DIFENDERE LA VERA FEDE
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A tutti voi che passate da qui: BENVENUTI
Se avete desiderio di capire che cosa insegna la Bibbia che il Magistero della Santa Chiesa, con il Sommo Pontefice ci insegna, questo Gruppo fa per voi. Non siamo "esperti" del settore, ma siamo Laici impegnati nella Chiesa che qui si sono incontrati da diverse parti d'Italia per essere testimoni anche nella rete della Verità che tentiamo di vivere nel quotidiano, come lo stesso amato Giovanni Paolo II suggeriva.
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dal dialogo: L' IMMACOLATA CONCEZIONE del 24-11-2002

Ultimo Aggiornamento: 13/09/2009 07.08
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Da: Soprannome MSN7978Pergamena  (Messaggio originale) Inviato: 24/11/2002 23.23
Amici....noi Cattolici l'8 di Dicembre, festeggiamo, ineggiando a Dio, l'opera d'amore e prodigiosa compiuta nel seno di una Donna, Maria di Nazaret......una creatura normale, e identica ad ognuno di noi.....Tuttavia ciò che ci appare interessante voler sottolineare....è che tale Mistero d'amore compiuto da Dio, non è fine a se stesso in Maria, ma va ben oltre poichè ci riguarda nel contesto della fede, delle Beatitudini, della vocazione...insomma...dell'essere cristiano in senso pieno. L'Immacolata è un prodigio di Dio....tutto ciò che attribuiamo a Maria, si riversa in Dio e nel Figlio Gesù, ineggiando l'opera dello Spirito Santo artefice dell'Incarnazione Divina.
 
Non faremo qui scuola di teologia....ma desideriamo donare piccole schegge di meditazioni.....sperando che possa nascere un futuro rispetto in coloro che pur chiamando "fratelli in Cristo Gesù", purtroppo non accettano certi dogmi. Con questi interventi NON vogliamo far loro cambiare idea, bensì far comprendere che certe affermazioni trovano riscontro nella Bibbia......e nella Fede in un Dio Onnipotente che compie grandi prodigi.
 

In Inghilterra e in Normandia già nel secolo XI si celebrava una festa della concezione di Maria; si commemorava l’avvenimento in se stesso, soffermandosi soprattutto sulle sue condizioni miracolose (la sterilità di Anna, per esempio, ecc.). Oltre questo aspetto aneddotico, sant’Anselmo mise in luce la vera grandezza del mistero che si attua nella concezione di Maria: la sua preservazione dal peccato.

Nel 1439 il concilio di Basilea considerò questo mistero come una verità di fede, e Pio IX ne proclamò il dogma nel 1854.

Dio ha voluto Maria per la salvezza dell’umanità, perché ha voluto che il Salvatore fosse «figlio dell’uomo»; per questo viene applicata a Maria, con pienezza di significato, la parola di Dio contro il tentatore: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa, e tu le insidierai il calcagno» (Gn 3,15), Gesù, nato da questa Donna, vince e sconfigge il serpente, il Demonio, il peccato, la morte, ciò che non è sfuggito alla Chiesa è questa priorità che Dio dice: 1) Io porrò inimicizia tra te e la donna; (Maria).2) tra la tua stirpe e la sua stirpe (Gesù e i figli redenti e la stirpe di coloro che seguiranno il Demonio: le due stirpi citate).3) questa ti schiaccerà la testa, e tu le insidierai il calcagno(Gesù sconfigge Satana e per vendetta insidierà la Chiesa: qui è già Dio ad annunciare Maria quale Madre della Chiesa).. Dio dunque, sin dalla Genesi ci annuncia l'opera della salvezza, per questo si chiama "protovangelo", e prima di annunciarci il Figlio, ci annuncia della Donna la quale sarà preservata dagli attacchi di Satana, quindi resa pura e immacolata, incontaminata dal peccato. E Maria viene riconosciuta come la «nuova Eva, madre di tutti i viventi» (prima lettura), poichè attraverso Adamo ed Eva venne inoltrato nel mondo il peccato, così attraverso Cristo, nuovo Adamo, e Maria, nuova Eva, verrà inoltrata nel mondo la Salvezza. Eva tentò Adamo nel peccare, Maria dirà "SI" al Progetto della Salvezza e permetterà a Dio d'Incarnarsi ricucendo così lo strappo che si perpetrò attraverso Eva "disobbediente".

 Così Maria appare accanto a Cristo, il nuovo Adamo, e perciò ci si presenta come colei che aiuta a riscoprire e a rispettare il posto della donna nella salvezza dell’umanità. Richiama ed esalta il posto e il compito della vergine, della sposa, della madre, della vedova, nella società, nella Chiesa e nel mondo; rivendica la dignità della donna contro ciò che la attenta.

Prescelti e predestinati

La scelta che Dio ha fatto di ogni essere umano che viene all’esistenza per essere inserito nel Cristo e per avere in lui il suo posto nel mondo, nella Chiesa, viene richiamato dalla pagina di Paolo (Ef 1,3-6.11-12). Siamo tutti voluti e amati da Dio, ciascuno ha il suo inconfondibile posto nell’umanità, ciascuno vi deve operare in maniera santa, senza macchia, nella carità. Maria sta certo al vertice di questa corrispondenza.

La scena dell’annuncio a Maria (vangelo) è la pagina della cooperazione di Maria all’opera della salvezza. Il Concilio ha sottolineato con forza, come facevano già i Padri della Chiesa, che Maria ha apportato all’opera di Cristo non una inerte passività ma una operosa attività. Il suo «si» è stato mantenuto e accentuato in tutta la vita sino al calvario dove offrì Cristo che si offriva per la nostra salvezza. Maria insegna agli uomini d’oggi che entrare nel mistero di Cristo è mettersi a «servire». Scelta per madre, si dichiara «serva». E nella sua vita ha avanzato nel cammino della fede, della dedizione, dell’obbedienza, dell’amore, della speranza (LG 58; 63; 65). Il mondo è stanco di parole, di gesti clamorosi, di chi si mette sempre al primo posto. Maria ci insegna che bisogna più fare che parlare, preferire l’opera umile ma tenace e carica di amore, mettersi a servizio anche quando si è chiamati a compiti importanti.

Maria è modello di fede adulta e consapevole, di virtù mature, cresciute in un continuo esercizio di impegno per gli altri, di ininterrotta apertura all’amore. Forse sarebbe stato un danno se i Vangeli ci avessero detto molto di più di Lei! A noi è sufficiente quel poco che è stato scritto, perchè non venisse confuso il ruolo di Dio come già accadde per Gesù prima che fosse decretata la Santa Trinità, poichè era messa in discussione la Sua Divinità comune al Padre e allo Spirito Santo. Maria preservata da ogni macchia di peccato, non diventa una dèa, ne assume poteri, utto ciò che è e compie, è sempre Dio che continua ad agire attraverso di Lei...

Un segno che il male è sconfitto

Accanto al vero Adamo fu creata la vera Eva: Maria non fa semplicemente parte del mistero del Cristo, Maria è del Cristo, così come il Cristo Gesù è figlio di Maria nel senso proprio del termine : il suo concepimento, la sua crescita, la maternità verginale, la sua castità, tutto è sempre in funzione del Cristo, tutta la sua vita è un continuo vivere alla Sorgente della vita, DIO. Dove era abbondato il peccato, è sovrabbondata la grazia. L’Immacolata è il «segno» che con la risurrezione di Cristo il male è già sconfitto «in partenza» se una creatura ha potuto essere ripiena di grazia dal primo istante della sua esistenza.

La Scrittura, con il triste ritornello: «E fece quel che è male agli occhi del Signore, imitando i suoi padri» (cf 2 Re 13,2.11...), vuol dare un esempio dell’implacabile contagio del peccato che il libro della Genesi esemplifica più plasticamente ricercando l’origine del male. Maria Santissima, sottratta al peccato «originale», è anche la garanzia che nel mondo il bene è più forte e più contagioso del male. Con lei, la prima redenta, ha inizio una storia di grazia «contagiosa».

 

Un segno dei tempi nuovi

Il tema dell’Immacolata è centrale per l’Avvento che prepara a rivivere il «mistero della Redenzione» in avvenimenti dove la grazia fa irruzione in modo sovrabbondante. L’Incarnazione del Verbo, l’esultanza del Precursore nel seno materno, il Magnificat, il «Gloria!» degli angeli, la gioia dei pastori, la luce dei magi, la consolazione di Simeone e Anna, la teofania al Giordano, sono per TUTTI i cristiani, l'annuncio e l'anticipano dei segni dei tempi nuovi.

La liturgia rende presente in mezzo alla nostra assemblea la potenza che ha preservato la Vergine dal peccato: celebra infatti nell’Eucaristia lo stesso mistero della redenzione, di cui Maria per prima ha goduto i benefici e al quale noi partecipiamo, secondo la nostra debolezza e le nostre forze.

 



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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 24/11/2002 23.42

O vergine, per la tua benedizione

è benedetta ogni creatura

Dai "Discorsi" di sant'Anselmo, vescovo

(Disc. 52; PL 158, 955-956)


Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell'uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile.

Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall'oppressione e avevano perso vivezza per l'abuso di coloro che s'erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellire dall'uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall'alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta. Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negl'inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra gioiscono di essere rinnovate. Invero per il medesimo glorioso Figlio della tua gloriosa verginità, esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano perché è rifatta nuova la loro città diroccata. O Donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura. A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, si fece lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria. Dio dunque è il Padre delle cose create, Maria la madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato Colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito Colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato Colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito Colui senza del quale niente è bene. Davvero con te è il Signore che volle che tutte le creature, e Lui stesso insieme, dovessero tanto a te.

Tutte le generazioni non possono che non chiamarti "Beata"!

 

Non è una questione di scelta se l’uomo si rivela un carnefice Testimoni di Geova Online...56 pt.18/08/2018 17.39 by I-gua
Perla DipoppaTELEGIORNALISTE FANS FORU...37 pt.18/08/2018 18.17 by christian1273
Formazioni 2018/2019Club Acquaviva Fantacalci...22 pt.18/08/2018 17.04 by I.N.P.S.
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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 25/11/2002 10.53
Prendiamo la Bibbia avanti a noi......invochiamo lo Spirito Santo......facciamo "SILENZIO".....un silenzio che vada oltre il "chi siamo"; che vada oltre i confini e i muri creati dall'uomo.....; immagianiamoci solo un "NOI" e Dio.....
 
Dunque....abbiamo cominciato a tracciare una linea biblica proprio a partire dalla Genesi.....dove abbiamo letto che Dio dice:
1) Io porrò inimicizia tra te e la donna; (Maria).2) tra la tua stirpe e la sua stirpe (Gesù e i figli redenti e la stirpe di coloro che seguiranno il Demonio: le due stirpi citate)......
Proviamo a proseguire.....
 
E' davvero singolare che nessun altro degli Evangelisti riporti il fatto che ai piedi della Croce vi era la Madre di Gesù - come invece riporta Giovanni 19,25ss. Nei confronti di Maria i Vangeli assumono due atteggiamenti contrapposti: uno di disapprovazione, per chi non va oltre il senso scritturale...., l’altro di esaltazione .
 
La "disapprovazione" (la chiameremo così per coloro che usano questo brano per disapprovare, appunto il culto a Maria) fu il primo atteggiamento apparentemente anomalo, in Mc 3,31 "Ecco, tua madre e i tuoi fratelli fuori, ti cercano". Risponde loro: " Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? (...) Ecco mia madre e i miei fratelli (rivolto alla folla)! Chi fa la volontà di Dio, questi è mio fratello, mia sorella, mia madre!". Il senso di questa frase non vuole assolutamente negare alla Madre il suo ruolo, ma Gesù non vuole che in lui si veda soltanto un carismatico da seguire, non vuole che il seguire lui o la madre, distolgano l'attenzione su chi Egli sia realmente, non vuole DIVIDERSI DAL PADRE......infatti dice "chi fa la volontà di Dio"....e neanche dice "chi fa la volontà mia"....eppure in altro discorso dirà: "Chi ascolta me, ascolta colui che mi ha mandato..." Gesù dunque impone che si faccia la volontà di Dio, e che si ascolti Lui...e che NON si dia risalto, invece, alla sua umanità confondendolo come un qualsiasi carismatico....
 
L’esaltazione invece, appartiene a Matteo che le dedica ampio risalto fra il cap. 1, v18- cap.2 con i Magi, la fuga in Egitto, la strage degli Innocenti e il ritorno a Nazaret, donandoci un quadro familiare molto illuminante. Se pur tutto è condotto a Gesù, il Messia che deve nascere e che Matteo ci descriverà dopo nato, tendono comunque a darci uno spaccato della vita di Maria e di Giuseppe, del neonato non ci vengono forniti particolari se non l'adorazione dei Pastori e dei Magi, alludendo quindi alla divinità stessa del Cristo dal momento che l'adorazione è un'esclusiva di Dio. Ciò che interessa a Matteo è darci un quadro degli eventi sia storici, che spirituali come ad esempio, l'avviso in sogno a Giuseppe di fuggire in Egitto, e poi di nuovo un avviso per fare rientro a Nazaret, quindi quell'ascoltare incessantemente la voce di Dio e fare la sua volontà quotidianamente, anche a costo di fare bagagli e partire lontano. Da questi aspetti la Chiesa ha tracciato nel tempo una sana Dottrina della Famiglia umana, proprio sullo spaccato della Santa Famiglia di Nazaret verso la quale tutti gli sposi debbono rivedersi, in essa vi è l'obbedienza, la virtù del compito di genitori in mezzo ai pericoli, l'umiltà pur sapendo Giuseppe e Maria, che a loro era stato il Figlio di Dio, l'attenzione a cogliere i segni e la voce di Dio. In questo senso Matteo ci offre un'esaltazione dell'obbedienza di Maria e di Giuseppe che consapevole ormai del ruolo assunto, lo porta a termine proteggendo la Madre di Dio, custodendo Lei e il Bambino da ogni pericolo.....
 
Abbiamo anche l'Evangelista Luca che è l'unico a raccontarci minuziosamente l'evento dell'Annunciazione: mentre Giovanni nel suo cap. 1 ci parlerà esclusivamente del Verbo che s'Incarna, Luca lo racconta nei minimi particolari, ogni sua parola messa fra le virgole, diventa un tomo d'alta teologia. L'esaltazione che Luca ne fa è nel racconto di Elisabetta che per prima identificherà in Maria la "Madre del mio Signore" (Lc.39, ss) dalla quale testimonianza Maria dirà di se stessa "Tutte le generazioni mi chiameranno beata...". In nessun'altra pagina della Bibbia troveremo un'affermazione così forte e precisa attribuita a se stessa. In Luca vi è anche il racconto della Presentazione di Gesù al Tempio (2, 25,ss), nella quale è prefigurata la sofferenza della Madre ai piedi della Croce......e il Ritrovamento di Gesù a soli 12 anni che dice per la prima volta ai suoi genitori la sua spesifica missione "Non sapevate che devo attendere alle cose del Padre mio?", anche questa risposta, insieme a quella di Marco, assumono gli stessi toni apparentemente di "rimprovero"...tuttavia l'ispirazione dell'esaltazione è racchiusa nella frase: "Egli (Gesù) scese con loro e tornò a Nazaret, ed era loro (ai genitori) sottomesso."(v.51-52), Gesù avverte della sua missione, avverte i suoi che Egli sa chi è suo Padre..... ma si sottomette ai suoi Genitori......Luca, ricorda Maria persino in At 1,14, intenta a “pregare” con gli Undici apostoli, da notare come del gruppo delle donne, per nome venga chiamata soltanto Maria, quasi a metterla al centro non tanto dell'attenzione, ma al centro dell'evento che sta per compiersi, la Pentecoste, la nascita della Chiesa della quale a buon diritto Lei è la Madre, essendo stata la Madre di Gesù
 
Se ora prendiamo Giovanni, il suo capitolo 1 incentrato esclusivamente sul Verbo, non vuole indicare uno sminuire la Madre, tutt'altro, rafforza invece l'ispirazione che successivamente i Padri ebbero nel definirla la Theotokos "Colei che partorisce Dio"; "E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi".....Il testo Giovanneo è riconosciuto come il testo che ha avuto la peculiarità di tramandarci il Gesù tutto vero Dio e del Gesù tutto vero uomo...in un unica Persona che Incarnandosi, ha dato la distinzione alla Trinità sin da sempre esistita, ma non ancora rivelata. Non a caso infatti questo Vangelo è stato il più manomesso da coloro che negavano e negano ancora oggi la divinità di Gesù .......
Giovanni è l'unico che racconta di Maria ai piedi della Croce, molti accusano che sia stata un'aggiunta per giustificare il culto mariano, ma dopo aver letto della profezia di Simeone a Maria, il particolare di Giovanni assume un significato pieno, nel quale si è avverata la profezia stessa, infatti in nessun altro modo la Madre avrebbe potuto soffrire così tanto se non sotto ai piedi della Croce vedendo il Figlio morire....
 
Buona meditazione
S.L.G.C.
 
 

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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 25/11/2002 11.45
Dall'amico Max di Jesse35, copio questo contributo......
CLICCA QUI...per il collegamento alla Bacheca dedicata da Jesse35 a Maria.....
 
 
Da: Max°Is°35°  (Messaggio originale) Inviato: 24/11/2002 19.56
 

Immacolata Concezione,

La parola immacolata significa pulita, tersa, candida, nivea, in senso figurato ha valore di casta, incorrotta, pura e vergine. La Madonna è l’immacolata concezione, perché concepita immune dal peccato originale per singolare

Privilegio divino, come è stato definito dogmaticamente da Pio IX l’8 dicembre 1854, dopo aver consultato l’episcopato mondiale che con una maggioranza molto ampia, si mostrò favorevole alla definizione di "immacolata concezione" (546 pro e 57 contro).

L’unica donna che nel NT ha l’appellativo di Vergine è Maria madre di Gesù (Lc 1,27). Ella si presenta in modo singolare come Vergine e Madre, perché in virtù della sua fede e della sua obbedienza generò sulla terrà lo stesso Figlio di Dio, senza contatto con uomo, ma adombrata dallo Spirito Santo (Lumen Gentium 63).

Certamente prima ancora del suo consenso alla maternità di Gesù Ella si era già consacrata interamente a DIO per il Quale nutriva un amore eccellente ed aveva donata tutta se stessa, preservandosi casta.

Proprio in vista di questa maternità di Gesù, seconda Persona della santissima Trinità, Ella venne concepita immacolata.

Non poteva essere diversamente, in quanto il Figlio che lei avrebbe partorito doveva essere esclusivamente il Figlio di DIO; quale tempio più adatto per accogliere il Verbo fatto carne se non il grembo di una Vergine preservata da ogni macchia già al suo concepimento?

Le parole "eccomi, sono la serva del Signore" confermano che Maria ha scelto fin dall’inizio la sua condizione di umile ancella e di obbedienza incondizionata al Signore DIO; non dice infatti sarò la serva del Signore ma afferma che lo è già, questa consacrazione ad essere Tempio dello Spirito Santo sarà mantenuta fino alla fine in modo perpetuo, come anche i grandi riformatori protestanti affermano (es: Calvino, Lutero).

In virtù di questo amore, Maria ha sempre desiderato di essere in tutto donata a DIO, vivendo la sua verginità in maniera gioiosa e casta.

San Paolo conferma che questa decisione di vita è santa e auspicabile, dicendo ai non sposati che fanno bene a rimanere così, come anche lui ha scelto di essere; la verginità è una consacrazione integrale al Signore (1 Cor 7, 32-35): l’uomo sposato si preoccupa di come piacere alla moglie, invece chi non lo è può dedicarsi interamente a DIO preoccupandosi di piacere a Lui solo vivendo interamente consacrato a Lui.

Maria giustamente afferma che DIO l’ha salvata in quanto ella è stata preservata dal peccato originale, proprio in previsione dei meriti di suo Figlio, cioè è proprio perché è Madre di Gesù che è stata salvata all’atto del concepimento, di fatto quindi anche Lei è stata realmente salvata da Gesù.

Già subito dopo il peccato originale DIO sentenziò che la donna si sarebbe rivalsa sul serpente shiacciandogli la testa (Gen 3,15), come sarebbe stato possibile che una donna soggetta al peccato originale lo potesse fare? Certamente Ella l’avrebbe potuto fare solo se fosse stata esente da questa soggezione, a quale Donna se non a Maria (nuova Eva) madre di Gesù si poteva riferire il Signore Adonai? Ecco perché Ella è la tutta pura, la sempre Vergine, la Madre di Gesù DIO.

Sant’Agostino anche se in modo confuso pur ammettendo la totale santità personale di Maria, rifiuta però che sia stata concepita senza peccato questo per timore che esentando Maria dal peccato originale si mettesse in discussione la necessità universale della salvezza per mezzo di Cristo.

Altri autorevoli santi della Chiesa invece dichiarano la concezione immacolata di Maria ad esempio san Bonaventura e i santi francescani succeduti a Francesco nel corso della storia. Il concilio di Trento non si pronuncia in merito, lasciando libertà di vedute in merito. La Chiesa non era ne a favore ne a sfavore; il papa Sisto IV nel 1483 affermò che questo punto della dottrina era libero e proibì di qualificare l’una o l’altra posizione eretica. Alessandro VII (1661) approvò la devozione dell'Immacolata concezione senza però imporla, ognuno restasse libero di pensarla come volesse in merito.

La difficoltà nel dialogo tra cattolici e protestanti non riguarda solo il carattere tardivo della sua promulgazione, né le polemiche protrattesi dal XIX secolo ad oggi, ma si rivolge a diverse incomprensioni propriamente teologiche, legate a diverse opinioni di veduta sul rapporto tra Creatore e le sue creature, del peccato originale, della grazia e della libertà, del posto di Maria nell’economia della salvezza.

Da parte protestante si obietta infatti che il concetto di "immacolata concezione" contraddice la rivelazione dell’evangelo secondo la quale DIO è venuto a visitare i peccatori che non sono graziati perché amabili, ma sono amabili perché graziati; questo concetto sarebbe, cioè, in contraddizione con la rivelazione biblica.

I cattolici rispondono affermando che Maria è stata essa stessa "riscattata" per i meriti di Gesù all’atto stesso del suo concepimento; il corpo di Gesù non avrebbe potuto nascere da una carne segnata dal peccato. Maria è stata colmata di Grazia (Lc 1,28) proprio mediante il concepimento immacolato; la sua immacolata concezione ha cioè significato di chiamata alla santità da parte di DIO dell’umanità intera.

Un abbraccio a tutti quanti, grazie perchè mi sembra che stiamo facendo dei reali passi di avvicinamento nella reciproca comprensione,

Max,

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Da: Soprannome MSNStefanoS79 Inviato: 25/11/2002 12.02
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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 25/11/2002 14.50
Ho trovato stupendo, invece un passo di S.Agostino......
Io inserisco solo un pezzo, ma se cliccate sul titolo, avrete a disposizione il testo integrale.....
 
