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Candidatura Ileh

Last Update: 7/10/2019 11:03 AM
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6/3/2019 3:48 PM
 
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Nome: Ileh (Elfo di livello 5)

Clan desiderato: Ibridi

Genitore: PNG

Forma Animale: Vipera Aspide

Motivo della Candidatura: Ileh in On si trova davanti a una svolta al momento. Ha deciso di lasciare Narvick e tutto ciò che ivi ha costruito per ricominciare da capo. Magari poi spiegherò il perché di questa scelta a termine del bg in modo tale da rendere più chiare le motivazioni. Vorrei approfittare di questa “voglia di cambiamento” del mio pg per alzare l'asticella della difficoltà nel giocarlo, mettendolo innanzi a nuove sfide e un nuovo equilibrio da trovare.

Cosa è un Drakul: A parlarne in generale temo mi troverei a ripetere “a pappardella” il manuale ergo, provo a spiegare cosa sarebbe correlato a un pg come Ileh, che magari è anche più utile. Un drakul è un parassita che può mistificare questo suo parassitismo tramite la scusa del reciproco vantaggio. La sua sussistenza, la scelta della preda e ancor più della vena, tutto di lui lo connota come una creatura che nulla ha di indipendente, per la propria sussistenza: ha necessità impellente di altre creature senzienti per vivere, una necessità che lo spinge a prevaricarle con la forza o ad attrarle a sé tramite promesse, seduzione, inganno, in base al Regno di appartenenza. Tuttavia questa incapacità di sussistere senza “gli altri” che siano vivi o morti, considerati famiglia o mere sacche di sangue, viene da esso giustificata – spesso anche avanti a sé stesso – come se scegliere la propria preda fosse per essa una forma di privilegio (a parte le eccezioni contenute tra i Drakul appartenenti al Regno dei Viventi, ma toccare in questo momento anche la loro casistica porterebbe questo paragrafo ad essere un papiro infinito. Già il bg sarà un papiro infinito, per ora mi contengo).

Background:

GIOVINEZZA

Una gelida notte di Samaris una milizia di Dorchuam fece una scoperta macabra: al limitare del Bosco della Notte venne rinvenuto il cadavere di un'elfa. Ciò che fu evidente da un attento esame preliminare, fu che era deceduta a causa di una ferita da arma da taglio che ne aveva reciso la gola con sicurezza. Le altre coltellate che ne martoriavano il corpo erano state inflitte post mortem: se ne contarono quarantasette, una stima sommaria poiché diverse lacerazioni erano costituite dalla sovrapposizione di più colpi, cosa che rese impossibile conteggiare quanti effettivamente ne fossero. Lo sgomento fu enorme, all'interno della comunità: tale elfa, Amaryllis, era rinomata come una fine donna di cultura, che aveva coltivato come istitutrice generazioni di elfi di nobile retaggio. Austera e severa, terribilmente esigente ma rispettata come una grande mente e come una sorta di seconda madre da tutti, era stata una maestra d'arme, una maestra d'arte, una maestra di vita per molti giovani virgulti. Le indagini vennero celermente avviate alla ricerca di un colpevole che veniva reclamato a gran voce dalla popolazione tutta. Tra i sospettati figurava un ragazzino gracile e minuto dal volto efebico e i grandi occhi grigi: Ileh si chiamava ed era rampollo di una nobile famiglia di Dorchuam che aveva costruito la sua fortuna sul commercio di diamanti e pietre preziose: la famiglia Merellien. Il ragazzino venne appuntato dall'opinione pubblica come il candidato ideale a fare da capro espiatorio: era conosciuto per la sua arroganza, la sua presupponenza e il fatto che fosse una creatura irrispettosa, vanesia e capricciosa non era ignoto a nessuno. Insomma, un perfetto esempio di pargolo ricco e viziato che ritiene di essere il centro del mondo e che tutto sia dovuto. Sovente Amaryllis lo rimproverava, sia per la sua indole ben lungi dall'essere parca e morigerata, sia per la sua attitudine a fare le cose a modo proprio: la sua musica era inquieta e irruenta, affatto armoniosa e delicata; il suo stile di combattimento ben poco onorevole e più che altro basato sull'inganno, il tradimento, l'attacco alle spalle. Insomma, questo eccentrico e superbo allievo pretendeva di fare tutto come diceva lui, cosa che non andava giù ad una donna vecchio stampo che aveva basato un'intera vita sull'onore, la raffinatezza e la rispettabilità sociale. Così non fu affatto difficile per la popolazione far ricadere su di lui il sospetto per tale efferato delitto: facile era immaginare che sarebbe stato benissimo capace di compiere qualcosa di simile. Tuttavia delle indagini ufficiali non potevano fondarsi su semplici supposizioni né potevano men che meno percorrere una strada sola basandosi sulle stesse. Così si svolsero prendendo nel mirino diversi soggetti che potenzialmente avrebbero potuto avere un motivo per ucciderla. Ad Ileh venne data ben poca importanza e a stento venne interrogato e blandamente interpellato in materia. Questo ottenne spiegazione nel momento in cui le indagini, nel loro ampliarsi, portarono a galla altre verità, irrilevanti per quello specifico caso ma comunque sia di gran peso: il padre di Ileh aveva corrotto parte dell'elite militare di Dorchuam per far tenere fuori il più possibile il figlio dalle indagini. Non perché sapesse della sua colpevolezza ma perché neanche lui in fondo poteva escludere che quella serpe che si era cresciuto in seno fosse innocente. Questa scoperta innescò una reazione a catena e un domino di tessere crollò, le une sulle altre: vennero scoperti gli scheletri nell'armadio di tutta la famiglia, scheletri che i Merellien si erano prodigati una vita intera a celare, persino alla loro stessa progenie. Riciclaggio, corruzione, contrabbando, riduzione in schiavitù, ricatto, coercizione. Tutti i peccati vennero fuori, facendo cadere inesorabilmente la famiglia intera in disgrazia e condannandola a una damnatio memoriae che era un'onta in alcun modo lavabile. Fu così che il padre di Ileh commise suicidio e la madre si dice impazzì dalla vergogna e dal dolore. Il figlio invece non si scompose mai: raccolse le sue cose e, senza alcuna esitazione, lasciò il Bosco della Notte. Aveva ventinove anni allora e tutt'oggi, ricordando quel terribile scandalo, sono due le ipotesi che vengono vociferate: la prima è che fuggì poiché era colpevole (ipotesi avallata da quasi tutti); la seconda è che se ne andò per il dolore di vedere la famiglia distrutta e lui accusato ingiustamente (a questa ipotesi ben pochi credono). In tutta quella commozione e quel gran bisbigliare, due furono i dati di fatto consegnati alla storia: la famiglia Merellien aveva perso il suo potere e l'omicidio della povera Amaryllis rimase irrisolto.

ETA' ADULTA

Il problema per un ricco rampollo viziato che ingenuamente aveva lasciato casa così, senza pensarci su troppo, era che il mondo là fuori non ti vizia e no, non ti serve la colazione su di un vassoio d'argento ogni mattina appena sveglio. Così Ileh si trovò a dover trovare una soluzione a quella caduta in miseria che sarebbe stata inevitabile comunque, sia fosse rimasto, sia fosse partito. Essendo partito, la soluzione la trovò una volta raggiunta Naldelin e aveva il viso arcigno e paffuto di una ricca vedova umana assai corpulenta di nome Charlotte. In un certo senso neanche fu intenzionale, calamitarsi addosso l'attenzione di quella donna che era solita indulgere nei vizi che fossero di gola o della carne. Tuttavia quelle attenzioni vennero accolte come manna dal cielo: va bene, doveva scendere a qualche sgradevole compromesso ma se non altro poteva alzarsi in un grande letto la mattina e vivere nell'agio. Così si imbarco con lei quando fece ritorno alla sua città natale, Ultima e con lei rimase per quasi cinque anni. Si sistemò ben bene nella sua villa, si ritagliò lo spazio per studiare musica, arte con la quale la sollazzava di tanto in tanto e si trovò ad avere una grande quantità di tempo per affinare le proprie tecniche di combattimento. Tutto filò liscio fintanto che Charlotte non tornò a casa con un altro giovinetto che presentò ad Ileh come un “nuovo compagno di giochi”. Il giorno dopo tale evento, Charlotte morì misteriosamente nel suo letto nel sonno. Si suppose di vecchiaia per quanto – a parte una grande quantità di chili in eccesso – godesse di ottima salute. Il che mise Ileh nella condizione di dover ricominciare da capo la propria ricerca di una vita agiata, per quanto parte delle ricchezze della vecchia Charlotte svanirono con lui. Quella fu la prima di una serie di discutibili collaborazioni: ora che aveva capito quanto la sua bellezza potesse fare breccia nella virtù umana, si limitò a far seguire a Charlotte una serie numerosa di “mentori” che prendeva di mira proprio per via della loro ricchezza. Fu “ospite” di dame e messeri - per periodi di tempo più o meno lunghi – che avevano in comune due cose: l'agiatezza economica e la vecchiaia. Inutile dire, gran parte di questi rispettabili signori e signore di vecchiaia ci morirono guarda caso nel periodo in cui lui era ospite loro e del loro letto. In questo susseguirsi di conquiste e dipartite, nel cuore dell'ancora giovane Ileh si fecero strada due sentimenti: il primo era il disgusto per tutti gli esseri umani; il secondo – forse meno irragionevole del primo – era il desiderio di avere qualcosa che appartenesse a lui una volta tanto, senza che necessariamente fosse sempre lui ad appartenere a qualcuno. Così l'ennesima volta che si ritrovò nella condizione di ricominciare tutto da capo, non lo fece. Invece cambiò strada, interamente. Prese a vagare per l'Aengard, alla ricerca questa volta non di un pollo da spennare ma di un posto in cui rimanere per un periodo di tempo abbastanza lungo da sentirlo come suo. Su quel non più tanto giovane Ileh cominciava a gravare la stanchezza di una vita che non gli piaceva, passata in compagnia di esseri umani che lo nauseavano, per quanto quella vita gli avesse permesso di vivere agevolmente fino al giorno in cui giunse a Narvick. Lì incontrò uno strambo umano per le strade intento a scegliere un abito per una dama. Non strambo in quanto folle, strambo poiché vedere quella raffinatezza dei modi, quella cura per i dettagli, quell'educazione in un essere umano era per lui cosa nuova. Così quando quell'umano gli propose di lavorare per lui, non se lo fece ripetere due volte e accettò. Iago era il suo nome e da lì è cominciata una storia nuova, una storia diversa e che forse finirà in maniera più articolata di un semplice “alla fine Ileh si spazientisce e misteriosamente muoiono tutti”. O forse no, questo spetta al fato – e in parte al lacunoso buonsenso del rampollo dei Merellien - stabilirlo.

