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L'Angolino della Filosofia

Last Update: 11/11/2019 9:52 PM
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7/28/2019 12:25 PM
 
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Per chi vuole discutere di Filosofia, da quella Antica a quella Moderna può farlo Qui.
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7/28/2019 12:26 PM
 
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Morto Bryan Magee, il divulgatore che si batteva contro l'astrusità della filosofia

LONDRA - Il filosofo britannico Bryan Magee, grande divulgatore della filosofia, capace di trasformare i temi complessi, spesso enigmatici, in risposte ai problemi vissuti quotidianamente, è morto ieri all'età di 89 anni in una casa di riposo di Oxford. Era professore emerito di storia della filosofia del Wolfson College dell'Università di Oxford. Nei suoi saggi e nei suoi programmi tv ha sempre cercato riaccostare la filosofia all'esperienza quotidiana: di qui anche la sua campagna contro l'astrusità di certa scrittura filosofica, in favore di uno stile improntato piuttosto alla chiarezza.

Intellettuale eclettico, Magee è stato scrittore, critico teatrale e musicale, presentatore televisivo di programmi per la Bbc ed anche deputato laburista per 14 anni. Ha studiato presso le università di Oxford e Yale ed ha insegnato al King's College di Londra ed è stato visiting professor nelle università di Yale, Harvard e Berkeley. Era inoltre membro del Queen Mary College di Londra e del Keble College di Oxford. Il suo più libro noto, "Confession of a Philosopher" (tradotto in italiano con il titolo "L'arte di stupirsi", Mondadori, 1998), narra dei sui incontri con alcune grandi figure della filosofia del Novecento (su tutti, Karl Popper e Bertrand Russell), e di come questi incontri l'abbiano aiutato a far luce sul mistero dell'esistenza. In italiano sono apparsi numerosi volumi tra i quali: presso Astrolabio "Della cecità", scritto a quattro mani con Martin Milligan; presso Armando Editore "I grandi filosofi. Una introduzione alla filosofia occidentale", "Filosofi inglesi contemporanei", "Karl R. Popper. Filosofo della politica e della scienza", "Il nuovo radicalismo in politica e nella scienza. Le teorie di K. R. Popper; presso Mondadori "Il romanzo della filosofia".


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Hard is Ono
7/28/2019 7:46 PM
 
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Mi fa sempre male al cuore leggere così tante volte in così poche righe quel nome.
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11/8/2019 3:30 PM
 
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ADDIO A REMO BODEI - FARE FILOSOFIA PER LUI NON È SISTEMARE IL MONDO MA FORNIRE IL SENSO ALLE COSE DEL MONDO - NIENTE DI QUELLO CHE ACCADE OGGI, DICEVA, È PIÙ SOTTO CONTROLLO. QUANDO SI ALLENTA O SI ROMPE LA CATENA DELLA TRADIZIONE, LA REALTÀ STESSA VACILLA. LA GLOBALIZZAZIONE, COME TRIONFO DELL'ILLIMITATO, È FONTE DI DISORIENTAMENTO PERMANENTE…



www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/addio-remo-bodei-fare-filosofia-lui-non-sistemare-mondo-21...
11/11/2019 5:14 PM
 
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Lancio degli spunti di discussione, chi vuole li raccolga.

Eraclito è il più grande filosofo dell'antichità. Se ci fosse rimasta la sua opera intera verrebbe studiato ancora più che Platone e Aristotele.

Hegel è il più grande filosofo moderno tra i nomi mainstream, ma il suo stile è talmente oscuro che purtroppo viene da molti considerato un ciarlatano, anche da filosofo eminenti come Schopenhauer (che per me è il vero ciarlatano).

Benedetto Croce è il più grande filosofo italiano, ma di gran lunga più grande di Gentile, e non capisco come si possa dire il contrario. Ho molta simpatia anche per Gramsci, ma nel suo caso di tratta di un filosofo-politico o comunque di un critico culturale piuttosto che un filosofo propriamente detto.

Trovo il panorama attuale italiano desolante. Emanuele Severino è sostanzialmente un retore, Cacciari scrive roba che manco lui capisce secondo me, Fusaro è uno show-man. C'è Giorgio Agamben che fa ragionare, ma in Italia è quasi sconosciuto, mentre all'estero è molto famoso (paradossalmente all'estero non hanno idea di chi sia Severino).



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Hard is Ono
11/11/2019 5:27 PM
 
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Siamo sorprendentemente in sintonia su alcune cose.

Eraclito è potenzialmente uno dei pensatori più originali dell'antichità, ma comunque lo studio delle opere frammentarie è sempre molto complesso.

La verità è che Platone ed Aristotele oscurano tutto il resto, ma l'antichità ha avuto fior di pensatori, specialmente se arriviamo all'ellenismo anche tardo, da Senofane ad Anassagora, dai sofisti ad Epicuro, da Carneade a Sesto Empirico.

Hegel è non è solo il più grande filosofo moderno, ma è anche quello più sotterraneamente influente, malgrado ufficialmente rigettato da tantissime scuole di pensiero.

