efp news 2021
EFP | Il tuo Account | Ultime Storie | Storie scelte del sito | Storie scelte del Forum | Siti Consigliati - Top Manga

EFP News
Contattate l'amministrazione - Contest - Regolamento Contest - Staff
 

Flashiamo! – Mary Special Edition

Last Update: 9/6/2018 5:51 PM
Author
Print | Email Notification    
OFFLINE
Post: 6,472
3/18/2018 6:46 PM
 
Quote

Di nulla, voi scrivete   

OFFLINE
Post: 1,069
Giudice****
3/21/2018 4:16 PM
 
Quote

Re: Re:
Mary Black, 17/03/2018 18.59:




Per me non ci sono problemi xD Immaginavo già che qualcuno me l'avrebbe chiesta per scrivere durante le vacanze, quindi CONTEST PROROGATO ALL'11 APRILE.

Mary



Grazie mille, credo proprio che approfitterò della proroga anche io.
OFFLINE
Post: 6,472
3/21/2018 6:44 PM
 
Quote

Re: Re: Re:
inzaghina.EFP, 21/03/2018 16.16:



Grazie mille, credo proprio che approfitterò della proroga anche io.




Molto bene!

OFFLINE
Post: 3,786
Giudice*****
3/24/2018 10:26 AM
 
Quote

Mary ho inviato la storia ^^.
Fammi sapere se è tutto ok!
OFFLINE
Post: 6,472
3/24/2018 10:31 AM
 
Quote

Re:
S.Elric_, 24/03/2018 10.26:

Mary ho inviato la storia ^^.
Fammi sapere se è tutto ok!




Tutto ok col conteggio parole!

OFFLINE
Post: 2,140
Giudice
3/26/2018 9:26 AM
 
Quote

A malincuore devo ritirarmi [SM=g27992] non ho ancora scritto nulla e non sono certa di riuscire a seguire il concorso, per cui meglio che mi ritiri ora
OFFLINE
Post: 6,472
3/26/2018 12:29 PM
 
Quote

Re:
TheHeartIsALonelyHunter, 26/03/2018 09.26:

A malincuore devo ritirarmi [SM=g27992] non ho ancora scritto nulla e non sono certa di riuscire a seguire il concorso, per cui meglio che mi ritiri ora




Alla prossima!

OFFLINE
Post: 2,167
Giudice*****
3/29/2018 9:26 PM
 
Quote

Storia inviata! Il conteggio va bene?





Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita
OFFLINE
Post: 6,472
3/29/2018 11:34 PM
 
Quote

Re:
_ Freya Crescent _, 29/03/2018 21.26:

Storia inviata! Il conteggio va bene?




Perfetto!

OFFLINE
Post: 184
4/3/2018 8:47 PM
 
Quote

Ciao, ho inviato la storia, spero vada bene. ^^

«Nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c'è luna»


Ida su EFP

Ida sul FORUM
OFFLINE
Post: 6,472
4/3/2018 11:09 PM
 
Quote

Re:
id_s, 03/04/2018 20.47:

Ciao, ho inviato la storia, spero vada bene. ^^




Arrivata.

OFFLINE
Post: 1,514
Giudice**
4/4/2018 7:30 AM
 
Quote

Consegnata! :D

Mitsuki91 su efp

Mitsuki91 su facebook

Il mio forum

Il mio tumblr

Il mio blog

Coice amico 3ds: 3695-0013-5127
Pokemon X - TSV: 3297

OFFLINE
Post: 6,472
4/4/2018 9:28 AM
 
Quote

Re:
Mitsuki91, 04/04/2018 07.30:

Consegnata! :D




Perfetto!

OFFLINE
Post: 6,472
4/6/2018 4:00 PM
 
Quote

Ragazze,
Vi ricordo che avete fino a mercoledì per consegnare o ritirarvi. Come state messe?

Un bacio,
Mary


4/6/2018 5:06 PM
 
Quote

Devo dare un ultima lettura e sistemata. Sperando che siano le ultime, visto che ogni volta sono 394 modifiche.
OFFLINE
Post: 6,472
4/6/2018 5:40 PM
 
Quote

Re:
Madame_Padfoot, 06/04/2018 17.06:

Devo dare un ultima lettura e sistemata. Sperando che siano le ultime, visto che ogni volta sono 394 modifiche.




Ahahhahaha la aspetto allora!

OFFLINE
Post: 1,069
Giudice****
4/6/2018 10:49 PM
 
Quote

Re:
Mary Black, 06/04/2018 16.00:

Ragazze,
Vi ricordo che avete fino a mercoledì per consegnare o ritirarvi. Come state messe?

Un bacio,
Mary




Anche io sto facendo un’ultima revisione.
Scrivere meno di 500 parole è una grande sfida per me 
4/6/2018 11:24 PM
 
Quote

Ok, storia inviata prima del mio totale esaurimento. Fammi sapere se arriva, se ci son problemi, se devo prendere camomille... A tutte, buona fortuna (che poi qua ci sono autrici sublimi... a che ve serve, datene un po' a me).
Finito di starnazzare. Ciao!
OFFLINE
Post: 6,472
4/6/2018 11:30 PM
 
Quote

Re: Re:
inzaghina.EFP, 06/04/2018 22.49:



Anche io sto facendo un’ultima revisione.
Scrivere meno di 500 parole è una grande sfida per me 



Non vedo l'ora di leggerla, la attendo!

