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Narciso e dalia e insetto galleggiante

Ultimo Aggiornamento: 25/04/2008 13.24
31/03/2008 21.50
 
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In questi giorni, un vecchio aficionados di Battisti mi ha scritto chiedendomi un parere su "narciso e dalia e insetto galleggiante". Un'opera d'arte, indubbiamente, e di ciò credo non sussistano dubbi. E il suo eventuale creatore ? La mia scelta è sempre stata sospesa tra due artisti( l'uno del primo Novecento, l'altro della seconda metà )assai differenti tra loro ma straordinariamente importanti per le concezioni rivoluzionarie apportate nel loro specifico: intendo Monet e Duchamp, ovviamente. La teoria di trovarsi di fronte ad un paesaggio acquatico mi sembra fin troppo evidente, il mito di Narciso proviene dall'acqua, come la pulce d'acqua ( insetto galleggiante ) La dalia no, e qui tutto sembra vanificato. Che c'entra questo fiore con l'acqua ? Riflessione: Ahi! è un'esclamazione negativa e inquietante, di rimprovero, di accusa, di sbigottimento, di dolore; non è sintomo di gioia ma di apprensione. E allora abbiamo a che fare con qualcosa che non è affatto piacevole, come potrebbero essere le ninfee di Monet e il suo stagno. Inoltre un pittore che "come pasto rimastica le spente nature morte" deve essere qualcuno che è andato ben oltre il mero significato della parola stessa nell'arte contemporanea:

La Natura morta rimane, anche nell'arte contemporanea, uno dei generi più diffusi. La rappresentazione degli oggetti di ogni giorno cambia con lo sguardo degli occhi dell'osservatore. Senza dubbio furono i Cubisti a stravolgere questo genere: i materiali sono dotati di un particolare potere; oltre a raccontarci la loro storia, provocano in noi seduzione e feticismo. Questo rende gli oggetti autonomi e fa della tela contenitore di un grande racconto. A togliere il carattere di mera rappresentazione alle "nature morte" sarà Duchamp con i suoi ready-made. Il significato criptico degli oggetti è evidenziato attraverso il potere della parola. Se attribuiamo un nome diverso a ciò che vediamo, le cose possono avere un senso del tutto diverso da quello che istintivamente ci suggeriscono. L'irrazionalità confonde l'idea di ciò che siamo abituati a considerare normale...
Ready-made Duchamp

"Un bel poligono al posto della stella
e nel quadrato il tondo andando bene"


Il pentagono stellato è sicuramente la figura geometrica che più di ogni altra rappresenta, all'infinito, la sezione aurea. E' forse per questo motivo che questo fu scelto come simbolo della scuola pitagorica. La scuola dei cubisti, sensibile all'idea dei possibili rapporti matematici applicabili alla pittura e alle possibilità evocatrici delle forme, si riunirono nel gruppo della Sezione d'Oro (dalla regola aurea della geometria) A questo particolare gruppo di ricerca appartengono: Jacques Villon, Francis Picabia, Frantisek Kupka e Marcel Duchamp.
Nudo che scende le scale- Duchamp

"Tu mi risparmi d'essere testimone antico e recente
delle istruzioni lette attentamente"


Come il testamento artistico di Marcel Duchamp, ETANT DONNES ( opera postuma ) la quale venne realizzata solo dopo la sua morte, grazie alle istruzioni e ai particolari che lui lasciò nei minimi dettagli per l'allestimento. Lasciò perfino i materiali per la costruzione: una vecchia porta di legno, mattoni, velluto, legno, cuoio teso su una struttura di metallo, ramoscelli, alluminio, ferro, vetro plexigas, linoleum, cotone, luci elettriche, lampada a gas, motore ecc... L'aspetto interattivo è una delle caratteristiche più importanti dell'arte postmoderna, in cui il fruitore dell'arte partecipa attivamente al compimento dell' arte, che non stà più solo nel contemplare un quadro o una scultura, ma di partecipazione attiva.

