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Il grande grecista Aquila 58

Last Update: 4/30/2016 8:31 PM
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2/14/2015 10:39 PM
 
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Metzger! Chi era costui?
Ogni fine settimana dedico un po’ di tempo alla lettura del forum “Testimoni di Geova online”. Tempo ben speso, niente da dire. Il forum in questione è una vera miniera di preziose informazioni sui tdG e non solo. Meglio di un corso universitario.
Il forum è frequentato da gente veramente preparata che, come purtroppo a volte succede, non si è montata la testa. L’umiltà e la modestia sono certamente una prova che lo SS benedice l’opera che questi tdG portano avanti.
In questo forum ho già parlato del tuttologo Simon LeBon
freeforumzone.leonardo.it/d/10905228/Auguri-SimonLeBon/discussi...
e del professore Gladio
freeforumzone.leonardo.it/d/10953023/Ignoranza-presunzione-Gladio/discussi...
2 sono però le punte di diamante, gli attaccanti di sfondamento, che scrivono in quel forum: Barnabino e Aquila 58. Su Barnabino molto è stato detto:
freeforumzone.leonardo.it/d/10813165/Barnabix-contro-VVRL/discussi...
freeforumzone.leonardo.it/d/10954025/Quando-Barnabino-tocca-il-fondo-/discussi...
extestimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd...
Ma soprattutto molto dice lui….
Questo topic lo vorrei dedicare ad Aquila58. Chi legge TDG Online sa molto bene che ogni suo intervento è una preziosa lezione di grammatica greca. Voci non confermate parlano di un confronto/scontro avvenuto qualche anno fa tra lui e il grande Bruce Metzger. Chi ha avuto il privilegio di assistere racconta di un Metzger messo veramente in difficoltà e costretto ad ammettere la superiore cultura del suo interlocutore. Ad un amico avrebbe confidato: “Aquila è la persona più preparata che abbia mai incontrato, lui sta al greco come Marisa Laurito all’anoressia”. Tengo a precisare che si tratta di voci non confermate.

Per ora provvedo a salvare alcune pagine sul mio pc, magari qualche topic scomodo sparisce miracolosamente. Ai lettori chiedo solo un tantino di pazienza.

Shalom
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Re: Metzger! Chi era costui?
IO NON ESISTO, 14.02.2015 22:39:

Ogni fine settimana dedico un po’ di tempo alla lettura del forum “Testimoni di Geova online”. Tempo ben speso, niente da dire. Il forum in questione è una vera miniera di preziose informazioni sui tdG e non solo. Meglio di un corso universitario.
Il forum è frequentato da gente veramente preparata che, come purtroppo a volte succede, non si è montata la testa. L’umiltà e la modestia sono certamente una prova che lo SS benedice l’opera che questi tdG portano avanti.
In questo forum ho già parlato del tuttologo Simon LeBon
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e del professore Gladio
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2 sono però le punte di diamante, gli attaccanti di sfondamento, che scrivono in quel forum: Barnabino e Aquila 58. Su Barnabino molto è stato detto:
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Ma soprattutto molto dice lui….
Questo topic lo vorrei dedicare ad Aquila58. Chi legge TDG Online sa molto bene che ogni suo intervento è una preziosa lezione di grammatica greca. Voci non confermate parlano di un confronto/scontro avvenuto qualche anno fa tra lui e il grande Bruce Metzger. Chi ha avuto il privilegio di assistere racconta di un Metzger messo veramente in difficoltà e costretto ad ammettere la superiore cultura del suo interlocutore. Ad un amico avrebbe confidato: “Aquila è la persona più preparata che abbia mai incontrato, lui sta al greco come Marisa Laurito all’anoressia”. Tengo a precisare che si tratta di voci non confermate.

Per ora provvedo a salvare alcune pagine sul mio pc, magari qualche topic scomodo sparisce miracolosamente. Ai lettori chiedo solo un tantino di pazienza.

Shalom



E´sempre un piacere leggerti! [SM=g28002]





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Ciao cari

Ho avuto modo di scrivere molto nel forum tdg, e argomentare specie con lui , ma mi si conceda una parentesi .

Come già espresso ,quello che mi sorprende è ,che ogni tdg, segue ciecamente, tutto ciò che il loro Cd detta sulla torre di guardia .
dico ,possibile seguire chi si mostra cieco, e per la sua cecità spirituale , cambia reiteratamente cio che dice un tempo prima, e che afferma di non essere ispirato, guidato , indirizzato dallo Spirito Santo che è La Verità ?
Come è possibile salire sulla macchina di chi dimostra di non saper guidare e fa continui tamponamenti ?
Altresì come è possibile accettare come cibo spirituale ,tutto da questa fonte che dimostra di non saper guidare ?
Disse Gesù :
Matteo 15,14 Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; ora se un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso».

Saluti



Gesù è :Il Signor di me e Il Dio di me " Giovanni 20,28 "
Gesù, non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio "Giovanni 5,18"

Che Dio ci benedica con la Sua Pace
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Chi è lo schiavo fedele e discreto?
Riporto di seguito un piccolo schema che riassume il nuovo intendimento presentato dalla Torre di Guardia del 15/07/2013 sull’identità dello schiavo fedele e discreto.

Vecchio intendimento:
Chi è lo SFD?
Tutti i cristiani unti sulla terra presi collettivamente in un qualsiasi dato momento.

Quando è stato costituito?
Alla Pentecoste del 33.

Chi sono i domestici?
Sempre gli unti ma presi individualmente.

Quando lo SFD è stato costituito “sopra tutti gli averi”?
Nel 1919

Nuovo intendimento:
Chi è lo SFD?
Piccolo gruppo di fratelli unti che sono direttamente impegnati a preparare e dispensare cibo spirituale durante la presenza di Cristo. Nel corso degli ultimi giorni questi fratelli unti hanno prestato servizio insieme presso la sede mondiale. Negli ultimi decenni è stato il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova a formare lo schiavo.

Quando è stato costituito?
Nel 1919.

Chi sono i domestici?
Gli unti e la grande folla.

Quando lo SFD è stato costituito “sopra tutti gli averi”?
Quando verrà per il giudizio durante la grande tribolazione.

Il link della Torre di Guardia del 15/07/2013
www.jw.org/it/pubblicazioni/riviste/w20130715/chi-%C3%A8-schiavo-fedele-d...
Il link del rapporto dell’adunanza annuale dove tale nuovo intendimento era stato anticipato.
www.jw.org/it/testimoni-di-geova/attivit%C3%A0/eventi/rapporto-adunanza-annua...

Siete curiosi di scoprire quali perle l’utente Aquila-58 (alias Lorenzo Rocci) ha regalato al mondo sull’argomento? Ancora un poco e la vostra curiosità sarà saziata.

Shalom
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Re:
Cristianalibera, 21/02/2015 18:25:


Chi sono i domestici?
Sempre gli unti ma presi individualmente.



Pensavo che erano la grande folla. [SM=g28004] ??????




anche io [SM=g27993]





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2/27/2015 11:39 PM
 
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Tutte le discussioni di seguito menzionate sono prese dal forum Testimoni di Geova Online.

Nella discussione “Schiavo fedele e discreto” del luglio 2011 (prima del cambio d’intendimento) l’utente Salvian chiede:


ma da quali scritture si può evincere chiaramente, senza salti, che debba esistere dopo 2000 anni un SFD reale e non simbolico?