Madame_Padfoot, 06/04/2018 23.24:

Ok, storia inviata prima del mio totale esaurimento. Fammi sapere se arriva, se ci son problemi, se devo prendere camomille... A tutte, buona fortuna (che poi qua ci sono autrici sublimi... a che ve serve, datene un po' a me).
Finito di starnazzare. Ciao!



Ahahaha io ti dico solo complimenti per il coraggio xD
Comunque tutto bene!



OFFLINE
Post: 2,605
Giudice*****
4/7/2018 12:49 AM
 
Quote

Inviata! Fammi sapere se è tutto okay :)

OFFLINE
Post: 6,472
4/7/2018 12:57 AM
 
Quote

Re:
RosmaryEFP, 07/04/2018 00.49:

Inviata! Fammi sapere se è tutto okay :)




Perfetta!

OFFLINE
Post: 1,069
Giudice****
4/7/2018 4:44 PM
 
Quote

Ho inviato anche io.
Fammi sapere se l'hai ricevuta, ho ricontrollato 1000 volte il conteggio, quindi spero vada bene.
OFFLINE
Post: 6,472
4/7/2018 4:47 PM
 
Quote

Re:
inzaghina.EFP, 07/04/2018 16.44:

Ho inviato anche io.
Fammi sapere se l'hai ricevuta, ho ricontrollato 1000 volte il conteggio, quindi spero vada bene.




Va benissimo!

OFFLINE
Post: 6,472
4/11/2018 12:23 PM
 
Quote

RICORDO CHE È L'ULTIMO GIORNO UTILE PER CONSEGNARE O RITIRARSI.

OFFLINE
Post: 1,761
Giudice**
4/11/2018 6:13 PM
 
Quote

Purtroppo mi devo ritirare:(
Alla prossima!
OFFLINE
Post: 6,472
4/11/2018 6:18 PM
 
Quote

Re:
Lalani, 11/04/2018 18.13:

Purtroppo mi devo ritirare:(
Alla prossima!



Sono contenta che tu abbia trovato tempo per ritirarti, visto che per leggere una storia e mandarmi due righe di commento all'All Together, o comunque per dirmi che non riuscivi, non ne hai trovato.
Alla prossima!
[Edited by Mary Black 4/11/2018 6:20 PM]

OFFLINE
Post: 1,044
4/11/2018 11:47 PM
 
Quote

Io sono qui sulla pagina tipo avvoltoio in attesa della mezzanotte, sperando di non crollare addormentata come una pera hahahaha xD

OFFLINE
Post: 6,472
4/11/2018 11:50 PM
 
Quote

Re:
JulyChan, 11/04/2018 23.47:

Io sono qui sulla pagina tipo avvoltoio in attesa della mezzanotte, sperando di non crollare addormentata come una pera hahahaha xD




Ahahahaha siamo due avvoltoi allora, ho pronti i post e aspetto solo la mezzanotte per metterli xD

OFFLINE
Post: 6,472
4/12/2018 12:00 AM
 
Quote

Eccoci alla parte più divertente, ragazze!
Intanto dichiaro il contest ufficialmente concluso. laragazzaverde, Wolfirea e Landy.Bee verranno sanzionate per non aver avvisato del proprio ritiro.

Ma passiamo alla parte piacevole.
Nel prossimo post, pubblicherò le flash in forma anonima. Saranno 9: 8 vostre e 1 mia, e saranno separate da una tilde (~), tanto per intenderci.
Fatemi la cortesia di dirmi se la formattazione va bene. Io le ho sistemate come le ho ricevute, ma si sa che la mail ogni tanto sballa tutto, quindi se c'è qualcosa che non va ditemelo - ovviamente in privato! - così lo sistemo.
Voi dovrete leggerle e valutarle, con un voto da 0 a 10 e un commento di almeno 3/4 righe che spieghi la vostra opinione a riguardo.
Potete assegnare il massimo del punteggio (10/10) soltanto alla vostra preferita. Dovrete inoltre scegliere la flash che, secondo voi, ha espresso meglio il sentimento amoroso, assegnandole il Premio Pathos. Le due possono anche non coincidere.
Dovrete poi indovinare l'autrice di ogni storia.
Vi ricordo che tutto questo è obbligatorio, dato che mi servirà per stilare la classifica dei partecipanti, e che avete tempo fino al 30 aprile per inviarmi i vostri voti su FFZ.

Chi non lo farà entro i termini previsti, non potrà concorrere all'assegnazione di nessun premio e verrà inoltre considerato inadempiente ai termini del bando, come se non avesse avvisato del proprio ritiro.
Non pubblicate le storie su EFP prima del mio esplicito avviso.

