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[fanfiction e originali] In Breve: Il Contest delle Triadi

Last Update: 6/22/2019 11:00 AM
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5/6/2019 3:00 PM
 
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Re: Re: Salve!!
Ayumu7, 06/05/2019 13.19:

Certamente! Sai già con quale fandom parteciperai?




Game of Thrones è libero?
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5/6/2019 3:02 PM
 
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Re: Re: Re: Salve!!
Marina.1990, 5/6/2019 3:00 PM:




Game of Thrones è libero?

Certo, non c'è un limite di iscritti per fandom!
Buon lavoro, allora se dovessi avere dubbi chiedi pure :)
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5/6/2019 9:58 PM
 
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storia inviata
Ciao Ayumu! Ho inviato or ora la storia via mail. Fammi sapere se ti è arrivata, così passo a pubblicare.
Buona serata!
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5/6/2019 11:18 PM
 
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Re: storia inviata
yonoi., 5/6/2019 9:58 PM:

Ciao Ayumu! Ho inviato or ora la storia via mail. Fammi sapere se ti è arrivata, così passo a pubblicare.
Buona serata!



Storia giunta sana e salva (e sono 500 parole giuste giuste!): pubblica pure, e grazie per la partecipazione :)
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5/6/2019 11:39 PM
 
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Re: Re: storia inviata
Ayumu7, 06/05/2019 23.18:



Storia giunta sana e salva (e sono 500 parole giuste giuste!): pubblica pure, e grazie per la partecipazione :)



Grazie a te, ed ecco il link alla storia:

efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3837591

Solo una cortesia: nella mail che ti ho mandato, in fondo in fondissimo troverai una sorta di refuso, tre parole in sospeso che non c’entrano con la storia (o meglio, c’entravano ma in fase di revisione le ho collocata lì provvisoriamente in attesa di eliminarla. Ti chiederei di non tenerne conto, se ci sono problemi ti rimando la mail.


[Edited by yonoi. 5/7/2019 12:04 AM]
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5/7/2019 12:23 AM
 
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Re: Re: Re: storia inviata
yonoi., 5/6/2019 11:39 PM:



Grazie a te, ed ecco il link alla storia:

efpfanfic.net/viewstory.php?sid=3837591

Solo una cortesia: nella mail che ti ho mandato, in fondo in fondissimo troverai una sorta di refuso, tre parole in sospeso che non c’entrano con la storia (o meglio, c’entravano ma in fase di revisione le ho collocata lì provvisoriamente in attesa di eliminarla. Ti chiederei di non tenerne conto, se ci sono problemi ti rimando la mail.





Le avevo già notate e avevo immaginato si trattasse di un errore, dunque non preoccuparti assolutamente!
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5/7/2019 1:19 AM
 
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Santa donna... ora posso riposare in pace (nel senso che finalmente me ne vado a letto...) XD XD
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Giudice**
5/9/2019 8:25 PM
 
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Purtroppo, nonostante i cinque giorni di proroga in più, non sono riuscita a terminare la flash e devo ritirarmi.
Mi spiace avervi fatto allungare i tempi per poi darmi vinta così.

( in bocca al lupo a tutti i partecipanti! )
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5/9/2019 11:00 PM
 
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Re:
Fuuma, 5/9/2019 8:25 PM:

Purtroppo, nonostante i cinque giorni di proroga in più, non sono riuscita a terminare la flash e devo ritirarmi.
Mi spiace avervi fatto allungare i tempi per poi darmi vinta così.

( in bocca al lupo a tutti i partecipanti! )



Oh, mi spiace! Ma non preoccuparti, e grazie per aver avvisato!

A questo punto direi che non manca nessuno (Marina.1990 mi ha avvisato in privato del suo ritiro ^^), e passo in amministrazione per lo spostamento del contest.
Quanto ai risultati, conto ragionevolmente di non farvi attendere più di due settimane: entro il 23 avrete dunque tutto, ma vi aggiornerò man mano sull'andamento delle valutazioni!
Approfitto anche per ringraziarvi: ho già letto le vostre storie e posso già dire che mi avete reso una giudice tremendamente felice - di essere tornata e di avere la possibilità di offrire un parere su dei lavori tanto belli.
A presto, dunque :)
5/10/2019 10:29 AM
 
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Re: Re:
Ayumu7, 09/05/2019 23.00:



Oh, mi spiace! Ma non preoccuparti, e grazie per aver avvisato!

A questo punto direi che non manca nessuno (Marina.1990 mi ha avvisato in privato del suo ritiro ^^), e passo in amministrazione per lo spostamento del contest.
Quanto ai risultati, conto ragionevolmente di non farvi attendere più di due settimane: entro il 23 avrete dunque tutto, ma vi aggiornerò man mano sull'andamento delle valutazioni!
Approfitto anche per ringraziarvi: ho già letto le vostre storie e posso già dire che mi avete reso una giudice tremendamente felice - di essere tornata e di avere la possibilità di offrire un parere su dei lavori tanto belli.
A presto, dunque :)



Grazie per il breve tempo di valutazione e per l'apprezzamento delle storie. Se finisci il 23 esatto mi fai anche il regalo di compleanno (spero).
Setsy no log
[Unregistered]
5/10/2019 10:34 AM
 
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buongiorno, giudicia cara!
scusa il no-log per prima cosa, ma non dal mio pc evito...
buon inizio lavori, e una cosina... scusa il fastudio. credo che Marina1990 debba avvisare pubblicamente, non con messaggio privato perché il ritiro sia valido
un bacio,
Setsy
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Giudice*****
5/10/2019 11:00 AM
 
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Setsy no log, 5/10/2019 10:34 AM:

buongiorno, giudicia cara!
scusa il no-log per prima cosa, ma non dal mio pc evito...
buon inizio lavori, e una cosina... scusa il fastudio. credo che Marina1990 debba avvisare pubblicamente, non con messaggio privato perché il ritiro sia valido
un bacio,
Setsy

In effetti l'amministrazione mi ha avvisato e ho provveduto a contattare l'autrice, chiedendole appunto di formalizzare il ritiro sul contest. Grazie comunque per l'attenzione, Setsy!
Setsy no log
[Unregistered]
5/10/2019 11:05 AM
 
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💗
5/10/2019 2:00 PM
 
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buona lettura e buon lavoro [SM=g28003]
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Giudice*****
5/23/2019 9:24 PM
 
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Cari partecipanti, purtroppo impegni lavorativi importanti, tra cui un viaggio di lavoro (sono attualmente all'estero), mi hanno un po' rallentata nelle valutazioni. Nulla di grave, comunque, continuerò a lavorarci in questi giorni (sono a buon punto e tutte le storie hanno almeno una valutazione sommaria) e vi farò avere una nuova data di consegna quanto prima!
Scusatemi ancora per il contrattempo!
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Post: 439
Giudice*****
5/24/2019 11:50 AM
 
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Ayumu7, 23/05/2019 21.24:

Cari partecipanti, purtroppo impegni lavorativi importanti, tra cui un viaggio di lavoro (sono attualmente all'estero), mi hanno un po' rallentata nelle valutazioni. Nulla di grave, comunque, continuerò a lavorarci in questi giorni (sono a buon punto e tutte le storie hanno almeno una valutazione sommaria) e vi farò avere una nuova data di consegna quanto prima!
Scusatemi ancora per il contrattempo!

Prenditi pure tutto il tempo che ti serve ^^
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Giudice*****
6/5/2019 4:15 PM
 
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Porto buone novelle, cari partecipanti ^^
Ho solo una storia da valutare in maniera approfondita (più tutti i commenti da ricontrollare), dunque i risultati arriveranno - finalmente, direte voi! - tra il 7 e l'8.
Credevo sinceramente di finire prima, ma come avevo anticipato il lavoro mi ha rallentata più del previsto.
Spero comunque che l'attesa venga ripagata, io ce la sto mettendo tutta per consegnarvi delle valutazioni complete e dettagliate!
A presto, dunque!💙
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Post: 4,015
Giudice*****
6/5/2019 5:55 PM
 
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😍
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Post: 497
6/5/2019 9:26 PM
 
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Re:
Ayumu7, 05/06/2019 16.15:

Porto buone novelle, cari partecipanti ^^
Ho solo una storia da valutare in maniera approfondita (più tutti i commenti da ricontrollare), dunque i risultati arriveranno - finalmente, direte voi! - tra il 7 e l'8.
Credevo sinceramente di finire prima, ma come avevo anticipato il lavoro mi ha rallentata più del previsto.
Spero comunque che l'attesa venga ripagata, io ce la sto mettendo tutta per consegnarvi delle valutazioni complete e dettagliate!
A presto, dunque!💙



Carissima, grazie! Aspetto con grande curiosità... a presto!

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6/8/2019 3:09 PM
 
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Discorso pre-risultati
Dlin, dlon, miei cari partecipanti!


I risultati sono pronti e verranno postati in serata - voglio infatti rileggere ogni valutazione a mente fredda, rifare ogni calcolo ed essere sicura al 100%, prima di consegnarveli.
Ho però pensato di approfittare di questo tempo per farvi un importantissimo discorso pre-risultati - vi prego di non saltarlo!

PRIMO PUNTO:
Come vedrete voi stessi tra qualche ora, la classifica è molto particolare: ci sono 9 posizioni per 9 storie, certo, ma molte si sono classificate davvero vicinissime, distanziate da uno o pochissimi punti decimali. Questo è un eloquente indicatore di quanto i vostri lavori siano stati meritevoli e apprezzati.

SECONDO PUNTO:
A fare la differenza tra una posizione e l'altra, in molti casi, è stata l'aderenza al tema del contest, dunque il punteggio che vi è stato attribuito in campo "Uso della triade": l'aver dunque meno punti in questa voce non equivale a dire che il vostro lavoro fosse meno solido di un altro. L'oggettiva bellezza delle vostre storie - come troverete scritto nelle rispettive valutazioni - non è intaccata dall'uso che avete fatto dei tre prompt, ça va sans dire.

TERZO PUNTO:
Io non sono una professionista. Quanto scritto in ogni commento è frutto delle mie personalissime visioni sulla scrittura e della mia esperienza da lettrice e autrice. Attenzione, però: ho comunque cercato di essere il più oggettiva e analitica possibile nel stendere le valutazioni, dunque i criteri che ho adottato sono stati gli stessi per tutti. Ciò non toglie che, se ci fosse stato un altro giudice al mio posto, la classifica sarebbe potuta essere completamente diversa, magari. Credo sia fisiologico che ciascuno di noi abbia le proprie preferenze, considerazioni e opinioni quando si tratta di valutare un campo artistico e non scientificamente oggettivo. Prendete quello che vi ho scritto come consiglio da parte di una persona che è sul vostro stesso livello e nella vostra stessa barca, non come un giudizio volto a offendervi o criticarvi.

INFINE:
Rimango a disposizione per qualunque delucidazione, e ricordatevi di battere un colpo se volete ricevere la valutazione come recensione alla storia.

Grazie ancora a tutti per aver partecipato 💙
[Edited by Ayumu7 6/8/2019 3:12 PM]
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Post: 4,015
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6/8/2019 6:56 PM
 
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sono curiosissima 😁
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Giudice****
6/8/2019 6:58 PM
 
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Re:
Setsy, 08/06/2019 18.56:

sono curiosissima 😁




E io con te! 😎

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6/8/2019 7:52 PM
 
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 9° posto:
Rosa Bianca di ladyhawke1983

Grammatica: 8,7/10       
                                               
La tua storia presenta diversi errori di natura grammaticale, tra cui l’inserimento della virgola a separare soggetto e verbo (-0,2):

All’improvviso uno sfarfallìo di energia attorno a sé, la fece voltare e Airis lo riconobbe.

Lo sfarfallio di energia è appunto il soggetto e, in quanto tale, non può essere separato da una virgola dal verbo che regge (“la fece voltare”).