 

Chi infatti potrà apprezzare adeguatamente un Dio che per gli uomini è voluto nascere uomo, una Vergine che lo concepì senza seme virile, che lo partorì senza corruzione e che dopo il parto rimase nella sua integrità? Infatti il Signore nostro Gesù Cristo si degnò di entrare nell'utero della Vergine, riempì immacolato le membra della donna, senza corromperla la rese madre, quando fu formato ne uscì da se stesso e rinchiuse ancora integre le viscere materne. In tal modo arricchì colei da cui si degnò di nascere con l'onore della maternità e con la santità della verginità. Questo chi mai lo potrebbe comprendere? Chi narrare? E quindi anche questa generazione chi potrà narrarla? Qual mente arriverebbe a pensare, quale lingua ad esprimere non solo che in principio era il Verbo che non ha nessun principio nel nascere, ma anche che il Verbo si è fatto carne (9), scegliendo una vergine per farsela madre, facendola madre pur conservandola vergine? Figlio di Dio non concepito da nessuna madre, figlio dell'uomo senza il seme d'un padre, che nel venire ha portato a una donna la fecondità, senza con questo toglierle l'integrità? Che è mai questo? Chi lo potrà dire? Ma anche chi tacere? E questa è la meraviglia: non siamo in grado di descriverlo, ma neanche possiamo tacerlo; ad alta voce annunciamo cose che, pensando, non riusciamo a comprendere. Davvero non sappiamo esaltare un dono cosi grande di Dio, perché siamo troppo piccoli per descriverne la grandezza; eppure siamo costretti ad esaltarlo, perché tacendo non restiamo ingrati. Ma grazie a Dio ciò che non può essere adeguatamente espresso può essere con sicurezza creduto.

STRABILIANTE.......


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Da: Soprannome MSNStefanoS79 Inviato: 25/11/2002 20.25
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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 25/11/2002 23.19
Stefano....ti reputo una persona con la quale si può dialogare....pur mantenendo le diversità....il tuo messaggio NON è stato censurato...ma è qui:
Discussione sull'Immacolata.......e ti ho inserito altri collegamenti dai quali potrai prendere i testi per discutere....se poi dobbiamo procedere come bambini che puntano i piedi e sbattono i pugni che devo dirti accomodati?....Perchè non ti iscrivi in Evangelici e inserisci quello che vuoi?....se vai nell'elenco di MSN, troverai molti Gruppi che per l'odio che hai verso la Chiesa, ti ospiteranno tutti molto volentieri.....
 
Se poi invece vogliamo fare le persone grandi che provano a dialogare...sarò felice di rispondere dove posso arrivare...di più non posso prometterti...non sono mica perfetta...ne una "tuttologa"......
 
S.L.G.C.
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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 27/11/2002 10.55
 
Attraverso l'amico Gino ho ricevuto questo approfondimento...essendo lungo lo dividerò in tre parti....fatene materia di meditazione personale......
 
 

CAPITOLO V

 

LA THEOTOKOS SEGNO DELLA RETTA FEDE CRISTOLOGICA

1. Origine e sviluppo del dogma della Maternità divina

2. Attualità del titolo Theotokos

1. Origine e sviluppo del dogma della Maternità divina

  Nel N.T. non si trova espressamente il titolo Theotokos, ma vi si leggono espressioni che contengono in nuce tale verità. Infatti di Maria si dice che ha concepito e generato un figlio, il quale è il Figlio dell’Altissimo, santo e Figlio di Dio (Lc 1,31-32.35); Maria inoltre è chiamata "Madre di Gesù" (Gv 2,1.3; At 1,14), "Madre del Signore" (Lc 1,43) o semplicemente "madre", "sua madre" come più volte nel capitolo 2 di Matteo.

Maria, quindi, non comincia ad essere "Madre di Dio" nel concilio di Efeso del 431, così come Gesù non comincia ad essere "Dio" nel concilio di Nicea del 325 che lo definì tale. Lo erano anche prima. Quello è stato il momento in cui la Chiesa, nello svilupparsi ed esplicitarsi della sua fede, sotto la spinta dell’eresia, prende piena coscienza di questa verità e prende posizione a suo riguardo.

In questo processo che porta alla proclamazione di Maria come Theotokos, si possono distinguere tre grandi tappe: Epoca agnostica: la maternità "fisica" di Maria; Epoca delle controversie cristologiche: la maternità "metafisica" di Maria; l’apporto dell’Occidente: la maternità "spirituale" di Maria.

1.1. Epoca agnostica: la maternità "fisica" di Maria

All’inizio e per tutto il periodo dominato dalla lotta contro l’eresia gnostica e docetista, la maternità di Maria viene vista quasi solo come maternità "fisica". Questi eretici, infatti, negavano che Gesù avesse un vero corpo umano e, se l’aveva, che fosse nato da una donna e, se era nato da una donna, che veramente fosse nato dalla carne e dal sangue di lei. Alcuni di loro affermavano che Gesù era nato attraverso la Vergine e non dalla Vergine: immesso dal cielo nel grembo di lei, ne era venuto fuori a modo di "passaggio" non da vera generazione umana.

Contro di essi bisognava quindi affermare che Gesù era vero figlio di Maria e frutto del suo grembo e che Maria era quindi veramente la sua madre "fisica". Proclamare con forza che Maria era la madre "fisica" di Gesù, serviva a dimostrare la vera umanità di lui e che cioè egli era veramente Dio, ma anche veramente uomo. Questo è il periodo in cui viene formulato l’articolo del credo che afferma di Gesù: "nato da Spirito Santo e da Maria Vergine".

1.2. Epoca delle controversie cristologiche: la maternità "metafisica" di Maria

Alcuni autori sostengono che il titolo Theotokos fu attribuito alla Vergine per la prima volta da Ippolito, autore della Traditio apostolica. Più sicuramente esso fu usato dal Origene nel III secolo e da altri autori alessandrini prima e dopo il Concilio di Nicea. Particolare importanza avrà, al tempo della controversia nestoriana, la testimonianza di Alessandro di Alessandria che nel IV secolo ritiene il titolo di Theotokos come cosa pacifica e di uso comune e generalizzato. Sarà da ora in poi proprio l’uso di questo titolo a condurre la Chiesa alla scoperta di una maternità divina più profonda, in quanto viene definita in rapporto all’essere profondo di Cristo (maternità "metafisica"). Il titolo non nasce quindi da una riflessione teologica, ma la provoca per cui esso affonda le sue radici sulla pietà e sulla fede vissuta della Chiesa, come si deduce anche dalla più antica preghiera mariana del III secolo, il Sub tuum praesidium. Fu quindi l’esperienza della fede ad orientare la teologia, anche se sarà poi la teologia a guidare e incrementare, a sua volta, quella stessa esperienza di fede.

Il suo approccio chiamato maternità "metafisica" è quello che caratterizza l’epoca delle grandi controversie cristologiche del VI secolo dove il problema centrale non è più quello della vera umanità di Cristo, ma dell’unità della sua persona. La maternità di Maria non viene più vista riferita alla natura umana di Cristo, ma all’unica persona del Verbo fatto uomo. E siccome questa persona che lei genera secondo la carne non è altro che la persona divina del Figlio di Dio, di conseguenza ella appare vera Madre di Dio perché divinità e umanità formano una sola persona. In questa luce la relazione di Maria con Cristo è anche di ordine "metafisico" creando un rapporto vertiginoso non solo con lui, ma anche con il Padre e lo Spirito. Maria, infatti, è l’unica a poter dire a Gesù, quello che a lui dice da tutta l’eternità il Padre: "Tu sei mio figlio; io ti ho generato" (Sal 2,7; Eb 1,5). Con il concilio di Efeso del 431, questa posizione diventa una conquista per sempre della Chiesa. La proclamazione di Maria come Theotokos da parte del concilio, causò l’esultanza del popolo di Efeso che accompagnò con fiaccole e canti i padri alle loro dimore e determinò anche un’esplosione di venerazione verso la Madre di Dio che, in Oriente e in Occidente, si esplicitò in feste liturgiche, icone, inni, costruzioni di chiese e basiliche come quella di S. Maria Maggiore a Roma, fata edificare dal Sisto III proprio dopo il concilio di Efeso.

1.3. L’apporto dell’Occidente: la maternità "spirituale" di Maria

Il traguardo di Efeso non fu definitivo. Da questo titolo, valorizzato nelle controversie cristologiche più in funzione della persona di Cristo che di quella di Maria, si dovevano ancora trarre le conseguenze logiche riguardanti anche la persona stessa di lei, in particolare la sua santità unica. Merito di questo spetta ai grandi autori latini, in primo luogo a S. Agostino. Egli, infatti, legge la maternità di Maria come una maternità nella fede, una maternità anche "spirituale". Inizia così l’epopea della fede di Maria. Lo stesso Agostino afferma che Maria, facendo pienamente la volontà del Padre, per fede credette, per fede concepì e per fede si pose alla sequela di Cristo, per cui è più grande per essere stata sua discepola che sua madre fisica.

La maternità "fisica" e "metafisica" vengono ora coronate dalla maternità "spirituale" o "di fede" che fa di Maria la prima e più santa figlia di Dio, la prima e più docile discepola del Signore, la creatura della quale, per la sua totale adesione a Dio, non si può parlare mai di peccato. La maternità "fisica" e "metafisica" sono un privilegio ineguagliabile, proprio perché trova riscontro nella fede e nell’atteggiamento "spirituale" della Figlia di Sion.

1.4. Significato cristologico di Theotokos

Come abbiamo visto, il titolo Theotokos accompagna tutto lo sviluppo della cristologia antica e diventa come una tessera di riconoscimento dell’ortodossia cristologica. Il titolo servì, infatti, prima a dimostrare la vera umanità di Cristo, poi la sua vera divinità e infine la sua unità di persona. Questo titolo dunque attesta che:

- Gesù è vero uomo perché nato da Maria che è una vera creatura umana;

- Gesù è vero Dio perché se così non fosse, - afferma Agostino - non potremmo proclamare nella professione di fede il "nato da Spirito Santo e da Maria Vergine", se da lei fosse nato solo un figlio dell’uomo e non il Figlio di Dio;

- Gesù ha due nature distinte ma unite ipostaticamente nell’unica persona del Verbo: "colui che è stato generato dal Padre prima di tutti i secoli secondo la divinità – afferma il concilio di Efeso – negli ultimi tempi lo stesso fu generato da Maria Vergine, la Theotokos, secondo l’umanità". Proclamare Maria Theotokos è il modo più sicuro di proclamare l’unione ipostatica che tiene insieme tutti i dogmi cristologici, per cui questo titolo è come un baluardo che si oppone con sempre estrema attualità a tutti i tentativi di idealizzazione di Gesù, che fanno di lui un’idea o un personaggio più che una persona vera; a tutti i tentativi di separazione della sua umanità dalla sua divinità, tentativi che mettono in serio pericolo la realtà stessa della nostra salvezza.

continua.........

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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 27/11/2002 10.58

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c'entri la Theotokos, il termine, con l'Immacolata che stiamo approfondendo....ebbene...per comprendere l'Immacolata...bisogna cominciare a capire chi è Maria...ma ancora di più chi è il Figlio...non basta dire "è Gesù il Figlio di di Dio"....bisogna tornare alle radici delle prime discussioni in materia proprio CRISTOLOGICA.....per poterci capire veramente qualcosa...per questo vi chiedo la pazienza di leggere con calma tutte e tre le parti, nella finale avremo l'Immacolta.

2. Attualità del titolo Theotokos

Maria, con la sua maternità divina ha fatto di Dio l’Emanuele, il Dio con noi. Questo titolo comporta un arricchimento della stessa rivelazione di Dio. In questa linea esso si rivela straordinariamente significativo anche per l’uomo d’oggi.

2.1. Attualità teologica

Il titolo ci parla prima di tutto dell’umiltà di Dio che ha voluto avere una madre, proprio oggi quando siamo arrivati al punto in cui, alcuni rappresentanti dell’esistenzialismo trovano strano, offensivo e umiliante dover avere una madre, perché questo indica dipendere radicalmente da qualcuno, non essersi fatti da sé, non poter progettare interamente da soli la propria esistenza. L’uomo che guarda dunque in alto, in cerca del vertice di una piramide esistenziale su cui spesso non trova che il Nulla, non si accorge che Dio è sceso ed ha rovesciato questa piramide, mettendosi alla base, per prendere su di sé tutto e tutti, rinchiudendosi nel grembo di una donna. Risalta l’infinito contrasto tra il Dio dei filosofi e questo Dio che scende nella materia, nella concretezza e nella realtà: "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo figlio nato da donna" (Gal 4,4). Egli che si fa carne nel grembo di Maria, si farà presente nel cuore stesso della materia del mondo, nel pane dell’Eucaristia, per vivificarla dall’interno.

S. Ireneo afferma, a questo proposito, che chi non capisce la nascita di Dio da Maria, non può nemmeno capire l’Eucaristia (Adversus haer. V. 2,3, Sch 153, p. 345). Scegliendo la via materna per rivelarsi a noi, Dio ci ha ricordato che tutto è puro, ha proclamato la santità delle cose che ha creato, ha santificato e redento non solo la natura in astratto, ma anche la nascita umana e tutta la realtà dell’esistenza. Soprattutto Dio ha rivelato la dignità della donna in quanto tale. La dignità di Theotokos conferita a Maria, ci rivela che Dio, infinitamente prima delle lotte e della proclamazione della "promozione della donna", ha dato alla donna un tale onore e la circondata di tanta grandezza da farci restare senza parole.

2.2. Attualità cristologica

L’attualità di Theotokos si rivela più evidentemente se dalla teologia passiamo alla cristologia. Oggi tutti ammettono senza difficoltà che Cristo era un uomo come noi, anzi si fa a gara nello spingere questa affermazione fino al limite del blasfemo, riconoscendo in lui una presenza anche di peccato. Il problema oggi è inverso: riguarda la divinità di Cristo. Alcuni autori cattolici hanno elaborato le così dette "nuove cristologie" che si distaccano radicalmente da quella tradizionale e dove si afferma che Cristo è Dio, solo nel senso che "in lui agisce Dio". Quindi egli non sarebbe un vero Dio, ma la rivelazione del vero Dio, cosa infinitamente diversa. Schönenberg, ad esempio, sostiene che Gesù è in una persona, ma una persona umana non divina: alla dottrina delle due nature, l’umana e la divina, unite nell’unica persona di Cristo, egli sostituisce la dottrina della presenza della divinità nella persona umana di Cristo. All’essere si sostituisce l’esserci, cioè Cristo non è Dio, ma in Cristo c’è Dio!

L’estrema conseguenza eretica è che Gesù è il Verbo di Dio non in forma reale ma solo intenzionale nel senso che il Padre avrebbe previsto e amato nel suo pensiero eterno, l’esistenza dell’uomo Gesù che un giorno sarebbe nato da Maria, preesistente, quindi, come preesistiamo tutti dal momento che ogni uomo è stato prescelto e predestinato da Dio come suo figlio prima della creazione del mondo (Cf. Ef 1,4).

Contro questa dottrina che oltre a negare la divinità di Cristo, rinnega il mistero stesso della Trinità, la Chiesa, professando e proclamando Maria Theotokos, professa e proclama la sua fede nella vera identità di Gesù, Dio e uomo, vero Figlio di Dio fattosi in lei vero uomo per noi. Se Cristo, infatti, non fosse vero Dio o se lo diventasse dopo la sua nascita umana, Maria non potrebbe chiamarsi Theotokos, ma Cristo non sarebbe più neanche Dio, mentre Giovanni ci dice che "Il Verbo si fece carne" e S.Paolo dice: "Colui che discese dal cielo". Le "nuove cristologie" più che tradurre in termini moderni le verità proclamate dai concili di Efeso e Calcedonia, hanno rispolverato le eresie che essi avevano condannato, più semplicemente per dare credito ad altre forme di pseudo verità accusando anche la Chiesa di averle occultate o soffocate.

Come allora, anche oggi, il titolo di Theotokos è come un baluardo della Chiesa contro le deviazioni della fede cristologica perché difende l’eterna e immutabile verità su Cristo, anche ai nostri tempi come lo fece nei tempi antichi.

2.3. Attualità ecumenica

Anche in campo ecumenico il titolo di Theotokos rivela la sua perenne vitalità e attualità. Esso, infatti, è oggi il punto d’incontro e la base comune a tutti i cristiani, dato che è l’unico titolo veramente ecumenico non solo di diritto, perché proclamato da un concilio ecumenico, ma anche di fatto, perché riconosciuto da tutte le Chiese. Theotokos è quindi il titolo a cui sempre si dovrebbe poter ritornare distinguendolo da tutta l’infinita quantità degli altri titoli, per creare una fondamentale unità intorno alla Madre del Signore, in modo che ella, più che essere il simbolo della divisione tra i cristiani, si trasformi piuttosto nel più importante fattore di unità ecumenica nella professione comune dell’unica fede nel Signore Gesù.

Questo sarà possibile solo nel rispetto di queste condizioni:

- non limitare la portata del titolo Theotokos solo al suo contenuto ontologico, esaltato dalla teologia dell’Oriente, ma tenendo anche presente l’arricchimento in senso morale che esso ebbe in Occidente, ad opera soprattutto di Agostino il quale affermò, come già visto, che Maria è grande per aver concepito Cristo nella fede più che nel corpo; per essere stata sua discepola, più che sua madre;

- rivedere e approfondire il sublime rapporto tra grazia e fede, caro ai Protestanti, leggendo la maternità divina non solo come un "privilegio", ma come l’esaltazione della grazia, un dono sublime ed esclusivo di Dio ricevuto con somma, libera e disponibile accoglienza;

- fare di Theotokos un ponte di collegamento verso l’unità, per amore e nel rispetto di Colei che, appunto come Madre del Signore, attese la venuta dello Spirito in preghiera in mezzo alla Chiesa nascente. Sarebbe assurdo parlare o voler realizzare l’unità, dimenticando chi ha dato Cristo al mondo: il Cristo che annunciamo non sarebbe più la Parola fatta carne, l’Emanuele, il Dio con noi, il Salvatore che ha voluto essere simile a noi nel nascere, prima ancora di esserlo nel vivere e nel morire.

continua........


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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 27/11/2002 11.01

Ecco....senza estrapolare pezzi.....il testo va meditato nell'insieme...perchè NON esiste una Immacolata senza l'identità e il ruolo di Gesù Cristo "tutto Dio e tutto Uomo".....non esiste una Madre senza un Figlio...e non esisterebbe Dio...senza una RIVELAZIONE.....la quale è stata affidata alla Chiesa per l'edificazione di TUTTI.....

CAPITOLO VI

 

La Concezione Immacolata e l’Assunzione al cielo di Maria, dono e segno per la Chiesa

1. Il dono e il segno della Concezione Immacolata di Maria

2. Il dono e il segno dell’assunzione al cielo di Maria

1. Il dono e il segno della Concezione Immacolata di Maria

1.1. Il Dogma

L’8 dicembre 1854 Pio IX definì in questi termini la concezione immacolata di Maria: "la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del ge6enre umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale, è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli". Quell’atto definitorio chiuse un lunghissimo processo storico che, in vario modo, coinvolse tutta la Chiesa cattolica: i fedeli con il loro sensus fidei, i teologi con una travagliata elaborazione dottrinale, i papi con un’azione di vigilanza e moderazione, di chiarificazione e promozione. Questo dogma definito nel 1854 è, in quanto tale, vincolante e irriformabile. Ma esso, come ogni altra definizione dogmatica, è stato formulato in un preciso contesto culturale, condizionato sia dal divenire storico che dai processi linguistici. Aprendo il Concilio Ecumenico Vaticano II, Giovanni XXIII ebbe a dire: "una cosa è….il deposito stesso della fede, vale a dire le verità contenute nella nostra dottrina, e altra cosa è la forma con qui quelle vengono enunciate, conservando ad esse tuttavia lo stesso senso e la stessa portata". Nulla vieta, dunque che, salvo il senso originale del dogma, esso sia ulteriormente approfondito e riproposto in un linguaggio consono alle varie culture.

1.2. L’odierna riflessione teologica

L’odierna riflessione teologica è impegnata ad approfondire alcuni punti di vista nuovi riguardo al dogma del concepimento immacolato di Maria e ne prospetta una rilettura:

- alla luce dell’amore salvifico di Dio Trinità. La concezione immacolata è, infatti, frutto della sola grazia, un puro dono della Trinità santa per cui l’evento testimonia che Maria fu giustificata dalla sola grazia e non dai suoi meriti;

- in chiave cristologica, soteriologica e pasquale: cristologica, perché evidenzia l’impossibilita per il Verbo di Dio, il Totalmente Santo, di prendere l’umana natura da una creatura soggetta, sia pure per brevissimo tempo, al dominio del maligno, per cui la concezione immacolata appare un requisito preliminare all’incarnazione del Verbo, la preparazione della sua degna dimora sulla terra; soteriologica, perché mette in luce l’universalità della redenzione rivelando che la Vergine è di essa il frutto più eccelso, dato che è santa e immacolata al cospetto di Dio, proprio in virtù del sangue versato dal Figlio che l’ha redenta in modo sublime; pasquale, perché l’espressione della definizione "in vista dei meriti di Gesù Cristo" è da riferire soprattutto all’evento della Pasqua, per cui la concezione immacolata non è altro che l’anticipazione e la primizia dell’efficacia salvifica della Pasqua;

- in chiave pneumatologica ed ecclesiologica: pneumatologica, perché mettendo in rilievo la presenza santificatrice dello Spirito Santo nel concepimento di Maria, supera l’insufficienza dell’impostazione negativa – preservazione dal peccato originale – tipica del percorso storico che determinò la definizione del 1854, a vantaggio dell’impostazione positiva – pienezza di grazia/dono dello Spirito – a cui la teologia orientale è molto sensibile; ecclesiologica, perché la Chiesa riconosce nell’immacolata, la realizzazione del progetto di Dio sul nuovo popolo messianico, nella sua espressione più alta che è quella sponsale, di cui è il prototipo. La liturgia dell’8 dicembre, infatti, pone sulle labbra di Maria le parole del Cantico: "Esulto e gioisco nel Signore[…..] perché mi ha avvolto con il manto della giustizia, come una sposa adorna di gioielli", perché la sua concezione immacolata ha segnato l’inizio della Chiesa, sposa di Cristo, senza macchia e senza ruga, splendente di bellezza.

1.3. Il dogma e la dottrina del peccato originale

Uno dei compiti dell’odierna riflessione teologica è anche quello di dare una soluzione ai nodi in cui il dogma definito da Pio IX viene a trovarsi nei confronti della dottrina sul peccato originale, la quale, pur prescindendo dalle posizioni più radicali che negano l’esistenza stessa di tale peccato, è oggetto di una vasta rivisitazione ermeneutica.

