Freeforumzone mobile

Email

Vi riporto un articolo...

  • Messaggi
  • astrodanzante 00 15/06/2005 14.36
    Manifesto 14/06/05



    STATI UNITI
    La fede del Kentucky
    ALESSANDRO PORTELLI

    Lexington, Kentucky, 11 giugno. Sono appena arrivato e mentre cerco di elaborare il jet lag sfoglio un giornale locale - il giornale locale, dato che come in quasi tutte le media città americane anche qui nella stampa quotidiana vige un regime di monopolio. Già il nome doppio, Herald Leader, suggerisce una fusione: prima c'erano lo Herald e il Leader, adesso sono diventati uno col nome di tutti e due. Peraltro non è un brutto giornale, neanche tanto conservatore. Dopo tutto, questa è una città universitaria, con un ceto colto e una componente giovanile incrociati col business del tabacco, del carbone, dei cavalli. Pagina sportiva: aperture con grande titolo e foto sul campionato statale scolastico di baseball. Negli ottavi di finale, «Lexington Christian» batte «Covington Catholic». Ai quarti sono già passate «Trinity» e «Christian County». Altro che l'acqua santa di Trapattoni. L'allenatore del Lexington Christian spiega la vittoria di rimonta dei suoi col fatto che «hanno molta fede e molto cuore». Si vede che quelli di Covington sono cattolici di poca fede. Ovviamente, sono tutte scuole private. Nella pagina seguente, il campione di golf Matt Gogel racconta il suo incontro con Madre Teresa: titolo, «Forse lei ha benedetto il suo stile».

    Pagine locali. Apertura: Sean D. Baker fa causa al governo per essere riammesso nelle forze armate da cui è stato congedato per una lesione cerebrale che gli provoca crisi epilettiche. La lesione gliel'hanno fatta a Guantanamo i suoi commilitoni durante un'esercitazione di «forced cell extraction»: si adddestravano a trascinare fuori dalla cella un prigioniero riluttante. Baker faceva la parte del prigioniero, ma nessuno l'aveva detto agli altri, che quindi hanno usato su di lui le modalità che gli insegnano a usare coi detenuti veri. «Gli hanno afferrato e storto le gambe per incatenarlo, mentre un altro gli sbatteva violentemente la testa sul pavimento di acciaio della cella e lo strangolava (come abbiamo visto nel finale di Fai la cosa giusta) applicando la tecnica dei 'punti di pressione alla gola'», tecnica in cui evidentemente era stato debitamente istruito. Si sono fermati solo quando Baker si è fatto riconoscere gridando la parola d'ordine; se era un detenuto vero chissà dove arrivavano. Non c'è stata nessuna inchiesta, Baker ha aspettato un anno e mezzo prima di ricevere la pensione di invalidità. Chiede di essere riarruolato perché «ci tiene molto a essere un soldato» e perché, dice il suo avvocato, se non fa il militare ha ben poco altro da aspettarsi dalla vita. Un inserto settimanale di quattro pagine: «Faith and Values», fede e valori. L'ultima volta che sono stato qui, due anni fa, non esisteva. Si occupa di «religione, spiritualità, etica». L'articolo principale con grande foto e ripresa all'interno, si intitola «Arf Father», gioco di parole (specie se uno ha un accento del Sud) su «Our Father», padre nostro; ma «Arf» vuol dire «bau bau» e la storia parla di un prete cattolico che ha un cane da cui è talmente inseparabile che lo segue anche sull'altare mentre dice messa (come da foto). A me che non sono credente «Arf Father» pare blasfemo, ma questa è una religiosità che non è tanto interessata a queste minuzie quanto a occupare tutti gli spazi immaginabili, compreso il rapporto fra una persona e il suo cane.