In un’altra occasione hai separato soggetto e verbo, ma credo che la tua intenzione fosse quella di dare enfasi. Tuttavia, ho ritenuto che il contesto specifico non richiedesse una simile accortezza alle spese della correttezza grammaticale, poiché non ho colto la punta di enfasi che magari volevi conferire. Ho comunque voluto sottrarti solo 0,1 dal totale. La frase in questione è la seguente:

“Mio padre e Vargas, sono con lei?” Chiese Airis.

Ti è poi scappato un errore di battitura, dunque di distrazione qui (-0,1):

“Sì, ma lei ha fatto imprigionare tuo padre... ora i ribelli chiedono un riscatto..l” Gabriel pareva distrutto.

E anche qui (un doppio spazio) (-0,1):

In quel momento, però, nemmeno le candele che illuminavano il giardino sospeso con la loro luce calda e soffusa, bastavano a risollevarla,  tutto intorno c’era buio e silenzio.

In questa frase, il verbo andrebbe inserito all’indicativo piuttosto che al congiuntivo (-0,3):

Sta bene, per essere una che sia 
(è) stata riportata indietro dal regno dei morti.

Il restante 0,5 che ti vedi decurtato dal punteggio finale è imputabile alla cattiva gestione della punteggiatura nei dialoghi. 
Nel caso di una battuta specifica hai commesso un errore, ovvero:

“Non sarei mai mancato, mio dolce arcobaleno...” le rispose lui, sfiorandole le labbra fredde.
“...Tua madre è viva. (…)”

Poiché è sempre Gabriel a parlare, non saresti dovuta andare a capo dopo “labbra fredde”, inaugurando una nuova battuta – quasi fosse Airis a prendere la parola. Infatti, la seconda parte del discorso di Gabriel avrebbe dovuto continuare immediatamente dopo l’inciso, introdotta da una virgola, e iniziare con la lettera minuscola – vista anche la presenza dei puntini di sospensione in chiusura e in apertura delle due frasi.
Per il resto, ho notato un’incongruenza nel modo in cui fai reggere le battute esternamente. A volte prosegui con la lettera minuscola, altre con la maiuscola, senza apparente ragione. Alcuni esempi per essere più chiara:

“...ma?” Chiese lei, sapendo che c’era dell’altro.
 (lettera maiuscola)
“Ma non ricorda più nulla...” riuscì a dire Gabriel, senza guardarla negli occhi. (lettera minuscola)
“Mio padre e Vargas, sono con lei?” Chiese Airis (…) (lettera maiuscola)
“Capisco...” disse Airis (…) (lettera minuscola)

E così via per tutto il testo. Non ti ho tolto punti per ogni volta che hai commesso quest’errore, dunque ho preferito imputarti una penalità generale di appunto -0,5 per tutta questa classe di errori.
 
Efficacia espressiva e stile: 7,1/10

In questo parametro ho purtroppo dovuto tenermi bassa a causa di quelle che possiamo definire tre macro-categorie di problematiche: punteggiatura, ripetizioni, poca espressività generale. Partendo dalla punteggiatura, ti segnalo tutte le frasi in cui avrei adottato soluzioni diverse:

Gabriel era in ritardo, non che fosse una novità, 
(;) infatti il tempo, per quel ragazzo, era un concetto assai relativo, così come lo era
la puntualità.

A causa del cambio di soggetto (da Gabriel al tempo) consiglierei di usare un punto e virgola, capace di rendere più forte la distanza tra le due frasi (-0,2).

Come poteva un potente discendente dalla stirpe dei draghi, un Re, accettare di dividere il cuore e i pensieri della propria amata, con un altro, un mago per giunta?

Per questa frase invece c’è l’errore opposto: eviterei qualunque segno di punteggiatura dove ti ho evidenziato, anche la virgola, perché l’espressione “dividere il cuore” regge immediatamente il complemento di compagnia retto da con (“con un altro) (-0,2).

Airis si ripromise che, mai e poi mai, si sarebbe fatta trattare come ruota di scorta, da nessuno, in amore o tutto, o niente.

Anche in questo caso, consiglierei una punteggiatura differente (ad esempio un punto e virgola o un trattino lungo) per separare le due frasi con più forza (-0,2). Questa frase presenta poi un altro problema a livello stilistico, ovvero una repentina caduta di registro linguistico (-0,3): la parte finale della frase mi è sembrata infatti un’espressione lievemente banale e troppo colloquiale, poco adatta al tipo di personaggio – un’appartenente al ceto nobiliare – e poco efficace.

In quel momento, però, nemmeno le candele che illuminavano il giardino sospeso con la loro luce calda e soffusa, bastavano a risollevarla, tutto intorno c’era buio e silenzio.

Anche qui separerei maggiormente le due frasi con un segno di punteggiatura più forte (-0,2).
Andando oltre, ho evidenziato alcune ripetizioni, che possono essere davvero fastidiose, quando si trovano in una storia tanto breve. Eccotele segnalate:

- Gabriel era in ritardo, non che fosse una novità, infatti il tempo, per quel ragazzo, era un concetto assai relativo, così come lo era la puntualità
. (-0,2)

- Airis non sapeva molto di sua madre, l’unico che le parlava della madre con un certo trasporto e affetto, era suo padre, Callisto, il Re Drago, ma per quanto la giovane druida avesse vissuto tutta la sua vita in quel castello incantato e fluttuante, al fianco del padre, non riusciva davvero a capirlo.

Oltre alla doppia ripetizione madre/padre (-0,2), questo periodo ha anche un problema di logicità interna (-0,3): non è evidentissimo il nesso esistente tra il padre che le racconta della madre e Airis che non riesce a capirlo. Avrei separato le due frasi – e i due concetti – per esplicitare al meglio il passaggio da una considerazione all’altra. 

Gabriel aveva un’aria stanca, stringeva una rosa bianca che le porse con un sorriso, uno dei suoi sorrisi, praticamente irresistibile.

Consiglierei direttamente la soluzione “uno dei suoi sorrisi” per evitare l’immediata ripetizione. Essendo però meno sgradevole delle altre, ho sottratto unicamente uno 0,1.

Passando ora alla terza categoria, forse quella più critica, la storia, a mio avviso, è ridotta a dialoghi riportati in maniera piuttosto piatta, a pensieri a cui viene data voce con tono monotono e ad azioni che si susseguono senza particolare drammaticità e commozione. Ti è mancata del tutto l’applicazione della tecnica dello “show, don’t tell”: piuttosto che dire che Airis si sentiva in collera, avresti potuto mostrare la sua rabbia – ad esempio facendola camminare impaziente, descrivendo qualche particolare segnale espressivo del viso – e anziché farle pronunciare unicamente la frase “sei arrivato finalmente!” quando Gabriel la raggiunge, avresti potuto dipingere il sollievo sul suo volto, le tracce residue di ira, un moto particolare degli occhi, un sorriso. Ma è soprattutto nei dialoghi che si avverte l’esigenza pure di raccontare – e non di mostrare: nel giro di poche battute, Airis scopre che la madre che riteneva morta è in realtà viva, ma non sembra mostrare alcuna emozione al riguardo. Il dialogo con Gabriel è un botta e risposta freddo e sterile, in cui non trapela alcuna emozione di sorta. Anche lo scambio immediatamente successivo mi ha lasciata perplessa: Gabriel rivela che la madre ha fatto imprigionare il padre di Airis e che viene chiesto un riscatto da parte dei ribelli, e l’unica risposta che dà Airis è “capisco”. È tutto fin troppo sbrigativo: Airis viene sobbarcata di informazioni devastanti – e con lei il lettore – e Gabriel stesso deve esserne scosso, ma ho fatto davvero fatica a entrare in contatto con le loro emozioni. Un piatto e asettico “capisco” mi è sembrato conferisse un’accelerazione brusca e ingiustificata alla trama, non dando giustizia alla complessità di sentimenti contrastanti che i due giovani dovrebbero percepire. Anche la conclusione della storia mi è sembrata frettolosa: Gabriel le fa dono dell’anello che il padre di Airis gli ha dato e la storia si chiude in maniera davvero anti climatica: una battuta senza particolare colore in cui Airis commenta il gesto di altruismo del padre. Sembra quasi tu abbia dovuto troncare di botto il dialogo e la scena in generale perché avevi terminato le parole a disposizione; l’effetto – almeno, quello che ho avvertito io – è stato di un taglio troppo netto, quasi come se la scena in realtà dovesse proseguire, ma non ne avessi avuto lo spazio. Per tutto questo discorso – che io ho categorizzato come scarsa efficacia espressiva – ho decurtato un punto dal punteggio complessivo.
Spero di aver spiegato tutti i miei dubbi in questo campo; se così non fosse, chiedi pure e proverò a essere più chiara.
 
Caratterizzazione e IC dei personaggi: 7,5/10

Anche in campo caratterizzazione, non ho potuto essere più generosa di un 7/10: il principale problema che si avverte in questo settore è l’eccessiva frettolosità. È evidente che Airis e Gabriel siano stati estratti da una storia più corposa, ma quando si scrive una drabble o una flash bisogna sempre tenere in conto che il lettore può anche non conoscere il contesto originale, dunque essere del tutto all’oscuro del passato e dei tratti salienti dei personaggi. Nel leggere la flash, ho avuto l’impressione che tu volessi dare al lettore inconsapevole tutti gli elementi possibili per farsi un’idea della trama, del contesto e dei protagonisti in 500 parole – ma questo non è obiettivamente possibile, soprattutto per una storia originale ambientata in un universo fantasy, che si regge su regole tutte sue. Per tentare dunque di essere il più informativa possibile – come ti ho già segnalato in campo stile – hai purtroppo finito col peccare di quello che in gergo viene chiamato info-dumping. Hai sobbarcato il lettore di informazioni sui due – soprattutto su Airis – intervenendo pesantemente nella narrazione in qualità di autore: il risultato si è tradotto in un elenco di eventi e notizie riportati in maniera fredda e analitica, che non mi ha permesso di entrare davvero in contatto con la psiche dei personaggi.
Tuttavia, non ho voluto penalizzarti troppo anche in questa voce, perché ritengo che grosso modo i problemi derivino tutti da pecche stilistiche; dopotutto, è chiaro che tu conosci a fondo i tuoi personaggi originali, e sono certa che nella storia di cui fanno parte tu abbia avuto modo di sviscerarne al massimo la caratterizzazione. Grosso modo, si hanno comunque dei piccoli scorci del carattere dei due ragazzi: Airis sembra essere molto orgogliosa, testarda e riflessiva, Gabriel mi è parso più docile. Non sono riuscita a cogliere molto altro, come se fossero appena abbozzati – non nella tua testa, sia chiaro – e mi è dispiaciuto molto, perché la loro storia e l’universo che devi aver creato sembrano avere tutte le carte in regola per essere interessanti e avvincenti.
 
