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Ultimo Aggiornamento: 03/06/2010 17.06
15/06/2005 14.36
 
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Manifesto 14/06/05



STATI UNITI
La fede del Kentucky
ALESSANDRO PORTELLI

Lexington, Kentucky, 11 giugno. Sono appena arrivato e mentre cerco di elaborare il jet lag sfoglio un giornale locale - il giornale locale, dato che come in quasi tutte le media città americane anche qui nella stampa quotidiana vige un regime di monopolio. Già il nome doppio, Herald Leader, suggerisce una fusione: prima c'erano lo Herald e il Leader, adesso sono diventati uno col nome di tutti e due. Peraltro non è un brutto giornale, neanche tanto conservatore. Dopo tutto, questa è una città universitaria, con un ceto colto e una componente giovanile incrociati col business del tabacco, del carbone, dei cavalli. Pagina sportiva: aperture con grande titolo e foto sul campionato statale scolastico di baseball. Negli ottavi di finale, «Lexington Christian» batte «Covington Catholic». Ai quarti sono già passate «Trinity» e «Christian County». Altro che l'acqua santa di Trapattoni. L'allenatore del Lexington Christian spiega la vittoria di rimonta dei suoi col fatto che «hanno molta fede e molto cuore». Si vede che quelli di Covington sono cattolici di poca fede. Ovviamente, sono tutte scuole private. Nella pagina seguente, il campione di golf Matt Gogel racconta il suo incontro con Madre Teresa: titolo, «Forse lei ha benedetto il suo stile».

Pagine locali. Apertura: Sean D. Baker fa causa al governo per essere riammesso nelle forze armate da cui è stato congedato per una lesione cerebrale che gli provoca crisi epilettiche. La lesione gliel'hanno fatta a Guantanamo i suoi commilitoni durante un'esercitazione di «forced cell extraction»: si adddestravano a trascinare fuori dalla cella un prigioniero riluttante. Baker faceva la parte del prigioniero, ma nessuno l'aveva detto agli altri, che quindi hanno usato su di lui le modalità che gli insegnano a usare coi detenuti veri. «Gli hanno afferrato e storto le gambe per incatenarlo, mentre un altro gli sbatteva violentemente la testa sul pavimento di acciaio della cella e lo strangolava (come abbiamo visto nel finale di Fai la cosa giusta) applicando la tecnica dei 'punti di pressione alla gola'», tecnica in cui evidentemente era stato debitamente istruito. Si sono fermati solo quando Baker si è fatto riconoscere gridando la parola d'ordine; se era un detenuto vero chissà dove arrivavano. Non c'è stata nessuna inchiesta, Baker ha aspettato un anno e mezzo prima di ricevere la pensione di invalidità. Chiede di essere riarruolato perché «ci tiene molto a essere un soldato» e perché, dice il suo avvocato, se non fa il militare ha ben poco altro da aspettarsi dalla vita. Un inserto settimanale di quattro pagine: «Faith and Values», fede e valori. L'ultima volta che sono stato qui, due anni fa, non esisteva. Si occupa di «religione, spiritualità, etica». L'articolo principale con grande foto e ripresa all'interno, si intitola «Arf Father», gioco di parole (specie se uno ha un accento del Sud) su «Our Father», padre nostro; ma «Arf» vuol dire «bau bau» e la storia parla di un prete cattolico che ha un cane da cui è talmente inseparabile che lo segue anche sull'altare mentre dice messa (come da foto). A me che non sono credente «Arf Father» pare blasfemo, ma questa è una religiosità che non è tanto interessata a queste minuzie quanto a occupare tutti gli spazi immaginabili, compreso il rapporto fra una persona e il suo cane.

Pagina degli editoriali. Il meglio è una scelta di vignette politiche da altri giornali americani. A proposito di fede e valori: un tizio dice, «se le chiese vogliono cohtrollare il governo, almeno dovrebgero pagare le tasse come tutti». L'altro gli guarda i piedi e dice, «dove hai trovato quelle scarpe che ti coprono gli zoccoli caprini?». Cioè: se parli di tassare le chiese, ti guardano come se fossi il diavolo. Un'altra, sul piano Bush di privatizzazione della sicurezza sociale. Ieri: un datore di lavoro che dice al dipendente, grazie dei tuoi anni di servizio, eccoti la pensione. Oggi: un datore di lavoro che dice al dipendente: grazie dei tuoi anni di servizio, eccoti una penna. Il gioco di parole fra «pension» e «pen» è anche un'icona verbale del taglio ai benefici sociali in atto. Ancora: General Motors, grande svendita. Un quadro porge la lettera di licenziamento a un operaio delle carrozzerie, e nell'altra mano ha un cartello: posti di lavoro offresi, venti percento di sconto. Un editoriale parla della mobilitazione cittadina per impedire la vendita delle risorse idriche della città a una multinazionale tedesco-inglese: organizzano un referendum per imporre che l'acqua sia controllata localmente. Questa storia c'era già due anni fa.

Prima pagina. Lexington sarà l'unica città d'America in cui l'11 settembre sarà vacanza per i pompieri.

Taglio centrale: Droga e schiavitù per i braccianti. In una coltivazione di patate e cavoli della Florida settentrionale, i braccianti vengono reclutati fra i senza casa possibilmente tossici. Ogni giorno, il padrone gli mette a disposizione crack, eroina, alcool e sigarette, e scala il costo dalla paga. In una modalità che qui in Kentucky conoscono bene, perché era quella tipica dei villaggi aziendali minerari, i braccianti accumulano tanti debiti che per ripagarli sono costretti a lavorare gratis «in condizioni di servitù forzata equivalenti alla schiavitù». Il giornale commenta che mentre negli almeno cinque casi di schiavitù rurale registrati in Florida negli ultimi anni queste cose si facevano agli immigrati clandestini, con la minaccia di denunciarli alle autorità migratorie, in questo caso la cosa nuova è che le vittime sono cittadini americani. Né di questo né della storia di Baker a Guantanamo si parla nella sezione sulla fede e i valori.

Cronaca. Il pastore e i nove fedeli rimasti in una chiesa in Louisiana arrestati per pratiche rituali di pedofilia e bestialità. Un trafiletto: se usate Google per trovare il luogo di culto più vicino, non digitate «church». Le istituzioni religiose adesso scelgono nomi fantasiosi e attraenti - Comunità della Vita Superiore, Luce del Porto, Great Exchange (che a me sembra più una borsa che una chiesa). In questo modo pensano di attrarre giovani per i quali la parola «chiesa» sa di troppo vecchio, di papà e mamma. O gente che in una «church» non ci ha mai messo piede.

Mentre scrivo, domenica mattina, arriva il giornale di oggi. Bush proclama il successo del Patriot Act, duecento terroristi condannati. Il giornale commenta: in realtà, sono solo trentanove . Nell'inserto sulla fede e i valori non trovo niente sul tema della menzogna. (alessandro portelli)
Imponete la Religione ai vostri figli?Testimoni di Geova Online...127 pt.28/04/2017 01.42 by 'Andros'
Concatenare persone e personaggiOasi Forum95 pt.28/04/2017 02.07 by Eroe.E.
Gioco di associazione di parole Ipercaforum79 pt.28/04/2017 00.59 by their
Roma - LazioSenza Padroni Quindi Roma...40 pt.27/04/2017 18.02 by jandileida23
Excel 2007 Excel Forum33 pt.27/04/2017 18.37 by dodo47
15/06/2005 16.14
 
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la cosa allucinante...
è che niente ti tutto questo mi stupisce

[Modificato da edorian 15/06/2005 16.41]



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BERLINOOOOOOOOOOOOOOOOO AAAAHHHHHH
(MA ANCHE DUBLINOOOOOOOOOO VA BENE!!!)
messaggio subliminale





www.volinellanotte.splinder.com

15/06/2005 16.38
 
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Astro, è partito il tuo cd... magari ti risolleva l'umore [SM=g27822]
Grazie per questa ulteriore immersione nella reality life


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«partigiano, come poeta, è parola assoluta, rigettante ogni gradualità»
(Beppe Fenoglio)


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Dolores Ibarruri è orgogliosa di appartenere agli Ascolti Deplorevoli (sezione Ascolti Cervellotici)
"la presa della Bastiglia del nostro cuore bambino"
15/06/2005 16.41
 
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[SM=g27838]
15/06/2005 17.55
 
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grazie Astro.

un appunto: credo che il giornalista dovrebbe anche aggiornarci sul caso antrace...dopo due o tre famigerate bustarelle inviate e ricevute da chissà chi non se ne sa più nulla. Puf, scomparso il "pericolo". Questi terroristi ne san sempre una in più...