Più che sotto l’aspetto negativo del peccato, la Concezione Immacolata deve essere letta sotto l’aspetto positivo, come segno forte della grazia di Dio operante nella creatura e come dono trinitario di amore che origina un’esistenza tutta protesa all’accoglienza riconoscente e all’amore senza limiti. Questa lettura attribuisce alla concezione immacolata quattro significati fondamentali:

1. Maria compie in sé l’esistenza umana quale Dio l’ha voluta: ella è donna orientata verso l’alto, non piegata dal peso del peccato, non ripiegata su se stessa ma aperta totalmente all’amore di Dio, degli uomini, della creazione; non è schiava segnata dal marchio del nemico di Dio e del genere umano, ma è la figlia prediletta del Padre e porta fin dall’inizio il suo sigillo sulla fronte (Ap 9,4; cf 7,3);

2. In Maria, donna storica dal cuore puro e ignaro della discordia, si è resa viva e concreta la speranza dell’umanità che cerca un futuro di pace e di giustizia, di fraternità e di armonia;

3. Maria è lo specchio dell’esistenza discepolare perché l’essere immacolata e piena di grazia, non la esime dalla sua condizione terrena con tutto ciò che essa comporta di sofferenza e opacità, di lotta interiore e di partecipazione alle passioni dell’esistenza. Anche lei ha dovuto crescere nella fede, progredire nella speranza posta a dura prova, orientare il suo amore verso Dio e un amore casto verso Giuseppe di Nazaret, verso il Figlio di Dio e la comunità ecclesiale, verso tutti gli uomini e tutte le donne, suoi fratelli e sue sorelle;

4. In Maria risplende la forma vera e pura della bellezza senza menzogna, senza turbamento, ma come riverbero della bontà e splendore della verità, una bellezza che è perfezione e armonia, semplicità e trasparenza.

(Il testo continua con l'argomento dell'Assunzione di Maria, ma lo vedremo in altro tempo....per ora ci basti questo)

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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 27/11/2002 11.17
............e non esisterebbe Dio...senza una RIVELAZIONE.....la quale è stata affidata alla Chiesa per l'edificazione di TUTTI.......
 
Ehm....non vorrei che questa frase si prestasse a fraintendimenti....DIO ESISTE DI PER SE STESSO.....è sempre stato e sempre sarà....sia chiaro........ciò che volevo sottolineare è LA RIVELAZIONE.....quindi di Gesù quando dice: "Io e il Padre siamo una cosa sola; chi ha visto me ha visto il Padre..."....ed è solo un esempio....
Gesù è LA RIVELAZIONE......dell'identità di questo Padre che non disdegna di umiliarsi a tal punto di farsi UOMO, carne.....e di morire in modo anche vergognoso (la Croce era una vergogna, era supplizio per i malfattori!), oltre che doloroso....
Gesù è la RIVELAZIONE DELLA NOSTRA SALVEZZA....ed il pagamento del nostro RISCATTO.......
Maria entra a far parte di questa RIVELAZIONE....semplicemente perchè è stata SCELTA, PRESCELTA (Genesi) da Dio a diventarne la Madre.....
Dunque questa RIVELAZIONE...che ci ha rivelato un volto nuovo di Dio, diverso se vogliamo dall'Antico Testamento perchè non diverso è Dio l'autore, ma bensì perchè era giunta "la pienezza del tempo" per Rivelare le intenzioni di Dio sul Progetto della nostra Salvezza......
E questo compito è stato dato ai Dodici Apostoli.....ed è stato confermato nel giorno della Pentecoste con la discesa dello Spirito Santo su di loro e su Maria......quindi un compito affidato alla Chiesa......
 
Maria dunque non è al difuori della Chiesa, ma pienamente dentro, ne è la Madre......
ed ecco che ho aggiunto a quella frase: non esiste una Madre se non vi è un Figlio, nè esiste un Figlio se non vi è una MADRE......
 

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Da: Soprannome MSNStefanoS79 Inviato: 27/11/2002 16.20
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Da: alberto Inviato: 27/11/2002 16.26
Ave Maria, Tutta Pura e tutta Santa, prega per noi peccatori, portaci dal Tuo divin Figlio Gesù.
 
Mi immaggino il mio verde prato, ben curato, ecco la bella Maria, un prato immenso, verde, puro, fresco, incalpestato, inviolato. Arriva il Buon Dio che così pura l'aveva creata la nostra Madre e pianta in Lei tutti i semi dei fiori più belli: i gilgi, le orchidee, le viole del pensiero, i rododendro, le magnolie bianche e profumate, i gelsomini, le ROSE...
 
Mi immaggino tutte queste come sono tutte le virtù delle Beatitudini e di più ancora. Dio ha cominciato l'opera creando Maria, Maria ha fatto in modo che tutta questa semina portasse frutto e che frutto ci ha portato!!!!
Mi si ferma la mano e gli occhi mi si riempiono di lacrime di gioia: un Figlio Maria ci ha dato per noi, il Figlio di Dio, il Dio che si è incarnato per darci tutte queste emozioni.
 
Benedetta sei tu fra le donne e benedetto è Gesù, il frutto del Tuo purissimo Grembo.
Con affetto tuo figlio Alberto.

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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 27/11/2002 17.38
 
Stefano....ti reputo una persona con la quale si può dialogare....pur mantenendo le diversità....il tuo messaggio NON è stato censurato...ma è stato messo apposta in un altro forum....potresti lasciare questo spazio ai cattolici se TU NON vuoi condividerlo? grazie.....qui:
Discussione sull'Immacolata.......e ti ho inserito altri collegamenti dai quali potrai prendere i testi per discutere....se poi dobbiamo procedere come bambini che puntano i piedi e sbattono i pugni che devo dirti accomodati?....Perchè non ti iscrivi in Evangelici e inserisci quello che vuoi?....se vai nell'elenco di MSN, troverai molti Gruppi che per l'odio che hai verso la Chiesa, ti ospiteranno tutti molto volentieri.....
 
Se poi invece vogliamo fare le persone grandi che provano a dialogare...sarò felice di rispondere dove posso arrivare...di più non posso prometterti...non sono mica perfetta...ne una "tuttologa"......
 
S.L.G.C.

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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 29/11/2002 11.39

Pienezza di grazia, immunità dal peccato, santità di Maria

(premessa....poichè è stata estrapolata una frase di Agostino (Salmo 34, sermoni I e II e non esiste il III ma si riferiva al paragrafo 3 (verrà inserito a suo tempo, accostandolo alla frase manipolata...) facendogli dire che era contrario all'Immacolata...abbiamo chiesto un aiuto al sito augustinus.it...il quale gentilmente ci ha risposto inviandoci questo documento...che ci spiega la posizione di Agostino e il perchè di alcune frasi che solo in apparenza sono contrarie al dogma dell'Immacolata....e vengono estrapolate per citarle quale esempio....Questo testo ci fa entrare nella dimenzione storica di quel periodo che NON aveva alcuna intenzione di occuparsi di Maria, poichè era in pericolo la divinità di Gesù Cristo....Ma Agostino mentre tratta la questione pelagiana del peccato, comprende che la questione di Maria è strettamente cristologica....leggiamo...)

Peccato e santità stanno tra loro come l'ombra alla luce; quanto meno c'è di ombra, tanto più c'è di luce. In Maria ci fu soltanto la luce della grazia, della carità e quindi della santità.

Il tema della santità di Maria ha avuto una svolta nel 1854, con la proclamazione del dogma della Immacolata Concezione. Fino ad allora si era discusso sul senso che aveva il parlare di santità di Maria, di pienezza di grazia e di assenza di peccato.

Quale posizione prese al suo tempo Agostino? Sul piano speculativo non ci interessa più sapere quel che ha pensato o non ha pensato Agostino, perché ormai la questione è chiarita e conclusa. Ma ci serve sul piano storico, per avere la consapevolezza della radice storica della nostra fede. Quando esaltiamo la santità di Maria e quando celebriamo la festa della Immacolata Concezione noi non siamo dei novatori, non siamo figli del nostro secolo: noi siamo agganciati, radicati in tutta la tradizione della nostra fede. E un testimone insigne di questa tradizione è proprio Agostino.

Prima della definizione dell'Immacolata Concezione il ricorso ad Agostino, e quindi l'argomentazione dai testi agostiniani, poteva avere anche un valore teologico: si trattava di stabilire, di fondare, di chiarire, di provare una tesi che si voleva portare avanti. Oggi questo non è più necessario, ma è importante per la ragione già detta perché ci dà il senso di continuità della nostra fede. A questo proposito abbiamo un celebre testo di Agostino, il quale risponde con il suo La natura e la grazia al libro La natura scritto da Pelagio.

Secondo Pelagio, quando gli uomini peccano non debbono prendersela con la natura ma con se stessi. Per provare le sue tesi Pelagio si serviva di argomentazioni filosofiche, affermando in particolare che il libero arbitrio può scegliere tra il bene e il male; si serviva anche di testi biblici e degli esempi dei santi dell'Antico Testamento. Una prova che l'uomo possa vivere senza peccato era per Pelagio il fatto che nell'Antico Testamento molti personaggi vengono lodati perché santi. In modo particolare Pelagio si ferma su Maria e a proposito di lei ha queste parole: "La pietà cristiana deve confessare che Maria fu senza peccato". Conclusione: allora si può vivere senza peccato. Quando Pelagio parla di Maria è l'espressione del senso della Chiesa, del senso dei fedeli, e sotto questo aspetto le sue parole sono molto importanti. Ma come risponde Agostino?

Per rispondere fa una duplice distinzione:

1)altro è vivere senza peccato in questo mondo, 2) altro è vivere senza peccato con le sole forze del libero arbitrio.

Pelagio aveva fatto propria la seconda affermazione. Ed Agostino fin dall'inizio è fermamente contrario e risponde con forza. Vivere senza peccato con le sole forze del libero arbitrio, cioè senza la grazia di Cristo, è impossibile, vuol dire negare tutta la Sacra Scrittura, negare tutto il valore della redenzione e della grazia di Cristo. Di conseguenza, affermando questo, Pelagio si pone contro Cristo, contro la sua grazia, contro la sua redenzione. Su questo punto non ci sono dubbi. Ma con la grazia di Cristo è possibile vivere in questo mondo senza peccato? Agostino in un primo momento dice: non lo credo, è un errore (ma non molto grave), perché nasce dalla troppa fiducia nelle forze dell'uomo e non voglio impegnarmi. E lascia correre. Ma quello che a lui interessava era il secondo punto: che non si potesse vivere senza peccato con le sole forze del libero arbitrio; quindi prescindendo dalla grazia di Cristo. Quando nel 413 il Concilio di Cartagine incluse fra le verità della fede anche l'affermazione che l'uomo non possa di fatto vivere senza peccato in questo mondo, Agostino la difese con fermezza: ogni uomo per quanto giusto è anche peccatore: iustus et peccator.

Di fronte alla difficoltà di Pelagio risponde riconfermando la sua tesi e facendo una eccezione per Maria. Nessuno, neppure i santi, vive su questa terra senza peccato, per quanto lieve; e se tutti i santi nominati da Pelagio fossero qui presenti e li potessimo interrogare, certamente ci ripeterebbero le parole di Giovanni: Se dicessimo di essere senza peccato mentiremmo e faremmo menzognero lui, il Cristo (1 Gv 1, 8-10).

In questa tesi così generale, che Agostino conferma di fronte alla provocazione di Pelagio, viene esclusa una sola persona umana, Maria. Eccetto dunque la Beata Vergine Maria, di cui non vuole in alcun modo discutere quando si tratta di peccato. L'eccezione è chiara; qual è la motivazione per questa eccezione? Una sola, quella cristologica: propter honorem Domini, per onore del Signore.

E spiega questa eccezione. Cristo che è senza peccato non può avere una madre soggetta al peccato; e allora per onore del Signore bisogna esimere da ogni peccato Maria. Vediamo l'importanza della motivazione addotta da Agostino.

Questa eccezione è importantissima, e lo è sotto molti aspetti.

a) Per la motivazione, "l'onore del Signore", con la quale Agostino ci dà una chiave preziosa per parlare di Maria. Non possiamo non parlare di Maria in chiave cristologica. Maria è la madre vera perché ha dato a Gesù la natura umana, e quindi è la creatura più congiunta a Gesù. Questo motivo diventa ancora più importante quando si tratta di parlare di quei privilegi che Dio ha concesso a Maria: la chiave per affermarli e per capirli sarà sempre quella cristologica.

b) Perché è fatta da chi aveva difeso, difendeva e difenderà poi la tesi contraria riguardo a tutti gli altri: gli uomini anche se giusti sono peccatori. Colui che ha difeso questa tesi, colui che l'ha chiarita al punto che sarà riconosciuta dal Concilio Tridentino, questo Padre fa un'eccezione per Maria. Questa eccezione quindi è la conferma che Agostino percepiva il senso con cui la Chiesa sentiva e parlava di Maria, "la tutta santa". Nel Concilio di Trento si dirà chiaramente che l'uomo in questa vita, anche se giusto, non può vivere senza peccato, se non attraverso una grazia speciale; lo stesso Concilio affermerà che questa grazia è stata concessa da Dio a Maria.

c) Perché tagliava corto con l'esitazione di alcuni Padri prima di lui (specialmente Giovanni Crisostomo), i quali ammettevano che in Maria ci fossero alcune imperfezioni, che Maria avesse commesso qualche peccato lieve. Ora è interessante vedere come faccia un'eccezione per Maria proprio quel Padre che difende più degli altri la tesi generale che non si possa vivere in questo mondo senza peccato. E' importante l'eccezione agostiniana perché dà a Maria una dimensione sublime di santità.

d) Dalla santità di Cristo Agostino deduce la santità di Maria, dall'onore di Gesù deduce l'onore di Maria e quindi difende le prerogative di Maria per difendere le prerogative del Figlio. E' l'elemento fondamentale della pietà cristiana, un punto su cui dal secolo XVI i nostri fratelli separati protestanti hanno tanto discusso e discutono ancora. Ci rimproverano di avere troppa devozione per Maria e di dimenticare il Cristo. No, assolutamente no! Noi siamo sulla scia luminosa indicata così mirabilmente da Agostino: è per l'onore di Gesù che noi onoriamo Maria, è per amore di Gesù che noi amiamo Maria, è per difendere la santità di Gesù che difendiamo la santità di Maria, è per difendere la divinità di Gesù che difendiamo la maternità divina di Maria. C'è una stretta inseparabile relazione tra le glorie di Cristo e le glorie di Maria, tra la fede che parla del Cristo e la fede che parla di Maria. Così Agostino ieri, così la fede cristiana oggi, così la fede cristiana in ogni epoca.

Per noi è quasi impossibile pensare che una persona abbia una tale presenza di spirito, abbia tanta forza di volontà, abbia tanta padronanza di sé da non commettere alcun peccato neppure lieve, né in opere, né in omissioni, né in parole, né in pensieri. Questo argomento si presta ad una lunga e proficua riflessione sulla causa dei nostri peccati e sulla ragione per cui in Maria questi peccati piccoli non ci sono stati.

Ho dato tre ragioni:

1)presenza di spirito,

2) forza di volontà,

3) padronanza di sé, dei propri sentimenti e dei propri pensieri.

Maria aveva questo dominio pieno per la forza di volontà che le derivava dalla grazia e anche dalla sua stessa natura umana, non ferita come la nostra dal peccato.

continua......

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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 29/11/2002 12.01

Maria e il peccato originale

Innumerevoli discussioni sono state fatte su un testo in cui Agostino afferma di voler escludere Maria dal problema del peccato (Contra Iul. 5, 15, 52). In realtà che c'è in questo testo agostiniano? C'è l'esenzione di Maria dal peccato personale o anche dal peccato originale?

Risposta: direttamente qui si tratta di peccati personali. E stiracchiare questo testo al punto da includervi il peccato originale significa far dire ai testi quello che si vuole. E il peccato originale non c'entra? Risposta: indirettamente, solo indirettamente. Ma in che modo? Per due motivi:

1) per il motivo cristologico generale: per l'onore del Signore; se questo motivo vale per i peccati personali, vale anche per il peccato originale;

2) il contesto in cui è posta la frase per un motivo polemico Agostino parlando di Cristo pone un principio generale: Cristo avrebbe certamente commesso peccati personali se avesse avuto il peccato originale. La questione è discussa con Giuliano e riguarda Cristo, se avesse o no peccati, se avesse o no il peccato originale. Chi ha il peccato originale, inevitabilmente commette anche peccati personali. Maria non ha commesso nessun peccato personale, dunque la conclusione sembra logica e inevitabile (Ibid.).

Le due ragioni, ora esposte, ci inducono a pensare che questo testo agostiniano, pur riferendosi direttamente solo al peccato personale, possa essere estendibile al peccato originale.

Ma a questo punto un'altra domanda: sull'esclusione del peccato originale non c'è nessun testo di Agostino? Il testo c'è ma è stato ed è discusso come non mai. E' in un passo molto sintetico e perciò difficile, nella sua ultima opera contro Giuliano, ultima in senso assoluto, perché incompiuta, interrotta a causa della morte (Cf. Opus imp. c. Iul. 4, 122).

(Apro un inciso: In questo aspetto la Chiesa ci vede la Provvidenza che interrompe un 'opera  quando non vuole che il troppo venga rivelato, forse perchè non era ancora giunto il tempo cosme accadde per la Trinità che non furono gli Apostoli a rivelarla, ma la Chiesa e quindi la Successione Apostolica dopo oltre 200 anni. Lo stesso accadde per esempio con S.Tommaso d'Aquino, non terminò la Summa Theologica e non perchè morì, ma perchè capì che tutto quello che aveva scritto fino a quel momento, era il nulla rispetto a ciò che era Dio. Tommaso si rifà al suo maestro Agostino che diceva: " Possiamo parlare di Dio all'infinito, ma mai dire che cosa è Dio!")

Le discussioni intorno a questo testo dipendono psicologicamente da un quesito particolare: se Agostino è preso alla lettera, egli dice, molto tempo prima, quello che è stato detto intorno alla Immacolata Concezione. E' un testo che preso in senso letterale dice troppo, e siccome troppo non lo può dire, bisogna fargli dire meno di quello che dice. In questo testo viene riportato un paragone tra Gioviniano e Agostino. Era stato fatto da Giuliano per dimostrare che Agostino è peggiore di Gioviniano. Poi c'è un paragone tra Gioviniano e Giuliano, e lo fa Agostino, per dimostrare che Giuliano è peggiore di Gioviniano. Cerchiamo di capire i due paragoni. Chi era Gioviniano? Non ne sappiamo molto (Cf. De haer. 82; Retract. 2, 22). Giuliano era vescovo di Eclano e figlio di Nemore, vescovo di Capua, amico del padre di Agostino. In un primo momento Agostino, provando simpatia per lui, già diacono, chiede al padre che glielo mandi in Africa perché vuole conoscerlo. Una volta scoppiata l'eresia pelagiana, Giuliano da buon razionalista qual è si mette dalla parte di Pelagio, divenendo, come dice Agostino, l'architetto dell'eresia pelagiana. E' un ragionatore, un buon scrittore e un gran calunniatore. Ha scritto delle opere proprio contro Agostino, la cui risposta polemica antipelagiana, nella fase più acuta, si rivolge proprio contro di lui.

Giuliano ricorda (Cf. Opus imp. c. Iul. 4, 122) quattro errori di Gioviniano: 1) la necessità del bene, o l'impeccabilità dei battezzati; 2) la perdita della verginità da parte di Maria nel parto; 3) l'affermazione della uguaglianza di dignità tra matrimonio e verginità; 4) l'affermazione secondo cui gli uomini sono trattenuti dall'errore dai misteri cristiani. Forse questo significa che Gioviniano negava la necessità dell'ascetismo cristiano, quindi la necessità del digiuno. Basterebbero i misteri cristiani, la pratica liturgica, diremmo oggi, ad evitare l'errore e il peccato.

Giuliano accusa Agostino: se Gioviniano nega la verginità di Maria nel parto, tu, Agostino, consegni Maria stessa in potere del diavolo in conseguenza della nascita. L'accusa di Giuliano è perentoria: Gioviniano nega la verginità di Maria nel parto, Agostino consegna Maria al diavolo per la condizione della nascita. Cosa c'è in questa accusa di Giuliano? C'è una tesi, e la ricerca di una prova. La tesi è questa: Giuliano vuol mostrare che il peccato originale non esiste e che lo ha inventato Agostino. Qual è la prova? Che nel caso esista il peccato originale, anche Maria è soggetta ad esso, e perciò soggetta al diavolo per il semplice fatto che nascendo nasce con il peccato.

Giuliano, nonostante il contrasto con Agostino e la separazione dalla Chiesa Cattolica, in questo caso è un teste del sensus fidei, del senso di fede della Chiesa. Giuliano per provare l'inesistenza del peccato originale, dice che, ammettendolo, anche Maria sarebbe soggetta al peccato, e quindi soggetta al diavolo, ma questo non è pensabile. Agostino di fronte a questa accusa fa quello che aveva fatto 15 anni prima con Pelagio: riafferma la sua tesi, quella del peccato originale, e fa un'eccezione per Maria. Inoltre risponde alle accuse di Giuliano, una per una, affermando e provando che sono false: la dottrina che egli insegna non è quella che gli viene attribuita.

Per rendercene conto prendiamo due esempi: quello della grazia e quello della santità di Maria.

A proposito della grazia Giuliano aveva detto: "Gioviniano ha sostenuto che gli uomini per mezzo dei misteri vengono trattenuti dall'errore; tu insegni che non vengono liberati neanche per mezzo della grazia". Risposta di Agostino: "Non dico che gli uomini non siano liberati nemmeno per mezzo della grazia e Agostino è ben lontano dal dire questo ma diciamo quel che tu non vorresti, che cioè non sono liberati se non per mezzo della grazia, e non solo nel senso che vengano loro rimessi i peccati, ma anche nel senso che non siano indotti in tentazione". Come si vede, la risposta è netta e perentoria.

Poi viene la risposta all'altra accusa, quella del peccato originale di Maria: "Non consegniamo Maria in potere del diavolo in conseguenza della sua nascita...". Se Agostino si fosse fermato qui l'avversario gli avrebbe detto: come la mettiamo allora con la dottrina del peccato originale? Ti rimangi la dottrina? E allora continua: ".. perché questa stessa conseguenza si cancella con la grazia della rinascita". (attenzione, non è la "rinascita" intesa oggi dal mondo Protestante)

E' la riaffermazione della tesi generale. Agostino nega di consegnare Maria al diavolo per la condizione del peccato originale, non perché non ci sia il peccato originale, ma perché in Maria la questione della nascita viene risolta con la grazia della rinascita. Dunque Maria è rinata, è redenta, è salvata, e se tutto questo non ci fosse stato, anche Maria sarebbe stata soggetta al peccato, al demonio. Agostino risponde o non risponde? Il testo è stringato ma è anche chiaro.

La sua risposta ha due parti. Nella prima parte esclude che Maria sia soggetta al diavolo (Io porrò inimicia fra te e la donna..Gn.3,15)per la condizione della nascita, quindi niente peccato in lei. Nella seconda affermazione c'è la riproposizione, la riaffermazione della esistenza del peccato originale: Maria non è soggetta al peccato per la condizione della nascita non perché non esista il peccato originale, bensí perché la condizione della nascita è risolta dalla condizione della rinascita. Evidentemente non risponderebbe a tono se volesse dire soltanto che Maria non è stata soggetta al peccato originale solo perché, nata col peccato, è stata rigenerata dalla grazia. Significava accettare pari pari la posizione dell'avversario. Dunque, se Agostino ha risposto, deve aver detto con quelle parole che Maria non è stata soggetta al peccato, al diavolo, perché questa condizione è stata prevenuta, risolta dalla condizione della rinascita, dalla grazia di Cristo.