Aquila-58 subito risponde:


Occorre fare una precisazione, per illustrare ancora (ma lo hanno già fatto egregiamente le sorelle Esperidia e Giandujotta) la nostra posizione.
Il testo greco di Matteo 24:45-47, che ti traslittero, può aiutarti a comprendere la nostra posizione:
"45) Tis ara estin ho pistos doulos kai fronimos hon katestesen ho kurios epi tes oiketeias autou tou dounai autois ten trofen en kairoi?
46) makarios ho doulos ekeinos hon elthon ho kurios autou heuresei houtos poiounta 47) amen lego humin hoti epi pasin tois huparchousin autou katastesei auton".
Alla lettera, si può tradurre così:
"Chi dunque è il servo fedele e prudente (o "discreto") che costituì [qui il verbo greco è al perfetto...] il Signore sui domestici di lui per dare loro il cibo a tempo ("debito", significato implicito nel testo greco)? Beato (o "felice") quel servo che, venendo il Signore di Lui, lo troverà così facente. Amen vi dico che su tutti i suoi averi (o "beni") lo stabilirà".

Pertanto, caro Salvian, lo "schiavo fedele e discreto" fu istituito o stabilito dal Signore Gesù già nel primo secolo ("che il Signore costituì"), e aveva il compito di dare cibo (intendimento spirituale) a suo tempo, cioè gradualmente
E così fu. L' assemblea direttiva che si riunì in concilio a Gerusalemme (Atti 15) fungeva da corpo direttivo, alle cui decisioni tutte le ekklesiai si attenevano (Atti 16:4).
Il corpo direttivo, allora come oggi, è il gruppo di cristiani coeredi celesti di Cristo che rappresenta tale schiavo fedele e discreto.
Il passo dice "Beato (felice) se il Signore, venendo, lo troverà a fare così (cioè a dare cibo spirituale a suo tempo). Lo costituirà "sopra tutti i suoi averi", gli averi di Cristo, cioè tutto ciò che qui sulla terra ha a che fare con il regno Messianico.
Ora, dato che per noi cristiani testimoni di Geova il regno Messianico è stato già instaurato in cielo a partire dal 1914, e dato che in quel tempo (che coincide con l' inizio della parousìa di Cristo), tale schiavo è stato trovato a fare come il Signore gli aveva comandato, lo stesso schiavo è stato "costituito su tutti gli averi" di Cristo, cioè su tutto ciò che ha relazione con il regno messianico.



Ricapitoliamo:


Pertanto, caro Salvian, lo "schiavo fedele e discreto" fu istituito o stabilito dal Signore Gesù già nel primo secolo ("che il Signore costituì"), e aveva il compito di dare cibo (intendimento spirituale) a suo tempo, cioè gradualmente



Il greco non mente cari lettori, qui il verbo greco è al perfetto! Il CD nel 2013 ha però cambiato idea. Che il perfetto sia diventato imperfetto?
Il topic completo:
http://testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9855252
Che questo testo sia stato esaminato bereanamente dall’aquilotto lo dimostra anche il topic: “Rivelazione : il suo grandioso culmine” del 2010. A pg.2 Aquila commenta:


Molto volentieri.
Il testo greco di Matteo 24:45 legge:
"Tis ara estin ho pistos doulos kai fronimos hon katestêsen ho kurios epi tês oiketeias autou tou dounai autois tên trofên en kairôi?"
alla lettera:
"Chi dunque è il fedele schiavo (o servo) e discreto (o prudente) che costituì (notare il passato del verbo greco kathistemi, che significa "costituire, insediare"!) il Signore su i domestici di lui per dare loro il cibo a tempo?".

Ora, dopo "kairos" ("tempo"), è un significato implicito nel testo greco medesimo aggiungere i termini "debito, dovuto".
Ergo, questo schiavo o servo, che il signore della parabola (evidentemente Gesù medesimo...) costituì (al passato) a capo della sua servitù (spirituale, s' intende), era già in partenza preposto a dar cibo a tempo debito, o dovuto.
Dato che non si sta parlando certo di tagliatelle o di spaghetti alla carbonara, ovviamente qui, per cibo (trofên) si intende quello di carattere spirituale.
Questo servo o schiavo sarebbe stato posto "su tutti gli averi del signore" della parabola (cioè di Cristo) alla sua parousìa.
Ma l' aspetto che ci interessa è un' altro: dove sta la gradualità del cibo spirituale?
Prima di tutto nell' espressione greca stessa, come abbiamo letto: "cibo a tempo (debito o dovuto)", e questo implica già il concetto di gradualità.
Altrimenti, perchè dare cibo "al tempo debito o dovuto", e non subito?
Gli apostoli stessi fecero parte, per primi, dello schiavo fedele e discreto.
Infatti, il loro intendimento della Sacra Parola fu assolutamente progressivo.
Il parakletos (lo spirito santo) li avrebbe guidati a tutta la verità, in modo graduale (confronta Gv. 16:12-13).
Il tipico esempio, che faccio sempre a chiunque, di casa in casa, mi fa questa domanda (e sono parecchi), è quello di Atti 10:9-17, 34-35...
Alla parousìa di Cristo, lo schiavo fedele e discreto (i cui componenti, dopo la morte degli apostoli, non hanno più nè il carisma della profezia nè quello del discernimemto di espressioni ispirate, vedasi 1 Corinti 12:10. Per i cristiani testimoni di Geova i doni dello spirito o carismi sono cessati con la loro morte. Ma qui si dovrebbe aprire una nuova discussione, e francamente non me ne va troppo, dato che ho già parlato decine di volte di questo argomento...), costituito sopra "tutti gli averi di Cristo" per la sua fedeltà alle "consegne" del Signore, continua ad avere lo stesso compito (depauperato, però, dei carismi dell' era apostolica): non essere infallibile (questa prerogativa la lasciamo volentieri ai papi...), ma di dare cibo al tempo debito, evidentemente progressivo (altrimenti, che cibo a tempo dovuto sarebbe?)
Sono stato chiaro?
Mi auguro di si, e in caso contrario me ne scuso.



Seabiscuit immediatamente risponde:


grazie a te caro Aquila. Sei disarmante quando rispondi e chi osa controbbattere, secondo me, è uno stolto.



Grazie Aquila. Mi hai disarmato. E che nessuno osi controbattere!!
Il topic completo: http://testimonidigeova.freeforumzone1.leonardo.it/d/9260242/Rivelazione-il-suo-grandioso-culmine/discussione.aspx/2
Continua...

Shalom
[Edited by IO NON ESISTO 2/27/2015 11:41 PM]
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Salve

Oltre le baracconate che scrive sul verbo perfetto ,dico se lo schiavo "" è stato istituito nel primo secolo con la chiesa formato dagli apostoli, che sono morti verso l'anno 100, allora se ne deduce che fino alla comparsa della wts, " circa 1900 " che si auto investe di tale titolo, Dio non aveva uno schiavo che dava cibo spirituale , e quindi per circa 1900 anni Dio non ha salvato nessuno .
Poi si contraddicono dicendo che all'inizio 1900 ,Dio ha dato la possibilità di diventare lo SFD e solo la wts ne ha accettato il ruolo .
Dico , ma da dove le prendono certe idiozie ?

Saluti



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3/6/2015 11:20 PM
 
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Piccolo ripasso.


Chi è lo schiavo fedele e discreto?
Riporto di seguito un piccolo schema che riassume il nuovo intendimento presentato dalla Torre di Guardia del 15/07/2013 sull’identità dello schiavo fedele e discreto.

Vecchio intendimento:
Chi è lo SFD?
Tutti i cristiani unti sulla terra presi collettivamente in un qualsiasi dato momento.

Quando è stato costituito?
Alla Pentecoste del 33.

Chi sono i domestici?
Sempre gli unti ma presi individualmente.

Quando lo SFD è stato costituito “sopra tutti gli averi”?
Nel 1919

Nuovo intendimento:
Chi è lo SFD?
Piccolo gruppo di fratelli unti che sono direttamente impegnati a preparare e dispensare cibo spirituale durante la presenza di Cristo. Nel corso degli ultimi giorni questi fratelli unti hanno prestato servizio insieme presso la sede mondiale. Negli ultimi decenni è stato il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova a formare lo schiavo.