"Non un tasto in comune, non un percorso,
passando per bi e ci dalla a alla di.
non un cablaggio, non una connessione"


Capolavoro nel capolavoro, sono le istruzioni di montaggio che lasciò ai posteri, una sorta di biglietto lasciato prima di non-partire. Dobbiamo a Jean Francois Lyotard il merito di aver ricostruito il proscenio dell'opera. Venne installata ed esposta, e tutt'ora visibile al pubblico, al MUSEO DELL'ARTE DI PHILADELPHIA. " La chute d'eau "( cascata - chiusa d'acqua ) " Le gaz d'éclairage " ( il gas illuminante ) Un assemblaggio di alta ingegneria, ossia un diorama per sbirciare delle immagini: una vecchia porta di legno massiccio consunta, fa da entrata ad un vano, che a sua volta, fa da appendice ad un'altra stanza con una specie di finestra. Al di là dell'apertura del muro, distesa su un mucchio di ramoscelli una donna nuda, desessualizzata e con le gambe divaricate, regge con un braccio una piccola lampada a gas accesa, mentre sullo sfondo illuminato da una luce tremula, si delinea una visione esatta e reale di un suggestivo paesaggio naturalistico. La donna è priva del volto, così come è nascosto gran parte del corpo, tanto da sembrare mutilata. Un' allegoria della natura, sempre violentata nella sua intimità ma sempre vergine e generatrice di vita...

"E supplicante l'immagine è morente
narciso e dalia e insetto galleggiante"


Ma in questi ultimi anni si è fatta strada una nuova ipotesi: alcuni critici suggeriscono che la celebre opera di Duchamp, preparata in gran segreto dal 1947 al 1968, fosse stata ispirata direttamente dal caso della Dalia Nera. In un sontuoso articolo, Jonathan Wallis svela numerose analogie fra Black Dalia e Etant Donnés, prima fra tutte fra la posizione dei due corpi. Le dalie sono dei fiori particolarissimi amati molto dallo stesso Monet e dallo scrittore Gohete, ma Dalia è anche un nome di donna abbastanza diffuso. La più celebre ( anche se le fu assegnato come nomignolo ) è quello di Elizabeth Ann Short, nata nel Massachusetts nel 1924 e trovata morta in maniera al tempo stesso orrenda e inesplicabile il 15 Gennaio del 1947 a Los Angeles in California. Il suo corpo, completamente dissanguato e orribilmente sezionato,venne ritrovato in un campo e il suo ancora oggi è il caso più sconcertante del nostro secolo, uno dei casi di cronaca nera su cui si è maggiormente indagato, con grande dispendio di energie e notevolissimo impegno, senza però giungere ad alcun risultato. E' passata alla storia con il nome di Dalia Nera, probabilmente dovuto alla sua abitudine di vestirsi sempre di nero e alla sua passione per il film " la Dalia Azzurra". Un caso di omicidio rimasto irrisolto, cui si sono ispirati, fra gli altri, il regista Brian De Palma, lo scrittore noir James Ellroy, Marilyn Manson con alcuni suoi quadri, etc...)
Etant donnés - Duchamp

Ahi! C'è qualcosa che cade
e una cosa sta su.


Narciso innamorandosi della sua immagine riflessa nell'acqua, cadendovi andò incontro alla morte. Il mito racconta la vicenda di Narciso, splendido fanciullo che ama soltanto se stesso, dalla nascita fino alla trasformazione-metamorfosi in fiore, al ritorno alla natura, alla madre. E' il ciclo mitico della nascita e della morte. Fatto molto inquietante, ora tutti i versi finali di TUBINGA, iniziano con la ben nota inquietante esclamazione"ahi".
( fin quando si è piccoli, quando il bambino ancora non sa parlare, ma già in grado di emettere suoni, non dice ahi, ma piange; eppure nella fase di lallazione spesso il bambino emette proprio lo stesso suono, solo che ovviamente non lo sa "usare", cioè non sa che al significante "ahi" è associato il significato "che dolore, mi sono fatto male...")

Ahi!
C'è del chiaro e del bruno c'è,
c'è una chiusa cosa in sé
fa un rumore un po' tacito.
Sembrerebbe il sussurro dell'acqua.


L'effetto visivo risulta talmente reale da sembrare vero, un insieme che conferisce ritmo ai movimenti, dando origine ad una massa di forme di grande effetto visivo. Ma il flusso d'acqua in realtà non esiste in quanto simulato...

Ahi!
C'è qualcosa che odora,
una profumo non ha.