EVENTI ONGAME

Alla fine a Narvick ci si è stabilito. Si è procurato persino una casa, una magione elfica fuori dalle mura sulla riva nord del fiume. Per conto di Iago si è occupato di ristrutturare una vecchia Casa di Piacere per rimandarla in auge. E' stato Iago stesso ad affidargli quel compito, per quanto l'idea originale di una Casa di Piacere fu di Khaled. Ileh si è limitato a mettere i puntini sulle “i”, puntualizzando che avrebbe dovuto distinguersi da un semplice bordello ospitando artisti, feste, banchetti e una clientela che comprendesse anche le figure più ricche e potenti. Così si è preso l'incarico, ha progettato l'edificio e ha seguito la ristrutturazione fino alla fine, rendendolo un mastodontico monumento a Leira. Solo che quasi mai le cose vanno come vengono programmate. La Casa di Piacere si è rivelata essere la dimora di uno spettro, lo spirito di una prostituta uccisa là dentro che voleva indietro la propria figlia. Questo evento ha portato alla luce un lato di Ileh che fino a quel momento era riuscito a tenere celato: la sua completa assenza di compassione. Non ci ha riflettuto neanche due secondi prima di affidare a Joy e Krasus l'incombenza di ritrovare la bambina: tutto ciò che a lui interessava, era che i lavori si concludessero e la Casa di Piacere potesse aprire i battenti. Inutile dire, la drammatica storia dello Spettro non lo ha interessato minimamente, portandolo anzi – nel momento che tale spettro si rivelava come un ostacolo al proprio scopo – a trattarlo con sufficienza, disprezzo e fastidio. Arrivò a dire allo Spettro stesso, una madre affranta per la perdita della propria figlia, che se Ileh non avrebbe potuto avere l'edificio (che con tanta fatica aveva progettato e ricostruito) tutto per sé, l'avrebbe raso al suolo tra le fiamme piuttosto che lasciarlo a lei. Nel momento in cui la bambina è stata riconsegnata alla madre, la Casa di Piacere è stata attaccata da un branco di esseri dalle sembianze di bambini con le zampe di ragno. La hanno presa d'assedio, impedendo ai presenti di abbandonarla fino all'alba, quando i bambini ragno se ne sono andati. Questo evento ha portato a rivelare un altro aspetto del carattere dell'elfo: la necessità di avere il controllo su qualsiasi situazione e qualsiasi persona abbia intorno. Ha dato in escandescenze in maniera considerevole – a maggior ragione per una creatura per natura pacata e composta come un elfo – quando davanti a quella minaccia si è trovato affiancato da persone che reagivano in maniera scomposta, senza alcun piano in mente, tra molte chiacchiere e ben poco studio della situazione. Un motivo di stress per lui che ha preso la palla al balzo per prendersi una pausa da Narvick, una pausa dagli “umani” per dirigersi verso Varna a sbrigare una faccenda per conto di Iago. Quel viaggio lontano dagli umani gli ha permesso di rilassarsi abbastanza da riflettere lucidamente: avranno le zampe di ragno sì, ma sono pur sempre bambini e come tali tendono a comportarsi. Perciò il proprio ritorno a Narvick è stato caratterizzato da un nuovo piano: provare a catturarne uno, di quegli esseri, per poterlo studiare e magari capire se possono essere controllati, invece di braccarli e basta. Così si trova a costruire di nuovo, questa volta una cascina nel bosco come parte di un piano che prevede di utilizzare sale e pozioni per appropriarsi di una di quelle creature senza troppo sforzo. Ovviamente non ha le conoscenze e le competenze per attuare la strategia da lui stessa elaborata da solo. Ha bisogno di aiuto da parte di un conoscitore della magia, un alchimista e un medico per poterlo portare a termine con successo. La squadra la mette su, per quanto non completa ma poi alcuni spariscono, altri s'allontanano, altri perdono interesse lasciandolo ancora una volta - come accaduto con l'edificazione della Casa di Piacere – a fare tutto da solo. Così Ileh abbandona tale piano. Come strategia di azione, non come scopo ultimo. Perde interesse nell'umanità che popola Narvick e che lui reputa oziosa e inconcludente. Complice di questa visione è anche la mancata inaugurazione della Casa di Piacere: Ileh ha deciso di rimandarla per via di una creatura che infesta le strade cittadine e contagia con delle “macchie” di natura magica coloro che incontra. Un'inaugurazione con tutto l'assiepamento di gente che ne consegue sarebbe sconsigliabile fintanto che questa creatura non venga fermata. Ovviamente Ileh ha elaborato un piano per fermare anche questa, un piano che ha presentato a Iago, questi ha approvato, poi è morto lì in un nulla di fatto essendo che tale strategia prevedeva l'ausilio delle milizie cittadine per essere portato a termine. Ileh da solo non poteva occuparsene e nessuno si è attivato per metterlo in pratica. Insomma, ci sono stati un susseguirsi di eventi che hanno portato Ileh a decidere di abbandonare Narvick. Narvick è stato il suo primo “esperimento” di vita stanziale con il quale ha voluto capire fin dove era in grado di spingersi e cosa sarebbe stato in gradi di ottenere, se avesse voluto provare a costruire davvero qualcosa in un luogo solo. Ora che l'esperimento è concluso – come fallimento, ma ovviamente non imputerebbe mai a sé stesso la colpa, non è caratterialmente in grado di fare mea culpa – ha deciso che è tempo di muovere altrove: verso il Bosco della Notte, verso Dorchuam, dove riprendersi il titolo che gli spetta e il proprio posto nella comunità, dopo settant'anni che l'aveva lasciata. Uno scopo che ne nasconde un altro: riuscire a rientrare a Dorchuam, a farsi accettare tra gli Elfi della Notte di nuovo, lo porterebbe nella posizione di poter spingere gli Elfi stessi a muoversi riguardo alla questione dei bambini ragno. Sono creature della Notte e come per tutte le creature della notte, gli Elfi della Notte sono coloro che hanno il compito di proteggerle e tutelarle quindi - nei suoi piani – gli unici ad avere i presupposti per avanzare una qualche rivendicazione nella questione, rivendicazione dalla quale trarre benefici.

TRASFORMAZIONE

Su questo punto vorrei tenermi più vaga, per non influenzare troppo quello che comunque potrebbe essere uno sviluppo On con le sue variabili. Parto dal presupposto che Ileh non ha conoscenza della razza Drakul e nel suo vissuto non v'è traccia dell'ingerenza di esponenti di tale razza (ho voluto evitare di inserire una cosa simile a posteriori nel bg, avrebbe fatto risultare il tutto solo forzato a mio parere). Quindi qualsiasi sviluppo sarebbe “ex novo” per la consapevolezza del pg (quindi sarebbe secondo me carino gestirlo senza troppa “premeditazione” da parte di me player). L'idea che mi ero fatta – e forse anche la più plausibile visto e considerato che del Regno degli Ibridi si parla – è che Ileh nel corso del tempo sia stato tenuto d'occhio da un Drakul a cui non è sfuggita la sua personalità: quell'insoddisfazione perpetua che lo porta a spostarsi continuamente e non trovare mai nulla che lo appaghi davvero, quell'ambizione sfrenata che lo porta a porsi sempre avanti nuove sfide, quella mente metodica che vive di piani, progetti e complotti senza fine. Queste caratteristiche potrebbero attirare un Drakul che ha mire “espansionistiche” in tema di potere sull'Aengard. Insomma, Ileh potrebbe apparire come un buon investimento, una pedina utile, in visione di un futuro in cui potrebbe arrivare a raggiungere obiettivi sempre più grandi, proprio per il fatto che è un pg che non si accontenta del quotidiano, del banale, del comune. Dal canto suo Ileh potrebbe anche accettare volontariamente un cambiamento simile: è pur sempre un elfo della notte, la perdita della possibilità di godere della luce del sole non lo preoccupa affatto anzi, lascerebbe la sua condizione quasi invariata. D'altro canto, è un pg ossessionato dalla bellezza, dall'aspetto, un pg per cui “la forma è più importante del contenuto” (come non si esonera dallo specificare ogni volta che ne ha occasione), quindi l'ipotesi di poter incastrare il proprio aspetto in un momento della sua giovinezza (ha comunque sia un secolo di vita oramai, la sua giovinezza non durerà poi ancora così a lungo, non nell'ottica di un elfo) sarebbe per lui allettante abbastanza da sopportare qualsiasi cosa, qualsiasi limitazione, qualsiasi malus. Dopotutto si tratterebbe di continuare ad usare gli altri come sempre ha fatto, seppur in maniera differente e più radicale.
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6/4/2019 10:55 AM
 
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Ciao!

Intanto grazie per l'interesse mostrato per la razza.
Ho letto il BG e lo trovo ben scritto, scorrevole e interessante riguardo la personalità di Ileh.
Il pg lo vedo ben costruito e approfondito, mi è piaciuto il vago che metti nel raccontare i "probabili" omicidi che Ileh compie e di come sia distaccato dal resto del mondo nelle trame che non lo riguardano.

Dopo queste doverose considerazioni, passo alle prime domande toccando per ora la parte più "personale".

- La richiesta in razza, a quanto leggo, è stata fatta per questo percorso ON di "crescita" che affianca il tuo personaggio. A livello personale però, come mai per questo cambiamento di gioco e di trame hai deciso per i Drakul?

- Cosa vedi nella razza di potenziale per Ileh e come pensi di sfruttarla?

- Come mai hai scelto proprio il Clan "Ibridi"?

- Gli Ibridi, come vengono descritti, hanno un rapporto piuttosto particolare con le loro vene. Hai descritto molto bene il rapporto drakul/vena ma vorrei capire come pensi che questo concetto si allinei con la scelta del Clan e in che modo pensi di portarlo avanti.

