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Ultimo Aggiornamento: 03/06/2010 17.06
01/12/2005 20.36
 
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Re:

Scritto da: ongii 01/12/2005 20.33


mi spiegate cosa vuol dire "continenza"?






Il non scopare. Per dirla brutalmente...

Bah...


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Re: ...

Scritto da: CorContritumQuasiCinis 01/12/2005 18.37


"Funzionano bene le strategie per la prevenzione dell'Aids basate sulla continenza, la promozione della fedeltà nel matrimonio, l'importanza della vita familiare, l'educazione, l'assistenza ai poveri".

Benedetto XVI

Che tristezza queste prese di posizione...
E' come se avesse detto: crepate in pace. Amen. [SM=g27834]



tristezza si, anche peggio
ma non mi viene la parola adeguata

ma che c'entra l'assistenza ai poveri?




bb
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03/12/2005 23.06
 
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altro che busti che piangono lacrime bianche...

Eventi paranormali in museo dittatore

In attesa che si decida il destino della sua salma imbalsamata e in mostra nel mausoleo della piazza Rossa a Mosca, lo spirito di Lenin ha deciso di infestare il museo a lui dedicato a Samara. A denunciare il fenomeno paranormale è stata la direttrice del museo, Maja Obraszowa, la quale sostiene che durante la notte il fantasma dell'ex dittatore sovietico abita le stanze espositive.

Il letto che gli era appartenuto sfatto nonostante la stanza chiusa a chiava, un forte profumo di torta di mele (il suo cibo preferito) nonostante non ci sia alcuna caffetteria all'interno del museo e nemmeno nei paraggi. Questi e altri fenomeni hanno spinto la direttrice del museo alla conclusione che se di giorno sono i visitatori a riempire le sale, di notte ad abitarle è lo spirito di Vladimir Ijlic Ulianov. Lenin soggiornò a Samara tra il 1887 e il 1891, studiando in quella città legge.

La storia del fantasma è emersa dopo che un gruppo di studenti in visita ha giurato di aver sentito profumo di caffè appena fatto uscire dalla vecchia caffettiera appartenuta a Lenin ed esposta insieme ad altri oggetti dell'ex dittatore.


preso da tutta questa frase
04/12/2005 14.13
 
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Re: ...

Scritto da: CorContritumQuasiCinis 01/12/2005 18.37

"Funzionano bene le strategie per la prevenzione dell'Aids basate sulla continenza, la promozione della fedeltà nel matrimonio, l'importanza della vita familiare, l'educazione, l'assistenza ai poveri".


E' sufficiente utilizzare il preservativo...
04/12/2005 14.45
 
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Re: altro che busti che piangono lacrime bianche...

Scritto da: ittidu 03/12/2005 23.06

Eventi paranormali in museo dittatore

In attesa che si decida il destino della sua salma imbalsamata e in mostra nel mausoleo della piazza Rossa a Mosca, lo spirito di Lenin ha deciso di infestare il museo a lui dedicato a Samara. A denunciare il fenomeno paranormale è stata la direttrice del museo, Maja Obraszowa, la quale sostiene che durante la notte il fantasma dell'ex dittatore sovietico abita le stanze espositive.

Il letto che gli era appartenuto sfatto nonostante la stanza chiusa a chiava, un forte profumo di torta di mele (il suo cibo preferito) nonostante non ci sia alcuna caffetteria all'interno del museo e nemmeno nei paraggi. Questi e altri fenomeni hanno spinto la direttrice del museo alla conclusione che se di giorno sono i visitatori a riempire le sale, di notte ad abitarle è lo spirito di Vladimir Ijlic Ulianov. Lenin soggiornò a Samara tra il 1887 e il 1891, studiando in quella città legge.

La storia del fantasma è emersa dopo che un gruppo di studenti in visita ha giurato di aver sentito profumo di caffè appena fatto uscire dalla vecchia caffettiera appartenuta a Lenin ed esposta insieme ad altri oggetti dell'ex dittatore.


preso da tutta questa frase



E ora cagati addosso, Berlsuconi!
A volte ritornano.


