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IL CAMMINO DELLA CHIESA ALLA SEQUELA DEL MAESTRO

Ultimo Aggiornamento: 17/05/2018 15.24
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17/05/2018 15.24

Paolo Ferrini

Accanto ai cosiddetti “tempi forti!” di Quaresima-Pasqua e di Avvento-Natale, e accanto alle celebrazioni dei tre giorni pasquali in onore del Signore risorto, ci sono 33 o 34 settimane che formano il cosiddetto tempo “per annum” o “ordinario” o “tra l’anno”. Queste settimane sono destinate a non celebrare un particolare aspetto del mistero di Cristo, ma in esse tale mistero viene venerato nella sua globalità. (cf Ordinamento dell’anno liturgico e del calendario, 43)

“Il tempo ordinario comincia il lunedì che segue la domenica dopo il 6 gennaio e si protrae fino al martedì prima della Quaresima; riprende poi con il lunedì dopo la Pentecoste per terminare prima dei primi vespri della I domenica di Avvento” (Ordinamento dell’anno liturgico e del calendario, 44).

La domenica all’origine del tempo per annum

Fin dall’inizio, come abbiamo già ampiamente detto, i cristiani si riunivano per celebrare la memoria del Signore risorto ogni otto giorni, al primo giorno della settimana, cioè la domenica. Questa divisione settimanale stava alla base di tutta la celebrazione cristiana nel tempo, potremmo dire che non ne esisteva un vero e proprio anno liturgico diviso per tempi così come lo conosciamo oggi, nella fedeltà all’unica celebrazione domenicale i cristiani facevano memoria del Signore risorto.
Quando si cominciano ad individuare alcune feste particolari, come ad esempio la Pasqua e il Natale, e quando si sono determinate quelle settimane che precedevano o seguivano le feste e che assumevano un particolare significato facendosi illuminare dalla festa stessa, allora per forza tutto il resto del tempo dell’anno si è caratterizzato come un tempo in cui non si celebrava un solo particolare aspetto del mistero di Cristo ma tutto il mistero veniva contemplato e venerato dai fedeli. Questo tempo chiamato tempo per annum o ordinario andò ad occupare le domeniche che erano libere durante tutto il resto dell’anno.
Il Concilio Vaticano II ha operato un profondo restauro di questo tempo attraverso la riforma liturgica, e ci ha donato un tempo che non è affatto ordinario ma nella ricchezza della Parola di Dio ascoltata durante la celebrazione eucaristica, soprattutto quella domenicale, ci offre la possibilità di metterci alla scuola del Signore Gesù, Maestro e Pastore del suo gregge.
Caratteristica di questo tempo è proprio la celebrazione settimanale-domenicale dell’Eucaristia vissuta nell’ascolto della Parola; questo costituisce il nucleo e, potremmo dire, la struttura che caratterizza il tempo ordinario.

Un tempo in due periodi

Le 34 settimane del tempo per annum costituiscono un unico grande periodo dell’anno liturgico, anche se sono divise in due parti.
La prima parte di questo tempo, che va dal lunedì che segue la festa del Battesimo del Signore (questa festa assume la caratteristica di una domenica, potremmo dire, ad “anello”, infatti essa è l’ultima domenica del Tempo ordinario) al martedì prima dell’inizio della Quaresima, è formato da un periodo che va da 5 a 9 settimane, le settimane restanti vanno dal lunedì che segue la solennità della Pentecoste al sabato che precede la prima domenica d’Avvento.
Pur essendo diviso in questi due periodi il tempo per annum trova il centro unificatore nel lezionario che la riforma conciliare ci ha donato come una grande opera.

Il tempo per annum dopo il Vaticano II

Nella costituzione Sacrosanctum Concilium al n 35 si legge che “affinché risulti evidente che nella liturgia rito e parola sono intimamente connessi.
Nelle sacre celebrazioni si restaurerà una lettura della Sacra Scrittura più abbondante, più varia e meglio scelta…”. Per questo motivo la riforma del lezionario, soprattutto quello per il tempo ordinario appare come una grande opera.
Il ciclo festivo dell’anno liturgico si svolge in tre anni: A, B, C. Questi tre anni sono caratterizzati sono caratterizzati dalla lettura continua di un Vangelo. Nell’anno A la chiesa ci fa leggere il Vangelo secondo Matteo, nell’anno B il Vangelo secondo Marco (alcune domeniche a causa della brevità di Marco si leggono alcuni brani del Vangelo secondo Giovanni) e nell’anno C quello secondo Luca.
Sia i tempi forti che il tempo ordinario sono caratterizzati dalla lettura del Vangelo dell’anno. Mentre nei tempi forti le pericopi evangeliche sono scelte con particolare riferimento al mistero celebrato senza disdegnare l’aiuto anche di altri evangelisti, durante le domeniche del tempo ordinario la lettura dell’Evangelo è continua. In questo modo si riesce a leggere durante tutto l’anno il Vangelo assegnato a quell’anno. In questo modo la Chiesa, alla scuola del Vangelo, percorre un cammino di fede con il Cristo Maestro e Pastore.
Attraverso la lettura continua del Vangelo ci viene proposta la vita del Cristo, e i suoi detti e i suoi miracoli.