    Pagina degli editoriali. Il meglio è una scelta di vignette politiche da altri giornali americani. A proposito di fede e valori: un tizio dice, «se le chiese vogliono cohtrollare il governo, almeno dovrebgero pagare le tasse come tutti». L'altro gli guarda i piedi e dice, «dove hai trovato quelle scarpe che ti coprono gli zoccoli caprini?». Cioè: se parli di tassare le chiese, ti guardano come se fossi il diavolo. Un'altra, sul piano Bush di privatizzazione della sicurezza sociale. Ieri: un datore di lavoro che dice al dipendente, grazie dei tuoi anni di servizio, eccoti la pensione. Oggi: un datore di lavoro che dice al dipendente: grazie dei tuoi anni di servizio, eccoti una penna. Il gioco di parole fra «pension» e «pen» è anche un'icona verbale del taglio ai benefici sociali in atto. Ancora: General Motors, grande svendita. Un quadro porge la lettera di licenziamento a un operaio delle carrozzerie, e nell'altra mano ha un cartello: posti di lavoro offresi, venti percento di sconto. Un editoriale parla della mobilitazione cittadina per impedire la vendita delle risorse idriche della città a una multinazionale tedesco-inglese: organizzano un referendum per imporre che l'acqua sia controllata localmente. Questa storia c'era già due anni fa.

    Prima pagina. Lexington sarà l'unica città d'America in cui l'11 settembre sarà vacanza per i pompieri.

    Taglio centrale: Droga e schiavitù per i braccianti. In una coltivazione di patate e cavoli della Florida settentrionale, i braccianti vengono reclutati fra i senza casa possibilmente tossici. Ogni giorno, il padrone gli mette a disposizione crack, eroina, alcool e sigarette, e scala il costo dalla paga. In una modalità che qui in Kentucky conoscono bene, perché era quella tipica dei villaggi aziendali minerari, i braccianti accumulano tanti debiti che per ripagarli sono costretti a lavorare gratis «in condizioni di servitù forzata equivalenti alla schiavitù». Il giornale commenta che mentre negli almeno cinque casi di schiavitù rurale registrati in Florida negli ultimi anni queste cose si facevano agli immigrati clandestini, con la minaccia di denunciarli alle autorità migratorie, in questo caso la cosa nuova è che le vittime sono cittadini americani. Né di questo né della storia di Baker a Guantanamo si parla nella sezione sulla fede e i valori.

    Cronaca. Il pastore e i nove fedeli rimasti in una chiesa in Louisiana arrestati per pratiche rituali di pedofilia e bestialità. Un trafiletto: se usate Google per trovare il luogo di culto più vicino, non digitate «church». Le istituzioni religiose adesso scelgono nomi fantasiosi e attraenti - Comunità della Vita Superiore, Luce del Porto, Great Exchange (che a me sembra più una borsa che una chiesa). In questo modo pensano di attrarre giovani per i quali la parola «chiesa» sa di troppo vecchio, di papà e mamma. O gente che in una «church» non ci ha mai messo piede.

    Mentre scrivo, domenica mattina, arriva il giornale di oggi. Bush proclama il successo del Patriot Act, duecento terroristi condannati. Il giornale commenta: in realtà, sono solo trentanove . Nell'inserto sulla fede e i valori non trovo niente sul tema della menzogna. (alessandro portelli)
  • edorian 00 15/06/2005 16.14
    la cosa allucinante...
    è che niente ti tutto questo mi stupisce

    [Modificato da edorian 15/06/2005 16.41]

  • pescetrombetta 00 15/06/2005 16.38
    Astro, è partito il tuo cd... magari ti risolleva l'umore [SM=g27822]
    Grazie per questa ulteriore immersione nella reality life
  • astrodanzante 00 15/06/2005 16.41
    [SM=g27838]
  • zaren1 00 15/06/2005 17.55
    ..........................

    ..........................

    ..........................

