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una proposta che fara´ di sicuro discutere

Ultimo Aggiornamento: 12/12/2007 08.03
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10/12/2007 20.51

cari amici,

negli ultimi tempi sono successe a Casarano un mucchio di cose che mi hanno fatto riflettere molto.

Volevo fare una sintesi di queste riflessioni e sperare nel contributo di tutti per discuterne (altrimenti a che serve sto forum?).

I problemi della nostra citta´ in definitiva sono piu´ o meno sempre gli stessi da almeno un 15-20 anni a questa parte: il lavoro e i lavori (intesi come cantieri da aprire per rimodernizzare un po´ la citta´).

Cominciamo con il lavoro
La crisi occupazionale TAC sembra superata (almeno sulla carta) attraverso un trasferimento di forza lavoro dall´ex settore trainante dell´economia cittadina ai nuovi settori, primo fra tutti l´energia. Se tutto va bene, per qualche tempo avremo pane da mettere tra i denti... ma sta di fatto che sembriamo non aver imparato poi tanto dal passato. Si esce dal settore TAC e si entra nel settore energia. Economia basata su UN settore era, economia basata su UN settore sara´.

Del resto, diciamocelo, fare impresa da noi non e´ facile. L´imprenditore piccolo (perche´ all´inizio della sua "carriera") deve destreggiarsi in una autentica gincana di norme e leggi che spuntano fuori puntualmente quando si tratta di fartela pagare. A questo si aggiunge un sistema creditizio che in linea di principio ci penalizza per il solo fatto di essere meridionali. Lo stato (o l´unione europea) ci offrono alternative per il finanziamento dell´impresa... ma, l´abbiamo visto nei mesi scorsi, anche li´ sembra che le trappole non mancano (leggi vicenda Mita).

le idee non mancano... ma non c´e´ nel nostro DNA l´abitudine di "fare gioco di squadra". Questo non vuol dire accettare acriticamente quallo che si fa, la critica aiuta a migliorarsi. Fare squadra significa in primis preferire le proprie imprese, i propri prodotti a quelli che vengono da fuori. Se il prodotto che viene da fuori e´ migliore, cercare di contribuire al miglioramento del prodotto locale, e l´imprenditore locale dovrebbe dimostrare non solo attenzione verso la qualita´ del suo prodotto, quanto anche e soprattutto alla dimensione sociale che la sua impresa ha nei confronti della comunita´...

fare gioco di squadra significa in poche parole INGRANDIRE LA TORTA PRIMA DI SPARTIRSELA... e non viceversa...

Parliamo adesso dei lavori

innanzitutto le infrastrutture. Negli ultimi anni il comune ha individuato una serie interminabile di cantieri da aprire. Opere necessarie per la nostra citta´ (pensiamo alla circonvalazione), ma chissa´ poi perche´ al dunque viene sempre a mancare qualcosa. A volte questo qualcosa sono proprio i soldi, tanto che per alcune opere si parla apertamente di farle finanziare dai privati (che poi tradotto in buon casaranese significa dall´Italgest).

Abbiamo un patrimonio artistico da offrire a qualche malcapitato che passa dalle nostre parti che avrebbe bisogno di qualche intervento (significativo l´appello delle settimane scorse di Luciana Margari per il restauro di UNA tela del Coppola), e anche per questo genere di interventi mancano i piccioli...

Mi chiedo se non si possa fare qualcosa per aiutare le imprese (e quindi diversificare il cestino dei prodotti della nostra terra) e contemporaneamente investire una parte dei proventi nelle opere necessarie per la nostra citta´.

mi guardo in giro e vedo l´esempio di un colosso dell´industria tedesca di nome BOSCH. Dovete sapere che l´80% del capitale della BOSCH appartiene alla "fondazione Robert Bosch". La quale fondazione si occupa principalmente di sanita´ e istruzione. Sostiene progetti che hanno a che fare con l´istruzione e possiede numerose cliniche che, pur essendo private, costano al paziente come un normale ospedale pubblico. Cioe´ provate a immaginare, l´80% dei dividendi di questo colosso (so miliardi di euro, nun so se rendo l´idea), fluiscono in quella che nel frattempo e´ la piu´ ricca fondazione europea e vengono spesi per mantenere ospedali (che poi sono alberghi camuffati tanto e´ alta la qualita´ del soggiorno oltre che del personale).

Uno dei pochi esempi di come il capitale possa essere usato in maniera responsabile ed efficiente (come si conviene ad una impresa) per il bene di tutti.