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lasciando perdere attese e ritorni, ho aperto gli occhi dall'orlo increspato, ho visto un'alba blu, ho visto un'alba blu

l'intelligenza sta nel chiedersi sempre serenamente se c'è la propria vita in allarme rosso e non fare finta di ridere, con autoironia non mentire mai.

Ma soprattutto: sono in intimo allineamento con il palpitante ronzio del Divino Wow
15/06/2005 18.16
 
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in compenso Bacillus Anthracis è tornato nei programmi di microbiologia [SM=g27827]
18/06/2005 11.29
 
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NON CI POSSO CREDERE
Per le nozze di Totti che sposa all'Ara Coeli alias Campidoglio alias p,zza Venezia alias pieno centro di Roma.
domani alle 17.00 spostati n. 7 (sette) capolinea di autobus.


B.

...sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell'unità,
dove una cosa, una creatura dice all'altra
"questo sei tu".



" Soltanto chi non ha bisogno nè di comandare nè di
ubbidire è davvero grande ".

J.W.Goethe
19/06/2005 17.15
 
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ve ne segnalo un altro

http://www.carmillaonline.com/archives/2005/01/001181.html#001181


carmilla mi porterà via l'intera domenica
22/06/2005 02.09
 
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Scava scava giovane talpa
Scava nei tempi immancabilmente "non sospetti".


la Repubblica - Sabato, 12 gennaio 1985 - pagina 7
di DOMENICO DEL RIO

CONCILIO VATICANO II VENTI ANNI DOPO/4 I teologi giudicano l' attuale responsabile della Congregazione per la dottrina della fede
QUEL DIAVOLO DI RATZINGER...

"Grande inquisitore profeta di sventure"

"RATZINGER è un profeta di sventura, uno di quelli biasimati da papa Giovanni nel discorso di apertura del Concilio". A dare un giudizio così secco è Hans Kung, il teologo "biasimato" a sua volta dal Sant' Uffizio, che, al contrario di Boff e di Schillebeeckx, si è sempre rifiutato di venire a Roma a farsi interrogare e giudicare. Mandava a dire che non aveva tempo. Ma che cosa diceva papa Giovanni in quel suo famoso discorso di apertura? Era l' 11 ottobre 1962, e nella basilica vaticana splendente di luci, Roncalli parlava con la quella voce cantilenante. "Nell' esercizio quotidiano del nostro ministero pastorale", diceva, "ci feriscono talora l' orecchio suggestioni di persone, pur ardenti di zelo, ma non fornite di senso sovrabbondante di discrezione e di misura. Nei tempi moderni essi non vedono che prevaricazione e rovina; vanno dicendo che la nostra età, in confronto con quelle passate, è andata peggiorando; e si comportano come se nulla avessero imparato dalla storia, che pure è maestra di vita. A noi sembra di dover dissentire da cotesti profeti di sventura, che annunciano eventi sempre infausti, quasi che incombesse la fine del mondo". Quel giorno, a sentire quella descrizione di profeti di sventura, tutti pensarono al cardinale Ottaviani, che allora reggeva il Sant' Uffizio e definiva se stesso "il carabiniere della Chiesa". Ora, parlando di Ratzinger, il paragone con Ottaviani viene spontaneo a qualcuno. Dice Giuseppe Alberigo: "Il modo con cui Ratzinger concepisce la funzione della sua Congregazione per la dottrina della fede richiama quello di Ottaviani. Anzi, mi chiedo se in fondo il povero Ottaviani, ai suoi tempi, non abbia avuto meno spazio di quanto riesce ad avere Ratzinger oggi. Ottaviani aveva di fronte un papa, Pio XII, che era secondo me, a un livello teologico superiore a quello di Wojtyla. Se oggi il prefetto del Sant' Uffizio ritiene di muoversi in una certa direzione, non credo che il papa gli ponga dei problemi. Anche per il solito rapporto che c' è tra un ex professore polacco e un ex professore tedesco. E' ovvio che il polacco soccomba". Ma perchè Ratzinger è un "profeta di sventura"? "Perchè la sua visione delle cose è piena di pessimismo", spiega Kng. "E' la posizione di un uomo che ha paura e perciò, per reazione, agisce da inquisitore. Ha paura che la Chiesa cambi, paura di dover constatare che questa sua azione, che dura da vent' anni, per imporre agli altri la propria visione, non ha successo. Anche il suo rievocare il diavolo è una proiezione della sua paura. Lui e quelli come lui che cosa sono mai riusciti a cambiare nella Chiesa, nella mente dei fedeli? Niente. La gente pensa in modo diverso in fatto di divorzio, di sacramenti ai divorziati. La pensa diversamente sul ruolo che le donne dovrebbero avere nella comunità cristiana. Il Popolo di Dio cammina per conto suo, e intanto a Roma si colleziona tutto ciò che di negativo c' è nella Chiesa". E, dunque, che uomo è infine questo Ratzinger? "Che uomo è?", si sfoga ancora Kng. "Basta vedere come tratta i suoi colleghi in teologia. Giudizi negativi su tutti. Per lui c' è un solo buon teologo nella Chiesa: Joseph Ratzinger. E' l' orgoglio dell' uomo di potere che è salito in lui". "Ratzinger, quest' anno", racconta Paul Valadier, direttore della rivista "Etudes", "è venuto in Francia, ha tenuto due conferenze, una a Lione e una a Parigi, sulla catechesi, anzi per dir meglio, contro la catechesi approvata dai vescovi francesi. Devo dire che non ha lasciato certo una buona impressione, si è visto che non era bene informato, che parlava in maniera molto astratta, teorica, lontana dalla realtà. In questo modo non ha certamente aumentato la propria autorità. Del resto, non si capisce bene quale ruolo egli svolga, essendo teologo e insieme prefetto del Sant' Uffizio. In pratica si presenta solamente come il capo di un vecchio tribunale inquisitorio". Schillebeeckx, il teologo domenicano olandese, già inquisito dalla Sacra Congregazione per la dottrina della fede, narra del suo ultimo incontro con il prefetto del Sant' Uffizio. E' stato alla fine di settembre, a Roma, ma di quel colloquio si era avuta solo la notizia. "Non ho voluto dare pubblicità all' incontro", dice Schillebeeckx, "perchè era la stessa settimana in cui era stato chiamato a Roma Leonardo Boff. Non volevo aumentare la tensione. D' altra parte, non ero stato convocato da Ratzinger. Mi aveva chiamato il superiore generale dell' Ordine, il quale evidentemente aveva avuto nuovamente un dossier su di me. E' stato il padre generale, l' irlandese Damian Byrne, che mi ha pregato di andare insieme a lui da Ratzinger. L' incontro è stato breve, una ventina di minuti soltanto, e non ha avuto aspetti drammatici come quello di Boff. Ratzinger è stato molto cortese. Voleva sapere quale sarebbe stato il tenore del mio nuovo libro sui ministeri nella Chiesa, che sto per pubblicare a giorni. Gli ho detto che, secondo me, non ci sarà nulla che contraddica direttamente dichiarazioni emanate dal Sant' Uffizio sul sacerdozio ministeriale. Ratzinger non mi ha chiesto altro nè mi ha detto se ha intenzione di vedermi ancora o no. Mi ha congedato avvertendomi, però, che attende di esaminare il mio nuovo libro e che io devo aspettarmi una nuova valutazione di Roma sulla mia opera". Un Ratzinger sospettoso? "Oh, sì", sorride Schillebeeckx, "credo che egli abbia sempre qualche sospetto quando io scrivo un libro. Sospettoso, scontento e pessimista lo è sempre stato, anche fin dai tempi del Concilio. Nelle riunioni di teologi che facevamo a Roma (ne facevamo una ogni quindici giorni, c' erano Rahner, Congar, ecc.), quando affrontammo lo schema della "Gaudium et spes", il documento conciliare sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, Ratzinger sosteneva che il testo era troppo ottimista nei confronti del mondo e voleva che si accentuasse maggiormente quello che si chiama peccato originale. Forse bisognerebbe ricordare che Ratzinger ha avuto la sua abilitazione teologica con un lavoro su Sant' Agostino. Egli è più agostiniano che tomista, cioè non avverte completamente quello che dice San Tommaso: che la grazia divina suppone la natura. Penso che questa sia una deficienza in Ratzinger in quanto teologo". "Ho conosciuto Ratzinger durante il Concilio e poi qui in Germania", osserva Wolfgang Seibel, il gesuita direttore della rivista "Stimmen der Zeit", di Monaco, la città dove Ratzinger è stato arcivescovo prima di essere chiamato a Roma: "Egli ha sempre avuto uno stile piuttosto individuale di dirigere la diocesi, senza molti collegamenti con la Conferenza episcopale tedesca. Non gli sono mai piaciute le strutture organizzate dentro la Chiesa. Forse per questo parla male ora delle Conferenze episcopali. Probabilmente ha avuto delle esperienze poco piacevoli nei rapporti con l' episcopato. D' altra parte, mi sembra anche più cambiato da diversi anni. Lui dice che sono stati gli altri a cambiare e perciò si è messo a fare queste battaglie contro quello che egli chiama "l' antispirito del Concilio". Ma non è vero. E' lui che è diventato più conservatore. Ha assunto un atteggiamento sempre più critico verso l' evoluzione avvenuta dopo il Concilio. Più volte si è espresso in questo senso, ma nell' ultima intervista a Jesus sembra aver concentrato tutto il suo spirito pessimistico". Il pensiero critico e pessimistico del cardinale Prefetto del Sant' Uffizio verso il Concilio, anzi sembra verso tutti i Concili, è stato documentato dalla rivista bolognese "Il regno", nel numero uscito in questi giorni. Dice il direttore della rivista, Alfio Filippi: "Abbiamo ricostruito la figura di Ratzinger teologo in questi anni, e si vede che non è affatto quello studioso aperto di cui si era parlato. Adesso si è accentuato, col nuovo ruolo che ha a Roma, l' aspetto autoritario e conservatore delle sue prese di posizione in campo teologico. Basterebbe leggere l' intervento che ha avuto a Bogotà, alla fine del marzo scorso, in una riunione di vescovi latino-americani. Il testo è stato pubblicato integralmente ora dalla "Rivista ecclesiastica brasiliana". Ratzinger traccia un panorama mondiale dello stato attuale della teologia cattolica. E' una visione impressionante, tutta a tinte fosche: in ogni parte del mondo, in Europa, in America del nord, in America latina, in Africa, tutto va male, la teologia segue strade pericolose. Secondo lui, crolla tutto: la fede in Dio, il concetto di soprannaturale, i valori morali, la morale sessuale, perfino la distinzione fra uomo e donna, il mondo cerca la salvezza, ma solo in se stesso". "Il regno" riporta alcuni giudizi catastrofici che, già dieci anni fa, il "profeta di sventura" Joseph Ratzinger dava sul Concilio Vaticano II e sull' avvenire della Chiesa. Ratzinger cominciava col porsi domande retoriche: "Il Concilio è stata una falsa strada, dalla quale occorre far marcia indietro per salvare la Chiesa? Le gioie e le speranze si sono rovesciate in tristezza e angoscia?". Ma poi terminava: "L' ingenuo ottimismo del Concilio e l' autoesaltazione di molti, che lo hanno fatto e propagandato, giustificano in modo inquietante le più fosche diagnosi dei primi uomini di Chiesa sul pericolo dei Concili. Non tutti i Concili validi si sono rivelati, alla prova dei fatti della storia, Concili utili; di taluni, alla fine, rimane solo un gran niente".
22/06/2005 09.08
 