Uso della triade: 7/10

Ammetto di aver dovuto rileggere la storia una seconda volta, all’inizio, per rinvenire i tre prompt previsti dalla tua triade – non ricordavo infatti quale avessi scelto, e ho letto ogni storia senza andare a ripescare i prompt, nel tentativo di individuarli in autonomia, qualora essi fossero stati rilevanti. Nella prima lettura, infatti, non mi erano balzati immediatamente all’occhio, forse perché presa a segnalare le pecche in campo grammaticale o stilistico, e forse anche perché la loro presenza non è effettivamente troppo marcata all’interno del testo. Dopo aver riletto la storia, ho potuto invece riconoscerli con più facilità, ma l’uso che ne hai fatto ha continuato a non convincermi particolarmente.
Partendo dall’orario, le sei di pomeriggio è l’ora in cui ambienti la tua storia, citata ad hoc da Airis che lancia uno sguardo verso la meridiana: non c’è nulla però di davvero incisivo nel modo in cui hai sfruttato l’orario. Si poteva benissimo trattare di un’ora qualsiasi, e poco sarebbe cambiato. Analogamente, anche “luce soffusa” è un prompt solo di passaggio: non ha alcuna funzionalità per la trama o per la caratterizzazione dei personaggi, e rimane un elemento di sfondo, puramente a fini di ambientazione.“Dicembre” è il prompt che hai sfruttato al meglio, legandolo sia al compleanno di Airis che all’anniversario della morte di sua madre; l’hai dunque caricato di una certa carica emotiva, pur non sviscerandone a fondo le potenzialità.
A ogni modo, hai comunque inserito tutti gli elementi previsti dalla triade – motivo per cui il punteggio rimane ampiamente oltre la sufficienza –, ma altri partecipanti hanno imperniato la loro storia sui tre elementi e, nel tuo caso, non ho potuto rinvenire uno sforzo in tal senso.
 
Gradimento personale: 2/5

Mi spiace davvero doverlo dire, ma la storia non mi è piaciuta: mi è sembrata frettolosa, senza uno scopo preciso, poco curata dal punto di vista grammaticale e stilistico. Leggerla – e rileggerla numerosissime volte per poter stendere una valutazione mirata – è stata un po’ una faticaccia, vuoi per gli errori, vuoi per la leggerezza narrativa, vuoi per il poco spessore dei personaggi. Trattandosi però di una breve flash chiaramente estrapolata da un progetto più lungo, confido che le mie impressioni negative possano essere mitigate, se si leggesse per intero la storia di cui questi protagonisti fanno parte. È infatti del tutto possibile che tu avessi già talmente chiara la caratterizzazione dei due personaggi, così come il contesto in cui si muovono, da dare per scontato che il lettore riuscisse a comprendere la loro densità psicologica anche in uno spazio così ridotto. Tuttavia, credo tu abbia perso di vista l’intento: una flash non è semplicemente un paragrafo che si può estrapolare da un capitolo a caso, perché non starebbe in piedi – come in questo caso. Una flash deve essere coerente unicamente a se stessa e, soprattutto, autosufficiente.
A questa problematica si aggiungono anche le piccole lacune grammaticali – a cui si può ovviamente porre rimedio – e la poca maturità stilistica; probabilmente anch’essa dovuta a motivi di spazio. Credo tu avresti fatto un lavoro molto più solido in una forma narrativa a te più congeniale, come una oneshot o una long.
Spero davvero di non averti offeso: non c’è traccia di critica, giudizio o cattiveria nelle mie parole, ma solo di sinceri consigli da parte di una persona che non ha alcuna competenza professionale nel settore.
 
Punti bonus: 0/2

Totale: 32,3/47

 

[Edited by Ayumu7 6/8/2019 7:54 PM]
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6/8/2019 7:58 PM
 
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8° posto:

Espressione di nostalgia di apeirmon

Grammatica: 10/10

Un lavoro davvero molto pulito dal punto di vista grammaticale, bravo!

Efficacia espressiva e stile: 8/10
  
Ho identificato diverse costanti tramite le iniziali per rappresentare il numero di scambi già avvenuti, i giorni trascorsi dal primo, la distanza in ore dell’ultimo scambio con il precedente
e l’orario in cui dovrei dormire domani per risvegliarmi nel suo corpo.
 
Non so se tu abbia avuto un problema di formattazione (visto che il testo va a capo tra la parola “precedente” e “e l’orario”), ma ti consiglio di sistemare il testo, perché alla prima lettura sono rimasta perplessa da questo layout e in un primo momento ho creduto fosse intenzionale (-0,2).
 
Voglio riaffondare le sue dita nei suoi seni come se li attraversassi.

Non amo testi in prosa con parole sottolineate e/o in grassetto: per dare enfasi è sufficiente il corsivo, mentre calcare la mano su una parola in questo modo mi è sempre risultato un po’ fastidioso, nella lettura. A mio modestissimo parere di lettrice, le parole che l’autore intende caricare di pathos dovrebbero già risultare pregnanti senza l’intervento di ulteriori segni grafici a “ricalcarle”. Mi rendo conto che si tratta di una preferenza personale, ma del resto i giudizi sono inevitabilmente soggetti alla mia esperienza di lettrice/autrice (-0,2).

Voglio accarezzare di nuovo le sue gambe nella vasca da bagno dalle caviglie a dove si uniscono.

Questa frase sarebbe davvero molto bella, e anche erotica, se non fosse per quel “dove si uniscono” finale: trovo che avresti potuto trovare un modo più elegante e anche sensuale per definirle quella particolare area del corpo femminile. Il risultato sarebbe stato sicuramente più centrato, a mio parere! (-0,2)
 
- Mi alzo e vado in cucina per preparare del caffè, in modo da posticipare le ore in cui dormirò.
- (…) l’orario in cui dovrei dormire domani.

Molto spesso hai scambiato il significato dei termini dormire/addormentarsi: bere il caffè, nel primo caso, può far posticipare l’orario in cui ci si addormenta, non le ore di sonno effettive (anche perché esse non si possono posticipare). Analogamente, nel secondo esempio, il verbo corretto sarebbe invece addormentarsi (non si dorme in un orario, ma ci si addormenta a una certa ora). 
Avrei preferito vedere una cura lessicale maggiore (-0,3).
Il finale è un po’ brusco: capisco che volessi concludere con una sorta di finale “a sorpresa”, ma comunque quel “eh?!” conclusivo avrebbe potuto essere sostituito da una frase più esplicativa, pur mantenendo l’effetto stupore. Infatti, sulle prime, non ero neanche sicura di aver inteso bene cosa volessi comunicare. Ci ho messo un paio di letture prima di essere certa di aver capito che lo stupore di Taki derivi dal fatto di essersi risvegliato nel corpo di Mitsuha nonostante si sia svegliato prima di quanto previsto dai suoi calcoli – e non sono tuttora sicurissima di averci visto giusto (0,1).
In generale, ho trovato lo stile molto scorrevole, veloce e adatto alla forma espressiva scelta. Il registro linguistico è rimasto coerente e anche la sintassi utilizzata s’incastra bene con il genere diaristico: i periodi sono brevi, ci sono poche subordinate e molto spesso ci si ritrova a leggere un elenco di azioni in successiva. D’altra parte, però, questa eccessiva “rapidità” del testo corre anche il rischio di farlo risultare poco incisivo. Mi spiego meglio: hai avuto secondo me una della idee migliori tra quelle in gara e alcuni dei prompt sono stati interpretati e gestiti davvero magistralmente (come specificherò meglio più avanti). Avevi davvero il potenziale di scalare la classifica e mi è dispiaciuto dovermi tenere bassa in questo parametro, ma l’enumerazione di azioni (soprattutto nella parte finale, dove Taki si ricorda di essere stanco, si alza, beve il caffè, si risiede) ha fatto perdere decisamente la tensione narrativa che eri riuscito a creare all’inizio. Da un Taki nostalgico che fa di tutto per risvegliarsi a Itomori e che si perde a fantasticare sul corpo di Mitsuha, mi sono ritrovata alla fine un Taki più “piatto”, che si limita a elencare una serie di azioni svolte cronologicamente. Ti è mancata la regola d’oro dello “show, don’t tell”; la frenesia e la cura ossessiva per la ricerca della formula perfetta che ha caratterizzato la prima parte della storia è poi sbiadita in un’enumerazione di gesti e pensieri in cui l’intervento del narratore si è sentito decisamente troppo. Avrei preferito che la storia si dipanasse con più profondità, con meno interferenze possibili: avendo a disposizione solo 500 parole, ritengo che le scene dovessero essere più vivide, più “mostrate”, dunque, e meno narrate (-1).
 
Caratterizzazione e IC dei personaggi: 8,5/10

Collegandomi direttamente al punto precedente, purtroppo le pecche stilistiche che ho riscontrato nel tuo lavoro riverberano anche in questo campo: Taki ha perso il suo spessore, il suo dramma si è affievolito e la sua nostalgia si è ridotta sensibilmente nella seconda parte del racconto. Pur riconoscendone i tratti principali abbastanza da riconoscere il personaggio – molto evidente nella sua testardaggine e sensibilità, tra tutti – ho comunque riscontrato un approfondimento introspettivo un po’ abbozzato, che sicuramente avrebbe potuto trovare più respiro, pur nel limite dei caratteri imposto. La forma diaristica è stata un po’ un’arma a doppio taglio, da questo punto di vista: se da una parte ti ha facilitato nel comporre una storia molto fluida e leggera, dall’altra ha tolto profondità all’uso della prima persona che, per definizione, è la forma narrativa che meglio ci aiuta a entrare in contatto con l’anima del personaggio in questione. A malincuore, però, ho sentito una certa freddezza e un certo distacco nei confronti di Taki, e non sai quanto mi dispiaccia ammetterlo, perché Your Name è davvero un’opera a cui sono profondamente legata. Il focus narrativo da te scelto avrebbe dovuto farmi vivere malinconia, stanchezza e piacere erotico, persino, ma non sei riuscito a centrare in pieno queste sfumature, rendendo così incompleta la caratterizzazione. Anche il tono generale dell’anime mi è parso molto lontano; apprezzo sempre molto quando un autore riesce a rendere giustizia non solo al personaggio, ma anche al contesto da cui proviene, e nel tuo caso il tentativo non mi è parso del tutto riuscito. Your Name è un inno di poesia, delicatezza e cultura giapponese, ma i toni tanto vellutati, pur tragici, dell’opera originale non sono riusciti a permeare nel tuo lavoro e nella caratterizzazione che hai tratteggiato di Taki che, purtroppo, rimane un personaggio un po’ piatto. Non mi sono sentita di abbassarti il punteggio oltre 8,5/10, in ogni caso, perché ritengo che le problematiche riscontrate in questo parametro siano in gran parte dovute a sviste stilistiche e non a una effettiva cattiva gestione del protagonista.

Uso della triade: 9,5/10

Punteggio quasi pieno in questo campo, complimenti! Il prompt orario e il prompt “formula algebrica” sono inseriti alla perfezione; sono pregnanti e hanno una certa importanza per il nostro protagonista e per la trama. Peccato per il prompt “caffè”: capisco che Taki lo beva per restare sveglio più a lungo, dunque il prompt è inserito, ma non ha la stessa efficacia degli altri due. Sei stato talmente convincente con gli altri elementi – soprattutto con la formula algebrica, tanto da farne la colonna portante della storia – che inevitabilmente il prompt “caffè” ne è rimasto un po’ oscurato. A ogni modo, la tua gestione del prompt “parola” è stata a mani basse la più innovativa in concorso: non mi sarei mai aspettata che la formula algebrica potesse ispirarti una simile idea e ho anche apprezzato la scelta d’inserirla fisicamente nella storia. Per questo, a te va il Premio Narratore, complimenti!

Gradimento personale: 3,5/5

Questa storia aveva il potenziale di ottenere punteggio pieno, in questo campo, ma purtroppo uno stile un po’ acerbo e una gestione del protagonista un po’ superficiale le hanno fatto perdere quello spessore che preannunciava di avere: per queste problematiche, la mia partecipazione alla storia non è stata totalizzante, e il gradimento personale ne ha accusato il colpo.

Punti bonus: 1/2

Hai usato il fandom Your Name: 1 punto bonus!

Totale: 40,5/47

[Edited by Ayumu7 6/13/2019 7:50 PM]
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6/8/2019 8:01 PM
 
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7° posto:

Di Baci Rubati e Cuori in pezzi di amicadeilibri


Grammatica: 9,5/10

La drabble è in linea di massima corretta, ma ho comunque delle segnalazioni da sottoporti, riguardanti il seguente periodo:

Un bacio rubato, l’espressione ferita dei suoi occhi verdi che sfuggivano il tuo sguardo, sono la tua tortura.