    ..........................

    grazie Astro.

    un appunto: credo che il giornalista dovrebbe anche aggiornarci sul caso antrace...dopo due o tre famigerate bustarelle inviate e ricevute da chissà chi non se ne sa più nulla. Puf, scomparso il "pericolo". Questi terroristi ne san sempre una in più...
  • astrodanzante 00 15/06/2005 18.16
    in compenso Bacillus Anthracis è tornato nei programmi di microbiologia [SM=g27827]
  • BENDETTA 00 18/06/2005 11.29
    NON CI POSSO CREDERE
    Per le nozze di Totti che sposa all'Ara Coeli alias Campidoglio alias p,zza Venezia alias pieno centro di Roma.
    domani alle 17.00 spostati n. 7 (sette) capolinea di autobus.
  • astrodanzante 00 19/06/2005 17.15
    ve ne segnalo un altro

    http://www.carmillaonline.com/archives/2005/01/001181.html#001181


    carmilla mi porterà via l'intera domenica
  • astrodanzante 00 22/06/2005 02.09
    Scava scava giovane talpa
    Scava nei tempi immancabilmente "non sospetti".


    la Repubblica - Sabato, 12 gennaio 1985 - pagina 7
    di DOMENICO DEL RIO

    CONCILIO VATICANO II VENTI ANNI DOPO/4 I teologi giudicano l' attuale responsabile della Congregazione per la dottrina della fede
    QUEL DIAVOLO DI RATZINGER...

    "Grande inquisitore profeta di sventure"

