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[QUEST CERVO BIANCO] Dolore di Dea. Dolore di Donna (OK)

Last Update: 9/22/2015 9:51 AM
9/21/2015 5:59 PM
 
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Riassunto: nella sera che scende sul tempio, Inwe passeggia nella navata centrale dopo il pasto.E' sola e immersa nei suoi pensieri, quando udirà nel tempio vuoto, un sussurro dire il suo nome e un pianto, un pianto di donna. Un lieve vento alzarsi sembra dalle navate. Inwe chiede, domanda si interroga, ma la voce di donna si rivela come la stessa dea che l'ha chiamata. Un attimo dopo, il vento avvolgerà la sacerdotessa che si troverà trasportata in un mondo di luce dove si troverà davanti a una donna che piange lacrime di sangue. E' un attimo solo, prima che tutto torni a svanire, ma non prima che la figlia della Giusta veda la statua di Cerridwen colare sangue dal ventre . Cerca di prenderne un po, per futuri usi. teme di esser presa per pazza.. ha sognato? era una visione o che altro?
Il fato a decidere


ASTERISCHI PER :
-INWE RICORDA QUANTO ACCADUTO
- INWE PRENDE UN PO DEL SANGUE DALLA STATUA.
Pur non essendo prevista inizalmente ho seguito lo spunto dato dalla player di Inwe che mi è parso buono e adatto alle circostanze . vedano ora i master cosa decidere ( ulteriori spiegazioni via missiva non voglio svelare nulla ai diretti interessati:P)


GDR START

[ATTENDERE RESPONSO]

La notte di Avalon. L'isola è densa delle ombre di Rhiannon, e il tempio, sulla collina , sembra una corona cinta alla testa di una sposa.. Una qualsiasi sposa, sono tutte sacre le spose, almeno così si pensa.. Tra le colonne l'aria è immobile, c'è quella lieve energia che traspare dalla pietra, come anima pure e vera della Dea. Li si respira Dea, li si Vive Dea, e mai come in nessun>>>

altro luogo. La presenza della triade sembra quasi creare un velo argentato, illuminato dalla luce della luna ancora lontana dalla Piena. Non c'è il via vai del giorno, Ròis è come sempre a rassettare in cucina, dopo il desco delle ancelle. Poi ognuna ha le sue attività, ognuna ha le sue vie da seguire ma che tutte, chi più chi meno, riconducono a quel segno, quella Stella sulla fronte che >>

le contraddistingue e che ovunque vadano sanno che i Suoi occhi, sono fissi su di loro.. e che o prima o poi saranno giudicate. Il prezzo del loro servizio e del loro credo, chi meglio di loro lo sa? Oneri e Onori, la dea da e toglie, in secula seculorum.. fino a quando ea non decida di porre fine alle esistenze , che nulla possono con Lei. Nulla, vale , neanche le loro vite spese alla >>>

dedizione e alla sottomissione(?) a Lei e alle sue leggi. ma a ogni animo gaio e senza pesi, è solo una presenza che si dice renda sempre estiva la sua isola .. nessuno , tranne loro Sa. GDR START VAI INWE-LASCIO ENTRATA LIBERA - PER ENTRARE MISSIVATE ]


INWE [Navata centrale] La mezzaluna è ormai alta nel cielo e rischiara debolmente le ombre notturne, ed anche il Tempio si è ammantato d'oscurità, seguendo il fluire eterno della Ruota. Il buio abbraccia ogni cosa, confortante e spaventoso al contempo; il mondo rallenta il proprio ritmo. Anche per Inwe è arrivato il momento di respirare con più calma: durante il giorno non può evitare di>>

INWE ritrovarsi immersa in mille attività, ma con la notte giunge il tempo del riposo e della meditazione. È per questo che la debole fiammella della Sacerdotessa del Meriggio è la sola a respirare l'aria colma di incensi, avendo deciso di dedicare qualche istante alla solitudine. È una vecchia amica, in fin dei conti, che troppo spesso trascura da quando ha una Madre e delle sorelle a riempirle >>

INWE totalmente l'esistenza. È seduta, le gambe incrociate sotto la stoffa vermiglia della veste, proprio ai piedi della statua della Madre Guerriera che serve con tutta la dedizione di cui è capace. Ha gli occhi socchiusi ed il respiro regolare, la schiena dritta ed i capelli scuri raccolti dietro la nuca, così che siano perfettamente visibili le orecchie a punta e l'emblema scarlatto che le>>

INWE marchia la fronte. Assicurato alla cintura c'è il fedele athame, ma con sé non ha null'altro.