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Un articolo dell'85....e poi si dice che historia non è magistra vitae.

Astro, quello che hai riportato è molto, molto interessante. Lode a te, giovane talpa.

Ma soprattutto il praticare e predire la paura e le sventure da parte di capi senza polso sta diventando obsoleto e diffuso.
Poteva andar bene fino a qualche decina di anni fa. Ma ora tutti hanno accesso libero all'istruzione. Da questo ne consegue...

Tra l'altro, un giorno prima della farsa-referendum, stavo leggendo un articolo sul Corriere della Sera in cui un cardinale discuteva sul significato del voto. Semplicemente diceva che la Chiesa e la sua dottrina crescono attorno all'uomo; è quindi la prima a riconoscere l'uomo come essere pensante e quindi dotato di libero arbitrio.
Il fatto di non aver riconosciuto il libero arbitrio nel referendum ha dimostrato un'enorme contraddizione.

Forse ora quel prete non avanzerà nella carriera ecclesiastica, ma ha detto una cosa giusta nella sua logica.

CorContritum, se mi sono espressa male correggimi.

[Modificato da zaren1 22/06/2005 9.09]



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l'intelligenza sta nel chiedersi sempre serenamente se c'è la propria vita in allarme rosso e non fare finta di ridere, con autoironia non mentire mai.

Ma soprattutto: sono in intimo allineamento con il palpitante ronzio del Divino Wow
22/06/2005 09.28
 
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Ma soprattutto il praticare e predire la paura e le sventure da parte di capi senza polso sta diventando obsoleto e diffuso.
Poteva andar bene fino a qualche decina di anni fa. Ma ora tutti hanno accesso libero all'istruzione. Da questo ne consegue...



mi pare invece sia l'attuale politica americana
e gli americani si armano fino ai denti...

22/06/2005 20.57
 
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MUTANDE AI CAVALLI DI ROMA, PER UNA CITTA' PIU' PULITA
I CAVALLI DELLE 'BOTTICELLE' ROMANE AVRANNO LE MUTANDE ROMA - Saranno ancora piu' eleganti, con le loro mutande rosse e grigie, i cavalli delle 'botticelle' romane, le tipiche carrozze che portano a spasso per la capitale romani e turisti. Da lunedi' prossimo tutte le 43 'botticelle' di Roma dovranno avere gli appositi ''indumenti'' per garantire il decoro della citta'.

L'obbligo delle mutande, sia quando i cavalli sono in sosta, sia quando portano i turisti a zonzo ad ammirare le bellezze artistiche della citta', e' frutto dell'intesa raggiunta oggi dal Campidoglio con l'Associazione sindacale dei vetturini romani.

Il modello di mutanda e' gia' sperimentato. E' lo stesso in uso da tempo a Firenze e garantisce igiene e anche una certa eleganza. ''E' in nylon - ha spiegato il vice presidente dell'associazione Emiliano Peluso, 30 anni - ma non bisogna pensare che venga indossato dai cavalli. La 'mutanda', in realta', e' il rivestimento in stoffa a un secchiello, con dentro una busta di plastica, posti nella parte anteriore della carrozza. Quando il secchiello e' pieno, si toglie la busta di plastica e l'igiene e' garantita''.

I vetturini romani hanno gia' acquistato 50 'mutande' per un investimento complessivo di 3.000 euro, secondo il modello omologato, e la foto che le immortala sara' anche distribuita ai vigili urbani, in modo da poter individuare a vista eventuali trasgressori. ''La sanzione non e' stata ancora fissata - ha spiegato Peluso che ha ereditato l'attivita' dai suoi zii e i suoi cugini - ma a quel che ci risulta dovrebbe aggirarsi sui 100 euro, oltre a misure disciplinari che possono arrivare alla sospensione della licenza''.

