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Valanghe Carnia orientale

Last Update: 3/14/2017 7:08 PM
1/17/2017 5:50 PM
 
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Ciao a tutti...
Chiedo l'aiuto agli esperti della Carnia, o chiunque mi possa aiutare..
Proseguendo nella immane ricerca delle valanghe, spesso una delle difficoltà maggiori le trovo nell'individuare i luoghi, caratterizzati spesso da toponimi non più usati o, peggio, utilizzati solo dai comandi militari... [SM=g7364]
Mi servirebbe quindi un aiuto nell'individuare alcuni nomi e, soprattutto, qualche mappa che mi possa aiutare ad individuarli e da poter utilizzare per far capire la localizzazione..
Avete mappe della Carnia orientale così dettagliate?Ovviamente ho già guardato su internet, ma non ho trovato tutto...
E, ovviamente, a chi mi fornirebbe l'uso della mappa, citerei fonte e affini... [SM=g2467356]

Ecco i nomi:
Casera Pramosio e Stretta Fleons
Monte Crostis. Questo l'ho individuato ma mi manca una mappa...
Casera Turrieé. E' vicino al Monte Cullar?
Maina della Schialute

Grazie a chiunque...

“Il mondo di ieri esiste solo
quando qualcuno lo ricorda oggi”
- Juan Villoro -
1/17/2017 7:57 PM
 
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1/17/2017 8:06 PM
 
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nella Stretta di Fleons cercando le Opere Vallo Alpino dello Sbarramento "Sissanis" superata la stretta a sx c'è una cucina da campo... (oltre a innumerevoli postazioni e trincee...)
1/17/2017 8:24 PM
 
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Grazie mille Leandro!
Alla faccia di accontentarsi..me le hai trovate tutte!
Ti posso chiedere l'ultimo favore?

Una valanga coinvolse il 10° fanteria il 10/01/1917..alcuni morirono a Stretta Fleons, altri a Casera Pramosio...
Quanto sono distanti tra loro queste due località?
Si riesce a vederle insieme in una mappa?

Grazie dell'aiuto! [SM=g2467376]
Silvia

“Il mondo di ieri esiste solo
quando qualcuno lo ricorda oggi”
- Juan Villoro -
1/17/2017 8:56 PM
 
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Valanghe Carnia orientale
La distanza in linea d'aria tra la Stretta di Fleons e Casera Pramosio è di circa 20 km.Nelle Tabacco al 25.000 sono su due fogli; senz'altro le trovi su un 100.000.
1/17/2017 9:02 PM
 
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Chiedo scusa per essermi intromesso, ma stavo per risponderti quando sono andato a cena e il collega mi ha battuto sul tempo.
La Maina della Schialute è un capitello (appunto maina in dialetto carnico) situata in un punto in cui la strada taglia un strapiombo di qualche centinaio di metri; la valanga, quindi, deve aver colpito gente di passaggio: ne sai qualcosa?
Gianpietro
1/17/2017 9:35 PM
 
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Re:
Amedeo1890, 17/01/2017 20.24:

Grazie mille Leandro!
Alla faccia di accontentarsi..me le hai trovate tutte!
Ti posso chiedere l'ultimo favore?

Una valanga coinvolse il 10° fanteria il 10/01/1917..alcuni morirono a Stretta Fleons, altri a Casera Pramosio...
Quanto sono distanti tra loro queste due località?
Si riesce a vederle insieme in una mappa?