Buon divertimento!
Mary

OFFLINE
Post: 6,472
4/12/2018 12:00 AM
 
Quote

L'irreparabile


Essere razionali significa che Tom sa che non può improvvisarsi stratega di guerra senza averne studiata una sul campo. Essere razionali significa non aver timore di presentarsi alle porte del Mago Oscuro più pericoloso di questa generazione e offrire i propri servigi - non si offenderà se Gellert lo supera, perché l'allievo impara dal maestro per poi sconfiggerlo.

Tom viene accolto dal Generale senza conoscere il significato del lieve sorriso che gli illumina gli occhi quando lui sente il suo nome.

***

Gellert sa chi ha davanti.
Gellert ha occhi e orecchie in ogni dove, persino ad Hogwarts, e non vede l'ora di spezzare il mancato pupillo di Albus sotto le sue dita.

"Avresti potuto salvarlo - avevi paura di essere di nuovo contaminato? Oh Albus, come ti sentirai?"


***

Tom rimane stranito dal tocco casuale di Gellert sulla pelle, mentre lui gli insegna come vincere una guerra - non ci è abituato, deve stare zitto, deve essere obbediente. Un buon soldato.

Tom avverte un brivido mentre l'alito di miele gli sfiora il respiro - parecchio tempo dopo si rende conto che Gellert offre solo a lui questo privilegio.

Mentre impara a sottomettere i nemici, pensa che non sarà un prezzo troppo alto da pagare, e che uscirà indenne dal desiderio del suo maestro.

***

Gellert è sempre stato un seduttore, ed è estasiato dai brividi involontari che percorrono il corpo di Tom mentre i suoi occhi rimangono spenti, morti.

Gellert pensa che non ci sia niente di meglio di poter risvegliare un appassito, nulla di più nobile del farlo suo - cuore e mente - per poi ucciderlo brutalmente sotto le scarpe.

L'abbadono è una ferita che brucia e che chiede uno sfogo, una vittima, la creazione di un suo euguale.

***

Tom non sa dire quando si sia arreso, quando la finzione sia diventata realtà. Soffoca la sua disperazione dietro un paio di occhi chiusi, l'espressione impassibile e la sete di sangue sempre più forte, sempre più delirante.

Non sa che Gellert può vedere la sua anima sgretolarsi e che lui ride, ride della distruzione che ha portato e di cui anche lui, un tempo, è stato vittima.

***

"Non mi servi più. Anche tu hai avuto ciò che volevi, giusto?"

Tom osserva la schiena di Gellert e si smaterializza senza una parola - scappa lontano, con un grido un gola e un gioiello in mano, a togliersi la parte umana rimasta di se stesso, a purificarsi dell'ignominia che l'ha corroso.

***

Gellert vede un paio di occhi azzurri in lontananza e, per la prima volta dopo decenni, si sente un traditore.

La bacchetta trema nella sua mano, e lui sa di aver già perso.

Non c'è più sfida in quello che ha fatto a Tom, nessuna vendetta: solo la furia che l'ha corroso per un istante, il dolore che urla nel petto, e l'irreparabile che ne è scaturito.
Ancora una volta.


Gellert lotta senza passione nel sangue, fiacco sotto lo sguardo severo di Albus.

Si chiede se lui troverà abbastanza coraggio per ucciderlo.

Scopre che vivrà quando cade in ginocchio e Albus lo condanna - lo salva.

Gellert sorride, chiude gli occhi e si arrende.

"Almeno, questa volta, potresti non scoprirlo mai."



~

Con tutta l'anima


Lily lo sente dentro, in fondo al petto. Quando il suo cuore batte, alle orecchie arriva il suono ovattato della sua inutilità.

Sbagliata.


Lily lo percepisce ad ogni passo. L’eco dei suoi pensieri le rimbomba nella mente in ogni ora del giorno.

Incapace.


La prima volta che lo vede il senso d’inadeguatezza le comprime lo stomaco. Il respiro le si mozza. E capisce che non sarà mai suo.

Brutta.


