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[DESCRITTIVO] Le Ali Nere di Signora "Morte"

Last Update: 6/19/2014 10:11 AM
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6/19/2014 10:11 AM
 
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RIASSUNTO



Cavalca, cammina, compie passi non umani, è un sussurro di morte, da quando la stessa ha abitato l'Isola, e Lei ne è figlia, figlia e sorella, Madre, un'ombra, una percezione della caducità delle cose e degli Uomini anche sulla Sacra Terra. Inwe e Tyana non sono preparate al Sangue, ma quello si ritroveranno tra le mani, come il "Sogno" che vivranno dentro la polla d'acqua nata dal Terreno della Foresta di Luce. Lascia immagini, momenti di finzione o verità del Futuro che probabilmente sarà, o cose del Passato che sono già accadute, fatto sta che le piccole donnine cercheranno invano di -ricordare- qualcosa che non potranno più fare a meno di pensare...



INDICAZIONI E SUGGERIMENTI



Prima di tutto spero di avervi ben coinvolto in questo film -Horror- [SM=g27824] , ma ci tengo a donarvi delle indicazioni per meglio voi proseguire con questo spunto di gioco. Sia Tyana e sia Inwe hanno visto qualcosa, come se un sogno in pieno giorno gli fosse apparso nella mente, ma come tutti i sogni al mattino appena svegli si ricordano abbastanza, ma lentamente questo sparisce o svanisce, confondendo una immagine per un'altra, andando anche ad inventare spesso una trama tutta nostra e personale. Nel giro di poche ore entrambi i vostri pg avranno un ricordo sfocato e confuso di ciò che avranno visto nella polla e, inutile, sarà ricordare e ricercare ancora. Avranno però la netta sensazione ed una sana consapevolezza che Avalon ha mostrato anche la parte oscura del Cerchio.



E non ultimo, brave entrambe, Inwe molto coinvolta mi pare di aver percepito, mi ha fatto davvero piacere. [SM=g27823]



Non ho inserito alcun asterisco poichè non c'è nulla di peculiare da far approvare, se ho sbagliato chiedo venia [SM=g27821]




[ FORESTA DI LUCE ]




[IMG]http://i58.tinypic.com/20zy62w.jpg[/IMG]



INWE [Radura] Accovacciata su un grosso masso, l'intera altezza ridotta a meno della metà, la Mezza sembra più che mai una ragazzina: la schiena ricurva verso terra, l'indice destro teso a disegnare strane forme nella polvere. Un semplice diletto, compiuto senza alcuna pretesa o intento: un passatempo. L'abito color rame le nasconde le gambe raccolte, deformandone l'apparenza: uno strano essere dalle gambe corte ed il busto sproporzionato. Ha raccolto i capelli in due trecce, acconciate sopra la testa come una corona, a stringere le orecchie troppo lunghe: una ragazzina che gioca a far la donna, imitando le pettinature che ha visto adottare alla madre. Cosa traccia nella terra? Un paio di lettere, stentate a dire il vero, un arco che ha tutta l'aria di una porta: semplici schizzi sull'onda dei ricordi. Dei suoni la distolgono da quell'attività tutt'altro che impegnativa: tende l'orecchio, e riconosce passi, e il chiaro rumore che accompagna lo spostamento di qualcosa molto pesante. Trascinato? Direbbe di si, se dovesse affidarsi unicamente ai propri sensi: ritmicamente, quel suono accompagna i passi. Resta al suo posto, seppur adotti un'aria vigile, da cerva che tema l'arrivo del predatore: : confida sulla sua posizione, nascosta alla vista di chi s'accosta alla radura dal sentiero d'entrata, per andarsene velocemente e senza esser notata, se necessario.




TYANA [sentiero/radura]Si si si, aveva lasciato Hanny all'imboccatura della salita per la cordigliera, ed ora era tornata indietro perchè dentro la sacca, si era accorta, mancava un pezzo, già era certa che Senor Maxim si fosse accorto di quello che era sparito e se lei non riportava tutto indietro per come doveva, rischiava pienamente che un secchio il custode lo spaccava sulla sua testa, no certo lui non l'avrebbe fatto, ma meglio rimettere tutto apposto. Spuntando dalla radura, con quella sacca che decisamente pesa, la si potrebbe notare con il solito abbigliamento. Non vedrebbe di certo Inwe, in realtà Tyana starebbe guardando verso la fonte, nello spazio che avevano occupato le due quella mattina, sarebbe però ancora troppo distante per notare quindi continuerebbe ad avanzare....




INWE [Radura] Per fortuna, l'intruso risulta essere "soltanto" Tyana, e come ogni volta che la incontra è in dubbio se andarsene o restare: non vuole un altra valanga di briciole in testa, questo è poco ma sicuro. La osserva immobile trascinare verso la fonte la grossa sacca, palesemente troppo pesante per quelle braccia esili, rischiando ad ogni passo di perdere la presa e di finire faccia a terra per il contraccolpo: chissà perché, ha l'impressione che una scena del genere non sarebbe particolarmente inusuale per la spagnola. Si alza in piedi, maledendo fra sé e sé il suo buon cuore. "Aspettate, Tyana, vi aiuto". Le lancia una voce, ed è da lei in qualche passo. Non aspetta neppure una risposta della donna, si limita a posizionare le proprie mani la destra nuda, la sinistra coperta dal solito guanto - subito sotto le sue, e a fare forza non senza fatica verso l'alto: così, forse, riusciranno a sollevare la sacca e a portarla alla fonte.




