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}{ Perché? }{

Ultimo Aggiornamento: 08/12/2015 23.06
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08/12/2015 23.06
 
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Aingeal - Grudron

}{ RIASSUNTO }{


Aingeal si reca sulla terraferma, unico posto dove non ha ancora cercato Grudron. Le sue indicazioni non è che fossero troppo chiare ma alla fine lo trova seduto sulla sabbia. Alle porte dell’inverno è un clima ideale per starsene immbili in spiaggia. Ma lui è un drago e poco se ne cura, mentre per la giovane Iodrak fa decisamente troppo freddo anche se avvolta come un salsicciotto nel suo mantello. La conversazione entra subito nel vivo. Il drago di bronzo vuole sapere, vuole conoscere soprattutto chi sono i due nomi che Goffredo gli ha menzionato. Vorrebbe ordinare i tasselli che, lentamente e con pazienza, Aine gli fa vedere per dare un senso anche al suo arrivo su queste terre. Lo Iodrak gli racconta della sconfitta di Harsgalth, della maledizione di Chavalier e di come lo stesso Harsgalth abbia cercato di rendere più sopportabile l’assenza dei draghi per i propri cavalieri. Insomma Aine ha fornito a Grudron un bel po’ di materiale sul quale riflettere. La ragazza riprende la via del ritorno lasciando il drago di bronzo a vagare in un mare di pensieri e di ulteriori dubbi certa che non mancherà occasione per incontrarsi di nuovo.

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}{ REGISTRAZIONE }{


GRUDRON (spiaggia-forma umana) I piedi nudi sono poggiati sulla sabbia. Ne percepisce la consistenza, il lento spostamento della miriade di granelli che innescano un moto naturale di causa ed effetto. Altri che spingono altri, che innescano altri ancora che rotolano colpendo altri, una catena che ha fine solo dopo una serie di scelte e di conseguenze. Gli occhi bronzei si soffermano proprio su quei granelli che, al contrario di quelli che gli hanno preceduti, non hanno potuto scegliere in quanto colpiti da quelli posti sopra di loro. Non hanno scelto ma sono stati costretti a subire le stesse decisioni. L'attenzione del drago risale i granelli di sabbia notando come quelli posti più in alto fossero direttamente carnefici di quelli inferiori e vittime di quelli superiori. Percorrendo ancora a ritroso quel momento si accorge che sono stati proprio i suoi piedi e prima ancora il pensiero di averli voluti muovere non calcolando il rischio che una semplice scelta possa comportare. La natura è crudele, così come il destino e la sua ignoranza nelle cose che governano oltre la sua comprensione, come la situazione che sta vivendo in questa isola. Fuori dal suo controllo vincolato in una forma che gli si stringe sempre più addosso facendolo sentire prigioniero ma con la forte convinzione che forse ha trovato il posto dove passare, quantomeno, un lungo periodo. Gli avambracci sono poggiati sulle ginocchia, la schiena inarcuata proprio verso quest'ultime. Una postura a sedere che poggia al suolo in pochi, ma essenziali, punti. Un equilibrio all'apparenza perfetto. La veste è lievemente sporca, ma ancora il sole ne risalta il colore giallo scuro, sporco, simile ai capelli e alla barba del fittizio umanoide.


AINGEAL { imbarcazione -> baia } ° { Ha provato più di una volta a scendere all’approdo ma di Grudron nemmeno l’ombra. E sì che non passa inosservato! Storcendo un po’ la bocca si è avvolta nel suo mantello e ha preso la prima imbarcazione per arrivare sulla terraferma, fosse lì tante volte. Lasciare il clima temperato, perennemente primaverile, per quello rigido invernale la fa tremare come una foglia; il repentino brusco calo della temperatura le ha gelato il sangue. Ha le gote e la punta del naso rosse dal freddo. Soffia il fiato tra le mani congiunte per tentare di riscaldarle. Come la barca approda al mollo salta giù anche solo per poter riattivare la circolazione, si tira su il cappuccio del mantello affondando i piedi nella sabbia gelata. Si muove velocemente sulla baia guardandosi un po’ attorno alla ricerca del drago di bronzo. Non è che sia stato proprio chiaro quando le ha indicato il punto in cui avrebbe dimorato. [°°Ma non sarebbe stato meglio accettare la tua offerta fintanto che non avesse giurato fedeltà alla Dea e all’isola?°° | “Sei il maestro dell’ovvietà. Ma certo che sarebbe stato meglio per noi, probabilmente vuole rimanere vicino alla sua tana. Dovresti essere il primo a capirlo, no?” ] Borbotta appena il dorato mentre la ragazza cammina con passo piuttosto spedito, il sole a breve tramonterà e allora sì che farà veramente freddo. All’orizzonte qualcuno è seduto in barba al freddo ma solo nell’avvicinarsi potrà riconoscerlo. } Lex Draconis, Grudron! { Un sorriso le si stampa sulle labbra, stringendosi ancor più nel mantello di pesante lana blu e chiudendo di corsa la distanza rimasta. Si intravede appena una ciocca biondo rame fuori dal cappuccio, sfuggita evidentemente dal delicato intreccio. } Non vi nascondo che vi cerco da un po’!


