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Le mille domande - Parte 3

Last Update: 12/2/2017 3:33 AM
12/2/2017 3:33 AM
 
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Signore della Guerra
Maestro di Intrighi e di Inganni
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Per Bethany era difficile credere che l'uomo che stava vedendo all'opera negli ultimi giorni al Moat Cailin fosse il medesimo che aveva conosciuto e accettato di seguire al Nord per sfuggire alla fame.
Quello di Harrenhal era un uomo che si era dimostrato tenace a modo suo,ma che al di fuori di quello e del coraggio era la cosa più lontana che si potesse immaginare di un nobile. Chiassoso, rude e quasi sempre sbronzo, che difficilmente avrebbe rifiutato di infilarsi tra qualsiasi bel paio di cosce di donna, molto più attento e sensibile a quello che agli intrighi e i discorsi dei nobili.
Era persino difficile capire come avesse potuto un uomo austero e serio come Rickard Stark portarselo appresso, per quanto al Torneo, a ben vedere, gli avesse reso migliori servigi lui che altri.
Quello del Moat Cailin aveva avuto un momento di impasse che lei ancora non riusciva a spiegarsi, ma poi era stato preso da una frensia e da una iperattività che erano perfino difficili da tollerare, e ogni giorno non faceva che pretendere di più dai suoi uomini, che pure erano ben pochi, giusto uno sparuto gruppetto di omoni che solo grazie a quella loro stazza sopportavano senza troppi problemi i carichi di lavoro sempre più pesanti.
Di questo, segretamente, Bethany era grata al Lord di Città delle Tombe, perchè a sera dopo un paio di bicchieri gli uomini erano troppo stanchi per pensare a sbronzarsi. Il che era un sollievo, e neanche di poco conto. Il rovescio della medaglia era che da quando avevano preso a bere meno, Lord Dustin evidentemente, da sobrio, era più sensibile a dedicarsi ad altri piaceri.
Se prima le bastava fare qualche verso e qualche sospiro contando mentalmente fino a dieci, quando l'avrebbe sentito russare sonoramente sopra di lei, svenuto dal vino, ora non era più così.
Lord Dustin era sobrio e da sobrio sapeva chiaramente quello che voleva e come averlo. Le apriva le cosce praticamente ogni notte e godeva del suo corpo senza farsi mancare nulla.
A onor del vero, Bethany era segretamente rimasta meravigliata sulla più che mirabile tecnica con cui il Lord sapeva svestirla in men che non si dica e senza strattoni.
Questo significava svegliarsi al mattino un pò dolorante, ma era meglio quel tipo di dolore che quello della schiena piegata una sera intera a versare vino trascinando con sè un piccolo barilotto di vino.
Sì, non c'era assolutamente alcun tipo di affetto o sentimento dietro quel preferire un dolore ad un altro, solamente una pura preferenza personale. E in fin dei conti, Lord Dustin non era mai stato violento o prepotente o irruento, e non l'aveva mai costretta a qualcosa che le dispiacesse. una certa dose di rispetto ce la metteva, se non altro. Sicuramente molta di più delle poche volte che le era capitato con altri, che per poche monete pensavano di potersi comperare anche la sua dignità.

Tutti quelle valutazioni erano un piacevole diversivo da un pensiero ben più preoccupante...che quello che sembrava essere un ottimo affare, potesse in realtà non diventarlo mai.

Ciò che prima era indefinito era ormai chiaro e le informazioni precise : la guerra al sud imperversava con ferocia.
Si sapeva ogni cosa della sorte toccata alle Terre dei Fiumi e a Casa Tully : avevano coto una grande vittoria ad Harrenhal contro l'esercito Arryn, ma per il resto erano stati sconfitti innumerevoli volte e, sopratutto, Delta delle Acque era stata conquistata dall'esercito Lannister dopo una dura battaglia.

Dispacci aveva riferito che eserciti Tyrell erano stati avvistati a lambire il Tridente, e tutti erano sicuri che era solo questione di tempo prima che avrebbero sferrato il loro colpo a una casata già di per sè sconfitta.

Solamente le Torri Gemelle ancora resistevano, dopo aver duramente sconfitto un esercito Greyjoy...ma era questione di tempo.
Presto, ne erano certi tutti lì al Moat Cailin, anche Lord Frey avrebbe fatto la fine dei suoi signori.

Quelle notizie erano gia di per sè nefaste, ma ciò che complicò di molto il quadro, fu la notizia che Robert Baratheon stava lanciando la propria offensiva nelle Terre della Corona per sedere sul Trono di Spade, che privo di una guida, e sopratutto di un Re, vedeva il suo destino prossimo alla disfatta.