TYANA [Radura]La sacca, in realtà, è meno pesante di quello che parrebbe, è che Tyana è stanca per la strada fatta avanti e indietro e l'arrivo, inaspettato della mezzelfa viene accolto un gran sorriso..* Dammi del tu, e grazie..* Le direbbe mentre l'alzerebbero, adesso con poca fatica e probabilmente insieme, giungerebbero alla fonte, dove la sacca, lasciata andare, potrebbe rivelare parte del suo contenuto, secchi foderati alla base esterna, coperchi e un solo cucchiaio di legno, visto che uno proprio non salta fuori, infatti adesso la spagnola starebbe guardando per terra, camminando torno torno alla fonte stessa..* Donde estas?* Chiederebbe a se stessa, non certo ad Inwe che non dovrebbe avere nemmeno una vaga idea di dove la porti la follia spagnola.




INWE [Radura] Lancia uno sguardo all'interno del sacco, ed inarca il sopracciglio in una palese, per quanto tacita, domanda: cosa diamine deve farci con tutti questi secchi? Ma non fa in tempo a dar voce ai propri dubbi che quella già parte alla ricerca di chissà cosa, girando ripetutamente attorno alla fonte, simile ad un segugio che cerchi di ritrovare la propria pista. "Che cercat.. ehm, cosa cerchi? Hai perso qualcosa? " Che domanda sciocca, come se non fosse abbastanza palese che la spagnola sta ricercando qualcosa. Dà ancora uno sguardo al sacco, tentando di capire cosa mai possa esser scivolato via da esso di tanto importante da farsi desiderare in quel modo da Tyana. Secchi, coperchi, un mestolo, nulla che non abbia colto alla prima occhiata: proprio non sa immaginare quale perdita angusti così tanto la povera fanciulla.




TYANA [radura]Non può certo vedere Inwe che sbircia perchè lei sta cercando....* Eccolooooooooooooooo te busque..* E si si, lo afferrerebbe e la mezzelfa potrebbe vedere nella destra mano di Tyana, alzato come un trofeo, un altro mestolo, come quello già presente dentro la sacca..Ora si volterebbe verso la giovane *e che stamattina ho fatto sentire la musica ad una draconicasordomuta e mi ero persa questo pezzo..* Oh si certo Tyana, la spiegazione non fa una grinza.....Mentre quello verrebbe ficcato dentro la sacca stessa * E non cadere più...Lo vuoi un biscotto alla cannella?...* Forse vi leggerebbe terrore in quella visto che l'ultima volta le aveva dato i biscotti in testa..Quindi lentamente poggerebbe il sacchettino sul bordo e si allontanerebbe come a dire...Fa tu non li tocco.



[ATTENDERE RESPONSO] 



Una Foresta, un rivolo d'acqua, una frizzante giornata avalonese, un insolito momento della Vita di quest'isola. Qualcosa parla, o forse ascolta, o probabilmente parla ed ascolta mentre arriva, un movimento dell'aria si apre dapprima piano e leggero, poi sempre più accalcato e presente, quasi denso. Ci sono gemme sotto il lago che brillano anche di notte e ci sono notti in Avalon che luccicano anche di giorno, che si fanno ricordare, che si fanno amare. Giorni che ''scelgono'' qualcuno, altri che li lasciano andare via. Questo giorno si prepara e si compie, vi sono proprio quelle due fanciulline, proprio 
due donnine giovani a vivere ma senza ''presentire'' quasi niente oltre le loro stesse voci e le loro stesse movenze in corsa verso movimenti così banali della vita. Tyana, Inwe, ed intanto l'aria si addensa, ma non pare proprio essere Aria, ma Acqua, forse Terra, anche Fuoco.



[GDR PLAY] 




INWE [Radura] La spagnola è strana, e senza appello: sta sventolando un mestolo, il tanto agognato mestolo, nella destra, con orgoglio tale da far immaginare chissà quale valore in quello stendardo di legno. Le parole che seguono il ritrovamento sono incomprensibili per la Mezza: musica per una draconica sordomuta? Che? Ogni incontro fra le due non fa che aumentare i dubbi sulla totale sanità mentale della spagnola, che ora addirittura conversa con la cucchiarella. L'offerta dei biscotti potrebbe esser troppo Inwe: ha impiegato ore per eliminare tutte le briciole dalla testa, l'ultima volta. Sta già ponendo le mani avanti a sé, per accentuare con quel gesto il cortese rifiuto che vorrebbe porgerle, quando quella poggia in terra il malefico sacchetto, rendendolo, forse, innocuo. Un brontolio si alza dallo stomaco della Mezza: perchè no, in fondo, non ha ancora assaggiato questi famigerati biscotti.. se Tyana manterrà le distanze non ci dovrebbe esser pericolo. Le sorride, dunque, mentre allunga la mano e lascia che le dita scelgano casualmente uno dei dolcetti. “Grazie”, mormora verso Tyana alzandolo leggermente davanti a sé: il dolce profumo della cannella si spande nell'aria, annullando ogni altra sensazione, per quanto vaga, e la Mezza già sente sulla lingua il sapore ancora più dolce che certamente scoprirà mordendo quel pasticcino. 