Le botticelle, nell'Ottocento padrone della citta' e utilizzate allora come i taxi di oggi, grazie all'accordo odierno hanno riconquistato dopo 7 anni anche la possibilita' di stazionare, con ben quattro posti, in piazza del Pantheon. Non solo. Ora sono chiari e definiti anche tutti i punti di stazionamento: oltre al Pantheon, anche piazza Pio XII (6 posti che si aggiungono ai 5 in piazza San Pietro), e poi ancora piazza Madonna di Loreto, piazza del Colosseo, piazza dei Crociferi, Fontana di Trevi, piazza di Spagna, piazza del Popolo, piazza Navona e via Santa Maria in Cosmedin.

''L'accordo - sottolineano il sindaco Walter Veltroni e l'assessore comunale alla mobilita' Mauro Calamante - segna un momento significativo per la tutela di una tradizione importante nella nostra citta' e di una presenza cara ai romani e ai turisti, quella delle 'botticelle'''.

''La nuova regolamentazione - spiegano - fissa i criteri dell'assegnazione dei posti e dello stazionamento delle vetture negli otto luoghi tradizionali delle 'botticelle' e comporta l'impegno dei conducenti a dotare i cavalli di speciali indumenti che salvaguardino igiene e pulizia tanto nei luoghi di sosta quanto sulle vie percorse dai mezzi, una questione la cui soluzione era attesa dalla citta' da molti anni. E' un contributo essenziale, quest'ultimo, alla piu' generale campagna dell'amministrazione per il decoro cittadino''.

© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 22/06/2005 19:00






Roba da matti!!!
Roma è "sporca" per via dei cavalli?
Io cambierei immediatamente lo smog con una sana puzza di merda equina...

Chissà che ne pensa Ferretti. [SM=g27824]
22/06/2005 22.10
 
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Il nostro è un governo filoamericano e anche filoecclesiastico.....

Dov'è che si va a vomitare?
23/06/2005 22.57
 
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Riporto questo...
Fino ad oggi nessuno a postato nulla che riguardasse l'accaduto...
Ho aspettato per non correre il rischio di fare doppioni e solo adesso mi ritrovo a dover postare la faccenda con 20 giorni di ritardo...Accidenti all'autocensura...


Giovedi' 2 giugno, notte inoltrata, al Forte Prenestino sta finendo una festa, iniziativa tranquilla.
Alle ore 1.45 un branco di circa venti persone armate di bastoni penetrano nel piazzale antistante al forte
urlando “duce” e aggredendo chiunque si trovi nei paraggi.

Dopo essersi accaniti su motorini e automezzi parcheggiati entrano nel tunnel principale:
cinque minuti di delirio e furia, lanci di bottiglie sassi nel tentativo di fare male.
La resistenza opposta dai primi occupanti riusciti a fronteggiarli impedisce il peggio,
ma nella colluttazione un ragazzo resta a terra.
Una pugnalata gli ha trapassato la gola.

Da Indimedia.org




aggressione fascista al forte: una testimonianza.

La serata nel forte era tranquilla... l'ora era tarda... e si pensava di tornare a casa.
All'improvviso sento delle urla provenienti dall'ingresso del Forte Prenestino...
mi avvicino, vedo un gruppetto di persone alla festa che regge con forza il cancello...
vedo bottiglie e pietre che passano sopra il cancello, lanciate da qualcuno all'esterno... e poi urla...
immagino subito un aggressione di fascisti.
C'è agitazione... nessuno sa bene cosa fare...
continuano le urla... alcuni dicono che ci sono dei compagni all'esterno... si decide di uscire.
Prendiamo quello che c'è... sedie, bastoni, mazzi di chiavi...
usciamo ad inseguirli.
Sul ponticello dell'ingresso... oltre a vetri rotti di bottiglie... macchie di sangue...
capiamo che durante l'aggressione squadrista, alcuni ragazzi erano rimasti fuori...
Alzo lo sguardo... c'è un ragazzo con un taglio alla gola...
ci sono grida, c'è chi chiama l'ambulanza...
chi invece corre ad inseguire i fascisti. Nell'aria si respira rabbia... cazzo se siamo arrabbiati...
il ragazzo è grave [scopriremo poi che è un compagno della radio], ci sono altri feriti.. colpiti dal lancio di bottiglie di vetro.
Aspettiamo un ambulanza che non vuole arrivare...
alla fine ce la fa...
speriamo tutto bene.




Il forte come tanti altri centri sociali di Roma cerca di convivere con tutto e tutti rischiando a volte di essere ritenuto "scandaloso" in questa sua condotta.
Sia ben chiaro che io molte volte critico i centri sociali come un fenomeno che non cerca molto spesso (anzi troppo spesso) di affondare radici nei quartieri, nelle aree urbane degradate, ma di ritagliarsi una specie di oasi felice dove non essere disturbati e tendere specialmente in questi ultimi tempi a vivere felici SOLO con i propri simili.

Ma secondo me qui si è varcata una soglia, quella della strage, che nulla ha a che vedere con ogni possibile critica e/o politica e/o sociale e/o vattelapesca.

Questo è uno dei tanti episodi in cui si tocca un tasto fondamentale, la vita umana e il suo voler essere presente nelle sfumature del vario e libero.
Si è tentato di uccidere delle persone e non solamente di provocare.
Per quanto mi riguarda auguro al "compagno" una pronta guarigione e un ritorno alla sua attività radiofonica che è una delle cose che ripsetto di più...

[Modificato da WalterA 23/06/2005 23.02]

[Modificato da WalterA 23/06/2005 23.02]

[Modificato da WalterA 23/06/2005 23.30]

27/06/2005 19.22
 
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WalterA, un rargazzo che conosco era presente. Mi ha parlato di momenti davvero difficili


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Qualche giorno fa su Repubblica. Tanto per farsi un'idea dei possibili scenari. A me questo "ringalluzzimento" fa un po' paura.


Il capo della Cei al dibattito con Pera sul libro del Papa
"Gli aborti? Sono piccoli omicidi"
Ruini boccia
i patti civili per i gay
di MARCO POLITI

ROMA - Fede e religione peseranno sulle elezioni politiche del 2006. Lo annuncia il presidente del Senato Marcello Pera alla Radio vaticana prima di presentare nel pomeriggio insieme al cardinale Camillo Ruini l'ultimo libro di Joseph Ratzinger, ormai diventato Pontefice.

"Il fenomeno chiamato risveglio religioso, richiesta di fede e di valori, ha già giocato un ruolo nelle elezioni americane e può giocarlo anche nei paesi europei, Italia compresa", sottolinea la seconda carica dello Stato, distintasi nella campagna referendaria per aver elogiato l'astensionismo.

E, infatti, l'incontro che si tiene nel tardo pomeriggio a palazzo Wedekind, in una sala dal soffitto dorato sorretto da robuste cariatidi, più che a un dibattito assomiglia a un matrimonio. Radioso il cardinale Ruini, reduce dalla vittoria referendaria. Felice il presidente del Senato, che Comunione e liberazione ha appena invitato ad aprire il Meeting di Rimini esaltandolo come "politico atipico di straordinaria laicità, che ha una concezione dello Stato esattamente come la nostra".
Officia Bruno Vespa, mentre si celebra il patto tra gerarchia cattolica e laici devoti, che sottoscrivono riga per riga le analisi ratzingeriane sui guasti del relativismo e su una Chiesa ghettizzata e respinta ai margini. Immagine persecutoria, che in realtà poco riflette l'Italia, ma a nessuno la discrepanza sembra importare.