La virgola tra “sguardo” e “sono” è da ritenersi errore; infatti, la virgola non può mai separare il soggetto dal verbo (-0,2). Questa frase presenta poi un altro errore, questa volta di coniugazione; l’espressione ferita è il soggetto della frase – e non gli occhi verdi – dunque il verbo essere andrebbe coniugato alla terza persona singolare e non a quella plurale (-0,3).
La frase andrebbe dunque cambiata in questo modo:
 
Un bacio rubato, l’espressione ferita dei suoi occhi verdi che sfuggivano il tuo sguardo è la tua tortura.
 
Efficacia espressiva e stile: 8,5/10

Lo stile – e, di conseguenza, l’efficacia espressiva – di questa storia è leggermente traballante, a mio parere. Parte da delle basi molto solide, che dimostrano la tua padronanza della lingua italiana; la drabble presenta un registro piuttosto semplice, non ci sono particolari guizzi lessicali o scelte sintattiche ardite, ma rimane comunque adeguato all’idea che intendevi trasmettere. Ciò che maggiormente ho apprezzato del tuo stile è stata la narrazione per immagini: la tua drabble mostra, non racconta, e nel farlo riesce a tracciare un quadro molto nitido della situazione descritta. Si riescono a intravedere perfettamente i cocci di vetro, il sangue sulle nocche di James, il suo sorriso sghembo.
Di contro, però, la storia scorre via velocemente, forse troppo: non c’è una vera pausa narrativa su un punto preciso, nemmeno sul flashback, che rimane invece distante e rievocato senza particolare carica emotiva. A titolo d’esempio, anche un breve dialogo avrebbe aiutato a dipanare un po’ il ritmo, costringendo James – e il lettore di conseguenza, che è calato nel suo punto di vista da assoluto protagonista – a soffermarsi maggiormente sul casus belli. Un simile espediente avrebbe potuto facilitare la connessione emozionale con il personaggio. Volendo restare nel limite delle parole richiesto dalla drabble, avrei forse preferito che il riferimento agli scherzi a Piton fosse omesso, in favore di un focus più disteso sull’incidente del bacio rubato tra Lily e James, che invece resta un ricordo un po’ fumoso e poco inquadrato.
Ho inoltre notato un uso poco costante del corsivo, che mi ha leggermente confusa durante la lettura. Lo hai infatti adoperato indistintamente per segnalare l’orologio immobile, i frantumi, il solo istante in cui tutto accade, il bacio rubato, i Malandrini. Su questi ultimi, ho ritenuto il corsivo più che mai inadatto: si tratta infatti di un termine assolutamente ordinario nell’universo di HP e, nel caso della frase specifica, i Malandrini non rivestono alcun ruolo specifico e non vengono direttamente nominati con un’accezione particolare – né dispregiativa, né canzonatoria, né in altro modo. Anche per gli altri termini elencati, non c’è un vero schema alla base che giustifichi la segnalazione in corsivo; in linea di massima, se si evidenziano troppe parole – soprattutto in una drabble – si può incorrere il rischio di non segnalarne nessuna, e di appiattire invece il pathos.
A livello lessicale, come anticipato all’inizio, la drabble è molto lineare; tuttavia, tra il sottotitolo in latino, che inaugura la drabble e parrebbe essere un’elegante anteprima a una storia raffinata e che fa uso di termini desueti, arcaici o semplicemente limati e curati, e l’effettivo lessico adoperato, decisamente d’uso quotidiano, si nota un’immediata discrepanza. Inoltre, ho ravvisato questa poca costanza lessicale anche nel corso del testo; nello specifico, l’ultima frase mi è sembrata un po’ forte e lievemente fuori luogo nel contesto in cui l’hai calata. Il ghigno beffardo e gli scherzi a Mocciosus hanno decisamente – e bruscamente – allentato il dramma sentimentale di James e anche l’attenzione del lettore – o la mia, perlomeno – si è trovata a subire una repentina frenata; il passaggio dalla scena del bacio rubato e dello specchio in frantumi – entrambi simboli afferenti al campo semantico dell’amore e del sentimento – a quello degli scherzi dei Malandrini mi è parso infatti troppo immediato. Non fraintendermi, il riferimento ai Malandrini è secondo me totalmente coerente, e anche la scelta di definirli la “medicina” di James l’ho trovata azzeccata e poetica, quasi; avrei unicamente gradito maggiormente se la drabble si fosse chiusa sulla stessa lunghezza d’onda – tematica e stilistica –, dunque con un’immagine agrodolce dei Malandrini, e non con un riferimento scanzonato e arrogante a Piton.
Si tratta comunque di minuzie o piccoli accorgimenti, nessun errore effettivamente tale, ma ho tentato di essere il più precisa e dettagliata possibile nell’illustrare quelli che secondo me sono pregi e difetti di ogni elaborato.
Per tutti questi motivi, ho ritenuto che il punteggio dovesse essere un meritato – e spero ai tuoi occhi giustificato! – 8,5.

Caratterizzazione e IC dei personaggi: 9,5/10

Pur essendo James il protagonista della drabble e pur essendo suoi gli occhi attraverso i quali osserviamo e viviamo la realtà, ci terrei a cominciare l’analisi dei personaggi dalla tua Lily che, pur restando sullo sfondo di un flashback che ha uno spazio di una riga o poco più, mi è parsa totalmente centrata e ben indovinata. Di lei hai tratteggiato l’orgoglio ferito, la caparbia, l’assoluto rigore morale e lo spirito leale e appassionato che la caratterizza; sono riuscita a scorgere i tratti caratteriali salienti della Lily adolescenziale in davvero pochissime battute. È evidente il tuo affetto per questo personaggio e per la coppia James/Lily, e trovo tu sia stata molto rispettosa e in linea con l’originale in entrambi i casi.
Molto mirato anche l’accenno ai Malandrini, come già dicevo nel parametro precedente; pur non essendo funzionali alla trama in sé, ho ritenuto giusto che James vi facesse riferimento. Sono loro il suo porto sicuro durante gli anni di Hogwarts e sono loro il palliativo di cui ha bisogno per risolvere ogni male.
L’unico motivo per cui il punteggio pieno è appena mancato è James stesso: hai sicuramente colto il suo lato più impulsivo, intraprendente e irrazionale, sia nella scena del bacio rubato che in quella del pugno allo specchio. Tuttavia – a costo di ripetermi – il periodo di chiusura non mi ha convinta in pieno, anche in zona caratterizzazione. Dall’ambientazione della storia – pur poco definita – e dalla sua stessa trama, James è nella fase in cui prova a dimostrare a Lily di essere cambiato e di essere meritevole del suo amore. Ha appena rovinato il delicato equilibrio che possiamo supporre era riuscito a creare con Lily a causa di un tentativo prematuro di bacio, e dunque ho trovato inopportuno che egli pensi di farle un ulteriore torto tornando a indispettire Piton. Questa mia deduzione è comunque frutto di una mia interpretazione del personaggio e del suo rapporto con Lily, dunque non ho ritenuto di doverti sottrarre più di 0,5 dal punteggio complessivo.
 
Uso della triade: 10/10

In questa sede ho ben poco da dire, totalizzi infatti punteggio pieno senza alcun dubbio! Ho valutato molto positivamente la tua abilità nel miscelare insieme i tre prompt e nel renderli la base fondante di tutta la storia, rispettivamente il trigger (il bacio rubato) e la diretta conseguenza (il vetro infranto) di essa. Anche il prompt orario è stato utilizzato in modo molto sapiente e pregnante; le due di pomeriggio sono non solo l’ora effettiva in cui James sfoga sullo specchio la sua frustrazione, ma anche un’ora immobile, sospesa nel tempo; tutto pare fermarsi alle due di pomeriggio, le lancette dell’orologio, così come il cuore di James. Sei stata molto brava e inserire i prompt in maniera del tutto naturale e in modo tale da far gravitare l’intera drabble intorno a essi, complimenti!

Gradimento personale: 4,5/5

Come segnalato prevalentemente in zona stile, purtroppo il legame emotivo con James ha faticato a farsi sentire: pur riconoscendoti una certa dimestichezza con la coppia e il tipo di forma narrativa da te scelto – la drabble pura, di cui io apprezzo sempre la capacità d’imporsi nel cuore del lettore in sole 100 parole – non sono riuscita a sentirmi trascinata completamente della storia, né a sentire sulla mia pelle il sottile dramma adolescenziale vissuto da un personaggio molto razionale e istintivo per definizione. Ho comunque gradito alcune scelte stilistiche e la gestione della coppia, anche se avrei preferito maggiore spazio dedicato alla scena del bacio mancato in sé; ti meriti a ogni modo un punteggio molto alto!

Punti bonus: 1/2

Hai scelto una ship del cuore, James/Lily: 1 punto bonus!

Totale: 43/47

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6/8/2019 8:04 PM
 
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6° posto:

Dentro il confine di Raffyloveantonio Uwetta


Grammatica: 9,9/10

La tua flash è molto corretta, un unico appunto:

E ogni mattina alle sette precise, il nuovo giorno che nasce ti vedrà chino sul libro che segna un passo in più verso quel Destino così eguale eppur parallelo a quello intrapreso da Sirius,
Il non più tuo fratello.

Essendo preceduto da una virgola e non da un punto, il andrebbe scritto con la prima lettera minuscola, pur trovandosi graficamente staccato dalla frase precedente.

Efficacia espressiva e stile: 9/10

Ho riflettuto davvero molto, prima di assegnarti un punteggio in questo parametro. Comincio subito col confessarti che il tuo stile è molto lontano da ciò che amo leggere di solito, ma ciò non mi ha impedito di apprezzarne la qualità. Tuttavia, in più punti, mi ha lasciata un po’ perplessa. Più che veri e proprio problemi stilistici, trovo tu non abbia centrato in pieno l’efficacia espressiva, punto che io pongo sempre al cuore delle mie valutazioni, come potrai vedere anche nei commenti che ho scritto per le altre storie partecipanti.
A una prima lettura, il tuo stile appare ostico. Non tanto per il lessico utilizzato – sebbene anche in questo campo fai uso di termini più desueti e non comuni, come paria al posto di reietto, siine fiero in luogo di vanne fiero, eguale invece di uguale – quanto proprio per la costruzione stilistica in sé. A questo discorso fa però eccezione il termine obolo: non ho compreso l’accezione che intendevi dargli e mi è sembrato un termine fuori contesto.
Fai uso della seconda persona per raccontare la tua storia, una scelta di narratore che io solitamente apprezzo molto, perché permette d’instaurare una certa vicinanza tra lettore e protagonista senza correre però il rischio di rimanere troppo invischiati nella psiche di quest’ultimo. Nel tuo caso, ho purtroppo faticato a sentirmi vicina a Regulus: non sono riuscita a percepire quello che secondo me è il principale pregio della forma narrativa da te scelta, ovvero l’immediatezza emotiva. In compenso, però, i legami di cui parli, oltre a essere stati esplorati nell’universo di HP, soprattutto nella versione di Sirius, sono legami universali: quello tra padre e figlio e tra due fratelli sono relazioni con cui il lettore fa presto a identificarsi, ovviando così al distacco che invece si avverte per via di una narrazione molto sofisticata e intricata.
Un capitolo a parte merita l’impiego che hai fatto del corsivo e del layout del testo: purtroppo mi sono trovata in disaccordo per il modo in cui li hai adoperati. Utilizzi infatti il corsivo indistintamente per dare voce a determinati pensieri di Regulus, per riportare un flashback, per esplicitare il contenuto della lettera del padre, per dar voce alla stizza di Sirius. In tal modo, tentando di evidenziare e dare rilievo a ognuna di queste cose, hai finito per appiattirle tutte, generando anche smarrimento nel lettore. Il dialogo con Sirius avrebbe potuto benissimo essere riportato normalmente, avvenendo in contemporanea rispetto alla scena di Regulus che cammina per Hogwarts: distinguendolo dal resto del testo l’hai reso quasi temporalmente lontano dal presente, come se fosse anch’esso parte di un flashback. Ti consiglierei dunque di limare queste scelte, di decidere di adoperare il corsivo per una determinata categoria narrativa e cercare altre soluzioni per le altre. Stesso discorso vale per il layout: inizi col centrare e porre così in evidenzia un pensiero di Regulus, ma già quello successivo è invece allineato a destra, senza apparente motivo. La lettera del padre è invece allineate a sinistra, il flashback immediatamente successivo a destra, e un ulteriore pensiero di Regulus a sinistra, e così via. Capisci dunque la confusione che tutto questo arzigogolo di corsivi e allineamenti ha generato in me. Dopo molte riletture, il testo ha cominciato a scorrere con più fluidità, ma ribadisco che all’inizio mi era parso eccessivamente appesantito da costruzioni e orpelli non necessari.
Passando invece a lessico e registro linguistico, ho trovato adeguate le soluzioni adottate in questo campo: pur essendo entrambi afferenti a un livello medio-alto, come segnalato dalle espressioni che ti ho riportato in precedenza, essi sono fedeli all’intreccio narrativo e stilistico, e soprattutto ai protagonisti. Mi sembra che la regalità che Regulus sente di possedere, mentre sfila tra i corridoi del castello e riflette sull’eredità di suo padre e della sua casata, si rifletta specularmente nel suo modo di esprimersi. C’è infatti sicuramente un’eleganza intrinseca e una buona dose di labor limae nelle tue parole: non scegli mai il termine più immediato, ma si scorge uno sforzo di cercare quello più raffinato, con una sonorità più musicale magari, o semplicemente più ricercato. Devi secondo me unicamente prestare attenzione a non calcare la mano troppo in questo settore: ripeto, sono state per me scelte indovinate perché è pur sempre un personaggio come Regulus Black a parlare, ma un simile lessico sarebbe risultato sicuramente fuori luogo o eccessivo se la prospettiva fosse stata quella di un altro tipo di personaggio.
Per tutte queste considerazioni, ho ritenuto che il punteggio per cui mi sono alla fine decisa risponda bene a quelli che sono secondo me pregi e difetti del tuo lavoro.
 