TYANA [radura]Eh si Ty si mantiene a distanza, di danni a quella povera mezza ne aveva combinati anche troppi la spagnola, così si siederebbe, sul bordo e lascerebbe che finalmente, dopo innumerevoli tentativi, la giovane possa gustare i biscotti alla cannella...Per quel che la riguarda ne ha mangiati pure troppi e casualmente, senza rendersene conto, infilerebbe una mano dentro l'acqua, proprio la destra, la mano del cuore...Comincerebbe a fare qualche cerchio concentrico, senza badarci, casualmente * te gusta?* Le chiederebbe, mentre ancora qualche cerchio spunterebbe dal movimento della mano..Tuttavia, d'un tratto, la stessa acqua e l'aria, sembrerebbero più pesanti, come se avesse spirato un improvviso vento del sud, carico di sabbia sarebbe forse la sensazione di un istante, di una iberica un po' stanca dalla mattinata, lo dimenticherebbe istantanea




[ATTENDERE RESPONSO] 



Le cose insolite, avevamo detto, ma poi quali cose sono meno solite, non ci sono limiti alla follia, alla pazzia, o forse ve ne sono per gli occhi e la bocche. Gli occhi che vedono quello che vogliono vedere e le bocche che parlano credendo di sapere, molto di tutto questo disorienta, rende capaci ed incerti in egual modo, eppure quel Vento spira, forse Acqua che cavalca ed argina tronchi grandi degli alberi, poi scroscia via, poi bagna eppure, al suo passaggio, parrebbe tutto asciutto, è un'onda inarrestabile, carica, molto, parecchio, davvero tanto. E' intrisa di follia o di bellezza, è intrisa di quello che un tempo si conosceva, e che ora, da tanto, è andato perduto. Ma le forme cambiano, come e dove? Nessuno lo sa, è solo mistero e un tantino di immagine visionaria, la forma e l'imago che si avvicina che non si fa vedere ma c'è, ha camminato, galoppato, sicuramente è lì in qualche gioco del desiderio, del sapore e della… incomprensione di menti ''facili''. 



[GDR PLAY, stessi turni] 





INWE [Radura] Ciò che avverte Tyana non tange la Mezza, quell'improvviso addensarsi dell'aria l'ha appena sfiorata: troppo presa dal brontolio del proprio stomaco, ecco la verità. Può ben dire che l'attesa sia valsa a qualcosa, il biscotto è ottimo a dir poco, e non esiterebbe a dirlo alla spagnola, ora seduta sul bordo della fonte, nonostante la bocca piena. “E' davvero buonissimo, grazie” solo all'ultimo ricorda le buone maniere e porta la dritta davanti la bocca, alzando gli occhi e rimproverandosi mentalmente: si era ripromessa di comportarsi il più civilmente possibile, accidenti, sputacchiare in giro quello che si sta mangiando non fa decisamente parte del galateo. Si avvicina a Tyana per sedere accanto a lei ed osservarne le dita che giocano che le acque limpide della fonte. È presa da quei semplici gesti quando qualcosa la investe, dapprima leggero come un soffio di vento, man mano sempre più pressante ed incombente: non sa definirlo, non sa cosa sia, sa solo che ne avverte la presenza come avverte quella della pietra, della terra e dell'acqua attorno a sé. Raddrizza la testa ed irrigidisce il busto, lo sguardo che scruta fra il verde cercando di scorger qualche indizio, le orecchie tese a coglier il minimo segnale di pericolo: s'affida ai sensi come farebbe un animale, conscia di quanto possono rivelarle. 




TYANA [radura]Se Tyana fosse una damina che si siede composta, che era presente alle spiegazioni del non si e non si dice, forse potrebbe rendersi conto che quella parla con la bocca piena, ma Tyana, no lei semplicemente a tutte quelle cose non ci fa nemmeno caso e se non ci fosse Antair per esempio a dirle Tyana ti pare il caso? beh lei sarebbe decisamente è maggiormente non arginabile sotto quell'aspetto. Starebbe anche per dire ad Inwe che le fa piacere, che è contenta che le piaccia il biscotto, ma nuovamente qualcosa, qualcosa viola e violenta, e la spagnola era già stata, diverse volte protagonista di insolite cose, dalle farfalle nere, a ciò che si era manifestato al tempio, ad altre magari che aveva semplicemente sentito...La reazione della mezza poi sarebbe segno evidente che quello che lei percepisce, come un vento, uno strano vento carico, è sentito anche da quella, ma ci sono cose che richiedono una conferma...* Lo senti anche tu?* Si lo chiederebbe osservando le fronte, ora il manto erboso, e cercando qualche animaletto, per comprendere se ha sbagliato lei a mettere chissà che dentro i biscotti o davvero qualcosa si muove nella Foresta..




[ATTENDERE RESPONSO]



Le foglie sparse sul terreno erboso della foresta si sollevano ad un passaggio trasparente, invisibile, poi ci sono piedi bianchi a calpestare il suolo, piedi di giovane e di vecchia, passi che si fermano dietro le due giovani donnine, ignare del destino, del girone benedetto e maledetto, ignare anche della consapevolezza di capire dove esse abbiano, in qualche modo, scelto di vivere. Non la potranno vedere, ma potranno percepire un sibilo lungo, quasi afoso e pesante come il caldo torrido dell'estate di Terre del Sud, di Terre che Tyana conosce alla perfezione. Si scioglie l'aria, come sipario di teatro ed entra Lei, come voce, canto, litania, breve preghiera all'universo, se questo ancora esista. ''Inweeee….'' chiama Lei, ed è un sussurro ben udibile, prolungato, ferroso e lamentoso. ''Tyanaaaaa'', eco, rimbomba, eco che spacca tutto, ''Inwe sei tu.'' Indica ma appena con la voce, un suono afono, di bambina, poi di donna e ci sono occhi dietro ai rami, c'è un crine nero lungo come l'orbita del sole e della luna, c'è una veste bianca, un corpo etereo. ''Tyana, Inwe, Inweeee….'' scoppia dentro la testa quella voce e richiama il dolce ricordo della follia, della mortalità. Qualcosa però avanza, qualcosa che entrambe potranno vedere, la voce sospinge e separa a metà il terreno della foresta davanti ai loro piedi. Il suolo si divide, una piccola frattura della pelle della foresta, un taglio di un metro non di più, a poco dai loro piedi e dal rumore dell'Acqua o del Vento? 