GRUDRON (spiaggia- forma umana) Eppure c’è qualcosa sopra di lui che lo ha indotto a venire qui e che ora gli fa scegliere di rimanere, sfiorando l’idea di rinunciare a quello che si era conquistato in passato. Un ripartire da zero, affettivamente semplice in quanto, da quando ha memoria è solo, nessuno gli ha mai spiegato niente. Un cucciolo mosso da una bramosia irrefrenabile di condizionare le vite di creature considerate inferiori, al solo scopo di soddisfare una curiosità di sapere. Ama calarsi nelle loro emozioni e viverle attraverso di loro, cosa che altrimenti non riesce a fare. Per la prima volta si sente un re di un mondo tutto suo, fatto solo ed esclusivamente da se stesso. Come un bambino troppo adulto per la sua età, si ritrova solo costernato di domande senza risposta. Ci sono altri draghi, non ha mai visto altri draghi, non abituato a misurarsi con sfide al suo livello non avendone mai trovate in vita sua. All’apparenza forse una vita normale e beata ma che adesso mette in difficoltà quello che pochi o nessuno può sapere che lui è un cucciolo. L’apparenza inganna, nel suo caso calza a pennello. La domanda prevalente nella mente del drago è cercare di comprendere a quale livello di quella montagnetta di sabbia, creata dal movimento dei piedi, si trovi. Qualcuno o qualcosa lo ha fatto stare lì, lo ha condotto lì, perché? Una conseguenza involontaria di una scelta presa a monte e ben lungi dal pensiero delle conseguenze o, una scelta ponderata come la consapevolezza delle conseguenze delle azioni cosa che lui stesso applica ad altri. L’odore, prima ancora della voce della ragazza, distraggono il drago dalle sue domande, solo in seguito l’udito darà conferma della presenza di Aingeal, ricorda persino il suo nome. Gli occhi rimangono sulla sabbia con un espressione all’apparenza assente. “mmmmmmmmhhhhh” mugola con voce roca “eppure pensavo di essere stato chiaro.” Non ha ancora dimenticato l’ultima prodezza con cui la fanciulla lo aveva deliziato al loro primo e fin ora unico incontro.


AINGEAL { baia ° spiaggia } ° { Inclina appena un po’ la testa seguendo con lo sguardo la montagnola di sabbia creata con i piedi. } Uhmmm… beh mica tanto. { Gonfia appena il petto cercando di impostare la voce in maniera grave a voler imitare quella del drago. } “Ho già la mia tana, proprio nel posto dove sono precipitato. Amo l’acqua e mi piace stare là.” { Indicando con la mano destra un punto imprecisato del lago. } Vabbè non importa quanto tempo c’ho messo. Ti ho trovato! { Piegandosi di lato per catturare il suo sguardo. } Ti volevo avvisare che ho scritto a Nyule spiegandole a grandi linee cosa ti è successo. La puoi trovare al tempio, ma immagino che ti contatterà a breve. { Si accovaccia puntando il dito indice nella sabbia e iniziando a disegnare il profilo di un drago. Ci si impegna nemmeno stesse usando le migliori terre colorate e la carta più pregiata, ma il bagnasciuga sembra essere una piattaforma perfetta. } Ti sei un pochino ambientato? { Domanda senza guardarlo ma rimanendo concentrata sulla sua “opera d’arte”. Vaga con lo sguardo lì intorno alla ricerca di qualcosa che trova quasi subito: un bastoncino di legno lasciato probabilmente dalla risacca e che raccoglie per continuare il suo disegno con un tratto più sottile. }