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07/12/2005 07.53
 
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Il ministro della Giustizia a «Porta a Porta». In studio il gelo, poi la solidarietà
«Una donna tentò di violentarmi»
Castelli: successe nel '93, ma io riuscii a difendermi


ROMA — Il ministro della Giustizia ha scelto il salotto di Porta a Porta per spiazzare anche chi lo ha sempre visto come l'icona perfetta dell'uomo tutto d'un pezzo e davanti a milioni di telespettatori ha confessato che 12 anni fa è stato oggetto di una tentata violenza sessuale da parte di una signora di cui non ha fatto il nome. In studio, c'era anche Anna Serafini, dirigente dei Ds e moglie del segretario Piero Fassino: «Solidarizzo con Castelli perché da uomo si è trovato a subire una violenza che è frutto di un modello maschile generalmente rivolto contro le donne».

Dunque, il leghista Roberto Castelli, un ministro che vuole trasmettere un'immagine di sé poco incline ai sentimenti, ha svelato un frammento segreto della sua vita privatissima davanti a milioni di telespettatori. Lo ha fatto, così, con semplicità: «Anche gli uomini possono essere oggetto di violenza da parte delle donne. Nel '93 (quando ancora non era senatore, ndr)
una donna si è avventata su di me, mi ha strappato la camicia ma io, che ero più forte, sono riuscito ad allontanarla. Quindi posso capire il senso di frustrazione...». Tutto qui.

In studio, a quel punto, è calato un gelo imbarazzato che ha spiazzato anche lo staff del ministro presente tra il pubblico e gli ospiti chiamati da Bruno Vespa a discutere di violenza sulle donne. Da Paolo Cento dei Verdi a Mariella Burani Procaccini di Forza Italia, da Barbara Palombelli a Maria Teresa Ruta: sono rimasti tutti un po' basiti davanti a una confidenza così intima di un un uomo pubblico. Invece Anna Serafini, responsabile Infanzia dei Ds, che ha avuto un moto di affettuosa solidarietà nei confronti del ministro della Cdl: «Il tema è molto delicato e se il ministro dice di aver subito questo tipo di violenza è giusto che abbia una piena attestazione di solidarietà. E lo dico perché ne sono convinta».

Castelli, comunque, ha lasciato cadere l'argomento e anche i presenti nel grande studio di via Teulada non hanno insistito chiedendo particolari su quell'episodio di 12 anni fa. Poi, a registrazione della puntata conclusa, Anna Serafini ha accettato di spiegare al Corriere della Sera perché le è sembrato naturale, quasi, ovvio, prendere pubblicamente posizione favorevole a un uomo.

Ha dunque spiegato la Serafini: «Quando la cultura dei rapporti è di sopraffazione va denunciata sempre e comunque. Anche quando questa cultura della sopraffazione può coinvolgere alcune frange di donne: ecco perché, in questo caso, avverto un sentimento di solidarietà...». Castelli, parlando del suo caso, aveva detto davanti alle telecamere che per l'uomo la violenza subita è comunque diversa perché fisicamente è più forte. Ma anche davanti a questa considerazione la Serafini mantiene ferma la sua solidarietà: «La violenza sessuale non è mai una cosa che ha a che fare solo con una questione fisica. Piuttosto ha a che fare con la volontà di sopraffazione di una persona perché tende a negare l'autonomia dell'altro. Per questo anche se colpisce un uomo bisogna essere solidali».

Dino Martirano
06 dicembre 2005

[Modificato da astrodanzante 07/12/2005 7.53]

07/12/2005 12.20
 
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Re:

Scritto da: astrodanzante 07/12/2005 7.53
Il ministro della Giustizia a «Porta a Porta». In studio il gelo, poi la solidarietà
«Una donna tentò di violentarmi»
Castelli: successe nel '93, ma io riuscii a difendermi


ROMA — Il ministro della Giustizia ha scelto il salotto di Porta a Porta per spiazzare anche chi lo ha sempre visto come l'icona perfetta dell'uomo tutto d'un pezzo e davanti a milioni di telespettatori ha confessato che 12 anni fa è stato oggetto di una tentata violenza sessuale da parte di una signora di cui non ha fatto il nome. In studio, c'era anche Anna Serafini, dirigente dei Ds e moglie del segretario Piero Fassino: «Solidarizzo con Castelli perché da uomo si è trovato a subire una violenza che è frutto di un modello maschile generalmente rivolto contro le donne».

Dunque, il leghista Roberto Castelli, un ministro che vuole trasmettere un'immagine di sé poco incline ai sentimenti, ha svelato un frammento segreto della sua vita privatissima davanti a milioni di telespettatori. Lo ha fatto, così, con semplicità: «Anche gli uomini possono essere oggetto di violenza da parte delle donne. Nel '93 (quando ancora non era senatore, ndr)
una donna si è avventata su di me, mi ha strappato la camicia ma io, che ero più forte, sono riuscito ad allontanarla. Quindi posso capire il senso di frustrazione...». Tutto qui.