Behtany era sempre stata una serva, e da un pò si domandava anche cosa fosse di preciso al seguito di Lord Dustin, ma non era stupida.
La prossima terra a tingersi di rosso avrebbe potuto essere quella innevata e fangosa del Nord.
E con quel pericolo incombente, trovava che affidare la difesa del Nord a Lord Dustin, nominandolo Comandante delle difese del Sud, da parte di Lord Stark, rappresentasse una pericolosa scommessa.

Poteva Lord Dustin essere all'altezza del compito?
Bethany ne dubitava moltissimo.
Quello che consoceva lei era un uomo tutt'altro che stupido, ma talmente dedito ai piaceri che aveva seri dubbi sarebbe riuscito ad essere un Comandante degno di questo nome, temuto e rispettava.
E se il Nord avesse dovuto resistere a una vera propria orda nemica, non gli serviva solo un comandante, ma un vero e proprio Condottiero di eserciti.
Immaginarlo in quel ruolo la faceva sorridere.
Non dubitava del coraggio, ma decisamente sì di tutto il resto.

Però...

Però da quando le notizie erano giunte, Lord Dustin sembrava uno che forse avrebbe anche potuto farcela, a patto di una dose di fortuna non indifferente. Continuava a bere e scoparla, sia mai che mancasse alla care vecchie abitudini, ma Bethany intuì, avendo imparato l'arte di capire un pò gli uomini, che Lord Dustin sentiva il peso della storia della propria casata e, pur imperfetto, era determinato a non essere il disonore della lunga e più che onorata storia della propria casata. Questo, pensava, aveva una presa su di lui più forte della voglia di sbronzarsi.

E i risultati, si vedevano.
Il Moat Cailin, la spettrale fortezza in mezzo alle paludi, era cambiata moltissimo nel volgere di pochi giorni.
Se prima sembrava niente di più che delle rovine abitate da un gruppo di sbandati, ora assomigliava molto di più a un presidio vero e proprio.
Le torce disposte verso sud per rendere impossibile avvicinarsi senza essere avvistati erano tenute accese tutta la notte.
I passaggi di accesso da nord erano stati pavimentati di tronchi d'albero per decine di metri.
Era anche stata erette una piccola palizzata e un torretta per facilitare l'avvistamento.
Seppur di infimo livello, quello era un piccolo presidio.

C'erano solo due cose che ancora la inquietavano.
La prima non sapeva neanche lei come definirla, perchè era una sensazione estranea.
Bethany, con la vita che aveva avuto, era diventata una giovanissima ragazza decisamente realista e poco propensa a pensare gli Dèi, alle leggende e alle dicerie, figurarsi poi alla fama, che sapeva essere quasi sempre essere falsa.
Aveva imparato bene tra tante proposte oscene come dietro la seta spesso ci fosse del fango al posto della pelle.
Tuttavia, non perdendo mai troppo a lungo di vista il Lord di Città delle Tombe, aveva notato come a volte, anche solo per un attimo volgesse lo sguardo verso la sommità della Torre dei Bambini, e aveva così finito per farlo anche lei, stando sempre attenta a non essere vista.
E...le era capitato, forse per una frazione di secondo, con la coda dell'occhio, di vedere una pallidissima ragazza sulla cima di quella torre, vestita di nero. Ma quando cercava di inquadrarla, poi lì in cima non c'era nessuno.
Poteva esserci qualcosa di vero nelle leggende?
Non lo sapeva. Sapeva soltanto che quella sensazione la rendeva un pò ansiosa.

La seconda ragione, invece, era Erin.
Non riusciva a inquadrarla, a capacitarsi della sua presenza, del suo ritrovamento. Tutto ciò che la riguardava o non le era dato saperlo, perchè Lord Dustin a tal proposito non diceva mai nulla, o era un autentico enigma.
Era la sua naturalezza sopratutto a spiazzarla.
Quel suo essere perennemente quieta, aggirandosi per il Moat Cailin come fosse un giardino in fiore.
Non le era riuscito di scoprire cosa si fosse detta con Lord Dustin quel giorno, durante quella breve passeggiata, ma doveva essere stato rivelatore.
Che Erin fosse stata ritrovata dopo un qualche sogno di Lord Dustin, per Bethany era sicuro.
Ma anche se lui non ne parlava, un pò tutti erano convinti di questo, ed era il motivo per cui aveva una sorta di timore di Erin.