Qualcuno dice che noi interpretiamo Agostino con le categorie posteriori. L'accusa è chiara ma falsa. Noi cerchiamo di capire Agostino e di dire che l'unico senso in cui ha veramente risposto alla difficoltà di Giuliano è quello di aver escluso il peccato originale in Maria e di averlo escluso per una eccezione. Altrimenti non avrebbe risposto. Ma è possibile pensare che avendo risposto ad una prima, seconda, terza difficoltà, non abbia risposto a questa? No, perché Agostino si gloria di aver risposto all'avversario. Dice infatti: "Ecco come noi respingiamo le vostre accuse, con cui voi dite che siamo peggiori di Gioviniano!". Inoltre sfida l'avversario a rispondere alle dificoltà, alle accuse che gli farà lui. Queste parole non possono avere altro significato che quello che gli abbiamo dato: riaffermazione della legge generale del peccato originale e eccezione per Maria a causa della grazia della rinascita. Ecco come Agostino respinge l'avversario: "Ecco come noi respingiamo le vostre accuse, con cui dite che siamo peggiori di Gioviniano; voi respingete, se potete, gli argomenti con cui dimostrerò che siete peggiori dello stesso Gioviniano. Egli affermò la necessità del bene, voi dichiarate buono il desiderio del male; egli disse che per mezzo dei misteri gli uomini sono trattenuti dall'errore, voi affermate che il desiderio di camminare per la retta via non è ispirato da Dio, ma si acquista con il libero arbitrio; egli annientò la verginità di Maria in conseguenza del parto, voi la stessa carne santa procreata dalla Vergine eguagliate alla carne degli uomini, non distinguendo la somiglianza della carne di peccato dalla carne di peccato" (Cf. Opus imp. c. Iul. 4, 122).

continua......


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Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 29/11/2002 12.10

Per concludere vogliamo chiarire due punti che sono stati fonte di tante polemiche:

1) Si dice che Agostino ripete insistentemente che tutti gli uomini nascono col peccato originale eccetto Gesù, e ne dà la ragione: perché Cristo è nato verginalmente. In questa dottrina non c'è posto per l'Immacolata Concezione di Maria, per la sua immunità dal peccato. Quello che fa più impressione è che Agostino dà la ragione della sua affermazione: solo Cristo è nato senza peccato originale, perché solo lui è nato verginalmente. A proposito del peccato personale dice che tutti i giusti, eccetto Cristo, commettono peccati personali; e Cristo non ha commesso peccati personali perché non ha avuto il peccato originale. Nonostante questa tesi insistente, quando Pelagio si appella alla santità di Maria per confermare la sua tesi, quella della impeccantia, il vescovo d'Ippona riconferma la sua tesi ma fa un'eccezione per Maria. Tutti nascono con il peccato, l'unico ad esserne privo è Cristo perché nato verginalmente. Anche questa volta quando viene provocato dall'avversario fa un'eccezione per Maria; perciò tanto nel primo caso, quello del peccato personale, quanto nel secondo, quello del peccato originale, Agostino fa un'eccezione per Maria.

Ma perché espone questa eccezione soltanto quando viene provocato? La dottrina mariana era ancora agli albori; il problema della immunità di Maria dal peccato originale non era stato ancora preso in considerazione. Ad Agostino interessava soltanto sottolineare il principio generale della esistenza del peccato originale e l'eccezione per Cristo, l'unico ad essere nato verginalmente. Quando viene la difficoltà da parte dei Pelagiani, quello che era nella coscienza di Agostino, quello che era implicito nella sua convinzione diventa esplicito; ha esplicitato quello che pensava della piena santità di Maria solo perché è stato provocato dai suoi avversari.

2) Ma come si fa ad ascrivere ad Agostino il concetto della redenzione preventiva se questo concetto è stato conquistato con tanta fatica solo nel Medio Evo? Agostino ha avuto chiaro e ha ripetuto chiaramente il concetto della grazia che ci previene e ci permette di evitare il peccato. A proposito di se stesso scrive: "Io ritengo che mi siano stati rimessi tutti i peccati, quelli che ho commesso di mia spontanea volontà e quelli che per tua grazia non ho commessi" (Confess. 2, 7, 15). E a proposito delle vergini consacrate dà questo consiglio: "Ritenete che vi sono stati rimessi anche i peccati che non avete commesso, perché non vi capiti di amare di meno dopo che siete state amate di più" (De s. virg. 40, 41). Solo chi ha capito qualcosa di questa dottrina agostiniana ha capito qualcosa del pensiero di Agostino sulla grazia. E il principio di fondo di questa dottrina lo esprime al suo popolo con queste parole: "Non c'è peccato che abbia fatto un uomo che non possa fare un altro uomo se gli manca la guida di colui che ha fatto l'uomo" (Serm. 99, 6). Agostino ha illustrato, e in modo insistente, la tesi luminosa della grazia preventiva, che rimette il peccato prima di averlo commesso, perché previene dal commetterlo. Se applichiamo questa dottrina al nostro caso, al peccato originale, tutto diventa chiaro: Maria non ha contratto il peccato e quindi non è soggetta al diavolo perché la grazia della rinascita ha superato quella condizione:

"Io (Dio), porrò inimicizia (Dio promette e previene ) tre te (Satana) e la Donna (Maria)" (Gn.3,15)

Un grazie speciale al sito di Augustinus.it per questo dono! I gestori del Gruppo

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    Da: Soprannome MSNIreneo81 Inviato: 29/11/2002 19.25
    Carissimo gruppo,             la pace di Cristo!

    Riprendo dallo studio su Maria del gruppo di Dombes, di cui ho già parlato e che  ho già usato alcune volte un excursus storico sul dogma dell'immacolata concezione.

    Rinnovo come sempre il mio affetto e la mia stima ai teologi di questo gruppo. Il breve brano che io ho estrapolato non rende giustizia di tutto ciò che il testo dice e del lavoro teologico che vi sta dietro, al fine di uno superamento degli ostacoli ancora esistenti tra protestanti e cattolici.

    I dogmi cattolici dell'immacolata concezione e dell'assunzione.
    Rimandi storici


    I due dogmi Mariani sono stati definiti al termine di una lunga storia nella quale pietà popolare, preghiera liturgica e riflessione teologica sono state strettamente intrecciate. La riflessione teologica, in certi casi, ha potuto precedere, più spesso, invece, ha accompagnato (in modo volte critico), o addirittura seguito i percorsi dell'affettività religiosa e della devozione che sono sfociati negli annunci del 1854 e del 1950. Questo per sottolineare l'importanza, per una giusta comprensione di questi dogmi, dei percorsi che hanno condotto alle definizioni mariane e del contesto storico nel quale esse sono intervenute.

    Dall'affermazione della santità di Maria alla definizione cattolica della sua concezione immacolata.

    L'evoluzione che ha portato alla definizione del 1854 è stata scandita, in Occidente, da un certo numero di controversie teologiche. Se nei primi secoli, in oriente, l'affermazione della santità della Madre di Dio non escludeva che venissero riconosciute a volte alcune debolezze ( per esempio la sua difficoltà a credere all'angelo dell'annunciazione, il suo intervento a Cana o addirittura la sua presenza presso la croce), in Occidente, invece, a partire da Ambrogio, questa santità è stato oggetto di affermazione che comportavano sempre meno ombre. Ma tale riconoscimento della perfetta santità di Maria è stata duramente segnata, in Occidente, dalle discussioni concernenti il peccato originale. Discussioni che erano state sollevate dalle posizioni di Pelagio ( 360 circa-422 circa) per il quale Maria, della Sua Santità perfetta, è l'esempio di quel che può la natura umana quando rifiuta il peccato e di Giuliano d’Eclano ( 380 circa-445 circa) che riteneva che il dato della santità di Maria permettesse di negare il peccato originale. Opinioni combattute d'Agostino la cui posizione, confusa nella formulazione, è tuttavia chiara di fondo. Pur ammettendo che la santità personale sia stata totalmente accordata Maria in quanto madre di Dio, egli rifiuta nondimeno che lei, a differenza degli altri uomini, sia stata concepita senza peccato. In realtà ha beneficiato anch'essa della grazia della rigenerazione.

    In Occidente, le riflessione sulla santità di Maria rimane dominata da questa posizione di Agostino e segnata dalle elaborazioni dottrinali relativa alla natura e agli effetti del peccato originale. Tra le riflessione vede affrontarsi nel medioevo di posizioni contrastanti rispetto al modo di comprendere il concepimento di Maria, la cui festa, venuta dall'oriente, si diffonde in Occidente a partire dal XII secolo. Alcuni rifiutano la concezione immacolata di Maria in ragione dell'universalità del peccato originale. Altri, come Bonaventura ma soprattutto Duns Scoto, dichiarano la concezione immacolata di Maria e le danno la formulazione che si farà strada della teologia occidentale: Maria e stata riscattata da Cristo e essendo " preservata " dal peccato originale, in previsione dei meriti di suo Figlio.

    Se, a partire dalla XIV secolo, si crea un movimento a favore dell'immacolata concezione, il dibattito nondimeno resta vivo tra i teologi e porta il magistero a intervenire quando i rappresentanti della linea agostiniana stretta mettono in discussione la legittimità del culto dell'immacolata concezione come quella della predicazione e dell'insegnamento relativi.

    Nel 1483, il Papa Sisto IV afferma che questo punto della dottrina è il libero e proibisce di qualificare l'etica l’una o l’altra posizione. Il concilio di Trento si riferisce a questa dichiarazione alla fine del decreto sul peccato originale, precisando che non è stata sua intenzione include nel decreto "la beata e immacolata vergine Maria, madre di Dio ". Così, pur affermando l'universalità del peccato originale, distingue il caso di Maria: riconosce il valore dell'argomentazione che cercava di conciliare questo universalità del peccato originale e della redenzione con la concezione immacolata di Maria, senza peraltro prendere posizione sul nocciolo del problema.

    Mentre le controversie continuano, vediamo succedersi interventi di papi che, pur proibendo ogni anatema tra gli appartenenti alle due posizioni, vanno sempre più nel senso della preservazione di Maria dal peccato originale e approvano il culto dell'immacolata concezione senza per questo imporla. Tale e in particolare il contenuto del breve di Alessandro VII ( 1661 ) dalla quale alla definizione del 1854 teneva in prestito alcune formulazioni.

    Un rapido sorvolo storico permette all'ora di constatare che, se la pietà e il fervore non cessano di spingere verso la celebrazione del " privilegio " di Maria, il nucleo della resistenza teologica dottrina dell'immacolata concezione - questa volta senza distinzione fra le confessioni - è sempre stato il timore che esentando Maria dal peccato originale si mette in discussione la necessità universale della salvezza del mezzo di Cristo. Queste resistenza costrette teologi partigiani della dottrina a elaborare formulazioni che, pur affermando il privilegio di Maria, lo sottomettono alla necessità di essere salvata da Cristo.

    La definizione dell'immacolata concezione di pio IX nel 1854, si scrive nel contesto del ritorno della devozione Mariana del XIX secolo. Era stata preceduta da una consultazione dell'episcopato mondiale che, con una maggioranza molto vasta, si mostra favorevole a una simile definizione ( 546 però e 57 contro ). Riprende essenzialmente le formulazioni che le riflessione teologica era stata portata a elaborare.

    Gruppo di Dombes, Maria nel disegno di Dio e nella comunione dei santi, edizioni Qiqajon, Magnano (BI) 1998, nn 244 – 251.

    In un altro messaggio inserirò le riflessione teologiche che lo stesso gruppo fa in riferimento al dogma dell'immacolata concezione, gli elementi del consenso tra cattolici e protestanti e le divergenze che permangono.

    Sarebbe inoltre interessante almeno leggere la proposta di conversione dottrinale che il gruppo di teologi propone alle chiese in riferimento ai due dogmi cattolici e recenti, cioè immacolata e assunzione. È bello che il gruppo proponga la " conversione " dottrinale sia ai cattolici che ai protestanti, e ad ambedue chieda di porsi in maniera nuova gli antichi problemi che questi due dogmi pongono alle chiese e alle coscienze dei singoli.

    Un saluto a tutti

    Ireneo


    Rispondi
    Consiglia Elimina    Messaggio 20 di 44 nella discussione 
    Da: Soprannome MSNIreneo81 Inviato: 30/11/2002 3.20
    In rierimento al messaggio precedente mi scuso per alcuni errori di ditteggiatura di cui non mi sono accorto
     
    come l'etica al posto di eretica
    oppure però al posto di pro.
     
    Ho trascritto il testo di Dombe con un programma vocale che ha procurato errori di cui non mi sono accorto prma.
     
    Me ne scuso con tutti
     
    Ireneo

    Rispondi
    Consiglia Elimina    Messaggio 21 di 44 nella discussione 
    Da: Yohèl Inviato: 30/11/2002 15.21
    Cristo che è senza peccato non può avere una madre soggetta al peccato; e allora per onore del Signore bisogna esimere da ogni peccato Maria. 
     
    Forse farò una domanda ingenua, ma se Maria è senza peccato come può essere nata da una madre soggetta al peccato?
     
    Mi sembra di aver letto che il Papa abbia detto che Maria sia morta per cause naturali, ma se è senza peccato come può essere morta per cause naturali dato che la morte è la conseguenza del peccato?
     
    Cordiali saluti.
     
    Yohèl

    Rispondi
    Consiglia Elimina    Messaggio 22 di 44 nella discussione 
    Da: Soprannome MSNIreneo81 Inviato: 30/11/2002 17.06
    Pax Christi!
     
    Vorrei inserire un altro brano tratto dal documento del Gruppo di Dombes su Maria, ma voglio prima di tutto fare un accenno alla domanda astuta ma furoviante di Yohel.
     
    Volendo giocare con le parole come hai fatto tu, caro Yohel, il testo che hai portato in grassetto, precisa che è per onoere del Signore che bisogna esimere da ogni colpa la Madre.
     
    La tua critica, e che cioè "Maria come può essere nata da una madre soggetta al peccato?" sarebbe valida solo se per onoere alla madre del signore occorrerebbe esimere da ogni colpa colei (nel caso di Maria, nata naturlmente, coloro) che l'ha generata. Ma natuarmente non essendo l'onore tributato a Maria lo stesso tributato a Cristo, la tua obiezione cade nel momento stesso in cui è formulata.
     
    Secondo, secondo la sacra scrittura non è la morte in quanto tale ma l'entrare della morte nel mondo legata col peccato originale.
     
    Con il peccato dei primogenitori la morte è entrata nel mondo e tutto il cosmo, non solo l'uomo, ha ormai la necessità di essere rinnovato dal suo interno per "non morire più", come dice infatti Paolo, tutta la creazione geme e soffre come nelle doglie di un parto nell'attesa della manifestazione dei figli di Dio.
     
    Se infatti così non fosse, le persone immacolate non potrebbero mai morire (non solo non potrebbero morire per cause naturali). Sposando la tua ottica, essendo Cristo immacolato e non avendo nè peccato originale nè peccati attuali, essendo un uomo perfetto, egli non sarebbe potuto morire ed il suo sacrificio in croce sarebbe solo apparente, ma se lui non fosse veramente morto, al modo di ciascun altro uomo, la salvezza non sarebbe realizzata e tu ed io saremmo ancora nei nostri peccati.
     
    Più che cercare di mettere in fallo gli altri esaminando analiticamente le loro frasi, cerca di capire l'essenziale di ciò che si vuole affermare e controlla no se si ritrova tale e quale nelle sacre scritture, ma se ciò che si afferma è contrario ad esse!
     
    Ora passo al documento di Dombes. Riporto i numeri che vanno dal 266 al 275 e che trattano una riflessione teologica sull'Immacolata definendo i dati del problema tra cattolici e protestanti, gli elementi di consenso, e le divergenze che ancora permangono.
     
    Ecco di seguito il documento:
     
    Gruppo di Dombes, Maria nel disegno di Dio e nella comunione dei santi, edizioni Qiqajon,
    Magnano (BI) 1998, nn 266 - 275
     
     Riflessioni teologiche sull'Immacolata concezione

    266. La fine rinvia all'inizio: così il destino ultimo di Maria invita a considerare la prima fase della sua esistenza e a interrogarsi, di conseguenza, sulla dottrina dell'Immacolata concezione. Nel quadro del dialogo tra cattolici e protestanti, questa dottrina solleva indubbiamente più difficoltà della dottrina dell'Assunzione. Degli ostacoli non riguardano solo il carattere tardivo della sua promulgazione, nelle polemiche che, dal XIX secolo e fino a oggi, accompagnano i dibattiti sull'Immacolata concezione. Sono anche difficoltà propriamente teologiche, legate a diverse concezioni del rapporto tra il creatore e le sue creature, del peccato originale, nella grazia e della libertà, del posto di Maria nell'economia della salvezza. Il nostro percorso consisterà innanzitutto nel chiarire i dati del problema, poi nell'individuare gli elementi del consenso ai quali possiamo ormai pervenire, prima di precisare le divergenze che a tutt'oggi non sono ancora state superate.

    I dati del problema

    267. Da parte protestante, si comprende certo che il dogma dell'Immacolata concezione è legato alla dottrina dell'Incarnazione, nel senso che, per i cattolici, la venuta del figlio di Dio presuppone che la sua Madre umana sia preservata d'ogni colpa e ciò fin dal proprio concepimento. Ma è esattamente questo presupposto che crea la difficoltà. Si obietta infatti che essa contraddice la rivelazione dell’evangelo secondo la quale Dio è venuto a visitare i peccatori: la creatura umana non è graziata perché amabile, è amabile perché graziata. Di fatto, dal punto di vista protestante, la dottrina dell'Incarnazione non implica assolutamente che Maria fin dall'inizio sia stata preservata dal peccato. Tale preservazione non era necessaria affinché Maria potesse pronunciare il suo fiat, e bisogna invece ricordare che, anche come madre del Salvatore, ella è stata segnata dal peccato originale. L'obiezione non deriva quindi soltanto dal fatto che il dogma dell'Immacolata concezione non è, per i protestanti, attestato dalla scrittura, ma dal fatto che la sua motivazione fondamentale parrebbe essere in contraddizione con la rivelazione biblica.
    268. Dal canto loro i cattolici ci tengono a ricordare che la dottrina dell'Immacolata concezione non mette in discussione l'appartenenza di Maria alla condizione di ogni creatura chiamata la salvezza: al contrario, si deve comprendere che Maria è stata essa stessa " riscattata " essendo stata preservata dal peccato originale. I cattolici tuttavia ammettono che ella è stata beneficiaria di tale favore " fin dal suo concepimento ", ed è su questo punto che verte la loro divergenza con i protestanti. Essi riconoscono al contempo la diversità delle motivazioni che hanno portato la definizione del dogma: a volte si è sottolineato che il corpo di Gesù non avrebbe potuto nascere da una carne segnata dal peccato, altre volte si è inteso l’Immacolata concezione come il segno di una santità che, accordata Maria in modo assolutamente gratuito e che ha fatto di lei una donna " colmata di Grazia " ( Lc 1,28 ), le avrebbe permesso di pronunciare un giorno il Fiat dell'annunciazione. Questa seconda motivazione è in sé più soddisfacente e risulta più promettente nella prospettiva del dialogo con i protestanti. Come l'Assunzione di Maria significa il compimento della salvezza che Dio comunica a tutti gli uomini, così pure la sua Immacolata concezione significa la vocazione alla santità alla quale Dio ci chiama tutti (cf. Ef 1,4).

    Gli elementi del consenso.

    269. Avendo così chiarito le posizioni attuali, siamo in grado di individuare più punti che fin da ora possono costituire l'oggetto di un consenso fra le nostre due tradizioni, sebbene una di esse non approvi il dogma in quanto tale. Constatiamo in primo luogo che le nostre diverse chiese condividono di fatto la stessa preoccupazione di onorare senza riserva la sovranità di Cristo, sia ricordando che Maria ( come ogni creatura ) ha bisogno anch'essa di essere salvata da suo Figlio, sia sottolineando che l'Immacolata concezione deve essere compresa solo in riferimento al mistero dell'Incarnazione.
    270. Le posizioni delle nostre diverse chiese si radicano tutte, in secondo luogo, in una teologia della grazia. Se è vero che la riforma protestante insiste legittimamente sull'iniziativa assoluta di Dio nel dono della sua grazia (sola gratia), la dottrina cattolica dell'Immacolata concezione deve essere, anch'essa, intesa a partire dalla sola gratia; perché l’Immacolata concezione non è legata ai meriti personali di Maria, ma è interamente l'opera di Dio che " in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere stanchi immacolata al suo cospetto della carità " (Ef 1,4 ), e che ha preservato Maria da ogni colpa, fin dal concepimento, per prepararla a diventare un giorno una madre di suo Figlio.
    271. Anche se protestanti cattolici non sono d'accordo sul fatto di confessare che Maria sia stata esente da ogni peccato, gli uni e gli altri affermano tuttavia insieme che ella ha vissuto la condizione umana che passa attraverso il progresso, la scoperta, le lacerazioni, le debolezze e i limiti. Se Gesù stesso ha conosciuto la tentazione, niente ci permette di escludere Maria dalla stessa situazione. La sua santità non le è stata donata in una sola volta in maniera definitiva. Testimoniano di questo itinerario le scene dello smarrimento di Gesù nel tempio ("i suoi genitori non compresero ": cf. Lc 2,50) e quelle di Maria che interviene nella vita pubblica di Gesù.
    272. Infine, il dialogo a proposito dell'Immacolata concezione non può che avvalersi dei progressi della riflessione ecumenica sul tema della " cooperazione ". Perché da una parte, nella misura in cui i cattolici ammettono che il Fiat di Maria al momento dell'annunciazione è stato possibile solo a mezzo della grazia di Dio, essi possono presentare l'Immacolata concezione come un'espressione radicale di tale grazia con la quale a Dio è piaciuto, fin dall'inizio, di concedere ciò che avrebbe permesso a Maria di aderire al disegno del Signore. E, viceversa, nella misura in cui i protestanti riconoscono che il dono della grazia non dispensa Maria dal dover rispondere liberamente e attivamente alla volontà di Dio, essi possono allora comprendere meglio il senso della posizione cattolica secondo la quale l’Immacolata concezione non ha avuto l'effetto di strappare Maria alla condizione umana, ma piuttosto di prepararla a potere un giorno, come ogni creatura riscattata, apportare la propria risposta attiva all'iniziativa di Dio.

    Le divergenze che permangono.