Platea d'eccezione per l'evento. Il presidente della Camera Casini insieme al sottosegretario Letta e al senatore Andreotti. Il cardinale Herranz in zucchetto porpora con il cardinale Re in semplice clergyman. Più in là il rettore della Lateranense Fisichella e il segretario papale Gaenswein, che si mescola discretamente a prelati e abati, fra cui spicca il nunzio in Italia monsignor Romeo. E parecchi politici del centrodestra da Sandro Bondi a Maurizio Gasparri, a Francesco D'Onofrio, all'onorevole Daniela Santanché. La platea applaude intensamente ogni passaggio teo-con e specialmente le dichiarazioni a difesa dell'embrione e del feto "assassinati".

Già, perché le espressioni terrorizzanti che pensavamo archiviate con il referendum sull'aborto del lontano 1981, tornano improvvisamente in auge ai più alti livelli. Marcello Pera nell'introduzione al libro ratzingeriano "L'Europa di Benedetto" definisce l'aborto come un "piccolo omicidio" commesso dagli adulti. "Forse perché un piccolo omicidio non è un omicidio autentico?". Il termine è preso di peso dalle pagine di Benedetto XVI. E naturalmente l'espressione rimbalza nell'intervento del cardinale Ruini, secondo il quale - come afferma il pontefice - "non ci si può rassegnare all'aborto in quanto rimane un "piccolo omicidio", che come tale ci porta a smarrire l'identità umana".

Anticamera di una revisione della legge 194? Profumo di un trend culturale e politico, piuttosto. Perché al dunque Pera pronuncia il suo "no" all'ipotesi di cambiare la legge di uno "Stato laico", dal momento che il Parlamento l'ha votata e "i cittadini si sono espressi". Prudentissimo anche il presidente della Cei, che ricorda come la Chiesa non possa prescindere dalle circostanze storiche né inseguire "risultati che possono essere contrari agli obiettivi della Chiesa". Quanto al progetto di legge sulle coppie di fatto, il Pacs, il presidente della Cei manifesta sostanziale opposizione su ciò che potrebbe apparire un "piccolo matrimonio" per i partner gay.

Al centro dell'incontro il nuovo patto che Ratzinger propone a credenti e laici. Sostiene il nuovo pontefice che se l'Illuminismo ha partorito il concetto di un'organizzazione della società ispirata ad una morale da praticare "etsi Deus non daretur" (come se Dio non ci fosse), oggi la situazione è diversa. "Il tentativo portato all'estremo di plasmare le cose umane facendo completamente a meno di Dio - così Benedetto XVI - ci porta sempre più sull'orlo dell'abisso, verso l'accantonamento totale dell'uomo". La soluzione? "Anche chi non riesce a trovare la via dell'accettazione di Dio dovrebbe comunque indirizzare la sua vita "veluti si Deus daretur" (come se Dio esistesse)".
Entusiastica la reazione di Pera: "Il laico credente può e deve rispondere di sì". Soddisfatta la replica di Ruini "Ho molto apprezzato l'introduzione di Pera". Il presidente del Senato, infatti, parla un linguaggio ratzingeriano. Rilancia l'allarme per un "Dio escluso dalla coscienza pubblica", per una religione diventata "irrilevante" per la società. Attacca chi vuole togliere le croci dalle aule. Denuncia un'Europa che sta dimenticando di essere nata a Gerusalemme e Betlemme. C'è anche una piccola critica alla gerarchia cattolica perché si sarebbe accontentata dell'articolo 52 nella Costituzione europea invece del richiamo alle "radici cristiane". (Replica realistica di Ruini: "Non volevano darci né uno né l'altro").

Pera chiude con una dichiarazione di fede: "Non sono credente, ma mi riconosco nella tradizione storica, civile, culturale, religiosa dell'Occidente cristiano". Sembra già un manifesto per le elezioni politiche del 2006.

(22 giugno 2005)


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Dolores Ibarruri è orgogliosa di appartenere agli Ascolti Deplorevoli (sezione Ascolti Cervellotici)
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Alcuni dati su distribuzione e utilizzo dell'ottopermille (fonte Aduc)

OTTO PER MILLE: AGGIORNAMENTO SULLE CONFESSIONI RELIGIOSE PER L'ANNO 2004
(l'aggiornamento sull'OPM a gestione statale si trova in questa rubrica alla data del 15 aprile 2005- http://www.aduc.it/dyn/pulce/art/singolo.php?id=111342)


PREMESSA ESPLICATIVA SULLE CONFESSIONI RELIGIOSE CHE CONCORRONO ALL'ASSEGNAZIONE DELL'OPM:
Sono ancora 6, come l'anno scorso. Qui di seguito le menziono secondo la loro denominazione ufficiale, mettendo fra parentesi l'eventuale abbreviazione che usero’ in questa mia panoramica:
1) Chiesa cattolica; 2) Chiesa evangelica valdese - Unione delle chiese metodiste e valdesi (Valdesi); 3) Unione delle comunita’ ebraiche italiane (UCEI); 4) Chiesa evangelica luterana in Italia (Luterani); 5) Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno (Avventisti); 6) Assemblee di Dio in Italia (ADI).

1) DA UNO SGUARDO D'INSIEME SUL 2004…..

LA TABELLA UFFICIALE DELLA RIPARTIZIONE dell'OPM del 2004 (redditi del 2000, denunciati nel 2001) (http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/pulce/TABELLA2004.doc) ci fornisce, direttamente o deduttivamente, i seguenti dati.

A) DATI COMPLESSIVI

a) Scelte espresse: 39,62% (quindi: non espresse 60,38%)

b) Ammontare OPM IRPEF: € 897.077.447

c) Distribuito nella misura delle scelte espresse (39,62%): € 355.422.084,50

d) Parte avanzata e ridistribuita tra cinque dei sette concorrenti (Stato compreso), dato che Valdesi e ADI non accettano le quote non espresse (60,38%): € 541.655.362,50.

(N.B.: la somma relativa alle scelte NON ESPRESSE rappresenta il 152% di quella relativa alle scelte espresse).

B) PERCENTUALI DI SCELTA RELATIVE ED ASSOLUTE

Per ciascuno dei 7 beneficiari, la tabella riferisce le percentuali delle scelte espresse, che quindi sono relative al 39,62% dei contribuenti. Ma, se rapportiamo le scelte espresse al numero totale dei contribuenti, quale e’ il reale "gradimento" dei singoli soggetti?
E' quello che vediamo qui, riportando la percentuale di scelta espressa (quindi relativa al 39,62% dei contribuenti) e quella rapportata al 100% dei contribuenti (queste ultime percentuali sono arrotondate alla seconda cifra decimale)

STATO: 10,28% delle scelte espresse (corrisponde al 4,07% del totale contribuenti)
C. CATTOLICA: 87,25% scelte espresse (corr. al 34,56% del totale)
UCEI: 0,42% scelte espresse (corr. allo 0,16% del totale)
LUTERANI: 0,31% scelte espresse (corr. Allo 0,12% del totale)
AVVENTISTI: 0,27% scelte espresse (corr. allo 0,10% del totale)
VALDESI: 1,27% scelte espresse (corr. allo 0,50% del totale)
ADI: 0,20% scelte espresse (corr. allo 0,08% del totale).

(N.B.: Per il meccanismo previsto dall'art. 47 della L.222/1985, l'OPM viene distribuito interamente, e sempre in proporzione delle scelte espresse. Le fasi di distribuzione dell’OPM sono due; nella prima, viene distribuita la quota OPM pari alle scelte espresse -nel 2004, dunque, il 39,62% dell’intera somma- secondo le percentuali di scelta di quella fetta di contribuenti. La parte OPM avanzata (nel 2004, il 60,38%) viene ridistribuita secondo le stesse percentuali di prima. A questa seconda distribuzione non partecipano VALDESI E ADI, che, ai sensi delle loro Intese “devolvono”, per cosi’ dire, allo Stato la parte che toccherebbe a loro.

2) …. AI PARTICOLARI …. BENEFICIARIO PER BENEFICIARIO

A) LO STATO…..

