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ForumArtemisia

[IMG]http://img218.imageshack.us/img218/3836/gifanimatearte6.gif[/IMG] Ama l'arte,perchè tra tutte le menzogne è quella che mente meno

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Il Pittore di Novembre

Ultimo Aggiornamento: 03/11/2010 23.53
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01/11/2010 15.58
 
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La pittura di Botticelli esaltava la donna e la sua opulenta bellezza terrena. La nascita di Venere e la Primavera ne sono l'esemplificazione.

[IMG]http://cpbm.cce.unifi.it/upload/sub/Nascita%20di%20Venere.JPG[/IMG]


Sandro Botticelli, Nascita di Venere (1478-1485 circa)

Il dipinto rappresenta Venere, nuda e in atto di nascondere seni e pube. Dopo aver solcato il mare in piedi sulla valva di una conchiglia, essa sta per giungere a terra. La composizione infatti rappresenta l’arrivo della dea al lido piuttosto che la sua nascita, come tradizionalmente si è ritenuto. In alto a sinistra due geni alati, un uomo e una donna, abbracciati e circondati da rose recise, sono i venti che soffiano e sospingono Venere nel suo viaggio. Il genio dal corpo femminile ha l’aspetto più pacato e sembra trattenere il compagno assai più impetuoso. Sulla terraferma attende l’arrivo di Venere una fanciulla con un abito bianco ornato da fiordalisi, con tralci di rose intrecciati in vita e una ghirlanda di mirto che incornicia lo scollo. La donna – di solito identificata nell’Ora della Primavera o in una delle tre Grazie - è pronta ad avvolgere la dea in un manto rosa trapunto da vari fiori, soprattutto margherite. Alle sue spalle si trovano alcuni alberi di solito identificati in melaranci, le cui fronde sono punteggiate d’oro. In primo piano, nel prato vi sono violette e sulla riva le canne o “tife”. Il mare ha l’aspetto di uno specchio d’acqua lacustre, per il colore, l’increspatura astratta della superficie, l’assenza di onde che lambiscono la riva erbosa.
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02/11/2010 18.20
 
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L'adorazione dei Magi


La cosa eccezionale dell'opera è sicuramente il tema. Botticelli infatti unisce il mondo politico fiorentino con il mondo religioso. L'opera infatti rappresenta l'adorazione dei Magi, l'innovazione è proprio quella di usare personaggi reali della corte dei Medici, e questo è un grande tributo per questa famiglia; infatti non furono gli stessi Medici a commissionare l'opera, ma probabilmente Gaspare del Lama, un finanziere che aveva stretti rapporti con la famiglia Medici. Nell'opera ci sono due personaggi che, a differenza degli altri, hanno il viso frontale, e quindi si distinguono dagli altri. Proprio per questa particolarità, si ritiene che questi due uomini siano Sandro Botticelli e Gaspare del Lama. In Botticelli notiamo la forte influenza delle tecniche fiamminghe (cura dei particolari, panneggi..) e notiamo inoltre sullo sfondo delle rovine classiche che riportano all'antica Roma, una caratteristica importante del primo Rinascimento. Un'altra caratteristica è la sistemazione dei personaggi; se prima la Sacra Famiglia era rappresentata ad una delle due estremità, con Botticelli il taglio è completamente diverso, è frontale, e attorno la famiglia Medici è in adorazione del Bambino Gesù. Possiamo datare l'opera al primo rinascimento, sia per la ricerca del dettaglio che per i tessuti preziosi e quindi, come già detto, per le influenze fiamminghe tipiche della Firenze dal 1410 in poi, quando le tecniche fiamminghe arrivarono anche in Italia. Quest'opera rappresenta quella che politicamente è la Firenze di quegli anni. E' in pratica un quadro-cronaca, perché ci dimostra quanto era importante la politica per la Firenze Rinascimentale e quanto la Famiglia dei Medici rivestisse un ruolo talmente importante che l'intera famiglia potesse essere rappresentata addirittura in un quadro sacro.


[IMG]http://www.paradoxplace.com/Perspectives/Italian%20Images/images/PPPortraits/Botticelli/Botticelli-Magi-R800.jpg[/IMG]


[IMG]http://www.paradoxplace.com/Perspectives/Italian%20Images/images/PPPortraits/Botticelli/Botticelli-Magi-Guide-BR800.jpg[/IMG]

1. Lorenzo il Magnifico
2. Poliziano
3. Pico della Mirandola
4. Gaspare Lami
5. Cosimo il Vecchio
6. Piero padre di Lorenzo Gottoso
7. Giuliano de Medici (fratello minore di Lorenzo, poi ucciso nella congiura dei Pazzi)
8. Giovanni de 'Medici (fratello minore di Piero il Gottoso)
9. Filippo Strozzi
10. Argiropulos Joannis
11. Sandro Botticelli
12. Lorenzo Tornabuoni
02/11/2010 19.09
 
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Interessante scelta Franco [SM=g7348]