[GDR PLAY, stessi turni] 





INWE [Radura] Non è un suono, od una visione specifica ad inquietare la Mezza, più una generale sensazione di attesa che le fa rizzare i capelli sulla testa e correre un brivido lungo le braccia, poi sulle spalle e giù, dritto sulla schiena. Si gira verso Tyana, annuendo alla sua domanda: è impossibile non sentire che qualcosa sta avvenendo attorno a loro. Il sibilo che spezza il silenzio risulta surreale: non un suono terreno, non un suono di vita, ma una voce che stride e che richiama paura e pazzia. Un sibilo che sembra trasformarsi in grido tanto risuona forte, mentre chiama entrambe per nome, mentre rimbomba e rotola inarrestabile in ogni angolo della mente della Mezza. Inwe è immobile, non riesce neppure a voltare il capo verso l'origine di quel verso spaventoso: ha ancora un surreale: non un suono terreno, non un suono di vita, ma una voce che stride e che richiama paura e pazzia. Un sibilo che sembra trasformarsi in grido tanto risuona forte, mentre chiama entrambe per nome, mentre rimbomba e rotola inarrestabile in ogni angolo della mente della Mezza. Inwe è immobile, non riesce neppure a voltare il capo verso l'origine di quel verso spaventoso: ha ancora un corpo, o è tutto nella sua testa? Non riesce a pensare, tanto risultano assordanti quei sussurri di donna, bambina, donna di nuovo. Sono gli spiriti dei morti venuti a tormentarla? Le colpe della vita passata risorte per avere vendetta? Il terrore le trafigge il petto come una lama, come la crepa che ora si sta spontaneamente aprendo nel terreno della radura davanti ai suoi occhi spalancati. Vorrebbe scappare, ovviamente, l'istinto le suggerisce che quello a cui sta assistendo non è come ciò che ha visto in passato, le fa fremere le gambe per il desiderio d'alzarsi e abbandonare quel luogo infestato, ma resta come cristallizzata sul bordo della fonte. 




TYANA [radura]Tyna dovresti essere più preparata a quelle cose, non sei nuova di voci, soffi, farfalle, eppure nulla, nulla riesce a preparare a quel turbinare di foglie, alla percezione di quei passi che non si vedono, ma che si percepirebbero, niente prepara ad occhi che spuntano dal folto e non si sa se siano immaginazione, pazzia o regali neri dell'isola dove ora sa bene c'è anche la morte...Le voci poi nella testa, sono nella testa? Sono ora di donna, bambina, vecchia, sono una, sono tante? Ty metterebbe le mani a tappare le orecchie, ma queste non accennerebbero a smettere e quando vedrebbe la linea spaccare il manto, il terreno, si alzerebbe come spinta in avanti. *Niente panico se è un terremoto so cosa fare bisogna mettersi nelle intercapedini dei muri*direbbe guardando Inwe, e guardandosi attorno..Sei in foresta Tyana, non ci sono muri..Ecco ora il panico la prenderebbe..potrebbe parlare con le voci? * EMM Olà...* Direbbe soltanto, lei non sa cosa la mezza abbia fatto nella sua vita, ma Ty ha come unica colpa quella di andare fin troppo a zonzo..* Ma é colpa dei fiori che non ho portato?* Spera davvero con il cuore che non sia quella mancanza a scatenare l'isola...




[ATTENDERE RESPONSO] 



E la terra si spacca, come donna fragile, distratta dalle attenzioni di un uomo focoso, di un uomo che farà di lei ciò che vuole e la terra di Avalon non desiste e non resiste. Lei è invisibile, appena appena le sue forme si delineano tra un passaggio e l'altro, tra un albero ed un altro, tra questo e quello che calpesta e lì muore, poi risorge. I fiori si chiudono, i capelli neri di Lei si sciolgono e ondeggiano di parole vuote che ora pronuncerà, ma prima una risata sguaiata, grassa ed informe si incastonerà fuori dalle loro menti, poiché entrambe loro udiranno e ricorderanno. ''Non è il gioco della Morte e della Vita e della Rinascita, bambine mie… '' parla con le catene tra i denti, parla come ammaliatrice e vuole farsi ascoltare. ''Oh… la Foresta di Luce! La foresta è benedetta, ma non è qui che è stata trovata la creatura deformata, mutilata e SCUOIATA!'' quell'ultima parola è altissima, incandescente di terrore. Davanti agli occhi delle fanciulline inermi ed immobili, la crepa davanti ai loro occhi si aprirà ancora, creando un cerchio di un diametro di quasi 70 cm, e lentamente, molto lentamente ma ad un livello ritmato e fiero, questa si gonfierà e riempirà di acqua pura, acqua scura, miscelata da un movimento rotatorio. Gli occhi delle due donnine, non potranno non accorgersi anche di questo, oltre a cercare di capire perché la Morte si vesta sempre dei panni di una Donna. ''Tyana… tu…'' Lei si ferma, è a parecchi metri dalla spagnola, quasi otto, ma la vede e la sente, ne sente il cuore. ''Vuoi vedere il Futuro?'' domanda materna ed infida. ''Inwe, mia dolce bambina, credi ancora che esista un posto innocuo sulla Terra, non senti quel richiamo della vendetta?'' calca ancora la parola Lei, lei che porta e toglie, mentre ora nel profilo di un sole rosso la sua veste bianca diventerà nera, ma nessuna delle due ammirerà l'inganno.



