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Le macellerie cattoliche nella"Grande Croazia"

Ultimo Aggiornamento: 17/08/2012 08.53
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09/09/2006 07.12
 
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Il testo che segue è la traduzione letterale di quello presentato da Karlheinz Deschner il 26/12/1993 in occasione dell'ultima puntata della sua serie televisiva sulla politica dei Papi nel XX secolo. Questa serie è stata trasmessa in Germania da Kanal 4.

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Il Papato di Roma - divenuto grande attraverso la guerra e l'inganno, attraverso la guerra e l'inganno conservatosi tale - ha sostenuto nel XX secolo il sorgere di tutti gli Stati fascisti con determinazione, ma più degli altri ha favorito proprio il peggior regime criminale: quello di Ante Pavelic in Jugoslavia.

Questo ex-avvocato zagrebino, che negli anni '30 addestrò le sue bande soprattutto in Italia, fece uccidere nel 1934 a Marsiglia il re Alessandro di Jugoslavia in un attentato che costò la vita anche al ministro degli Esteri francese. Due anni più tardi celebrò con un libello le glorie di Hitler, "il più grande ed il migliore dei figli della Germania", e ritornò in Jugoslavia nel 1941, rifornito da Mussolini con armi e denari, al seguito dell'occupante tedesco. Da despota assoluto Pavelic si pose nella cosiddetta Croazia Indipendente a capo di tre milioni di Croati cattolici, due milioni di Serbi ortodossi, mezzo milione di Musulmani bosniaci nonché numerosi gruppi etnici minori. Nel mese di maggio cedette quasi la metà del suo paese con annessi e connessi ai suoi vicini, soprattutto all'Italia, dove con particolare calore fu accolto e benedetto da Pio XII in udienza privata (benché già condannato a morte in contumacia per il doppio omicidio di Marsiglia sia dalla Francia che dalla Jugoslavia). Il grande complice dei fascisti si accommiatò da lui e dalla sua suite in modo amichevole e con i migliori auguri, letteralmente, di "buon lavoro".

Così ebbe inizio una crociata cattolica che non ha nulla da invidiare ai peggiori massacri del Medioevo, ma piuttosto li supera. Duecentonovantanove chiese serbo-ortodosse della "Croazia Indipendente" furono saccheggiate, annientate, molte trasformate persino in magazzini, gabinetti pubblici, stalle.

Duecentoquarantamila Serbi ortodossi furono costretti a convertirsi al cattolicesimo e circa settecentocinquantamila furono assassinati. Furono fucilati a mucchi, colpiti con la scure, gettati nei fiumi, nelle foibe, nel mare. Venivano massacrati nelle cosiddette "Case del Signore", ad esempio duemila persone solo nella chiesa di Glina. Da vivi venivano loro strappati gli occhi, oppure si tagliavano le orecchie ed il naso, da vivi li si seppelliva, erano sgozzati, decapitati o crocifissi. Gli Italiani fotografarono un sicario di Pavelic che portava al collo due collane fatte con lingue ed occhi di esseri umani.

Anche cinque vescovi ed almeno 300 preti dei Serbi furono macellati, taluni in maniera ripugnante, come il pope Branko Dobrosavljevic, al quale furono strappati la barba ed i capelli, sollevata la pelle, estratti gli occhi, mentre il suo figlioletto era fatto letteralmente a pezzi dinanzi a lui. L'ottantenne Metropolita di Sarajevo, Petar Simonic, fu sgozzato. Ciononostante l'arcivescovo cattolico della città di Oden scrisse parole in lode di Pavelic, "il duce adorato", e nel suo foglio diocesano inneggiò ai metodi rivoluzionari, "al servizio della Verità, della Giustizia e dell'Onore".

Le macellerie cattoliche nella "Grande Croazia" furono così terribili che scioccarono persino gli stessi fascisti italiani; anche alti comandi tedeschi protestarono, diplomatici, generali, persino il servizio di sicurezza delle SS ed il ministro degli Esteri nazista Von Ribbentrop. A più riprese, di fronte alle "macellazioni" di Serbi, truppe tedesche intervennero contro i loro stessi alleati croati.

E questo regime - che ebbe per simboli e strumenti di guerra "la Bibbia e la bomba" - fu un regime assolutamente cattolico, strettamente legato alla Chiesa Cattolica Romana, dal primo momento e sino alla fine. Il suo dittatore Ante Pavelic, che era tanto spesso in viaggio tra il quartier generale del Führer e la Berghof hitleriana quanto in Vaticano, fu definito dal primate croato Stepinac "un croato devoto", e dal papa Pio XII (nel 1943!) "un cattolico praticante".