- L'allontanamento da Narvick non ho ben capito se sia o no definitivo, visto che risolvere il problema dei bambini ragno - e quindi prendersi la Casa del piacere - è comunque negli scopi del viaggio di Ileh.

- Il voler arrivare a riprendersi "potere" nel Clan degli Elfi della Notte, come collimerebbe con l'entrata nel Clan degli Ibridi? Pensi che, guardando la personalità di un Ibrido e i suoi scopi, tale cosa sia possibile?


Per ora direi basta! A te :)





• Zukho Antiva • Limnaru • Pesce Rosso •
"Bene e Male dipendono dai punti di vista."


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6/4/2019 1:43 PM
 
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Le prime tre domande ho deciso di accorparle in una sola, poiché così mi è più comodo riponndere. Poi in caso servissero altri chiarimenti chiedi pure.

Quando creai Ileh non lo creai con lo specifico intento di far richiesta con una razza chiusa anzi, partii dal presupposto che non la avrei richiesta. Avevo semplicemente un dubbio che volevo chiarire: è possibile muovere un pg che sia estremamente superficiale di carattere ma costruirlo in maniera affatto superficiale? Fin quanto può divenire “profondo” e complesso il roling di un pg superficiale? Ileh fu un esperimento con cui volevo provare a rispondere a tale curiosità personale e in tal senso mi sto muovendo anche ora, considerando che comunque un pg non è mai statico ma la sua evoluzione è in continuo divenire in base agli incontri e agli eventi a cui si affaccia. Ho cambiato idea sul richiedere la razza – per l'appunto il Drakul – per il mio pg quando per caso mi sono affacciata alla documentazione inerente i diversi Clan Razziali (che nei primi mesi di gioco, appunto perché non li trovavo di mio interesse, avevo snobbato bellamente, faccio mea culpa). La documentazione degli Ibridi mi ha in un certo senso sorpreso poiché sembrava ricamata esattamente sul mio pg. Ecco perché il Drakul, ecco perché l'Ibrido. Mi sono resa conto che rendere Ileh un Drakul e inserirlo nel clan degli Ibridi avrebbe comportato dei mutamenti interessanti. No, non ritengo stravolgerebbe il mio pg, gran parte della mentalità degli Ibridi è para para quella di Ileh al momento quindi – eventi estremi On mai da escludere comunque a priori – una mutazione molto probabilmente lascerebbe gran parte dei suoi tratti caratteriali e comportamentali invariati. Tuttavia ne accentuerebbe altri, permettendomi appunto di “evolverlo” senza snaturarlo. Insomma, essere un Drakul gli darebbe paradossalmente quella libertà in più che gli consentirebbe di essere sé stesso molto più di quanto faccia ora che, in quanto elfo, tiene a freno se non addirittura nascosti molti lati di sé. Accentuerebbe molto probabilmente la sua già preponderante superbia; lo renderebbe probabilmente molto più distaccato nell'atteggiamento (mentre ora è sì distaccato ma mistifica questo distacco fingendosi particolarmente comprensivo e amichevole per avere l'accettazione degli altri); la caratteristica di vedere gli altri come meri mezzi per raggiungere scopi già la ha tuttavia questo “uso” degli altri diverrebbe più radicato e strutturale per la sua stessa esistenza, accentuandosi marcatamente. Ovviamente, queste rimangono speculazioni a priori che non danno certezze su quale sarà poi il gioco On, appunto perché quello va giocato e apporterà sicuramente variabili significative come è giusto che sia.


Il rapporto con le vene: Partiamo dal presupposto che Ileh è la superbia fatta persona. Quindi nessuno mai sarà bello/affascinante/intelligente come lui. Ne consegue che per lui mai nessuno è alla sua altezza e in caso incontrasse qualcuno che lo eguagli... Molto probabilmente si farebbe prendere dall'invidia e la cosa lo manderebbe in bestia. In parte il modo orribile in cui ha trattato lo spettro della Casa di Piacere è dovuto da questo: il Master lo ha descritto come una donna bellissima e qualcosa di bellissimo a parte lui “nel suo territorio” non ce lo vuole. Altra caratteristica di Ileh è la possessività: le cose belle le vuole sue e se sono sue nessuno deve toccarle. E per “cose” intende anche “persone”, non fa alcuna distinzione tra le due categorie. Questa caratteristica di estrema possessività si traslerebbe anche verso le vene ma non per una caratteristica propria degli Ibridi, per una caratteristica espressamente sua, come elfo e individuo. Allo stesso tempo, per Ileh non avrebbe senso scegliere le vene in base a una qualche preferenza dettata dal “gusto”: comunque chiunque non sarebbe mai all'altezza di essere sua vena, se si basasse su questo. E fosse all'altezza, vorrebbe dire che sarebbe in qualche modo in concorrenza con lui quindi preferirebbe vederlo morto. Ci tiene, ad essere in cima alla sua particolare lista di “cose che sfiorano la perfezione”, di sicuro non ammetterebbe di finire sul secondo gradino del podio, men che meno per una vena. Quindi il rapporto con le vene da parte di un Ileh Drakul sarebbe prettamente strumentale: le sceglierebbe in base alla loro utilità, le monopolizzerebbe per tutto il tempo in cui ne abbisogna, per poi abbandonarle dal momento in cui non gli dovessero servire più. Anche ora è così, seppur su scala più ridotta: le persone di cui si è circondato a Narvick non le ha scelte a caso ma le ha selezionate in base a caratteristiche che possono renderle utili a lui. La logica sarebbe la stessa, un poco più estremizzata. Esiste un'eccezione tuttavia a questo atteggiamento: nella sua vanità Ileh ama essere ammirato, lodato, adorato. E' una caratteristica che spesso si risolve addirittura in un malus, tanto è debole alle lusinghe di chi si trova di fronte. Potrebbe uscire da tale logica per rendere vena qualcuno che lo adori e lo idolatri: sarebbe un modo per tenere quell'individuo al proprio fianco con lo scopo di alimentare il proprio già enorme ego, che nutre un bisogno compulsivo di continuare ad alimentare. Non differisce molto dall'Ileh Elfo che ha deciso di volere Ioviane come amante: lui l'ha riempito di complimenti dal loro primo incontro, lodandone la bellezza, la musica, la capacità, il fascino costantemente: quindi Ileh sente la necessità di averlo vicino poiché alimenta il proprio ego. Tanto per chiarire cosa intendevo dire, quando dicevo che in fondo il modus operandi di Ileh Elfo e Ileh Drakul avrebbero parecchie similarità, per quanto ovviamente si svilupperebbero poi in maniera diversa.

L'allontanamento da Narvick sarebbe definitivo e qui penso di non essermi spiegata bene nel precedente post perciò lo spiego con parole diverse.

Casa di Piacere: a Ileh interessava progettarla e costruirla. Era un modo per ostentare il proprio ingegno e il proprio buon gusto, mettendo in mostra cosa fosse in grado di fare. Costruire una cosa bella e far vedere a quei buzzurri degli umani cosa la vera bellezza sia, era ciò che voleva. Ora che l'ha costruita e l'ha resa grandiosa quanto voleva (che sì è un monumento a Leira ma in fondo è un monumento anche a sé stesso e al proprio ingegno), non ha nei confronti di tale struttura nessun interesse: gestirla lo costringerebbe semplicemente a rimanere “intrappolato” tra le sue quattro mura, impedendogli di dedicarsi a progetti più magnificenti. Quindi si è tirato fuori dalla questione Casa di Piacere e di conseguenza, dalla faccenda dello gnomo (non ricordo che creatura era ora, abbi pazienza) che sparge macchie in giro, che è ciò che ne impedisce l'inaugurazione. Lui vorrebbe tirarsi fuori da Narvick prima dell'inaugurazione perché altrimenti teme di rimanerci incastrato a forza, nella questione della Casa di Piacere quindi al di là di lamentele varie “di facciata”, avere quello sgorbio in giro gli fa comodo per ora.

Bambini Ragno: tornerebbe per i bambini ragno, questo sì. Questo perché ha fatto una riflessione in fondo elementare: posso denunciare la cosa, braccarli e ucciderli è vero. Perché allora non provare a studiarli per vedere se posso sottometterli e controllarli, invece di annientarli? Per questo ha voluto tenere Iago all'oscuro del proprio piano. Lo scopo di Ileh non è semplicemente risolvere la faccenda: il suo scopo è provare a conquistarli e tenerseli per sé, come una sorta di piccolo esercito personale. Poi che noi in Off sappiamo quanti inghippi abbia provare a far succedere uno spunto simile è un conto: Ileh in On ci proverebbe comunque, non si lascerebbe scappare una tale opportunità (anche perché fallisse, sarebbe comunque uno spunto di gioco che potrebbe coinvolgere più pg, quindi mi sembrava un peccato semplicemente sprecarlo in un nulla di fatto).