Grazie dell'aiuto! [SM=g2467376]
Silvia



se vuoi vederle "d'insieme" ti consiglio di navigare con il geoportale nazionale... www.pcn.minambiente.it/viewer/
[SM=g2467378]



----------------------------------------------------
"Preoccupatevi di lasciare questo mondo un po' migliore di come lo avete trovato." B.P.
1/17/2017 9:43 PM
 
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Re:
giappy50, 17/01/2017 21.02:

Chiedo scusa per essermi intromesso, ma stavo per risponderti quando sono andato a cena e il collega mi ha battuto sul tempo.
La Maina della Schialute è un capitello (appunto maina in dialetto carnico) situata in un punto in cui la strada taglia un strapiombo di qualche centinaio di metri; la valanga, quindi, deve aver colpito gente di passaggio: ne sai qualcosa?
Gianpietro




Ogni aiuto è sempre ben accetto!!
In merito a Maina della Schialute...il nome è venuto fuori con una valanga del 02/04/1917, che coinvolse il 3° alpini a Casera Turrieé...
Come ben si sa la sola dicitura 3° alpini non basta, per cui mi devo controllare tutti i nominativi...
Ed è saltato fuori che la valanga avvenne a Casera Turrieé e coinvolse il Battaglione Monte Granero. Un solo nominativo invece era del Battaglione Susa 34° compagnia, morto a Maina della Schialute: si chiamava Polledri Luigi da Farini d'Olmo...
E' l'unico, sinora, che morì in quella località..altro non so, purtroppo...

“Il mondo di ieri esiste solo
quando qualcuno lo ricorda oggi”
- Juan Villoro -
1/17/2017 11:29 PM
 
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Ciao Silvia, per quanto riguarda i nomi dei Caduti, quelli morti a Stretta Fleons li cercherei nell'elenco dell'ex cimitero di Pierabech, che è poco a valle di quel punto; se non sono stati sepolti lì, molto probabilmente furono portati in quello di Rigolato, dove venivano sepolti i soldati morti nell'Alta Val Degano prima che venisse costruito il cimitero di Pierabech...
1/18/2017 12:11 AM
 
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Per quanto riguarda le valanghe di Maina della Schialute e di Casera Turriee, sono, appunto, due episodi distinti. Tieni presente che i Caduti nella zona di Paularo, per qualche motivo, sono stati portati in parte all'ossario di Timau, in parte in quello di Udine. A Timau c'è la tomba di Polledri Luigi, del 3° Alpini, morto il 9 novembre 1916. La valanga di casera Turriee, invece, avvenne appunto il 2 aprile 1917; fu quella che causò la morte del maggiore Vincenzo Arbarello, comandante del Granero; assieme a lui morì il tenente Botasso e altri, mi pare, 14 militari del comando del battaglione. Arbarello in realtà non morì direttamente per la valanga: la neve coprì la baracca ma non la schiacciò completamente, lasciando vivo almeno il maggiore. Purtroppo la neve bagnata fece reazione col carburo che serviva per l'alimentazione delle lampade, sviluppando gas venefico che uccise il maggiore (almeno questo è quello che si racconta). Onestamente non saprei come risalire ai nomi degli altri: sarebbe utile capire dove sono stati sepolti, ma a Timau, da un esame velocissimo, non mi pare ci siano Caduti del 3° Alpini morti in quella data, e a Udine neanche; tuttavia, a Udine ci sono almeno tre alpini del 3° traslati dal cimitero di Paularo, con data di morte sconosciuta. Potrebbero essere alcuni di loro, ma è solo un'ipotesi; c'è da dire che spesso i morti sotto le valanghe venivano sepolti in una fossa comune, per cui è possibile siano finiti tra gli ignoti. Maggiori riguardi erano riservati agli ufficiali, che poi, appartenendo a famiglie più abbienti ed istruite, erano quelli che più spesso dopo il conflitto venivano riportati nei paesi d'origine; forse un buon punto di partenza potrebbe essere capire il "percorso" fatto dalle spoglie del maggiore Arbarello: mi risulta che, attualmente, riposi al cimitero monumentale di Torino.
[Edited by lupo.Tolmezzo 1/18/2017 12:32 AM]
1/18/2017 12:17 AM
 
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Un altro dei caduti di Casera Turriee dovrebbe essere il sergente maggiore Tabbia Ernesto.
1/18/2017 12:21 AM
 