[ATTENDERE RESPONSO]

Il tempio. Secondo qualcuno la casa della Dea, il luogo ove lei si sente viva e vera, è come un guscio, uno scrigno di sacro che racchiude come un bozzolo di una farfalla, il potere e l'anima della Dea dalla triplice luna. Come facce della stessa medaglia, le tre nicchie sono immerse nell'ombra, le statue sono preseze silenziose, mute e immobili, o così sembra, Ogni offerta, ogni dono >>>

da parte loro diventa linfa vitale, nettare di salvezza che si riversa dall'altare e dalle loro parole, per giungere su ogni capo che l'isola contenga.. Loro sono la porta, il tramite, sono le custodi, sono le guardiane della Dea, sono coloro che la portano all'isola, e mai come in quei tempi, l'isola ha bisaogno della dea . Lo sa, Inwe che nella navata centrale segue come distratta >>>

i ritmi quieti, il silenzio e la solitudine.. la cerca, la chiama, la segue.. Eppure qualcosa attorno a lei di diverso c'è, nell'ombra si avverte un velo come elettrico, qualcosa, vibra, qualcosa si percepisce oltre le colonne, tra le ombre , nelle nicchie,, qualcosa che rende tutto quel che ha attorno.. diverso. Quella notte, che sia la stessa notte di sempre? Oppure no? Il tempio, per >>>

THORON ora, tace.. attorno a lei c'è come un sussurro.. come una voce invicibile che scivola all'orecchio della sacerdotessa, portato come dal vento.. qualcuno.. nel silenzio.. sussurra il suo nome.. GDR START DISTANZA INWE ALTARE 10 MT- VAI INWE PER ENTRARE MISSIVATE ]



INWE [Navata] Il cuore della mezzosangue batte ad un ritmo lento e regolare mentre la Sacerdotessa si concentra sul tutto e sul niente: il potere del luogo in cui si trova – il più sacro dell'intera Avalon, assieme al Tor – è impalpabile eppure chiaramente percepibile per chiunque abbia ricevuto un adeguato addestramento. Perfino lei, che pure è all'inizio del suo percorso, lo distingue, vivo >>

INWE vibrante, nella pietra e nell'aria. Ma è solo questo ad animare la notte? Il vento porta un sussurro, tanto flebile da farle dubitare perfino d'averlo sentito davvero; poi, però, la consapevolezza della realtà si fa maggiore, strappandola alla meditazione. Apre gli occhi, la mezzosangue, sondando istintivamente le ombre: se ci fossero pericoli lo saprebbe, ma non può evitare di ricercare >>

INWE con lo sguardo la fonte di quel suono al limite dell'impercettibile. Qualcuno la chiama per nome, non lo sta immaginando. Poggia la destra a terra, facendo leggermente leva su di essa per alzarsi in piedi lentamente, senza smettere di scrutare nel buio che si fa strada fra le colonne. Resta ferma per una manciata di secondi, la schiena rigida ed il volto impassibile, prima di compiere un >>

INWE paio di passi verso l'altare. “Chi c'è?” chiede con decisione, lanciando un richiamo che non vuole essere un grido ma che ugualmente risuona con forza fra le colonne, perdendosi poi nell'oscurità.