Riprendersi il potere nel Clan della Notte: abbi pazienza, anche qui devo fare una premessa: Ileh è un pg pigro e codardo. Per sua stessa ammissione, non lo nasconde anzi, considera le due cose come doti. Quindi il suo motto di base è: massimo risultato con il minimo sforzo. Riprendere il proprio titolo nobiliare lo eleverebbe rispetto al resto degli Elfi, dandogli un certo margine di “intoccabilità” che anche se non assoluto, gli farebbe comodo. Molto probabilmente è di quelli che si metterebbero a fare volontariato, elargire donazioni e dedicarsi alla beneficenza in genere per accaparrarsi la benevolenza altrui e quella fiducia che gli permetterebbe di avere con più facilità gente da usare in quanto Elfo, “cibo” a portata di mano in quanto Drakul. Essere nobile dà privilegi ma non dà le responsabilità onerose dell'essere regnante, ad esempio. Sarebbe una via di mezzo che gli permetterebbe di perseguire i propri scopi più agevolmente ma senza doversi sobbarcare tutto l'impegno e la fatica che richiede regnare. Se a Ileh venisse proposto di regnare su di un territorio, rifiuterebbe senza pensarci due volte molto probabilmente. Forse – e è un forse grosso come la casa, che in On di uno sviluppo simile ancora non c'è traccia e facile non ci sarà neanche mai – potrebbe ambire alla posizione di Leird della Notte: è vero, ha delle responsabilità come carica, tuttavia alla fine della fiera - in caso di questioni serie e su larga scala – è al Re degli Elfi che spetta prendere le decisioni, assumersi le responsabilità, prendersi in genere “lo sbattimento” di trovare una soluzione. Quindi anche quella sarebbe una posizione intermedia a cui uno come Ileh volendo potrebbe ambire, in caso se ne venissero a creare i presupposti. Insomma, vuole privilegi sì, sia per comodità che per nutrire il proprio ego ma non privilegi così grandi da esporsi troppo, faticare troppo, rischiare troppo, ecco. Senza contare che avere privilegi, sia di natura nobiliare che altra, gli permettere finalmente di vivere quel “distacco” che sente dalla volgare plebe e di poterlo giustificare. Insomma, per un comune cittadino agire in maniera distaccata potrebbe essere mal visto – cosa che lo spinge a fingere una comunione di sentimenti e di intenti che non ha, con chi lo circonda – ma per un nobile, agire con distacco potrebbe essere considerato normale, ovvio. Così potrebbe essere sé stesso senza dover scendere più a compromessi con gli altri.
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Ok.
Quello che mi preme molto nel gioco di razza - tra la corretta interpretazione del Drakul, dei suoi malus e delle sue skill - è l'interazione con le vene, ergo: gioco con i player.
Da quello che mi sembra di capire di Ileh è che ha, come atteggiamento, una superbia e una superiorità che il Drakul accentuerebbe.
Il tuo gioco come detto lo trovo ben caratterizzato e approfondito, ma vorrei capire meglio come consideri questo aspetto di Ileh nel rapportarsi con gli altri, o quantomeno se lo consideri pericoloso. Che tipo di gioco affronteresti? Pensi di ammorbidirlo per "inganno"? Ileh cercherà dei compromessi? Insomma, come pensi di muovere il pg drakul affinché riesca ad avvicinare e ad ottenere la completa fiducia e devozione di un pg?

Inoltre, questa sorta di "superiorità" che Ileh crede di avere, gli permetterà di generare una progenie?
Se sì, in che modo pensi che la accolga/consideri Ileh Drakul?

E ancora qualche domanda. Abbiamo parlato di "rapporto con le vene", ora passo al "rapporto con gli altri Drakul":

Spiegami Ileh come vedrebbe qualcuno che è "come lui" e, nel rispetto dell'esser pari-razza, come e in che modo li affronterebbe/considererebbe.



Concludo con una precisazione riguardo il clan Elfi della Notte:

Da un punto di vista OFF con il clan razziale Ibrido, ovviamente, non potresti entrare in quello degli Elfi della Notte, soprattutto come "Leird" che prevede la carica ad un elfo della notte puro.
Da un punto di vista ON, l'Ibrido ha una devozione per la razza "Drakul" (a differenza degli altri due Clan che ti chiederò in seguito), quindi occuparsi di razze che non rientrino in questa categoria la vedo piuttosto al di fuori dagli scopi della sua Famiglia.
Trovo, a mio parere, più fattibile un percorso nella Nobiltà Elfica, in tal caso.

[Edited by °Zukho° 6/5/2019 4:46 PM]





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A questa domanda invero mi è difficile rispondere. Questo perché un Ileh Drakul come prima cosa si troverebbe a dover affrontare una nuova natura, nuove caratteristiche, nuove esigenze. Quindi molto probabilmente i primi tempi – essendo per l'appunto un pg codardo – si troverebbe a dare fondo a tutta la diplomazia di cui è capace per nascondere il proprio mutamento e cercare in qualche modo di “prendere le misure” su limiti e capacità della nuova condizione. Quindi sì, sarebbe più propenso all'inganno e al raggiro, in un primo periodo di tempo che per me è impossibile capire quanto durerà davvero. Poi onestamente non so. Come Drakul dovrebbe “riscoprirsi” un po' come un bambino che scopre il mondo per la prima volta. Dovrebbe “imparare” ad essere qualcosa di nuovo e a gestire la sua nuova identità. Ciò implica che quel che verrà poi sarà inevitabilmente viziato (anche in maniera preponderante, probabilmente) dagli incontri e dall'ambiente in cui si troverà a sviluppare questa nuova identità. Deve apprendere chi è e cosa ciò comporta: dovesse trovarsi a confrontarsi con un altro Drakul potrebbe trarne qualche insegnamento, dovesse trovarsi a farlo da solo, dovrebbe “inventarsi”. Su questo processo avrebbe una enorme influenza l'ambiente in cui svilupperebbe la nuova natura: si trattasse di un ambiente positivo o neutrale, potrebbe continuare sulla strada della diplomazia e dell'inganno, si trattasse di un ambiente negativo, potrebbe essere anche più sfrontato. Si apre la possibilità di una sorta di “doppia faccia” con cui adattarsi ad essere in un modo con certi pg e in certe situazioni, ad essere in un altro laddove sa di poterselo permettere. Ma carpire questo confine sarebbe frutto comunque di un percorso On impossibile per me da prevedere. C'è da tenere conto che anche ora Ileh è un pg abbastanza terribile eppure - a parte un solo pg che tuttavia è mosso da razzismo verso gli elfi - è benvoluto da chi ha intorno. Tra i suoi molti conoscenti c'è persino chi lo ritiene un amico, senza sapere cosa sotto la sua facciata si celi. Ileh nasce come pg Diplomatico perciò volendo può farlo. Il punto è se l'ambiente e la gente che incontrerà in On lo spingerà a volerlo fare o meno e sopratutto, se sarà in grado di fargli capire quanto sia utile farlo o meno. Per ottenere la fiducia e la devozione di un pg dopotutto, bisogna approcciarlo secondo le sue aspettative e la sua personalità: vien da sé che dipende più dalla personalità del pg che si vuole approcciare che da Ileh stesso, che può solo decidere di adattarsi a queste nelle proprie metodologie o di lasciar perdere.

Credo che vagliare il discorso progenie sia prematuro da parte mia: non lo so onestamente. Personalmente ritengo che il discorso di creare una progenie o meno, per una creatura come un Drakul – a maggior ragione per un Ibrido – debba avere delle basi On solidissime che potrebbero anche non maturare mai, tanto sono complesse e richiedano un gioco prolungato. Allo stato attuale non mi viene in mente nulla – per Ileh come è ora – che possa spingerlo a generare una progenie. Molto probabilmente potrebbe spingerlo l'utilità che potrebbe avere tale progenie (in tal caso, ci sarebbe per ragioni logiche una estrema reticenza dal volerla liberare dalla propria influenza) o per il capriccio di trovare delle potenzialità in qualcuno e pensare: “se gli dessi le capacità di un Drakul, cosa potrebbe diventare?”. Questa sarebbe un'evenienza più dettata da una sorta di curiosità infantile ma come detto, sto speculando molto alla lontana. Sicuramente un pg come Ileh dovrebbe subire dei mutamenti sostanziali da come è ora, per anche solo concepire l'idea di una Progenie.

Il discorso riguardo il comportamento con i pari-razza è già un po' più prevedibile, per quanto anche questo suscettibile come tutto di mutazioni dettate dall'On. Ileh tenderebbe a guardare per lo più il proprio “orticello” senza mischiarsi troppo neanche con i suoi stessi simili. Non lo farebbe entusiasticamente ma potrebbe farlo, in una logica pragmatica di utilità e di scambio di favori reciproci. Per fare un esempio: se Zukho dovesse chiedere a Ileh di dargli una mano perché ha bisogno di aiuto, la risposta potrebbe essere picche se non ci fosse di mezzo una minaccia anche per Ileh stesso o l'ipotesi di un tornaconto personale/un ritorno di favore. Insomma, non avrebbe una “familiarità” gratuita con la propria razza – come con chiunque altro d'altronde - ma se la avrebbe, sarebbe sempre mossa da un qualche interesse personale. Di sicuro, su questo sono quasi certa, non aprirebbe mai le ostilità con un proprio simile e non si porrebbe in maniera belligerante nei suoi confronti poiché, sempre per un discorso pragmatico, un proprio simile è qualcuno con cui sussiste l'evenienza (molto più che con gli altri) di trovarsi a doverci collaborare in certe situazioni: inimicarselo sarebbe stupido a priori essendo non prevedibile ciò che riserverà il futuro. La variazione sostanziale potrebbe aversi nei confronti di altri Ibridi: lì entrerebbe in gioco la sua possessività morbosa che lo porterebbe a ritenere il Clan come qualcosa di “suo” e ciò che è suo non si tocca ergo, le carte in tavola cambiano e diverrebbe estremamente collaborativo, a tal punto da esporsi anche in prima linea per loro, anche solo per questione di principio.


Sulla precisazione: sì di questo sono consapevole. Tuttavia il fatto che io abbia fatto richiesta per la razza non implica in alcun modo che la mia richiesta venga accolta. Potrei anche fallire l'esame e rimanere con il pg Elfo. Ergo, l'On di Ileh è mosso dalle ambizioni e gli scopi di Ileh elfo, per questo parlavo di nobiltà elfica: per ora Ileh va in quella direzione in On, in caso avvenisse il cambio razza, sarebbe tutto da rivalutare. E' un proposito che spinge Ileh Elfo ora, nel presente, non nel futuro.
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Ok.
Per la precisazione, l'ho voluta fare perchè il tuo pensare a "cibo facile" se Drakul, mi aveva messa in allarme, ho preferito perciò sottolineare anche per interpretazioni future di altre candidature in questa sede. Per il resto è indubbio che questo ON segue la linea di Ileh Elfo. ;)

Ti faccio ancora qualche domanda personale.

- Ileh come pg e Drakul Ibrido, cosa pensi che possa portare alla razza come contributo di gioco e idee?
- Anche se penso di aver capito l'indole, ti faccio ugualmente questa domanda: Ileh sarebbe portato a rivelare cosa è a persone fidate, che non siano sue vene?

Passo alle domande un po' più tecniche:

- Come nascono i Drakul? E da quanto esistono?
- Parlami dei Clan (a parole tue, con anche qualche considerazione personale) e delle novità inserite recentemente.
- Come nasce il Luogo di Sepoltura, cosa è e che valenza ha in un Drakul?
- Quali sono i punti deboli di un Drakul?
- Come funzionano le varie Forme?