    273. Gli elementi del consenso che abbiamo esposto aiutano anche precisare, per contrasto, le divergenze che sussistono tra noi a proposito dell'Immacolata concezione. Se le nostre due tradizioni vogliono ugualmente onorare la santità incomparabile di Cristo e l'assoluto primato della grazia divina, esse non ne traggono le stesse conseguenze e non considerano allo stesso modo la situazione di Maria nell’insieme dell'umanità.<o:p></o:p>
    Per le Chiese nate dalla Riforma, il dono di Dio a Maria precede sicuramente il momento del Fiat, ma non è teologicamente necessario, a partire da ciò, risalire fino all'affermazione di una santità che sarebbe stata comunicata a Maria fin dal suo stesso concepimento: oltre al fatto che questa affermazione non ha fondamenti scritturistici, essa non fa pienamente giustizia a una retta comprensione della grazia divina dell'opera di Cristo. Come, infatti, Maria sarebbe stata toccata della grazia, se non avesse prima fatto l'esperienza del peccato? Come sarebbe stata "fin dal suo concepimento " preservata dalla colpa dal momento che, secondo la rivelazione del Vangelo, Cristo è venuto per chiamare e salvare i peccatori? E come concepire che Maria abbia potuto beneficiare in anticipo della salvezza che sarà un giorno realizzata da suo Figlio? La dottrina dell'immacolata concezione rischia sempre di strappare Maria al comune della condizione umana per il fatto che, secondo tale dottrina, ella è la sola creatura a essere preservata dalla colpa originale fin dall'inizio.
    274. La dottrina cattolica dell'Immacolata concezione, da parte sua, sostiene che la grazia redentrice ha raggiunto Maria fin dal primo istante della sua esistenza. Sebbene non sia formalmente attestato dalla scrittura, questo si comprende alla luce del disegno di Dio nella storia della salvezza: affinché Maria possa veramente pronunciare il Fiat dell'annunciazione, Dio ha voluto che lei fosse stappata fin dal principio alla maledizione del peccato originale. Non si deve quindi immaginare un tempo nel quale Maria avrebbe vissuto in situazione di peccato prima di poter beneficiare della grazia; si deve dire piuttosto che Maria, benché appartenga totalmente alla nostra umanità, è stata, fin dal primo istante, preservata da ogni peccato: e ciò per pura grazia, perché era chiamata a diventare un giorno la Madre del Salvatore. Anche in questo senso, è stata "colmata di grazia ". Questa prospettiva non implica che la santità di Maria si confonda con la santità di Cristo, il quale è l'unico Redentore dell'umanità. Ma la dottrina dell'Immacolata concezione significa che la santità di Cristo è stata anticipatamente accordata alla donna che doveva un giorno portarlo nel proprio corpo: Maria è santa fin dal primo istante solo perché beneficia, in anticipo, della santità comunicata dal suo Figlio. La santità che le viene così accordata, lungi dal sottrarla alla condizione umana, è ciò che di fatto ha restaurato in lei l'autentica umanità, rendendola capace di rispondere un giorno alla parola dell'angelo e di permettere così la realizzazione del disegno salvifico. Comprendiamo, per questa via, come l'Immacolata concezione, non meno dell'Assunzione, parli in realtà della nostra vocazione: se Maria è stata "colmata di grazia " in maniera unica è per testimoniare che noi siamo a nostra volta toccati dal dono sovrabbondante della grazia che Dio ci ha accordato nel suo Figlio diletto (cf. Ef 1,6 ). Questa visione supera ogni necessità logica: appartiene all'ordine dell'eccesso divino.

    Conclusioni

    275. Il nostro dibattito ecumenico sull'Assunzione e l'Immacolata concezione dovrebbe così permettere di superare le polemiche ereditate del passato e di comprendere meglio le nostre rispettive posizioni su ciascuna di queste affermazioni mariane. Ci ha portato a riconoscere elementi di consenso tra le nostre tradizioni e, soprattutto, a precisare più nettamente le divergenze che sussistono tra di noi. Per quel che concerne i dogmi dei quali abbiamo parlato, i cattolici li accolgono e li iscrivono nella " gerarchia delle verità" in funzione dei loro rapporti con il cuore stesso della fede cristiana. I protestanti pensano invece che questi dogmi non aiutino a comprendere meglio l'estensione della fede e che diano spesso luogo a una devozione priva di legame diretto con l'evangelo.
    Noi constatiamo tuttavia che queste divergenze non attentano alla nostra comunione in una stessa fede in Cristo. In realtà siamo convinti che le affermazioni riguardanti l'esistenza della vergine - dal suo inizio alla sua fine - devono sempre essere ordinate all'intelligenza della persona di Cristo e della salvezza che Cristo ci ha apportato.
     
    In un prossimo post inserirò le proposte di conversione dottrinale che i cattolici hanno espresso per la loro Chiesa e i protestanti per le loro varie Confessioni di appartenenza.
    Spero che questi testi aiutino tutti, sia cattolici che protestanti, a capire quali nella realtà, oggi, in campo teologico sono i veri punti di dissenso e sappiano andare oltre la sterile polemica o ritenendo insormontabili differenze alcuni problemi che invece sono già stati risolti dalle rispettive Chiese, anche se spesso tali soluzioni non sono molto publicizzate.
    Nel modo in cui viene espresso nelle righe precedenti il dogma dell'Immacolata concezione, pur non rinunciando a nulla di ciò che esso rappresenta per la Chiesa cattolica, si fa notare come esso possa essere riletto tramite il principio protestante del "sola gratia": quel Dio che per primo si fa incontro all'uomo offrendogli la salvezza ha voluto dimostrarci l'immensità del suo amore e della sua grazia rendendo un'umile creatura (destinata a portare in grembo il Dio incarnato) libera da ogni peccato; una visione che "supera ogni necessità logica: appartiene all'ordine dell'eccesso divino" (Cf. nel documento alla fine del n. 274)
     
    Con affetto,
     
     
    Ireneo.
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    13/09/2009 07.04
     
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    Da: Yohèl Inviato: 30/11/2002 22.09

    Ho appena letto il post di Ireneo, non avendo tempo per considerazioni più articolate - che spero di fare domani - cito appena questa scrittura.

    Romani 3:21 Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c'è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia, dopo la tolleranza usata verso i peccati passati,  nel tempo della divina pazienza. Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente, per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù.

    Cordiali saluti.

    Yohèl


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    Da: Soprannome MSNIreneo81 Inviato: 01/12/2002 17.47
    Caro Yohel,    La Pace di Cristo!
     
    Nella tua citazione io mi permetterei di sottolineare un'altra frase e cioè: "... ma sono sgiustificati per mezzo della sua grazia".
     
    Dando per scontato il fatto che Paolo non entra nello specifico della questione sulla possibilità di una immacolata concezione, e che occorrerebbe vedere qual è il ruolo che ciò che noi oggi chiamiamo peccato originale gioca nella teologia paolina, vorrei, sempre dalla prospettiva del sola gratia di luterana memoria, analizzare la frase che ho ripreso.
     
    Prima di tutto, una buona ermeneutica di un testo impone, antecedentemente all'analisi delle singole proposizioni di una pericope, cercarne il significato globale e cercare di capire qual è il problema sollevato dall'autore, cosa egli intende sottolineare e qual è il suo fine. Per far correttamente tutto questo, occorre capire il significato di tutta la lettera dalla quale la pericope è tratta.
     
    Quali sono i più importanti argomenti trattati dalla lettera ai romani?
    - come considerare l'entrata dei pagani nella comunità cristiana,
    - il loro rapporto con gli ebrei,
    - il loro legame con l'antica legge di Israele,
    - la preminenza della grazia sulle opere,
    - la sueriorità della salvezza operata da Cristo sulla legge fatta di prescrizioni e di decreti,
    - l'uguaglianza davanti a Dio di tutti i credenti, siano essi ebrei o pagani, osservanti della legge di Mosè o meno.
     
    Quindi, tenuto presente questo sfondo, invito tutti a rileggere il testo:

    Romani 3:21 Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c'è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia, dopo la tolleranza usata verso i peccati passati,  nel tempo della divina pazienza. Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente, per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù.

    Preso nel suo insieme, visti i problemi della lettera ed il contesto in cui è inserito, è facile capire che quello che si vuole qui sottolineare è che indipendentemente dalla legge, la giustizia di Dio si è manifestata per tutti quelli che credono in Gesù Cristo, in cui il tutti vuol dire "sia ebrei che greci", cioè sia per coloro che avevano già ricevuto la legge antica, sia per coloro che invece avevano vissuto fino a quel momento nel paganesimo.
    E quindi non c'è distinzione: sia ebrei che greci hanno peccato allo stesso modo e allo stesso modo sono gratuitametne giustificati. (si vuole così sottolineare che non esiste nessuna superiorità degli ebrei sui pagani, ma tutti, dal punto di vista del peccato e della giustificazione, sono sullo stesso piano).
     
    Se su qeusto brano e su altri simili si è giustificara la dottrina dell'universalità del bisogno della redenzione di Cristo, occorre però anche dire che in questo brano, non è questo il primo obiettivo di Paolo, e che comunque egli non ha voluto tematizzare nel testo in esame la questione del "peccato originale", nè riferirsi a situazioni personali di precisi individui.
    Il "tutti" di Paolo si riferisce a "tutte e due le categorie di uomini trattati nella lettera" e cioè ad ebrei e pagani.
    Quindi non mettiamo in bocca di Paolo cose che in realtà lui non ha detto.
     
    Passiamo ora a Maria e alla sua personale situazione, prendendo spunto proprio dalla frase che ho voluto sottolineare all'inizio, "ma sono giustificati per mezzo della sua grazia".
    L'unversalità della redenzione operata dal Cristo non è in discussione, di essa ha dovuto beneficiare anche Maria, solo che nel tempo la Chiesa cattolica è arrivata alla convinzione che essa sia stata redenta in una maniera del tutto particolare.
    L'appartenenza di Maria all'umanità bisognosa della redenzione è indubbia, il problema è in che modo Maria abbia poi nel concreto beneficiato di questa redenzione.
    Tutti siamo giustificati per mezzo della grazia. Ma maria è, già nella bibbia "un caso a parte".
    Maria è salutata dall'angelo dell'annunciazione, per ordine di Dio, come la Piena di Grazia; se in italiano non si capisce a causa dell'impossibilità di traduzione, se noi guardassimo l'originale greco, noteremmo come il termine usato, kekaritomene, è un termine unico in tutta la bibbia; quando si parlerà della grazia concessa agli eletti, mai, nè da Paolo nè da parte di altri autori sacri, sarà utilizzato tale termine, che rimane legato alla condizione particolare della Vergine che a Nazaret la quale, con questo termine, fu salutata da Gabriele.
    Non è tanto strano dunque supporre che lei, per il quale viene utizzato in riferimento alla grazia un termine unico, sia stata anche salvata in un modo altrettanto unico.
     
    La dottrina dell'Immacolata concezione non contraddice Paolo. Anche noi cattolici crediamo che tutta l'umanità, costituita in principio in uno stato di grazia, dopo il peccato dei primogenitori, ha tutta intera bisogno della redenzione del Cristo, senza differenza di ebrei o greci, schiavi o liberi, uomini o donne.
    Ma questo (che è ciò che afferma Paolo) non toglie la possibilità che a Colei a cui è stato affidato un compito irripetibile nella storia della salvezza (essere cioè la Madre del Verbo incarnato), tale salvezza sia stata applicata in una maniera differente rispetto agli altri uomini.
     
    Concludo con la citazione di un passo del Catechismo degli Adulti della Cei:
     
    "Dio attua il suo disegno nella storia, realizzando l'opera della salvezza . Maria, eletta per essere Madre di Dio, è redenta insieme a tutti gli uomini, ma in modo singolare: è preservata dal peccato. [...]
    Maria è figlia di Adamo e nostra sorella, congiunta 'con tutti gli uomini bisongnosi di essere salvati' (Vaticano II, Lumen Gentium, 53). Anche lei è redenta da Cristo, ma 'redenta in modo ancor più sublime' (Ivi). Non viene tirata fuori dal fango come noi; è preservata dal cadervi. In lei rigulge maggiormente il primato della grazia di Dio: tutti 'sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù' (Rm 3, 24).
     
    Conferenza Episcopale Italiana, La verità vi farà liberi, Libreria Editrice Vaticana, Roma 1995, nn.763. 764.
     
    Un salutone e a presto,
     
    Ireneo

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    Da: cristianocattolico Inviato: 02/12/2002 10.47
    Dio ha concepito Gesù per opera dello Spirito Santo in Maria  senza corromperne la natura, significa che non l’ha corrotta nemmeno quando Maria partorì Gesù, l’ha lasciata intatta, vergine era all’atto del concepimento e vergine rimase dopo il parto, allo stesso modo di come Gesù fu deposto in un sepolcro nuovo (Mt 27,60 – notare come l’evangelista sottolinea - “sepolcro nuovo”, e badate che nella Bibbia niente è scritto casualmente) e nessuno dopo di Lui fu più deposto in quel sepolcro.
    Questo a molti protestanti risulta difficile da accettare, per loro Maria quando partorì Gesù non fu più vergine, proprio a causa del parto. Ma come Dio concepisce senza corrompere Maria, e poi non è capace di farla partorire senza corrompere la sua verginità?
    Molti protestanti amano relegare Maria al ruolo  “di donna come tante altre”, sminuendo forzatamente il suo ruolo nella Chiesa, ruolo che Dio aveva disegnato per lei fin dall’eternità, quando in  Gen, 3,15 Dio pose  inimicizia tra satana e la donna, e anche tra satana e la stirpe di lei.
    Quale altra donna fu designata come madre del Salvatore fin dal principio?
    Maria, non ha avuto altri figli dopo Gesù, anche questo si capisce fin dalla Genesi, perché se Dio ha posto inimicizia tra satana e la stirpe di lei (Gesù), significa che se Maria avesse avuto altri figli anche questi sarebbero stati nemici di satana (fin dalla nascita),  quindi uguali a Gesù, e quindi anche loro non sarebbero stati soggetti al peccato, ma nella Bibbia in Gen 3,15 c’è scritto chiaramente che solo due sono nemici di satana (la donna e la stirpe di lei) e in quanto tali non soggetti al peccato, Gesù e Maria. Se ci sarebbero stati eventuali altri fratelli carnali di Gesù, essi essendo la “stirpe” della donna (Maria) sarebbero stati anch’essi nemici di satana tanto allo stesso modo di Gesù, e quindi sarebbero stati sicuramente menzionati nelle Scritture come paladini di Dio. Qui cadono anche le illazioni di molti protestanti circa i presunti fratelli di Gesù, se questi “fratelli carnali” erano quindi la stirpe di Maria quindi anche loro "nemici di satana" come mai nella Bibbia troviamo che i fratelli di Gesù non credevano in Lui? Se non credevano in Lui vuol dire che erano sotto il peccato, ed era anche grave (come peccato) visto che erano (o dovevano essere) suoi fratelli carnali e visto che tutti quelli che non credevano in Gesù erano suoi nemici (come i farisei), e se erano nemici di Gesù di chi erano amici? Di satana, ed ecco che qui qualcosa non torna…
    Ma i fratelli di Gesù (la stirpe della donna) non erano stati dichiarati nemici di satana fin dalla Genesi? E allora come mai pur essendo suoi fratelli “carnali” e nemici di satana, non credevano in Lui?
    Anche da questa analisi si capisce che Maria non ebbe altri figli oltre Gesù, oltre naturalmente alla prova della sua Immacolata Concezione.
     
    Pace
    Salvatore
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    13/09/2009 07.05
     
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    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 02/12/2002 12.48
    Amici, riprendiamo le meditazioni su questa Festa.....nella preparazione dell'Avvento, non possiamo tralasciare la meditazione verso Colei che, resa pura ed Immacolata da Dio, attraverso il suo Fiat, ha permesso a Dio di farsi Uomo come noi.
    Maria deve diventare, specialmente per ogni DONNA, un modello al quale guardare per comprendere cosa significhi veramente LA DIGNITA' DELLA DONNA....dignità...così oggi tristemente rilegata alla vanità delle cose effimere e strettamente sensuali. Una donna che oggi vuole veramente trovare il personale senso della propria esistenza, non può evitare di guardare a Maria, di conoscerla, di imitarla.....e guardando a Lei....automaticamente ci porterà a Gesù, il suo Figlio, per il quale oggi siamo entrati nel Tempo dell'Attesa...dell'Avvento.....
     
    8 dicembre
    IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA B.V. MARIA
    Genesi 3,9-15.20; Efesini 1,3-6.11-12; Luca 1,26-38
     
    PER CELEBRARE  in termini di contemplazione questa Festa, occupiamoci di molti aspetti:

    Le più antiche tracce della festività odierna si trovano nel secolo VIII: nella Chiesa di Bisanzio si celebrava allora una festa della “concezione di sant’Anna”, che in seguito passerà in Occidente come festa della “concezione di Maria”, introdotta nel Calendario Romano nel 1476. Da quando il papa Pio IX nel 1854 definì come dogma di fede che Maria «per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente... fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante della sua concezione», la festa viene celebrata con il nome di “Immacolata Concezione della B.V. Maria”.

    La data di questa festa (8 dicembre) fu fissata nell’antichità in relazione con la festa preesistente della Natività di Maria (8 settembre). Di fatto cade sempre in Avvento, che - come diceva Paolo VI nella sua Esortazione apostolica sul culto mariano - deve essere considerato «un tempo particolarmente adatto per il culto alla Madre del Signore» (Marialis cultus, 4).

    Per la festa dell’Immacolata invitiamo a preparare con cura tutta la celebrazione, a cominciare dall’ambiente stesso in cui si svolge (disposizione, arredi, luci, fiori...). Si ponga particolare attenzione alle letture (compreso il Vangelo!): sono tutti testi assai impegnativi, sia dal punto di vista teologico che da quello della «tecnica di lettura». Occorre meditarli personalmente, prima di leggerli in pubblico; e bisogna poi “entrare nel testo” (nel loro stile, nel loro spirito, nel loro linguaggio...) con convinzione e con delicatezza insieme, per farne intuire in qualche modo la profondità e non banalizzarli.

    Tutte queste preparazioni.....facciamole anche in casa.....disponiamo un angolo con la Bibbia, magari su di un leggio da tavolo, una piccola statua di Maria, o una immagine....un cero.... Pensiamo di spegnere magari il televisore per un breve tempo, disponiamoci alla meditazione di un Mistero, magari quelli Gaudiosi, dell'Annunciazione. Leggiamo l'evento attraverso il secondo capitolo di Luca, facciamo silenzio per permettere a Dio di parlarci. Poi sgraniamo la decina del Rosario, lentamente, da innamorati dell'evento che ha cambiato la storia dell'uomo......Chi suona a casa la chitarra può anche dedicare il suo talento verso il Donatore.....Dio....coinvolgiamo i nostri figli, tutti sanno suonare anche il flauto perchè è insegnato a scuola....ecco l'occasione per mettere su due note con l'Ave Maria.....

    Ave, Maria!


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    Da: Yohèl Inviato: 02/12/2002 21.17
    "Il "tutti" di Paolo si riferisce a "tutte e due le categorie di uomini trattati nella lettera" e cioè ad ebrei e pagani.
    Quindi non mettiamo in bocca di Paolo cose che in realtà lui non ha detto."
    Mi sembra  che Maria appartenga ad una quelle categorie: gli ebrei.

    Luca 2:22 Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;  e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

    Levitico 12:1 Il Signore aggiunse a Mosè: «Riferisci agli Israeliti: Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione.  Ma, se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue. Quando i giorni della sua purificazione per un figlio o per una figlia saranno compiuti, porterà al sacerdote all'ingresso della tenda del convegno un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio di espiazione.  Il sacerdote li offrirà davanti al Signore e farà il rito espiatorio per lei; essa sarà purificata dal flusso del suo sangue. Questa è la legge relativa alla donna, che partorisce un maschio o una femmina.  Se non ha mezzi da offrire un agnello, prenderà due tortore o due colombi: uno per l'olocausto e l'altro per il sacrificio espiatorio. Il sacerdote farà il rito espiatorio per lei ed essa sarà monda».

    Maria era ben consapevole del suo stato impuro, seguì quindi le prescrizioni della legge.

    Circa il "piena di grazia" il suo significato non è così pacifico come dici.

    New Catholic Encyclopedia "...il termine greco (Kecharitomène) non è così esplicito come la traduzione "piena di grazia" potrebbe suggerire".

    Ad esempio, "I Vangeli" (Cittadella editrice): "Scelta dal favore di Dio".

    New American Bible (cattolica): "Rallegrati, o figlia altamente favorita!"

    Nota in calce dell'edizione inglese della Bibbia di Gerusalemme (cattolica): "Così altamente favorita, cioè da divenire la madre del Messia".

    "ma sono giustificati per mezzo della sua grazia".

    Ebrei 2:9 Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
    La redenzione di tutti gli uomini è stata resa possibile in virtù della morte di Gesù.

    Ebrei 9:15 Per questo egli è mediatore di una nuova alleanza, perché, essendo ormai intervenuta la sua morte per la redenzione delle colpe commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che è stata promessa. Dove infatti c'è un testamento, è necessario che sia accertata la morte del testatore, perché un testamento ha valore solo dopo la morte e rimane senza effetto finché il testatore vive. Per questo neanche la prima alleanza fu inaugurata senza sangue. Infatti dopo che tutti i comandamenti furono promulgati a tutto il popolo da Mosè, secondo la legge, questi, preso il sangue dei vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta e issòpo, ne asperse il libro stesso e tutto il popolo, dicendo: Questo è il sangue dell'alleanza che Dio ha stabilito per voi. Alla stessa maniera asperse con il sangue anche la Tenda e tutti gli arredi del culto. Secondo la legge, infatti, quasi tutte le cose vengono purificate con il sangue e senza spargimento di sangue non esiste perdono.

    Ebrei 9:23 Era dunque necessario che i simboli delle realtà celesti fossero purificati con tali mezzi; le realtà celesti poi dovevano esserlo con sacrifici superiori a questi. Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore, e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui. In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. Ora invece una volta sola, alla pienezza dei tempi, è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza.

    L'argomento di Paolo mi sembra chiaro: il perdono dei peccati si può avere solo dopo il sacrificio di Gesù, sacrificio fatto una sola volta per sempre.

    Cordiali saluti.

    Yohèl

     

     

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    Da: Soprannome MSNStefanoS79 Inviato: 02/12/2002 21.48
    Quanto dici Yohel, mi trova pienamente d'accordo....la differenza fondamentale tra la fede evangelica e quella cattolica è che per sostenere le nostre dottrine noi ci basiamo solo sulla Parola di Dio mentre i cattolici romani tirano fuori tutte queste cose su Maria che non hanno alcun fondamento biblico.
    Penso che nessuno che non abbia ricevuto indottrinamento cattolico leggendo le Scritture da solo possa arrivare all'idea che a Maria sia attribuito il culto di "iperdulia" nè tantomeno che debba essere priva di peccato originale nè che sia stata assunta in cielo, nè tantomeno che sia mediatirce o avvocata!
    La Bibbia è chiarissima nnel dire che solo Gesù è il nostro avvocato presso il Padre celeste, in quanto è l'unico che essendo allo stesso tempo vero Dio e vero uomo può instaurare questo collegamento.....
    Purtroppo le esposizioni che vengono fatte su questo forum sono molto ben curate e possono adirittura fare riconsiderare le proprie idee spirituali anche a chi conosce bene la Bibbia, non ho difficoltà ad ammettere che io stesso a seguito degli interventi su questo forum e leggendo i Padri della Chiesa interpretati alla maniera cattolica fino a non molto tempo fa stavo riconsiderando di ritornare cattolico romano, molte persone intorno a me si stupivano del vedermi un giorno essere per una cosa, un giorno per un altra....purtroppo sono fasi di crescita in cui è necessario passare.
     
