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nuovo articolo: I TESTIMONI DI GEOVA E GLI ABUSI SUI MINORI

Last Update: 7/26/2018 5:55 PM
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6/25/2018 11:35 AM
 
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kierkegaard1, 25/06/2018 11.20:

Grazie ELL, articolo molto utile e denso di contenuti.

Mi chiedo se alla luce di questi e altri dati non sia ormai possibile realizzare uno studio comparativo del problema rispetto ad altri contesti, non tanto per fare una gara a chi è migliore o peggiore però le cifre degli ordini religiosi cattolici sono spaventose, cifre alle quali visto il trattamento riservato ai TdG andrebbero sommati i crimini dei laici per banali ragioni di par condicio.



Il caso australiano risponde indirettamente alla tua domanda. Risulta dagli atti della commissione che la sproporzione fra sacerdoti e anziani (tdG) pedofili è addirittura di 100 a 1. Leggi qui:


Inutile dire che l’ammontare di 116 TdG australiani con incarichi di responsabilità che si suppongono implicati in abusi è di una pochezza ai limiti dell’inverosimile. Se restringiamo il campo di osservazione agli ultimi 10 anni dei complessivi 65, viene fuori addirittura che appena due anziani (sì, avete letto bene: due) avrebbero molestato dei minori. Come indicato da Rodney Spinks, portavoce della filiale australiana dei testimoni di Geova, in Australia, nello stesso periodo, hanno servito come anziani di congregazione 8.507 individui [96] . Abbiamo dunque un anziano accusato di abusi su oltre 4.000; in proporzione:

percentuale di anziani di congregazione coinvolti in molestie sessuali nel decennio 2005-2015:

0,024%


E cioè “una iota” insignificante. Per fare un confronto fra ruoli pastorali assimilabili si consideri che, come riferito dal periodico cattolico L’Avvenire, la Commissione Australiana ha rilevato che il 7% degli esponenti della Chiesa si sarebbe macchiato di tale reato, e per la precisione oltre il 2% (il 30% di 7) era costituito da sacerdoti [97] . Abbiamo dunque, in fatto di abusi perpetrati da ministri con analogo ruolo di responsabilità, una sproporzione colossale: il numero di sacerdoti accusati di atti di pedofilia è 100 volte superiore a quello degli anziani [98] . Risultati che ci piacerebbe definire ‘brillanti’ se non fosse per l’urticante tema cui fanno riferimento, ma che si devono sia allo scrupolo con il quale i corpi degli anziani e i viaggianti riguardano la questione quando si tratta di attribuire una nuova nomina, sia alla severità delle sanzioni.




In una squallida classifica della perversione fra ecclesiastici, i testimoni di Geova sarebbero certamente agli ultimissimi posti. La commissione trovò che in otto casi di associazioni religiose (tutte di derivazione cattolica) il tasso di molestatori fra i religiosi era superiore al 3%, in quattro dei quali superiore al 20%, e in uno (l’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, i famosi Fatebenefratelli) addirittura al 40% [99] .









Solo un appunto alla tua valida ricerca. La Commissione australiana a mio parere si è dimostrata gravemente affetta da pregiudizio e sia il tono che i contenuti dei diversi report manifestano un atteggiamento per lo più ostile, questo importante dettaglio non intacca la validità dei tuoi contenuti ma a mio parere andrebbe chiarito in ragione di una forma di trasparenza nei confronti del lettore che potrebbe in qualche modo trovarsi spiazzato di fronte a certe asserzioni (perlomeno questo è quello che avrei fatto io).




Non ho calcato la mano per non dare a mia volta adito a prevenzioni, ma è abbastanza chiaro. Riporto ad esempio le note [104] e [110]:


[104] In dozzine di punti della documentazione prodotta dalla Commissione si ripete che ‘non rientra nella policy dell’Organizzazione’ che gli anziani dei testimoni di Geova denuncino gli abusi su minori di cui sono a conoscenza, a meno che non fossero tenuti per legge a farlo. Osservazione non esente da una nota implicita di biasimo, che appare però incongrua. È fatale che ci si chieda come mai, invece di suggerire (velatamente) agli enti religiosi che si dovrebbe sporgere denuncia anche nell’assenza di un obbligo di legge, la Commissione non indirizzi i suoi sforzi proprio verso le autorità governative perché le leggi siano cambiate.

