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Ultimo Aggiornamento: 03/06/2010 17.06
03/06/2006 17.49
 
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Guerre stellari (in Iraq)

[Modificato da astrodanzante 05/06/2006 18.32]

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03/06/2006 18.11
 
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Re:

Scritto da: astrodanzante 03/06/2006 17.49
Guerre stellari (in Iraq)



Minchia!!! [SM=g27813]
04/06/2006 16.51
 
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Lunghetto ma vi invito a leggerlo. (A pensarci avrei potuto riportare il link... ).

DA EROS A RATZINGER
di Francesca Palazzi Arduini



Itinerario nella sessuo-repressione

La costruzione di un nemico è funzionale alla sopravvivenza delle gerarchie cattoliche, perciò vorrei invitarvi ad un breve viaggio nella sessuo-repressione, per individuare con più chiarezza i meccanismi attraverso i quali è ancora possibile per la Chiesa risultare credibile nel momento in cui proietta le sue paure per evocare fantomatici nemici pubblici o fonti di “disordine”.




Preambolo vilipendioso

Divagando sull'immagine di questo Papa, come ho già avuto modo di fare per questa illustre rivista (1), mi è capitato di notare come molti usino la nazionalità di Ratzinger per sottintendere una sua discendenza simbolica dall'uncinata ideologia politica d'oltralpe purtroppo tristemente nota.
Se il precedente Papa veniva percepito come autoritario, dispotico, di un'ispirata polacca intransigenza carnalmente patriarcale, non si poteva dar torto al popolo dei cattolici dissidenti e dei “bright” (2): avendo egli distrutto e poi seppellito ogni resistenza interna innovatrice con sano, o qualcuno direbbe tanto per stroppiare “iconoclasta”, spirito controriformista.
L'infanzia passata a contatto col nazismo, invece, ha fornito agli spettatori critici e forzosamente malevoli una chiave per la definizione di questo Papa: …da “Nazzinger”, appunto, come già lo si chiamava ai tempi in cui era Prefetto, a “Razzinger”, appellativo che si meritò quando diede la stura alla campagna omofobica. Sembra istintivo il bisogno di sottolineare come l'ex Prefetto e attuale Perfetto, nonostante una mite presenza, coi baluginii dell'occhio glauco e le misurate ma baluginanti omelie, ricordi agli inconsci quella intolleranza e quelle battaglie trascorse nella costruzione e poi nell'incenerimento di un nemico.
In apparenza mite e delicato, questo Papa infatti porta avanti una strisciante e velenosa opera di costruzione di un nemico, volta a incanalare energie che evidentemente non possono incanalarsi altrove, pena il vacillare di tutto il Baldacchino gerarchico. Al di là quindi delle battaglie pubblicitarie contro la fame nel mondo, ormai gestite da veri e propri “manager benedetti” (speriamo non abili quanto il fu Marcinkus nel cogliere frutti altrui!) al di là dell'interesse a mantenere tranquilla la base cattolica più operosa nel sociale con dichiarazioni piene di buone volontà (ma nella realtà grande interesse all'affarone economico della sussidiarietà sociale)…l'energia di Bene/detto va in effetti tutta nel costruire il diavolo, detto anche l'antagonista. Prova ne è il recente convegno all'Istituto GPII per la Famiglia (3) contro l'omosessualità, e prova ne sono le dichiarazioni post elettorali di Papa Ratzinger, volte a mettere un paletto sui PACS nella gestione delle alleanze tra cattolici.
Scrivo in un momento in cui i risultati delle elezioni politiche ci hanno confermato tutte le nostre tesi sulla manipolazione delle masse: la costruzione di un nemico paga, la passività intellettuale e la credulità, costruita in decenni col passaggio dall'analfabetismo alla videocrazia, premia i leader che attaccano gli altri buttandogli addosso l'abito del nemico, abito che si allaccia alle asole delle paure. Finché l'asola non si logora, anche la autoreferenziale gerarchia cattolica può aggrapparcisi, così come l'autoreferenziale classe politica.




Vittime e carnefici nell'Italietta 2006

Ed anche chi è vittima può essere costruito come nemico: muoversi, recare intralcio, esistere è già di per sé considerato una minaccia da chi è irrigidito nella sua abitudine al dominio, che si tratti di persona potente o di persona impotente non importa.
Non per niente sono tutt'ora considerati “nemici” da una vasta parte dell'opinione pubblica coloro che si permettono di protestare pubblicamente (e vengono picchiati selvaggiamente dalle “forze dell'ordine”); anche in casi di palese sopruso chi resiste… turba l'ordine!
Abbiamo visto l'abile costruzione del nemico “irakeno” e “terrorista” con eventi suscitati ad hoc. Abbiamo assistito alla costruzione del nemico “immigrato” “comunista” e “frocio” durante queste elezioni politiche, costruzione che riesce sempre meglio nel momento in cui a una massa di persone conformiste e narcolettiche, dipendenti dalla “luce blu”, viene fatto temere che il loro tran tran potrebbe spezzarsi, le loro certezze infrangersi, l'uniformità incrinarsi, la moglie scappare con un “negro”, il figlio diventare “frocio”, e l'aziendina di famiglia essere fottuta dai “cinesi”, aarghh! Nella dialettica destra/sinistra ovviamente, pesa del tutto a favore della destra il tessuto sociale distrutto, la crisi economica causata dei nuovi obiettivi globalizzanti del Capitale, l'integralismo religioso d'importazione.
Dal punto di vista istituzionale, poi, la crescita dei tele-elettori passati dalla “Libertas” alla Casa delle libertà, fa sì che anche la sinistra viaggi più comodamente verso l'immobilità politica, accomodandosi in quella dialettica dei due grandi poli che, ahimè, a noi italiane ricorda oltretutto il solito fottutissimo gioco del calcio. Dunque: chi sono le vittime/nemici in questo Subbuteo? Per Ratzinger il ruolo dell'agnello spetta ai gay ed alle lesbiche, ed a tutte le famiglie di fatto. Per Berlusconi, nel momento in cui scrivo, sono dei fantomatici comunisti che si annidano ovunque, la maggioranza delle persone che in Italia fanno cultura, insegnano, amministrano la legge. Sì, perché il nemico viene costruito innanzitutto aumentandone l'ombra minacciosa, proprio come venne fatto dalla propaganda nazista con gli ebrei. Addirittura se ne ammette l'esistenza di un così gran numero da dargli la statura di una maggioranza (se sono dappertutto…) tranne ovviamente quando non si vuole riconoscere una sconfitta al gioco elettorale.