Tutti quei pensieri e quelle preoccupazioni facevano sorgere in Bethany mille domande a cui non sapeva dare una risposta. Forse doveva chiederla.
Anzi, doveva proprio farlo.
Per questo, alla fine dell'ennesima giornata di duro lavoro per tutti, prese il coraggio di fare qualcosa che le sembrava perfino contro natura : osare chiedere. Per una serva era quasi come rompere una regola sacra.
Gli uomini presto sarebbero tornati dai boschi vicini, lo sapeva, perchè l'imbrunire era prossimo e il freddo si stava facendo pungente.
Trovò Lord Dustin dove era sempre in quei giorni. Seduto appoggiato con la schiena contro la parete della Torre dei Bambini, vicino al fuoco, a scrivere un interminabile pergamena sicuramente carica di compiti con cui avrebbe sfincato i suoi uomini il giorno dopo.
Lei deglutì, stringe tra i pugni la gonna del suo abito semplice, e annuendo come a farsi coraggio gli si avvicinò.
Lo fissò per qualche momento, con aria seria.
Avrebbe parlato nell'esatto momento in cui i loro sguardi si sarebbero incrociati.

Ma non appena Lord Dustin alzò lo sguardo, non le riuscì alcuno dei suoi propositi.
Si impappinò prima di subito e alla fine, chinando appena il capo, l'unica cosa che le riuscì di chiedere fu
< Desiderate del vino? >
e si sentì veramente una stupida per non aver saputo fare di meglio.
Eppure, quando in passato aveva respinto le offerte o i corteggiamenti di soldati o servi, non aveva avuto tutti questi problemi.
E allora perchè le riusciva così difficile farlo in quel momento?
Era confusa, ma in realtà conosceva il motivo : senza accorgersene, il mutare degli eventi nei Sette Regni avevano legato la sua sorte a doppio filo con il destino di Lord Dustin.
Tutto dipendeva da lui. La guerra li aveva raggiunti prima di arrivare a destinazione, e se Lord Dustin fosse caduto in disgrazia o peggio, morto, lei sarebbe stata sperduta.
Sarebbe tornata a fare la serva, a condizioni peggiori di prima per via della guerra, e forse alla fine avrebbe dovuto cedere a fare anche la puttana per sopravvivere.

Non era il momento adatto per affrontarlo, men che meno per fare domande. Così le uscì pure un piccolo sorriso imbarazzato.
< Mi devi chiedere qualcosa? > domandò però lui, spiazzandola.
< Io...ecco...n-no. > mordendosi un labbro per soffocare la verità.
Distolse lo sguardo, sentendo i suoi occhi e, forse per la prima volta, sperò veramente che si stesse godendo il suo corpo e non il suo viso.

< TUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU >
si sentì in lontananza il profondo, potente suono di un corno, a spezzare e spazzare via quel momento.
Bethany trasalì a quel suono, portandosi una mano al petto
< Cos...cos'è? c'è la guerra? > domandò, spaventata.
Lord Dustin non le diede più di una occhiata. Poi si alzò, e le spinse quasi a forza la pergamena tra le mani.
< Tienila tu. Più tardi riportarmela...> e poi si concesse quell'occhiata più attenta e anche avida che lei sapeva già cosa voleva significare. Lo avrebbe accolto su di sè anche quella notte.
In quel momento, l'idea non era neanche spiacevole. Era più al sicuro lì che altrove, quella era la sensazione.

Lord Dustin salì sulla piccola torretta di legno, guardando verso nord.
Il fatto che guardasse verso Nord la rincuorava. Non potevano venire nemici da lì. Era certa di questo.

Anche se forse non era la cosa giusta da fare, era troppo ansiosa di scoprire cosa stesse succedendo e così, prendendo a pretesto di portargli da bere, versò del vino in una coppa e salì sulla torretta.
Neanche glielo passò che già era voltata verso Nord.

" E' questo dunque un esercito? " si domandò.

Non aveva mai visto una colonna di cavalieri a cavallo così lunga, al punto che era come un immane serpente che si snodava sinuoso nella palude, insinuandosi dentro il Moat Cailini attraverso quelle pavimentazioni di tronchi che scricchiolavano sotto il peso dei cavalli bardati e gli uomini in armatura, coi loro carri e rifornimenti, due alla volta.
Alla loro testa, un uomo avanti con gli anni, imponente, senza elmo, lunghi capelli bianchi e una barba altrettanto bianca e folta. la cicatrice all'occhio lo rendeva arcigno. Alle sue spalle, un cavaliere teneva alto uno stendardo.
C'era una nera testa di lupo dagli occhi rossi, su sfondo grigio.

Lord Dustin li accolse con le braccia alzate e un urlo carico di orgoglio
< Lupi dell'Inverno!>
Era arrivati.

In quel momento, senza sapere perchè, Bethany si sentì osservata, e gaurdò verso la cima della Torre dei Bambini che li sovrastava.
Per la prima volta, le parve di riuscire a vedere la figura della pallida e giovane ragazza.
Indicava dritto verso Nord.
Un attimo dopo, dalla fine della colonna che stava ancora facendo il suo ingresso al Moat Cailin, sentì un grido, anche se molto distante.
< Messaggeri con dispacci urgenti! >


Le mille domande di Bethany avrebbero aspettate.
E mille altre, ben presto, si sarebbero presentate.



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