[ATTENDERE RESPONSO]

Inwe, quella notte, è la sola custode ''reale'' di quel luogo che da solo, baqsta a baluardo delle sicurezze di chi ci crede, e anche di chi no.. perchè in fondo è bello che in qualche modo, ci sia un minimo di certezza che incosciamente anche i miscredenti cercano.. Cosa senti quella notte Inwe? E' la solita aria del tempio , oppure ci sono tutte le anime che cerchi? E' il solito profumo>>>

lei? Oppure è qualcosa di diverso? Attorno, tutto sembra immobile, eppure il velo di potere che da sempre avvolge il tempio, pare molto più leggero adesso.. pare molto più visibile..più.. reale? Lo vedi? Figlia delle due razze? La senti? La sua voce che ti chiama.. attorno come un lieve vento caldo nasce come dal nulla.. E' un tocco leggero, una carezza soffusa, come una piuma>>>

.. impalpabile eppure.. reale.. vera.. E' come una di quelle vesti che le donne di alta società costringono le figlie da maritare a portare sotto, per .. '' andare a caccia di mariti'' ma quello non ha il tocco liscio della seta, ma il calore del sole.. e l'abbraccio della Giusta è come un mare dorato, caldo e avvolgente.. la voce si ripete .. un sussurro che sfiora nuovamente l'oto della mezz

>>>

della mezza.. che adesso si trova a 8 mt dall'altare.. Il vento ora si alza maggiormente, e pare venire da un punto preciso.. dietro l'altare.. ma non è un vento.. è appena un'alito di vita. appena percepibile.. Ma attorno, non c'è nessun sengo di pericolo.. no al contrario.. l'aria, le colonne , le ombre .. sono pregne di.. dolore. Si dolore profondo. Una tristezza infinita >>>>

una sofferenza come privata, come chiusa, con il contegno composto del lutto di quando muore qualcuno di vicino.. la voce si ripete, e torna a dare il suo nome ancora. E' ancora il suo nome a essere udito alle sue orecchie.. chi è che sta parlando? e da dove? GDR PLAY DISTANZA INWE ALTARE- 8 MT VAI INWE. PER ENTRARE MISSIVATE ]


INWE [Navata] L'aria davanti a lei sembra quasi più luminosa, tiepida, come se fosse ben alto il sole del Meriggio a riscaldarla. La circonda, quasi abbracciandola, ed uno strana sensazione di familiarità la invade. La parte più istintiva che l'animo della mezzosangue ancora conserva le si fa strada con prepotenza nel cuore: non può non ripensare al tocco della Signora delle Fiamme, lei che >>

INWE ospita in sé una delle Sue scintille. La voce torna a chiamarla, e ora ha un'origine che le orecchie appuntite della Sacerdotessa percepiscono chiaramente. Il vento ha una sorgente, su cui gli occhi chiari si fissano. È dolore, quello che sente accompagnare i sussurri? Lo sente scivolarle addosso come un velo liquido, infiltrandosi in ogni piega del suo animo, eppure è pesante come solo la >>

INWE sofferenza sa essere. Non ha paura, né è agitata: inspirerebbe a fondo quell'aria tiepida e dorata, prima di muoversi nella direzione da cui proviene il fioco sospirare del vento, dietro l'altare, cercando di coprire la distanza che li separa. Qualunque cosa sia a chiamarla, ha intenzione di rispondere.

[ATTENDERE RESPONSO]

Esiste un legame, invisibile, che lega le ancelle al tempio, un legame forte, e sottile come seta ma forte e dura come scaglie di drago. E' una catena rosso sangue bianco neve e nero notte, sono corde che la dea tende per tenere a se le sue figlie. Che fa si che in fondo, tutte siano una cosa sola, un unica rete, un'unica trama fatta dalle loro vite, che ea lascia loro vivere, almeno per quel >

che si tratta del sentiero dell'esistenza.. ma il resto, ogni loro passo è guidato, e seguito da Lei. Che sia la Dea inwe a chiamarti? Quella stessa che ti ha consacrato e reso sua? O è la vecchia il cui tempo si avvicina inesorabile con le sue attese e i suoi spettri? O la bianca fanciulla che disseta e ristora ogni animo? O tutte e tre ? La voce si fa calda, si fa più forte tanto che adesso