Padri, pastori, greggi al pascolo

La costruzione di un nemico è funzionale alla sopravvivenza delle gerarchie cattoliche, perciò vorrei invitarvi ad un breve viaggio nella sessuo-repressione, per individuare con più chiarezza i meccanismi attraverso i quali è ancora possibile per la Chiesa risultare credibile nel momento in cui proietta le sue paure per evocare fantomatici nemici pubblici o fonti di “disordine”.
Già con le Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, e con la Lettera ai vescovi della chiesa cattolica sulla collaborazione dell'uomo e della donna nella chiesa e nel mondo (4), il Prefetto Ratzinger aveva indicato come la maggior parte delle sue energie fossero impiegate nello spalare una trincea contro il naturale ingresso nella società delle cosiddette “famiglie di fatto” e contro la vita pubblica e civile delle coppie non santificate coi crismi inscindibili (si fa per dire) del matrimonio religioso. Soprattutto con la lettera sulla collaborazione tra uomini e donne, Ratzinger aveva indicato nella differenza sessuale la materia da disciplinare, dando luogo anche a gran stupori da parte di chi non si aspettava che le parole “differenza sessuale” venissero mai nominate dal Prefetto…che in realtà, così come GPII con le sue lettere ed encicliche (5), non si è mai fatto alcun scrupolo a nominare e castigare qualsiasi nuova corrente di pensiero gli lambisca fastidiosamente le marmoree pantofole.
Con la recente enciclica Deus caritas est Ratzinger fa precisazioni postulando la sua religione come corretta amministratrice dell'amore divino e umano nel mondo, ed indicando nell'incontro con una “Persona”, quella divina, l'origine dell'ispirazione etica cristiana, superiore ad altre etiche proprio perché ispirata dal Padre divino (6).
La richiesta della passività intellettuale è fondamentale per l'accettazione di questo genere di affermazioni, costruzioni pseudo-razionali attorno ad un nucleo di fede che occorre, per cultura e inclinazione sentimentale, accettare come dati di fatto. Un po' come quando si affermò che il matrimonio era un istituzione “voluta dal Creatore” (7), …insomma, una frase difficile da digerire per di chi si attiene alla storia reale dell'umanità.
L'accettazione di preconcetti semplificati, di frasi di rito, di indicazioni morali preconfezionate, è un fatto culturale ed istintivo naturale per chi vive nel gregge, guidato dai Pastori, ed è quindi abituato a lasciarsi condurre, onde rendere funzionante la meccanica della pastorizia cattolico-catodica.
Ma anche da animali addomesticati quali siamo, possiamo comunque percepire come la Chiesa, questo ampio contenitore di mansuete pecorelle, si fondi sulla tipologia Madre-Padre-Figlio, dinamica nella quale la Madre è strumento, il Figlio è intermediatore obbediente, il Padre è colui che fa le regole e ordina gli atti.
La Chiesa, soggetto femminile, è santa anche se contiene miriadi di pecorelle peccatrici, poiché è contenitore e corpo virtuale, ed ha il suo modello nella donna/Maria che riceve lo Spirito divino, ispiratore ed ordinatore. A ben guardare, al di là degli accomodamenti dottrinali successivi, la Chiesa si basa su una salda dottrina patriarcale, ed è proprio sulla cultura patriarcale che fonda il suo potere.
“…la Vergine Maria è la figura (“typus”) della Chiesa. La funzione materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce l'unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l'efficacia. Infatti ogni salutare influsso della beata Vergine …sgorga dalla sovrabbondanza dei meriti di Cristo, si fonda sulla mediazione di lui, da essa assolutamente dipende d attinge tutta la sua efficacia” (8).



La Chiesa è una vulv..., pardon, una valvola

La religione cattolica in ciò è una “regolatrice” del rapporto uomo/donna e natura/cultura proprio come tante altre religioni, e per capire in profondità quali energie regoli è necessario partire dal gioco attività/passività, nella sequenza dialettica e temporale che coinvolge tutta la materia vivente:

Materia inorganica
Origine della vita – creazione di tensione
Impulso alla regressione
Eros – cellule germinali
Impulso a tornare all'inorganico
Lotta per l'esistenza – Versus – Impulso di distruzione
Eros organizzato, sublimazione, ordine sociale, alienazione
Aggressione esterna-interna, istinto di morte
Principio del Nirvana: eterna volontà di ritorno al grembo materno
Il senso della parola “religione” nel suo significato di “ripetere” ma anche di “separare” (religare) hanno in questa sequenza la funzione di gestione delle energie entro limiti che consentano la sopravvivenza del modello stesso, nel nostro caso del modello sociale e culturale patriarcale che ha come terreno e contenitore la Chiesa-Madre. Ed inoltre:

“…Partendo dal suo concetto di trauma della nascita, Otto Rank è giunto alla conclusione che la cultura crea in scala sempre più vasta dei “gusci protettivi” che riproducono lo stato intrauterino” (9).
Il recinto che circonda i sacerdoti, coloro che amministrano i riti, è la loro elezione simbolica a magi replicatori dell'eterno. Nel replicare essi celebrano una vita che sia protetta come quella intrauterina, e si garantiscono l'immunità dalle regole del mondo “volgare”, laico (10).
Il fantasma del Bambino, essere che ci ricorda l'Eros libero dalle successive imposizioni, il Nuovo nato non ancora crocifisso, è il fulcro che permette la creazione del legame perverso tra la produzione di Bambini e quella di beni, il desiderio ed il senso di colpa, la passione (the passion?) e il sacrificio.



L'ozio è il padre dei vizi

Nella caotica e innovativa società globalizzata la richiesta del guscio protettivo trova infinite applicazioni materiali. La società li produce come merci, nel continuo tentativo degli individui di evitarsi dispiaceri e problemi derivanti dal contatto con il deluso Eros, con la contingenza dei continui stressanti rapporti sociali, e contro la dura realtà quotidiana della vita: gusci-fantasia prestampati (fiction), gusci relazionali (chat), gusci-esoscheletro (automobile), gadget della passività e della protezione sempre in bilico con l'impulso erotico a incontrare, conoscere, rischiare il contatto.
Gadget che sono comunque dei prodotti, e come tali oggetti che esplicano il rapporto tra Eros e produzione.
Abbiamo già avuto modo di confrontare i testi principali attraverso i quali la Chiesa cattolica ha sancito la sua alleanza col Capitalismo per la gestione delle masse produttrici (11), masse che vanno mantenute in stato di sudditanza:

“Il lavoro è anche un obbligo, cioè un dovere dell'uomo. L'uomo deve lavorare sia perché il Creatore gliel'ha ordinato, sia per rispondere alle esigenze di mantenimento e sviluppo della sua stessa umanità. … Né il capitale può stare senza lavoro né il lavoro senza il capitale.
Si tratta di una verità che vale anche per il presente, perché “è del tutto falso ascrivere o al solo capitale o al solo lavoro ciò che si ottiene con l'opera unita dell'uno e dell'altro; ed è affatto ingiusto che l'uno si arroghi a sé quel che si fa, negando l'efficacia dell'altro” (12).
Addentriamoci però di più nell'analisi del meccanismo di regolazione degli istinti nel quale la religione ed il lavoro (e la produzione) sono fondamentali valvole.
Occorre per questo citare uno dei migliori interpreti politici della psicanalisi, Herbert Marcuse, che ci offre una sintetica visione del rapporto istintualità/razionalità immerso in quella che può essere stata la genesi della cultura patriarcale:
La sostituzione del principio della realtà al principio del piacere …filogeneticamente avviene per la prima volta nell'orda primitiva, quando il padre primordiale monopolizza potere e piacere, e costringe i figli a rinunciarvi. Ontogeneticamente, esso ha luogo durante il periodo della prima infanzia, e la sottomissione al principio della realtà viene imposta da parte dei genitori e degli educatori.
…Il padre primordiale, come archetipo del dominio, dà inizio alla reazione a catena di asservimento, ribellione e riconquista del dominio, che caratterizza la storia della civiltà. Ma fin dalla prima restaurazione preistorica del dominio seguita dalla prima ribellione, la repressione dall'esterno è stata coadiuvata dalla repressione dall'interno: l'individuo non libero introietta i propri padroni e le imposizioni di questi ultimi, nel proprio apparato psichico. La lotta contro la libertà si riproduce nella psiche dell'uomo come autorepressione dell'individuo represso, e la sua autorepressione a sua volta sostiene il padrone e le sue istituzioni. È questa dinamica psichica che, secondo Freud, costituisce la dinamica della civiltà” (13).
La funzione del padre viene gradatamente trasferita dalla sua persona individuale alla sua posizione sociale, alla sua immagine nel figlio (coscienza), a Dio, alle varie entità che insegnano al figlio a diventare membro maturo e controllato della sua società… La famiglia monogamica, con i suoi obblighi imponibili al padre, limita il monopolio che quest'ultimo ha sul piacere; l'istituzione della proprietà privata ereditabile, l'universalizzazione del lavoro, giustificano nel figlio l'attesa di un proprio piacere sanzionato e proporzionato alle sue prestazioni socialmente utili (14).
Da: principio del piacere A: principio della realtà
soddisfazione immediata soddisfazione differita
piacere limitazione del piacere
gioia (gioco) fatica (lavoro)
recettività produttività
assenza di repressione sicurezza

Il principio di realtà diventa “principio di prestazione” in una società nella quale la produzione diventa da mezzo a fine.
Inserendosi in questo meccanismo come valvola di controllo delle energie istintive, la Chiesa cattolica ha sempre investito sulla proliferazione demografica incontrollata, predicando l'universale castità, ovviamente impossibile, quale pastoia dell'eros vitale e comunicativo, ed in contraddizione con ciò condannando la proliferazione produttiva e il consumismo della società capitalista, frutto inevitabile del principio di prestazione, che mette in pericolo però il ruolo tradizionale di punto di riferimento che la religione detiene in società sottosviluppate dal punto di vista dei beni e affrante dalla penuria (15).
Inevitabile comunque l'escalation distruttiva così ben riassunta da Marcuse:

“Ma il progresso stesso della civiltà aumenta la portata della sublimazione e dell'aggressività controllata; per queste due ragioni, l'Eros viene indebolito e si scatena la distruttività. … contro la crescita della civiltà opera l'insistente (benché represso) impulso di trovare riposo in una soddisfazione finale. Il dominio, e l'aumento del potere e della produttività, procedono per mezzo di distruzioni al di là di ogni necessità razionale. La ricerca della liberazione è offuscata dalla ricerca del Nirvana” (16).
Un circolo vizioso che ha portato la nostra società a considerare il valore del Prodotto interno lordo come indice del benessere, lo sfruttamento delle risorse come unico valore, oltre ad aver espresso il nazismo ed il fascismo, nel momento in cui le energie istintive dei Figli sessualmente repressi non potevano più essere arginate dallo Stato e dalla Chiesa tradizionali, dalle promesse dei Padri, e l'istinto di morte diventava più forte.
La frustrazione sessuale e sociale diventava volontà folle di epurazione, di omogeneità, di uniformità, e di questa istintiva catarsi (orgasmo) distruttiva la Chiesa, seppure contrariata e più avvezza alla teorizzazione quotidiana del Paradiso, doveva farsi complice. Ed è stata comunque responsabile.


La madre dei cretini

Responsabile come ora, nel momento in cui si allea negli Stati Uniti con il governo guerrafondaio per mandare i giovani in Iraq e per predicare la castità degli adolescenti, responsabile quando, durante le mega Giornate per la gioventù, glorifica i vecchi tempi come quelli di una sana famiglia e di sani valori: castità, procreazione, produzione, uniformità, conformismo. Quei vecchi tempi durante i quali, però, i discorsi della Chiesa e quelli dei nuovi bravi ragazzi (pronti a subentrare ai Padri) erano tragicamente somiglianti nel dato comune più importante, la perpetuazione del patriarcato e lo sfruttamento della risorsa/donna all'interno di una cellula funzionale prestabilita, la famiglia tradizionale:

Adolf Hitler, Mein Programm, 1932:
“La donna, per natura e destino, è la compagna di vita dell'uomo. Così come lo sviluppo economico nei millenni ha mutato i campi di attività dell'uomo, così ha mutato anche logicamente i campi di attività della donna. Oltre all'obbligo del lavoro comune l'uomo e la donna hanno anche il dovere di conservare l'uomo stesso.
Per quanto possano essere estesi i campi di attività della donna, il fine ultimo dovrà pur sempre essere uno sviluppo veramente organico e logico nella costituzione della famiglia. Essa è la più piccola ma la più preziosa unità nella struttura di tutto l'apparato statale. Il lavoro nobilita la donna quanto l'uomo. Ma il figlio nobilita la madre” (17).

Compendio della dottrina sociale della Chiesa:
“Una società a misura di famiglia è la migliore garanzia contro ogni deriva di tipo individualista o collettivista, perché in essa la persona è sempre al centro dell'attenzione in quanto fine e mai come mezzo.
(…). Senza famiglie forti nella comunione e stabili nell'impegno, i popoli si indeboliscono. Nella famiglia vengono inculcati fin dai primi anni di vita i valori morali, si trasmette il patrimonio spirituale della comunità religiosa e quello culturale della Nazione”.
Stilemi tradizionali che non dicono nulla di più che confermare il potere maschile sull'Eros ed una visione della sessualità nella quale il piacere e la comunicatività sono seppelliti, paradigmi che risorgono in ogni epoca e in ogni situazione:

Progetto di legge presentato dal governo croato, 1993:
“art. 38-1, protezione sociale della famiglia:
(a) “La repubblica di Croazia deve concepire leggi e creare le condizioni che facciano in modo che la prima e più venerata professione nella repubblica sia quella di madre-educatrice”.
(f) “Lotta contro la non-femminilità. La situazione demografica è aggravata da un nuovo male: il matrimonio tardivo, dai 35 sino ai 50 anni; questi matrimoni non producono bambini. La nuova politica fiscale della Croazia non favorirà la non-femminilità, essa stimolerà la famiglia e le coppie sposate con bambini”.

Compendio della dottrina sociale della Chiesa:
“Va pure rifiutato il ricorso ai mezzi contraccettivi nelle loro diverse forme: tale rifiuto si fonda su una corretta e integrale concezione della persona e della sessualità umana ed ha il valore di un'istanza morale a difesa del vero sviluppo dei popoli”.