Inizia tutto con un gioco di sguardi. Lysander si accorge delle occhiate della piccola Potter, le ricambia forse per noia, forse per scherzo. Lily sa che la vita la prende in giro ancora una volta, ma negli occhi neri di lui scopre tutto ciò che ha sempre voluto e mai ottenuto: se stessa. Fa finta di nulla, Lily. Cammina a passo ponderato nel castello: come unico interlocutore il rumore delle sue scarpe sul pavimento tirato a lucido. Vaga in silenzio e a testa bassa, fingendo di non esplodere, di non bruciare per lui. Indossa la maschera dell’indifferenza, non parla con nessuno e lentamente dentro muore… lui la guarda di tanto in tanto, ma non fa altro, non percorre quella breve e infinita distanza che intercorre tra di loro. E anche Lily continua a rimanere ferma, congelata dalle sue insicurezze e paure. Bloccata nella ragnatela tessuta dalle sue ansie, dal suo sentirsi inadeguata in ogni istante. Forse avviene tutto nella sua testa. Forse quel lento sfiorarsi con gli occhi è solo un embrione malato concepito dall’unione di speranza e fantasia. Poi, come in un sogno, in un pomeriggio buio dal cielo denso di nubi, Lysander la bacia. Le sue labbra carezzano con estrema dolcezza quelle di Lily che piange. Piange perché vorrebbe sbocciare. Vorrebbe di più di un bacio, vorrebbe essere adatta. Vorrebbe sentirsi normale e sprofondare nelle braccia di Lysander, affogare nel suo profumo e nella sua pelle e cucirla insieme con la sua. Ma il ragazzo si allontana con la stessa facilità con cui si è avvicinato. E Lily non sa se quel pomeriggio sia stato il frutto onirico dei sui pensieri o se quel bacio è accaduto veramente. Si accorge che lui quando la incontra per i corridoi della scuola, le sorride timidamente, le iridi nere la cercano a lezione, ma lei non ricambia lo sguardo… vorrebbe saperlo fare con tutta l’anima, ma non ne è capace. Nessuno le hai insegnato ad amare. Nessuno l’ha mai amata. Lily ha paura di lui… e di ciò che potrebbe fare al suo cuore vergine che più di ogni altra cosa desidera essere violato. E lentamente il tempo le scivola addosso come un mantello, lasciandola esposta alle intemperie della sua mente. Qualcosa è mutato dopo quel breve contatto, ma la ragazza non comprende in pieno cosa: è in balìa delle onde, oscilla tra il desiderio di essere di più e la paura di cambiare e diventare davvero se stessa. E così si trascina senza meta e si spegne lentamente, come un incendio sotto la pioggia.


~

Ineluttabile


La prima volta che i loro occhi ridenti s’incontrarono dopo una delle caustiche battute di Sirius, si sentì avvampare rendendosi conto che al cospetto di quello sguardo si sentiva nuda e che quanto provato con tutti i ragazzi con cui era stata impallidiva al confronto di quello che una sua semplice occhiata le faceva provare.

Dopo la prima missione insieme, condividendo una tavoletta di cioccolato al caramello in uno squallido vicolo nelle vicinanze di Magie Sinister, si ritrovò a sperare di passare più tempo con lui, sentendosi un’adolescente infatuata.
Lui con quegli abiti trasandati e l’espressione triste, il volto segnato dalle cicatrici ed i capelli ingrigiti precocemente. Lui che aveva perso troppe persone nella sua vita e che tentava in ogni modo di non avvicinarsi nessun altro per non incorrere nella possibilità di perderlo.

Il loro primo bacio avvenne una notte d’inverno, dopo aver condiviso una bottiglia di Odgen’s con un Sirius estremamente preoccupato per il figlioccio e depresso dalla reclusione.
Non ci fu nulla di romantico. La sua goffaggine le fece perdere l’equilibrio facendola inciampare nell’orribile portaombrelli del corridoio di casa Black. Remus l’afferrò con una presa inaspettatamente salda ed i loro occhi s’incontrarono. Tonks rimase ammaliata dalle pagliuzze dorate che venavano i suoi occhi verdi e lui non riuscì a distogliere lo sguardo da quelli argentei di lei.
L’auror chiuse la distanza che li separava posando le proprie labbra su quelle di lui con forza, sentendo il medesimo sapore di Whiskey sulla sua lingua voluttuosa. Le dita di lei si chiusero attorno al bavero della sua giacca, attirandolo a sé. Le mani di lui risalirono la sua schiena fino a perdersi tra i ciuffi di capelli rosa.

Per giorni la evitò, abbassando imbarazzato lo sguardo le rare volte in cui si vedevano alle riunioni. Quel bacio popolò i sogni della ragazza per settimane, fino a diventare un pensiero fisso, l’unico che la distogliesse dalla guerra che incombeva sul loro mondo.

Il loro secondo bacio fu bagnato dalle lacrime che li accompagnarono per settimane dopo la perdita di Sirius.
Ancora una volta fu lei a prendere l’iniziativa, aggrappandosi a lui, cercando conforto sulle sue labbra e nel suo abbraccio.
A stento trovò il coraggio di confessarle che sarebbe partito entro poche settimane per una missione che avrebbe messo a rischio la sua vita.
Lei pianse lacrime amare, perdendo la capacità di controllare i propri poteri ed il suo proverbiale entusiasmo.

Ritornò una notte d’inverno e si scontrarono sulle scale buie di Grimmaud Place.
Questa volta fu lui a baciarla avidamente, sentendosi nuovamente vivo, prima di spingerla nella propria camera.
La spogliò frettolosamente, ansioso di sentire il suo corpo guizzante sotto le proprie mani e riempirsi gli occhi di immagini di lei. I loro corpi e le loro anime si unirono finalmente in quella casa fredda.
Il giorno seguente la salutò, implorandola di scordarsi di lui, adducendo mille ragioni.
Lei ignorò la sua richiesta, baciandolo languidamente e ribadendogli che erano legati indissolubilmente.

