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La celebre entrata

Ultimo Aggiornamento: 14/04/2012 13.57
14/04/2012 13.57
 
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Nel cofanetto celebrativo con l'intera discografia del periodo Battisti-Panella ( in tre cd ) è presente un libretto con dei commenti per ogni canzone da parte di Pasquale Panella. " Il cofanetto illustrato con scenette di strafottemte felicità" ( cit ) Ecco a proposito la prefazione riguardante la prima canzone che inaugura la serie : Le cose che pensano.

La celebre entrata
Nelle nuove canzoni...
Quell'ultima occhiata
A chi ne restò fuori
Quella calma finale
All'inizio
Nella quale
Serve a niente cercare
Un indizio


Ouverture (in italiano apertura) è un brano musicale che introduce un'opera lirica o una qualunque composizione musicale. Questo indica in maniera chiara la finalità di un brano musicale con questo nome. Nella prassi operistica di buona parte del '700 l'ouverture non veniva considerata parte integrante dell'opera che seguiva, ma aveva la sola funzione di richiamare l'attenzione degli spettatori invitandoli tacitamente a sedersi, dal momento che la "vera" performance sarebbe cominciata a breve. Successivamente essa acquisì la dignità di "brano vero e proprio" con funzione introduttiva. Detto ciò, chi non conosce fra gli appassionati di Battisti la "celebre entrata" di quel affascinante giro di pianoforte che introduce Le cose che pensano ? Si tratta di uno dei momenti più alti del nuovo corso battistiano. Un sontuoso preludio strumentale collocato all'inizio dell'Opera ( è la canzone migliore accanto alla title track Don Giovanni ) costituisce l'ideale, meravigliosa ouverture di tutto il periodo "bianco".

La celebre entrata
Nelle nuove canzoni...


I bianchi non sono solo poesia e musica, ma quant'altro possa comprendere il mondo dell'arte. Sono anche pagine di pittura, letteratura, teatro, cinema, fotografia, filosofia. L'argomento fotografia è stato menzionato in quella inquietante atmosfera carica di suspence ( Allora ricordarsi di fare delle pose delle fotografie che possono sempre servire.. ) Al pari delle arti figurative, la fotografia è un grande esercizio di osservazione che aiuta a scoprire il mondo che abbiamo attorno. Fare fotografie non significa collezionare immagini di gite, feste, amici o un qualsiasi evento per avere un ricordo caro. Fare fotografie è anche uscire di casa, macchina in braccio, con il solo scopo di cercare qualcosa che non si è mai visto. Anche in questo campo c'è molto di artistico. Fare foto ci si emoziona come un pittore quando cattura un tramonto o una sfumatura di luce. Curiosamente il primo fotografo della storia fu proprio un pittore: Caravaggio. Impressionante la precisione fotografica che egli imprimeva nelle sue tele. Come nel dipingere, esistono molte tecniche che un neofita spesso ignora. Per certe inquadrature l'imperativo categorico per molti appassionati di fotografia è vedere in grande. E allora non resta loro che dare spazio agli obiettivi grandangolari per catturare ampi paesaggi e mettere in evidenza iprimi piani rispetto allo sfondo. Si può creare una prospettiva alterata che porta ad esagerare la proporzione dei soggetti in primo piano facendoli apparire, rispetto alla realtà, molto più grandi di quelli in secondo piano. Oppure catturare un vasto angolo di campo ( gli ampi paesaggi ) a scapito di un marcato rimpicciolimento delle cose o persone più vicine.

Quell'ultima occhiata
A chi ne restò fuori


Tratto da Le cose che pensano:

La vista l'angolai
di modo che tu mai
entrassi col viavai
di quando sei
dolcezza e liturgia
orgetta e leccornia
La prima volta che
ti vidi non guardai
da allora non t'amai...



La celebre entrata che introdusse Le cose che pensano, conclude un itinerario di quaranta canzoni con La voce del viso, epilogo dell'Opera di Battisti e Panella. La data di pubblicazione di Hegel non viene scelta a caso: il 29 settembre non è un giorno qualsiasi, è il giorno della canzone epocale di Battisti, inserita nel suo primo album. Il passato si congiunge sempre con il presente, la filosofia ce lo insegna. Alfa e Omega, prima e ultima lettera dell'alfabeto greco, simboleggiano la nascita e la morte, inizio e fine di tutto, ciò da cui tutto parte e ciò a cui tutto tende, un concetto che in senso filosofico può essere molto più esteso. Un'immagine complessa e affascinante dai risvolti propriamente hegeliani: non c'è bianco senza nero, dopo la tempesta vi è la quiete, dopo il clamore regna la calma e il silenzio. Non c'è vita senza gli opposti. L'nizio è stato alfa con l'attaccapanni di Don Giovanni ( a ) mentre l'ultimo disco ( Hegel ) si è concluso con E suggellandone la fine. Un indizio non trascurabile: con un piccolo stratagemma Omega si può scrivere come la lettera E del nostro alfabeto. Basta rovesciarla con le tre gambe rivolte all'insù e il gioco è fatto. Curiosamente la lettera si presta a più soluzioni: può diventare un 3 se la giriamo a sinistra o una m se la corichiamo a terra...
Omega

Quella calma finale
All'inizio
Nella quale
Serve a niente cercare
Un indizio


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