Dopo Hegel c'è Marx, ma se consideri Gramsci filosofo-politico, difficilmente si può dire diversamente per il vecchio Carletto.

Gramsci è enormemente sopravvalutato.
Ed enormemente strumentalizzato. Da Togliatti e dal PCI prima, dai fessi post-strutturalisti\post-cultural studies dopo.

Agamben può anche fottersi per quanto mi riguarda.
[Edited by Gag Lee Hano 11/11/2019 5:27 PM]
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11/11/2019 6:26 PM
 
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Su Eraclito non so, certamente alcuni dei suoi frammenti mostrano una profondità di pensiero interessantissima, ma è sempre difficile giudicare pensatori aforistici (ciao Nietzsche, ciao). Uno dei più grandi sottovalutati è certamente Parmenide, che giunse a intuizioni profondissime e ispirò enormemente la filosofia successiva; purtroppo la scrittura in poesia (poema) e la sua non completezza non permettono un giudizio migliori.
Gag cita grandi geni, ma anche ciarlatani mica da ridere: Sesto Empirico era fondamentalmente un babbo glorificato dallo scetticismo rinascimentale (ciao Montaigne, ciao); i sofisti eccettuato Protagora erano dei pivelli che non ressero il confronto con Platone, e Gorgia e l'eristica erano pure peggio; Senofane ci rimane troppo poco per dare un giudizio.
A essere sincero penso che uno dei geni più sottovalutati del pensiero antico sia stato Empedocle.

Hegel e Marx non ne discuto.

Per quanto riguarda la filosofia italiana contemporanea, quelli che cita Karl fanno cadere i coglioni pure a me (anche se Fusaro non lo tengo proprio in considerazioni).
Tra i non citati, considero Carlo Sini il mio mentore, anche se ci ho scambiato giusto due parole a una conferenza e Heidegger lo detesto con tutto me stesso. Sarò veramente triste alla sua dipartita, senza di lui e i suoi allievi non mi sarei mai indirizzato verso le cose che sto studiando adesso. Un altro che sto seguendo con molto interesse è Telmo Pievani, che però si occupa di cose molte diverse dagli altri, intelligente, spigliato e ottimo commentatore in ambito della filosofia della scienza, peccato per le battutine politiche che fa nei suoi incontri, quelle sono cadute di stile.
Ferraris è un babbo, doveva rimanere a commentare Nietszche così almeno evitava di rompere i coglioni.
11/11/2019 6:48 PM
 
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Re:
Gag Lee Hano, 11/11/2019 17.27:

Dopo Hegel c'è Marx, ma se consideri Gramsci filosofo-politico, difficilmente si può dire diversamente per il vecchio Carletto.



Beh era lo stesso Marx che pensava di aver sorpassato la filosofia. Non è certo facile da catalogare, diciamo che si aggira tra economia, scienza politica, sociologia, e naturalmente anche filosofia.

Inklings, 11/11/2019 18.26:

i sofisti eccettuato Protagora erano dei pivelli che non ressero il confronto con Platone,



Sostanzialmente sono d'accordo, ma c'è almeno un'eccezione: Prodico di Ceo, per il suo acume nello spiegare le origini della religione (che abbia detto bene o male si può discutere, ma non si può discutere la sua intraprendenza e la sua originalità).
Anche Senofane lo metterei tra i grandi per lo stesso motivo, cioè l'andare apertamente oltre la religione tradizionale.
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Hard is Ono
11/11/2019 6:52 PM
 
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Come fanno a non piacerti i sofisti?

Sono dei pensatori di una modernità disarmante e sono responsabili in prima istanza della rottura tra linguaggio e ontologia, che è una benedizione, e sono dei simpatici e spregiudicati disprezzatori di Dio.

Tutta la storia della filosofia ha relegato i sofisti alla damnatio memoriae ma santo cielo ben vengano i demistificatori!

Il meglio della cultura ateniese emerge da un ambito culturale impregnato dai sofisti.
Senza sofisti non c'è Euripide per quanto mi riguarda.

Se il tema, come suggerisce Karl, è la teologia nel senso della demistificazione, Senofane e sofisti (Protagora e Prodico su tutti) se non stanno ai primi posti poco ci manca.

Gli scettici poi mi spaccano. Immagino che l'accademia scettica non ti entusiasmi Inklings.


Hegel e Marx non ne discuto



Come mai? [SM=p6026358]

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11/11/2019 7:32 PM
 
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Re:
Gag Lee Hano, 11/11/2019 18.52:

Come fanno a non piacerti i sofisti?

Sono dei pensatori di una modernità disarmante e sono responsabili in prima istanza della rottura tra linguaggio e ontologia, che è una benedizione, e sono dei simpatici e spregiudicati disprezzatori di Dio.

Tutta la storia della filosofia ha relegato i sofisti alla damnatio memoriae ma santo cielo ben vengano i demistificatori!