Dopo mesi i suoi capelli ritornarono rosa.


~

Fumo tra le mani


Si sveglia di soprassalto, il più delle volte, e per un istante sembra perdersi nell’immobilità della stanza, un limbo sospeso e senza tempo. Sono quelli i momenti migliori, quando il rumore nella sua testa sembra spegnersi e gli artigli della memoria si ritraggono.
Ma solo per un istante. Ed è troppo poco.
Poi la realtà la colpisce: frammenti di vita che le incendiano le vene, nuvole di fumo che le bruciano gli occhi – Daphne, esistiamo solo noi.

*


Ha diciassette anni. Ha sempre diciassette anni, nei suoi ricordi: le giornate nel parco, il torpore della pace, i segreti notturni.
Draco l’aspetta sulla Torre di Astronomia, come ogni sera. Lui è in anticipo, ma non di trepidante attesa: Daphne sa che ha ancora bisogno di quei momenti da solo per far pace con i suoi demoni. Ma lei lo accetta, ed è felice che lui voglia affrontare se stesso, ed è orgogliosa che lei sia l’unica a sapere, l’unica a essere degna dei suoi tormenti.
«Va tutto bene?».
«Ora va meglio».
E lui la intrappola e il fuoco esplode e Daphne brucia.

*


Ha vent’anni. Ha sempre vent’anni, nei suoi incubi: la stanza consumata dalla colpa, le ombre a solcarle il viso, il dolore che arde fino a non lasciare più nulla.
Draco l’aspetta in un angolo nascosto del giardino, non può rischiare di essere scoperto: la casa è immersa nel silenzio e loro sono immersi nei segreti.
Si avvicina solenne e sicuro di sé, un condannato a morte che accetta la sua pena, ma ogni gesto tradisce le sue intenzioni. Ed è un vile sollievo a coglierlo quando capisce che Daphne sa già tutto.
Sa che Astoria è raggiante e piena di speranze: l’ha ascoltata discorrere degli ultimi mesi felici, l’ha vista mostrarle timidamente l’anello; e Daphne l’ha abbracciata sorridendo, cercando di non gridare, mentre le fiamme divampavano e le sue ossa diventavano cenere e tra le mani le restava solo fumo.
Sa che l’amaro di quei baci infedeli non le aveva mai lasciato in bocca abbastanza veleno da farla desistere: Daphne amava follemente, e aveva amato Draco fino allo stremo.
«Cosa posso fare?».
Sa che alcune cose, dopo averle amate tanto, ti appartengono per sempre o finiscono per distruggerti.
«Niente. Mi hai già dato tutto».
E lui non era mai stato suo.

*


Non ha età. Non ha età, nei suoi sogni: ha il suo respiro addosso e lo sente tremare tra mille promesse, e questa volta non si infrangono al suolo. Sono castelli indistruttibili, giorni infiniti, il loro mondo eterno – Daphne, esistiamo solo noi.
Lui le accarezza il viso, le accarezza il ventre nudo, sorridono in sincrono ed emanano luce. Sono un’unica entità quando lui la bacia e lei lo stringe e i loro sospiri si fondono.


~

Un sogno azzurro


Non poteva essere lui.
Quel ragazzo che osservava, con aria pensosa, la lapide sotto la quale riposavano Kendra e Ariana, non poteva essere Gellert.
Era scappato e lui lo sapeva, lo sapeva benissimo: era scappato senza neppure voltarsi, senza guardare il corpo esanime di Ariana, fredda bambola priva di valore; non era stato presente al funerale, non lo aveva visto farsi picchiare da Aberforth. Lo aveva lasciato solo, ad affrontare la morte della sorella ogni singola notte e a rivedere gli occhi azzurri di terrore fuggire, nascondersi dal peccato.
«Albus… »
La voce di Gellert lo riportò tra le fredde, grigie pietre e sotto il cielo inaspettatamente terso e azzurro, come le iridi che lo stavano fissando.

Non si sarebbe fatto incantare, non stavolta.


«Albus… Io dovevo vederti, ho bisogno di te».
Gellert distolse lo sguardo mentre borbottava quelle parole, quasi gli costasse fatica dirle, fuggente come sempre.
«Non osare, Gellert: non sei tu ad aver perso tutto! Io avevo bisogno di te, e tu… »
Gli voltò le spalle, il cuore traditore gli artigliava furioso il petto: non si sarebbe mostrato debole, non a lui.
«L'ho trovata. Ho la Bacchetta

La Bacchetta. La loro visione.


Non aveva alcuna importanza, non avrebbe più dovuto ascoltarlo e sarebbe diventato sordo alle sue lusinghe, cieco alle sue carezze, insensibile al suo tocco.
«Il nostro sogno, Alb- »
«Il tuo sogno, non il mio! Non mi interessa più nulla dei Doni, di bacchette o… di noi… Nulla! Ariana è morta! Lo capisci questo? Morta!»
Lo stava strattonando, aggrappato al suo cappotto - quando si era avvicinato? - e si fermò, arretrando come scottato, solo quando avvertì la sua mano sulla propria, gli occhi azzurri, troppo azzurri, ancora una volta su di sé, la sua voce a sfiorargli delicatamente l’orecchio.
Ho bisogno di te.