Quando è stato costituito?
Nel 1919.

Chi sono i domestici?
Gli unti e la grande folla.

Quando lo SFD è stato costituito “sopra tutti gli averi”?
Quando verrà per il giudizio durante la grande tribolazione.



Dal topic: “I 2300 giorni di Daniele 8:14 secondo l'interpretazione dei tdG” del 2010.
L’utente Naaman apre il topic con l’intenzione di dimostrare che:


Credo che la spiegazione dei tdG del capitolo 8 di Daniele sia manchevole sotto molti punti di vista..



Immediatamente l’utente Aquila-58 risponde:


Scusa Naaman, che trovi scritto in Daniele 12:4 e in Matteo 24:45-47?



Ed ancora:

Se tu leggessi attentamente le Scritture che ti ho indicato, probabilmente saresti molto meno drastico nei giudizi.
Leggi i passi che ti ho indicato, medita e rifletti.
Poi torna qui...



Ed ancora:


Lo schiavo fedele e discreto non è stato costituito neppure lontanamente per essere un profeta nè per essere infallibile (come certi papi "ex cathedra... ).
Se leggi attentamente il testo greco di Matteo 24:45-47, ti accorgerai che quella che hai detto è una sciocchezza sesquipedale.
Lo schiavo fedele e discreto potrà rivedere quell' intendimento dalle duemila alle .....tremila volte, come qualunque altro intendimento.
Perchè per questo è stato costituito, se leggi attentamente il testo greco di Matteo 24:45-47.



Ed ancora:


Leggiti attentamente il testo greco di Matteo 24: 45-47 e impara bene che cosa significa.
A dopo....



Caro Naaman se tu leggessi attentamente il testo greco Matteo 24:45-47 certe cose non le diresti. Ma l’utente Naaman il passo di Matteo l’aveva o non lo aveva letto? Pare proprio di si. Ecco infatti come risponde ad Aquila nel post 25.


E' la parabola che parla della condizione spirituale dei fedeli al secondo avvento! Allora? Chi sarà trovato fedele riceverà la sua ricompensa...il non fedele non la riceverà!
Se poi vogliamo "leggere" questa pericope come fate voi:...ebbene lo schiavo fedele è costituito su tutti gli averi all'erkomenon non alla parousia...quindi anche attenendosi alla vostra (per me erronea lettura) se pure vivessimo durante la parousia ... il servo non è ancora stato costituito su tutti gli averi...



Praticamente Naaman affermava quello che oggi il CD insegna. Ovvero:


E' la parabola che parla della condizione spirituale dei fedeli al secondo avvento! Allora? Chi sarà trovato fedele riceverà la sua ricompensa...il non fedele non la riceverà!




ebbene lo schiavo fedele è costituito su tutti gli averi all'erkomenon non alla parousia



La risposta di Aquila? Eccola:


Ma che diamine stai dicendo?
che c' entra la parousìa con l' erchomenon?
Il testo greco dice che il Signore "costituì" (il verbo greco è al perfetto) lo schiavo (già nel I secolo, pertanto) per dare cibo "a tempo debito" (secondo il testo greco letterale). Questo schiavo sarà costituito su tutti gli averi di Cristo alla parousìa, non all' erchomenon?
Leggi attentamente: all' erchomenon Cristo non costituirà affatto lo schiavo su tutti gli averi, ma avrà ben altro da fare, leggiti Matteo 24:29-31!
Sei completamente nel pallone!



Dunque:

Ma che diamine stai dicendo?


Quello che insegna il CD.


Il testo greco dice che il Signore "costituì" (il verbo greco è al perfetto) lo schiavo (già nel I secolo, pertanto) per dare cibo "a tempo debito" (secondo il testo greco letterale).



Il testo greco parla chiaro. O meglio, parlava chiaro fino al 2013. Poi ha cominciato a parlare un lingua diversa a quanto pare.


Leggi attentamente: all' erchomenon Cristo non costituirà affatto lo schiavo su tutti gli averi, ma avrà ben altro da fare, leggiti Matteo 24:29-31!


Si prega di leggere attentamente. Grazie.


Sei completamente nel pallone!


Nel pallone ma in buona compagnia: del CD e di circa 8 milioni di testimoni.

Ma Naaman non desiste. Ecco la sua risposta:

Il servo che il padrone "costituì" (katéstesen) sui "domestici" (versetto 45)...al versetto 47 lo vediamo costituito su tutti suoi averi...infatti leggiamo letteralmente: su tutti i suoi beni di lui katastesei=stabilirà lui (versetto 47)...
quando lo costituirà su tutti i suoi averi? ce lo dice il versetto 46...e la risposta è:
all'erkomenon! ...infatti al versetto 46 leggiamo letteralmente: Beato il servo quello che, venendo (elton...da erkomai!!!) il padrone di lui, stabilirà (katastesei) lui!
Poichè il servo fedele sarà costituito su tutti i suoi averi all'erkomenon...come abbiamo appena visto e voi ritenete che l'erkomenon sia un evento successivo alla parousia...seppure fosse vero che ci trovassimo al tempo della parusia il servo non è stato costituito su tutti gli averi...
Ad ogni modo resto convinto che siamo off topic!


Di nuovo tutto giusto, almeno stando all’attuale intendimento.

Ma quando si parla di greco nessuno supera Aquila. Ecco la contro replica che taglia la testa al toro:


Il testo greco legge:

" Tis ara estin ho pistos doulos kai fronimos hon katestesen ho kurios epi tes oiketeias autou tou dounai autois ten trofen en kairoi?
46 makarios ho doulos ekeinos hon elthon ho kurios autou heuresei houtôs poiounta;
47 amên lego humin hoti epi pasin tois huparchousin autou katastesei auton"

Il verbo greco erchomai significa sia "venire" che "arrivare", e quell' arrivo non può identificarsi con l' erchomenon di Matteo 24:29-31, che viene immediatamente dopo la "grande tribolazione" (Matteo 24:21-22), che è ancora futura, poichè sarà "come non c' è stata dal principio del mondo, nè più accadrà" (Matteo 24:21).



Ed ancora:

Ma che diamine dici? L' erchomenon non è un evento successivo alla parousìa, ma l' erchomenon renderà manifesta la parousìa di Cristo, che è invisibile all' occhio umano, tanto che Gesù ne fornisce un segno.



Naaman ma che diavolo dici? Bè, quello che insegna il CD oggi, ne più ne meno.

Il topic completo:http://testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/d/9537255/I-2300-giorni-di-Daniele-8-14-secondo-l-interpretazione-dei-tdG/discussione.aspx/1

Shalom
[Edited by IO NON ESISTO 3/6/2015 11:34 PM]
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Ciao cari

Come al solito calcoli e calcoli; ma dico possibile che tanti calcoli della fine che hanno formulato e mai avverate, non bastano a farli riflettere su quanto afferma il Signore Gesù in Atti 1, 7, ecco che ora passiamo ai calcoli riguardo al libro di Daniele .
Dico, affermano che il loro sfd non è un profeta, non è ispirato, e quindi razionalmente , vogliono comprendere quello che detta Lo Spirito Santo .

Giovanni 16:13 quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire.

Se non è ispirato dallo S.S. e non è un profeta, quindi non è nemmeno lo sfd delle scritture .
Come al solito si lamenteranno che con questi commenti , li si offende , li si insulta ; ma dove sono le offese ?

Saluti



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COME GIUNGERA’ ALLA SUA FINE QUESTO MONDO?
Riporto di seguito un piccolo schema che riassume il pensiero del CD sulla profezia “Pace e sicurezza” riportata in I Tessalonicesi 5:2,3. Lo schema è preso dalla Torre di Guardia del 15/09/2012 a pagina 4.