In centinaia di foto egli appare fra vescovi, preti, suore, frati. Fu un religioso ad educare i suoi figli. Aveva un suo confessore e nel suo palazzo c'era una cappella privata. Tanti religiosi appartenevano al suo partito, quello degli ustasa, che usava termini come dio, religione, papa, chiesa, continuamente. Vescovi e preti sedevano nel Sabor, il parlamento ustasa. Religiosi fungevano da ufficiali della guardia del corpo di Pavelic. I cappellani ustasa giuravano ubbidienza dinanzi a due candele, un crocifisso, un pugnale ed una pistola. I Gesuiti, ma più ancora i Francescani, comandavano bande armate ed organizzavano massacri: "Abbasso i Serbi!". Essi dichiaravano giunta "l'ora del revolver e del fucile"; affermavano "non essere più peccato uccidere un bambino di sette anni, se questo infrange la legge degli ustasa". "Ammazzare tutti i Serbi nel tempo più breve possibile": questo fu indicato più volte come "il nostro programma" dal francescano Simic, un vicario militare degli ustasa. Francescani erano anche i boia dei campi di concentramento. Essi sparavano, nella "Croazia Indipendente", in quello "Stato cristiano e cattolico", la "Croazia di Dio e di Maria", "Regno di Cristo", come vagheggiava la stampa cattolica del paese, che encomiava anche Adolf Hitler definendolo "crociato di Dio".

Il campo di concentramento di Jasenovac ebbe per un periodo il francescano Filipovic-Majstorovic per comandante, che fece ivi liquidare 40.000 esseri umani in quattro mesi. Il seminarista francescano Brzien ha decapitato qui, nella notte del 29 agosto 1942, 1360 persone con una mannaia.

Non per caso il primate del paradiso dei gangsters cattolici, arcivescovo Stepinac, ringraziò il clero croato "ed in primo luogo i Francescani" quando nel maggio 1943, in Vaticano, sottolineò le conquiste degli ustasa. E naturalmente il primate, entusiasta degli ustasa, vicario militare degli ustasa, membro del parlamento degli ustasa, era bene informato di tutto quanto accadeva in questo criminale eldorado di preti, come d'altronde Sua Santità lo stesso Pio XII, che in quel tempo concedeva una udienza dopo l'altra ai Croati, a ministri ustasa, a diplomatici ustasa, e che alla fine del 1942 si rivolse alla Gioventù Ustasa (sulle cui uniformi campeggiava la grande "U" con la bomba che esplode all'interno) con un: "Viva i Croati!". I Serbi morirono allora, circa 750.000, per ripeterlo, spesso in seguito a torture atroci, in misura del 10-15% della popolazione della Grande Croazia - tutto ciò esaurientemente documentato e descritto nel mio libro La politica dei papi nel XX secolo [Die Politik der Pëpste im XX Jahrhundert, Rohwohl 1993 - non ancora tradotto in italiano].

E se non si sa nulla su questo bagno di sangue da incubo non si può comprendere ciò che laggiù avviene oggi, avvenimenti per i quali lo stesso ministro degli Esteri dei nostri alleati Stati Uniti attribuisce una responsabilità specifica ai tedeschi, ovvero al governo Kohl-Genscher. Più coinvolto ancora è solo il Vaticano, che già a suo tempo attraverso papa Pio XII non solo c'entrava, ma era così impigliato nel peggiore degli orrori dell'era fascista che, come già scrissi trent'anni fa, "non ci sarebbe da stupirsi, conoscendo la tattica della Chiesa romana, se lo facesse santo".

Comunque sia: il Vaticano ha contribuito in maniera determinante alla instaurazione di interi regimi fascisti degli anni venti, trenta e quaranta. Con i suoi vescovi ha sostenuto tutti gli Stati fascisti sistematicamente sin dal loro inizio. E' stato il decisivo sostenitore di Mussolini, Hitler, Franco, Pavelic; in tal modo la Chiesa romano-cattolica si è resa anche corresponsabile della morte di circa sessanta milioni di persone, e nondimeno della morte di milioni di cattolici. Non è un qualche secolo del Medioevo, bensì è il ventesimo, per lo meno dal punto di vista quantitativo, il più efferato nella storia della chiesa.

trato da www.eretico.com



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Comunque sia: il Vaticano ha contribuito in maniera determinante alla instaurazione di interi regimi fascisti degli anni venti, trenta e quaranta. Con i suoi vescovi ha sostenuto tutti gli Stati fascisti sistematicamente sin dal loro inizio. E' stato il decisivo sostenitore di Mussolini, Hitler, Franco, Pavelic; in tal modo la Chiesa romano-cattolica si è resa anche corresponsabile della morte di circa sessanta milioni di persone, e nondimeno della morte di milioni di cattolici. Non è un qualche secolo del Medioevo, bensì è il ventesimo, per lo meno dal punto di vista quantitativo, il più efferato nella storia della chiesa.




Ha altresì, sostenuto regimi comunisti, come ad esempio quello di fidel castro a Cuba; Ha ammesso che i Kimer rossi, hanno "ristabilito" l'ordine precostituito e ridato "dignità e libertà" al popolo.