(in tal caso, ci sarebbe per ragioni logiche una estrema reticenza dal volerla liberare dalla propria influenza)



- Su questa tua affermazione, puoi definirmi meglio il concetto di Drakul Genitore/Progenie?
- Qual'è la differenza del rapporto tra Drakul/Vena e Genitore/Progenie?

A te!
[Edited by °Zukho° 6/6/2019 12:52 PM]





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- Ileh come pg e Drakul Ibrido, cosa pensi che possa portare alla razza come contributo di gioco e idee? 

Io come player in primis sono una di quelli che non aspettano sempre l' “imbeccata” del Master ma si prodigano sempre nel cercare spunti e provare ad ampliarli a più utenti possibili (laddove ovviamente l'On lo consenta): ho trascinato pg nello spunto della Casa di Piacere da ristrutturare, sto trascinando pg nello spunto dei Bambini Ragno, anche negli spunti in cui Ileh non è attivamente coinvolto faccio circolare le notizie il più possibile Ongame in modo tale che eventuali pg interessati possano inserirsi (vedasi il filone Peta Petaccia: Ileh se ne è tirato fuori ma ha informato praticamente tutta l'utenza di Narvick di tale minaccia). Perciò come promuovo il gioco di iniziativa (ovvero quel gioco in cui non si attende sempre l'idea del Master ma si fanno partire gli spunti direttamente dall'iniziativa dei pg) con Ileh Elfo, ciò non cambierebbe con Ileh Drakul. Dopotutto, scegliere gli Ibridi vuol dire approcciarsi a un Clan che attualmente non presenta player al suo interno, quindi sarebbe un gioco interamente da costruire e promuovere (anche magari per invogliare altri a fare richiesta per questa razza: se si gioca, si gioca bene, altri player sono spronati a volersi unire al gioco invece che rimanerne spettatori). Oltre a questo c'è da dire che Ileh è un pg negativo in un contesto in cui il gioco prettamente negativo langue parecchio: molto probabilmente – poste le basi On necessarie, ovviamente – con un Ileh Ibrido sarebbe interessante promuovere un gioco negativo più strutturato e organizzato. Che pg negativi ne abbiamo sì, ma sparsi per tutta la land e divisi in varie gilde, senza obiettivi comuni in un contesto dispersivo: l'appartenere alla razza Drakul potrebbe dare spunto a Ileh per “andare oltre” il mero gioco di inganno (che è ciò a cui si limita Ileh Elfo) e provare a costruire qualcosa di più articolato coinvolgendo altri pg. Questa seconda ipotesi sempre fermo restando l'On, quindi è qualcosa che andrebbe valutato poi, in un secondo momento.

- Anche se penso di aver capito l'indole, ti faccio ugualmente questa domanda: Ileh sarebbe portato a rivelare cosa è a persone fidate, che non siano sue vene? 


La risposta è “no” allo stato attuale delle cose. Ileh al momento non ha persone fidate: tutti i pg con cui si interfaccia quotidianamente sono legati a Iago in quanto regnante. Ergo, qualsiasi cosa dica o faccia, dà per scontato che in un modo o nell'altro venga riportata a lui, non tanto come pg quanto come ruolo istituzionale. Persino a Ioviane non lo direbbe, per quanto probabilmente al momento è il pg a cui è più legato: è comunque anche lui fedele a Iago, quindi sarebbe fuori discussione. Molto probabilmente se cambiasse ambiente – che è ciò che comunque intende fare in On – e sfuggire al Grande Occhio di Iago (stile Grande Fratello ndr) le cose potrebbero cambiare. Tuttavia anche lì, rivelare la propria identità a qualcuno che non è sua vena potrebbe avvenire a un'unica potenziale condizione: uno scambio. Tu mi riveli la tua natura, io in cambio ti rivelo la mia. E' l'unica ipotesi che mi viene in mente al momento, per un'evenienza simile.


DOMANDE TECNICHE

- Come nascono i Drakul? E da quanto esistono? 

I Drakul esistono da un paio di secoli, per lo meno sul piano mortale dove Feriy attirò i Primi. Son, tra le razze chiuse, l'ultima creata.
Nascono come esito di svariati esperimenti di Shanaas. Sono sostanzialmente un cuore diviso in tre parti e instillato all'interno di un corpo ciascuno. I primi creati furono i Defunti che ottennero il favore di Morwell, i secondi furono i Viventi che ottennero il favore di Khorr e Raswa-ti e infine gli Ibridi che ottennero il favore di Liera. Valekun diede loro un corpo materiale, Feriy li attirò sul piano materiale e le divinità decisero di rinnegare le loro creature una volta che su questa giunsero. L'ho fatta schematica per far capire che ho capito, dimmi se servono approfondimenti.

- Parlami dei Clan (a parole tue, con anche qualche considerazione personale) e delle novità inserite recentemente. 

Se dovessi parlare dei clan a parole mie, direi che in tutti e tre i casi i Drakul che vi appartengono tentano di sopperire alla propria sensazione di “mancanza” provando a ricalcare una struttura comunitaria tipica di un aspetto del mondo dei mortali: i Defunti degli animali predatori; i Viventi dell'assetto politico del mortali; gli ibridi di un ambiente sacerdotale/ecclesiastico (per quanto il secondo termine non sia coerente con l'ambientazione, rende bene l'idea perciò lo ho inserito lo stesso). Parlando degli Ibridi, secondo me sarebbe plausibile (sempre per considerazione personale, essendo che allo stato attuale in On non vengono giocati non essendocene) che abbiano una ritualità più marcata: una simbologia che veicoli significati per loro importanti, magari delle ricorrenze da celebrare in maniera comunitaria comunque una sorta di ritualismo non necessariamente magico ma anche solo simbolico che li porti a caricare di significato la loro identità come comunità. Fatte le considerazioni personali, passo a parlare dei clan come intesi da ambientazione. I clan come furono creati dalle divinità, hanno una prima differenza che è la base del loro comportamento per quanto sarebbe riduttivo considerarla l'unica: le modalità di nutrimento. I Defunti si nutrono di sangue mortale prelevato da creature vive; il Viventi di sangue anche animale volendo; gli Ibridi di sangue di creatura viva o morta, infatti hanno la capacità di “stipare” il sangue di una creatura e sfruttarlo come nutrimento in caso di necessità. Questo diverso modo di nutrirsi getta le basi del rapporto tra le tre Stirpi: i Defunti considerano indegni i bevitori di sangue animale così come ritengono disgustoso il sangue morto; i Viventi (alcuni di essi per lo meno) hanno una pessima considerazione di coloro che bevono sangue umano e – allo stesso modo dei Defunti – non apprezzano il fatto che bevano sangue morto. Gli Ibridi sono gli unici a non presentare problemi in merito al modo in cui si nutrono gli altri (per quanto – considerazione personale – potrebbero vedere il cibarsi di sangue animale come una “negazione” della propria natura, un modo per ripudiare sé stessi e quindi penso che non li entusiasmerebbe l'idea. Essendo che hanno un'alta considerazione della propria razza, il fatto che se ne “freni” la natura per sottostare a un'etica propria dei mortali potrebbe essere considerato un affronto). Alle differenze nelle modalità di nutrizione se ne sono sommate altre (mi piace pensare a una sorta di sovrastruttura culturale che scaturisce in parte e si consolida a partire dall'indole che all'atto della loro generazione i Primi avevano. Mi spiego meglio: noi esseri umani, nella nostra quotidianità, siamo immersi in una cultura che nel tempo si è “modellata” in base alle nostre esigenze. Una cosa simile potrebbe aver spinto i Drakul a “modellare” la propria comunità, da un punto di vista culturale nel tempo in base alle esigenze proprie degli appartenenti del clan). Comunque, la struttura comunitaria più simile per l'appunto a un Branco dei Defunti prende le mosse dalla loro indole più “animalesca” e ferina che li spinge ad essere di indole predatrice e ad avere un atteggiamento più territoriale. I Viventi invece, hanno una struttura gerarchica più simile a quella delle comunità umane che prende le mosse da una propensione alla morale e alle emozioni molto più simili alle loro. In linea di massima, sono quelli che più degli altri Drakul possono essere tormentati da una “frattura” tra ciò che sono e ciò che sentono. Gli Ibridi hanno una struttura – passami il termine magari impreciso – di stampo più sacerdotale per via del loro isolamento che li spinge a trovare un significato alla loro esistenza nel perseguire i proprio scopi, in una forma di “elevazione” rispetto alle altre razze che fino ad un certo punto li isola dalle dinamiche delle stesse e del mondo.

Poi dovessero servirti altre informazioni chiedi, ho preferito procedere per comparazione ergo, potrei essermi persa qualche dettaglio che non ho riportato.


- Come nasce il Luogo di Sepoltura, cosa è e che valenza ha in un Drakul? 

Il luogo di sepoltura è il luogo in cui la creatura mortale che un tempo il Drakul era, viene sepolta per poi tornare in superficie dopo sette giorni come Drakul. Quello è il primo luogo di sepoltura ma non l'unico, poiché il Drakul può scegliere di cambiare luogo di sepoltura in caso di necessità: basterà seppellirsi e trafiggersi il cuore in un nuovo luogo di sepoltura. Il luogo di sepoltura è fondamentale per il Drakul o meglio, è fondamentale il fatto che esso rimanga un segreto da custodire al massimo con pochi intimi estremamente fidati. Infatti, dovesse essere rinvenuto un Drakul in fase di rigenerazione nel proprio luogo di sepoltura, sarebbe possibile decretarne la morte definitiva tramite utilizzo del fuoco magico.

- Quali sono i punti deboli di un Drakul? 

L'unico vero punto debole del Drakul è il cuore. Esso è il centro da cui si dipana tutta la sua magia nonché l'unico organo funzionante – assieme al cervello, ovviamente – del suo corpo.

- Come funzionano le varie Forme? 

Il Drakul ha tre forme: animale, materiale e nebbia. Nella materiale e in quella nebbia, i Drakul sono sempre percepibili magicamente mentre non lo sono in quella animale. Nella forma animale possono fare ricorso alle skill che sono consone a tale forma, mentre in forma nebbia sono danneggiabili solo dagli attacchi magici. Viene usata anche per utilizzare il sottosuolo come possibilità di spostamento quando le condizioni meteo non gli consentono di muoversi liberamente all'aperto. In ogni caso, sia la forma nebbia che quella animale devono sempre partire dalla forma materiali e tornarci: non è possibile passare direttamente dalla forma nebbia a quella animale e viceversa (o per lo meno, così io l'ho capita).