[110] Molte conclusioni della Commissione apparivano comunque viziate da pregiudizio, approssimazione o scarsa comprensione dei termini, con esiti che talora sfiorano l’umorismo involontario. Alcuni esempi: il riferimento ad Atti 5:29 (‘dobbiamo ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini’), citato durante un’audizione a proposito della neutralità cristiana in tempi di guerra, era stato additato come prova di un presunto ‘divieto di riferire gli abusi alle autorità’ (ibid., §§ 9.6 - 9.8); un passo del libro Pascete il Gregge di Dio, in cui si diceva che non è consentito, durante i comitati giudiziari, portare dei conoscenti per dare ‘sostegno morale’, era stato erroneamente applicato alle vittime degli abusi, mentre si riferiva ai trasgressori (§ 9.243); durante le audizioni si sostenne che i comitati giudiziari ‘incentivano le confessioni’ degli accusati offrendo in cambio una sorta di riduzione della pena, la riprensione invece della disassociazione (§ 9.339).







31. In Case Study 29, Watchtower Australia produced 5,000 documents comprising, among other things, case files relating to 1,006 alleged perpetrators of child sexual abuse dating back to 1950. Officers at the Royal Commission reviewed these case files and as a result the Royal Commission referred information in relation to 514 alleged perpetrators to police in accordance with its power under 6P(1) of the Royal Commissions Act 1902.
32. Of the remaining 492 alleged perpetrators identified in the case files, officers at the Royal Commission determined that there was either insufficient evidence in the case files to warrant referring matters to police or that the matters had already come to the attention of police.



Le cifre sui casi che sarebbero stati denunciati sono ballerine. Secondo la WT i casi denunciati sono 383. Comunque vedi questa nota:


[86] Su questo punto, i rappresentanti legali della sede australiana della WT hanno ribattuto che in ben 383 casi dei 1006 presentati vi era stato in realtà un coinvolgimento della polizia o altri organi di sorveglianza. La Royal Commission non ha mai contraddetto tale dichiarazione, ma non he ha tenuto conto perché non era possibile chiarire quale parte avesse avuto l’Organizzazione in tali casi nell’interessamento delle autorità. - The response of the Jehovah’s Witnesses and Watchtower Bible and Tract Society of Australia Ltd to allegations of child sexual abuse, Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse, 10/2016, § 6.3.



La risposta della Commissione cioè è stata che nessuno può essere sicuro che nei casi denunciati l'iniziativa della denuncia sia venuta dai membri della congregazione e non piuttosto da esterni al gruppo. Comunque mi sono tenuto 'conservativo' ipotizzando che in nessuno dei 1006 casi vi sarebbe stata una denuncia, e le considerazioni statistiche ugualmente 'demoliscono' l'entità delle accuse portandole praticamente a ground zero. Leggi da qui in poi:

testimonidigeova.freeforumzone.com/d/11506114/nuovo-articolo-I-TESTIMONI-DI-GEOVA-E-GLI-ABUSI-SUI-MINORI/discussione.aspx/2?#idm1...

Conclusioni:


E dunque, riepilogando:
• una mescolanza di ‘abusi su minori’ che possono riguardare tanto bambini in età d’asilo, quanto ragazze cui mancano pochi giorni per fare 18 anni;
• 200 abusi commessi prima della conversione ai testimoni di Geova;
• un quarto degli eventi verificatisi almeno quarant’anni fa;
• tre quarti dei comitati giudiziari esitati in una sentenza di disassociazione;
• solo un centinaio dei colpevoli erano investiti di mansioni di responsabilità;
• di questi solo 7 erano anziani, e appena 2 nel decennio 2005-2015, il che risulta in una proporzione sacerdoti cattolici - anziani abusatori di 100 a 1;
• solo in 15 casi non vi sarebbe stata una rimozione;
• solo 6 degli ex-nominati hanno ricevuto un nuovo incarico dopo la rimozione;
• in meno del 10% dei casi la regola dei due testimoni ha precluso la gestione giudiziaria del presunto abuso.

E in ultimo, non si dimentichi che stiamo parlando di un periodo di osservazione lunghissimo (65 anni).