Arsenico e vecchi merletti

I vecchi e nuovi veleni contro chi vive un rapporto d'amore al di là della sua funzionalità al sistema produttivo-riproduttivo non sono che l'eterna riproposizione quindi del meccanismo di sopravvivenza del patriarcato. La legge ha creato il peccato e se il peccato è “originale” è anche peggio. Non c'è modo per gli esseri umani assoggettati al cattolicesimo di considerare la propria sessualità in altra maniera, perché il peccato, la contravvenzione alle norme, è stato definito dalla religione cattolica come connaturato agli esseri umani nel momento della scoperta del desiderio.
È ovvio che la Norma è stata creata per suo comodo dal Padre:

“L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore, e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. (…) sedotto dal diavolo, ha voluto diventare come Dio…”.
Qualunque ne sia il motivo, l'uso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità. Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della relazione sessuale richiesta dall'ordine morale, quella che realizza, in un contesto di vero amore, l'integro senso della mutua donazione e della procreazione umana.
Catechismo della Chiesa cattolica.
Il senso di colpa scatenato dal naturale desiderio sessuale in una società sessuo-repressa scatena a sua volta la necessità di placare l'angoscia con il rito sacrificale, che ci fa passare la soglia della morte e ci riporta indietro salvi. Così l'agnello pasquale, così il Figlio che si sacrifica alla legge del Padre, così la paura della punizione per il desiderio incestuoso, paura che ha scatenato energie violente ogni qualvolta un'orda di giovani maschi ha voluto liberarsi della colpa e prendere il potere. Ciò che “viene reso sacro” è dato in sacrificio al proprio istinto di morte, lenendo così il richiamo dell'autodistruzione scatenato dall'educazione repressiva.

“Senza la legge infatti il peccato è morto e io un tempo vivevo senza la legge. Ma, sopraggiunto quel comandamento, il peccato ha preso vita ed io sono morto; la legge, che doveva servire per la vita, è divenuta per me motivo di morte” (7.8-10). (18)


Pane, amore e fantasia

In questa dialettica tra Eros e Thanatòs, tra voglia di vivere e volontà di morire, tra ribellione e rassicurazione, la Chiesa lenisce l'angoscia coi suoi rituali, nei quali una grande massa di persone fa confluire le proprie insicurezze, le speranze, i bisogni emotivi. Essa gestisce i sentimenti che altrimenti rimarrebbero in gran parte inespressi a causa del basso livello di autoconsapevolezza e di comunicazione creativa e profonda presente in una società patriarcale, nella quale il sentire può essere peccato e l'espressione dei sentimenti inopportuna e non adulta.
Essa è portata a dichiarazioni diplomatiche che seguono pigramente la storia in modo da non sclerotizzarsi, in ultimo quella contro “la gestione del potere da parte di pochi” contenuta nell'enciclica Deus caritas est e che ovviamente… non si applica alla gerarchia cattolica. Nel frattempo, come scrive Bruno Ballardini, essa gestisce i propri contenuti immutabili cercando di ripeterli in modi nuovi esattamente come può fare la più vecchia multinazionale del mondo:

“In un clima di grande tensione nel mercato mondiale causata da episodi di intolleranza da parte di consumatori fedeli ed altri competitor e dal loro fanatismo per il loro brand, Benedetto XVI ha ristabilito la centralità della Marca che rappresenta, riaffermando che il suo prodotto è in assoluto il più buono. Così si è aperta l'enciclica Deus caritas est (…). Tutta l'enciclica si fonda sul ribadire ancora una volta la property della marca rivendicandone il primato. L'amore è esattamente ciò che stabilisce la superiorità della religione cattolica sulle altre. Ancora una volta si tratta di una questione linguistica. I rappresentanti del Verbo lo sanno bene e ancora una volta mostrano l'efficacia di questo posizionamento. Nessun'altra religione ha definito in modo così compiuto e perfetto la dinamica “amorosa” che lega i consumatori fra loro e tutti insieme alla Marca.” (19)
Ma l'ultima enciclica ha molte chiavi di lettura: l'amore (leggi la castità del ceto religioso) è anche il motore proprio di quel meccanismo mondiale il cui nome è compreso nel titolo dell'enciclica: la Carità. Ratzinger dunque vuole ricentrare l'impegno della Chiesa ad essere protagonista in tutti gli angoli del pianeta devastati dal capitalismo e dallo sfruttamento economico.
“Caritas” è quell'impegno a smussare le conseguenze del sistema con il quale il clero è perfettamente integrato. Il senso del sacrificio, poi, che è centrale nella predicazione sessuo-repressiva anche di questo papato, è assolutamente trendy con l'attuale periodo di magra internazionale. Che dire dei sacrifici che tutti dovremmo fare per vivere in maniera eticamente ed ecologicamente corretta mantenendo però il dominio del Capitale? È certo che la Chiesa non tarderà a fare nuove omelie in merito a quella che, in questo caso, potremmo definire con una parafrasi la “decrescita infelice”: meno consumisti, meno produttivi, ma sempre obbedienti e repressi.
La gestione dell'amore inteso come sessualità è l'altra chiave di lettura della Deus caritas est ed il tema sul quale, per smentire i fatti, i novelli santopadri debbono sfoderare tutta la propria fantasia. Dalla fantasiosa interpretazione delle scoperte scientifiche per gestire il significato dell'unione eterosessuale fin dall'Annunciazione. Verrebbe da dire “Dio zigote” per l‘abilità nel santificare una fecondazione eterologa del Cardinal Castrillon Hoyos:
“Duemila anni fa, un ovulo fu miracolosamente fecondato dall'azione soprannaturale di Dio, da questa meravigliosa unione risultò uno zigote con un patrimonio cromosomico proprio. Però in quello zigote stava il Verbo di Dio” (20).
…all'insidiosa fantasia di Monsignor Melina (è il cognome), il quale, intervistato al convegno di studi contro l'omosessualità tenutosi lo scorso febbraio a Roma così si esprime sulla questione del riconoscimento delle unioni civili gay e lesbiche:
“D: Mentre la Chiesa sostiene che la questione venga praticamente imposta da un'ideologia politica?
R: Per dirla con Marx l'ideologia è la giustificazione di interessi nascosti che non si vogliono rivelare.
D: E quale sarebbe l'interesse del movimento gay?
R: Distruggere una certa concezione della famiglia e dell'amore umano.” (21)
Come le unioni civili metterebbero in pericolo la libertà altrui di unirsi in matrimoni cattolici non è dato saperlo. A meno di non usare la chiave interpretativa qui proposta della costruzione del nemico, chiave avvalorata anche dagli sproloqui di Melina sulla perniciosa presenza di questi terribili gay “senza dio” anche tra le classi dirigenti (massoneria gay trasversale?) e, aggiungerei io a questo punto, anche in Vaticano.