- Su questa tua affermazione, puoi definirmi meglio il concetto di Drakul Genitore/Progenie? 

Mi soffermo per ora sulle dinamiche generiche, fai sapere se vuoi un excursus sulle differenze di visione in base ai clan. Il Drakul Genitore è colui che decide di rendere un altro essere suo pari. La “vittima” di tale trasformazione è la Progenie. Il procedimenti prevede che il Drakul si nutra del sangue della futura progenie fino a quasi prosciugarlo: quasi, perché deve monitorare il suo battito cardiaco per assicurarsi che il cure non smetta di battere del tutto. Fatto ciò la futura progenie va seppellita fintanto che, dopo sette giorni, non si “scavi” la propria strada dalla terra, risorgendo come Drakul. Da quel momento in poi la Progenie è assoggettata alla volontà del Genitore di cui sentirà l'impulso di eseguire gli ordini, a meno che questi sono siano lesivi per la Progenie stessa. L'unico modo per la Progenie di liberarsi di tale influenza è che il Genitori dica semplicemente alla Progenie che non è più tenuta a seguire i suoi dettami. Anche in tal caso tuttavia, Genitore e Progenie saranno legati da un profondo legame empatico che durerà per sempre: il genitore sarà sempre in grado di richiamare la propria Progenie a distanza, attraverso una sorta di “consapevolezza” che si concretizzerà nella seconda; i due percepiranno anche a distanza il pericolo corso dall'altro.


- Qual'è la differenza del rapporto tra Drakul/Vena e Genitore/Progenie? 

La vena invece è un individuo a cui il Drakul si lega per svariati motivi (affezione, convenienza, dipende dal clan e dall'indole del Drakul) ma non con l'intento di renderlo un suo simile (a meno di percorso On, approvazione cambio-razza ecc...). La vena diviene tale quando un Drakul decide di farle bere il proprio sangue. Può bastare una goccia come un quantitativo più grande, il che modifica la profondità del legame tra i due ma comunque sancisce egualmente l'entrata nel Clan. Il Drakul, una volta che questo legame è instaurato, potrà percepire locazione e distanza della vena in caso di pericolo, in cambio la vena sentirà la necessità di proteggere le informazioni in suo possesso in merito al Drakul e il clan. Per logiche ragioni, il Drakul tende comunque a considerare una vena come “superiore” a una qualsiasi creatura di cui nutrirsi occasionalmente. Vista la scarsa propensione dei Drakul a condividere il proprio sangue, è un legame profondo a spingere il Drakul a rendere un altro personaggio sua vena: ciò vuol dire che, visto l'investimento e il “costo” che legarla a sé per il Drakul rappresenta, tenderà a proteggerla e tutelarla, persino dagli altri Drakul: tutti i clan tendono ad avere regole interne che vietano di toccare la vena di qualcun altro e sono poco inclini a farlo, a maggior ragione se il Drakul è un Defunto, il che lascia una traccia caratteristica nella vena. Se i Drakul posso vicendevolmente percepire il proprio clan di appartenenza e percepire se un pg sia una vena di un altro Drakul, non possono sapere con assoluta certezza a quale Drakul una data vena appartenga (così ho capito io, dammi conferma o smentita in caso). Il legame tra vena e Drakul dura tre mesi e va periodicamente rinnovato: in caso ciò non avvenga, la vena andrebbe incontro a una forma debilitante di astinenza che la porterebbe a rimuovere dalla propria memoria tutto ciò che riguarda il Drakul e il clan in genere: questo sancirebbe l'uscita dal Clan.


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Parlando degli Ibridi, secondo me sarebbe plausibile (sempre per considerazione personale, essendo che allo stato attuale in On non vengono giocati non essendocene) che abbiano una ritualità più marcata: una simbologia che veicoli significati per loro importanti, magari delle ricorrenze da celebrare in maniera comunitaria comunque una sorta di ritualismo non necessariamente magico ma anche solo simbolico che li porti a caricare di significato la loro identità come comunità.


L’idea che proponi non è male, apprezzo questo tipo di iniziative.



Il luogo di sepoltura è il luogo in cui la creatura mortale che un tempo il Drakul era, viene sepolta per poi tornare in superficie dopo sette giorni come Drakul.


Non è propriamente corretto: quando un essere vivente viene trasformato, il genitore lo seppellisce sotto terra e questo vive il cambiamento a contatto con la materialità del terreno. Una specie di ventre che, al turno dopo, completata la trasformazione, lo porta a rinascere come Drakul.
I 7gg sono nel qual caso il Drakul muoia per ferite materiali, si materializza in ossa nel luogo di rinascita e prima di ricomporsi e rinascere, devono passare tali giorni.
Il resto va benissimo.



L'unico vero punto debole del Drakul è il cuore. Esso è il centro da cui si dipana tutta la sua magia nonché l'unico organo funzionante – assieme al cervello, ovviamente – del suo corpo. 


Il Cuore è sì uno dei punti deboli, in forma materiale… ma nella mia domanda c’era il plurale. ;)
Detto questo, quindi, cosa può uccidere un Drakul?



Fatto ciò la futura progenie va seppellita fintanto che, dopo sette giorni, non si “scavi” la propria strada dalla terra, risorgendo come Drakul. 


Questa imprecisione l’ho spiegata su.



tutti i clan tendono ad avere regole interne che vietano di toccare la vena di qualcun altro


In realtà no. Solo i Defunti hanno come regola base che non devono toccare una vena di qualcun altro o sopportare che qualche altro Drakul tocchi le loro. Gli altri Drakul in teoria possono farlo ma scelgono di no per non inimicarsi il Drakul in questione. I Defunti hanno proprio una caratteristica intrinseca nel loro sangue, che lascia una traccia all’interno delle vene che hanno; così come percepiscono quella degli altri Drakul.
Ibridi e Viventi invece hanno le loro intenzioni rivolte altrove: i Viventi alla Progenie; gli Ibridi ai propri fratelli Drakul (e s’intende come razza in generale).

Le vene dei Viventi sono vene da considerare come… amanti/figliocci/parenti poiché (a seconda dell’indole del Drakul) subentrano le emozioni umane. Quindi, se una vena Vivente cede a un altro Drakul, può essere considerato come il tradimento di un’amante o come una… relazione aperta.
Le vene degli Ibridi invece hanno una considerazione da parte loro davvero effimera, per loro potrebbero essere semplicemente cibo e sono facili a scambiarseli, proprio perché di base non sono quelle il loro reale interesse.
Mi hai esposto come invece Ileh sia geloso e questo lo associo, come hai detto anche tu, all’indole del pg, come anche al lato oscuro di Leira al quale è votato… ma non rappresenta ovviamente la realtà del suo clan.
Come ho spesso detto, però, i clan sono delle linee guida e bisogna sempre considerare l’indole del pg.



Se i Drakul posso vicendevolmente percepire il proprio clan di appartenenza e percepire se un pg sia una vena di un altro Drakul


Ci tengo a precisare di nuovo che SOLO i Defunti sanno se una vena è occupata o no, per i discorsi sovrastanti che riguardano il territorio. Un Ibrido e un Vivente se sentono che quella vena è “occupata”, sanno che è di un Defunto. Il Defunto però non può capire il clan del Drakul che possiede la vena, di cui sente la traccia.


Spero di aver chiarito qualche dubbio.
Passo ad altre domande:

- Quali sono le condizioni climatiche consentite?
- I Drakul sentono dolore?
- Come si comporta il cuore negli Ibridi e innanzi a una probabile emozione?
- Ci sono altri Clan in giro per l’Aengard?
- Parlami del rapporto Drakul/Sangue
- Quale tipo di “covo” i vari Clan prediligono? Nel caso di Ileh Ibrido, cosa penserebbe come sede?
- La Magia, per i Drakul, cosa è?
- Quali sono le caratteristiche animali che metteresti a Ileh?






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Non è propriamente corretto: quando un essere vivente viene trasformato, il genitore lo seppellisce sotto terra e questo vive il cambiamento a contatto con la materialità del terreno. Una specie di ventre che, al turno dopo, completata la trasformazione, lo porta a rinascere come Drakul.
I 7gg sono nel qual caso il Drakul muoia per ferite materiali, si materializza in ossa nel luogo di rinascita e prima di ricomporsi e rinascere, devono passare tali giorni.
Il resto va benissimo.



P.V. avevo dato per scontato che, valendo tale regola per la morte in genere, valesse per tutti i casi (dimenticando addirittura i 5 giorni richiesti invece in caso di amputazione, ndr)




Il Cuore è sì uno dei punti deboli, in forma materiale… ma nella mia domanda c’era il plurale. ;)
Detto questo, quindi, cosa può uccidere un Drakul?



Essere portato 0 pf da attacchi magici e essere arso dal fuoco magico mentre sta rigenerando nel proprio luogo di sepoltura... Ne sto dimenticando altri?




In realtà no. Solo i Defunti hanno come regola base che non devono toccare una vena di qualcun altro o sopportare che qualche altro Drakul tocchi le loro. Gli altri Drakul in teoria possono farlo ma scelgono di no per non inimicarsi il Drakul in questione. I Defunti hanno proprio una caratteristica intrinseca nel loro sangue, che lascia una traccia all’interno delle vene che hanno; così come percepiscono quella degli altri Drakul.
Ibridi e Viventi invece hanno le loro intenzioni rivolte altrove: i Viventi alla Progenie; gli Ibridi ai propri fratelli Drakul (e s’intende come razza in generale).



Mea culpa, avevo frainteso la parte della doc che spiegava quanto i Drakul siano poco inclini a toccare le vene degli altri Drakul e avevo ricondotto erroneamente tale questione a una “regola” laddove non lo era.




Ci tengo a precisare di nuovo che SOLO i Defunti sanno se una vena è occupata o no, per i discorsi sovrastanti che riguardano il territorio. Un Ibrido e un Vivente se sentono che quella vena è “occupata”, sanno che è di un Defunto. Il Defunto però non può capire il clan del Drakul che possiede la vena, di cui sente la traccia.