Ricordava l'angoscia asfissiante che ingrigiva le sue giornate, costretto a una logorante quotidianità priva di qualsiasi emozione, confinato in spazi troppo ristretti per lui, legato a obblighi che non avrebbe mai voluto; Gellert - impetuoso vento dall'est - gli aveva promesso un mondo intero, privo di qualsiasi responsabilità, franco da ogni catena: lui e la sua visione l'avevano infiammato.
E la sua bocca sulla propria - quando si era avvicinato? - sapeva ancora di libertà, di desideri repressi e abbandonati, di gloria tanto agognata: gli stava offrendo tutto quello che bramava da sempre, che lo consumava da troppo tempo, e la possibilità di stargli accanto, meravigliosa chimera.
Ci stava ricascando, sciocco, ed era inutile prendersi in giro: gli era bastato solo vederlo, per farsi travolgere dal quel sogno troppo azzurro.

Ma lui…


«No!»

…non era quello di Gellert.


Riusciva a vedere, finalmente, gli occhi, così spaventosamente azzurri, il sorriso beffardo che gli sfigurava i bei lineamenti e il fascio di luce rossa colpirlo selvaggiamente.
«Oh, abbiamo una coscienza adesso?»
«Ho seppellito la mia coscienza tempo fa. Vattene, ti prego… »

Mentre cercava di rialzarsi, gli occhi rossi aggrappati ai nomi amati e la mano al fianco leso dall'incantesimo, la voce di Gellert graffiava, ancora, rabbiosamente all'orecchio.

Non pensare che in futuro avrò pietà, Albus! Tu sei niente senza me!
Niente.



~

Pallide rose


Salazar si chiede quando Helena sia cambiata così.
Sembra passato soltanto un istante da quand’era una bambina impavida che giocava tra i roseti – i capelli troppo lunghi carichi di pallide rose, le dita graffiate dalle spine.
Ora Helena sorride con cortesia meccanica, altera in un abito d’organza, i riccioli d’inchiostro senza un fiore.
È stato lontano soltanto sette anni, eppure tutto è cambiato – la scuola invasa dalla feccia, sangue che marcisce, Helena sfiorita.
Corinna nota lo sguardo di Salazar.
“È diventata una donna, finalmente.”
“L’hai rovinata, finalmente.”
Helena è lontana, ma un sorriso nero le incurva per un momento le labbra.

*


Quella notte, Helena scivola nel suo letto – velata d’odio, candida, candida da spezzare.
Ha i capelli carichi di rose a cui non ha strappato le spine.

*


“Se tua madre ci dovesse scoprire...”
“Non ci scopre.”

*


Salazar si consuma sulla sua pelle con una devozione che ha del sacrale – Helena lo trascina a fare l’amore nei boschi, sotto lo sguardo feroce d’una luna di sangue che sembra esplodere nel cielo.
Salazar la guarda ed è rapito dalla purezza del suo sangue, dalla sua bellezza che ha qualcosa di tragico, qualcosa di definitivo – Helena danza su di lui con le onde dei capelli cariche di pallide rose, Helena crolla tra le sue braccia in una profusione di petali e gemiti, e Salazar sa d’amarla perché non è fragile nemmeno allora, nemmeno con le mani graffiate dalle spine, nemmeno col volto straziato dal piacere.

*


“Non voglio diventare come lei.”
“Non potresti mai.”

*


Quando Corinna li scopre a letto insieme, Helena non ha il coraggio di difendersi – sua madre grida, piange, le strappa le rose dai capelli, le imbratta di sangue.
Salazar insorge, imperioso, ma tutto è perduto, e, mentre la trascinano via, lei capisce che non lo rivedrà mai più.

*


Salazar lascia la scuola di notte, l’argento dei suoi capelli pare quasi liquido alla luce della luna – guarda la torre in cui Helena è rinchiusa e gli sembra di scorgere la sua figura alla finestra, ma sono soltanto ombre.
Salazar se ne va, col cuore atrofizzato e un sogghigno che stilla veleno.
Nella Camera dei Segreti, un uovo s’è schiuso e una rosa bianca di vendetta è fradicia di sangue di rospo.
Per te, amore mio.

*


Sua madre impiega qualche tempo a perdonarla, ma alla fine lo fa – perché è una madre, e una sciocca.
Helena sorride a tutti, quando Corinna le permette di tornare in società.
Helena ha capelli d’inchiostro e occhi irrequieti che fuggono ogni sguardo – è quella febbre che ha in viso mentre si piega sotto le parole pacate di sua madre, è l’odio che le fa bruciare le guance e scoprire i denti quando sorride.
Helena ride senza ritegno, beve vino elfico e sembra una persona nuova – ma il marciume non si lava via facilmente e, nel calice ch’abbandona prima di ritirarsi, galleggia profetico un petalo di rosa bianca.

