Le mie poesie....

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Madil
00venerdì 17 ottobre 2003 14.40
Dolcissimo è rimanere
a guardare nell'immobilità
sovrana la bellezza di una parete
dove il filo della luce e la lampada
esistono da sempre
a garantire la loro permanenza.

Montagna di luce ventaglio,
paesaggi paesaggi! come potrò
sciogliere i miei piedi, come
discendere - regina delle rupi
e degli abissi - al passo involontario,
alla mano che apre una porta, alla voce
che chiede dove andrò a mangiare?


Patrizia Cavalli - Le mie poesie non cambieranno il mondo - 1974

Madil
00venerdì 17 ottobre 2003 14.42
Poesie
Ormai è sicuro, il mondo non esiste
la sua materia labile che si trasforma
in gioia o dannazione. Quella parete
quella parete, quella strada, quel muro,
quell'occasione infetta che è nella mia testa.
I pensierini. Il tempo.
Mi scivola via l'anima
e io non la trattengo.

***

La pioggia mi riporta
i pezzi dispersi
degli amici, spinge in basso i voli
troppo alti, dà lentezza alle fughe e chiude
al di qua delle finestre finalmente
il tempo.

***

Giunta a quel punto dove la memoria
per troppa luce quasi si scolora,
raccoglievo in preghiera le tue forme.
Il peso immenso del tuo corpo assente
la notte mi copriva di sudore
e prolungavo ferma il mio risveglio
per accaldarmi dentro il tuo mantello.
Poi m'abbigliavo tutta in quella stoffa
che si mischiava stretta al mio respiro
e attraversavo le conversazioni
attenta a non sgualcire il mio vestito.
Qualche volta però per distrazione
cedendo alle domande dei miei ospiti
mi sì impiglìava un lembo nella noia
e scivolava via con qualche strappo.
Per restaurare la trama in perfezione
poco sicura delle mie sole mani
ricorrevo al valore del telefono.

Patrizia Cavalli - Poesie - 1992


rezgit
00martedì 11 novembre 2003 23.33


IL CIELO

È inutile fare sforzi
diventare piú adulti piú maturi
interessarsi alle tante sorti
del mondo nei giornali
e intanto guardare con sensi approssimati
scomparse e ricomparse
dentro e fuori e i minuscoli regali
della memoria inacidita
nelle scatole e nelle scatolette.

Patrizia Cavalli



Madil
00mercoledì 3 marzo 2004 17.05
Lontano dai regni
come è ferma la stanza!
Vieni, respirami vicino,
che io scopra la dolcezza
di molte imperfezioni, qualche dente
in meno qualche ruga in più e il corpo
appena estenuato dalla noncuranza.

E la febbre incapace a consumarsi
si addensa in un gesto sospeso
da ogni compimento. E qualche volta
ricevo visite.

Patrizia Cavalli
Le mie poesie non cambieranno il mondo
soffio68
00giovedì 4 marzo 2004 02.07
A volte mi fingo innamorata:
come si infiamma la vanità
delle mie vittime! Un rossore celato
il portamento nobile, tanti ringraziamenti
un'evasione onesta: "Ti sono grata
ma non posso e poi cosa ci trovi
in me?" Niente infatti
che non sia un collo un po' sciupato,
una certa curva delle labbra o una saliva
per un attimo dimenticata agli angoli della bocca
e poi subito ritirata.




... e allora il sangue è scivolato via dalle mie vene
lasciandomi alla bianca quadratura della stanza
dove una morte lieve lieve
si è posata sulla mia guancia
per poi rubarmi il respiro
stringermi le mani
incatenarmi lo stomaco.
E come sarebbe avanzata
se tre parole, che qui non posso dire,
non l'avessero improvvisamente ricacciata.


PATRIZIA CAVALLI
Madil
00giovedì 4 marzo 2004 17.12
Coprimi grandemente
scioglimi
e in me resta.

E poi fammi restare
lenta chiusa
dentro la tua festa.

Patrizia Cavalli
Madil
00giovedì 4 marzo 2004 17.13
Se ora tu bussassi alla mia porta

Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci diseguali
e mi dicessi "Amore mio,
ma che è successo?", sarebbe un pezzo
di teatro di successo.

Patrizia Cavalli
Madil
00giovedì 4 marzo 2004 17.15
Ti odio perchè non ti amo più

Ti odio perché non ti amo più,
perché non posso perdonarti
di non riuscire più ad amarti.



"Le mie poesie non cambieranno il mondo"

Qualcuno mi ha detto
che certo le mie poesie
non cambieranno il mondo.

Io rispondo che certo si
le mie poesie
non cambieranno il mondo.

P.Cavalli
Caleidos
00giovedì 4 marzo 2004 17.39
In: Il cielo di Patrizia Cavalli

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Per distrarsi dal tempo bisogna avere molte occupazioni,
obblighi, scadenze, conti da pagare e rimandare
rimandare l'attuazione, finchè tutto finisce
e tutto scade naturalmente inevitabilmente.
Restano fogli di carta spiegazzati, guardati
mille volte e poi buttati. Sembra uno scherzo
ma passano gli anni e accompagnati da questa sensazione
di avere qualcosa da fare, molto importante,
molto urgente, si resta sempre
in un eterno l'altro ieri.


*********

Patrizia Cavalli

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