PROMULGAZIONE DECRETI CONGREGAZIONE CAUSE DEI SANTI

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Caterina63
00giovedì 28 marzo 2013 11.35
[SM=g1740758] PROMULGAZIONE DI DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

Mercoledì 27 marzo 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

- il miracolo, attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Teresa Bonzel (al secolo: Regina Cristina Guglielmina), Fondatrice delle Povere Suore Francescane dell'Adorazione Perpetua di Olpe; nata ad Olpe (Germania) il 17 settembre 1830 ed ivi morta il 6 febbraio 1905;

- il martirio dei Servi di Dio Emanuele Basulto Jiménez, Vescovo di Jaén (Spagna), e 5 Compagni; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1937;

- il martirio dei Servi di Dio Giuseppe Massimo Moro Briz e 4 Compagni, Sacerdoti della Diocesi di Ávila (Spagna); uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- il martirio del Servo di Dio Vladimiro Ghika, Sacerdote diocesano; nato ad Istanbul (Turchia) il 25 dicembre 1873 e ucciso in odio alla Fede a Bucarest (Romania) il 16 maggio 1954;

- il martirio dei Servi di Dio Gioacchino Jovaní Marín e 14 Compagni, della Società dei Sacerdoti Operai Diocesani; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1938;

- il martirio dei Servi di Dio Andrea da Palazuelo (al secolo: Michele Francesco González Ganzález), Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, e 31 Compagni; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1937;

- il martirio del Servo di Dio Giuseppe Girotti, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Predicatori; nato ad Alba (Italia) il 19 luglio 1905 e ucciso in odio alla Fede a Dachau (Germania) nel 1945;

- il martirio del Servo di Dio Stefano Sándor, Laico professo della Società di San Francesco di Sales; nato a Szolnok (Ungheria) il 26 ottobre 1914 ed ucciso in odio alla Fede a Budapest (Ungheria) l'8 giugno 1953;

- il martirio del Servo di Dio Rolando Rivi, Alunno del Seminario; nato a San Valentino di Castellarano (Italia) il 7 gennaio 1931 e ucciso in odio alla Fede a Piane di Monchio (Italia) il 13 aprile 1945; [SM=g1740721]

http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio_emilia/cronaca/2012/05/18/714942/images/1252574-rolando_rivi.JPG



- le virtù eroiche del Servo di Dio Eladio Mozas Santamera, Sacerdote diocesano, Fondatore delle Suore Giuseppine della Ss.ma Trinità; nato a Miedes de Atienza (Spagna) il 18 febbraio 1837 e morto a Plasencia (Spagna) il 18 marzo 1897;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Emanuele Aparicio Navarro, Sacerdote diocesano; nato a Madrid (Spagna) l'11 dicembre 1902 ed ivi morto il 28 agosto 1964;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Mosè Lira Serafín, Sacerdote professo dei Missionari dello Spirito Santo, Fondatore della Congregazione dei Missionari della Carità di Maria Immacolata; nato a Tlatempa (Messico) il 16 settembre 1893 e morto a Città del Messico (Messico) il 25 giugno 1950;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Generoso del Ss.mo Crocifisso (al secolo: Angelo Fontanarosa), Sacerdote professo della Congregazione della Passione di Gesù Cristo; nato a Vetralla (Italia) il 6 novembre 1881 e morto a Mascalucia (Italia) il 9 gennaio 1966;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Olinto Marella, Sacerdote diocesano; nato a Pellestrina (Italia) il 14 giugno 1882 e morto a San Lazzaro di Savena (Italia) il 6 settembre 1969;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Antonio Kowalczyk, Fratello Laico della Congregazione dei Missionari Oblati della Beata Vergine Maria Immacolata; nato a Dzierzanów (Polonia) il 4 giugno 1866 e morto a Edmonton (Canada) il 10 luglio 1947;

 - le virtù eroiche della Serva di Dio Silvia Cardoso Ferreira da Silva, Laica; nata a Paços de Ferreira (Portogallo) il 26 luglio 1882 e morta a Porto (Portogallo) il 2 novembre 1950.

[00421-01.01] [Testo originale: Italiano]




[SM=g1740771]

Caterina63
00giovedì 9 maggio 2013 22.04
Per questo Anno della Fede, Benedetto XVI, lo aveva iniziato proclamando Santa Ildegarda, mistica e profeta, Dottore della Chiesa, poi, il giorno proprio in cui annunciò le sue dimissioni, aveva appena firmato per la proclamazione a Santi gli 800 martiri di Otranto.... Canonizzazione che sarà proclamata dal suo Successore, Papa Francesco.


Attesa per gli 800 Martiri di Otranto,
domenica diventeranno santi

In piazza San Pietro. La data decisa da Benedetto XVI, nel giorno in cui l'ex Pontefice annunciò le sue dimissioni

http://4.bp.blogspot.com/-ntBsQ5MAZac/UVsVJ21uVMI/AAAAAAAAHWI/x9zHu78uCHs/s1600/otranto%5B1%5D.jpg

OTRANTO (LE) - Grande attesa ad Otranto, in provincia di Lecce, perché domenica 12 maggio in piazza San Pietro si terrà la canonizzazione degli 800 Beati Martiri di Otranto. La data è stata stabilita il 12 febbraio scorso dal Papa Benedetto XVI, proprio nel giorno in cui l'ex Pontefice annunciava le sue dimissioni per il 28 febbraio scorso.

Durante l'assedio dei Turchi del 1480, i cittadini di Otranto dai quindici anni in su furono posti di fronte alla tragica alternativa di convertirsi all'Islam, rinnegando la fede cristiana, o ad essere uccisi. Il primo a rifiutarsi fu Antonio Primaldo, seguito da altri 800 uomini. Furono tutti decapitati sul colle della Minerva. La comunità di Otranto da giorni si sta preparando all'evento con un cammino di preghiera e di riflessione.

Stasera al Monastero delle Clarisse sul Colle del Martirio, l'arcivescovo Donato Negro celebra la Festa dei Giovani. Domenica la cerimonia di canonizzazione dei Beati Martiri sara' seguita da tante persone sia in piazza San Pietro che a distanza in città. Il programma delle celebrazioni si chiuderà il 30 maggio con una messa di ringraziamento per la canonizzazione, presieduta dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.




2013-05-12 L’Osservatore Romano

I numeri della prima canonizzazione di Papa Francesco sono già un piccolo record. Domenica 12 maggio, in piazza San Pietro, in un’unica celebrazione il Pontefice eleva agli onori degli altari ben 802 santi. Di questi, 800 sono martiri, caduti a Arazzo per la beatificazione dei martiri di OtrantoOtranto durante l’assedio dei turchi nel 1480. Le altre due sono suore fondatrici di congregazioni religiose:  Laura Montoya y Upegui — la prima santa della Colombia che viene canonizzata dal primo Papa latinoamericano della storia — e la messicana María Guadalupe García Zabala. Ne abbiamo parlato in questa intervista al nostro giornale con il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

C’è un filo comune che unisce queste canonizzazioni?

Innanzitutto, bisogna dire che questi 800 martiri hanno salvato l’Italia nella sua identità cattolica e cristiana. Va sottolineato che le due suore sono latinoamericane. Per una manifestazione della divina Provvidenza, saranno canonizzate da Papa Francesco, primo Pontefice latinoamericano. È un ulteriore segno di incoraggiamento alla Chiesa di quel continente, chiamata a eccellere nella testimonianza cristiana e nell’espansione del regno di Dio su tutta la terra.




[SM=g1740771]


Caterina63
00martedì 4 giugno 2013 15.14

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Lunedì, 3 giugno 2013, il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti:

IL MARTIRIO:

- dei Servi di Dio Mauro (al secolo: Abel Angel Palazuelos Maruri) e 17 Compagni, dell'Ordine di San Benedetto; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- dei Servi di Dio Juan de Jesús (al secolo: Joan Vilaregut Ferrer) e 3 Compagni, dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, nonché Pau Segalá Solé, Sacerdote diocesano; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- dei Servi di Dio Crisanto, Aquilino, Cipriano, José e 63 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria), nonché 2 Laici; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1939;

- delle Serve di Dio Aurelia (al secolo: Clementina Arambarri Fuente) e 3 Compagne, Suore professe delle Serve di Maria Ministre degli Infermi; uccise in odio alla Fede in Spagna nel 1936.

LE VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Joao De Oliveira Matos Ferreira, portoghese, (1879-1962), Ausiliare di Guarda (Portogallo), Fondatore dell'Associazione "Liga dos Servos de Jesus";

- del Servo di Dio Nicola Mazza, Sacerdote diocesano, italiano, (1790-1865), Fondatore di Istituti per l'educazione;

- della Serva di Dio Maria Celeste (al secolo: Giulia Crostarosa), italiana, (1696-1755), Monaca, Fondatrice dell'Ordine delle Suore del Santissimo Redentore;

- della Serva di Dio Teresa de San José (al secolo: Teresa Toda y Juncosa), spagnola,(1826-1898); Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Teresiane di San Giuseppe.

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[SM=g1740758]  quanto segue non è un Decreto ma è ugualmente una vera ed ottima notizia...


PAPA: IL SORRISO MITE E LA GRANDEZZA DEL CARDINALE VAN THUAN



http://communio.stblogs.org/FXN%20Van%20Thuan.jpg


di Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 6 lug.

Al momento della morte era orma un "principe della Chiesa", capo di un dicastero vaticano nominato da Papa Wojtyla dopo la sua liberazione dai campi di reclusione del Vietnam. Ma il Servo di Dio Francesco Saverio Nguyen Van Thuan rimane nel cuore di tutti come un martire strappato al suo destino perche' tutta la Chiesa e il mondo potessero conoscere le sofferenze dei suoi fratelli vietnamiti. E oggi Papa Francesco ha ricordato che "la sua fama di santita' si e' diffusa proprio attraverso la testimonianza di tante persone che lo hanno incontrato e conservano nel cuore il suo sorriso mite e la grandezza del suo animo".

Ieri il cardinale Agostino Vallini, vicario di Roma, ha presieduto l'udienza conclusiva del processo diocesano di beatificazione di Van Thuan e oggi Francesco ha ricevuto i promotori della causa, che approda dunque alla Congregazione vaticana per le decisioni definitive. "In effetti - ha detto nel suo discorso - sono molte le persone che possono testimoniare di essere state edificate dall'incontro con , nei diversi momenti della sua vita. Molti lo hanno conosciuto anche attraverso i suoi scritti, semplici e profondi, che mostrano il suo animo sacerdotale, profondamente unito a Colui che lo aveva chiamato ad essere ministro della sua misericordia e del suo amore". "Tante persone - ha rivelato inoltre il Pontefice - hanno scritto raccontando grazie e segni attribuiti all'intercessione del Servo di Dio cardinale Van Thuan". "Ringraziamo il Signore - ha dunque esortato Bergoglio - per questo venerato Fratello, figlio dell'Oriente, che ha concluso il suo cammino terreno al servizio del Successore di san Pietro". E, ha concluso, "affidiamo all'intercessione della Vergine Maria il proseguimento di questa causa, come pure di tutte le altre che sono attualmente in corso. La Madonna ci aiuti a vivere sempre di piu' nella nostra vita la bellezza e la gioia della comunione con Cristo".