Teocrazia e democrazia

La società civile è tutt'ora strutturata su basi archeologiche teocratiche, basti pensare a quanto recenti sono le modifiche alla struttura normativa civile in materia di religione, sessualità, biopolitica e famiglia. Ricordando alcune date di queste battaglie possiamo valutare quanta fatica sia stata fatta per consentire alle donne ed alle famiglie, da qualsiasi persone esse siano composte, di provare a gestire laicamente la vita ed il corpo.

1929: Patti Lateranensi (religione di Stato)
1931: Codice Rocco (delitti contro la morale)
1945: estensione alle donne del diritto di voto
1947: Assemblea costituente
art. 7 della Costituzione sui rapporti Stato-Chiesa
1960: parità retributiva per le lavoratrici donne
1963: ammissione delle donne ai pubblici uffici e professioni
1970: legge sul Divorzio
1975: Nuovo diritto di Famiglia
1978: Legge 194 su tutela della maternità e aborto
1980: proposta di legge popolare sulla violenza sessuale (da delitto contro la morale a delitto contro la persona).
1981: vittoria dei No ( 68%) al referendum abrogativo legge 194
1995, grande manifestazione popolare femminista a Roma contro le minacciate modifiche alla legge 194
2003, proposta di legge pacs, patti civili di solidarietà ed unioni di fatto
2004, Legge 40 su procreazione medicalmente assistita
2005, referendum abrogativo legge 40, fallito il quorum
2006, grandi manifestazioni popolari a Roma e Milano contro la politica antifemminista e omofobica del governo
La grande fatica impiegata per spostare, a volte solo di pochi millimetri, i confini della repressione, ci mostra anche oggi come a livello psichico il senso di colpa agisca in maniera generalizzata (vedi le tendenze autodistruttive nei movimenti giovanili), come anche il meccanismo di passaggio del potere tra uomini sia essenzialmente patriarcale in tutte le realtà sociali politiche e non certo solo in quelle della Chiesa, come sia difficile anche sopravvivere al concetto stesso di antagonismo, cioè a quei meccanismi di ribellione così legati all'origine che di solito… danno un risultato praticamente uguale a ciò che si voleva contestare.
Il dominio sui corpi ha di recente scoperto anche che la biopolitica è un mercato, e forse non tarderemo a vedere gli affaristi di sinistra fare nuovi affari con il Movimento per la vita nella spartizione dei consultori (22).
Pater, Duci, Padrini, Padroni, ruoli affini e tanto comuni da risultare invisibili. Esemplare in questo senso il grido di stupore dei mass media alla scoperta che il vecchio padrino Provenzano, aveva cinque Bibbie in casa: “Che il capo della mafia, il padrino in carne e ossa, sia apparentemente un uomo molto religioso è solo uno dei tanti paradossi della storia”. Eppure la mafia è patriarcato. Eppure ciò che crea la religiosità è semplicemente uno dei materiali di base, l'argilla come direbbero le favole, che sta in me, in te, ed anche in Ratzinger:
il nostro concreto, caro, impetuoso, avvilito, fantasioso Eros.

Francesca Palazzi Arduini


Da Eros a Ratzinger. Itinerario nella sessuo-repressione è il titolo della conferenza tenuta dall'autrice nel 2005, in attesa della prima enciclica di questo Papa, che, pubblicata alla fine del 2005, ha eletto argomento cardine proprio la gestione dei sentimenti.
05/06/2006 15.16
 
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Ma poi siamo riusciti a stabilire se le povere mamme di figli podalici siano vere mamme? [SM=g27832]

Cor, leggerò con calma

Astro, l'avevo visto su rainews alle h 7.35 di qualche giorno fa, e non ho parole


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Dolores Ibarruri è orgogliosa di appartenere agli Ascolti Deplorevoli (sezione Ascolti Cervellotici)
"la presa della Bastiglia del nostro cuore bambino"
06/06/2006 13.31
 
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Sono scettico ma... leggete questo
06/06/2006 13.41
 
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il sito di cui sopra mi ha ricordato di postare questa smentita alla notizia delle fascie colorate imposte dall'Iran

http://www.aljazira.it/index.php?option=content&task=view&id=794&Itemid=


http://www.canada.com/nationalpost/news/story.html?id=6626a0fa-99de-4f1e-aebe-bb91af82abb3 (il giornale che ha diffuso la notizia)

[Modificato da astrodanzante 06/06/2006 13.47]

06/06/2006 16.17
 
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L'amore debole vincerà. (?)


di Gianni Vattimo

Ma chi l'ha detto che l'unica coppia legittima è quella che riproduce la vita umana? E che il mondo ha un suo ordine eterno? Cristo la pensava diversamente. Un grande filosofo contesta il papa.


Quando sembrava che il papa si fosse stancato di mulinare le sue armi contro i 'relativisti', comincia la campagna contro l'amore 'debole'. Del relativismo ci stiamo felicemente dimenticando, con l'uscita di scena - parziale, e temiamo provvisoria - del senatore Pera. Il cui magistero filosofico-politico non è riuscito a cogliere, e a spiegare al suo illustre coautore, l'impossibilità logica della esistenza reale di un relativista; cioè di qualcuno che mentre dice una cosa affermi insieme che qualunque altra, contraddittoria con la prima, ha lo stesso valore di verità.

La questione dell'amore debole, sfortunatamente, non è riducibile e liquidabile con una elementare precisazione del senso delle parole. Qui siamo già più vicini al piano, pericoloso, dei contenuti e di filosofia vera. L'amore non riproduttivo è debole, sembra di capire, perché non frutta in termini di nuove vite messe al mondo. Quindi è un amore 'inutile'. Preti, suore, religiosi con il voto di castità sono ovviamente esonerati da quest'obbligo di aiutare la vita a proseguire. Non parliamo poi di Gesù stesso, che non solo nacque da una vergine (qui il massimo di 'forza': riproduzione senza amore, neanche quello forte che il papa privilegia), ma che non poté di sicuro mai essere sfiorato dall'idea di lasciare una discendenza (vade retro Dan Brown e 'il Codice da Vinci'). Ma di dove mai, da quali pagine della Scrittura, viene questa frenetica volontà di sovrappopolare la povera terra, in via di esaurimento almeno fino a quando non si troveranno nuove fonti di energia e nuovi 'spazi vitali'?

Se c'è un segno di decadenza nella Chiesa cattolica è questa ripetitiva predicazione del valore della vita, qualunque essa sia, purché in grado di vegetare e di dar luogo a riproduzione. Come se la creazione divina dell'uomo e della donna fosse principalmente un modo per non lasciare sfitta questa parte dell'universo, una questione utilitaristica. Non si può non ripensare a Pavese e alla pagina del suo diario: "Ha trovato uno scopo ideale nei suoi figli. E questi? Nei loro figli... Ma a chi serve tutta questa fottitura generale?". Salveremo la civiltà cristiana garantendoci la superiorità numerica sui perfidi musulmani e gli orridi atei? Anche per la Chiesa il numero è potenza? Ma perché allora non dovremmo 'fortificare' i nostri amori con l'aiuto delle macchine, con la clonazione, magari sorvegliata da commissioni di chierici per garantire la qualità del (ri)prodotto? L'amore dei papi (e dei dittatori) per i bambini, il mito della famiglia numerosa, non saranno proprio il segno di una vecchiaia che, essendosi vietate le gioie del sesso e della famiglia, se ne fa una sorta di immagine ossessiva? Quando il papa condanna l'amore debole e raccomanda quello forte e 'fecondo' non starà, facendo qualcosa di simile al Gustav von Aschenbach che (nel racconto di Mann) a Venezia, morente, si imbelletta per somigliare al suo Tadzio?