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6/25/2018 11:46 AM
 
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Esatto, le note in calce. Ho fatto l'errore di non approfondirle.
A proposito di pregiudizio mi tornano alla mente certe pesanti insinuazioni fatte nei confronti di Geoffrey Jackson in relazione al gravissimo stato di salute del padre carnale (poi effettivamente deceduto) ragione per cui si trovava in Australia. No comment, decisamente vergognoso.
6/26/2018 11:31 AM
 
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Le congregazioni dei testimoni di Geova sono invece piccole comunità, nelle quali è impensabile che le tendenze di un individuo che è stato disciplinato per pedofilia rimangano sconosciute alla maggioranza. I provvedimenti della disassociazione, della riprensione pubblica e dell’interdizione perpetua dagli incarichi teocratici, anche i più banali (specie se attuata nei riguardi di un cristiano che nel passato aveva una posizione di responsabilità), costituiscono di per sé un chiaro avvertimento ed un promemoria per i membri della congregazione.



Stavo ripensando a questo passaggio e mi farebbe piacere avere chiarimenti se possibile. Com'è possibile conciliare il segreto confessionale con quanto sopra? E poi sarà proprio vero che «è impensabile che le tendenze di un individuo che è stato disciplinato per pedofilia rimangano sconosciute alla maggioranza» ?
Francamente mi sembra solo un'opinione come un'altra e non la condivido affatto.
[Edited by kierkegaard1 6/26/2018 11:32 AM]
6/26/2018 1:04 PM
 
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kierkegaard1, 26/06/2018 11.31:


Le congregazioni dei testimoni di Geova sono invece piccole comunità, nelle quali è impensabile che le tendenze di un individuo che è stato disciplinato per pedofilia rimangano sconosciute alla maggioranza. I provvedimenti della disassociazione, della riprensione pubblica e dell’interdizione perpetua dagli incarichi teocratici, anche i più banali (specie se attuata nei riguardi di un cristiano che nel passato aveva una posizione di responsabilità), costituiscono di per sé un chiaro avvertimento ed un promemoria per i membri della congregazione.



Stavo ripensando a questo passaggio e mi farebbe piacere avere chiarimenti se possibile. Com'è possibile conciliare il segreto confessionale con quanto sopra? E poi sarà proprio vero che «è impensabile che le tendenze di un individuo che è stato disciplinato per pedofilia rimangano sconosciute alla maggioranza» ?



Certo, perché gli anziani hanno mandato, dietro nulla osta dell'Organizzazione, di informare i genitori dell'esistenza di un possibile predatore sessuale all'interno della congregazione. Naturalmente l'argomento reca con sé anche una banale riflessione di natura pratica: in un gruppo di 80 persone che si frequentano continuamente, la presenza di un abusatore di minori (disassociato o meno) è un segreto di Pulcinella. Le congregazioni sono come famiglie. Una Sala del Regno non è un supermercato frequentato da perfetti estranei.

Quanto al segreto confessionale, esso implica che gli anziani non hanno il dovere di riferire alle autorità (o ad altri) degli abusi, ma non che essi abbiano il dovere di non riferirli. Sono due concetti diversi: rimane la facoltà di parlare degli abusi ad altri, come il sorvegliante viaggiante, la propria sede centrale e, appunto, i genitori di potenziali vittime, ma essi non sono costretti (dove vige il segreto confessionale) a denunciarli alla polizia.
[Edited by EverLastingLife 6/26/2018 1:07 PM]

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6/26/2018 1:29 PM
 
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Non sono d'accordo, pur nel rispetto del buon lavoro che hai fatto credo che almeno su questo punto si sta affermando una cosa falsa ovvero che "tutti sarebbero al corrente", cosa che non solo non è dimostrata ma è anche facilmente confutabile, inoltre la legge è difforme da paese a paese e in certi casi non esercitare un diritto equivale a rinunciarvi, meglio evitare certe affermazioni apodittiche. La tua è un'opinione che rispetto ma rimane tale.
[Edited by kierkegaard1 6/26/2018 1:30 PM]
6/26/2018 1:49 PM
 
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kierkegaard1, 26/06/2018 13.29:

Non sono d'accordo, pur nel rispetto del buon lavoro che hai fatto credo che almeno su questo punto si sta affermando una cosa falsa ovvero che "tutti sarebbero al corrente", cosa che non solo non è dimostrata ma è anche facilmente confutabile,



Non è necessario che tutti siano al corrente, e non è nemmeno quello che ho scritto (parlavo di maggioranza e dicevo che ciò è inverosimile non impossibile). Basta che lo siano i genitori di potenziali vittime e questo avviene per mandato dell'Ufficio centrale.