Nella documentazione presentata al processo c'e' anche il racconto della messa celebrata dall'allora prigioniero Van Thuan in un campo di reclusione del Vietnam, fatto davanti a Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000: "alle 21,30 bisognava spegnere la luce e andare a dormire. Allora mi curvavo sul letto per celebrare la messa, a memoria, e distribuivo la comunione passando la mano sotto la zanzariera. Avevamo fabbricato sacchettini con la carta dei pacchetti di sigarette, per conservare il Santissimo Sacramento e portarlo agli altri". "Gesu' nell'Eucaristia e' stato adorato clandestinamente dai cristiani che vivevano con me, come tante volte e' accaduto nei campi di prigionia del secolo XX", testimonio' lo stesso Van Thuan davanti Giovanni Paolo II che aveva dovuto faticare a convincerlo a restare con un incarico di Curia.

"All'indomani del mio arresto - racconto' al suo arrivo a Roma il futuro cardinale - mi venne consentito di scrivere ai familiari per farmi inviare le cose necessarie. Domandai la medicina contro il mal di stomaco. I miei sapevano che non soffrivo di quel male, cosi mi mandarono il vino per la Messa in una piccola bottiglia con l'etichetta: 'medicina contro il mal di stomaco', e delle ostie in una fiaccola contro l'umidita'". A Papa Wojtyla che lo ha preceduto di poco nel cammino verso la beatificazione, Van Thuan confido' anche "la grande gioia" provata da detenuto quando "ogni giorno, con tre gocce di vino e una goccia d'acqua nel palmo della mano, ho celebrato la Messa. Era questo il mio altare ed era questa la mia cattedrale! Erano - disse - le piu' belle messe della mia vita! Cosi' per anni mi sono nutrito del pane della vita e del calice della salvezza".

Nato nel 1928 a Hue', in Vietnam, Van Thuan era stato ordinato sacerdote nel '53. Compiuti gli studi a Roma, era tornato in patria come professore e poi rettore del seminario, vicario generale e quindi vescovo di Nha Trang. Nominato da Paolo VI arcivescovo titolare di Vadesi e coadiutore di Saigon (ora Citta' Ho-chi-minh) il 24 aprile 1975, dopo pochi mesi, con l'avvento del regime comunista fu arrestato e messo in carcere. Ha vissuto in prigione per 13 anni, 9 dei quali in isolamento: nella sua cella aveva raccolto tutti i pezzetti di carta trovati, realizzando un'agendina sulla quale aveva riportato piu' di 300 frasi del Vangelo, celebrando l'Eucaristia sul palmo della mano e creando anche delle piccole comunita' cristiane che si ritrovavano per pregare insieme. Sempre in prigione, con l'aiuto di una guardia aveva forgiato con del filo elettrico una catena per reggere la croce che lui stesso aveva intagliato da un pezzo di legno. Le avrebbe portate sempre al collo, anche da cardinale.
Liberato dal regime, nel 1994 e' stato nominato da Papa Wojtyla vice presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, per divenirne poi presidente nel 1998. In questa carica rimase fino al 2002, quando mori' per un tumore affrontato dando prova di virtu' eroiche, cosi' come era avvenuto durante la prigionia.
Ed oggi nella Chiesa Santa Maria della Scala a Trastevere, della quale Van Thuan era il titolare e dove oggi riposa, e' stata celebrata una messa di ringraziamento per la conclusione della prima fase del processo. Il rito e' stato presieduto dall'arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, che fu stretto collaboratore di Van Thuan a Roma e che avvio' qualche anno fa la causa di beatificazione.


[SM=g1740733]



Caterina63
00venerdì 5 luglio 2013 15.00
[SM=g1740758] PROMULGAZIONE DI DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

Oggi, 5 luglio 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Signor Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

- il miracolo, attribuito all'intercessione del Beato Giovanni Paolo II (Carlo Giuseppe Wojtyła), Sommo Pontefice; nato a Wadowice (Polonia) il 18 maggio 1920 e morto a Roma il 2 aprile 2005;

- il miracolo, attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Alvaro del Portillo y Diez de Sollano, Vescovo titolare di Vita, Prelato della Prelatura Personale della Santa Croce e dell'Opus Dei; nato a Madrid (Spagna) l'11 marzo 1914 e morto a Roma il 23 marzo 1994;

- il miracolo, attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Speranza di Gesù (al secolo: Maria Giuseppa Alhama Valera), Fondatrice delle Congregazioni delle Ancelle dell'Amore Misericordioso e dei Figli dell'Amore Misericordioso; nata a Santomera (Spagna) il 29 settembre 1893 e morta a Collavalenza (Italia) l'8 febbraio 1983;

- il martirio del Servo di Dio Giuseppe Guardiet y Pujol, Sacerdote diocesano; nato a Manlleu (Spagna) il 21 maggio 1879 e ucciso in odio alla Fede in Spagna il 3 agosto 1936;

- il martirio dei Servi di Dio Maurizio Íñiguez de Heredia e 23 Compagni, dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1937;

- il martirio dei Servi di Dio Fortunato Velasco Tobar e 13 Compagni, della Congregazione della Missione; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1934 e il 1936;

- il martirio delle Serve di Dio Maria Assunta (al secolo: Giuliana González Trujillano) e 2 Compagne, Religiose professe della Congregazione delle Suore Francescane Missionarie della Madre del Divin Pastore; uccise in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Nicola D'Onofrio, Chierico professo dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (Camilliani); nato a Villamagna (Italia) il 24 marzo 1943 e morto a Roma il 12 giugno 1964;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Bernardo Filippo (al secolo: Giovanni Fromental Cayroche), Fratello professo dell'Istituto delle Scuole Cristiane, Fondatore delle Hermanas Guadalupanas de La Salle; nato a Chauvets-Servières (Francia) il 27 giugno 1895 e morto a Città del Messico (Messico) il 5 dicembre 1978;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Isabella della Ss.ma Trinità (al secolo: Maria Isabella Picão Caldeira vedova Carneiro), Fondatrice delle Congregazione delle Suore Concezioniste; nata a Monte do Torrão (Portogallo) il 1° febbraio 1889 e morta a Lisbona (Portogallo) il 3 luglio 1962;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Carmen Rendiles Martínez, Fondatrice delle Ancelle di Gesù, chiamate Siervas de Jesús de Venezuela; nata a Caracas (Venezuela) l'11 agosto 1903 e ivi morta il 9 maggio 1977;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe Lazzati, Laico consacrato; nato a Milano (Italia) il 22 giugno 1909 e ivi morto il 18 maggio 1986.

Il Sommo Pontefice ha approvato, infine, i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi circa la canonizzazione del Beato Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli) e ha deciso di convocare un Concistoro, che riguarderà anche la canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II (Carlo Giuseppe Wojtyła).

[SM=g1740733]  ricordiamo che: 

giovedì, 20 dicembre 2012

Il Papa Benedetto XVI ha promulgato il decreto sulle «virtù eroiche» di papa Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, passo ulteriore nella causa di beatificazione del pontefice bresciano, morto nel 1978.

Con la promulgazione del decreto sulle «virtù eroiche», papa Paolo VI diventa «venerabile».
Il passaggio successivo prima della beatificazione, sarà l’accertamento ufficiale di un miracolo avvenuto per sua intercessione. Il Papa ha promulgato il decreto relativo al papa che portò a termine il Concilio dopo la morte di Giovanni XXIII ricevendo questa mattina il prefetto della Congregazione per le cause dei santi, cardinale Angelo Amato.








Caterina63
00giovedì 18 luglio 2013 23.47

Diario Vaticano / Quei santi fatti come lui comanda

Per Romero, Francesco sblocca i freni del Sant'Uffizio. Per Giovanni XXIII e per un gesuita a cui è devoto, va avanti senza aspettare il miracolo richiesto dalle norme. Nelle beatificazioni e canonizzazioni il papa agisce da monarca assoluto

di ***




CITTÀ DEL VATICANO, 15 luglio 2013 – Jorge Mario Bergoglio continua a preferire autodefinirsi vescovo di Roma ed evita, finché può, di far seguire la sua firma dalla doppia "P" che sta per papa.

Ciononostante continua ad agire in tutto e per tutto come sommo pontefice della Chiesa universale.

E lo fa con una prontezza ed efficacia di governo curiale che fa impallidire quella mostrata dai suoi immediati predecessori. Con uno stile che ricorda per certi versi quello di Pio XII, che fu segretario di Stato di se stesso  – lasciandone vacante la carica – e che fu l’ultimo pontefice a non avere un segretario particolare più o meno ingombrante, come è accaduto ai suoi successori fino a Francesco.

Un campo nel quale papa Bergoglio fa sentire tutto il peso delle sue decisioni personali è quello delle beatificazioni e canonizzazioni, che da secoli sono nel potere esclusivo del sommo pontefice.


SEMAFORO VERDE PER ROMERO


Come rivelato, dopo una udienza, dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, postulatore della causa, con papa Francesco la congregazione per la dottrina della fede ha dato finalmente il via libera al processo di beatificazione dell’arcivescovo salvadoregno Oscar Arnulfo Romero, brutalmente assassinato mentre celebrava l’eucaristia.

Era stato l’ex Sant’Uffizio guidato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger a bloccare la causa, anche per l’influenza che sul vescovo Romero – e soprattutto sulla sua sterminata produzione omiletica – aveva esercitato il gesuita Jon Sobrino, esponente di punta della teologia della liberazione, i cui scritti hanno subito una censura con una notificazione della congregazione vaticana.

Non è chiaro comunque se la decisione della congregazione per la dottrina della fede di far riprendere il cammino alla causa fosse stata già presa nell’ultimissima fase del pontificato ratzingeriano.


"MOTU PROPRIO" PER L'AMATISSIMO GESUITA


Una decisione certamente personale di Francesco è quella di procedere – come rivelato su "Avvenire" dalla giornalista e amica dell'attuale papa Stefania Falasca – alla canonizzazione del savoiardo Pietro Favre, uno dei fondatori della Compagnia di Gesù, venerato ora come beato.

Le ragioni di questa intenzione sono facilmente riscontrabili nella evidente analogia che si può riscontrare tra il modo in cui Favre svolse la sua missione durante il terribile periodo di crisi per la Chiesa che quello della riforma protestante e quello con cui papa Bergoglio intende adempiere oggi al compito di successore di Pietro.

Favre infatti, raccontano gli storici, antepose la propria testimonianza di vita e l’insistenza su una forte riforma interna della Chiesa alle controversie teologiche e ad ogni illusione di poter imporre con la forza la fede autentica. E lo fece guadagnandosi la stima di santi che pure sono considerati agguerriti campioni della controriforma cattolica, come Francesco di Sales e Pietro Canisio.

Con ogni probabilità la canonizzazione di Favre avverrà senza l'usuale cerimonia ma con un semplice atto pontificio che certificherà la cosiddetta canonizzazione "equipollente".

Si tratta di una procedura usata di solito per personaggi vissuti nei secoli passati e che il papa, in virtù della sua autorità, decide di elevare al rango di santi senza il miracolo attribuito a una loro intercessione, che è invece necessario nelle cause normali.