*


Helena ruba il Diadema di sua madre con autentico piacere – per te, Salazar, per te.
La stanza è invasa di pallide rose, quando Corinna scopre il furto.
Nella custodia della tiara, un petalo intinto nel sangue dichiara che il debito è stato finalmente pagato.


~

Sogno e incendio


Hogwarts è una tomba che grida contro la luna. Helena la sente piangere da secoli — e vorrebbe poter dimenticare.

"So chi sei."
"Sicuro?"

**


La prima volta che lo vede non se ne capacita. È soltanto un ragazzo, eppure ha le fattezze d'un relitto.
"Dove ti nascondi?"
Helena ne intuisce l'angoscia e non resiste di fronte a quel richiamo. Quando esce dalle ombre sa che non ha bisogno di presentazioni. Lui ha capito.
"Vattene, non c'è niente da vedere."
Il ragazzo ha un tono sprezzante che la fa quasi sorridere.
"Forse non c'è niente da vedere, ma qualcosa da ascoltare."
Lui non le risponde. Helena lo guarda abbandonare il corridoio del settimo piano col passo scattante di chi fugge senza avere un rifugio.
Le ricorda un fantasma.

**


Draco ha occhi grigi venati di colpa e un braccio da nascondere. A volte s'allontana subito, altre volte resta e finge che lei non ci sia, si limita a darle le spalle e a pensare in silenzio. Helena continua a cercarlo per i corridoi del castello — le sembra quasi di giocare, nonostante sia l'odore della disperazione a condurla da lui.
"So chi sei."
"Ne sei sicuro?"
Draco è un corpo appassito, una menta invecchiata e logora e sporca. Helena vorrebbe dirgli che non è diversa, mentre osserva il suo volto sempre più magro.
"Come potrei esserlo? Non so neppure chi sono io..."
La torre di Astronomia offre un panorama d'una bellezza quasi dolorosa. Helena intuisce qualcosa dalla risata beffarda di Draco e dal polso che tiene sempre coperto. Lui non la lascia avvicinare, ma non le chiede nemmeno di andarsene.
"Cosa ti spaventa?"
"Non posso dirtelo."
Smarrito, sfinito, atterrito.
Helena aspetta.
Sa che Draco sta marcendo — cederà presto.

**


"Li ucciderà... li ucciderà, capisci?"
È la risposta che stava cercando. Helena precipita in un sogno meraviglioso. Vede le mani di Draco, cinte alle sue, stringere adoranti la presa sul collo di Tom Riddle e graffiare, graffiare, graffiare sino a scarnificargli il volto.
Helena vede le loro mani unite nel bacio della vendetta, sporche di sangue nero, trionfanti. Sente il respiro corto di entrambi e subito arrivano spasmi di violento piacere, poi grida, grida, grida, mentre tutto vibra ed esplode.
Helena vuole quel ragazzo, a ogni costo. Non si è mai sentita così viva e triste e felice e distrutta. Il disgusto la incendia, ma lei sa soltanto che vuole Draco, vuole lui, la sua angoscia, il suo corpo appassito, la sua mente devastata.
Helena sogna di poter consumare chi lo sta consumando e di goderne sino alla nausea.
Helena s'incendia in quel sogno, ma a volte dimentica che è un fantasma.
A volte dimentica che non può più vivere, né amare.
"Puoi ancora scegliere da che parte stare."
"Non ho mai avuto scelta."

**


Hogwarts piange e grida in un tripudio di lampi e voci.
Draco se ne sta andando coi Mangiamorte. Helena l'osserva svanire in una nube di fumo, le fiamme dietro il suo cammino, il Marchio Nero che brilla vittorioso in cielo. Ha vinto.
Tom Riddle ha vinto un'altra volta.
Helena riversa un grido lacerante contro le mura del castello.
Draco l'ha dimenticata.


~

Come mulini a vento


S’era sempre considerata immune a tutto – sensazioni emozioni follie –, finché non s’era imbattuta in lui, un costruttore di mulini a vento.
In tanti ne avevano decantato le gesta, dicevano fosse un mostro – amorale cinico spregiudicato –, e lei aveva bevuto quei poemi certa che fossero intrisi di verità.

“Sei Dorcas Meadowes, non è così?”
“E tu sei Rosier... quel Rosier.”
“Evan. Per te sono Evan.”


Evan aveva lo sguardo di una lupa affamata e il sorriso obliquo di una iena, Dorcas lo aveva temuto sin dal primo istante – un incontro fortuito: lei affaccendata tra le scartoffie del Ministero, lui annoiato dalle moleste missive di Alastor Moody. S’erano sorrisi prima ancora di guardarsi, come mossi da un istinto primordiale che non conosceva ragione.

“Moody sospetta di te.”
“È un insetto tra i tanti.”
“Dice di avere delle prove.”
“Non può provare ciò che non esiste.”