La legge è difforme da paese a paese



Concordo, probabilmente non hai letto l'articolo per intero:




Uniformità e distinguo nelle direttive ufficiali: il segreto confessionale. Ai più attenti non sarà sfuggito che, fermo restando il principio della libertà assoluta della vittima di denunciare l’abusatore, per quanto riguarda l’opportunità che gli anziani riferiscano i fatti criminosi avvenute nelle loro congregazioni alle autorità costituite si riscontrano invece delle differenze, ancorché sottili: in paesi come il Canada è considerato mandatorio, e così appare dalla lettura della relativa circolare, in altri casi sembra invece lasciato alla discrezionalità dei singoli. Di fatto alla domanda se, secondo la prassi dei testimoni di Geova, gli anziani debbano riferire o meno gli abusi, la risposta non è né ‘sì’ ne ‘no’, ma che i Testimoni si attengono a quanto disposto dalle autorità del paese in cui vivono [33] .

Questo approccio alla questione è l’unico possibile, in considerazione delle profonde differenze giuridiche esistenti da paese e paese. La definizione stessa di ‘abuso su minori’ non è universale, e può cambiare ad esempio in base all’età della vittima e del colpevole. L’ “età del consenso” per i rapporti sessuali è un parametro suscettibile di oscillazioni anche notevoli da un ordinamento all’altro [34] . Nel momento in cui scriviamo queste righe, in Italia l’età del consenso valida in tutti i casi è di 16 anni, ma una qualche forma di consenso può aversi anche a 13 in base alle circostanze (ad esempio, se un quindicenne ha rapporti con una tredicenne consenziente, non è punibile per legge). In paesi europei come Austria e Germania, l’età del consenso è di soli 14 anni.

A seconda dell’età dei soggetti coinvolti nel presunto abuso, la denuncia potrebbe dunque non solo non essere obbligatoria, ma addirittura non essere possibile. Ulteriori parametri che entrano in gioco nella materia, ovvero se vi siano l’obbligo e/o le basi per una denuncia penale, sono il ruolo professionale (es. operatore sanitario) di chi viene a sapere dell’abuso o il grado di parentela del molestatore, l’eventuale qualità di tutore di quest’ultimo e molti altri. E questo è uno dei motivi per cui si raccomanda agli anziani di contattare immediatamente i legali dell’Ufficio Centrale in casi di reati sessuali, che possono fornire la necessaria consulenza.

Altro fattore contemplato in giurisprudenza, e imprescindibile nel dibattito, è quello del segreto confessionale, ovvero il diritto/dovere alla riservatezza sui fatti raccolti nell’esercizio della confessione. La legge italiana tutela il segreto confessionale come parte del “segreto professionale”. Ecco cosa si legge nel Codice di Procedura Penale, articolo 200, comma 1:


“Non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione, salvi i casi in cui hanno l'obbligo di riferirne all'autorità giudiziaria […] i ministri di confessioni religiose, i cui statuti non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.”



I sacerdoti cattolici in Italia in forza del segreto confessionale non sono tenuti alla denuncia alle autorità, nemmeno di fatti gravi come gli abusi sui minori, e quello che ad un esame epidermico può apparire come un limite o anche una grave falla morale, è rivendicato con forza dai vertici della Chiesa come un diritto imprescindibile. Il Cardinale Bagnasco, che all’epoca della dichiarazione era presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha fatto riferimento alle linee guida della CEI sulla pedofilia (02/2016) secondo le quali ‘i vescovi non sono «pubblici ufficiali» e dunque non sono obbligati a denunciare all'autorità giudiziaria casi di abusi sessuali nei confronti dei minori che sono di loro conoscenza. “Il Vaticano prescrive di rispettare le leggi nazionali e sappiamo che la legge italiana non riconosce questo dovere”’ [35] .



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NOTE IN CALCE



[33] Parimenti il diritto canonico della Chiesa Cattolica non prevede alcun obbligo generale di denunciare ministri accusati di atti pedofili, e anche in questo caso ci si limita ad un richiamo al rispetto dell’ordinamento vigente nello stato in cui si verificano i fatti. Le linee guida su ‘presunti abusi sessuali nei confronti di minori, compiuti da chierici’ devono ‘tener conto della legislazione del Paese della Conferenza, in particolare per quanto attiene all’eventuale obbligo di avvisare le autorità civili’. - Lettera circolare per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici, Congregazione per la Dottrina della Fede, 3 maggio 2011.

[34] it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_consenso .