    Da quanto scrivi evinco che sei un TdG e questo mi fa dispiacere, perchè la congregazione di Brooklyn anche se riconosce alcune verità come la centralità della Bibbia e la proibizione della venerazione delle immagini  commette degli errori molto gravi nel negare la Trinità e l'immortalità dell'anima.
    Io non penso di essere un luminare della teologia, ma quando avevo 16 anni leggendo il NT da solo sono arrivato a capire che la Trinità è vera.....forse sono un privilegiato.
     
    Tornando al discorso di base di questo forum che è l'immacolata concezione cerchiamo di ragionarci un pò sopra: nella Bibbia non è scritto da nessuna parte che gli Apostoli predicassero questo dogma mariano, nei secoli successivi non ce ne è nessuna traccia, il grande Tertulliano (che spiegò per primo in modo completo la Trinità e abbandonò la chiesa romana ormai decaduta per unirsi ai montanisti, i pentecostali dell'epoca) nei suoi scritti non dice NULLA a riguardo , nemmeno negli altri Padri.
    Ci sono delle allusioni alla "nuova Eva" ma nulla di più che questo....sono molto chiari i Padri nel dire che solo Cristo, il Padre e lo Spirito devono essere adorati.
     
    Un Saluto nel Signore Gesù
     

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    Da: Soprannome MSN°Teofilo Inviato: 02/12/2002 22.13
    Caro Yohel,
    per quanto riguarda il termine KEKARITOMENE usato in Luca 1,28 ne stiamo trattando nel seguente forum:
     
    Per quanto riguarda l'adempimento di Maria delle prescrizioni inerenti la purificazione prevista dalla Legge, ti ricorda che lo stesso Gesù si sottomise per esempio al Battesimo di Giovanni, pur non essendovi tenuto, adducendo il principio che era necessario adempiere così ogni dovere.
    La stessa cosa può aver fatto Maria, la quale da buona osservante ebrea, metteva in pratica tutte le prescrizioni della Legge indipendentemente dai suoi privilegi, ammesso che nel momento della sua vita terrena ne fosse pienamente consapevole.
     
    Per quanto riguarda il testo di Paolo: "tutti gli uomini hanno peccato e sono privi della gloria di Dio", oltre a quanto detto con molta attenzione dal caro Ireneo, volevo farti notare che è chiarissimo che tanto per cominciare da quel "tutti" bisogna già escludere un uomo. E cioè Gesù, che pur essendo Dio è anche uomo a tutti gli effetti. E Paolo dice che tutti gli uomini hanno peccato, mentre certamente così non è, perchè Gesù fa certamente eccezione. E per noi oltre a Gesù vi è anche Maria che fa eccezione, per quanto riguarda sia il peccato sia originale che personale.
    In ogni caso è evidente che il testo di Paolo vuole sottolineare che Gesù è stato il fondamento per la salvezza di tutti, compreso anche di Maria, come ha ben spiegato anche Ireneo.
     
    Con affetto

    Rispondi
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    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 02/12/2002 23.07
    Avevo pregato tutti di trasferire le DISCUSSIONI sull'Immacolata nel forum creato di proposito...ma vedo che il rispetto è sempre richiesto....a senso unico.....e quando si manca di rispetto agli altri cattolici allora va tutto bene..vero Stefano?
    Dovrei cancellarti l'intervento per le insinuazioni che hai fatto....e di certo ti farei un favore passando da imbonitore a vittima........sei veramente scorretto a dire che leggendo i forum di questo Gruppo stavi rivedendo la tua fede...sbagliato caro mio...hai una fede costruita sulle sabbie mobili.....o dobbiamo inserire quello che vai scrivendo in altre ML?
    Rivedi bene prima il tuo personale rapporto con Dio.....a Lui nulla sfugge.....
     
    X YOHEL
     
    tu dici:

    New American Bible (cattolica): "Rallegrati, o figlia altamente favorita!"

    Nota in calce dell'edizione inglese della Bibbia di Gerusalemme (cattolica): "Così altamente favorita, cioè da divenire la madre del Messia".

    Perdonami ma credo che stai sbagliando....a prescindere di seguire il suggerimento di Teofilo (AVVERTO CHE DAL PROSSIMO INTERVENTO NON INERENTE AL FORUM VERRà TRASFERITO)....ti dico dunque che in NESSUNA Bibbia Cattolica troverai scritto:

    "altamente favorita"....quella è stata una traduzione arbitraria Protestante....ho due versioni della Bibbia di Gerusalemme e nessuna dice quanto affermi...se prendi poi la Vulgata...troverai il "gratia plena".....

    S.L.G.C.

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    Da: Soprannome MSN♣®rom♪♪1 Inviato: 03/12/2002 8.04

    NOVENA DELL’IMMACOLATA

    (Edizione Shalom - 1997)

     

    Presentazione

    Ogni festa importante, così come ogni avve­nimento importante della vita viene generalmente accolto dopo un tempo più o meno lungo di preparazione. Prepararsi argomenti decisivi della vita è cosa prudente e saggia soprattutto per non lasciar tutto all'improvvisazione del momento, ma lo è anche per poter prenderne coscienza e disporre mente e cuore a vivere pienamente quanto sta acca­dendo. Ciò mantiene una sua validità anche in rife­rimento alla liturgia.

    La Chiesa celebra gli avvenimenti fondamen­tali della vita di Cristo e della nostra salvezza e per la forza sacramentale della liturgia il mistero cele­brato rivive e irradia in noi tutta la sua potenza sal­vifica. E' importante porsi di fronte al mistero cele­brato con cuore aperto e disponibile, purificato dal peccato e fiducioso nel Signore affinchè possiamo accoglierne frutti copiosi di grazie per la nostra vita.

    Con questo intento ho curato l'edizione di questa novena di preparazione alla solennità dell'Immacolata Concezione di Maria, grazie anche alla collaborazione di un carissimo amico sacerdo­te, sperando di poter offrire un contributo a quanti amano la Madonna e desiderano celebrare la Sua Festa da veri figli; traendone profitto per il proprio cammino di fede.<o:p></o:p>

    Sr Maria Gabriella dell'Annunciazione CMOP

     <o:p></o:p>

    Durante la novena si consiglia di:

    pregare ogni giorno almeno una decina del S. Rosario o meglio una parte intera

    fare dei canti in onore alla Beata Vergine Maria

    fare dei fioretti per la gloria di Maria

    vivere la novena come momento a conversione personale, familiare e di gruppo curare il silenzio per la riflessione personale

     

    Introduzione<o:p></o:p>

    Fu la santa Louise de Marillac più di trecento anni fa' ad introdurre la festa dell' Immacolata Concezione della B.V. Maria. L’ordine delle “Figlie dell'Amore” da lei fondato assieme a san Vincenzo de' Paoli ogni 8 dicembre festeggiava fin dai primi tempi dopo una proficua preparazione questa grande festa. Nel 1830 la Madonna si presenta come. Immacolata a santa Caterina Labouré e 4 anni dopo la proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione appare a santa Bernadetta Soubirous a Lourdes rivelando che lei è l'Immacolata Concezione.

     

    U mistero che si celebra l'8 dicembre non è come tanti erroneamente pensano la concezione di Gesù da parte di Maria, questo lo festeggiamo il 25 marzo nella festa dell'Annunciazione del Signore, e non è neanche la festa della verginità di Maria. U8 dicembre la Chiesa Cattolica festeg­gia l'Immacolata Concezione di Maria: Maria viene concepita da Anna e Gioacchino, e per pura grazia (CCC 492) "adornata fin dal primo istante della sua concezione dagli splendori di una santità del tutto singolare" (LG 56). Questo fatto lo rivela chiaramente l'angelo Gabriele quando salutando la Vergine di Nazaret la chia­ma, la "piena di grazia" (Lc 1,28). Se Lei è piena di grazia, allora nulla che non sia grazia, nulla che non provenga da Dio ha posto in lei.<o:p></o:p>

    Fin da principio i cristiani percepivano che non era concepibile che Colei che era stata prede­stinata da Dio Padre ad essere la Madre del Suo Figlio unigenito fosse anche solo stata sfiorata dalla bruttura del peccato. "Come una donna aveva contribuito a dare la morte, una donna doveva contribuire a dare la vita" (LG 56), que­sto era il volere del Padre delle misericordie. Colei che doveva dare alla luce la Vita stessa, come poteva essere allo stesso tempo portatrice di morte? Per questo i Santi Padri d'oriente la chiamano la Tutta Santa (panhagìa) e "immune da ogni macchia di peccato" (LG 56).

     

    Lo Spirito Santo ha fatto riconoscere questa verità alla Chiesa sempre più chiaramente e così l'8 dicembre 1854 il papa Pio IX poté proclamare:

     

    ..... Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale ritiene che la B.ma V Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente ed in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, sia stato preservata immune da ogni  macchia della colpa originale, è rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli."

    Pio Ix, Bolla "Ineffabihs Deus" dell'8 dic. 1854

     

    Questa verità di fede proprio nel nostro tempo non solo non ha perso di attualità, mi pare anzi che sia molto attuale. Sono specialmente due gli aspetti di grande attualità:

     

    Maria, che è predestinata ad essere la dimora del Verbo è preservata da ogni contagio di colpa, questo rivela che Dio ci tiene ad essere accolto in un cuore puro. Gesù soffre per ogni peccato, anche se nascosto nel più profondo del nostro cuore. Ogni nostro peccato anche se pic­colo trafigge e ferisce Gesù: entrare in un cuore che è nel peccato, che è morto alla grazia, per Gesù è come essere flagellato un'altra volta, come vivere la passione un'altra volta. Gesù per la sua incarnazione si è preparato una santa dimora pura ed immacolata, prepariamogliela anche noi! Rimane sempre vera la parola di Gesù che dice:

     

    “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt<o:p></o:p>

    5,8).

     

    Maria è preservata dal peccato dal momento della sua concezione, e non dal sesto mese in poi, o dal momento della nascita oppure dal momento che essa concepisce Gesù per opera dello Spirito Santo. Questo fatto ci rivela che le creature iniziano a vivere ed esistere veramente e pienamente nel momento del concepimento.<o:p></o:p>

    Dio si china verso la creatura e l'ama fin da que­st'istante, in cui essa non è ancora fisicamente svi­luppata ma potenzialmente già pienamente pre­sente. Dall'istante del concepimento la creatura è dotata di un anima e in nuce di tutte le caratteri­stiche proprie di una persona, essa allora è di fatto già persona . Questo grande mistero confer­mato dalla scienza, ci rivela chiaramente che l'a­borto è uccisione di una persona e perciò omici­dio. Dio che è un Dio amante della vita, che è la fonte della vita, e che è la vita stessa ci invita ad amare il nostro prossimo come noi stessi, e ad accogliere, proteggere, amare la vita in tutte le sue espressioni.

     

    E' nostra precisa responsabilità adoperarci affin­chè abbia termine ogni forma di abuso e di vio­lenza contro la vita e per promuovere una cultura di vita e di pace.

     

    L'Immacolata è però anche l'aurora di un mondo nuovo, e perciò questo dogma non solo ci apre gli occhi per leggere con gli occhi di Dio gli eventi nella nostra vita personale e sociale, ma ci apre anche alla speranza di un mondo rinnovato dove siamo fatti nuove creature (cf Apoc 21,5; 2 C9r 5,17), dove non regna più il peccato, ma la grazia e la purezza di cuore, dove "il lupo dimo­rerà insieme con l'agnello ... il lattante si trastul­lerà sulla buca dell'aspide, il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi" (Is 11,6.8). Questo dogma ci fa' aprire gli occhi per vedere un nuovo cielo e una nuova terra" (Apoc 21,1).

     

    'Aurora della nostra salvezza così si rivela essere l'Aurora del Regno di Dio che Gesù ci ha pro­messo nel Vangelo e a cui siamo invitati tutti a prepararci in vista del Terzo Millennio.

     

    “O Vergine, bella come la luna, delizia del cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli angeli, fa' che noi tuoi figlioli ti assomigliamo e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellezza che non tramonta con gli anni, ma rifulge nell’eternità'. O Maria, sole del cielo, risveglia la vita dovunque è la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi frgli, concedi a noi un riflesso del tuo lume e del tuo fervore.<o:p></o:p>

    O Maria, forte come un esercito, dona alle nostre schiere la vittoria. Siamo tanto deboli, e il nostro nemico infierisce con tanta superbia. Ma con la tua bandiera ci. sentiamo sicuri di vincerlo; egli conosce il vigore del tuo piede, egli teme la maesta' del tuo sguardo. Salvaci, o Maria, bella come la luna, eletta come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall'odio, ma dalla fiamma dell'amore. Amen."(Pio XII)

     

    PREGHIERA DEL SANTO PADRE<o:p></o:p>

    in preparazione al terzo Millennio

     

    O Santa Maria, vergine degli inizi, fidenti ti invochia­mo alla trepida soglia del terzo Millennio di vita ('ella Santa Chiesa di Cristo: Chiesa già tu stessa, tenda umile del Verbo, mossa solo dal vento dello Spirito.

     

    Misericorde accompagna i nostri passi verso frontiere d'u­manità redenta e pacifica e rendi lieto e saldo il nostro cuore nella sicurezza che il Drago non è più forte della tua bellezza, donna fragile ed eterna, salvata per prima ed amica di ogni creatura, che ancora geme e spera nel mondo. Amen

     

    IMMACOLATA CONCEZIONE<o:p></o:p>

    della BEATA VERGINE MARIA<o:p></o:p>

    NOVENA

     

    Primo giorno

    Maria, donna fra le donne del suo tempo

     

    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati.

     

    "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha man­dato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio."

     

    Il Signore ti ha scelta,  e ti ha prediletta.<o:p></o:p>

    Il Signore ti ha scelta,  e ti ha prediletta.

    Nella sua tenda ti ha fatto abitare,

    e ti ha prediletta.

     

    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

     

    Il Signore ti ha scelta, e ti ha prediletta.

     

    Breve testo di meditazione

     

    Il Figlio dell'Altissimo viene al mondo nascendo da una donna, una donna che non ha nulla di straordinario, che se non fosse stata la madre del Verbo, sarebbe solo una oscura casalinga ebrea. Essa vive e lavora, prega e si impe­gna come tante altre donne del suo tempo e del suo paese. Se in apparenza sembra così guardando meglio ci accorgia­mo però di un piccolo particolare che riesce a renderla spe­ciale: Lei 'esprime il suo talento femminile a servizio degli altri nella normalità del quotidiano" (Lettera alle donne 12) in modo totale e pieno. Il suo genio di femminilità è vissuto in pienezza, sia nel lavoro che nelle preoccupazion4 perché lei nella sua vita ha messo Dio al primo posto, seguendo quello che è la legge divina (cf Es 20,2-6; Dt 5,6-10, 6,4-7). Il suo cuore è rivolto totalmente e costantemen­te a Dio, e perciò ricolmo di grazia, cosicché essa 'vede e ragiona" con il cuore (cf Lc 2, 19.51).Il suo Cuore creato immacolato da Dio, e mantenuto da lei nell'immacolatezza è luogo gradito a Dio, dove Dio abita, e perciò destinato ad essere vero tabernacolo. Luogo dove possiamo incontrare Dio nostro Padre, che ci accoglie quali suoi Figli.

     

    Silenzio per l'approfondimento personale

     

     Preghiamo.

    O Maria, Madre Immacolata cli Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come l'ac­qua sorgiva; un cuore semplice che non assapori le tristezze; un cuore magnifico nel donarsi, tene­ro alla compassione; un cuore fedele e generoso che non dimentichi alcun beneficio e non serbi rancori per alcun'offesa. Un cuore dolce e umile, che ami senza chiedere contraccambio; un cuore grande ed indomabile, che nessuna ingratitudine possa chiudere, nessuna indifferenza possa stan­care; un cuore tormentato dalla passione della gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo amore, con una ferita tale che non si rimargini che in Cielo. Donami, o Immacolata, il tuo Cuore. Amen!

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    Consiglia Elimina    Messaggio 32 di 44 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN♣®rom♪♪1 Inviato: 03/12/2002 8.04

    Secondo giorno

    Maria,  nell'Annunciazione del Signore

     

    Dal vangelo secondo Luca.

    Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu manda­to da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

    Allora Maria disse all'angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l'angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su dite, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”.

    Allora Maria disse:

    “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l'angelo partì da lei.

     

    Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

    Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

    Benedetta tu fra le donne,

    e benedetto il frutto del tuo seno, 

     Il Signore è con te.

     Gloria al Padre e al Figlio<o:p></o:p>

    e allo Spirito Santo.

     Ave Maria, piena di grazia,

    il Signore è con te.

     <o:p></o:p>

    Breve testo di meditazione

    Maria che nel quotidiano serve Dio perfettamente, perché sa di fare la volontà di Dio proprio nelle cose picco­le, è pronta anche all'imprevisto, pronta ad ascoltare il mes­saggero e ad accogliere dentro di sè Dio stesso in modo del tutto singolare. L'angelo la chiama 'piena di grazia'; cioè piena dell'amore di Dio. Il frutto di questo amore è l'elezio­ne a partecipare alla stessa vita di Dio. Dono che viene offerto ad ogni uomo, ma che Maria ha saputo accogliere in modo del tutto particolare, dicendo un si delimitato a Dio. Grazie a questo ~ì" corrispondente alla grazia elargitale da Dio il Verbo, la Parola di Dio può farsi carne dentro di lei.

    L'elezione di Maria è del tutto eccezionale ed unica, ma ognuno di noi è invitato a dire di si a Dio, a partecipare cioè al piano salvifico di Dio per l’umanità e per ognuno di no'.

     

    Silenzio per l'approfondimento personale

     

     Preghiamo.<o:p></o:p>

    Concedimi di lodarti, o Vergine Immacolata! Ti adoro, o Padre nostro celeste, poiché hai deposto nel grembo purissimo di lei il tuo Figlio unigenito.

    Ti adoro, o Figlio di Dio, poiché Ti sei degnato di entrare nel grembo di lei e sei diventato vero, reale Figlio suo.

    Ti adoro, o Spirito Santo, poiché Ti sei degnato di formare nel grembo immacolato di lei il corpo del Figlio di Dio.

    Ti adoro, o Trinità Santissima, o Dio Uno nella Santa Trinità, per aver nobilitato l'Immacolata in un modo così divino.

    S. Massimiliano Maria Kolbe.


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    Consiglia Elimina    Messaggio 33 di 44 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN♣®rom♪♪1 Inviato: 03/12/2002 8.08

    Terzo giorno

     

    Maria, Vergine Madre

     

    Dal vangelo secondo Matteo

     

    Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insie­me si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.<o:p></o:p>

    Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu ~ chia­merai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.

     

    Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

     

    Ottienici la salvezza, o VergineMaria.

    Ottienici la salvezza,  o Vergine Maria.

     

    Per la passione di Cristo tuo Figlio,

    0 Vergine Maria.

     

    Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. 

     Ottienici la salvezza, o Vergine Marta.

     

    Breve testo di meditazione

     

    Quali sublimità di amore Dio ha effuso nel Cuore Immacolato della Santa Vergine! Il suo cuore ne è talmente ricolmo che lei può vivere con la massima dedizione ed intensità la verginità, la maternità e la sponsalità allo stes­so tempo.<o:p></o:p>

    La verginità in lei è l'espressione della sua totale donazione a Dio e allo stesso tempo segno profetico dei tempi nuovi ormai iniziati. Si potrebbe pensare che sia uno stato di ste­rilità e passività> invece è condizione di attività somma e sublime: Dio stesso opera in lei e attraverso di lei! Tramite la sua disponibilità Dio entra nella storia compiendo cose veramente grandi.

     

    La maternità è frutto della sua totale donazione a Dio e per questo è una maternità che non si può limitare a una persona, ma che proprio per amore di questa si estende a tutta l'umanità. La maternità la porterà da Betlemme a Nazaret, dal Golgota al Cenacolo, dove ella manifesta in modo singolare la sua maternità sulla Chiesa che si perpe­tuerà per tutti i secoli.

     

    La sponsalità è la dimensione nella quale vive la sua dona­zione: Lei è e rimane sposa di Giuseppe, custode del Redentore, e santifica così il matrimonio. Lei però è anche la sposa dello Spirito Santo, che in lei ha operato e continua ad operare giungendo per mezzo di lei alla Chiesa. Come figura della Chiesa sposa di Cristo ella vive una sponsalità aperta e feconda con Dio, illuminando così il sentiero che dovrà prendere la Chiesa, e in essa anche gli sposi cristiani:

    uniti e aperti alla vita, aperti all'amore aperti all'operare di Dio.

     

    Silenzio per l'approfondimento personale

     

     Preghiamo.

    O santa Madre di Dio, che, accogliendo il mes­saggio dell'angelo, hai concepito il Verbo, hai dato if consenso con la fede, hai generato con la carne, trepidando per la presenza divina, ma fiduciosa nell'aiuto della grazia, accogli le richie­ste del tuo popolo, tu che puoi, ed esaudisci ampiamente le preghiere di ciascuno, affinché, accogliendo nel tuo grembo materno tutti coloro che, esuli nel viaggio della vita, si rifugiano in te con speranza sicura, li presenti salvi al Signore Gesù Cristo, tuo figlio.

     

    Orazionale visigotico

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    Da: Soprannome MSN°Gino Inviato: 03/12/2002 22.28
    Udienza generale di Giovanni Paolo II
     
    "IMMACOLATA: LA DEFINIZIONE DOGMATICA DEL PRIVILEGIO"
     
    Mercoledì, 12 giugno 1996
     
     
    1. La convinzione che Maria fu preservata da ogni macchia di peccato sin dal suo concepimento, sì da essere chiamata tutta santa, andò nei secoli imponendosi progressivamente nella liturgia e nella teologia. Tale sviluppo suscitò, all’inizio del XIX secolo, un movimento di petizioni in favore di una definizione dogmatica del privilegio della Immacolata Concezione.
    Nell’intento di accogliere questa istanza, verso la metà di quel secolo, il Papa Pio IX, dopo aver consultato i teologi, interpellò tutti i vescovi sull’opportunità e sulla possibilità di tale definizione, convocando quasi un "concilio per iscritto". Il risultato fu significativo: l’immensa maggioranza dei 604 vescovi rispose positivamente al quesito.
    Dopo una così vasta consultazione, che mette in risalto la preoccupazione del mio venerato Predecessore di esprimere, nella definizione del dogma, la fede della Chiesa, con altrettanta cura si pose mano alla redazione del documento.
    La Commissione speciale di teologi, istituita da Pio IX ai fini dell’accertamento della dottrina rivelata, attribuì un ruolo essenziale alla prassi ecclesiale. E questo criterio influì sulla formulazione del dogma, che privilegiò le espressioni del vissuto ecclesiale, della fede e del culto del popolo cristiano, rispetto alle determinazioni scolastiche.
    Finalmente, nel 1854, Pio IX, con la Bolla Ineffabilis, proclamò solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione: "... Noi dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina con cui si afferma che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in considerazione dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è una dottrina rivelata da Dio, e dev’essere, per questa ragione, fermamente e costantemente creduta da tutti i fedeli" (DS 2803).
     