Il lezionario domenicale del tempo per annum

Nel ciclo domenicale del tempo ordinario, come in tutte le domeniche e le solennità, si leggono, durante la celebrazione dell’Eucaristia, tre letture. La prima lettura è sempre è tratta dall’Antico Testamento (ad eccezione del Tempo di Pasqua dove si legge il libro degli Atti degli Apostoli), ad essa viene assegnato un salmo che assume la caratteristica di risposta orante del popolo di Dio alla parola proclamata. Dopo la lettura dell’Antico Testamento e il canto del salmo responsoriale viene proclamata la seconda lettura, che durante il tempo ordinario segue una proclamazione semi continua di una lettera degli apostoli. Al temine c’è il canto al Vangelo e la proclamazione del Vangelo stesso che diventa il culmine di tutta la liturgia della Parola (cf Ordinamento delle letture della Messa, 13).
Il Vangelo se così si può dire, rappresentando il centro di tutta la liturgia della Parola, dà anche il tema della domenica. Per questo motivo la prima lettura e il salmo responsoriale sono sempre in tema con il Vangelo proclamato. La seconda lettura, solo durante il tempo ordinario, segue un andamento proprio, infatti si legge una lettera degli apostoli con una lettura continua e non sempre in armonia con il Vangelo e la prima lettura.
Le preghiere del sacerdote e i canti della Messa nel tempo ordinario ci presentano tutto il mistero della vita di Cristo, con una grande accentuazione della celebrazione domenicale che è presente e che è sottolineata proprio dalla celebrazione di questo tempo.

Il lezionario feriale del tempo per annum

Il tempo per annum assume una particolare caratteristica anche durante i giorni feriali proprio grazie al suo lezionario. Mentre nelle domeniche si leggono quei brani della Scrittura più accessibili alla comprensione dei fedeli, privilegiando la lettura continua del Vangelo dell’anno, nei giorni feriali si leggono i brani della Scrittura anche più difficili, privilegiando una lettura continua sia del Vangelo che di un altro libro della Bibbia.
Il tempo per annum feriale è diviso in due cicli annuali: ciclo I e ciclo II. Questi due cicli sono caratterizzati dalla lettura semi continua di un libro della Bibbia. La scelta dei libri è stata fatta alternando un libro dell’Antico Testamento e un libro del Nuovo Testamento. Il salmo responsoriale è sempre armonizzato con la prima lettura a cui segue la proclamazione del Vangelo che è sempre uguale sia nel primo ciclo che nel secondo. Nei giorni feriali si proclamano solo due letture.
La particolarità del lezionario riformato dal Concilio Vaticano II è quella che ci permette di leggere durante questi cicli, nella celebrazione eucaristica quasi tutta la Bibbia. Questo ci dice che la riforma del Concilio, e in un particolar modo quella del lezionario, è una grande opera d’arte che va accolta, rispettata e soprattutto vissuta da parte dei fedeli

Il ministrante nel tempo per annum

Per il ministrante in questo tempo non ci sono particolari celebrazioni che richiedono dei riti specifici, ma nella celebrazione domenicale ci è data la possibilità di curare con attenzione tutti i particolari della liturgia e del rito, soprattutto della Messa. In questo modo il servizio liturgico del ministrante diventa così esemplare che nel curare la bellezza della celebrazione si sottolinea come la Pasqua settimanale sia un punto di riferimento per tutta la Chiesa. La cura della celebrazione domenicale è molto importante in quanto la festa originaria della Chiesa costituisce non solo il perno attorno al quale si sviluppa tutto l’anno liturgico ma è anche il centro e il fulcro della spiritualità della vita cristiana.
Seguendo il cammino tracciato dall’anno liturgico, dietro a Cristo buon Pastore, il ministrante accoglie le buona notizia e si lascia trasformare e plasmare dal Signore fino ad accogliere tutto il mistero cristiano nella sua vita e farne la propria regola di vita per la gloria di Dio e per la testimonianza ai fratelli.


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