GRUDRON (spiaggia- forma umana) Difficile da dimenticare, uno spettacolo degno di nota da rimanere impresso nella mente del drago. Quell’aura non era molto diversa da quella che sprigiona lui durante le sue trasformazioni. La fanciulla, dolce all’apparenza, nasconde qualcosa di decisamente interessante e, fortunatamente, utile per il drago. Forse lei può fornire alcuni piccoli tasselli di questi dilemmi per poi infine elaborare una risposta. La piccola femmina di umano in simbiosi con un drago, per quale motivo lui non è qui fisicamente? Come può inoltre un umana, per quanto all’apparenza pura e graziosa, possa donare ad un drago di talmente prezioso da creare un legame simile. Sono le successive parole di lei a distrarlo facendogli nascere, in un modo evidentemente naturale, un sorriso a mezza bocca dolce, così come la sua espressione. Ruota lievemente la testa verso di lei con un movimento lento, quel tanto che basta da permettere ad entrambi gli occhi di elaborare un immagine nitida e chiara. “Attenzione…” parla con un sospiro unico appena pronunciato ma la voce roca del drago anche sotto queste sembianze la rende ben udibile con le parole scandite in maniera fluida ma chiara “la furetta ha gli artigli.” Un ulteriore pausa per poi cominciare ad indicarla con il dito della mano destra che penzolava, all’apparenza senza vita, dinanzi al ginocchio “bella risposta furetta, bella risposta.” Un elogio sincero. Assimila le parole dette poi con molta attenzione, “al tempio…” si limita a ripetere sembra che gli darà udienza. Gli occhi seguono le sue movenze soffermandosi su quella che dovrebbe essere l’immagine di un drago. “no…” risponde sincera la creatura “il tizio con la pipa…” lo sguardo ora si porta all’orizzonte “mi aveva chiesto da dove venivo, ha fatto due nomi che non conosco.” Scrolla lievemente le spalle senza modificare di un millimetro il resto del corpo “sai qualcosa a riguardo?” si sta sforzando ad essere gentile o quantomeno ci prova.


AINGEAL { baia ° spiaggia } ° { Smette di disegnare non appena si sente appellare in quel modo. } Furetta? Mi hanno chiamato e mi chiamano tutt’ora “il cigno” ma questa è un’altra storia. Furetta non me l’ha mai detto nessuno. { Alza un sopraciglio pur mentendo nello sguardo un guizzo di allegria. } E così avrei gli artigli, uhm. { Tira fuori dalla sabbia la mano appena sporca per guardarsi le dita. Assottiglia lo sguardo assumendo l’aria più cattiva che riuscirebbe ad interpretare. } Stai attento allora! { Accompagna la minaccia con un bel ruggito finale. Un micio farebbe sicuramente più spavento, ma lei rimane seria per poi sbottare a ridere. } Beh ho una buona memoria e se qualcuno -calcando l’ultima parola- mi dà indicazioni non troppo precise, non è certo colpa mia. { Fa spallucce seppure dalla sua espressione è piuttosto evidente che sta giocando; ma certo al proseguo del drago si adombra il sorriso. } Mi spiace davvero che tu non riesca ad ambientarti. Immagino che non sia facile, questo lo capisco. Vedrai che non appena parlerai con Nyule ti sarà tutto più chiaro. Di questo ne sono assolutamente convinta. { Annuisce sincera accostandosi il mantello dietro il sedere così da sedercisi sopra per mitigare il freddo che proviene dalla sabbia oltre che dalla brezza gelida del lago. Ci si avvolge a tal punto che è visibile appena il viso, lascia perdere anche la sua opera d’arte avendo le mani che sono diventate due pezzettini di ghiaccio. } Il tizio con la pipa dici. Goffredo. { Dandogli un nome visto che, probabilmente per paura, il cristiano se n’è ben guardato dal presentarsi. } E quali nomi ti avrebbe fatto? { Accigliandosi appena. }


GRUDRON (spiaggia-forma umana)Ora lentamente le gambe vanno incrociarsi per poi poggiarsi al suolo. La schiena si raddrizza alzando il mento, assumendo una posizione per lui più comoda ma all’apparenza anche più regale. Le mani poggiate sulle ginocchia sorrette dalle braccia mai rilassate totalmente. Ha pensato molto a quei due nomi, l’umano ha parlato come se fosse una cosa ovvia e scontata. Su una cosa è sicuro, in questo posto sembrano esserci tante di quelle cose che lui non conosce da farlo sentire quotidianamente come un bambino nel paese dei balocchi. Ascolta le parole della ragazza che par prender bene gli scherzi stando al gioco. Piccoli attimi rilassanti in cui il drago sembra ammorbidirsi come stare con un piacevole animale di compagnia. Lei poi nomina nuovamente l’altro drago. “chi tipo di drago è?” infondo non ne ha mai incontrato uno. Dovrà lottare per farsi valere o forse lei non cercherà lo scontro per la supremazia. Solo dopo aver finito di udire le sue parole riferirà il nome che l’uomo con la pipa aveva citato.''Harsgalt e Tyagal”