In studio, a quel punto, è calato un gelo imbarazzato che ha spiazzato anche lo staff del ministro presente tra il pubblico e gli ospiti chiamati da Bruno Vespa a discutere di violenza sulle donne. Da Paolo Cento dei Verdi a Mariella Burani Procaccini di Forza Italia, da Barbara Palombelli a Maria Teresa Ruta: sono rimasti tutti un po' basiti davanti a una confidenza così intima di un un uomo pubblico. Invece Anna Serafini, responsabile Infanzia dei Ds, che ha avuto un moto di affettuosa solidarietà nei confronti del ministro della Cdl: «Il tema è molto delicato e se il ministro dice di aver subito questo tipo di violenza è giusto che abbia una piena attestazione di solidarietà. E lo dico perché ne sono convinta».

Castelli, comunque, ha lasciato cadere l'argomento e anche i presenti nel grande studio di via Teulada non hanno insistito chiedendo particolari su quell'episodio di 12 anni fa. Poi, a registrazione della puntata conclusa, Anna Serafini ha accettato di spiegare al Corriere della Sera perché le è sembrato naturale, quasi, ovvio, prendere pubblicamente posizione favorevole a un uomo.

Ha dunque spiegato la Serafini: «Quando la cultura dei rapporti è di sopraffazione va denunciata sempre e comunque. Anche quando questa cultura della sopraffazione può coinvolgere alcune frange di donne: ecco perché, in questo caso, avverto un sentimento di solidarietà...». Castelli, parlando del suo caso, aveva detto davanti alle telecamere che per l'uomo la violenza subita è comunque diversa perché fisicamente è più forte. Ma anche davanti a questa considerazione la Serafini mantiene ferma la sua solidarietà: «La violenza sessuale non è mai una cosa che ha a che fare solo con una questione fisica. Piuttosto ha a che fare con la volontà di sopraffazione di una persona perché tende a negare l'autonomia dell'altro. Per questo anche se colpisce un uomo bisogna essere solidali».

Dino Martirano
06 dicembre 2005

[Modificato da astrodanzante 07/12/2005 7.53]


Mah...
Comunque si vede che, da quel momento, niente per lui è stato come prima.


*************************************************************************************************** L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.
(Pier Paolo Pasolini, Vie Nuove n. 36, 6 settembre 1962)
***************************************************************************************************
08/12/2005 10.47
 
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Nella nuova esternazione della madre del premier, l'eroico
altruismo del figlio avversato dall'ingratitudine del Paese
Mamma Rosa come in un reality
"Silvio fa del bene ma lo offendono"
"Ha lavorato tanto: ha costruito Brugherio, Milano 1 e 2,
le televisioni che prima non esistevano"
di FILIPPO CECCARELLI

[IMG]http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/persone/rosareality/rosareality/stor_7224977_42560.jpg[/IMG]
Berlusconi e la madre

Mamma Rosa, come al solito, è molto preoccupata: "Mio figlio è così stanco, avvilito, non sa più cosa fare per la nostra Italia". Dal teatro dal Verme di Milano, dove la signora Berlusconi si è recata per assistere dal maxischermo alla proiezione in diretta della prima della Scala, ancora una volta la madre del presidente del Consiglio ha inteso significare all'opinione pubblica i suoi sentimenti riguardo all'attuale momento politico e in particolare alla fatica a cui Silvio Berlusconi si sottopone ogni giorno, ricevendone in cambio la più iniqua delle ingratitudini.

E dunque: "Ma chi glielo fa fare? Silvio, gli ho chiesto, cosa fai? E lui mi risponde che il bene che si fa non si dice. Ma quando sento le persone che lo offendono - ha dichiarato Mamma Rosa - mi viene una rabbia. Se fosse un altro, direbbe di andare tutti al diavolo. Lui vuole bene a tutti. Ha lavorato tanto: ha costruito le città, Brugherio, Milano 1 e 2, le tv che prima non esistevano. Invece di godersi i risultati del suo lavoro - ha concluso - si è messo al servizio del paese e in cambio ha ricevuto solo offese".