Il meglio della cultura ateniese emerge da un ambito culturale impregnato dai sofisti.
Senza sofisti non c'è Euripide per quanto mi riguarda.

Se il tema, come suggerisce Karl, è la teologia nel senso della demistificazione, Senofane e sofisti (Protagora e Prodico su tutti) se non stanno ai primi posti poco ci manca.

Gli scettici poi mi spaccano. Immagino che l'accademia scettica non ti entusiasmi Inklings.


Hegel e Marx non ne discuto



Come mai? [SM=p6026358]




Perchè la sofistica non è un movimento coerente e organizzato, ma una serie di temi e motivi portati avanti da alcuni pensatori carismatici e altri meno. Protagora, da quello che ci è lasciato e dalla testimonianza platonica, è un pensatore interessante, altri no. Gorgia per dire, pur avendo un greco bellissimo e una grandissima capacità retorica, è di una vuotezza disarmante. Anche Socrate, e lo stesso platone, per quanto spesso vengano raccontati diversamente, sono pensatori di rottura rispetto alla tradizione e gran parte del loro pensiero parte dal ribaltamento della (non)morale omerica. Quello che dici sui sofisti è vero, ma in parte, perchè col tempo hanno perso in poco tempo la loro carica morale, politica e umanitaristica per diventare scuole di retorica dove si insegnava ad avere ragione e perculare, mentre l'accademia platonica restava luogo di dialogo e innovazione contro le tradizioni costituite (basti pensare ad Aristotele, che ha potuto sfidare completamente il pensiero del suo maestro all'interno della stessa Accademia). Non sto negando l'originalità delle loro idee ("Uomo-misura", il principio dell'utile, la tendenza "democratica", etc.) o il ruolo giocato nell'Atene del V sec., per carità, ma la brillantezza di quelle idee nei secoli successivi si identifica con meri giochi linguistici, e il confronto con Platone è inglorioso per loro, e a me Platone per lo più fa cagare.

Euripide casca male con me, l'unica tragedia che apprezzo è le Baccanti, che è estremamente atipica rispetto al suo stile. Tutta la vita Sofocle, che è anche molto più bello da tradurre [SM=p6026360]

Gli scettici antichi hanno da spartire pochissimo con quelli moderni, giusto gli esempi sulla percezione. Molti sono buoni giusto come esempi di aneddotica (e infatti nei corsi di filosofia antica spesso si passa oltre con nonchalance). Al mio primo esame di filosofia ho dovuto leggere un libro di Bonazzi sulla storia dell'accademia platonica. Diciamo che ho riso per gran parte del tempo, soprattutto sulla parte scettica. Carneade gli si vuol ancora bene, faceva i discorsi per bullarsi ma mi piaceva la sua idea di conoscenza probabilistica.

Hegel e Marx non ne parlo perchè non penso di averne letto abbastanza per intavolare una discussione interessante, mi sono volto a interessi diversi e finchè non "finisco" di studiare quelli dubito che potrò riprenderli.

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Hard is Ono
11/11/2019 7:45 PM
 
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Di cosa ti interessi principalmente? Se si può chiedere ovviamente.
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11/11/2019 8:14 PM
 
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Recentemente pragmatismo americano focalizzandomi su problemi relativi alla coscienza (Chauncey Wright, William James, George Mead, John Dewey, Richard Rorty) e filosofia della biologia e pensiero evoluzionistico (Darwin, Sintesi moderna, Dawkins, Monod, Gould, Dennett, Tomasello, etc.)
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Hard is Ono
11/11/2019 8:26 PM
 
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Bello, anche se decisamente alla estrema periferia delle mie letture.
11/11/2019 9:04 PM
 
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Argomenti lontani anche dalle mie letture. Di Dawkins però ho letto il libro su Dio e devo dire che mi è piaciuto abbastanza, molto meglio di Odifreddi.
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11/11/2019 9:52 PM
 
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Sì immaginavo, neanche tra i miei "colleghi".
L'"illusione di Dio" è più un best-seller, e anche tra alcuni scienziati atei non è sempre apprezzato (tipo Pievani che lo definisce abbastanza superficiale per i suoi standard). Io sono dell'opinione che non sia molto interessante, i suoi saggi sull'evoluzione sono decisamente più convincenti anche sull'aspetto della fede. Dawkins è un etologo brillante e uno scrittore sontuosi, ha prodotto alcuni testi rivoluzionari (Gene egoista, Fenotipo esteso) e ottimi testi divulgativi (L'orologiaio cieco), cementificando l'approccio genetico all'evoluzione e ai comportamenti (ora coadiuvato anche da altri approcci, per fortuna), il suo problema è un atteggiamento odioso nel modo di trattare gli interlocutori, che ci sta quando devi smerdare l'Intelligent Design, ma quando stai scrivendo a uno scienziato geniale come Stephen J. Gould te lo puoi anche infilare nel culo.
Comunque sì, sono cose abbastanza specifiche, e estremamente interessanti. In ogni caso, come avrete capito, la metafisica e la storia della filosofia non rientrano esattamente nei miei interessi.
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