Medieval 2 Total War
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Resoconto Veneziani:

Ultimo Aggiornamento: 22/08/2017 19.37
22/08/2017 19.37
 
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Servo della gleba
Ciao a tutti,
ho visto che il grosso delle discussioni pubblicate riguarda la versione 6.1 (e credo anche la 6.3), vista la presenza dei Milanesi.
Avendo scaricato la mod solo un paio di settimane fa ho la 7, per cui alcune cose sono cambiate (come il fatto che il Papato non dà più 2000 bisanti per le Crociate di cui si richiede l'indizione, ma ne devi cacciare tu 30.000, rispetto a quanto scritto nel pdf di descrizione della 6.1...

Per cominciare ho scelto i Veneziani, in modalità D/D

Per prima cosa, avendo letto della nuova gestione diplomatica, ho deciso sono subito andato ad allearmi col Papa, di cui ho il pallino di esserne l'araldo. Tempo una ventina di turni, grazie anche ai monasteri e al supporto all'elezione di tutti i successori di Adriano IV, avevo tutti i seggi cardinalizi meno uno, rapidamente recuperando eleggendo quello come Papa all'occasione successiva (polacco). Dopo di quello, il collegio ha sempre votato da sé.

In politica estera, gli obiettivi sono stati:
1) annettere i territori nella Penisola, avendo necessità di bisanti preferisco attaccare la meno difesa Bologna, prima di Verona; poi ho proseguito per Firenze e Spoleto, visto che il Papa ha provato, invano, a conquistarla, indebolendo il duca che la abitava al punto giusto.
2) avanzare sulle coste dell'Adriatico, a sud di Pola, ma questo mi ha portato nelle mire dei magiari, che non mi hanno dato tregua. Diplomaticamente ho ottenuto alleanza con Romei e Siciliani, unica fazione italiana che ero disposto a tollerare per il momento (Papato escluso, ovviamente :D ). Dopo aver saccheggiato pesantemente Ragusa, donata ai Siciliani e Soli, saccheggiata e scambiata con Chieti, ho potuto negoziare una tregua con i magiari e diritti commerciali.

Intanto Verona veniva assediata dai tedeschi, che ne uscivano, in un primo momento, sconfitti. Per arginare il pericolo di un fronte imperiali-genovesi (ghibellini) ho rotto gli indugi e attaccato Verona, caduta sotto mano dei Tedeschi con poche truppe superstiti.
I tedeschi non davano tregua da Salisburgo e dalla svizzera, per cui ho mandato,nelle pause papali, ad attaccare prima Pisa e poi Genova (e Asti, in mano genovesi), avendo cura di mandare subito un emissario a discutere con le relative fazioni (Pisa con insediamenti in Corsica e Sud Sardegna e Genova col nord Sardegna), negoziando immediatamente una tregua incondizionata con entrambe (tregua siglata prima della scadenza del tregua dei richiestomi dal Papa, che ovviamente fu ben contento).
A quel punto i Francesi avevano annesso Milano ed erano alleati dei Tedeschi.
Avendo avuto una relativa calma sul fronte balcanico, ho potuto rivolgere il pieno delle truppe di castello di Pola contro Milano e contro il castello svizzero, prontamente donato al Papa per creare un cuscinetto.
Dopo pochi turni i tedeschi finiscono scomunicati, tanto da interrompere una tregua dei cui ero sottoposto. Sorpresa: i tedeschi qualche turno più tardi diventano scismatici e scopro che non si poteva indire crociata contro di loro...
Intanto infliggo ai francesi una dura sconfitta, annettendo Provenza e togliendo anche i Pirenei agli aragonesi, che mi avevano attaccato, un po' perché alleati dei Francesi e un po' perché sentiti circondati da una mia alleanza matrimoniale coi Portoghesi.
Con Perpignano donata al Papa, anche lì ho potuto portare a casa una tregua con Aragonesi e riprendermi da quel fronte per la grande azione che ormai stavo portando avanti, e cioè le estreme conseguenze di essere l'araldo del Papa contro un Impero che di sacro non aveva più nulla: andavano annessi territorio dopo territorio per essere ricondotti all'ordine religioso.
Avendo cura di allearmi con Polacchi, prima, e norvegesi (i danesi non erano in zona), poi, sono riuscito a portare a compimento l’annessione di quasi tutto l’Impero in santa pace.
Coi francesi (con cui non sono più stato in pace) impegnati a mazzolare gli inglesi (divenuti miei alleati dopo la dipartita del SRI), sono stato a osservare mentre venivano annesse quasi tutte le terre inglesi, per poter poi accorrere da “liberatore”, ovviamente tenendomele, accorrendo in aiuto ai miei fidati alleati. Tutto ciò è stato portato a compimento con molto gusto, specialmente dopo che il papa li aveva scomunicati e loro, eresiarchi che non erano altro, passavano alla religione scismatica.
Morale della favola: ho annesso 4 territori in due turni, disponendo di mezzi d’assedio, lasciando gli ultimi due (uno appena preso agli inglesi), per un’invasione più audace: Rennes dal mare con uno sbarco proveniente dalle fiandre e poi il castello centrale in cui sono rimasti ribelli per morte del Capofazione sul campo fuori le mura.
Non avevo, però, notato come gli scozzesi avessero ridotto gli inglesi, la cui unica speranza, chiamata Riccardo, era stata dapprima avvicinata da una strega e poi eliminata da un mio sicario, finendo in modo assai inglorioso il proprio percorso.
Dopo qualche turno gli inglesi perdevano anche Londra e, se non fosse stato per un mio blocco navale, sarebbe andata anche peggio. Blocco che, ovviamente, non poteva durare per sempre: dopo averlo tolto gli inglesi hanno tentato di riprendere Londra, venendo disintegrati e perdendo pure la loro prima città sul continente.
Decisi a puntare ad altri territori inglesi, che prevedevano di passare sui miei, le loro possenti armate mercenarie devono aver fatto i conti con la scarsità delle casse scozzesi, divenendo tutte ribelli, complici anche i miei sicari che erano parte integrante di questo e di altri fronti.
Con molta cura ho preparato un’invasione su vasta scala degli Scozzesi, ormai padroni della Gran Bretagna e dell’Irlanda. Nota agli addetti ai lavori: avrei potuto rompere l’alleanza con gli inglesi e assaltare le ultime tre terre inglesi, alleandomi con gli scozzesi. Però a sud premevano gli aragonesi, che hanno prontamente attaccato gli inglesi e, almeno lì, riescono a difendersi da soli. Con l’attacco agli scozzesi i rapporti sono diventati definitivamente idilliaci e questo mi ha permesso di non rischiare Lione, pericolosamente esposta a eventuali assalti aragonesi.
In pochi turni gli Scozzesi hanno perso Londra, il castello e la città a sud, oltre a Nottingham. Prossima fermata sarà la capitale, in Galles, e poi cercheremo di bonificare il mondo dalla loro insulsa presenza.