Questa procedura è stata utilizzata, ad esempio, da Benedetto XVI per Ildegarda di Bingen, da Giovanni XXIII per Gregorio Barbarigo, da Pio XII per Margherita d’Ungheria, da Pio XI per Alberto Magno.


PAPA GIOVANNI SANTO SENZA IL MIRACOLO


Ma la decisione più clamorosa presa da papa Francesco in questo campo è certamente quella di procedere alla canonizzazione di Giovanni XXIII senza che ci sia un miracolo attribuito alla sua intercessione e avvenuto dopo la sua beatificazione.

Papa Roncalli bilancerà così, di fatto, l’altra canonizzazione prevista, quella di Giovanni Paolo II. E così si ripeterà quando avvenne nel 2000 quando la beatificazione di Angelo Giuseppe Roncalli, il papa del Concilio Vaticano II, venne affiancata da quella di Pio IX, il papa del "Sillabo" antimoderno.

La deroga al miracolo concessa da Francesco a papa Giovanni è particolarmente eclatante.

Per papa Karol Wojtyla Benedetto XVI fece moltissimo, derogando alla norma che stabilisce debbano passare cinque anni dalla morte del candidato agli altari per iniziarne il processo. Ma aldilà di questa importante accelerazione, le norme procedurali sono state formalmente rispettate e ci sono voluti due miracoli attribuiti alla sua intercessione per poterlo iscrivere nell’albo dei santi.

Ma Francesco per Giovanni XXIII ha fatto di più. Proprio esercitando il potere di sommo pontefice ha disposto che per Roncalli non sia necessario il miracolo e che bastino la perseverante fama di santità che circonda la sua figura e la “fama signorum”, cioè le grazie a lui attribuite, che continuano ad essere testimoniate (anche se nessuna di loro è stata certificata canonicamente come miracolo vero e proprio).

In pratica, quindi, Francesco ha sfruttato al massimo grado il potere pontificio di cui dispone in quanto capo della Chiesa universale, per assumere una decisione che non sembra avere precedenti per quanto riguarda cause non concernenti martiri.

Giovanni Paolo II infatti nel 1982, forzando norme e prassi tradizionale, canonizzò Massimiliano Kolbe – che era stato beatificato da Paolo VI come confessore in seguito ai due miracoli richiesti all’epoca – proclamandolo martire della carità.

E poi nel 2000 canonizzò 120 martiri della Cina "esentando" ciascuno di essi dal miracolo. L’atto provocò una grave crisi con il governo di Pechino, anche perché il rito venne celebrato il 1° ottobre, festa nazionale della repubblica popolare cinese: una scelta – quest’ultima – che fu considerata una "gaffe" dal pur combattivo cardinale Joseph Zen.


PiÙ CHE CON MADRE TERESA DI CALCUTTA


Giovanni Paolo II comunque, nonostante una petizione firmata da numerosi cardinali, non concesse che Madre Teresa di Calcutta fosse proclamata subito santa, con il solo miracolo attribuitole nella causa di beatificazione.

Così Francesco ha concesso a Giovanni XXIII quello che Giovanni Paolo II non ha consentito per Madre Teresa.

Ma si può pensare che la suora albanese in cielo non bisticcerà per questo con il pontefice bergamasco.

Né si lamenterà con il papa polacco per non aver esercitato con lei il "munus" petrino al massimo grado, come sta facendo l’attuale vescovo di Roma.

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15.7.2013



Caterina63
00lunedì 26 agosto 2013 16.38
[SM=g1740758]  Perché papa Francesco beatifica 500 martiri spagnoli uccisi dai repubblicani.
«E ora è anche peggio»


agosto 6, 2013 Benedetta Frigerio

guerra-civile-spagna-fronte-popolare

Intervista a monsignor Cárcel Ortí che ci racconta le storie dei cattolici spagnoli uccisi nella guerra civile a causa della loro fede. «Allora il nemico aveva il fucile in mano, oggi è la mentalità mondana»

Il 4 giugno scorso papa Francesco ha autorizzato il riconoscimento del martirio di 95 cattolici uccisi dai repubblicani durante la guerra civile spagnola. Fra loro si contano moltissimi sacerdoti e religiosi e anche diversi laici assassinati tra il 1936 e il 1939 in odio alla fede. I martiri dell’ondata anticattolica degli anni Trenta in Spagna, durante la quale anche il 70 per cento delle chiese subì devastazioni, sono migliaia. Già Giovanni Paolo II, tra il 1987 e il 2001, ne aveva beatificati 460. Tra il 2005 e il 2011 Benedetto XVI ne ha beatificati più di cinquecento. Con i 522 che saranno beatificati il 13 ottobre prossimo a Tarragona, la Chiesa avrà qualcosa come 1.500 beati martiri uccisi in Spagna negli anni Trenta, di cui alcuni già canonizzati.
«Ma questi rappresentano solo una piccola percentuale delle circa 10 mila persone morte per Cristo», spiega a tempi.it monsignor Vicente Cárcel Ortí, storico ed esperto dei rapporti Stato-Chiesa nella Spagna del XX secolo e autore di numerosi libri sui martiri di quel periodo.

Monsignor Cárcel Ortí, chi sono questi uomini e donne che morirono a causa delle loro fede?
Bisogna precisare che questi beati non sono propriamente martiri della guerra civile, perché la persecuzione è cominciata prima, con l’istituzione della Repubblica tramite il colpo di Stato del 1931, avvenuto per mano delle variegate anime della sinistra. Fu un attentato alla Corona, che allora era naturalmente associata alla Chiesa, data la cattolicità della nazione spagnola. Combattere la monarchia equivaleva dunque ad attaccare la Chiesa. Per questo i liberali erano anticlericali, e si opponevano alle leggi della Corona considerate cattoliche: cominciò una discriminazione nei fatti e legale, accompagnata da una campagna mediatica non anticlericale appunto, ma anticattolica. Fu così che venne a mancare la libertà religiosa, mentre, giorno dopo giorno, si creava una mentalità per cui la Chiesa cominciò ad essere percepita come la responsabile di tutti i mali. Infine, dopo tre anni, nel 1934, cominciarono gli omicidi: nella Regione delle Asturie vennero uccisi mille civili e 34 religiosi, di cui 9 sono già stati canonizzati, mentre gli altri sono in via di beatificazione. Non solo, furono distrutte anche la bellissima cattedrale della capitale, Oviedo, il seminario e gli edifici religiosi della città. Questo sarebbe diventato il metodo della sinistra anticattolica: uccidere qualsiasi credente, profanare le chiese e distruggere qualsiasi simbolo, edificio o opera d’arte legati alla religione cattolica.

guerra-civile-spagna-chiesaCome si arrivò a compiere atti pubblici tanto atroci, senza pensare di perdere il consenso della popolazione credente?
È difficile capire come si arrivò a un livello di violenza così feroce. Pio XII nel 1936 parlò di «odio di Satana». Non trovo altre spiegazioni a tanto furore, che portò non solo all’omicidio di migliaia di uomini ma anche alla profanazione di tantissime chiese.

Perché la Chiesa cattolica era così invisa al potere?
L’ideologia marxista diceva che occorreva rispondere alla questione sociale tramite il metodo stalinista. Perfino alcuni illuminati, seppur liberali, riconobbero che la guerra civile era proprio il tentativo di ricreare i soviet di Stalin in Spagna. La Chiesa non aveva mezzi per rispondere alle nuove istanze sociali. Così, quando nel 1936 ci fu un nuovo colpo di Stato contro la Repubblica, i militari vennero supportati dal popolo, ormai da anni istigato contro la Chiesa. Ma siccome questo popolo era in maggioranza cattolico lo scontro avveniva spesso tra fratelli, come sottolineò sempre Pio XII: fu l’emblema della Seconda guerra mondiale.

È in questo contesto che gli omicidi e gli atti dissacranti cominciarono a diventare sistema normale.
Prima si cominciò con la propaganda, che incolpava i cattolici retrogradi, e poi si arrivò a giustificare la violenza che si consumava quotidianamente per strada e nelle piazze. Non uccidendo solo preti e suore, ma intere famiglie di fronte a tutti, come si vede in un film uscito di recente. George Orwell, allora anarchico di sinistra e corrispondente di guerra, scrisse che in questa lotta non avevano pace nemmeno i morti. Anche i cimiteri venivano profanati, con i cadaveri riesumati e le tombe distrutte. Ma ripeto, prima ci furono cinque anni di campagna martellante e quotidiana contro i cattolici.

L'udienza generale di Papa FrancescoAnche oggi la Chiesa è accusata di non essere “al passo coi tempi”.
Ora è anche peggio, perché ci si accorge meno della violenza del potere. È più subdola, anche per il fatto che non si sa più chi sia il nemico, che allora riconoscevi con i fucili in mano. Non solo, la mentalità mondana sta entrando nel cervello di molti cattolici. Mentre allora la maggioranza aveva resistito.

Morirono non solo religiosi ma anche laici: giovani, padri e madri di famiglia.
Non si tratta di eroi, ma di persone normali che vivevano una fede per cui valeva la pena dare la vita. E fu una sorpresa anche per la Chiesa: molti pensavano che la fede popolare degli spagnoli fosse insufficiente, folcloristica e sentimentale. Invece, davanti alla prova, emerse la sua forza semplice e cristallina, prima snobbata dagli intellettuali. La cosa impressionante è che in ogni città, senza conoscersi né mettersi d’accordo, morirono tutti allo stesso modo: invitati ad abiurare in cambio della vita, rifiutarono e morirono pregando per i loro assassini e urlando: “Viva Cristo Re”. Come accadeva anche in Messico o in Germania davanti alle SS di Hitler.

Vi furono casi di abiura?
Leggendo tutte le carte dei processi non si trova un solo caso di tradimento. Questo è miracoloso perché non è scontato che uno che ha fede non ceda o non tradisca.

Perché beatificarli proprio ora?
A cominciare fu Giovanni Paolo II, vissuto sia sotto il nazismo sia sotto il comunismo. Nel Novecento si pensava ancora ai martiri cristiani come a quelli morti durante l’impero romano. Invece i martiri sono tornati con i totalitarismi e le dittature. Il Papa voleva che ci si ricordasse di ciascuno di loro, che fosse mantenuta la memoria storica dei disastri provocati da un secolo che ha dimenticato Dio. Per questo anche papa Benedetto ha continuato con le beatificazioni.

E non sembra che sia finita.
Papa Francesco non fa che parlare di martirio, che significa testimonianza. Il Papa invita i cattolici ad andare controcorrente e a non piegarsi alle leggi mondane. Lo ha fatto il 17 di giugno incontrando la curia romana. E continua a ripeterlo anche ai giovani. Voglio chiudere con le sue parole che spiegano perché il martirio sia così attuale.
Sono quelle dell’Angelus dello scorso 23 di giugno: «Che cosa significa “perdere la vita per causa di Gesù”? Questo può avvenire in due modi: esplicitamente confessando la fede o implicitamente difendendo la verità. (…) Quante persone pagano a caro prezzo l’impegno per la verità! Quanti uomini retti preferiscono andare controcorrente, pur di non rinnegare la voce della coscienza, la voce della verità! Persone rette, che non hanno paura di andare controcorrente! E noi, non dobbiamo avere paura! Fra voi ci sono tanti giovani. A voi giovani dico: non abbiate paura di andare controcorrente, quando ci vogliono rubare la speranza, quando ci propongono questi valori che sono avariati, valori come il pasto andato a male e quando un pasto è andato a male, ci fa male; questi valori ci fanno male. Dobbiamo andare controcorrente! E voi giovani, siate i primi: andate controcorrente e abbiate questa fierezza di andare proprio controcorrente!».