[GDR PLAY, stessi turni] 




INWE [Radura] Le parole di Tyana, che non si perde d'animo, la riscuotono dall'immobilità in cui è caduta: terremoto, senza che il terreno abbia avuto neppure una minima scossa? Ma cosa diamine va blaterando? No, no, qui c'è qualcosa di ben peggiore d'un terremoto. Avverte però una vena di panico nella voce della compagna mentre tenta di dialogare con l'entità che le ha chiamate: parla di fiori non portati chissà dove, ma la Mezza non capisce a cosa si riferisca, e non è la sua principale preoccupazione, a dirla tutta. Allunga la destra per poggiarla sulla mano della spagnola, un suggerimento a tacere, più che a tentare di far conversazione con qualcosa che nessuna delle due è in grado anche solo minimamente di comprendere e, soprattutto, prevedere. Lo sguardo finora basso si alza seguendo la ferita nel terreno, si spinge fra i tronchi guardiani della radura, e nonostante intuisca che lì si cela Colei che parla, non la distingue dalle ombre che si affollano fra quelle fronde. Ride ora la Signora, e la mente di Inwe segue quella risata riempiendosi d'un terrore antico ed incontrollabile. Folli sono le parole che Ella pronuncia, incomprensibili alle orecchie d'una creatura che quasi nulla sa ancora dell'Isola, dei suoi avvenimenti ed equilibri. La crepa s'allarga, dalla nuda terra si crea una polla: poteri sovrannaturali che si svelano davanti ad occhi troppo spaventati per poter capire. Le sta parlando, quella voce? Non sa più cosa sia reale e cosa si dipani soltanto nella sua mente : una domanda che non vuole una risposta, giacché Colei che l'ha posta non conosce i limiti che il cuore umano presenta. Una domanda che risveglia un sentimento dormiente: una risposta che è sempre stata accantonata, in favore della più semplice fuga. Vendetta. Le anime che ha amato non l'hanno avuta perché lei non ha avuto il coraggio di rincorrerla per loro. Ma era solo una ragazzina, e sono passati talmente tanti anni.. possibile che il Destino abbia scelto proprio questo momento, quest'isola per rievocare quell'impulso tanto a lungo sopito? 




TYANA [radura]quella parola difficile da pronunciare per Tyana, è comunque di comprensione, sa cosa significa scuoiata e quando la pronuncia un brivido l'assale, tanto da non rendersi conto della mano che la sfiora, quella della mezza e saltare letteralmente in aria, pensando che siano i fantasmi * Ma que te pasa?* le direbbe nella sua lingua, ma senza attendere nessuna risposta si concentra su quello che vede, su quello che sente, la polla che si apre, si riempe di acqua, ma non è limpida e la 'cosa' ha le fattezze dell'etereo si, ma anche di una donna a cui si inchina la natura stessa..Per un istante le passa per la testa che qualunque cosa faccia, quando è con quella povera Inwe, succede sempre qualcosa, quella penserà ad evitarla come la peste ma il pensiero dura un attimo ed il tutto diventa suono ancora e ancora...il Futuro? Ty lo vuole davvero il Futuro? Ora che il suo presente è così pieno? Tuttavia annuisce, senza voce direbbe che il futuro lo vuole conoscere, almeno una parte...*Inwe...* chiamerebbe la donna, la mezza, come se si volesse accertare che quella sia ancora presente a se stessa...la paura è palpabile e se si parla di vendetta, beh tutto si tinge di nero..Ty però farebbe passi e cercherebbe di avvicinarsi alla polla nel terreno..Follia? forse ma si avvicinerebbe lo stesso.




[ATTENDERE RESPONSO]



Entrambe solcano quella parte indecifrabile del loro Io, del loro divenire nel tempo ed ogni giorno per loro sarà vita, una vita consumata per arrivare alla Morte, per giungere a Lei, a Lei che attende tutti, da quando Avalon si è vestita di quell'abito funesto e Lei è venuta a vivere qui, a dimorare, altro non è che casa sua, Tomba sua, niente di più. Ancora sguaiata è la risata acida e crudele, che sfocia e si veste di lutto subito dopo. ''Inutile il Tempo, bambine mie, non v'è altro che vi aspetta che qualcosa che voi stesse non vi aspettavate, ed io sono Colei che toglie il respiro infine, infine ruba il cuore e l'amore, la speranza e vi attende Oltre.'' Si muove Lei, con passi densi, si accorge che queste si muovono, si alzano ed Inwe potrebbe anche percepirne una immagine migliore dietro ai rami, ma Lei è quello che vogliono vedere, le loro paure, come le Farfalle… era iniziato così. Oggi sarà diverso ed uguale. ''Allora, bambine mie, guardate nella polla che cosa vi offre questa misera vita che consumate così come le nuvole sbiancano oltre quell'orizzonte che non vedrete Mai.'' Quando Lei terminerà di favellare, una forza motrice spingerà entrambe verso la polla, un forte vento, catene forti le strapperanno dal terreno, facendole ritrovare quasi sdraiate ed immerse con il viso nell'acqua, o forse basterà solo sulla superficie per vedere ciò che attende entrambe. Scorgeranno il loro Futuro, diverso per entrambe. Inwe vedrà la guerra, la stessa foresta bruciata, creature mezze umane e mezzi lupi mangiare carne umana, fare sangue intorno al corpo di una fanciulla dai capelli rossi. Tyana, avrà la sensazione di sentire anche qualcosa, ma saranno immagini rapidi per lei, come un Rebus imperfetto. Un ponte di pietra che attraversa il Tempio di Avalon, o forse lì la condurrà, poi ancora vedrà se stessa e le ferite sul suo corpo iniziare a sanguinare, vedrà una donna dai lunghi capelli del grano distesa su di un letto di morte, ma il contorno del viso della fanciulla sarà sfumato, a lei non sarà dato il permesso di capire se colei che sta morendo sia una fanciulla che già conosce o conoscerà. E poi l'Acqua le sputa via, scaraventandole in due angoli opposti a pochi metri dalla crepa, con le spalle agli alberi. Entrambe avranno le mani, i dorsi e i palmi, sporchi ed intrisi di sangue fino alle unghie. 