Il profumo dei fiori rappresenta la più elevata e sublime emozione umana. La folta vegetazione senza il suo inebriante profumo o il gas illuminante della lanterna, rappresentano l'altra faccia della medaglia, in quanto assolutamente inodori e impalpabili ( La logica dei contrari sembra ricondurre al pensiero hegeliano: gli opposti esistono solo grazie a se stessi. La vita sta nel divenire di questi opposti: se non ci fosse lotta tra gli opposti non ci sarebbe divenire )

Ahi!
C'è del grande e del piccolo.
Una c'è fintantocché ce n'è un'altra che mormora.
Sembrerebbe il sussurro dell'acqua.


Guardare attraverso il buco della serratura e non toccare, tantomeno girare dietro la cosa ( l'apparizione ) impedisce al visitatore di scoprire la messa in scena. Dietro le fessure di questa porta c'è il segreto della vita, basta non entrare, però... Alchemicamente parlando, la vita scorre in una cascata d'acqua, in un fiore , nell'erba, nelle nuvole, davanti ad un paesaggio agreste. Rimane solo un profondo sconcerto per questo corpo femminile disteso e inanime...

Ahi!
C'è qualcosa che chiude,
una schiude, una resta dov'è;
c'èdell'asciutto e dell'umido
nelle cose, cosicché piatte l'une altre ripide.
Sembrerebbe il sussurro dell'acqua.



L'emblema del mistero: questa vetrina rivestita di stratagemmi, permette di rendere omaggio all'apparenza, là, dove finzione, illusione e sconforto, si ritrovano. Un'opera per certi versi di cattivo gusto; un manichino da réclame può turbare l'anima, sebbene il fruitore sia perfettamente conscio di trovarsi davanti ad un macchinario costruttore di scenari realistici.. E' l'inscatolamento della consistenza dell'insignificanza, a cui Duchamp lavorò segretamente per vent'anni...

Un'idea mi assale: e se tutte queste elucubrazioni sull'ultimo lavoro di Battisti ( Hegel ) compiute a riguardo della E che campeggia in bella vista sulla copertina, non fosse altro la lettera iniziale, inevitabilmente maiuscola, di Etant donnés ? Ai posteri la sentenza definitiva ...

Il vate galante
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12/04/2008 16.07
 
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ben trovato, sempre in forma eh...
hai pensato che anche Achille quando era bambino fu immerso nell'acqua da Teti che lo teneva appunto per il tallone. Quindi forse nel testo c'è un rapporto di opposizione tra Narciso il vanitoso ed il coragioso Achille. Il primo nel tentativo di abbracciare se stesso cadde nell’acqua ma al contrario di Achille che ne uscì fortificato, egli invece ne muore. Mentre Narciso cade in acqua e annega il fiore resta sulla riva.
ciao e scusami se non ho piu' risposto i tuoi interventi pieni di trovate e di passione per p.p..purtroppo il lavoro...
jabberwock
13/04/2008 09.55
 
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Filosofia pittura e matematica

Si, molto pertinente come osservazione. Conosco un appassionato battistiano convinto che la filosofia non c'entri alcunchè con questi brani : - (
Quanto alla pittura e alle innumerevoli forme geometriche, ecco tutti gli innumerevoli esempi racchiusi in questo brano:

Da qualche tempo è recente anche l'antico
Il disco del Discobolo è cromato.


I cromatismi pittorici e la figura geometrica del cerchio e della sfera

Nella testa di Seneca si sente
il motorino di un frullatore.


Filosofia e metafisica...

Nelle piramidi continuamente
scatta un otturatore.


Altra figura geometrica solida è la piramide.

Un bel poligono al posto della stella
e nel quadrato il tondo andando bene.
Nel coraggio di Achille le rotelle...


Eh si... pure un neofita di matematica si accorgerebbe dell'inganno.
Ecco un altro esempio di pittura astratta e di un certo Achille...
Achille Perilli


E poi dicono che nell'arte di Battisti non ci sia più nulla da scoprire...