Mefitate Gente Meditate [SM=g27833]


)Mefisto(
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23/09/2007 00.09
 
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Re:


___Ha altresì, sostenuto regimi comunisti, ___

Mefitate Gente Meditate
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Una riflessione senza ironiche battute, andrebbe fatta sul perchè la religone, quella cattolica su tutte, è stata portatrice di mortifere sofferenze, quando avrebbe dovuto portare amore, pace e serenità.
Cosa è venuto meno, ai padri di questa religione, che gli ha impedito di trdurre in pratica gli inesgnamenti dei Vangeli?

Saluti




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Re: Re:
eretikus, 23.09.2007 00:09:



Cosa è venuto meno, ai padri di questa religione, che gli ha impedito di trdurre in pratica gli inesgnamenti dei Vangeli?




A mio modo di vedere e' semplicemente (sempre) mancata l' intenzione.


Un caloroso benvenuto. [SM=g27823]


Ciao
Claudio









“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.
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Quello che manca alle persone che si definiscono cattolici praticanti, è un pedagogico corso di "Storia della Chiesa cattolica".
Non preso dagli studi teologici troppo di parte come Tacchi Venturi o mons. Ravasi, ma da storici autorevoli come Prosperi o anche dal cattolico Candini.

Un corso che sia scevro da ideologismi riesca a chiarire perchè, da una religione d'amore come quella cristiana, si sia passati, appunto storicamente, ad una organizzazione che per imporsi ha usato la violenza e la sopraffazione giustificandolo come mezzo per portare la parola salvifica di Dio.

Allora, consapevoli che il cattolico praticante non è "ignorante" ma conosce il cammino cupo ed oscuro della sua organizzazione religiosa e, gli sta bene così, il dialogo diventa più sereno.

Un saluto a tutti.


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Macchè Vangelo e vangelo!!!! Sono sempre stati con chi aveva il potere e sempre con quello momentaneamente più forte!!!

Il Vangelo predica l'amore e la pace.

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Re:
eretikus, 9/23/2007 9:06 AM:

Quello che manca alle persone che si definiscono cattolici praticanti, è un pedagogico corso di "Storia della Chiesa cattolica".
Non preso dagli studi teologici troppo di parte come Tacchi Venturi o mons. Ravasi, ma da storici autorevoli come Prosperi o anche dal cattolico Candini.

Un corso che sia scevro da ideologismi riesca a chiarire perchè, da una religione d'amore come quella cristiana, si sia passati, appunto storicamente, ad una organizzazione che per imporsi ha usato la violenza e la sopraffazione giustificandolo come mezzo per portare la parola salvifica di Dio.

Allora, consapevoli che il cattolico praticante non è "ignorante" ma conosce il cammino cupo ed oscuro della sua organizzazione religiosa e, gli sta bene così, il dialogo diventa più sereno.

Un saluto a tutti.






E aggiungerei anche l'ottimo Andrea del Colle,molto iluminanti sono poi le ricerche sull'inquisizione siciliana di Giuseppe Nativo e di
Maria Sofia Messana....

Qui ho trovato un'interessante articolo su come si e' svolto un processo dell'inquisizione siciliana contro una suora accusata di strgoneria

---> www.storiamediterranea.it/darts_md1_page.php?p=idl&idlibro=74
28/09/2007 11.50
 
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il link www.storiamediterranea.it/public/md1_dir/b794.pdf propone uno studio del 1990 sul

Compendio del processo criminale di fede formato dal Tribunale della S.Inquisizione di questo Regno contro di Sor Cristina del Rovoles,Monaca del 3° ordine di S.Domenico .

La suora venne accusata di rapporti con il Demonio.

Lo studio e' savvero interessante,narra la storia della suora e quella del processo,come si trattasse di una indagine investigativa.

Il documento e' di 34 pagine,non sono poi molte.

Il documento roporta che il Compendio del processa e' fatto di 3 parti:

nella prima parte si descrivono i fatti,il comportamento dell'imputata e i primi dubbi degli Inquisitori

nella seconda parte si espongono le indagini effettuate e si conclude con la confessione della suora

la terza parte contiene i capi di imputazione e la sentenza di condanna,tra i capi di imputazione si annoverano:
1)ipocrisia e spergiuro
2)sacrilegio esecrando,per essersi confessata e comunicata ogni giorno,pur rimanendo in peccato
3)eresia formale,per aver creduto che il Demonio potesse esentarla nell'altra vita dal giusto castigo,contestando a Dio l'esclusivo potere di premiare i buoni e castigare i rei
4)esecrabile libidine e commercio carnale col Demonio

La condanna (a pagina 34) che le venne inflitta fu la confisca di tutti i suoi beni e l'essere rinchiusa a vita in una delle prigioni del "S.Offitio" o "in altra parte"...

Paolo
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28/09/2007 16.47
 
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Cose da pazzi e basta!!!!
Eppure c'è gente che ci crede ancora!!!!


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Riesumo, questa è addirittura del 2006

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La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno.
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