[GDR PLAY, stessi turni] 





INWE [Radura] E' la voce di Tyana a strapparla di nuovo ai pensieri ed alla paura, ed ora ad essa si aggrappa per sfruttarla come ancora che non la lasci preda facile del terrore. La osserva alzarsi in piedi e muovere qualche passo verso la polla, verso il Futuro che le si schiuderà davanti: costringendosi a mantenersi lucida s'alza in piedi anche lei, ma con l'intenzione di restare a debita distanza, abbastanza vicino da accorrere se la situazione degenerasse – come se poi la cosa potesse effettivamente fare la differenza, davanti ad un Potere come quello - ma non tanto da imporre la propria presenza davanti ad un evento così straordinario come quello che si svelerà davanti agli occhi della spagnola. E invece, inaspettatamente, la Signora si rivolge anche a lei, ed anche la Mezza è spinta verso la polla: scagliata, più che spinta, da una forza che la scardinerà letteralmente da terra, per trascinarla fino alla polla. Distesa nella polvere, il viso ad un sospiro dall'acqua, ha l'impressione che stia salendo irrefrenabilmente, fino a ricoprirla, riempiendole gli occhi ed il cuore di immagini che le scivolano nella memoria. Riconosce la Foresta in cui si trova ora, vede il fuoco, e ha un moto di repulsione prima d'accorgersi che non può toccarla, non lì dove è confinato ora: cenere, fiamme e fumo sono ovunque, come d'altronde il sangue. L'intera scena è indelebilmente macchiata di rosso: le lingue dell'incendio tingono di luminosi toni scarlatti la terra vermiglia e lorda della linfa vitale versata. Anche i capelli di una giovane riversa sono rossi e la danza del fuoco scatena scintille fra quelle ciocche: intorno a lei, orrende creature che non son Lupi né Uomini banchettano con quelli che sono cadaveri di esseri umani. Un grido le muore in gola, un disperato singulto strozzato: non sa chi siano coloro che ha visto, sa che per la prima volta non ha l'impulso di fuggire, ma non può intervenire in quelli che sono i disegni del Futuro. Fa per tendere la mancina verso la donna in terra in un inutile gesto d'aiuto quando, così come l'ha trascinata lì, la stessa forza la rispinge indietro, stavolta servendosi dell'acqua della polla. Una pressione al petto, poi il colpo alla schiena: socchiude gli occhi, solo per osservare con orrore le mani, ora entrambe nude, colme del sangue che ha appena visto versare. No, nulla è stato immaginato. 




TYANA [radura]Si sono insieme le due fanciulle, ma ognuna sembra avere il suo destino e per Tyana sembra anche che si ripeta, sembra che quel filo conduttore sia in un certo modo lei, la spagnola stessa, prima al Tor, con le farfalle, il tempio con la vecchia appena accennata che chiedeva aiuto ed ora lì. * E' questo? E' per l'aiuto che non ti ho dato? Che devo fare? lo farò* urlerebbe prima di essere scaraventata, di ritrovarsi in quella polla, dentro con il viso o forse interamente non saprebbe...ma è lì dentro che vedrà il tempio, vedrà un ponte, ponte? Che sia la congiunzione che cerca? Che sia lì che deve recarsi, anche se non vuole? E poi il sangue, e lo vedrebbe rosso e si era accorta che aveva visto in bianco e nero quasi, fino al quel momento fino al rosso del sangue, e poi quella fanciulla, i capelli, quel colore, ne cerca il viso terrorizzata e non può vederlo, non può...che siano le sue paure a prendere forma? Che sia quello? Gli insetti prima, poi il tempio? il sangue e poi Lei? *NOOOOOOOO* un urlo feroce non sa se lo sta facendo, ma nel suo petto brucia e poi ancora ai margini, sbattuta di nuovo...E le mani, quelle ora non mentirebbero...*Sangre...tinto...* Lo vedrebbe vivo su di esse..Avalon è corrotta dalla morte stessa...