    "RATZINGER è un profeta di sventura, uno di quelli biasimati da papa Giovanni nel discorso di apertura del Concilio". A dare un giudizio così secco è Hans Kung, il teologo "biasimato" a sua volta dal Sant' Uffizio, che, al contrario di Boff e di Schillebeeckx, si è sempre rifiutato di venire a Roma a farsi interrogare e giudicare. Mandava a dire che non aveva tempo. Ma che cosa diceva papa Giovanni in quel suo famoso discorso di apertura? Era l' 11 ottobre 1962, e nella basilica vaticana splendente di luci, Roncalli parlava con la quella voce cantilenante. "Nell' esercizio quotidiano del nostro ministero pastorale", diceva, "ci feriscono talora l' orecchio suggestioni di persone, pur ardenti di zelo, ma non fornite di senso sovrabbondante di discrezione e di misura. Nei tempi moderni essi non vedono che prevaricazione e rovina; vanno dicendo che la nostra età, in confronto con quelle passate, è andata peggiorando; e si comportano come se nulla avessero imparato dalla storia, che pure è maestra di vita. A noi sembra di dover dissentire da cotesti profeti di sventura, che annunciano eventi sempre infausti, quasi che incombesse la fine del mondo". Quel giorno, a sentire quella descrizione di profeti di sventura, tutti pensarono al cardinale Ottaviani, che allora reggeva il Sant' Uffizio e definiva se stesso "il carabiniere della Chiesa". Ora, parlando di Ratzinger, il paragone con Ottaviani viene spontaneo a qualcuno. Dice Giuseppe Alberigo: "Il modo con cui Ratzinger concepisce la funzione della sua Congregazione per la dottrina della fede richiama quello di Ottaviani. Anzi, mi chiedo se in fondo il povero Ottaviani, ai suoi tempi, non abbia avuto meno spazio di quanto riesce ad avere Ratzinger oggi. Ottaviani aveva di fronte un papa, Pio XII, che era secondo me, a un livello teologico superiore a quello di Wojtyla. Se oggi il prefetto del Sant' Uffizio ritiene di muoversi in una certa direzione, non credo che il papa gli ponga dei problemi. Anche per il solito rapporto che c' è tra un ex professore polacco e un ex professore tedesco. E' ovvio che il polacco soccomba". Ma perchè Ratzinger è un "profeta di sventura"? "Perchè la sua visione delle cose è piena di pessimismo", spiega Kng. "E' la posizione di un uomo che ha paura e perciò, per reazione, agisce da inquisitore. Ha paura che la Chiesa cambi, paura di dover constatare che questa sua azione, che dura da vent' anni, per imporre agli altri la propria visione, non ha successo. Anche il suo rievocare il diavolo è una proiezione della sua paura. Lui e quelli come lui che cosa sono mai riusciti a cambiare nella Chiesa, nella mente dei fedeli? Niente. La gente pensa in modo diverso in fatto di divorzio, di sacramenti ai divorziati. La pensa diversamente sul ruolo che le donne dovrebbero avere nella comunità cristiana. Il Popolo di Dio cammina per conto suo, e intanto a Roma si colleziona tutto ciò che di negativo c' è nella Chiesa". E, dunque, che uomo è infine questo Ratzinger? "Che uomo è?", si sfoga ancora Kng. "Basta vedere come tratta i suoi colleghi in teologia. Giudizi negativi su tutti. Per lui c' è un solo buon teologo nella Chiesa: Joseph Ratzinger. E' l' orgoglio dell' uomo di potere che è salito in lui". "Ratzinger, quest' anno", racconta Paul Valadier, direttore della rivista "Etudes", "è venuto in Francia, ha tenuto due conferenze, una a Lione e una a Parigi, sulla catechesi, anzi per dir meglio, contro la catechesi approvata dai vescovi francesi. Devo dire che non ha lasciato certo una buona impressione, si è visto che non era bene informato, che parlava in maniera molto astratta, teorica, lontana dalla realtà. In questo modo non ha certamente aumentato la propria autorità. Del resto, non si capisce bene quale ruolo egli svolga, essendo teologo e insieme prefetto del Sant' Uffizio. In pratica si presenta solamente come il capo di un vecchio tribunale inquisitorio". Schillebeeckx, il teologo domenicano olandese, già inquisito dalla Sacra Congregazione per la dottrina della fede, narra del suo ultimo incontro con il prefetto del Sant' Uffizio. E' stato alla fine di settembre, a Roma, ma di quel colloquio si era avuta solo la notizia. "Non ho voluto dare pubblicità all' incontro", dice Schillebeeckx, "perchè era la stessa settimana in cui era stato chiamato a Roma Leonardo Boff. Non volevo aumentare la tensione. D' altra parte, non ero stato convocato da Ratzinger. Mi aveva chiamato il superiore generale dell' Ordine, il quale evidentemente aveva avuto nuovamente un dossier su di me. E' stato il padre generale, l' irlandese Damian Byrne, che mi ha pregato di andare insieme a lui da Ratzinger. L' incontro è stato breve, una ventina di minuti soltanto, e non ha avuto aspetti drammatici come quello di Boff. Ratzinger è stato molto cortese. Voleva sapere quale sarebbe stato il tenore del mio nuovo libro sui ministeri nella Chiesa, che sto per pubblicare a giorni. Gli ho detto che, secondo me, non ci sarà nulla che contraddica direttamente dichiarazioni emanate dal Sant' Uffizio sul sacerdozio ministeriale. Ratzinger non mi ha chiesto altro nè mi ha detto se ha intenzione di vedermi ancora o no. Mi ha congedato avvertendomi, però, che attende di esaminare il mio nuovo libro e che io devo