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Caterina63
00lunedì 9 dicembre 2013 15.00

  PROMULGAZIONE DECRETI

Città del Vaticano, 9 dicembre 2013 (VIS). Oggi, 9 dicembre 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Papa ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLO

- attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Giovannina Franchi, Fondatrice della Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata; italiana, (1807-1872),

MARTIRIO

- dei Servi di Dio Mario Vergara, Sacerdote professo del Pontificio Istituto per le Missioni Estere, e Isidoro Ngei Ko Lat, Laico e Catechista, uccisi, in odio alla Fede, a Shadaw (Birmania, oggi Myanmar) il 24 maggio 1950.

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Maurice Garrigou, Sacerdote, Fondatore dell'Istituto di Nostra Signora della Compassione; francese (1766-1852);

- del Servo di Dio Clemente (al secolo: Vincenzo Fuhl), Sacerdote professo dell'Ordine di Sant'Agostino; tedesco (1874-1935);

- del Servo di Dio Marcello della Vergine del Carmelo (al secolo: Boldizsár Marton), Sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi; ungherese (1887-1966);

- del Servo di Dio Romano Bottegal, Sacerdote professo dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti); italiano (1921-1978);

- della Serva di Dio Rosalia Cadron-Jetté (in religione: Madre della Natività), Fondatrice dell'Istituto delle Suore della Misericordia; canadese (1794-1864);

- della Serva di Dio Maria Rosa Teresa Gay Tibau, Fondatrice dell'Istituto delle Suore di San Giuseppe ora Religiose di San Giuseppe di Gerona; spagnola (1813-1884);

- della Serva di Dio Maria Oliva del Corpo Mistico (al secolo: Maria Oliva Bonaldo), Fondatrice dell'Istituto delle Figlie della Chiesa; italiana (1893-1976);

- della Serva di Dio Orsola Mezzini, Religiosa professa e Superiora Generale della Congregazione delle Suore della Piccola Missione per i Sordomuti; italiana (1853-1919);

- della Serva di Dio Maria Scolastica della Divina Provvidenza (al secolo: Orsola Maria Rivata), Religiosa professa e Prima Superiora Generale delle Pie Discepole del Divin Maestro; italiana (1897-1987);

- del Servo di Dio Raffaele Cordero Molina, Laico; portoricano (1790-1868).



 




Presto Beati padre Vergara e il laico Isidoro, martiri in Birmania, e Madre Giovannina Franchi



Tre Beati, una fondatrice religiosa e due martiri, e dieci nuovi Venerabili, cinque donne e cinque uomini. I loro nomi sono contenuti nei Decreti promulgati ieri da Papa Francesco, dopo l’udienza concessa stamattina al cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Il profilo dei nuovi Beati nel servizio di Alessandro De Carolis:RealAudioMP3 

L’assistenza verso gli ammalati per Giovannina Franchi non poteva essere vissuta guardando l’orologio. Né poteva esserci malattia tanto disgustosa nell’apparenza da negare il conforto delle cure per chi ne era affetto.
Sono sufficienti queste due convinzioni, diventate regola nel suo Istituto, per capire chi fosse la prossima Beata della quale è stato riconosciuto il miracolo che la porterà agli altari. Nativa di Como, dove nasce nel 1807, arriva tardi a consacrarsi, 33 anni, dopo una prima parte della vita trascorsa in un educandato e una breve esperienza di fidanzamento.
Intorno alla metà dell’Ottocento si dedica all’assistenza dei malati a domicilio finché nel 1853 fonda, con tre compagne, quella che poi diventerà la Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata. La loro predilezione va ai malati gravi e moribondi, perché più soli e più vicini all’incontro con Dio. Dobbiamo mostrarci, scrive la Franchi, “coraggiose ed umili nel tempo stesso, pazienti e cortesi nelle maniere, amanti del silenzio e della fatica, ben disposte all’assistenza degli infermi ed a qualunque opera di carità senza eccezione di alcun ufficio comeché faticoso e ributtante”. La loro opera rasenta l’eroismo quando Como è impestata dal “vaiolo nero”, ritenuto da alcuni il colera. Giovannina Franchi ne viene contagiata a morte, che la coglie all’alba del 23 febbraio 1872, a quasi 65 anni di età.


Storia di una morte eroica in nome di Cristo è anche quella che racconta, nella prima metà del Novecento, la vita di Mario Vergara, sacerdote professo del Pontificio Istituto per le Missioni Estere (Pime), e Isidoro Ngei Ko Lat, laico e catechista.
Padre Mario, napoletano di Frattamaggiore, ha 19 anni quando entra nel Pime. A 24 viene inviato in Birmania nel distretto di Citaciò, che conta una trentina di villaggi della tribù dei Sokù. Padre Mario è infaticabile e si procura ben presto la stima di tutti sono solo come sacerdote, ma anche come educatore, medico, amministratore e spesso anche giudice e arbitro.
Quando l’Italia dichiara guerra all’Inghilterra, nel 1940, i missionari del Protettorato britannico sulla Birmania vengono etichettati come fascisti e inviati nei campi di concentramento inglesi in India. La prigionia termina alla fine del ‘44 e un indebolito padre Mario torna alla sua missione, temendo di essere ormai considerato inutile.
Al contrario, gli viene data la possibilità di fondare una nuova missione, che diventerà la parrocchia di Shadaw.
I suoi sforzi apostolici portano presto a ottimi risultati e ciò gli attira il risentimento dei protestanti battisti. Quando nel ’48 la Birmania ottiene l’indipendenza, nel Paese esplode la guerra civile. Le truppe ribelli, di religione battista, si macchiano di violenze e soprusi contro i quali padre Mario si schiera coraggiosamente.
Il 24 maggio 1950, accompagnato dal suo catechista, Isidoro, padre Mario si reca a Shadaw per protestare per un torto subito. Entrambi vengono però arrestati come spie del governo centrale e uccisi a colpi di fucile all’alba del 25 maggio 1950. I loro corpi, rinchiusi in sacchi, sono gettati nel fiume Salween e non più ritrovati.


Nei decreti promulgati oggi da Papa Francesco si riconoscono le virtù eroiche di dieci Servi e Serve di Dio. Si tratta di Maurizio Maria Matteo Garrigou, sacerdote, fondatore dell'Istituto di Nostra Signora della Compassione;
Clemente (al secolo: Vincenzo Fuhl), sacerdote professo dell'Ordine di Sant'Agostino;
Marcello della Vergine del Carmelo (al secolo: Boldizsár Marton), sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi;
Romano Bottegal, sacerdote professo dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti); Raffaele Cordero Molina, Laico; nato a San Juan de Puerto Rico (Puerto Rico) il 24 ottobre 1790 ed ivi morto il 5 luglio 1868;
Rosalia Cadron-Jetté (in religione: Madre della Natività), fondatrice dell'Istituto delle Suore della Misericordia;
Maria Rosa Teresa Gay Tibau, fondatrice dell'Istituto delle Suore di San Giuseppe ora Religiose di San Giuseppe di Gerona;
Maria Oliva del Corpo Mistico (al secolo: Maria Oliva Bonaldo), fondatrice dell'Istituto delle Figlie della Chiesa;
Orsola Mezzini, religiosa professa e superiora generale della Congregazione delle Suore della Piccola Missione per i Sordomuti; Scolastica della Divina Provvidenza (al secolo: Orsola Maria Rivata), religiosa professa e prima superiora generale delle Pie Discepole del Divin Maestro.




Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/12/09/presto_beati_padre_vergara_e_il_laico_isidoro,_martiri_in_birmania,_e/it1-754153 
del sito Radio Vaticana 




 

Caterina63
00domenica 15 dicembre 2013 21.58

13/12/2013 
  Approvato dai medici il «miracolo» di Paolo VI


                                            
PAOLO VI

La consulta della Congregazione dei santi ha dichiarato inspiegabile la guarigione di un bambino non ancora nato. Beatificazione più vicina per il Pontefice bresciano

ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

La consulta medica della Congregazione delle cause dei santi, presieduta dal dottor Patrizio Polisca - medico personale di Benedetto XVI e ora di Francesco - ha dichiarato ieri «inspiegabile» una guarigione avvenuta per intercessione di Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI. Ora il presunto miracolo dovrà essere vagliato dai teologi e dai cardinali, prima dell'approvazione del Pontefice, ma lo scoglio più difficile è stato superato: si può facilmente prevedere che la beatificazione di Montini avvenga nei prossimi mesi.

Il postulatore della causa, padre Antonio Marrazzo, aveva scelto da tempo, tra le segnalazioni ricevute, un caso di guarigione risultato «inspiegabile» ai primi esami clinici. Un anno fa, il 20 dicembre 2012, Papa Ratzinger proclamava «l'eroicità delle virtù» di Paolo VI, chiudendo così il processo canonico. Per la beatificazione serviva soltanto il riconoscimento di un miracolo.

Il presunto miracolo che Marrazzo ha deciso di presentare alla consulta riguarda la guarigione di un bambino non ancora nato, avvenuta nei primi anni Novanta in California. Durante la gravidanza, i medici avevano riscontrato un grave problema nel feto e a motivo delle conseguenze cerebrali che intervengono in questi casi avevano suggerito come unico possibile rimedio alla giovane mamma quello dell’aborto. La donna si era opposta aveva voluto portare a termine la gravidanza affidandosi all’intercessione di Paolo VI, il Papa che nel 1968 scrisse l’enciclica «Humanae vitae».

Il bambino è nato senza problemi: si è atteso che raggiungesse l'adolescenza per constatare l’assenza di conseguenze e la perfetta guarigione. Si tratta, aveva detto Marrazzo un anno fa a Radio Vaticana, di «un avvenimento veramente straordinario e sovrannaturale, avvenuto per intercessione di Paolo VI». Una guarigione, continuava il postulatore della causa, «in linea con il magistero» del Papa che ha scritto la «Humanae vitae», un miracolo collegato alla «difesa della vita, espressa nell'enciclica, ma anche in difesa della famiglia, perché quel documento parla dell'amore coniugale, non soltanto sulla vita nascente. Questa guarigione è logica nella linea di Montini».

Nell'ultimo anno si sono intensificate le discussioni sul caso e si sono confrontati i pareri medici, fino all'esame finale avvenuto ieri. Lo scorso novembre il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, intervenendo a un convegno dedicato al viaggio di Paolo VI in Terra Santa, aveva parlato di beatificazione «che dovrebbe essere relativamente imminente».

Adesso l'ultima parola spetta al Papa regnante.