>>>

non è più solo immaginazione, è una vera voce, una voce di donna che richiama la sua attenzione verso l'altare, e la attrae come la falena alal fiamma, come una calamita come se non potesse non riuscire a evitarla.. Da dietro l'altare il vento, prima invisibile, ora diventa vivo è un vero e proprio vento sempre più forte ora simile a una brezza calda. Se guardasse verso la nicchia >>>>

della Gravida vedrebbe subito che la figura di Cerridwen, si sta illuminando di una luminescenza che ogni secondo si fa più forte.. Il vento, la voce vengono tutte da li, dalla nicchia della Guerriera, Di colei che adesso custodisce il cuore e la vita della mezzosangue . E il dolore, che prima era leggero adesso lo sente chiaramente insieme a qualcosa.. qualcuno, nel tempio >>>

sta piangendo. Sente il dolore vivo come se fosse il suo, ogni alito, ogni granello di quella pietra consacrata ne è pregno, di una sofferenza che adesso si fa reale. Il pianto di una donna. questo sente la figlia della Carminia. ..cosa sta succedendo? difficile dirlo. Inwe è ancora a 8 mt dall'altare, solo la nicchia della giusta adesso è un guscio di luce.. bianca e immensa. GDR PLAY->>>

VAI INWE. ]


INWE [Navata] Se anche ha avuto il dubbio di essere a un passo dalla follia, percependo voci e venti in una sala vuota e chiusa, ora può accantonarli. Il sussurro è ormai chiaro, forte, così come quello che è nato come un semplice alito di vento e che ora ha acquistato sufficiente energia da scompigliarle i capelli attorno al viso ed animare la veste con le sue dita invisibili. Non potrebbe >>

INWE fermarsi neppure se volesse, a questo punto. Gli occhi sono inesorabilmente attratti verso la statua della Guerriera, e così i passi che si susseguono verso di essa. È lì, l'origine di ogni cosa, la luce che si intensifica attorno alla statua di granito rosso ne è la conferma. L'intera struttura del Tempio è colma di quella presenza e del dolore che l'accompagna, tanto forte da far >>

INWE stringere il cuore della mezzosangue. Una donna sta piangendo, lì dove Cerridwen rifulge. Non può e non vuole fermarsi. “Chi siete? Perché piangete?” domanderebbe con tutta la dolcezza e la fermezza di cui è capace, sebbene sia costretta ad uno sforzo per levare la propria voce senza che essa si incrini [Volontà liv.1]: sarebbe troppo chiederle di restare impassibile davanti alla sofferenza >>

INWE che le si riversa attorno, investendola. Nel mentre continuerebbe a camminare, cercando di raggiungere chiunque sia la creatura vittima di tanto dolore.

[ATTENDERE RESPONSO]

Il tempio attorno, si illumina improvvisamente di un alone leggero, chiaro come la luce del mattino, E in continuo aumento. La statua aumenta la sua aura pian piano, ora che inwe si avvicina all'altare che adesso è solo a 4 mt da lei.. eppure più si avvicina più la sofferenza è forte. E il vento più forte.. non è più una brezza, è una sorta di folata calda e allo stesso tempo >>>

violenta. Il pianto si fa più chiaro, e la sacerdotessa potrebbe persino capire che la voce viene da li, se avesse accortezza di portarci se no attenzione almeno i sensi che la natura elfica gli ha reso.. °° Inwe..°° chiama la voce di donna.. una voce che la chiama non nel solito modo, ma quasi con lo stesse amore con cui lei gli si rivolge verso quelle presenze che adesso animano la notte >>>

è un amore però, che è intriso di sofferenza.. Una voce che tradisce il profondo dolore che chiunque sia a piangere.. prova.. °° hai gia dimenticato.. il mio nome Inwe? io ti ho accolto..°° Dice.. ancora. E come reazione dalla nicchia il vento si alza a spirale andando diretto attorno alla figura della mezzelfa che la avvolge completamente , la abbraccia, la circonda , il vortice di vento >>

è uno di quelli che prendono improvviso nei giardini nell'autunno carico di foglie cadenti, di malinconia, di lettere a pergamena di addii portati via sugli acciottolati. E' come il lento, inesorabile cadere delle foglie dari rami, quando l'estate cede il passo all'inverno.. Aumenta ancora .. il vento e con lui il pianto di donna. E' una voce che è di tutte le donne e di nessuna >>>

una voce di madre, di sposa e di figlia, .. la voce della dea. e di tutte le donne viventi.. compresa lei. la sacerdotessa della giusta, ha il medesimo dolore. perchè quel dolore non ha nome, è solo questo, sofferenza di donna. GDR PLAY DISTANZA INWE-ALTARE 4 MT- VAI INWE]