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... tuttavia, i caduti a casera Turriee erano piemontesi e torinesi; a Torino c'è un sacrario dei Caduti della Grande Guerra presso la chiesa della Gran Madre di Dio: forse varrebbe la pena fare una rapida indagine lì: risulta vi siano conservati i resti di oltre 3800 Caduti, non sarei sorpreso se vi si trovasse qualcuno dei morti di cui sopra...
[Edited by lupo.Tolmezzo 1/18/2017 12:25 AM]
1/18/2017 6:47 AM
 
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la lapide nel cimitero di Pierabech:
1/18/2017 6:55 AM
 
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questa riporta i reparti che erano stati impiegati... speriamo che con pochi euro di vernice nera ripassino le scritte....
1/18/2017 12:11 PM
 
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Re:
lupo.Tolmezzo, 18/01/2017 00.11:

Per quanto riguarda le valanghe di Maina della Schialute e di Casera Turriee, sono, appunto, due episodi distinti. Tieni presente che i Caduti nella zona di Paularo, per qualche motivo, sono stati portati in parte all'ossario di Timau, in parte in quello di Udine. A Timau c'è la tomba di Polledri Luigi, del 3° Alpini, morto il 9 novembre 1916. La valanga di casera Turriee, invece, avvenne appunto il 2 aprile 1917; fu quella che causò la morte del maggiore Vincenzo Arbarello, comandante del Granero; assieme a lui morì il tenente Botasso e altri, mi pare, 14 militari del comando del battaglione. Arbarello in realtà non morì direttamente per la valanga: la neve coprì la baracca ma non la schiacciò completamente, lasciando vivo almeno il maggiore. Purtroppo la neve bagnata fece reazione col carburo che serviva per l'alimentazione delle lampade, sviluppando gas venefico che uccise il maggiore (almeno questo è quello che si racconta). Onestamente non saprei come risalire ai nomi degli altri: sarebbe utile capire dove sono stati sepolti, ma a Timau, da un esame velocissimo, non mi pare ci siano Caduti del 3° Alpini morti in quella data, e a Udine neanche; tuttavia, a Udine ci sono almeno tre alpini del 3° traslati dal cimitero di Paularo, con data di morte sconosciuta. Potrebbero essere alcuni di loro, ma è solo un'ipotesi; c'è da dire che spesso i morti sotto le valanghe venivano sepolti in una fossa comune, per cui è possibile siano finiti tra gli ignoti. Maggiori riguardi erano riservati agli ufficiali, che poi, appartenendo a famiglie più abbienti ed istruite, erano quelli che più spesso dopo il conflitto venivano riportati nei paesi d'origine; forse un buon punto di partenza potrebbe essere capire il "percorso" fatto dalle spoglie del maggiore Arbarello: mi risulta che, attualmente, riposi al cimitero monumentale di Torino.



Grazie a tutti...
Forse però mi sono spiegata male io...
Ovviamente Pierabech l'ho controllato subito [SM=g7346]
I caduti di Casera Turrieé li ho tutti, in teoria...ho detto che non sapevo altro sulla valanga di Maina della Schialute, nel senso che, sinora, ho un solo caduto...magari ne salteranno fuori altri...
Quelli di Casera Turrieé sono ad Udine, trovati perchè sepolti inizialmente a Dierico...i tre di Paularo sono un bel dilemma...io ho un Vottero Michele e non Bartolomeo, del 3° alpini...il bello che c'è anche un Vottero Giuseppe, morto sempre per valanga il 13/12/1916...
E a proposito dell'Arbarello...avete letto il foglietto che lasciò?da brivido...Temo inoltre che il numero di caduti non sia 14 ma molti meno....