Caratterizzazione e IC dei personaggi: 10/10

Per questo parametro ho invece avuto vita più facile, e ho potuto darti tutti e dieci i punti previsti in questa voce senza troppi ripensamenti. La tua flash offre infatti un’accurata introspezione del più giovane dei Black, restando fedele al canone e offrendo comunque una certa dose di originalità.
Regulus, indiscusso protagonista della storia, è un personaggio che mi affascina molto, e sono sempre sinceramente incuriosita di leggere l’interpretazione che di lui vien data dagli scrittori di fanfiction. Ho trovato la tua caratterizzazione molto coerente con quanto di lui ci è dato sapere dalla penna della Rowling: l’hai ritratto nobile e fiero, orgoglioso della sua casa di appartenenza e della sua famiglia d’origine. Di lui hai evidenziato lo sprezzo che prova per il fratello maggiore, la voglia di accettazione da parte del padre, l’ambizione intellettuale. Certo, forse manca un po’ il suo aspetto più fragile, ma credo questa assenza sia totalmente giustificabile se pensiamo all’ambientazione temporale della storia: è ancora presto perché Regulus conosca in pieno le convinzioni di Voldemort e dei Mangiamorte e cominci a dubitarne. Trovo dunque coerente che, in una storia ambientata ai tempi di Hogwarts, Regulus sia stoico e irremovibile sulle sue posizioni.
Sirius rimane più sullo sfondo, ma è ugualmente importante ai fini del racconto: come tu giustamente ricordi, il primogenito dei Black è l’alter ego di suo fratello minore, il suo perfetto opposto. Ho adorato il seguente passaggio della tua storia, perché trovo che sintetizzi alla perfezione questo concetto:Dall’altra parte della linea di demarcazione, Sirius cammina su un terreno minato. È il tuo alter ego che sbiadisce piano piano. Che viene inghiottito da tutto ciò che tu non sei. Trovo tu abbia trovato le parole perfette per descrivere Sirius in funzione di Regulus, reggendo alla grande il punto di vista di quest’ultimo: Sirius è il figlio ribelle, certo, ma non c’è glorificazione o eroismo nella sua ribellione. Essa è infatti unicamente intrisa di sdegno e disprezzo, perché questa è la percezione che di lui ha Regulus. Encomiabile, dunque, il rapporto che hai fatto risaltare dei due fratelli: nel loro incontro si legge in realtà molto di più di un semplice legame fraterno problematico. Esso è infatti uno scontro di ideologie, di pensieri, di modi di affrontare la vita. In definitiva, un lavoro molto convincente da questo punto di vista, brava!
 
Uso della triade: 10/10

Sei stata tra i partecipanti che hanno fatto miglior uso dei tre elementi della tua triade, indiscutibilmente. Si nota benissimo che hai pensato e costruito la flash in ragione di essi, e il tuo tentativo di inserirli nel testo è di conseguenza divenuto naturale, e non forzato o costruito. L’interpretazione che hai dato a ognuno di essi mi ha convinta in pieno, portandomi dunque ad assegnarti punteggio pieno anche in questo campo.
Le sette di mattina è l’ora di un rituale, nella tua flashfic: non è soltanto l’ora in cui è accaduto qualcosa di importante in passato, ma anche quella in cui Regulus decide di sigillare per sempre il suo legame con il padre, imponendosi un rituale quotidiano per sentirsi vicino ai suoi precetti.
Il libro è anch’esso legato a doppio filo al rapporto tra Regulus e suo padre: hai fatto di questo prompt un simbolo in piena regola, non solo dunque l’oggetto fisico contenente importanti rituali magici, ma anche la consacrazione dell’appartenenza di Regulus alla famiglia Black.
Ma la vera punta di diamante è senza dubbio il significato che hai saputo conferire al prompt “destini paralleli”: ne hai fatto la base portante della tua storia e della caratterizzazione di entrambi i fratelli. Trovo sia stata geniale l’intuizione di associare questa triade ai fratelli Black, perché rispecchiano benissimo due facce della stessa medaglia, due destini opposti e paralleli, per l’appunto. Hai reso concretamente giustizia alla tua idea, facendola risaltare per tutta la flash, ma soprattutto nella parte finale, grazie alla resa visiva della scena dell’incrocio – e del conseguente allontanamento – dei due tra i corridoi. Un ottimo lavoro, complimenti!
 
Gradimento personale: 4,5/5

L’unico motivo per cui non totalizzi un punteggio pieno è imputabile a quelle debolezze che ho provato a farti presente in campo stilistico e comunicativo: purtroppo, mi sono sentita un po’ distante dai sentimenti che intendevi trasmettere, presa a interpretare alcuni vezzi stilistici, e non sono riuscita a sentirmi trascinata o particolarmente smossa. Tuttavia, la pulizia del testo, l’ottima introspezione e il bellissimo uso del prompt “destini paralleli” hanno compensato in toto le piccole sbavature in campo stilistico: trovo che se tu riuscissi ad alleggerire alcuni fronzoli e a smussare un po’ i toni dei tuoi periodi, riusciresti a ottenere una maggiore partecipazione emotiva e a essere più incisiva.

Punti bonus: 0/2

Totale: 43,4/47

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6/8/2019 8:06 PM
 
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5° posto:

Venefico Inverno di mystery_koopa


Grammatica: 10/10

Una double drabble assolutamente perfetta dal punto di vista grammaticale, non ho nessuna segnalazione da farti!

Efficacia espressiva e stile: 9,7/10

La double drabble presenta, già graficamente, un chiaro segnale del destino speculare e opposto dei suoi due protagonisti; la prima parte gravita intorno alla figura e alla morte di Corradino e, nelle battute finali, già si anticipa il passaggio dal giustiziato all’esecutore, Carlo, che trova il suo spazio narrativo nella seconda parte. Il tutto si chiude poi con una singola frase, in latino e in corsivo, centrata: il perfetto riassunto della storia, la sintesi che riesce a coniugare in quattro parole entrambi i personaggi. Sono le ultime parole di Carlo d’Angiò, che suonano insieme come una condanna e un inno di rivalsa: quel vita Caroli ha un sapore tragicamente ironico, se accostato all’immagine che hai saputo ritrarre di un Carlo fragile, come il potere che sente sgretolarsi. Già da un punto di vista puramente di layout, dunque, la storia trasmette subito piena efficacia espressiva e rievoca con grande precisione due personaggi storici e alcuni degli avvenimenti salienti che hanno vissuto.
Tra le due, è la prima delle due drabble la mia preferita, nonché quella che a mio parere sa essere più forte a livello visivo: assolutamente lodevole è il quadro che hai dipinto degli ultimi momenti di vita di Corradino, intrecciati a doppio filo con il cielo dello stesso tono di scarlatto del sangue che si sta versando sul suolo. Particolarmente potente è l’atmosfera che sei riuscito a creare: di Corradino risalta non tanto l’animo combattivo o la missione fallita, quanto la giovane età. In fondo, è solo un ragazzo di sedici anni, che sente il ferro freddo della spada sulla nuca e che viene fatto inginocchiare davanti alla folla.
La seconda drabble, a mio parere, smorza leggermente il tono tragico della prima parte, soprattutto nei periodi iniziali. In essi ho avvertito un brusco passaggio da una narrazione incentrata sui personaggi a un tentativo di universalizzazione dei loro destini, da cui ho finito per sentirmi distante. “L’estate, l’estate…” con cui si apre la seconda drabble resta su un livello quasi didascalico, come se l’intervento dell’autore si facesse d’un tratto più presente – forse fin troppo –, tanto da avvertire la necessità di avvisare il lettore della sua personale interpretazione degli eventi e dei fatti della Storia con la s maiuscola. La metafora del binomio tra l’estate come periodo in cui si svolgono le battaglie e l’inverno come periodo in cui invece avvengono le uccisioni e i veri momenti che cambiano la storia mi è piaciuta, ma avrei preferito che essa giungesse come spunto di riflessione del personaggio o che risultasse naturalmente dalla storia, e non che venisse inserita come giudizio dell’autore in apertura della drabble, prima che ancora effettivamente si veda il personaggio di Carlo. Avresti potuto ottenere un risultato ancora più dirompente, se fossi riuscito a far risaltare questa tua idea – di partenza molto interessante – come una naturale conseguenza della morte di Carlo, e non renderla una riflessione a priori in cui la voce dell’autore sembra togliere spazio a quella dei personaggi.
La chiusura della seconda drabble riprende invece la linea della prima; è di nuovo il personaggio morente a dominare la scena e di nuovo il panorama che fa da sfondo alla sua morte torna a essere simbologia della morte stessa, in questo caso rappresentata dal freddo vento che sferza la campagna. Nelle battute finali, dunque, hai ripreso le fila della circolarità della storia che avevi saputo tessere all’inizio, e ho potuto ritrovare un rinnovato equilibrio stilistico.
Passando oltre, ho ritenuto la scelta di narrare al presente congeniale alla forma narrativa da te scelta e al contenuto della storia stessa: sei riuscito a creare un sentimento di contemporaneità e di tangibilità pur parlando di eventi storici molto distanti dall’epoca del lettore. L’effetto ottenuto è di immediatezza, di una storia che si legge d’un fiato, di un’incredibile vicinanza con gli episodi e soprattutto con i personaggi: la partecipazione emotiva è dunque massima.
Anche lessico e registro linguistico seguono questa logica: non ci sono espressioni desuete o termini arcaici, non c’è nessun effetto di straniamento durante la lettura, o di distanza dalla materia raccontata. Al contempo, però, entrambi sono molto curati, precisi, e soprattutto coerenti con se stessi: i termini che utilizzi vanno dritti al punto e ogni frase scorre sotto gli occhi in un battito di ciglia, conducendo naturalmente alla successiva. Un bel lavoro, davvero!
 