Le elezioni si avvicinano: e puntualmente nella vita pubblica italiana si riaffaccia il più efficace e sperimentato turbo-testimonial famigliare, inteso come un personaggio che attesta non tanto le capacità, ma le grandi, le super, le mega virtù di un figliolo così perfetto che gli altri politici e persino gli elettori, in fondo, nemmeno si meritano, poverino. In questo senso il messaggio di Mamma Rosa, nella sua apparente semplicità, è un autentico prodigio di tecnica, un assai sofisticato dispositivo, si direbbe, di auto-vittimismo funzionale indirizzato al segmento elettorale degli anziani.

Ora. Senza volerle minimamente mancare di rispetto, anzi trovando la madre del Cavaliere una figura certamente spontanea, come pure dimostra il frequente uso del dialetto milanese, ma conoscendo altresì le insidie delle più evolute strategie comunicative, sorge un dubbio: c'è per caso una regia dietro al reality di Mamma Rosa?

L'ultima sua uscita - a Genova: passeggiata al mercato e visita alla mostra mazziniana - risale a nemmeno un mese fa ed è stata opportunamente accompagnata da riprese televisive e servizi fotografici (su Novella2000). In quell'occasione, 15 novembre, la mamma del presidente ha detto più o meno le stesse cose di ieri: Berlusconi è buono e ama l'Italia, ma invece di apprezzarlo lo criticano. A lei fa pena vederlo soffrire, perciò lo esorta a lasciar perdere, ma è inutile perché lui insiste per il bene comune. Anche allora la circostanza che sia una mamma a esaltare l'eroico altruismo del figlio non sminuisce il valore delle suo parole, ma le illumina di calore ed emozione. Nel pronunciamento genovese, oltretutto, la signora Berlusconi, che di cognome fa Bossi e in famiglia era chiamata "Rosella", parlò anche di Prodi, il nemico del figlio. Disse - e anche in quel caso il suo messaggio fa riflettere per la sua primordiale immediatezza: "Ma come può pensare di mettersi a paragone con Silvio? Non voglio essere cattiva, ma basta vederlo in faccia".
In faccia: attenzione. Sostiene l'ultimo rapporto del Censis che la politica ruota ormai attorno all'immagine e dunque al volto, al corpo dell'uomo politico.

Bene, Mamma Rosa ha anticipato questa sensatissima analisi di almeno quattro anni, avendo detto nella scorsa campagna elettorale (2001) che Rutelli, "un cretino", "se mett lì cume se fuss un concorso di bellezza", e che comunque era più bello Silvio. Non solo, ma divenendo sempre più chiaro che le elezioni si vincono o si perdono sul terreno dell'astensionismo, ecco che prima delle regionali Mamma Rosa sinteticamente dichiara: "Se c'è qualcuno che non va a votare vuol dire che non vale niente".

Il presidente, com'è ovvio, ricambia e rilancia. "Fate come mia madre" dice a proposito della sagacia con cui lei fa gli acquisti al mercato. Questa storia del mercato l'ha detta parecchie volte. Al che un giorno D'Alema ha fatto lo spiritoso raccontando di aver pensato alla bancarella della mamma di Berlusconi in una centro commerciale alla periferia di Pechino: "C'era un cartello che diceva: "Qui nulla è autentico"". Comunque Silvio la chiama sempre, a tutte le ore, la coccola, ne racconta le gesta contro dei soldati tedeschi, in treno, nell'opuscolo "Una storia italiana". Tanto in pubblico che in privato è il classico figlio che non ha paura di sembrare mammone. E milioni di genitori anziani - molti dei quali purtroppo si sentono e spesso sono anche trascurati - sospirano. E votano, altroché.

Ma al di là dei processi d'immedesimazione che le elezioni impongono di suscitare, il rapporto tra madre e figlio risponde a un modello in qualche maniera regale, e da questo punto di vista Mamma Rosa è riconosciuta e celebrata soprattutto come colei che ha dato vita al re. Come tale le si sono appellati due dirigenti marchigiani di Forza Italia espulsi, e poi riammessi. Nel 2000 Berlusconi se l'è portata in crociera sulle nave "Azzurra" e nella cerimonia d'imbarco, su cortigiano suggerimento il coro ha così modificato il ritornello dell'inno di Forza Italia: "E forza Mamma/ è tempo di credere/ E forza Mamma/ che siamo tantissimi". Nel partito esiste, a suo nome, un club di donne intitolato "Rosa Azzurra". Per inciso: Rosa si chiamava la madre di Mussolini e Rosa anche quella di Andreotti. Tre Rose, dunque, per tre leader che più italiani non si potrebbe. (Nemmeno col candeggio).
______________________________

La mamma è preoccupata?
Silvio non sa piu che fare per l'Italia?
Faccia una sola cosa.... si levi finalmente dal cazzo!!!!