AINGEAL { baia ° spiaggia } ° { Le dispiace per quell’uomo,anzi drago, lo vede e lo sente che è solo anche se sembra essere combattuto se rimanere qui e vedere dove il destino lo porterà, o tornare a qualcosa di sicuramente conosciuto, tranquillo. [//Empatia lvl 3] } Chi Nyule? { Si illumina a nominare la femmina di drago. } E’ un drago d’oro, femmina, e fanno capo a lei i draghi che sorvolano queste terre. E’ molto paziente, con me lo è stata quando ero una bambina; ha sempre una buona parola per tutti ed è molto saggia. Non fornisce risposte ma fa in modo, a chi le chiede consiglio, di arrivarci da solo. Insomma spinge a far ragionare. E poi è bella! { Si allungano le labbra in un sorriso luminoso. } Ma voi lo siete tutti, belli intendo. I nomi tirati fuori per ultimo spiegherebbero un po’ la confusione del drago di bronzo. Certo Goffredo non deve averlo aiutato nemmeno un po’ ingarbugliando ancora di più i pensieri del millenario. Guarda verso il lago abbracciandosi le ginocchia tirate al petto. } Harsgalt è un semidio drago che, nella lotta contro Chevalier, altro semidio drago, ne è uscito sconfitto. Chevalier, nonostante fossero entrambi votati all’equilibrio, lo ha bandito con tutta la sua discendenza da Avalon, ma Harsgalth ha permesso ai suoi figli di continuare a vivere su queste terre attraverso noi cavalieri creando una simbiosi con quanti si fossero ritenuti non solo meritevoli, ma anche capaci, forti, coraggiosi. Ammettilo… { Volgendosi verso di lui. } Non è mica facile avervi come uhm… coinquilini! { Strizza appena l’occhio rivolgendo un pensiero al suo dorato. } Eppure senza di lui –toccandosi appena all’altezza del cuore- senza di voi, io …brrrr…. Non so se è il freddo o il pensiero di una vita senza Nahorem, ma mi sono sentita il gelo correre dalla base del collo, alla punta dei piedi. { Ammette con un sorrisetto. } E poi c’è Tyagal. Sommo figlio del Dio Drago Ao. Generato per volere della Dea perché prendesse il posto di Chevalier e mantenere una continuità tra i figli di Avalon e la Dea. Tyagal è la presenza della Dea sulla terra per voler semplificare e stringere il discorso. { Lo guarda sperando di essere stata il più chiara possibile. } Azzardo una ipotesi. E’ possibile che sia stato proprio Tyagal a “chiamarti”, a volerti qui. { Si morde appena il labbro inferiore nascondendo il mento tra le ginocchia. }


GRUDRON (spiaggia-forma umana) Ascolta con attenzione le parole della giovane femmina che gli parla con la semplicità con cui un bambino spiega ad un altro qualcosa. “mmmmmmhhh” mugola ancora avendo udito una parola che non l’ha fatto impazzire. “cosa intendi per, fare capo?” lo sguardo ora si sposta sulla femmina con la testa lievemente chinata verso il suolo come se incalzasse una risposta. Poi lei sembra cominciare a raccontare una favola. Le braccia ora vanno ad incrociarsi al petto ascoltando curioso quella che, forse, è la storia di queste terre. La storia sembra assurda oltre che interessante. Una grossa lotta fra creature mitiche. Assottiglia lo sguardo come se volesse captarne alla perfezione ogni parola senza lasciarsi sfuggire nulla. “Come potete rimanere qui se Chevalier ha vinto?” Non riesce bene a capire. “è un drago?” domanda curioso, chissà che creatura stupefacente e potente possa essere. “Voi a chi siete devoti a questo Tyagal?” Gli occhi permangono sul volto della femmina attendendo famelico le sue risposte, anche se sono molte informazioni ma la manete del drago non ha problemi ad immagazzinare. per un attimo il pensiero torna alla montagna di sabbia. Se così fosse e quello che la femmina riferisce è vero, lui sicuramente non è la mente ma nemmeno il piede. ''Perchè?'' spontaneo, la sua sete di sapere è tale da costringerlo a sforzarsi nel limitare il numero delle domande.