Benche’ per l'OPM a diretta gestione statale abbia gia’ fornito informazioni precise il 15 aprile 2005 (http://www.aduc.it/dyn/pulce/art/singolo.php?id=111342, conviene fare qui un breve riepilogo anche alla luce dei nuovi dati.
Preferenze relative: 10,28%; preferenze assolute: 4,07%.
Somma totale ricevuta: € 100.181.895,39 (che corrisponde al 10,28 dell'OPM PIU' le quote non espresse non percepite da Valdesi e Adi. In particolare, dai Valdesi: € 6.879.023,10; dalle ADI: € 1.083.310,72. Come e’ gia’ noto, lo Stato si e’ decurtato l'OPM 2004 di 80 milioni di euro, che la "Finanziaria 2004" (Legge 24.12.2003 n. 350, art. 2 comma 69) ha, per cosi’ dire, ributtato nel grande calderone delle spese generali.
Di conseguenza, ad essere amministrata secondo le norme previste per la gestione OPM statale, e’ stata solo la rimanenza, che, avrebbe dovuto essere di € 20.181.895,39, e che, invece, dal DPCM 23.11.2004, risulta lievemente superiore, cioe’ € 20.517.592,00 (€ 335.696,61 in piu’).
La cifra suddetta e’ stata cosi’ distribuita (in ordine decrescente di percentuali):
a) conservazione beni culturali legati al culto cattolico: 44,64%;
b) calamita’ naturali: 24,73%;
c) conservazione beni culturali civili: 23,03%;
d) fame nel mondo: 4,44%
e) assistenza rifugiati: 3,16%.

B) ……. E LE CONFESSIONI RELIGIOSE
(il primo elenco fornisce i dati relativi al 2004; il secondo la gestione OPM come risulta dalle informazioni fornite dalle singole confessioni)

1. CHIESA CATTOLICA: (preferenze relative: 87,25%; assolute: 34,56%), ha ricevuto:
€ 782.700.072,51 (scelte espresse: € 310.105.768,73; scelte non espresse: € 472.594.303,78);

2. UCEI: (preferenze relative: 0,42; assolute: 0,16) € 3.767.725,27 (scelte espresse: € 1.492.772,75; scelte non espresse: € 2.274.952,52);

3. LUTERANI: (preferenze relative 0,31%; assolute: 0,12%) € 2.780.940,08 (scelte espresse: € 1.101.808,46; scelte non espresse: € 1.679.131,62);

4. AVVENTISTI: (preferenze relative: 0,27%; assolute: 0,10%) € 2.422.109,11 (scelte espresse: 959.639,63; scelte non espresse: € 1.462.469,48);

5. VALDESI: SOLO SCELTE ESPRESSE (quindi: circa 0,50% del totale OPM, anziche’ 1,27%) : € 4.513.860,47; 6. ADI: SOLO SCELTE ESPRESSE (quindi:circa lo 0,08% del totale OPM, anziche’ lo 0,20): € 710.844,17.

Ed ora vediamo, confessione per confessione, quali notizie abbiamo sulla gestione dei fondi OPM.

a) CHIESA CATTOLICA (http://www.sovvenire.it)

Dalle cifre ufficiali dello Stato sappiamo che la Chiesa cattolica ha ricevuto nel 2004 € 782.700.072. Invece, nel "Quadro generale" sul suo sito, la Chiesa cattolica dichiara una cifra maggiore (arrotondata) di 936.527.000 euro (un "conguaglio" statale? Un conglobamento dei fondi destinati a riserva? -non e’ dato saperlo con precisione).
Partendo da questa cifra di € 936.527.000, la Chiesa cattolica indica sommariamente e in cifre arrotondate alle centinaia di migliaia di euro le voci di ripartizione, che sono tre:

Esigenze di culto: € 442.000.000 (47,2%)
Sostentamento del clero: € 319.500.000 (34,1%)
Opere di carita’: € 190.000.000 (18,7%).

Nella voce "esigenze di culto" sono compresi i "beni culturali e artistici", per i quali la spesa dichiarata nel 2004 ammonta a 70 milioni di euro, che rappresenta circa il 7,5% sulla cifra dichiarata dalla Chiesa (il 9% se ci si riferisce a quella dichiarata dallo Stato).
Fra le "esigenze di culto" sono indicate anche le assegnazioni alle diocesi per culto e pastorale, le spese per le nuove chiese e canoniche nel Sud, iniziative di rilievo nazionale.
Sotto la voce "interventi caritativi" si comprendono assegnazioni alle diocesi (per la carita’), Terzo mondo, finalita’ di rilievo nazionale.
Come si vede, non si puo’ parlare di un vero e proprio rendiconto, ma soltanto di indicazioni di massima.

b) VALDESI (http://www.chiesavaldese.org/pages/finanze/otto_mille.php)

Sul loro sito sono consultabili tutti i rendiconti -veramente degni di questo nome, perche’ rimandano ai singoli percettori degli aiuti- a partire dal primo anno di percezione dell'OPM, cioe’ dal 1997 (redditi del 1993).
Due sono le caratteristiche dell'uso OPM di questa confessione:
1. Come gia’ detto, percepisce soltanto la cifra espressa;
2. Tutto l'OPM percepito dai Valdesi e’ usato per finanziare progetti culturali e di solidarieta’ in diversi campi, in Italia e all'estero (e’ escluso qualsivoglia finanziamento di cio’ che riguarda il culto).
Nel 2004 hanno ricevuto dallo Stato € 4.513.860,47, a cui vanno aggiunti gli "interessi e sopravvenienze" che portano la cifra totale gestita nel 2004 a € 4.583.221,67.
L'articolazione generale delle voci e’ la seguente:

Progetti in Italia (e Rio de la Plata): € 2.969.316,33 (64,92%).
Progetti all'estero: € 1.272.564,15 (27,82%)

(N.B.: Per quanto il Rio de la Plata si trovi in Sud America, quella chiesa, fin dalle origini, e’ considerata strettamente legata alla comunita’ italiana).

Per quanto riguarda l'Italia (€ 2.969.316,33), i finanziamenti sono andati a progetti per:

Cultura, pace e diritti umani: 32,90%;
anziani e sanita’: 24,65%;
bambini e giovani: 17,80%;
occupazione, assistenza sociale: 18,36%;
rifugiati, migranti e nomadi: 6,49.

Per quanto riguarda l'estero (Europa dell'est, Africa, America meridionale, Asia), pari a € 1.272.564,15, la suddivisione e’ stata la seguente:
sviluppo agricolo e attivita’ produttive:22,82%;
bambini e giovani: 25,39%;
assistenza e sviluppo sociale: 36,90%;
sanita’: 11,13%;
diritti umani: 3,54%.

Ogni anno, i Valdesi mantengono un piccolo accantonamento per eventuali urgenze.

c) UCEI (comunita’ ebraiche): (http://www.ucei.it/news/newsDett.asp?id=101)

Gli unici dati di cui dispongo attualmente sono quelli che si ricavano dalle tabelle ufficiali dello Stato, perche’ sul sito dell'UCEI, per ora, non ho trovato ne’ rendiconti ne’ riepiloghi della gestione OPM (gli Ebrei lo ricevono dal 2000, quota espressa e non espressa). Mi conferma questa assenza una signora dell'UCEI con cui mi e’ riuscito di mettermi in contatto, la quale mi ha anche informato che stanno lavorando per colmare questa lacuna.
Riepilogo quindi tutti i dati in mio possesso, partendo dal 2001 (redditi del 1997), di cui l'anno scorso vi era sul sito UCEI un riepilogo percentuale.
2001 (redditi 1997) (gia’ convertiti in euro) € 4.752.753,48.
Per attivita’ formative in cultura ebraica: 50,71%;
per attivita’ culturali: 23,75%
per tutela delle minoranze e attivita’ sociali (lotta a razzismo, antisemitismo, assistenza anziani, infanzia e portatori di handicap): 17,50%;
per conservazione patrimonio artistico ebraico: 8,04% (a cui va aggiunto un contributo dall'OPM statale dello 0,6%, pari a 400 milioni di lire (€ 206.582,76 ).