5 avvenimenti futuri:
1 Proclamazione di
“Pace e sicurezza!”
2 Attacco e distruzione di “Babilonia
la Grande” da parte delle nazioni
3 Attacco al popolo di Geova
4 Guerra di Armaghedon
5 Inabissamento di Satana
e dei suoi demoni


Anche la Torre di Guardia del 15/05/2008 ( si prega di notare la data) pagina 15 riporta lo stesso ordine:

17 La grande tribolazione inizierà all’improvviso. Il “giorno di Geova” verrà in maniera inaspettata “quando diranno: ‘Pace e sicurezza!’” (Leggi 1 Tessalonicesi 5:2, 3). Quando le nazioni penseranno di essere in procinto di risolvere alcuni loro grossi problemi avrà inizio la tribolazione predetta. L’improvvisa distruzione di “Babilonia la Grande”, l’impero mondiale della falsa religione, coglierà il mondo di sorpresa. I re della terra e altri resteranno di stucco quando sarà eseguito il giudizio su Babilonia la Grande. — Riv. 17:1-6, 18; 18:9, 10, 15, 16, 19.
18 Si arriverà a un momento cruciale in cui ci saranno “segni nel sole e nella luna e nelle stelle” e “il segno del Figlio dell’uomo apparirà nel cielo”. Allora potremo ‘alzarci e levare in alto la testa, perché la nostra liberazione si starà avvicinando’. (Luca 21:25-28; Matt. 24:29, 30) Satana, o Gog, scaglierà le sue orde contro il popolo di Dio. Ma parlando di chiunque attacchi i suoi fedeli servitori, Geova dice: “Chi tocca voi tocca la pupilla del mio occhio”. (Zacc. 2:8) Perciò il tentativo di Satana di distruggere il popolo di Dio fallirà. Come mai? Perché il Sovrano Signore Geova reagirà prontamente per liberare i suoi servitori. — Ezec. 38:9, 18.
19 Quando Dio agirà contro di loro, ‘le nazioni conosceranno che egli è Geova’. (Ezec. 36:23) Dio manderà i suoi giustizieri, miriadi di creature spirituali guidate da Cristo Gesù, a distruggere ciò che sarà rimasto del sistema di Satana sulla terra. (Riv. 19:11-19) Se pensiamo che in una circostanza un solo angelo in una notte poté abbattere 185.000 nemici di Dio, possiamo star certi che l’esercito celeste non avrà nessuna difficoltà a cancellare ogni traccia del sistema di Satana sulla terra quando la grande tribolazione culminerà con Armaghedon. (2 Re 19:35; Riv. 16:14, 16) Satana e i suoi demoni saranno inabissati per mille anni. Alla fine verranno distrutti. — Riv. 20:1-3.


Siete curiosi di scoprire quali perle l’utente Aquila-58 (alias Kurt Aland) ha regalato al mondo sull’argomento? Ancora un poco e la vostra curiosità sarà saziata.

Shalom
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Dal topic “Pace e sicurezza o di male in peggio?” del 2010.


L’utente Quincy domanda:



poi pace e sicurezza sarà prima o dopo la caduta di babilonia???


Subito Aquila-58 risponde (post del 3 luglio):



Probabilmente (anzi, sicuramente) dopo.
Il testo greco infatti legge, in 1 Tessalonicesi 5:3:
"hotan legôsin, Eirênê kai asfaleia, tote aifnidios autois efistatai olethros hôsper hê ôdin têi en gastri echousêi, kai ou mê ekfugôsin".
cioè,
"Quando diranno pace e sicurezza ALLORA IMPROVVISA per essi sopraggiungerà la distruzione...".
Notare che, dopo il grido di "pace e sicurezza", la rovina sarà istantanea, e non è ipotizzabile, nè a rigor di logica nè a rigor di...Scritture, che a fare quel grido possa essere Babilonia la Grande.

Dunque:


Probabilmente (anzi, sicuramente) dopo.

Peccato che il CD insegni l’esatto opposto. E lo insegnava anche all'epoca del topic in questione.


Il testo greco infatti legge, in 1 Tessalonicesi 5:3:
"hotan legôsin, Eirênê kai asfaleia, tote aifnidios autois efistatai olethros hôsper hê ôdin têi en gastri echousêi, kai ou mê ekfugôsin".

Infatti il CD insegna l’esatto opposto.


Notare che, dopo il grido di "pace e sicurezza", la rovina sarà istantanea, e non è ipotizzabile, nè a rigor di logica nè a rigor di...Scritture, che a fare quel grido possa essere Babilonia la Grande.

Nè a rigor di logica nè a rigor di...Scritture ma a rigor di Torre di Guardia.

5 avvenimenti futuri:

1 Proclamazione di “Pace e sicurezza!”

2 Attacco e distruzione di “Babilonia la Grande” da parte delle nazioni

3 Attacco al popolo di Geova

4 Guerra di Armaghedon

5 Inabissamento di Satana e dei suoi demoni

Torre di Guardia del 15/09/2012 a pagina 4.

Qualcuno però si accorge che Aquila ha leggermente sbroccato. Ecco cosa scrive l’utente Lorenzo-85 pochi post dopo:


Nell'ultimo discorso all'assemblea di distretto è stato spiegato che, visto che Geova ha fatto scrivere una profezia appositamente per questo, il grido di pace e sicurezza dovrà essere un evento specifico e di portata mondiale. Ed è stato aggiunto che probabilmente le Nazioni Unite, il cui intento è promuovere la pace mondiale, avranno un ruolo in tutto questo, forse insieme alla falsa religione. Quest'ultima specificazione fa pensare che il suddetto grido si potrebbe verificare anche prima della caduta di Babilonia, anche se è chiaro che non si può essere dogmatici al riguardo

.

La reazione del nostro eroe? Il 18 luglio scrive:


Ci sarà la scomparsa di Babilonia la Grande (Rivelazione/Apocalisse 17:16-17), ci sarà la dichiarazione di "Pace e Sicurezza" (1 Tessalonicesi 5:1-3).
Per quel che ne so, non sappiamo esattamente come gli avvenimenti si svolgeranno in sequenza tra loro, o come si intersecheranno prima di Armaghedon (Rivelazione/Apocalisse 16:14,16).

Non sappiamo esattamente come gli avvenimenti si svolgeranno in sequenza tra loro? Ma come il 3 luglio scriveva:


Probabilmente (anzi, sicuramente) dopo.

Ed ancora:


Notare che, dopo il grido di "pace e sicurezza", la rovina sarà istantanea, e non è ipotizzabile, nè a rigor di logica nè a rigor di...Scritture, che a fare quel grido possa essere Babilonia la Grande.

Che fine avranno fatto la logica e le scritture? Forse è proprio vero che: Il sentiero dei giusti è come la fulgida luce che risplende sempre più finché il giorno è fermamente stabilito. Proverbi 4:18.

Il topic completo:http://testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/d/9227452/Pace-e-sicurezza-o-di-male-in-peggio-/discussione.aspx

Cristo pietà.


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4/11/2015 7:05 PM
 
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Come direbbe Barnabino, mi è stato comunicato che Aquila ha replicato a questo topic su Tdgonline. Il topic in questione è però sparito subito. Probabilmente è riservato ai soli soci della confraternita "Noi giustizieri di Dio" di cui EverLastingLife è presidente. Se qualcuno di buona volontà salva il topic e me lo invia via mail farebbe una gran bella cosa. Chissà quanti interessanti spunti di riflessione ci saranno...