Il vate galante
14/04/2008 14.48
 
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Re: Filosofia pittura e matematica
beh, ma digli di passare da ste parti al tuo amico che forse non ha manco torto a pensarla così, prova tu stesso

1
il testo parla chiaro: "Da qualche tempo è recente anche l'antico"
e infatti tre reperti delle grandi civiltà dell'antichità

una scultura ateniese,
il busto del filosofo romano e
le tombe dei faraoni egizi

vengono accostati a degli elementi di modernità: cromature, motore meccanico e un congegno di chiusura(?)
(se il disco cromato mi fa venire in mente il cd e il busto la foto del cantante in copertina, allora la chiusura nel sarcofago mi ricorda la scatoletta dei cd..)

2
ugalmente, le forme geometriche che si includono è un commento alla frase di Hegel giocato sul fraintendimento
"E al posto di cose ci sono le cose..." cioé tipo che le cose usurate vengono sostituite con altre cose

geometricamente una stella a cinque punte è iscrittibile in un pentagono così come un quadrato in un cerchio

3
e per Achille secondo me si parla proprio di pié veloce il cui coraggio viene sostituito da da quegli attrezzi da cucina per fare
gli orli alle pastarelle...

Così mi pare. Non vedo ne filosofia e ne matematica se non nell'apparenza delle parole utilizzate...

ma non pensi anche tu che sti testi son bellissimi anche perché ognuno di noi riesce a vederci quelo che vuole?
18/04/2008 20.54
 
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Pittura e geometria
Certo che si, trovo molto veritiero quello che dici: ognuno vede con occhi diversi la più elementare delle realtà ! Però - se permettete - trovo assai riduttivo collegare questi versi alla cucina e ai suoi ammennicoli, che alla pittura. Battisti ne sapeva parecchio in materia ( e Panella ne era consapevole )e si definiva pure un pittore astratto. Ne masticava parecchio anche in fatto di matematica del resto - diede una tesi in età matura se non erro - e anche in fatto di filosofia non era a digiuno... L'astrazione geometrica è una corrente di arte d'avanguardia al quale aderirono artisti come Mondrian - Klee - Malevich - Kandinsky Pittura astratta

Anche per sviluppare le proporzioni un qualsiasi pittore deve saperne parecchio in fatto di geometria:
Proporzioni geometriche

Un bel poligono al posto della stella
e nel quadrato il tondo andando bene

L'uomo di Vitruvio

Il vate galante
19/04/2008 02.19
 
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Re: Pittura e geometria
capisco perfettamente quanto possa essere affascinante l'idea di collegare i testi alla pittura astratta o surreale (non so se hai mai pensato alla possibile relazione delle prime tre copertine con "Les mots et les images" di René Magritte. se vuoi un giorno ne parliamo). Anche se faccio fatica a seguirti fino in fondo mi piacciono molto i tuoi interventi. Non sono appiattiti sulla medietà del sentire comune...
Inoltre mi fanno capire quanto siano opinabili anche le mie congetture. La comprensione non è univoca. Capire è interagire col testo. E sono meravigliato dall'impossibilità convincere un altro a vedere la stessa cosa che a me appare evidente. Anche per questo ammiro Panella. Non sapremo mai a cosa pensava quando scriveva queste canzoni. Il suo gioco è questo. Finché non svela l'arcano è lui che vince e non penso dirà mai una parola a riguardo, anche perché ne ha già dette molte e inascoltate.

Tuttavia non penso sia riduttivo soffermarsi sull'apparenza della parole. La metamorfosi nel metaforico taglia pasta per disegnare il bordo ai pasticcini: il coraggio di Achille viene scherzosamente sostituito da una rotella, tramutandolo in un ridicolo piè veloce con i pattini a rotelle, perché fare l'orlo alle pastarelle significa fare dei pasticci, mettersi in situazioni disastrose...
buonanotte vate

19/04/2008 22.18
 
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Il quadrato e il cerchio
L'astrattismo, praticato in diverse forme riconducibili al discorso non oggettivo proprio della tendenza, o assimilato nel suo portato culturale più generale di ricerca dell'essenza non apparente delle cose, svincolata da qualsiasi necessità di un referente che non sia l'indagine teorica o la verifica delle componenti formali del linguaggio, diventerà uno dei riferimenti cardine di molte esperienze del '900, dall'espressionismo astratto all'informale, dall'arte programmata e neoconcreta al minimalismo...

Il disco del Discobolo è cromato
E in te Tubinga, in te non c'è un juke-box
(dischi )

Il disco è un cilindro avente altezza pari allo spessore.
In rappresentazioni grafiche piane il disco si vede come un cerchio.