 



Caterina63
00mercoledì 18 dicembre 2013 18.08

La Chiesa ha un nuovo Santo: il gesuita Pietro Favre



La Chiesa ha da ieri un nuovo santo. Papa Francesco ha infatti esteso alla Chiesa Universale il culto liturgico in onore di Pietro Favre, sacerdote professo della Compagnia di Gesù. In segno di ringraziamento, Papa Francesco presiederà una Messa nella Chiesa di Gesù il 3 gennaio prossimo, alle ore 9, nel giorno della ricorrenza liturgica del Santissimo Nome di Gesù, “Titolo” della Compagnia di Gesù.

A concelebrare con il Papa saranno i suoi confratelli Gesuiti presenti a Roma.

Nel ricevere ieri il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Pontefice ha inoltre autorizzato la promulgazione dei Decreti riguardanti il miracolo attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Teresa Demjanovich, Suora professa della Congregazione delle Suore della Carità di Sant'Elisabetta, morta a Elizabeth negli Stati Uniti nel 1927, le virtù eroiche del Servo di Dio Emanuele Herranz Establés, sacerdote diocesano e Fondatore delle Religiose Esclavas de la Virgen Dolorosa, morto a Madrid nel 1968, e le virtù eroiche del Servo di Dio Giorgio Ciesielski, Laico e Padre di famiglia morto in Egitto il 9 ottobre 1970.

Sulla figura del nuovo Santo, il servizio di Alessandro De Carolis:RealAudioMP3 


Un uomo pio, al tempo in cui questo appellativo non suscitava come oggi sorrisi di sufficienza ma racchiudeva l’ammirazione per una persona di superiore fibra umana e spirituale. Questo fu ai suoi tempi – 500 anni fa – Pietro Favre, di professione “apostolo”. Apostolo del Vangelo, apostolo del Papa, apostolo del nascente carisma dei Gesuiti, che propagherà dappertutto durante i suoi molti viaggi. Favre studia a Parigi e insegna per due anni alla “Sapienza” di Roma, ma la sua dottrina è per gli istruiti come per gli analfabeti e per lui non fa differenza lasciare il prestigio della cattedra quando il Papa lo invia a insegnare catechismo nelle campagne parmensi. E nessuna differenza ancora farà, più tardi, obbedire al Papa che lo invia in Germania come ponte di dialogo tra Chiesa e il montante protestantesimo di Lutero. Del resto, Favre è un gesuita innamorato della via aperta da Sant’Ignazio, nella quale diventa il primo sacerdote nel maggio del 1534 e il 15 agosto seguente, con il fondatore della Compagnia e altri cinque compagni emette il celebre voto di Montmartre, cioè di vivere in povertà e di andare a Gerusalemme, promettendo di mettersi a disposizione del Papa. 

La guerra tra turchi e veneziani si mette di mezzo a impedire il pellegrinaggio, e allora quel primo nucleo del futuro Ordine si reca da Paolo III. Gli incarichi che il Papa affida sono diversi. Pietro Favre si mette in viaggio attraverso l'Europa. Predica, tiene esercizi, visita monasteri, con una dedizione e una sopportazione della fatica che finisce per minare la sua tenuta fisica. Ed è con la salute malmessa che Pietro Favre si mette in viaggio per Roma, che raggiunge il 17 luglio 1546, per quello che sarà il suo ultimo, grande incarico: offrire un contributo di dialogo alla discussione del Concilio di Trento, col quale la Chiesa intende rispondere alla Riforma di Lutero. Favre però si ammala e a Roma muore il primo agosto 1547.

La bellezza spirituale di Pietro Favre è condensata nello spagnolo e nel latino che usa per redigere il suo “Memoriale”, sorta di diario spirituale che, assieme al suo epistolario, fa brillare la gemma della sua fede e del suo stile di vita genuinamente cristiano.


Sul legame speciale di Pietro Favre con Sant’Ignazio di Loyola, e sulla devozione che nutre tutta la Compagnia del Gesù nei suoi confronti a partire da Papa Francesco, Gudrun Sailer ha intervistato padre Anton Witwer, postulatore generale dei Gesuiti:RealAudioMP3 

R. – Questo incontro è stato decisivo per tutta la sua vita, perché da Sant’Ignazio ha ricevuto la sua formazione spirituale. Poi, però, per Sant’Ignazio stesso era diventato uno che lo sfidava, particolarmente per gli scrupoli che aveva avuto a lungo nel tempo. Questo ha portato Sant’Ignazio a mettere poi nel libro degli Esercizi le regole degli scrupoli. Nella Compagnia, Pietro Favre ha sempre vissuto nell’obbedienza ed è sempre stato in missione per altri: per il Papa, per il padre generale, per l’imperatore, per il re del Portogallo, di Spagna. E così, proprio per questo sforzo immenso durante questi viaggi, lui è morto a 40 anni.

D. – Il Santo Padre, Francesco, apprezza tantissimo Pietro Favre e l’ha chiamato nella sua lunga intervista alla rivista gesuita “un prete riformato”, ma che cosa significa?

R. – All’inizio, tutti i Gesuiti sono stati considerati preti riformati e non solamente Pietro Favre, perché hanno vissuto il sacerdozio in povertà – aspetto decisivo – e si sono messi a disposizione di tutta la Chiesa, senza chiedere niente. Questa è stata la cosa nuova, ed è l’aspetto che è rimasto nella spiritualità della Compagnia. Perché la devozione particolare a Pietro Favre? Perché è stato il primo sacerdote della Compagnia. Lui ha celebrato la Messa, in cui tutti i primi compagni, incluso Sant’Ignazio, fecero voto a Montmartre, il 15 agosto 1534. E dopo la partenza di Ignazio dalla Spagna, Pietro Favre è stato il direttore spirituale di tutto questo gruppo. L’influenza, quindi, del suo modo di vivere il sacerdozio su tutti gli altri compagni è stata molto grande. E per questo, nella Compagnia, rispetto al sacerdozio, lui è la figura più importante.

D. – Pietro Favre viaggiava tanto ed è entrato in contatto anche con la Riforma, con le guerre tra le confessioni. Quale atteggiamento lo contraddistingue nelle situazioni difficili?

R. – Pietro Favre è sempre stato un uomo della riconciliazione, della pace. Ha visto i protestanti essere non tanto un attacco alla Chiesa, anche se soffriva, però, l’”ignoranza” della gente nei confronti della fede. Per questo, ha detto “ciò che noi dobbiamo fare è annunciare il Vangelo”. Era convinto che l’annuncio autentico della fede in Gesù Cristo potesse eliminare tutte le divisioni – anche per noi oggi è molto importante – nella misura in cui tutti crescono come cristiani. Anche l’unità può diventare una realtà.

D. – San Pietro Favre che cosa ci dice oggi come cattolici?

R. – Noi da lui possiamo imparare a guardare la nostra realtà, la realtà quotidiana, con gli occhi di Gesù Cristo.

D. – San Pietro Favre come il Santo della coscienza...

R. – E’ il Patrono dell’esame di coscienza, cui siamo tutti invitati.




Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/12/18/la_chiesa_ha_un_nuovo_santo:_il_gesuita_pietro_favre/it1-756507 
del sito Radio Vaticana 





Caterina63
00lunedì 27 gennaio 2014 15.40

PROMULGAZIONE DECRETI

Città del Vaticano, 27 gennaio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha ricevuto questa mattina in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MARTIRIO:

- del Servo di Dio Pietro Asúa Mendía, Sacerdote diocesano; nato a Valmaseda (Vizcaya, Spagna) il 30 agosto 1890 e ucciso, in odio alla Fede, a Liendo (Santander, Spagna) il 29 agosto 1936;

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Giuseppe Girelli, Sacerdote diocesano; italiano (1886-1978).

- del Servo di Dio Zaccaria di Santa Teresa (al secolo: Zaccaria Salteráin Vizcarra), Sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi; spagnolo, (1887-1957).

- della Serva di Dio Marcella Mallet, Fondatrice delle Suore della Carità di Québec; canadese, (1805-1871).

- della Serva di Dio Maria Benedetta Arias, Fondatrice delle Suore Ancelle di Gesù nel Sacramento; argentina (1822-1894).

- della Serva di Dio Margherita del Sacro Cuore di Gesù (al secolo: Virginia De Brincat), Fondatrice delle Suore Francescane del Cuore di Gesù; maltese (1862-1952).

- della Serva di Dio Serafina (al secolo: Noemy Cinque), Suora professa della Congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo; brasiliana, (1913-1988).

- della Serva di Dio Elisabetta Sanna, vedova Laica, Terziaria professa dell'Ordine dei Minimi di San Francesco, del Sodalizio dell'Unione dell'Apostolato Cattolico fondato da San Vincenzo Pallotti; italiana, (1788-1857).






Caterina63
00giovedì 3 aprile 2014 14.26

  aggiornamento catalogo dei Santi

2014-04-03 Radio Vaticana

Papa Francesco ha ricevuto oggi il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, iscrivendo nel catalogo dei Santi tre Beati:
- Francesco de Laval, già Vescovo di Québec; nato a Montigny-sur-Avre (Francia) il 20 aprile 1623 e morto a Québec (Canada) il 6 maggio 1708;
- Giuseppe de Anchieta, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù; nato a San Cristobal de La Laguna (Tenerife, Isole Canarie) il 19 marzo 1534 e morto a Reritiba (Brasile) il 9 giugno 1597;
- Maria dell'Incarnazione (al secolo: Maria Guyart), Fondatrice del Monastero delle Orsoline nella città di Québec; nata a Tours (Francia) il 28 ottobre 1599 e morta a Québec (Canada) il 30 aprile 1672.

La prassi adottata per questi Beati è quella della canonizzazione cosiddetta «equipollente», pratica utilizzata nei riguardi di figure di particolare rilevanza ecclesiale per le quali è attestato un culto liturgico antico esteso e con ininterrotta fama di santità e di prodigi.
La stessa prassi è stata adottata da Papa Francesco per le canonizzazioni di Angela Foligno (9 ottobre 2013) e di Pietro Favre (17 dicembre 2013).
Formulata da Benedetto XIV nella sua opera “De Servorum Dei beatificazione et de Beatorum canonizatione”, tale pratica è stata effettuata regolarmente dalla Chiesa, anche se non con frequenza; essa comporta che il Papa estenda precettivamente a tutta la Chiesa il culto di un servo di Dio non ancora canonizzato, mediante l’inserimento della sua festa, con Messa e ufficio, nel Calendario della Chiesa universale. E’ quindi una sentenza definitiva del Papa sulla santità del servo di Dio, sentenza espressa però non con la solita formula di canonizzazione, ma mediante un decreto obbligante tutta la Chiesa a venerare quel servo di Dio con il culto riservato ai santi canonizzati.

Come spiegato recentemente dal card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, in un articolo su “L’Osservatore Romano”, per questo tipo di canonizzazione «si richiedono tre elementi: il possesso antico del culto; la costante e comune attestazione di storici degni di fede sulle virtù o sul martirio; la ininterrotta fama di prodigi».