Caratterizzazione e IC dei personaggi: 10/10

Per questo parametro non ho avuto alcun dubbio, sin dalla prima lettura del testo: quando si scrive di personaggi realmente esistiti – e tu sei stato l’unico autore in gara a farlo, in questo contest – si va sempre incontro a un rischio di duplice natura. Da una parte, si può incappare nel tranello dell’appiattimento, restando a un livello scolastico della caratterizzazione, in un tentativo ossessivo – e, a mio parere, controproducente – di riportare il personaggio al suo originale storico in ogni minimo dettaglio e sfaccettatura. Dall’altra, però, si rischia di allontanarcisi troppo, prendendo in prestito giusto il nome e qualche episodio basilare per poi ricamarci sopra una personalità e una trama che di storico hanno ben poco.
La tua introspezione su Corradino e Carlo, pur non essendo il focus della double drabble, non incorre in nessuno di questi due errori: sei riuscito a far risaltare le loro personalità pur non facendo uno studio psicologico di nessuno dei due e, al contempo, sei stato capace di metterci del tuo, di legare i loro fati più di quanto la storia ci abbia tramandato. Ciò che più ho apprezzato è stata la scelta di inquadrare entrambi nel loro momento di maggiore debolezza e fragilità, quello della morte; hai esposto due personaggi di elevatissima statura militare, storica e strategica alla loro natura più effimera e caduca, da esseri umani e non da condottieri.
Come anticipavo precedentemente, di Corradino è l’indole da ragazzo, più che da uomo o da combattente, a risaltare: sembra quasi un martire, un eroe, in questa gloriosa esecuzione, circondato dal brusio della folla e avvolto dal più teatrale degli scenari. Si simpatizza inevitabilmente con lui, anche se il lettore dovesse non conoscere nemmeno un briciolo di fatto storico. La sua morte ha una dignità quasi nobiliare.
Di contro, invece, troviamo un Carlo debole; la gioia per la morte di Corradino ha vita breve, la morte coglie anche il D’Angiò, e sembra essere più beffarda nei suoi confronti. Nessuna gloria, nessuna folla radunata, nessun giustiziere, nessun cielo tinto di rosso. Una morte solitaria e silenziosa, accompagnata dal solo suono del vento. La sua è una morte fredda, quasi fosse lui l’antagonista, e non il contrario. Quel Mors Corradini, Vita Caroli finale parrebbe essere quasi ribaltato, sotto questa analisi.
Potrei benissimo aver interpretato o letto male le tue intenzioni, e sicuramente tu, da esperto dalla materia, avrai voluto comunicare altro o più di quanto io sia riuscita a comprendere, ma spero che il parere di una “novellina” possa comunque servirti da spunto!
 
Uso della triade: 8/10

L’unico motivo per cui il tuo lavoro non ha scalato la classifica è da imputare alla performance in questa voce che, naturalmente, non intacca la qualità della storia in sé, ma è invece essenziale per le dinamiche e le richieste di questo contest nello specifico. Pur avendo tu utilizzato tutti e tre i prompt previsti dalla tua triade, l’uso che ne hai fatto non è stato molto pregnante, salvo per l’encomiabile accezione che hai conferito ai “destini intrecciati”, principale ragione per cui il punteggio rimane comunque molto alto. La specularità del testo, di cui ti ho già parlato in campo stilistico, e il significato che hai attribuito all’espressione sono assolutamente essenziali per le dinamiche della storia e per lo sviluppo dei personaggi. Sei partito da fatti e personaggi storici e li ha caricati e rivestiti di un significato preciso, dettatoti da un contest, riuscendo così a “piegare la storia” alle tue necessità narrative, e questa tua capacità mi ha stupita in positivo.
Non posso però dire lo stesso per l’uso degli altri due prompt: pur essendo la storia ambientata all’ora del tramonto, non c’è alcun riferimento alle sette di sera nello specifico – il sole non tramonta sempre alla stessa ora ovunque, per altro – e, nella seconda drabble, il riferimento alla sera e al tramonto viene del tutto a mancare. Analogamente – e diametralmente – il prompt “pagina” riveste una qualche importanza solo nella seconda parte del testo, mentre è completamente assente nella prima.
Ho notato che un’altra storia ha riscontrato la stessa difficoltà nel calare al meglio questi tre elementi all’interno della trama, dunque mi sono chiesta se vi fosse una effettiva problematicità intrinseca agli stessi, ma non ho potuto comunque fare a meno di notare che altre storie in gara hanno saputo non solo introdurre fisicamente i prompt nel testo, ma anche renderli la causa o l’effetto di determinate azioni o parole. Con ciò voglio unicamente dire che, pur apprezzando lo sforzo che hai sicuramente fatto per adattare i tre elementi alla tua storia, la tua interpretazione resta un po’ sordina e, in definitiva, leggermente più debole di altre soluzioni che mi è capitato di leggere per questo contest.
 
Gradimento personale: 5/5

La tua è stata una delle mie storie preferite tra quelle in gara: complici un genere storico magistralmente gestito, uno stile molto curato e una conoscenza approfondita di materia e personaggi, la tua Venefico Inverno si è ritagliata un posto d’assoluto rispetto nel mio cuoricino di giudice e mi ha sicuramente invogliata a voler leggere altro di tuo. Mi hai anche spinto a documentarmi e informarmi maggiormente sui retroscena delle vicende da te narrate e trovo che, per un autore di genere storico, questo sia un pregio e un talento essenziale.

Punti bonus: 1/2

Genere storico/medievale – dettagliato senza mai essere pesante.

Totale: 43,7/47

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Giudice*****
6/8/2019 8:09 PM
 
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4° posto:

Tutto finisce alle due di Dark Sider

Grammatica: 9,9/10


Non c’è alcun errore di natura grammaticale nella tua flash, ma ti ho sottratto comunque un – insignificante – 0,1 dal punteggio totale in questo campo per l’uso sovrabbondante della d eufonica. Nel bando del contest avevo specificato che preferisco che essa venga usata soltanto in caso di vocale ripetuta, ma tu l’hai invece adoperata indistintamente. Non si tratta di un vero e proprio errore, ma avendolo comunque esplicitato in partenza ho voluto comunque segnalartelo, per il futuro!

Efficacia espressiva e stile: 9,4/10

Comincio subito col dirti che una delle ragioni per cui non totalizzi punteggio pieno è l’uso un pelino eccessivo della punteggiatura. Non ho mai letto altro di tuo, ma credo di aver scorto una tendenza in cui tendo a incappare anch’io, dunque per me molto familiare e facilmente riconoscibile: quella d’inserire molte pause, che a volte rallentano giustamente il ritmo narrativo, altre volte lo spezzano. In compenso, conosci bene la differenza tra una virgola, due punti e un punto e virgola, e sai quando usare un segno al posto di un altro, variegando così il tipo di pausa che conferisci al testo. A ogni modo, in qualche frangente, ho ritenuto la frammentazione eccessiva, soprattutto per il tipo di testo che hai presentato: l’apparente distensione iniziale, dovuta al fatto che il protagonista si sente al sicuro, è poi bruscamente interrotta dall’arrivo dei ghoul, e mi sarei aspettata che il ritmo narrativo incrementasse di conseguenza, e che le pause dettate dai segni di punteggiatura diminuissero. Tuttavia, non è stato questo il caso, e la punteggiatura ha seguito passivamente lo schema che avevi adottato nella prima parte della storia.
Provo a farti qualche esempio, per chiarirti meglio questo concetto:

Dall’altra stanza, provengono dei colpi, come di qualcosa che sta battendo su una superficie, accompagnati da gorgogli rochi.

Ecco, io eliminerei la virgola dopo stanza: crea una pausa inutile e rallenta la tensione narrativa, che invece dovrebbe essere proprio il fulcro di questa sequenza. Per questa frase specifica, ti ho sottratto uno 0,1 dal punteggio finale: la mia interpretazione del ritmo è soltanto un suggerimento, perché obiettivamente non c’è nulla che non va nel tuo modo di cadenzare le frasi, che infatti all’orecchio suonano bene (diversamente da altre situazioni che si sono verificate per altre storie che invece hanno valso una detrazione di 0,2).
Analogamente, altri periodi potrebbero essere snellite e alcune virgole evitate, ma non ti ho sottratto punti perché ritengo sia più dovuto a un gusto strettamente personale che a un’effettiva criticità del testo.
Fatta eccezione per questo piccolo commento, ho molto apprezzato lo stile: forse per alcuni sarebbe definito asciutto, per me è essenziale al punto giusto. Tuttavia, a volte tendi a essere molto telegrafico; l’intera scena dell’arrivo dei ghoul avrebbe potuto essere più d’impatto, se invece di seguire oggettivamente l’accaduto avessi mostrato più vividamente qualche dettaglio puramente visivo, sensoriale o sentimentale. Il protagonista sembra quasi impassibile, preso com’è a riportare per filo e per segno quanto sta avvenendo davanti ai suoi occhi; è dal personaggio di Maddy che scorgiamo una qualche partecipazione emotiva agli eventi, ma non ne vediamo la diretta conseguenza sul protagonista. Egli è infatti un narratore incredibilmente stoico e analitico: riesce ad avere la lucidità di descrivere la scena in ogni dettaglio anche in un momento in cui di razionale c’è ben poco. Certo, credo che una parte di questo suo comportamento sia dovuta al suo carattere – come analizzerò in seguito – ma questo suo modo di raccontare, e non mostrare, gli eventi mi ha trasmesso una certa freddezza di fondo. E davvero ritengo che tu abbia potuto fare jackpot con questa storia, visto che invece la prima parte è perfetta: il protagonista indugia su determinate emozioni e riporta gli eventi per come accadono al punto giusto, e l’equilibrio della narrazione è molto bilanciato. Ma proprio nella fase più concitata della storia ho avvertito un tono un po’ più piatto, un po’ forse legato alla problematica delle virgole di cui ti parlavo in precedenza. Per questo sfumato – ma non completamente – “show, don’t tell”, ho sottratto uno 0,5 dal punteggio complessivo.