[35] Il Messaggero, “Pedofilia, Bagnasco: «Niente obbligo di denuncia degli abusi per rispetto delle vittime»”, articolo on-line del 29 marzo 2014.




[Edited by EverLastingLife 6/26/2018 1:50 PM]

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6/26/2018 1:58 PM
 
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Nel nostro paese i ministri di culto dei testimoni di Geova “possono legittimamente appellarsi al segreto confessionale, così come fanno i preti cattolici”, come stabilito da una sentenza della Procura della Repubblica del 1997, che ha assolto dall’accusa di favoreggiamento due anziani di congregazione i quali non avevano rivelato al magistrato ciò che avevano appreso in confessione a proposito di un caso di molestie su minori. [36]

In molti degli Stati Uniti d’America, quali l’Illinois e la California, il segreto confessionale rappresenta una norma inderogabile in questa delicata materia. Ad esempio, secondo il Child Abuse and Neglect Reporting Act, operante in California con valore di codice di procedura penale, l’obbligo di denuncia non si applica alle comunicazioni ricevute in penitenza, ovvero ‘a ciascuna comunicazione, che si intende confidenziale, che include, ma non è limitata a, una confessione sacramentale, fatta ad un membro del clero che, nel corso della disciplina o dell’esercizio della sua chiesa, denominazione o organizzazione, ha l’obbligo di tenere segrete tali comunicazioni” [37] .

In un altro stato degli USA, la Louisiana, nel 2016 un giudice ha prosciolto un sacerdote cattolico dall’accusa di negligenza per non aver denunciato un abuso compiuto da un fedele della sua parrocchia su una minorenne, sentenziando che la richiesta di violare il segreto confessionale costituisce una “violazione del Primo emendamento, la libertà di svolgere liberamente l'esercizio della propria religione”. [38] L’anno prima, per la stessa motivazione era stata annullata in appello una condanna contro la WT in quello che è noto come ‘caso Candace Conti’ (si veda l’ Appendice B).


______________________________________________________________________

NOTE IN CALCE


[36] Confessione segreta per gli anziani di Geova, articolo de La Repubblica del 21 febbraio 1997.

[37] Pen. Code, § 11166, subds. a), d)(1); traduzione di tdgonline.

[38] Louisiana: la legge non può obbligare i sacerdoti a violare il segreto confessionale, ne Il Sussidiario, 02/03/2016.


[Edited by EverLastingLife 6/26/2018 1:58 PM]

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6/26/2018 2:31 PM
 
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Avevo già letto quanto citato. Grazie per le repliche.
[Edited by kierkegaard1 6/26/2018 2:38 PM]
6/26/2018 3:29 PM
 
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Interessante sentenza della Corte di Cassazione che sicuramente verrà applicata verso ogni culto religioso.

www.investireoggi.it/fisco/prete-segreto-confessionale-puo-...
6/26/2018 3:41 PM
 
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Re:
silvio.51, 26/06/2018 15.29:

Interessante sentenza della Corte di Cassazione che sicuramente verrà applicata verso ogni culto religioso.

www.investireoggi.it/fisco/prete-segreto-confessionale-puo-...



Le opinioni della cassazione sono talmente cangianti e contraddittorie da sbigottire. Sarà forse colpa del nostro regime di civil law, ci saranno mille altri motivi, ma chissà cosa dirà la prossima sentenza, tutto e il contrario di tutto.
6/27/2018 6:10 PM
 
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Re: Re:
kierkegaard1, 26/06/2018 15.41:



Le opinioni della cassazione sono talmente cangianti e contraddittorie da sbigottire. Sarà forse colpa del nostro regime di civil law, ci saranno mille altri motivi, ma chissà cosa dirà la prossima sentenza, tutto e il contrario di tutto.


Io spero che questa sentenza resti in vigore e che venga applicata a tutti i culti. Non ritengo eticamente corretto che preti,pastori o anziani abbiano potuto avvalersi del diritto al segreto confessione inerente a casi di pedofilia.


6/27/2018 6:14 PM
 
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Re: Re: Re:
silvio.51, 27/06/2018 18.10:


Io spero che questa sentenza resti in vigore e che venga applicata a tutti i culti. Non ritengo eticamente corretto che preti,pastori o anziani abbiano potuto avvalersi del diritto al segreto confessione inerente a casi di pedofilia.