Shalom.
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11/1/2015 10:21 AM
 
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Voglio con questo post chiedere scusa all’utente Aquila-58. Non posso nascondere di aver pensato cose non belle nei suoi confronti. Come grecista nulla da dire: le sue conoscenze sono state riconosciute anche dal grande Metzger ( ho raccontato l’episodio nel primo post di questo topic). Avevo però l’impressione che troppe volte la foga facesse prevalere in lui l’apologia alla scientificità. Dopo aver letto il topic “Confutazione trasmissione radio Maria del GRIS di ottobre 2015...” mi sono dovuto ricredere. Ecco cosa il Kurt Aland de noantri afferma al post 9:


Prima di tutti, sulla base di Gv. 17:26, non abbiamo alcun elemento biblico per affermare che Gesù non abbia pronunciato il Nome almeno con i discepoli. Lo ha fatto eccome e, pronunciandolo, ne ha illustrato il senso pieno a loro e a tutti noi, tanto che solo un apostolo di Cristo potè affermare che Dio è amore, l’’ essenza stessa di Dio (1 Gv. 4:8).

Pronunciandolo con i discepoli ha illustrato non solo il senso pieno del Nome ma ha reso evidente l’ essenzialità della cosa, affinchè l’ amore con il quale il Padre ha amato il Figlio potesse restare in loro e in noi:
“26 E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro». “ (Gv. 17:26 CEI).

E con i giudei increduli?
Gesù può aver rispettato la tradizione giudaica di non pronunciare il Nome (come sicuramente già accadeva nel I secolo)?
Probabilmente si, Gesù riteneva di dover rispettare questa tradizione specifica e non era l' unica che rispettasse!
Basta per esempio leggere Marco 7:29-30: la nota della cattolicissima Bibbia di Gerusalemme afferma: "Gesù compie una guarigione a favore di un pagano o di una pagana, ma guarisce a distanza con la potenza della sua parola, dato che a un ebreo non era permesso entrare nella casa di un pagano "!



Questa sensazionale affermazione dimostra senza dubbio che:
1. i tdG non sono fatti con lo stampino,
2. la sua assoluta libertà di pensiero;
3. che quando parla non si rende conto di cosa dice.
Quanto detto infatti non solo contraddice quanto il CD ha detto nelle seguenti pubblicazioni.
Perspicacia pagina 1024:

Ai giorni di Gesù e dei discepoli il nome divino compariva senz’altro nelle copie delle Scritture, sia nei manoscritti in ebraico che in quelli in greco. Gesù e i discepoli usavano dunque il nome divino nel parlare e nello scrivere? Dal momento che Gesù condannava le tradizioni farisaiche (Mt 15:1-9), sarebbe del tutto irragionevole concludere che Gesù e i discepoli si lasciassero influenzare al riguardo da idee farisaiche (come quelle riportate nella Mishnàh). Il nome stesso di Gesù significa “Geova è salvezza”. Egli disse: “Sono venuto nel nome del Padre mio”. (Gv 5:43) E insegnò ai suoi seguaci a pregare: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome”. (Mt 6:9) Le sue opere, disse, erano compiute “nel nome del Padre” (Gv 10:25), e in preghiera, la sera prima di morire, disse che aveva reso manifesto ai discepoli il nome del Padre suo e chiese: “Padre santo, vigila su di loro a motivo del tuo nome”. (Gv 17:6, 11, 12, 26) Perciò, quando citava o leggeva le Scritture Ebraiche, Gesù certamente usava il nome divino, Geova. (Cfr. Mt 4:4, 7, 10 con De 8:3; 6:16; 6:13; Mt 22:37 con De 6:5; Mt 22:44 con Sl 110:1; e Lu 4:16-21 con Isa 61:1, 2). Logicamente i discepoli di Gesù, fra cui gli scrittori ispirati delle Scritture Greche Cristiane, avranno seguito in questo il suo esempio.
Perché allora il nome non compare nei manoscritti delle Scritture Greche Cristiane, il cosiddetto Nuovo Testamento, che ci sono pervenuti? Evidentemente perché quando furono fatte quelle copie (dal III secolo E.V. in poi) il testo originale degli scritti degli apostoli e dei discepoli era già stato alterato. Quindi copisti successivi devono aver sostituito il nome divino nella forma del Tetragramma con Kỳrios e Theòs (ILLUSTRAZIONE, vol. 1, p. 324), proprio come era avvenuto nelle copie più tarde della traduzione dei Settanta delle Scritture Ebraiche.



Torre di Guardia del 15/10/2013 pagina 28:

8 Quando leggiamo la preghiera riportata in Giovanni capitolo 17, non abbiamo dubbi che Gesù provasse profondo amore non solo per i suoi apostoli, ma anche per quelli che sarebbero diventati suoi discepoli (Giov. 17:20). È anche vero, però, che la cosa più importante per lui non è la nostra salvezza. Durante tutto il suo ministero terreno Gesù dimostrò che il suo obiettivo principale era quello di santificare e glorificare il nome di suo Padre. Per esempio, possiamo star certi che pronunciò distintamente tale nome quando, per rivelare la natura del suo incarico, nella sinagoga di Nazaret lesse dal rotolo di Isaia: “Lo spirito di Geova è su di me, perché egli mi ha unto per dichiarare la buona notizia ai poveri” (Luca 4:16-21).
9 Anche se i capi religiosi ebrei insegnavano alle persone a non usare tale nome già molto tempo prima che Gesù venisse sulla terra, non c’è dubbio che egli respingesse energicamente questa tradizione non scritturale. Ai suoi oppositori disse: “Io sono venuto nel nome del Padre mio, ma voi non mi ricevete; se qualcun altro arrivasse nel suo proprio nome, quello ricevereste” (Giov. 5:43). Poi, pochi giorni prima di morire, Gesù espresse in preghiera ciò che gli premeva maggiormente con le parole: “Padre, glorifica il tuo nome” (Giov. 12:28). Non sorprende quindi che la sua premura per il nome del Padre emerga a più riprese nella preghiera che stiamo esaminando.
10 “Ho reso manifesto il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo”, pregò Gesù. “Erano tuoi, e tu li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. [...] E io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo e io vengo a te. Padre santo, vigila su di loro a motivo del tuo nome che tu mi hai dato, affinché siano uno come lo siamo noi” (Giov. 17:6, 11).
11 Far conoscere il nome del Padre ai discepoli implicava molto di più che pronunciarlo. Gesù li aiutò a capire cosa rappresentava quel nome, ovvero le meravigliose qualità di Dio e il modo amorevole in cui tratta gli esseri umani (Eso. 34:5-7). Inoltre, dalla sua elevata posizione in cielo, Gesù continua ad aiutare i suoi discepoli a far conoscere il nome di Geova in tutta la terra. Con quale obiettivo? Radunare altri discepoli prima che giunga la fine di questo malvagio sistema di cose. Quando ciò accadrà, Geova libererà i suoi leali servitori e tutti conosceranno il suo “grande nome” (Ezec. 36:23).



Contraddice soprattutto il lavoro fatto dal comitato di traduzione della TNM dove il nome divino è messo in bocca a Gesù in molte occasioni pubbliche. Per esempio:
Matteo 22:41-44: E mentre i farisei erano radunati, Gesù chiese loro: “Che ne pensate del Cristo? Di chi è figlio?” Gli dissero: “Di Davide”. Egli disse loro: “Com’è dunque che Davide per ispirazione lo chiama ‘Signore’, dicendo: ‘Geova ha detto al mio Signore: “Siedi alla mia destra finché io abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi”’?

Luca 4:16-18: E venne a Nazaret, dov’era stato allevato; e, secondo la sua abitudine, entrò in giorno di sabato nella sinagoga, e si alzò per leggere. E gli fu consegnato il rotolo del profeta Isaia, ed egli, aperto il rotolo, trovò il luogo dov’era scritto: “Lo spirito di Geova è su di me, perché egli mi ha unto per dichiarare la buona notizia ai poveri, mi ha mandato per predicare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi, per mettere in libertà gli oppressi. (tenete a mente questo versetto).

