Cappadocia (AQ), tradizioni e natura
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19 agosto 2009: inaugurazione del monumento al mulo

Ultimo Aggiornamento: 07/08/2015 07.08
07/08/2015 07.08
 
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A testimonianza dell’importante ruolo avuto per decenni, è stato inaugurato il primo “Monumento al Mulo” che - nella sua naturalezza - racconta ai giovani, ma anche ai turisti, le tradizioni, il duro lavoro, l’anima “cocciuta” degli abruzzesi.


Il 19 agosto 2009 a Cappadocia (AQ) è stato inaugurato il “Monumento al Mulo”. L’insolita cerimonia, promossa dall’Amministrazione comunale, è avvenuta in Largo Vittorio Veneto, alle ore 11,30.

Perché fare un monumento al mulo? A prima vista, la scelta di realizzare un monumento in onore di un animale così bistrattato, genera ilarità. Ma, da un’analisi più profonda dell’area marsicana si comprendono le ragioni di una tale scelta. Vediamo quali.

Il mulo, infatti, è stato per decenni un protagonista di questi paesi: un vero e proprio “membro di famiglia”, da accudire e vezzeggiare come un figlio. E in epoche in cui le fonti di reddito erano scarse, avere un mulo era come avere un “titolo di studio”: una chance concreta verso il mondo del lavoro.

«Grazie alla presenza di questo animale, molte delle famiglie di Cappadocia e dintorni, sono riuscite, non solo a vivere, attraverso il trasporto e la vendita del legname, ma a migliorare la propria condizione economica e sociale», spiega Bruno Murzilli, sindaco di Cappadocia. «Per celebrare, quindi, questo prezioso compagno di vita – prosegue il primo cittadino - il Comune di Cappadocia ha deciso di realizzare un monumento, interamente in bronzo, che rappresenti e custodisca la memoria e l’identità dei suoi abitanti».

L’opera è stata creata dal maestro Francesco Marcangeli di Carsoli dopo che, nei mesi scorsi, un’apposita commissione, composta da ex mulattieri, aveva esaminato tre bozzetti e scelto con cura il progetto da eseguire. «Creare questa scultura è stata assolutamente una sfida da diversi punti di vista – precisa Marcangeli - poiché il mulo è un animale che ha caratteristiche miste del cavallo e dell’asino che vanno realizzate in modo armonico, senza scivolare in un eccesso dell’uno o dell’altro». L’altra difficoltà è stata la realizzazione del carico di legna. «Anche in questo caso – prosegue il maestro - ci sono modalità precise nel montare le corde sull’animale. Insomma, un’esperienza unica che mi ha obbligato a respirare l’atmosfera di questo duro lavoro del passato». La scultura è lunga 2,20 metri e alta 1,50 metri (al garrese). In pratica, circa 1 metro e 80.

Molte le personalità presenti all’inaugurazione: l’onorevole Marco Marsilio; Daniela Stati, assessore alla Protezione civile e all’Ambiente della Regione Abruzzo; Angelo Di Paolo, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Abruzzo; Dino Rossi, sindaco di Tagliacozzo (AQ); Mario Mazzetti, sindaco di Carsoli (AQ); Aurelio Maurizi, sindaco di Castellafiume (AQ); Italo Taccone, presidente della Comunità montana Marsica 1; Pino Angelosante, sindaco di Ovindoli (AQ). Presente per un augurio e un saluto anche monsignor Don Ezio Del Grosso. La cerimonia è stata presentata da Luca Di Nicola, noto presentatore di Unomattina (Rai1).



Chi erano i “mujari”

Grazie ad mulo, nei decenni passati, si poteva diventare “mujaro”, vale a dire “mulattiere”, intraprendendo così il mestiere più caratteristico e diffuso a Cappadocia agli inizi del 1900. Anche se il mulo richiedeva un costo di mantenimento elevato rispetto alle possibilità economiche di allora e possedere un mulo significava anche rinunciare al reddito prodotto da una mucca, vale a dire latte, formaggio e vitelli.

Un mulattiere conduceva generalmente un gruppo di cinque muli detto in dialetto locale “ ‘mmasciata” e trasportava legna da ardere, carbone, traverse ferroviarie, fascine ed anche tini pieni d’uva nel periodo delle vendemmie. In passato, alcuni mulattieri hanno lavorato anche per il trasporto di materiale per la costruzione di tralicci elettrici in zone impervie, e altri hanno trasportato materiale per le miniere. La maggior parte delle attività erano comunque legate ad esigenze di trasporto a carattere stagionale e i mulattieri si trasferivano spesso nelle zone dove era richiesto il loro lavoro, assumendo così caratteristiche quasi nomadi. Un esempio di quanto detto era il lavoro di trasporto del legname, abbattuto durante i periodici tagli dei boschi nel territorio circostante o, talvolta, in altre regioni d’Italia, ad esempio in Toscana.

Seguono alcune foto che ritraggono i momenti salienti della cerimonia d'inaugurazione.
[Modificato da ale3000 07/08/2015 07.08]
Marzia RoncacciTELEGIORNALISTE FANS FORU...74 pt.24/09/2017 14.14 by PANDONEROMA
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