Si è osservato spesso che, dopo la domanda di perdono a eretici, scismatici, scienziati già perseguitati e scomunicati, la Chiesa non ha più nemici se non gli omosessuali. Il che certo si spiega con la necessità di combattere un vizio (per loro è tale) 'interno' a seminari, conventi, parrocchie. Ma una simile spiegazione sarebbe riduttiva e quindi non sufficiente. Sembra molto più probabile che il culto della riproduzione, abbia un fondamento filosofico e sia un segno di invecchiamento, come ripiegare su ciò che appare più naturale quando si è persa ogni speranza nella capacità di sopravvivere in nome di valori, di un progetto di vita capace di affascinare e suscitare impegno. Aristotele pensava che la riproduzione fosse il modo in cui l'umanità può imitare l'eternità dei cieli. Da buon pagano, però. Ma che ha da fare il Dio della Bibbia, e soprattutto quello del Nuovo Testamento, con questo biologismo naturalistico? Non si tratta, qui, nemmeno del difendere la 'natura' dalle minacce di distruzione che scienza e tecnica moderne, con il loro spirito faustiano, rappresentano per essa. Voler salvare e preservare l'ambiente perché possa ancora permettere la vita - non solo quella dei microrganismi e degli scarafaggi che, ci si dice, sopravvivranno anche dopo la nostra scomparsa - comporta ancora sempre un progetto. Ma quando proprio la riproduzione umana benedetta dal 'pensiero forte' è la massima minaccia all'ambiente planetario, la contraddizione diventa troppo palese perché la si possa ignorare.

E poi: l'opposizione tra 'forte' e 'debole', con la preferenza per il primo termine, non sarà un segno (il papa ripensi a Nietzsche) che si sta abbracciando un insieme di valori "umani troppo umani"? In che cosa consiste la novità del cristianesimo se non nel rovesciamento di queste gerarchie? Il volto di Gesù sofferente serve solo per le parate del venerdì santo? Il Lutero che va a Roma e ne torna scandalizzato dal lusso e dalla lussuria imperanti nel centro della cristianità ormai non farebbe più notizia. È stato solo un uomo di poca fede, non ha resistito allo scandalo, mentre invece proprio questa è la prova che un buon credente deve saper superare. Sempre di nuovo "credo quia absurdum"?

E ancora: sarà pur vero che i gay che si sentono maltrattati dalla Chiesa oppositrice dei Pacs sono quattro gatti, prima o poi si quieteranno. Ma la questione omosessuale, che proprio il papa non fa che mettere sempre di nuovo al centro della sua predicazione, ha un senso molto più essenziale. Non per niente implica anche la messa in discussione di tutta la politica maschilista e sessuofobica che ha dominato la Chiesa specialmente nella modernità. Maschilismo e sessuofobia sono tratti non originalmente cristiani, che però si sono incrostati sul suo corpo come la donazione di Costantino. Lo scandalo, anche quello che ha svegliato Lutero, è la vera e propria 'secolarizzazione' del Vangelo: l'assimilazione e consacrazione di un mondo che Cristo era venuto a cambiare.

La questione omosessuale, dunque, è così drammatica nella Chiesa perché - in questo papi e vescovi hanno ragione - minaccia le stesse basi dell'insegnamento cattolico, della metafisica che esso presuppone e che non vuole mettere in discussione. Ma sempre più, e agli occhi di sempre più numerosi credenti, anche seriamente impegnati, questa metafisica (Dio crea il mondo assegnando a ogni cosa una essenza che deve essere riconosciuta teoricamente e 'osservata' praticamente: la teoria aristotelica dei 'luoghi naturali') appare una manifesta duplicazione ideologica delle cose 'come sono' (o si crede, e si vuole, che siano). C'è la guerra? Devi andarci, sii uomo, sii un buon italiano. Ma perché devo essere tutto ciò? Perché lo sei. E alla base di tutto, l'idea (tipica di chi comanda, dei vincitori: si ricordi Walter Benjamin) che il mondo com'è è 'in ordine', (Dio guarda la sua creazione e vede che le cose sono 'valde bona'), va solo rispettato e conservato così.

Di qui anche la disinvolta ermeneutica che il papa applica alla storia della creazione di uomo e donna. Sono fatti per essere una sola carne (già, perché invece l'amore omosessuale non 'prevede' anche questo? Lo sapeva già Platone...), e dunque solo il loro amore è legittimo. Come dimostra il fatto che dà origine a nuova vita - verrebbe da dire, come tante forme di putrefazione da cui nascono quei vermi che, evolvendo evolvendo, popoleranno la terra del dopo disastro atomico.

Ma non proseguiamo su questa via che io giudico 'fantabiologica'. L'altra, quella esplicita nella predicazione papale, si sviluppa così: l'amore forte del matrimonio è anche quello che garantisce ai figli di crescere in una famiglia, dove non può mancare un padre perché è quello che assicura l'educazione all'autorità e perpetua il meccanismo edipico (ricordate la 'fabbrica della follia', gli scritti di Foucault e Deleuze? Non sarà ora di rileggerli?). Per esercitare il suo ruolo, la famiglia ha dunque bisogno di essere indissolubile, anche se piano piano la stessa Chiesa si è abituata al divorzio, purché i due che si separano siano rigorosamente maschio e femmina e sposati in parrocchia. E il povero Platone che aveva persino immaginato che i figli crescessero affidati alla comunità, sviluppando magari altre nevrosi ma non quelle dello "sporco piccolo segreto" di cui parlava, appunto Deleuze? È vero che i cristiani primitivi avevano tutto in comune, e in quell'orizzonte si potevano anche immaginare famiglie meno chiuse e 'proprietarie'. Ma, 'com'è naturale' (più o meno così la vede l'Enciclica sul Deus caritas), le forme del comunismo primitivo scomparvero presto. Naturale? Sì, come tutto quello che la Chiesa ha trovato e trova nell'ordine terreno e che consacra e benedice senza batter ciglio (dalle guerre giuste alla pena di morte alle dittature...) purché le siano assicurati 'i mezzi per la sua missione'.

Sembra un quadro troppo complicato per spiegare la 'naturale' ripugnanza delle gerarchie ecclesiastiche nei confronti della (accettazione teorica della) omosessualità. I gay hanno forse esagerato nel considerare la propria condizione come una vocazione profetica, sentendosi minoranza capace di suscitare (certo insieme a tanti altri esclusi ed escluse) una trasformazione. Ma con l'aiuto provvidenziale di queste gerarchie non si potrà sperare che si ripeta, in modo rovesciato, il miracolo di Sodoma, e cioè che il sassolino della ignobile minoranza gay diventi una valanga tale da travolgere, almeno in buona parte, la 'sacrilega istituzione'?

