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Ultimo Aggiornamento: 03/06/2010 17.06
15/06/2005 14.36
 
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Manifesto 14/06/05



STATI UNITI
La fede del Kentucky
ALESSANDRO PORTELLI

Lexington, Kentucky, 11 giugno. Sono appena arrivato e mentre cerco di elaborare il jet lag sfoglio un giornale locale - il giornale locale, dato che come in quasi tutte le media città americane anche qui nella stampa quotidiana vige un regime di monopolio. Già il nome doppio, Herald Leader, suggerisce una fusione: prima c'erano lo Herald e il Leader, adesso sono diventati uno col nome di tutti e due. Peraltro non è un brutto giornale, neanche tanto conservatore. Dopo tutto, questa è una città universitaria, con un ceto colto e una componente giovanile incrociati col business del tabacco, del carbone, dei cavalli. Pagina sportiva: aperture con grande titolo e foto sul campionato statale scolastico di baseball. Negli ottavi di finale, «Lexington Christian» batte «Covington Catholic». Ai quarti sono già passate «Trinity» e «Christian County». Altro che l'acqua santa di Trapattoni. L'allenatore del Lexington Christian spiega la vittoria di rimonta dei suoi col fatto che «hanno molta fede e molto cuore». Si vede che quelli di Covington sono cattolici di poca fede. Ovviamente, sono tutte scuole private. Nella pagina seguente, il campione di golf Matt Gogel racconta il suo incontro con Madre Teresa: titolo, «Forse lei ha benedetto il suo stile».

Pagine locali. Apertura: Sean D. Baker fa causa al governo per essere riammesso nelle forze armate da cui è stato congedato per una lesione cerebrale che gli provoca crisi epilettiche. La lesione gliel'hanno fatta a Guantanamo i suoi commilitoni durante un'esercitazione di «forced cell extraction»: si adddestravano a trascinare fuori dalla cella un prigioniero riluttante. Baker faceva la parte del prigioniero, ma nessuno l'aveva detto agli altri, che quindi hanno usato su di lui le modalità che gli insegnano a usare coi detenuti veri. «Gli hanno afferrato e storto le gambe per incatenarlo, mentre un altro gli sbatteva violentemente la testa sul pavimento di acciaio della cella e lo strangolava (come abbiamo visto nel finale di Fai la cosa giusta) applicando la tecnica dei 'punti di pressione alla gola'», tecnica in cui evidentemente era stato debitamente istruito. Si sono fermati solo quando Baker si è fatto riconoscere gridando la parola d'ordine; se era un detenuto vero chissà dove arrivavano. Non c'è stata nessuna inchiesta, Baker ha aspettato un anno e mezzo prima di ricevere la pensione di invalidità. Chiede di essere riarruolato perché «ci tiene molto a essere un soldato» e perché, dice il suo avvocato, se non fa il militare ha ben poco altro da aspettarsi dalla vita. Un inserto settimanale di quattro pagine: «Faith and Values», fede e valori. L'ultima volta che sono stato qui, due anni fa, non esisteva. Si occupa di «religione, spiritualità, etica». L'articolo principale con grande foto e ripresa all'interno, si intitola «Arf Father», gioco di parole (specie se uno ha un accento del Sud) su «Our Father», padre nostro; ma «Arf» vuol dire «bau bau» e la storia parla di un prete cattolico che ha un cane da cui è talmente inseparabile che lo segue anche sull'altare mentre dice messa (come da foto). A me che non sono credente «Arf Father» pare blasfemo, ma questa è una religiosità che non è tanto interessata a queste minuzie quanto a occupare tutti gli spazi immaginabili, compreso il rapporto fra una persona e il suo cane.

Pagina degli editoriali. Il meglio è una scelta di vignette politiche da altri giornali americani. A proposito di fede e valori: un tizio dice, «se le chiese vogliono cohtrollare il governo, almeno dovrebgero pagare le tasse come tutti». L'altro gli guarda i piedi e dice, «dove hai trovato quelle scarpe che ti coprono gli zoccoli caprini?». Cioè: se parli di tassare le chiese, ti guardano come se fossi il diavolo. Un'altra, sul piano Bush di privatizzazione della sicurezza sociale. Ieri: un datore di lavoro che dice al dipendente, grazie dei tuoi anni di servizio, eccoti la pensione. Oggi: un datore di lavoro che dice al dipendente: grazie dei tuoi anni di servizio, eccoti una penna. Il gioco di parole fra «pension» e «pen» è anche un'icona verbale del taglio ai benefici sociali in atto. Ancora: General Motors, grande svendita. Un quadro porge la lettera di licenziamento a un operaio delle carrozzerie, e nell'altra mano ha un cartello: posti di lavoro offresi, venti percento di sconto. Un editoriale parla della mobilitazione cittadina per impedire la vendita delle risorse idriche della città a una multinazionale tedesco-inglese: organizzano un referendum per imporre che l'acqua sia controllata localmente. Questa storia c'era già due anni fa.

Prima pagina. Lexington sarà l'unica città d'America in cui l'11 settembre sarà vacanza per i pompieri.

Taglio centrale: Droga e schiavitù per i braccianti. In una coltivazione di patate e cavoli della Florida settentrionale, i braccianti vengono reclutati fra i senza casa possibilmente tossici. Ogni giorno, il padrone gli mette a disposizione crack, eroina, alcool e sigarette, e scala il costo dalla paga. In una modalità che qui in Kentucky conoscono bene, perché era quella tipica dei villaggi aziendali minerari, i braccianti accumulano tanti debiti che per ripagarli sono costretti a lavorare gratis «in condizioni di servitù forzata equivalenti alla schiavitù». Il giornale commenta che mentre negli almeno cinque casi di schiavitù rurale registrati in Florida negli ultimi anni queste cose si facevano agli immigrati clandestini, con la minaccia di denunciarli alle autorità migratorie, in questo caso la cosa nuova è che le vittime sono cittadini americani. Né di questo né della storia di Baker a Guantanamo si parla nella sezione sulla fede e i valori.

Cronaca. Il pastore e i nove fedeli rimasti in una chiesa in Louisiana arrestati per pratiche rituali di pedofilia e bestialità. Un trafiletto: se usate Google per trovare il luogo di culto più vicino, non digitate «church». Le istituzioni religiose adesso scelgono nomi fantasiosi e attraenti - Comunità della Vita Superiore, Luce del Porto, Great Exchange (che a me sembra più una borsa che una chiesa). In questo modo pensano di attrarre giovani per i quali la parola «chiesa» sa di troppo vecchio, di papà e mamma. O gente che in una «church» non ci ha mai messo piede.

Mentre scrivo, domenica mattina, arriva il giornale di oggi. Bush proclama il successo del Patriot Act, duecento terroristi condannati. Il giornale commenta: in realtà, sono solo trentanove . Nell'inserto sulla fede e i valori non trovo niente sul tema della menzogna. (alessandro portelli)
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