_____________________________________
Piccoli di statura, scuri di pelle, abituati a pensare, ragionare, contare, mai concordi fra noi. Cosi siamo tuttora, fatti salvi gli imbecilli che non mancano e nessuna legge potra mai limitare...
----------------------------------------
08/12/2005 11.52
 
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Re:

Scritto da: maxperria 08/12/2005 10.47
"Ma chi glielo fa fare? Silvio, gli ho chiesto, cosa fai? E lui mi risponde che il bene che si fa non si dice. Ma quando sento le persone che lo offendono - ha dichiarato Mamma Rosa - mi viene una rabbia. Se fosse un altro, direbbe di andare tutti al diavolo. Lui vuole bene a tutti. Ha lavorato tanto: ha costruito le città, Brugherio, Milano 1 e 2, le tv che prima non esistevano. Invece di godersi i risultati del suo lavoro - ha concluso - si è messo al servizio del paese e in cambio ha ricevuto solo offese".


uahuahauhauahuahuahuahau!!!

ma questo è cornacchione che imita la madre,non può essere la vera! [SM=g27828]
08/12/2005 11.57
 
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...ogni scarrafone etc etc...


.......................................................................................
Nella mia mente ogni cosa sopravvive in silenzio...

http://dottorskizzo.splinder.com
12/12/2005 20.43
 
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IL SISDE scopre l'acqua calda


Fonte: NEWSLETTER di MISTERI D'ITALIA
Anno 6 - Numero 106
12 dicembre 2005
http://www.misteriditalia.com
http://www.misteriditalia.it
Direttore: Sandro Provvisionato


TERRORISMO INTERNAZIONALE:
PER IL SISDE E' CRESCENTE
LA PENETRAZIONE DEL RADICALISMO ISLAMICO IN ALBANIA

La minaccia fondamentalista si radica sull'altra sponda
dell'Adriatico, a due passi dall'Italia. E' il SISDE, il servizio
segreto civile, a sottolineare la "crescente penetrazione del
radicalismo islamico" in Albania, dove "nell'ultimo decennio si sono
progressivamente insediate numerose organizzazioni non governative,
finanziate dai Paesi arabi, con lo scopo di assistere le locali
popolazioni di fede musulmana. Alcune di queste fondazioni,
ufficialmente impegnate in attività umanitarie (assistenza sanitaria,
istruzione) sono sospettate di utilizzare le proprie strutture per
fornire supporto logistico a formazioni integraliste islamiche".

Nel nord del Paese ed in Kosovo - dove nel 1999 la NATO ha condotto
una guerra anti serba, allenandosi di fatto con l'UCK, una delle
massime espressioni del traffico internazionale della droga -
"sarebbero stati rilevati campi di addestramento, ove verrebbero
indottrinati integralisti islamici albanesi, libici, turchi ed
algerini". In questo quadro, è considerato "di rilievo"
dall'intelligence italiana la recente costituzione "di un nuovo gruppo
integralista islamico denominato Al Jihad Al Djadid, verosimilmente
collegato ad Al Qaeda, composto, prevalentemente, da cittadini di
etnia yemenita, afghana, marocchina, giordana, azera e malese".

Il sodalizio, "che avrebbe ramificazioni anche in Grecia", potrebbe
aver "instaurato rapporti di collaborazione con organizzazioni
criminali, anche al fine di utilizzare le rotte già sperimentate nel
traffico di clandestini per il trasferimento dei militanti".

In Italia, "nel circuito di centri di culto islamici in rapida
crescita sul nostro territorio" (dai 127 del 1996 ai 563 del 2004), il
SISDE rileva "come elemento di novità il progressivo inserimento di
cittadini kosovari, macedoni ed albanesi, in alcuni casi in posizione
qualificata".

La "pervasiva opera delle Ong", che punta per il SISDE a "incidere in
modo strategico" nelle aree sociali dell'educazione e della cultura,
"sembra orientata a creare rapidamente le condizioni migliori per una
maggiore adesione all'Islam più osservante, peraltro ponendo quali
catalizzatori religiosi quelli più integralisti".

Fenomeno, questo, che si evince "anche dal superamento della
leadership moderata nei centri nodali albanesi a favore di gruppi
allineati alle posizioni arabe aggressive", oltre che "dal tentativo
di strutturare partiti confessionali che però trova un rigido ostacolo
nell'attuale divieto istituzionale".