06/06/2006 16.38
 
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ai suoi ordini, mastro vattimo.


(Dio crea il mondo assegnando a ogni cosa una essenza che deve essere riconosciuta teoricamente e 'osservata' praticamente: la teoria aristotelica dei 'luoghi naturali') appare una manifesta duplicazione ideologica delle cose 'come sono' (o si crede, e si vuole, che siano). C'è la guerra? Devi andarci, sii uomo, sii un buon italiano. Ma perché devo essere tutto ciò? Perché lo sei. E alla base di tutto, l'idea (tipica di chi comanda, dei vincitori: si ricordi Walter Benjamin) che il mondo com'è è 'in ordine', (Dio guarda la sua creazione e vede che le cose sono 'valde bona'), va solo rispettato e conservato così.

nessuno, a memoria di letture o di trasmissioni orali, ha mai espresso cosi bene il fulcro dell'immane tendenza alla passività che è insita dentro il cristianesimo(ufficiale, direi)


contro qualsiasi naturalismo.


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Georg Buchner, nella Morte di Danton , atto quarto: "Il Nulla è il Dio mondiale nascituro".
06/06/2006 21.41
 
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Re:

Scritto da: ongii 06/06/2006 16.38


ai suoi ordini, mastro vattimo.


(Dio crea il mondo assegnando a ogni cosa una essenza che deve essere riconosciuta teoricamente e 'osservata' praticamente: la teoria aristotelica dei 'luoghi naturali') appare una manifesta duplicazione ideologica delle cose 'come sono' (o si crede, e si vuole, che siano). C'è la guerra? Devi andarci, sii uomo, sii un buon italiano. Ma perché devo essere tutto ciò? Perché lo sei. E alla base di tutto, l'idea (tipica di chi comanda, dei vincitori: si ricordi Walter Benjamin) che il mondo com'è è 'in ordine', (Dio guarda la sua creazione e vede che le cose sono 'valde bona'), va solo rispettato e conservato così.

nessuno, a memoria di letture o di trasmissioni orali, ha mai espresso cosi bene il fulcro dell'immane tendenza alla passività che è insita dentro il cristianesimo(ufficiale, direi)


contro qualsiasi naturalismo.

Potrebbe essere un'ottima spiegazione antropoligica, e sicuramente il fattore passività ha il suo peso. Però non mi convince del tutto.
E' in corso una vera e propria chiamata alle armi, e l'elemento attivo è tutt'altro che secondario in questo momento.

Il resto dell'articolo è meraviglioso!

Anch'io non capisco quest'ossessione per la vita, purché creata secondo i consueti canoni. Ed oggi si aggiunge la pesante condanna del femminismo, ovviamente depurato delle scomode rivendicazioni sociali che ha portato con se. 'ste donnette hanno trasformato il sesso in scontro individualista. Prima invece, nel silenzio delle case, ogni soppruso era lecito, e benedetto. Mi viene da vomitare e da prendere la mia sedia e girare per la città bestemmiando.

Che poi, 'ste sante vite, una volta santamente concepite, mai una volta che il Vaticano parli per più di 5 secondi del fatto che più della metà muore di fame.


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"la presa della Bastiglia del nostro cuore bambino"
07/06/2006 10.55
 
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L'altro giorno a roma c'è stato un convegno sul problema della guerra e della pace nel mondo, prendendo spunto da un libro scritto da christian rocca che parla della debolezza del pacifismo totu-court.
hanno partecipato l'autore, ferrara, due o tre storici(di cui uno marxista, hitchens, che dice che il primo obbiettivo per chi si considera marxista è liberare un popolo dalla dittatura)
piero fassino e adriano sofri.

qui il testo tradotto degli interventi dei tre studiosi

qui pierino fassino da torino

qui, il lucidissimo e tenero adriano, parte prima

qui, il lucidissimo e tenero adriano, parte seconda

ah, oggi d'alema se la vede con la rice.
massimo, falla bianca, falle le meches, almeno sembrerà più simile alla sua vera natura.


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Georg Buchner, nella Morte di Danton , atto quarto: "Il Nulla è il Dio mondiale nascituro".
07/06/2006 12.25
 
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Vi riporto un testo (il colpevole è sempre MADASKI)
Artista: Africa Unite
Album: Controlli
Titolo: Beatkilla



Alle 5 di mattino sono sveglio adrenalinico
Appena estratto dal petto un linfoma mediastinico localizzato
Tra cuore e polmoni
Da quanto tempo mi hai rotto i coglioni
Con le tue trasmissioni decerebrate
Sono anni che la meni con lo stile
Sua radiofonia e la fa da censore
Ma mi faccia il favore ed impari ad ascoltare
Perbenista fottuto,alla distanza allenato,ottimamente autoretribuito
Per la costanza inquinante delle sue frequenze
Contornato da musicisti e discografici genuflessi
O forse solo troppo fessi per non capire che non di solo airplaying si vive
Ascolta questo e’ il mio stile
Dicevo questo e’ il mio stile
Il rumore che fà da solista
Con i cursori sono il primo della lista
E non temo confronti
Fortuna che ancora qualcuno crede
Che ci sia da sudare in questo mestiere
Che serva talento e dedizione
Non solo la fottuta rotazione
Per questo sono in giro,sono vivo
Esisto con sette note,dodici semitoni
Triadi maggiori e minori
Non spazi pubblicitari da riempire
Suonerie da scaricare
Merda da ascoltare
Talk show reality telegiornale
La parata del banale
Satira attori intelligentia di sinistra
Tutti frecce della stessa balestra
Frequentate forse la stessa palestra
Per apparire tonici,piacevoli nel fisico
Enorme partita a risiko obbiettivo e’ spartire la torta
In parti uguali
E noi coglioni a guardare
Cervello interrotto zero pensare
Supportate questo business
Vi sentite sotto stress
Ma un po’ di cocaina e si ricomincia la mattina
Colazione da campione
E si riparte solito copione
Rimbecillimento garantito su scala nazionale
Madaski vi saluta cambio canale

(Thanks to Magy for these lyrics)


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Il destrosio è uno zucchero un pò amaro
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il riscaldamento centralizzato più riscalda e più conviene
07/06/2006 12.50
 
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Oggi su "La Repubblica" (cartaceo)
Il dolore e la politica di Stefano Rodotà.

Interessantissimo.

Vivamente consigliato.


Piccolo assaggio. L'incipit:
[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/576785_rodota1.jpg[/IMG]

[Modificato da CorContritumQuasiCinis 07/06/2006 12.54]

07/06/2006 14.36
 
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Re: Oggi su "La Repubblica" (cartaceo)


Scritto da: CorContritumQuasiCinis 07/06/2006 12.50
Il dolore e la politica di Stefano Rodotà.

Interessantissimo.

Vivamente consigliato.



L'ho appena terminato di leggere.Veramente interessante.E' un grand'uomo Rodotà,non c'è che dire.