    2. La proclamazione del dogma dell’Immacolata esprime l’essenziale dato di fede. Il Papa Alessandro VII, nella Bolla Sollicitudo, del 1661, parlava di preservazione dell’anima di Maria "nella sua creazione e nell’infusione nel corpo" (DS 2017). La definizione di Pio IX, invece, prescinde da tutte le spiegazioni circa il modo di infusione dell’anima nel corpo ed attribuisce alla persona di Maria, nel primo istante del suo concepimento, l’essere preservata da ogni macchia di colpa originale.
    L’immunità "da ogni macchia di colpa originale" comporta come positiva conseguenza l’immunità totale da ogni peccato, e la proclamazione della perfetta santità di Maria, dottrina alla quale la definizione dogmatica offre un fondamentale contributo. Infatti, la formulazione negativa del privilegio mariano, condizionata dalle precedenti controversie sviluppatesi in Occidente sulla colpa originale, deve sempre essere completata dalla enunciazione positiva della santità di Maria, più esplicitamente sottolineata nella tradizione orientale.
    La definizione di Pio IX si riferisce solo all’immunità dal peccato originale e non comprende esplicitamente l’immunità dalla concupiscenza. Tuttavia la completa preservazione di Maria da ogni macchia di peccato, ha come conseguenza in lei l’immunità anche dalla concupiscenza, tendenza disordinata che, secondo il Concilio di Trento, viene dal peccato e inclina al peccato (DS 1515).
     
    3. Concessa "per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente", tale preservazione dal peccato originale costituisce un favore divino assolutamente gratuito, che Maria ha ottenuto sin dal primo momento della sua esistenza.
    La definizione dogmatica non dice che questo singolare privilegio è unico, lo lascia però intuire.
    L’affermazione di tale unicità si trova invece enunciata esplicitamente nell’Enciclica Fulgens Corona, del 1953, dove il Papa Pio XII parla di "privilegio molto singolare che non è mai stato accordato ad altra persona" (AAS 45 [1953] 580), escludendo così la possibilità, sostenuta da qualcuno, ma con poco fondamento, di attribuirlo anche a san Giuseppe.
     
    La Vergine Madre ha ricevuto la singolare grazia dell’immacolato concepimento "in considerazione dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano", cioè della sua universale azione redentrice.
     
    Nel testo della definizione dogmatica non viene espressamente dichiarato che Maria è stata redenta, ma la stessa Bolla Ineffabilis afferma altrove che "è stata riscattata nel modo più sublime".
    Questa è la straordinaria verità: Cristo fu il redentore di sua Madre ed esercitò in lei la sua azione redentiva "nel modo perfettissimo" (Fulgens Corona: AAS 45 [1953] 581), sin dal primo momento dell’esistenza.
    Il Concilio Vaticano II ha proclamato che la Chiesa "ammira ed esalta in Maria il frutto più eccellente della Redenzione" (Sacrosanctum Concilium, 103).
     
    4. Tale dottrina solennemente proclamata, viene espressamente qualificata come "dottrina rivelata da Dio". Il Papa Pio IX aggiunge che essa dev’essere "fermamente e costantemente creduta da tutti i fedeli". Di conseguenza, colui che non la fa sua, o conserva un’opinione ad essa contraria "naufraga nella fede" e "si stacca dall’unità cattolica".
     
    Nel proclamare la verità di tale dogma dell’Immacolata Concezione, il venerato mio Predecessore era consapevole di esercitare il suo potere d’insegnamento infallibile come Pastore universale della Chiesa, che qualche anno dopo sarebbe stato solennemente definito durante il Concilio Vaticano I. Egli metteva così in atto il suo magistero infallibile come servizio alla fede del popolo di Dio; ed è significativo che ciò sia avvenuto nel definire il privilegio di Maria.
     
    Sia lodato Gesù e Maria, Gino

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    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 06/12/2002 9.44
    Amici...come vola il tempo! Siamo giunti così alla Festa dell'Immacolata e, miseramente abbiamo tentato di offrirvi delle meditazioni non soltanto a livello del cuore, che è per noi la parte essenziale...., ma anche dottrinale e teologico.
    Poichè per molti naviganti il venerdì è un giorno che chiude la settimana, vorrei offrirvi un riassunto....così, a parole mie....e di come io vivo e vivrò questa Festa!
     
    Partirò da queste due domande che hanno caratterizzato gli interventi precedenti:
    Come Maria è ed è stata quindi l'Immacolata Concezione?
    Come è stata sottratta alla legge del peccato, e come ha vissuto questa Grazia?
     
    E' vero, dunque, che la Chiesa riconosce che Maria è stata strappata dal peccato, ma riconosce anche che Ella è nata da una stirpe peccatrice poichè ha avuto genitori normali come tutti noi in Anna e Gioacchino, quindi le sue radici affondano nel peccato. La Chiesa perciò, non nega affatto che Maria NON poteva sottrarsi alla legge della natura e quindi alle conseguenze del peccato originale.
    S.Agostino, come abbiamo letto, dice in proposito di questo che "Maria è stata un eccezione".......cosa vuol dire? semplicemente che se Maria è pura NON lo è nell'ordine della natura, come per esempio lo è invece Gesù che "per sua natura (divina) è esente dal peccato. L'eccezione accaduta in Maria ha la sua origine NON "dalla" natura....bensì DA "la" Grazia.....
    Sappiamo bene tutti che il peccato altro non è che la privazione di questa Grazia, ed ha come conseguenza l'allontamento dell'anima e dei comportamenti da Dio......
    Vi ricordate in Genesi che leggiamo? Dio che dice al serpente, cioè a Satana: "Io porrò inimicizia tra te e la donna...." e dicevamo che ogni cosa che Dio dice è già cosa fatta.... L'eccezione di cui parlava Agostino (ricordiamoci che l'Opera sulla Genesi fu incompiuta perchè poi morì) è in questa "inimicizia, ostilità"....che Dio stesso pone di fronte al nemico. In tutta la Bibbia non esiste un riferimento così preciso a favore di una creatura umana.....
    Se Dio ha permesso che a Giobbe Satana gliene facesse passare di tutti i colori, non avrebbe potuto dunque preservare Maria?
    Quando la Chiesa insegna che Maria è "purificata", significa affermare, credere che Ella gode di una restaurazione NELLA GRAZIA e che semplicemente e meravigliosamente.....per mezzo di questa Grazia, Dio ha creato in Lei un "anima piena di Grazia"....così come la salutò l'Angelo nell'Annuncio.....
    "Ti saluto Piena di Grazia"....ed è di questo che noi rendiamo lode a Dio....
    Maria quindi...non è lontana da noi, non vive su un altro pianeta, non è estranea alle vicissutidini del mondo, Ella appartiene alla natura umana soltanto che NON vive le nostre traversie e gli ostacoli semplicemente perchè in Lei Dio ha operato "meraviglie", così come canta nel Magnificat, e perchè è Dio stesso a dircelo attraverso Genesi in quella "inimicizia" contro Satana.
    Questo "privilegio", ha poi un altro aspetto: la Chiesa....
    s.Agostino dice giustamente che Maria è da venerare ma ancor di più lo è la Chiesa....ed è vero...Maria e la Chiesa sono nella Bibbia una fusione perfetta perchè Lei è Madre della Chiesa e non vi è quindi competizione fra loro! La Chiesa che nasce dall'estremo sacrificio di Gesù sulla Croce e che fonda le sue radici in Cristo che è il Capo è detta TUTTA SANTA...
    Maria nasce da un Progetto di Dio e fin dal suo annuncio ci dice che Ella è nemica di Satana, con un atto di volontà propria, nel suo Fiat, Maria concepisce il Verbo Eterno per opera dello Spirito Santo (diventando LA MADRE)....e che non santifica quel grembo in quel momento, bensì è già trovato PRONTO....ecco che Maria è la TUTTA SANTA.....questa fusione avviene ai piedi della Croce: "Donna ecco tuo figlio; e al discepolo: ecco la tua Madre"....l'adozione è avvenuta....Maria diventa a pieno diritto MADRE  di tutti i REDENTI....e nel giorno della Pentecoste è la conferma ufficiale: Maria è con loro in attesa....pregando e dialogando con loro.....chissà quante cose si saranno detti!
     
    L'Immacolata è perciò UN PRIVILEGIO e NON un merito personale.....questa preservazione significa che Ella è stata colmata dell'amicizia CON Dio e DI Dio....."CON", perchè è Gesù, Seconda Persona della Trinità quindi Dio....a nutrirsi nel suo grembo, vivendo in perfetta fusione con lei, unendo così Cielo e Terra, ecco perchè la Chiesa la venera con il titolo "PORTA DEL CIELO".....e "DI" perchè in Lei opera direttamente tutta la Trinità.....
    Dunque, immersa non soltanto nella pienezza della sua Presenza, ma di più....rendendola Madre della Sua Natura Divina, Dio ha reso Maria sin anche superiore agli Angeli.....per questo è venerata quale Regina degli Angeli e dei Santi!
    Un accenno poniamo anche su s.Tommaso d'Aquino che se è pur vero che non trovava soluzione su questo dogma, è anche vero che sosteneva però questo concetto:
    " Gesù soltanto possiede il privilegio di NON aver bisgono di redenzione. Maria, quindi, sarebbe stata purificata da una macchia realmente contratta chè NON poteva essere posta fuori della Redenzione compiuta da Cristo", applicando così le parole di Paolo "Il Dio vivente è salvatore di tutti gli uomini" (1Tim.4,10)
     
    Ma infatti...il dogma e i suoi particolari sono andati pian piano perfezionandosi....queste parole di Tommaso non escludono affatto il Dogma.....anzi, se Tommaso vien letto attentamente senza estrapolare e storpiare i suoi intenti, appoggia invece il concetto del PRIVILEGIO racchiuso nel Dogma stesso. Tanto è vero che nella "salutazione Angelica" egli parlerà di un privilegio ritornando al concetto dell'eccezione avvenuta in Maria, dalle parole di s.Agostino....In sostanza, un altro Domenicano, il portoghese Giovanni di s.Tommaso, commentando la Summa Teologica dell'Aquinate dirà che "Maria è veramente redenta dal Cristo, ma lo è stato in anticipo per una eccezione della Grazia dispensatrice di Dio, - in vista dei meriti di Cristo (Bolla Innefabilis)-, Ella è dunque....IMMACOLATA "!
     
    Per concludere...se la nostra Redenzione corrisponde alla "LIBERAZIONE DAL PECCATO" che è stato contratto nel momento del concepimento a causa del comportamento di Adamo ed Eva, in Maria è avvenuta un eccezione.....la Redenzione per Lei c'è stata eccome, nessuno lo nega....ma lo è stata in ANTICIPO.....e questo è biblico: sin dalla Genesi parla di ostilità e di inimicizia fra questa Donna che dovrà partorire Colui che deve REDIMERE.....e Satana, iniziatore e propagatore del peccato.....finiamo con un paragone. Possiamo salvare un uomo che cade nel fango in due modi: sia traendolo dal fango quando vi è caduto; sia trattenendolo prima che ci cada.....
    Ecco...nel primo caso siamo tutti noi......nel secondo caso è Maria.....
     
    Rallegrati o Regina del Cielo!
     
    In Te la ragione o stupisce o impazzisce,
    Vergine Madre,
    per cui la stirpe di Adamo è riconciliata;
    e per divino Consiglio santificata,
    secondo l'Annuncio di Gabriele
    sei scelta per Madre.
    E' Risorto come aveva detto,
    ALLELUJA!
    Non toccata da contatto umano,
    eppure resa gravida,
    intatta da ogni vizio,
    gradita per umiltà e purezza,
    mirabilmente per noi esaltata
    nel palazzo del Cielo,
    portaci o Beata,
    nel Grembo dell'eterna Pace!
    Amen!
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    Da: smile Inviato: 06/12/2002 18.53
    Uno smile a tutti, è vero, come vola il tempo!
    Io sono una di quelle che chiude il venerdì con il computer, perciò grazie per averlo pensato.
    Questa settimana sono stata oberata di lavoro, ho solo potuto leggere qualcosina, ma nient'altro per poter intervenire.
     
    Caterina questa volta mi voglio complimetare, è bello leggere l'esposizioni personali, si legge che è tratto dal cuore e si capisce anche di più.
    Io ammetto tutta la mi ignoranza su questo Dogma, ma ho imparato molto e sapete di che cosa sono contenta? che in fin deic onti è quello che sapevo nel mio cuore pur non avendo letto nulla, cioè è come se avessi saputo tutte queste cose, ma leggerle così ti fa meravigliare, ti stupisce del grande lavoro che Dio ha fatto in Maria.
    Quando una persona mi ha chiesto un giorno notizie su questa festa, io mi sono sentita a disagio ed ho provato a dire come il cuore mi suggeriva, ma lo sai che l'esempio dell'uomo nel fango era simile all'esempio che gli ho fatto io? e non è questo ritrovarsi meraviglioso?
    Anche se tutti questi particolari non li conoscevo, io so dentro il cuore che Maria è pura e alla fine a quella persona gli ho detto: è pura perchè Dio l'ha amata tantissimo che l'ha voluta far diventare mamma del Suo divin Figlio. C'è forse dell'altro da capire? Ma se non siamo capaci di stupirci di tutto questo amore come faremo a comprendere il resto?
     
    Io conosco un canto molto conosciuto e dice:
    Evviva Maria, Maria evviva, evviva Maria, e chi la creò.
     
    O Maria quanto sei bella, sei la gioia e sei l'amore, m'hai rapito questo cuore, dallo tu al mio Signor!
     
    Quando il sole già nascente, le colline e il mondo indora, quando a sera si scolora, ti saluta il mio pensier!
     
    Quando andremo in Paradiso, grideremo Viva Maria, grideremo Viva Maria, e adoreremo il suo Creator!
     
    Buona festa dell'Immacolata a tutti, grazie per quanto fate, e vorrei anche salutare agli altri non cattolici in rispetto del loro credo, vi abbraccio in Gesù Cristo Signore nostro.
    Smile a tutti
     
     

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    Da: cristianocattolico Inviato: 06/12/2002 20.22
    Sapete una cosa che non ho mai detto a nessuno?
    No, perchè appunto non l'ho mai detto a nessuno!!!
     
    Ma ora ve la dico.......................
     
    Circa 5 anni fa pregavo incessantemente il Signore e chiedevo moltissimo a  Maria di pregare per me................
     
    Gli chiedevo di farmi trovare finalmente l'amore, l'amore quello vero.
    Cioè di farmi incontrare una brava ragazza con cui potermi costruire una sana famiglia cristiana.
    Devo confessare che pregavo più Maria che Gesù, tuttavia non la adoravo, ma ero ben conscio che le poteva intercedere per me presso suo Figlio.
    Ebbene ho fatto circa due anni di pregare, (non sto esagerando, ho fatto veramente 2 anni di preghiera), volevo quello che chiedevo SUBITO, o almeno in termini brevi, ma così non accadde. Tutto quello che mi accadeva lo scrivevo in un diario personale.
    Allora sfiduciato lasciai perdere ogni preghiera, non andai più in Chiesa (perchè andarci due volte all'anno non lo considero andare in Chiesa) pregavo solo sporadicamente e senza più tanta fede. La mia fede si era ridotta al lumicino, quasi si stava spegnendo.
    Passai altri tre anni di tiepidezza spirituale. Non ero nè carne nè pesce.
    Poi all'improvviso, il Signore mi cominciò a prendere per mano, tramite una ragazza, una dolcissima ragazza.
    Mi ero dimenticato del mio diario, non lo toccavo più da più di tre anni, ma quando lo diedi alla mia ragazza (perchè io non ho segreti per lei) lei lo lesse  e dopo un pò di tempo  mi fece notare che nell'ultima pagina scritta, c'era una mia preghiera rivolta a Maria, era una mia ultima richiesta di preghiera, chiedevo a Maria di pregare per me, affichè il mio sogno si avverasse (e non chiedevo di vincere al lotto, ma di potermi costruire una sana famiglia cristiana).
    Ebbene quella pagina di diario mi fece ritornare in mente tutte quelle richieste di preghiera che facevo giornalmente a Maria (per due lunghi anni).
    Voglio pertanto ringraziare pubblicamente Maria per aver pregato per me, e perchè il Signore Gesù mi ha fatto incontrare una perla di ragazza.
    Ma non è una ragazza qualsiasi, perchè io sono stato ricondotto alla fede proprio tramite lei. Il DISEGNO DI DIO, si è compiuto per me, Egli non mi ha messo accanto una ragazza qualsiasi ma una ragazza piena di fede, piena di cristianità, che mi ha riportato alla Fede cristiana. Non dico a quale gruppo cristiano ella apparteneva per evitare polemiche, e straschichi, e anche per rispettare la sua riservatezza, se un giorno vorrà dirlo lo dirà lei. Ma ho voluto fare questa mia testimonianza per ringraziare pubblicamente Maria, in occasione della sua commemorazione, e SOPRATTUTTO per sottolineare che io ringrazio Maria, ma adoro Gesù, io mi sono innamorato di Gesù, da quando ho incotrato la mia ragazza posso dire di essere veramente Cristiano, di leggere la Bibbia, di studiare la Parola di Dio, di gustarla, di apprezzarla nella sua profondità, e soprattutto vedo che in campo biblico non si finisce mai di imparare. Da ateo che ero diventato, il Signore Gesù mi ha trasformato. Fratelli vi confesso con le lacrime agli occhi che fino a due anni fa io la Bibbia non l'avevo mai aperta, ora come vedete il Signore mi ha illuminato, e mi ha reso preparato, non un dotto, ma solo un laico preparato, che non si sente arrivato, ma che anzi si impegna e capire sempre di più, a studiare sempre di più la Bibbia, e a rispettare sempre di più i suoi fratelli.
    Ditemi la ferità avreste mai creduto che io studio la Bibbia solo da due anni a questa parte?
    Ebbene è la verità, ripeto non mi sento un dotto, ma ho fatto molti passi in avanti,
    Mi sono innamorato della Parola di Dio, e la studio incessantemente, è bella, è profonda, è brillante, e ammirevole, e stupefacente.
    GLORIA A DIO,
    Grazie Maria, GRAZIE GESU'
     
    Un grande benidizione a tutti voi fratelli, cattolici e non cattolici. Alleluia !!!
     
    Pace
    Salvatore
     
     
     

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    Da: Soprannome MSN°Teofilo Inviato: 06/12/2002 22.03
    Caro Salvatore,
    la nostra cara Madre continua ad indicarci ancora oggi:" Fate quello che Egli vi dirà".  E quando noi seguiamo il suo materno consiglio i risultati sono sempre positivi.
    Grazie per questa condivisione che hai voluto parteciparci e che testimoniano un ritorno al Signore proprio grazie a Maria e attraverso la tua fidanzata che ti è stata di stimolo nella ricerca e nella scoperta di un tesoro che avevi abbandonato.
     
    Nella mia esperienza tra i gruppi di movimenti cattolici, vedo che molti fanno ritorno alla fede e riscoprono "quanto è buono il Signore", e gustano la Sua Parola che è "più dolce del miele e di un favo stillante".
    Tanti che prima erano dediti a vizi di varia natura, partecipano ora con uno slancio entusiastico agli incontri di preghiera e si industriano per scoprire cosa il Signore vuole da loro per servirlo.
     
    Anche nella nostra parrocchia vi sono alcune attività per la comunità parrocchiale: lo studio della Bibbia per gli adulti , il rosario ogni giovedi sera presso la cappella dell'ospedale per radicare in questo anno dedicato al rosario, questa forma evangelica di preghiera, oltre naturalmente alla preparazione delle coppie in formazione e dei ragazzi attraverso i catechismo. Tutto questo passa inosservato ma si suol dire che "fa più rumore un albero che cade piuttosto che una foresta che cresce".
     
    Perciò con la certezza che il Signore ci ama e ci ha dato una Madre che prega per noi, rimaniamo vigilanti nell'attesa della venuta del Salvatore.
     
    SLGC
     
     
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    Da: Crociato2 Inviato: 06/12/2002 23.39
    Buona serata al Gruppo.
     
    Che altro aggiungere ad un Forum così delicato? Non lascerò soli quanto hanno fatto una loro testimonianza, la mia sarà breve.
    Dopo anni (praticamente da sempre) di ateismo, anzi di veleni che sputavo addosso ai preti, ho conosciuto una donna stupenda (mia moglie). Si andava in discoteca, si scherzava, anche qualche canna leggera. Non scandalizzatevi, una o due, massimo tre all'anno non di più, ma quel giorno che proposi alla mia futura moglie di fumare con me, mi sorrise in un modo che non avevo mai notato,  non mi vietò di farlo, ma aggiunse: < Lascia perdere! > Voi mi direte è tutto qui? Si!, Tutto qui! Non mi disse altro, ma fu il modo in cui lo disse che mi colpì tanto da farmela buttare a metà!
     
    Ci stavamo preparando per i preparativi alle nozze ed io volevo sposarmi al Municipio, ma lei fu irremovibile! Allora tentai di capire - perchè!- Perchè era irremovibile!?
    L'amavo troppo per perderla, e l'unica opportunità che avevo era di approfondire le sue motivazioni e non le mie che in effetti erano confusionarie, a differenza del suo -NO- preciso e inequivocabile.
     