E se si soddisfano queste condizioni «il Sommo Pontefice, di sua autorità, può procedere alla canonizzazione equipollente, cioè all’estensione alla Chiesa universale della recita dell’ufficio divino e della celebrazione della Messa, "senza alcuna sentenza formale definitiva, senza aver premesso alcun processo giuridico, senza aver compiuto le consuete cerimonie"». Molti esempi di questa forma di canonizzazione risalgono al pontificato di Benedetto XIV; per esempio, i santi Romualdo (canonizzato 439 anni dopo la sua morte), Norberto, Bruno, Pietro Nolasco, Raimondo Nonnato, Giovanni di Matha, Felice di Valois, la regina Margaret di Scozia, il re Stefano d'Ungheria, Venceslao duca di Boemia e Papa Gregorio VII. Nella storia recente Giovanni Paolo II ne ha compiute tre ( 3 ottobre 1982: Giovanni da Fiesole, meglio noto come Beato Angelico, insieme a Salvatore Lilli e Giovanna Jugan), una Benedetto XVI ( 10 maggio 2012: Ildegarda di Bingen), l’ultima, quella di Angela da Foligno, è stata firmata il 9 ottobre scorso dallo stesso papa Francesco. (Ma diverso è il caso di Giovanni XXIII la cui prossima canonizzazione - con la decisione del Papa di dispensare la causa dal miracolo - non è però classificabile come equipollente).


Nella medesima udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti relativi a quattro prossimi nuovi Santi, un nuovo Beato e 8 Venerabili Servi di Dio. Questi i prossimi nuovi Santi:

- il Beato Giovanni Antonio Farina, Vescovo di Vicenza, Fondatore dell'Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori; nato a Gambellara (Vicenza, Italia) l'11 gennaio 1803 e morto a Vicenza (Italia) il 4 marzo 1888;

- il Beato Ciriaco Elia Chavara, Sacerdote, Fondatore della Congregazione dei Carmelitani della Beata Vergine Maria Immacolata; nato a Kainakary (Kerala, India) il 10 febbraio 1805 e morto a Koonammavu (Kerala, India) il 3 gennaio 1871;

- il Beato Nicola da Longobardi (al secolo: Giovanni Battista Clemente Saggio), Oblato professo dell'Ordine dei Minimi; nato a Longobardi (Cosenza, Italia) il 6 gennaio 1650 e morto a Roma (Italia) il 3 febbraio 1709;

- la Beata Eufrasia del Sacro Cuore (al secolo: Rosa Eluvathingal), Suora professa della Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo; nata nel villaggio di Kattoor (Kerala, India) il 17 ottobre 1877 e morta a Ollur (Kerala, India) il 29 agosto 1952;

Sarà presto proclamato Beato il Venerabile Servo di Dio Luigi della Consolata (al secolo: Luigi Bordino), nato a Castellinaldo (Cuneo, Italia) il 12 agosto 1922 e morto a Torino (Italia) il 25 agosto 1977.

Infine, sono stati proclamati Venerabili Servi di Dio con il riconoscimento delle virtù eroiche:

- il Servo di Dio Francesco Simón Ródenas, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Vescovo titolare di Echino, già Vescovo di Santa Marta; nato a La Aparecida (Alicante, Spagna) il 2 ottobre 1849 e morto a Masamagrell (Valencia, Spagna) il 22 agosto 1914;

- il Servo di Dio Adolfo Barberis, Sacerdote diocesano, Fondatore dell'Istituto delle Suore del Famulato Cristiano; nato a Torino (Italia) il 1° giugno 1884 ed ivi morto il 24 settembre 1967;

- il Servo di Dio Maria Clemente (al secolo: Giuseppe Staub), Sacerdote professo della Congregazione degli Agostiniani dell'Assunzione, Fondatore della Congregazione delle Suore di Santa Giovanna d'Arc; nato a Kaysersberg (Alsazia Lorena, Francia) il 2 giugno 1876 e morto a Sillery (Québec, Canada) il 16 maggio 1936;

- il Servo di Dio Sebastiano Elorza Arizmendi, Laico professo dell'Ordine di Sant'Agostino; nato a Idiazábal (Spagna) il 31 ottobre 1882 e morto a Santa María de La Vid (Spagna) l'8 dicembre 1942;

- la Serva di Dio Maria Teresa di Gesù Eucaristico (al secolo: Dulce Rodrigues dos Santos), Fondatrice della Congregazione delle Piccole Missionarie di Maria Immacolata; nata a São Paulo (Brasile) il 20 gennaio 1901 e morta a São José dos Campos (Brasile) l'8 gennaio 1972;

- la Serva di Dio Clara della Concezione (al secolo: Giovanna della Concezione Sánchez García), Monaca professa dell'Ordine di Santa Chiara; nata a Torre de Cameros (Logroño, Spagna) il 14 febbraio 1902 e morta a Soria (Spagna) il 22 gennaio 1973;

- la Serva di Dio Maria Maddalena di Gesù Sacramentato (al secolo: Maria Giuseppina Teresa Marcucci), Religiosa professa della Congregazione della Passione di Gesù Cristo; nata a San Gimignano-Ponte Moriano (Lucca, Italia) il 24 aprile 1888 e morta a Madrid (Spagna) il 10 febbraio 1960;

- il Servo di Dio Luigi Rocchi, Laico; nato a Roma (Italia) il 19 febbraio 1932 e morto a Macerata (Italia) il 26 marzo 1979.








Caterina63
00domenica 12 ottobre 2014 14.17

SANTA MESSA DI RINGRAZIAMENTO PER LA 
CANONIZZAZIONE EQUIPOLLENTE DI DUE SANTI CANADESI

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica Vaticana
Domenica, 12 ottobre 2014

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Abbiamo ascoltato la profezia di Isaia: «Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto…» (Is 25,8). Queste parole, piene della speranza di Dio, indicano la meta, mostrano il futuro verso cui siamo in cammino. Su questa strada i santi ci precedono e ci guidano. Queste parole delineano anche la vocazione degli uomini e delle donne missionari.

I missionari sono coloro che, docili allo Spirito Santo, hanno il coraggio di vivere il Vangelo. Anche questo Vangelo che abbiamo appena ascoltato: «Andate ai crocicchi delle strade» - dice il re ai suoi servi (Mt 22,9). E i servi uscirono e radunarono tutti quelli che trovarono, «cattivi e buoni», per portarli al banchetto di nozze del re (cfr v. 10).

I missionari hanno accolto questa chiamata: sono usciti a chiamare tutti, agli incroci del mondo; e così hanno fatto tanto bene alla Chiesa, perché se la Chiesa si ferma e si chiude si ammala, si può corrompere, sia con i peccati sia con la falsa scienza separata da Dio, che è il secolarismo mondano.

I missionari hanno rivolto lo sguardo a Cristo crocifisso, hanno accolto la sua grazia e non l’hanno tenuta per sé. Come san Paolo, si sono fatti tutto a tutti; hanno saputo vivere nella povertà e nell’abbondanza, nella sazietà e nella fame; tutto potevano in Colui che dava loro la forza (cfr Fil 4,12-13). Con questa forza di Dio hanno avuto il coraggio di “uscire” per le strade del mondo con la fiducia nel Signore che chiama. Così è la vita di un missionario e di una missionaria… per finire poi lontano da casa, dalla propria patria; tante volte uccisi, assassinati! Come è accaduto in questi giorni per tanti fratelli e sorelle nostri.

La missione evangelizzatrice della Chiesa è essenzialmente annuncio dell’amore, della misericordia e del perdono di Dio, rivelati agli uomini mediante la vita, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. I missionari hanno servito la Missione della Chiesa, spezzando ai più piccoli e ai più lontani il pane della Parola e portando a tutti il dono dell’inesauribile amore, che sgorga dal cuore stesso del Salvatore.

Così furono san Francesco de Laval e santa Maria dell’Incarnazione. Vorrei lasciare a voi, cari pellegrini canadesi, in questo giorno, due consigli: sono tratti dalla Lettera agli Ebrei, e pensando ai missionari faranno tanto bene alle vostre comunità.

Il primo è questo: «Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede» (13,7). La memoria dei missionari ci sostiene nel momento in cui sperimentiamo la scarsità degli operai del Vangelo. I loro esempi ci attirano, ci spingono a imitare la loro fede. Sono testimonianze feconde che generano vita!

Il secondo è questo: «Richiamate alla memoria quei primi giorni: dopo aver ricevuto la luce di Cristo, avete dovuto sopportare una lotta grande e penosa…Non abbandonate la vostra franchezza, alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete solo bisogno di perseveranza…» (10,32.35-36). Rendere omaggio a chi ha sofferto per portarci il Vangelo, significa portare avanti anche noi la buona battaglia della fede, con umiltà, mitezza e misericordia, nella vita di ogni giorno. E questo porta frutto.

Memoria di quelli che ci hanno preceduti, di quelli che hanno fondato la nostra Chiesa. Chiesa feconda quella del Québec! Feconda di tanti missionari che sono andati dappertutto. Il mondo è stato riempito di missionari canadesi come questi due. Adesso un consiglio: che questa memoria non ci porti ad abbandonare la franchezza e il coraggio. Forse – anzi no senza forse! – il diavolo è invidioso e non tollera che una terra sia così feconda di missionari.
Pregiamo il Signore perché il Québec torni su questa strada della fecondità, per dare al mondo tanti missionari. Questi due che hanno – per cosi dire – fondato la Chiesa del Québec, ci aiutino come intercessori. Che il seme da loro seminato cresca e dia frutto di nuovi uomini e donne coraggiosi, lungimiranti, con il cuore aperto alla chiamata del Signore. Oggi si deve chiedere questo per la vostra patria. Loro, dal cielo, saranno i nostri intercessori. Il Québec torni ad esser quella fonte di bravi e santi missionari.

Ecco la gioia e la consegna di questo vostro pellegrinaggio: fare memoria dei testimoni, dei missionari della fede nella vostra terra. Questa memoria ci sostiene sempre nel cammino verso il futuro, verso la meta, quando «il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto…».

«Rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza» ( Is 25,9).




ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 12 ottobre 2014

Video

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno

nel Vangelo di questa domenica, Gesù ci parla della risposta che viene data all’invito di Dio - rappresentato da un re - a partecipare ad un banchetto di nozze (cfr Mt 22,1-14). L’invito ha tre caratteristiche: la gratuità, la larghezza, l’universalità. Gli invitati sono tanti, ma avviene qualcosa di sorprendente: nessuno dei prescelti accetta di prendere parte alla festa, dicono che hanno altro da fare; anzi alcuni mostrano indifferenza, estraneità, perfino fastidio. Dio è buono verso di noi, ci offre gratuitamente la sua amicizia, ci offre gratuitamente la sua gioia, la salvezza, ma tante volte non accogliamo i suoi doni, mettiamo al primo posto le nostre preoccupazioni materiali, i nostri interessi e anche quando il Signore ci chiama, tante volte sembra che ci dia fastidio.