Ma non è che le sentenze siano "in vigore", è la legge ad essere in vigore, poi i giudici la interpretano come gli pare
6/27/2018 6:24 PM
 
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Caro Silvio,


Io spero che questa sentenza resti in vigore e che venga applicata a tutti i culti. Non ritengo eticamente corretto che preti,pastori o anziani abbiano potuto avvalersi del diritto al segreto confessione inerente a casi di pedofilia



Io andrei oltre le apparenze. La questione del segreto confessionale è controversa, la Legge non esiste certo come un privilegio riservato ai ministri religiosi e in questi casi pone questioni etiche non indifferenti che non si possono banalizzare, anche perché qui si parla di testimonianza in tribunale e come ben sappiamo la logica dei procedimenti legali non va sempre d'accordo con lo spirito evangelico, ad esempio un legale spregiudicato potrebbe benissimo usare argomenti detti nel segreto confessionale dalla vittima per essere usati a favore del colpevole e non della vittima stessa... insomma, non saprei quanto alla fine una sentenza di questo genere possa rappresentare davvero un progresso nel trattare i casi di pedofilia, che a mio avviso avrebbero bisogno di meno magistratura e più attenzione preventiva.

Shalom
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6/27/2018 6:38 PM
 
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barnabino, 27/06/2018 18.24:

Caro Silvio,


Io spero che questa sentenza resti in vigore e che venga applicata a tutti i culti. Non ritengo eticamente corretto che preti,pastori o anziani abbiano potuto avvalersi del diritto al segreto confessione inerente a casi di pedofilia



Io andrei oltre le apparenze. La questione del segreto confessionale è controversa, la Legge non esiste certo come un privilegio riservato ai ministri religiosi e in questi casi pone questioni etiche non indifferenti che non si possono banalizzare, anche perché qui si parla di testimonianza in tribunale e come ben sappiamo la logica dei procedimenti legali non va sempre d'accordo con lo spirito evangelico, ad esempio un legale spregiudicato potrebbe benissimo usare argomenti detti nel segreto confessionale dalla vittima per essere usati a favore del colpevole e non della vittima stessa... insomma, non saprei quanto alla fine una sentenza di questo genere possa rappresentare davvero un progresso nel trattare i casi di pedofilia, che a mio avviso avrebbero bisogno di meno magistratura e più attenzione preventiva.

Shalom


Io credo che riferire ai giudici delle informazioni che possono aiutarli a far luce su casi di pedofilia sia sempre meglio di niente.


6/27/2018 7:37 PM
 
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Io credo che riferire ai giudici delle informazioni che possono aiutarli a far luce su casi di pedofilia sia sempre meglio di niente



La legge fino ad ora riteneva il contrario, ovvero che sia controproducente. Purtroppo siamo così abituati al linguaggio della propaganda ad ogni livello da non curarci troppo di analizzare le questione da un punto di vista un po' meno superficiale. Qui non si parla infati della confessione del pedofilo al ministro religioso ma di quello della vittima, cioè la vittima che confessa ad un ministro religioso di aver subito un abuso. Il ministro non è neppure in questo caso obbligato a parlare al magistrato della cosa, ma solo a testimoniare nel caso che un tribunale lo convochi... la mia paura è che non sia la vittima a convocare il ministro ma sia piuttosto l'avvocato che difende il colpevole, che se è sufficientemente spregiudicato e abile può facilmente usare le parole del ministro religioso per attenuare la colpa del suo assistito. Inoltre una vittima sapendo che un domani la confessione potrebbe essere usata contro di lei potrebbe esitare a parlare al ministro religioso.

Dunque io non so se sia tanto una buona notizia o se aiuti a "far luce" su casi per altro già arrivati in tribunale o invece possa essere una pericolosa tagliola legale, più per la vittima che per il (presunto naturalmente) colpevole. E' vero, forse potrebbe aiutare anche nel caso di false accuse, non così rare. Anche l'idea che il segreto confessionale sia una sorta di privilegio dei ministri religiosi è un pregiudizio che andrebbe sfatato.

Shalom
[Edited by barnabino 6/27/2018 10:17 PM]
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Re: Re:
silvio.51, 27/06/2018 18:38:


Io credo che riferire ai giudici delle informazioni che possono aiutarli a far luce su casi di pedofilia sia sempre meglio di niente.



Caro Silvio,
c'è di mezzo la questione del "segreto confessionale", che dovresti conoscere. La soluzione ideale in questi casi non c'è, ma si cerca di fare del proprio meglio e di rispettare la legge.

Simon
7/26/2018 5:55 PM
 
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