Ti spiego cosa ho capito io, così magari mi confermi se ho capito bene o non c'ho capito di nuovo. Parto dalle tue parole per rendere più chiaro il ragionamento: I Defunti sanno se una vena è occupata. Gli altri sanno se una vena è occupata da un Defunto. Ergo, gli unici che non sanno che si tratti di una vena occupata sono vicendevolmente Viventi e Ibridi. Cioè, l'unica eccezione sono gli Ibridi che non comprendono che un pg sia la vena di un Vivente e viceversa.


Quali sono le condizioni climatiche consentite?

Tutte quelle che non consentono l'esposizione ai raggi solari diretti. Un Drakul non si muoverà all'aperto in caso di cielo sereno. Per quanto scarsamente incline, potrebbe farlo in caso di cielo completamente coperto o di nebbia, laddove per l'appunto il cielo risulta coperto in maniera uniforme. Tuttavia uscire all'aperto di giorno provoca comunque sia in esso una profonda spossatezza che indebolisce il Drakul, rendendolo scarsamente incline all'azione. E' comunque sia una forma di malessere che va giocato, quello provocato dal forzarsi all'aperto di giorno. Esposti alla luce solare, i Drakul cercheranno freneticamente una fonte di riparo ma in caso di sole per l'appunto, posso ovviare nella necessità di spostarsi ricorrendo alla forma nebbia e usando il sottosuolo come mezzo per raggiungere la propria meta.


I Drakul sentono dolore?


Ni. Le sensazioni fisiche di qualsiasi natura sono più ovattate e “vaghe” rispetto alle altre creature. Il dolore verrà percepito come un blando fastidio, non come dolore comunemente inteso ma insomma, se la botta la prende la sente, seppur sentendola con minore intensità rispetto ad altre razze.


Come si comporta il cuore negli Ibridi e innanzi a una probabile emozione?

Non si comporta, più o meno. Il battito tende a rimanere regolare, senza grosse accelerazioni. Anche ci sarebbero, sarebbero comunque sia eventi minimi, appena percettibili come mutamento, rimanendo a tutti gli effetti un battito comunque sia molto debole.

Ci sono altri Clan in giro per l’Aengard?

No. Esistono altri clan ma questi sono fuori dall'Aengard: Viventi, Defunti e Ibridi sono i clan propriamente dell'Aengard.

Parlami del rapporto Drakul/Sangue

Delle varie differenze di modalità di nutrimento tra i clan ne ho parlato prima, perciò lo ricapitolo con un veloce sunto (dimmi se vuoi approfondimento): gli Ibridi sono in grado di nutrirsi di sangue di creatura sia morta che viva (aggiunta: con la possibilità di invecchiare o ringiovanire in base all'età della propria preda), i Defunti di sangue di creatura solo viva, i Viventi di creature vive a cui aggiungono la possibilità di nutrirsi di animali (con creatura viva intendo creatura senziente, una qualsiasi razza dell'Aengard tra le giocabili). L'eccezione è costituita dai Drakul privi di clan che bevono quello mortale ma da questo l'unico beneficio che traggono è quello nutrizionale. I Drakul possono anche bere sangue di un altro Drakul ma non ne ottengono beneficio alcuno. Il loro olfatto è in grado di fiutare l'odore del sangue a grande distanza, il loro gusto – impassibile ai sapori del cibo comune – permette attraverso il sangue della vittima di “assaporare” sostanze in questo contenuto. Tuttavia la percezione del sangue, se da una parte è utile alla loro sopravvivenza, dall'altra costituisce un'arma a doppio taglio: difficile può divenire controllare l'impulso di nutrirsi se vengono posti davanti a una grande quantità di sangue. Nonostante gli svariati motivi che possono spingere un Drakul a prediligere una Preda all'altra, può essere la quantità di magia insita nella stessa: il sangue delle creature che ne posseggono in grande quantità infatti (che sia per razza o per parametro Mente alto) risulta più piacevole. Nonostante i Drakul per sussistere prendono sangue dalle altre creature, sono reticenti a concedere il proprio, in una gelosia dello stesso. Non è solo quello il motivo: il sangue di Drakul provoca assuefazione.


Quale tipo di “covo” i vari Clan prediligono? Nel caso di Ileh Ibrido, cosa penserebbe come sede?

Per quanto riguarda i Defunti, prediligono luoghi in linea con la loro indole: caverne, anche sotterranee, un po' alla stregua degli animali. Per i Viventi, la predilezione va per luoghi che ricalchino gli edifici umani: case o ville in genere. Per gli Ibridi la scelta ricade su qualcosa che abbia una valenza religiosa: tempi o luoghi sacri in genere.

Ileh come Ibrido facilmente penserebbe a qualcosa su più livelli, a ricalcare nell'architettura un'idea di gerarchia. Qualcosa sulla quale salendo di livello nella struttura, scende il numero di individui che vi hanno accesso. Molto probabilmente una sede per gli Ibridi contemplerebbe una sorta di museo, un luogo in cui stiperebbero artefatti, oggetti e conoscenze che celebrano la storia e il lustro dei Drakul (paragonabile con quello che potrebbe essere un reliquiario religioso per gli esseri umani). Personalmente lo immagino senza porte o finestre, darebbe un'idea di chiusura e isolamento non solo strutturale: sarebbe un modo per renderlo accessibile ai Drakul soli e a nessun altro, in una forma di simbologia che si addice agli Ibridi. Per lo meno per i livelli superiori della struttura, cioè quelli a cui dare un carattere più elitario. Per fare un paragone, si potrebbe prendere ad esempio una Cattedrale: la cripta sottostante per ospitare gli alloggi di Vene, la navata principale per gli incontri tra gli esponenti dei vari Clan, vene o Drakul che siano (con tanto di esposizione/reliquario in bella vista), le guglie di esclusivo accesso agli Ibridi del clan. Sempre tenendo conto che questo è un banale esempio: le cattedrali sono fuori ambientazione, tirarle in ballo mi è servito a rendere l'idea. Sono scettica sul fatto che gli Ibridi sceglierebbero un Tempio preesistente: sarebbe un luogo in cui, in passato, è stato adorato qualcun altro e – anche fosse una divinità specifica – potrebbero non gradire l'idea. Più plausibile è che se lo creino ex-novo, erigendolo come monumento a loro stessi creato appositamente in base alle loro esigenze.

La Magia, per i Drakul, cosa è?

La magia è una componente vitale dei Drakul: è infatti questa a permettere al cuore di battere e mantenerli in quel limbo tra la vita e la morte nel quale si trovano a esistere. I Drakul hanno una percezione magica di tipo innato che consente loro di percepire la magia proveniente da fonte vivente, alle volte anche proveniente dagli oggetti (da non dare per scontato). Tuttavia, la percezione magica non consente loro – facendo affidamento sulla stessa – di capire di che tipo di magia/razza siano alla presenza. Permette loro di capire la distanza dalla fonte e la sua direzione, questo sì. Se prima ho parlato del fatto che prediligono, nella livello di gradimento del nutrimento, le creature che hanno magia insita nella loro natura, è vero anche che dal canto loro vengono percepiti come una fonte di magia negativa a prescindere dall'indole e l'allineamento del singolo pg Drakul: essendo che si nutrono di sangue ed essendo che comunque sia questa è una pratica comunemente intesa come esecrabile, comunque la loro magia è di tipo negativo. E dovrei aver dimenticato qualcosa ma al momento non mi viene in mente cosa, in caso dimmelo.


Quali sono le caratteristiche animali che metteresti a Ileh?

Pensavo di mettergli come caratteristica squame rossastre cosparse di macchie nere trasversali (tipiche dell'aspide) che dall'attaccatura dei capelli ricoprono la fronte e la parte superiore del viso, fino a sfumare sul setto nasale, in corrispondenza dell'osso zigomatico. Al posto di eventuali modifiche agli occhi (se fosse possibile) preferirei mettergli qualcosa di più caratteristico come la lingua biforcuta.

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6/10/2019 11:21 AM
 
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Ti spiego cosa ho capito io, così magari mi confermi se ho capito bene o non c'ho capito di nuovo. Parto dalle tue parole per rendere più chiaro il ragionamento: I Defunti sanno se una vena è occupata. Gli altri sanno se una vena è occupata da un Defunto. Ergo, gli unici che non sanno che si tratti di una vena occupata sono vicendevolmente Viventi e Ibridi. Cioè, l'unica eccezione sono gli Ibridi che non comprendono che un pg sia la vena di un Vivente e viceversa.




Sì. Il discorso è mooolto semplice: i Defunti lasciano una traccia nelle vene che bevono il loro sangue, gli altri Drakul no. I Defunti, in sostanza, marcano il territorio e riconoscono quello degli altri.



posso ovviare nella necessità di spostarsi ricorrendo alla forma nebbia e usando il sottosuolo come mezzo per raggiungere la propria meta.



Vorrei fare una minima precisazione. Se i tratti sono di pochi metri va bene, se sono "viaggi" la cosa a rigor di logica (o senza adeguate skill che puntano sull'orientamento) non è possibile. Questo perchè nel sottosuolo - tra la terra, massi e radici - non ci sono punti di riferimento che aiutano il viaggio. Perciò se durante uno di questi viaggi lo coglie un bellissimo sole, il Drakul prima dell'alba si annida sottoterra e lì rimane immobile fino a che il sole non cala.


Al posto di eventuali modifiche agli occhi (se fosse possibile) preferirei mettergli qualcosa di più caratteristico come la lingua biforcuta.



Sì, è possibile.

Il resto va bene.


Vorrei adesso che mi scrivessi qualche azione per le seguenti situazioni (scegli tu quante ne ritieni necessarie, l'importante è che rientrino nei 2000 caratteri imposti dal sistema):


1) GIORNO - Tempo: Variabile - Ileh Drakul cerca una vittima di cui nutrirsi. Usa pure la skill "bere il sangue" che ti allego in spoiler.

Bere il Sangue


2) NOTTE - Tempo: Nebbia - Ileh Drakul da Forma Animale si trasforma in Forma Nebbia.

3) GIORNO - Tempo: Temporale - Ileh Drakul usa per la prima volta la skill esclusiva di Clan.

