TL 65

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giacomo415
00venerdì 19 settembre 2008 11.08
Trainando con uno sconosciuto


Abbiamo visto, in una discussione precedente, le caratteristiche tecniche della nuova serie di autocarri leggeri di produzione Fiat e Lancia entrati in servizio nelle fila delle nostre forze armate a partire dal 1952.

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Questi nuovi veicoli vennero ampiamente utilizzati nel traino di rimorchi, comuni e speciali, come ben dimostrato da questo CL 51 del btg. Alp. Arr. Val Cismon ripreso durante un guado sul fiume Piave in località Sappada con al traino una cucina rotabile da 125 razioni. La foto è del 1975 e ci è stata gentilmente fornita dall’amico Andrea.

Per il traino di artiglierie leggere e medie, partendo dall’autocarro leggero Lancia, era stata anche approntata una versione trattore, la Z30, munita di compressore per l’impianto frenante pneumatico, di verricello e di coppia finale ridotta proprio al fine di renderla più adeguata allo svolgimento di questo compito.

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Nell’immagine che precede è ritratto un complesso quadrinato Polsten, in ordine di marcia, agganciato proprio ad un TL 51.

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Qui vediamo invece alcuni CL 52 con al traino degli obici da 105/14.

Seppur generosi ed affidabili i piccoli CL/TL disponevano di una potenza tutto sommato modesta, soprattutto per il traino in fuoristrada, questo fatto, congiunto con l’inesorabile invecchiamento dei pur validi TM 48, portò all’esigenza di disporre di un trattore d’artiglieria adeguato ai tempi.

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Fu dopo l’immissione in servizio dei CP 62 che venne presentato dalla Fiat un nuovo veicolo 6x6, indicato come trattore leggero ma di ingombri e prestazioni decisamente più importanti rispetto ai suoi predecessori e destinato al traino di artiglierie leggere e medie.

Il nuovo arrivato, designato dalla Fiat come modello 6606, nel suo breve servizio militare ricevette il nome di trattore leggero Fiat TL 65.

Questo interessante trattore era caratterizzato dalla stessa cabina unificata con copertura in tela già adottata per i CP62, con i quali aveva molti altri elementi comuni, ad iniziare dal motore.

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Le quote indicate nel disegno ci fanno capire come, nonostante l’aspetto imponente, le dimensioni in lunghezza ed altezza fossero piuttosto compatte ed in effetti di poco inferiori a quelle del CM 52 di cui risultava solo più largo di appena cinque centimetri.

La cabina a guida avanzata, di tipo aperto con copertura asportabile in tela, ospitava otto uomini, guidatore e capopezzo nella parte anteriore e sei serventi su due file longitudinali, fianco marcia e fronte esterno. L’accesso avveniva tramite quattro porte laterali.
In corrispondenza delle porte posteriori erano presenti due montatoi tubolari ribaltabili mentre l’accesso ai posti anteriori era facilitato da due montatoi fissi ancorati al paraurti.

Questa disponibilità di posti in cabina combaciava perfettamente con la squadra di servizio del 105/22 che, oltre al trattorista, era così composta:

1- Capopezzo
2- Puntatore di destra
3- Puntatore di sinistra
4- Caricatore
5- Porgitore
6- Preparatore
7- Graduatore

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La squadra di servizio del 155/23 autotrainato era invece formata da nove serventi più il capopezzo, vedi foto sopra, fatto che avrebbe reso necessaria la suddivisione della squadra fra il trattore ed il trasporto munizioni.

Del cassone non abbiamo immagini dettagliate ma possiamo dire che era di struttura metallica con fondo in legno e suddiviso in tre scompartimenti destinati alle granate, alle cariche di lancio e a parte dell’equipaggiamento.

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Il motore, modello Fiat 219 B.001, era un sei cilindri in linea con valvole in testa mosse da aste e bilancieri, raffreddato ad acqua ed alimentato a benzina tramite un carburatore doppio corpo Holley.
La cilindrata totale sfiorava gli otto litri (7.977 cc) con un rapporto di compressione pari a 6,7 ed una potenza di 165 cv al regime di 2700 giri/minuto.

Nelle caratteristiche del veicolo si indicava una percorrenza in condizioni normali di due chilometri a litro, dato del quale mi permetto di dubitare, la capacità del serbatoio era di 370 litri, che aggiunti ai due fustini di scorta consentiva, comunque, una buona autonomia.

Il cambio meccanico, collegato in blocco al motore tramite una frizione monodisco a secco, aveva cinque marce avanti ed una retromarcia, tranne prima e retro tutti gli altri rapporti erano sincronizzati.
All’uscita del cambio era situato un gruppo di riduzione e rinvio che consentiva il raddoppio del numero delle marce e la trasmissione del moto al ponte anteriore.

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Il veicolo era provvisto di tre ponti di tipo portante con doppia coppia di riduzione, una conica ipoidale ed una cilindrica con dentatura elicoidale, la trazione anteriore era inseribile mentre su entrambi i ponti posteriori era possibile il blocco del differenziale mediante manicotto scorrevole a comando elettropneumatico.

I pneumatici erano singoli nella misura 11.00 X 20, i freni a tamburo erano azionati ad aria compressa con circuiti separati per ponte anteriore, ponti posteriori e rimorchio. Il circuito frenante presentava inoltre due semiaccoppiamenti anteriori e due posteriori per consentire al trattore di essere rimorchiatore o rimorchiato secondo le esigenze.

L’impianto elettrico era a 24 V alimentato mediante due batterie immergibili da 90 Ah.

Il peso del veicolo, scarico ed in ordine di marcia, era di 7.200 Kg. con una portata di 3.350 Kg. poteva trainare a pieno carico 3.000 Kg. in fuoristrada arrivando fino a 10.000 Kg. su strada.
La velocità massima su strada era di 73 Km/h.

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Nonostante le buone caratteristiche, la razionale disposizione della cabina e la quasi totale intercambiabilità della meccanica con quella del CP 62 6X6 non si ritenne opportuno adottare questo modello in quanto gli stessi compiti potevano essere svolti dai normali autocarri pesanti già in servizio.
In effetti la capillare diffusione presso i reparti degli autocarri a trazione integrale aveva in gran parte svuotato di significato la figura dei trattori medi e leggeri nati quando la mobilità degli altri automezzi era fortemente limitata dalla trazione presente generalmente su un solo asse.

Fu così che il TL 65 rimase allo stadio di prototipo e dopo il suo accantonamento si esaurì la schiatta dei trattori medi e leggeri i cui ultimi esponenti furono il TM 48 ed il TL 51, unico filone ad avere prosecuzione fu quello dei trattori pesanti con l’introduzione in servizio del TM 69 che succedette al TP 50 nel compito di trainare le artiglierie pesanti.
Il successivo, graduale declino delle artiglierie autotrainate ha portato in seguito alla scomparsa di questa categoria di veicoli che rimane però una delle più interessanti nel panorama della motorizzazione militare.

Saluti [SM=x75448]
LaVaAPochi
00venerdì 19 settembre 2008 12.25

[SM=x75444]


Interessantissimo come sempre...

E*

onesto46
00venerdì 19 settembre 2008 21.22
la foto di Andrea mi ha fatto venire il magone

Giacomo [SM=x75444]
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