Luca 20:34-37: Gesù disse loro: “I figli di questo sistema di cose si sposano e sono dati in matrimonio, 35 ma quelli che sono stati considerati degni di guadagnare quel sistema di cose e la risurrezione dai morti non si sposano né sono dati in matrimonio. Infatti, non possono neanche più morire, poiché sono come gli angeli, e sono figli di Dio, essendo figli della risurrezione. Ma che i morti siano destati lo ha rivelato anche Mosè nel racconto del roveto, quando chiama Geova ‘l’Iddio di Abraamo e l’Iddio di Isacco e l’Iddio di Giacobbe’.

Aquila in un certo senso potrebbe addirittura essere annoverato tra gli oppositori della TNM. In che senso?
Notate cosa dice la Torre di Guardia del 1/3 1991 a pagina 28 in merito all’uso del nome divino in pubblico da parte di Gesù:


In Luca 4:18, secondo la Traduzione del Nuovo Mondo, Gesù applicò a se stesso una profezia di Isaia, dicendo: “Lo spirito di Geova è su di me”. (Isaia 61:1) Molti non sono d’accordo sull’uso del nome Geova in questo versetto. Questo, comunque, è solo uno degli oltre 200 luoghi in cui tale nome compare nella Traduzione del Nuovo Mondo delle Scritture Greche Cristiane, il cosiddetto Nuovo Testamento. È vero che nessun antico manoscritto greco del “Nuovo Testamento” pervenutoci contiene il nome personale di Dio. Ma il nome è stato incluso nella Traduzione del Nuovo Mondo per validi motivi, non solo per capriccio. E altri hanno fatto la stessa cosa. Solo in tedesco ci sono almeno 11 traduzioni che usano “Geova” (o la traslitterazione dell’ebraico, “Yahweh”) nel testo del “Nuovo Testamento”, mentre quattro traduttori aggiungono il nome fra parentesi dopo “Signore”. Più di 70 traduzioni tedesche usano il nome nelle note in calce o nei commenti.
In Israele il nome di Dio fu pronunciato liberamente per più di mille anni. È il nome che ricorre più di frequente nelle Scritture Ebraiche (“Antico Testamento”), e non c’è nulla che dimostri in maniera convincente che esso fosse sconosciuto alle persone in generale o che la sua pronuncia fosse già dimenticata nel I secolo dell’era volgare, quando cristiani ebrei furono ispirati a scrivere i libri del “Nuovo Testamento”. — Rut 2:4.
Wolfgang Feneberg osserva nella rivista dei gesuiti Entschluss/Offen (aprile 1985): “Egli [Gesù] non trattenne da noi il nome di suo Padre YHWH, ma ce l’affidò. È altrimenti inspiegabile come mai la prima richiesta della preghiera del Signore dica: ‘Sia santificato il tuo nome!’” Feneberg osserva anche che “nei manoscritti precristiani ad uso degli ebrei di lingua greca il nome di Dio non era parafrasato con kýrios [Signore], ma era scritto in forma di tetragramma [YHWH] in caratteri ebraici o ebraico-arcaici. . . . Troviamo reminiscenze del nome negli scritti dei Padri della Chiesa; ma a loro esso non interessava. Nel tradurre questo nome kýrios (Signore), ai Padri della Chiesa interessava di più attribuire la grandezza del kýrios a Gesù Cristo”. La Traduzione del Nuovo Mondo ripristina il nome nel testo della Bibbia ovunque ci siano valide e autorevoli ragioni per farlo. — Vedi l’Appendice 1D nella Bibbia con riferimenti.



Sia ben chiaro, io non lo ritengo un oppositore: lui è solo uno che non si rende conto delle conseguenze logiche che hanno le proprie affermazioni.

Aquila scusami.

Shalom.
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11/8/2015 2:06 PM
 
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L’affermazione dell’utente Aquila-58 secondo cui:

Gesù può aver rispettato la tradizione giudaica di non pronunciare il Nome (come sicuramente già accadeva nel I secolo)?
Probabilmente si, Gesù riteneva di dover rispettare questa tradizione specifica e non era l' unica che rispettasse!


non è passata inosservata.

Dal topic: Gesù e la tradizione degli ebrei, ecco cosa scrive un utente anonimo:


In un post di risposta a Radio Maria un utente tdg afferma che Gesù riteneva di dover rispettare la tradizione di non pronunciare il nome divino davanti agli ebrei increduli e che questa non era l'unica tradizione che rispettava è si cita la nota in calce della Bibbia di Gerusalemme a Marco 7:29,30.
Se Gesù pronunciava il nome divino o meno non lo so, ma non è questo il vostro insegnamento ufficiale come mi avete sempre detto e come si può leggere nella vostra biblioteca online per esempio vedi la torre di guardia del 1 luglio 2010 p.5 il libro it-1 pag. 1027 il libro rs pag. 401 e l'appendice della TNM a pag 1566. Tutti questi riferimenti dicono che Gesù non avrebbe mai seguito questa tradizione perché lui condannava le tradizioni vedi Matteo 15:6. Anzi la TNM pag.1566 dice chiaramente che Gesù nella sinagoga di Nazaret pronunció il nome divino. Perché si dice diversamente dal vostro insegnamento ufficiale?
Inoltre Secondo me dire che Gesù seguisse le insulse tradizioni dei giudei è falso. Gesù le condannò vedi quelle sul sabato quelle sulle donne quelle sui samaritani e quelle sui pagani, tra l'altro in Marco 7:29,30 io non ci vedo nessuna osservanza di alcuna tradizione.
Volevo se possibile chiarimenti al riguardo grazie



L’aquilotto accortosi di aver sbroccato si lancia in una penosa difesa delle sue parole: tanto penosa che nemmeno Barnabino avrebbe saputo fare peggio.

Ecco cosa afferma al post 13:


il che (finora) mi fa pensare che possa essere un nostro detrattore, come al solito sotto mentite spoglie, che, mostrandosi più realista del re, vorrebbe supportare la sciocchezza - che va alla grande nei siti intolleranti e razzisti anti testimoni di Geova, dove addirittura attendono con la bava alla bocca, poveracci, il "crollo" della Torre di Guardia - che noi ci prenderemmo delle libertà.

Quello che non capiscono è lo "spirito" di quello che ho scritto: siccome i cattolici sostengono che Cristo - per una ragione non meglio identificata - non abbia mai pronunciato il Nome Divino, citando la nota in calce di una loro Bibbia (la Bibbia di Gerusalemme), ho fatto notare che potrebbe averlo fatto in determinate occasioni (si pensi a Mt. 26:64...) così come, secondo una loro Bibbia, nell' occasione di Marco 7:29-30, Gesù avrebbe rispettato una tradizione giudaica.
Perchè affermare, come fanno loro, che Cristo non abbia mai citato il Nome Divino e non pensare invece che con gli apostoli lo abbia fatto regolarmente, spiegandone anche il senso pieno (Gv. 17:26), mentre in altre occasioni, come di fronte al Sinedrio, abbia rispettato una restrizione giudiziaria per evitare un ulteriore e inutile accusa ingiusta, non certo per adeguarsi alla tradizione giudaica o per sostituire il Nome?



Dunque:

Quello che non capiscono è lo "spirito" di quello che ho scritto



Vediamo di capirlo allora.
Aquila-58:

Gesù può aver rispettato la tradizione giudaica di non pronunciare il Nome (come sicuramente già accadeva nel I secolo)?
Probabilmente si, Gesù riteneva di dover rispettare questa tradizione specifica e non era l' unica che rispettasse!