Per il servizio segreto civile sono due i "principali fattori di
rischio" derivanti dall'analisi della situazione albanese: sotto il
profilo della criminalità organizzata, "il network albanese può
supplire a momentanee defaillances delle mafie nazionali, assicurando
la continuità transnazionale degli affari illeciti (di cui l'Italia
non è più epicentro, sebbene costituisca una parte rilevante)".

Dal punto di vista della possibile minaccia terroristica,
"l'islamizzazione indotta in Albania, che si attesta su profili più
aggressivi ed integralisti (finanziamento delle Ong saudite,
schiacciante competitività sulle altre religioni nei settori
dell'istruzione e dell'economia, leadership dei salafiti ai danni dei
sufi) potrebbe trasferire nel prossimo futuro in Italia interessi più
marcatamente fondamentalisti".

Per quanto riguarda l'attività illecita dei clan nel Paese delle
Aquile, "lo scenario albanese è caratterizzato da differenziati piani
criminali che nel loro complesso esprimono una delle più elevate
capacità criminogene a livello internazionale".

Coesistono infatti, "in rapporto di stretto mutualismo",
organizzazioni mafiose, bande criminali ed altre aggregazioni occasionali.

"Nonostante l'immagine agiografica di una criminalità rurale, violenta
e primitiva offerta da alcuni osservatori la devianza albanese appare
invece evoluta, efficiente ed efficace tanto da acquisire ruoli
primari nelle strategie globali del crimine".

In particolare, nel business criminale della droga "gli albanesi hanno
dimostrato una particolare versatilità, riuscendo in un decennio ad
acquisire una elevata competitività sia nel traffico sia nella
gestione dei relativi mercati". I clan albanesi "controllano i flussi
di eroina della Turchia ed alimentano i fiorenti mercati dell'Europa
centrale e meridionale", oltre a gestire "in molti Paesi europei (tra
cui soprattutto l'Italia, l'Olanda, la Germania, l'Austria, la Francia
e la Spagna) il traffico e lo spaccio locale di eroina, spesso
occupandosi anche di cocaina sia autonomamente, sia per conto delle
organizzazioni autoctone".

I clan albanesi hanno poi "un'ampia disponibilità di armi che
trafficano verso l'Europa occidentale ed anche in Italia. Ciò deriva -
spiega il SISDE - dal prelievo di materiale bellico dai depositi
militari effettuato negli anni '90, dal collegamento con analoghe
strutture balcaniche e dalla vulnerabilità degli attuali sistemi di
controllo albanesi".

La situazione albanese, "ancor oggi caratterizzata da una profonda
instabilità politica e socio-economica, nonostante i tentativi
istituzionali di affermare un'immagine innovata ed aderente agli
standard di democrazia moderna, ha purtroppo favorito - prosegue il
SISDE - l'evoluzione del crimine organizzato e la migrazione pervasiva
di strutture ed interessi di tipo mafioso in tutto l'Occidente".

"La posizione strategica dell'Albania all'interno dei flussi illegali
balcanici, nell'ambito dello scenario sud-balcanico fortemente
destabilizzato dalla cruenta dissoluzione della Jugoslavia e dalla
rivendicazione delle frammentate matrici etniche non completamente
risolte e foriere di tensioni tuttora innescate ha reso il Paese
crocevia dei traffici transnazionali, conferendo ai più strutturati
gruppi albanesi inedite funzioni nodali".

A quanto risulta da "convergenti acquisizioni informative", il
riciclaggio da parte delle organizzazioni criminali albanesi degli
"enormi profitti derivanti principalmente dal traffico di droga, dallo
sfruttamento della prostituzione e dalla tratta di esseri umani"
riguarda "sempre più speculazioni edilizie e turistico-alberghiere in
Albania".

In definitiva, per l'intelligence italiana "la criminalità albanese
costituisce una minaccia prioritaria per l'Italia", anche se "molti
osservatori sul campo rilevano una presenza meno strategica e più
pervasivamente tattica degli attori albanesi in Italia".

La conclusione del SISDE solleva un argomento di riflessione
indirizzato a chi, con molto semplicismo, mira a trasformare il
Kosovo, oggi ancora provincia serba sotto protettorato internazionale,
in uno Stato autonomo. L'Albania e il Kosovo – scrive infatti il SISDE
- assumono "uno stigma di enclave criminogeno extracomunitario che
potrebbe concentrare sempre più i vettori illeciti diretti
differentemente sui confini nazionali europei. Ciò comporterebbe
l'elevazione del livello macro-criminale albanese attraverso
qualificate saldature con le lobbies mafiose internazionali, tra cui
quelle italiane".