[ATTENDERE RESPONSO] 



Lei gli volteggia sulle teste, proprio mentre sono ricurve in quella polla, dentro quella ferita sanguinante che anche la terra sacra soffre. Ha di nuovo ali nere, ma un corpo da serpente, come di pitone, ha lunghi capelli come cenere e fumo, si muove ma non ha un volto, la morte, il dolore, la sofferenza, la disperazione non hanno mai un volto, solo ombre e le ombre sono scure e nere. Quando Lei stessa, con un colpo di mano dall'alto, le scaraventerà via, nuovamente riderà ferale e cruenta. Loro la vedranno volteggiare alta, volteggiare come la falce che abbatte la Vita, un senso di chiusura ed oppressione proveranno a quella vista così indecente ed indegna sui Trionfi dei colori della foresta. ''Sciocche!'' emula ed irride maledetta. ''Sciocche, bambine mortali. Nessuno può conoscere il Futuro, nessuno sa e nessuno vede nulla! '' esclama irosa e furiosa, mentre le ali si spiegano cattive. Come la marea parrebbe riprendere un tono calmo, al solito ammaliatore ''Alcuni eventi sono così, altri non sono così.'' cantilena in scherno, scherno ed ironia sulla Morte stessa. ''Ricorderete per pochi giorni ciò che avrete visto nella polla dell'acqua, dopo di che, bambine mie, i vostri sogni si rincorreranno e voi cercherete sempre di ricordare ciò che avrete visto oggi, ma invano… invano per voi, per entrambe voi.'' Sale in alto, spicca un volo d'Inferno e lascia cadere alcune piume nere, sembrerebbero cucite di seta o stoffa pregiata, invece sono linfe cattive di chi è padrona di tornare a disturbare, perché la Morte esiste, ed è la fine del Cerchio, come Ella Vuole. Dall'alto una voce le chiama ancora echeggiando nell'aria. ''Confonderete i ricordi dell'una e dell'altra, non saprete più ricordare il Futuro, ma vivrete nel Passato e nel Presente, cercando di capire ma, bambine mie, se invece ciò che vi è stato offerto quest'oggi fosse la realtà, non potrete fare nulla per impedire agli eventi di accadere… Sciocche, sciocche mortali!'' Scomparirà, non cadranno più piume di serpente o ali di corvo, solo l'acqua della pozza, apparirà ora come una pozzanghera fiorita da un temporale estivo ed improvviso. Le mani di sangue, quello si laverà via, ma per alcuni giorni il rosso denso e forte guanterà le loro pelli. 

[

GDR END]


[Potete continuare in Automastering^^]



TYANA [radura]la vedrebbe turbinare, senza volto, ma con gli emblemi del male, i serpenti, il nero del corvo annunciatore di morte, tremerebbe, si Tyana starebbe proprio tremando, nel sentire solo il suono della sua voce e quando quella spiattellerà quella verità, nella spagnola si rafforzerebbe la paura cieca che siano quelle la forma delle sue paure, ma allo stesso tempo che qualcosa possa accadere davvero. alzerebbe la testa, le mani di Inwe, quelle cerca, il sangue parrebbe lavato, ma è come se fosse lavato male....perchè si distinguerebbe bene...* Stai bene?* lo chiederebbe e non certo con fare medico, ma come chi cerca di sapere se qualcuno stia bene, per capire se lei stessa sta bene...Le si avvicinerebbe e la polla parrebbe ora una semplice pozzanghera, ha piovuto? Si forse solo corruzione.



INWE [Radura] Lo sguardo stravolto fatica a staccarsi da quelle mani grondanti, ma l'apparizione della Signora è più forte dell'orrore: una serpe alata, dai capelli di pece, grida sulle donne con crudele ferocia: l'oblio nasconderà ciò che hanno visto, dice, l'oblio se lo porterà via come corrente di fiume che lava le rocce su cui scorre. Non possono nulla, contro le oscure decisioni del Fato. Svanisce in un istante, senza ulteriori schiamazzi, dopo aver lasciato cadere un paio di piume oscure: la Mezza le segue nella loro lieve caduta, fino alla polla dove pochi istanti prima quelle immagini di morte le si sono impresse a fuoco nella mente: ora è solo una pozzanghera comune, il normale frutto di una pioggia estiva. Non se l'è immaginato, no, non è possibile: il sangue che ha addosso ne proclama la veridicità con impellenza. Tyana è accanto a lei, le sta chiedendo qualcosa, ma è come se la voce della spagnola venisse da molto più lontano della minima distanza che le separa, o come se la mente della Mezza si fosse astratta per l'intera durata di quell'incontro spettrale. Scuote la testa, e alcune delle ciocche che si sono liberate durante quegli sconquassi le solleticano il viso: ora la sente, ora capisce cosa dice. “Si, credo di si..” a parte il sangue sulle mani ed il dolore alla schiena, dovuto alla botta, è tutto in ordine, e se ne accerta alzandosi in piedi. Tende la mano a Tyana, ma solo per ritirarla immediatamente, inorridita dalla vista di tutto quel sangue che sa essere di creature innocenti. “Chi, o meglio, COSA era quella?” è la prima cosa che chiede: sa che Tyana è vive sull'isola da, beh, sicuramente più a lungo di lei, e il tono che ha adottato prima, mentre tentava di parlare con la Signora, le ha fatto intuire che l'abbia già incontrata. 