Torre di Guardia 15/10/1980 pagina 10:

Gesù Cristo e i suoi discepoli seguirono forse la tradizione giudaica riguardo al nome di Dio? Gesù condannò intrepidamente le tradizioni degli scribi e dei farisei, liberando i suoi discepoli da simili influenze spiritualmente letali. Disse a quegli “ipocriti”: “Perché anche voi trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? . . . Avete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione”. — Matt. 15:3-9.
Dobbiamo quindi supporre che Gesù e i suoi discepoli usassero liberamente il nome di Dio? Senz’altro sì, perché di frequente citavano versetti delle Scritture che contenevano il nome di Geova. Spesso usavano la Versione dei Settanta, una traduzione greca delle Scritture Ebraiche iniziata ad Alessandria nel III secolo a.E.V., copie della quale contengono tuttora il Tetragramma. È vero che copie della Versione dei Settanta fatte secoli più tardi seguirono la tradizione giudaica di omettere il nome di Dio. Ma rotoli o frammenti della Settanta greca che risalgono ai tempi di Gesù contengono il Tetragramma in caratteri ebraici.



Aquila-58:

Gesù può aver rispettato la tradizione giudaica di non pronunciare il Nome (come sicuramente già accadeva nel I secolo)?
Probabilmente si, Gesù riteneva di dover rispettare questa tradizione specifica e non era l' unica che rispettasse!



Torre di Guardia del 1/7/2010 pagina 5:

Gesù disse in preghiera al Padre suo: “Ho fatto conoscere . . . il tuo nome e lo farò conoscere”. (Giovanni 17:26) Gesù avrà senz’altro pronunciato il nome di Dio in molte occasioni, leggendo, citando o spiegando brani delle Scritture Ebraiche che contenevano quel nome importante. Avrà quindi usato ampiamente il nome di Dio proprio come tutti i profeti prima di lui. Se all’epoca del suo ministero alcuni ebrei stavano già evitando l’uso del nome divino, sicuramente Gesù non avrà seguito questa tradizione. Egli condannò senza mezzi termini i capi religiosi dicendo: “Avete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione”.



Aquila-58:

Gesù può aver rispettato la tradizione giudaica di non pronunciare il Nome (come sicuramente già accadeva nel I secolo)?
Probabilmente si, Gesù riteneva di dover rispettare questa tradizione specifica e non era l' unica che rispettasse!



Torre di Guardia del 15/10/2013 pagina 28:

9 Anche se i capi religiosi ebrei insegnavano alle persone a non usare tale nome già molto tempo prima che Gesù venisse sulla terra, non c’è dubbio che egli respingesse energicamente questa tradizione non scritturale. Ai suoi oppositori disse: “Io sono venuto nel nome del Padre mio, ma voi non mi ricevete; se qualcun altro arrivasse nel suo proprio nome, quello ricevereste” (Giov. 5:43). Poi, pochi giorni prima di morire, Gesù espresse in preghiera ciò che gli premeva maggiormente con le parole: “Padre, glorifica il tuo nome” (Giov. 12:28). Non sorprende quindi che la sua premura per il nome del Padre emerga a più riprese nella preghiera che stiamo esaminando.



Che dire?


Quello che non capiscono è lo "spirito" di quello che ho scritto



Lo abbiamo capito invece.


Poteva Barnabino non dire la sua al riguardo? Come direbbe l’aquilotto, La risposta a più tardi....

Il topic in questione: testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/d/11204263/Gesù-e-la-tradizione-degli-ebrei/discussi...

Shalom

P.S. L’utente Estone non sono io.
[Edited by IO NON ESISTO 11/8/2015 2:10 PM]
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Poteva Barnabino non dire la sua al riguardo?



Ovviamente no. Dal topic “Gesù e la tradizione degli ebrei” ecco come l’avvocato Barnazzeccagarbugli tenta di salvare capra e cavoli:


Il fatto che Gesù non seguisse le tradizioni farisaiche non significa comunque che pronunciasse il nome divino compulsivamente o fuori luogo, scioccando i suoi interlocutori. Lo stesso Paolo dice: "E così ai giudei divenni come un giudeo, per guadagnare i giudei; a quelli sotto la legge divenni come sotto la legge, benché io stesso non sia sotto la legge, per guadagnare quelli che sono sotto la legge ". Paolo non condivideva certe tradizioni e le usanze farisaiche, come quella di non pronunciare il nome, ma neppure voleva provocare, creando una barriera con i suoi interlocutori dunque è probabile che non lo usasse in tutte le circostanze come una sorta di amuleto, come d'altronde fanno oggi i testimoni di Geova. Gesù, come Paolo, teneva conto delle circostanze. Questo è ben diverso dall'atteggiamento di chi non usa mai il nome divino.



Ed ancora:


Certo si può supporre che in generale gli ebrei dopo le vicissitudini della distruzione del tempio e poi delle successive guerre dei maccabei usassero il nome con maggior riservatezza, in effetti anche nella TNM si evince che Gesù usava con più attenzione il nome divino in situazioni pubbliche che non fossero la sinagoga, preferendo usarlo insegnando nell'intimità dei suoi discepoli. Non è una regola ma una tendenza. Un po' quello che facciamo oggi noi testimoni di Geova.



Dunque:

in effetti anche nella TNM si evince che Gesù usava con più attenzione il nome divino in situazioni pubbliche che non fossero la sinagoga, preferendo usarlo insegnando nell'intimità dei suoi discepoli.



Sarà vera questa affermazione?
Dal sermone del monte, Matteo 5:33: “Avete anche udito che fu detto agli antichi: ‘Non devi giurare senza adempiere, ma devi pagare a Geova i tuoi voti”.
Affermazione fatta davanti a centinaia o forse migliaia di persone.


in effetti anche nella TNM si evince che Gesù usava con più attenzione il nome divino in situazioni pubbliche che non fossero la sinagoga, preferendo usarlo insegnando nell'intimità dei suoi discepoli.


Gesù in polemica con capi sacerdoti e scribi, Matteo 21:42: Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture: ‘La pietra che gli edificatori hanno rigettato, questa è divenuta la principale pietra angolare. Questo è stato fatto da Geova, ed è meraviglioso agli occhi nostri’?”


in effetti anche nella TNM si evince che Gesù usava con più attenzione il nome divino in situazioni pubbliche che non fossero la sinagoga, preferendo usarlo insegnando nell'intimità dei suoi discepoli.


Gesù in polemica con i farisei, Matteo 22:41-45: E mentre i farisei erano radunati, Gesù chiese loro: “Che ne pensate del Cristo? Di chi è figlio?” Gli dissero: “Di Davide”. Egli disse loro: “Com’è dunque che Davide per ispirazione lo chiama ‘Signore’, dicendo: ‘Geova ha detto al mio Signore: “Siedi alla mia destra finché io abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi”’? Se, perciò, Davide lo chiama ‘Signore’, com’è egli suo figlio?”


in effetti anche nella TNM si evince che Gesù usava con più attenzione il nome divino in situazioni pubbliche che non fossero la sinagoga, preferendo usarlo insegnando nell'intimità dei suoi discepoli.


Sempre Gesù con i farisei, Luca 13:31-35: In quella stessa ora si accostarono certi farisei, dicendogli: “Esci e vattene di qui, perché Erode ti vuole uccidere”. Ed egli disse loro: “Andate a dire a quella volpe: ‘Ecco, scaccio demoni e compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno avrò finito’. Tuttavia, devo andare per la mia via oggi e domani e il giorno seguente, perché non è ammissibile che un profeta sia distrutto fuori di Gerusalemme. Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, . . . quante volte ho voluto radunare i tuoi figli come la gallina raduna la sua covata di pulcini sotto le ali, ma voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa vi è abbandonata. Vi dico: Non mi vedrete più finché non diciate: ‘Benedetto colui che viene nel nome di Geova!’”