Madonna della malagrana

Ho scelto questo tondo per la dolcezza infinita che ha la Vergine


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L'opera è una delle poche databili della produzione matura di Botticelli. Resta infatti una menzione del Milanesi circa la commissione di un tondo con la Madonna col Bambino, nel 1487, da parte della magistratura fiorentina dei Massai di Camera per decorare la propria Sala delle Udienze, che si trovava in Palazzo Vecchio. L'identificazione con la presente opera spetta a Herbert P. Horne, che riconobbe sulla cornice la decorazione a gigli fiorentini, ipotizzando per questo una possibile collocazione pubblica dell'opera. L'impossibilità però di rintracciare il documento originale ha fatto sorgere qualche dubbio in una parte della critica. Se l'autografia botticelliana non è mai stata messa in dubbio, la cronologia è più variata. Alcuni, come Ulmann, proprongono prima del 1480, altri come Arnold Bode (seguito da Schmarsow, Yaschiro e Venturi) datano l'opera a dopo il rientro da Roma (1482 circa), infine Van Marle al 1480-1481.

Maria si trova seduta al centro della composizione, con una figura pressoché piramidale, dilatata nell'ampio manto azzurro, bloccata dalla posa arcuata del Bambino in basso. Attorno a lei si dispongono sei angeli, occupati in veri gesti simmetrici e con gli sguardi indirizzati a vari punti diversi. Quelli ai lati, appoggiati su un festone di rose bianche e rosse (fiore mariano simboleggiante la purezza e, nel caso del rosso, il sangue della Passione di Cristo), recano i gigli bianchi, attribuito verginale di Maria, seguiti da angeli leggenti e da due, ai lati della Vergine, di cui si vedono le sole teste in espressioni varie. Il repertorio fanciullesco dei vari atteggiamenti, come quello dell'angelo di destra che sbircia nel libro del vicino, o quello che sembra bisbigliare qualcosa all'orecchio del compagno, richiama l'esempio dei primi maestri fiorentini come Donatello e Luca della Robbia filtrati da Filippo Lippi, che traevano ispirazione direttamente dall'osservazione quotidiana. Quello che guarda lo spettatore ha la funzione di richiamare l'attenzione verso il centro della composizione e veniva detto "festaiuolo", dal nome del narratore nel teatro rinascimentale.
La percezione di spazialità è affidata unicamente alla disposizione a semicerchio degli angeli, con una netta prevalenza del dato umano su tutti gli altri.
La melagrana che la Madonna e il bambino tengono in mano è invece simbolo di fecondità, abbondanza e regalità (poiché è un frutto con la coroncina), nonché dotato di grani rossi che, simili a goccioline di sangue, prefigurano il sacrificio di Gesù; inoltre simboleggia l'unità della Chiesa, per i chicchi che stanno tutti uniti nel guscio.
Il tondo perfetto del volto idealizzato della Vergine rimanda ad altri capolavori dell'artista, come la Madonna del Libro o i ritratti di Simonetta Vespucci.
02/11/2010 20.00
 
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Sandro Botticelli esegui per la Villa Medicea di Castello per conto di Lorenzo de’ Medici “La Primavera”. Dipinto di notevoli dimensioni che raffigura la dea Venere, al centro della composizione, che nel clima culturale umanistico significava soltanto la bellezza terrena, ma era anche la forma visiva del bene, dell’amore come cultura e civiltà.

Questo dipinto è una delle opere più affascinanti di tutta la pittura europea. Botticelli incatena il nostro sguardo al suo dipinto con l’uso meraviglioso della linea. La linea, il contorno che disegna le belle forme umane, le vesti lievi, è lo strumento con cui l’artista si esprime. La composizione è basata su una veduta centrale di cui la figura di Venere è il centro e il perno. I gruppi di Flora con Zefiro e delle Grazie con Mercurio fanno ala alla sua destra e alla sua sinistra.


[IMG]http://www.prolocoserravallepistoiese.it/images/primavera%20di%20Botticelli.jpg [/IMG]







[Modificato da Keko01 02/11/2010 20.00]
03/11/2010 23.53
 
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Questa opera fa parte di una serie di quattro dipinti, che per la forma allungata erano destinati alla spalliera lignea di una camera nuziale, vennero commissionate a Botticelli in occasione delle nozze,fra Giannozzo Pucci e Lucrezia Bini, i cui stemmi sono presenti nella opera.

Questa tavola è il banchetto.
Il terzo dipinto del museo madrilegno, raffigura il banchetto nella pineta a cui Nastalgio ha invitato la figlia di messer Paolo Traversari, da lui amata senza essere corrisposto. Alla fanciulla e agli invitati, colmi di terrore, appare il cavaliere che insegue con i cani la fanciulla ignuda che gli si era rifiutata. Nastagio, in piedi, rivolto verso l’amata allargale braccia con gesto dimostrativo.
Tavola 84×142 cm.
Firenze.
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