Nelle piramidi continuamente
scatta un otturatore.


La piramide è una figura geometrica solida con una base poligonale e un vertice.
La piramide

Un bel poligono al posto della stella

Il Poligono a stella a cinque punte si ottiene disegnando le diagonali del pentagono regolare che lo inscrive.
Poligono stellato

Un poligono si dice regolare se ha lati e angoli uguali.
Il quadrato rappresenta un esempio particolare di poligono regolare con quattro lati uguali

e nel quadrato il tondo andando bene.

Analisi del quadrato:

Simbolo geometrico che esprime il desiderio dell'uomo di orientarsi in modo caotico, mediante l'introduzione di direzioni e coordinate.
La quadratura comporta un principio di ordine che sembra essere innato nell'uomo e che in un sistema dualistico si contrappone al cerchio, che rappresenta le potenze celesti. La leggendaria quadratura del cerchio simboleggia il desiderio di ricondurre l'elemento "terrestre" a quello "celeste", quasi a voler realizzare un'ideale concordanza (dal latino coincidentia oppositorum). I quadrati venivano costruiti nell'antichità con lettere e numeri in diversi contesti: l'armonia della somma complessiva o la leggibilità in varie direzioni delle lettere, simboleggiava la consonanza con le leggi dell'universo.

Analisi del cerchio:

La sua è la forma più perfetta e rappresenta il più importante e diffuso simbolo geometrico che viene riprodotto, anche secondo l'immagine del sole e della luna. Perfezione, quindi e intangibilità: non ha inizio né fine, né direzione, né orientamento. La volta del cielo viene rappresentata come una cupola sferica, motivo per cui il cerchio è simbolo anche del cielo e di tutto ciò che è spirituale.

Nel co - raggio di Achille le rotelle
per fare l'orlo alle pastarelle.


Con l'aggiunta di raggi si tramuta in ruota esprimendo così dinamicità, in contrasto con l'immutabilità del semplice cerchio. Il cerchio rappresenta Dio e il cielo. Il quadrato rappresenta l'uomo e la terra. Il cerchio all'interno del quadrato è considerato la "scintilla" divina dell'involucro materiale (i cerchi rappresentano anche l'originaria creazione di Dio, in cui solo successivamente fu collocato l'uomo)

Argentooonline

Quanto alla possibile relazione delle prime tre copertine con "Les mots et les images" di René Magritte, sono completamente all'oscuro.
Fammi sapere...

A presto

Il vate galante
20/04/2008 12.57
 
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Ceci n'est pas une pipe
Scusa, per un attimo ho avuto una defaillance. Forse intendevi " Ceci n'est pas une pipe " Ho letto e scritto in passato qualcosa su questo argomento, sul rapporto poetico ed artistico tra la parola e l'immagine. Una sintesi esemplare fu fatta in precedenza nella sperimentazione linguistica dei Dadaisti, in special modo con la provocazione di Monna Lisa con i baffi ( l'"LHOOQ" di Marcel Duchamp )

A presto
Il vate galante
21/04/2008 22.45
 
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Re: Ceci n'est pas une pipe
sull'allogramma l.h.o.o.q. ci siamo già scornati in precedenza, ...forse ricordi.
se invece hai già scritto qualcosa anche su " Ceci n'est pas une pipe " mandami il link che me lo leggo volntieri.

Vorrei invece cercare di capire meglio il tuo punto di vista.
Di cosa parla secondo te tutta la canzone? Sei sicuro che la simbologia delle figure geometriche sia così univoca
da rendere possibile la ricostruzione di un significato recondito e codificato nei versi da Panella?
Ci sono effetti alcune parole che appartengono al linguaggio geometrico ma ce ne sono altrettante se non di piu' che si riferiscono all'antichità. Aiutami a capire.