AINGEAL { baia ° spiaggia } ° { Sorride a quella voglia irrefrenabile di sapere. } Con ordine. Dunque: per i draghi che arrivano ad Avalon e che decidono di rimanervi, devono far riferimento a Nyule. E’ una guida per i draghi e, per qualsiasi cosa si rendesse necessario, puoi rivolgervi a lei. Per quanto riguarda Chevalier, la lotta con Harsgalth si perde nei tempi, Chevalier ha abbandonato da un po’ queste terre e occorreva urgentemente rinsaldare il patto tra gli uomini e i draghi. Harsgalth ha ammorbidito la maledizione lanciata da Chavalier permettendo ai suoi discendenti di poter stringere una simbiosi con i propri cavalieri pur essendo lontani gli uni dagli altri. Non solo, come ti ho spiegato è per volere della Dea se Ao ha inviato suo figlio perché potesse essere la rappresentazione terrena della stessa Dea. { Lo guarda con tenerezza misto affetto. Quell’uomo grande e grosso, dagli occhi di bronzo le ispira una strana ma sincera simpatia. } Noi cavalieri dei draghi abbiamo un compito specifico anzi due. Il primo è quello di alimentare il nostro fulcro Drakanène proprio con la simbiosi Il Fulcro. Fu creato da Ao all'alba dei tempi, ed è la fonte di energia primordiale che consente la Simbiosi tra draghi e cavalieri. Sepolto da sempre nelle viscere della cordigliera draconica, è stato riportato alla luce da Tyagal quando l'energia di cui era stato infuso da Ao si è esaurita e la sua stabilità è divenuta precaria. E’ quello che ci permette la simbiosi con i draghi ma allo stesso tempo va alimentato con la simbiosi stessa. E poi abbiamo una importante ricerca da fare: un amuleto capace di spezzare la maledizione inflitta da Chevalier, ma qui stiamo in alto mare, anche perché la loggia non è abitata da tanti cavalieri e i pochi che ci sono… uhmm… { Fa spallucce piuttosto sconsolata. }


GRUDRON (spiaggia-forma umana) non distoglie nemmeno per un attimo gli occhi dalla femmina. Comprende le sue parole, certo che queste terre sono state piuttosto travagliate e sembra che i draghi ne abbiano molto condizionato l'esistenza. Gli verrebbe da fare molte altre domande, tipo perchè lui è lì mentre il suo simbionte no, per quale motivo è stato chiamato. ''Grazie per il tuo tempo.'' una piccola pausa. ''Mi sei stata molto utile. Si sta facendo buio.'' rendendosi conto che in realtà è già buio, il sole li ha abbandonati da un pò ma era troppo preso nella discussione. ''Continueremo un altra volta se non ti dispiace. Adesso ho bisogno di riflettere.'' poi porta nuovamente lo sguardo dinanzi a lui. Non proferisce altra parola, si immerge totalmente nei suoi pensieri come se volesse studiare il futuro o quantomeno provare a prevederlo cercando di immaginarsi quello che potrà accadere nel caso in cui lui compia determinate scelte, scelte sulle quali ancora ha potere.


AINGEAL { baia ° spiaggia } ° { Torna a sorridergli quando lui le parla. } Di nulla figurati, l’ho fatto con piacere. { Si alza da terra picchiettando appena il fondoschiena, ha la sensazione di non sentirselo più. Si scuote la sabbia dal mantello per infine guardarlo nuovamente. } E io ho bisogno di riattivare la cir…brr lazione… mi sono ghiacciata!!! La prossima volta ti aspetto alla loggia… o in un qualsiasi posto ma con un grande fuoco acceso. { Si stringe nel mantello. Lui sembra non risentirne per niente del clima. Beato lui. Pensa la ragazza che muove qualche passo verso le imbarcazioni. Si volta nuovamente salutandolo con la mano. } Mi ha fatto davvero piacere esserti di aiuto e il mio invito è sempre valido se vuoi. A presto! { Lo guarda ancora per un momento, in realtà gli provoca un forte sentimento di tenerezza e non vorrebbe lasciarlo lì solo con tutte quelle informazioni che gli ha fornito. Ma è sempre un drago e i draghi hanno modi e ragionamenti tutti loro. Forse è meglio lasciarlo effettivamente solo. Si avvia correndo verso il molo saltando dentro la barca che oscilla pericolosamente beccandosi un’occhiataccia dal piccolo uomo a bordo al quale però rivolge un sorriso di scuse, sedendosi composta a prua pregustandosi già la tiepida notte di Avalon. }




Il mio nome è Aingeal Eilinoir Branwen Tinuviel e sono il Cigno dei Wright


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Ogni volta che dico qualcosa di cui mi pento urlo “Non voglio perderti!” Ma in qualche modo so che non mi lascerai mai!

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