    Le diedi un appuntamento un venerdì pomeriggio, ma mi disse che non poteva, ed alla mia insistenza scoprii il suo segreto e mi disse che andava ogni Venerdì del primo del Mese al Rosario, all'Adorazione Eucaristica e poi la Messa.
    Scoppiai a ridere!
    Lei restò ferma mentre due lacrime le rigavano il viso. Allora mi feci serio, non pensavo di averla ferita così, le chiesi di aiutarmi a capire. E per poter capire ritardammo il matrimonio. Un giorno mi portò alle Tre Fontane (chi è di Roma le conosce, sono vicino all'Eur, o se volete Tre Fontane dove sorge l'antica chiesa che la tradizione vuole sia stata dedicata sul luogo della decapitazione di Paolo, l'Apostolo, la testa fece tre rimbalzi da dove scaturirono tre fontanelle, da qui il nome), accanto vi è il piccolo e modesto Santuario della Vergine della Rivelazione (ho visto che avete inserito nelle testimonianze, grazie!) e cominciò a spiegarmi la storia.
    Capii subito che contro Dio non avrei potuto fare nulla e che avrei perso ciò che amavo di più al mondo, così accettai la sfida e cominciai ad incontrami con un sacerdote che diventerà il mio confessore. Un cammino durato ben sette anni, si, ritardammo il matrimonio di sette anni ed oggi ne sono felice. Io ero burbero, e se mi fossi sposato in quelle condizioni, forse avrei finito col fare del male alla donna più importante della mia vita.
    Ho imparato a dire il Rosario e la sera lo diaciamo ancora insieme in famiglia, una volta ne parlammo in classe e tutti naturalmente scoppiarono a ridere, ma quando videro il mio volto accenare un sorriso (non risata!) si fece silenzio, nessuno osò dire nulla e continuammo la lezione.
    Alla noscita del nostro primo ed unico (purtroppo) figlio, ecco la tegola, il bambino presenta subito dei problemi. Questa volta era lei che stava per cedere, Dio mio quanto ho amato in quei giorni mia moglie, soltanto Lui può comprenderlo, Lui che ha amato Maria in modo così eccezzionale da proteggerla dal demonio!
    Mia moglie era in depressione, ed io l'accudivo come si fa con un bambino, ma invece della pappa, le portavo il Rosario e questo perchè, ve lo confesso, non sapevo veramente che altro fare. Due tre volte la settimana andavamo alla Messa, ma quasi trascinandola.
    Per farla breve io penso che quel ritardare il matrimonio sia stato un segno del Signore che si è servito di Maria affinchè non ci perdessimo in quanto Loro sapevano bene che cosa stava per accaderci.
    Dopo un pò di mesi si cominciò a ristabilire la situazione tornò alla normalità, il bambino cresceva alla fin fine sano e robusto, ma non avrebbe mai potuto sorridere.
    E ancora oggi che lottiamo fra medici ed ospedali, il Rosario è sempre con noi, magari una sola Decina al giorno, ma qualcosa la diciamo sempre.
     
    Scusatemi, avevo detto che sarei stato breve, offritemi a Gesù!
    Ave Maria e Buona Festa a tutti e Buona Domenica a tutti, Luca

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    Consiglia Elimina    Messaggio 40 di 44 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 07/12/2002 9.46
    Effetivamente.....credo anch'io che ci si apra di più quando si trova l'argomento giusto....e che ci spinge a meditare e quindi a confidarsi una personale esperienza......credo che tutto sommato alla fin fine sia questo il vero spirito di un Gruppo, specialmente questo che desideriamo come Oasi...come un punto d'incontro.....peccato solo che non si possa ordinare un caffè......
     
    "O Rosario Benedetto di Maria....Catena dolce che ci RANNODI A DIO".....queste parole tratte dalla Supplica di Pompei parlano di una Catena che ci "rannoda- ci unisce" a Dio......io non trovo scandaloso trovare sul mio cammino persone che hanno difficoltà a dirlo tutti i giorni.....perchè sono certa che nella quotidianità....un Mistero finisce che riusciamo TUTTI a meditarlo......
    L'esperienza di angel, ad esempio, nasconde una propagazione del Rosario che è di certo la concretizzazione di queste parole della Supplica....una Catena che ci rannoda a Dio.....
     
    l'esperiena di Salvatore invece, è il classico chiodo spinoso di una realtà quotidiana nella quale bene o male tutti finiamo col trovarcici.......richieste, delusioni, amarezze..sconfitte...senso di abbandono..."Dio mio, Dio mio...perchè mi hai abbandonato?" i Vangeli non ci forniscono la risposta...poichè è soggetta alla personalità di ogni individuo.....Salvatore l'ha trovata...altri non la trovano perchè non vogliono, perchè magari è una risposta scomoda che mette a disagio....molti non la vogliono perchè tale risposta può chiederci in cambio la croce......Insomma...tante motivazioni....
    Due anni fa chiedevo una grazia speciale....che si trascinava, veramente....da ben 15 anni......e NON trovavo risposta.....ero scoraggiata...tanto da rischiare di mandare all'aria tutta la mia vita......
    Poi ho capito....la risposta l'avevo avuto tanti anni prima, proprio conoscendo delle claustrali......e scoprii più semplicemente che INCONSCIAMENTE IO LA RIFIUTAVO......nel momento in cui l'accettai mio malgrado, le cose si capolvesero...erano sempre gli stessi problemi, ma ora che avevo  accettato la risposta....affrontavo i problemi sotto un altra luce.....
     
    Cosa c'entra Maria in tutto questo? Non è forse Gesù che aiuta? Certamente!! Ma attraverso Maria ho rotto le scatole a Gesù.........perdonatemi l'espressione colorita....ma è quello che ho fatto......"Maria strappa questo mio desiderio di capire a Gesù.....non dargli pace fin quando non mi avrà esaudita perchè io sono troppo misera per capire...non vedi come sono di coccio? Non lasciatemi troppa libertà....usatela per salvarmi.....io desidero solo capire perchè ne va della mia salvezza......e dell'insegnamento che darò a questi figli che il Buon Dio ci ha dato......"
     
    Questa è stata la mia preghiera per mesi e mesi.....fino a queando capii che la risposta l'avevo già sotto gli occhi da anni, ma non volevo accettarla.....
     
    ......l'importante è.....NON scoraggiarsi mai......
    è come quando si prende una medicina i cui effetti non sono immediati e ci vuole del tempo per vederne i benefici.....l'importante è prendere quella medicina.......o come quando ci sono delle medicine i cui effetti non si vedono, ma si sentono dentro.....e si interrompe la cura, si avverte un disagio.....
     
    Grazie a te Luca per la tua esperienza......
    il mio incontro vero con Gesù è stato attraverso Maria e il Rosario....a causa della morte di un bambino di 6 anni in un incidente stradale.....15 anni orsono....completamente digiuna di che cosa fosse concretamente la Chiesa, la vivevo così come mi era stata insegnata....tuttavia, come accade per lo svezzamento, compresi che era ora di decidere concretamente cosa fare e cosa essere nella vita.....Incontrai proprio Fr. Mauro, questo domenicano con il quale ancora oggi procedo a tentoni nelle strade della vita con la fede......allora non avevamo internet.........cominciai proprio con incontri parrocchiali fra geovisti....poichè uno era l'amico del parroco, si portò dietro altri due......uno si riconvertì.....non certo per meriti miei.....ma cominciammo i dialoghi proprio dalla realtà di Maria e del suo ruolo, dalle parole di saluto dell'Angelo e di s.Elisabetta.....se non si comprendesse correttamente Lei, difficile comprendere realmente chi fosse il Figlio.....Ed io ho cominciato a capire, e ad appassionarmi anche alla storia della Chiesa con tutti i suoi malanni e periodi influenzali.....
    Da allora è stato un crescendo.....che non può trovare la parola "fine"......poichè più si conosce e più si aprono tante altre porte e finestre......La Bibbia è un pozzo senza fondo...e la meditazione dei Misteri del Rosario altrettanto....quando li Medito...mi capita di fare sempre NUOVE meditazioni pur restando medesimo il Mistero......non è meraviglioso?
     
    Nel Rosario, e questo è il dato più importante.....è di gran lunga più salutare ed efficace la meditazione dei Misteri, magari uno o due al giorno, ma meditarli.....contemplarli....imitare la mucca che ha due stomaci e rimugina per ore lo stesso pastone.....
     
    Buona Festa anche a voi e Buona Domenica a tutto Il Gruppo e alle nostre Famiglia giunga copiosa la benedizione di Dio
    Fraternamente C.

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    Consiglia Elimina    Messaggio 41 di 44 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 23/03/2003 12.28
    L'errore Pentecostale rivolto a questo dogma è il NON approfondire il concetto della PRESERVAZIONE........e cercano nella Bibbia una frase o un testo LETTERALE.....che faccia dire esplicitamente il dogma......
     
    Ma amici...il dogma....si chiama tale proprio perchè NON è letterale nella Bibbia ma la si estrae nell'essenza.......come avvenne per la TRINITA'......che è ovvio che Essa è più chiaramente incisa....eppure talmente è incisa...che i T. di G. NON ci credono...............
    Maria NON è superiore a Dio, al Figlio o allo Spirito Santo.....ma la Trinità in Lei ha operato come in nessun altro.....
    Qui trovate la risposta al senso dell'essere stata PRESERVATA........
     
    Il NON crederci.....NON asserisce che la Chiesa ha sbagliato nel Dogma.............così come i T. di G. che NON credono nella Trinità...non elimina la Trinità....così come gli Ebrei che non credono in Gesù quale Figlio di Dio....NON cancella l'evento di Cristo........così come i Pentecostali che NON credono nella Chiesa NON annienterà la Chiesa......nè quanto ci insegna.......
     
    Si chiedono le prove che Maria sia nata SENZA PECCATO....."l'inimicizia fra la donna e Satana" in Genesi ne costituisce la prova....perchè ciò che Dio dice è cosa fatta.....si parla dunque di PREVENZIONE........in vista di questa missione Maria è stata preservata.....ed è sempre il Figlio a SALVARLA .......perchè il Verbo era PRESENTE NEL PADRE FIN DAGLI INIZI......nel momento in cui Dio annuncia il Progetto della salvezza.....ha inizio il cammino della Redenzione che vede il suo realizzarsi con l'Incarnazione....dunque Maria essendo stata annunciata quale Vergine....e che in questo annuncio dell'A.T. era, Maria nei pensieri di Dio......è stata PRESERVATA.......e salvata dal Figlio fin dal suo concepimento.......Matteo parla di "pienezza del tempo" in cui Dio mandò il Suo Figlio nato da Donna......tale pienezza implica un tempo prima di questa pienezza (che chiamiamo A.T.) nel quale tale prodigio era stato già annunciato e tutto già REALIZZATO NEL CUORE DI DIO.......in questo contesto Maria essendo parte integrante del Progetto ed essendo la PROTAGONISTA DELL'ANNUNCIAZIONE INSIEME AL FIGLIO.....ed essendo stata preannunciata......è stata anche preservata......
    L'Apocalisse cap. 12 ci da la conferma......del preannuncio.....nel cui preannuncio i Padri della Chiesa, come stiamo leggendo nel forum:...Dal Dogma alla Verità^__^...
    ne hanno visto la PRESERVAZIONE........
     
    Si legge che alcuni dicono di "aver studiato a lungo i Padri".....bè se il risultato è la negazione della Theotokos....queste persone non sanno affatto nulla dei Padri....
     
    Fraternamente, C.
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      Elimina    Messaggio 42 di 44 nella discussione 
    Da: Soprannome MSNcristiano-cattolico Inviato: 31/03/2003 18.28
    Un fratello ex pentecostale mi ha fatto avere uno studio su Maria,
    tra le tante riflessioni ho trovato molto ammirevoli le seguenti riflessioni:
     
     
    Davide, in quel giorno, ebbe paura del SIGNORE, e disse: «Come potrebbe venire da me l'arca del SIGNORE?» (2 Samuele 6,9)
    Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me?        (Luca 1,43)

    L'arca del SIGNORE rimase tre mesi in casa di Obed-Edom a Gat, e il SIGNORE benedisse Obed-Edom e tutta la sua casa. (2 Samuele 6,11)
    Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua        (Luca 1,56)
    Davide andò e trasportò l'arca di Dio dalla casa di Obed-Edom su nella città di Davide, con gioia.  Quando quelli che portavano l'arca del SIGNORE ebbero fatto sei passi, egli immolò un bue e un vitello grasso. Davide era cinto di un efod di lino e danzava a tutta forza davanti al SIGNORE (2 Samuele 6,12-14)
    Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo. (Luca 1,44)
    Questo è un piccolo esempio di come le Scritture parlassero in maniera velata di Maria fin dal Vecchio Testamento, e ci fa capire come e in che modo il N.T. sveli il V.T.
     
    Ammirevole e incantevole!
     
    Pace
    Salvatore

    Rispondi
    Consiglia Elimina    Messaggio 43 di 44 nella discussione 
    Da: Soprannome MSN7978Pergamena Inviato: 12/04/2003 15.47
    Prendendo spunto sempre dalla catechesi Protestante, su questo tema leggiamo quanto segue......
     
    11. Che cos'è l'Immacolata Concezione?

    L'8 dicembre 1854 il papa G. M. Mastai Ferretti (Pio IX, 1846-1878) ha dichiarato che "la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio... venne preservata immune da ogni macchia della colpa originale" (10).
    Maria sarebbe quindi nata senza peccato, a differenza di tutte le altre creature umane, che nascono macchiate dal peccato originale, cioè con una tendenza a peccare. Nel passato questa è stata un'opinione contro la quale si schierarono le menti più dotte della chiesa romana: San Bernardo, San Bonaventura e il sommo dottore di questa chiesa, Tommaso d'Aquino. I francescani e i gesuiti hanno sostenuto questa dottrina, ma i domenicani l'hanno fieramente combattuta, mentre il Concilio di Trento non osò pronunziarsi.

    ............
    Mi fa piacere che questa è una delle rare volte in cui leggo su s.Tommaso d'Aquino: "sommo dottore di questa chiesa"......wuaooooooo...bè detto da dei protestanti fa veramente piacere......bando alle ciance......che cosa accadde lo abbiamo inserito qui ai primi messaggi, basta cliccare qui per andare all'inizio dei messaggi di questo forum:
    Prima  ......
    Ascoltare i protestanti su questo tema, sembra di sentire un "disco rotto"...quasi una sorta di "passa-parola".....e far vedere così come la Chiesa si è scannata per arrivare a dire una cosa piuttosto che un altra....ovviamente se anche i protestanti credessero all'Immacolata, i "cattivi"  sarebbero in questo caso i domenicani.....che qui sono elogiati e poi mischiati con l'Inquisizione.....è proprio vero ognuno tira l'acqua al proprio mulino.......allora facciamo così....rinfreschiamo questo forum con questo testo........
     
    Il peccato originale, questa realtà misteriosa e per noi poco evidente in quanto comporta un prolungamento della colpa dei progenitori in tutti noi, viene oggi considerato nella sua cospicua eccezione o meglio nel singolare privilegio accordato a Maria, che ne è stata preservata sìn dal primo istaiìte della sua esistenza umana. Il valore dottrinale di questa festività è espresso nell'orazione della celebrazione liturgica, che sottolinea il privilegio concesso alla futura Madre di Dio: « 0 Dio, che per l'Immacolata Concezione della Vergine hai preparato al tuo Figlio una dimora degna di lui... », e la natura stessa di questo privilegio, in quanto non sottrae Maria alla universale Redenzione compiuta da Cristo: «Tu che l'hai preservata da ogni macchia in previsione della morte di tuo Figlio... ».
    Prima che Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus del 1854 definisse solennemente il dogma dell'Immacolata Concezione, nonostante le esitazioni di alcuni teologi, che potevano appellarsi allo stesso S. Tommaso d'Aquino il quale però non si occupò strettamente dell'Immacolata quanto del senso del peccato e della salvazione per la quale TUTTI abbiamo bisogno del Salvatore, si era avuto uno sviluppo non solo della devozione popolare verso l'Immacolata ma anche negli interventi dei papi in favore di questa celebrazione. Prima che il calendario romano ne includesse la festa nel 1476, questa era apparsa in Oriente già nel settimo secolo, e contemporaneamente nell'Italia meridionale soggetta ai Bizantini.
    Nel 1570 Pio V pubblicò il nuovo Uffìcio e finalmente nel 1708 Clemente XI estese la festa, divenuta d'obbligo, a tutta la cristianità. Ma già dalle origini del cristianesimo Maria viene venerata dai fedeli come la «Tutta santa» («panaghìa») e nel primo abbozzo della festa liturgica della Concezione, anteriore al VII secolo, si nota, se non la professione esplicita della esenzione dalla colpa originale, almeno una persuasione teologicamente equivalente, centrata di fatto sul quel senso di "preservazione", visto anche alla luce della Genesi quando Dio dirà dell'inimicizia fra Satana e la donna che partorirà il Redentore. «Potuit, decuit, ergo fecit», aveva argomentato un brillante teologo medioevale: « Dio lo poteva fare, conveniva che lo facesse, quindi lo ha fatto! ». Dall'infinito amore di Cristo verso la Madre, che l'ha pre-redenta e colmata di Spirito Santo dal primo istante della sua esistenza, è derivato questo singolare privilegio, che la Chiesa oggi celebra per farci meditare non solo sull'ineffabile bellezza dell'anima di Maria, ma anche sulla bellezza di ogni anima santificata dalla grazia redentrice di Cristo.
    Chi veramente fu DETRMINANTE per questa dottrina è stato:
    John Duns Scotus che nacque nel Berwickshire a Duns, una cittadina situata nei pressi del confine scozzese, all'incirca  nel 1265.   Di conseguenza, egli fu un contemporaneo sia di  Wallace (1270 -1305), che di Robert the Bruce, divenuto in seguito re Roberto I (1272-1329).

    Scotus difese la dottrina dell'Immacolata Concezione a Colonia ed a Parigi, ed una disputa da lui abilmente sostenuta a Parigi, convinse quell'Università ad adottare tale dottrina ed a conferire a John Duns Scotus il titolo di "Acuto Dottore".  Questi eventi accaddero nel 1387, quasi 80 anni dopo la sua morte, e mostrano quanto rapidamente si fosse diffusa l'opinione Scotista e quanto profondamente avesse messo radici, almeno in Francia...

    L'opinione del Beato John sull'Immacolata Concezione prevalse definitivamente, ma non fu dichiarata Dogma Cattolico fino al 1854 (da Papa Pio IX).  Fino ad allora, essa causò grandi controversie per cinque secoli, in particolare fra i teologi Francescani e Domenicani. Le differenze fra Scotus e San Tommaso d'Aquino però, non vanno prese come una lotta interiore dentro la Chiesa, infatti tali dispute che non sfociarono mai in accuse, scomuniche o anatemi....ebbero invece l'utile effetto di mantenere serenamente in piena efficienza la vita intellettuale ed la discussione nella Chiesa.

    Infine....all'affermazione che quel catechismo protestante propone e che dice: Maria sarebbe quindi nata senza peccato, a differenza di tutte le altre creature umane, che nascono macchiate dal peccato originale, cioè con una tendenza a peccare......NON tiene conto, è evidente, del passo della Genesi che dice "Io (Dio) porrò INIMICIZIA tra te (Satana) e la donna (Maria....."(Gn.3,15).....che avverte invece di questa PREVENZIONE...che NON vuol dire che Maria NON sia stata salvata...Maria è stata preservata...in lei NON c'era tendenza al peccare....Dio "l'ha nascosta" agli occhi di Satana....come suggerisce Origene Padre della Chiesa.....
     
    Buona meditazione.......

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    Da: Soprannome MSN°Gino¹ Inviato: 29/05/2004 14.27
    Ricevo dalla mia Diocesi di Monreale.....
     
    150° ANNIVERSARIO DELLA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA SANTISSIMA
    Messaggio dei Vescovi siciliani ai fedeli delle Chiese di Sicilia
     
    Sorelle e Fratelli carissimi.

    Ricorre quest'anno il 150° anniversario della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione di Maria Santissima. Era infatti l'8 dicembre 1854, quando il Beato Pio IX con la bolla dogmatica Ineffabilis Deus proclamava come rivelata da Dio la dottrina secondo cui la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.
    La solenne proclamazione dava felice compimento a un'attesa lunga di secoli, che la stragrande maggioranza del popolo cristiano aveva vissuto nelle forme più varie della sua pietà mariana.
    Anche i fedeli della nostra terra di Sicilia avevano partecipato a questa attesa con la loro tipica vivacità. Ed è a tutti noto il commovente attestato che ne vollero dare i vescovi siciliani nostri predecessori alla vigilia quasi di quel 1854 allorché, richiesti da Pio IX circa il loro pensiero e il sentimento dei fedeli sulla verità dell'Immacolata Concezione di Maria, con fiera sicurezza risposero che l'Immacolata Concezione era talmente fissa nella mente dei Siciliani, che da molti secoli, con decreto solenne delle città, essa era stata da loro costituita sotto questo titolo Patrona di tutto il regno. In quella medesima circostanza i vescovi ricordarono altresì come i siciliani fossero giunti perfino a giurare di difendere questo privilegio fino al sangue. Proprio sulla base di questo così radicato attaccamento alla dottrina dell'Immacolata Concezione essi ritennero di potere pregare instantemente il Sommo Pontefice, a nome dell'intero episcopato siciliano e delle diocesi ad esso affidate, perché confermasse questa così grande prerogativa della Vergine col suo supremo giudizio e la dichiarasse con decreto apostolico.
    Questo medesimo attaccamento di fede e questa stessa filiale devozione a Maria si espressero cinquant'anni fa nelle solenni manifestazioni popolari del primo centenario della proclamazione del Dogma. Non pochi siciliani ricorderanno come in quel 1954 l'allora Sommo Pontefice Pio XII abbia voluto proclamare, in un memorabile messaggio radiofonico a noi indirizzato, la Sicilia "Feudo di Maria".
    In questa ulteriore ricorrenza giubilare siamo tutti noi, carissimi fratelli e sorelle, ad es-sere chiamati ad esprimere la fede dei nostri padri e la loro tenera devozione alla "Bella Madre Maria". In un tempo come il nostro, nel quale anche la fede e la devozione dei credenti appaiono non raramente segnate da riserve teoriche e contraddizioni pratiche, anche noi, attuali Pastori delle Chiese di Sicilia, siamo desiderosi di attestare a nostra volta che l'amore alla Vergine Madre di Dio, immacolata fin dal suo concepimento, permane tra noi tenerissimo e sempre capace di ispirare slanci generosi di dedizione alla sequela del Figlio suo Gesù Cristo.
    Sappiamo infatti - e lo ha ricordato ancora recentemente il Santo Padre Giovanni Paolo II - che l'Immacolata concezione di Maria ci richiama potentemente all'originario pro-getto di santità che Dio ha nei nostri riguardi: un progetto condizionato per sua disposizione alla nostra risposta libera e amorevole, ma al quale noi uomini abbiamo opposto quel rifiuto che ha tragicamente interrotto il dialogo vitale con Lui, nostro Creatore e Padre. L'Immacolata Concezione è stato, come dice il Papa, il preludio all'intreccio ar-monioso tra il "sì" di Dio e il "sì" che Maria pronuncerà con totale abbandono, quando l'angelo le recherà l'annuncio celeste. Un "sì", che pronunciato a nome dell'umanità, ha riaperto al mondo per l'incarnazione del Verbo di Dio nel suo seno le porte del Paradiso. Ed è così che nell'originario progetto della creazione, restaurato e potenziato in Cristo, ha trovato posto anche lei, la Vergine Madre.
    Memori di questa consolante verità e giustamente grati a Maria, vorremo ancora una volta ritrovarci insieme, pastori e fedeli, per rendere idealmente presente nella lode ac-canto a Cristo e alla sua santa Madre tutta la Sicilia. Celebreremo solennemente l'Eucaristia a Palermo il prossimo 24 ottobre nell'ampia Piazza Politeama - Castelnuovo. La celebrazione eucaristica sarà preceduta dall'accoglienza del simulacro argenteo dell'Immacolata custodito nella Basilica di S. Francesco d'Assisi e che per la straordina-ria occasione sarà ivi trasportato. 
    A Lei, la Santissima Vergine Immacolata, affidiamo noi stessi e tutti i suoi figli siciliani, perché quale Madre ci sostenga e accompagni nella piena adesione di fede, speranza e carità a Cristo suo Figlio nostro Signore, morto e risorto per noi.
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