INWE [Navata] Non c'è granché spazio per la razionalità, questa notte. L'istinto, lo spirito ed il Fuoco che animano la mezzosangue la fanno da padroni, intimando alla ragione di farsi da parte. Quando si parla di fede, in fin dei conti, è spesso necessario accantonare le leggi dell'intelletto e lasciare che la parte più profonda di noi stessi si faccia strada. È proprio questo quello che accade >>

INWE alla mezzosangue, che cercherebbe di continuare ad incedere verso la fonte della voce, del vento e del pianto, dietro l'altare. Ha le orecchie colme di quella voce e dei suoi singhiozzi, gli occhi verdi spalancati sulla luce che non smette di farsi più intensa ad ogni istante. Si fermerebbe ad appena un metro dall'altare, quando la voce – la Dea – pone la sua domanda ed il vento si alza >>

INWE attorno alla figura della Sacerdotessa rossa. Chiude gli occhi, Inwe, istintivamente, lasciandosi avvolgere da quell'abbraccio che è al contempo meraviglioso e straziante, mentre l'abito le danza attorno e la folata si fa strada attorno a lei . “Come potrei dimenticare, Madre?” sussurra in risposta. La sofferenza che sente è universale, e proprio per questo impossibile da sopportare. Le >>

INWE lacrime arrivano a pungerle gli occhi, ed una, solitaria, le rotola lungo la guancia. “Cos'è il dolore che sento? Perché soffro in questo modo?” domanda, tornando ad aprire gli occhi e fissandoli sulla statua illuminata. Non capisce: la pena che prova è tanta, troppa per una donna soltanto. È sua, ed al contempo non lo è. Guarda Cerridwen come una figlia guarderebbe una madre, cercando al >>

INWE contempo di non lasciarsi sopraffare dal dolore.

[ATTENDERE RESPONSO]

Il vento attorno alla sacerdotessa è una spirale d'aria color del fuoco, dagli aliti che adesso sollevano la sua veste rosso sangue infatti, improvvisamente si accendono mille fiammelle, che inglobano, avvolgono Inwe ma non la bruciano. E' come una farfalla nel suo bozzolo, è protetta è a casa, eppure al contempo è come se guardasse tutto con occhi diversi, al di fuori di se. >>>>

la mezzelfa avanza fino ad addossarsi all'altare e a reazione la luce attorno alla nicchia di Cerridwen si fa più forte fino a far sparire tutto il resto attorno, rimarrà solo lei La Gravida, e Inwe, e intorno luce e fuoco, vivo e puro. Il tempio, le colonne tutto il resto sparisce, sfuma via come sabbia da una clessidra. Ora la mezza si troverebbe di fronte a una donna dal ventre >>>

palesemente gravido, gli occhi sono.. qualcosa di mai visto verde smeraldo ma di un colore che non esiste in natura un colore del tutto fuori dal normale.. I capelli sono nero ebano lisci e lucidi, legati in una treccia su una parte appoggiati sulla spalla .. è lei che piange . Piange lacrime di sangue.. °° cos'è il dolore?°à chiede la voce con tono caldo e al contempo carico di sofferenza>>>

°° Il Mio dolore è il Loro°° appena sussurra.. °° e piangeranno.. con me..°° al suo orecchio quelle parole sono come un monito? o una condanna? E' un dolore intenso..°° Ricordalo..°° E' un attimo, pi come se tutto non fosse mia accaduto, la luce sparisce, in un flash, il vento si placa tutto in una volta.. e rimane solo la mezza. davanti all'altare . Se alzasse la testa vederebbe >>>

la statua di Cerridwen colare sangue dal ventre.. E' un sogno? O immaginazione? a lei decidere.. di fatto però. di quel che ha veduto e sentito non c'è più nulla rimane solo la statua nell'ombra, come sempre e il tempio. immerso nelle tenebre di rhiannon di una nuova notte.. GDR PLAY ULTIMO TURNO]