aspettarmi una nuova valutazione di Roma sulla mia opera". Un Ratzinger sospettoso? "Oh, sì", sorride Schillebeeckx, "credo che egli abbia sempre qualche sospetto quando io scrivo un libro. Sospettoso, scontento e pessimista lo è sempre stato, anche fin dai tempi del Concilio. Nelle riunioni di teologi che facevamo a Roma (ne facevamo una ogni quindici giorni, c' erano Rahner, Congar, ecc.), quando affrontammo lo schema della "Gaudium et spes", il documento conciliare sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, Ratzinger sosteneva che il testo era troppo ottimista nei confronti del mondo e voleva che si accentuasse maggiormente quello che si chiama peccato originale. Forse bisognerebbe ricordare che Ratzinger ha avuto la sua abilitazione teologica con un lavoro su Sant' Agostino. Egli è più agostiniano che tomista, cioè non avverte completamente quello che dice San Tommaso: che la grazia divina suppone la natura. Penso che questa sia una deficienza in Ratzinger in quanto teologo". "Ho conosciuto Ratzinger durante il Concilio e poi qui in Germania", osserva Wolfgang Seibel, il gesuita direttore della rivista "Stimmen der Zeit", di Monaco, la città dove Ratzinger è stato arcivescovo prima di essere chiamato a Roma: "Egli ha sempre avuto uno stile piuttosto individuale di dirigere la diocesi, senza molti collegamenti con la Conferenza episcopale tedesca. Non gli sono mai piaciute le strutture organizzate dentro la Chiesa. Forse per questo parla male ora delle Conferenze episcopali. Probabilmente ha avuto delle esperienze poco piacevoli nei rapporti con l' episcopato. D' altra parte, mi sembra anche più cambiato da diversi anni. Lui dice che sono stati gli altri a cambiare e perciò si è messo a fare queste battaglie contro quello che egli chiama "l' antispirito del Concilio". Ma non è vero. E' lui che è diventato più conservatore. Ha assunto un atteggiamento sempre più critico verso l' evoluzione avvenuta dopo il Concilio. Più volte si è espresso in questo senso, ma nell' ultima intervista a Jesus sembra aver concentrato tutto il suo spirito pessimistico". Il pensiero critico e pessimistico del cardinale Prefetto del Sant' Uffizio verso il Concilio, anzi sembra verso tutti i Concili, è stato documentato dalla rivista bolognese "Il regno", nel numero uscito in questi giorni. Dice il direttore della rivista, Alfio Filippi: "Abbiamo ricostruito la figura di Ratzinger teologo in questi anni, e si vede che non è affatto quello studioso aperto di cui si era parlato. Adesso si è accentuato, col nuovo ruolo che ha a Roma, l' aspetto autoritario e conservatore delle sue prese di posizione in campo teologico. Basterebbe leggere l' intervento che ha avuto a Bogotà, alla fine del marzo scorso, in una riunione di vescovi latino-americani. Il testo è stato pubblicato integralmente ora dalla "Rivista ecclesiastica brasiliana". Ratzinger traccia un panorama mondiale dello stato attuale della teologia cattolica. E' una visione impressionante, tutta a tinte fosche: in ogni parte del mondo, in Europa, in America del nord, in America latina, in Africa, tutto va male, la teologia segue strade pericolose. Secondo lui, crolla tutto: la fede in Dio, il concetto di soprannaturale, i valori morali, la morale sessuale, perfino la distinzione fra uomo e donna, il mondo cerca la salvezza, ma solo in se stesso". "Il regno" riporta alcuni giudizi catastrofici che, già dieci anni fa, il "profeta di sventura" Joseph Ratzinger dava sul Concilio Vaticano II e sull' avvenire della Chiesa. Ratzinger cominciava col porsi domande retoriche: "Il Concilio è stata una falsa strada, dalla quale occorre far marcia indietro per salvare la Chiesa? Le gioie e le speranze si sono rovesciate in tristezza e angoscia?". Ma poi terminava: "L' ingenuo ottimismo del Concilio e l' autoesaltazione di molti, che lo hanno fatto e propagandato, giustificano in modo inquietante le più fosche diagnosi dei primi uomini di Chiesa sul pericolo dei Concili. Non tutti i Concili validi si sono rivelati, alla prova dei fatti della storia, Concili utili; di taluni, alla fine, rimane solo un gran niente".
  • zaren1 00 22/06/2005 09.08
    Un articolo dell'85....e poi si dice che historia non è magistra vitae.

    Astro, quello che hai riportato è molto, molto interessante. Lode a te, giovane talpa.

    Ma soprattutto il praticare e predire la paura e le sventure da parte di capi senza polso sta diventando obsoleto e diffuso.
    Poteva andar bene fino a qualche decina di anni fa. Ma ora tutti hanno accesso libero all'istruzione. Da questo ne consegue...

    Tra l'altro, un giorno prima della farsa-referendum, stavo leggendo un articolo sul Corriere della Sera in cui un cardinale discuteva sul significato del voto. Semplicemente diceva che la Chiesa e la sua dottrina crescono attorno all'uomo; è quindi la prima a riconoscere l'uomo come essere pensante e quindi dotato di libero arbitrio.
    Il fatto di non aver riconosciuto il libero arbitrio nel referendum ha dimostrato un'enorme contraddizione.

    Forse ora quel prete non avanzerà nella carriera ecclesiastica, ma ha detto una cosa giusta nella sua logica.

    CorContritum, se mi sono espressa male correggimi.

    [Modificato da zaren1 22/06/2005 9.09]

1 / 84