iniziale è, almeno in un primo momento, rimasto, per poi essere definitivamente cancellato dal graduale innamoramento. Ottimo, inoltre, il modo in cui hai gestito e descritto il dissidio interiore dell’uomo nello scegliere chi uccidere e chi no, nell’assurgersi a una sorta di giudice, senza averne il diritto. Il personaggio rimane perfettamente IC anche alla fine, quando chiede a Melisandre di generare un’ombra per uccidere Stannis e salvare Shireen, perché giustifica e rispecchia la sua perdita di fiducia nel re e il suo amore per la bambina.
Per quanto riguarda Stannis, come già detto, rimane ovviamente più sullo sfondo rispetto agli altri due personaggi, ma non per questo risulta meno caratterizzato. In poche righe, sei riuscita a restituire al lettore un’immagine che è assolutamente fedele a quella dell’uomo com’è nella serie e ne hai fatti emergere i tratti salienti del carattere.

Trama e originalità: 9,8/10

La trama della tua storia non presenta un intreccio complesso, ma è indubbiamente ben costruita e ben strutturata; non presenta buchi o momenti confusi e gli eventi si susseguono logicamente e fluidamente, integrandosi tra loro a creare un quadro coerente e realistico. Nella tua storia, c’è una forte presenza d’introspezione, che viene prediletta rispetto all’azione, ma non per questo la storia ne risulta appesantita o troppo statica. Gli eventi che accadono vengono filtrati attraverso gli occhi dei due protagonisti e soprattutto di Davos, e il lettore ne viene a conoscenza grazie a ciò che loro dicono e al modo in cui giudicano ciò che accade. Questo è stato un modo assolutamente molto interessante di presentare le vicende, perché il punto di vista interno ti ha permesso senza dubbio di far immedesimare maggiormente il lettore in ciò che accade e di fargli provare empatia nei confronti dei protagonisti. Ho apprezzato davvero molto che tu abbia deciso di descrivere il tutto concentrandoti sul punto di vista dei personaggi, piuttosto che adottando la tecnica del narratore onnisciente, perché questo ti ha permesso di dare maggior spessore alla storia e a una trama che di per sé è lineare.
Dal punto di vista dell’originalità, hai presentato quello che è un evento cardine della serie e ne hai presentato una rilettura davvero interessante e per nulla scontata, dato che si basa sull’agito di due personaggi intorno ai quali, nella serie, non ruotano le vicende. È stato davvero interessante che tu abbia deciso di dare a loro due un’importanza così marcata nell’economia della storia, tanto che sono loro i responsabili di alcune delle morti più importanti della serie. Il what if che hai deciso di presentare è davvero ben fatto e ben costruito, nonché plausibile: ciò che hai presentato è un modo in cui gli eventi sarebbero potuti andare, una direzione verosimile, che non risulta artefatta, quando piuttosto, appunto, alternativa. Hai deciso di utilizzare, inoltre, un tema che, nella serie, rimane molto marginale, che è la capacità di Melisandre di generare ombre, e questo ha contribuito ad aggiungere originalità all’originalità. In generale, quindi, hai creato un’ottima trama, accompagnata da una rivisitazione degli eventi molto interessante, ben fatta e personalissima, che ha dato un tocco di novità e d’inaspettato alla storia.