Fonte: Adnkronos

TERRORISMO INTERNAZIONALE:
IN BOSNIA E KOSOVO
FOCOLAIO INTEGRALISMO ISLAMICO

Una conferma dell'analisi del SISDE viene da Washington. Gli esperti
di Le Cercle, l'esclusivo club della ultradestra conservatrice
internazionale, ritengono che sia nei Balcani, specie in Bosnia e nel
Kosovo, che si annidi il rischio d'un focolaio di terrorismo
integralista islamico europeo.

Fra gli intervenuti alla riunione c'erano il rappresentante degli
Stati Uniti alle Nazioni Unite, l'ambasciatore John Bolton, l'ex
vice-direttore e brevemente direttore ad interim della Cia, John E.
McLaughlin, esponenti, oltre che delle forze politiche e delle
correnti culturali conservatrici occidentali, di Russia e Mondo arabo.


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Georg Buchner, nella Morte di Danton , atto quarto: "Il Nulla è il Dio mondiale nascituro".
13/12/2005 00.04
 
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Re:

Scritto da: maxperria 08/12/2005 10.47


[IMG]http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/persone/rosareality/rosareality/stor_7224977_42560.jpg[/IMG]
Berlusconi e la madre



Ma che tacchi aveva quel giorno losilvio?





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Re: IL SISDE scopre l'acqua calda

Scritto da: ongii 12/12/2005 20.43
La "pervasiva opera delle Ong", che punta per il SISDE a "incidere in
modo strategico" nelle aree sociali dell'educazione e della cultura,
"sembra orientata a creare rapidamente le condizioni migliori per una
maggiore adesione all'Islam più osservante, peraltro ponendo quali
catalizzatori religiosi quelli più integralisti".


Questa, francamente, mi sembra una strnzata.


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(Beppe Fenoglio)


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Re: Re: IL SISDE scopre l'acqua calda

Scritto da: pescetrombetta 13/12/2005 13.37
Questa, francamente, mi sembra una strnzata.



sembra e basta ?



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Georg Buchner, nella Morte di Danton , atto quarto: "Il Nulla è il Dio mondiale nascituro".
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Re: Re: IL SISDE scopre l'acqua calda

Scritto da: pescetrombetta 13/12/2005 13.37
Questa, francamente, mi sembra una strnzata.



Se non ho capito male, parla delle ONG sauditie,e la cosa, in questo caso, potrebbe anche essere credibile. Non è che le ONG di tutto il mondo siano pure e buone (anzi in generale mi fanno davvero poca simpatia).

Quello che è meno chiaro: sei anni fa i mussulmani balcanici erano degni di essere salvati con bombardamenti a go-go dai serbi, com'è che oggi sono diventati i nuovi cattivoni? Urge un'atra pioggia di fuoco...


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Re: Re: Re: IL SISDE scopre l'acqua calda

Scritto da: emi. 13/12/2005 14.14


Se non ho capito male, parla delle ONG sauditie,e la cosa, in questo caso, potrebbe anche essere credibile. Non è che le ONG di tutto il mondo siano pure e buone (anzi in generale mi fanno davvero poca simpatia).

Quello che è meno chiaro: sei anni fa i mussulmani balcanici erano degni di essere salvati con bombardamenti a go-go dai serbi, com'è che oggi sono diventati i nuovi cattivoni? Urge un'atra pioggia di fuoco...



certo che parla di loro, e sarà pure quasi credibile, ma è una stronzata perchè come tutto l'articolo spara nel mucchio.dicendo cose similvere dando prove simil-impossibili da verificare..

Emi ho pensato di aprire un topic sulla Jugoslavia nel 2007, verso giugno.
Potrei smettere di fare qualunque cosa, per quello
[SM=g27828]
se ne parlo ora, scoppio.

sono diventati cattivoni o lo son sempre stati ?


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Georg Buchner, nella Morte di Danton , atto quarto: "Il Nulla è il Dio mondiale nascituro".
13/12/2005 17.08
 
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Astro, grazzzie.