Dimmi se sei d'accordo sulla presenza di questi elementi:
c'è un luogo che poi sappiamo essere anche il congnome di una lei (hegel di nome e Tubinga di cognome).
c'è sia un io che è un lui che un tu che è una lei (..mia cara)
c'è il mito di Narciso (vanitoso) e quello del coraggioso Achille.
C'è qualcosa che cade e una cosa sta su, che ricorda appunto Narciso che cade nell'acqua mentre il fiore e l'insetto restano rispettivamente sulla riva e a galla
c'è l'opposizione tra antico e recente (Da qualche tempo è recente anche l'antico./ tu mi risparmi d'essere testimone antico e recente / Tutto è recente come uno squillo di sveglia)
c'è l'antichità greca romana ed egizia
c'è il meccanismo, l'otturatore
c'è infine il misterioso sussurro dell'acqua

Soffermarsi solo sul lessico geometrico è una scelta parziale
quanto quella di considerare solo i riferimenti all'antichità o all'acqua. Tutte le parole concorrono nella composizione del testo che mi pare chiaro si esprime per metafore.

Tutto questo incomprensibile groviglio metaforico del testo preso nella sua interezza per quanto mi riguarda sembra piuttosto riconducibile al riaffiorare del ricordo di una storia d'amore.


25/04/2008 13.24
 
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sull'allogramma l.h.o.o.q. ci siamo già scornati in precedenza, ...forse ricordi.
se invece hai già scritto qualcosa anche su " Ceci n'est pas une pipe " mandami il link che me lo leggo volentieri.

( Ok, ma sono solo delle considerazioni su ciò che è stato scritto su questo argomento...)

Vorrei invece cercare di capire meglio il tuo punto di vista.
Di cosa parla secondo te tutta la canzone? Sei sicuro che la simbologia delle figure geometriche sia così univoca da rendere possibile la ricostruzione di un significato recondito e codificato nei versi da Panella? Ci sono effetti alcune parole che appartengono al linguaggio geometrico ma ce ne sono altrettante se non di piu' che si riferiscono all'antichità. Aiutami a capire.

( Quello che si evince maggiormente da questo contesto credo siano proprio l'arte, la matematica e la filosofia )

Dimmi se sei d'accordo sulla presenza di questi elementi:
c'è un luogo che poi sappiamo essere anche il cognome di una lei (hegel di nome e Tubinga di cognome).

( Non ti seguo: gli elementi che citi sono sempre attinenti alla filosofia )

C'è sia un io che è un lui che un tu che è una lei (... mia cara)

( Certo, il maschile e il femminile, non fanno sempre parte degli opposti ? Riallacciandosi al testo, credo proprio sia un dialogo tra un uomo e una donna )

C'è il mito di Narciso (vanitoso) e quello del coraggioso Achille.

( E' indubbio )

C'è qualcosa che cade e una cosa sta su, che ricorda appunto Narciso che cade nell'acqua mentre il fiore e l'insetto restano rispettivamente sulla riva e a galla

( Vero )

C'è l'opposizione tra antico e recente ( Da qualche tempo è recente anche l'antico./ tu mi risparmi d'essere testimone antico e recente / Tutto è recente come uno squillo di sveglia )

( " Hegel affermò che ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale. La logica sottesa a questo processo di sviluppo è la dialettica Il metodo dialettico implica che il movimento, il processo, sia il risultato del conflitto tra opposti. Questa dimensione del pensiero hegeliano è analizzabile secondo le categorie di tesi, antitesi e sintesi. La tesi, che può essere ad esempio un’idea o un movimento storico, ha in sé un’incompiutezza che genera il suo opposto... " )

C'è l'antichità greca romana ed egizia c'è il meccanismo, l'otturatore, c'è infine il misterioso sussurro dell'acqua. Soffermarsi solo sul lessico geometrico è una scelta parziale quanto quella di considerare solo i riferimenti all'antichità o all'acqua. Tutte le parole concorrono nella composizione del testo che mi pare chiaro si esprime per metafore.

( Certo che si, il gioco a incastri è infinito, mica possiamo soffermarci qui: l'antico e il moderno... il motorino e il frullatore... il progressso... l'otturatore delle macchine fotografiche dentro le piramidi L'otturatore e le piramidi

Tutto questo incomprensibile groviglio metaforico del testo preso nella sua interezza per quanto mi riguarda sembra piuttosto riconducibile al riaffiorare del ricordo di una storia d'amore.

( O reminescenze scolastiche tra un Lui e una Lei sulle nozioni studiate, di storia, arte, matematica e filosofia ? )

Ps. Interessante quello che mi hai mandato...


Il vate galante
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