2003 (redditi 1999): € 4.157.497,97
2004 (redditi 2000): € 3.767.725,27.

(Attualmente sul sito UCEI, alla voce “8 per mille”, vi e’ la notizia che quanto sara’ assegnato in questa sede, verra’ destinato alla Protezione civile per un progetto preciso di aiuto alle popolazioni colpite dallo Tsunami nello Sri Lanka, per cui l’UCEI ha gia’ stanziato 200.000euro).

d) LUTERANI (http://www.elki-celi.org/it/index.php?mod=pagina&id=51&m=7)

Ricevono l'OPM (compresa quota non espressa) dal 1999 (redditi del 1995). Attualmente sul loro sito non si trova un archivio OPM, ma e’ disponibile (in modo non tanto leggibile, in verita’) il riepilogo della gestione del 2003, e cioe’ € 2.892.172,50, con l'indicazione anche del numero dei contribuenti che hanno firmato per la Chiesa luterana (45.323). I Luterani usano l'OPM anche per il culto e il mantenimento dei pastori/e. Forniscono le cifre assolute e percentuali, e prospetti analitici delle diverse voci.
La suddivisione fondamentale e’ questa:
PROGETTI della CELI (opere sociali, culturali, evangelizzazione ecc.): € 1.064.318,89 (36,80%)
PROGETTI DELLE COMUNITA': € 870.806,36 (30,11%)
MINISTRI DI CULTO: € 452.300,00 (15,64%)
OPERE SOCIALI: € 215.530,00 (7,45%).

e) AVVENTISTI (http://www.avventisti.it/8x1000/progetti.html)

Ricevono l'OPM (compresa la quota non espressa) dal 2000 (redditi del 1996). Come i Valdesi destinano l'OPM ESCLUSIVAMENTE A INTERVENTI SOCIALI E UMANITARI in Italia e all'estero.
Sul loro sito si trova un archivio con rendiconti abbastanza analitici della gestione OPM, l'ultimo dei quali si riferisce al 2003, allorche’ ricevettero € 2.530.650,94. La cifra che risulta gestita sul loro sito e’ pero' maggiore, perche’ comprende oltre un milione di euro da "proventi diversi" e raggiunge € 4.644.260,52.
In Italia (progetti culturali, di accoglienza a giovani, stranieri, donne, interventi nelle carceri, ecc.): € 3.667.535,48 (circa l'80%).
All'estero (per piccoli progetti in Ghana, Mozambico, Mali e Albania): € 25.302,09 (circa 0,6%).
Ogni anno gli Avventisti accantonano una parte della somma disponibile per far fronte a eventuali urgenze.

f) A.D.I. (http://www.adi-it.org/seas.html)

Ricevono l'OPM dal 1994 (redditi 1990). Anche le ADI, come i Valdesi,percepiscono soltanto la cifra espressa e tutto l’OPM e’ usato per finanziare progetti culturali e di solidarieta’ in Italia e all'estero (e’ escluso qualsivoglia finanziamento di cio’ che riguarda il culto).
L'organismo che si occupa dell'OPM si chiama "Servizio evangelico assistenza sociale" (SEAS). Dato che sul loro sito, alla voce OPM, c’e’ solo una generica descrizione dei campi d’azione senza rendiconti di alcun genere, mi sono messa in contatto e-mail con la sede nazionale, che gentilmente mi ha inviato i rendiconti del fondo OPM del 2003 e 2004 (e anche il parziale 2005).
A quanto si capisce, le ADI non spendono immediatamente tutta la cifra a disposizione, ma una parte cospicua viene lasciata per l'anno successivo (in realta’, lo Stato a volte e’ tardivo nei pagamenti…).

Ecco i dati in mio possesso:

ANNO 2003
Ricevuti dallo Stato: € 727.498,88. La cifra gestita, per accantonamenti ecc., e’ di € 1.071.524,11.
Erogazioni in Italia € 263.915,00
Erogazioni ai Paesi del T.M.: € 105.000,00
Cifra accantonata per il 2004: € 702.471,22.

ANNO 2004
Ricevuti dallo Stato: € 710.844,17. La cifra gestita e’ stata di € 1.418.058,58.
Erogazioni in Italia: € 586.553,00
Erogazioni a Paesi del T.M. : € 130.000,00
Cifra accantonata per il 2005: € 701.336,88.

ANNO 2005
Grazie agli accantonamenti, fra gennaio e marzo 2005 sono gia’ stati erogati € 408.229,93 (aiuti alle vittime dello Tsunami in Asia, aiuti a centri di assistenza italiani per anziani, tossicodipendenti, ecc.).


SPESE DI GESTIONE E PUBBLICITA'

Chiesa cattolica, UCEI e ADI non dichiarano niente a questo proposito.

Valdesi, Avventisti e Luterani, invece, dichiarano quanto hanno speso per queste voci.

I Valdesi dichiarano per il 2004 € 331.876,14 per spese di gestione (7,26%), di cui € 260.687,54 per la pubblicita’ (5,70%).
Gli Avventisti dichiarano per il 2003 una spesa complessiva di € 182.176,49 (circa 7,5% dello stanziamento statale), di cui € 82.490,68 (circa 3,2% dello stanziamento statale) per la sola pubblicita’.
I Luterani dichiarano, per il 2003, il 10% di spese di gestione e pubblicita’, per un totale di € 289.217,25.

PER CONCLUDERE….

… una domanda e un’osservazione ispirate ai beni culturali legati al culto religioso in generale e cattolico in particolare.
Per quanto riguarda la domanda, deve essere ben chiaro che io non sostengo la stupida tesi che lo Stato non deve finanziare il restauro e il mantenimento in buone condizioni delle opere d'arte religiose, ma sostengo, con argomentazioni logiche, che per questo scopo lo Stato non deve usare il denaro del proprio OPM.
Ecco la domanda:
E' lecito, o quantomeno opportuno, che lo Stato continui a spendere i soldi del proprio OPM per i beni culturali legati a qualsivoglia culto (e nella fattispecie al culto cattolico), quando: a) viene scelto dai contribuenti in concorrenza con le confessioni religiose; b) una parte cospicua del suo OPM gli viene girata dai Valdesi e dalle ADI? (In particolare, nel 2004, lo Stato ha ricevuto da queste due confessioni € 7.962.333,72 e ha speso per la conservazione dei luoghi di culto cattolici € 9.160.989,03!).

L’osservazione riguarda la cifra che la Chiesa cattolica destina ai “beni culturali”. Avendo introiti OPM circa 10 volte maggiori dello Stato, destina a questa voce solo il 9%.

(dati aggiornati al 12 maggio 2005)


APPENDICE

TAVOLA DELLE CORRISPONDENZE PER IL PAGAMENTO OPM ALLE CONFESSIONI DIVERSE DALLA CHIESA CATTOLICA

OPM 2004 (DENUNCIA REDDITI DEL 2001 RELATIVA AI REDDITI DEL 2000)
OPM 2003 (DENUNCIA REDDITI DEL 2000 RELATIVA AI REDDITI DEL 1999)
OPM 2002 (DENUNCIA REDDITI DEL 1999 RELATIVA AI REDDITI DEL 1998)
OPM 2001 (DENUNCIA REDDITI DEL 1998 RELATIVA AI REDDITI DEL 1997)
OPM 2000 (DENUNCIA REDDITI DEL 1997 RELATIVA AI REDDITI DEL 1996)

I primi a usufruire dell'OPM sono state le ADI (1993), poi i Valdesi (dal 1997), quindi i Luterani (1999), infine gli Avventisti e l'UCEI (dal 2000).