Caratterizzazione e IC dei personaggi: 9/10

Quando si scrive una drabble o una flash originale, è sempre complesso riuscire a dare spessore ai propri personaggi, a renderli sufficientemente caratterizzati e a permettere al lettore di empatizzare con essi. Nel caso della tua storia, ho un po’ avvertito questo problema: il protagonista senza nome e Madison non sono propriamente memorabili, e il focus della loro storia – d’amore e di morte – rimane più la trama in sé che la loro caratterizzazione psicologica in senso stretto. Resta comunque evidente il tentativo fatto nel renderli tridimensionali, di spessore, unici: soprattutto nella prima parte, i piccoli indizi di cui hai disseminato la storia facilitano l’immedesimazione del lettore, e ci sono piccole chicche che ho davvero apprezzato. È bello, per esempio, che tu ti sia soffermata sui vecchi riti quotidiani, sulle abitudini dei due personaggi: li hai resi delle persone con un’anima e un passato. Quest’umanità sembra continuare anche in un altri due passaggi, questa volta del presente: il protagonista rivela che quella in cui si trovano è la trentaduesima casa, mostrandoci anche questo suo tentativo di pianificazione e bisogno di appartenenza. Sembra essere una persona molto analitica: non si è limitato a passare da un rifugio all’altro, ma si è anche soffermato a contarli, aggrappandosi così di volta in volta a un posto che ha provato a chiamare casa, per poi vederselo sottratto ancora e ancora. Il secondo momento, invece, riguarda Maddy: lei sembra essere più fragile, più sensibile, si preoccupa di un banale livido che l’altro sfoggia sullo zigomo, quando è evidente che la drammaticità degli eventi richiederebbe tutt’altro tipo di priorità. E poi c’è una scoperta, direttamente associata a questa scena: quel livido il protagonista se l’è procurato uccidendo un essere umano per una razione di cibo in scatola. Questa considerazione – che si è a un punto della storia in cui uno screzio del genere renderebbe il protagonista capace addirittura di uccidere un suo simile – arriva davvero come un getto d’acqua fredda, e avvisa il lettore che non si scherza affatto. Costringe inoltre a soffermarsi a riflettere se questo protagonista sia una vittima con cui empatizzare– come si è portati a ritenere all’inizio – o se sia l’ennesimo carnefice, ma dal volto umano. È un personaggio grigio, più complesso di quanto si potesse immaginare all’inizio, e forse Maddy lo è altrettanto, visto che non sembra turbata da quanto compiuto al suo fidanzato (o magari lo è stata in precedenza, al lettore rimane comunque il dubbio, e questo è un bene a mio avviso).
Tuttavia, l’intera sequenza finale – come ho già avuto modo di farti presente in campo stile – rimane un po’ più fredda: proprio nel momento in cui avresti potuto elevare al massimo la partecipazione del lettore, sei stata forse un po’ brusca, e tutta la scena del bacio mi ha lasciata purtroppo abbastanza indifferente, mentre ci sarebbero stati i presupposti per un senso di disperazione, angoscia e rassegnazione totale.
Ho dunque preferito non penalizzarti troppo ai fini del punteggio finale, tenendo appunto conto dell’oggettiva difficoltà nel creare personaggi indimenticabili in uno spazio così ridotto e nel rendere il lettore interessato alle loro vicende e ai loro destini, e ho alle fine optato per un 9/10.

Uso della triade: 10/10

La tua è una delle storie che mi hanno soddisfatta di più per quanto riguarda l’impiego fatto dei tre prompt previsti dalla triade: tutti e tre gli elementi sono stati inseriti come richiesto, e ognuno ha rivestito un’importanza specifica ai fini della trama.
Già dal titolo, le due di pomeriggio è l’ora in cui tutto accade: è un’ora in cui vita e morte si intrecciano, in cui alle vecchie abitudini appartenenti a un passato ora distante anni luce si sovrappongono nuovi rituali, questa volta di sopravvivenza. È l’ora in cui il caffè abituale tra una lezione e l’altra viene sostituito da vetri infranti e colpi di fucile. È l’ora in cui tutto, per l’appunto, finisce.
“Bacio rubato” e “vetro” sono anch’essi brillantemente utilizzati: se il primo è un disperato gesto di vita, d’amore, di resistenza e di sopravvivenza, il secondo è il caustico segnale dell’avvento della fine. Un vetro infranto, e il precario equilibrio che i due avevano, a fatica, appena ritrovato, si spezza nuovamente, insieme alle loro vite.
Null’altro da aggiungere, e 10 punti pienamente meritati!

Gradimento personale: 4,5/5

Ciò che più mi è andato a genio del racconto è sicuramente l’ambientazione post-apocalittica, con tutti i classici topoi letterari che il genere richiede: è un genere che adoro, dunque già in partenza la tua storia mi aveva attratta forse più delle altre. L’unica nota negativa è appunto la scarsa partecipazione emotiva con i protagonisti, soprattutto nelle battute finali e più decisive: come già detto in campo caratterizzazione e stile, non mi sono sentita particolarmente vicina a nessuno dei due e non ho potuto empatizzare con la loro preannunciata morte. Tuttavia, ho apprezzato molto la tua prospettiva sul classico trinomio umanità/perdita di umanità/sopravvivenza: non si capisce con certezza quando finisce una e quando comincia l’altra, e hai secondo me colto in pieno il dilemma di qualunque essere umano posto in una situazione estrema del genere. Una storia post-apocalittica in piena regola, dunque, che non può non incontrare – quasi – in pieno il mio gradimento personale!

Punti bonus: 1/2

I tuoi ghoul sono ghoul in piena regola e non si fa alcuna fatica a immaginarseli mentre irrompono nell’abitazione – bestiali e terrificanti.

Totale: 43,8/47

[Edited by Ayumu7 6/9/2019 8:43 AM]
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6/8/2019 8:12 PM
 
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3° posto:

Proibizionismo di SSJD

Grammatica: 9,9/10


Le tre drabble sono tutte corrette, lo 0,1 che ti vedi sottratto è da imputare unicamente a una piccola svista, presente nella seconda drabble, Vino:
 
Le casse partono dalla Columbia.
I contrabbandieri fanno poi tappa in Messico (…)
 
Hai scelto di scrivere Columbia secondo la denominazione originale, in spagnolo, ma Messico in italiano, e non in originale, creando così un’incongruenza. Sarebbe preferibile dunque scrivere Colombia, tanto più che la Columbia è una delle note università newyorkesi, e sarebbe meglio evitare l’assonanza.
 
Efficacia espressiva e stile: 10/10

In questo parametro ti darei mille, diecimila punti, se potessi. Hai una capacità comunicativa molto intensa: ogni parola è efficace e ogni periodo pregnante. Sai essere incredibilmente diretto: il ritmo narrativo è spesso frenetico, leggendoti si ha l’impressione che ogni azione si stia svolgendo sotto i nostri occhi e da essa veniamo inevitabilmente trascinati e coinvolti.
Altro motivo di pregio è la coesione e la logicità interna al testo. Stile, lessico e registro linguistico sono tutti coerenti l’uno con l’altro: il personaggio pensa, parla e si muove con termini schietti, crudi, a volte con qualche imprecazione. La sintassi è naturalmente piegata al suo essere; sono quasi del tutto assenti le subordinate, mentre sono le coordinate o addirittura le frasi semplici a dominare ogni drabble. L’effetto finale è di piena rispondenza tra soggetto, materia narrata e cornice stilistica: è quest’ultima ad assecondare i primi, e non viceversa.
Il punto di vista è interno: ogni singolo movimento è osservato dagli occhi del protagonista e filtrato dalla sua percezione, e sono suoi i panni che il lettore riveste per tutto il percorso narrativo delle tre drabble, potenziando ulteriormente la partecipazione emotiva.
Partendo dalla prima drabble, si è subito catapultati in un’atmosfera concitata, introdotta da una singola parola seguita da un punto fermo: rumore. Un suono esterno ha rotto l’iniziale equilibrio a cui il lettore non ha potuto assistere, ma che sa essere stato spezzato da un’intromissione aliena. Da qui parte un susseguirsi di eventi che accadono velocissimi: i due personaggi hanno paura, si guardano spaventati, si domandano se ha senso fuggire, vengono sorpresi dalla polizia e intimati a inginocchiarsi con le mani dietro la testa. Sei riuscito a non rendere questa catena di avvenimenti piatta o senza spessore: hai saputo mostrare ogni gesto e ogni pensiero con precisione, accompagnando i fatti puri ai suoni dell’ambiente circostante – i passi sulle scale, gli ordini del poliziotto – e a immagini molto fotografiche e nette – la fretta nel rivestirsi, il viso pallido di lei. L’immagine di chiusura della drabble ha anch’essa una qualità quasi filmica: si riesce a visualizzare benissimo il sangue che cola dalle labbra del protagonista sulle assi di legno, che nascondono l’oggetto di contrabbando.
Con questa sequenza finale introduci quello che sarà il focus della seconda drabble, il vino: qui riusciamo a scorgere un po’ di background della storia, ancora una volta raccontato dalla voce del protagonista. Sei stato in grado d’informare il lettore su un giro di traffico tutt’altro che semplice in davvero pochissime parole, ulteriore dimostrazione di un dono della sintesi per nulla scontato. Di questa drabble ho apprezzato particolarmente i piccoli riferimenti all’epoca in cui è ambientata la storia, tra cui ovviamente il termine blind pig: trovo tu abbia operato una scelta azzeccata nel riportare in originale questa espressione, esplicitandone il significato nelle note, hai impreziosito il testo e l’hai reso ancora più realistico.
La terza drabble ha una struttura simmetrica: nella prima metà, il protagonista porta avanti, con lo stesso filo logico, quella sorta di flashback che aveva cominciato nella seconda drabble, dando al lettore altri dettagli sul quadro che l’ha portato nella situazione in cui si trova adesso. Nella seconda metà, si torna infine al presente, dettato dall’urgenza della presenza dei poliziotti e della necessaria confessione. Una struttura dunque molto coerente ed equilibrata, ottimo lavoro anche in questo aspetto!
 
Caratterizzazione e IC dei personaggi: 10/10

Anche per questa voce totalizzi punteggio pieno a mani basse. Il tuo protagonista, senza volto e senza nome, ha un’identità molto forte e la sua voce narrante s’impone nella mente del lettore con prepotenza, tanto da portarlo a un’immedesimazione completa. Si finisce con l’essere totalmente assorbiti dal suo punto di vista, si è portati a seguire i suoi ragionamenti, a giustificare le sue azioni a cuor leggero e a empatizzare con il suo destino.
Anche in campo caratterizzazione, si riesce a intravedere davvero un mondo, dietro i personaggi che hai creato, pur non dandoci tu alcun effettivo dettaglio introspettivo e psicologico. Lasci al lettore carta bianca e piena facoltà d’immaginazione, ma non rendi il tuo personaggio un “signor nessuno”: egli ha una sua individualità ben precisa, ma ci dona comunque la possibilità di riempire gli spazi vuoti e ricostruire alcuni tratti della sua personalità qua e là.
È chiaro che egli sia un chimico – l’accenno al suo laboratorio nella seconda drabble è un indizio inequivocabile – ma rimane incerto in quale punto della catena di montaggio si collochi esattamente. Si tratta di un piccolo boss di zona, solo del chimico, o di un pezzo un po’ più grosso? Me lo sono domandato fino alla fine, e mi sono divertita a vagliare le possibili opzioni durante la lettura, e anche in seguito. La tua è una storia che mi ha fatto pensare molto, senza dubbio, vuoi per la materia chimica di primo acchito un po’ ostica, vuoi per questa tua tendenza a voler dire moltissimo in poco spazio. Questo per me non è affatto un difetto, sia chiaro; mi ha molto incuriosita questo tacito gioco di indovinelli che hai saputo mettere in piedi e ho riletto ogni drabble davvero decine di volte per tentare di individuare ogni tassello e farlo combaciare al successivo.
In sottofondo rimangono altri personaggi corollari, nessuno in apparenza indispensabile alla storia, ma tutti con una funzione ben precisa: la puttana, un poliziotto. La donna all’inizio sembra essere soltanto puro intrattenimento sensuale per il nostro chimico, ma nella seconda drabble si scopre che anche lei ha un ruolo nel contrabbando, quello di procurarsi le bottiglie di Coca Cola. Ancora una volta, eccellente uso della sintesi: nessuna frase è lasciata al caso, nessuna frase non nasconde dietro di sé un universo di eventi. Davvero un ottimo impiego delle poche parole che avevi a disposizione per ogni drabble.
Per ultimo, abbiamo il poliziotto: è ridotto a un bozzetto stereotipato della sua professione, ma in definitiva anch’egli è ben riuscito e funzionale per la storia. Infatti, le sue azioni sono sempre il motore scatenante di qualcos’altro: il calcio di fucile che impartisce al protagonista è la miccia che fa scoprire al lettore le casse di vino e il colpo che gli arreca nella terza drabble lo riporta al presente, intimandolo a confessare. Si potrebbe benissimo trattare di due poliziotti diversi, ma non è importante: essi infatti si sovrappongono l’uno con l’altro perché ininfluente sarebbe distinguerli agli occhi del protagonista.
 