Mi chiedevo, e qui appunto mi piacerebbe anche "sentire" la vostra.

Perche´ non seguire un esmpio analogo di una fondazione che funga da incubatore d´impresa (prendendo parte ai rischi e ai guadagni della neonata) per giovani e meno giovani che decidono di avviare un´attivita´ in proprio e che utilizzi i suoi proventi in parte per finanziare altre imprese, in parte per finanziare progetti utili per la comunita´?

A voi il "microfono"


[Modificato da Osservo da lontano 11/12/2007 18.12]





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11/12/2007 11.04

Metropolitana del Salento
Come sempre l'amico William, nonostante la sua lontananza da Casarano e dal Salento, ci offre lo spunto per metterci in discussione, soprattutto per spremere le meningi guardandosi intorno per capire in che maniera possiamo trovarci delle opportunità di sviluppo.
Personalmente prendo in considerazione un territorio più ampio, qual'è il Salento e, nel quale,Casarano può ritagliarsi un ruolo propositivi e da protagonista.
Il Salento è terra di bellezze naturali ed artistiche; Il Salento è terra di manodopera parcheggiata in vari settori produttivi; il Salento è terra fertile per l'agricoltura; il Salento è terra di ricerca e di eccelellenze individuali che hanno saputo ma che possono ancora dare delle opportunità di sviluppo.
Fare "sistema" però, sino ad oggi è stato solo uno slogan ma non ha visto concrete possibilità di attuazione.
Offro una mia considerazione:
PREMESSA
In questi giorni a Casarano, due imprenditori locali, hanno saputo indurre ad un accordo di programma per la produzione di energia alternativa che, partendo dalla conversione del TAC, ha coivolto sia il settore meccanico che quello agricolo;
A Trepuzzi c'è l'OMFESA che da anni è in difficoltà perchè Trenitalia non conferisce più alcune commesse sui treni merci o carrozze;
L'Università del Salento ha alcune facoltà che sono un'eccellenza nel mondo della ricerca. Nel salento ci sono ancora alcune banche locali che nonostante la situazione di crisi, dispongono di ingenti risorese finanziarie per la innata capacità al risparmio dei Salentini;
Il Salento ha una potenzialità di sviluppo nel settore turistico ma mancano o sono carenti alcune infrastrutture;
Nel Salento abbiamo le Ferrovie del Sud Est, il ramo secco dei trasporti ferroviari;
Nel Salento abbiamo la più grossa acciaieria d'Europa (Ilva di Taranto)

PROPOSTA
Partendo dal presupposto che nel volgere di pochi anni, se arriveranno a concretizzazione la megacentrale fotovoltaica di Brindisi e quella mista di Casarano, il Salento disporrà di tanta energia, attraverso la sinergia tra pubblico e privato, porre in essere un ambizioso progetto che può avviare un inarrestabile processo di sviluppo occupazionale:
Dotare il Salento di una moderna metropolitana di superficie per il trasporto di cose e persone, sopratttutto per fini turistici, predisponendo la riqualificare ed elettrificazione dei binari delle Ferrovie del Sud Est adeguandoli alle moderne ferrovie europee (lavoro per il settore meccanico e movimento terra);
Avviare nell'OMFESA, con la collaborazione dell'Università, la produzione di moderni treni e carrozze per sostituire le ormai obsolete "littorine" (lavoro per il settore meccanico, elettronico, arredamento ecc.).
A regime, Il Salento sarà dotato di una linea ferroviaria all'avanguardia che costituirà il fiore all'occhiello delle infrastrutture e che consentirà, non solo al turista ma anche a tutti i salentini, di muoversi in poco tempo ed in maniera ecologica, nei tanti comuni e località di interesse artistico culturale e balneare.
Ciò potrà costituire un maggior richiamo turistico e, nel frattempo, potranno crearsi i presupposti per la diffusione di tali moderni mezzi di trasporto, sia in Italia che all'estero col beneficio di sbocchi occupazionali sia di maestranze generiche ma anche di personale altamente qualificato.
Ho osato troppo?
[Modificato da Osservo da lontano 11/12/2007 14.33]

Post: 713
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11/12/2007 14.25

Caro Francesco,

il discorso della metropolitana di superficie lo avevamo iniziato qualche settimana fa. La sparai cosi´, per poi venire a sapere che l´idea c´era gia´ e che, ovviamente, come tutte le idee brillanti che capitano dalle nostre parti, e´ caduta nel dimenticatoio.