Sviluppo del pacchetto: 5/5

Nel pacchetto da te scelto, veniva richiesto che il villain spingesse il buono a compiere un’azione efferata e tu hai rispettato in pieno questa condizione. Melisandre convince Davos a generare con lei un’ombra, per compiere un omicidio, cosa di cui Davos, tra l’altro, è ben consapevole. Questo irretimento, tuttavia, non si ferma a una sola volta, ma viene ripetuto, facendo ripetutamente compiere a Davos azioni che mai avrebbe fatto prima. Infine, il cambiamento dell’uomo in tal senso è talmente grande che è lui stesso a proporre a Melisandre di generare un’ombra per uccidere Stannis. È indubbio che, nella tua storia, il villain sia riuscito a portare dalla sua parte il buono non una, ma innumerevoli volte, tanto da renderlo, infine, simile a lui. (+2)
La stagione da utilizzare era l’Estate e tu l’hai fatto in maniera ottimale, utilizzandola anche come confronto nella prima conversazione che Melisandre e Davos intrattengono. Inoltre, lungo tutta la storia, non manchi di ricordare che siamo in Estate, e mi è piaciuto molto il parallelismo che hai deciso di creare, invece, con l’Inverno, che inesorabilmente sta giungendo. (+1)
Ho apprezzato molto l’uso che hai fatto dell’oggetto, indubbiamente originale e importante nella storia, poiché è il tratto distintivo degli omicidi perpetrati dalle ombre generate da Davos, che hanno un modo tanto bizzarro quanto cruento di uccidere. (+1)
Hai fatto davvero un ottimo uso della frase assegnata, integrandola alla perfezione nel testo, tanto da renderla naturalmente parte delle parole di Melisandre ed estendendola anche alla frase successiva. (+1)

Gradimento personale: 4,8/5

La tua storia mi è piaciuta davvero molto. Ho adorato lo scenario alternativo che hai deciso di presentare e il modo in cui hai costruito il tutto: nulla è risultato forzato o artefatto, ma hai architettato tutto in modo che risultasse credibile e verosimile, cosa che apprezzo sempre tantissimo. Hai trattato un aspetto di Melisandre, quello della generazione di ombre, che mi ha sempre affascinata, quindi ho gradito davvero molto leggerne e poter vedere una storia in cui questa tematica viene approfondita ed è addirittura il fulcro della vicenda. Mi è piaciuto molto anche il modo in cui hai costruito il rapporto tra Melisandre e Davos, di cui non hai mancato di sottolineare l’iniziale repulsione verso la donna, per poi descriverne il graduale cambiamento, tanto da divenirne innamorato. Hai saputo presentare due personaggi pieni di umanità, realistici e dinamici, che hanno dato spessore a una trama solida e ben costruita.

Punteggio totale: 39,2/40
OFFLINE
Post: 678
Giudice*****
1/13/2020 7:08 PM
 
Quote

Riepilogo classifica

Decima classificata: ”Lupo bianco, lupo nero” di ladyhawke1983 (punteggio totale: 32,8/40)
Nona classificata: ”La regina delle catene” di milla4 (punteggio totale: 33,2/40)
Ottava classificata: ”Le profondità di un abisso” di Marika Ciarrocchi (punteggio totale: 35/40)
Settima classificata: ”Il Mostro Bianco” di Sabriel_Little Storm (punteggio totale: 35,6/40)
Sesta classificata: ”I'll vanquish any foe because you're mine” di Kim WinterNight (punteggio totale: 36,1/40)
Quinta classificata: ”Per tutto.” di MaryLondon (punteggio totale: 36,3/40)
Quarta classificata: ”Bury all your secrets in my skin” di XShade-Shinra (punteggio totale: 36,4/40)
Terza classificata: ”The Winter of our discontent” di Setsy (punteggio totale: 37,5/40)
Seconda classificata: ”Forever is not for everyone” di DamadiSangue (punteggio totale: 38,2/40)
Prima classificata: ”Ogni volta che ci tocchiamo, qualcuno muore” di GiuniaPalma (punteggio totale: 39,2/40)


Recensioni premio rilasciate:

1. GiuniaPalma: 0/3

2. Damadisangue: 0/2

3. Setsy: 0/1


Per tutti: fatemi sapere se volete la valutazione come recensione.
Per i vincitori: ditemi se avete qualche preferenza per le recensioni premio, tenendo presente che per raccolte o storie a più capitoli, le recensioni sono da considerarsi al singolo capitolo.

Vi ringrazio ancora per la vostra partecipazione. Per qualunque cosa, rimango a vostra disposizione :)
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