Alcuni invitati addirittura maltrattano e uccidono i servi che recapitano l’invito. Ma, nonostante le mancate adesioni dei chiamati, il progetto di Dio non si interrompe. Di fronte al rifiuto dei primi invitati Egli non si scoraggia, non sospende la festa, ma ripropone l’invito allargandolo oltre ogni ragionevole limite e manda i suoi servi nelle piazze e ai crocicchi delle strade a radunare tutti quelli che trovano. Si tratta di gente qualunque, poveri, abbandonati e diseredati, addirittura buoni e cattivi – anche i cattivi sono invitati – senza distinzione. E la sala si riempie di “esclusi”. Il Vangelo, respinto da qualcuno, trova un’accoglienza inaspettata in tanti altri cuori.

La bontà di Dio non ha confini e non discrimina nessuno: per questo il banchetto dei doni del Signore è universale, per tutti. A tutti è data la possibilità di rispondere al suo invito, alla sua chiamata; nessuno ha il diritto di sentirsi privilegiato o di rivendicare un’esclusiva. Tutto questo ci induce a vincere l’abitudine di collocarci comodamente al centro, come facevano i capi dei sacerdoti e i farisei. Questo non si deve fare; noi dobbiamo aprirci alle periferie, riconoscendo che anche chi sta ai margini, addirittura colui che è rigettato e disprezzato dalla società è oggetto della generosità di Dio. Tutti siamo chiamati a non ridurre il Regno di Dio nei confini della “chiesetta” – la nostra “chiesetta piccoletta” – ma a dilatare la Chiesa alle dimensioni del Regno di Dio. Soltanto, c’è una condizione: indossare l’abito nuziale cioè testimoniare la carità verso Dio e verso il prossimo.

Affidiamo all’intercessione di Maria Santissima i drammi e le speranze di tanti nostri fratelli e sorelle, esclusi, deboli, rigettati, disprezzati, anche quelli che sono perseguitati a motivo della fede, e invochiamo la sua protezione anche sui lavori del Sinodo dei Vescovi riunito in questi giorni in Vaticano.

Angelus……


Dopo l'Angelus:

Cari fratelli e sorelle,

questa mattina, a Sassari, è stato proclamato Beato padre Francesco Zirano, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali: egli preferì essere ucciso piuttosto che rinnegare la fede. Rendiamo grazie a Dio per questo sacerdote e martire, eroico testimone del Vangelo. La sua coraggiosa fedeltà a Cristo è un atto di grande eloquenza, specialmente nell’attuale contesto di spietate persecuzioni contro i cristiani.

In questo momento, il nostro pensiero va alla città di Genova un’altra volta duramente colpita dall’alluvione. Assicuro la mia preghiera per la vittima e per quanti hanno subito gravi danni. La Madonna della Guardia sostenga la cara popolazione genovese nell’impegno solidale per superare la dura prova. Preghiamo tutti insieme la Madonna della Guardia: Ave Maria… La Madonna della Guardia protegga Genova!

Saluto tutti i pellegrini, soprattutto le famiglie e i gruppi parrocchiali. In particolare vorrei salutare cordialmente il gruppo dei pellegrini canadesi arrivati a Roma per la Santa Messa di ringraziamento della canonizzazione di François de Laval e Marie de l’Incarnation: che i due santi suscitino nel cuore dei giovani canadesi fervore apostolico.

Saluto il gruppo dell’«Office Chrétien des personnes handicapées» venuto dalla Francia, le famiglie del Collegio Reinado Corazón de Jesus, di Madrid, e i fedeli di Segovia, i polacchi qui presenti e quelli che hanno promosso speciali opere di carità in occasione della “Giornata del Papa”. Saluto il folto gruppo dell’Associazione Amici di San Colombano per l’Europa, venuti in occasione dell’apertura del XIV centenario della morte di San Colombano, grande evangelizzatore del Continente europeo. Saluto le Figlie di Maria Ausiliatrice partecipanti al capitolo generale, i fedeli della parrocchia Santa Maria Immacolata di Carenno, e i rappresentanti della diocesi di Lodi convenuti a Roma per l’Ordinazione episcopale del loro Pastore, unitamente ai fedeli di Bergamo e Marne.

A tutti auguro una buona domenica. Per favore vi chiedo di pregare per me.




Caterina63
00sabato 8 novembre 2014 13.10

Riconosciute le virtù eroiche di Silvio Dissegna, piemontese, 12 anni





2014-11-08 Radio Vaticana



Papa Francesco ha ricevuto ieri il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando il dicastero a promulgare i decreti sulle virtù eroiche di otto Servi di Dio. Tra questi nuovi Venerabili, ci sono un bambino di 12 anni, Silvio Dissegna, e un educatore dei giovani, padre Raimondo Calcagno, della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Silvio Dissegna nasce a Moncalieri, in provincia di Torino, il primo luglio 1967. E’ un bambino come tanti, allegro e pieno di vita.

Da grande vorrebbe fare l’insegnante. A 10 anni la mamma per Natale gli regala una macchina per scrivere e lui le dona la sua prima pagina dattiloscritta: “Ti ringrazio mamma, perché mi hai messo al mondo, perché mi hai dato la vita che è tanto bella! Io ho tanta voglia di vivere”. A 11 anni arrivano i primi dolori alle gambe. I medici non lasciano speranze: cancro alle ossa. Inizia il suo calvario con il Rosario in mano. Non lo lascerà più, giorno e notte: “Io ho molte cose da dire a Gesù e alla Madonna” – afferma – e offre tutte le sofferenze per i sacerdoti, i missionari, la salvezza dei peccatori e perché tutti gli uomini siano fratelli. Sa che Gesù gli vuole bene e che lo aspetta in Paradiso. Muore il 24 settembre 1979, a 12 anni.

Tra i nuovi Venerabili, c’è anche padre Raimondo Calcagno. Nato nel 1888 a Chioggia da una famiglia di poveri pescatori, mostra sin da ragazzo la sua vocazione di educatore. Diventa sacerdote nella Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri e spende tutta la sua vita per i giovani, soprattutto quelli più poveri. I suoi ragazzi fanno disperare molti. Anche in fin di vita, a chi cercava di zittirli per non disturbarlo, dice: “Lasciateli giocare, non mi danno mai fastidio”. Li ha sempre voluti gioiosi e devoti alla Madonna, anche se rumorosi. La sua esortazione è una sola: “vivete nella carità”.

Gli altri nuovi Venerabili Servi di Dio sono:

Francesco Massimiano Valdés Subercaseaux, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Primo Vescovo di Osorno; nato a Santiago del Cile (Cile) il 23 settembre 1908 e morto a Pucón (Cile) il 4 gennaio 1982.

Ildebrando Gregori (al secolo: Alfredo Antonio), Abate Generale della Congregazione Silvestrina dell'Ordine di San Benedetto, Fondatore della Congregazione delle Suore Benedettine Riparatrici del Sacro Volto del Nostro Signore Gesù Cristo; nato a Poggio Cinolfo (Italia) l'8 maggio 1894 e morto a Roma il 12 novembre 1985.

Giovanni Sullivan, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù; nato a Dublino (Irlanda) l'8 maggio 1861 ed ivi morto il 19 febbraio 1933.

Pelagio Saúter, Sacerdote professo della Congregazione del Santissimo Redentore; nato a Hausen am Thann (Germania) il 9 settembre 1878 e morto a Goiânia (Brasile) il 23 novembre 1961.

Giovanna Mance, Laica, Fondatrice dell'Ospedale Hotel-Dieu nella città di Montréal; nata a Langres (Francia) probabilmente l'11 novembre 1606 e morta a Montréal (Canada) il 18 giugno 1673.

Marta Luigia Robin, Laica, Fondatrice dell'Associazione Foyers de Charité; nata a Châteauneuf-de-Galaure (Francia) il 13 marzo 1902 ed ivi morta il 6 febbraio 1981.

(Da Radio Vaticana)


  

Caterina63
00venerdì 23 settembre 2016 13.59

Cause Santi, approvato nuovo Regolamento su riconoscimento miracoli

Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta - OSS_ROM

Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta - OSS_ROM

23/09/2016 

Papa Francesco ha approvato il nuovo Regolamento della Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi. L’attuale testo – spiega mons. Marcello Bartolucci, segretario del Dicastero, in un articolo sull’Osservatore Romano – “si ispira al precedente Regolamento approvato dal Beato Paolo VI, il 23 aprile 1976. Oltre all’adeguamento linguistico e procedurale, sono state introdotte alcune novità, quali ad esempio: la maggioranza qualificata, per procedere ad ulteriora, nell’esame di un presunto miracolo è di almeno 5/7 oppure 4/6; il caso non può essere riesaminato più di 3 volte; per il riesame del presunto miracolo si richiede una Consulta con nuovi membri; l’incarico del Presidente della Consulta può avere solo una riconferma (5 anni più altri 5); sono tenuti al segreto tutti quelli che trattano il presunto miracolo (promotori della causa, tribunale, postulatori, periti, officiali del Dicastero); i compensi ai periti saranno corrisposti solo tramite bonifico bancario; il Sotto-segretario svolge per i miracoli le funzioni che la Costituzione apostolica Divinus perfectionis magister attribuisce al Relatore”.

“La finalità del Regolamento – afferma mons. Bartolucci - non può essere che il bene delle Cause, che non possono mai prescindere dalla verità storica e scientifica degli asseriti miracoli. Come è necessario che le prove giuridiche siano complete, convergenti ed affidabili, così è necessario che il loro studio sia effettuato con serenità, obiettività e sicura competenza da parte di periti medici altamente specializzati e, poi, ad un livello diverso, dal Congresso dei consultori teologi e dalla Sessione dei cardinali e vescovi per arrivare, infine, alla determinante approvazione del Santo Padre, che ha l’esclusiva competenza di riconoscere un evento straordinario come vero miracolo. Questo Regolamento riguarda ovviamente solo il buon funzionamento della Consulta Medica, il cui compito appare sempre più delicato, impegnativo e, grazie a Dio, apprezzato dentro e fuori la Chiesa”.

“I miracoli – spiega il presule - non sono eventi marginali del Vangelo e neppure delle cause dei santi. Gesù ha annunciato il Regno di Dio con la parola e con i ‘segni messianici’, che compiva per rendere trasparente la sua identità e credibile la sua missione e anche per anticipare le novità finali del mondo redento. Altrettanto si può dire per i santi. I miracoli, che essi ottengono con la loro intercessione, sono il segno della presenza di Dio nella storia e, allo stesso tempo, sono la conferma ex alto della loro santità, espressa prima di tutto nell’esercizio eroico delle virtù cristiane o nel martirio. Da sempre la Chiesa è convinta che nei miracoli dei santi c’è il ‘dito di Dio’, che ratifica, se così si può dire, il giudizio umano sulla loro santità di vita. Questa visione fa parte del sentire della Chiesa ed è stata ripetutamente ribadita dal magistero ordinario fino ai pronunciamenti di Benedetto XVI e di Papa Francesco. E’ storicamente certo che i miracoli sono stati sempre un argomento decisivo per la canonizzazione dei Servi di Dio”.