“Il mondo di ieri esiste solo
quando qualcuno lo ricorda oggi”
- Juan Villoro -
1/18/2017 12:17 PM
 
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E aggiungo...
Sapete tradurmi questa località appena trovata su un atto di morte? Casera...?
Sempre valanga del 02/04/1917 ma credo in zona Zermula..
Soldato Bosco Biagio Bartolomeo, Batt.Susa...
Grazie mille! [SM=g2467376]

“Il mondo di ieri esiste solo
quando qualcuno lo ricorda oggi”
- Juan Villoro -
1/18/2017 12:25 PM
 
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Io ci leggo Nojaritt.
Ho trovato su google( la zona mi è totalmente ignota) una casera Noiareit. Può essere ?
1/18/2017 12:31 PM
 
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potrebbe essere Casera Noiareit (ruderi) 1402 slm a ovest del Monte Zermula e di fronte Maina della Schialute 990 slm ....
1/18/2017 4:23 PM
 
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Confermo malga Noiareit e l'ubicazione.
Il fatto che a Maina della Schialute(= scaletta, ma non ne ho mai vista una in zona, dato che è strapiombante) sia accertato un solo morto convalida il fatto che si sia trattato di un disgraziato passante, magari facente parte di una colonna di rifornimenti; più che di una valanga penso si sia trattato di una slavina.
Il maggiore Albarello fu capitano dell'84^ compagnia del Battaglione Exilles che condusse alla conquista del monte Nero nel 1915. Fu decorato dell'Ordine Militare di Savoia e promosso Maggiore con il Comando del Monte Granero.
Un appunto su una pubblicazione in mio possesso indica in 15 i morti a Casera Turriee, ma non ho altri dati al riguardo.
Infine una pedanteria: le quattro località indicate appartengono alla zona centro-occidentale delle Alpi carniche.
Gianpietro
1/18/2017 11:30 PM
 
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Brava Silvia! Non sapevo che anche nel cimitero di Dierico (che è una frazione di Paularo) fossero stati sepolti dei caduti, hai risolto un piccolo mistero. Per quanto riguarda l'episodio di Maina della Schialute, immagino che le cose siano andate come suggerisce Giappy: conosco un po' il posto, essendoci passato alcune volte: è una curva a gomito della strada -molto stretta-, sopra un burrone, sovrastata a sua volta da un salto di roccia. Tieni presente che tutt'ora tale zona è assai franosa e capita spesso di trovare sassi caduti sulla strada. Per quanto riguarda la Maina, c'è ancora: è una piccola ancona votiva incastonata nella parete rocciosa; non mi sono mai fermato ad esaminarla, ci sono solo passato lentamente (lì devi andare piano per forza di cose!) a fianco in auto, e, se non sbaglio, ha un fregio, un'aquila degli Alpini; non so se perché sia stata semplicemente sistemata dagli alpini durante lavori sulla strada (che era una via militare) o, magari, proprio in ricordo della morte di quel soldato: bisognerebbe verificare se ci sia magari qualche iscrizione... Comunque questo posto è importante anche perché costituì il punto in cui gli Alpini costretti ad abbandonare il sovrastante monte Lodin, nel 1915, riuscirono ad attestarsi a difesa, bloccando l'ingresso della valle di Paularo: può darsi che il fregio abbia un legame con quest'aspetto; io potrei anche andare sul posto e farti qualche foto, se ti interessa: ma non subito, anche perché in questa stagione dubito che la stradicciola sia percorribile...
Per quanto riguarda il toponimo "schialute", come scrive Giappy significa "scaletta". Credo che sia dovuto al fatto che sul fondo del burrone scorre il torrente Chiarsò, che fino all'800 era molto usato per la fluitazione del legname. I boscaioli spesso dovevano scendere sul fondo di queste forre per sbloccare i tronchi incastrati, per cui è verosimile che in questo luogo ci fosse, appunto, una scala o qualcosa del genere per scendere dalla strada fino al corso d'acqua.
[Edited by lupo.Tolmezzo 1/18/2017 11:36 PM]
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