Nel post precedente avevo scritto:

L’aquilotto accortosi di aver sbroccato si lancia in una penosa difesa delle sue parole: tanto penosa che nemmeno Barnabino avrebbe saputo fare peggio.



Forse mi sbagliavo.

Shalom.
[Edited by IO NON ESISTO 11/15/2015 3:05 PM]
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Dal topic “lo schiavo fedele e discreto fino a quando sarà presente?"


Diversi utenti anonimi contestano l’attuale intendimento che identifica il CD dei TdG con lo schiavo fedele e discreto. Chi , se non l’aquilotto, poteva sbarrare la strada a questi moderni Imeneo e Fileto? Certo il topic è lungo, ma vi assicuro che non vale la pena leggerlo. Vi dico solo che il Metzger di “Testimoni di Geova online” grazie alle sue superiori conoscenze di greco li ha demoliti tutti quanti. Ecco per esempio una perla:


 




chi era lo SFD per tutti i secoli che separano la chiesa primitiva dalla nascita dei TdG?


la parabola dello SFD è situata nel contesto specifico della parousia e del sunteleias tou aionos di Mt. 24:3, per cui la domanda è senza senso....si può parlare semmai di chi fosse il grano e la zizzania nei secoli da te indicati, ma non chi fosse lo SFD




 


Certo, qualcuno potrebbe far notare che erano le stesse conoscenze che non più tardi di qualche anno fa portavano Aquila a dire con assoluta certezza cose diametralmente opposte (vedi post 8 e 10), tipo:



Il testo greco di Matteo 24:45-47, che ti traslittero, può aiutarti a comprendere la nostra posizione:
"45) Tis ara estin ho pistos doulos kai fronimos hon katestesen ho kurios epi tes oiketeias autou tou dounai autois ten trofen en kairoi?
46) makarios ho doulos ekeinos hon elthon ho kurios autou heuresei houtos poiounta 47) amen lego humin hoti epi pasin tois huparchousin autou katastesei auton".
Alla lettera, si può tradurre così:
"Chi dunque è il servo fedele e prudente (o "discreto") che costituì [qui il verbo greco è al perfetto...] il Signore sui domestici di lui per dare loro il cibo a tempo ("debito", significato implicito nel testo greco)? Beato (o "felice") quel servo che, venendo il Signore di Lui, lo troverà così facente. Amen vi dico che su tutti i suoi averi (o "beni") lo stabilirà".

Pertanto, caro Salvian, lo "schiavo fedele e discreto" fu istituito o stabilito dal Signore Gesù già nel primo secolo ("che il Signore costituì"), e aveva il compito di dare cibo (intendimento spirituale) a suo tempo, cioè gradualmente

Ed ancora:


Il testo greco dice che il Signore "costituì" (il verbo greco è al perfetto) lo schiavo (già nel I secolo, pertanto) per dare cibo "a tempo debito" (secondo il testo greco letterale).

Sempre qualcuno potrebbe far notare che non c’è nulla di male nel cambiare idea, ma anche che dai propri errori si dovrebbe imparare qualcosa. Forse non sarebbe il caso di usare frasi come :


E’ una scempiaggine


Sei in gravissimo errore

e via dicendo.

Ma probabilmente questo qualcuno è solo un detrattore pronto a lamentarsi.

Il topic in questione:http://testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/d/11210776/lo-schiavo-fedele-e-discreto-fino-a-quanto-sarà-presente-/discussione.aspx/13

Shalom


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Le certezze della filologia

Sempre dal topic “lo schiavo fedele e discreto fino a quando sarà presente?”
L’utente Chronos interviene a pagina 16 scrivendo:


Potete ritenere ciò che più vi piace, naturalmente, ma al versetto 45 Gesù non chiede ai suoi discepoli "Chi è realmente lo schiavo fedele e discreto che il suo signore costituirà...?" come ci si aspetterebbe di leggere se si trattasse veramente di una profezia, ma chiede invece "Chi è realmente lo schiavo fedele e discreto che il suo signore ha costituito...?", per cui mentre Egli sta parlando (33 d.C.) lo SFD è già stato costituito.

L’argomento è forte e non nuovo. Ecco infatti cosa scriveva l’utente Aquila-58 proprio al riguardo:


Occorre fare una precisazione, per illustrare ancora (ma lo hanno già fatto egregiamente le sorelle Esperidia e Giandujotta) la nostra posizione.
Il testo greco di Matteo 24:45-47, che ti traslittero, può aiutarti a comprendere la nostra posizione:
"45) Tis ara estin ho pistos doulos kai fronimos hon katestesen ho kurios epi tes oiketeias autou tou dounai autois ten trofen en kairoi?
46) makarios ho doulos ekeinos hon elthon ho kurios autou heuresei houtos poiounta 47) amen lego humin hoti epi pasin tois huparchousin autou katastesei auton".
Alla lettera, si può tradurre così:
"Chi dunque è il servo fedele e prudente (o "discreto") che costituì [qui il verbo greco è al perfetto...] il Signore sui domestici di lui per dare loro il cibo a tempo ("debito", significato implicito nel testo greco)? Beato (o "felice") quel servo che, venendo il Signore di Lui, lo troverà così facente. Amen vi dico che su tutti i suoi averi (o "beni") lo stabilirà".

Pertanto, caro Salvian, lo "schiavo fedele e discreto" fu istituito o stabilito dal Signore Gesù già nel primo secolo ("che il Signore costituì"), e aveva il compito di dare cibo (intendimento spirituale) a suo tempo, cioè gradualmente
E così fu. L' assemblea direttiva che si riunì in concilio a Gerusalemme (Atti 15) fungeva da corpo direttivo, alle cui decisioni tutte le ekklesiai si attenevano (Atti 16:4).
Il corpo direttivo, allora come oggi, è il gruppo di cristiani coeredi celesti di Cristo che rappresenta tale schiavo fedele e discreto.

http://testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9855252

Ed ancora:


Il testo greco dice che il Signore "costituì" (il verbo greco è al perfetto) lo schiavo (già nel I secolo, pertanto) per dare cibo "a tempo debito" (secondo il testo greco letterale). Questo schiavo sarà costituito su tutti gli averi di Cristo alla parousìa, non all' erchomenon?
Leggi attentamente: all' erchomenon Cristo non costituirà affatto lo schiavo su tutti gli averi, ma avrà ben altro da fare, leggiti Matteo 24:29-31!
Sei completamente nel pallone!

http://testimonidigeova.freeforumzone.leonardo.it/d/9537255/I-2300-giorni-di-Daniele-8-14-secondo-l-interpretazione-dei-tdG/discussione.aspx/1

Certo nel 2013 l’intendimento sullo SFD è stato modificato. Sarà cambiato anche il greco antico? Pare proprio di sì. Ecco infatti cosa scrive l’Aquilotto adesso, parlando proprio di quel “costituirà”/ “ha costituito”:


Il verbo significa poco. 
Giusto per fare un esempio, l' Apocalisse è una profezia (Apoc. 1:3) riguardante in buona parte avvenimenti futuri, ma i verbi sono in gran parte al passato...
E comunque nel sinottico lucano, il verbo è al futuro:

"Tis ara estin ho pistos oikonomos ho fronimos, hon katastesei ho kurios epi tes therapeias autou tou didonai en kairoi to sitometrion " (Luca 12:42), alla lettera:

"Qual' è dunque il fedele amministratore, quello prudente, che costituirà il Signore sulla sua servitù per dare in tempo la porzione di cibo? "

Ciao.

Il verbo significa poco? Vorrei commentare ma…non trovo i verbi.

Shalom


[Edited by IO NON ESISTO 12/24/2015 1:07 PM]
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