Il miracolo, richiesto per la Beatificazione dei Venerabili Servi di Dio e per la Canonizzazione dei Beati – ricorda l’Introduzione del Regolamento - è stato  “sempre esaminato con il massimo rigore. Già in epoca medievale si fece ricorso a Periti Medici per i quali, il 17 settembre 1743, fu creato un Albo specifico da Benedetto XIV. Più recentemente, Pio XII istituì presso la Congregazione dei Sacri Riti, il 20 ottobre 1948, una Commissione di Medici, cui aggiunse, il 15 dicembre 1948, uno speciale Consiglio Medico".

"Giovanni XXIII, il 10 luglio 1959, unificò questi due organismi in una Consulta Medica, approvandone il Regolamento. Alla luce di nuove esigenze e in base alla Costituzione Apostolica Sacra Rituum Congregatio dell’8 maggio 1969, si procedette ad un’ulteriore revisione delle norme del Regolamento, che fu approvato da Paolo VI il 23 aprile 1976".

"La promulgazione della Costituzione Apostolica Divinus perfectionis Magister di Giovanni Paolo II, il 25 gennaio 1983, e l’esperienza degli ultimi anni da parte di questa Congregazione evidenziarono la necessità di aggiornare nuovamente il Regolamento della Consulta Medica”. Proprio a tale scopo, sono state redatte le norme del nuovo Regolamento della Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi".







Introduzione

Il miracolo, richiesto per la Beatificazione dei Venerabili Servi di Dio e per la Canonizzazione dei Beati, fu sempre esaminato con il massimo rigore. Già in epoca medievale si fece ricorso a Periti Medici per i quali, il 17 settembre 1743, fu creato un Albo specifico da Benedetto XIV. Più recentemente, Pio XII istituì presso la Congregazione dei Sacri Riti, il 20 ottobre 1948, unaCommissione di Medici, cui aggiunse, il 15 dicembre 1948, uno speciale Consiglio Medico.

Giovanni XXIII, il 10 luglio 1959, unificò questi due organismi in una Consulta Medica, approvandone il Regolamento. Alla luce di nuove esigenze e in base alla Costituzione Apostolica Sacra Rituum Congregatio dell’8 maggio 1969, si procedette ad un’ulteriore revisione delle norme del Regolamento, che fu approvato da Paolo VI il 23 aprile 1976.

La promulgazione della Costituzione Apostolica Divinus perfectionis Magister di Giovanni Paolo II, il 25 gennaio 1983, e l’esperienza degli ultimi anni da parte di questa Congregazione evidenziarono la necessità di aggiornare nuovamente ilRegolamento della Consulta Medica.

A tale scopo, sono state redatte le seguenti norme del Regolamento della Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi.

Articolo 1

§ 1 È costituito presso la Congregazione delle Cause dei Santi l’Albo dei Periti Medici per l’esame delle guarigioni, che vengono proposte come miracolose, in ordine alla Beatificazione dei Venerabili Servi di Dio e alla Canonizzazione dei Beati.

§ 2 In caso di necessità la Congregazione può ricorrere a Periti Medici ad casum estranei all’Albo dei Periti Medici.

Articolo 2

Qualora si trattasse di presunti casi miracolosi, che non sono guarigioni (ad esempio, scampato pericolo, moltiplicazioni, ecc…), la Congregazione provvede alla nomina di Periti Tecnici competenti. La Consulta Tecnica procede in modo analogo alla Consulta Medica.

Articolo 3

§ 1 Possono essere iscritti all’Albo, di cui all’Articolo 1 § 1, Periti Medici di provata competenza e probità morale.

§ 2 L’iscrizione nell’Albo dei Periti Medici viene fatta ad quinquennium con biglietto di nomina del Prefetto della Congregazione. La nomina può essere rinnovata con le stesse modalità.

§ 3 Prima di esercitare il suo ufficio, il Perito Medico presta giuramento de munere bene adimplendo et secreto servando.

Articolo 4

§ 1 Il Presidente della Consulta Medica è nominato dal Prefetto della Congregazione, previa consultazione dei Membri dell’Albo dei Periti Medici.

§ 2 Il Presidente è nominato ad quinquennium e può essere confermato soltanto una volta.

§ 3 Il Presidente presiede la Consulta Medica con diritto di voto e ne dirige la discussione. Inoltre, redige pareri scritti su richiesta della Congregazione.

§ 4 Il Segretario della Consulta Medica, scelto tra i Periti iscritti all’Albo, è nominato ad quinquennium dal Prefetto della Congregazione e può essere confermato ad ogni scadenza.

§ 5 Il Segretario della Consulta Medica redige il Verbale e la Relazione della seduta della Consulta Medica, a cui partecipa senza diritto di voto.

§ 6 Se occorre, i Superiori della Congregazione possono nominare di volta in volta un Segretario ad casum per la seduta della Consulta Medica.

§ 7 Le funzioni del Relatore dei miracoli, previste dalla Costituzione Apostolica Divinus perfectionis Magister, II, 8, sono svolte dal Sotto-Segretario della Congregazione.

Articolo 5

Ai Medici iscritti all’Albo, se incaricati, spetta: a) redigere un voto medico-legale; b) partecipare alla Consulta Medica; c) risolvere i dubbi e chiarire eventuali obiezioni d’ordine tecnico-scientifico, rilevate durante l’esame del caso.

Articolo 6

§ 1 Ai Medici nominati è proibito qualsiasi contatto con l’Attore e il Postulatore della Causa in esame.

§ 2 Per qualunque chiarimento o richiesta di documenti, i Medici incaricati devono rivolgersi esclusivamente all’ufficio del Sotto-Segretario della Congregazione.

Articolo 7

Il Perito Medico, che a qualsiasi titolo si è occupato del caso, non può essere nominato dalla Congregazione per ulteriori incarichi circa lo stesso caso nella fase romana.

Articolo 8

§ 1 Il Segretario della Congregazione, su proposta del Sotto-Segretario, sceglie, normalmente tra i Medici iscritti all’Albo, due Periti d’ufficio specialisti nella materia del caso in esame.

§ 2 Ciascun Perito d’ufficio, vincolato dall’obbligo del segreto d’ufficio, redige indipendentemente il proprio voto medico-legale sul caso proposto.

Articolo 9

§ 1 Qualora almeno uno dei due voti peritali d’ufficio sia affermativo, il caso può essere sottoposto all’esame collegiale della Consulta Medica.

§ 2 Qualora i voti peritali d’ufficio siano ambedue negativi, il Sotto-Segretario lo notifica al Postulatore della Causa perché possa decidere se chiedere il voto di un terzo Perito d’ufficio, il quale viene nominato a norma dell’Articolo 8 § 1. Se anche questo fosse negativo non si può procedere ad ulteriora.

Articolo 10

§ 1 Per ogni caso la Consulta Medica è composta da sette Membri, compresi il Presidente e i Periti d’ufficio. Tali Periti Medici, scelti dal Segretario della Congregazione su proposta del Sotto-Segretario, sono convocati da quest’ultimo, con preavviso di circa un mese, per l’esame collegiale del caso proposto.

§ 2 Ad ogni Perito vengono inviati la Fattispecie Cronologica, il Summarium, le perizie medico-legali dei Periti d’ufficio ed altra eventuale documentazione esibita dalla Postulazione.

Articolo 11

§ 1 La Consulta Medica è valida se partecipano almeno sei Periti su sette.

§ 2 Alla seduta della Consulta Medica assistono, senza diritto di voto, il Segretario, il Sotto-Segretario e il Promotore della Fede della Congregazione.

§ 3 Su richiesta della Postulazione, il Sotto-Segretario sottopone al Congresso Ordinario del Dicastero l’eventuale partecipazione alla seduta della Consulta Medica di Periti di parte, i quali non assistono alla votazione.

Articolo 12

All’inizio della seduta della Consulta Medica i Periti si obbligano, con giuramento, a esaminare il caso secondo scienza e coscienza e ad osservare il segreto d’ufficio circa lo svolgimento della medesima seduta ed il giudizio di ciascun Membro e di quello collegiale formulato alla conclusione della Consulta Medica.

Articolo 13

Il caso viene esaminato dalla Consulta Medica nel seguente ordine:

(a) i Periti d’ufficio e poi ciascun Perito Medico, redatto un voto scritto, espongono il proprio parere, concludendo con una precisa risposta circa la diagnosi, la prognosi, la terapia e la modalità della guarigione;

(b) terminata l’esposizione dei singoli pareri, inizia la discussione sotto la direzione del Presidente della Consulta Medica;

(c) in seguito alla discussione collegiale, ciascun Perito Medico esprime il suo parere definitivo.

Articolo 14

La Relazione sul caso esaminato e sulle conclusioni raggiunte, firmata dal Presidente e dal Segretario della seduta della Consulta Medica, viene notificata alla Postulazione e allegata agli atti della Causa.

Articolo 15

Il caso può procedere ad ulteriora se le conclusioni della seduta della Consulta Medica sono affermative con la maggioranza qualificata di almeno cinque Periti su sette o di quattro Periti su sei presenti alla stessa seduta.

Articolo 16

§ 1 Se le conclusioni della seduta della Consulta Medica sono sospensive, la Postulazione può apportare i chiarimenti richiesti.

§ 2 Il Sotto-Segretario della Congregazione, sentito il parere del Presidente della Consulta Medica, sottopone la richiesta della Postulazione al Congresso Ordinario della Congregazione che decide se si debba o no rinviare il caso all’esame della Consulta Medica.

§ 3 Qualora il Congresso Ordinario decidesse di sottoporre di nuovo il caso all’esame della Consulta Medica, tale Consulta sarà composta dagli stessi Periti Medici di quella precedente.

Articolo 17

§ 1 Se le conclusioni della seduta della Consulta Medica sono negative, la Postulazione può apportare nuovi argomenti sul caso.

§ 2 Il Sotto-Segretario del Dicastero, sentito il parere di due nuovi Periti Medici d’ufficio, sottopone la richiesta della Postulazione al Congresso Ordinario della Congregazione che decide se convocare un’altra Consulta Medica.

§ 3 Tale esame viene fatto da un’altra Consulta Medica, composta da nuovi Periti Medici a norma dell’Articolo 10 §1, che è presieduta da un Medico dell’Albo dei Periti Medici, nominato dal Prefetto del Dicastero.

Articolo 18

Un caso, esaminato per tre volte dalla Consulta Medica con esito sospensivo o negativo, non può essere ulteriormente ripresentato.

Articolo 19

I Periti Medici, i Postulatori e gli Attori sono tenuti al segreto su tutto ciò che riguarda il presunto miracolo in esame, soprattutto se il miracolato è minorenne.

Articolo 20

§ 1 La Congregazione stabilisce un compenso per il Presidente, il Segretario della Consulta Medica, i due Periti Medici d’ufficio e gli altri Periti Medici convocati per la medesima seduta.

§ 2 Tale compenso viene versato sui conti correnti dei Periti, secondo le norme amministrative vigenti.

A norma dell’Art. 1 § 2 del Regolamento Generale della Curia Romana, in data 24 agosto 2016, l’Em.mo Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, de mandato Summi Pontificis ha approvato questo Regolamento della Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi, stabilendo che entri in vigore a partire dalla data della medesima approvazione, abrogata ogni altra norma precedente.

Angelo Card. Amato, S.D.B.
Prefetto

Marcello Bartolucci
Arcivescovo titolare di Bevagna
Segretario


 

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