08/06/2006 13.35
 
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La morte del luogotenente di Bin Laden durante
un bombardamento contro una casa vicino a Baquba

Bagdad, Al Zarqawi ucciso
in un attacco aereo Usa
Generale Casey: identificato con impronte digitali


Al Zarqawi
BAGDAD - E' stato ucciso Abu Musab Al Zarqawi. Il super-terrorista di origini giordane considerato il capo di Al Qaeda in Iraq e il luogotenente di Osama Bin Laden è morto in un attacco aereo Usa a Baquba, 65 chilometri a Nord di Bagdad. Lo ha riferito la televisione nazionale al Iraqiya, citando un collaboratore del primo ministro, lo sciita Nouri al-Maliki, che, poco dopo ha confermato in diretta la morte del super ricercato.

"Zarqawi è stato eliminato" ha detto il premier, aggiungendo che l'operazione è il risultato della collaborazione dei cittadini, ringraziando la popolazione e le forze armate. Il generale George Casey, comandante in capo del contingente Usa, ha detto nel corso della conferenza stampa congiunta che Abu Musab al-Zarqawi è stato identificato con le impronte digitali.

Zarqawi sarebbe morto in un bombardamento aereo americano che ha preso di mira una casa vicina a Baquba, nella quale presumibilmente si nascondeva. Un suo strettissimo collaboratore sarebbe inoltre stato catturato, e avrebbe fornito informazioni preziose sulla guerriglia. Insieme a Zarqawi sono state uccise altre sette persone, ha detto il premier al-Maliki.

Tra i primi a diffondere la notizia il network televisivo americano Abc. "Zarqawi è stato ferito in un primo momento - ha riferito la tv americana - Gli americani lo hanno trovato. Lo hanno consegnato agli iracheni e poco dopo è morto per le ferite".

Frattanto un anonimo esponente del governo iracheno ha ribadito che è stato arrestato un braccio destro del leader integralista, il quale ha fornito elementi cruciali su di lui e sulla sua rete clandestina, la cosiddetta Organizzazione di al Qaeda per la Jihad nella Terra dei Due Fiumi.



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Membro degli Ascolti Deplorevoli
Federica la figlia del sindaco



08/06/2006 14.16
 
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Scritto da: astrodanzante 06/06/2006 13.31
Sono scettico ma... leggete questo



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Re: Re:

Scritto da: 3081964 08/06/2006 14.16


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sì ok, sai interrogare il NS...

ma che mi vuoi dire?
08/06/2006 17.47
 
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Re: Re:

Scritto da: lemiemanisudite 29/05/2006 19.33


Ma voi leggete tutti i post o parlate solo per difendere questo o quello?
Mattia ha detto che una donna che non prova dolore durante il parto è una donna a metà. Lo ha detto chiaro,tondo e convinto.

E tra l'altro io rispetto questo suo giudizio,ma non lo condivido e lo trovo aberrante per svariate ragioni, e,soprattutto non lo capisco.







mah

non mi pare d'aver enunciato sentenze come quelle che metti sui miei tasti.
ho riportato una cosa che ha detto mia madre, madre che forse ha l'età tua, o forse sia pur più anziana, sebbene di poco, suppongo, o perché sia giovane lei, o perché sia più vecchia tu di quel che potresti essere nei miei pensieri, senza che ciò voglia dir di te che sei anziana dentro o cose affini, è un semplice pensiero posto a paragone: mia madre è del '61. dicevo che tiziana, perché così si chiama, ha detto Se io, Poeta Tiziana, di anni 45 compiuti nel segno dei pesci e nell'ascendete del chissenefrega, nel pieno delle mie capacità fisiche e mentali, per quanto mi conceda il tempo attuale, dico, e lo dico semplicemente ed esclusivamente a titolo personale, che se avessi rinunciato volontariamente ai miei due parti naturali, uno semplice ed uno più complesso e doloroso, probabilmente, adesso, mi sentirei d'aver perso qualcosa della mia vita, per quella che è trascorsa da quei giorni d'allora ad ora. amen.

saper leggere non credo significhi saper dare struttura fluida alle semplici sillabe; magari mi sbaglio, magari mi sbagliassi.





ma se tante volte avessi scritto, il che è probabilissimo e non mi metto a controllare, che se fossi una puerpera partoriente e mi sfiorasse il pensiero di poter chiedere un'epidurale solo per tema del dolore confermo che, allora, sì, mi sentirei fra le persone più cretine del pianeta, senza esagerare, ché non so chi possa meritarsi la palma del più cretino al mondo, premio, fra l'altro, ambitissimo e molto, fose troppo, conteso fra le genti quotidiane.





[Modificato da mant(r)a 08/06/2006 20.22]

09/06/2006 11.27
 
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Re:

Scritto da: mant(r)a 27/05/2006 17.36
ne ho parlato prima con mia madre.
quel che ha detto è che non rinuncerebbe mai e per nulla al mondo a tutto ciò che due parti hanno in lei e per lei comportato, sia con me, nato in 15 minuti, sia con mio fratello che ha portato in dono, coi suoi 1200 grammi di peso, 12 ore di travaglio a dilatazione manuale

ha detto che le sembra una cretinata, che niente, perlomeno per lei, potrà mai sostituire la gioia che quel dolore porta e che, pensando, col senno di poi, a non averlo potuto provare, si sentirebbe non solo donna, ma anche madre a metà

penso lo stesso, come mia madre, che sia una cretinata da pagliacci, ché se una donna debba aver paura degli effetti su di sé di un parto sarebbe meglio non rimanesse incinta




Penso lo stesso, come mia madre, che sia ecc....

Non ho mai fatto mistero della mia età, non è un mistero per te che già un'altra volta avevi fatto una battuta sulla mia età.

Comunque ho 42 anni sono del Toro ascendente Scorpione, che non so che vuol dire.

Mah.....






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Federica la figlia del sindaco



09/06/2006 15.59
 
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Re: Re:

Scritto da: lemiemanisudite 09/06/2006 11.27



Penso lo stesso, come mia madre, che sia ecc....

Non ho mai fatto mistero della mia età, non è un mistero per te che già un'altra volta avevi fatto una battuta sulla mia età.

Comunque ho 42 anni sono del Toro ascendente Scorpione, che non so che vuol dire.

Mah.....






semplicemente
vedo il partorire, mettere al mondo un figlio, come un atto d'amore infinito, mentre non vedo nessun amore nel pensare prima alle proprie stupide paure sul dolore che alla venuta al mondo del proprio figlio. se poi debbo pensare che rischierei di farmelo estrarre con una ventosa appicicata al cranio col cazzo che sceglierei di farmi l'anestesia che, in questo caso, mi sembra un'emerita stupidata.
e confermo: se una persona debba avere paura del dolore - solo ed esclusivo dolore - del parto, a mio avviso, sarebbe meglio che ci ripensasse. un figlio val bene una doglia.

logico che ci siano casi limite che, però, non comprendono, sempre nella mia testa, la paura preventiva.


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