QUALCHE NOTIZIA SULLE INTESE

I Valdesi, i primi a firmare un'Intesa con lo stato italiano gia’ il 21 febbraio 1984, quando l'OPM non era stato ancora inventato ne’ si prevedeva che il finanziamento pensato per la Chiesa cattolica potesse essere esteso anche alle altre confessioni religiose, stipularono una nuova Intesa il 25 gennaio 1993, accettando l'OPM solo per le scelte espresse, dopo molte sofferte discussioni al loro interno. E' infatti dai redditi di quell'anno che essi cominciano a usufruire dell'OPM. Per precisione storica, va detto che, il Sinodo del 2001 approvo’, sempre con molte discussioni e voti contrari, l'accettazione anche delle quote non espresse. Tuttavia, lo Stato non ha ancora risposto alla richiesta dei Valdesi di rivedere l'Intesa in tal senso, e quindi per ora i Valdesi continuano a usufruire solo delle quote espresse.
Le ADI firmarono l'Intesa nel 1986 e accettarono subito l'OPM.
Gli Avventisti, nella prima Intesa (1986), avevano rinunciato all'OPM. Lo hanno poi accettato, stipulando con lo stato una nuova Intesa nel 1996.
Anche l'UCEI ha stipulato due Intese; la prima nel 1987 (approvata dal Parlamento nel 1989) e la seconda nel 1996, nella quale accetta l'OPM.
I Luterani stipularono l’Intesa nel 1993 (ratifica 1995). Stesse date anche per i Battisti (Unione cristiana evangelica battista d'Italia -UCEBI). I Battisti NON accettarono l'OPM ne’, per ora, hanno avuto ripensamenti.
Per concludere l'argomento, occorre ricordare che il 20 marzo 2000 furono firmate due nuove intese, una con l'Unione buddhista italiana (UBI), e l'altra con la Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova (ambedue concorrono all'OPM; i Buddhisti accettano anche le quote non espresse, i Testimoni di Geova no). Sono passati cinque anni, ma queste intese attendono ancora la ratifica del Parlamento italiano. PERCHE?
(Sulle Intese ex art. 8 C., vedere a questo indirizzo:
http://www.governo.it/Presidenza/USRI/confessioni/intese_indice.html#5)


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«partigiano, come poeta, è parola assoluta, rigettante ogni gradualità»
(Beppe Fenoglio)


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Dolores Ibarruri è orgogliosa di appartenere agli Ascolti Deplorevoli (sezione Ascolti Cervellotici)
"la presa della Bastiglia del nostro cuore bambino"
28/06/2005 12.40
 
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grazie per le preziosissime informazioni sull'otto per mille[SM=g27823]
non mi fa pentire della scelta di dare il mio modesto otto per mille alla chiesa evangelica valdese...
mi colpito molto la loro campagna pubblicitaria, ingiustamente censurata dalla rai e da quasi tutti i media (a parte alcune prevedibili eccezione: diario, il mucchio e qualche altro) quella dal titolo "molte scuole nessuna chiesa"...[SM=g27827]


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mantenetevi folli e comportatevi come persone normali (gandhi)
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09/09/2005 00.15
 
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Me lo riporta la fishtrumpet, ve lo riporto

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=44506


Cina, l'accusa di Reporter Senza Frontiere: «Yahoo, informatore della polizia»
di red

Shi Tao, 37 anni, fino a qualche tempo fa era uno dei redattori del «Contemporary Business News», giornale finanziario della provincia di Hunan, Cina meridionale. Il 24 novembre del 2004 alcuni poliziotti del National Sicurity Boureau entrano nella sua casa e, dopo aver sequestrato computer e documenti vari, lo portano via in manette. L’accusa: aver diffuso via internet documenti «Jue Mi», ossia top secret. Cinque mesi dopo l’arresto, il 30 aprile del 2005 un tribunale riconosce che Shi Tao è colpevole e lo condanna a dieci anni di carcere. Il “reato” commesso dal Shi Tao è aver spedito a colleghi e amici una mail in cui semplicemente raccontava che le autorità cinesi avevano vietato a tutti i giornalisti di commemorare in qualsiasi forma il 15esimo anniversario del massacro di piazza Tiananmen del 4 giugno 1989.

In Cina attualmente sono almeno 25 i giornalisti e oltre 60 i “cyberdissidenti” che si trovano in carcere per motivi simili. In Cina infatti il web è diventato il più potente strumento di espressione dell'opinione pubblica dato che tutti gli altri mezzi d'informazione sono strettamente controllati dal governo cinese. Ma la storia di Shi Tao è ancora più grave perché mette sotto accusa non solo il governo cinese ma anche un “gigante del web”, una multinazionale dell'informatica come Yahoo.

Secondo una denuncia di Reporter Senza Frontiere, infatti, Shi Tao non sarebbe mai finito dietro le sbarre se la filiale di Hong Kong del popolare motore di ricerca a stelle e strisce non avesse fornito alle autorità cinesi l’account di posta elettronica del giornalista e informazioni dettagliate che lo collegavano alla mail incriminata. Violando ovviamente ogni forma di tutela della privacy dei propri utenti. «Sapevamo già che Yahoo collaborava in maniera entusiasta con il regime cinese– accusano da Reporter senza Frontiere – ma adesso scopriamo che sono dei veri e propri informatori della polizia. Yahoo ha contribuito a far condannare un valido giornalista che ha pagato duramente per cercare di diffondere all'estero alcune notizie. Un conto è chiudere un occhio di fronte agli abusi del governo cinese, un altro conto è collaborare». Da parte della compagnia web nessuna risposta precisa alle accuse. Un portavoce ha però fatto sapere che il motore di ricerca sta «effettuando delle verifiche» sulla vicenda.

Yahoo non è comunque l’unica compagnia informatica ad essere stata messa sotto accusa Cina per essersi piegata alle operazioni di censura volute da Pechino. Nel giugno scorso, ad esempio, Microsoft ha oscurato i contenuti di diversi blog cinesi. Obiettivo? Secondo dagli attivisti dei diritti umani e della libertà di informazione, penetrare nel promettente mercato asiatico. Internet in Cina ha infatti già quasi cento milioni di utenti ed è destinata a crescere. Non per nulla nell'ultimo anno decine di new company a stelle e strisce hanno aperto filiali sul territorio cinese. Ma, come si chiedono da Rsf, questo le giustifica a «non essere etiche»?.
13/09/2005 12.15
 
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Avete presente cosa sta succedendo in Niger negli ultimi tempi?
Se ne dice qualcosa ogni tanto... ma sempre poco.

I dati ufficiali sono spaventosi (altro che guerre, attentati e catastrofi naturali).

Questo è apparso sulla BBC qualche ora fa. http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/4239888.stm


Niger food aid is 'misdirected'
A woman waits outside a Save The Children centre with her son
Disease is adding to the dangers now facing children
Large numbers of children have died as a result of the food crisis in Niger which began early this year, an aid agency estimates.

France's Medecins Sans Frontieres (MSF) says the death rate is several times over the international emergency level.

On average more than 40 young children have been dying a day in one area surveyed in the east of the country.

MSF accuses foreign aid organisations of misdirecting aid to those moderately malnourished rather than most in need.

Thousands have probably died of hunger in recent months.

The World Food Programme says most of the food that is needed is in place but it has not yet been distributed to at least one million people.

Logistical difficulties in acquiring the food at short notice and getting the food to the warehouses has caused the delay.

'Inadequate response'

Yet had the world responded earlier to the signs that a crisis was looming, all of this would have been manageable, says the BBC's Hilary Andersson in Niger.

She said that, although aid has reached many, the situation had visibly worsened in some areas she first visited in July.

Malaria has set in and many of the starving are now struggling to fight disease in their weakened condition, our correspondent adds.

MSF accused the UN last month of an inadequate response to the crisis, saying food relief was being poorly targeted and not delivered to the right place at the right time.

UN Secretary-General Kofi Annan promised Niger all the aid it needed while on a two-day visit to the stricken areas.

The UN estimates that up to three million of Niger's 12 million population are suffering food shortages.

It says 32,000 children with severe malnutrition could face death without the necessary food and medical treatment.

[Modificato da astrodanzante 13/09/2005 12.16]

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