Uso della triade: 8/10

Purtroppo non ho potuto assegnarti più di otto decimi per l’uso della triade: a costo di suonare ripetitiva, ovviamente l’oggettivo buon lavoro svolto con le tre drabble non viene affatto scalfito dalla votazione raggiunta in questo parametro, ma il contest richiedeva delle dinamiche precise.
Il motivo per cui raggiungi un punteggio abbastanza alto è sicuramente legato all’uso del prompt “formula chimica”: inutile ribadirti quanto esso sia la base fondante di tutta la storia, ed è evidente che hai concepito queste tre drabble proprio in funzione del prompt, chiara ispirazione alla radice del tuo lavoro.
Anche il prompt “vino” ha di conseguenza un’importanza fondamentale, essendo la merce di contrabbando per cui il protagonista viene incastrato durante l’epoca del proibizionismo. Tuttavia, non ti nascondo che ho fatto un po’ fatica a comprendere se la bevanda fosse effettivamente vino, tequila, o una combinazione delle due. Ho letto le note che hai pubblicato su EFP svariate volte, per tentare di schiarirmi le idee in merito, ma non sono riuscita a cogliere la differenza – ammesso che vi sia – tra le opzioni che mi frullavano in testa. Non ti ho comunque penalizzato per questo fattore: la mia confusione è sicuramente frutto di una mia scarsa conoscenza in materia, e non di una tua mal riuscita gestione del prompt, che rimane comunque tangibile per tutta la storia e naturalmente maggiormente nella seconda drabble.
Quanto detto per questi due elementi non vale purtroppo per il prompt orario: le tre di notte è l’ora in cui è ambientata la storia, ma se non ci fosse la dicitura in alto a destra in apertura della prima drabble in cui specifichi luogo, data e ora, non ci sarebbe nulla, nel testo, che renderebbe evidente che si tratti proprio delle 3 di notte, e non di un orario notturno – o addirittura serale – qualsiasi. Inevitabilmente, questa scarsa attenzione all’orario presente nella tua triade ti ha penalizzato in questo campo.
 
Gradimento personale: 5/5

Ho adorato questa storia, punto. L’ho divorata più in fretta di tutte ed è forse quella che mi è più congeniale, soprattutto in termini di stile. Hai scelto anche una delle mie ambientazioni storico-geografiche preferite (sono un’appassionata sfegatata della New York dei primi anni 30 – ma anche di qualsiasi epoca, in effetti, è il mio posto del cuore!), e hai reso piena giustizia all’ipocrisia, sporcizia, e schiettezza della città. Insomma, non potevi davvero sbagliare: stile diretto, personaggi cinici, sfondo cupo e crudo: sono tutti i miei elementi preferiti, e hai saputo mescolarli tutti con grande naturalezza e domestichezza. Punteggio pieno senza pensarci due volte!

Punti bonus: 1/2

Genere storico/novecento – fa da sottofondo al testo, ma riesce a emergere in ogni parola.

Totale: 43,9/47

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6/8/2019 8:14 PM
 
Quote

2° posto:

La Carla di yonoi

Grammatica: 10/10


Il testo non presenta né sviste né errori, dunque il punteggio pieno è assolutamente meritato!
 
Efficacia espressiva e stile: 10/10

Questa storia ha un’efficacia espressiva pazzesca, e tanti saluti. Potrei finire il mio commento così, perché davvero hai saputo lasciarmi senza parole, ma proverò comunque a illustrarti i motivi che mi portano a pensare a te come a un narratore navigato ed esperto, pur essendo questo il primo elaborato che leggo firmato dalla tua penna.
Sin dai primi periodi, sei stato capace di calare il lettore in un’atmosfera ben precisa, grazie a una cura per i dettagli invidiabile e a una descrizione puntuale – ma mai pedante – dell’ambientazione in cui hai deciso di calare il tuo racconto. Hai una capacità descrittiva molto forte; l’immagine della nebbia che scavalca l’argine è palpabile, viva, in grado di avvolgere narrazione e personaggi in un abbraccio pungente e caliginoso.
La scena immediatamente successiva s’impone con ancora maggiore fermezza, per quanto sa essere nitida e ben definita; l’intera sequenza del bar ha un’espressività straordinaria, sia per l’attenzione riservata a lessico e registro linguistico che per il ritmo narrativo. Sai esattamente come far parlare i tuoi personaggi, sai come renderli credibili e di spessore e sai come dar loro una voce distinta e ben riconoscibile. Inoltre, sai quando inserire un dialogo e quando soffermarti per raccontare un aneddoto o per descrivere un dettaglio, un gesto; il ritmo narrativo è modulato alla perfezione, pause e accelerazioni ricorrono sempre al momento giusto e conduci il lettore fino alla fine della storia, dove risolvi ogni questione con uguale maestria.
Tutta la tua storia ha un sapore narrativo di stampo realista-verista; mi ha riportato alla mente tantissime suggestione diverse, dalla poetica dei vinti di Verga, passando per i Nottambuli di Hopper (forse questo un salto un po’ azzardato, ma la scena del bancone me l’ha immediatamente ricordato) e leggende folkloristiche locali, fino ad arrivare a certe inquadrature registiche di tradizione italiana. Ecco, trovo che il tuo stile di scrittura abbia una qualità tutta cinematografica: le tue scene e i tuoi dialoghi sembrano essere diretti dalla mano sapiente di un regista e, leggendoti, si ha quasi l’impressione di trovarsi tra le mani la sceneggiatura di un film – con già i riferimenti all’uso delle luci o della fotografia. Anche il sonoro, nel testo, pare non essere stato trascurato (del resto, non credo ci sia nulla lasciato al caso in questo scritto): il rumore dello strofinaccio sbattuto sul tavolo, il fracasso della saracinesca, lo slang bolognese, ogni suono è calato nel testo con estrema naturalezza e lo colora di sfumature ancor più intense.
Altra nota di assoluto merito è la tua abilità nel creare una tensione tragicomica fino alla fine; hai saputo tenermi con gli occhi incollati allo schermo, sinceramente curiosa di sapere dove volessi andare a parare, per poi sciogliere l’intreccio con un espediente a metà tra una morale neo-fiabesca (passami il termine) e una risoluzione da commedia. 
 
Caratterizzazione e IC dei personaggi: 10/10

Anche in questo campo, sarei capace di dilungarmi per ore a tessere i tuoi elogi, così come potrei dirti in due righe che hai fatto un lavoro eccellente.
Pur comprendendo che questi personaggi ti siano serviti giusto per l’economia di questa storia nello specifico e non siano stati invece estrapolati da un progetto più lungo, e pur essendo il racconto di sole 500 parole, si ha la netta impressione che tu li conosca a lungo e in profondità. Ognuno di essi, infatti, ha un’elevata statura narrativa: sono personaggi a tutto tondo, di essi riusciamo a scorgere con chiarezza difetti, vizi, debolezze, finanche a immaginarceli come persone reali. Pur nel loro dedicato e limitato spazio, sono tutti necessari e ben distinguibili: ci porti a ridere delle paure dei tre avventori, a simpatizzare per il Nanni e a compatire infine il Moretto, il tutto sotto lo sguardo scanzonato della Carla.
Il mio preferito in assoluto è il Nanni: vorrei leggere ancora di lui, per quanto mi ha colpito questo barista stufo di tutto e tutti che vuole soltanto tornarsene a casa e a cui sembra non fregare più di tanto della Carla. La figura del burbero barista, che si aggira per i tavoli a colpi di strofinaccio e che, con un commento tra i denti, intima tutti a levare le tende, sa essere più incisiva di quanto quella di un personaggio tanto secondario solitamente riesce ad avere.
Il Bertuzzi e il Beccamorto sono i classici frequentatori fissi del bar di quartiere: commentano la partita, fanno scommesse, si sfidano a compiere atti balordi un po’ per vincere la noia e un po’ per orgoglio e testosterone. Il Moretto è loro compare, ma per sfortuna il suo destino è un po’ più beffardo; si separa dagli altri dopo aver perso la scommessa per provare il suo valore – anche se è chiaro che se la fa sotto più di tutti – e rimane vittima non della Carla, ma della sua stessa paura. È l’apoteosi dell’inetto in piena regola: è un buono a nulla, non riflette con razionalità e non riesce a divincolarsi dalla trappola che lui stesso s’è teso, e di un condizionamento auto imposto rimane vittima. Si fa voler bene, alla fin fine; il lettore non si aspetta di vederlo morire di paura e, pur riconoscendogli la mancanza di acume, è portato ad avere compassione per questo povero disgraziato.
La Carla, più che un vero personaggio, in questa storia è una leggenda, la personificazione del potere della suggestione e unametafora ben congeniata: sei partito dalla figura del ghoul tradizionale, ma hai saputo trattarlo con originalità, restando fedele all’ambientazione della tua storia.
 
Uso della triade: 8/10

Questo è l’unico parametro in cui ho dovuto essere un po’ più severa, benché il punteggio raggiunto per “uso della triade” non mina assolutamente l’oggettiva bellezza del tuo lavoro. Purtroppo, rispetto ad altre storie in gara, l’uso che hai fatto dei tre elementi che hai scelto mi è parsa un po’ più debole e meno convincente in confronto ad altre soluzioni. Mi rendo conto che la tipologia di storia per cui hai optato non si presta benissimo alle restrizioni dei prompt, ma dovendoti valutare anche in questo campo non posso esimermi dal ritenere che avresti potuto essere più incisivo. Indubbiamente il prompt che hai gestito meglio è stato quello dell’orario: la vicenda si apre alle sette di sera, ora in cui cala la nebbia e i fantasmi sembrano essere un po’ più reali e spaventosi. D’altro canto, purtroppo, l’uso del prompt “pagina” non è stato altrettanto azzeccata: pur leggendo i personaggi il paginone della Gazzetta all’inizio e pur campeggiando il titolo “Destini intrecciati: la Carla colpisce ancora” nella prima pagina del giorno seguente, nessuna pagina ha effettivamente un peso specifico nella storia, non ne è elemento fondante, non è la miccia che fa scattare alcunché. Sui “destini intrecciati” sono rimasta un po’ in dubbio: sulle prime non mi aveva molto convinto, mi è sembrato che la tua interpretazione rimanesse un po’ oscura e non sono tutt’ora certa di averne colto l’ironia al cento percento. Ma è sicuramente un’accezione originale a un’espressione che, di per sé, avrebbe tutt’altro significato, e mi sono sentita di voler comunque premiare il tentativo.
Altri partecipanti sono riusciti a intersecare meglio i tre elementi con le loro trame, pertanto ho creduto opportuno un punteggio non superiore a 8/10.
 
Gradimento personale: 5/5

Credo non ci sia davvero nulla da dire e spero che le mie precedenti parole siano stati sufficientemente eloquenti nel confessarti quanto io profondamente abbia amato questa storia. Sono rimasta indecisa fino all’ultimo sull’assegnazione del Premio Giuria, quello indiscutibilmente più personale e soggettivo, tra la tua e un’altra storia in gara. Ho infine voluto premiare il tuo racconto per l’assoluta padronanza narrativa che hai saputo dimostrare di possedere e per la puntuale caratterizzazione dei protagonisti, che sanno farsi ricordare pur avendoli incontrati e conosciuti solo nello spazio di 500 parole.
 
Punti bonus: 1/2

Il tuo ghoul, pur poco convenzionale, è presente nella storia e ne è assoluto – sebbene tacito e sottinteso – protagonista.

Totale: 44/47

[Edited by Ayumu7 6/8/2019 8:37 PM]
Calendario dell'Avventofanfiction e originali10/14/2019 7:31 PM by Carmaux
Scritto tra le note (multifandom e originali)fanfiction e originali10/12/2019 3:50 PM by _ Freya Crescent _
My beloved villainfanfiction e originali10/15/2019 11:53 AM by Dark Sider
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