Nel mentre, era successo uno spiacevole incidente: il Papato, mio alleato storico, durante una spedizione per una crociata per liberare (per la seconda volta) Gerusalemme, decide di attaccare i Romei… Visto che non volevo aprire un fronte in Italia, mantengo l’alleanza con il Papa. Dopo pochi turni attaccano anche Ragusa (che avevo donato ai Siciliani), per cui era solo questione di tempo. Riarmo il fronte balcanico grazie a Pola, Venezia, Verona e Chieti. Le armate che manda contro vengono accerchiate e annientate sistematicamente, ma i turni in cui rimanda eserciti pieni diventano sempre più brevi, cosa che richiede una punizione esemplare. In una di quelle pause, grazie al lavoro di tre sicari e una spia faccio insorgere Soli, rallentando l’azione romea e invio le mie armate nell’Epiro assai sguarnito: annetto la città, la saccheggio di tutto e la dono ai Polacchi; poi annetto Ragusa, la saccheggio come sopra e la dono ai Norvegesi, così da ridurre al massimo gli scambi commerciali con i Romei in caso di attacco ai miei alleati. I norvegesi, addirittura, li ho trascinati in guerra io, assaltando con una missione suicida (una unità composta di soli 4 cavalieri reclutabili in città, scarsissimi) un’armata romea stazionata davanti a Ragusa.
A quel punto ci ho preso gusto e l’armata navale comincia ad assaltare le città e i castelli costieri Romei, usandoli come Bancomat, col risultato, finalmente, di rallentare l’avanzata romea nei Balcani. Metto a saccheggio tutti i castelli e città della costa sullo ionio e nel Peloponneso. Per evitare di rafforzare altri, dono questi territori al Papa, già dichiaratamente in guerra coi Romei, che infatti hanno breve durata. Unica realtà tenuta: l’isola di Creta e, prossimamente, quella di Rodi, spingendomi magari fino al castello di Cipro, ottimo ponte per andare a oriente.
Quando sono arrivato davanti a Costantinopoli, l’ho vista troppo armata (evidentemente temeva un attacco), ripiegando sulla più sguarnita Nicosia (solo tre unità), a quel punto, dopo averla presa, con 4 armate in arrivo, sono andato a Costantinopoli, lasciata con meno truppe al suo interno.
Risultato: Costantinopoli ha fruttato oltre 5000 bisanti per il saccheggio e circa 30000 per la distruzione di tutto.

Rispetto al manuale in pdf della 6.1 non sono riuscito a far riconoscere al mio capofazione il titolo di Re d’Italia, Re di Germania e neppure quello di Sacro Romano Imperatore, che spettava a chi riusciva nell’impresa di annientare il SRI, conquistandone i territori originari.

Sul fronte invasioni dell’Orda, posso segnalare che sono arrivati da ormai diversi anni, ma non sono ancora in guerra con nessuno. I Cumani hanno attaccato tre volte i miei porti senza apparente motivo e sono immediatamente tornati sui propri passi siglando ogni volta una tregua incondizionata, ma dai rapporti delle spie, hanno un vasto regno al di là dei polacchi.
[Modificato da Imperator Romanus 22/08/2017 23.14]
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