Dorcas possedeva lo sguardo glaciale di una mantide insoddisfatta e il sorriso pretenzioso di una lonza, Evan l’aveva scorta in un branco di Auror – uno scrutatore indesiderato: lei dritta e indolente, gli altri scuri in volto e angosciati. Aveva maturato da subito la convinzione che Dorcas fosse un gioiello splendente gettato inavvertitamente tra i rifiuti.

“Non credi che io sia innocente?”
“Si dicono molte cose di te, Evan, ma non che tu sia innocente.”
“Questo accade perché presti orecchio alle fandonie degli stolti.”
“Moody non è uno stolto, la stolta sono io che spero nella redenzione di un assassino.”


S’erano amati senza chiedere il permesso a nessuno – notti albe tramonti giorni –, dimentichi che il dazio di un amore insano potesse essere quanto mai elevato.
Evan, disgraziatamente per Dorcas, s’era rivelato ben diverso dal mostro dei poemi. Non era il sangue ad animarlo, ma un folle ideale di libertà per la razza dei maghi, da secoli costretta a vivere in incognito a beneficio dei babbani, gli impuri egoisti. Dorcas rabbrividiva di terrore quando lui le parlava – repulsione e amore guerreggiavano strenuamente, e annientavano lei.

“Dovrei denunciarti, io ho davvero le prove di quello che sei.”
“Il Marchio non brucia quanto il tradimento, attenta a ciò che dici, Dorcas.”
“Non minacciarmi.”
“E tu scegli me.”


Trecentosessantaquattro giorni e due ore di relazione clandestina – un’eternità. Dorcas s’era così abituata agli occhi diffidenti dei giusti che aveva tinto i propri di gelo. Una mattina, però, la maschera s’era sgretolata tra le sue dita, perché Moody aveva finalmente le prove della colpevolezza di Evan.

“Dobbiamo fuggire.”
“No, non posso.”
“Invece puoi. Avvisandomi hai già tradito, hai già scelto i Mangiamorte.”
“Ti sbagli, amore mio. Io ho scelto te.”


Un ultimo bacio, abbraccio, respiro prima di ingannarlo con un assenso bugiardo, in cui lui – innamorato – aveva creduto.
Evan l’aveva rivista riversa in terra ai piedi di Voldemort, che divertito gli aveva raccontato di come la folle lo avesse apertamente sfidato – una suicida. Evan era allora caduto in ginocchio dinanzi a quello che di lì in avanti sarebbe stato l’assassino da distruggere o lo sporco pretesto per chiamare a sé la morte.

*

“Evan, cosa faresti se Tu-Sai-Chi mi uccidesse?”
“Ti vendicherei.”
“E se questo non fosse possibile?”
“Mi farei uccidere e tornerei da te.”



~

Come neve



Era inverno.
La neve continuava a cadere, lenta, impassibile – copriva tutto di bianco, distruggeva, annientava la vita e la privava dei suoi colori, imponeva la sua presenza fredda e scomoda fino a consumare tutto.
Era un paesaggio fatto di ghiaccio e di ombre – struggente, come il sentimento che covavo dentro al pari di una serpe in seno.
Chiudevo gli occhi e nell’ombra c’eri tu, tu creatura del buio, eri lì, pronto ad attaccarmi quando meno me lo sarei aspettata.
Sei sempre stato una serpe, e non ne hai mai fatto mistero.
Eri un serpente ed io la povera preda incantata, io incoerente, privata della mia purezza, sgualcita dalle tue mani impietose, dal tuo modo crudele e malato di farmi la guerra e chiamarla amore.
Tu non hai mai saputo amare, Draco – eri un’anima troppo lacerata per essere rammendata da un filo di sentimenti tiepidi, tutto ciò che riuscivo a darti, tutto ciò che eri riuscito a lasciarmi di me stessa e della mia antica e ormai compianta impetuosità.
Da lontano vedo ancora una bambina dai grandi occhi scuri e i capelli vibranti.
Da lontano vedo un sorriso e acceso intelletto, vedo tenacia e speranze – vedo possibilità, potenziale adesso ormai sfiorito e seppellito nella terra nera, insieme ai resti di me.
Ti ho amato così a lungo, e tu neanche c’eri – ti nutrivi di me e del mio corpo con ferocia, con sofferenza (ti facevo male), ma tu non c’eri.
Non c’è mai stata speranza alcuna di un finale diverso, per noi.
Cadeva la neve.
Cadeva la neve mentre ti amavo col mio corpo, nevicava mentre ti permettevo di mutilarmi, mentre mi annientavi.
Ora che l’estate ha tramutato il ghiaccio nell’acqua che potrebbe riportare la vita, non è rimasto più nulla da risvegliare.








[Edited by Mary Black 4/14/2018 7:55 PM]

New Thread
 | 
Reply
Cerca nel forum
Tag discussione
Discussioni Simili   [vedi tutte]

Feed | Forum | Bacheca | Album | Users | Search | Log In | Register | Admin
Create your free community and forum! Register to FreeForumZone
FreeForumZone [v.6.0] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 1:19 PM. : Printable | Mobile
Copyright © 2000-2021 FFZ srl - www.freeforumzone.com