Polonia e Romania: ci vedresti qualcosa di strano se questi due paesi stanno in silenzio quando sul proprio territorio ci sono(forse)prigioni dove il diritto viene calpestato ?
Ma come si fa, a dire, non so non dico. Come si fa ?
Ma tanto non esiste l'egemonia imperiale americana, noooo, non esiste. E'talmente assente che alcuni neoburocrati russi stanno facendo un corso a distanza per imparare le nuove tecniche(fonte, articolo di Moshe Lewin).



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Georg Buchner, nella Morte di Danton , atto quarto: "Il Nulla è il Dio mondiale nascituro".
14/12/2005 15.21
 
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RIFLESSIONE SUGLI UOMINI DELLE CAVERNE.

"Si dicono moderni, ma in realtà vogliono riportare il mondo indietro di milioni di anni.
Sono gli uomini delle caverne, gli estremisti del nuovo potere economico .
La loro mentalità è paleolitica : il mondo è del più forte, la clava è il profitto, e la terra è una preda.

Si distinguono perché si battono minacciosamente il petto gridando lo slogan: “Grandi lavori“. Amano scavare nuove caverne e gallerie per farci passare un supertreno superveloce ma non sanno costruire un normale, decoroso treno per i pendolari. Perché una delle loro paleobugie è questa : una cosa fatta male che va più in fretta è meglio di una cosa fatta bene che va più piano.
Sono eiaculatori precoci, che non ce la fanno a godere del mondo.

Stupidi e avidi, pitecantropi e pidueantropi, insistono in un progetto ormai fallito, un modello di sviluppo che non riesce più a progredire, ma solo a riportare indietro la qualità della vita di tutti.
Grugniscono: “non ci lasceremo intimidire”, si dicono moderni e chiamano gli altri arretrati.

Togliamogli dalla bocca questa bugia.

Arretrato è chi sceglie il progetto che piace agli affaristi e ai mafiosi.
Moderno è chi sceglie il progetto migliore.

Arretrato è chi fa propaganda a ciò che ha già deciso, come tutti i vecchi dittatori.
Moderno è chi lo fa discutendone prima.

Fare il ponte di Messina è una cazzata ducesco- neroniana.
Mettere a posto le ferrovie dei pendolari, la Salerno-Reggio Calabria, lo svincolo di Mestre e la tangenziale di Milano, rifare gli acquedotti , gli argini e i porti, questo sarebbe moderno.

Vendere un biglietto dove è segnata un’ora in meno da Milano a Napoli e poi fare tre ore di ritardo, è un vecchissimo trucco.
Arrivare in orario da Milano a Napoli sarebbe una trovata modernissima.

Emmenthal Lunardi non è moderno, gli appalti agli amici sono vecchi come il mondo. Ed è vecchio opportunismo essere un giorno europeista e un giorno devoluzionista.
I valsusini non solo contestano la Tav, ma fanno anche proposte. Hanno dell’economia una visione molto più moderna e complessa rispetto agli uomini delle caverne.

Saper riconoscere i punti critici della storia, quella dove il progresso si incrina e si rompe, è opera di alta ingegneria.

I vecchi cavernicoli almeno avevano un alibi: dovevano imparare tutto ogni giorno. Questi invece non hanno imparato e capito un c...o.

Continuano a fare miliardi con la spremuta di dinosauro, il petrolio preistorico, e non glie ne frega niente di pensare a cosa accadrà quando sarà finito.
Per questo gli uomini delle caverne sono furibondi: perché hanno di fronte una civiltà superiore. Gente che sa vedere il mondo come un organismo vivo, non come a una materia prima, e sa pensare a un futuro. Perciò mille volte più moderni e realisti di loro.

E adesso, pitrecantropi onorevoli e/o affaristi, andate pure nel vostro ristorante preferito a mangiare la tartare di mammuth, a parlare di dividendi, a far bancarotte e speculazioni.
Ma dalla manica della giacca blu, spunta il pelo.

Chiamatevi col vostro nome: siete uomini delle caverne quotati in borsa, negli ultimi anni avete scavato un tunnel , e adesso non sapete come uscirne. Usate pure la clava e il manganello , ma non dite che è in nome del progresso."

Stefano Benni, il lupo.


14/12/2005 17.00
 
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Re:

Scritto da: bolormaa80 14/12/2005 15.21
RIFLESSIONE SUGLI UOMINI DELLE CAVERNE.

Sono eiaculatori precoci, che non ce la fanno a godere del mondo.


So che Benni non riscuote molto successo in questo forum, ma come columnist è spesso eccezionale!


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