INWE [Navata] Se fosse una donna qualunque nel corso di una serata qualunque, il ritrovarsi circondata d'aria calda come il fuoco e da fiammelle sorte dal nulla la metterebbe di certo in allarme, o più probabilmente in fuga. È una fortuna, insomma, che la mezzosangue sia un'Ancella di Colei che del Fuoco è Signora, ed abbia imparato a mettere da parte la paura per l'elemento che crea e distrugge >>

INWE senza distinzione. Lì dove il vento caldo l'accarezza si alzano fiamme, che la avvolgono e la nascondono alla vista, accecandola al contempo. D'un tratto il Tempio non esiste più: c'è spazio solo per la consapevolezza del proprio corpo e di Colei che le si erge di fronte. Non più statua, ma viva; non più granito, ma carne e sangue che scende da occhi verdi come smeraldi e vitali come >>

INWE null'altro al mondo. Il cuore della Sacerdotessa accelera, mentre lo spirito trema e gioisce al contempo davanti a Lei. La Gravida parla, e le parole che pronuncia si imprimono a fuoco – è il caso di dirlo – nella mente di Inwe. Non capisce: chi altri sta soffrendo? Chi piangerà? Vorrebbe compiere un passo in avanti, avvicinarlesi per poter domandare, ma non ne ha il tempo. Un lampo, >>

THORON Hai sussurrato a INWE - // giocati pure che prendi il sangue .. ma tira un dado dopo mi serve per il responso

INWE ed è di nuovo sola, a fronteggiare la statua che ormai tanto le è familiare. L'unica cosa che la mano tesa della mezzosangue incontrerebbe sarebbe il freddo granito del ventre di Cerridwen... ma da esso cola del sangue, del tutto simile a quello che scendeva dagli occhi della Donna. È pallida e confusa, la Sacerdotessa, mentre si guarda attorno: non c'è più segno di ciò che ha visto, se >>

INWE s'esclude quel sangue. Respirerebbe a fondo, cercando di riacquistare la calma perduta e di riprendere fiato, tornando a fissare lo sguardo sulla statua e, subito dopo, sul piccolo recipiente pieno di fiori che lei stessa ha posto ai suoi piedi pochi giorni orsono. Uno più uno fa due. Rapidamente si porterebbe fino alla nicchia, afferrando il vaso e svuotandolo a terra, totalmente incurante >>

INWE del disastro che andrebbe a creare sul pavimento. Cercherebbe di porlo lì dove le gocce scendono, così da trattenerne il più possibile. Ammattita o no, il liquido vermiglio è di certo reale. Solo una volta terminata l'opera poserebbe il vasetto ai piedi della statua, lasciandosi poi scivolare a sedere in terra, fra acqua e petali. Ricorderà di certo: non potrà evitarlo.

INWE ha ottenuto: 75

[ATTENDERE RESPONSO]

La voce scompare, il fuoco scompare, il vento si è placato, ma dentro, rimangono le tempeste delle emozioni di chi non è abiuato ad avere a che fare con qualcosa che va oltre il reale e il naturale.. l'intelletto umano non può capire, l'uomo non è fatto per il divino se non fosse che gli dei hanno bisogno degli uomini per vivere.. E inwe ora è la sola testimone di.. di cosa? >>>>

cos'è accaduto in quell'anfratto di mondo circondato da tenebre e pietra? Difficile dirlo tranne una cosa.. dolore. vero. Dolore di dea o di donna poco importa è dolore. solo dolore. Inwe cerca di raccogliere un po di quel sangue, che la dea pare donarle quella sera .. il piccolo vaso tuttavia ne avrà solo circa di mezzo centimetro di altezza. E sangue e pare sangue vero rosso intenso che>>

come tutti i sangue veri, si coagula e diventa quasi solido subito dopo.. in tempo per i pochi secondi in cui anche quello che colava dalla statua della guerriera sparisce come la luce e come il vento.. Rimangono per adesso solo domande per l'ancella.. il resato, come ogni cosa è una continua scoperta.. GDR END GRAZIE MILLE DELLA COMPAGNIA E A PRESTO;9 CI SENTIAMO VIA FORUM

9/21/2015 7:52 PM
 
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ASTERISCHI PER :
-INWE RICORDA QUANTO ACCADUTO
- INWE PRENDE UN PO DEL SANGUE DALLA STATUA.



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