Specchio di Sangue


4) GIORNO - Tempo: Sereno - Ruolami come Ileh affronterebbe una giornata del genere.


Infine... piccole domande sul come Ileh affronterebbe determinate situazioni (so che possono variare da situazione a situazione, quindi non è un problema se sono ipotetiche e non specifiche):

- Innanzi a un Aasimar o a un Cacciatore con "Fiuto" come si comporterebbe Ileh se questi si avvicinano ad indagare?
- Come coinvolgerebbe la sua fede in Leira con il clan Ibridi? Saranno mischiati o separati?
- Come affronterebbe la situazione Ileh se una vena che desidera legare, viene presa da un altro Drakul?


Prenditi tutto il tempo che desideri per rispondere!





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6/11/2019 2:06 PM
 
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Nei post di esempio ti avverto già che metterò pensieri in azione. E' una cosa che non faccio mai anzi schifo moltissimo ma in questo specifico frangente magari potrebbe aiutarti a capire meglio le ragioni dietro le azioni di Ileh perciò ci sono. Per la stessa ragione, potei aver skippato qualche tag da qualche parte: essendo i pensieri in azione qualcosa che di solito non metto, metterli mi ha portato a scrivere post mediamente più lungo dei miei soliti (che si tengono di norma attorno ai 1300/1500 caratteri con 8/10 minuti di media ad azione) perciò farci stare tutto nei 2000 è stato un parto terribile (il che spiega perché ci abbia messo più tempo del necessario a rispondere qui in forum: ho passato più tempo a tagliare che scrivere, abbi pazienza)

1) Prima situazione: a parte che non stia morendo morendo, Ileh Drakul di giorno non ci si metterebbe mai a cercare prede, vada come vada. Quindi ho ipotizzato una qualche ferita di grave entità che gli ho piazzato sulla spalla destra per completezza (che è tipo la scelta che fanno tutti come bersaglio in un potenziale pvp nel quale non si vuole uccidere ndr) e che si è procurato notte-tempo: considerando la debolezza sperimentata da un Drakul di giorno, non rischierebbe mai di farsi attaccare o finire coinvolto in uno scontro di giorno. Piuttosto si darebbe alla fuga appena nota anche la benché minima stilla di ostilità nell'aria.

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2)

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3) In questo caso, trattandosi della prima mutazione, l'ho simulata come casuale e involontaria, come priva di qualsiasi intenzionalità. Molto probabilmente, fatto salvo di eventuali Drakul png, è la via più plausibile che si troverebbe a percorrere Ileh Drakul essendo che non avrebbe altri Drakul del suo clan a cui fare riferimento in On quindi dovrebbe “scoprire” tutte le sue capacità da capo, in autonomia, di cui molte facilmente per caso.

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4) Questo l'ho concretizzato in un post solo, fammi sapere se lo vuoi più approfondito.

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- Innanzi a un Aasimar o a un Cacciatore con "Fiuto" come si comporterebbe Ileh se questi si avvicinano ad indagare?



Partendo dal presupposto che la sua reazione cambierebbe il modo di approcciare colui che si trovi davanti, ho valutato un paio di ipotesi (anche tre volendo).

La prima è che il suo interlocutore si dimostri aperto al dialogo. In quel caso Ileh ha una strategia a cui ricorre spesso e che – per lo meno fino ad ora – in On ha sempre funzionato: giocarsi la carta della vittima. Il tipico “non sono cattivo, è che mi dipingono così” che gli piace tanto. Ha un repertorio pressoché infinito di scuse per far credere al proprio interlocutore che lui non c'entri niente, sia una vittima innocente degli eventi che lo hanno per l'appunto colto senza il suo consenso, rendendolo a tutti gli effetti un martire che viene sistematicamente accusato ingiustamente di nefandezze che non ha commesso e che ci soffre molto.

La seconda è che l'interlocutore abbia un atteggiamento più belligerante/accusatorio. In tal caso si profilano tre diversi tipi di approccio: il primo è cercare una terza persona super partes con cui dipingersi come una vittima accusata ingiustamente e recitare la parte del buono della situazione per far passare per cattivo il suo interlocutore (anche questo sperimentato in On e ha funzionato... Almeno per ora). Non per cercare protezione ma per cercare appoggio di una terza persona da cui ottenere sostegno per far sentire in colpa in sua interlocutore e fargli mettere in discussione il suo approccio alla faccenda, per l'appunto; il secondo è che si allontani, ipotesi più che plausibile se non si trova nelle condizioni migliori o il tempo atmosferico non è adatto; il terzo è che risponda attaccando e qui si aprono altre ipotesi: in On quel poro cristo di Ioviane sta tentando di inculcare del buon senso in capoccia a Ileh, trasmettendogli l'idea che è bene non affrontare in scontro diretto un avversario di cui non si conosce la vera potenza. Ora, Ileh che di suo è più in stile “spaco botilia, ammazo familia” potrebbe recepire il messaggio e imparare, oppure no. C'è da dire che un Ileh Drakul potrebbe sviluppare una maggiore propensione ad evitare lo scontro, in virtù del fatto che il suo gioco si sposterebbe appunto su di un altro livello di difficoltà così come sarebbero di un altro livello rispetto a un comune umano i suoi avversari ergo, potrebbe anche imparare a non partire dritto per dritto, pugnale alla mano, mosso dalla sua intemperanza dall'embolo facile. C'è da fare una doverosa precisazione: a parte il caso in cui Ileh percepisca l'avversario come una minaccia tangibile, dal canto suo sarebbe scarsamente interessato a cercare di capire e comprendere “cosa” sia il suo interlocutore (se di razza chiusa o carica di qualche tipo): il suo scarso interesse nei confronti degli altri si concretizza anche in questo tipo – se vogliamo così definirlo – di malus. Non indaga e per questo, gran parte delle volte, finisce per sottovalutare/fraintendere la natura e le intenzioni di chi ha di fronte.


- Come coinvolgerebbe la sua fede in Leira con il clan Ibridi? Saranno mischiati o separati? 



Se c'è qualcosa in base a cui Ileh non discrimina (e gridiamo in coro la miracolo, qui) è la fede. Per quanto non oserebbe mai dare attenzione/lusinghe a un'altra divinità (Leira ha comunque il suo lato negativo geloso e vanitoso, non si sognerebbe mai di risvegliarlo e peggio, contrariarlo) nutre rispetto praticamente per tutte queste. Qui entra in gioco la sua natura di Elfo, per cultura votata maggiormente a Morwell e Raswa-ti (nel caso degli Elfi della Notte) che lo hanno fatto crescere in un ambiente che comunque sia gli ha insegnato ad apprezzare queste due divinità. Considera Valekun degno di rispetto poiché comunque per lui l'arte della forgia è un'arte a tutti gli effetti, così come Khorr poiché anche l'arte della spada è degna di tale nome se padroneggiata ad alti livelli; Shanaas è colui che permette a tutto di distruggersi per ricrearsi nuovamente più bello e maestoso di prima... E Feriy gli sta simpatico, parecchio. C'è una sorta di affinità di fondo con questa divinità alla fine, un'affinità che potrebbe spingere chi non conosce la devozione di Ileh per Leira a ritenerlo un fedele del Duplice: la dualità a modo suo la incarna e ne va anche fiero. Quindi coinvolgerebbe la propria fede nel clan (anche in virtù del legame che tale clan ha con Leira stessa) ma ciò non lo porterebbe a sminuire o ostracizzare le altre fedi. Insomma, ci sarebbe posto per tutti, per lo meno dal suo punto di vista, poiché sa che in fondo tutti gli Dei apportano un valore aggiunto con le loro caratteristiche differenti ma volendo complementari, un valore aggiunto che potrebbe essere linfa e potere ulteriore per il clan stesso. Molto probabilmente potrebbe al massimo tenere Leira su “un gradino superiore”, più che altro per assecondare il lato vanitoso di tale divinità in modo tale da non contrariarla mai.


- Come affronterebbe la situazione Ileh se una vena che desidera legare, viene presa da un altro Drakul? 



Male. Molto male. Ma non mostrerebbe attitudini belligeranti dritto per dritto. La logica sarebbe la stessa di quando si è trovato un fantasma a infestare la casa di piacere che intendeva ristrutturare: “se questo posto non può essere mio, allora lo raderò al suolo tra le fiamme”. Insomma, arriva ad essere capriccioso a un livello tale che “se non posso averlo io, allora non lo avrà nessuno”. Paradossalmente non è con il Drakul che se la prenderebbe e neanche con la vena a dire il vero: si limiterebbe a levarla di mezzo, in modo tale che non possa più essere una vena per nessuno. Ovviamente, questo richiederebbe del gioco, dei complotti da costruire, dei piani da forgiare, che porterebbero l'intento a dover essere sviluppato così a lungo nel tempo da non scadere nel pk. Insomma, strutturare un gioco simile, dosato nella giusta misura tra le varie role in merito, potrebbe anche richiedere anni senza che si concretizzi mai. Ma in effetti, ora che mi ci fai pensare, potrebbe essere un modo plausibile per il quale Ileh genererebbe una sua progenie: sottrarre la vena al Drakul e legarla a sé in un colpo solo.
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6/13/2019 9:54 AM
 
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Ok, unico appunto che ti faccio è sulla nebbia, che non è per forza "nera", di notte è molto più difficile vederla che di giorno.

Il resto ok, mi sono fatta un'idea più o meno precisa di che tipo di Drakul muoveresti e che tipo di gioco creeresti.

Mi prendo qualche giorno per tenere sotto controllo le tue role, l'evoluzione del pg e della sua storia. Ti chiedo quindi un po' di pazienza e spero che quando mi rileggerai sarà per il verdetto finale.

Intanto se gli altri Drakul vogliono fare qualche domanda, non c'è problema, lascio libero il campo.





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Dopo un periodo di attenta osservazione e valutazione, il candidato è ritenuto IDONEO a ricoprire la razza.

Scegli pure un master che possa aiutarti nel cambio, io ovviamente mi metto a disposizione per dubbi e domande a riguardo.

Congratulazioni e benvenuta! :)





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6/25/2019 5:29 PM
 
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Benvenuta!! 👏👏👏




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6/27/2019 3:34 PM
 
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Grazie mille a entrambi **

Poi faccio sapere appena trovo Master per il cambiorazza u.u7
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