Indubbiamente il tuo ragionamento e´ piu´ che sensato e sarebbe bello poterlo realizzare, insieme a un aereoporto civile degno di questo nome di cui noi salentini (e io lo posso dire ad alta voce) ne sentiamo la mancanza.

Io pero´ facevo un ragionamento "limitato" alla sola Casarano, perche´ in fondo son convinto che il progetto Italgest della centrale a biomasse vuole essere solo l´inizio.

Sappiamo infatti che Italgest aveva gia´ provato a realizzare questa centrale a Collepasso ricevendo un secco no da parte di amministrazione e cittadini. Per questo per De Masi ora come ora e´ di fondamentale importanza realizzare quella di Casarano per dimostrare con i fatti che certi impianti si possono realizzare (su questo non ci sono dubbi) e soprattutto che il loro impatto ambientale non e´ cosi´ drammatico come alcuni credono (e su questo i dubbi ci sono eccome).

Ecco, cosi´ come il discorso della centrale a biomasse a Casarano vuole essere solo l´inizio, allo stesso modo anche la mia proposta, di una fondazione che funga da incubatore per le imprese medio-piccole, vuole essere solo una sorta di "progetto pilota" che funga alla lunga (un discorso del genere lo cominci oggi e portera´ frutti fra una quindicina di anni, come minimo) come esempio, probabilmente unico nella nostra regione.

Il tutto perche´ come dicevo in questa mia riflessione: www.tuttocasarano.it/speciale%202/e_ci_pija_sonnu....html il rischio che corriamo e´ quello di diventare una regione il cui settore trainante non importa e non esporta beni. Salvo poi, leggendo l´articolo di Schiavano ( www.tuttocasarano.it/politica2007/CENTRALI_BIOMASSE_AIEL.html ) di venire a sapere che, cito testualmente:

"Quindi, sicuramente questo impianto funzionerà a olio di palma che verrà importato dalla Malesia o dall’Indonesia."

insomma lasciamo una dipendenza e ci infiliamo in un´altra...

Saluti

P.S. Mi son preso la liberta´ di mettere in grassetto alcuni punti chiave del tuo discorso...
[Modificato da Osservo da lontano 11/12/2007 14.38]





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11/12/2007 18.11

Un settore molto importante che potrebbe risanare l'economia del paese e' : l'agricoltura!
La creazione di nuove coperative, di un prodotto doc, farebbe si che il prodotto agricolo verrebbe rivalutato facendo mettere in tasca un pò di soldi anche a chi non e' un imprenditore agricolo ( basta pensare a tutti coloro che hanno ereditato un piccolo appezzamento di terreno, il prodotto in piu' potrebbe essere consegnato nelle coperative.

Post: 714
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11/12/2007 18.20

caro Homer,

e qui tocchi un altro nervo della questione... il sistema cooperativo.

Questo modello societario che funziona a meraviglia in Emilia Romagna, non funziona da noi.

Possiamo proporci di migliorare il mondo, ma il mondo non e´ una lavagna dove, passando col cassino, si cancella il vecchio e si scrive il nuovo...

purtroppo (o forse per fortuna) i cambiamenti bisogna portarli un po´ per volta... Casarano, e il sud in generale, ha bisogno di guide forti.

Questo ci puo´ piacere o no (a me ad esempio non piace), ma di fatto si e´ visto che non se ne puo´ fare a meno... quando una persona (o un piccolo gruppo di persone) decidono cosa si deve fare, qualcosa (a torto o a ragione) si fa. Altrimenti, non si fa un bel niente...

Ecco perche´ penso che a certe cose ci si puo´ arrivare, ma col tempo...





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Post: 94
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11/12/2007 18.41

Secondo me bisognerebbe iniziare a lavorare da qui!
La costruzzione di una centrale eletrica farebbe arricchire solo una società, la costituzione di una cooperativa, con prodotti doc, farebbe campare molte piu' persone!
Infondo l'economia del nostro paese e' inziata con l'agricoltura!

Post: 716
Registrato il: 27/02/2007
Utente Senior
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12/12/2007 08.03

Corpus omne perseverare in statu suo quiescendi vel movendi uniformiter in directum, nisi quatenus a viribus impressis cogitur statum illum mutare.

Ovvero: ciascun corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, a meno che sia costretto a mutare tale stato da forze impresse (esterne).


questo almeno pensava il fisico I. Newton e i suoi successori... evidentemente non conosceva(no) i casaranesi...





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