TYANA [radura]lascerebbe che Inwe possa prendersi il tempo di ricomporsi, lei ci metterebbe meno tempo, non perchè la cosa non l'avrebbe sconvolta, ma lei ha vissuto delle cose simili, e quella lei è quasi certa sia la stessa, presenza, ecco si la parola le parrebbe corretta, presenza che avrebbe portato le farfalle al Tor e quelle parole al Tempio...Si siederebbe sul bordo della sacra fonte nell'istante stesso in cui la domanda della mezza giungerebbe all'oto...* Siediti* Si parrebbe quasi un ordine, ma la guarderebbe per farle capire che è davvero meglio che si sieda..* qualche mese fa delle farfalle nere si sono manifestate al Tor, hanno annunciato Morte e una cosa del genere è successa al Tempio, qualche settimana dopo, una voce ed una presenza mi ha chiesto aiuto, mi ha detto il tuo coraggio, un baccello da niente...IO* Si fermerebbe, guardandola..* Ho voluto dimenticare, ma non si fugge al destino..*



INWE [Radura] Il tono delle parole di Tyana non lascia spazio per rifiuti: la Mezza la segue, seppur titubante, fino al luogo dove poco prima sedevano, dove Quella le ha colte. Siede, dunque, accanto alla spagnola, in silenzio, attendendo che parli e che le racconti ciò che sa : le parole che la investono non sono rassicuranti come sperava, sanno, anche qui, di Morte e di Destino in agguato. “Come una profezia, dunque?” un brivido la scuote nuovamente, al pensiero di ciò che ha visto: se anche quello si realizzerà, si prospettano tempi davvero oscuri per l'Isola delle Mele. Esita a raccontarlo a Tyana, ma se deve dimenticarlo, come la Signora ha detto, forse è bene che qualcun altro sappia ciò a cui ha assistito. Inspira profondamente, cercando la forza di rivelare quella visione. ''Tyana, io ho visto qualcosa, nella polla. Questa stessa Foresta in fiamme, e degli strani esseri che si nutrivano di spoglie umane, e ... una ragazza, dai capelli rossi. Cosa diamine significa? Credi che s'avvererà? ” lo dice tutto d'un fiato, la voce che le trema nel ridisegnare quel macabro dipinto. 



TYANA [radura] sono spaventate entrambe. Lo si potrebbe leggere nei loro occhi...ascolta quello che Inwe le rivela, Ty dal canto suo non accennerebbe a cosa lei ha visto, quella è una cosa molto privata...*Non lo so, la stessa presenza ha detto che potrebbe succedere o no..ma devi sapere Inwe che ci sono delle creature..Ne ho appreso la notizia mesi addietro, esistono vampiri e mannari e anche sirene...esistono....* Lo direbbe piano, come se la foresta sentisse e vedesse non con i soliti occhi di sempre...Alzerebbe lo sguardo e se permesso, le prenderebbe le mani...* Prima la morte qui non c'era, sull'isola intendo, ora si può morire anche qui...io non sono credente..per questo quando sei arrivata sull'isola ti ho fatta cadere avevo visto una sacerdotessa e mi fanno paura* tace ancora un altro attimo..* Però se prima non si moriva ed ora si...però le stagioni sono sempre fisse, la Dea forse esiste ed è arrabbiata....Io sono l'unica che c'era sempre..Al Tor, al tempio, e qui, gli altri cambiano, ma io c'ero sempre...Forse devo davvero fare qualcosa io* tremano quelle mani macchiate di rosso trema la figura della spagnola...Ma che ha paura e non per se non lo dice....


INWE [Radura] Come sempre, non capisce l'intero discorso di Tyana, ma coglie appieno i punti salienti: la presenza di creature leggendarie, in primis, ma anche la fissità delle stagioni, e la presenza costante della donna durante le apparizioni. Si lascia prendere la destra, in un gesto che reca conforto ad entrambe, nonostante l'inusuale colore di ambo le mani. “Non.. non ne avete parlato con nessuno? Non so, magari qualcuno che conosca bene l'Isola e ciò che la riguarda, che possa aiutare voi – e me – a comprendere ciò che è accaduto e ad agire di conseguenza...” esita nel porre la domanda, ma è l'unica cosa che le viene in mente di fare, ora come ora: finché non sapranno cosa significa ciò che hanno visto, davvero non potranno far nulla. “Volete che ne parli io con una delle Sacerdotesse? O magari potrei accompagnarvi, se vi spaventano” Non ha avuto grandi contatti con loro, non ancora, nonostante sia ospite al Tempio, ma sa che sono reputate donne di grande saggezza e che sono in intima comunione con la Dea che è l'Isola: magari potrebbero esser loro a fornire delle risposte.


TYANA [radura]ride, amaramente, forse in maniera troppo amara per una come lei..* Una di loro era al tempio, e non era scalfita minimamente dalla cosa, ripetendo frasi fatte nella loro immobile fede, eppure non dovrebbero confortare?* Tornerebbe a guardarla.* Parlane con chi vuoi..Ma Inwe questa specie di profezia, o visione o quello che è...Mi vede presente, quindi io cercherò delle risposte....se vorrai affiancarmi in qualche passo non ti dirò di no..Ma io andrò comunque avanti..* Lo direbbe chiaramente, alzandosi..* Io ora devo andare...e non posso fare tardi....se vorrai ci rivedremo alla locanda * Tyana attenderebbe il suo dire, prima di prendere la sacca e rimettere insieme i passi verso la Dimora..Il cuore ha dentro il peso di più di un'anima, ma se una deve essere dannata, che sia la sua


INWE [Radura] Annuisce, sebbene non capisca del tutto la visione della spagnola ne rispetta le volontà: si alza con lei, come a manifestarle il suo supporto, se ne avesse bisogno . Per quanto riguarda lei, non esclude che cercherà davvero risposte in una delle Sacerdotesse della Dea, giacchè non si sente in grado di gestire in solitudine una cosa tanto grande. Le fa un cenno di saluto e la guarda allontanarsi, prima di muovere anch'ella i propri passi verso il Tempio, verso casa.


~ Master Descrittivo DAIMON ~





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